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domenica 28 ottobre 2018

A.A.A. cercasi l'entusiamo cattolico che solo la Santa Liturgia può suscitare #sumpont2018

Il VII Pellegrinaggio Internazionale Populus Summorum Pontificum 2018. 

Alcune riflessioni per ringraziare Dio del dono del Pellegrinaggio



Venerdì 16 e sabato 28 ottobre ci siamo recati a Roma, come nostro dovere spirituale,  per partecipare al VII Pellegrinaggio Summorum Pontificum portando, come riconoscenza al Signore Iddio, un anno in più sulle nostre spalle.
Nel tardo pomeriggio di ieri è stato diffuso dalla Sala Stampa Vaticana il documento finale del Sinodo dei giovani

Stando nel cuore della Cattolicità ci hanno colpito ancor di più queste parole del Papa: (la Chiesa) «è una Madre santa con figli peccatori, e a causa dei nostri peccati il Grande Accusatore approfitta e gira cercando di accusare e in questo momento accusa forte, e diventa persecuzione: come i cristiani in oriente. L’accusa continua è fatta per sporcare la Chiesa. I figli sono sporchi, ma la Madre no. E’ ora di difendere la Madre con preghiera e la penitenza. E’ un momento difficile, l’Accusatore attacca la Madre e la Madre non si tocca!»
Difatti il nostro devoto Pellegrinaggio Summorum Pontificum è stato espressione di preghiera e di penitenza (come ha chiesto il Papa nel citato documento sinodale). Pur non essendo adoratori dei numeri abbiamo subito notato qualche differenza numerica rispetto agli altri anni: molti i Sacerdoti che hanno partecipato nella giornata di sabato

sabato 28 settembre 2013

Con Benedetto XVI rimaniamo inchiodati alla Croce della Liturgia !

Assistiamo ogni giorno ad una sorta di opposizione dialettica tra i difensori del culto liturgico e i promotori dell’apertura verso il mondo che puntualmente hanno finito per ridurre la vita cristiana ai soli sforzi sociali.
Il combattimento contro il “ senso del sacro ” ( Beato Giovanni Paolo II ) , che ha antiche radici, ha provocato due feriti gravissimi : la Chiesa e il Sacerdote.
Il beato Giovanni Paolo II riferendosi alle sistematiche desacralizzazioni della liturgia le definì : pratiche non accettabili (Ecclesia de Eucharistia, n. 10) .
Benedetto XVI ha denunciato come “deformazioni al limite del sopportabile” (Lettera ai vescovi in occasione della pubblicazione del Motu proprio ‘Summorum Pontificum’) i continui attentati contro la Liturgia, sempre più intrisi di cultura secolarizzata del mondo circostante .
Ai Vescovi della Francia riuniti a Lourdes in Assemblea Plenaria straordinaria il 14 settembre 2008 Papa Benedetto XVI ha ricordato che : “Il culto liturgico è l’espressione suprema dell’esistenza sacerdotale ed episcopale … è tale da ricollocare l’adorazione al centro della vita del sacerdote e dei fedeli. Invece e al posto del “cristianesimo secolare” .
L’Esortazione Apostolica ‘Sacramentum Caritatis’ di Papa Benedetto XVI ha insegnato ai fedeli che l’azione liturgica deve riconciliare fede e vita consacrando “l’impegno dei cristiani nel mondo che il mondo stesso, sono chiamati a consacrarsi a Dio mediante la liturgia… fino a venire attirati nel dinamismo dell’offerta dell’amore di Cristo che ivi si rende presente”.
La liturgia è il luogo privilegiato per approfondire l’identità del Sacerdote, che è chiamato a “combattere la secolarizzazione” poiché, come il Signore Gesù dice nella sua preghiera sacerdotale: “Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. 
Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità” (Gv. 17, 15-17).
Per secoli la saggezza della Chiesa ha preservato attraverso le rubriche e la postura celebrativa il Sacerdote dal desiderio, anche inconscio, di attirare l’attenzione dei fedeli sulla sua persona.
Quando i fedeli sono lasciati all’arbitrarietà del celebrante, alle sue stranezze, alle sue idee personali od opinioni, alle sue stesse ferite la Liturgia è violentata !
L’obbedienza del sacerdote alle rubriche è infatti segno eloquente e silenzioso del suo amore per la Chiesa, della quale egli è ministro e servitore.
Se la “ partecipazione attiva “ – il principio più eclatante della pastoralità liturgica del Concilio Vaticano II – non si ammanta del naturale “senso soprannaturale della fede” la liturgia non è più l’opera di Cristo, ma degli uomini.
Ecco perché non ci rallegriamo per la formazione liturgica dei sacerdoti ormai ridotta ad una formazione puramente intellettuale dopo esser stata strappata dalla sua dimensione verticale che trascende la vita di ciascuno per fonderla con la vita di Cristo( Benedetto XVI ).
Non c’è bisogno di umanesimo, non c’è bisogno di promozione umana :   la stessa Liturgia  è capace di : “ rendere Dio presente in questo mondo e aprire agli uomini l’accesso a Dio ” ! ( Benedetto XVI )
Il venerando teologo passionista Padre Zoffoli diceva:” istruiamo come vuole il Concilio i fedeli alla partecipazione alla Messa, diamogli insegnamenti seri di dottrina e liturgia. Ma poi non vi lamentate se vedendo una liturgia neocatecumenale vanno a protestare dal Vescovo!
Un putiferio santo a motivo della corretta istruzione dei fedeli, della serie :  … hanno voluto, grazie al Concilio, istruire il popolo, ecco che contro il clero infedele si è scatenato il putiferio quando non celebra bene
E meditiamo anche, senza preconcetti, quanto,
riferendosi alla Liturgia, scrisse  Don Dolindo Ruotolo, morto in concetto di santità ( un santo prete che giustamente è  considerato  come una delle ultime dighe contro il modernismo e le manie post conciliari intrise di novità ) :  "Quanti tesori di esortazioni vive e rifulgenti di grazia e di Spirito Santo si perdono nella Chiesa perché il popolo non le intende!" ( Dal commento di Don Dolindo Ruotolo alla Prima  Lettera ai Corinzi, assai prima del Concilio Vaticano II).
Meravigliosamente grande è l’affermazione di Benedetto XVI : “ Quando il mondo nel suo insieme sarà diventato liturgia di Dio, quando nella sua realtà sarà diventato adorazione, allora avrà raggiunto la sua meta, allora sarà sano e salvo ”!
Il nostro martirio deve essere gloriosamente infisso nella Croce della Liturgia : la mano destra conficcata dai cosiddetti “ tradizionalisti” che ci rimproverano di occuparci solo dell’aspetto cultuale , quella sinistra inchiodata dai “ modernisti-novatori” che ci accusano di giocare ai pizzi e merletti non guardando al mondo che cambia e che ha bisogno di nuovi simboli e di nuovi segni liturgici e i nostri piedi saranno fissati dai nemici di Cristo per impedirci di piegare le ginocchia nell’atto di adorazione a Colui che è il Signore del tempo e della storia !


