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venerdì 16 agosto 2013

" Esageriamo" solo nell’impegno e nella devozione per la Liturgia !

Abbiamo confidato nel Signore ed Egli ci ha aiutato !
Stiamo ( per me nuovamente, a motivo della mia età anagrafica ) attraversando un periodo " di gloria " : i provvedimenti repressivi scagliati contro i bravi Francescani dell’Immacolata hanno fatto cessare momentaneamente l’unica messa stabile domenicale che dal 2008 viene celebrata nel Santuario di Campolitcavallo ( Domenica 25 agosto per disposizione del Commissario P. Fidenzio Volpi la Santa Messa nell'antico rito è ripresa alle ore 12 , come avevamo facilmente profetizzato n.d.r. ).
Grazie a Dio nonostante questa difficile prova il nostro gruppo, formato anche da ministranti, cantori e musici, è rimasto coeso .
Per ispirazione dello Spirito Santo è del tutto permeabile ai richiami delle poche e sterili sirene che inutilmente stanno cercando di dividerci per farci approdare su lidi lontani dal nostro comune “sentire cum Ecclesia”.
In virtù della nostra " normale " fratellanza con il resto della chiesa locale, dove siamo incardinati nel supremo vincolo dell'obbedienza e dell'affetto ai nostri Pastori, possiamo esprimere adeguatamente la nostra devozione liturgica.
Quando non sarà più così lo diremo a voce alta !
Dopo aver  ricevuto la solidarietà della Diocesi Anconetana - Osimana , dove si trova il Santuario di Campocavallo,  abbiamo  partecipato al dolore di un nostro amico del gruppo liturgico a cui è mancata la Mamma.
Senza problema alcuno abbiamo potuto organizzare il funerale " tridentino " in una Chiesa del centro storico di Osimo in piena armonia con la Parrocchia locale rispettando i " desiderata " spirituali della Defunta e della Famiglia. 
Nella solennità dell'Assunta, tuttavia, si è potuta ammirare  l’impronta  di Dio che ha sugellato la riuscita piena e sorprendente della Messa dell’Assunta del 15 agosto celebrata alle 5,30 del mattino !
Come non leggere nella chiesa piena di fedeli e nella massiccia presenza di tutte le componenti del gruppo liturgico, di cui si auspica a breve il giusto riconoscimento canonico, il sorriso materno di Maria, Colei che era festeggiata ?
Investiamo nella Liturgia e abbandoniamo le sterili polemiche che hanno sempre alla base l’unico grande peccato : la mancanza di carità fraterna e di devozione nell'insano desiderio di esaltare il proprio represso "ego".
L'ombrello protettivo che Benedetto XVI aveva aperto per salvaguardare la Santa Liturgia da ogni forma di volgarizzazione , di spettacolarizzazione e di mondanizzazione è stato violentemente chiuso :  sta ora a noi prendere a otto mani il baldacchino  che si usa per le liturgie e con esso circondare le cose sante ai santi !
E' tempo di dare spazio all'azione creativa dello Spirito affidandoci completamente a Lui per far sbocciare nelle nostre parrocchie il Motu Proprio " Summorum Pontificum " : come può il nostro Parroco, che ci deve amare in quanto noi siamo suoi figli d'adozione, rifiutarci preventivamente la sua collaborazione in sacris ?
Tuttosommato noi ci siamo affidati comodamente ai bravi frati FI ... noi ce ne stavamo comodamente in poltrona mentre abbiamo loro demandato, in tanti posti, l'attuazione del MP ...
La Chiesa, attraverso il discutibilissimo atto del Commissario P.Volpi ci ha scosso dall'ozio, dal torpore e dalla comodità.

Copiamo le parole che abbiamo scritto nel 2007 poco dopo la pubblicazione del Motu Proprio " Summorum Pontificum " sul sito Missale Romanum :


( Il nostro impegno n.d,r.) " vuole essere anche altro: occasione per vivere la liturgia secondo tutte le sue forme (ordinaria e straordinaria) in obbedienza al Papa ed in seno alla Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana, mezzo per conoscere ed incontrare amici che vivono con il desiderio di seguire il Vangelo, strumento per collegare quanti desiderano partecipare ad una liturgia che sia orientata verso l’alto e rivolta al trascendente, dunque scevra da un ritualismo connotato di uguaglianza socialmente utile e pura aggregazione di carattere religioso.

Ma va anche detto cosa non vuole essere "Missale Romanum": strumento di ribellione verso la Chiesa o qualche suo rappresentante, occasione di rievocazione di riti e cerimonie puramente estetiche, refugium peccatorum di nostalgici il cui anelito è ecclesiologicamente non chiaro e politicamente marchiato, mezzo di esclusiva per le celebrazioni liturgiche che sono della Chiesa tutta e non di un gruppo particolare.

Chiarito questo non resta che fare proprio l’invito fatto da Cristo ai suoi discepoli "
Duc in altum"!
 

Noi siamo e vogliamo rimanere sempre e solo al fianco dei nostri Pastori e con tutta la forza di cui possiamo disporre attuare in casa nostra, nelle nostre Diocesi e delle nostre Parrocchie, la realizzazione del Motu Proprio " Summorum Pontificum "
Dobbiamo far capire a tutti che è possibile celebrare la Santa Messa antica  anche nelle nostre piccole parrocchie !
Perchè impiegare le nostre risorse solo nelle " riserve indiane "
I nostri fratelli delle nostre parrocchie non sono forse meritevoli della nostra caritatevole attenzione liturgica ?
La Madonna Santissima, Stella del Mare e della Nuova Evangelizzazione ci aiuti a perseverare nella strada che Lei stessa ci ha indicato nella mattina della festa dell’Assunta !
La cronaca 

Grottammare ( AP ) Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista Giovedì 15 agosto 2013 è stata celebrata alle 5,30 del mattino la Santa Messa della festa dell'Assunzione della Beata Vergine Maria nell'antico rito arricchita dal canto Gregoriano, dalla musica organistica e dai canti devozionali dei fedeli.
Un pellegrinaggio, data l'ora che è stata scelta, unico nel suo genere che nessuno prevedeva che avesse avuto un così grande successo !
I tanti fedeli sono giunti persino dalla Romagna e dal Molise ed hanno riempito la chiesa quando era ancora notte !
Ha celebrato il Rev.do don Andrea Leonesi, parroco a Tolentino.
All’Organo il M° Gianluigi Spaziani che ha offerto un programma di musiche settecentesche.
Hanno servito il sacro rito i Ministranti di Osimo, Pescara-Montesilvano e Perugia.
Al termine della Santa Messa quando è stata scattata la foto-ricordo nella piazza dedicata al grande Papa Sisto V ... era ormai giorno...
Un grazie di cuore al Parroco della Parrocchia di San Giovanni Battista Don Giorgio Carini , al sagrestano che tanto gentilmente ha aperto la chiesa alle cinque di mattino , all'instancabile don Andrea Leonesi, che ha celebrato la Santa Messa, al Maestro Organista , ai cantori ed ai meravigliosi ministranti che si sono alzati alle 3,30 per affrontare il lungo viaggio ... ma ne valeva la pena !
L’ospitale città natìa di Sisto V  ha entusiasmato con la sua bellezza tutti coloro che per la prima volta l’hanno potuta visitare !
Questo evento suggerisce di “investire” maggiormente nel turismo religioso legato alla bellezza dei luoghi di culto della nostra terra, e soprattutto alla Liturgia che racchiude i tesori del canto gregoriano e della musica organistica : antidoti per la necessaria rinascita culturale indispensabile per colmare l’emergenza educativa dei giovani .

La Croce salvifica di Cristo Signore fotografata quando ormai è giorno !
All'aurora Ti cerco !
Sotto la Madonna ci rifugiamo in questo momento difficile per la celebrazione della Messa antica domenicale stabile nella nostra Regione !
L'offerta dell'incenso
La lettura del S.Vangelo in lingua italiana
Il Maestro Gianluigi Staziani, Organista
La volta della Chiesa irrorata dall'incenso
La statua del grande Pontefice Sisto V

sabato 6 luglio 2013

Osservatore Romano : lapsus o ignoranza ?

Postiamo  la notizia/commento di una  cara Amica a cui - per il bene della Chiesa - auguriamo di essere presto nominata  Officiale della Congregazione per la dottrina della fede (CDF) ( Congregatio pro doctrina fidei). Almeno a lei non sfuggirebbe nulla ...

" NON HO PAROLE...... questo non è un lapsus ma vera ignoranza !
L' Osservatore Romano non solo non rilegge i testi che pubblica, ma se lo fa si dimostra davvero ignorante....

