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domenica 6 ottobre 2013

Fraternità Sacerdotale San Pio X : Intervista a don Gabriele D’Avino

Sono già otto, e forse potrebbero ancora aumentare, gli aspiranti italiani al sacerdozio che hanno iniziato a frequentare, da martedì 1 ottobre, il Pre-Seminario di Albano Laziale della FSSPX.
Siamo di fronte a numeri inconsueti per il nostro paese che ci avvicinano, per la prima volta, quasi alla realtà francese.
Proponiamo pertanto, anche allo scopo di far conoscere le motivazioni che possono spingere un giovane d'oggi ad abbracciare la vita sacerdotale, un'intervista a don Gabriele Davino, novello sacerdote napoletano della FSSPX, ordinato ad Econe il 28 giugno 2013.
Seguirà prossimamente anche un'analoga intervista a don Enrico Doria.
Ringrazio don Gabriele per la disponibilità ed il Superiore del Distretto don Pierpaolo Petrucci per l'autorizzazione a realizzarla.

Marco BONGI

Intervista a don Gabriele D’Avino


D. 1 - Rev. don Gabriele, ci può brevemente raccontare come è nata la Sua vocazione sacerdotale? C'è qualche episodio particolare che ha contribuito ad orientarLa verso questa decisione?

1) Lo sbocciare di una vocazione sacerdotale resta, perfino per se stessi, un profondo mistero: è il segreto tra un’anima e Dio.
Tuttavia l’assidua frequenza alla santa Messa ed ai sacramenti, oltre che la presenza costante di sacerdoti nella vita di un giovane possono senza dubbio spiegare il desiderio di imitare un ideale di vita che si condivide e si conosce bene. Ma, appunto, ciò non basta: la vocazione è una “chiamata” che Dio fa conoscere alla persona attraverso tanti segni: desiderio di salvare le anime, amore per la Chiesa e la santa Messa, attitudine allo studio ed alla vita di preghiera, consigli di sacerdoti esperti…
Durante la mia adolescenza avevo notato tutto ciò, e ad un certo punto, nel corso della mia carriera da studente, ho capito più chiaramente cosa desiderasse Dio da me, come potessi consacrare a Dio la vita che gratuitamente Egli mi aveva elargito. 
Stabilii che non era più il momento di indugiare e con grande entusiasmo decisi di intraprendere questa strada; il tutto senza precisi avvenimenti, ma con un bagaglio di esperienze e di formazione dottrinale che di certo hanno contribuito a farmi maturare la scelta: non ultimi, gli Esercizi spirituali di Sant’Ignazio di Loyola.

D. 2 - Come ha reagito la Sua famiglia quando le ha comunicato l'intenzione di diventare Sacerdote?

2) Grazie a Dio ho trovato piena comprensione e totale appoggio dalla mia famiglia: non ne dubitavo, poiché è grazie all’educazione cristiana ricevuta dai miei genitori che è stata possibile da parte mia una generosa risposta alla chiamata del Signore; ma di certo questo appoggio che ho avuto è stato di fondamentale importanza sia all’inizio della mia formazione sia durante tutti gli anni del Seminario.

D. 3 - E gli amici? Si sono mostrati contenti, stupiti o inclini alla derisione?

3) Anche in questo caso sono stato fortunato: i miei amici più cari, con i quali ancora oggi sono in contatto, hanno approvato la mia scelta nonostante il naturale dispiacere della separazione; ho potuto constatare con gioia fino a che punto questi vincoli di amicizia fossero forti, poiché alcuni di essi sono stati presenti a tutte le “tappe” della mia formazione sacerdotale (vestizione, ordini minori, ordini maggiori) nonostante i mille chilometri che separano la mia città dal seminario di Ecône!

