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martedì 14 agosto 2012

I “ FANS “ DELLA FRATERNITÀ SACERDOTALE SAN PIO X ( FSSPX ) E LA RIDEFINIZIONE DEI FEDELI CATTOLICI : “DEL CLERO E DEI LORO TIRAPIEDI”. I FEDELI NORMALMENTE INSERITI NELLA VITA ECCLESIALE SONO STATI DEFINITI “ DI QUELL’AREA, DI QUELLA CORRENTE… “ QUALCOSA NON VA !!! QUALCOSA NON VA !!!


In apertura di questa veloce riflessione prefestiva la mia piena e totale solidarietà  alla Fraternità Sacerdotale San Pio X che, suo malgrado, si trova immischiata in questioni che non hanno nulla di cattolico per “merito” di alcuni suoi fans.
Grazie all’eccessiva “liberalità” di Messainlatino un “anonimo” pochi giorni fa ha scritto : “ … ma Muller ( il nuovo Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede N.d.R. ) é un uomo del Concilio conciliante solo perché conciliare... questo tipo di personaggi possono benissimo dire una cosa e l'esatto contrario, ce l'hanno nel DNA"…
Incredibile !  
Se questa frase non fosse ancora visibile sulla linkata MiL non ci si crederebbe !
Debbo dire che in questa campagna di odio contro il neo-Prefetto della CDF lo “zampino” di " qualcuno " un po' vicino alla  FSSPX ci deve pur essere …
Non occorre usufuire dei “corvi” in Vaticano per sapere che pochi minuti dopo la comunicazione della nomina del nuovo Prefetto dell’ex Sant’Uffizio nei computer di quasi tutti gli officiali vaticani è arrivata un’e-mail, in lingua francese, a firma “Bernardus” contenente pesanti accuse di eresia nei confronti del Prelato suddetto.
Anche in questi caldi giorni ferragostini è  sufficiente postare su MiL  un articolo su Mons. Mueller che "voilà" le visite schizzano... 2000-3000 ... e vai !!!
Non parliamo poi degli “interventi” ( evidentemente ci sono individui che si messaggiano via sms per “ritrovarsi” casualmente su MiL per postare il loro odio contro il malcapitato Chierico di turno ...).
Ci sono stati però alcuni saggi lettori che si sono rivolti alla Redazione  :
“@ Redazione.
Ma quando vi e ci libererete definitivamente da questi sputa-veleno anticattolici e cripto-sedevacantisti che seminano zizzania nei confronti di Santa Madre Chiesa, del Papa e dei vescovi in comunione con lui?
Basta! 
Non se ne può più, è un'indecenza!
Ma chi sono costoro e come osano mettere in dubbio la dottrina e la cattolicità del Prefetto dell'ex Sant'Uffizio !
Costoro fanno solo danno ai veri tradizionalisti!
Basta con nulla facenti che vengono qui a sputar odio e seminar zizzania!
Tralascio quanto , con malcelato odio,  stanno scrivendo contro di me ! 
Per me è un vanto essere insultato  : da quando " esplose" il "caso Lefebvre ", ero allora adolescente, ho sempre "combattuto, pagando di persona, la buona battaglia per la Tradizione" !
Debbo per questa indiscussa militanza "tradizionalista" trascrivere, ad perpetuam rei memoriam, quanto ci hanno inviato in riferimento alla nostra normalissima attività di fedeli pienamente inseriti nella vita pastorale delle nostre comunità : ( voi, N d R, ) :  
“ … seguite quell’area, quella corrente…".
Allucinante ! 
Ci rendiamo conto ? 
Essere inseriti normalmente nella vita ecclesiale, diocesana, parrocchiale o di un gruppo cattolico, per qualcuno significa seguire “ … quell’area, quella corrente…”
Questi  coraggiosi , coperti ( secondo loro) dall'anonimato ( ... ) se la prendono con noi perchè in maniera irrinunciabile viviamo normalmente la nostra vita spirituale nelle parrocchie e nelle strutture diocesane  !
E' la " normalità " cattolica ad essere odiata !
Una considerazione finale.
E' assai preoccupante osservare che alcuni siti cattolici  sono costantemente presi di mira da parte di individui che non possono sfogare la loro perenne esuberanza ormonica adolescenziale in altri blog che moderano, com'è giusto, preventivamente gli interventi.
Uno di questi saggi blog ad esempio è  “Chiesa e post concilio”  
( aimè "concilio" è scritto con la c minuscola come se un Sacrosanto Concilio della Chiesa non è un Avvenimento voluto dalla Celeste Provvidenza N d R)   .
Rimasti politicamente orfani , mentre in numero crescente guardano con occhio tenero i “grillini”,  taluni fuoriusciti dall’impegno politico dalle idealistiche connotazioni pare che abbiano ritrovato nuova linfa rigenerante nel tifo che risersano nei confronti della FSSPX ( romanticamente interpretata secondo la loro mente…).
C’è qualcosa di cristiano in tutto questo ?
Mettiamo un poco più di preghiera e supplichiamo : "Signore aumenta in noi la fede ! "
Andrea Carradori

