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lunedì 9 luglio 2012

LA NOMINA DI SUA ECCELLENZA REV.MA MONS . GERHARD LUDWIG MÜLLER A PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE DOTTRINA DELLA FEDE E LA DOVEROSA, INCONDIZIONATA OBBEDIENZA ANCHE A QUELLA ROMA SILENTE IN ATTESA DELLA BATTAGLIA PER “RECONQUISTA”.


( seconda parte)
Iniziamo con una citazione storica tratta dalla pubblicazione  « La chiesa di san Catervo a Tolentino – arte-storia – spiritualità , Tolentino 2007 » .
Dalla pagina 180 estrapolo un pezzo dell’ampio studio del Prof. Mons.  Egidio Pietrella :  "La chiesa di San Catervo terza cattedrale di Tolentino, storia religiosa dal 1817 ai nostri giorni" ( dalla quale curiosamente è stata omessa in toto, a pagina 209) la Solenne Celebrazione Eucaristica  che Sua Eminenza Rev.ma il Signor Cardinale Protodiacono Card. Jorge Arturo Augustin Medina Estévez  ha presieduto in occasione dei festeggiamenti per la riapertura del Duomo Tolentinate nel giorno della festa del Santo Patrono San Catervo Martire il 17 ottobre 2006 –… stranezze delle pubblicazioni storiche… ma forse conosco la motivazione "metropolitana" ... )  
Il più lungo e attivo fu l'episcopato del ma­ceratese Raniero Sarnari.
La sua attività pastorale fu impegnata soprattutto nella diffusione del catechismo, per il quale intro­dusse nelle diocesi successivamente (1905; 1913) i due nuovi testi di S. Pio X. A questo tema dedicò per le due diocesi l'importante "Notificazione per l'istruzione catechistica" (21 novembre 1905) e le lettere pastorali del 1904, 1906, 1911.
Costituì, inoltre, in ogni parrocchia la "Confraternita della Dottrina Cristiana".
In realtà il problema dell'istruzio­ne religiosa interessava fortemente l'intero episcopato marchigiano su cui esso inter­venne in varie lettere collettive (del 1901, 1911, 1916) e organizzò (21-23 aprile 1914) a Loreto il primo congresso catechistico re­gionale, che tra l'altro, stabilì di istituire in ogni diocesi il Consiglio Catechistico Dio­cesano, che il vescovo Sarnari creò subito sia a Macerata che a Tolentino. Questi, devotis­simo della SS. Eucaristia (su cui scrisse tre lettere pastorali il 1910, 1912, 1913) e della B. Vergine Maria, favorì l'Azione Cattolica, curò i seminari di Macerata e Tolentino, e il movimento cattolico.
Tolse il non expedit nelle elezioni del marzo 1909 imponendo ai cattolici di votare a Macerata Vittorio Bian­chini e a Tolentino Anselmo Ciappi.
Infine, svolse un'intensa attività anche in campo culturale, per contrastare la cultura laicista e antireligiosa.
Il Sarnari dovette combattere contro il socialismo ormai dovunque organizzato nelle Marche.
I vescovi della regione affrontaro­no questo problema nelle lettere collettive del 1904 e del 1911; e il Sarnari tornò spesso su questo tema, specialmente nelle lettere pastorali del 1907 e 1908.
Un altro errore, interno alla Chiesa, era il modernismo che si diffuse anche nelle due diocesi per ope­ra di Romolo Murri (che parlò a Tolentino nel teatro "Vaccai" nel 1901 e a Macerata nel teatro "Lauro Rossi" nel 1909).
La "crisi modernista" toccò il suo culmine a Macera­ta negli anni 1908-1909, quando Giovanni Sforzini, canonico e professore di filosofìa nel seminario, attaccò aspramente la Chiesa da cui apostatò facendosi metodista.
Contro il modernismo (su cui erano intervenuti i vescovi marchigiani nella lettera collettiva del 1906) scrisse il Sarnari ripetutamente nel 1903,1907,1908,1909.
( sottolineature mie N.d.R.)
Dopo un'attività apostolica così intensa e varia (in 14 anni scrisse 13 lettere pastorali e altrettanti interventi e notificazioni), il ve­scovo Sarnari si spense nel pieno della prime guerra mondiale contro la quale si schiere con una chiara condanna, sostenendo dapprima la neutralità dell'Italia, per passare poi, a guerra iniziata, a sostenere sentimenti patriottici”.
Il canonico e professore di filosofia al Seminario Diocesano don Giovanni Sforzini, avendo aderito al modernismo, come conseguenza "logica" apostatò e si fece protestante- metodista.
Non tutti i modernisti ebbero la sciagurata, ma intellettualmente onesta, "conclusione" del canonico sopra citato ( speriamo almeno che in punto di morte si sia pentito e confessato…)
Molti modernisti preferirono rimanere in cantina protetti dalle tenebre per poter uscire allo scoperto solo quando le circostanze glielo avrebbero consentito.
E’ anche vero che la condanna del modernismo, “sintesi di tutte le eresie”, prevaricò i nobili scopi previsti nell’enciclica “Pascendi” di San Pio X giungendo fino ad un’inaccettabile e anti-evangelica "caccia" nei confronti di  tutti coloro che invocavano alcuni cambiamenti ecclesiali in una società che stava cambiando in modo rapidissimo.
Non esiste tuttavia anche nella cosiddetta chiesa post-conciliare, per usare un'infelicissima terminologia di un Cardinale ora defunto,  interruzione e tanto meno contraddizione fra la  "Pascendi" , la Dichiarazione "Dominus Jesus" , il  Motu Proprio “Ad Tuendam Fidem” e l' Enciclica "Fides et Ratio" – del Beato Giovanni Paolo II. La condanna alla “sintesi di tutti gli errori” è stata anche più volte ripresa  dall’attuale Papa Benedetto XVI con il nome :  “relativismo” .
Più volte il Beato Giovanni Paolo II  aveva messo in guardia il gregge a Lui affidato contro le gravi deviazioni dalla Fede cattolica sia negli  ambienti teologici che , aimè, cosa assai più grave, nelle singole coscienze dei semplici cattolici.
Non riferisco, essendo un perfetto ignorante in materia, quanto insospettati teologi e anche Officiali di Curia mi hanno detto circa le fin troppo citate posizioni teologiche dell’attuale Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede Sua Eccellenza Rev.ma Mons . Gerhard Ludwig Müller.
Mi è stato anche suggerito, da più parti, di “non bere tutto quello che viene da Roma”, di “aprire gli occhi perché Roma è nell’apostasia” ed infine di “assumere un atteggiamento meno puerile e servile nei confronti di quello che vien detto da Roma” ecc. ecc. ecc.
Avendo dolorosamente constatato che Roma, da molti sollecitata di intervenire via web sulle delicate e spinose accuse nei confronti di Mons. Müller , non si è espressa in alcun modo, noi, dovendo perseverare nella doverosa rinnovazione quotidiana  della   filiale fiducia ai collaboratori del nostro amatissimo Papa, cercheremo di trarre un qualche insegnamento dalla prima parte, di carattere storico, di questo articolo.
In attesa della battaglia finale della “RECONQUISTA” che affronteremo con la forza  della fede, ricompattati e soprattutto motivati noi continueremo a ripudiare ogni tipo di relativismo sui Dogmi poiché essi sono verità certe e permanenti e non sono suscettibili di variazione subordinata alla crescita , all’evoluzione o alla conoscenza  dell’uomo .
I Dogmi  sono verità assolute, come anche l’interpretazione dei  libri Sacri e i Sacrosanti Sacramenti che non sono solo delle rappresentazioni simboliche !
Ha solennemente espresso il Beato Pio IX nella COSTITUZIONE APOSTOLICA “DEI FILIUS: « La dottrina della fede che Dio rivelò non è proposta alle
menti umane come una invenzione filosofica da
perfezionare, ma è stata consegnata alla Sposa di Cristo
come divino deposito perché la custodisca fedelmente e la insegni con magistero infallibile.
Quindi deve essere approvato in perpetuo quel significato dei sacri dogmi che la Santa Madre Chiesa ha dichiarato, né mai si deve recedere da quel significato con il pretesto o con le apparenze di una più completa intelligenza.
Crescano dunque e gagliardamente progrediscano, lungo il corso delle età e dei secoli, l'intelligenza e la sapienza, sia dei secoli, sia degli uomini, come di tutta la Chiesa, ma nel proprio settore soltanto, cioè nel medesimo dogma, nel medesimo significato, nella medesima affermazione…
[VINC. LIR. Common., n. 28].
[…]
Se qualcuno dirà che può accadere che ai dogmi della
Chiesa si possa un giorno - nel continuo progresso della
scienza - attribuire un senso diverso da quello che ha inteso e intende dare la Chiesa: sia anatema ».
 (fine della  seconda parte)

