Visualizzazione post con etichetta ;vaticano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ;vaticano. Mostra tutti i post

giovedì 19 settembre 2013

«Il confessionale non è una sala di tortura» o i «raggelanti armadi» ( 1975 la storia si ripete ...)

ARMADI GELIDI E CUORI DI CARTAPESTA

Di Padre Pellegrino Santucci :
 GLI STRUZZI 
 ( Grafiche Consolini, Bologna, Febbraio 1975. Da pag. 160 a pag.165 )

La verità detta da un imbecille resta la verità di un imbecille. La più grande corbelleria sputata da cattedre prestigiose fa subito notizia e i gonzi la prendono per verità

Per l'ennesima riforma, l'ennesima idiozia!
Ormai anche questo rientra nel costume ecclesiastico del nostro tempo. 
E’un vero peccato: ne perde la serietà, ne fa le spese la religione, si turbano le coscienze, i trinariciuti del post-Concilio rischiano di cadere proprio là dove si ritengono sicuri per modernità e progressismo,
L'Osservatore Romano ha pubblicato le direttive e le indicazioni pastorali e liturgiche sulla pratica del Sacramento della Penitenza.
Le ho lette, studiate e, nonostante la mia ormai più che giustificata allergia a certe novità, devo dire che, dopo tutto, mi piacciono. 
Peccato che io non le possa attuare nella loro purezza: una precoce e insanabile ipoacusia bilaterale mi ha da tempo sbarrato le porte del confessionale e quello che per me fu fino a ieri una palestra di autentiche battaglie per portare luce alle anime, oggi è solo una tortura: devo rinunziare a ciò che del Sacerdozio — dopo e forse prima dell'Eucarestia -— è la parte più esaltante.
Ma non tutti la pensano così... 
E non la pensano così, per somma disgrazia della Chiesa, i lisci monsignorini di una certa dirigenza vaticana sempre in vena di bruciare le cose sante del passato per far posto agli idoli di una nuova mitologia laica, per non dire a volte pagana.
Leggo ( 1 ) che Mons. Gilberto Augustoni. « il prelato » (?!) ( ora Cardinale di S.R.C. n.d.r. ) incaricato dalla Santa Sede di illustrare ai giornalisti il testo della riforma», non ha voluto perdere la ghiotta occasione di squalificarsi come sacerdote e come uomo quando, preso dal gusto sadico della demolizione del passato, non si è vergognato di definire i confessionali « raggelanti armadi »
D'ora innanzi, secondo l'interpretazione « volutamente e pervicacemente » falsa delle disposizioni della Santa Sede, il confessionale dovrebbe scomparire...
Chi fa dire queste cose a uomini di Chiesa che, come minimo, dovrebbero avere il pudore di non esporsi al ridicolo?
Ma così vuole oggi la tirannia delle mode, tanto più sfacciate quanto più ammantate di progressismo.
Invece, secondo le ultime disposizioni, i «confessionali» non verranno aboliti.  Anzi!...
Eppure, come si ostinano questi chierici della menzogna a cambiare le carte in tavola!
Perchè? E’ semplicissimo: per mettere i credenti di fronte al fatto compiuto! 
La solita tecnica dei furbi...
È penoso, è triste, è sconfortante, in momenti di paurosa apostasia, condannare un passato di fede, di carità, di sacrificio, di eroismo.
Sì: perchè il confessionale è stato il tribunale di quella misericordia che il Cristo, non quello super-star degli efebi, ma il Cristo Dio e Figlio di Dio ha voluto riversare sugli uomini proprio fra le smagliature di quelle grate dove si è consumata fino all'olocausto la santità di migliaia di sacerdoti che con pazienza e sopportazione certosine hanno raccolto le miserie, le lacrime, le disperazioni e le gioie di miliardi di uomini e da peccatori li hanno fatti buoni e da buoni santi.
Amici lettori, che offesa alla verità, alla Chiesa, alle coscienze, a ciò che di più penetrante ha istituito il cristianesimo per raccogliere nel silenzio e nel più assoluto segreto le pene e spesso, sì spesso, molto spesso i drammi delle anime!
Quanti di noi sacerdoti — sia pure nelle nostre modeste esperienze — non potremmo sciorinare una lunga litania di peccati (dalle bestemmie all'adulterio, dal furto all'omicidio; sì, anche all'omicidio!) dall'aborto a tutte le altre mille perversioni della vita umana, peccati che spesso si coloravano di tinte drammatiche con sottofondi di disperazione tesa fino alla follia suicida?
Quanti di noi ancora, nel quotidiano esercizio del ministero della Confessione, non hanno acceso anime spente, non hanno recato pace ad intere famiglie, non hanno sorretto, incoraggiato tante generazioni di giovani che poi nella vita sono stati i migliori testimoni di un cristianesimo robusto e coraggioso di fronte al quale impallidiscono le velleità comunitarie di certa nuova gioventù tutta latte e miele, tutta contestazione.
E quanti di voi, amici lettori, non hanno trovato almeno una volta nella vita, la pace, la gioia, la fiducia proprio in quegli «armadi raggelanti» che oggi si dovrebbero demolire per farne magari dei bar per consumazioni eucaristiche.
Ci siamo lamentati tutti, ci siamo sdegnati insieme con Paolo VI per lo scandalo del libro «sesso in confessionale» da cui poi è stato tratto anche un film
Ci siamo domandati com'è possibile che — per vile danaro — si ricorra a queste vergognose simonie laiche che violano i segreti più reconditi delle anime e turbano quella fiducia che hanno sempre ispirato i «raggelanti armadi».
Ma è ora di dire che se ciò è avvenuto, è per colpa nostra: per colpa di quei sacerdoti che in nome di riforme ibride e pretestuose, hanno dissacrato tutto, tutto messo in ridicolo. 
Nessuna meraviglia se laici spregiudicati, giornalisti indegni di questo nome, hanno potuto violare impunemente le barriere delle coscienze, senza che nessuna legge umana abbia saputo perseguirli...
Si stanno raccogliendo i frutti della dissacrazione e — purtroppo — chi ne fa le spese sono quelli che non ne hanno colpa: i sacerdoti che della fedeltà hanno fatto impegno di vita, le anime che ritenevano di poter river-sare nel cuore del sacerdote le pene, le angoscie e, diciamolo pure, anche le sciocchezze della loro vita.
Verrà quindi anche la riforma della Confessione, chiamata d'sra in poi «riconciliazione». 
Speriamo che giovi a tutti, specialmente a quei cuori di cartapesta che non hanno mai capito la sacralità e la maestà dei «raggelanti armadi» di cui parla l'untorello vaticano. 
Intanto dalla vicina Francia giungono le prime notizie... consolanti sul nuovo corso impresso ai sacramenti da una statistica ufficiale e condotta con molta serietà, risulta che il cinquanta per cento dei cattolici che si comunicano abitualmente, hanno già abolito la confessione.
Anche la logica delle deformazioni ha le sue leggi inesorabili!
Ho detto fin dall'inizio, non per cautelarmi, ma perchè ne sono convinto, che le norme sulla «riforma» del Sacramento della Penitenza mi trovano perfettamente allineato: non c'è, sostanzialmente, nulla di nuovo e nulla di strano. 
Le novità e le stranezze le inventeranno — e le hanno già inventate — i preti. 
Io stesso ne ho avuto subito la prova e diverse persone hanno assistito disgustate ad un banale episodio, indice però di una mentalità e di un costume forse ormai irreversibili. 
 In occasione di un matrimonio che coincideva con una «grossa» festa sociale, ci siamo trovati in chiesa in cinque sacerdoti: l'unico vestito con la talare ero io!...
Mi hanno richiesto in confessionale e, pur con le difficoltà sopra accennate, ci sono andato.
Ne sono uscito dopo mezz'ora: la mia tonaca nera era diventata bianca, le ragnatele mi addobbavano dalla testa ai piedi: da oltre un anno, in quel confessionale, fino a ieri luogo d'incontro di miserie, di debolezze, di chiacchiere — pensatela come volete — nessun prete si era più seduto.
Circa le novità non è d'accordo con me un anonimo (si firma F. P.) di «Famiglia Cristiana» ( 2 ) , il rotocalco impegnato a smantellare la tradizione, non con articoli di brutale rottura, ma col fumettismo tipografico. 
«Le novità più interessanti riguardano soprattutto gli elementi dottrinali che capovolgono la mentalità corrente».
Ahi! Ci risiamo!
Quindi si cambia tutto, si «capovolge!» 
«Si accentua cioè il fatto che la penitenza sacramentale è l'incontro tra l'azione di Dio che salva e quella dell'uomo che, riconosciute le proprie colpe, si pente e si converte».
Si vede proprio che F. P. non si è mai confessato o non ha mai confessato, oppure non capisce il significato di quello che scrive. 
E che forse la confessione di ieri non voleva le stesse cose? 
«È ancora più importante (sic!) l'accusa dei peccati, ma diventa prevalente la convinzione che l'uomo e permanentemente in cammino verso Dio. che sempre viene incontro con la sua misericordia».
C'è da trasecolare a leggere queste frasi fumose e ibride! 
Intanto, l'aggettivo importante è una pura e semplice cretineria: l'accusa dei peccati è necessaria, non importante. 
Il resto, cioè l'uomo in cammino è solo retorica...
Ma più che il breve scritto di «Famiglia Cristiana» contano due disegni, veramente illuminanti che anticipano vigorosamente quella che sarà la realtà lieta e accomodante di certa «pastorale» disancorata dai suoi presupposti teologici e morali.
Primo disegno: un prete che assolve una massa anche se la didascalia attenua l'impressione immediata che scaturisce dal gesto del sacerdote.
Il secondo, straordinariamente efficace e di palpitante attualità: un altro prete che «confessa» una bella ragazza, extra confessionale.
Nulla di strano, per carità! 
D'ora innanzi, io, sordastro, potrò agire solo cosi!...
Il lato piacevole è dato dalla disinvoltura serena della tizia e dalle sbirciatine furbastre del Reverendo che non vorrebbe guardare, ma guarda...
Non è d'accordo con me, o meglio, non sono io d'accordo con lui, nemmeno il Rev. Padre Gesuita Zoltan Alseghy di «Civiltà Cattolica» quando nella scia ormai anch'essa irriversibile del riformismo, insiste sulla riscoperta della natura «ecclesiale» della penitenza...
Anche queste sono tutte sciocchezze: si confonde una realtà teologica con approssimazioni misticheggianti che possono anche arricchire i lati esteriori di un Sacramento, ma di cui non rivelano la realtà.
D'accordo sugli aspetti «ecclesiali», come si dice oggi, ma i peccati sono personali e li deve scontare chi li commette. 
Per caso, non si vorrà forse instaurare una specie di politica di centro-sinistra anche in confessionale secondo cui una classe — quella dirigente — fa i malestri e la comunità li paga?
Mi pare che questo massificare o ecclesializzare a tutti i costi i fatti individuali rientri in un costume giuridicamente insostenibile.
La confessione è un tribunale: chi rompe, paga!
Ottima cosa, ma puramente marginale e, se volete, anche coreografica, confessarsi, come una volta a Dio Onnipotente, alla Beata Vergine Maria, a S. Michele Arcangelo (ora però emarginato, forse perchè porta la spada) e «a voi, fratelli».
Bene, molto bene: però Iddio il conto lo chiederà a noi, in singolo.
Certo insisteremo di più sui peccati sociali, sulle denunzie dei redditi non effettuate o aggiustate, sui nostri troppi inutili viaggi, sul troppo tempo che si perde nelle assemblee, sui peccati ecclesiali che turbano le coscienze, sugli amori con comunisti e fascisti, sugli abbandoni ormai cronici del gregge da parte dei pastori, sulle concelebrazioni frettolose e comode, su concezioni epidermiche della povertà ecc. ecc..
Ma questo non cambia nulla e la vecchia legge del «chi rompe paga » è ancora in vigore presso il tribunale di Dio.
Chi ritenesse di ovviare alla crisi della confessione con certi surrogati di dubbio gusto può rassegnarsi a capitolare. 
Avete visto come sono sbolliti gli entusiasmi, i fumi per le «messe beat»? 
Una chitarra riempiva una Chiesa: andateli a cercare ora i giovani e i preti di quelle messe.
Di inchieste sulla Confessione se ne sono fatte anche nelle forme più morbose e più sfacciate: «Sesso in confessionale», il libro e il film che umiliano il giornalismo e il cinema, sono una grossolana deformazione di realtà che non si possono smentire.
Ma anche le altre, più serie, per esempio di P. Silvano Burgalassi e di Gianfranco Svidercoschi non dicono niente: si arrestano, come è logico, davanti alla freddezza delle cifre e mai penetrano il mistero avvolto di dramma e di miserie che fa della Confessione il sacramento del riscatto, della  luce, della grazia.
Certo, certo il confessore, messo di fronte alla realtà di un mondo allo sbaraglio dove principi naturali e soprannaturali hanno scarsa presa sulle coscienze, deve sfoderare tutta la pazienza, la sapienza e la «sacralità» della sua persona per non minimizzare il suo ministero e fare del confessionale un gabinetto da psicanalisi. 
Insisto su questo termine: sacralità
Ho l'impressione e diamo spesso noi sacerdoti l'impressione di esserci svestiti di questo «habitus» interiore che è tipico del sacerdozio cattolico. 
La facile e troppa secolarizzazione, seguita purtroppo da un «mo¬dus rivendi» che ne è la conclusione logica, ci svuota di quella carica soprannaturale della quale grondavano i santi e che negli stessi ministri di Dio, diciamo normali, è sempre stata il distintivo caratteristico.
Ho parlato anche di sapienza e volutamente.
Al di fuori di schemi di ascetica laica, intrisa di esotismi come di sapere mondano, credo che il vecchio discorso di S. Paolo sul sapere, sia oggi tutt'altro che superato.
Forse la teologia di ieri ha voluto dir troppo e per questo ha ucciso in molti la fede.
Probabilmente la filosofia tomistico-aristotelica ha voluto scoprire una logica nel Padreterno che invece non ha o meglio, è al di fuori dei nostri schemi.
È sempre stato detto che non è il ragionamento a riportare Dio sui binari della vita, ma la fede, la grazia e, da parte dell'uomo che fede e grazia deve trasmettere agli altri, la più larga, intensa e profonda partecipazione delle stesse così da impegnarsi di quella sacralità che sola crea i contatti con le coscienze. 
Il resto, è palliativo.
Non saranno quindi né teologi, né psicologi, né filosofi a tirar fuori Dio dal cassetto, a piegare le anime, a strappare le lacrime, ad aprire le caterrate del cielo a chi vive della vita del cielo.
Chiedo scusa della predica, ma una cosa della quale sono fermissimamente convinto è questa: che proprio fra gli armadi raggelanti cui accenna il monsignorino romano ( ora Cardinale n.d.r.) si può dare concretezza a un colloquio costruttivo e sprigionare tutto quel calore che scaturisce dal cuore e dall'anima di chi crede fermamente in Dio e Dio ama appunto con tutto il cuore e con tutta l'anima.