Articolo su l'enciclica Lumen Fidei sul giornale di stamani 6.7.2013

LE TRE VIRTU' TEOLOGALI, Fede Speranza e Carità sono diventate le tre virtù CARDINALI, che poi in verità, quelle cardinali sono 4 ^__^ ... ergo, come si fa a commettere uno sbaglio così profondo se non per ignoranza?

Poichè il giornale cambierà pagina stasera,  metto qui l'articolo a seguire.
il passo è questo:

" L'ordine inverso fa riferimento, invece, alla trilogia che dalla Deus Caritas est passando per la Spe salvi, fino ad arrivare alla recentissima Lumen fidei accompagna il cristiano a riscoprire le tre virtù cardinali, obiettivo e strumento del cammino: fides, spes e ratio, fede, speranza e carità. ..."

P.S. Le quattro virtù cardinali sono: 1.Prudenza; 2 Giustizia; 3 Fortezza; 4 Temperanza.
Le tre virtù teologali sono: 1.Fede; 2 Speranza; 3. Carità

La presentazione dell'enciclica
Molto di Benedetto XVI
Tutto di Papa Francesco
di Silvia Guidi


La domanda meno prevedibile è stata: "Perché l'ordine è inverso?". 
Il giornalista del "The Wall Street Journal", presente all'incontro di presentazione della Lumen fidei che si è svolto presso la Sala Stampa della Santa sede il 5 luglio, non si è soffermato sulla questione dell'attribuzione - dove finisce la stesura di Benedetto XVI e dove inizia il testo scritto da Papa Francesco nella prima enciclica della storia scritta a quattro mani - un dibattito che, comprensibilmente, ha quasi monopolizzato lo spazio domande a fine incontro.

L'ordine inverso fa riferimento, invece, alla trilogia che dalla Deus Caritas est passando per la Spe salvi, fino ad arrivare alla recentissima Lumen fidei accompagna il cristiano a riscoprire le tre virtù cardinali, obiettivo e strumento del cammino: fides, spes e ratio, fede, speranza e carità.
Nell'ordine fissato dalla tradizione, la fede viene per prima, la carità per ultima; evidentemente c'è un preciso messaggio in questa scelta, ha concluso il giornalista del quotidiano economico americano.
L'arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova evangelizzazione, che ha presentato l'enciclica insieme al cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione dei vescovi, e al prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, Gerhard Ludwig Müller, ha risposto dicendo che il "primato dell'amore" origine e fondamento di tutto ha una solida base scritturale: nella prima lettera di Giovanni si parla esplicitamente della natura di Dio come àgape.
"La speranza - ha continuato il cardinale Marc Ouellet - è il fidarsi di Dio sempre, anche nella prova, certi che non c'è delusione per chi si affida al Signore, mentre la fede potremmo definirla come il momento dell'accoglienza, dell'adesione all'amore". La carità invece è un movimento, è la fede che diventa azione, deriva "dallo "sposare" il movimento stesso dell'amore".

Alla domanda esplicita su quali siano le parti da attribuire a Benedetto XVI e quali a Papa Bergoglio, sia Müller che Ouellet hanno inizialmente risposto con una battuta: "non è un patchwork" e "quando l'hanno scritta non c'ero!".
Non serve a molto sezionare e disarticolare questo testo ha poi aggiunto Ouellet: "nell'enciclica c'è molto di Benedetto XVI e c'è tutto di Francesco, perché ha assunto il testo nel suo ruolo di testimone della fede. 
Non dobbiamo cercare la frase dell'uno o dell'altro". "È un testo unico, unitario", ha ribadito Müller. 
"Il credente non è arrogante; al contrario, la verità lo fa umile, sapendo che, più che possederla noi, è essa che ci abbraccia e ci possiede" si legge nell'enciclica. "Che significa, in concreto, nella vita di tutti i giorni, che il cristiano non deve essere arrogante?" ha chiesto Giuseppe Rusconi, del "Corriere del Ticino".
"Una verità comune - sottolinea il testo della Lumen fidei - ci fa paura, perchè la identifichiamo con l'imposizione intransigente dei totalitarismi. Se però la verità è la verità dell'amore, se è la verità che si schiude nell'incontro personale con l'Altro e con gli altri, allora resta liberata dalla chiusura nel singolo e può fare parte del bene comune la fede".
"La verità non può mai offendere nessuno - ha risposto Rino Fisichella, citando Giovanni Paolo II - dobbiamo sempre essere pronti a rendere della ragione della speranza che è in noi, come si legge nella prima lettera di Pietro; è l'estremizzazione della verità che rende arroganti e fondamentalisti".
"La voce profetica, di critica e di denuncia - ha continuato Müller - deve essere sempre libera di alzarsi", "ma la verità è una ricerca compiuta insieme è una grazia donata la certezza - ha concluso Ouellet - donata per essere condivisa. Serve audacia, comunque nel denunciare i mali che ci sono. E nel servire". Più volte, durante l'incontro è stata ricordata la figura di Romano Guardini "uno dei più grandi teologi del Novecento", molto amato sia da Benedetto XVI che da Papa Francesco, e si è parlato della prosa limpida e scorrevole dell'enciclica: "intimorisce di meno parlare di eternità e "per sempre" se si usa l'espressione "dono dell'avvenire tutto intero"".

(L'Osservatore Romano 6 luglio 2013)

Tutto sommato ho potuto così esercitare tutte e tre le virtù: 
1. la speranza che si ravvedano su questi errori; 
2. la carità che mi spinge a perdonare loro questa leggerezza catechetica; 
3 la fede che anche con questi errori non affosseranno la dottrina ( commento della mia Amica)"

domenica 9 giugno 2013

Non servono le parole. Ci vogliono i Riti !


"Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti...
Il rito è quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. 
Il piccolo principe ritornò l'indomani.
«Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora», disse la volpe. «Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti».
«Che cos'è un rito?» disse il piccolo principe.
«Anche questa, è una cosa da tempo dimenticata», disse la volpe. «È quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza».
Così il piccolo principe addomesticò la volpe
.". (Antoine de Saint Exupery, Il Piccolo Principe)

Attraverso i Sacri Riti Dio addomestica la sua Chiesa. 
Attraverso i Sacri Riti la Chiesa prepara il suo Cuore a incontrare l'Amato. 
Sì, non servono le parole. Ci vogliono i Riti ".
********
Il caro amico Emanuele Fiocchi, instancabile “ lavoratore liturgico” nella Vigna del Signore ci ha donato oggi su facebook questa semplice riflessione avvalorata dalla foto che ho allegato .
Le parole di Emanuele mi fanno pensare ad una frase che un teologo pronuncia spesso riguardo la Liturgia “rinnovellata” dopo il Concilio Vaticano II : “ Nella Chiesa Cattolica non esiste più il rito. Come fa una comunità a progredire nella fede senza rito ?
Si potrà rispondere, legittimamente, che la Comunità dei credenti può continuare a crescere grazie al nutrimento che riceve dalla “mensa della Parola di Dio” e dai Sacramenti che il Signore Gesù ha donato alla Sua Chiesa per la salvezza delle anime.
Ma, aimè, ci siamo accorti, a spese nostre  che la castrazione del rito ha portato alla conseguente infecondità della Liturgia !
Per ovviare all’impressionante vuoto rituale post conciliare i nostri fratelli Neocatecumenali come primo atto del loro cammino hanno creato, purtroppo con preoccupanti devianze, un  rito che si propone di rafforzare la loro concezione comunitaria.
Essi poi si sono talmente affezionati al "loro" rito tanto da chiedere con forza ( e con qualche lusingante escamotage) un “salvacondotto” per quella artificiale "liturgia" . 
Senza rendersene conto sono stati essi stessi i cantori  di uno dei tanti " requiem" per la controversa riforma liturgica post conciliare ( giudicata negativamente  anche dalle Chiese di Oriente). 
L'antico monumentale Rito romano è stato smantellato, pezzetto per pezzetto, quando, con l'ausilio dei potentati mass mediatici,  la retorica populista-marxista aveva ormai schiacciato l'  esperienza del Movimento Liturgico.
I cattolici per la tradizione dovuto farsi sentire  quando fu deciso di  abolire nella Messa il Salmo Judica me Deus e l'ultimo Vangelo ...
Ora  i cattolici che sono legati all’antica tradizione liturgica lamentandosi che non esiste più la sacra ritualità cattolica attraverso il quale “ Dio addomestica la sua Chiesa perché mediante i Sacri Riti la Chiesa prepara il suo Cuore a incontrare l'Amato si appellano  alla Costituzione Conciliare sulla Sacra Liturgia Sacrosantum Concilium  per chiedere finalmente che dopo 50 anni venga attuata a beneficio della spiritualità .
La guerra contro la ritualità cattolica è stata sempre nei piani degli eresiarchi di ogni epoca. 
Lo spergiuro Arcivescovo di Canterbury Thomas Cranmer , ad esempio,  riuscì nel suo intento  di imporre in Inghilterra l'eresia protestante soltanto grazie all’astuta e subdola modifica del rituale cattolico tanto che “... ad un certo momento della sua storia, l’lnghilterra si trovò con una nuova religione al posto di quella tradizionale” ( Cifr. Hugh Ross Williamson - convertito nel 1955 dall’Anglicanesimo al Cattolicesimo - La Riforma anglicana di Cranmer ).
Vale la pena di riflettere che : «L’ultima pietra da aggiungere al tumulo sotto cui giaceva l’antica credenza nell’Eucarestia - scrive testualmente Philip Hughes - fu l’attacco contro l’uso di ricevere la Comunione in ginocchio. Che cos’era codesto inginocchiarsi, se non idolatria? Venne quindi inserita una rubrica nel nuovo Prayer Book 24, la quale spiegava che «ciò non significava fare o dover fare un atto di adorazione, sia del pane o del vino sacramentali ricevuti corporalmente, sia di una qualche presenza reale o essenziale della Carne e del Sangue di Cristo». 
Col passare del tempo, la tavola divenne sempre più una semplice tavola che veniva spostata a seconda delle necessità pratiche. Esplicite istruzioni prescrivevano che, in ogni chiesa, la santa tavola dovesse essere messa dove prima si trovava l’altare, eccetto al momento in cui si distribuiva la comunione: «Allora la si metta all'interno del coro, di modo che sia la preghiera, che il servizio del pastore possano essere seguiti più comodamente dai comunicandi e il ministro possa farsi meglio udire da questi, ed essi possano più agevolmente e in maggior numero comunicarsi insieme al pastore. Dopo la comunione, la santa tavola sia rimessa dov'era prima». Un secolo dopo toccò ai puritani di portare l’opera di Cranmer fino alla logica conclusione, non solo ricevendo la comunione seduti, ma anche utilizzando la tavola come il posto più indicato per deporre il cappello”. ( H.R. Williamson, op. cit. )