Andrea Carradori

martedì 3 luglio 2012

MONSIGNOR GERHARD LUDWIG MÜLLER NUOVO PREFETTO CONGREGAZIONE DOTTRINA DELLA FEDE. DOPO CINQUANT'ANNI DI CONCILIARISMO, E' TEMPO DI RICORDARSI DEL FONDATORE, E DELLE FONDAMENTA... COME PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE DELLA FEDE PAPA BENEDETTO XVI HA SCELTO UN VESCOVO CON MOTTO "DOMINUS IESUS"


(parte prima )

(AGI) - Città del Vaticano, 2 luglio 2012 -
Benedetto XVI ha scelto per guidare la
Congregazione della Dottrina della Fede un presule 
che ha come
motto episcopale il titolo del documento 
"Dominus Iesus
che ribadisce l'unicita' del messaggio cristiano e della salvezza
che esso annuncia mettendo in guardia dal rischio del
sincretismo che si nasconde dietro un malinetso pluralismo.
Un testo che fu molto contestato all'indomani della sua
pubblicazione a firma dell'allora cardinale Joseph Ratzinger.
E che l'abbinamento tra l'istruzione della Congregazione Dottrina della Fede e il motto
episcopale di Muller non sia casuale lo dimostrano le date: il
nuovo prefetto e' stato nominato infatti vescovo di Ratisbona
da Giovanni Paolo II nel 2002, cioe' nel pieno della tempesta,
visto che il documento e' del 2000. (AGI)

La reazione del teologo ( già cattolico) Hans Küng non si è fatta attendere in tutta la sua durezza ( meglio così ...) Theologe Küng: Beförderung von Bischof Müller «katastrophal

( fine parte prima )

martedì 12 giugno 2012

MITICO " SI, SI, NO, NO " ! UNA BELLISSIMA RIFLESSIONE DA INCORNICIARE !



“Mitico” Si, si, no, no ! Frequentavo il Ginnasio quando un pio, giovane e coraggioso Sacerdote di Macerata mi regalò una copia  di Si, si,no, no dicendomi di meditarlo attentamente.
Fece la stessa cosa con altri uno dei quali il quale, lo seppi poi, da allora non smise, fino alla morte, di assistere devotissimamente alla Santa Messa nell’antico rito tridentino.
Il Sacerdote fece anche un’offerta ( a nome mio) alla rivista perché io potessi ricevere il Quindicinale Cattolico, fondato dal teologo Don Francesco Maria Putti.
Da allora, pensate quanti anni fa … non ho mai smesso di leggere Si,si,no,no che puntualmente mi arriva anche se, a causa della mia sbadataggine, da diversi anni non invio l’offerta alle Reverende Suore che ne curano la pubblicazione.
Mitica pubblicazione !
Attento solo agli avvenimenti ecclesiali e all'analisi delle malefatte teologiche e/o ecclesiali il Quindicinale non è mai sceso a fare pettegolezzi  nei confronti dei Consacrati e delle loro debolezze umane. 
Si,si,no.no , secondo fonti ben informate dentro le Sacre Mura, è regolarmente letto  da Alti Prelati vaticani che, in diverse occasioni,  hanno tremato leggendo gli articoli sempre scritti con assoluta e intransigente lealtà.
Il Quindicinale ha riservato le sue attenzioni editoriali alle più assurde scelleratezze con cui gli uomini di Chiesa dopo il Sacrosanto Concilio Vaticano II hanno flagellato e offeso la Mistica Sposa di Cristo.
Io conservo la serie, dagli anni del mio ginnasio, di Si,si,no,no fatta eccezione di diversi numeri che mi furono richiesti, in gran segreto, da alcuni Vescovi, a ridosso di alcuni grandi avvenimenti ecclesiali, e non mi sono stati più restituiti, come costume degli ecclesiastici.
Si debbono tessere grandi e riconoscenti elogi a questo validissimo sussidio spirituale per la nostra vacillante fede che vien resa ancor più traballante dall’evidente mancanza di fede e di devozione di tanti Consacrati.
Su Internet possiamo leggere , nella versione
on line, questo stimato foglio “antimodernista” che raccomando soprattutto alle nuove generazioni di cattolici.
Andrea Carradori


DA SI , SI , NO, NO, ( nella forma cartacea ) ANNO XXVIII, n.9 HO SCANNERIZZATO QUESTA RIFLESSIONE (pagine 2 e 3) :

