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domenica 18 ottobre 2015

Tira "aria escatologica", l'abominio della desolazione e Papa Francesco sembra la punta dell'iceberg...

Per la terza volta consecutiva attingo da uno stimato blog cattolico le interessanti riflessioni di un anonimo commentatore ( per quelle "precedenti" vedere QUI e QUI ) ; forse una "penna teologica" , sicuramente un cuore che pulsa di vero amore ecclesiale.
Stavolta il Nostro però, dopo alcune serie considerazioni sulla storia recente della Chiesa, si abbandona nel volo di fantasiose idee e numeri... che potrebbero anche dare l'impressione di  millenarismo.
Non abbiamo censurato, come facciamo di solito, quelle idee scritte "in fantasiosa libertà" perchè, lo si comprende bene, esse provengono dallo stesso cuore veramente innamorato di Cristo e della Sua unica Chiesa.
Tutto questo interessante scritto viene fatto precedere dalle Parole del Cap. 24 del santo Vangelo secondo San Matteo.
*
Con i piedi ben piantati sulla terra, cum et sub Petro, invochiamo la Beatissima Vergine Maria, vittoriosa contro tutte le eresie, il glorioso San Michele Arcangelo e i Santi Protettori delle nostre contrade affinchè ci aiutino nel vitale discernimento di ciò che viene vomitato sempre più spesso anche da bocche Consacrate dal Sacro Crisma, per tentarci di prediligere alla Verità gli onori e le lusinghe mondane: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai»
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Dal Santo Vangelo di Matteo.
«Guardate che nessuno vi inganni; molti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno. 
Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerre. 
Guardate di non allarmarvi; è necessario che tutto questo avvenga, ma non è ancora la fine. 
Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi; ma tutto questo è solo l'inizio dei dolori. 
Allora vi consegneranno ai supplizi e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome. 
Molti ne resteranno scandalizzati, ed essi si tradiranno e odieranno a vicenda. 
Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; per il dilagare dell'iniquità, l'amore di molti si raffredderà. 
Ma chi persevererà sino alla fine, sarà salvato. 
Frattanto questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine.
Quando dunque vedrete l'abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, stare nel luogo santo - chi legge comprenda -, allora quelli che sono in Giudea fuggano ai monti, chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere la roba di casa, e chi si trova nel campo non torni indietro a prendersi il mantello»  

Andrea Carradori, peccatore bisognoso della Misericordia divina che solo la Chiesa Cattolica può elargire.

*** 
Il quadro è un inequivocabile "segno dei tempi". 
Latita "chi di dovere che le esprima con la dovuta autorevolezza"

L'infiltrazione nemica ai vertici ecclesiali non avviene in pochi mesi. 
C'è una regia che trama da decenni. 
Ha investito molto e ora vuole riscuotere. 
Francesco sembra la punta dell'iceberg, per "titoli ed esami". 
E' tutto già nel repertorio, nel copione iniziato con un Dio che ama e che fa l'uomo libero. 
Nell'amore vero c'è un rischio: il tradimento. 
Dio non cambia. 
L'uomo cambia. 
La Chiesa è fatta di Dio e di uomini. 
Il rischio c'è.

***

Satana odia il Verbo incarnato. 
Ai tempi di Adamo, fece dubitare della bontà di Dio.
Dai tempi di Gesù ha dubitato dell'incarnazione e della croce come metodo per amare: farsi vittima per salvare. 
Oggi tenta l'ultima carta: Dio è buono, voi perdonate tutto, anche il peccato. 
Rinunciate ai sacramenti, alla Chiesa voluta da Cristo: vogliate bene al mondo. 
Così l'Anticristo, che non ha mai mai digerito la sconfitta, adesso cerca di annullarLo come redentore, trasformato in filantropo dai falsi profeti.
L'aria escatologica che tira mi porta a condividere con chi ne avrà voglia questa considerazione: l'odio del mondo verso Gesù Cristo Unico Salvatore ha per forza un obiettivo principale, che è il Sacerdozio in ordine al ruolo del prete nella Santa Messa nel suo essere Alter Christus sottomettendo l'umanità alla Volontà di Dio.

