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venerdì 4 ottobre 2013

BRAVO IL PAPA AD ASSISI ! “ ESSERE CRISTIANI È UN RAPPORTO VITALE CON LA PERSONA DI GESÙ, È RIVESTIRSI DI LUI, È ASSIMILAZIONE A LUI ”

Assisi . Nella festa del Serafico Padre San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia, Papa Francesco ha voluto donare un’Omelia con molti passi “ a braccio “  diversa IN MEGLIO da quella “ufficiale”, il cui testo era stato consegnato preventivamente ai giornalisti, come di consueto .
Citiamo un passo dell'Omelia Papale  : “ La pace francescana non è un sentimento sdolcinato. Per favore: questo san Francesco non esiste! E neppure è una specie di armonia panteistica con le energie del cosmo… Anche questo non è francescano! Anche questo non è francescano, ma è un’idea che alcuni hanno costruito! La pace di san Francesco è quella di Cristo, e la trova chi “prende su di sé” il suo “giogo”, cioè il suo comandamento: Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato (cfr Gv 13,34; 15,12). E questo giogo non si può portare con arroganza, con presunzione, con superbia, ma solo si può portare con mitezza e umiltà di cuore.
Ci rivolgiamo a te, Francesco, e ti chiediamo: insegnaci ad essere “strumenti della pace”, della pace che ha la sua sorgente in Dio, la pace che ci ha portato il Signore Gesù ”.

Frantumata la “ bufala” che pure ci aveva messo in allarme DIFFUSA DA ORGANI DI STAMPA VICINI AGLI AMBIENTI ECCLESIALI PROGRESSISTI che il Papa ad Assisi oggi avrebbe fatto un “ gesto eclatante mai fatto prima “ ( secondo quanto aveva scritto La Repubblica qualche giorno fa ) : invece il Papa quando parla di spogliazione non vuole una spogliazione di abiti liturgici ma vuole la spogliazione dalla mondanità che dobbiamo fare tutti.

Concetti, anche questa volta, perfettamente condivisibili anzi da seguire " senza se e senza ma " !
Perla della visita di questa mattina è stato l’incontro con i bambini disabili un : “ ascoltare e riconoscere le piaghe di Gesù” in cui il Papa ha elevato un inno a Cristo Signore presente con il Suo Corpo e il Suo Sangue nelle Specie Eucaristiche.
Il Papa ha detto " ... qui si fa l’Adorazione. Anche quel pane ha bisogno di essere ascoltato, perché Gesù è presente e nascosto dietro la semplicità e la mitezza di un pane. E qui è Gesù nascosto in questi ragazzi, in questi bambini, in queste persone. Sull’altare adoriamo la Carne di Gesù, in loro troviamo le piaghe di Gesù. Gesù nascosto nell’Eucaristia e Gesù nascosto in queste piaghe… Hanno bisogno di essere ascoltate. Forse non tanto sui giornali, come notizie… Quello è un ascolto che dura uno-due-tre giorni, poi viene un altro, un altro…Devono essere ascoltati da quelli che si dicono cristiani. Il cristiano adora Gesù; il cristiano cerca Gesù; il cristiano sarà riconoscere le piaghe di Gesù. E oggi tutti noi, qui, abbiamo la necessità di dire: ‘Queste piaghe devono essere ascoltate!’. Ma c’è un’altra cosa che ci dà speranza. Gesù è presente nell’Eucaristia, qui è la Carne di Gesù; Gesù è presente fra voi: e la Carne di Gesù sono le piaghe di Gesù in queste persone”.

Nella Festa del Serafico Padre Francesco desideriamo umilmente far notare  al Santo Padre che la mondanità di spirito viene da quegli ambienti lontani e contrari alla Tradizione Cattolica e quindi  dalle liturgie che si rifanno alla forma antica dei nostri Padri !

Come non considerare come forme di pesante mondanità alcune iniziative infarcite di spirito illuminista rivolte con inaudito sperpero di danari ai cosiddetti “ Gentili” ?

Amatissimo Santo Padre non è tirando fuori dai cassetti delle sagrestie le antiche vesti liturgiche, frutto solo del grande amore dei nostri padri per la feconda Liturgia aperta a tutti ( a differenza degli spettacoli – sia pur edificanti – teatrali e concertistici che un tempo appartenevano solo alle elites ) che si perseguono le finalità mondane o tanto meno se ne fanno scopi di lucro o di vanagloria personale o di gruppo !