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Caro sì sì no no,
ascolta questa che è stata raccontata a me.
Un venerdì di quest'ultima quaresima, un buon parroco che crede ancora in Dio e nel Figlio Suo Gesù Cristo e nello Spirito Santo, qui ab utroque procedit, dopo la S. Messa delle nove in parrocchia, aveva iniziato la via Crucis con i suoi fedeli, un gruppo di donne, qualche bravo ometto e il sacrista. Giunti alla 3a stazione - la prima caduta di Gesù sotto la croce - arrivò trafelata la perpetua a dire al parroco che il tal dei tali era in fin di vita e che voleva subito il prete al suo capezzale. Il parroco interruppe la funzione, spiegando il perché, ma disse al sacrista: "Continua tu a dirigere la via Crucis; fa' quello che puoi, farò presto".
Ma il parroco rimase fuori molto tempo e, quando tornò, pensava che i suoi buoni fedeli, guidati dal sacrista nel pio esercizio della meditazione della passione del Signore, avessero finito da tempo e se ne fossero andati a casa. Invece, giunto sulla porta della Chiesa, sentì il suo sacrista che annunziava "la 27ma stazione: Gesù perseguitato a morte nei cristiani martiri dell'Unione sovietica". Esterrefatto, rimase ad ascoltare, prima di farsi vedere. Ebbene, il sacrista spiegava la "stazione" e poi cantava: "Adoramus Te, Christe, et benedicimus tibi, con quel che segue e poi "Santa Madre, deh voi fate..." e tutto il resto.
"Ohibò! - esclamò da solo - come ha fatto il mio sacrista ad avere un'idea così per prolungare la pre-ghiera?". Poi si infuriò: "Ma questo è contro il dialogo, anzi contro 1' ecumenismo, contro la bontà che dobbiamo avere con tutti. Vado ad interrompere subito questo abuso!". Ma ecco che già il sacrista annunciava: "La 28" stazione: Gesù dimenticato, oscurato e rinnegato da troppi preti dopo il concilio vaticano secondo".
Per poco il "don" stava per avere un infarto: era il colmo; che il suo sacrista osasse dire un'enormità simile mai l'avrebbe immaginato.
E poi che scandalo aveva provocato tra i suoi fedeli!
Stava per piombargli addosso, quando sentì il buon uomo che spiegava alla sua gente:
«Ma non abbiate paura, amici, perché neppure i preti riusciranno a eliminare Nostro Signore.
Lui è sempre il Vincitore che dice l'ultima parola su tutto. Ora noi lo preghiamo Gesù buono, e preghiamo la Madonna, e nostra Madre, così: "E mostraci, dopo questo concilio, Gesù il frutto benedetto del tuo seno, o Clemente, O dolce Vergine Maria"». parroco entrò in chiesa come fulmine:
"Ma cosa dici, disgraziato? Ti rendi conto della bestialità hai detto?".
"Signor Prevosto, lei mi ha detto di continuare la Via Crucis finché fosse di ritorno... e io obbedito.
Le 14 stazioni non bastavano e io che conosco un po' la storia della Chiesa - che è Gesù prolungato nei secoli - ne ho individuato altre 14, tutte vere e reali... e abbiamo pregato pregato per la Chiesa, il corpo mistico di Gesù... e abbiamo riparato".
Il "don" rimase senza parole.
"Già, lei lo sa - continuò il sacrista -che quel che ho detto è vero.
Non può sempre fare il tonto e raccontarci che questa del concilio è del postconcilio è una primavera.
Lei lo sa che avendo persino troppi preti tolto Gesù, il buio più fìtto è sceso sulla terra.
Apra gli occhi, Prevosto, e lo riconosca, che dopo quasi 50 anni è proprio ora di cambiare musica!”.
Non sappiamo come sia finita la giornata.
Il gruppo tornò a casa sua.
A chi mi ha raccontato questa storia, ho risposto che purtroppo la 28a stazione della via Crucis è la più dura, la più difficile da superare, ma, niente paura: i reverendi del si¬nedrio riuscirono a chiudere Gesù crocifisso in una tomba, ma il terzo giorno Lui era più vivo che mai.
Se i preti di oggi, alla scuola di Rahner e soci di eresia e di apostasia, oscurarono
Gesù Cristo per inventarsi una "religione dell'uomo", sappiano che non ci riusciranno.
Conosco dei ragazzi d'oggi, 15, 18, 20 anni, della razza di S. Luigi Gonzaga che vengono a dirmi: "Ma dove lo trovi un Dio come il nostro?
Gesù, l'incarnazione della. Verità e dell'Amore, Gesù morto in croce per nostro amore, Gesù vivo nella SS.ma Eucaristia, suo sacrifìcio perenne e nostro Pane di vita!". 
Certamente, è Lui, che, appeso al patibolo più infame, continua ad attrarre a Sé la gioventù e l'amore.
Comunque, è stato bravissimo quel sacrista, più di un "teologo" e di molti sedicenti teologi messi insieme.
I "modernacci" non sono riusciti a contarla a tutti! Evviva!

Lettera firmata

giovedì 24 maggio 2012

ETTORE GOTTI TEDESCHI, ONESTO PRESIDENTE DELLO IOR, SI E’ DIMESSO ! LA CHIESA ATTUALE E’ COME UNA BARCA : C’E’ CHI REMA DA UNA PARTE E CHI DALLA PARTE OPPOSTA. C’E’ ANCHE CHI, IN ATTESA DI VEDERE COME FINIRA’, STA A GUARDARE IN SILENZIO...