Andrea Carradori

sabato 29 giugno 2013

Papa Francesco : Omelia per la festa dei Santi Pietro e Paolo

SANTA MESSA E IMPOSIZIONE DEL PALLIO
AI NUOVI METROPOLITI

OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Basilica Vaticana
Sabato, 29 giugno 2013

Signori Cardinali,
Sua Eminenza Metropolita Ioannis,
venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
cari fratelli e sorelle!

Celebriamo la Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, patroni principali della Chiesa di Roma: una festa resa ancora più gioiosa per la presenza di Vescovi da tutto mondo. 
Una grande ricchezza che ci fa rivivere, in un certo modo, l’evento di Pentecoste: oggi, come allora, la fede della Chiesa parla in tutte le lingue e vuole unire i popoli in un’unica famiglia.

Saluto di cuore e con gratitudine la Delegazione del Patriarcato di Costantinopoli, guidata dal Metropolita Ioannis. Ringrazio il Patriarca ecumenico Bartolomeo I per questo rinnovato gesto fraterno. Saluto i Signori Ambasciatori e le Autorità civili. 
Un grazie speciale al Thomanerchor, il Coro della Thomaskirche [Chiesa di San Tommaso] di Lipsia - la chiesa di Bach - che anima la Liturgia e che costituisce un’ulteriore presenza ecumenica.

Tre pensieri sul ministero petrino, guidati dal verbo “confermare”. In che cosa è chiamato a confermare il Vescovo di Roma?

1. Anzitutto, confermare nella fede. Il Vangelo parla della confessione di Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» (Mt 16,16), una confessione che non nasce da lui, ma dal Padre celeste. Ed è per questa confessione che Gesù dice: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa» (v. 18). Il ruolo, il servizio ecclesiale di Pietro ha il suo fondamento nella confessione di fede in Gesù, il Figlio del Dio vivente, resa possibile da una grazia donata dall’alto. Nella seconda parte del Vangelo di oggi vediamo il pericolo di pensare in modo mondano. Quando Gesù parla della sua morte e risurrezione, della strada di Dio che non corrisponde alla strada umana del potere, in Pietro riemergono la carne e il sangue: «si mise a rimproverare il Signore: …questo non ti accadrà mai» (16,22). E Gesù ha una parola dura: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo» (v. 23). Quando lasciamo prevalere i nostri pensieri, i nostri sentimenti, la logica del potere umano e non ci lasciamo istruire e guidare dalla fede, da Dio, diventiamo pietra d’inciampo. La fede in Cristo è la luce della nostra vita di cristiani e di ministri nella Chiesa!

2. Confermare nell’amore. Nella seconda Lettura abbiamo ascoltato le commoventi parole di san Paolo: «Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede» (2 Tm 4,7). Di quale battaglia si tratta? Non quella delle armi umane, che purtroppo insanguina ancora il mondo; ma è la battaglia del martirio. San Paolo ha un’unica arma: il messaggio di Cristo e il dono di tutta la sua vita per Cristo e per gli altri. Ed è proprio l’esporsi in prima persona, il lasciarsi consumare per il Vangelo, il farsi tutto a tutti, senza risparmiarsi, che lo ha reso credibile e ha edificato la Chiesa. Il Vescovo di Roma è chiamato a vivere e confermare in questo amore verso Cristo e verso tutti senza distinzioni, limiti e barriere. E non solo il Vescovo di Roma: tutti voi, nuovi arcivescovi e vescovi, avete lo stesso compito: lasciarsi consumare per il Vangelo, farsi tutto a tutti. Il compito di non risparmiare, uscire di sé al servizio del santo popolo fedele di Dio.