Nel Motu Proprio Summorum Pontificum di Papa Benedetto XVI la Chiesa ricorda che : “Ciò che per le generazioni anteriori era sacro, anche per noi resta sacro e grande, e non può essere improvvisamente del tutto proibito o, addirittura, giudicato dannoso. Ci fa bene a tutti conservare le ricchezze che sono cresciute nella fede e nella preghiera della Chiesa, e di dar loro il giusto posto
Attraverso i Sacri Riti Dio addomestica la sua Chiesa. 
Attraverso i Sacri Riti la Chiesa prepara il suo Cuore a incontrare l'Amato.
Sì, non servono le parole. 
Ci vogliono i Riti !!!”

Andrea Carradori







martedì 4 giugno 2013

Benedetto XVI : continua la persecuzione contro di Lui !


Gli aguzzini di Benedetto XVI, intra ed extra Ecclesia, non mostrano di possedere un minimo senso di pudore rispettando, almeno ora, la Sua santità, la Sua infinita bontà, la Sua riservatezza e la Sua vecchiaia !
Ricordiamo tutti che dopo elezione al Soglio di Pietro è stato imposto al nuovo Papa uno stemma senza la tiara.... e Benedetto, di nome e di fatto , davanti al “dono” se l’è tenuto.... limitandosi a piazzare il suo stemma con la tiara solo in alcuni apparati ed elementi liturgici come stole, tronetto per le Liturgie, piviali ed una volta solo anche sul famoso tappeto rosso per gli Angelus domenicali ( 10 ottobre 2010 v. la storica foto allegata e il link QUI dell'articolo che Avvenire commissionò di domenica all' ansimante Gianni Cardinale per smentire con urgenza assoluta - vista la gravità del caso - che il Papa aveva rimesso la Tiara sul Suo stemma ufficiale ...  )... 
Leggendo l’articolo di Marco Bertoncini pare che sia stata presentata a Benedetto XVI la richiesta di modificare il Suo stemma.... di rinunciare alla Sua storia ecclesiale !
Ha fatto bene Benedetto a rispondergli "NO GRAZIE"..... ma avrebbe fatto meglio se a dire quel NO lo avesse detto quando gli era stato presentato il nuovo stemma privato del simbolo dell'autorità PONTIFICALE... 
Fa ribollire il sangue leggere questi squallidi tentativi... Povero Benedetto XVI ! 
Neanche in clausura lo lasciano in pace! 
Fosse per loro ne cancellerebbero anche il ricordo. 
Proprio questo genere di gravi, ripetuti tentativi contro Benedetto XVI confermano lo spessore di un Papa tra i più grandi di sempre !!!
A disdoro di coloro che compiono certe azioni. 

Cambiando i simboli vogliono distruggere ciò che essi significano !

 ( elaborazione da Facebook )

RATZINGER VUOLE TENERE LO STEMMA

Ha rinunciato spontaneamente al pontificato ma ora ne vuol ugualmente mantenere i simboli

È andata a vuoto la missione del cardinal Montezemolo

* di Marco Bertoncini *

«Santo Padre, dopo aver rinunciato al pontificato non pensa di cambiare lo stemma?» «Grazie, non intendo modificarlo». Questa è la sintesi del tentativo operato dal cardinale Andrea Carlo di Montezemolo presso Benedetto XVI perché mutasse lo stemma usato dal 2005 al 2013, adottandone uno nuovo rapportato alla situazione (inattesa e con precedenti limitati e indietro nei secoli) del pontefice emerito. È lo stesso presule, esperto di araldica ecclesiastica, a darne notizia sul fascicolo n. 113 della rivista Nobiltà, nell'articolo «Un nuovo stemma per un papa emerito?».

Il cardinale Montezemolo aveva apprestato lo stemma per papa Benedetto subito dopo la sua elezione. Di quello, asserisce, il pontefice emerito dovrebbe abbandonare i simboli «che gli competevano solo per l'ufficio, o per la dignità, che ora ha abbandonato». Quindi, via le grandi chiave decussate, simbolo della giurisdizione petrina ora non più esercitata. Al più, esse potrebbero figurare all'interno dello stemma nuovo, al capo (cioè nella sommità). In sé, potrebbe invece restare la mitria, introdotta proprio da Benedetto XVI in luogo della tiara, simbolo abituale dei papi nel corso dei secoli. La mitria, infatti, simboleggia l'ordine episcopale: oggi Ratzinger rimane vescovo; anzi, per alcuni avrebbe dovuto assumere il titolo di «vescovo emerito di Roma» e non quello di «pontefice emerito». Secondo mons. Montezemolo, però, si ridurrebbe a «un semplice logo», all'evidenza insufficiente per chi sia stato a capo della Chiesa. Via, quindi, pure la mitria.

Potrebbe non essere tolto il pallio, voluto dallo stesso papa Benedetto nello stemma papale, insieme con l'abbandono della tiara. Il cardinale Montezemolo ritiene che il «già Sommo Pontefice» (tale il nome che il presule ritiene sarebbe più appropriato per Benedetto XVI) potrebbe riprendere nel proprio stemma il motto che usava quand'era arcivescovo di Monaco, ossia «Cooperatores Veritatis». Quanto al copricapo da inserire, egli punta sul galero, tradizionale per i cardinali, con quindici fiocchi: galero e fiocchi, però, li propone insolitamente bianchi, per distinguerli dai diversi colori in uso per altri prelati.

Alla fine, il lavoro dell'esperto araldista ha prodotto uno stemma che ricorda l'ufficio già ricoperto da Ratzinger soltanto nelle chiavi decussate, messe nel capo. 
Nel resto, lo stemma è adattato al nuovo status. 
Non si sa quali stemmi, dopo la rinuncia, avessero usato Celestino V e Gregorio XII ( anche se la situazione di Gregorio XII, Angelo Correr , era totalmente diversa a causa dello Scisma d'Occidente e il perdurare di più antipapi N.d.R.)
Probabilmente proprio per la mancanza di precedenti il pontefice emerito ha preferito, come riconosce lo stesso Montezemolo, esprimere «vivo gradimento e sentita gratitudine per l'interessante studio fattogli pervenire», ma ha «fatto sapere che preferisce non adottare un emblema araldico espressivo della nuova situazione venutasi a creare con la rinuncia al Ministero Petrino».
Ci saranno, dietro il rifiuto del papa emerito, considerazioni storiche, teologiche, canonistiche, ma forse anche umane: il nuovo stemma lo farebbe apparire troppo distante dalla condizione precedente, conducendolo allo stato o di una sorta di cardinale aggregato o di un semplice vescovo emerito, non già di pontefice sia pure rinunciatario.


mercoledì 29 maggio 2013

Atei e mangiapreti vanno di corsa alle udienze di Papa Francesco ...

