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venerdì 5 agosto 2016

Non sarebbe ora che la Chiesa, leggendo il Corano, si rendesse conto che l'islam è incompatibile con il cristianesimo, così come è stato per 1400 anni?

Se ci facciamo dare dei miscredenti in una chiesa
Di Magcristiano Allam


L' 8 giugno 2014 nei giardini del Vaticano in presenza di Papa Francesco, del presidente israeliano Peres e del presidente palestinese Abu Mazen, esplose uno scandalo perché un imam recitò in arabo il versetto 286 della Sura 2 del Corano che si conclude con l'esortazione ad Allah: «Tu sei il nostro patrono,

lunedì 1 agosto 2016

Imam: «Sono certo che i nostri amici cattolici preferiscano l’onestà alla falsità e la solidarietà vera al sensazionalismo. Partecipare davvero alla messa vorrebbe dire esser lì col cuore e con la mente»

Partecipare a un rito in cui non credi è «ipocrisia».
Il buon senso non ha volto e neppure... religione. 
Facciamo assai volentieri nostre le parole che l'Imam di Lecce ha pronunciato sulla passarella mediatica che , a scapito della religiosità e della fede, è stata fatta ieri in numerose chiese italiane e francesi. 
Invano cerchiamo di sentire quelle sagge parole dalla bocca dei

domenica 31 luglio 2016

Per gli islamici le nostre chiese NON sono un luogo santo. Al Clero cattolico non importa perchè cerca protezione in cambio della 'dhimmitudine' (sottomissione)

Comprendiamo come i grandi poteri (i cosiddetti poteri forti) sono preoccupati che non riescono più a fare gli affari come un tempo a causa della dilagante "guerra di religione" uniteralmente provocata dagli islamici che si riconoscono nel cosiddetto Stato Islamico (ISIS). Spietati atti terroristici che stanno insanguinando

mercoledì 27 luglio 2016

L'insulto a tutti i credenti della terra (musulmani compresi) e alle loro religioni

E' la tesi dei materialisti di ogni epoca: nel corso della storia l'uomo avrebbe agito solo per  interessi utilitaristici servendosi semmai talvolta  dell'Ideale per giustificarne e nobilitarne lo scopo.
Ridurre ogni aspetto umano persino quello religioso ai soli interessi mondani ed economici in una lettura utilitaristica è

sabato 25 giugno 2016

Brexit : uno shock salutare per l’Unione Europea per la riaffermazione di quei valori cristiani fondamentali che sono stati ormai troppo a lungo calpestati

Il Papa, il Successore dell'Apostolo Pietro disconstandosi dalle elites, dai potentati, dai "capitani d'industria", dai "commentatori" unilaterali ecc ecc con poche parole ha riaffermato il sacrosanto concetto della sovranità popolare : "Il voto sulla Brexit «è la volontà del popolo».
Il Sommo Pontefice ha poi aggiunto «È stata la volontà espressa

sabato 16 aprile 2016

Lesbo, isola dei famosi: "i calcoli della mente valgono più del cuore"

Dopo il ticket pagato ieri nell'Ufficio del Potere Mondiale, succursale di Lesbo, un arguto e riflessivo un giovane ha  cristianamente e saggiamente  osservato:
" Ho visto.
Ho pianto.
I cristiani, ben riconoscibili perché baciavano la mano al vescovo di

mercoledì 11 novembre 2015

Treviri : funerale di un Sacerdote nell'antico rito latino che aveva contrassegnato la sua giovinezza

Con l'aggiornamento di oggi 12 novembre.
Il Reverendo Padre Adolf Mohr  di Rheinböllen, Germania, è morto di cancro Venerdì scorso a 86 anni.
Da quando si era ritirato dagli impegni pastorali il Padre  era ritornato a celebrare la Santa Messa nell'antico rito latino che aveva contrassegnato la sua giovinezza.
Nel suo testamento Padre Adolfo Mohr  aveva espresso il fermo desiderio di avere le esequie con l'antico rito.
Il suo parroco attraverso un atto documentale aveva promesso che il  desiderio del suo confratello sarebbe stato rispettato.

Nonostante la volontà del Defunto e della promessa esplicita del Parroco, il vescovo di Treviri ( Trier) Sua Eccellenza Rev.ma Mons.Stephan Ackermann  in un primo tempo aveva  proibito la celebrazione della Missa da Requiem nell'antico rito.  
Poi il Vescovo ha acconsentito alla celebrazione con il Vetus Ordo come desiderato dal Confratello Defunto e dal suo Parroco promesso.

Regnando Benedetto XVI lo stesso Vescovo Sua Eccellenza Rev.ma Mons.Stephan Ackermann  aveva accolto in Diocesi il 27 aprile 2012  un Pellegrinaggio "tradizionale" partecipando attivamente alla Messa Pontificale nell'antico rito ( QUI ).

Funerali di don Mohr saranno dunque celebrati con l'antico rito della Chiesa  domani venerdì 13 novembre da Andre Hahn della Fraternità Sacerdotale di San Pietro (FSSP).


Eleviamo al Signore misericordioso preghiere di suffragio per l'anima del Sacerdote defunto perchè lo accolga nella Santa Gerusalemme celeste.


Preghiamo anche per il Vescovo di Treviri ( Trier) Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Stephan Ackermann che ha saputo, sia pur in extremis, rispettare la  sensibilità del suo Confratello esaltando così la naturale "pietas" cristiana.

Fonte della notizia aggiornata, positivamente, oggi 12 novembre : Rorate caeli

martedì 9 giugno 2015

Oboedientia et pax

L'abbiamo scritto tante volte e lo ribadiamo.
Non è affar nostro di laici, di singoli preti o di religiosi ergerci a giudici di questo o di quel presunto fenomeno  miracolistico e/o legato a frequenti o frequentissime apparizioni .
Non è affar nostro di laici, di singoli preti o di religiosi spifferare le nostri fallaci opinioni su quel fenomeno ai quattro venti attraverso i compiacenti mass media che , giustamente, si assicurano la pagnotta diffondendo sensazionalismo e miracolismo.
Tutto questo avvilisce e sminuisce il sensus fidei
La cauta saggezza della Chiesa raccomanda invece :  " « Magnopere curandum est ut id teneatur quod ubique, quod semper, quod ab omnibus creditum est » ( Bisogna soprattutto preoccuparsi perché sia conservato ciò che in ogni luogo, sempre e da tutti è stato creduto- celebre ammonizione di San Vincenzo di Lerino, 450 circa).
Dobbiamo riporre la nostra fiducia, che fa rima con obbedienza, nel Magistero ordinario della Santa Chiesa : nel Supremo Pastore "servus servorum Dei"; nei Suoi Confratelli Cardinali e Vescovi e nelle Sacre Congregazioni della Curia Romana.
Avevamo scritto ( QUI e QUI ) " prove di (dis )obbedienza. E' facile profetizzare quello che accadrebbe in caso di pronunciamento negativo della Santa Chiesa nei confronti " dei fenomeni altamente pubblicizzati da molteplici strutture sulla cui totale genuinità e disinteresse umano e commerciale non ci dato di sapere.
Per indagare e per giudicare c'è il Magistero ordinario della Santa Chiesa.
E qui casca l'asino : pare evidente infatti che alcuni determinati fenomeni che vanno tanto di moda, siano gestiti " quasi unicamente da zelanti laici che , sotto-sotto, non si curano ed anzi, diciamolo pure, non si fidano dei loro Pastori ..."
Uno zelo "laico" che  "può anche ispirare il cammino per una vera conversione offerta in riparazione dei peccati commessi dall'umanità contro la legge di Dio.
La preghiera di riparazione è fondamentale nell'economia generale del Sacro Tesoro della Santa Chiesa, così come le pratiche sacramentali e devozionali che i pellegrini ... praticano ogni giorno ...
Non parliamo poi del Sacramento della Confessione frequente!
Mi ha detto un Parroco, trascinato in pellegrinaggio a .... da alcuni suoi zelanti parrocchiani “… non importa cosa avvenga in quel luogo. Sono importanti gli abbondantissimi frutti di conversione che trovano compimento nella Confessione e nella Comunione”.