Soprattutto in questo giorno in cui veneriamo il Poverello d'Assisi il nostro pensiero si rivolge sulla Liturgia, sulla bella Liturgia, sulla buona Liturgia perchè dalla Liturgia è nato il grande albero , sempre verde, della CIVITAS CHRISTIANA con le sue chiese, i suoi monasteri, i suoi conventi, i suoi ospizi, i suoi orfanatrofi e le sue opere missionarie e assistenziali a servizio dell’uomo !!!
Del resto proprio il Serafico Padre lasciò dei veri insegnamenti liturgici ai suoi fraticelli . ne ricordiamo solo alcuni.
" Tutti coloro, poi, che amministrano così santi misteri, considerino tra sé, soprattutto chili amministra illecitamente, quanto siano vili i calici, i corporali e le tovaglie, dove si compie il sacrificio del corpo e del sangue di lui.
5 E da molti viene collocato e lasciato in luoghi indecorosi, viene trasportato in forma miseranda e ricevuto indegnamente e amministrato agli altri senza discrezione.
Anche i nomi e le parole di lui scritte talvolta vengono calpestate con i piedi,
7 perché «l’uomo animale non comprende le cose di Dio» . SAN FRANCESCO D'ASSISI,
LETTERA A TUTTI I CHIERICI, I: FF 208A-209A".


Ci uniamo al Santo Padre, in questo giorno , nella preghiera per le vittime dell’inaudito naufragio nei pressi di Lampedusa : ci addolorano le immagini ed ognuno di noi ripete con il Papa : VERGOGNA ! 
Certo che tutti dobbiamo interrogarci davanti alla Croce :   cosa facciamo per questi nostri fratelli  ?
Ho bene impresso nel mio cuore le parole di Gesù : " Ero straniero e mi avete accolto” ?

Riportiamo infine, ad perpetuam rei memoriam, due interventi che due amici ( un laico ed un Consacrato ) hanno pubblicato su facebook : 
Non ho detto che non ci siano buoni motivi di critica nei confronti del Papa. Anche per me alcune cose sono indigeribili ma la reazione non e' proporzionata all'azione. 
Con quale coraggio, con quali credenziali e con quale coraggio si critica spesso così duramente il Papa ?
... Ho a cuore le ragioni della tradizione detesto l'argomentare per insulti. 
Ciò che sinceramente non risulta accettabile è il disprezzo che traspare, il dileggio, l'insulto che sarebbero peccati nei confronti di chiunque ma sono indigeribili se proferiti da chi si dichiara cattolico sia pure critico e se vengono proferiti nei confronti del Servo dei Servi di Dio. 
Penso che questa strada non conduca da nessuna parte soprattutto non faccia il bene della Tradizione facendo divenire il termine spregiativo in quanto neppure ha senso parlare di un "cattolicesimo tradizionale", poiché non può definirsi un cattolicesimo secondo la Tradizione in opposizione ad uno anti-tradizionale. 
In tal caso sarebbe questione di un cattolicesimo opposto ad un anti- o ad un non-cattolicesimo poiché, privato della legittimazione tradizionale. 
Una tradizione, del resto, non può essere definita solo in senso negativo, come opposizione ad un'anti-tradizione, ma richiede di essere definita principalmente in senso positivo nei riguardi del messaggio che essa tramanda e dal quale trae il motivo e la legittimazione della propria esistenza.
Infatti c'è modo e modo di dissentire, l'insulto non è mai una forma di dissenso è solo maleducazione e nel nostro caso peccato. poi sul mascheramento si sa dai tempi di Manzoni che chi non ha il coraggio non se lo può dare ”. ( Un laico )

***
Accetterò in ginocchio, senza se e senza ma, tutti gli atti del Magistero infallibile Ordinario e Straordinario, dove dagli stessi è richiesta l'obbedienza della Fede. 
Accoglierò con l'"ossequio" della ragione e della volontà gli atti del Magistero semplicemente autentico. Conforme ai canoni 779, 750, 751 e 752 del Codice di Diritto Canonico. 
Le interviste giornalistiche, le idee socio-economico-ecologico politiche, i suggerimenti pastoralizzanti, le omelie estemporanee, le battute, ecc. le considererò unicamente per il loro intrinseco, opinabile, valore”. ( Un Consacrato )

***
Non facciamo mancare le nostre preziose preghiere al Papa, Successore di Pietro !

Andrea Carradori


sabato 6 luglio 2013

Osservatore Romano : lapsus o ignoranza ?

Postiamo  la notizia/commento di una  cara Amica a cui - per il bene della Chiesa - auguriamo di essere presto nominata  Officiale della Congregazione per la dottrina della fede (CDF) ( Congregatio pro doctrina fidei). Almeno a lei non sfuggirebbe nulla ...

" NON HO PAROLE...... questo non è un lapsus ma vera ignoranza !
L' Osservatore Romano non solo non rilegge i testi che pubblica, ma se lo fa si dimostra davvero ignorante....

Articolo su l'enciclica Lumen Fidei sul giornale di stamani 6.7.2013

LE TRE VIRTU' TEOLOGALI, Fede Speranza e Carità sono diventate le tre virtù CARDINALI, che poi in verità, quelle cardinali sono 4 ^__^ ... ergo, come si fa a commettere uno sbaglio così profondo se non per ignoranza?