3. Confermare nell’unità. Qui mi soffermo sul gesto che abbiamo compiuto. Il Pallio è simbolo di comunione con il Successore di Pietro, «principio e fondamento perpetuo e visibile dell’unità della fede e della comunione» (Conc. Ecum Vat. II, Cost. dogm. sulla Chiesa Lumen gentium, 18). E la vostra presenza oggi, cari Confratelli, è il segno che la comunione della Chiesa non significa uniformità. Il Vaticano II, riferendosi alla struttura gerarchica della Chiesa afferma che il Signore «costituì gli Apostoli a modo di collegio o gruppo stabile, a capo del quale mise Pietro, scelto di mezzo a loro» (ibid., 19). Confermare nell’unità: il Sinodo dei Vescovi, in armonia con il primato. Dobbiamo andare per questa strada della sinodalità, crescere in armonia con il servizio del primato. E continua, il Concilio: «questo Collegio, in quanto composto da molti, esprime la varietà e universalità del Popolo di Dio» (ibid., 22). Nella Chiesa la varietà, che è una grande ricchezza, si fonde sempre nell’armonia dell’unità, come un grande mosaico in cui tutte le tessere concorrono a formare l’unico grande disegno di Dio. E questo deve spingere a superare sempre ogni conflitto che ferisce il corpo della Chiesa. Uniti nelle differenze: non c’è un’altra strada cattolica per unirci. Questo è lo spirito cattolico, lo spirito cristiano: unirsi nelle differenze. Questa è la strada di Gesù! Il Pallio, se è segno della comunione con il Vescovo di Roma, con la Chiesa universale, con il Sinodo dei Vescovi, è anche un impegno per ciascuno di voi ad essere strumenti di comunione.

Confessare il Signore lasciandosi istruire da Dio; consumarsi per amore di Cristo e del suo Vangelo; essere servitori dell’unità. Queste, cari Confratelli nell’episcopato, le consegne che i Santi Apostoli Pietro e Paolo affidano a ciascuno di noi, perché siano vissute da ogni cristiano. Ci guidi e ci accompagni sempre con la sua intercessione la santa Madre di Dio: Regina degli Apostoli, prega per noi! Amen.



© Copyright - Libreria Editrice Vaticana

sabato 27 aprile 2013

Per chi suona la campana ? L’Omelia di Papa Francesco.


Il nuovo Papa   viene scrutato, studiato e osservato
E' normale che avvenga questo !
Intellettuali, opinionisti, vaticanisti, giornalisti, gruppi e gruppetti ecclesialmente autoreferenziali  si inventano una presunta consanguineità con il Pontefice per digerire il boccone amaro della mancata attribuzione della "paternità" ideologica .
E' normale anche questo !
In poche parole ognuno cerca di tirare dalla propria parte un lembo della leggera talare bianca ...
Si ha l'impressione  che lo stesso Papa,  decantato da alcuni miei amici "intra moenia " per la fresca simpatia che sprigiona , si diverta a farci "cervellare" per trovare una giusta interpretazione alle Sue omelie che quotidianamente pronuncia dalla Cappella della Domus Sanctae Martae.
Chissà il Papa quanto sorride pensando  al  nostro rompitesta  quando leggiamo le Sue omelie ...
Di difficilissima interpretazione è , ad esempio, quella di oggi, sabato 27 aprile.
Leggendo le frasi come :  “ patteggiare con il potere” ; comunità chiusa, sicura di se stessa, quella che cerca la sicurezza proprio nel patteggiare col potere” mi tranquillizzo : il Papa non si riferisce ai nostri poveri gruppi liturgici nati dopo il Motu Proprio “Summorum Pontificum” che non sanno neppure cosa sia il “potere” e tanto meno i soldi !
Alla frase :  “perciò si sentivano come difensori della fede e incominciarono a parlare contro gli Apostoli, a calunniareLa calunnia..” mi vien però da pensare a quella specie di autoreferenzialità da “primi della classe” che taluni  gruppi “tradizionalisti” ( con la “puzza sotto il naso” ) fanciullescamente ostentano con il serio rischio di far precipitare la bontà della ritrovata Tradizione Liturgica in una specie di sottobosco ideologico dalle non chiare ( per non dire inquietanti) connotazioni .
Un disagio più volte denunciato dai "tradizionalisti" stessi e spedito a quei Pastori che ancora si permettono di privare della loro assistenza pastorale proprio i gruppi più fedeli alla Chiesa ! 
Per un arcano volere della Provvidenza, i fedeli tradizionalisti sono gli unici ad inginocchiarsi davanti ai loro Pastori  capaci però di criticare " in nomine Christi " gli  errori clericali quando, a causa dell'infedeltà al Vangelo ed accecati dalle mode mondane, i Consacrati si dimenticano di seguire Gesù : vita, luce e verità !
" Paradossalmente - osserva un fratello tradizionalista - i novatori sono quelli prostràti al mondo dal mondo e ricevono ogni onore e riconoscimento, noi invece siamo perseguitati, e prima di tutti, dai pastori che formano questi apostoli del sorriso, aperti allo Spirito. L'apertura allo Spirito è uno slogan attraverso il quale la dottrina cattolica è stata demolita pezzetto per pezzetto. Vogliamo continuare a suonare su questo spartito?".
Ci affidiamo , come altre volte, alla trascrizione di Radio Vaticana per leggere l'omelia del Papa una, due, dieci volte.
La campana oscilla verso destra e verso sinistra; verso Nord e verso Sud ;  verso Oriente e verso Occidente.
Forse la predica è per tutti ...
Andrea Carradori

“Sembrava che questa felicità non sarebbe mai stata vinta”.  
Così il Papa commentando l’affidamento in Cristo della comunità dei discepoli, riuniti ad Antiochia per ascoltare la parola del Signore, ricordato oggi negli Atti degli Apostoli. 
Poi, la domanda di Papa Francesco sul perché la comunità dei “giudei chiusi”, “un gruppetto”, “persone buone”, furono ricolmi di gelosia nel vedere la moltitudine dei cristiani e incominciarono a perseguitare:

