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martedì 3 febbraio 2015

Quando i laici superano i Consacrati per Fede e per tenerezza umana

E' troppo chiedere un poco d'umanità e di tenerezza ?
Tantissime volte abbiamo idealmente rivolto questa umile raccomandazione soprattutto ai gelidi Chierici : cercate di usare un po' di tenerezza verso tutti, soprattutto nei confronti dei vostri subalterni.
Nella Santissima Notte di Natale il Papa ci ha fatto riflettere :" Quanto bisogno di tenerezza ha oggi il mondo!"
Auguriamo con tutto il cuore il dono della pace a quei Consacrati che, dimenticando la recente esortazione del Papa, stanno scrivendo tante, troppe frasi sconnesse, livorose  frutto del risentimento e della cattiveria,digrignano i denti perchè, nonostante una spietata  persecuzione, alcuni loro confratelli non si sono piegati rimanendo dignitosamente in piedi. 
Evidentemente  così vuole la Madonna e nessuna forza umana potrà prevalicare quel che è stato fatto "non dalle mani dell'uomo".
E' troppo chiedere un po' d'umanità e di tenerezza anche nei confronti dei poveri Frati Francescani dell'Immacolata che desiderano rimanere devotamente ancorati al carisma trasmesso dal loro Fondatore ?
E' troppo chiedere un po' d'umanità e di tenerezza ?
E' troppo chiedere di lasciarli in pace e di non strumentalizzare la loro sofferenza ?
E' troppo chiedere un po' d'umanità e di tenerezza ?
Tuffiamoci ora nelle rigeneranti acque della pace attraverso le parole che una mamma ci ha donato : ne riceveremo  in cambio tanta pace. 
Buona pace, umanità e tenerezza a tutti !
Andrea Carradori

Ringrazio Dio, ringrazio Sua Madre per averli conosciuti.
Ringrazio Dio perché attraverso di loro ho capito la vera fede.
Ringrazio Dio per avermi donato i frati e le suore dell'Immacolata.
Ringrazio Dio per tutti i giorni che ho potuto cibarmi della loro "vita".
Ringrazio Dio per avermi fatto dono di Padre Stefano ( Manelli N.d.R.) ,del suo annientarsi nella Madonna e Suo Figlio. 
Incontrarlo, parlargli, essermi confessata con lui mi ha cambiato la vita.
Ringrazio Dio per avermi dato la possibilità di conoscere padre Settimio Manelli, più di una volta ho cercato il suo conforto.
Ringrazio Dio per tutti i sacerdoti, frati e suore che ho avuto la grazia di conoscere.
Nessuno può capire il dolore, lo sconforto, e la rabbia ( si, anche rabbia) che si prova nel vederli andare via.
Il senso di vuoto e di sgomento che mi pervade è indescrivibile.
Dio, Ti ringrazio per tutto questo.

Una mamma

sabato 9 novembre 2013

Medjugorje . Prove ( tecniche ) di ( dis) obbedienza ?

Mantenendo in modo forte e chiaro il nostro assoluto disinteresse personale e personalistico per il fenomeno  Medjugorje ( " Io non penso. E’ la Chiesa a pensare per me" ),  postiamo doverosamente , come pura cronaca, quanto la Santa Sede nei giorni scorsi ha ribadito coerentemente con le deliberazioni della Conferenza Episcopale dell’Ex Jugoslavia, dalla Diocesi di Mostar e della stessa Congregazione della Dottrina della Fede. 
Il mirabile riassunto del normale " sentire cum Ecclesia" su questa tematica è proposto in QUESTO  filmato.




Nunziatura Apostolica
Stati Uniti d’America

21 Ottobre 2013

Reverendo Monsignor Jenkins.
Scrivo come richiesto da Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il quale chiede che i vescovi degli Stati Uniti siano avvisati, ancora una volta, della seguente (cf. mia lettera del 27 febbraio 2013, dello stesso numero di protocollo). Così, Sua Eccellenza desidera informare i vescovi che uno dei cosiddetti veggenti di Medjugorje, il signor Ivan Dragicevic, ha programmato di compiere visite in alcune parrocchie in giro per la nazione, durante le quali presenterà il fenomeno Medjugorje.
E’ stato anticipato, inoltre, che il signor Dragicevic riceverà apparizioni durante queste visite programmate.
Come è ben consapevole, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha in atto un processo di investigazione circa gli aspetti dottrinali e disciplinari del fenomeno Medjugorje.
Per questa ragione, la Congregazione ha affermato che, a riguardo della credibilità delle “apparizioni” in questione, tutti dovrebbero accettare la dichiarazione, datata 10 Aprile 1991, dai Vescovi della ex Repubblica di Jugoslavia, che asserisce: “Sulla base delle ricerche compiute, non è possibile affermare che si tratti di apparizioni o rivelazioni sovrannaturali”. Ne segue, pertanto, che il clero e i fedeli non hanno il permesso di partecipare ad incontri, conferenze o pubbliche celebrazioni nelle quali la credibilità di tali "apparizioni" venisse data per scontata.
Con l’intento, pertanto, di evitare scandalo e confusione, l’Arcivescovo Müller chiede che i Vescovi siano informati sull’argomento il prima possibile.
Prendo questa opportunità per presentarvi i miei sentimenti di profonda stima, e disposizione.
Sinceramente Suo in Cristo,

+ Carlo Maria Viganò
Nunzio Apostolico


Da tempo troviamo eccessiva la “ propaganda ” del fenomeno Medjugorje che P.Livio, Direttore di Radio Maria,  compie in aperta violazione delle norme ecclesiastiche e del buon senso prudenziale che un Religioso, in piena comunione con la Santa Sede, dovrebbe avere fisso nella mente e nel cuore.
Forse P.Livio dovrebbe riposarsi un poco onde affidarsi alle salutari  cure pastorali di un suo Confratello e ritrovare quel necessario " sentire cum Ecclesia " che ci pare abbia un poco smarrito.