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L'uomo fu creato a immagine e somiglianza di Dio. 
Dio è bontà e misericordia e non cambia.
E' puro spirito, si è rivelato Trinità, scelse di essere "Verbo fatto carne" nel Figlio.
L'uomo è immagine di Dio nell'avere una natura anche spirituale, capace di decidere e con un intelletto "capace di Dio", oltre a una mente e una ragione per dominare le altre creature e un cuore in cui può abitare lo Spirito di Dio. 
Dentro un corpo vivente, come gli animali, ma con una coscienza e un cuore sconosciuto alle altre creature. 
L'uomo è immagine anche esteriore di Dio nel suo essere Verbo incarnato.
L'essere anche a "somiglianza" di Dio indica due cose: che comunque l'uomo è creatura, non Creatore e che può somigliare al Creatore se ne vive la stessa logica, la Sua bontà.
L'uomo fu creato perfetto, perchè perfetto è Dio: perciò Dio, che ama davvero, creò l'uomo libero. 
Questa libertà è essenziale: Dio ci ha creati liberi (come Lui) prima che buoni (come Lui): perchè fossimo noi a scegliere (per amore) se somigliarGli. 
Gesù disse ai Giudei che avevano creduto in lui: "Se dimorate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi".
Il peccato ha ottenebrato questa piena luce dell'intelletto, insinuando il dubbio su Dio.
Così diventammo anche immagine di Satana, somiglianti a quel modo di ragionare, fatto di inganno e dubbio, la "tenebra" interiore che dissemina di morte la creazione.
L'uomo non fece più la Volontà di Dio. 
Anche l'immagine se ne deteriorò, perchè il peccato ammala la creazione, la inquina, specie nell'uomo interiore, non nel PM10 dell'aria...
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La Chiesa è portatrice del Vangelo di guarigione dalla malattia. 
Possibilità di recuperare la somiglianza con Dio mediante il Verbo incarnato, diventandogli somiglianti con la grazia dello Spirito santo. 
Gesù riapre la strada alla luce, recupera all'interiorità dell'uomo un cuore capace di pregare il Padre di fare la Sua volontà, che Gesù interpreta al 100%.
Che Chiesa è quella odierna? 
Una "realtà oscurata" di quel che deve essere.
Sottovaluta il sacrificio del crocifisso/risorto, dà poco peso (=gloria) alla Presenza Reale del Signore, nell'umile apparenza dei segni, ma preferisce riferirsi a delle simbologie che spronino gruppi umani, sempre più frammentati, a fare delle scelte caso per caso, nella lingua come nella prassi, senza dogmi ma con tanto dialogo, a nome di un "dio" valido per tutti e perciò taciuto in ciò che ha distinto il Vero dal resto. 
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Il quadro è un inequivocabile "segno dei tempi". 
Latita "chi di dovere che le esprima con la dovuta autorevolezza". In compenso è sempre più evidente il farsi da parte del katechon (2 Ts 2, 6), quindi (nella logica di San Paolo) si palesa un contesto connesso con l'escatologia e lo scontro aperto tra la Chiesa e l'Anticristo. 
Parole grosse. 
Da tremare a digitarle.

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Il sacrificio eucaristico ripresenta infatti la modalità originale con la quale il Verbo incarnato ha consegnato sè stesso come vittima, versando il proprio sangue per ristabilire un ponte tra l'umanità malata di peccato e Dio che è buono e ama. 
Il perdono di Dio passa da questa immensa grazia: partecipando a questo avvenimento si capisce l'Amore sofferto per il peccato e contemplando la Passione si può giungere a detestare il peccato... 
Il perdono misericordioso di Dio non nasce da un'idea del peccatore che vuole sentirsi giustificato mediante un ragionamento "di fede". E' una cosa talmente enorme che si fa fatica a comprenderla, sfolgorante della pazienza di Dio e buia come solo sa essere il peccato.

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Detto questo ho ripensato alla Santa Messa. 
Anch'essa ha subito una "denaturazione"... 
Si è cominciato con le "buone intenzioni" (Sacrosanctum Concilium). 
Si è riscritto il messale. Bacci e Ottaviani avvertirono... 
La "sinodalità" si è risolta, allora come oggi, con un "non rompeteci" ... 
Nell'aprile 1969 l'Ordo Missae), poi (1970) si ebbe il Messale per la cattolicità intera. 
Anche allora la decentralizzazione subì qualche contrattempo, così una nuova normativa pospose l'entrata in vigore del nuovo messale dal 30 novembre 1969 al 28 novembre 1971 affidando alle conferenze episcopali (impegnate con le traduzioni in lingua) l'eventuale entrata in vigore prima di quella data. 
Il 26 marzo 1970 uscì un'ulteriore edizione critica del nuovo messale; inoltre il decreto di promulgazione della nuova edizione non faceva più menzione di una data fissa dalla quale avrebbe iniziato a vigere il nuovo messale. 
Finalmente il 14 giugno 1971 con una Notificatio della Sacra Congregazione del Culto Divino si abbandonava definitivamente il criterio della scadenza fissa imposta da Roma per l'entrata in vigore del nuovo messale e del nuovo breviario o liturgia delle ore lasciando di ciò arbitro le conferenze episcopali (cito http://www.unavoce-ve.it/07-11-19.htm). 
Alle conferenze episcopali protagoniste assolute veniva accordato, con disposizione veramente rivoluzionaria, la facoltà di prescrivere l'uso totale della lingua vernacola nelle messe "cum populo", in altre parole il permesso di interdire l'uso pubblico della lingua latina rovesciando così la normativa conciliare.