"Semplicemente, perché avevano il cuore chiuso, non erano aperti alla novità dello Spirito Santo. Loro credevano che tutto fosse stato detto, che tutto fosse come loro pensavano che dovesse essere e perciò si sentivano come difensori della fede e incominciarono a parlare contro gli Apostoli, a calunniare… La calunnia… 
E sono andati dalle pie donne della nobiltà, che avevano potere, gli hanno riempito la testa di idee, di cose, di cose, e le spingevano a parlare ai loro mariti perché andassero contro gli Apostoli. Questo è un atteggiamento di questo gruppo e anche di tutti i gruppi nella storia, i gruppi chiusi: patteggiare col potere, risolvere le difficoltà ma 'fra noi'… 
Come hanno fatto quelli, la mattina della Resurrezione, quando i soldati sono andati a dir loro: 'Abbiamo visto questo'… 'State zitti! Prendete…”. E con i soldi hanno coperto tutto".

“Questo è proprio l’atteggiamento di questa religiosità chiusa”, ha spiegato il Papa, “che non ha la libertà di aprirsi al Signore”:

"La loro vita comunitaria per difendere sempre la verità, perché loro credono di difendere la verità, è sempre la calunnia, il chiacchierare… 
Davvero, sono comunità chiacchierone, che parlano contro, distruggono l’altro e guardano dentro, sempre dentro, coperte col muro. 
Invece la comunità libera, con la libertà di Dio e dello Spirito Santo, andava avanti, anche nelle persecuzioni. 
E la parola del Signore si diffondeva per tutta la regione. 
E’ proprio della comunità del Signore andare avanti, diffondersi, perché il bene è così: si diffonde sempre! Il bene non si corica dentro. 
Questo è un criterio, un criterio di Chiesa, anche per il nostro esame di coscienza: come sono le nostre comunità, le comunità religiose, le comunità parrocchiali? 
Sono comunità aperte allo Spirito Santo, che ci porta sempre avanti per diffondere la Parola di Dio, o sono comunità chiuse, con tutti i comandamenti precisi, che caricano sulle spalle dei fedeli tanti comandamenti, come il Signore aveva detto ai Farisei?".

“La persecuzione incomincia proprio per motivi religiosi e per la gelosia”, ha detto Papa Francesco, ma non solo “i discepoli erano pieni di gioia di Spirito Santo”, “parlano con la bellezza, aprono strade”:

"Invece la comunità chiusa, sicura di se stessa, quella che cerca la sicurezza proprio nel patteggiare col potere, nei soldi, parla con parole ingiuriose: insultano, condannano… 
E’ proprio il suo atteggiamento. 
Forse si dimenticano delle carezze della mamma, quando erano piccoli. 
Queste comunità non sanno di carezze, sanno di dovere, di fare, di chiudersi in una osservanza apparente. 
Come Gesù gli avete detto: 'Voi siete come una tomba, come un sepolcro, bianco, bellissimo, ma niente di più'. 
Pensiamo oggi alla Chiesa, tanto bella: questa Chiesa che va avanti. 
Pensiamo ai tanti fratelli che soffrono per questa libertà dello Spirito e soffrono persecuzioni, adesso, in tante parti. 
Ma questi fratelli, nella sofferenza, sono pieni di gioia e di Spirito Santo".

“Guardiamo Gesù che ci invia a evangelizzare, ad annunciare il suo nome con gioia, pieni di gioia”, ha concluso il Papa, sottolineando che non bisogna aver “paura della gioia dello Spirito”, così da non “chiuderci in noi stessi”.




martedì 6 novembre 2012

IL PELLEGRINAGGIO “UNA CUM PAPA NOSTRO” ROMA 3 NOVEMBRE 2012 : NIENTE SARA’ PIU’ COME PRIMA !!!














Finalmente il gran giorno è arrivato !
Dopo tanti affanni e tante dolorose spaccature evidenziate su alcuni siti web amici e fratelli, che si sono inevitabilmente riversati anche   nei nostri cuori, siamo partiti in tanti alla volta di Roma !
Abbiamo tutti assai pregato, durante i viaggi d’andata e soprattutto di ritorno, per rendere grazie al Signore per quanto ci ha dato in questi cinque anni di santo rinnovamento spirituale attraverso il Motu Proprio Summorum Pontificum !
Siamo contenti perché abbiamo potuto pregare “una cum Papa nostro” davanti alla Cattedra del Principe degli Apostoli !
Abbiamo dimostrato una grande maturità confidando solo nel Signore Onnipotente e nella forza della preghiera !
Il Tactus della Prima Domenica di Quaresima riassume mirabilmente il nostro confidare totalmente nella potenza di Colui che disponde tutte le cose in modo mirabile . 
Nulla deve temere l'uomo che si affida nel Signore : " poiché tu dai successo a tutte le nostre imprese "

Qui habitat in adjutorio Altissimi: in
protectione Dei caeli commorabitur.
Dicet Domino: Susceptor meus es tu, et
refugium meum: Deus meus, sperabo
in eum.
Quoniam ipse liberavit me
de laqueo venantium: et a verbo
aspero.
Scapulis suis obumbrabit
tibi: et sub pennis ejus sperabis.
Scuto circumdabit te veritas ejus: non
timebis a timore nocturno.
A sagitta volante per diem, a negotio
perambulante in tenebris: a ruina et
daemonia meridiano.
Cadent a latere tuo mille, et decem millia a dextris tuis:
tibi autem non appropinquabit.
Quoniam angelis suis mandavit de te:
ut custodiant te in omnibus viis tuis.
In manibus portabunt te: ne unquam
offendas ad lapidem pedem tuum.
Super aspidem et basiliscum
ambulabis: et conculcabis leonem et
draconem.
Quoniam in me speravit,
liberabo: protegam eum, quoniam
cognovit nomen meum.
Invocabit me, et ego exaudiam eum: cum ipso
sum in tribulatione.
Eripiam eum et glorificabo: longitudine dierum
adimplebo eum, et ostendam illi
salutare meum.