Foto : La Fede. Reims, Cattedrale.

Dall'equilibrato blog Cattolico CORDIALITER due , inascoltati, appelli :

- Un sacerdote prende le distanze dai siti rissosi

Chiarimento circa il post precedente

 

 

domenica 22 luglio 2012

LEFEVBRIANI ( ANTI ACCORDISTI) FAN CLUB : MESSAGGI SUBLIMINARI .A MONS. MÜLLER IL GUINNES DEI PRIMATI DEGLI ATTACCHI QUOTIDIANI… MA DAL VATICANO NULLA ( NON LEGGO, NON SENTO, NON PARLO )


Solo un piccolo "assaggio" del 22 luglio 2012, su 3 post diversi di MiL.
A che servono questi attacchi giornalieri contro il neo-prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede ?

"Intervista di Mons. Muller al quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung, riportata ieri da Vatican Insider. Il "Custode" della Dottrina della Fede dichiara:

Se i lefebvriani vogliono superare questa separazione devono accettare il fatto che «il Concilio vaticano II è vincolante» ...

«Si può discutere della dichiarazione sul rapporto con i media, ma le affermazioni sugli ebrei, sulla libertà di religione, sui diritti umani hanno delle implicazioni dogmatiche. Quelle non si possono rifiutare senza pregiudicare la fede cattolica».

Ho letto bene?
LA LIBERTA' RELIGIOSA COSI' COME CONCEPITA DAL CONCILIO E POST CONCILIO HA IMPLICAZIONI DOGMATICHE?

E LA SUA NON ACCETTAZIONE PREGIUDICA LA FEDE CATTOLICA?

MA NON E' L'ASSOLUTO CONTRARIO DI QUANTO SANCITO DA PAPA GREGORIO XVI, PIO IX PIO XI E PIO XII?

COSA NE PENSANO MONS. BUX E TUTTI GLI ARRAMPICATORI DIFENSORI DI MULLER CHE SI DILETTANO DI TEOLOGIA?

Comunque oggi nelle chiese italiane, nella Preghiera dei Fedeli, i cattolici italiani del NO hanno pregato così:
<>.
MONS. MULLER, IL SINCRETISMO HA IMPLICAZIONI DOGMATICHE E LA SUA NON ACCETTAZIONE PREGIUDICA LA FEDE CATTOLICA?

POVERA SANTA SEDE!"

