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giovedì 8 novembre 2012

RICHARD WILLIAMSON ESPULSO DALLA FSSPX : LA RIFLESSIONE DI MARCO BONGI


In questo clima arroventato di polemiche, spesso sterili e preconcette, appare davvero difficile tentare un'analisi equilibrata della recente esclusione di mons. Richard Williamson dalla FSSPX.
Chi parla di più, e in un certo senso ciò è comprensibile, sono i sostenitori del vescovo inglese il quale tuttavia, al di là dei suoi "fedelissimi", non moltissimi in verità, può comunque contare su una diffusa simpatia anche fra i "lefebvriani" comuni, soprattutto laici, che ne hanno sempre ammirato il coraggio, la determinazione e, ancor di più, la capacità di rivolgersi direttamente ai fedeli, senza eccessive mediazioni ecclesiastiche.
Per valutare tuttavia la fondatezza delle proteste di tutti costoro occorre dare una risposta, chiara e non semplicemente allusiva, ad una semplice domanda: La Fraternità San Pio X, dal 2000 in avanti, ha modificato la propria posizione dottrinale?
Solo se la risposta fosse positiva e dimostrata avrebbe un senso paragonare mons. Williamson a mons. Lefebvre, come lui stesso fa: il fondatore, in altre parole, sarebbe stato scomunicato perchè rifiutava di obbedire ad ordini contrari alla Fede di sempre, così oggi Williamson sarebbe escluso perchè si oppone al possibile accordo con la Roma modernista.
Questa similitudine mi pare francamente azzardata o comunque priva di fondamento almeno fino a quando non si dimostrerà inequivocabilmente il mutamento dottrinale degli attuali dirigenti della FSSPX.
E in effetti, se si scandagliano attentamente le prese di posizione dei "Williamsoniani", si nota facilmente che le "prove" da loro portate in tal senso appaiono davvero fragili ed inconsistenti: l'aver accettato un invito a pranzo da parte di un Cardinale nel 2000..., l'affermazione, slegata dal contesto, che il Concilio Vaticano II sarebbe buono al 95%, l'essere andati a Roma a discutere conla CDF, poche citazioni, stiracchiate per i capelli, di "portavoci" o sacrestani di qualche cappella..., quasi nulla, in verità, se si prescinde dal legittimo e cattolicissimo desiderio di giungere, prima o poi, ma senza alcun compromesso sulla Fede, al riconoscimento canonico a cui la FSSPX ha indubbiamente diritto.

Ciò che probabilmente è cambiato ultimamente, in taluni esponenti della Fraternità, è lo stile comunicativo. Tale mutamento di linguaggio, se effettivamente c'è stato, è però sicuramente un bene ed anzi potrà solo produrre effetti positivi nella battaglia della Tradizione..
In altre parole: un uomo o una donna che,senza magari aver vissuto l'epoca del Concilio e frequenti, in assoluta buona fede, la propria Parrocchia, come potrebbe reagire sentendosi apostrofare, come purtroppo ancora avviene su molti sitio periodici sedicenti "tradizionalisti" con epiteti del tipo: "assassino della Fede", "membro della cricca vaticansecondista", "seguace del conciliabolo massonico" ecc. ecc.? Fuggirebbe inorridito, e a ragione, rifiutandosi anche di approfondire le vere motivazioni che stanno alla base dell'attuale situazione.
Senza contare, e su questo punto mi sono già pronunciato con chiarezza più volte, che non è cattolico, e non lo sarà mai in nessuna occasione, rivolgersi al Pontefice, di cui si riconosce l'autorità, con espressioni irrispettose, irridenti, insolenti, sarcastiche, ironicamente amare e addirittura offensive. Tutti costoro, se intendono proseguire lungo questa strada, debbono almeno avere il coraggio di dichiararsi apertamente "sedevacantisti", con tutto ciò che questa decisione comporta.