Un credente deve però scorgere nei pellegrinaggi auto-pagati e nelle interminabili processioni in luoghi spesso scomodi, nelle penitenze e nei digiuni quella salutare fuga dalle fiction di quel tipo di chiesa allo  scotch-nastro adesivo  e dei continui scoop fotografici e televisivi che la creativa mente di abili registi "alla moda" mettono in atto per attirare l'attenzione del pubblico...
Quella "fuga" per le sassose montagnole ( chi salirà il monte del Signore ?) alla ricerca di un'autentitca spiritualità lontana dalla chiesa artificiale  allo  scotch-nastro adesivo si potrebbe dimostrare  pericolosissima perchè "per viam" si potrebbe  incontrare anche il "diabolus" , il divisore, pronto a sussurrare  la soluzione spirituale che faccia a meno del Magistero ordinario e docente. 
Il diavolo cerca sempre di far  dimenticare che la " méta del credente è la salvezza dell’anima, morire in grazia di Dio e di essere sempre uniti al Magistero della Chiesa in comunione con i legittimi Pastori che la Provvidenza ha posto come “ sentinelle” a guardia delle pecore del pascolo di Cristo Buon Pastore !"
A stare con la Chiesa e con i Suoi a volte  insopportabili  Pastori si fa sempre bene : la santità è assicurata.
Il fai-da-te spirituale non porta ad alcun tipo di santità !

Andrea Carradori


martedì 21 aprile 2015

Vescovi dimissionati e crocifissi dall'opinione pubblica:rigore per tutti !

Abbiamo appreso oggi della rinuncia del Vescovo di Kansas City-Saint Joseph (U.S.A.)

Non conosciamo  la Diocesi di Kansas City-Saint Joseph ne' tanto meno il Presule dimissionato.
Abbiamo solo attinto da Internet alcune notizie della scabrosa vicenda che è stata origine delle dimissioni del Vescovo statunitense. 
Eccone una qualsiasi, scelta a caso : "( Papa ) Francesco ha accettato oggi le dimissioni di mons. Robert W. Finn dal governo pastorale della diocesi di Kansas City-Saint Joseph. 
Si tratta del primo presule americano ad essere stato condannato per il reato di omessa segnalazione alle autorità di un sacerdote sospettato di aver commesso abusi sessuali su minori.
... 
La rimozione da parte del Papa è arrivata dopo l’apertura di un’inchiesta anche da parte del Vaticano".


Stop.
Ci sono i "muri portanti" sui quali poggiano le Istituzioni, d' origine divina ed anche quelle umane.
Ci sono dei segnali di "stop" davanti ai quali dobbiamo doverosamente fermarci.
Questi "muri portanti", questi segnali di "stop" nel mondo laico come in quello ecclesiastico si chiamano Magistratura e Giustizia.

Bisogna sempre riporre piena fiducia nel sistema giudiziario civile ed ecclesiastico.
Questo abbiamo sempre "rimproverato" ad un già florido Ordine Religioso, improvvisamente "commissariato" senza che sia stato comunicato pubblicamente alcun capo d'accusa : perchè quei religiosi non hanno fatto ricorso alla Giustizia vaticana ? 
Attraverso quella gravissima omissione essi hanno praticamente fatto capire che non si fidano delle strutture investigative e giudicanti della Sede Apostolica.
Questo non è possibile per un cattolico !
Questo non è possibile per qualsiasi gruppo cattolico !

 
Ribadendo, clamans voce,  la nostra piena fiducia nelle Istituzioni soprattutto quelle giudiziarie Vaticane dobbiamo anche leggere che:  " Si lamenta a Mons. Finn il fatto che egli abbia fatto passare un anno prima di prendere in considerazione una segnalazione che gli era pervenuta. E per quest'anno di ritardo si scusò pubblicamente. Un anno!!! Quando ci sono vescovi che hanno taciuto e coperto per decenni e stanno al loro posto! 
Tra l'altro,il Vescovo poi avviò un'indagine indipendente ad ampio raggio sulla sua diocesi, assumendo i provvedimenti del caso".


"Mons. Finn, certo, può avere sbagliato. 
Ma nell'ambito della Chiesa non si può guardare a ciò che stabilisce la giustizia secolare specie se questa non è ispirata alla verità, ma è mossa dall'opinione pubblica.
Così invece è avvenuto a Mons. Finn: la sua "condanna" per "silenzio" è avvenuta da parte della giustizia americana. 
Per questo ne era stata invocata la rimozione nel novembre 2014 recependo le conclusioni della giustizia americana, e che mons. Finn giustamente ha contestato.
Se nella Stato possono avvenire certe cose, nella Chiesa - che è retta da criteri diversi - queste non sono ammissibili".

Non vogliamo neppure sfiorare la schifosissima questione del reato di cui s'è macchiato un Consacrato, ne' del colpevole ritardo della pubblica denuncia di  un anno da parte dell'Ordinario Diocesano e siamo sicuri che prima o poi la Verità farà piena luce su questa tetra e puzzolente vicenda così come su altre analoghe.
I raggi della Verità cadranno però su tutto e su tutti saggiando e purificando tutti e tutti come oro nel crogiuolo.


"Quando si vede applicare la legge della misericordina per gli amici ed il rigore - spinto peraltro dalla campagna massmediatica - per tutti coloro che dimostrano ( per fortuna ) di NON seguire l'attuale linea popolar-populista-progressista non si può tacere! 
Chi tace acconsente! Se gli iniqui prevalgono non è perché questi sono più forti, ma perché chi dovrebbe parlare, preferisce tacere"

Concordiamo : rigore per tutti ma proprio per tutti !
Il minimo, sarebbe invocare almeno che non si facciano due pesi - due misure  :  severità per tutti ma proprio per tutti !!!




martedì 3 febbraio 2015

Quando i laici superano i Consacrati per Fede e per tenerezza umana

E' troppo chiedere un poco d'umanità e di tenerezza ?
Tantissime volte abbiamo idealmente rivolto questa umile raccomandazione soprattutto ai gelidi Chierici : cercate di usare un po' di tenerezza verso tutti, soprattutto nei confronti dei vostri subalterni.
Nella Santissima Notte di Natale il Papa ci ha fatto riflettere :" Quanto bisogno di tenerezza ha oggi il mondo!"
Auguriamo con tutto il cuore il dono della pace a quei Consacrati che, dimenticando la recente esortazione del Papa, stanno scrivendo tante, troppe frasi sconnesse, livorose  frutto del risentimento e della cattiveria,digrignano i denti perchè, nonostante una spietata  persecuzione, alcuni loro confratelli non si sono piegati rimanendo dignitosamente in piedi. 
Evidentemente  così vuole la Madonna e nessuna forza umana potrà prevalicare quel che è stato fatto "non dalle mani dell'uomo".
E' troppo chiedere un po' d'umanità e di tenerezza anche nei confronti dei poveri Frati Francescani dell'Immacolata che desiderano rimanere devotamente ancorati al carisma trasmesso dal loro Fondatore ?
E' troppo chiedere un po' d'umanità e di tenerezza ?
E' troppo chiedere di lasciarli in pace e di non strumentalizzare la loro sofferenza ?
E' troppo chiedere un po' d'umanità e di tenerezza ?
Tuffiamoci ora nelle rigeneranti acque della pace attraverso le parole che una mamma ci ha donato : ne riceveremo  in cambio tanta pace. 
Buona pace, umanità e tenerezza a tutti !
Andrea Carradori

Ringrazio Dio, ringrazio Sua Madre per averli conosciuti.
Ringrazio Dio perché attraverso di loro ho capito la vera fede.
Ringrazio Dio per avermi donato i frati e le suore dell'Immacolata.
Ringrazio Dio per tutti i giorni che ho potuto cibarmi della loro "vita".
Ringrazio Dio per avermi fatto dono di Padre Stefano ( Manelli N.d.R.) ,del suo annientarsi nella Madonna e Suo Figlio. 
Incontrarlo, parlargli, essermi confessata con lui mi ha cambiato la vita.
Ringrazio Dio per avermi dato la possibilità di conoscere padre Settimio Manelli, più di una volta ho cercato il suo conforto.
Ringrazio Dio per tutti i sacerdoti, frati e suore che ho avuto la grazia di conoscere.
Nessuno può capire il dolore, lo sconforto, e la rabbia ( si, anche rabbia) che si prova nel vederli andare via.
Il senso di vuoto e di sgomento che mi pervade è indescrivibile.
Dio, Ti ringrazio per tutto questo.