P.Pellegrino Santucci ( Servi di Maria)


Note dell’Autore

1      Da « Il Resto del Carlino » - 8 febbraio 1974.

Curiosa la vicenda di questo polpettone giornalistico: il Papa disapprova certe trovate dissacrato¬rie, la stampa cattolica le pubblicizza con più insistenza e «Famiglia cristiana» tira diritto in barba al Papa e al buon gusto.

L'orgoglio e il pregiudizio ... ( preti e fedeli piangono per la“ Passio Ecclesiae ”)

"Non per i segni ma per quello che viene buttato in pasto ai fans ".

L’immagine allegata è tratta dalla consacrazione episcopale del nuovo elemosiniere Konrad Krajewski, svoltasi il 17 settembre scorso all'altare della Cattedra nella Basilica Papale di San Pietro. 
Il Papa non ha concelebrato. 
Si è limitato a prendere parte, come un semplice vescovo in mezzo agli altri vescovi …
La semplicità e la sobrietà sono indubbiamente dei pregi per un ecclesiastico .
Il semplicistico "pauperismo" pontificale ( quotidianamente offerto ai compiaciuti mass media ) desta invece preoccupate perplessità perché viene mortificata l’estetica sublime del Sacro, che rimanda e allude all’identità metafisica del Vero, del Bello e del Buono.
Rifiutare l’estetica, in nome di un’intellettualistica e, come è stato giustamente osservato, orgogliosa e compiaciuta “semplicità”, significa rifiutare il portato ontologico e metafisico, e non solo didattico e anagogico, della Bellezza e dei simboli, il che porta a una desacralizzante banalizzazione, alla sciatteria liturgica e al semplicismo dottrinario tipicamente protestante e dei gruppi “ carismatici “ .
L’estetica non è orpello, ma attributo del Vero, e il rifiuto del Bello è rifiuto della Verità.
Molti santi vivevano personalmente in sobria povertà, ma curavano che le chiese, gli arredi liturgici, i riti fossero ricchi e fastosi, perché a maggior gloria di Dio.