Salvo il devoto rispetto ed ossequio per il Santo Padre, che abbiamo dimostrato in corde et in scriptis fin dal primo momento della Sua elezione , avendo ricevuto un interessante commento da un Fedele ad una delle omelie mattutine di Papa Francesco lo pubblichiamo anche perchè cogliamo in esso quell'indispensabile "sentire cum Ecclesia" che ci fa essere orgogliosamente Cattolici " Una cum papa nostro". Andrea Carradori

" Ci stanno abituando alle "omelie del mattino" che il Santo Padre Francesco, o, come piace a lui, il Vescovo di Roma lancia dalla Cappella in Santa Marta nella Messa del mattino.
E' vero che qualche settimana fa Padre Lombardi si è premunito ed affrettato a dire che il Papa non vorrebbe (condizionale d'obbligo) che le sue omelie del mattino vengano pubblicate e che rimangano, per così dire, "riservate ai fedeli che il Papa ama incontrare privatamente in questa Messa", tuttavia queste stesse sono rilanciate da Radio Vaticana ogni mattina e pubblicate, a spezzoni, sull'Osservatore Romano, quindi ci è lecito parlarne.
Una di queste "note stonate" risale alla Messa del 22 maggio u.s. quando il Papa ha detto queste testuali parole riportate appunto sugli Organi ufficiali della Santa Sede: “Il Signore tutti, tutti ci ha redenti con il sangue di Cristo: tutti, non soltanto i cattolici. 
Tutti! ‘Padre, gli atei?’. Anche loro. Tutti! 
E questo sangue ci fa figli di Dio di prima categoria! 
Siamo creati figli con la somiglianza di Dio e il sangue di Cristo ci ha redenti tutti! 
E tutti noi abbiamo il dovere di fare il bene. 
E questo comandamento di fare il bene tutti credo che sia una bella strada verso la pace. 
Se noi, ciascuno per la sua parte, facciamo il bene agli altri, ci incontriamo là, facendo il bene, e facciamo lentamente, adagio, piano piano, facciamo quella cultura dell’incontro: ne abbiamo tanto bisogno. Incontrarsi facendo il bene. ‘Ma io non credo, padre, io sono ateo!’. 
Ma fai il bene: ci incontriamo là!”.
Senza dubbio che Nostro Signore Gesù Cristo è venuto per salvare tutti, non sarebbe stata necessaria la stessa Incarnazione se avesse voluto lasciarci nella condanna, perchè eravamo già condannati, e non sarebbe stata necessaria la Sua morte di Croce, quindi Gesù è venuto per salvarci.
Il problema perciò non sta in questa Redenzione valida per tutti, anche per gli atei. 
Però che il Sangue di Cristo ci fa figli di Dio "di prima categoria" allo stesso modo, anche con i non cristiani, i non cattolici, no, questo concetto rischierebbe di vanificare il Battesimo. 
E' il Battesimo infatti che ci rende "figli di Dio" in senso pieno, legittimo, figli eredi come dice l'apostolo, e gli "eredi" sono quelli di prima categoria ed anche per questo pagheranno più duramente il giudizio di Dio proprio perchè hanno ricevuto di più (la storia dei talenti ci insegna).
Occorre dunque una conversione, occorre il Battesimo, questa è la via ordinaria scelta ed impartita dal Cristo Signore, quanto alle vie straordinarie la Chiesa le ha sempre sostenute ed insignate e queste riguardano coloro che, senza colpa, non avendo conosciuto bene il Figlio di Dio non hanno potuto scegliere con tutta onoestà e libera coscienza e quiondi, se morti senza il Battesimo, saranno giudicati per altre vie che solo Dio conosce.
Quindi qual'è il compito di un Papa, di un Vescovo, di un Sacerdote, ma anche di un fedele laico?
Lo spiega Ezechiele cap. 3 - 16 Al termine di questi sette giorni mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell'uomo, ti ho posto per sentinella alla casa d'Israele. 17 Quando sentirai dalla mia bocca una parola, tu dovrai avvertirli da parte mia. 18 Se io dico al malvagio: Tu morirai! e tu non lo avverti e non parli perché il malvagio desista dalla sua condotta perversa e viva, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte io domanderò conto a te. 19 Ma se tu ammonisci il malvagio ed egli non si allontana dalla sua malvagità e dalla sua perversa condotta, egli morirà per il suo peccato, ma tu ti sarai salvato.
20 Così, se il giusto si allontana dalla sua giustizia e commette l'iniquità, io porrò un ostacolo davanti a lui ed egli morirà; poiché tu non l'avrai avvertito, morirà per il suo peccato e le opere giuste da lui compiute non saranno più ricordate; ma della morte di lui domanderò conto a te. 21 Se tu invece avrai avvertito il giusto di non peccare ed egli non peccherà, egli vivrà, perché è stato avvertito e tu ti sarai salvato».
Non vogliamo certo insegnare al Papa la Sacra Scrittura ma una domanda si impone: chi ha ragione tra questo testo e il testo riportato dall'omelia del Papa?
Dicono le stesse cose?
E' bello parlare delle opere di Misericordia che sono, per altro, riportate nel Catechsimo, ma anche Gesù ammonisce che le opere senza la fede rischiano di non valere nulla, così come per il fedele che non operasse la misericordia, rischierebbe di frantumare la fede che dice di avere e di vivere.
Ci domandiamo: ma perchè si tenta oggi di separare le opere di bene dall'urgenza della conversione a Cristo Signore?
Perchè il Papa non parla di entrambe?
Il Papa non sta dicendo cose errate, ma certamente rischiano di essere prese in modo ambiguo ed incompleto.
Certo, è vero quel che dice il Papa: ‘Ma io non credo, padre, io sono ateo!’. Ma fai il bene: ci incontriamo là!”. -
là dove? esiste forse un Paradiso nel quale vi accederanno solo coloro che restando atei avranno compiuto opere di bene?
Facciamo il bene, certo, è importante, ma in nome di chi se l'ateo non deve avere l'urgenza e la responsabilità di convertirsi a Colui per il quale deve compiere opere di bene?
Non dice san Paolo che la fede si deve trasmettere? 
E non dice che è urgente andare, come ha comandato Gesù, e fare "discepole" le nazioni, interi popoli?
Perchè Sant'Ignazio di Loyola fondò la Compagnia di Gesù e inviò i primi missionari di cui san Francesco Saverio è l'esempio tra i più confortanti?
Forse che san Francesco d'Assisi non si preoccupò della conversione di coloro che incontrava?
Il problema non è in queste omelie seppur molto zuccherine, ma nel fatto che si tende a separare la fede dalle opere. 
Come se la fede cattolica fosse di ostacolo, come se convertirsi fosse un ostacolo alle opere ma tutti, anche il Papa, sa bene che non è così, e allora ci domandiamo: perchè è così difficile oggi coniugare la fede, ossia la conversione a Cristo Signore con la sollecitazione a compiere le opere nel Suo nome anzichè nel nome di sconosciuti, o nel proprio nome, o peggio, nel nome di altre divinità le quali ricevono molto più rispetto di quello che i Pastori dovrebbo dare (ed è la prima testimonianza) dovrebbero all'unico vero Dio come è prescritto nei Comandamenti?
Ama il prossimo come ami te stesso, ci ripetono, sì, ma perchè si omette che il primo comandamento è amare Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la mente e che solo dopo viene (o insieme inseparabilmente) quello di amare il prossimo come amiamo noi stessi, appunto, dopo che siamo stati riempiti di quell'amore di Dio, di quel "sacro timor" di Dio, uno dei sette doni dello Spirito Santo?
Non diamo risposte, ognuno esamini se stesso, come suggerisce l'Apostolo e si rammenti che Gesù nella famosa domanda "ma quando il Figlio dell'uomo tornerà sulla terra, troverà ancora la fede nell'uomo?", non dice se troverà le opere, le comunità, se troverà papi simpatici, le udienze del mercoledì affollate, le GmG e quant'altro, ma chiede una cosa sola: la fede, la fede in Lui.
E la vera fede comporta uno stile di vita che in nome di Cristo produce opere buone; senza Nostro Signore le opere sono morte, sono vanagloria, sono l'euforia sterile delle battaglie ideologiche, è lo stile di vita autenticamente cristiana, nella fede e nelle opere, che vince le crisi e ridona equilibri sociali e culturali, se si toglie l'una l'altra è destinata a fallire". 
LETTERA FIRMATA

A PROPOSITO DI UNA FOTO RIPRESA DA MESSAINLATINO
Nel pubblicare la lettera del  Fedele  di cui sopra avevo allegato una foto, che circolava su Fb, di un ecclesiastico che sopra il camice indossava una strana stola con due simboli : cristiano ed ebraico.
L'ho tolta quasi subito  dopo che l'Autore dell'Articolo ( vedere QUI ) ha gentilmente specificato ( qui ) che l'ecclesiastico  è un Pentecostale appartenente alla Comunione Anglicana. 
Tutto qui !
Andrea Carradori


martedì 7 maggio 2013

Inter mysteria fluitat insidiose Navicula


"Joseph Ratzinger ha scelto di non spiegare a nessuno i motivi che l'hanno spinto a compiere il suo gesto" (Camillo Card. Ruini)
Massimo Franco, Corriere della Sera, Sabato 4 Maggio 2013.