Poichè il giornale cambierà pagina stasera,  metto qui l'articolo a seguire.
il passo è questo:

" L'ordine inverso fa riferimento, invece, alla trilogia che dalla Deus Caritas est passando per la Spe salvi, fino ad arrivare alla recentissima Lumen fidei accompagna il cristiano a riscoprire le tre virtù cardinali, obiettivo e strumento del cammino: fides, spes e ratio, fede, speranza e carità. ..."

P.S. Le quattro virtù cardinali sono: 1.Prudenza; 2 Giustizia; 3 Fortezza; 4 Temperanza.
Le tre virtù teologali sono: 1.Fede; 2 Speranza; 3. Carità

La presentazione dell'enciclica
Molto di Benedetto XVI
Tutto di Papa Francesco
di Silvia Guidi


La domanda meno prevedibile è stata: "Perché l'ordine è inverso?". 
Il giornalista del "The Wall Street Journal", presente all'incontro di presentazione della Lumen fidei che si è svolto presso la Sala Stampa della Santa sede il 5 luglio, non si è soffermato sulla questione dell'attribuzione - dove finisce la stesura di Benedetto XVI e dove inizia il testo scritto da Papa Francesco nella prima enciclica della storia scritta a quattro mani - un dibattito che, comprensibilmente, ha quasi monopolizzato lo spazio domande a fine incontro.

L'ordine inverso fa riferimento, invece, alla trilogia che dalla Deus Caritas est passando per la Spe salvi, fino ad arrivare alla recentissima Lumen fidei accompagna il cristiano a riscoprire le tre virtù cardinali, obiettivo e strumento del cammino: fides, spes e ratio, fede, speranza e carità.
Nell'ordine fissato dalla tradizione, la fede viene per prima, la carità per ultima; evidentemente c'è un preciso messaggio in questa scelta, ha concluso il giornalista del quotidiano economico americano.
L'arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova evangelizzazione, che ha presentato l'enciclica insieme al cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione dei vescovi, e al prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, Gerhard Ludwig Müller, ha risposto dicendo che il "primato dell'amore" origine e fondamento di tutto ha una solida base scritturale: nella prima lettera di Giovanni si parla esplicitamente della natura di Dio come àgape.
"La speranza - ha continuato il cardinale Marc Ouellet - è il fidarsi di Dio sempre, anche nella prova, certi che non c'è delusione per chi si affida al Signore, mentre la fede potremmo definirla come il momento dell'accoglienza, dell'adesione all'amore". La carità invece è un movimento, è la fede che diventa azione, deriva "dallo "sposare" il movimento stesso dell'amore".

Alla domanda esplicita su quali siano le parti da attribuire a Benedetto XVI e quali a Papa Bergoglio, sia Müller che Ouellet hanno inizialmente risposto con una battuta: "non è un patchwork" e "quando l'hanno scritta non c'ero!".
Non serve a molto sezionare e disarticolare questo testo ha poi aggiunto Ouellet: "nell'enciclica c'è molto di Benedetto XVI e c'è tutto di Francesco, perché ha assunto il testo nel suo ruolo di testimone della fede. 
Non dobbiamo cercare la frase dell'uno o dell'altro". "È un testo unico, unitario", ha ribadito Müller. 
"Il credente non è arrogante; al contrario, la verità lo fa umile, sapendo che, più che possederla noi, è essa che ci abbraccia e ci possiede" si legge nell'enciclica. "Che significa, in concreto, nella vita di tutti i giorni, che il cristiano non deve essere arrogante?" ha chiesto Giuseppe Rusconi, del "Corriere del Ticino".
"Una verità comune - sottolinea il testo della Lumen fidei - ci fa paura, perchè la identifichiamo con l'imposizione intransigente dei totalitarismi. Se però la verità è la verità dell'amore, se è la verità che si schiude nell'incontro personale con l'Altro e con gli altri, allora resta liberata dalla chiusura nel singolo e può fare parte del bene comune la fede".
"La verità non può mai offendere nessuno - ha risposto Rino Fisichella, citando Giovanni Paolo II - dobbiamo sempre essere pronti a rendere della ragione della speranza che è in noi, come si legge nella prima lettera di Pietro; è l'estremizzazione della verità che rende arroganti e fondamentalisti".
"La voce profetica, di critica e di denuncia - ha continuato Müller - deve essere sempre libera di alzarsi", "ma la verità è una ricerca compiuta insieme è una grazia donata la certezza - ha concluso Ouellet - donata per essere condivisa. Serve audacia, comunque nel denunciare i mali che ci sono. E nel servire". Più volte, durante l'incontro è stata ricordata la figura di Romano Guardini "uno dei più grandi teologi del Novecento", molto amato sia da Benedetto XVI che da Papa Francesco, e si è parlato della prosa limpida e scorrevole dell'enciclica: "intimorisce di meno parlare di eternità e "per sempre" se si usa l'espressione "dono dell'avvenire tutto intero"".