Una mamma

venerdì 4 ottobre 2013

BRAVO IL PAPA AD ASSISI ! “ ESSERE CRISTIANI È UN RAPPORTO VITALE CON LA PERSONA DI GESÙ, È RIVESTIRSI DI LUI, È ASSIMILAZIONE A LUI ”

Assisi . Nella festa del Serafico Padre San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia, Papa Francesco ha voluto donare un’Omelia con molti passi “ a braccio “  diversa IN MEGLIO da quella “ufficiale”, il cui testo era stato consegnato preventivamente ai giornalisti, come di consueto .
Citiamo un passo dell'Omelia Papale  : “ La pace francescana non è un sentimento sdolcinato. Per favore: questo san Francesco non esiste! E neppure è una specie di armonia panteistica con le energie del cosmo… Anche questo non è francescano! Anche questo non è francescano, ma è un’idea che alcuni hanno costruito! La pace di san Francesco è quella di Cristo, e la trova chi “prende su di sé” il suo “giogo”, cioè il suo comandamento: Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato (cfr Gv 13,34; 15,12). E questo giogo non si può portare con arroganza, con presunzione, con superbia, ma solo si può portare con mitezza e umiltà di cuore.
Ci rivolgiamo a te, Francesco, e ti chiediamo: insegnaci ad essere “strumenti della pace”, della pace che ha la sua sorgente in Dio, la pace che ci ha portato il Signore Gesù ”.

Frantumata la “ bufala” che pure ci aveva messo in allarme DIFFUSA DA ORGANI DI STAMPA VICINI AGLI AMBIENTI ECCLESIALI PROGRESSISTI che il Papa ad Assisi oggi avrebbe fatto un “ gesto eclatante mai fatto prima “ ( secondo quanto aveva scritto La Repubblica qualche giorno fa ) : invece il Papa quando parla di spogliazione non vuole una spogliazione di abiti liturgici ma vuole la spogliazione dalla mondanità che dobbiamo fare tutti.

Concetti, anche questa volta, perfettamente condivisibili anzi da seguire " senza se e senza ma " !
Perla della visita di questa mattina è stato l’incontro con i bambini disabili un : “ ascoltare e riconoscere le piaghe di Gesù” in cui il Papa ha elevato un inno a Cristo Signore presente con il Suo Corpo e il Suo Sangue nelle Specie Eucaristiche.
Il Papa ha detto " ... qui si fa l’Adorazione. Anche quel pane ha bisogno di essere ascoltato, perché Gesù è presente e nascosto dietro la semplicità e la mitezza di un pane. E qui è Gesù nascosto in questi ragazzi, in questi bambini, in queste persone. Sull’altare adoriamo la Carne di Gesù, in loro troviamo le piaghe di Gesù. Gesù nascosto nell’Eucaristia e Gesù nascosto in queste piaghe… Hanno bisogno di essere ascoltate. Forse non tanto sui giornali, come notizie… Quello è un ascolto che dura uno-due-tre giorni, poi viene un altro, un altro…Devono essere ascoltati da quelli che si dicono cristiani. Il cristiano adora Gesù; il cristiano cerca Gesù; il cristiano sarà riconoscere le piaghe di Gesù. E oggi tutti noi, qui, abbiamo la necessità di dire: ‘Queste piaghe devono essere ascoltate!’. Ma c’è un’altra cosa che ci dà speranza. Gesù è presente nell’Eucaristia, qui è la Carne di Gesù; Gesù è presente fra voi: e la Carne di Gesù sono le piaghe di Gesù in queste persone”.

Nella Festa del Serafico Padre Francesco desideriamo umilmente far notare  al Santo Padre che la mondanità di spirito viene da quegli ambienti lontani e contrari alla Tradizione Cattolica e quindi  dalle liturgie che si rifanno alla forma antica dei nostri Padri !

Come non considerare come forme di pesante mondanità alcune iniziative infarcite di spirito illuminista rivolte con inaudito sperpero di danari ai cosiddetti “ Gentili” ?

Amatissimo Santo Padre non è tirando fuori dai cassetti delle sagrestie le antiche vesti liturgiche, frutto solo del grande amore dei nostri padri per la feconda Liturgia aperta a tutti ( a differenza degli spettacoli – sia pur edificanti – teatrali e concertistici che un tempo appartenevano solo alle elites ) che si perseguono le finalità mondane o tanto meno se ne fanno scopi di lucro o di vanagloria personale o di gruppo !

Soprattutto in questo giorno in cui veneriamo il Poverello d'Assisi il nostro pensiero si rivolge sulla Liturgia, sulla bella Liturgia, sulla buona Liturgia perchè dalla Liturgia è nato il grande albero , sempre verde, della CIVITAS CHRISTIANA con le sue chiese, i suoi monasteri, i suoi conventi, i suoi ospizi, i suoi orfanatrofi e le sue opere missionarie e assistenziali a servizio dell’uomo !!!
Del resto proprio il Serafico Padre lasciò dei veri insegnamenti liturgici ai suoi fraticelli . ne ricordiamo solo alcuni.
" Tutti coloro, poi, che amministrano così santi misteri, considerino tra sé, soprattutto chili amministra illecitamente, quanto siano vili i calici, i corporali e le tovaglie, dove si compie il sacrificio del corpo e del sangue di lui.
5 E da molti viene collocato e lasciato in luoghi indecorosi, viene trasportato in forma miseranda e ricevuto indegnamente e amministrato agli altri senza discrezione.
Anche i nomi e le parole di lui scritte talvolta vengono calpestate con i piedi,
7 perché «l’uomo animale non comprende le cose di Dio» . SAN FRANCESCO D'ASSISI,
LETTERA A TUTTI I CHIERICI, I: FF 208A-209A".


Ci uniamo al Santo Padre, in questo giorno , nella preghiera per le vittime dell’inaudito naufragio nei pressi di Lampedusa : ci addolorano le immagini ed ognuno di noi ripete con il Papa : VERGOGNA ! 
Certo che tutti dobbiamo interrogarci davanti alla Croce :   cosa facciamo per questi nostri fratelli  ?
Ho bene impresso nel mio cuore le parole di Gesù : " Ero straniero e mi avete accolto” ?