Fra cento o un anno, non importa, la vicenda della fine del Pontificato di Benedettto XVI sarà valutata in un'unica angolazione : la crisi del sistema "chiesa-mondana". 
Un mostrum contro natura che, con le sue implacabili regole e le sue vittime sacrificali, ha depresso la storia umana ed ecclesiale negli ultimi 50 anni.
Grazie a Dio quel tipo di perverso  connubio è entrato in crisi !
Non bastano  i sorrisi del simpatico nuovo Pontefice, che prima o poi dovrà pronunciarsi su questioni etico-teologiche,  nè i pulman  delle allegre scampagnate delle famiglie  in Vaticano a ridare vita e speranza al putrefatto sistema della " chiesa-mondana".
Non ridano compiaciuti gli ottuagenari "manovratori" esperti di comunicazione di massa ... per questa loro momentanea vittoria !
Sappiamo che la sera dell'11 febbraio scorso essi hanno rassicurato i grandi centri di potere che la "chiesa-mondana" sarebbe venuta in loro soccorso per incantare il popolo  affamato, senza lavoro, sbandato e inquieto perchè la droga che lo ha imbambolato è stata diminuita dagli stessi che hanno creato la terribile crisi economica planetaria...
In un certo senso comprendiamo le preoccupazioni e le aspettative che il Potere ha riservato sulla "chiesa-mondana" : la chiesa cattolica deve tenere per contenere e indirizzare il popolo sballato a causa della crisi economica.
Aspirazioni condivisibili dal punto di vista prettamente umano.
Fa bene il nuovo Papa a parlare sempre di misericordia, anche se si tralasciano le Opere di misericordia spirituale, che nessuno ha abolito, ad esempio "Ammonire i peccatori".
Se non viene fatto si lascia che il male dilaghi e non ci sarà nessun nuovo "muro" che lo possa contenere.
Pare di essere tornati ai buonismi degli ultimi 50 anni, che tanto male hanno portato, e non una nuova, vera evangelizzazione.
E' vero che la Chiesa ha svolto anche in altri periodi storici difficili la stessa mediazione sociale. Ma non è lo scopo per cui il Divin Redentore l'ha generata !
Per ora sull'altare sacrificale, dopo una Via Crucis durata otto anni, c'è finito Benedetto XVI-Joseph Ratzinger.
E non è finita per lui.
Siccome il cuore dei fedeli è rimasto ancora troppo legato, nonostante tutto, al ricordo del mite e buono Benedetto XVI ( lo Spirito Santo fa degli scherzetti anche ai cardinali esperti di marketing e di comunicazione di massa ) ora se ne deve distruggere ulteriormente l'immagine come abbiamo più volte scritto.
Ci sta pensando anche un vaticanista, noto per i voltagabbana, che , submissa voce, per non beccarsi una denuncia, sussurra ... dice... ipotizza ...
E' vero che il Potere si sdebiterà con la "chiesa-mondana" per il  " regalino " che ha fatto loro promettendo anche l' immortalità agli ottuagenari cardinali ... ma noi confidiamo nello Spirito Santo che dirige, disciplina e illumina l'unica Chiesa di Cristo : la Santa Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana !
Da cattolici confidiamo nella grazia che il Papa, Successore di Pietro e Vicario di Nostro Signore Gesù Cristo, sta dispensando nella Santa Chiesa anche attraverso l'esempio che quotidianamente ci dona mostrandoci una  fede genuina fondata sulla roccia del Vangelo.

Con il Salmo 76 preghiamo :

" Forse Dio ci respingerà per sempre,
non sarà più benevolo con noi?
E' forse cessato per sempre il suo amore,
è finita la sua promessa per sempre? 


Può Dio aver dimenticato la misericordia,
aver chiuso nell'ira il suo cuore?
E ho detto: «Questo è il mio tormento:
è mutata la destra dell'Altissimo».

Ricordo le gesta del Signore,
ricordo le tue meraviglie di un tempo.
Mi vado ripetendo le tue opere,
considero tutte le tue gesta ".


Andrea Carradori


giovedì 2 maggio 2013

REGALO AZIENDALE : LA CORONA DEL SANTO ROSARIO !


L’assidua frequentazione, in spiritu humilitatis, della Santa Messa celebrata nell’antico rito genera un rinnovato spirito devozionale , caritatevole e missionario.
Ecco il “ regalo “ che un imprenditore ha voluto fare all’inizio del Mese Mariano ai suoi dipendenti e collaboratori.
Bello e significativo il richiamo che il Successore di Pietro ha rivolto ai Cattolici all'apertura del  Mese Mariano :
"E in questo mese di maggio, vorrei richiamare all’importanza e alla bellezza della preghiera del santo Rosario. Recitando l'Ave Maria, noi siamo condotti a contemplare i misteri di Gesù, a riflettere cioè sui momenti centrali della sua vita, perché, come per Maria e per san Giuseppe, Egli sia il centro dei nostri pensieri, delle nostre attenzioni e delle nostre azioni. 
Sarebbe bello se, soprattutto in questo mese di maggio, si recitasse assieme in famiglia, con gli amici, in Parrocchia, il santo Rosario". - (Papa Francesco)
A.C.

I Colori Rosario
Volendo preparare un dono (aziendale) per i nostri amici siamo andati (noi della ditta) in due fabbriche di corone, a Loreto.
Che imbarazzo di scelta! Non potete immaginate quanti modelli e quanti colori hanno in campionario.
Per questo motivo ci siamo consigliati ed abbiamo scoperto alcune cose. Ve le trasmettiamo con la speranza di fare
cosa gradita (sperando di non annoiare troppo).
Come era desiderio e progetto, abbiamo scelto una “corona angelica”.
Il colore è bianco e rosso (il colore aziendale
della ….arredamenti).
Poi c’è sorto un dubbio: ma…che significano questi due colori in religione?
Ci accingiamo a fare una figuraccia?
Ci siamo documentati e … sorpresa!
A) Il rosso è colore liturgico e rappresenta il colore dei re, mentre il bianco è sacerdotale
Sono il segno di Cristo, re e sacerdote.
B) Il rosso (usato nel particolare rosario dello Spirito santo) simboleggia il fuoco dello Spirito
La cosa ci ha rincuorato.
Avendo, poi, visionato un campionario incredibile di modelli, abbiamo voluto cercare anche il significato dei
materiali, scoprendo altre cose.
Il rosario di legno indica l'umiltà, la povertà e la castità. Per questo è d’obbligo ad alcuni ordini religiosi.
La Corona del Rosario è lo strumento tradizionale per la recita del Santo Rosario, ma è anche il simbolo attraverso il
quale si scandisce, con lo scorrere dei grani, il passare del tempo, nella vita di ogni cristiano, nel proprio cammino di fede.
All’inizio / fine della corona, una piastrina a tre ganci, con l’immagine della Madonna, fa convergere nel ramo che va verso il crocefisso, da cui iniziano e in cui terminano le preghiere: a ricordarci il valore e la centralità della figura di Cristo nella vita di ognuno. 
Come diceva Papa Pio XII, il Santo Rosario è il compendio di tutto il Vangelo.
Il Rosario - bellissima preghiera - prende nome dal fiore simbolo dell'amore: rosario vuol dire roseto, mazzo di rose.
“Corona di Rose” è il significato della parola “Rosario”.
Sforziamoci, quindi, di offrirlo con raffinatezza e buon gusto: niente rose (leggi: Ave Maria) appassite, sgualcite, mal tenute insieme, e buttate là con noncuranza!
È un omaggio gentile alla più bella di tutte le creature, alla Benedetta fra le donne. 
Recitiamolo con garbo !
Con il Rosario compiamo un gesto di riconoscenza a Dio, che ha voluto divenire figlio di questa Donna, frutto benedetto del suo grembo.
Leggi attentamente: Frutto del grembo! Non . . . del seno. 
Ripensa alla preghiera in latino: Benedicta tu in
mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Iesus. ...
Alla Regina del Cielo e della terra, alla Madre del Creatore dell'Universo le rose si offrono con rispettoso amore.
Al gambo di questi fiori sono attaccate le spine: esse c’insegnano a “far attenzione” nel comporre, nei debiti modi, questo mazzo spirituale, per porgerlo poi con garbo, con semplicità e con fede.
Alla donna che si . . . ama si regalano . . . fiori (molto meglio che l’ i Pod)
Un curato ha scritto fuori la porta della chiesa: “ci sono tanti modi per comunicare con il signore. Dio, però, normalmente non usa il telefonino. 
Quando venite a pregare …. spegnetelo!” (perdonate la scherzosa digressione)
Recitare «bene» il Rosario non è facile: occorre impegno.
Quante cose si possono scoprire facendo una semplice ricerca. Quante cose si possono mettere insieme (e trasmettere agli amici) con un semplice scopiazzatura.
ALLEGATO ALLA CORONA DEL ROSARIO :
La Madonna ha fatto, attraverso alcuni Santi delle promesse ai veri devoti del santo Rosario: ed è noto che la Madonna quel che promette mantiene.
Leggiamone qualcuna.
•A quelli che devotamente reciteranno il mio Rosario prometto la mia protezione speciale e grandissime grazie. 
Il santo Rosario sarà un'arma potente contro l'Inferno; distruggerà i vizi, vi libererà dal peccato,
dissiperà le eresie.
•Ciò che chiederete con fede per mezzo del mio Rosario, voi lo otterrete. 
Coloro che propagheranno la devozione del santo Rosario saranno da Me soccorsi in tutte le loro necessità.
•Libererò presto dal Purgatorio le anime che furono devote al santo Rosario. Chi l'avrà recitato con costanza e vera devozione godrà di una grande gloria in Cielo.
Sapete perché nelle chiese ci sono molti affreschi e/o quadri?
A coloro che non sapevano leggere, e iniziando dai monasteri, in luogo delle Sacre Letture, si propose la contemplazione visiva di momenti importanti della vita di Gesù e di Maria. Momenti che ora sono codificati nei quindici misteri.
A quei tempi, in cui poche persone tra il popolo sapevano leggere, i quadri, gli affreschi e le sculture, rendevano le chiese una vera scuola, aiutavano a comprendere il significato e a fissare nella memoria, anche visiva, questi santi «misteri». 
Ne abbiamo esempio anche nelle vie crucis presenti in ogni chiesa.
Udite, udite!
La corona del Rosario è formata da cinquanta grani (le Ave Maria) suddivise in cinque decine, intercalate da un grano più grosso (il Padre Nostro).
Il Rosario intero è composto da centocinquanta Ave Maria; perciò è necessario usare la corona per tre volte. Non spaventatevi, però, perché è uso comune (ma siete liberi di fare di meglio) recitare una sola corona, meditando i cinque misteri del santo Rosario, ogni giorno.