(L'Osservatore Romano 6 luglio 2013)

Tutto sommato ho potuto così esercitare tutte e tre le virtù: 
1. la speranza che si ravvedano su questi errori; 
2. la carità che mi spinge a perdonare loro questa leggerezza catechetica; 
3 la fede che anche con questi errori non affosseranno la dottrina ( commento della mia Amica)"

giovedì 4 luglio 2013

Il supereroe e la “conducta escandalosa”

Conducta escandalosa” : le due parole che ho letto in due  articoli mozzafiato di Sandro Magister QUI e di Antonio Margheriti Mastino QUI che mi hanno rovinato la splendida giornata di sole di ieri 3 luglio !
Chi, una volta ha raggiunto, faticosamente,  un traguardo, piccolo o grande, nella vita sociale o ecclesiale, non teme che qualcuno gli faccia notare un indelebile alone, che neppure la candeggina riesce a sbiancare, sussurratamente riassunto in due paroline : “conducta escandalosa”che continuano con “la pregunta que queda” ( il dubbio che rimane ) .
Il dubbio che si conficcherà per sempre nella ( tua ) mente ! Sarà vero o falso ?

Passato un primo momento, diurno e notturno, di smarrimento, perchè sinceramente non mi aspettavo che Papa Francesco, di cui ammiro anche le indiscusse capacità mediatiche da Monarca assoluto qual'è , avesse potuto commettere un così clamoroso errore;  sono “incappato” in una frase del permanente Servo di Dio Papa Pio XII ( il povero Papa Pacelli che non riesce a far carriera nonostante alcuni miracoli ...) . 
Dice Pio XII “Il più grande peccato del mondo è che l’uomo ha perso il senso del peccato”.
E il Beato Giovanni Paolo II ( il Papa “in carriera”…) aggiunge che “Questo senso del peccato ha la sua radice nella coscienza morale dell’uomo e ne è come il termometro”.
Il cristiano ha il dono di partecipare alla Grazia di Dio mediante il Battesimo e l’appartenenza alla Chiesa Cattolica tanto che nella Notte in cui risplende della Luce del Risorto “ canta “o felix culpa” !
La Chiesa, che trae tutta la sua forza e felicità dalla Risurrezione di Cristo, è la casta prostituta, è diversa dal mondo “laico e senza-Dio” che impone una propria fredda ed inattaccabile morale fondata sul libro della legge ( d' ispirazione puritana-massonica) che riesce persino a schiavizzare l’uomo schiavo riducendolo al ridicolo, come alcuni recenti “ scandali” di personaggi pubblici ci hanno insegnato ( penso al Presidente USA Clintonnella questione sexgate o al Dott. Strauss-Kahn arrestato  per presunta violenza nei confronti di un’accondiscendente compagna occasionale).
Nella crescente “contaminatio” Chiesa-società laica  il concetto di grazia e di giustificazione viene castrato nella sua virile potenza !
Nell’attuale concezione ecclesiale il Dott. Agostino, filosofo e teologo, sarebbe mai potuto essere eletto Vescovo d’Ippona ?

Non voglio con questo scritto giustificare in toto gli scivoloni dei chierici  alcuni dei quali, mentre si trovavano in calde temperature, subiscono un imprevisto risveglio ormoni ( di cui ignoravano l'esistenza ) ma vorrei ribadire che la natura della Chiesa Cattolica è quella di riportare tutte le anime al quieto pascolo del buon Pastore, dopo opportuno pentimento e penitenza,   facendo a meno dei perbenismi del mondo laico ed ateo.
La Chiesa Cattolica non può scimmiottare la “morale” laico-protestante-puritana-massonica così preponderatamente presente nel mondo occidentale !
I Cattolici non possono sentirsi  psicologicamente inferiori e succubi a quel tipo di  morale "laicamente atea”  imposta dai potentati mondialisti !
Non dimentichiamo quanto Nostro Signore ha detto alla peccatrice : " Neppure io ti condanno, va e non peccare più".
Chi possiede la pienezza della Verità e della Grazia può perdonare colui che, a causa della debolezza umana, può aver peccato.


Altra cosa sono gli opportunismi o le " difese d'ufficio" così stranamente frequenti nelle pagine dei giornali laici italiani e stranieri nei confronti di questo Papa.
Irrisione e commiserazione nei confronti di quegli incauti giornalisti che avevano dipinto nei giornali Mons. Ricca come “l’incorruttibile”, ilmoralizzatore al di sopra di ogni sospetto” e “l’uomo di fiducia del papa” ed altre amenità simili senza porsi minimamente la domanda perché un Prelato della Segreteria di Stato, lanciato alla carriera diplomatica, potesse esser finito a Roma a fare l’ “albergatore” dopo essere inciampato “in due paroline che i nunzi latinoamericani hanno svelato a Francesco: “CONDUCTA ESCANDALOSA” quando era nunzio a due passi dalla Buenos Aires del cardinale Bergoglio”.