Riportiamo infine, ad perpetuam rei memoriam, due interventi che due amici ( un laico ed un Consacrato ) hanno pubblicato su facebook : 
Non ho detto che non ci siano buoni motivi di critica nei confronti del Papa. Anche per me alcune cose sono indigeribili ma la reazione non e' proporzionata all'azione. 
Con quale coraggio, con quali credenziali e con quale coraggio si critica spesso così duramente il Papa ?
... Ho a cuore le ragioni della tradizione detesto l'argomentare per insulti. 
Ciò che sinceramente non risulta accettabile è il disprezzo che traspare, il dileggio, l'insulto che sarebbero peccati nei confronti di chiunque ma sono indigeribili se proferiti da chi si dichiara cattolico sia pure critico e se vengono proferiti nei confronti del Servo dei Servi di Dio. 
Penso che questa strada non conduca da nessuna parte soprattutto non faccia il bene della Tradizione facendo divenire il termine spregiativo in quanto neppure ha senso parlare di un "cattolicesimo tradizionale", poiché non può definirsi un cattolicesimo secondo la Tradizione in opposizione ad uno anti-tradizionale. 
In tal caso sarebbe questione di un cattolicesimo opposto ad un anti- o ad un non-cattolicesimo poiché, privato della legittimazione tradizionale. 
Una tradizione, del resto, non può essere definita solo in senso negativo, come opposizione ad un'anti-tradizione, ma richiede di essere definita principalmente in senso positivo nei riguardi del messaggio che essa tramanda e dal quale trae il motivo e la legittimazione della propria esistenza.
Infatti c'è modo e modo di dissentire, l'insulto non è mai una forma di dissenso è solo maleducazione e nel nostro caso peccato. poi sul mascheramento si sa dai tempi di Manzoni che chi non ha il coraggio non se lo può dare ”. ( Un laico )

***
Accetterò in ginocchio, senza se e senza ma, tutti gli atti del Magistero infallibile Ordinario e Straordinario, dove dagli stessi è richiesta l'obbedienza della Fede. 
Accoglierò con l'"ossequio" della ragione e della volontà gli atti del Magistero semplicemente autentico. Conforme ai canoni 779, 750, 751 e 752 del Codice di Diritto Canonico. 
Le interviste giornalistiche, le idee socio-economico-ecologico politiche, i suggerimenti pastoralizzanti, le omelie estemporanee, le battute, ecc. le considererò unicamente per il loro intrinseco, opinabile, valore”. ( Un Consacrato )

***
Non facciamo mancare le nostre preziose preghiere al Papa, Successore di Pietro !

Andrea Carradori


martedì 1 ottobre 2013

Boffo : “Papa Francesco ha cura di non fare ostentazione”

Prendiamo due " chicche " dall’intervista ( QUI ) concessa dal Dott. Dino Boffo, Direttore di Tv2000, chiamata pure la TV dei Vescovi italiani :

Ora Bergoglio ha fatto discutere per le sue telefonate alla gente comune. Ma l’aspetto mediatico di questi gesti rischia di mettere in secondo piano la sacralità del Papa?

Innanzitutto le telefonate non sono mai rese note da chi le fa, ma ne abbiamo notizia perché chi le riceve parla. E ciò segna la differenza, infatti non c’è una politica comunicativa che intenda capziosamente valorizzare queste mosse che alcuni chiamano populiste. Sulla presunta desacralizzazione, dobbiamo invece rifarci alla concezione del papato che lo stesso Francesco ha spiegato ai giornalisti: essere Papa stando in mezzo alla gente e non considerare un privilegio, ma un servizio, l’essere vicario di Cristo. 
Questa desacralizzazione, allora, ben venga. Il Papa che si pone al livello della gente comune fa capire che il suo tratto specifico non è nei privilegi monarchici, ma in ciò che egli rappresenta: Gesù Cristo. ( Sottolineatura nostra N.d.R.)

A Papa Benedetto XVI, invece, qualcuno rimproverava di eccedere col formalismo. Trova fondata questa accusa?

Non so se fosse lui o qualcuno del suo entourage a tenere molto alle poltrone alte, ai copricapi, agli abiti pontificali dei suoi predecessori… Io noto che Papa Francesco ha cura di non fare ostentazione e credo che una sua frase spieghi molte delle sue scelte: la Chiesa deve facilitare la fede e non ostacolarla.


“ Il volto umano di questo papato che tanto piace a tutta la pletora d'ogni colore che desidera ardentemente che finisca il Papato. Intelligentibus pauca ”.

“ Accetterò in ginocchio, senza se e senza ma, tutti gli atti del Magistero infallibile Ordinario e Straordinario, dove dagli stessi è richiesta l'obbedienza della Fede.
Accoglierò con l'"ossequio" della ragione e della volontà gli atti del Magistero semplicemente autentico. Conforme ai canoni 779, 750, 751 e 752 del Codice di Diritto Canonico.
Le interviste giornalistiche, le idee socio-economico-ecologico politiche, i suggerimenti pastoralizzanti, le omelie estemporanee, le battute, ecc. le considererò unicamente per il loro intrinseco, opinabile, valore”.


Del Signor Boffo c'eravamo purtroppo  occupati QUI e QUI


La parola di un Teologo Cattolico 

" Ringrazio un amico per alcune osservazioni. 
Prendo la palla al balzo per ricordare alcune semplici verità e per scongiurare, ancora una volta, possibili fraintendimenti.
L'argomento è quello della comunione con il Papa, che, per quanto mi riguarda, ho sempre definito affettiva oltre che effettiva. 
Mi sono formato alla scuola di grandi santi. 
Non ne ho preso le virtù, purtroppo, ma faccio tesoro dei loro insegnamenti, soprattutto per quanto riguarda la fede cattolica, che è il dono più grande da noi ricevuto. 
Sono quei santi che vengono etichettati come bigotti, preconciliari (non è colpa loro se sono morti prima del 1962!), ridicoli. 
Uno, in verità, è stato ripescato non perché l'abbiano fatto Papa, ma perché ha indetto l'evento per antonomasia. 
Cosa poi pensasse della fede, dell'obbedienza alla Chiesa, della fedeltà al papa, è qualcosa che non troverete mai sui corposi saggi a lui dedicati.
Siamo al paradosso già denunciato: che si accusino di infedeltà al Papa coloro che postano qualcosa, che riportano commenti o parole che sembrano criticare il Papa. 
Questa pagina non è una cattedra. 
Alcune cose possono essere discusse, magari in una lezione di ecclesiologia. 
Se io dicessi che non condivido la prospettiva ermeneutica del Papa sul Concilio, farei semplicemente analisi. 
Cosa diversa sarebbe se il Papa impegnasse la sua autorità di supremo maestro, anche con magistero ordinario. 
Mi pare che in passato ci si sia divertiti a prendere in giro atti magisteriali di Giovanni Paolo II e di Benedetto. 
Eppure nessuno sembrava reagire, se non un gruppetto di fanatici, papisti più del Papa. 
Questi eravamo agli occhi di tanti! 
E questo sono rimasto, almeno per quanto posso dire di me stesso. 
Eravamo cattolici, leali alla Chiesa e al Concilio.   ( Sottolineatura nostra N.d.R)
Passavamo per retrogradi!
Comunque, tanto per avere le idee chiare:
Chi sostiene in qualunque modo, diretto o indiretto, persone o movimenti le cui idee siano in contrasto con i principi non negoziabili, NON è in comunione con il Papa!
Chi balla e danza nella liturgia, fino ad eventuale abolizione delle norme vigenti, NON è in comunione con il Papa!
Chi professa una visione sganciata dalla Scrittura interpretata dal Magistero, dalla Tradizione e dal Magistero stesso, NON è in comunione con il Papa!
Potremmo continuare per un bel po'. 
A buon intenditore, poche parole.
Una volta un acuto teologo, di fronte alla mole di documenti e di sottodocumenti elaborati nella Chiesa dopo il Concilio, si chiese se non si dovesse dire "Il Verbo si è fatto carta". 
Oggi bisogna chiedersi piuttosto se non rischi di farsi demagogia...
Chi sia il teologo in questione, lascio a voi di indovinarlo..."

giovedì 19 settembre 2013

«Il confessionale non è una sala di tortura» o i «raggelanti armadi» ( 1975 la storia si ripete ...)