Dopo il Pellegrinaggio romano niente sarà come prima !

Abbiamo dimostrato di essere uniti attorno alla Cattedra di Pietro seguendo il Magistero immutabile della Chiesa !
Abbiamo dimostrato, attraverso la nostra unità fraterna, di poter cambiare anche alcuni clichè stereotipati della liturgia tradizionale e conseguentemente dell'immagine dei cattolici legati alle espressioni di preghiera dei nostri padri.
Il  canto dei pellegrini, forte e motivato, ha riempito, quando è stato possibile farlo, l’interno della Basilica di San Pietro !
La preghiera, che si è fatta canto, è stata la traduzione fedele della nostra  fede e del nostro amore verso l’Ideale liturgico della Chiesa di sempre !
A questa ondata incontenibile di migliaia di voci è stato simpaticamente contrapposto un gruppetto di bravi cantori microfonati quasi un' inutile e traballante diga incapace di  contenere il canto dei fedeli che qualcuno , in modo  "intellettualistico", aveva giudicato "inappropriato" per una Basilica romana ...
Alla fine si è ricorso alla "soluzione di compromesso all'italiana" : alcune insignificanti strofette polifoniche, a voci pari e ... tanti ... assoli come in una messa nuziale !
Avremo modo di riflettere con calma su questo incredibile scivolone per premunirci affinchè, in un prossimo futuro in occasione di un ventilato nuovo Pellegrinaggio durante l' Anno della Fede, questo non avvenga più  !
Le “messe” in stile polifonico o con l'accompagnamento d’Organo sono auspicabili in circostanze specifiche ma non nei pellegrinaggi ( come alcuni raduni internazionali promossi dall’Associazione Internazionale Una Voce, a cui ho avuto modo di partecipare, hanno sempre insegnato).

Tuttavia “…è giusto per ora lasciare spazio alle emozioni vissute da chi ha partecipato al Pellegrinaggio, lasciato passare un pò di tempo, verrà comunque l`ora del bilancio, non fosse che per rispetto verso chi è andato a Roma".

Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!
Ipsi soli imperium,
laus et iubilatio
per saecula saeculorum.
Amen.
Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!
Tempora bona veniant! Pax Christi veniat!
Redemptis sanguine Christi.
Feliciter! Feliciter! Feliciter!
Regnum Christi veniat!
Deo Gratias!
Amen.

Andrea Carradori, con animo lieto e riconoscente.


Per l'utilizzo delle foto ringrazio l'amica Gloria Cristina Molinari.

venerdì 26 ottobre 2012

PELLEGRINAGGIO A ROMA DI SABATO 3 NOVEMBRE, ALCUNE ISTRUZIONI PER SACERDOTI E FEDELI




1 Pulman per i fedeli marchigiani con partenza :
a)      da Campocavallo di Osimo, davanti al Santuario, ore 7,00
b)      uscita autostrada Civitanova Marche, ore 7,20
c)       uscita autostrada PESCARA NORD CITTA’ SANT’ANGELO ore 9,00


Alcune istruzioni PER I SACERDOTI E I RELIGIOSI - PONTIFICALE IN SAN PIETRO

I sacerdoti e i religiosi che volessero partecipare in coro alla S. Messa Pontificiale in Basilica di San Pietro, dovranno inviare una mail al cappellano del Pellegrinaggio, don (Claude) Claudio Barthé: mail barthe.cisp@mail.com

Anticipiamo sin da ora che sarà indispensabile l'abito corale (talare e cotta, talare mozzetta e cotta, talare mozzetta e rocchetto, ecc...) e berretta, ognuno secondo il proprio grado.

Soluzione 1) I sacerdoti, i religiosi e le religiose dovranno poi trovarsi a San Salvatore in Lauro almeno entro le 13:00, in modo da organizzare la processione (precedenze, assegnazione dei posti , ecc...).
La maggior partecipazione di clero e di religiosi e religiose durante la processione sarà sicuramente una buona testimonianza e un buon modo di "evangelizzare" le persone (turisti e romani) che vi assisteranno per le vie di Roma.

Soluzione 2) PER I SOLI SACERDOTI: i preti che non riuscissero a recarsi in San Salvatore in Lauro entro le 13:00 e a partecipare alla processione, potranno scrivere al cappellano don Barthé barthe.cisp@mail.com per ricevere istruzioni e raggiungere il clero nella Sacrestia della Basilica, ove verrà loro assegnato il posto in coro. 


Indicazioni per i sacerdoti che vogliono assistere alla messa del Cardinal Cañizares il 3 novembre , alle 15 a San Pietro. 
I sacerdoti e il clero prenderanno parte alla processione che partirà dal corridoio della Sacrestia, e che inizierà a formarsi  a partire dalle 14:30. 