Tempo addietro avevamo scritto ( QUI)  : “Pare evidente che il “fenomeno Medjugorje” venga gestito quasi unicamente da zelanti laici che , sotto-sotto, non si curano ed anzi, diciamolo pure, non si fidano dei loro Pastori ...
Per questo motivo sono contento che in alcuni incontri di preghiera, organizzati secondo lo "stile di preghiera di Medjugorje", con i “canti e le preghiere di Medjugorje" sono sempre presenti Sacerdoti o religiosi a testimoniare l'assoluta comunione con la chiesa universale e locale anche se, l'enorme virtù dell'obbedienza pare che sia ancora sconosciuta in quelle terre ...( ma anche a Radio Maria N.d.R.)
Io non voglio e non debbo avere una mia personale opinione riguardo al “fenomeno di Medjugorje” : è la Chiesa, attraverso i legittimi Pastori, che investiga , che decide e che indica la via da percorrere. … la storia della Chiesa ci insegna che la Divina Provvidenza riesce a far nascere ( con i tempi e con i modi che gli sono propri ) uno splendido roseto fiorito anche in un letamaio : solo il Magistero attraverso i legittimi Pastori, investiga , decide ed indica la via da percorrere”.

Interessante studio teologico-canonico sulla " questione disciplinare " di Medjugorje QUI 


Pervaso da un autentico “sentire cum Ecclesia”  un fedele  ha scritto : “ Io ho ricevuto la Grazia della conversione proprio a Medjugorje. Da lì è cominciato il mio cammino di fede e di adesione all'insegnamento della Chiesa.

Ho cominciato a pregare, a ricevere i sacramenti e a combattere contro il peccato. Dall'esperienza di Medjugorje, con l'aiuto della Madonna, ho capito che la salvezza è nella Chiesa cattolica, in Cristo Gesù e nei Sacramenti. Con il suo aiuto ho messo Gesù al primo posto nel mio cuore.

L'importante è non basare la propria fede su Medjugorje ma sulla Chiesa Cattolica e quindi su Gesù Cristo. La Madonna vuole portarci a questo traguardo anche attraverso le apparizioni e i messaggi.

Il problema è che molti fanno l'errore di annunciare prima Medjugorje e dopo il Vangelo e l'insegnamento della fede cattolica. Facendo così diventano un po' ambigui... 
Medjugorje è uno strumento che deve condurre alla meta”.

Appunto ! 
Bravo !
La méta del credente è la salvezza dell’anima, morire in grazia di Dio e di essere sempre uniti al Magistero della Chiesa in comunione con i legittimi Pastori che la Provvidenza ha posto come “ sentinelle” a guardia delle pecore del pascolo di Cristo Buon Pastore !
Alcuni nostri fratelli nella fede hanno difatti sottolineato che :

“ San Padre Pio, la Beata Emmerich, la venerabile Maria D'Agreda, Santa Bernadette Sobirous, suor Lucia e i due cugini, Sant'Antonio di Padova, Santa Maria Faustina Kowalska, San Massimiliano Kolbe, Santa Camilla da Varano ... nonostante avessero VERAMENTE parlato con Dio e/o la Santa Vergine:
- con vera e grande umiltà non hanno MAI fatto diffondere scritti e/o messaggi SENZA AUTORIZZAZIONE dei vescovi locali e/o della Santa Inquisizione;
- non si sono mai messi a farsi pubblicità sulle loro esperienze mistiche:quasi sempre sui Santi ( maschi ) tali episodi furono resi noti dopo la loro morte , le veggenti delle apparizioni vere una volta usciti di casa dai genitori hanno voluto vivere (chi da consacrate alla vita religiosi, chi da sposate) nel nascondimento lontano dagli occhi del popolo;
- non hanno usato in alcun modo la loro notorietà …”

Un altro fedele, che mi trova sostanzialmente d’accordo,  preferisce invece sottolineare i “ frutti” spirituali del fenomeno Medjugorje : “ Ma cos'è questo livore verso Medjugorje? Io proprio non lo capisco! Ci sono stato in pellegrinaggio e la cosa mi ha edificato molto, come avrebbe potuto edificarmi un pellegrinaggio a Lourdes o a Fatima. Del resto il vangelo dice: "lo riconoscerete dai futti..." ( dobbiamo prendere atto a Madiugorje ci sono  tante conversioni, tante preghiere e tanta devozione nei fedeli che vi si recano N.d.R. ) 
Ebbene se ci sono persone che lì si sono convertite se ci sono state guarigioni accertate, se i veggenti non hanno mai dato adito al benché minimo sospetto, proprio non capisco cosa sia questo astio! 
Ma perché non la piantate di dividervi? 
I nemici della chiesa non sono certo i fedeli che credono alle apparizioni della Gospa bensì i veicolatori dentro alla Chiesa di un neomodernismo che sembra trionfare.. l'autorità religiosa ha anche perseguitato padre Pio se è per questo. Ha ridotto al silenzio suor Lucia... 
Benedetto XVI ha istituito una commissione vaticana presieduta dal cardinal Ruini per valutare il fenomeno Medjugorje, forse perché non si fidava del tutto del pronunciamento dei vescovi dell'ex Jugoslavia (comunque non tutti contrari alle apparizioni..). 
Lo stesso Giovanni Paolo II è sempre stato non certo ostile a Medjugorje…”
Mi inquieta però l'atteggiamento di diffidenza nei confronti del Magistero ordinario che il fedele ha espresso chiaramente  : “l'autorità religiosa ha anche perseguitato padre Pio se è per questo. Ha ridotto al silenzio suor Lucia…”

Ecco perchè il titolo di questo post : prove di (dis )obbedienza.
E' facile profetizzare quello che accadrebbe in caso di pronunciamento negativo della Santa Chiesa nei confronti del fenomeno Mediugorje ...




Andrea Carradori 

Foto : 13 ottobre 2009 ( nell'anniversario dell'apparizione della Beata Vergine Maria a Fatima ) a Roma è crollata la statua dorata della Madonna del Centro Don Orione a Monte Mario frantumandosi in diverse parti.Dopo essere stata restaurata la statua è stata rimessa al suo posto l'11 giugno 2010.


AGGIUNTA DEL 14 NOVEMBRE 2013

LE PAROLE DI PAPA FRANCESCO ( Papa Francesco 14-11-2013 )

Omelia del Papa: "La Madonna non è un 'capoufficio della Posta', per inviare messaggi tutti i giorni".

La Madonna è madre e ama tutti, "ma non è un capoufficio della Posta, per inviare messaggi tutti i giorni". Papa Francesco commenta così lo "spirito di curiosità", il volersi "impadronire dei progetti di Dio" invece di "camminare" nella sapienza dello Spirito Santo e che ci spinge a voler sentire che il Signore è qua oppure è là; o ci fa dire: "Ma io conosco un veggente, una veggente, che riceve lettere della Madonna, messaggi dalla Madonna".