ARMADI GELIDI E CUORI DI CARTAPESTA

Di Padre Pellegrino Santucci :
 GLI STRUZZI 
 ( Grafiche Consolini, Bologna, Febbraio 1975. Da pag. 160 a pag.165 )

La verità detta da un imbecille resta la verità di un imbecille. La più grande corbelleria sputata da cattedre prestigiose fa subito notizia e i gonzi la prendono per verità

Per l'ennesima riforma, l'ennesima idiozia!
Ormai anche questo rientra nel costume ecclesiastico del nostro tempo. 
E’un vero peccato: ne perde la serietà, ne fa le spese la religione, si turbano le coscienze, i trinariciuti del post-Concilio rischiano di cadere proprio là dove si ritengono sicuri per modernità e progressismo,
L'Osservatore Romano ha pubblicato le direttive e le indicazioni pastorali e liturgiche sulla pratica del Sacramento della Penitenza.
Le ho lette, studiate e, nonostante la mia ormai più che giustificata allergia a certe novità, devo dire che, dopo tutto, mi piacciono. 
Peccato che io non le possa attuare nella loro purezza: una precoce e insanabile ipoacusia bilaterale mi ha da tempo sbarrato le porte del confessionale e quello che per me fu fino a ieri una palestra di autentiche battaglie per portare luce alle anime, oggi è solo una tortura: devo rinunziare a ciò che del Sacerdozio — dopo e forse prima dell'Eucarestia -— è la parte più esaltante.
Ma non tutti la pensano così... 
E non la pensano così, per somma disgrazia della Chiesa, i lisci monsignorini di una certa dirigenza vaticana sempre in vena di bruciare le cose sante del passato per far posto agli idoli di una nuova mitologia laica, per non dire a volte pagana.
Leggo ( 1 ) che Mons. Gilberto Augustoni. « il prelato » (?!) ( ora Cardinale di S.R.C. n.d.r. ) incaricato dalla Santa Sede di illustrare ai giornalisti il testo della riforma», non ha voluto perdere la ghiotta occasione di squalificarsi come sacerdote e come uomo quando, preso dal gusto sadico della demolizione del passato, non si è vergognato di definire i confessionali « raggelanti armadi »
D'ora innanzi, secondo l'interpretazione « volutamente e pervicacemente » falsa delle disposizioni della Santa Sede, il confessionale dovrebbe scomparire...
Chi fa dire queste cose a uomini di Chiesa che, come minimo, dovrebbero avere il pudore di non esporsi al ridicolo?
Ma così vuole oggi la tirannia delle mode, tanto più sfacciate quanto più ammantate di progressismo.
Invece, secondo le ultime disposizioni, i «confessionali» non verranno aboliti.  Anzi!...
Eppure, come si ostinano questi chierici della menzogna a cambiare le carte in tavola!
Perchè? E’ semplicissimo: per mettere i credenti di fronte al fatto compiuto! 
La solita tecnica dei furbi...
È penoso, è triste, è sconfortante, in momenti di paurosa apostasia, condannare un passato di fede, di carità, di sacrificio, di eroismo.
Sì: perchè il confessionale è stato il tribunale di quella misericordia che il Cristo, non quello super-star degli efebi, ma il Cristo Dio e Figlio di Dio ha voluto riversare sugli uomini proprio fra le smagliature di quelle grate dove si è consumata fino all'olocausto la santità di migliaia di sacerdoti che con pazienza e sopportazione certosine hanno raccolto le miserie, le lacrime, le disperazioni e le gioie di miliardi di uomini e da peccatori li hanno fatti buoni e da buoni santi.
Amici lettori, che offesa alla verità, alla Chiesa, alle coscienze, a ciò che di più penetrante ha istituito il cristianesimo per raccogliere nel silenzio e nel più assoluto segreto le pene e spesso, sì spesso, molto spesso i drammi delle anime!
Quanti di noi sacerdoti — sia pure nelle nostre modeste esperienze — non potremmo sciorinare una lunga litania di peccati (dalle bestemmie all'adulterio, dal furto all'omicidio; sì, anche all'omicidio!) dall'aborto a tutte le altre mille perversioni della vita umana, peccati che spesso si coloravano di tinte drammatiche con sottofondi di disperazione tesa fino alla follia suicida?
Quanti di noi ancora, nel quotidiano esercizio del ministero della Confessione, non hanno acceso anime spente, non hanno recato pace ad intere famiglie, non hanno sorretto, incoraggiato tante generazioni di giovani che poi nella vita sono stati i migliori testimoni di un cristianesimo robusto e coraggioso di fronte al quale impallidiscono le velleità comunitarie di certa nuova gioventù tutta latte e miele, tutta contestazione.
E quanti di voi, amici lettori, non hanno trovato almeno una volta nella vita, la pace, la gioia, la fiducia proprio in quegli «armadi raggelanti» che oggi si dovrebbero demolire per farne magari dei bar per consumazioni eucaristiche.
Ci siamo lamentati tutti, ci siamo sdegnati insieme con Paolo VI per lo scandalo del libro «sesso in confessionale» da cui poi è stato tratto anche un film
Ci siamo domandati com'è possibile che — per vile danaro — si ricorra a queste vergognose simonie laiche che violano i segreti più reconditi delle anime e turbano quella fiducia che hanno sempre ispirato i «raggelanti armadi».
Ma è ora di dire che se ciò è avvenuto, è per colpa nostra: per colpa di quei sacerdoti che in nome di riforme ibride e pretestuose, hanno dissacrato tutto, tutto messo in ridicolo. 
Nessuna meraviglia se laici spregiudicati, giornalisti indegni di questo nome, hanno potuto violare impunemente le barriere delle coscienze, senza che nessuna legge umana abbia saputo perseguirli...
Si stanno raccogliendo i frutti della dissacrazione e — purtroppo — chi ne fa le spese sono quelli che non ne hanno colpa: i sacerdoti che della fedeltà hanno fatto impegno di vita, le anime che ritenevano di poter river-sare nel cuore del sacerdote le pene, le angoscie e, diciamolo pure, anche le sciocchezze della loro vita.
Verrà quindi anche la riforma della Confessione, chiamata d'sra in poi «riconciliazione». 
Speriamo che giovi a tutti, specialmente a quei cuori di cartapesta che non hanno mai capito la sacralità e la maestà dei «raggelanti armadi» di cui parla l'untorello vaticano. 
Intanto dalla vicina Francia giungono le prime notizie... consolanti sul nuovo corso impresso ai sacramenti da una statistica ufficiale e condotta con molta serietà, risulta che il cinquanta per cento dei cattolici che si comunicano abitualmente, hanno già abolito la confessione.
Anche la logica delle deformazioni ha le sue leggi inesorabili!
Ho detto fin dall'inizio, non per cautelarmi, ma perchè ne sono convinto, che le norme sulla «riforma» del Sacramento della Penitenza mi trovano perfettamente allineato: non c'è, sostanzialmente, nulla di nuovo e nulla di strano. 
Le novità e le stranezze le inventeranno — e le hanno già inventate — i preti. 
Io stesso ne ho avuto subito la prova e diverse persone hanno assistito disgustate ad un banale episodio, indice però di una mentalità e di un costume forse ormai irreversibili. 
 In occasione di un matrimonio che coincideva con una «grossa» festa sociale, ci siamo trovati in chiesa in cinque sacerdoti: l'unico vestito con la talare ero io!...
Mi hanno richiesto in confessionale e, pur con le difficoltà sopra accennate, ci sono andato.