Per entrare in Basilica: 
- è fortemente consigliato raggiungere e unirsi alla processione del clero e dei fedeli che partirà alle 13:15 circa da San Salvatore in Lauro, di fronte a Castel Sant'Angelo, sul l'altra riva, piazza San Salvatore in Lauro.
Il clero potrà unirsi alla processione sia alla partenza, sia lungo il tragitto: o in via della Conciliazione, o in piazza Pio XII o in piazza San Pietro. 
Arrivati in San Pietro, il clero entrerà processionalmente  in Basilica, senza controlli e raggiungerà il corridoio della Sacrestia per ricevere il Cardinale. 
- è anche possibile raggiungere individualmente la Sacrestia, dovendo però prima passare i controlli ordinari e facendo la fila dei turisti che vogliono entrare in Basilica. 

- È richiesto, sia per il clero secolare sia per quello religioso, il proprio abito da coro abituale.

***
Alcune istruzioni PER I FEDELI - Pontificale in San Pietro


- PROPRIO: I sabato del mese "Cuore Immacolato di Maria".
- ORDINARIO: NON SCRIVO PIU' NULLA PERCHE' PRIMA DICONO UNA COSA E POI UN'ALTRA, AD OGGI ( sabato 27 ott.) PARE PREVALERE LA MISSA VIII DEGLI ANGELI, DOMANI NON SI SA !
- FOGLIETTI: saranno messi su internet per essere stampati individualmente.

- ATTENZIONE: Chi non potesse prendere parte al pellegrinaggio, si rechi con ampio anticipo (alle 14:00 al più tardi) ai cancelli d'ingresso per l'accesso in Basilica: visto il week end dei santi e i molti turisti, è probabile che la coda per entrare in San Pietro sarà lunga. 
Ricordiamo infatti che bisogna passare i controlli di sicurezza! 
Arrivando per tempo, i pellegrini potranno fare la coda e passare i controlli della polizia con calma e arrivare in tempo in Basilica, e prendere posto.

- NON E' NECESSARIO MUNIRSI DI ALCUN BIGLIETTO (che comunque sarebbe gratuito!): basta arrivare in piazza San Pietro, passare i controlli, entrare in Basilica, e recarsi all'altare della Cattedra. Se qualche Gendarme dovesse domandarlo, basterà dire che si vuole andare all'altare della Cattedra per la Messa in latino delle 15.00. 
La Gendarmeria è al corrente del Pontificale, e ha garantito la propria collaborazione e disponibilità ad aiutare e indirizzare i pellegrini (come d'altronde è solita fare con qualsiasi fedele abbia qualche necessità).


domenica 21 ottobre 2012

BENEDETTO XVI HA RIPRISTINATO L'USO DEL FANONE ( MAI ABOLITO) ! DOPO 28 ANNI DAL SUO AMATO PREDECESSORE IL BEATO GIOVANNI PAOLO II .

DOMENICA 21 OTTOBRE DELL'ANNO DEL SIGNORE 2012
CITTA' DEL VATICANO, PIAZZA SAN PIETRO
CANONIZZAZIONI
ore 9.30
CAPPELLA PAPALE
- Giacomo Berthieu
- Pedro Calungsod
- Giovanni Battista Piamarta
- Maria del Monte Carmelo Sallés y Barangueras
- Marianna Cope
- Caterina Tekakwitha
- Anna Schäffer








Il fanone è' un paramento papale che si usa nelle più solenni celebrazioni, come oggi la canonizzazione dei santi. 
Il suo nome pare derivare da pannus, cioè panno, stoffa. Proviene dall'amitto e in antico aveva la stessa funzione e ne teneva il posto. 
Il fanone è già citato dall'Ordo Romanus dell'VIII sec, e all'inizio non era di uso esclusivo dei Papi. L'utilizzo del fanone però è rimasto dal XII sec. prerogativa dei soli sommi Pontefici (per decisione di Innocenzo III) e ha preso significati simbolici peculiari, in riferimento ai paramenti dei sacerdoti biblici. L'attuale forma circolare con le strisce di determinati colori pare risalire però solo al XVI sec., precedentemente era quadrangolare.

Innocenzo III spiega che il fanone, chiamato allora "orale" rappresenta l'antico Efod del Sommo Sacerdote ebraico:


"Romanus Pontifex post albam et cingulum assumit orale [fanon], quod circa caput involvit et replicat super humeros, legalis pontificis ordinem sequens, qui post lineam strictam et zonam induerunt ephod id est super-humerale" Innocentius III, De Myst. Missæ, I, c. 53.:


Testo preso da: Cantuale Antonianum 


giovedì 20 settembre 2012

IL CARDINALE COMASTRI POSSIEDE UN’AGENDA ? IL CAMBIAMENTO IMPROVVISO D’ ORARIO DELLA MESSA NELLA BASILICA DI SAN PIETRO IN OCCASIONE DEL PELLEGRINAGGIO DEL 3 NOVEMBRE PROSSIMO. DALL’AREA “TRADIZIONALISTA” HANNO SCRITTO : “IN OGNI CASO QUESTO CAMBIO DOPO LA CONFERENZA STAMPA STABILITA ED AUTORIZZATA DALLA BASILICA LA DICE LUNGA SUL RISPETTO CHE PORTANO NON SOLO VERSO I PELLEGRINI MA SOPRATTUTTO VERSO GLI "ORGANIZZATORI".