“Povertà non è pauperismo, semplicità non è sciatteria, vicinanza al popolo non è populismo demagogico!
Tener conto dell`influenza dei media non implica, consapevolmente, metterseli in tasca facendo e dicendo quel che li fa partire in estasi ! 

Dal momento che parliamo di "abiti", che non sono semplici abiti ma altrettanti simboli, non lo sottolineo più perchè è ormai inutile ma c`è un`immagine che ogni qualvolta la vedo mi disturba: sono i pantaloni neri del Papa ampiamente visibili, anche da lontano, sotto la veste bianca.
Non è solo la trascuratezza a colpirmi in quel bianco-nero ma è l`evidente volontà del Papa, anche in quello che non è un dettaglio (il bianco è un segno distintivo dell'autorità pontificia), di non adattarsi a ciò che non gli aggrada, di imporre la sua volontà e di far di testa sua ” - ha scritto una fedele - Benedetto XVI nell’omelia della Messa Crismale del 2007 ricordava ai sacerdoti il simbolismo delle vesti liturgiche: “ … entrare sempre di nuovo nel "sì" del nostro incarico – in quel "non più io" del battesimo …( per ) domandarci se portiamo questo abito dell’amore. Chiediamo al Signore di allontanare ogni ostilità dal nostro intimo, di toglierci ogni senso di autosufficienza e di rivestirci veramente con la veste dell’amore, affinché siamo persone luminose ". 
Questo è il tempo glorioso della “ Passio Ecclesiae “ inutile nascondercelo.
Fra le icone di questa “ passione “ si può ascrivere anche la foto che abbiamo allegato : l’orgogliosa, ostentata e auto-compiaciuta “ semplicità ” è gradita  a Dio ed è pastoralmente efficace per i fedeli ?
Noi dobbiamo offrire, proprio per amore del Signore e della Sua Chiesa, alla quale apparteniamo e nella quale siamo "Suoi", le nostre sofferenze per gli atti che sono in disunione con la Tradizione della Chiesa prendendo anche le distanze in coscienza, dagli scostamenti dalla verità, " in attesa del ripareggiamento ", per dirla con Amerio, che di certo verrà: lo crediamo de fide.
Possiamo e dobbiamo farlo custodendo, difendendo e diffondendo ciò che abbiamo ricevuto, andando avanti con fiducia.
Gli scoramenti arrivano. 
Ma, nel Signore possiamo superarli, non permettendo che qualcuno o qualcosa ci tolga la gioia della Resurrezione”. ( Cfr Una Teologa fedele alla Tradizione )

Come contrapposizione all’immagine dell'ordinazione episcopale, che stiamo rispettosamente criticando, citiamo le apprezzabili le parole che il Papa  ha rivolto oggi ad un gruppo di Vescovi : “ Il nostro è un tempo in cui si può viaggiare, muoversi da un punto all’altro con facilità, un tempo in cui i rapporti sono veloci, l’epoca di internet. 
Ma l’antica legge della residenza non è passata di moda! 
E’ necessaria per il buon governo pastorale…
Vedete, la residenza non è richiesta solo per una buona organizzazione, non è un elemento funzionale; ha una radice teologica!
Siete sposi della vostra comunità, legati profondamente ad essa!
Vi chiedo, per favore, di rimanere in mezzo al vostro popolo. Rimanere, rimanere…
Evitate lo scandalo di essere “Vescovi di aeroporto”!
Siate Pastori accoglienti, in cammino con il vostro popolo, con affetto, con misericordia, con dolcezza del tratto e fermezza paterna, con umiltà e discrezione, capaci di guardare anche ai vostri limiti e di avere una dose di buon umorismo. E rimanete con il vostro gregge!
Papa Francesco contro Papa Francesco : l'altro ieri ( stando assieme agli altri Vescovi senza alcun segno particolare della Sua suprema giuristizione pontificale ) ha mortificato una tradizione più che millenaria mentre oggi ne ha esaltato una  che risale al Concilio di Trento.

Un intellettuale ci ha scritto : “ … non ho mai visto una sola parola, un solo aggettivo, una sola umana partecipazione per le sorti enormi e per il carico difficilissimo che il Santo Padre ha sulle sue spalle a trarre la barca di Pietro dal pantano nel quale si era arenata non tanto per quel sant'uomo di Benedetto XVI ma per i circoli dei quali si era circondato … ( E’ sempre colpa nostra : dei tradizionalisti, dei tridentini… gli "untori" di questo momento storico N.d.R.)
Quella foto, sottovalutata ma magnifica nella sua tragica testimonianza, nella quale i due Pontefici ( Benedetto XVI e Papa Francesco I N.d.R.) si scambiano i saluti a Castel Gandolfo e quella scatola bianca sul tavolo... monito e pregnante presenza del maligno nei documenti in essa contenuti la dicono lunga sulla consapevolezza dei due uomini ( santi ambedue) dei tragici destini in cui era caduta la Chiesa di Roma. 
Non riflettiamo abbastanza sulla tragedia che ha rischiato la Santa Sede e ringraziamo il Santo Padre che, da buon gesuita colto ed antico, sfrutta la modernità per riportare la navigazione in acque tranquille. ( Ma c’è mai stato in 2000 anni di storia del cristianesimo un periodo “tranquillo” per la Chiesa ? Ci potrà mai essere la " tranquillità " per la Chiesa impegnata nella quotidiana lotta contro le tenebre che opprimono l'uomo ? N.d.R.) ”.
 
Un altro fervente “papalino” che durante il Pontificato-Via Crucis di Benedetto XVI si era addormentato, un sonno durato quasi 8 anni … ha scritto : “ Tutti parlano del Papa. Parlano da ricette e formule che danno quello che deve o dovrebbe fare.
Mi chiedo se quelli che parlano hanno  usato  la stessa carità che Francesco ha sempre fatto. (Visita i poveri, i malati, che sono in carcere... i preferiti di Dio...)
Il nostro (*) Papa è ben consapevole del fatto che ci sono troppi teologi e sacerdoti che sono insegnanti che amano insegnare, ma non vogliono lasciare la loro comodità, perché significa andare al particolare servizio di quest'ultimi.
Qui viene mostrato che la conoscenza degli altoparlanti è una conoscenza piena di orgoglio, di vanità ..... ma la Sapienza del Papa è pratica e concreta, la predicazione di un Cristo crocifisso, scandalo per coloro che sono perso, ma la potenza di Dio e sapienza di Dio. 1 Corinzi 1:18-24 ”.

Questi interventi così affettuosi nei confronti del nuovo Papa mi ricordano anche un'elegante frase, riferita a Francesco I,  che sta circolando in alcuni circoli “ illuminati ”: “ NOI ( notare il plurale maiestatis ) AMIAMO QUESTO PAPA PERCHE’ E’ IL PAPA DI TUTTI GLI UOMINI E NON SOLO DEI CRISTIANI ”.

Andrea Carradori



(*) In un certo linguaggio cifrato ( ma neppure  troppo ) negli ambienti illuministi - e attigui - si adopera l'aggettivo possessivo della prima persona plurale per mettere in risalto  la perfetta aderenza  dei membri del Club con un personaggio di cui si condivide l'operato. Diciamo che il Personaggio indicato con " nostro " viene considerato come una specie di membro onorifico del Club .

martedì 10 settembre 2013

La Veglia Cattolica per la Pace in Piazza San Pietro e l'esercito di Papa Francesco

Pensieri in libertà presi da alcune conversazioni su blog diversi .
Mi risparmiano la fatica di “aggiornare” il blog perché in questi giorni sono impegnato nelle feste in onore di San Nicola da Tolentino, Agostiniano.
Grazie agli Autori degli scritti per il loro “involontario” contributo.
Andrea Carradori

Sulla Veglia per la Pace con Papa Francesco in piazza San Pietro ( sabato 7 settembre 2010)

« Sono tornato dalla Veglia edificato.
La veglia è stata non solo edificante, ma spiritualmente altissima.
La Preghiera del Santo Rosario, intramezzata dalle meditazioni di Santa Teresa, e soprattutto l'Adorazione Eucaristica compiuta su un Altare Cattolico (il che non è poco, visti i tempi), sono stati momenti altissimi di Fede.