Ne sono uscito dopo mezz'ora: la mia tonaca nera era diventata bianca, le ragnatele mi addobbavano dalla testa ai piedi: da oltre un anno, in quel confessionale, fino a ieri luogo d'incontro di miserie, di debolezze, di chiacchiere — pensatela come volete — nessun prete si era più seduto.
Circa le novità non è d'accordo con me un anonimo (si firma F. P.) di «Famiglia Cristiana» ( 2 ) , il rotocalco impegnato a smantellare la tradizione, non con articoli di brutale rottura, ma col fumettismo tipografico. 
«Le novità più interessanti riguardano soprattutto gli elementi dottrinali che capovolgono la mentalità corrente».
Ahi! Ci risiamo!
Quindi si cambia tutto, si «capovolge!» 
«Si accentua cioè il fatto che la penitenza sacramentale è l'incontro tra l'azione di Dio che salva e quella dell'uomo che, riconosciute le proprie colpe, si pente e si converte».
Si vede proprio che F. P. non si è mai confessato o non ha mai confessato, oppure non capisce il significato di quello che scrive. 
E che forse la confessione di ieri non voleva le stesse cose? 
«È ancora più importante (sic!) l'accusa dei peccati, ma diventa prevalente la convinzione che l'uomo e permanentemente in cammino verso Dio. che sempre viene incontro con la sua misericordia».
C'è da trasecolare a leggere queste frasi fumose e ibride! 
Intanto, l'aggettivo importante è una pura e semplice cretineria: l'accusa dei peccati è necessaria, non importante. 
Il resto, cioè l'uomo in cammino è solo retorica...
Ma più che il breve scritto di «Famiglia Cristiana» contano due disegni, veramente illuminanti che anticipano vigorosamente quella che sarà la realtà lieta e accomodante di certa «pastorale» disancorata dai suoi presupposti teologici e morali.
Primo disegno: un prete che assolve una massa anche se la didascalia attenua l'impressione immediata che scaturisce dal gesto del sacerdote.
Il secondo, straordinariamente efficace e di palpitante attualità: un altro prete che «confessa» una bella ragazza, extra confessionale.
Nulla di strano, per carità! 
D'ora innanzi, io, sordastro, potrò agire solo cosi!...
Il lato piacevole è dato dalla disinvoltura serena della tizia e dalle sbirciatine furbastre del Reverendo che non vorrebbe guardare, ma guarda...
Non è d'accordo con me, o meglio, non sono io d'accordo con lui, nemmeno il Rev. Padre Gesuita Zoltan Alseghy di «Civiltà Cattolica» quando nella scia ormai anch'essa irriversibile del riformismo, insiste sulla riscoperta della natura «ecclesiale» della penitenza...
Anche queste sono tutte sciocchezze: si confonde una realtà teologica con approssimazioni misticheggianti che possono anche arricchire i lati esteriori di un Sacramento, ma di cui non rivelano la realtà.
D'accordo sugli aspetti «ecclesiali», come si dice oggi, ma i peccati sono personali e li deve scontare chi li commette. 
Per caso, non si vorrà forse instaurare una specie di politica di centro-sinistra anche in confessionale secondo cui una classe — quella dirigente — fa i malestri e la comunità li paga?
Mi pare che questo massificare o ecclesializzare a tutti i costi i fatti individuali rientri in un costume giuridicamente insostenibile.
La confessione è un tribunale: chi rompe, paga!
Ottima cosa, ma puramente marginale e, se volete, anche coreografica, confessarsi, come una volta a Dio Onnipotente, alla Beata Vergine Maria, a S. Michele Arcangelo (ora però emarginato, forse perchè porta la spada) e «a voi, fratelli».
Bene, molto bene: però Iddio il conto lo chiederà a noi, in singolo.
Certo insisteremo di più sui peccati sociali, sulle denunzie dei redditi non effettuate o aggiustate, sui nostri troppi inutili viaggi, sul troppo tempo che si perde nelle assemblee, sui peccati ecclesiali che turbano le coscienze, sugli amori con comunisti e fascisti, sugli abbandoni ormai cronici del gregge da parte dei pastori, sulle concelebrazioni frettolose e comode, su concezioni epidermiche della povertà ecc. ecc..
Ma questo non cambia nulla e la vecchia legge del «chi rompe paga » è ancora in vigore presso il tribunale di Dio.
Chi ritenesse di ovviare alla crisi della confessione con certi surrogati di dubbio gusto può rassegnarsi a capitolare. 
Avete visto come sono sbolliti gli entusiasmi, i fumi per le «messe beat»? 
Una chitarra riempiva una Chiesa: andateli a cercare ora i giovani e i preti di quelle messe.
Di inchieste sulla Confessione se ne sono fatte anche nelle forme più morbose e più sfacciate: «Sesso in confessionale», il libro e il film che umiliano il giornalismo e il cinema, sono una grossolana deformazione di realtà che non si possono smentire.
Ma anche le altre, più serie, per esempio di P. Silvano Burgalassi e di Gianfranco Svidercoschi non dicono niente: si arrestano, come è logico, davanti alla freddezza delle cifre e mai penetrano il mistero avvolto di dramma e di miserie che fa della Confessione il sacramento del riscatto, della  luce, della grazia.
Certo, certo il confessore, messo di fronte alla realtà di un mondo allo sbaraglio dove principi naturali e soprannaturali hanno scarsa presa sulle coscienze, deve sfoderare tutta la pazienza, la sapienza e la «sacralità» della sua persona per non minimizzare il suo ministero e fare del confessionale un gabinetto da psicanalisi. 
Insisto su questo termine: sacralità
Ho l'impressione e diamo spesso noi sacerdoti l'impressione di esserci svestiti di questo «habitus» interiore che è tipico del sacerdozio cattolico. 
La facile e troppa secolarizzazione, seguita purtroppo da un «mo¬dus rivendi» che ne è la conclusione logica, ci svuota di quella carica soprannaturale della quale grondavano i santi e che negli stessi ministri di Dio, diciamo normali, è sempre stata il distintivo caratteristico.
Ho parlato anche di sapienza e volutamente.
Al di fuori di schemi di ascetica laica, intrisa di esotismi come di sapere mondano, credo che il vecchio discorso di S. Paolo sul sapere, sia oggi tutt'altro che superato.
Forse la teologia di ieri ha voluto dir troppo e per questo ha ucciso in molti la fede.
Probabilmente la filosofia tomistico-aristotelica ha voluto scoprire una logica nel Padreterno che invece non ha o meglio, è al di fuori dei nostri schemi.
È sempre stato detto che non è il ragionamento a riportare Dio sui binari della vita, ma la fede, la grazia e, da parte dell'uomo che fede e grazia deve trasmettere agli altri, la più larga, intensa e profonda partecipazione delle stesse così da impegnarsi di quella sacralità che sola crea i contatti con le coscienze. 
Il resto, è palliativo.
Non saranno quindi né teologi, né psicologi, né filosofi a tirar fuori Dio dal cassetto, a piegare le anime, a strappare le lacrime, ad aprire le caterrate del cielo a chi vive della vita del cielo.
Chiedo scusa della predica, ma una cosa della quale sono fermissimamente convinto è questa: che proprio fra gli armadi raggelanti cui accenna il monsignorino romano ( ora Cardinale n.d.r.) si può dare concretezza a un colloquio costruttivo e sprigionare tutto quel calore che scaturisce dal cuore e dall'anima di chi crede fermamente in Dio e Dio ama appunto con tutto il cuore e con tutta l'anima.