Domanda finale.
Perché i giornali , Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa  hanno ignorato questo recente “scandalo” vaticano ? 
Chi ha loro impedito di occuparsene ?

Andrea Carradori

lunedì 24 giugno 2013

Cupidigia di servilismo

La notizia dell’improvvisa defezione di Papa Francesco al Concerto Sinfonico-Corale ospitato nell’Aula Paolo VI per l’Anno della Fede sarebbe passata nel dimenticaio se non fossero intervenuti i soliti “ volontari pseudo-pontifici del soccorso mediatico a questo papa”.
Dalle laiche colonne di ( già) prestigiosi quotidiani italiani abbiamo appreso una nuova definizione appiccicata ai Concerti di Musica Classica : EVENTI DI MONDANITA’.
Pur di non danneggiare l’immagine del Papa ( ASSENTE PER MOTIVI CERTAMENTE COLLEGATI AL SUO ALTISSIMO MINISTERO PASTORALE) gli affamati di “cupidigia di servilismo” non hanno esitato a ridurre le altissime vette dell’arte musicale, la parte migliore dell’uomo, come espressioni di frivola vanità "peraltro non insolita fra i grandi personaggi della curia".
Offese direttamente scagliate contro gli   Organizzatori dell’Anno della Fede e contro il Direttore dell’Osservatore Romano che , nell’edizione on line, del giorno precedente all’evento aveva scritto “ La Nona di Beethoven in Vaticano. Come un inconsapevole Colombo
In occasione dell'Anno della fede il Pontificio Consiglio per la Promozione della nuova evangelizzazione organizza un concerto che si tiene, alla presenza di Papa Francesco, nel pomeriggio di sabato 22 giugno, nell'aula Paolo vi in Vaticano. L'Orchestra sinfonica nazionale della Rai diretta da Juraj Valčuha e il Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretto dal maestro Ciro Visco, eseguono il capolavoro sinfonico-corale di Ludwig van Beethoven: la Sinfonia n. 9 in re minore op. 125 per soli, coro e orchestra. « È sempre un'emozione dirigere la Nona di Beethoven - dice -Juraj Valcuha ( Direttore principale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, che ha condotto il Concerto nell’aula Paolo VI N.D.R)  ma lo è ancora di più in un luogo come il Vaticano, alla presenza di Papa Francesco. Perché è una sinfonia che parla degli uomini come fratelli, e della gioia che questa fratellanza universale porta con sé ».
Si potrebbe ( per assurdo ) anche non condividere l’amore per la Musica Classica, un atteggiamento possibile in una società civile di cui i quotidiani sono espressione,  ma non è lecito in nessun modo stravolgere la verità infognando nella gogna mediatica con le espressioni di "eventi mondani e vanitosi"  l’altissimo valore etico ed artistico dei Concerti di musica sinfonica e corale ignorando che l'Orchestra Sinfonica della RAI ed il Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia sono delle vere "eccellenze" italiane e come tale meritano di  essere valorizzate soprattutto in questo periodo di crisi morale ed economica !
Questi eccessi di servilismo rendono ridicoli anche i Quotidiani che si prestano a continui  e quanto mai strani  “lecchinaggi” nei confronti del Papa .
Ancora una volta il signor Melloni ha perso l'occasione di tacere per dimostrare concretamente di amare il Papa, Successore di Pietro, a cui temerariamente  osa attribuire  atti  : " come sempre illuminanti e predittivi di un intero sviluppo pontificale...".

Andrea Carradori

* CUPIDIGIA DI SERVILISMO : " ... Locuzione divenuta famosa, questa, da quando ebbe a pronunciarla Vittorio Emanuele Orlando in una memorabile seduta della Camera dei Deputati, nel primo dopo-guerra. Chi scrive, ricorda l'illustre personaggio, assalito letteralmente dalle sinistre, (ma anche dal centro), non appena pronunciata la frase; preso a spintoni, difeso a stento dagli uscieri, cacciato fuori dell'aula. Con quelle parole, l'Orlando intendeva denunciare un atteggiamento che già allora appariva evidente nella massa dei parlamentari: la volontà, cioè, dì conformarsi a una sola idea, purché stabilita dall'ente più forte, o supposto tale; il desiderio di immettersi prontamente nella scia comune, il piacere dì correre al sostegno del potente.
Questi propositi (e il lettore ci metterà per conto proprio l'aggettivo che meritano), non appartengono soltanto ai politici di mestiere. E' storicamente accertato che essi fanno ressa nei reconditi sentimenti dei cosidetti « intellettuali »: mettersi in fila, al comando del Potente, quale esso sia. Porre il proprio ingengo al suo servizio. Emergere in questo zelo. Possiamo supporre che ciò sia un retaggio delle età medioevali e rinascimentali: l'ossequio dovuto dall'artista e dall'uomo colto, al Prence. Perché il Prence va in ogni modo servito. Quale esso sia". ( Carlo Belli, Notiziario di UNA VOCE ITALIA, Maggio-Luglio 1977, a proposito della celebre Conferenza di Mons.Marcel Lefebvre a Palazzo Pallavicini di Roma - giugno 1977 -)



POST SCRIPTUM di Sandro Magister – Esattamente allo scoccare del suo centesimo giorno da papa, il 22 giugno, Francesco ha compiuto un gesto che ha lasciato interdetti, questa volta, anche alcuni dei suoi più convinti estimatori.