Dello spirito di curiosità che genera confusione e ci allontana dallo Spirito della sapienza il Papa ha parlato questa mattina commentando durante la messa celebrata a Casa santa Marta il passo del Libro della Sapienza, dove si descrive "lo stato d'animo dell'uomo e della donna spirituale", del vero cristiano e della vera cristiana che vivono "nella sapienza dello Spirito Santo. E questa sapienza li porta avanti con questo spirito intelligente, santo, unico, molteplice, sottile". Come riferisce la Radio Vaticana, Francesco ha detto che "questo è camminare nella vita con questo spirito: lo spirito di Dio, che ci aiuta a giudicare, a prendere decisioni secondo il cuore di Dio. E questo spirito ci dà pace, sempre! E' lo spirito di pace, lo spirito d'amore, lo spirito di fraternità. E la santità è proprio questo. Quello che Dio chiede ad Abramo - 'Cammina nella mia presenza e sii irreprensibile' - è questo: questa pace. Andare sotto la mozione dello Spirito di Dio e di questa saggezza. E quell'uomo e quella donna che camminano così, si può dire che sono un uomo e una donna saggia. Un uomo saggio e una donna saggia, perché si muovono sotto la mozione della pazienza di Dio".

Ma nel Vangelo "ci troviamo davanti ad un altro spirito, contrario a questo della sapienza di Dio: lo spirito di curiosità". "E' quando noi vogliamo impadronirci dei progetti di Dio, del futuro, delle cose; conoscere tutto, prendere in mano tutto... I farisei domandarono a Gesù: 'Quando verrà il Regno di Dio?'. Curiosi! Volevano conoscere la data, il giorno... Lo spirito di curiosità ci allontana dallo Spirito della sapienza, perché soltanto interessano i dettagli, le notizie, le piccole notizie di ogni giorno. O come si farà questo? E' il come: è lo spirito del come! E lo spirito di curiosità non è un buono spirito: è lo spirito di dispersione, di allontanarsi da Dio, lo spirito di parlare troppo. E Gesù anche va a dirci una cosa interessante: questo spirito di curiosità, che è mondano, ci porta alla confusione".

La curiosità ci spinge a voler sentire che il Signore è qua oppure è là; o ci fa dire: "Ma io conosco un veggente, una veggente, che riceve lettere della Madonna, messaggi dalla Madonna". E il Papa commenta: "Ma, guardi, la Madonna è Madre, eh! E ci ama a tutti noi. Ma non è un capoufficio della Posta, per inviare messaggi tutti i giorni". "Queste novità allontanano dal Vangelo, allontanano dallo Spirito Santo, allontanano dalla pace e dalla sapienza, dalla gloria di Dio, dalla bellezza di Dio". Perché "Gesù dice che il Regno di Dio non viene in modo da attirare l'attenzione: viene nella saggezza". "Il Regno di Dio è in mezzo a voi!", dice Gesù: è "questa azione dello Spirito Santo, che ci dà la saggezza, che ci dà la pace. Il Regno di Dio non viene nella confusione, come Dio non parlò al profeta Elia nel vento, nella tormenta" ma "parlò nella soave brezza, la brezza della sapienza":

"Così Santa Teresina - Santa Teresa di Gesù Bambino - diceva che lei doveva fermarsi sempre davanti allo spirito di curiosità. Quando parlava con un'altra suora e questa suora raccontava una storia, qualcosa della famiglia, della gente, alcune volte passava ad un altro argomento e lei aveva voglia di conoscere la fine di questa storia. Ma sentiva che quello non era lo spirito di Dio, perché era uno spirito di dispersione, di curiosità. Il Regno di Dio è in mezzo a noi: non cercare cose strane, non cercare novità con questa curiosità mondana. Lasciamo che lo Spirito ci porti avanti, con quella saggezza che è una soave brezza. Questo è lo Spirito del Regno di Dio, di cui parla Gesù. Così sia".

sabato 5 ottobre 2013

La beatificazione del Martire Rolando Rivi che preferì morire per «onorare e difendere la sua identità di seminarista»

«Non posso, non devo togliermi la veste. Io non ho paura, io sono orgoglioso di portarla.
Non posso nascondermi. Io sono del Signore». 













Il Video con parte dell'Omelia del Cardinale Amato.

L’omelia del cardinale Angelo Amato alla Messa per la beatificazione del giovane seminarista assassinato nel 1945 da partigiani «imbottiti di odio e indottrinati a combattere il cristianesimo»

Tratto dall’Osservatore Romano – Una delle più dolorose pagine della storia italiana recente, a pochi giorni dalla fine del secondo conflitto mondiale, fu la barbara uccisione del quattordicenne Rolando Rivi (1931-1945). 
Un ragazzo che preferì morire per «onorare e difendere la sua identità di seminarista». 
Per questo, il suo martirio per la fede è «una lezione di esistenza evangelica». 
All’odio dei suoi carnefici, infatti, rispose «con la mitezza dei martiri, che inermi offrono la vita perdonando e pregando per i loro persecutori». 
È quasi commosso il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, quando durante il rito di beatificazione del giovane Rivi – presieduto in rappresentanza di Papa Francesco, sabato pomeriggio, 5 ottobre, a Modena – racconta i drammatici e ultimi giorni di vita del nuovo beato.

«Era  troppo piccolo per avere nemici, erano gli altri che lo consideravano un nemico. 
Per lui tutti erano fratelli e sorelle. 
Egli non seguiva una ideologia di sangue e di morte, ma professava il Vangelo della vita e della carità». 
Nonostante fosse ancora un bambino, Rolando aveva già ben compreso il messaggio del Vangelo: «Amare non solo i genitori e i fratelli, ma anche i nemici, fare del bene a chi lo odiava e benedire chi lo malediceva». 
Celebrare il martirio del piccolo Rolando, ha detto il cardinale, è anche un’occasione per «gridare forte: mai più odio fratricida, perché il vero cristiano non odia nessuno, non combatte nessuno, non fa male a nessuno. 
L’unica legge del cristiano è l’amore di Dio e l’amore del prossimo». 
Infatti, le ideologie umane «crollano, ma il Vangelo dell’amore non tramonta mai perché è una buona notizia». 
E la beatificazione di Rivi è «una buona notizia per tutti. Di fronte alla sua bontà e alla sua gioia di vivere, siamo qui riuniti per piangere sì il suo sacrificio, ma soprattutto per celebrare la vittoria della vita sulla morte, del bene sul male, della carità sull’odio».