L'Adorazione Eucaristica ha occupato praticamente i 3/4 della veglia, e le letture, le preghiere e le meditazioni proclamate NON HANNO MESSO TRA PARENTESI L'UNICA DIVINITA' DI GESU' CRISTO, COL PADRE E LO SPIRITO SANTO, E L'UNICA VERITA' DELLA RELIGIONE CATTOLICA.

***
Ho portato tutti voi con me, in preghiera.
La Veglia non è stata una "iattura", ma una Veglia CATTOLICA come poche ce ne sono state in questi ultimi decenni. »

***

“ Tra l'altro le parole ( di Papa Francesco n.d.r.) di quest'oggi all'Angelus sono di una forza dirompente. Chi mai ultimamente ha osato parlare apertamente di menzogne e di interessi legati al commercio d'armi a livello planetario parlando dei potenti?
Il fatto è che pochi ancóra han capito davvero che l'età moderna è finita e strafinita: noi seguitiamo a usare le categorie del moderno (come "destra" e "sinistra"), ma in modo ormai totalmente equivoco. 
Ormai le parole han perso ogni significato, in un senso molto più radicale di quello che i più di noi sarebbero disposti a ammettere. Impera il nulla (non dico il "nichilismo", perché quell' "-ismo" implica qualcosa di strutturato, un pensiero, un'idea).

E tutti noi, si voglia o no, apparteniamo a questo contesto posmoderno.

Nel quale contesto, finita con tutto il resto anche la politica, ci unifica, e ci unificherà sempre di più (ammenoché Dio non ci liberi), un torbido sentire populista.


*** 
“L'offerta del digiuno di moltissime persone e la preghiera salita al cielo da altrettanti fedeli (cattolici) sicuramente avrà una ricaduta di grazie sull'umanità. 
L'aver invocato questo potente aiuto a Dio é un grande merito del papa. 
È questo l'atto d'imperio di cui ringraziare il papa: come "comandante supremo" della Chiesa ha riconosciuto la gravità della situazione siriana (strano che nei commenti questo non venga mai accennato) ed ha invocato l'aiuto dell'Onnipotente (il nostro Generale Supremo) con gli strumenti più idonei, la preghiera ed il digiuno (tra l'altro sarebbe da verificare quanti sono i cattolici conciliari che l'hanno effettivamente seguito; non so ma credo che non siano poi così numerosi...).
Come e quale effetto avrà questa nostra chiamata alle armi spirituali non lo sappiamo, ma un effetto benefico per la nostra e l'altrui salvezza é sicuro.
Questo é il punto centrale su cui va messo l'accento.
Se poi il papa ha delle lacune ed anche se il suo appello fosse lacunoso, se anche altri non cattolici hanno pure pregato il loro dio, se addirittura alcuni ne hanno solo approfittato per farsi pubblicità, queste cose non annullano i meriti dei primi!
E noi non ci muoviamo solo a livello di immagine mediatica o di influenza sulle coscienze.
No, il soprannaturale é qualcosa d'altro e noi cattolici con il digiuno e la preghiera ci rivolgiamo con corpo, mente e spirito direttamente a Dio chiedendo il suo aiuto. 
Anche se accanto a noi siede un maomettano, un ebreo, un luterano o un pagano che prega a modo suo.
Confidiamo nella capacità del Signore di ascoltare la genuina richiesta di pace di molti uomini (tra cui moltissimi cattolici) e che sappia trasformare questa genuina richiesta di pace nel primo passo verso la conversione di tutti e di ogni uomo per dare quindi la sua vera pace alla Siria ed al mondo”.


***
" La regalità di Cristo non è la retorica che lo spoglia di ogni mitezza e umiltà; Gesù continua a regnare dalla croce , croce che non si può mai brandire come una spada ideologica. Gesù ha dimostrato aperta simpatia per gli eretici del suo tempo (i Samaritani) ed anche antipatia per quelli che ritenevano di essere sempre nel giusto e irreprensibili ".

«Quante divisioni ha il Papa?» Le “masse cattoliche”

“ Anche il "mite e colto" Benedetto XVI non dubitava che esistano le masse cattoliche, ne conosceva le divisioni interne, conosceva le divisioni nei soldati e nella gerarchia, non temeva che disobbediscano ai suoi comandi e di comandi Benedetto XVI ne ha dati, sapeva che si sarebbero confrontati con l`ostilità di coloro ai quali erano rivolti, di coloro che avrebbero dovuto obbedire eppure ha agito, anche lui ha fatto "atti d`imperio", anche lui dal suo "balcone" ha comandato, ma è stato obbedito?
Era sicuro dell`obbedienza?
E se non lo era, se non è stato obbedito è perché non era un comandante con un rapporto fusionale e mistico con i fedeli e senza mediazioni???

A parte che quel rapporto l`ho vissuto e più di una volta, a Roma come in Val d`Aosta, anche se si esprimeva in modo diverso, più intimo, più raccolto, meno estroverso...anche se attraverso Papa Benedetto toccavamo Cristo.

Detto questo, Benedetto XVI ha forse avuto dalla sua parte, la gerarchia, i media?
Summorum Pontificum,
Anno sacerdotale,
Anno della Fede,
come sono stati accolti i suoi comandi? Da chi?
È stato obbedito?

E se non è stato obbedito è forse perché non era un uomo di comando?
O era perché i suoi "ordini" non erano graditi da chi doveva eseguirli?
Benedetto XVI è stato un comandante circondato da felloni, da falsi amici, da ribelli, si è scontrato con il potere parallelo di cordate, lobby, che hanno vanificato i suoi ordini, ha dovuto passare il suo tempo a lottare, a PULIRE le sporcizie che altri prima di lui avevano occultato, non ha potuto contare sulla lealtà, sull`OBBEDIENZA dei suoi subordinati.

Papa Bergoglio al contrario è dal primo momento esaltato, adulato, la gerarchia ha visto come i media lo hanno accolto allora stanno dietro a lui come un solo uomo, i problemi sono tutti lì, ma fa comodo questa immagine di una Chiesa bella, pura e bianca, dove soffia un`aria nuova, fresca, pura e leggera.
Le divisioni ci sono, e sono dolorose, non credo che Papa Bergoglio le abbia soppresse, la confusione e l ìgnoranza non sono sparite come per incanto, lo scempio dottrinale e liturgico, fonte di confusione e divisione, continua, non ho visto "el comandante Francisco" approffittare del suo potere e carisma per prendere dei provvedimenti.

Dimenticarlo e mettere l`accento sul carattere mite di Benedetto per dire, nemmeno fra le righe, che non ha saputo formare una massa responsabile, senza dubbi, distrazioni e ribellioni, precisando che non credo affatto che l`imperio di Papa Bergoglio abbia creato quella massa, mi dico anche che temerei piuttosto una massa che obbedisce al carisma imperioso e imperante di un comandante, abdicando l`uso della sua ragione e coscienza.
Vedremo nel futuro come Papa Bergoglio userà il suo "carisma" di "uomo di comando", vedremo quali atti di imperio compirà e vedremo gli effetti reali e non immaginari che produrranno sulla Chiesa e sui cattolici”.

***

I tradizionalisti ci sono e io mi sento uno di loro. 
Non ci sono i CATTOLICI-E-BASTA perché altrimenti quando nel 2007 con estrema ingenuità sono andato a chiedere al mio parroco e a quelli delle parrocchie limitrofi una Messa antica non sarei stato trattato come uno zerbino; perché non sarei qui a supplicare al mio Vescovo da un anno una richiesta che ci è stata prima concessa e poi rifiutata. 
Non sarei stato trattato male solamente perché mi hanno visto con il Breviario del 1960. 
Se fossimo stati tutti "cattolici e basta" nessuno mi avrebbe trattato male in modo gratuito. Ed ecco perché molti tradizionalisti diventano "duri": perché ne hanno le scatole piene di entrare in chiesa e sapere di venire discriminati perché vorrebbero fare una Comunione in ginocchio o anche perché rimangono in Chiesa a ringraziare qualche minuto. Cominciassero i "non tradizionalisti" a non fare differenze, a non metterci in un ghetto, e vedrai che tanti tradizionalisti sarebbero meno duri. E basta ad offendere la FSSPX, che questi sul peccato ti dicono le cose come stanno senza tanti fronzoli come fanno tanti preti di tante parrocchie! Basta!!
***
La voce dei veri perseguitati a causa della Croce e del Vangelo in Siria

“ Signore e signori,

permetteteci di farvi sapere quanto avvenuto oggi nella nostra città di Maloula, prima di ricordarvi dell’importanza di questa città. Alle quattro del mattino, ora di Damasco, i gruppi armati del cosiddetto “Esercito siriano libero”, i terroristi di Jabhat al-Nusra e gli assassini dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante hanno attaccato la nostra città, pacificamente situata nella provincia di Qalamoun. Poi hanno saccheggiato monasteri, chiese, trafugando le loro icone storiche, prima di esigere da tutti gli abitanti di convertirsi all’islam.