P.Pellegrino Santucci ( Servi di Maria)


Note dell’Autore

1      Da « Il Resto del Carlino » - 8 febbraio 1974.

Curiosa la vicenda di questo polpettone giornalistico: il Papa disapprova certe trovate dissacrato¬rie, la stampa cattolica le pubblicizza con più insistenza e «Famiglia cristiana» tira diritto in barba al Papa e al buon gusto.

L'orgoglio e il pregiudizio ... ( preti e fedeli piangono per la“ Passio Ecclesiae ”)

"Non per i segni ma per quello che viene buttato in pasto ai fans ".

L’immagine allegata è tratta dalla consacrazione episcopale del nuovo elemosiniere Konrad Krajewski, svoltasi il 17 settembre scorso all'altare della Cattedra nella Basilica Papale di San Pietro. 
Il Papa non ha concelebrato. 
Si è limitato a prendere parte, come un semplice vescovo in mezzo agli altri vescovi …
La semplicità e la sobrietà sono indubbiamente dei pregi per un ecclesiastico .
Il semplicistico "pauperismo" pontificale ( quotidianamente offerto ai compiaciuti mass media ) desta invece preoccupate perplessità perché viene mortificata l’estetica sublime del Sacro, che rimanda e allude all’identità metafisica del Vero, del Bello e del Buono.
Rifiutare l’estetica, in nome di un’intellettualistica e, come è stato giustamente osservato, orgogliosa e compiaciuta “semplicità”, significa rifiutare il portato ontologico e metafisico, e non solo didattico e anagogico, della Bellezza e dei simboli, il che porta a una desacralizzante banalizzazione, alla sciatteria liturgica e al semplicismo dottrinario tipicamente protestante e dei gruppi “ carismatici “ .
L’estetica non è orpello, ma attributo del Vero, e il rifiuto del Bello è rifiuto della Verità.
Molti santi vivevano personalmente in sobria povertà, ma curavano che le chiese, gli arredi liturgici, i riti fossero ricchi e fastosi, perché a maggior gloria di Dio.

“Povertà non è pauperismo, semplicità non è sciatteria, vicinanza al popolo non è populismo demagogico!
Tener conto dell`influenza dei media non implica, consapevolmente, metterseli in tasca facendo e dicendo quel che li fa partire in estasi ! 

Dal momento che parliamo di "abiti", che non sono semplici abiti ma altrettanti simboli, non lo sottolineo più perchè è ormai inutile ma c`è un`immagine che ogni qualvolta la vedo mi disturba: sono i pantaloni neri del Papa ampiamente visibili, anche da lontano, sotto la veste bianca.
Non è solo la trascuratezza a colpirmi in quel bianco-nero ma è l`evidente volontà del Papa, anche in quello che non è un dettaglio (il bianco è un segno distintivo dell'autorità pontificia), di non adattarsi a ciò che non gli aggrada, di imporre la sua volontà e di far di testa sua ” - ha scritto una fedele - Benedetto XVI nell’omelia della Messa Crismale del 2007 ricordava ai sacerdoti il simbolismo delle vesti liturgiche: “ … entrare sempre di nuovo nel "sì" del nostro incarico – in quel "non più io" del battesimo …( per ) domandarci se portiamo questo abito dell’amore. Chiediamo al Signore di allontanare ogni ostilità dal nostro intimo, di toglierci ogni senso di autosufficienza e di rivestirci veramente con la veste dell’amore, affinché siamo persone luminose ". 
Questo è il tempo glorioso della “ Passio Ecclesiae “ inutile nascondercelo.
Fra le icone di questa “ passione “ si può ascrivere anche la foto che abbiamo allegato : l’orgogliosa, ostentata e auto-compiaciuta “ semplicità ” è gradita  a Dio ed è pastoralmente efficace per i fedeli ?
Noi dobbiamo offrire, proprio per amore del Signore e della Sua Chiesa, alla quale apparteniamo e nella quale siamo "Suoi", le nostre sofferenze per gli atti che sono in disunione con la Tradizione della Chiesa prendendo anche le distanze in coscienza, dagli scostamenti dalla verità, " in attesa del ripareggiamento ", per dirla con Amerio, che di certo verrà: lo crediamo de fide.
Possiamo e dobbiamo farlo custodendo, difendendo e diffondendo ciò che abbiamo ricevuto, andando avanti con fiducia.
Gli scoramenti arrivano. 
Ma, nel Signore possiamo superarli, non permettendo che qualcuno o qualcosa ci tolga la gioia della Resurrezione”. ( Cfr Una Teologa fedele alla Tradizione )

Come contrapposizione all’immagine dell'ordinazione episcopale, che stiamo rispettosamente criticando, citiamo le apprezzabili le parole che il Papa  ha rivolto oggi ad un gruppo di Vescovi : “ Il nostro è un tempo in cui si può viaggiare, muoversi da un punto all’altro con facilità, un tempo in cui i rapporti sono veloci, l’epoca di internet. 
Ma l’antica legge della residenza non è passata di moda! 
E’ necessaria per il buon governo pastorale…
Vedete, la residenza non è richiesta solo per una buona organizzazione, non è un elemento funzionale; ha una radice teologica!
Siete sposi della vostra comunità, legati profondamente ad essa!
Vi chiedo, per favore, di rimanere in mezzo al vostro popolo. Rimanere, rimanere…
Evitate lo scandalo di essere “Vescovi di aeroporto”!
Siate Pastori accoglienti, in cammino con il vostro popolo, con affetto, con misericordia, con dolcezza del tratto e fermezza paterna, con umiltà e discrezione, capaci di guardare anche ai vostri limiti e di avere una dose di buon umorismo. E rimanete con il vostro gregge!
Papa Francesco contro Papa Francesco : l'altro ieri ( stando assieme agli altri Vescovi senza alcun segno particolare della Sua suprema giuristizione pontificale ) ha mortificato una tradizione più che millenaria mentre oggi ne ha esaltato una  che risale al Concilio di Trento.

Un intellettuale ci ha scritto : “ … non ho mai visto una sola parola, un solo aggettivo, una sola umana partecipazione per le sorti enormi e per il carico difficilissimo che il Santo Padre ha sulle sue spalle a trarre la barca di Pietro dal pantano nel quale si era arenata non tanto per quel sant'uomo di Benedetto XVI ma per i circoli dei quali si era circondato … ( E’ sempre colpa nostra : dei tradizionalisti, dei tridentini… gli "untori" di questo momento storico N.d.R.)
Quella foto, sottovalutata ma magnifica nella sua tragica testimonianza, nella quale i due Pontefici ( Benedetto XVI e Papa Francesco I N.d.R.) si scambiano i saluti a Castel Gandolfo e quella scatola bianca sul tavolo... monito e pregnante presenza del maligno nei documenti in essa contenuti la dicono lunga sulla consapevolezza dei due uomini ( santi ambedue) dei tragici destini in cui era caduta la Chiesa di Roma. 
Non riflettiamo abbastanza sulla tragedia che ha rischiato la Santa Sede e ringraziamo il Santo Padre che, da buon gesuita colto ed antico, sfrutta la modernità per riportare la navigazione in acque tranquille. ( Ma c’è mai stato in 2000 anni di storia del cristianesimo un periodo “tranquillo” per la Chiesa ? Ci potrà mai essere la " tranquillità " per la Chiesa impegnata nella quotidiana lotta contro le tenebre che opprimono l'uomo ? N.d.R.) ”.
 
Un altro fervente “papalino” che durante il Pontificato-Via Crucis di Benedetto XVI si era addormentato, un sonno durato quasi 8 anni … ha scritto : “ Tutti parlano del Papa. Parlano da ricette e formule che danno quello che deve o dovrebbe fare.
Mi chiedo se quelli che parlano hanno  usato  la stessa carità che Francesco ha sempre fatto. (Visita i poveri, i malati, che sono in carcere... i preferiti di Dio...)
Il nostro (*) Papa è ben consapevole del fatto che ci sono troppi teologi e sacerdoti che sono insegnanti che amano insegnare, ma non vogliono lasciare la loro comodità, perché significa andare al particolare servizio di quest'ultimi.
Qui viene mostrato che la conoscenza degli altoparlanti è una conoscenza piena di orgoglio, di vanità ..... ma la Sapienza del Papa è pratica e concreta, la predicazione di un Cristo crocifisso, scandalo per coloro che sono perso, ma la potenza di Dio e sapienza di Dio. 1 Corinzi 1:18-24 ”.