Nel giorno della festa di Maria Santissima, Ausilio dei Cristiani, istituita da Pio VII dopo la sua liberazione dalla prigionia napoleonica, preghiamo per Papa Benedetto XVI.
Questo è  un giorno certamente amaro per il Santo Padre perchè che ha dovuto prendere atto delle dimissioni del Presidente dello IOR  Dott. Professor Ettore Gotti Tedeschi, universalmente apprezzato ed ammirato per la sua limpidezza e l'  alto profilo morale e professionale.
Sappiamo  che il Papa ha sempre riposto piena fiducia nella persona e nell'operato del Prof. Gotti Tedeschi che possiede  le virtù morali e gestionali   che si addicono ad  un operatore finanziario cattolico . 
Il Papa stesso, nauseato dagli innumerevoli scandali che dalla fine del Concilio Vaticano II avevano infangato anche la finanza vaticana, promulgò il   Motu Proprio PER LA PREVENZIONE ED IL CONTRASTO DELLE ATTIVITÀ ILLEGALI IN CAMPO FINANZIARIO E MONETARIO .
Grazie alla grande opera di ripulitura della Chiesa il Successore di Pietro continua a portare alta  la Croce di Cristo, da cui viene la nostra salvezza,  fra gli insulti , la  gogna mediatica e il sistematico tradimento dei chierici .
Ecco alcune STAZIONI della Via Crucis-Pontificato di Benedetto XVI.
-          PRIMA STAZIONE :  La nomina ad Arcivescovo di Varsavia di S.E.R. Mons. Stanislaw Wielgus che, a cose fatte , stampa e Confratelli nell’Episcopato avevano additato, "dimenticandosi" di avvertire preventivamente il Papa, come un “collaborazionista” del crudele e perverso regime comunista che perseguitò la Chiesa Polacca;
-          SECONDA STAZIONE La cosiddetta questione” Ratisbona vigliaccamente montata, ad hoc, da alcuni organi di stampa occidentali, che provocarono le reazioni violente da parte degli islamici contro i cristiani;
-          TERZA STAZIONE L’accettazione delle dimissioni, prima dell’ordinazione episcopale, provocate dal popolo aizzato dai mass media e dal clero progressista,  di  Mons. Gerhard Wagner , eletto regolarmente Vescovo Ausiliare di Linz, una delle  Diocesi più progressiste austriache;
-           QUARTA STAZIONE La trappola, mediaticamente perfetta, dell’intervista furbescamente estorta ad uno dei quattro Vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X, fatta esplodere nei giorni in cui la Santa Sede ha ritirato la loro scomunica a cui erano incorsi a causa dell'illegittimità della consacrazione episcopale;
-          QUINTA STAZIONE Le dichiarazioni sull’uso del condom scatenanti, grazie alla campagna mediatica, valanghe di ridicole “richieste di spiegazioni ufficiali” da parte delle Cancellerie di mezzo mondo ( occidentale );
-          SESTA STAZIONE Le “bombe” dei cosiddetti “preti pedofili” regolarmente fatte esplodere simultaneamente in tutto il mondo e che hanno  provocato in breve tempo, il ribaltamento dell’immagine millenaria del Sacerdozio Cattolico, già gravemente sfigurata a causa delle "novità" e delle "aperture al mondo" post.conciliari;
-          SETTIMA STAZIONE La diffusione, a più riprese, di diversi documenti sottratti alla Santa Sede con la colpevolissima collaborazione di Prelati con l’intento di  aumentare la sfiducia negli apparati vaticani e nel papato;
-          OTTAVA STAZIONE Le dimissioni, certamente sognate  da qualche potentato prelatizio , dell’integerrimo Presidente dello IOR, il sullodato Professore Ettore Gotti Tedeschi. Vogliamo scommettere che  sarà nominato il solito ... figlioccio ( "amico" dei poteri forti mondialisti ... ) che certamente darà prova di non amare la forte opera di pulizia del suo predecessore ?...
Analizzando sommariamente le OTTO STAZIONI della Via Crucis-Pontificato di Benedetto XVI ben SEI sono state abilmente confezionate da apparati interni della Chiesa ( tradotto : Prelati, strutture ecclesiali, preti ecc ecc )
 UNA , l’affare Ratisbona, forse è stata provocata dalla superficiale negligenza e superficialità del portavoce della Sala Stampa Vaticana, P. Federico Lombardi S.J., opportunamente messo all'erta della trappola mediatica che taluni organi di stampa avrebbero orchestrato attraverso l' adulterazione delle "note storiche e letterarie" inserite nella lectio papale e poi trasfomate come pensiero diretto del Papa.
La situazione attuale è pesante :  sta diminuendo sensibilmente la fiducia dei fedeli nel pur sgangherato apparato curiale vaticano e nel papato !
L'immagine, anche questa frutto di un'abile manovra mediatica, di un Papa anziano , isolato e dedito agli studi teologici sta prendendo piede anche nei circoli cattolici...
In questo stato di crescente sfiducia nella Curia sorgerà il “Grillo”  di turno … e voilà … la frittata sarà fatta a danno delle Fede e della conseguente salvezza delle anime.
Sul blog MiL un fedele aveva scritto : “ … Sul fatto di rivolgersi in Vaticano per risolvere i problemi, avendo letto quasi interamente l'ultimo libro di … ( CENSURA N.d.R.)  mi son fatto l'idea che, visto la gentaglia e i metodi che lì usano, è meglio stare alla larga !!!"
Secca una replica : No ! No ! No !    Dobbiamo al contrario, raddoppiare anzi centuplicare la fiducia, che è una virtù cristiana, anche  nelle strutture vaticane che, pur essendo umanamente fallace, sono espressioni della fede Cattolica, Apostolica e Romana.    
La trasmutazione dello  "stile" dei "grillini" ( della politica italiana ) nella Chiesa provocherebbe un danno irreversibile per la Fede ! 