I comportamenti di mons. Williamson, che, in questa prospettiva, potremmo invece eufemisticamente definire "esuberanti" e sicuramente imprudenti, sono davvero innumerevoli. Non mi sembra il caso di tornare sulle improvvide dichiarazioni del 2008 ma coloro che accusano mons. Fellay di voler distruggere la FSSPX dovrebbero ricordare che la medesima ha rischiato serissimamente di essere soppressa in tutta la Germania. E per cosa? Per questioni storico-politiche assolutamente avulse dalla Fede.
Molti ricordano inoltre una famosa omelia, pronunciata da mons. Williamson a Saint Nicholas du Chardonnet, nella quale assumeva le difese, forse per puro spirito di contraddizione, dell'abbè Laguerie finito poi, come tutti sanno, nell'accordismo pratico del Istituto Buon Pastore.
Un altro episodio ci può illuminare circa l'atteggiamento altalenante di mons. Williamson. Oggi, vedi Commenti Eleison n. 277, egli invita i sacerdoti a "volare basso" ed a mantenersi all'interno della FSSPX. Non più che qualche mese fa invece, nel corso di un viaggio in Asia, su invito del Superiore di tale distretto che, giustamente a mio parere, cercava di "recuperare" l'apostolato episcopale di mons. Williamson, il presule invitava apertamente alcuni sacerdoti a lasciare la Fraternità. Quelli che improvvidamente lo hanno ascoltato si trovano oggi soli, cornuti e mazziati mentre il loro "mentore" invita i confratelli a "volare basso".
E' legittimo dunque sospettare che..., in fondo questa vicenda non nasconda nulla di dottrinale ma solo, o soprattutto, astii personali, piccoli risentimenti e ripicche che sempre, anche purtroppo prima del Concilio, hanno condizionato l'operato di non pochi uomini di Chiesa.
A conferma di ciò vorrei ancora ricordare come lo stesso abbè de Caqueray, superiore del distretto di Francia e non certo accusabile di "accordismo", da moltissimi anni non invitava più mons. Williamson sul territorio di sua competenza. Ne temeva probabilmente proprio l'imprudenza e la capacità di creare confusione laddove invece era quanto mai necessario l'ordine e il buon senso.
E' verissimo quindi che, come dice il nostro Vescovo, il bene della Verità è più importante di quello dell'unità. E' altrettanto vero tuttavia che l'unità è di gran lunga più importante dei contrasti personali e delle beghe di sacrestia.

Ciò detto e ribadito però mi chiedo: l'allontanamento del Vescovo inglese era davvero l'unica soluzione praticabile? Era proprio necessario, in questo momento delicato, dare in pasto, ai modernisti ed ai mass-media, un boccone così "prelibato" come la divisione fra i Vescovi ordinati nel 1988 da mons. Lefebvre?
Certo nessuno di noi può conoscere la vicenda nelle sue reali proporzioni; il Superiore Generale avrà avuto a disposizione elementi di giudizio più approfonditi dei nostri. Penso comunque che sia legittimo, per un fedele, chiedersi se, vista la spiritualità, il clima di preghiera e la possibilità di discutere tranquillamente "guardandosi negli occhi" instauratesi nel Capitolo Generale, non sia stato un errore strategico privare mons. Williamson di questa opportunità di confronto con i confratelli.
Forse si aveva il timore della possibile divulgazione di segreti? Forse si paventava un eccessivo condizionamento sui capitolanti?
Probabilmente non lo sapremo mai. Sta di fatto però che il Capitolo ha contribuito non poco a rasserenare e ricompattare la Fraternità ed anche altri suoi esponenti di rillievo hanno potuto fugare molti dei dubbi che li attanagliavano prima. Perchè a mons. Williamson non è stata data questa possibilità?

E infine..., anche se proprio non si intravvedeva alcuna concreta possibilità di soluzione, perchè non è stata seguita la strada che, il medesimo mons. Williamson, con l'innegabile senso dell'umorismo, tutto inglese, che lo contraddistingue, ha indicato nel suo commento "Eleison" n. 276?

" Se il problema fosse stato la persona, non ci sarebbero state serie conseguenze. Si tratta infatti di un 72enne ("più o meno rimbambito") con ancora non tanti anni di attività davanti a sé.
Egli avrebbe potuto essere tranquillamente ignorato o ulteriormente screditato se necessario, lasciato a sbraitare e a farneticare nel suo isolato ritiro".