Fin da piccolo, Rolando aveva un sogno: quello di diventare sacerdote. 
A undici anni entrò in seminario, come ha ricordato il porporato, e come si usava allora, indossò la veste talare, che da quel giorno «diventò la sua divisa». 
La portava «con orgoglio. 
Era il segno visibile del suo amore sconfinato a Gesù e della sua totale appartenenza alla Chiesa. 
Non si vergognava della sua piccola talare.  Ne era fiero», tanto che la portava in seminario, in campagna, in casa. 
«Era il suo tesoro da custodire gelosamente era il distintivo della sua scelta di vita, che tutti potevano vedere e capire». 
A causa della guerra, molti consigliavano a Rolando di togliersi la talare, perché era pericoloso indossarla, visto il clima di odio contro il clero. 
Davanti ai timori anche dei familiari, Rolando rispondeva: «Non posso, non devo togliermi la veste. Io non ho paura, io sono orgoglioso di portarla.  Non posso nascondermi. Io sono del Signore». 
Ma il 10 aprile 1945, dei partigiani «imbottiti di odio e indottrinati a combattere il cristianesimo», catturarono Rolando. 
Il ragazzo, ha ricordato il porporato, venne «spogliato, insultato e seviziato con percosse e cinghiate per ottenere l’ammissione di una improbabile attività spionistica». 
Dopo tre giorni di sequestro, «con una procedura arbitraria e a insaputa dei capi, il 13 aprile 1945, il ragazzo fu prima barbaramente mutilato e poi assassinato con due colpi di pistola, uno alla tempia sinistra e l’altro al cuore». 
Dal sacrificio di Rolando, ha aggiunto il porporato, vengono quattro consegne per tutti noi: perdono, fortezza, servizio e pace. 
In modo particolare, ha concluso, egli «si rivolge ai seminaristi d’Italia e del mondo, esortandoli a rimanere fedeli a Gesù, a essere fieri della loro vocazione sacerdotale e a testimoniarla senza rispetto umano, con gioia, serenità e carità».

giovedì 19 settembre 2013

L'orgoglio e il pregiudizio ... ( preti e fedeli piangono per la“ Passio Ecclesiae ”)

"Non per i segni ma per quello che viene buttato in pasto ai fans ".

L’immagine allegata è tratta dalla consacrazione episcopale del nuovo elemosiniere Konrad Krajewski, svoltasi il 17 settembre scorso all'altare della Cattedra nella Basilica Papale di San Pietro. 
Il Papa non ha concelebrato. 
Si è limitato a prendere parte, come un semplice vescovo in mezzo agli altri vescovi …
La semplicità e la sobrietà sono indubbiamente dei pregi per un ecclesiastico .
Il semplicistico "pauperismo" pontificale ( quotidianamente offerto ai compiaciuti mass media ) desta invece preoccupate perplessità perché viene mortificata l’estetica sublime del Sacro, che rimanda e allude all’identità metafisica del Vero, del Bello e del Buono.
Rifiutare l’estetica, in nome di un’intellettualistica e, come è stato giustamente osservato, orgogliosa e compiaciuta “semplicità”, significa rifiutare il portato ontologico e metafisico, e non solo didattico e anagogico, della Bellezza e dei simboli, il che porta a una desacralizzante banalizzazione, alla sciatteria liturgica e al semplicismo dottrinario tipicamente protestante e dei gruppi “ carismatici “ .
L’estetica non è orpello, ma attributo del Vero, e il rifiuto del Bello è rifiuto della Verità.
Molti santi vivevano personalmente in sobria povertà, ma curavano che le chiese, gli arredi liturgici, i riti fossero ricchi e fastosi, perché a maggior gloria di Dio.

“Povertà non è pauperismo, semplicità non è sciatteria, vicinanza al popolo non è populismo demagogico!
Tener conto dell`influenza dei media non implica, consapevolmente, metterseli in tasca facendo e dicendo quel che li fa partire in estasi ! 

Dal momento che parliamo di "abiti", che non sono semplici abiti ma altrettanti simboli, non lo sottolineo più perchè è ormai inutile ma c`è un`immagine che ogni qualvolta la vedo mi disturba: sono i pantaloni neri del Papa ampiamente visibili, anche da lontano, sotto la veste bianca.
Non è solo la trascuratezza a colpirmi in quel bianco-nero ma è l`evidente volontà del Papa, anche in quello che non è un dettaglio (il bianco è un segno distintivo dell'autorità pontificia), di non adattarsi a ciò che non gli aggrada, di imporre la sua volontà e di far di testa sua ” - ha scritto una fedele - Benedetto XVI nell’omelia della Messa Crismale del 2007 ricordava ai sacerdoti il simbolismo delle vesti liturgiche: “ … entrare sempre di nuovo nel "sì" del nostro incarico – in quel "non più io" del battesimo …( per ) domandarci se portiamo questo abito dell’amore. Chiediamo al Signore di allontanare ogni ostilità dal nostro intimo, di toglierci ogni senso di autosufficienza e di rivestirci veramente con la veste dell’amore, affinché siamo persone luminose ". 
Questo è il tempo glorioso della “ Passio Ecclesiae “ inutile nascondercelo.
Fra le icone di questa “ passione “ si può ascrivere anche la foto che abbiamo allegato : l’orgogliosa, ostentata e auto-compiaciuta “ semplicità ” è gradita  a Dio ed è pastoralmente efficace per i fedeli ?
Noi dobbiamo offrire, proprio per amore del Signore e della Sua Chiesa, alla quale apparteniamo e nella quale siamo "Suoi", le nostre sofferenze per gli atti che sono in disunione con la Tradizione della Chiesa prendendo anche le distanze in coscienza, dagli scostamenti dalla verità, " in attesa del ripareggiamento ", per dirla con Amerio, che di certo verrà: lo crediamo de fide.
Possiamo e dobbiamo farlo custodendo, difendendo e diffondendo ciò che abbiamo ricevuto, andando avanti con fiducia.
Gli scoramenti arrivano. 
Ma, nel Signore possiamo superarli, non permettendo che qualcuno o qualcosa ci tolga la gioia della Resurrezione”. ( Cfr Una Teologa fedele alla Tradizione )

Come contrapposizione all’immagine dell'ordinazione episcopale, che stiamo rispettosamente criticando, citiamo le apprezzabili le parole che il Papa  ha rivolto oggi ad un gruppo di Vescovi : “ Il nostro è un tempo in cui si può viaggiare, muoversi da un punto all’altro con facilità, un tempo in cui i rapporti sono veloci, l’epoca di internet. 
Ma l’antica legge della residenza non è passata di moda! 
E’ necessaria per il buon governo pastorale…
Vedete, la residenza non è richiesta solo per una buona organizzazione, non è un elemento funzionale; ha una radice teologica!
Siete sposi della vostra comunità, legati profondamente ad essa!
Vi chiedo, per favore, di rimanere in mezzo al vostro popolo. Rimanere, rimanere…
Evitate lo scandalo di essere “Vescovi di aeroporto”!
Siate Pastori accoglienti, in cammino con il vostro popolo, con affetto, con misericordia, con dolcezza del tratto e fermezza paterna, con umiltà e discrezione, capaci di guardare anche ai vostri limiti e di avere una dose di buon umorismo. E rimanete con il vostro gregge!
Papa Francesco contro Papa Francesco : l'altro ieri ( stando assieme agli altri Vescovi senza alcun segno particolare della Sua suprema giuristizione pontificale ) ha mortificato una tradizione più che millenaria mentre oggi ne ha esaltato una  che risale al Concilio di Trento.