Questi interventi così affettuosi nei confronti del nuovo Papa mi ricordano anche un'elegante frase, riferita a Francesco I,  che sta circolando in alcuni circoli “ illuminati ”: “ NOI ( notare il plurale maiestatis ) AMIAMO QUESTO PAPA PERCHE’ E’ IL PAPA DI TUTTI GLI UOMINI E NON SOLO DEI CRISTIANI ”.

Andrea Carradori



(*) In un certo linguaggio cifrato ( ma neppure  troppo ) negli ambienti illuministi - e attigui - si adopera l'aggettivo possessivo della prima persona plurale per mettere in risalto  la perfetta aderenza  dei membri del Club con un personaggio di cui si condivide l'operato. Diciamo che il Personaggio indicato con " nostro " viene considerato come una specie di membro onorifico del Club .

martedì 17 settembre 2013

Papa Francesco inizia l’operazione “parbuckling” della barca di Pietro ?

Abbiamo tirato un sospiro di sollievo vedendo finalmente le immagini della  nave-città Costa-Concordia in posizione verticale sulle violentate acque dell'Isola del Giglio dopo aver completato ottimamente l’operazioneroteazione” (parbuckling ).
Abbiamo pure tirato un sospiro di sollievo dopo aver letto ieri quando abbiamo letto l’articolo di Sandro Magister di commento all’incontro che il Papa ha avuto con i suoi Parroci e i Sacerdoti dell’Urbe.
Secondo il racconto del Vaticanista : …un sacerdote ha fatto riferimento, in positivo, alla teologia della liberazione e alle posizioni comprensive, nei confronti di questa teologia, dell’arcivescovo Gerhard Ludwig Müller.
Ma all’udire il nome del prefetto della congregazione per la dottrina della fede papa Francesco non ha fatto finire la domanda e ha detto: “Questo lo pensa Müller, questo è ciò che pensa lui”.
Quello che dal racconto di Magister si evince è la naturale immediatezza della reazione del Papa che non avrebbe fatto finire l’intervento del Sacerdote.
Non è stata, dunque, una “ mossa studiata” come forse lo è stata quella ( geniale) della “ borsa ” portata a mano dal Pontefice quando entrava nell’aereo verso il Brasile oppure della mitria che il Papa portava sottobraccio quando si è recato nella Basilica di Sant’Agostino, nonostante avesse al fianco i suoi segretari e cerimonieri…
La reazione immediata e censoria del Papa all’incipiente domanda del Sacerdote che, secondo il racconto di Magister, tifava per la teologia della liberazione rimanda all’articolo – comunicato che Marco Bongi fece pochi giorni dopo l’elezione del nuovo Pontefice : “ Papa Francesco : una Fede semplice e genuina !”
Questo è l’incipit dell’articolo di Bongi : “A tutti coloro che, armati soltanto di tanto zelo amaro, si sono subito gettati a capofitto nell'accusare Papa Francesco I di modernismo, faccio notare che occorre sicuramente tempo prima di poter capire davvero la Sua personalità”. ( QUI tutto l’articolo ) 

Facciamo una piccolissima cronistoria dei centri di potere vatican-mondani che avevano finito per inabissare una parte della barca di Pietro, la Curia Romana, attraverso una capillare diffusione di sostanze pericolose spacciate per " aggiornamenti conciliari ".
Non si poteva andare avanti con le incrostazioni ( molte delle quali tossiche ) che si andavano accumulando minuto dopo minuto nella Curia Romana. 
Il Servo di Dio Paolo VI ( con la Costituzione Apostolica Regimini Ecclesiæ universae con la quale riformò la Curia Romana )  fece  un’operazione di “ ripulitura” mediatica , esterna e gattopardesca . 
In realtà raddoppiate le loggie ed i centri di potere interni alla Curia ben presto lo sporco e i malaffari si accumularono emanando un insopportabile " fetore che durante il lungo regno del beato Woitjla  si propagò in molti uffici , dicasteri e pertinenze e propaggini dei Sacri Palazzi mentre il Papa era impegnato a combattere durissime battaglie esterne, alcune gloriosamente vinte, altre mestamente perdute ".
E' vero che “il deposito della fede, grazie a Dio, fino ai nostri tormentati giorni non è stato toccato direttamente, ma, come diceva Amerio, si è ridotto alle verità di fede più essenziali, al nucleo ridotto della dottrina rivelata, ridimensionando o occultando un po' tutte le altre verità che però ad esse sono connesse. L'esempio più semplice è la regalità sociale di Cristo. Certo, il cristiano può santificarsi anche in una società che non la riconosce, ma non per questo dovrebbe smettere di predicarla e di desiderarla. Un altro aspetto è il tacere e quasi non insegnare più la dottrina della sostituzione vicaria: con pericolose conseguenze sulla giustizia di Dio e sul senso del peccato. Tenendo presente che ci troviamo davanti a un processo di erosione cui i vertici della Gerarchia non sembrano poi così determinati a fermare direi che la situazione è preoccupante”. Ha scritto un serio studioso di cose ecclesiastiche.
Un altro ha aggiunto : “aveva ragione Mons. Lefebvre nel 1986 di fronte ai sacrilegi di Assisi esclamò: "DOVE SONO I MACCABEI?".
Purtroppo, caro Mons. Lefebvre oggi non solo non ci sono i Maccabei,
ma non c'è più nemmeno l'ultima Guardia Scelta a difesa dell'Onore di Roma Papale.
EXURGE DOMINE ET JUDICA CAUSAM TUAM!”


Quando venne Lui, Papa Ratzinger :  lo studioso , il Tedesco colto, umile e riservato, che conosceva tutto,  standosene sempre in disparte, gli occhi , la preghiera di coloro che invocavano l’aiuto Divino per la ripulitura della Chiesa si fece più forte !
Pochi giorni dopo l’ imprevedibile elezione al Sacro Soglio di Benedetto XVI il Barone Christoph Von Schoenborn, " l'uomo delle Messe con i palloncini colorati" ( per farci capire ) a tempo perso Cardinale Arcivescovo di Vienna, ai preoccupati giornalisti “allineati” mandò la sua rassicurazione in messaggio cifrato : " Ratzinger ama Mozart, vedrete che vi stupirà".
In effetti il poveruomo stupì tutti nel momento che accettò, obtorto collo, tutte le pietanze che gli davano.
Coloro che avevano salutato con particolare sollievo l’elezione di Papa Benedetto ebbero un primo brivido sentendolo dire nella sua prima omelia da Papa : “Il mio vero programma di governo è quello di non fare la mia volontà, di non perseguire mie idee, ma di mettermi in ascolto, con tutta quanta la Chiesa, della parola e della volontà del Signore e lasciarmi guidare da Lui, cosicché sia Egli stesso a guidare la Chiesa in questa ora della nostra storia”. 
In diversi commentarono : ci risiamo … “ nulla mai cambierà ” …
All’apertura dell’ultimo Conclave dopo le traumatiche “dimissioni” dell’anziano Benedetto XVI fra le tante invocazioni litaniche “ pro Ecclesia Dei” che furono recitate in ogni parte del mondo se ne udì una meno liturgica ma più pratica : " CHIUNQUE O SIGNORE : BASTA CHE GOVERNI ! "
E se questo super Papa ci stupisse davvero spiazzando tutto e tutti ? 
Non dimentichiamoci che è un militare gesuita ... 
Un Papa che deve fare il burlone, il piacione, il populista ... ma se poi ripulisse davvero la Chiesa  riuscendo dove altri han fallito ???
A tirare un sospiro di sollievo saranno ora gli Amici, lettori di questo umile blog, che  accusano di parlare in modo troppo critico nei confronti di Papa Francesco … 
A proposito cari Amici : sapete chi sono ora per primi a ( s )parlare ( fra di loro ) in modo preoccupato di Papa Francesco ?
Indovinate Voi.

Andrea Carradori