sabato 27 aprile 2013

Per chi suona la campana ? L’Omelia di Papa Francesco.


Il nuovo Papa   viene scrutato, studiato e osservato
E' normale che avvenga questo !
Intellettuali, opinionisti, vaticanisti, giornalisti, gruppi e gruppetti ecclesialmente autoreferenziali  si inventano una presunta consanguineità con il Pontefice per digerire il boccone amaro della mancata attribuzione della "paternità" ideologica .
E' normale anche questo !
In poche parole ognuno cerca di tirare dalla propria parte un lembo della leggera talare bianca ...
Si ha l'impressione  che lo stesso Papa,  decantato da alcuni miei amici "intra moenia " per la fresca simpatia che sprigiona , si diverta a farci "cervellare" per trovare una giusta interpretazione alle Sue omelie che quotidianamente pronuncia dalla Cappella della Domus Sanctae Martae.
Chissà il Papa quanto sorride pensando  al  nostro rompitesta  quando leggiamo le Sue omelie ...
Di difficilissima interpretazione è , ad esempio, quella di oggi, sabato 27 aprile.
Leggendo le frasi come :  “ patteggiare con il potere” ; comunità chiusa, sicura di se stessa, quella che cerca la sicurezza proprio nel patteggiare col potere” mi tranquillizzo : il Papa non si riferisce ai nostri poveri gruppi liturgici nati dopo il Motu Proprio “Summorum Pontificum” che non sanno neppure cosa sia il “potere” e tanto meno i soldi !
Alla frase :  “perciò si sentivano come difensori della fede e incominciarono a parlare contro gli Apostoli, a calunniareLa calunnia..” mi vien però da pensare a quella specie di autoreferenzialità da “primi della classe” che taluni  gruppi “tradizionalisti” ( con la “puzza sotto il naso” ) fanciullescamente ostentano con il serio rischio di far precipitare la bontà della ritrovata Tradizione Liturgica in una specie di sottobosco ideologico dalle non chiare ( per non dire inquietanti) connotazioni .
Un disagio più volte denunciato dai "tradizionalisti" stessi e spedito a quei Pastori che ancora si permettono di privare della loro assistenza pastorale proprio i gruppi più fedeli alla Chiesa ! 
Per un arcano volere della Provvidenza, i fedeli tradizionalisti sono gli unici ad inginocchiarsi davanti ai loro Pastori  capaci però di criticare " in nomine Christi " gli  errori clericali quando, a causa dell'infedeltà al Vangelo ed accecati dalle mode mondane, i Consacrati si dimenticano di seguire Gesù : vita, luce e verità !
" Paradossalmente - osserva un fratello tradizionalista - i novatori sono quelli prostràti al mondo dal mondo e ricevono ogni onore e riconoscimento, noi invece siamo perseguitati, e prima di tutti, dai pastori che formano questi apostoli del sorriso, aperti allo Spirito. L'apertura allo Spirito è uno slogan attraverso il quale la dottrina cattolica è stata demolita pezzetto per pezzetto. Vogliamo continuare a suonare su questo spartito?".
Ci affidiamo , come altre volte, alla trascrizione di Radio Vaticana per leggere l'omelia del Papa una, due, dieci volte.
La campana oscilla verso destra e verso sinistra; verso Nord e verso Sud ;  verso Oriente e verso Occidente.
Forse la predica è per tutti ...
Andrea Carradori

“Sembrava che questa felicità non sarebbe mai stata vinta”.  
Così il Papa commentando l’affidamento in Cristo della comunità dei discepoli, riuniti ad Antiochia per ascoltare la parola del Signore, ricordato oggi negli Atti degli Apostoli. 
Poi, la domanda di Papa Francesco sul perché la comunità dei “giudei chiusi”, “un gruppetto”, “persone buone”, furono ricolmi di gelosia nel vedere la moltitudine dei cristiani e incominciarono a perseguitare:

"Semplicemente, perché avevano il cuore chiuso, non erano aperti alla novità dello Spirito Santo. Loro credevano che tutto fosse stato detto, che tutto fosse come loro pensavano che dovesse essere e perciò si sentivano come difensori della fede e incominciarono a parlare contro gli Apostoli, a calunniare… La calunnia… 
E sono andati dalle pie donne della nobiltà, che avevano potere, gli hanno riempito la testa di idee, di cose, di cose, e le spingevano a parlare ai loro mariti perché andassero contro gli Apostoli. Questo è un atteggiamento di questo gruppo e anche di tutti i gruppi nella storia, i gruppi chiusi: patteggiare col potere, risolvere le difficoltà ma 'fra noi'… 
Come hanno fatto quelli, la mattina della Resurrezione, quando i soldati sono andati a dir loro: 'Abbiamo visto questo'… 'State zitti! Prendete…”. E con i soldi hanno coperto tutto".

“Questo è proprio l’atteggiamento di questa religiosità chiusa”, ha spiegato il Papa, “che non ha la libertà di aprirsi al Signore”:

"La loro vita comunitaria per difendere sempre la verità, perché loro credono di difendere la verità, è sempre la calunnia, il chiacchierare… 
Davvero, sono comunità chiacchierone, che parlano contro, distruggono l’altro e guardano dentro, sempre dentro, coperte col muro. 
Invece la comunità libera, con la libertà di Dio e dello Spirito Santo, andava avanti, anche nelle persecuzioni. 
E la parola del Signore si diffondeva per tutta la regione. 
E’ proprio della comunità del Signore andare avanti, diffondersi, perché il bene è così: si diffonde sempre! Il bene non si corica dentro. 
Questo è un criterio, un criterio di Chiesa, anche per il nostro esame di coscienza: come sono le nostre comunità, le comunità religiose, le comunità parrocchiali? 
Sono comunità aperte allo Spirito Santo, che ci porta sempre avanti per diffondere la Parola di Dio, o sono comunità chiuse, con tutti i comandamenti precisi, che caricano sulle spalle dei fedeli tanti comandamenti, come il Signore aveva detto ai Farisei?".