Un intellettuale ci ha scritto : “ … non ho mai visto una sola parola, un solo aggettivo, una sola umana partecipazione per le sorti enormi e per il carico difficilissimo che il Santo Padre ha sulle sue spalle a trarre la barca di Pietro dal pantano nel quale si era arenata non tanto per quel sant'uomo di Benedetto XVI ma per i circoli dei quali si era circondato … ( E’ sempre colpa nostra : dei tradizionalisti, dei tridentini… gli "untori" di questo momento storico N.d.R.)
Quella foto, sottovalutata ma magnifica nella sua tragica testimonianza, nella quale i due Pontefici ( Benedetto XVI e Papa Francesco I N.d.R.) si scambiano i saluti a Castel Gandolfo e quella scatola bianca sul tavolo... monito e pregnante presenza del maligno nei documenti in essa contenuti la dicono lunga sulla consapevolezza dei due uomini ( santi ambedue) dei tragici destini in cui era caduta la Chiesa di Roma. 
Non riflettiamo abbastanza sulla tragedia che ha rischiato la Santa Sede e ringraziamo il Santo Padre che, da buon gesuita colto ed antico, sfrutta la modernità per riportare la navigazione in acque tranquille. ( Ma c’è mai stato in 2000 anni di storia del cristianesimo un periodo “tranquillo” per la Chiesa ? Ci potrà mai essere la " tranquillità " per la Chiesa impegnata nella quotidiana lotta contro le tenebre che opprimono l'uomo ? N.d.R.) ”.
 
Un altro fervente “papalino” che durante il Pontificato-Via Crucis di Benedetto XVI si era addormentato, un sonno durato quasi 8 anni … ha scritto : “ Tutti parlano del Papa. Parlano da ricette e formule che danno quello che deve o dovrebbe fare.
Mi chiedo se quelli che parlano hanno  usato  la stessa carità che Francesco ha sempre fatto. (Visita i poveri, i malati, che sono in carcere... i preferiti di Dio...)
Il nostro (*) Papa è ben consapevole del fatto che ci sono troppi teologi e sacerdoti che sono insegnanti che amano insegnare, ma non vogliono lasciare la loro comodità, perché significa andare al particolare servizio di quest'ultimi.
Qui viene mostrato che la conoscenza degli altoparlanti è una conoscenza piena di orgoglio, di vanità ..... ma la Sapienza del Papa è pratica e concreta, la predicazione di un Cristo crocifisso, scandalo per coloro che sono perso, ma la potenza di Dio e sapienza di Dio. 1 Corinzi 1:18-24 ”.

Questi interventi così affettuosi nei confronti del nuovo Papa mi ricordano anche un'elegante frase, riferita a Francesco I,  che sta circolando in alcuni circoli “ illuminati ”: “ NOI ( notare il plurale maiestatis ) AMIAMO QUESTO PAPA PERCHE’ E’ IL PAPA DI TUTTI GLI UOMINI E NON SOLO DEI CRISTIANI ”.

Andrea Carradori



(*) In un certo linguaggio cifrato ( ma neppure  troppo ) negli ambienti illuministi - e attigui - si adopera l'aggettivo possessivo della prima persona plurale per mettere in risalto  la perfetta aderenza  dei membri del Club con un personaggio di cui si condivide l'operato. Diciamo che il Personaggio indicato con " nostro " viene considerato come una specie di membro onorifico del Club .

giovedì 8 agosto 2013

“ Li boni frati”


Dal blog Messainlatino copio un intervento ( firmato) che è un inno al “sentire cum Ecclesia”.
Avrei voluto mantenere il nome e il cognome di quel bravo fedele ma, mancando la sua autorizzazione, per ora lo siglo soltanto.

Cari amici,

voglio raccontare la mia esperienza con i Francescani dell'Immacolata, che purtroppo ho conosciuto da poco.

Erano anni che desideravo partecipare ad una messa celebrata con la giusta devozione. Ero talmente sconfortato dal modo di celebrare di molti parroci che stavo meditando di partecipare alla messa Ortodossa. Poi, casualmente sono entrato in una chiesa vicino a dove lavoro, la chiesa di Ognissanti a Firenze.

C'era in corso la messa feriale, subito noto un'assenza: il tavolo-altare. Il celebrante usava il "vecchio" altare dando le spalle al popolo. La cerimonia, versione post-conciliare, nonostante i pochi presenti era molto curata: una suora cantava inni e preghiere con una voce stupenda suonando l'organo, il "chierichetto", stava devotamente in ginocchio su gradini dell'altare.

Sorpresa ancor più grande uscendo: domenica ore 12 e tutte le mattine alle 8, messa in latino. Incredulo ho chiesto ad un frate se si trattasse proprio del Vetus Ordo. Mi ha detto di sì, ma solo fino al 12 agosto... putroppo non potevo ancora sapere.

La domenica successiva, mi reco alla messa delle 12. Anche in questo caso, nonostante l'afa e i pochi fedeli, una messa stupenda, soavemente cantata... Erano anni che desideravo partecipare ad una messa Vetus Ordo e ce l'avevo a due passi da dove lavoro! La cosa che più mi ha colpito è stata la devozione con cui veniva celebrato il rito. Inoltre, i pochi (ma non pochissimi) fedeli partecipavano con grande devozione: niente cellulari, niente brusii, molto raccoglimento.

Da quel giorno, compatibilmente con il lavoro, cerco di partecipare alle messe feriali. Ho potuto così assistere sia alle celebrazioni in italiano che con il vecchio rito. Nessuna differenza di attenzione da parte dei celebranti e del popolo. Una volta sono rimasto anche per i Vespri e l'Adorazione Eucaristica: anche in questo caso ho notato una grande devozione ed attenzione... pensate che la suora all'organo, sbagliando una nota ha fatto un gesto di disappunto come se stesse cantando alla Scala... Si vede che aveva ben chiaro per Chi stava cantando quel salmo!