Per un'imprecisata "incombenza urgente e improrogabile" – fatta annunciare solo all'ultimo minuto e dopo averne tenuto all'oscuro anche "L'Osservatore Romano" stampato nelle stesse ore – ha lasciata vuota la sua poltrona al centro dell'aula delle udienze, dove stava per essergli offerto, nell'occasione dell'Anno della fede, l'ascolto della Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven, poi effettivamente eseguita in sua assenza.

"Non sono un principe rinascimentale che ascolta musica invece di lavorare": questa è la frase che gli è stata messa in bocca da alcuni "papisti" di curia, inconsapevoli di recargli con ciò solo danno.

Per lo storico della Chiesa Alberto Melloni il gesto ha la grandezza di "un rintocco solenne, severo", che conferma lo stile innovativo di Francesco.

Ma in realtà, esso ha reso ancor più indecifrabile l'inizio di questo pontificato.

Lo slancio evangelizzatore di papa Francesco, il suo voler raggiungere le "periferie esistenziali" dell'umanità, avrebbe infatti un veicolo di straordinaria efficacia proprio nel grande linguaggio musicale.

Nella Nona di Beethoven questo linguaggio raggiunge vette sublimi, si fa comprensibile al di là di ogni confine di fede, diventa un "Cortile dei Gentili" di incomparabile suggestione.

All'ascolto pubblico di ogni concerto, Benedetto XVI faceva seguire sue riflessioni che toccavano nel profondo le menti e i cuori.

Un anno fa, dopo aver ascoltato nel teatro alla Scala di Milano proprio la Nona Sinfonia di Beethoven, papa Joseph Ratzinger aveva così concluso:

"Dopo questo concerto molti andranno all’adorazione eucaristica, al Dio che si è messo nelle nostre sofferenze e continua a farlo. Al Dio che soffre con noi e per noi e così ha reso gli uomini e le donne capaci di condividere la sofferenza dell’altro e di trasformarla in amore. Proprio a ciò ci sentiamo chiamati da questo concerto".


Da : http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350544

( HA COMMENTATO UN MUSICISTA SU FACEBOOK "Se si fosse trattato di un concerto pop o rock ( I PAPALINI DEL PIO SOCCORSO MEDIATICO ALLA MELLONI n.d.r. ) avrebbero detto lo stesso? Molto spesso i professori d'orchestra suonano gratis e vivono di stenti, i cantanti pop o rock invece... La musica colta non e' certo simbolo di mondanita', lusso e frivolezza. Un commento di questo tipo puo' demolire per sempre un settore gia' in crisi cronica. Basta populismo!!! " )

Anche  FAMIGLIA CRISTIANA , che non si può certamente accusare di " mondanità e di vanità" nel dare la notizia dell'evento concertistico aveva scritto : 
" Un regalo per il Papa: la "Nona" di Beethoven
È noto l'amore di Francesco per la grande musica. Oggi l'Orchestra della Rai gli renderà omaggio eseguendo il capolavoro di uno dei suoi autori preferiti ".

sabato 1 dicembre 2012

PAPA BENEDETTO XVI CHIUDE E CORREGGE “ I CORTILI-LAGER DELLA FEDE" : "COME IN EDIFICI DI CEMENTO SENZA FINESTRE..."