Sì, ecco cosa è successo all’alba di questo giorno nella nostra piccola città di Maloula. I gruppi armati si sono diffusi dappertutto, esponendo tutta la loro artiglieria in piazza dopo aver bloccato tutti gli accessi ai luoghi santi.

Questi atti criminali, questi saccheggi sistematici delle città cristiane, questo terrorismo che colpisce gli abitanti fa parte di un piano globale che ha lo scopo di cacciare i cristiani dalle loro terre d’origine. Ecco cosa stiamo vivendo ora che lo Stato è ancora forte. Cosa succederà quando non sarà più così, una volta che l’esercito degli Stati Uniti ci avrà bombardato?

Quello che attende i cristiani delle nostre città e villaggi, nelle mani di organizzazioni terroriste come Jabhat al-Nusra, è semplicemente terrificante. Possiamo forse sperare che tutte le terribili aggressioni subite dai monasteri e dalle chiese dalla cristianità – come a Ghassanieh, a San Simeone, a Homs – finiranno per risvegliare la coscienza del mondo perché riconosca il crimine terrorista commesso ai danni della Siria?

Noi non elencheremo neanche i massacri perpetrati in tutte le città e i villaggi dove abitano quelle che voi chiamate “minoranze”, perché li conoscete già nei dettagli!

Signore e signori, permettete che vi ricordiamo la storia di Maloula, che risale a migliaia di anni fa: all’epoca armena, quando dipendeva dal regno di Homs, all’epoca romana, quando si chiamava Celeokoboles, all’epoca bizantina, quando a partire dal IV secolo è diventata il centro di un episcopato di prima importanza durato fino al XVII secolo.

Permetteteci di parlarvi del Monastero di San Sergio , costruito nel VI secolo d.C. secondo la semplice architettura dell’epoca dei primi martiri. San Sergio era uno dei cavalieri di origine siriana giustiziato sotto il regno di re Maximanus nell’anno 297 d.C. Questo è una monastero che è rimasto intatto fino ad oggi!

Permetteteci di parlarvi del Monastero di Santa Tecla, dove sono conservati i resti della santa, figlia di un principe seleucide e cresciuta da san Paolo. Un luogo ben visibile da tutta la piccola città e dove l’acqua sarà per sempre “acqua benedetta”. Un luogo sorto davanti alla caverna dove lei si è rifugiata dopo essere sfuggita alla persecuzione dei romani. Un luogo che da allora è rimasto un simbolo della spiritualità e una testimonianza della vita dei santi. Qui i religiosi si prendono anche cura di tutti i pellegrini che vengono da ogni parte del mondo. Da lì si possono contemplare i rifugi rudimentali dove i primi cristiani hanno digiunato, meditato e pregato. Questo a riprova che Maloula è una città monastica dove si prega Dio il giorno come la notte.

Tutto questo è Maloula. Un luogo celebre meta di pellegrinaggi, dove una spaccatura nella montagna si riempie e si svuota dell’acqua in funzione delle stagioni, e dove i pellegrini sono venuti a cercare la benedizione, la guarigione e la purezza fin dalla notte dei tempi.

Gli abitanti di Maloula
La cosa grave è che i cristiani vengono sgozzati dai ribelli musulmani che impongono la legge coranica con la forza, ancora più grave che il Pontefice Romano non si cura del gregge che da Dio gli è stato affidato, ma a lui interessa solo fare bella figura con la stampa e l'ordine mondiale un papa di facciata senza sostanza per una che ne azzecca dieci ne sbaglia lui vuole una chiesa globalizzata con ebrei musulmani ortodossi e così via se tu sei pio ti adita di essere pelagiano Dio ci liberi presto da ogni sciagura e provveda per la sua Chiesa quanto prima


"Ho appena visto sul canale di informazione continua BFM, un servizio dalla Siria, ho visto il dolore e anche la collera dei cattolici, che sono stati finora protetti da Assad, temono di vedere ripetersi per la Siria quel che è già successo in Irak, svuotato dei cattolici, rifugiati anche in Siria, si domandano dove andranno, sanno che con i ribelli sostenuti dall`Occidente, per loro non c`è scampo.
Obama, e con lui chi vuole l`intervento, non sono per certo nel cuore dei cristiani siriani”.





venerdì 6 settembre 2013

Loreto : chi è causa del suo mal …


Anche il profeta e il sacerdote si aggirano per il paese e non sanno che cosa fare.  (Geremia 14.17-21: Il pianto del profeta )

Da circa un trentennio circolano, anche presso le librerie della Congregazione Universale della Santa Casa, delle “ autoreferenziali

venerdì 16 agosto 2013

" Esageriamo" solo nell’impegno e nella devozione per la Liturgia !

Abbiamo confidato nel Signore ed Egli ci ha aiutato !
Stiamo ( per me nuovamente, a motivo della mia età anagrafica ) attraversando un periodo " di gloria " : i provvedimenti repressivi scagliati contro i bravi Francescani dell’Immacolata hanno fatto cessare momentaneamente l’unica messa stabile domenicale che dal 2008 viene celebrata nel Santuario di Campolitcavallo ( Domenica 25 agosto per disposizione del Commissario P. Fidenzio Volpi la Santa Messa nell'antico rito è ripresa alle ore 12 , come avevamo facilmente profetizzato n.d.r. ).
Grazie a Dio nonostante questa difficile prova il nostro gruppo, formato anche da ministranti, cantori e musici, è rimasto coeso .
Per ispirazione dello Spirito Santo è del tutto permeabile ai richiami delle poche e sterili sirene che inutilmente stanno cercando di dividerci per farci approdare su lidi lontani dal nostro comune “sentire cum Ecclesia”.
In virtù della nostra " normale " fratellanza con il resto della chiesa locale, dove siamo incardinati nel supremo vincolo dell'obbedienza e dell'affetto ai nostri Pastori, possiamo esprimere adeguatamente la nostra devozione liturgica.
Quando non sarà più così lo diremo a voce alta !
Dopo aver  ricevuto la solidarietà della Diocesi Anconetana - Osimana , dove si trova il Santuario di Campocavallo,  abbiamo  partecipato al dolore di un nostro amico del gruppo liturgico a cui è mancata la Mamma.
Senza problema alcuno abbiamo potuto organizzare il funerale " tridentino " in una Chiesa del centro storico di Osimo in piena armonia con la Parrocchia locale rispettando i " desiderata " spirituali della Defunta e della Famiglia. 
Nella solennità dell'Assunta, tuttavia, si è potuta ammirare  l’impronta  di Dio che ha sugellato la riuscita piena e sorprendente della Messa dell’Assunta del 15 agosto celebrata alle 5,30 del mattino !
Come non leggere nella chiesa piena di fedeli e nella massiccia presenza di tutte le componenti del gruppo liturgico, di cui si auspica a breve il giusto riconoscimento canonico, il sorriso materno di Maria, Colei che era festeggiata ?
Investiamo nella Liturgia e abbandoniamo le sterili polemiche che hanno sempre alla base l’unico grande peccato : la mancanza di carità fraterna e di devozione nell'insano desiderio di esaltare il proprio represso "ego".
L'ombrello protettivo che Benedetto XVI aveva aperto per salvaguardare la Santa Liturgia da ogni forma di volgarizzazione , di spettacolarizzazione e di mondanizzazione è stato violentemente chiuso :  sta ora a noi prendere a otto mani il baldacchino  che si usa per le liturgie e con esso circondare le cose sante ai santi !
E' tempo di dare spazio all'azione creativa dello Spirito affidandoci completamente a Lui per far sbocciare nelle nostre parrocchie il Motu Proprio " Summorum Pontificum " : come può il nostro Parroco, che ci deve amare in quanto noi siamo suoi figli d'adozione, rifiutarci preventivamente la sua collaborazione in sacris ?
Tuttosommato noi ci siamo affidati comodamente ai bravi frati FI ... noi ce ne stavamo comodamente in poltrona mentre abbiamo loro demandato, in tanti posti, l'attuazione del MP ...
La Chiesa, attraverso il discutibilissimo atto del Commissario P.Volpi ci ha scosso dall'ozio, dal torpore e dalla comodità.