Per quel poco che ho potuto vedere, ho visto un gruppo di frati e suore provenienti da varie parti del mondo (ahimé, nessun italiano) che con semplicità adorano Cristo e servono la Chiesa. Sono molto disponibili, accompagnano i fedeli, si preoccupano di distribuire i libri dei canti e i messali a tutti.
Un sacerdote, è inoltre sempre disponibile per la confessione...
Inoltre, tengono aperta una delle più belle chiese di Firenze per molte ore, permettendo a fedeli e turisti di pregare e visitare. Entrando, subito si percepisce un senso di ordine e di raccoglimento.

Nonostante la loro umiltà, però che maestà nel celebrare! Quindi per mia esperienza, posso affermare che quotidianamente vengono celebrate sia messe con vecchio rito sia con il nuovo. Entrambe con grande attenzione ed impegno... mi pare che sia un grande dono per i fedeli che mi dispiace vada perso. Non ho visto né fretta né svogliatezza nel celebrare il rito latino, dubito che si sia trattata di un'imposizione.

Se potesse servire a qualcosa, sono pronto a testimoniare quello che ho visto in qualunque sede. Anzi, se fosse possibile gradirei avere un recapito per comunicare queste considerazione al Commissario dell'ordine.

E.C.

P.S.

Vorrei concludere questo lungo intervento con una considerazione personale. Credo che l'obbedienza al Santo Padre debba venire prima di tutto. Molti Santi hanno sofferto pene ingiuste (come scordare Padre Pio). Lo stesso San Francesco fu obbediente sempre. Il martirio a volte prende forme strane... ma Dio renderà gloria per i giusti meriti. E come Padre Pio è diventato un grande Santo, così non mancherà la gloria per questo ordine, quando Dio vorrà. Ricordiamo che il capo della Chiesa è Cristo e certo nessuno può opporsi alla sua volontà.

Quello che noi possiamo fare e pregare e dare testimonianza.


Aggiungo solo una mia piccola considerazione .

Ho paura ! So che la Provvidenza Divina prima o poi bacerà uno per uno " li boni frati " ma ho paura per il presente ! Il potere qualunque esso sia, laico o ecclesiastico, quando si accorge di aver fatto un’ingiustizia pur di non mettere in discussione la propria autorità aggiunge altri diabolici ingredienti : la truffa, l'inganno e la frode ! I poveri e boni frati sono INGENUI !!! Cosa potranno UMANAMENTE contro l'inganno, la frode e la truffa ? Per fortuna c’è la forza della preghiera che tutto può !

venerdì 26 ottobre 2012

PELLEGRINAGGIO A ROMA DI SABATO 3 NOVEMBRE, ALCUNE ISTRUZIONI PER SACERDOTI E FEDELI




1 Pulman per i fedeli marchigiani con partenza :
a)      da Campocavallo di Osimo, davanti al Santuario, ore 7,00
b)      uscita autostrada Civitanova Marche, ore 7,20
c)       uscita autostrada PESCARA NORD CITTA’ SANT’ANGELO ore 9,00


Alcune istruzioni PER I SACERDOTI E I RELIGIOSI - PONTIFICALE IN SAN PIETRO

I sacerdoti e i religiosi che volessero partecipare in coro alla S. Messa Pontificiale in Basilica di San Pietro, dovranno inviare una mail al cappellano del Pellegrinaggio, don (Claude) Claudio Barthé: mail barthe.cisp@mail.com

Anticipiamo sin da ora che sarà indispensabile l'abito corale (talare e cotta, talare mozzetta e cotta, talare mozzetta e rocchetto, ecc...) e berretta, ognuno secondo il proprio grado.

Soluzione 1) I sacerdoti, i religiosi e le religiose dovranno poi trovarsi a San Salvatore in Lauro almeno entro le 13:00, in modo da organizzare la processione (precedenze, assegnazione dei posti , ecc...).
La maggior partecipazione di clero e di religiosi e religiose durante la processione sarà sicuramente una buona testimonianza e un buon modo di "evangelizzare" le persone (turisti e romani) che vi assisteranno per le vie di Roma.

Soluzione 2) PER I SOLI SACERDOTI: i preti che non riuscissero a recarsi in San Salvatore in Lauro entro le 13:00 e a partecipare alla processione, potranno scrivere al cappellano don Barthé barthe.cisp@mail.com per ricevere istruzioni e raggiungere il clero nella Sacrestia della Basilica, ove verrà loro assegnato il posto in coro. 


Indicazioni per i sacerdoti che vogliono assistere alla messa del Cardinal Cañizares il 3 novembre , alle 15 a San Pietro. 
I sacerdoti e il clero prenderanno parte alla processione che partirà dal corridoio della Sacrestia, e che inizierà a formarsi  a partire dalle 14:30. 

Per entrare in Basilica: 
- è fortemente consigliato raggiungere e unirsi alla processione del clero e dei fedeli che partirà alle 13:15 circa da San Salvatore in Lauro, di fronte a Castel Sant'Angelo, sul l'altra riva, piazza San Salvatore in Lauro.
Il clero potrà unirsi alla processione sia alla partenza, sia lungo il tragitto: o in via della Conciliazione, o in piazza Pio XII o in piazza San Pietro. 
Arrivati in San Pietro, il clero entrerà processionalmente  in Basilica, senza controlli e raggiungerà il corridoio della Sacrestia per ricevere il Cardinale. 
- è anche possibile raggiungere individualmente la Sacrestia, dovendo però prima passare i controlli ordinari e facendo la fila dei turisti che vogliono entrare in Basilica. 

- È richiesto, sia per il clero secolare sia per quello religioso, il proprio abito da coro abituale.

***
Alcune istruzioni PER I FEDELI - Pontificale in San Pietro


- PROPRIO: I sabato del mese "Cuore Immacolato di Maria".
- ORDINARIO: NON SCRIVO PIU' NULLA PERCHE' PRIMA DICONO UNA COSA E POI UN'ALTRA, AD OGGI ( sabato 27 ott.) PARE PREVALERE LA MISSA VIII DEGLI ANGELI, DOMANI NON SI SA !
- FOGLIETTI: saranno messi su internet per essere stampati individualmente.