Chi scrive ha subito, a più riprese, diverse persecuzioni a causa delle proprie scelte a favore dell'immutabile tradizione ma non ha MAI perso, neppure per un istante, di riporre fiducia  nelle strutture curiali vaticane” !
Alla vigilia della Santissima Pentecoste invochiamo lo Spirito Santo  affinchè illumini e purifichi la Mistica Sposa di Cristo Signore per renderLa degna di entrare, pura e splendente, nella stanza del Re.
Andrea Carradori

AGGIORNAMENTO
Alessandro, un giovane universitario, mi fa notare che : "  Mancano almeno 2 stazioni: la prima è la contestazione del gennaio 2008 per l'invito alla Sapienza; la seconda è la reintroduzione della mozzetta con pelliccia di ermellino. Quest'ultima potrà sembrare banale, ma ricordo che all'epoca tutti ne rimasero scandalizzati. Non ne potevo più di sentire insultare il papa come "retrogrado", come colui che "non valeva nulla in confronto a GPII", come incoerente dal momento che "Gesù non si sarebbe mai messo la pelliccia di ermellino".
A questo punto potrei anche parlare di tiare e mitre... ma non lo farò, per ora. 

AGGIORNAMENTO 2 
Le agenzie di stampa stanno battendo la notizia dell'arresto di un maggiordomo del Papa indicato, come nei romanzetti di un tempo, come il  responsabile del furto e della divulgazione  delle carte riservate al Papa. 
SARA' VERO ?
DOBBIAMO SPERARE CHE SARA' VERO ???

 http://www.tmnews.it/web/sezioni/news/PN_20120525_00235.shtml

sabato 28 aprile 2012

L’ARCIVESCOVO RICCARDO FONTANA : IL CROLLO DI UN ( MIO ) MITO. LA DISTRUZIONE DEL PRESBITERIO DELLA CATTEDRALE GOTICA DI AREZZO. L'ASSORDANTE SILENZIO DI CHI DOVREBBE GRIDARE E NON LO PUO' FARE !