Nella nostra pochezza, animati però  da quel buon senso che solo la fede riesce ad imprimere in coloro che come me sono poveri di cultura, avevo postato questo appello QUI .
E’ bello , soprattutto in questo tempo di Avvento, esaltare Colui che mediante l’Incarnazione nel seno purissimo della Beata Vergine Maria, ha nobilitato la nostra condizione umana e che nutre, con amore di padre, l’uomo che confida nel Signore : “ per l'abbondanza del latte che faranno,si mangerà la panna; di panna e miele si ciberà"I lattanti giocheranno presso nidi di serpenti, e se un bambino metterà la mano nella tana di una vipera non correrà alcun pericolo.
Nessuno farà azioni malvagie o ingiuste su tutto il monte santo del Signore. Come l'acqua riempie il mare, così la conoscenza del Signore riempirà tutta la terra”.
Non manchiamo dunque  di affetto verso l'umanità, costituita dai figli dello stesso Padre, se in ogni circostanza e dai crocicchi della strada proclamiamo che Gesù Cristo è il solo Salvatore dell'uomo  : “Non abbiate paura di andare per le strade e nei luoghi pubblici, come i primi Apostoli che hanno predicato Cristo e la Buona Novella della salvezza nelle piazze della città dei centri e dei villaggi. Non è tempo di vergognarsi del Vangelo (cf. Rm 1, 16). È tempo di predicarlo dai tetti (cf. Mt 10, 7). Non abbiate paura di rompere con i comodi e abituali modi di vivere, al fine di raccogliere la sfida di far conoscere Cristo nella moderna "metropoli". Dovete essere voi ad andare "ai crocicchi delle strade" (Mt 22, ) e a invitare tutti quelli che incontrate al banchetto che Dio ha apparecchiato per il suo popolo. Il Vangelo non deve essere tenuto nascosto per paura o indifferenza. Non è stato concepito per essere custodito in privato. Deve essere messo sopra un podio cosicché il popolo possa vedere la sua luce e rendere lode al nostro Padre celeste”. ( Beato Giovanni Paolo II, Omelia del 15 agosto 1993).
Apprendiamo QUI,  che il Successore di Pietro, a cui spetta per divino mandato di aprire e di chiudere la porta, ha già chiuso i cortili-lagher della fedeorridi edifici di cemento senza finestre” facendovi penetrare la vivifica luce di Colui che risorgendo ha donato a noi  la vita .


"COME IN EDIFICI DI CEMENTO SENZA FINESTRE..."
di Benedetto XVI


Cari amici,

con viva gratitudine e con affetto, saluto tutti i partecipanti al "Cortile dei gentili", che s’inaugura in Portogallo il 16 e 17 novembre 2012 e che riunisce credenti e non credenti attorno all’aspirazione comune di affermare il valore della vita umana sulla crescente ondata della cultura della morte.

In realtà, la consapevolezza della sacralità della vita che ci è stata affidata, non come qualcosa di cui si possa disporre liberamente, ma come un dono da custodire fedelmente, appartiene all’eredità morale dell’umanità. "Pur tra difficoltà e incertezze, ogni uomo sinceramente aperto alla verità e al bene, con la luce della ragione e non senza il segreto influsso della grazia, può arrivare a riconoscere nella legge naturale scritta nel cuore (cfr. Rm 2, 14-15) il valore sacro della vita umana dal primo inizio fino al suo termine" (Enciclica "Evangelium vitae", n. 2). Non siamo un prodotto casuale dell’evoluzione, ma ognuno di noi è frutto di un pensiero di Dio: siamo amati da Lui.

Però, se la ragione può cogliere questo valore della vita, perché chiamare in causa Dio? Rispondo citando un’esperienza umana. La morte della persona amata è, per chi l’ama, l’evento più assurdo che si possa immaginare: lei è incondizionatamente degna di vivere, è buono e bello che esista (l’essere, il bene, il bello, come direbbe un metafisico, si equivalgono trascendentalmente). Parimenti, la morte di questa stessa persona appare, agli occhi di chi non ama, come un evento naturale, logico (non assurdo). Chi ha ragione? Colui che ama ("la morte di questa persona è assurda") o colui che non ama ("la morte di questa persona è logica")?

La prima posizione è difendibile solo se ogni persona è amata da un Potere infinito; e questo è il motivo per cui è stato necessario appellarsi a Dio. Di fatto, chi ama non vuole che la persona amata muoia; e, se potesse, lo impedirebbe sempre. Se potesse... L’amore finito è impotente; l’Amore infinito è onnipotente. Ebbene, è questa la certezza che la Chiesa annuncia: "Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna" (Gv 3, 16). Sì! Dio ama ogni persona che, perciò, è incondizionatamente degna di vivere. "Il sangue di Cristo, mentre rivela la grandezza dell’amore del Padre, manifesta come l’uomo sia prezioso agli occhi di Dio e come sia inestimabile il valore della sua vita". (Enciclica "Evangelium vitae", n. 25).

Nell’epoca moderna, l’uomo ha però voluto sottrarsi allo sguardo creatore e redentore del Padre (cfr. Gv 4, 14), fondandosi su se stesso e non sul Potere divino. Quasi come succede negli edifici di cemento armato senza finestre, dove è l’uomo che provvede all’areazione e alla luce; e, ugualmente, persino in un tale mondo auto-costruito, si attinge alle "risorse" di Dio, che sono trasformate in nostri prodotti. Che dire allora? È necessario riaprire le finestre, vedere di nuovo la vastità del mondo, il cielo e la terra, e imparare a usare tutto ciò in modo giusto.

Di fatto, il valore della vita diventa evidente solo se Dio esiste. Perciò, sarebbe bello se i non credenti volessero vivere "come se Dio esistesse". Sebbene non abbiano la forza per credere, dovrebbero vivere in base a questa ipotesi; in caso contrario, il mondo non funziona. Ci sono tanti problemi che devono essere risolti, ma non lo saranno mai del tutto, se Dio non sarà posto al centro, se Dio non diventerà di nuovo visibile nel mondo e determinante nella nostra vita. Colui che si apre a Dio non si allontana dal mondo e dagli uomini, ma trova fratelli: in Dio cadono i nostri muri di separazione, siamo tutti fratelli, facciamo parte gli uni degli altri.