Questa è stata, in fin dei conti, la via seguita almeno da cinque o sei anni a questa parte. Era proprio necessario cambiare rotta oggi?
Al termine di queste mie semplici considerazioni, del tutto personali, mi permetto quindi, al di là di ogni umana speranza, di invitare gli amici alla preghiera affinchè, al termine di questo periodo travagliato, i quattro Vescovi della FSSPX possano, sia pur avendo idee diverse su alcuni fatti contingenti, almeno festeggiare insieme, il 29 giugno 2013, il Giubileo della loro ordinazione episcopale. Sarebbe almeno un segno di rispetto di fronte alla memoria di mons. Marcel Lefebvre.


Marco BONGI

lunedì 1 ottobre 2012

FSSPX E SANTA SEDE : INDIETRO TUTTA ! “BISOGNA ADESSO SPINGERE L’ECCLESIA DEI A METTERE TUTTE LE SUE ENERGIE NELLA DIFESA DEI FEDELI SUMMORUM PONTIFICUM E NELLA SALVAGUARDIA E NELLO SVILUPPO DELLA FORMA STRAORDINARIA A CORTO, MEDIO E LUNGO TERMINE! SPERIAMO, ORA CHE LA “DIVERSIONE FSSPX” È STATA RIDIMENSIONATA, CHE DETTA COMMISSIONE SIA PIÙ CONCENTRATA SU QUESTA SUA REALE FUNZIONE ECCLESIALE “. ( "SIMON DE CYRÈNE" )



Forse non abbiamo pregato abbastanza.
Forse non abbiamo offerto sufficienti mortificazioni personali al Sacro Cuore di Gesù perché l’agognata positiva risoluzione della Fraternità San Pio X e la Santa Sede Apostolica potesse giungere a buon porto.
Siamo alla vigilia di un organizzato attacco mediatico contro la Santa Sede e il Papa Benedetto XVI da parte di qualche sostenitore della Fraternità Sacerdotale San Pio X.
Peccato che costoro fanno più del male al citato gruppo ecclesiale che vorrebbero, in buona fede, sostenere ...


A farne le spese, in Italia, sarà anche il Pellegrinaggio Internazionale Una Cum Papa Nostro del 3 novembre che risentierà negativamente dei ritetuti e incredibili attacchi di gestori di siti che si pensava fossero di area tradizionale.
Sta di fatto che abbiamo letto questo raggelante articolo di Andrea Tornielli :

“ Lo scorso 30 giugno Benedetto XVI ha inviato una lettera (scritta in francese) al superiore generale della Fraternitrà San Pio X, il vescovo Bernard Fellay. Questoè l’articolo che ho scritto su Vatican Insider. A rivelare l’esistenza della missiva – una corrispondenza che doveva rimanere privata – è stato un altro vescovo lefebvriano, Bernard Tissier de Mallerais, nel corso di una conferenza tenuta il 16 settembre in Francia.
Dopo l’incontro del 12 giugno tra Fellay e il cardinale William Levada, nel palazzo del Sant’Uffizio, quando al superiore della San Pio X è stata consegnata l’ultima versione del preambolo dottrinale accompagnata da una proposta di soluzione canonica (una prelatura personale), il capo dei lefebvriani ha deciso di scrivere direttamente al Papa.
E gli ha chiesto un incontro, per spiegare le difficoltà ancora esistenti rispetto al testo del preambolo.
Benedetto XVI, che era stato dettagliatamente informato sui colloqui dottrinali durati due anni, come pure sulle diverse stesure del preambolo dottrinale e delle discussioni avvenute all’interno della Congregazione per la dottrina della fede, ha preferito rispondere per iscritto, con la lettera del 30 giugno, nella quale non si fa menzione alla richiesta di un incontro espressa da Fellay.
Ratzinger si è limitato a esortare i lefebvriani a sottoscrivere il preambolo, spiegando, come ha rivelato Tissier de Mallerais, che “ per essere reintegrati nella Chiesa occorre veramente accettare il concilio Vaticano II e il magistero post-conciliare”.
Le parole usate da Tissier de Mallerais, contrarie all’accordo e molto dure verso il Concilio come pure verso la messa secondo il rito scaturito dalla riforma liturgica post-conciliare, descrivono ancora una volta la spaccatura che esiste all’interno della Fraternità.  
In ogni caso, non è affatto detto che la partita sia definitivamente chiusa.
I nuovi vertici della Congregazione per la dottrina della fede e della pontificia commissione Ecclesia Dei si sono appena insediati: bisognerà vedere come cercheranno di portare a compimento il processo che è iniziato.
 Di certo, il cammino appare in salita”.
Non voglio addentrarmi, non avendone le capacità intellettive, su delicate questioni politico – religiose ( il presunto DICTAT della Comunità Ebraica Internazionale – preoccupata della salvaguardia della propria immagine in vista di un imminente attacco all’IRAN- che, non è mistero, non vuole assolutamente all’interno della Chiesa Cattolica Romana la “vivace” comunità lefebvriana) oppure di veri e propri ricatti intervenuti dai vertici delle Conferenze Episcopali soprattutto nord europee… 