La notizia del cambiamento di orario della Messa nella Basilica di San Pietro il 3 novembre traslata alle ore 15,00 ha provocato un improvviso affievolimento della mia salute tanto che il virus del raffreddore si è impadronito nel mio già indebolito organismo.
Dalla mutazione d'orario, già concordato "in scriptis" dagli inizi del mese di luglio, deduco che il Cardinale Arciprete  della Papale Basilica di San Pietro non dispone di un’agenda su cui annotare gli appuntamenti internazionali  …
Motivo per noi marchigiani, che lo veneriamo affettuosamente  con riconoscenza per quanto ha fatto quando era Prelato-Arcivescovo di Loreto , di portargli in dono un'agenda artigianale in cuoio prodotta nella mia Regione ( una delle "eccellenze" artigianali nazionali). 
In molti ci aspettavamo una " sorpresa " finale ... si pensava, ad esempio, che all'ultimo momento   avrebbero potuto anticipare la celebrazione alle 7 del mattino ...
Tuttosommato è andata bene e la levataccia del sabato mattino è scongiurata.
Mi dispiace per i fedeli che avevano già prenotato, assieme al loro Parroco, biglietti e albergo ... per la sera precedente ...
Ovviamente l'operazione "Messa alle ore 15" produrrà l'assenza della stampa, dei fotografi e dei cineoperatori ...
Come farò ora a difendermi dall'amico che mi aveva scritto : 
Abbiamo poi difficoltà a comprendere, come avrai voglia di dire ancora sì ai burattinai romani: i quali se ne stanno più o meno dietro le quinte e ti mandano avanti a prendere i boccadò.
Negandosi poi, defilandosi poi, nel momento del bisogno.
Ancora non l’hai capita?!
Caro Andrea, tu sei un … (OMISSIS, alcune  considerazioni di stima verso la mia insignificante persona) ma trascuri un pò troppo un proverbio troppo vero, troppo saggio, troppo importante: errare humanum est, perseverare diabolicum.
Quanto male si può fare illudendo le persone su una falsa prospettiva! ” ???

Purtroppo l’unilaterale cambiamento  dell' orario sta a confermare l'osservazione che un Sacerdote romano ha scritto in un blog  tradizionalista : “ In ogni caso questo cambio dopo la conferenza - stampa, stabilita ed autorizzata dalla Basilica, la dice lunga sul rispetto che portano non solo verso i pellegrini ma soprattutto verso gli organizzatori ".
Io rimando alle soavi e crescenti cattiverie che i VIP del mondo tradizionalista italiano hanno riservato al pellegrinaggio del 3 novembre : vere e proprie “gufate” contro l’iniziativa dei poveracci fedeli legati alla forma liturgica disciplinata dal Motu Proprio "Summorum Pontificum" di Benedetto XVI .
I VIP che ci hanno regalato un cliclè  stantìo di celebrazioni  ora saranno certamente  contenti...
Il Santo Vangelo ci insegna che : “Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può reggersi…, ma sta per finire” (Mc 3, 23-26)
Accettiamo anche tutto questo con vero spirito cristiano affinchè la nostra sofferenza possa divenire, in virtù della grazia divina, seme fecondo per il bene nostro e di tutta la Sua Santa Chiesa.

Andrea Carradori, nel  giorno del 20 settembre, triste anniversario della "presa" di Porta Pia.





mercoledì 19 settembre 2012

Pellegrinaggio " UNA CUM PAPA NOSTRO" del 3 novembre 2012 : VARIAZIONE DELL'ORARIO DELLA SANTA MESSA NELLA BASILICA DI SAN PIETRO ( ORE 15,00). LA COMUNITA' TRADIZIONALISTA CHE VENERA SAN VOLTAIRE , PATRONO DELLA CALUNNIA E DELLA DIFFAMAZIONE.

ANDIAMO PER ORDINE :

1) Per Vs. conoscenza e per migliore organizzazione Vi inoltro il Comunicato del CISP che ci comunica il cambiamento di orario della S.Messa in San Pietro: non più alle ore 10, quindi, ma alle ore 15 di Sabato 3 Novembre 2012.
Vi invito a moltiplicare gli sforzi per sostenere questa iniziativa di filiale amore per il Papa, la Chiesa e la Sacra Liturgia così tanto tribolati.
I disagi organizzativi e logistici che ciascuno di noi potrebbe subire sono tutti parte del carattere penitenziale di questa iniziativa spirituale.
Vi anticipo che per il 7 Ottobre, ovunque sia possibile, sarà chiesto un momento di preghiera in ogni coetus in preparazione al Pellegrinaggio.
Rimango a Vs. disposizione per ogni necessità.
***
Notice of change of time
Facendo seguito alla conferenza stampa del 10 settembre, il Coetus Internationalis Summorum Pontificum desidera annunciare la variazione di orario della Santa Messa nella forma straordinaria del rito romano. La Messa avrà luogo nella Basilica di San Pietro alle ore 3.00 del pomeriggio di Sabato 3 Novembre 2012. Questo cambiamento è stato fatto per facilitare la celebrazione della Messa annuale del Santo Padre per i membri defunti del Sacro Collegio dei Cardinali in quella mattina. 
Siamo una cosa sola con il Santo Padre e accettiamo senza questioni questo cambiamento d'orario.
Il Coetus Internationalis Summorum Pontificum invita tutti i fedeli legati alla forma straordinaria del Rito Romano a raddoppiare i loro sforzi per mostrare il loro sostegno al Santo Padre e al suo documento Summorum Pontificum.
Il Coetus Internationalis Summorum Pontificum invita tutti i fedeli che vengono Roma, e anche quelli che non potranno venire, ad unirsi al Santo Padre nella preghiera di suffragio per le anime dei Cardinali defunti.
Contatti:
Segreteria Generale del CISP: orga.cisp@mail.com
Portavoce ufficiale del Pellegrinaggio: secretary@fiuv.org