Ci sono dei Chierici che dopo il primo impatto del “timor reverentialis” , riservato  ai Consacrati  e agli uomini di Chiesa, emanano  simpatia e suscitano ammirazione.
Lo confesso : Mons. Riccardo Fontana era fra i Prelati che più  mi ispiravano fiducia.
La prima volta che vidi Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Riccardo Fontana, allora Arcivescovo di Spoleto-Norcia, ne fui positivamente colpito.
Era venuto a celebrare il Pontificale della IV domenica di Quaresima in terra marchigiana portandosi la dalmatica vescovile viola, da mettere sotto la pianeta, come prescrive il Coerimoniale Episcoporum e come fanno finta di ignorare quasi tutti i Vescovi.
Fui anche ammirato, oltre che per la vibrante omelia, per l’incedere liturgico, il modo di incensare e per cantare, con voce sicura, le parti riservate al Celebrante.
Anche in occasione di alcune serate del Festival dei Due Mondi a Spoleto, sponsorizzate da cari amici, ho rivisto l’Arcivescovo Fontana ammirandone la nobiltà dei movimenti e dell'ars oratoria  che sapeva riservare anche alle  manifestazioni culturali.
L’ultima volta che baciai l’anello episcopale di Sua Eccellenza Mons.Riccardo Fontana è stato in occasione della festa estiva di San Benedetto a Norcia.
Ero stato invitato dal Sindaco di quella meravigliosa Città ed ebbi il piacere di scambiare alcune parole con l’Arcivescovo che raccontò di aver fatto restaurare alcuni preziosi oggetti sacri destinati al Museo di Norcia.
Per la festa estiva di San Benedetto Mons.Fontana aveva invitato a celebrare l’allora Nunzio Apostolico in Italia Mons.Paolo Romeo, attualmente Cardinale Arcivescovo di Palermo.
Passarono gli anni. 
Nell'estate del  2007   ebbi un contatto telefonico con la segreteria dell’Arcivescovo  quando, per somma prudenza organizzativa, stavamo cercando un Prelato per un’eventuale sostituzione ( di cui non avemmo, grazie a Dio, bisogno) del Cardinale Dario Castrillon Hoyos, allora Presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, che il  14 settembre  doveva "inaugurare" l'entrata in vigore del Motu Proprio "Summorum Pontificum" di Papa Benedetto XVI con un Pontificale nella Basilica della Santa Casa di Loreto ( fatto celebrare poi nella chiesa inferiore ).
Il primo Prelato a cui pensai per quell'occasione fu proprio Mons.Riccardo Fontana.
Memore delle impressioni liturgiche, sopra evidenziate, mi stupii per la risposta negativa  che mi fu tempestivamente comunicata da parte dell'Arcivescovo Fontana.
Ne compresi poi le ragioni : a Spoleto si teneva proprio nel mese di agosto del 2007 la  LVIII Settimana Liturgica Nazionale, con la partecipazione di uno dei più fieri ( e potenti) oppositori alle direttive liturgiche di Benedetto XVI : Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Piero Marini , allora Maestro delle cerimonie pontificie.
Tutti i "bei nomi" di coloro che non volevano neppur sentir parlare dell'ermeneutica della continuità nella Liturgia si dettero appuntamento a Spoleto attorno a Mons. Luca Brandolini che, versando le lacrime quando è stato pubblicato il Motu Proprio Summorum Pontificum, aveva dimostrato   di essere almeno un sincero " idealista" , al contrario di coloro che , per amore della carriera , riescono solo ad avere  spirito ruffiano ed opportunista.
Gli anni passarono e giunse alfin la notizia, del tutto inaspettata, del trasferimento dell’Arcivescovo Fontana alla Diocesi di Arezzo-Cortona –Sansepolcro.
Me ne rammaricai sinceramente pensando  quanto il sullodato Prelato avrebbe potuto fare ancora a favore dell'arte  e della musica sacra nell’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia a cui i marchigiani sono storicamente legati.
Ora, nel mese di Aprile dell’anno del Signore 2012 anche uno dei miei pochi “miti”episcopali è miseramente crollato perchè lo stesso Arcivescovo Mons.Riccardo Fontana, pure benemerito in terra spoletina e nursina, al pari di altri sui Confratelli nell'Episcopato ha rozzamente alterato lo splendido presbiterio gotico della sua Cattedrale di Arezzo togliendo persino l'antico coro ligneo, disegnato da Giorgio Vasari e il  Trono episcopale  !
Le foto del cosiddetto “adeguamento liturgico” dello spazio presbiteriale del Duomo di Arezzo parlano da sole.
Si percepisce però la strana sensazione di un "piano" orchestrato che sta distruggendo quanto rimane ancora delle monumentali cattedrali italiane così ricche di storia e di arte.