Intendiamoci bene. 


Quante volte ci siamo chiesti con quale  faccia la Santa Sede si incaponisce di  far firmare un preambolo dottrinale alla FSSPX mentre lascia tranquilli e paceti delle bestie, apertamente eretiche,  austriche,francesi olandesi etc etc.

I lefebvriani saranno vivaci e a volte eccessivi ma Roma pare essere strabica.

Tutto questo non giova alla Chiesa : non si può ignorare quanto l'Ecclesia Dei est adflicta, soprattutto nel Nord Europa, e la disciplina canonica non può colpire solo la parte più fedele alla Dottrina cattolica ignorando quella progressista che di fatto sta distruggendo , con grave rischio per la salute delle anime, ogni forma di cattolicità ! 
Sarebbe ridicolo parlare della Chiesa come se vivesse un periodo di pieno ordine quando ci sono interi episcopati in stato di scisma e da Cattedre gloriose vengono propagate dottrine almeno materialmente eretiche.
Desidero , però, mantenere la questione sulle basi esclusivamente religiose e disciplinari.
Si è Cattolici solo nell’obbedienza piena a totale con Pietro e il Collegio Episcopale.

E' la difficile, sofferta ma  doverosa  obbedienza al Magistero , anche quando dimostra segni di evidente strabismo.
Un onesto intellettuale cattolico, noto sui blog con lo pseudonimo di Simon de Cyrène, ha prontamente scritto : 
Chiaro il richiamo di Pietro nel Suo divino ed evangelico mandato di riconfermare i Suoi fratelli nella fede: chiaro anche il rifiuto ormai ufficiale di far parte della Chiesa cattolica da parte della FSSPX.
Personalmente, anche se mi dispiace per le anime concrete coinvolte in questo peccato contro lo Spirito che seguono ciecamente la chiesa lefebvriana, non posso che pensare che ciò sia un’ottima cosa per la Tradizione nella Chiesa: ormai il buon grano, il “popolo Summorum Pontificum” è chiaramente separato dal loglio tradiprotestante.
Bisogna adesso spingere l’Ecclesia Dei a mettere tutte le sue energie nella difesa dei fedeli Summorum Pontificum e nella salvaguardia e nello sviluppo della forma straordinaria a corto, medio e lungo termine! Speriamo, ora che la “diversione FSSPX” è stata ridimensionata, che detta commissione sia più concentrata su questa sua reale funzione ecclesiale.
Quanto alle relazioni colla chiesa scismatica lefebvriana esse dovrebbero ormai spostarsi dalla CDF al dicastero dell’ottimo Card. Koch e così lasciar libera la commissione ED da perdite di tempo che non fanno altro che fermare il progresso e la buona ricezione della Tradizione nel corpo ecclesiale, specialmente presso certi nossignori vescovi.