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Sotto le ceneri di questo crollo che segue l'incendio appiccato dal Nemico il Signore conserva, invisibili alla tracotante superbia dei liquidatori fallimentari, piccole fiammelle accese, ardenti di fede. 
Ci saranno "voci fuori dal coro".
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Sono passati 44 anni da questa esperienza di "procedura decentrata".
Ed eccoci a riparlarne sull'altro fondamento della Chiesa: il sacramento matrimonio, figura del legame tra la Chiesa Sposa e Cristo sposo.
La cifra mi ha ricordato un passo di Daniele 12,11-12: "Ora, dal tempo in cui sarà abolito il sacrificio quotidiano e sarà eretto l'abominio della desolazione, ci saranno milleduecentonovanta giorni. 
Beato chi aspetterà con pazienza e giungerà a milletrecentotrentacinque giorni".
Parrebbe che ci sia da attendere soltanto un "giorno" (1971+45=2016)...
Beati noi!
Tra l'altro sarebbero 42 mesi dall'infausto febbraio-marzo 2013... Nel 680-681 (1135 anni dal 2015-16) il concilio di Costantinopoli affossò l'ennesima eresia:
"Predichiamo che in lui [Cristo] vi sono due volontà naturali e due operazioni naturali, indivisibilmente, immutabilmente, inseparabilmente e senza confusione, secondo l'insegnamento dei santi padri. 
I due voleri naturali non sono, come dicono gli empi eretici, in contrasto fra loro, tutt'altro. 
Ma il volere umano è subordinato, non si oppone né resiste, si sottopone, invece, al volere divino e onnipotente". 
Sarà un caso?


domenica 11 ottobre 2015

La distruzione dell'edificio cattolico strategia dell'invisibile: viene da Dio un sinodo per "definire" ciò che da Dio già possiede per definizione?

Ho trovato questo commento su uno stimato blog cattolico e lo propongo come riflessione serale al termine della XX Domenica dopo la Pentecoste (XXVIII del Tempo Ordinario ).
Mi spiace che non sia firmato ma questa forma di "anonimato" rende quelle parole come interamente offerte, come gesto d'amore, al Signore esattamente come fanno i Monaci Iconografi che omettono la loro firma nelle Icone perchè è Dio stesso a dipingerle  servendosi delle loro mani …  
Non potrebbero essere egualmente ispirate dall'Altissimo le sagge parole dell'Anonimo innamorato della Chiesa e del suo insostituibile ruolo salvifico?

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Faccio precedere per questo quelle ispirate parole dalla lettura, a mo' di preghiera, delle parti "mobili" di questa XX Domenica dopo la Pentecoste .
L'Antifona d'Introito Dan. 3, 31, 29 et 35 - Omnia quæ fecísti nobis, Dómine, in vero iudício fecísti, quia peccávimus tibi, et mandátis tuis non obedívimus: sed da glóriam nómini tuo, et fac nobíscum secúndum multitúdinem misericórdiæ tuæ. Ps. 118, 1 - Beáti immaculáti in via: qui ámbulant in lege Dómini
Il GradualePs. 144, 15-16 - Oculi ómnium in te spérant, Dómine: et tu das illis escam in tempore opportúno.  
Aperis tu manum tuam: et imples omne ánimal benedictióne. 
Allelúia. Ps. 107, 2 - Parátum cor meum, Deus, parátum cor meum: cantábo, et psallam tibi, glória mea. Allelúia.
L'Antifona di OffertorioPs. 136, 1 - Super flúmina Babylónis illic sédimus, et flévimus: dum recordarémur tui, Sion.  
L'Antifona di Comunione :  Ps. 118, 49-50 - Meménto verbi tui servo tuo, Dómine, in quo mihi spem dedísti: hæc me consoláta est in humilitáte mea. 

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 La decostruzione dell'edificio cattolico:  strategia dell'invisibile 

"Il vero dramma, la vera sfida è il tentativo, ormai nemmeno troppo velato, di imporre una religiosità che parla di Dio ma senza la verità della rivelazione di Cristo, perciò "vagamente cristiana", intrisa di tutte le derive mondane e mondialiste che sfigurano la cattolicità e giustificano il peccato con la fede, senza farsi trasformare dalla grazia, per di più con simpatie veterotestamentarie che renderebbero non così decisivo il ruolo di Cristo nella redenzione.

Di fatto questa "massoterapia" in cui eccelle la Chiesa  riduce il Divin Medico a massaggiatore, forse ad allenatore, magari a infermiere, ma quel che ti somministra è tisane e zuccherini e tutto si risolve in filantropia e umanitarismo che si regge sull'idea del progresso e del "ex pluribus unum"... in cui persino Dio è accettato solo se funzionale a questo uomo che (si) fa la storia, promettendo benessere, pace e sicurezza costruiti su leggi e potere tecnocratico.