INTERESSANTE INVECE QUESTO ARTICOLO :

[SPO] Les conditions de la Fraternité Saint-Pie X
SOURCE - SPO - 21 juillet 2012
Le document n’aurait pas dû fuiter ; il est déjà sur Internet
En date du 18 juillet dernier, l’abbé Thouvenot, secrétaire général de la Fraternité Saint-Pie X adressait une lettre circulaire aux supérieurs de districts, séminaires et maisons autonomes. Il faisait le compte-rendu des derniers mois et notamment des négociations avec Rome. Il rappelait également le déroulement du chapitre général et soulignait que ce dernier avait « donné son placet au Supérieur général à une très large majorité. » Enfin, il indiquait les conditions que la Fraternité Saint-Pie X s’imposait dans ses rapports avec les autorités romaines:

Conditions sine qua non que la Fraternité s’impose et qu’elle réclame des autorités romaines avant d’envisager une reconnaissance canonique:

1. Liberté de garder, transmettre et enseigner la saine doctrine du Magistère constant de l’Eglise et de la Vérité immuable de la Tradition divine ; liberté de défendre, corriger, reprendre, même publiquement, les fauteurs d’erreurs ou nouveautés du modernisme, du libéralisme, du concile Vatican II et de leurs conséquences ;
2. User exclusivement de la liturgie de 1962. Garder la pratique sacramentelle que nous avons actuellement (y inclus : ordres, confirmation, mariage) ;
3. Garantie d’au moins un évêque.

Conditions souhaitables:

1. Tribunaux ecclésiastiques propres en première instance ;
2. Exemption des maisons de la Fraternité sacerdotale Saint-Pie X par rapport aux évêques diocésains ;
3. Commission Pontificale à Rome pour la Tradition en dépendance du Pape, avec majorité des membres et présidence pour la Tradition.

On note donc deux étages dans cette fusée. Le premier étage a été, au moins pour son premier point, l’objet des discussions depuis le 14 septembre. C’est sur ce point principalement que des négociations devraient avoir lieu. Le point numéro deux est une évidence, qui ne devrait pas poser de problèmes. Le troisième point est étonnant dans la mesure où la Fraternité Saint-Pie X possède déjà trois évêques (quatre avec Mgr Williamson, mais qui n’est plus membre du chapitre). C’est donc une condition a minima.

Les conditions souhaitables sont pas nature ouvertes à la négociation. Le point deux s’avère le plus important car il détermine l’avenir. 
Le point trois n’est pas débarrassé d’un vocabulaire facile qui assimile la Fraternité Saint-Pie X à la Tradition de l’Église et en fait même la garante. 
On l’interprétera comme une facilité de langage qui vise à inclure aussi les communautés religieuses qui se situent dans la mouvance de la Fraternité Saint-Pie X.

La longue histoire de l’Église montre que celle-ci trouve toujours les moyens de régler les problèmes et les solutions pratiques nécessaires. Il serait juste temps maintenant que les discussions qui n’ont pas apporté grande chose laissent place aux négociations.


lunedì 9 luglio 2012

LA NOMINA DI SUA ECCELLENZA REV.MA MONS . GERHARD LUDWIG MÜLLER A PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE DOTTRINA DELLA FEDE E LA DOVEROSA, INCONDIZIONATA OBBEDIENZA ANCHE A QUELLA ROMA SILENTE IN ATTESA DELLA BATTAGLIA PER “RECONQUISTA”.