In effetti, il fatto che questi nostri fratelli abbiano deciso di volontariamente continuare a voltare le spalle alla Santa Chiesa come lo han fatto sempre più decisamente fin dal 1975 è oggettivamente una tragedia umana e spirituale e dobbiamo assolutamente pregare affinchè ognuno di loro possa ravvedersi, al più tardi almeno in punto di morte.
Quanto all’istituzione FSSPX, in quanto persona morale, essa è chiaramente diventata una struttura di peccato dove si coltivano la mormorazione, la disobbedienza sistematica al Magistero, le tesi eretiche sullo Stesso, le calunnie, le dicerie contro il Papa, i cardinali, i vescovi, i sacerdoti e chiunque sia un fedele genuino della Chiesa cattolica.
A questa struttura non va da essere concessa nessuna pietà in quanto solo un suo smantellamento radicale potrebbe giovare alle anime che ne dipendono, sacerdoti e seminaristi in primis, ed in questo mi associo ad alcune antiche affermazioni dell’allora Vescovo di Regensburg, S.E. Mons Mueller.
Massima carità per le persone, fermezza medicinale inverso la struttura".

Queste, dure,  parole di Simon duettano, in perfetta consonanza melodica ed armonica, con quelle, talvolta assai più spietate, di un mio amico Sacerdote ( ordinato in piena comunione “una cum” ma formatosi in una struttura seminariale della FSSPX.
Quando, in scriptis, io ho più volte manifestato le mie intenzioni di preghiera affinchè la Fraternità potesse ritornare sotto l’obbedienza canonica del Magistero il mio amico sacerdote mi ha rimproverato perché , a suo dire, non conoscendo io la realtà dei fatti avrei dovuto pregare per il suo “smantellamento radicale” .
Si porta ad esempio il cattivo esempio, dal forte sapore ereticale, frnito da alcuni formatori dei seminari che , in occasione delle visite dei seminaristi in alcuni Santuari, permettevano di fare la genuflessione davanti al Tabernacolo “sub condicione”  dopo essersi accertati dell’ortodossia di fede del Parroco-Rettore.
Forse ha ragione il mio amico Sacerdote : non avendo vissuto al di dentro della struttura della FSSPX non sono neppure in grado di apprezzarne quanto di bello riluce esternamente ma il mio cuore sta, almeno in parte, con quel che ho sempre visto della Fraternità : assoluta dedizione al Sacerdozio Cattolico e alla Santa Tradizione !
In attesa di capirci qualcosa di più preferisco continuare a pregare per la piena conversione di tanti bravi Sacerdoti di Cristo di cui il Vicario di N.S. e Successore del Principe degli Apostoli ha limpidamente scritto :
Se dunque l’impegno faticoso per la fede, per la speranza e per l’amore nel mondo costituisce in questo momento (e, in forme diverse, sempre) la vera priorità per la Chiesa, allora ne fanno parte anche le riconciliazioni piccole e medie.
Che il sommesso gesto di una mano tesa abbia dato origine ad un grande chiasso, trasformandosi proprio così nel contrario di una riconciliazione, è un fatto di cui dobbiamo prendere atto.
Ma ora domando: Era ed è veramente sbagliato andare anche in questo caso incontro al fratello che "ha qualche cosa contro di te" (cfr Mt 5, 23s) e cercare la riconciliazione?
Non deve forse anche la società civile tentare di prevenire le radicalizzazioni e di reintegrare i loro eventuali aderenti – per quanto possibile – nelle grandi forze che plasmano la vita sociale, per evitarne la segregazione con tutte le sue conseguenze? Può essere totalmente errato l’impegnarsi per lo scioglimento di irrigidimenti e di restringimenti, così da far spazio a ciò che vi è di positivo e di ricuperabile per l’insieme?
Io stesso ho visto, negli anni dopo il 1988, come mediante il ritorno di comunità prima separate da Roma sia cambiato il loro clima interno; come il ritorno nella grande ed ampia Chiesa comune abbia fatto superare posizioni unilaterali e sciolto irrigidimenti così che poi ne sono emerse forze positive per l’insieme.
Può lasciarci totalmente indifferenti una comunità nella quale si trovano 491 sacerdoti, 215 seminaristi, 6 seminari, 88 scuole, 2 Istituti universitari, 117 frati, 164 suore e migliaia di fedeli?
Dobbiamo davvero tranquillamente lasciarli andare alla deriva lontani dalla Chiesa? Penso ad esempio ai 491 sacerdoti.
Non possiamo conoscere l’intreccio delle loro motivazioni. Penso tuttavia che non si sarebbero decisi per il sacerdozio se, accanto a diversi elementi distorti e malati, non ci fosse stato l’amore per Cristo e la volontà di annunciare Lui e con Lui il Dio vivente.
Possiamo noi semplicemente escluderli, come rappresentanti di un gruppo marginale radicale, dalla ricerca della riconciliazione e dell’unità? Che ne sarà poi?
Andrea Carradori