Copiamo le parole che abbiamo scritto nel 2007 poco dopo la pubblicazione del Motu Proprio " Summorum Pontificum " sul sito Missale Romanum :


( Il nostro impegno n.d,r.) " vuole essere anche altro: occasione per vivere la liturgia secondo tutte le sue forme (ordinaria e straordinaria) in obbedienza al Papa ed in seno alla Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana, mezzo per conoscere ed incontrare amici che vivono con il desiderio di seguire il Vangelo, strumento per collegare quanti desiderano partecipare ad una liturgia che sia orientata verso l’alto e rivolta al trascendente, dunque scevra da un ritualismo connotato di uguaglianza socialmente utile e pura aggregazione di carattere religioso.

Ma va anche detto cosa non vuole essere "Missale Romanum": strumento di ribellione verso la Chiesa o qualche suo rappresentante, occasione di rievocazione di riti e cerimonie puramente estetiche, refugium peccatorum di nostalgici il cui anelito è ecclesiologicamente non chiaro e politicamente marchiato, mezzo di esclusiva per le celebrazioni liturgiche che sono della Chiesa tutta e non di un gruppo particolare.

Chiarito questo non resta che fare proprio l’invito fatto da Cristo ai suoi discepoli "
Duc in altum"!
 

Noi siamo e vogliamo rimanere sempre e solo al fianco dei nostri Pastori e con tutta la forza di cui possiamo disporre attuare in casa nostra, nelle nostre Diocesi e delle nostre Parrocchie, la realizzazione del Motu Proprio " Summorum Pontificum "
Dobbiamo far capire a tutti che è possibile celebrare la Santa Messa antica  anche nelle nostre piccole parrocchie !
Perchè impiegare le nostre risorse solo nelle " riserve indiane "
I nostri fratelli delle nostre parrocchie non sono forse meritevoli della nostra caritatevole attenzione liturgica ?
La Madonna Santissima, Stella del Mare e della Nuova Evangelizzazione ci aiuti a perseverare nella strada che Lei stessa ci ha indicato nella mattina della festa dell’Assunta !
La cronaca 

Grottammare ( AP ) Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista Giovedì 15 agosto 2013 è stata celebrata alle 5,30 del mattino la Santa Messa della festa dell'Assunzione della Beata Vergine Maria nell'antico rito arricchita dal canto Gregoriano, dalla musica organistica e dai canti devozionali dei fedeli.
Un pellegrinaggio, data l'ora che è stata scelta, unico nel suo genere che nessuno prevedeva che avesse avuto un così grande successo !
I tanti fedeli sono giunti persino dalla Romagna e dal Molise ed hanno riempito la chiesa quando era ancora notte !
Ha celebrato il Rev.do don Andrea Leonesi, parroco a Tolentino.
All’Organo il M° Gianluigi Spaziani che ha offerto un programma di musiche settecentesche.
Hanno servito il sacro rito i Ministranti di Osimo, Pescara-Montesilvano e Perugia.
Al termine della Santa Messa quando è stata scattata la foto-ricordo nella piazza dedicata al grande Papa Sisto V ... era ormai giorno...
Un grazie di cuore al Parroco della Parrocchia di San Giovanni Battista Don Giorgio Carini , al sagrestano che tanto gentilmente ha aperto la chiesa alle cinque di mattino , all'instancabile don Andrea Leonesi, che ha celebrato la Santa Messa, al Maestro Organista , ai cantori ed ai meravigliosi ministranti che si sono alzati alle 3,30 per affrontare il lungo viaggio ... ma ne valeva la pena !
L’ospitale città natìa di Sisto V  ha entusiasmato con la sua bellezza tutti coloro che per la prima volta l’hanno potuta visitare !
Questo evento suggerisce di “investire” maggiormente nel turismo religioso legato alla bellezza dei luoghi di culto della nostra terra, e soprattutto alla Liturgia che racchiude i tesori del canto gregoriano e della musica organistica : antidoti per la necessaria rinascita culturale indispensabile per colmare l’emergenza educativa dei giovani .

La Croce salvifica di Cristo Signore fotografata quando ormai è giorno !
All'aurora Ti cerco !
Sotto la Madonna ci rifugiamo in questo momento difficile per la celebrazione della Messa antica domenicale stabile nella nostra Regione !
L'offerta dell'incenso
La lettura del S.Vangelo in lingua italiana
Il Maestro Gianluigi Staziani, Organista
La volta della Chiesa irrorata dall'incenso
La statua del grande Pontefice Sisto V

lunedì 12 agosto 2013

E forse proprio la persecuzione contro i Francescani dell’Immacolata è un’alba e non un tramonto !

Questa è la nostra Chiesa. Questa è la nostra casa. 
E noi la difenderemo dagli attacchi dei Nemici professando l'unica e vera fede nella Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana in Cristo Gesù nostro Signore. Amen.