( seconda parte)
Iniziamo con una citazione storica tratta dalla pubblicazione  « La chiesa di san Catervo a Tolentino – arte-storia – spiritualità , Tolentino 2007 » .
Dalla pagina 180 estrapolo un pezzo dell’ampio studio del Prof. Mons.  Egidio Pietrella :  "La chiesa di San Catervo terza cattedrale di Tolentino, storia religiosa dal 1817 ai nostri giorni" ( dalla quale curiosamente è stata omessa in toto, a pagina 209) la Solenne Celebrazione Eucaristica  che Sua Eminenza Rev.ma il Signor Cardinale Protodiacono Card. Jorge Arturo Augustin Medina Estévez  ha presieduto in occasione dei festeggiamenti per la riapertura del Duomo Tolentinate nel giorno della festa del Santo Patrono San Catervo Martire il 17 ottobre 2006 –… stranezze delle pubblicazioni storiche… ma forse conosco la motivazione "metropolitana" ... )  
Il più lungo e attivo fu l'episcopato del ma­ceratese Raniero Sarnari.
La sua attività pastorale fu impegnata soprattutto nella diffusione del catechismo, per il quale intro­dusse nelle diocesi successivamente (1905; 1913) i due nuovi testi di S. Pio X. A questo tema dedicò per le due diocesi l'importante "Notificazione per l'istruzione catechistica" (21 novembre 1905) e le lettere pastorali del 1904, 1906, 1911.
Costituì, inoltre, in ogni parrocchia la "Confraternita della Dottrina Cristiana".
In realtà il problema dell'istruzio­ne religiosa interessava fortemente l'intero episcopato marchigiano su cui esso inter­venne in varie lettere collettive (del 1901, 1911, 1916) e organizzò (21-23 aprile 1914) a Loreto il primo congresso catechistico re­gionale, che tra l'altro, stabilì di istituire in ogni diocesi il Consiglio Catechistico Dio­cesano, che il vescovo Sarnari creò subito sia a Macerata che a Tolentino. Questi, devotis­simo della SS. Eucaristia (su cui scrisse tre lettere pastorali il 1910, 1912, 1913) e della B. Vergine Maria, favorì l'Azione Cattolica, curò i seminari di Macerata e Tolentino, e il movimento cattolico.
Tolse il non expedit nelle elezioni del marzo 1909 imponendo ai cattolici di votare a Macerata Vittorio Bian­chini e a Tolentino Anselmo Ciappi.
Infine, svolse un'intensa attività anche in campo culturale, per contrastare la cultura laicista e antireligiosa.
Il Sarnari dovette combattere contro il socialismo ormai dovunque organizzato nelle Marche.
I vescovi della regione affrontaro­no questo problema nelle lettere collettive del 1904 e del 1911; e il Sarnari tornò spesso su questo tema, specialmente nelle lettere pastorali del 1907 e 1908.
Un altro errore, interno alla Chiesa, era il modernismo che si diffuse anche nelle due diocesi per ope­ra di Romolo Murri (che parlò a Tolentino nel teatro "Vaccai" nel 1901 e a Macerata nel teatro "Lauro Rossi" nel 1909).
La "crisi modernista" toccò il suo culmine a Macera­ta negli anni 1908-1909, quando Giovanni Sforzini, canonico e professore di filosofìa nel seminario, attaccò aspramente la Chiesa da cui apostatò facendosi metodista.
Contro il modernismo (su cui erano intervenuti i vescovi marchigiani nella lettera collettiva del 1906) scrisse il Sarnari ripetutamente nel 1903,1907,1908,1909.
( sottolineature mie N.d.R.)
Dopo un'attività apostolica così intensa e varia (in 14 anni scrisse 13 lettere pastorali e altrettanti interventi e notificazioni), il ve­scovo Sarnari si spense nel pieno della prime guerra mondiale contro la quale si schiere con una chiara condanna, sostenendo dapprima la neutralità dell'Italia, per passare poi, a guerra iniziata, a sostenere sentimenti patriottici”.
Il canonico e professore di filosofia al Seminario Diocesano don Giovanni Sforzini, avendo aderito al modernismo, come conseguenza "logica" apostatò e si fece protestante- metodista.
Non tutti i modernisti ebbero la sciagurata, ma intellettualmente onesta, "conclusione" del canonico sopra citato ( speriamo almeno che in punto di morte si sia pentito e confessato…)