Le analisi architettoniche ed estetiche su Fides et forma , ( articolo 1 ) e ( articolo 2) , da parte dell’ottimo Dott. Colafemmina sono esaustive e condivisibili in toto.
Mi chiedo però : come e perchè un Arcivescovo ha dovuto cambiare, nel giro di pochi anni, impostazione mentale infierendo contro la sua più importante chiesa che ha ricevuto solo in custodia ?
Qual' è la “mens” che sta suggerendo agli italici vescovi , non più giovani, di manomettere, in maniera irreparabile, l'interno  delle loro cattedrali spendendo soldi, soldi e soldi in questo particolare momento di crisi economica disastrosa per milioni di famiglie italiane ?
I Vescovi che obbediscono a questa “mens”, piuttosto che al Magistero e alle leggi della Chiesa, si rendono colpevoli della stessa violenza che anziano parroco inflisse alla sua parrocchia marchigiana il giorno dopo l’elezione di Papa Benedetto XVI il 19 aprile 2005 .
Senza difatti aspettare l’autorizzazione della Soprintendenza il Parroco distrusse l’antico altare nella sua chiesa parrocchiale conoscendo bene le idee che l'allora Card.Ratzinger aveva per la liturgia, l’arte e l’architettura sacra.
Terrorizzato dall'idea che il nuovo Papa potesse ripristinare l’uso, mai decaduto, degli antichi altari,  preferì sfidare la Soprintendenza piuttosto che pensare, sia pur per un attimo, che egli avrebbe dovuto celebrare “di spalle” al popolo come negli primi anni del suo ministero sacerdotale.
L'ingenuo parroco di provincia aveva sopravvalutato il ruolo del Romano Pontefice perchè, memore dell'antica disciplina della sua giovinezza, pensava che, anche nella condizione attuale, il Papa fosse in grado di "imporre" qualcosa anche ad un semplice prete ...
Osservando con orrore e incredulità la distruzione delle opere d'arte nelle antiche chiese, gli  analizzatori delle cose ecclesiali parlano di “colpo di coda” del modernismo/progressismo europeo e italiano che sta cadendo sotto i colpi della Tradizione portata soprattutto dai giovani chierici.
Ne ho parlato ieri con un Vescovo straniero commentando una  celebrazione che ho ammirato  in San Pietro :  quindici vescovi nord-americani che hanno celebrato con molta dignità la Santa Messa cantando assai bene anche in Gregoriano. 
Un'ulteriore conferma che nel loro Paese ( come anche in Inghilterra) si  sta recuperando velocemente la Tradizione a beneficio della fede delle nuove generazioni.
Avrò modo di scrivere anche su questo.
Tornando all’’esecranda distruzione del presbiterio della Cattedrale di Arezzo debbo registrare anche l’irrisione di un comunicato diffuso nel “Volantino del nuovo presbiterio della Cattedrale pag.1”
"Alcuni donatori in vista della visita del Santo Padre hanno finanziato il ripristino del presbiterio della cattedrale aretina, in modo da lasciare a disposizione della diocesi una cospicua somma di danaro per i poveri del nostro territorio, in questo tempo di crisi."
Or comprendo perchè gli illustri architetti, le stimate maestranze e gli addetti all’arte e alla tutela dell’arte sacra della Diocesi d’Arezzo-Cortona-San Sepolcro sono trincerati nel più totale imbarazzante silenzio che sembra gridare: “ho da magna’ anch’io … i preti fanno comodo in questo tempo di crisi nera … e se vogliono sfasciare tutto facciamoglielo fare … tanto dal Concilio se so’ venduti tutto … altro che Napoleone e i Savoia …”
No !
La Chiesa Cattolica è , e sarà sempre, “faro” di Verità !
Nella Chiesa esiste una "forza di Legge" ed un Diritto che si fonda sul Magistero immutabile nei secoli !
Noi, che non ne possiamo davvero più, imiteremo quei coraggiosi Canonici che, in silenzio, han denunciato al Tribunale Ecclesiastico il loro progressista Arcivescovo, che aveva impacchettato "pro tempore" il vetusto altare seicentesco della Cattedrale, ricevendo  la soddisfazione morale che il loro venerato altare doveva essere ricomposto com'era e dov' era.
Un credente nutre sempre nel cuore la certezza che Divina Provvidenza interviene sempre per  sanare le ferite provocate dall'improvvidi uomini di chiesa !
Mentre  le timide Soprintendenze non hanno saputo scandalosamente esprimersi neppure altrove, Roma, che ci legge , comprende il grado di dolore del popolo fedele : "Anche il profeta e il sacerdote si aggirano per il paese e non sanno che cosa fare. Hai forse rigettato completamente Giuda, oppure ti sei disgustato di Sion?
 Il giorno 29 aprile dell'Anno del Signore 2012 : ad perpetuam rei memoriam dell'ennesima violenza contro la Fede, la Devozione e l'Arte dei nostri padri .
Andrea Carradori