Dobbiamo ammetterlo: perché abbiamo alle spalle decenni di intransigenza cattolica e, negli ultimi tempi, un’alzata di tono e un moltiplicarsi di voci nella chiesa cariche di severità, esigenti, tese a un ministero di condanna che sembrava assorbire in sé tutto il messaggio cristiano. ( Enzo Bianchi QUI )
La testimonianza di un Fedele sulla pastorale parrocchiale basata sulla carità ed il rispetto . Un giorno, molto tempo fa', dissi al responsabile della parrocchia ove abito, (lo chiamo responsabile perche' diventa difficile chiamarlo prete/parroco) che il giorno che Dio mi chiama a Se, avrei voluto la disponibilita' della Chiesa dove sono stato battezzato, cresimato e ove per 20 anni ho servito Messa al vecchio parroco che ormai e' deceduto.
Avrei lasciato memoria di cercare un prete che avesse celebrato secondo le norme preconciliari.
RISPOSTA : " Trovati la chiesa ed il prete. Qui non entri " . Questi sono i novatores e l'Ordinario mi chiama il ribelle di....  "... perché abbiamo alle spalle decenni di intransigenza cattolica" e da" ... quando ha assunto il ministero petrino, papa Francesco proclama la buona notizia cristiana per eccellenza, il vangelo che è molto semplice: Dio è amore universale infinito"
Un lettore si interroga sulle vessazioni che i Fedeli stanno attualmente patendo dopo che è stata impedita la celebrazione della Santa Messa nell'antico rito della Chiesa nelle chiese e nei santuari officiati dai Francescani dell'Immacolata, stanno attualmente patendo . Se, secondo il Motu Proprio Summorum Pontificum , è consentito a ogni sacerdote, secolare e religioso, ( nelle Messe non conventuali) celebrare nella forma chiamata extraordinaria, perchè questa restrizione? Cosa c’entrano i voti religiosi se il Summorum è legge universale per la Chiesa? Il superiore anche lui deve osservare il diritto,e questo decreto di una congregazione non è certo allo stesso livello legislativo di un motu proprio papale. 
I Frati sono encomiabili nella loro umiltà e obbedienza, (e sicuramente quelli ribelli saranno contenti, ma per loro l’obbedienza al superiore era più opzionale …)e proprio questo dimostra l’ingiusta violenza perpetrata nei loro confronti con il commissariamento. 
Comunque io parlo dei FEDELI che frequentavano le loro Messe, che soffriranno se ci saranno restrizioni…
Può un semplice decreto di una congregazione abrogare una disposizione di un motu proprio,e rimettere alla decisione di un superiore (in questo caso il commissario)l’esercizio di un diritto?
NO, se nella Chiesa tutto fosse arbitrario,e non esistesse il diritto canonico, la Chiesa non sarebbe quella società perfetta che è. Qui l’ascetica non c’entra niente ,anzi (pare) fra le lamentele dei ribelli c’era pure l’eccessiva ascesi.Prendo atto che non è neocatecumenale,a cosa è dovuta allora la sua acredine per coloro che desiderano difendere la Tradizione?  
Un altro fedele non riesce a contenere la sua contrarietà per il commissariamento dei bravi e umili frati ... va tutto al contrario nel mondo ... Certo che …. se ne stanno vedendo di belle….
il commissariamento di un Ordine di tutto rispetto, come i FI …. obbligare a chiedere permesso per celebrare la S. Messa Cattolica….MA CI RENDIAMO CONTO?
Sherif Azer, cristiano copto, cittadino italiano, padre di 4 figlie nate in Italia, è stato selvaggiamente colpito alla testa con catene da un gruppo di islamici perché non fa il Ramadan, il digiuno islamico. 
Azer è stato coordinatore dei rapporti con la Comunità cristiana copta del nostro movimento politico Io amo l’Italia. 
I cristiani copti in Italia ammontano a circa 40 mila fedeli.
E’ successo a Torino, in Corso Brescia angolo Corso Giulio Cesare, nella zona centrale di Porta Palazzo trasformata dagli islamici in un loro ghetto con ben 3 moschee e macellerie e negozi halal, cibo islamicamente corretto.
Dopo averlo intercettato e averlo identificato sia come egiziano di origine sia come cristiano per la croce visibile al petto, un primo gruppo di 4 islamici l’ha fermato chiedendogli in modo provocatorio:
Fai il Ramadan?”, ovvero osservi il digiuno islamico iniziato l’8 luglio proprio il giorno della visita di Papa Francesco a Lampedusa dove rivolgendosi a dei clandestini musulmani santificò il Ramadan dicendo loro:
Un pensiero lo rivolgo ai cari immigrati musulmani che oggi, alla sera, stanno iniziando il digiuno di Ramadan, con l’augurio di abbondanti frutti spirituali. 
La Chiesa vi è vicina nella ricerca di una vita più dignitosa per voi e le vostre famiglie. A voi: o’scià!
Alla domanda “Fai il Ramadan?”, Azer ha risposto seccamente “No”.
Gli islamici manifestano le loro reali intenzioni ordinandogli:
Glorifica il profeta Maometto!” (in arabo: “Salli ala al nabi”)
Azer non si fa intimidire e risponde coraggiosamente:
Io non glorifico il profeta Maometto!”
A quel punto i quattro si sono allontanati per pochi minuti, si sono ripresentati con altri islamici armati di catene, hanno assaltato Azer colpendo ripetutamente alla testa e in tutto il corpo urlando:
Noi ti ammazziamo cristiano di merda!”
——————
ECCO quali sono i ‘ buoni frutti spirituali’ del ramadan …a cui Papa Bergoglio ha guardato con affetto …… direi quindi che l’augurio che lo stesso ha fatto loro in quel di Lampedusa…… non ha avuto buoni esiti….. 
oppure si ….. dipende da come si guarda la cosa….
se da un punto di vista dottrinale….si sa che sul Corano vi sono delle precise indicazioni contro i Cattolici…. se da un punto di vista mondialista allora tutto questo passa in secondo luogo…..
A quali avrà inteso papa Francesco?
Ma ovvio….. si dirà questi sono i fanatici ….mica sono i veri islamici….. e i peri dei novi ovi evangelizzati …..ci cascano .. i protestanti se la godono….. tutti gli altri nemici brindano…. alla stoltezza del popolo che prima di ogni altro al mondo ha avuto la Grazia e la Benedizione, di avere la Sede del Vicario di Cristo ... "... perché abbiamo alle spalle decenni di intransigenza cattolica" e da" ... quando ha assunto il ministero petrino, papa Francesco proclama la buona notizia cristiana per eccellenza, il vangelo che è molto semplice: Dio è amore universale infinito"
In un tornelliano spazio un giovane professa con coraggio il proprio attaccamento alla Messa di sempre mettendoci anche una simpatica nota di attualità ...  Vorrei poi precisare ai vari livorosi insultatori che io assisto alla S. Messa gregoriana (per intenderci, in realtà è la Messa di sempre) in perfetta obbedienza al mio Vescovo,che essendo un ottimo Vescovo non ha ostacolato il comando papale,come invece hanno fatto tanti altri Vescovi che ora ci danno una splendida immagine della dignità vescovile ballando agli ordini di un rapper.

. Una lettrice interpreta alla luce della fede i mesti " segni dei tempi " ... E’ triste vedere un Papa che non sa leggere nei segni dei tempi!
E’ triste vedere un Papa che invece di interrogarsi e capire che i Pastori devono essere mistici, santi, invece che psicologi, assistenti sociali, ballerini, continua a non riflettere perché un Santo Curato d’Ars, nonostante fosse ignorante, riusci a convertire un paese di perditempo!
E dire che il Santo Curato d’Ars - sicuramente legato alla Tradizione e apologeta della Stessa- mai si sogno di creare nulla per convertire i suoi concittadini, che non fosse: LO STARE IN GINOCCHIO DAVANTI A GESU’ SACRAMENTATO GIORNO E NOTTE!
Certo che siamo mossi dalla virtù della Prudenza! 
Proprio per essere prudenti, dopo aver ubbidito a San Roberto Bellarmino che insegna di: resistere a un Papa che aggredisce sia le anime che i corpi, noi non ubbidiamo a Francesco I, che puta caso, fra i mille problemi che procurano una stragrande parte di Ordini religiosi, Movimenti ecclesiali e varie Diocesi, si va ad accanire sui Francescani dell’Immacolata e a riguardo della messa tridentina!!! ( sottolineatura nostra n.d.r.)
-  ( omissis n.d.r )
-  ( omissis n.d.r )
-  ( omissis n.d.r )

Gia, i tradizionalisti in quanto tale, giusto per ricorrere alle varie diaboliche strategie dei loro nemici e nemici della Vera Chiesa, che vorrebbero da un lato, tappargli la bocca e dall’altro demonizzarli come dementi, infelici ottusi etc, sono sempre quelli che hanno torto, perché riescono ad essere la voce fuori dal coro!
E mai parlerebbero per questo di falsa e idolatrica obbedienza, poiché l’Obbedienza agisce di comune accordo con le altre Virtu’, la Prudenza , la Giustizia, la Fortezza, la Temperanza, la Verecondia, lo Zelo per la Gloria di Dio!
Infatti l’obbedienza e’ un strumento e non un fine!
E’ uno strumento che ha come fine la gloria di Dio e la salute delle anime!
Quindi si deve obbedire ai legittimi superiori (che in quanto legittimi non hanno pero il diritto di ordinare contro la fede e la morale cattolica, semplicemente perche’ la fede e la morale sono il nostro unico padrone cioe’ Cristo) solo per questi fini: la gloria di Dio e la salvezza delle anime!
E quale gloria di Dio e che salvezza delle anime può venire dal calpestare il rito tridentino che da secoli ha “prodotto” invece santi ?   ( sottolineatura nostra n.d.r. )
"... perché abbiamo alle spalle decenni di intransigenza cattolica" e da" ... quando ha assunto il ministero petrino, papa Francesco proclama la buona notizia cristiana per eccellenza, il vangelo che è molto semplice: Dio è amore universale infinito"
Un'Intellettuale, autenticamente cattolica, si sfoga dopo aver "navigato" in acque territoriali di Andrea Tornielli. L'illustre Giornalista , chissà, forse sogna di far le scarpe a P.Lombardi  fagocitandogli la Direzione della Sala Stampa Vaticana ... per giungere a sì elevata vetta  incomincia ad esercitarsi nella nobile arte apologetica nei confronti di Papa Francesco ... Ogni tanto leggere blog considerati cattolici se non è salutare è per lo meno istruttivo e, ahimè, desolante.
Torno da una visita al blog di Tornielli, uno specchio che riflette la lacerazione che c`è nella Chiesa, quanto disprezzo, quanta animosità e livore, quanta arroganza, persone che non fanno che ripresentare la Dottrina cattolica ( e che talvolta lo fanno con troppo vigore, come se dovessero alzare la voce per farsi sentire) si fanno trattare come se fossero eretici e si vedono incollare le sprezzanti etichette inventate da Tornielli stesso a Natale di qualche anno fa e riprese da allora con evidente gaudio dalla alleanza multicolore e paradossale di falsi "tradizionalisti", veri progressisti, e conservatori di un nuovo tipo.
Insomma oggi un cattolico dotato di ragione e con una coscienza rettamente formata deve mettere il tutto alla pattumiera e accontentarsi di accettare ad es. che il CVII è tutto perfetto e infallibile e che anche se certi passaggi di certi documenti sono ambigui non possono essere errati perchè la Chiesa non può errare e che bisogna leggerli alla luce di quel che la Chiesa ha sempre detto e insegnato!
Insomma zitti, imbavagliati, il cervello e la coscienza anestetizzati, sugli occhi occhiali rosa di rigore, se non lo fai, se non obbedisci sei 
- un tradiprotestante,
- un pseudotradizionalista,
- un criptolefebvriano,
- non senti cum Ecclesia
attorno a te vedi scempi e desolazione?
Zitti comunque!
Ma siccome non ho per abitudine di soffocare le voce della mia coscienza e non amo gli occhiali rosa, se quel che vedo nella Chiesa è disordine, confusione, anarchia, abusi dottrinali, liturgici e di potere, e so che tutti sono stati, e sono, commessi ispirandosi al mitico "Concilio", tutti considerati frutti della primavera conciliare, frutti che mai e poi mai avrebbero potuto vedere il giorno prima del Concilio Vaticano II, alcuni sono stati perfino chiamati doni dello Spirito Santo, che cosa devo dirmi? Devo dirmi che tutto è ok?
Ebbene no!
Le accuse, gli insulti di certi arroganti e saccenti incollatori di etichette, per di più anonimi, (anche con un nick resti tale) non riusciranno a cancellare una realtà che nemmeno dei super occhiali rosa possono coprire.  "... perché abbiamo alle spalle decenni di intransigenza cattolica" e da" ... quando ha assunto il ministero petrino, papa Francesco proclama la buona notizia cristiana per eccellenza, il vangelo che è molto semplice: Dio è amore universale infinito" 
. No ! In spiaggia no ! Vado in spiaggia per accumulare caldo , sole e per non pensare, sms o telefonate permettando, alle malefatte, sempre attuali, dei Chierici ... Per fortuna vado in spiagge lontane da Riccione dove all'esercito dei  vucumprà e degli elemosinanti professionisti  rom  correrei il rischio di vedermi assalito da 100 giovani ( bastano quelli che ho a scuola ...) arruolati nel programma in un programma di "gioia" e di "evangelizzazione in spiaggia". Dopo le recenti GMG sono aumentati alcuni  miei dubbi ... Il decennale dell’esperienza a Riccione, che ricorre quest’anno, testimonia l’efficacia dell’iniziativa, affinata e migliorata sempre più col passare del tempo. Dal 2003 ad oggi sono circa 700 le persone passate per Riccione come missionari: laici, seminaristi, religiosi e religiose, sacerdoti, che, rientrati nei luoghi della loro pastorale ordinaria, hanno potuto mettere a frutto il bagaglio di esperienze vissute durante la missione.Anche quest’anno, circa 100 giovani, mossi dal loro personale incontro con Cristo, porteranno un messaggio di gioia ai vacanzieri ... link