D. 4 - Per quale motivo, una volta presa la decisione, si è rivolto alla FSSPX e non al seminario della Sua Diocesi?

4) Non ho mai avuto altra prospettiva di formazione sacerdotale che i seminarî della Fraternità San Pio X: fin da piccolo infatti frequento la congregazione grazie alla scelta che fecero i miei genitori negli anni ’80 di seguire la Tradizione contro il dilagare degli errori moderni. 
Ho potuto di conseguenza constatare, durante tutta la mia infanzia e adolescenza, la profondità spirituale dei sacerdoti che ho conosciuto, la loro accurata preparazione dottrinale, la loro ineccepibile condotta morale: era naturale, dunque, che guardassi verso Ecône, baluardo della fede cattolica. 
Ero sicuro che, in questo periodo di profonda crisi all’interno della Chiesa, solo una formazione sacerdotale tradizionale quale quella che impartiscono i seminarî della Fraternità fosse degna di essere presa in considerazione al fine di far “sopravvivere” il sacerdozio cattolico che, a causa del modernismo, vive tuttora una grave crisi d’identità e non ha più come punto di riferimento la Rivelazione e il dogma.

D. 5 - Come è stato il primo impatto con il Seminario all'estero? Ha trovato difficoltà di integrazione o linguistiche?

5) Non ricordo di essermi mai sentito disorientato fin dal mio primo contatto con il seminario. Certo, il paese e la lingua stranieri, le persone di un’altra cultura, e soprattutto la prospettiva di passare sei anni lontano dalla propria terra rappresentano un sacrificio da affrontare: ma l’atmosfera cordiale dei confratelli, la disponibilità dei professori del seminario e in generale il clima di carità fraterna che regna in quest’ambiente “protetto” porta più ad unire che a dividere gli animi, e tutto sembra fatto apposta per eliminare qualsiasi difficoltà integrativa.

D. 6 - Che ricordi conserva degli anni trascorsi in seminario? Ha dovuto superare momenti di crisi? Se sì... Chi l'ha maggiormente aiutata a superarli?

6) Il ricordo degli anni passati in seminario è molto confortante, sia dal punto di vista spirituale, sia da quello intellettuale: la vita di unione a Dio a cui quotidianamente si tende e gli studî sempre interessanti creano un clima ideale per la formazione di un sacerdote: pur senza farne un paradiso terrestre (non esiste un contesto umano o un’esperienza che non presenti anche una minima difficoltà) ricorderò sempre con gioia i begli anni passati ad Ecône e le amicizie che vi ho stretto con i confratelli, molti dei quali sono oggi sacerdoti come me.

D. 7 - Gli studi in seminario sono difficili? Può aspirare al sacerdozio anche un giovane che non possieda basi culturali molto profonde?

7) Il livello degli studî in seminario è, come lo indica il nostro fondatore negli statuti, di tipo “quasi universitario”; pur essendoci una grande comprensione per la differenza di livello degli aspiranti al sacerdozio, i quali provengono dai più svariati contesti e con una grande diversità di bagaglio culturale, è chiaro che è richiesto un minimo di attitudine allo studio: il sacerdote è chiamato ad insegnare, vuoi la domenica dal pulpito, vuoi per il catechismo ai bambini ed agli adulti, vuoi per conferenze dottrinali che possono essergli richieste.
Le materie di studio spesso sono di per sé difficili: penso ad esempio ai trattati di teologia sulla Trinità o l’Eucaristia, o anche ai corsi di Metafisica ed Ecclesiologia; tuttavia si tiene sempre conto del livello di ciascuno e non si richiede necessariamente a tutti il massimo dell’approfondimento possibile!

D. 8 - Ha trovato comprensione negli insegnanti? Che rapporto si instaura fra i seminaristi e i superiori? Nel seminario si respira un clima di gioia o, come molti pensano, un'atmosfera di cupa severità?