Molti modernisti preferirono rimanere in cantina protetti dalle tenebre per poter uscire allo scoperto solo quando le circostanze glielo avrebbero consentito.
E’ anche vero che la condanna del modernismo, “sintesi di tutte le eresie”, prevaricò i nobili scopi previsti nell’enciclica “Pascendi” di San Pio X giungendo fino ad un’inaccettabile e anti-evangelica "caccia" nei confronti di  tutti coloro che invocavano alcuni cambiamenti ecclesiali in una società che stava cambiando in modo rapidissimo.
Non esiste tuttavia anche nella cosiddetta chiesa post-conciliare, per usare un'infelicissima terminologia di un Cardinale ora defunto,  interruzione e tanto meno contraddizione fra la  "Pascendi" , la Dichiarazione "Dominus Jesus" , il  Motu Proprio “Ad Tuendam Fidem” e l' Enciclica "Fides et Ratio" – del Beato Giovanni Paolo II. La condanna alla “sintesi di tutti gli errori” è stata anche più volte ripresa  dall’attuale Papa Benedetto XVI con il nome :  “relativismo” .
Più volte il Beato Giovanni Paolo II  aveva messo in guardia il gregge a Lui affidato contro le gravi deviazioni dalla Fede cattolica sia negli  ambienti teologici che , aimè, cosa assai più grave, nelle singole coscienze dei semplici cattolici.
Non riferisco, essendo un perfetto ignorante in materia, quanto insospettati teologi e anche Officiali di Curia mi hanno detto circa le fin troppo citate posizioni teologiche dell’attuale Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede Sua Eccellenza Rev.ma Mons . Gerhard Ludwig Müller.
Mi è stato anche suggerito, da più parti, di “non bere tutto quello che viene da Roma”, di “aprire gli occhi perché Roma è nell’apostasia” ed infine di “assumere un atteggiamento meno puerile e servile nei confronti di quello che vien detto da Roma” ecc. ecc. ecc.
Avendo dolorosamente constatato che Roma, da molti sollecitata di intervenire via web sulle delicate e spinose accuse nei confronti di Mons. Müller , non si è espressa in alcun modo, noi, dovendo perseverare nella doverosa rinnovazione quotidiana  della   filiale fiducia ai collaboratori del nostro amatissimo Papa, cercheremo di trarre un qualche insegnamento dalla prima parte, di carattere storico, di questo articolo.
In attesa della battaglia finale della “RECONQUISTA” che affronteremo con la forza  della fede, ricompattati e soprattutto motivati noi continueremo a ripudiare ogni tipo di relativismo sui Dogmi poiché essi sono verità certe e permanenti e non sono suscettibili di variazione subordinata alla crescita , all’evoluzione o alla conoscenza  dell’uomo .
I Dogmi  sono verità assolute, come anche l’interpretazione dei  libri Sacri e i Sacrosanti Sacramenti che non sono solo delle rappresentazioni simboliche !
Ha solennemente espresso il Beato Pio IX nella COSTITUZIONE APOSTOLICA “DEI FILIUS: « La dottrina della fede che Dio rivelò non è proposta alle
menti umane come una invenzione filosofica da
perfezionare, ma è stata consegnata alla Sposa di Cristo
come divino deposito perché la custodisca fedelmente e la insegni con magistero infallibile.
Quindi deve essere approvato in perpetuo quel significato dei sacri dogmi che la Santa Madre Chiesa ha dichiarato, né mai si deve recedere da quel significato con il pretesto o con le apparenze di una più completa intelligenza.
Crescano dunque e gagliardamente progrediscano, lungo il corso delle età e dei secoli, l'intelligenza e la sapienza, sia dei secoli, sia degli uomini, come di tutta la Chiesa, ma nel proprio settore soltanto, cioè nel medesimo dogma, nel medesimo significato, nella medesima affermazione…
[VINC. LIR. Common., n. 28].
[…]
Se qualcuno dirà che può accadere che ai dogmi della
Chiesa si possa un giorno - nel continuo progresso della
scienza - attribuire un senso diverso da quello che ha inteso e intende dare la Chiesa: sia anatema ».
 (fine della  seconda parte)

Andrea Carradori