martedì 14 agosto 2012

I “ FANS “ DELLA FRATERNITÀ SACERDOTALE SAN PIO X ( FSSPX ) E LA RIDEFINIZIONE DEI FEDELI CATTOLICI : “DEL CLERO E DEI LORO TIRAPIEDI”. I FEDELI NORMALMENTE INSERITI NELLA VITA ECCLESIALE SONO STATI DEFINITI “ DI QUELL’AREA, DI QUELLA CORRENTE… “ QUALCOSA NON VA !!! QUALCOSA NON VA !!!


In apertura di questa veloce riflessione prefestiva la mia piena e totale solidarietà  alla Fraternità Sacerdotale San Pio X che, suo malgrado, si trova immischiata in questioni che non hanno nulla di cattolico per “merito” di alcuni suoi fans.
Grazie all’eccessiva “liberalità” di Messainlatino un “anonimo” pochi giorni fa ha scritto : “ … ma Muller ( il nuovo Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede N.d.R. ) é un uomo del Concilio conciliante solo perché conciliare... questo tipo di personaggi possono benissimo dire una cosa e l'esatto contrario, ce l'hanno nel DNA"…
Incredibile !  
Se questa frase non fosse ancora visibile sulla linkata MiL non ci si crederebbe !
Debbo dire che in questa campagna di odio contro il neo-Prefetto della CDF lo “zampino” di " qualcuno " un po' vicino alla  FSSPX ci deve pur essere …
Non occorre usufuire dei “corvi” in Vaticano per sapere che pochi minuti dopo la comunicazione della nomina del nuovo Prefetto dell’ex Sant’Uffizio nei computer di quasi tutti gli officiali vaticani è arrivata un’e-mail, in lingua francese, a firma “Bernardus” contenente pesanti accuse di eresia nei confronti del Prelato suddetto.
Anche in questi caldi giorni ferragostini è  sufficiente postare su MiL  un articolo su Mons. Mueller che "voilà" le visite schizzano... 2000-3000 ... e vai !!!
Non parliamo poi degli “interventi” ( evidentemente ci sono individui che si messaggiano via sms per “ritrovarsi” casualmente su MiL per postare il loro odio contro il malcapitato Chierico di turno ...).
Ci sono stati però alcuni saggi lettori che si sono rivolti alla Redazione  :
“@ Redazione.
Ma quando vi e ci libererete definitivamente da questi sputa-veleno anticattolici e cripto-sedevacantisti che seminano zizzania nei confronti di Santa Madre Chiesa, del Papa e dei vescovi in comunione con lui?
Basta! 
Non se ne può più, è un'indecenza!
Ma chi sono costoro e come osano mettere in dubbio la dottrina e la cattolicità del Prefetto dell'ex Sant'Uffizio !
Costoro fanno solo danno ai veri tradizionalisti!
Basta con nulla facenti che vengono qui a sputar odio e seminar zizzania!
Tralascio quanto , con malcelato odio,  stanno scrivendo contro di me ! 
Per me è un vanto essere insultato  : da quando " esplose" il "caso Lefebvre ", ero allora adolescente, ho sempre "combattuto, pagando di persona, la buona battaglia per la Tradizione" !
Debbo per questa indiscussa militanza "tradizionalista" trascrivere, ad perpetuam rei memoriam, quanto ci hanno inviato in riferimento alla nostra normalissima attività di fedeli pienamente inseriti nella vita pastorale delle nostre comunità : ( voi, N d R, ) :  
“ … seguite quell’area, quella corrente…".
Allucinante ! 
Ci rendiamo conto ? 
Essere inseriti normalmente nella vita ecclesiale, diocesana, parrocchiale o di un gruppo cattolico, per qualcuno significa seguire “ … quell’area, quella corrente…”
Questi  coraggiosi , coperti ( secondo loro) dall'anonimato ( ... ) se la prendono con noi perchè in maniera irrinunciabile viviamo normalmente la nostra vita spirituale nelle parrocchie e nelle strutture diocesane  !
E' la " normalità " cattolica ad essere odiata !
Una considerazione finale.
E' assai preoccupante osservare che alcuni siti cattolici  sono costantemente presi di mira da parte di individui che non possono sfogare la loro perenne esuberanza ormonica adolescenziale in altri blog che moderano, com'è giusto, preventivamente gli interventi.
Uno di questi saggi blog ad esempio è  “Chiesa e post concilio”  
( aimè "concilio" è scritto con la c minuscola come se un Sacrosanto Concilio della Chiesa non è un Avvenimento voluto dalla Celeste Provvidenza N d R)   .
Rimasti politicamente orfani , mentre in numero crescente guardano con occhio tenero i “grillini”,  taluni fuoriusciti dall’impegno politico dalle idealistiche connotazioni pare che abbiano ritrovato nuova linfa rigenerante nel tifo che risersano nei confronti della FSSPX ( romanticamente interpretata secondo la loro mente…).
C’è qualcosa di cristiano in tutto questo ?
Mettiamo un poco più di preghiera e supplichiamo : "Signore aumenta in noi la fede ! "
Andrea Carradori