L'AntiCristo potrebbe non essere necessariamente una singola persona, ma chiunque incarni questa idea di uomo, prometeico e negatore del peccato di origine, che si fa popolo sviato. 
E il FalsoProfeta è chi si fa strumento e artefice di quella religione (sedicente cristiana) che anzichè smascherare l'uomo che non ha bisogno di essere redento e che rifiuta la salvezza che viene dalla croce/resurrezione (anti il Cristo, negandoLo) addirittura in nome di Cristo (tradendoLo) lo propone come interlocutore con cui dialogare e andare d'accordo!

A questo punto gli innegabili e tragici fanatismi di altre religioni sono persino degli ottimi specchietti per allodole, ottimi argomenti per avere altre priorità, o addirittura per cercare alleati nelle schiere che stanno facendo il gioco sporco, quello sottotraccia, ritenendo compromessi e concessioni con certi "buoni" e "presentabili", necessari per fronteggiare il nemico visibile, come se non fosse un interesse di quello invisibile.

Al Sinodo non si sta solo parlando di "famiglie" e di "misericordia", ma si stanno parlando -mescolati tra loro, anche se vestiti con la stessa "casacca"- sia coloro che operano per conto del Falso Profeta, sia quelli che hanno tuttora il dono della vera profezia cristiana. 
Pertanto sia chi sta facendosi portavoce dell'Anticristo, sia chi annuncia la verità di Cristo.

Qualunque cosa accada ad ottobre, si sa già come andrà a finire:  sarà (ovviamente N.d.R.) il Signore a condurre la storia. 
Adesso ci tocca quel che abbiamo seminato. 
Giorni fa c'è stato chi ha invitato a leggere per intero il testo biblico del profeta Malachia. 
Davvero impressionante. 
Attuale.
All'inizio del testo del libro di Malachia, Dio ha un interlocutore "capace" di intendere: Israele (ish-ra-El: letteralmente l'uomo che vede Dio). 
Non sfugga che il comando di Dio al popolo è: "Shema Israel", ovvero, ascolta, "uomo che vede Dio". 
Quindi c'è una capacità di vedere, di accorgersi e a quel punto la necessità di stare a sentire la volontà di Dio.

Gesù diceva spesso la frase "chi ha orecchi per intendere intenda". E allo stesso tempo si propone come Luce del mondo, necessaria per vederci chiaro. Guarisce i ciechi e i sordi.

Il dono dello Spirito santo, l'intelletto, non consta solo della razionalità degli idolatri della dea ragione (che con calcoli e strategie ragionano secondo il mondo cercando di dominarlo), bensì consta della purezza del cuore (cioè di una spiritualità umana non farcita di mondo, in grado di accogliere la gratuita rivelazione di Dio) e perciò di "vedere Dio". 

Israele vede Dio. 
Giuda no. 
E' lo stesso popolo, ma ha occhi diversi.

Che cosa fa Lucifero? In quanto puro spirito egli è portatore di luce (non sua).
A un certo punto si crede padrone della luce. 

Non vede più di Dio, ma vuole rubargli la luce. E vende quella luce rubata agli uomini, dicendo di fare come lui, per "essere come Dio". 
Lucifero è già stato sconfitto "in Cielo" e precipitato "in terra".

L'uomo prometeico è luciferino. 

Effettivamente la sede dell'ONU ha scelto di celebrare questa "idealità". 
La Luce di Cristo (la vera luce) non è accolta. Inadatta...

Il problema è che tutti gli uomini (tutti, nessuno escluso) incontreranno la Luce di Cristo. 

Per chi ha cuore puro, occhi umili e ascolta Dio sarà occasione di vedere ogni cosa con una chiarezza sconosciuta e una pace immensa. 
Per gli altri quella luce farà ciò che la sprigiona: brucerà, quanto serve a una purificazione o eternamente.

L'uomo prometeico impersonifica benissimo una falsità: l'uomo che tiene in mano la fiamma si scotta. 

Fa luce, ma scotta. 
Evidentemente piace... 
Avremo ciò che avremo scelto. 
Il Signore (Lui sì) rispetta la libertà che ha dato in dono. 
Prometeo ti dona anche molto fosforo (bianco come la neve, ma tutt'altro che Puro") se non capisci bene i suoi messaggi... Interessante.  
Ma non si sa che cosa possa accadere fino a quel momento. 
Perciò bisogna aver chiaro che il dialogare con chi annacqua e gode della decostruzione dell'edificio cattolico non è un'opzione tra le tante, ma è una strategia dell'invisibile, che invita i meno saggi attraverso certe ben orchestrate e spinte manifestazioni del male visibile.."