“La persecuzione incomincia proprio per motivi religiosi e per la gelosia”, ha detto Papa Francesco, ma non solo “i discepoli erano pieni di gioia di Spirito Santo”, “parlano con la bellezza, aprono strade”:

"Invece la comunità chiusa, sicura di se stessa, quella che cerca la sicurezza proprio nel patteggiare col potere, nei soldi, parla con parole ingiuriose: insultano, condannano… 
E’ proprio il suo atteggiamento. 
Forse si dimenticano delle carezze della mamma, quando erano piccoli. 
Queste comunità non sanno di carezze, sanno di dovere, di fare, di chiudersi in una osservanza apparente. 
Come Gesù gli avete detto: 'Voi siete come una tomba, come un sepolcro, bianco, bellissimo, ma niente di più'. 
Pensiamo oggi alla Chiesa, tanto bella: questa Chiesa che va avanti. 
Pensiamo ai tanti fratelli che soffrono per questa libertà dello Spirito e soffrono persecuzioni, adesso, in tante parti. 
Ma questi fratelli, nella sofferenza, sono pieni di gioia e di Spirito Santo".

“Guardiamo Gesù che ci invia a evangelizzare, ad annunciare il suo nome con gioia, pieni di gioia”, ha concluso il Papa, sottolineando che non bisogna aver “paura della gioia dello Spirito”, così da non “chiuderci in noi stessi”.




domenica 21 aprile 2013

Ora escono tutti dai nidi : “ il grande problema della chiesa era solo uno, Benedetto XVI!”



Mi dispiace per le mie amiche , grandi fans - ma poco devote - di Papa Francesco perché continuano a dirmi : " Perché sei triste ? Ora la Chiesa va bene : c’è Papa Francesco ! "
Certamente come cattolico mi rallegro che la Divina Provvidenza  che ha donato alla Santa  Chiesa il Papa  , Successore dell’Apostolo e Vicario di Nostro Signore Gesù Cristo ma la mia gioia non può essere piena perché le espressioni quasi da pasionarie delle mie  amiche - fans di Papa Francesco -  trasudano diversi virus  massmediatici :   confronto artificiale ed inaccettabile fra diversi Pontificati - Giovanni Paolo II-Benedetto XVI ; valutazione superficiale mondana piuttosto che - sentire cum Ecclesia - e  soprattutto  "desiderio umano " di crearsi virtualmente un Papa a propria immagine e somiglianza per farsi dire  quello che la natura umana desidera …
Noi sappiamo bene che la quasi infinita potenza dei mass media riesce  persino ad offuscare la luce del Vangelo e del Magistero, figuriamoci la figura del mite e fin troppo buono Benedetto XVI condannato nel  1983 dai poteri " forti " ...
Non voglio addentrarmi  sulla recente intervista di S.E.R.Mons. Piero Marini, Presidente del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali, tante volte ospite d'onore del Rinnovamento nello Spirito : ne risponderà al Papa ed al Signore Onnipotente e Misericordioso   ( vedere anche  QUI e QUI ) ma essendo io peccatore , bisognoso della misericordia di Dio  onde  salvare mia misera anima ho il diritto  di essere confermato nella fede dai Pastori che il Signore ha messo come sentinelle nella Sua Chiesa e non di essere turbato da dottrine false e peregrine  !
Ogni violazione della legge di Dio espressa dal Magistero immutabile della Chiesa è un’accusa che cade ancor più  pesantemente sulla testa dei Consacrati secondo il proprio ordine e grado.
Non a caso gli Artisti del passato  raffiguravano spesso Cardinali,  Vescovi e Chierici fra le fiamme purificatrici del Purgatorio …
Dal blog ( benedettiano) di Raffaella prendo una parte dell’editoriale di oggi scritto a commento delle incredibili parole che Mons. Piero Marini ha detto nella citata intervista.

“ Come se le nefandezze che abbiamo scoperto negli anni scorsi fossero colpa di Benedetto XVI.
Mi dispiace tanto per i vescovi, i cardinali ed i preti ma solo chi non usa il cervello puo' credere ad una cosa del genere.
Prima di tutto Benedetto XVI si e' trovato a gestire ed a risolvere problemi non creati da lui e non nati sotto il suo Pontificato. I crimini commessi dai pedofili affondano le radici nei decenni precedenti al 19 aprile 2005 ma tutti (dai prelati ai mass media) se ne sono accordi solo dopo l'elezione di Ratzinger. Comodo!
E lo Ior? Ci siamo dimenticati di Marcinkus?
E Vatileaks? Quando Gabriele ha iniziato a trafugare le carte ed a passarle a qualche amico giornalista? Nel 2011? Enno'...per sua stessa ammissione ha messo le mani nella marmellata a partire dal 2006.
Chi ha consigliato la sua assunzione? Perche'?
Forse per controllare che cosa Benedetto stava facendo? Forse per influenzare le sue scelte dopo che esse finivano sui giornali? Chissa'...
Suvvia...non abbiamo tutti l'anello al naso, il prosciutto sugli occhi ed il salame negli orecchi.
Una cosa e' certa: il mondo non ha meritato Benedetto XVI ma nemmeno la chiesa...anzi! Meno che meno questa chiesa!
R.”
La Redazione di Chiesa e post Concilio ha completato così l'osservazione ( citata ) del blog di Raffella :
" Oltre a quello che scrive Raffaella ... mi colpisce la frase: di risposta alla domanda: "Cos'ha significato per lei il cambio del Papa?". "Si respira un'aria fresca, è una finestra alla primavera e alla speranza. Finora abbiamo respirato acque putride, che mandano cattivo odore. Stavamo in una Chiesa che ha paura di tutto e problematica con la situazione dei VatiLeaks (filtraggio dei documenti della città del Vaticano) e la pedofilia. Con Francesco si parla solo di cose positive; egli mette avanti il positivo e parla di mantenere la speranza". Resta da chiedersi su cosa si fonda la speranza, così generica e sbandierata, se non si fa pulizia. Inoltre, quelle acque putride non create da chi le denunciava e voleva bonificarle, e sulle quali gli stessi media ora sorvolano, che fine hanno fatto?"

Facciamo nostre le fondate preoccupazioni espresse da Chiesa e post Concilio che ha riportato un Articolo di Galeazzi su La Stampa  secondo il quale :  "Si pensa ad una ricollocazione dell’ex maestro di cerimonie, Piero Marini come arciprete di San Pietro con il conseguente spostamento di Comastri al dicastero dei Santi". Ricordiamo tutti con raccapriccio i 'gusti' iconoclasti espressi nelle liturgie curate dall'ex cerimoniere di Giovanni Paolo II. Figure che tornano a galla..."

E le stelle stanno a guardare ...

Andrea Carradori

Foto : Tolentino, Basilica di San Nicola. Cappellone ciclo degli affreschi trecenteschi, attr.Pietro da Rimini o al Maestro di Tolentino, prelati e religiosi fra le fiamme del Purgatorio in attesa della necessaria purificazione.

domenica 7 aprile 2013

Papa Francesco : riecco il contestato pastorale di Lello Scorzelli !