Foto : La Fede. Reims, Cattedrale.

Dall'equilibrato blog Cattolico CORDIALITER due , inascoltati, appelli :

- Un sacerdote prende le distanze dai siti rissosi

Chiarimento circa il post precedente

 

 

mercoledì 8 agosto 2012

Fraternità Sacerdotale San Pio X ( FSSPX ) : un'iniziativa vocazionale


L'Italia, culla del Cattolicesimo e sede del Papato, ha sempre dato molte vocazioni alla Chiesa ed anche il mondo della Tradizione, rispetto al numero relativamente piccolo di fedeli, ha potuto contare, nei difficili anni del post-concilio, su parecchie vocazioni italiane.
Non sono pochi, ancor oggi, i giovani che si rivolgono alla Fraternità San Pio X allo scopo di ricevere un aiuto in vista di una possibile scelta di vita sacerdotale o religiosa. 
La prospettiva però di dover subito partire per la Francia o la Svizzera, dove hanno sede i seminari più vicini, con i problemi linguistici che ne conseguono, può scoraggiare o spaventare alcuni candidati.
Allo scopo dunque di alleviare questi inconvenienti e, soprattutto, di aiutare i giovani a comprendere meglio quale sia la chiamata di Dio nella loro vita, il Superiore del Distretto Italiano della FSSPX, don Pier Paolo Petrucci, ha deciso di aprire, presso il Priorato di Albano Laziale, un pre-seminario che ospiterà, da ottobre a giugno, giovani in ricerca vocazionale.
Costoro potranno vivere l'esperienza di un "anno sabbatico", con i ritmi e le occupazioni di un seminario: al mattino preghiera e lezioni di spiritualità, Sacra Scrittura, filosofia, Liturgia, latino e lingua straniera. 
Al pomeriggio studio individuale, attività fisiche e visite spirituali alla città di Roma.
I ragazzi potranno inoltre partecipare alla vita religiosa del Priorato e recitare, con gli altri Sacerdoti e Fratelli, una parte del Breviario.
Chissà che, in futuro, se questa iniziativa dovesse dare buoni frutti, non si possa giungere fino alla fondazione di un vero e proprio seminario italiano della FSSPX!

Alleghiamo al presente comunicato il volantino predisposto dal Priorato di Albano Laziale, dove sono indicate tutte le informazioni pratiche e le modalità per saperne di più.
E' stato creato anche un indirizzo e-mail dedicato:

preseminario@sanpiox.it

( Marco Bongi )

Foto : Macerata, Santuario della Madonna della Misericordia, piazza Strambi. La Visitazione (1737) del "celebre pittore" di S. Angelo in Vado (PU) raffiguranti le scene della vita di Maria , navata centrale.