--
Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum
Per la Segreteria Generale

Emanuele Fiocchi


2) IL FRUTTO DI UNA  DIFFAMAZIONE CONTINUA :


" SECONDO ME EMANUELE FIOCCHI AVRA' UN TORNACONTO NELL'AVER ORGANIZZATO IL PELLEGRINAGGIO DEL 3 NOVEMBRE"  
( QUESTA DICERIA E' TUTT'ORA DIFFUSA PRESSO IL MONDO ULTRA' TRADIZIONALISTA CHE VENERA SAN FRANCOISE-MARIE AROUET VOLTAIRE, PATRONO DELLA CALUNNIA E DELLA DIFFAMAZIONE )

QUI continuo ...

mercoledì 12 settembre 2012

Pellegrinaggio straordinario a Roma nell’Anno della Fede Santa Messa nella Papale Basilica di San Pietro sabato 3 novembre 2012 “Una cum Papa nostro” Cavete cavete cavete! Attenti al "fuoco amico" e agli annojati, preti e laici, che stanno davanti al computer ...




Cari Amici,
mentre stanno crescendo in tutto il mondo le adesioni per il Pellegrinaggio straordinario dei gruppi che si riconoscono nelle direttive liturgiche del Motu Proprio “Summorum Pontificum” a Roma del 3 novembre prossimo, nell’Anno della Fede, vogliamo ricordare che il nostro è un “martirio bianco”.
Martirio perché il mondo non vuole, o non può, comprendere le ragioni del nostro entusiasmo di recarci a Roma sulla Tomba del Principe degli Apostoli per esprimere :
1) «un rendimento di grazie» in occasione del 5° anniversario del Motu Proprio Summorum Pontificum);
2) «Sarà una dimostrazione di fedeltà alla Sede di Pietro, particolarmente nell’attuale amara e difficile congiuntura»;
3) «Sarà un offerta e una supplica», per domandare a Dio «le grazie necessarie al Sovrano Pontefice per proseguire nell’opera meravigliosa che egli compie sin dall’inizio del suo pontificato»; 4) Infine, «sarà un’espressione di partecipazione alla missione della Chiesa», esprimendo «il sostegno di un gran numero di famiglie, come di tante organizzazioni e iniziative cattoliche, specialmente rivolte ai giovani».
E’ un modo per dire al Santo Padre e dei Suoi Collaboratori nell’Episcopato che :
«… la gente comune, è oggi a disposizione del Santo Padre per la missione della Chiesa».
Martirio perché una parte di quella galassia italiana, che si autodefinisce “tradizionalista”, non vuole ostinatamente collaborare con il progetto,  anzi sta affinando il cosiddetto “fuoco amico” assai più pericoloso di quello dei modernisti , i veri nemici della Chiesa, che per il momento sembrano voler ignorare il Pellegrinaggio perché sanno che coloro che rimarranno a casa saranno proprio quelli che dicono di essere “tradizionalisti”.
Cavete cavete cavete!
Stiamo attenti al “fuoco amico” ai cosiddetti “tradizionalisti” italiani  ai poveri preti annojati che intercettano e divulgano le notizie sul Pellegrinaggio e sulle iniziative collaterali che privati fedeli vorranno portare avanti dopo la Santa Messa...
Ognuno sarà pur libero di proporre agli altri del gruppo, nel rimanente tempo libero eventualmente a disposizione,  una passeggiata  nel centro di Roma o un Concerto di musica classica ?
Andiamo avanti “ ( come più volte ha esclamato il nostro amatissimo Papa Benedetto XVI.
Un giovane ha scritto :
ll Pellegrinaggio non sarà una sfida alla Santa Chiesa, ma un cammino di Amore verso Cristo che Regna e Regnerà in Essa fino alla consumazione dei secoli.
La Nostra sarà una testimonianza di lealtà contro chiunque volesse dividere la Sana Tradizione dalla Chiesa, per far si che il nemico, che è presente sia tra gli 'ultra tradizionalisti' che tra i modernisti, regni.
Il nostro appello alla Santa Vergine è che ci guidi e ci porti nel suo Cuore di Mamma, affinchè si vinca in Cristo anche questa battaglia”.
Sia ben chiaro che il  Pellegrinaggio del 3 novembre non dovrà essere “valutato” con lo stesso metro che viene usato per “contare” i grandi pellegrinaggi ecclesiali ( Agorà, Congressi Eucaristici, Congressi Ecclesiali, Congressi dei movimenti, Meeting ecc ecc ) di cui non si può ingnorare la pesante diffusione attraverso il mass media né la forza numerica dei partecipanti !
Ha scritto, saggiamente, un musicista :
La nostra "peculiarità" si gioca tutta sul contenuto: ed è giustissimo far appello alle "forze musicali" che la Tradizione può vantare come infinitamente più pesanti, preparate e qualitativamente imparagonabili al rumore degli schitarratori e battibònghi da parrocchietta. Noi abbiamo l'Arte o comunque aspiriamo ad averla come meglio possiamo, i modernisti hanno "musica" brutta e che non vale niente. Questa sarebbe stata una leva molto importante su cui agire (e sappiamo che Sua Santità non è insensibile sull'argomento!)
Andiamo avanti” ed organizziamoci in tempo sia spiritualmente che praticamente cercando di coinvolgere amici, parenti e quanti più fedeli possibile !
Andrea Carradori