- ATTENZIONE: Chi non potesse prendere parte al pellegrinaggio, si rechi con ampio anticipo (alle 14:00 al più tardi) ai cancelli d'ingresso per l'accesso in Basilica: visto il week end dei santi e i molti turisti, è probabile che la coda per entrare in San Pietro sarà lunga. 
Ricordiamo infatti che bisogna passare i controlli di sicurezza! 
Arrivando per tempo, i pellegrini potranno fare la coda e passare i controlli della polizia con calma e arrivare in tempo in Basilica, e prendere posto.

- NON E' NECESSARIO MUNIRSI DI ALCUN BIGLIETTO (che comunque sarebbe gratuito!): basta arrivare in piazza San Pietro, passare i controlli, entrare in Basilica, e recarsi all'altare della Cattedra. Se qualche Gendarme dovesse domandarlo, basterà dire che si vuole andare all'altare della Cattedra per la Messa in latino delle 15.00. 
La Gendarmeria è al corrente del Pontificale, e ha garantito la propria collaborazione e disponibilità ad aiutare e indirizzare i pellegrini (come d'altronde è solita fare con qualsiasi fedele abbia qualche necessità).


lunedì 1 ottobre 2012

FSSPX E SANTA SEDE : INDIETRO TUTTA ! “BISOGNA ADESSO SPINGERE L’ECCLESIA DEI A METTERE TUTTE LE SUE ENERGIE NELLA DIFESA DEI FEDELI SUMMORUM PONTIFICUM E NELLA SALVAGUARDIA E NELLO SVILUPPO DELLA FORMA STRAORDINARIA A CORTO, MEDIO E LUNGO TERMINE! SPERIAMO, ORA CHE LA “DIVERSIONE FSSPX” È STATA RIDIMENSIONATA, CHE DETTA COMMISSIONE SIA PIÙ CONCENTRATA SU QUESTA SUA REALE FUNZIONE ECCLESIALE “. ( "SIMON DE CYRÈNE" )



Forse non abbiamo pregato abbastanza.
Forse non abbiamo offerto sufficienti mortificazioni personali al Sacro Cuore di Gesù perché l’agognata positiva risoluzione della Fraternità San Pio X e la Santa Sede Apostolica potesse giungere a buon porto.
Siamo alla vigilia di un organizzato attacco mediatico contro la Santa Sede e il Papa Benedetto XVI da parte di qualche sostenitore della Fraternità Sacerdotale San Pio X.
Peccato che costoro fanno più del male al citato gruppo ecclesiale che vorrebbero, in buona fede, sostenere ...


A farne le spese, in Italia, sarà anche il Pellegrinaggio Internazionale Una Cum Papa Nostro del 3 novembre che risentierà negativamente dei ritetuti e incredibili attacchi di gestori di siti che si pensava fossero di area tradizionale.
Sta di fatto che abbiamo letto questo raggelante articolo di Andrea Tornielli :

“ Lo scorso 30 giugno Benedetto XVI ha inviato una lettera (scritta in francese) al superiore generale della Fraternitrà San Pio X, il vescovo Bernard Fellay. Questoè l’articolo che ho scritto su Vatican Insider. A rivelare l’esistenza della missiva – una corrispondenza che doveva rimanere privata – è stato un altro vescovo lefebvriano, Bernard Tissier de Mallerais, nel corso di una conferenza tenuta il 16 settembre in Francia.
Dopo l’incontro del 12 giugno tra Fellay e il cardinale William Levada, nel palazzo del Sant’Uffizio, quando al superiore della San Pio X è stata consegnata l’ultima versione del preambolo dottrinale accompagnata da una proposta di soluzione canonica (una prelatura personale), il capo dei lefebvriani ha deciso di scrivere direttamente al Papa.
E gli ha chiesto un incontro, per spiegare le difficoltà ancora esistenti rispetto al testo del preambolo.
Benedetto XVI, che era stato dettagliatamente informato sui colloqui dottrinali durati due anni, come pure sulle diverse stesure del preambolo dottrinale e delle discussioni avvenute all’interno della Congregazione per la dottrina della fede, ha preferito rispondere per iscritto, con la lettera del 30 giugno, nella quale non si fa menzione alla richiesta di un incontro espressa da Fellay.
Ratzinger si è limitato a esortare i lefebvriani a sottoscrivere il preambolo, spiegando, come ha rivelato Tissier de Mallerais, che “ per essere reintegrati nella Chiesa occorre veramente accettare il concilio Vaticano II e il magistero post-conciliare”.
Le parole usate da Tissier de Mallerais, contrarie all’accordo e molto dure verso il Concilio come pure verso la messa secondo il rito scaturito dalla riforma liturgica post-conciliare, descrivono ancora una volta la spaccatura che esiste all’interno della Fraternità.  
In ogni caso, non è affatto detto che la partita sia definitivamente chiusa.
I nuovi vertici della Congregazione per la dottrina della fede e della pontificia commissione Ecclesia Dei si sono appena insediati: bisognerà vedere come cercheranno di portare a compimento il processo che è iniziato.
 Di certo, il cammino appare in salita”.
Non voglio addentrarmi, non avendone le capacità intellettive, su delicate questioni politico – religiose ( il presunto DICTAT della Comunità Ebraica Internazionale – preoccupata della salvaguardia della propria immagine in vista di un imminente attacco all’IRAN- che, non è mistero, non vuole assolutamente all’interno della Chiesa Cattolica Romana la “vivace” comunità lefebvriana) oppure di veri e propri ricatti intervenuti dai vertici delle Conferenze Episcopali soprattutto nord europee… 

Intendiamoci bene. 


Quante volte ci siamo chiesti con quale  faccia la Santa Sede si incaponisce di  far firmare un preambolo dottrinale alla FSSPX mentre lascia tranquilli e paceti delle bestie, apertamente eretiche,  austriche,francesi olandesi etc etc.

I lefebvriani saranno vivaci e a volte eccessivi ma Roma pare essere strabica.

Tutto questo non giova alla Chiesa : non si può ignorare quanto l'Ecclesia Dei est adflicta, soprattutto nel Nord Europa, e la disciplina canonica non può colpire solo la parte più fedele alla Dottrina cattolica ignorando quella progressista che di fatto sta distruggendo , con grave rischio per la salute delle anime, ogni forma di cattolicità ! 
Sarebbe ridicolo parlare della Chiesa come se vivesse un periodo di pieno ordine quando ci sono interi episcopati in stato di scisma e da Cattedre gloriose vengono propagate dottrine almeno materialmente eretiche.
Desidero , però, mantenere la questione sulle basi esclusivamente religiose e disciplinari.
Si è Cattolici solo nell’obbedienza piena a totale con Pietro e il Collegio Episcopale.