AGGIORNAMENTO
Ricevo e pubblico quanto  mi ha scritto un giovane fedele , attento studioso di Liturgia e di Arte Sacra :
"L'Arcivescovo ha dimostrato una mancanza totale di buon gusto, come confermano alcune sue celebrazioni.  C'è poi la volontà di distruggere l'interno di  una Cattedrale gotica solamente per avere il piacere di poter consacrare una tavola di marmo che non oso chiamare Altare. Vogliamo poi parlare dell'arte del maestro Giuliano Vangi che, non certo per volere divino, riesce a piazzare le sue opere in tutte le più importanti chiese italiane ?"

AGGIORNAMENTO II
Lo spirito ruffiano dello stipendiato speaker televisivo ... e delle "veline-comparse" ... e poi criticano le tv commerciali... in questo spot che suscita sentimenti di genuina pietas :

Uno studente universitario commentando lo spot televisivo ha scritto :
 " Dopo questo video comprendo che ignoranza c'è in giro in fatto di arte...e la signora che dice "il coro ligneo sopprimeva l'arca" spero abbia visto male, il coro ligneo esaltava l'arca ed era anche di inestimabile valore....non ho parole!!!"

AGGIORNAMENTO III
Un commento apparso su Fides et forma ( Articolo 1°)
 " Caro Carradori... veramente non capisco come lei faccia a dire che Fontana nella sede spoletina (o spoletana, come diceva lui)si sia dimostrato difensore dell'arte sacra! Innanzitutto ha fatto "adeguamenti liturgici" in giro per le chiese della città e della diocesi di Spoleto, degni di quelli appena fatti ad Arezzo (esempi? La chiesa di San Pietro sulla Flaminia presbiterio e pavimento sventrato, San Gregorio Maggiore, con il presbiterio ulteriormente adeguato, ma con marmi di un colore e di fattura orrenda!); secondo: ospitò la settimana liturgica nel 2007, con i campioni Brandolini e De Felice...;tre: musica sacra? Saranno stati gusti, ma per Fontana il repertorio ceciliano era da rigettare(unPalestrina lo poteva concedere,come mottettino all'offertorio!) e da non eseguire, tanto da esasperare i Laudesi Umbri e mandarli definitvamente via dal servizio in cattedrale. Di cosa meravigliarsi, dunque, caro Andrea? A conoscerlo meglio da prima, non le sarebbe caduto nessun mito!
Con amicizia,
chi ne sa un po'
."

AGGIORNAMENTO DEL 13 MAGGIO (solo foto)




Ecco il mio commento alla stupenda musica sacra eseguita magistralmente durante la visita del Papa ad Arezzo il 13 maggio 2012.