Amici miei, vorrei concludere con queste parole del concilio Vaticano II agli uomini di pensiero e di scienza: "Felici coloro che, possedendo la verità, la continuano a cercare per rinnovarla, per approfondirla, per donarla agli altri" (Messaggio, 8 dicembre 1965). Questi sono lo spirito e la ragion d’essere del "Cortile dei gentili". A voi impegnati in diversi modi in questa significativa iniziativa, esprimo il mio sostegno e rivolgo il mio più sentito incoraggiamento. Il mio affetto e la mia benedizione vi accompagnino oggi e in futuro.

BENEDICTUS PP XVI

Dal Vaticano, 13 novembre 2012

L'immagine allegata si ispira all'Antifona Maggiore della Novena del Santo Natale :

O Clavis David, et sceptrum domus Israel;
qui aperis, et nemo claudit;
claudis, et nemo aperit:
veni, et educ vinctum de domo carceris,
sedentem in tenebris, et umbra mortis.
Che possiamo ascoltare nel mirabile Canto Gregoriano.

giovedì 27 settembre 2012

CHIUDETE QUEI “ CORTILI-LAGER DELLA FEDE” !!! GLI “EREDI” DELLA VISIONE “ILLUMINISTICA” DELLA VITA SE NE DISSOCIANO … “ …ABBIAMO GIÀ UN IMPEGNO …” UN’OPERAZIONE ( COSTOSA) INUTILE PURE PER L’IMMAGINE ! DITE UN BEL “GRAZIE-BRAVO” AL CARDINALE GIANFRANCO RAVASI E CHIUDETE SUBITO QUEI “ CORTILI-LAGER DELLA FEDE” !!!


Non voglio ricorrere alle espressioni populiste, che tanto effetto han fatto ieri come oggi «Perché questo spreco?  il frutto  (del risparmio dei tanti soldi spesi per la realizzazione dei "Cortili dei Gentili")  si poteva darlo ai poveri !»
Mi chiedo però : quali sono i frutti di questi infruttuosi e costosi “Cortili dei Gentili” ?
Dal punto di vista dell’evangelizzazione e/o di conversione : nessuno !
La conversione non fa parte , tuttavia, del "copione", della "sceneggiatura" e delle "finalità"  di questa costosa iniziativa anzi lo spirito missionario di Santa Madre Chiesa viene castrato per impedire di generare  nuovi cristiani ( tradotto significa che queste iniziative non intendono sottolineare che  la salvezza  si ha soltanto attraverso la Chiesa Cattolica ).
Ho chiesto agli amici atei o eredi degli Illuministi cosa pensano dell’iniziativa.
Essi la giudicano come l’ennesima propaganda  della Chiesa ( quale Chiesa ? mi chiedo ... Non quella dei missionari, degli impegnati nel volontariato con i bisognosi, dei contemplativi …) che ancora una volta realizza un' operazione mediatica propagandistica per conquistare la “benevolenza dei mass media ...” 
 “ …in tempore Conclavis …”  aggiungiamo ...
Il “moderato di turno”, il "politicamente corretto” certamente troverà modo di rimproverare questo nostro scritto :
Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo? “
Coloro che hanno “mani innocenti e cuore puro” potranno intendere questo  povero linguaggio.
Lo comprenderanno tutti Coloro che, amando Cristo e la Sua unica Chiesa, vogliono abbracciare con il gesto di amore tutta l'umanità sofferente e per lo meno far partecipi tutti gli uomini che la Chiesa conduce l'uomo alla salvezza !
Questo hanno fatto coloro che , conoscendo e stimando per le doti professionali e umane Magdi Cristiano Allam, lo hanno indirizzato alla Verità e conseguentemente al Santo Battesimo.
Sicuramente ci sarà stato un "dialogo" iniziale ma poi "qualcuno", volendogli bene, l'avrà sicuramente avvicinato alla conoscenza della vera Fede !
Chiudete quei “Cortili” ! 
Mi fanno paura perché qualcuno potrebbe illudersi che standone dentro potrà conseguire la salvezza senza convertirsi !
Coloro che ingannano le anime , chierici o laici, ne risponderanno direttamente al giusto Giudice !

Consiglio la lettura dei seguenti articoli al riguardo : 




Una lettrice di MiL ha così , realisticamente, commentato :  
" Più che dialogo tra credenti e non credenti, mi pare un dialogo tra apostati e non credenti, nessuno ne uscirà salvo, l'intelligenza sarà come al solito beffata, il buon senso tenuto fuori dalla porta e le cretinate rimbalzeranno da un cranio vuoto all'altro, conclusione, usciranno tutti più sconclusionati di prima ".