E' la difficile, sofferta ma  doverosa  obbedienza al Magistero , anche quando dimostra segni di evidente strabismo.
Un onesto intellettuale cattolico, noto sui blog con lo pseudonimo di Simon de Cyrène, ha prontamente scritto : 
Chiaro il richiamo di Pietro nel Suo divino ed evangelico mandato di riconfermare i Suoi fratelli nella fede: chiaro anche il rifiuto ormai ufficiale di far parte della Chiesa cattolica da parte della FSSPX.
Personalmente, anche se mi dispiace per le anime concrete coinvolte in questo peccato contro lo Spirito che seguono ciecamente la chiesa lefebvriana, non posso che pensare che ciò sia un’ottima cosa per la Tradizione nella Chiesa: ormai il buon grano, il “popolo Summorum Pontificum” è chiaramente separato dal loglio tradiprotestante.
Bisogna adesso spingere l’Ecclesia Dei a mettere tutte le sue energie nella difesa dei fedeli Summorum Pontificum e nella salvaguardia e nello sviluppo della forma straordinaria a corto, medio e lungo termine! Speriamo, ora che la “diversione FSSPX” è stata ridimensionata, che detta commissione sia più concentrata su questa sua reale funzione ecclesiale.
Quanto alle relazioni colla chiesa scismatica lefebvriana esse dovrebbero ormai spostarsi dalla CDF al dicastero dell’ottimo Card. Koch e così lasciar libera la commissione ED da perdite di tempo che non fanno altro che fermare il progresso e la buona ricezione della Tradizione nel corpo ecclesiale, specialmente presso certi nossignori vescovi.

In effetti, il fatto che questi nostri fratelli abbiano deciso di volontariamente continuare a voltare le spalle alla Santa Chiesa come lo han fatto sempre più decisamente fin dal 1975 è oggettivamente una tragedia umana e spirituale e dobbiamo assolutamente pregare affinchè ognuno di loro possa ravvedersi, al più tardi almeno in punto di morte.
Quanto all’istituzione FSSPX, in quanto persona morale, essa è chiaramente diventata una struttura di peccato dove si coltivano la mormorazione, la disobbedienza sistematica al Magistero, le tesi eretiche sullo Stesso, le calunnie, le dicerie contro il Papa, i cardinali, i vescovi, i sacerdoti e chiunque sia un fedele genuino della Chiesa cattolica.
A questa struttura non va da essere concessa nessuna pietà in quanto solo un suo smantellamento radicale potrebbe giovare alle anime che ne dipendono, sacerdoti e seminaristi in primis, ed in questo mi associo ad alcune antiche affermazioni dell’allora Vescovo di Regensburg, S.E. Mons Mueller.
Massima carità per le persone, fermezza medicinale inverso la struttura".

Queste, dure,  parole di Simon duettano, in perfetta consonanza melodica ed armonica, con quelle, talvolta assai più spietate, di un mio amico Sacerdote ( ordinato in piena comunione “una cum” ma formatosi in una struttura seminariale della FSSPX.
Quando, in scriptis, io ho più volte manifestato le mie intenzioni di preghiera affinchè la Fraternità potesse ritornare sotto l’obbedienza canonica del Magistero il mio amico sacerdote mi ha rimproverato perché , a suo dire, non conoscendo io la realtà dei fatti avrei dovuto pregare per il suo “smantellamento radicale” .
Si porta ad esempio il cattivo esempio, dal forte sapore ereticale, frnito da alcuni formatori dei seminari che , in occasione delle visite dei seminaristi in alcuni Santuari, permettevano di fare la genuflessione davanti al Tabernacolo “sub condicione”  dopo essersi accertati dell’ortodossia di fede del Parroco-Rettore.
Forse ha ragione il mio amico Sacerdote : non avendo vissuto al di dentro della struttura della FSSPX non sono neppure in grado di apprezzarne quanto di bello riluce esternamente ma il mio cuore sta, almeno in parte, con quel che ho sempre visto della Fraternità : assoluta dedizione al Sacerdozio Cattolico e alla Santa Tradizione !
In attesa di capirci qualcosa di più preferisco continuare a pregare per la piena conversione di tanti bravi Sacerdoti di Cristo di cui il Vicario di N.S. e Successore del Principe degli Apostoli ha limpidamente scritto :
Se dunque l’impegno faticoso per la fede, per la speranza e per l’amore nel mondo costituisce in questo momento (e, in forme diverse, sempre) la vera priorità per la Chiesa, allora ne fanno parte anche le riconciliazioni piccole e medie.
Che il sommesso gesto di una mano tesa abbia dato origine ad un grande chiasso, trasformandosi proprio così nel contrario di una riconciliazione, è un fatto di cui dobbiamo prendere atto.
Ma ora domando: Era ed è veramente sbagliato andare anche in questo caso incontro al fratello che "ha qualche cosa contro di te" (cfr Mt 5, 23s) e cercare la riconciliazione?
Non deve forse anche la società civile tentare di prevenire le radicalizzazioni e di reintegrare i loro eventuali aderenti – per quanto possibile – nelle grandi forze che plasmano la vita sociale, per evitarne la segregazione con tutte le sue conseguenze? Può essere totalmente errato l’impegnarsi per lo scioglimento di irrigidimenti e di restringimenti, così da far spazio a ciò che vi è di positivo e di ricuperabile per l’insieme?
Io stesso ho visto, negli anni dopo il 1988, come mediante il ritorno di comunità prima separate da Roma sia cambiato il loro clima interno; come il ritorno nella grande ed ampia Chiesa comune abbia fatto superare posizioni unilaterali e sciolto irrigidimenti così che poi ne sono emerse forze positive per l’insieme.
Può lasciarci totalmente indifferenti una comunità nella quale si trovano 491 sacerdoti, 215 seminaristi, 6 seminari, 88 scuole, 2 Istituti universitari, 117 frati, 164 suore e migliaia di fedeli?
Dobbiamo davvero tranquillamente lasciarli andare alla deriva lontani dalla Chiesa? Penso ad esempio ai 491 sacerdoti.
Non possiamo conoscere l’intreccio delle loro motivazioni. Penso tuttavia che non si sarebbero decisi per il sacerdozio se, accanto a diversi elementi distorti e malati, non ci fosse stato l’amore per Cristo e la volontà di annunciare Lui e con Lui il Dio vivente.
Possiamo noi semplicemente escluderli, come rappresentanti di un gruppo marginale radicale, dalla ricerca della riconciliazione e dell’unità? Che ne sarà poi?
Andrea Carradori