Nel  giorno in cui il papa si è seduto sulla Cattedra in San Giovanni in Laterano... è saltato fuori il vecchio e tanto contestato pastorale di Lello Scorzelli...
Pare che Papa Francesco stia raccogliendo il peggio dei papati degli ultimi quarant'anni :   
- di Ratzinger - nell'emblema - la mitria al posto della millenaria tiara; 
- di Wojtyla il pastorale storto  (anche se in parte era stato pure di Montini che lo introdusse) ;
- di Montini le vesti sciatte.
Abbiamo ardentemente sperato che  le brutture anni '70, con quegli inutili minimalismi e i mostri camuffati da figure sacre, fossero rimaste relegate nel dimenticatoio della " galleria degli orrori  pseudo-liturgici " ... per far spazio all'ermeneutica della continuità ... ma dopo i continui e ripetuti piagnistesi dell'allegro vestale Boffo, dell'eccitato Melloni , del sognante Grillo ( Andrea )  &&& compagni  ... Qualcuno ha ceduto ... e voilà il simbolo della bruttezza spacciata per arte liturgica  è tornato !!!
Non a caso pochi giorni fa  il Papa aveva ricevuto in udienza l'Ecc.mo Mons. Piero Marini, Maestro emerito delle Cerimonie Pontificie.  
Alcuni hanno   espresso il timore, rivelatosi poi fondatissimo, che : " domenica prossima ( 7 aprile ) rivedremo il pastorale di Scorzelli …"
Per  frenare i timori delle anime devote era arrivata " intra moenia " la rassicurazione : “ No, no, il Papa ha detto che rispetterà i simboli del precedente Pontificato …” ( Com' era accaduto appunto con lo stemma pontificale di Benedetto XVI ).
Poi alle ore 18,00, durante l'Omelia, un Prelato ci ha inviato  un sms affilatissimo come lama : 
" Ha contraddetto se stesso …"
Non sarà purtroppo la prima e l'unica volta ... d'altronde un " papato di rottura " deve dimostrarsi velocissimo ed energico esattamente come è avvenuto in occasione della   prima uscita pubblica dopo l'elezione al Soglio Pontificio.
Per riprendere la sana tradizione dell'antica ferula papale Benedetto XVI, con la mitezza del suo carattere,  aveva invece impiegato quasi tre anni …
Nell'ormai lontanissimo 2008 l'Osservatore Romano scrisse : " Dalla Domenica delle Palme 2008 il Papa ha deciso di cambiare anche il pastorale, dorato a forma di croce greca usato da Pio IX al posto di quello argentato con la figura del crocifisso introdotto da Paolo VI ".
Questa scelta "non è solo un ritorno all'antico, ma testimonia uno sviluppo nella continuità, un radicamento nella tradizione che consente di procedere ordinatamente nel cammino della storia".
Il "nuovo" pastorale, che si chiama ferula è "più fedele alla forma del pastorale papale tipico della tradizione romana, che è sempre stato a forma di croce e senza crocifisso".
Forse Papa Francesco non ha ancora uno staff di segretari ma sicuramente dispone di chi cura la Sua immagine imponendo con energia l’idea del Papa semplice , sobrio ed essenziale. 
Per imprimere nella mente dei fedeli l' icona del Papa semplice , sobrio ed essenziale  si debbono realizzare a tempo di record nuove casule, nuove mitrie, tutte uguali a quella che aveva Buenos Aires ed anche un anello pontificale che è certamente assai più costoso di quello grossolano - e bruttino - che Mons. Piero Marini impose al mite  Benedetto XVI.
L’immagine deve trasmettere un messaggio !
A questo punto mi permetto di suggerire al  promoter  di Papa Francesco di far realizzare  un " pastorale povero " in semplice legno che potrebbe essere di grande impatto emozionale per le folle.
Viceversa il povero prete o lo sventurato vescovo o l'infelicissimo futuro Papa ( modello-Benedetto XVI ),  che ancora  si sente di stare nella linea della continuità temporale e teologica della Chiesa, di ieri  di oggi e di domani,  quando dovrà indossare le sacre vesti solenni ( come fanno anche i laici  in occasione delle cerimonie importanti   ) o ( Dio non voglia ! )  addirittura le mozzette antiche o moderne, che fanno parte di un  antico cerimoniale, deve sapere  che sarà vittima  d'un fulmineo linciaggio mediatico istigato dagli stessi suoi Confratelli nel Sacerdozio e/o nell'Episcopato !

Ben tornati giacobini ( una razza mai estinta )
Ben tornati sessantottini ( che fra uno spinello e l’altro stavano solo sonnecchiando … )
Ben tornata "dea" Demagogia-Populista !
Ben tornata “ sorella persecuzione ” di Santa Romana Chiesa !

Andrea Carradori
AGGIORNAMENTO

Comunicato dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice:

Il Santo Padre Francesco, per la celebrazione della Santa Messa in occasione dell'insediamento sulla Cathedra Romana (7.04.2013), ha usato la croce pastorale di Paolo VI, con l'intenzione di alternare nelle prossime celebrazioni l'uso di questa con quella di Benedetto XVI.


giovedì 31 gennaio 2013

LA MESSA DI SAN PIO V: ALTARI MAESTOSI, RITO SUBLIME,COMUNIONE IN GINOCCHIO

Ringrazio i gestori del gruppo-Facebook  che hanno gentilmente accettato la mia iscrizione a " La Messa di San Pio V : altari maestosi, rito sublime, comunione in ginocchio " così come gli altri organizzatori di gruppi che seguono la medesima tematica della Liturgia antica : Messa di sempre, Santa Messa di sempre, Sanctissima Missa Tridentina-Gregoriana, Sancta Missa Antiquus Ritus , Italia Tridentina ecc ecc
Potrò mai sdebitarmi per la serenità e per l'elevazione spirituale che questi "gruppi" infondono nel mio animo quando alla sera li leggo ?
Non nascondo la mia commozione nel constatare la fioritura su Internet di mini-gruppi che si rifanno alla spiritualità della Messa attualmente disciplinata dal Motu Proprio Summorum Pontificum.
La vera "liberalizzazione" dell'antica Liturgia è avvenuta attraverso la rete di Internet e l'apertura di alcuni siti-blog che hanno fatto storia in campo liturgico-tradizionale.
Fino alla diffusione di Internet era difatti proibito parlare della Messa antica e del messale detto di San Pio V .
"In illo tempore" eravamo assetati dell'antica spiritualità liturgica ed abbiamo  trovato ristoro per la nostra sete negli "storici "bollettini" stampati e diffusi da  " Una Voce-Italia" , da " La Tradizione Cattolica - della Fraternità Sacerdotale San Pio X- " da "Una Voce Torino",  da " Una Voce Firenze "  da " Si,si,no,no" il grande foglio antimodernista e da tante altre validissime pubblicazioni.
L'immane lavoro, a servizio dell'Ideale, compiuto nel passato da quei bravi volontari della Tradizione è assai maggiore dei nostri che, davanti al computer, in breve tempo riusciamo a comunicare  informazioni o ad evidenziare articoli di altri siti.
Sia al tempo degli Indulti del Beato Giovanni Paolo II che ora nel post - Summorum Pontificum siamo lasciati  soli a sostenere l'attuazione del Motu Proprio che dovrebbe essere un bene comune di tutta la comunità ecclesiale.
Il Santo Padre ha invece evidenziato che l'antica liturgia è importante anche per la spiritualità odierna , per la nostra perfezione spirituale, perchè ai nostri blog e alle nostre iniziative su internet non viene concesso l'avallo ufficiale delle Diocesi d'appartenenza dei blogghisti ?
Perchè nei siti diocesani non compare anche il link dei nostri gruppi liturgici ?
Pochi giorni fa abbiamo recepito alcune giuste critiche che il Vescovo d'Ivrea S.E.R.Mons. Edoardo Aldo Cerrato ha dovuto rivolgere agli organizzatori della S.Messa nell'antico rito  a Rivarolo Canavese a cui il Presule aveva assistito.
Eppure è stato detto di tutto ai tanti giovani che hanno dimostrato grande amore per la liturgia antica.
Cominciando da quel "amano i pizzi e i merletti" ( frase tralaltro uscita anche da diverse bocche di irriducili tradizionalisti dal gusto calvinista ...)   i conservatori nemici della novità liturgica introdotta dal Motu Proprio Summorum Pontificum e dalle ponderate "riforme" liturgiche dell'amato nostro Papa Benedetto XVI hanno bollato i giovani giovani come una specie di esaltati della formalità e della bellezza.
Se anche così fosse, se i nostri giovani si sentono attratti alle cose celesti , che esprimono la bellezza pura, se nei nostri conformati e materializzati giorni  essi riscono a esaltare l'essenza del cristiano " nel mondo ma non del mondo" attraverso le forme della bellezza liturgica cosa fanno di male ?
Proprio ieri un seminaristia-musicista-rock mi ha fatto capire, in scriptis, di non aver gradito il mio disappunto, di musicista e di fedele, al fatto che nella sua diocesi diano tanta importanza al rock per la formazione dei giovani.
Ecco una parte dell' indispettita reazione del Seminarista alle quattro ( di numero ) parole che avevo rivolto all'iniziativa di "evangelizzare" i giovani con la musica rock .
" Io ho suonato rock da una vita e come tutti dopo la cresima sono scappato dalla Chiesa proprio perchè piena delle strutture e formalismi di cui sei portavoce. Il Signore ha avuto comunque un altro progetto per me e mi ha riportato nella Chiesa così come ero e guarda un po' ora, che continuo a suonare rock alla grandissima (con la band di cui faccio parte abbiamo vinto anche diversi concorsi a livello nazionale), sto in seminario ".
Mi rivolgo ai nostri amati Pastori, che avranno sempre più bisogno delle nostre preghiere e del nostro operato di volontari liturgici,  di non lasciare soli tanti giovani e tanti fedeli che hanno dimostrato di amare con un amore incondizionato la Santa Chiesa e la splendente Liturgia Cattolica !
Abbiamo visto, purtroppo, con enorme tristezza che fine fanno le vocazioni rockettare o infettate di giovanilismo ...  le cronache, purtroppo, anche della mia regione se ne sono occupate  nella scorsa stagione estiva .
Non sono bastate le umiliazioni che il celeste Sacerdozio Cattolico ha dovuto sopportare a causa dei  tradimenti dei Chierici naturalmente a ritmo di rock ?
Viceversa a  tutti coloro che dedicano parte del loro tempo libero alla cura e alla diffusione della Liturgia tradizionale  come mezzo di santificazione e di lode divina un grande GRAZIE commosso e pieno di ammirazione !
A.C.

AGGIUNTA : Continua QUI con la lettera che un giovane ha oggi scritto al Seminarista rock