( Pensieri in libertà presi dal alcuni blog e pubblicati perchè finalmente :  "  abbiamo alle spalle decenni di intransigenza cattolica " e ci siamo scrollati  " un ministero di condanna " e le "voci  di severità, esigenti" ! Peccato che i Francescani dell'Immacolata - commissariati - forse non la pensano in questo modo ... )

 "... perché abbiamo alle spalle decenni di intransigenza cattolica" e da " ... quando ha assunto il ministero petrino, papa Francesco proclama la buona notizia cristiana per eccellenza, il vangelo che è molto semplice: Dio è amore universale infinito"


Questa è la nostra Chiesa. Questa è la nostra casa. E noi la difenderemo dagli attacchi dei Nemici professando l'unica e vera fede nella Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana  in Cristo Gesù nostro Signore. Amen.

Andrea Carradori




giovedì 8 agosto 2013

“ Li boni frati”


Dal blog Messainlatino copio un intervento ( firmato) che è un inno al “sentire cum Ecclesia”.
Avrei voluto mantenere il nome e il cognome di quel bravo fedele ma, mancando la sua autorizzazione, per ora lo siglo soltanto.

Cari amici,

voglio raccontare la mia esperienza con i Francescani dell'Immacolata, che purtroppo ho conosciuto da poco.

Erano anni che desideravo partecipare ad una messa celebrata con la giusta devozione. Ero talmente sconfortato dal modo di celebrare di molti parroci che stavo meditando di partecipare alla messa Ortodossa. Poi, casualmente sono entrato in una chiesa vicino a dove lavoro, la chiesa di Ognissanti a Firenze.

C'era in corso la messa feriale, subito noto un'assenza: il tavolo-altare. Il celebrante usava il "vecchio" altare dando le spalle al popolo. La cerimonia, versione post-conciliare, nonostante i pochi presenti era molto curata: una suora cantava inni e preghiere con una voce stupenda suonando l'organo, il "chierichetto", stava devotamente in ginocchio su gradini dell'altare.

Sorpresa ancor più grande uscendo: domenica ore 12 e tutte le mattine alle 8, messa in latino. Incredulo ho chiesto ad un frate se si trattasse proprio del Vetus Ordo. Mi ha detto di sì, ma solo fino al 12 agosto... putroppo non potevo ancora sapere.

La domenica successiva, mi reco alla messa delle 12. Anche in questo caso, nonostante l'afa e i pochi fedeli, una messa stupenda, soavemente cantata... Erano anni che desideravo partecipare ad una messa Vetus Ordo e ce l'avevo a due passi da dove lavoro! La cosa che più mi ha colpito è stata la devozione con cui veniva celebrato il rito. Inoltre, i pochi (ma non pochissimi) fedeli partecipavano con grande devozione: niente cellulari, niente brusii, molto raccoglimento.

Da quel giorno, compatibilmente con il lavoro, cerco di partecipare alle messe feriali. Ho potuto così assistere sia alle celebrazioni in italiano che con il vecchio rito. Nessuna differenza di attenzione da parte dei celebranti e del popolo. Una volta sono rimasto anche per i Vespri e l'Adorazione Eucaristica: anche in questo caso ho notato una grande devozione ed attenzione... pensate che la suora all'organo, sbagliando una nota ha fatto un gesto di disappunto come se stesse cantando alla Scala... Si vede che aveva ben chiaro per Chi stava cantando quel salmo!

Per quel poco che ho potuto vedere, ho visto un gruppo di frati e suore provenienti da varie parti del mondo (ahimé, nessun italiano) che con semplicità adorano Cristo e servono la Chiesa. Sono molto disponibili, accompagnano i fedeli, si preoccupano di distribuire i libri dei canti e i messali a tutti.
Un sacerdote, è inoltre sempre disponibile per la confessione...
Inoltre, tengono aperta una delle più belle chiese di Firenze per molte ore, permettendo a fedeli e turisti di pregare e visitare. Entrando, subito si percepisce un senso di ordine e di raccoglimento.

Nonostante la loro umiltà, però che maestà nel celebrare! Quindi per mia esperienza, posso affermare che quotidianamente vengono celebrate sia messe con vecchio rito sia con il nuovo. Entrambe con grande attenzione ed impegno... mi pare che sia un grande dono per i fedeli che mi dispiace vada perso. Non ho visto né fretta né svogliatezza nel celebrare il rito latino, dubito che si sia trattata di un'imposizione.

Se potesse servire a qualcosa, sono pronto a testimoniare quello che ho visto in qualunque sede. Anzi, se fosse possibile gradirei avere un recapito per comunicare queste considerazione al Commissario dell'ordine.

E.C.

P.S.

Vorrei concludere questo lungo intervento con una considerazione personale. Credo che l'obbedienza al Santo Padre debba venire prima di tutto. Molti Santi hanno sofferto pene ingiuste (come scordare Padre Pio). Lo stesso San Francesco fu obbediente sempre. Il martirio a volte prende forme strane... ma Dio renderà gloria per i giusti meriti. E come Padre Pio è diventato un grande Santo, così non mancherà la gloria per questo ordine, quando Dio vorrà. Ricordiamo che il capo della Chiesa è Cristo e certo nessuno può opporsi alla sua volontà.

Quello che noi possiamo fare e pregare e dare testimonianza.


Aggiungo solo una mia piccola considerazione .

Ho paura ! So che la Provvidenza Divina prima o poi bacerà uno per uno " li boni frati " ma ho paura per il presente ! Il potere qualunque esso sia, laico o ecclesiastico, quando si accorge di aver fatto un’ingiustizia pur di non mettere in discussione la propria autorità aggiunge altri diabolici ingredienti : la truffa, l'inganno e la frode ! I poveri e boni frati sono INGENUI !!! Cosa potranno UMANAMENTE contro l'inganno, la frode e la truffa ? Per fortuna c’è la forza della preghiera che tutto può !