8) Il rapporto tra gli insegnanti e i seminaristi è franco e cordiale, ma che mantiene un necessario distacco che eviti l’eccessiva familiarità, al fine di rendere ben chiara la distinzione dei ruoli. Ritengo che quest’aspetto sia indispensabile per la serietà ed anche la credibilità della formazione data. Tutto ciò, come dicevo anche prima, in un clima generale di serenità e di sana allegria: giusto il contrario dell’immagine che comunemente si dà degli ambienti religiosi del tipo “Il nome della rosa” che deriva, a mio avviso, da un banale pregiudizio…

D. 9 - Oggi che è diventato Sacerdote: che effetto Le fa di poter finalmente celebrare il S. Sacrificio della Messa? Verso quale tipo di Apostolato si sente più attratto?

9) Salire per la prima volta all’altare è un’emozione indescrivibile che il sacerdote porterà nel cuore per tutta la vita; è l’inizio di un’unione al Dio incarnato che si attua ormai fra le sue mani e che costituisce il mistero più grande della nostra fede, quello della Redenzione del genere umano, compiuto ogni giorno sugli altari.
L’apostolato che più mi attrae è quello che ho imparato a conoscere negli anni della mia gioventù attraverso i sacerdoti che ho frequentato: quello di tipo “parrocchiale” delle nostre cappelle e centri di Messa; un apostolato che, soprattutto in Italia dove la Fraternità è ancora in crescita, assomiglia a quello di San Paolo a causa dei numerosi viaggi e spostamenti; cosa che ho sempre trovato simpatica ed entusiasmante!

D. 10 - In conclusione: che consiglio pratico si sente di dare ai giovani di oggi, spesso confusi ed indecisi sul tipo di vita da intraprendere? Esiste qualche criterio per conoscere il progetto di Dio nella propria vita?

10) Discernere la propria vocazione, nonostante i preziosi consigli di persone esperte (soprattutto di sacerdoti) che certo vanno richiesti, riguarda in ultima analisi il singolo soggetto: a lui va la responsabilità integrale della scelta, a cui può effettivamente corrispondere la “chiamata” della Chiesa con l’appello del Vescovo nell’ordinazione. 
Tale scelta, lungi dall’essere avventata o sentimentale, deve essere matura, ragionevole, libera da ogni interesse di tipo temporale ma unicamente guidata dall’amore di Dio e della Chiesa.
Ma (e questo è un punto che ritengo fondamentale alla luce della mia ancor breve esperienza) la domanda sulla scelta del proprio stato di vita è senz’altro obbligatoria e non può essere saltata a piè pari. 
Esorto quindi i giovani cristiani ad aprire prima di tutto a se stessi il proprio cuore e a porsi sinceramente questa domanda, mettendo da parte un certo naturale egoismo: Cosa vuole Dio da me?

domenica 20 gennaio 2013

Accoglienza della Fraternità San Pio X : le parole di un Sacerdote e la replica di un suo confratello


Don Bernardo : " L'unica vera soluzione è accogliere la Fraternità San Pio X senza alcuna condizione perché chi ha la vera fede cattolica non ha da firmare alcunchè. Comunque ammesso e non concesso che in Vaticano continuino a far finta di niente ormai le idee (giuste e sacrosante) di Mons. Lefebvre non le hanno solo quelli della Fraternità, ma moltissimi sacerdoti e forse pure vescovi e qualche cardinale che dall'interno cercano di smontare pezzo per pezzo l'ideologia conciliare che ha svuotato i seminari, distrutto la cristianità in occidente e svuotato le chiese. 
In Vaticano dovranno prima o poi capire che la Chiesa Cattolica non è fatta di politichese e burocrazia, ma è fatta di Martiri, Confessori e Sante Vergini".

Un altro Sacerdote ha replicato a don Bernardo.
Ecco la replica :

"Purtroppo Don Bernardo questo non è possibile perchè c'è stato un atto di natura scismatico (sacro di vescovo contro la volontà esplicita del Sommo Pontefice), degli insulti pubblici verso la persona del Vicario di Cristo nell' esercizio del suo magistero ( "super modernsta", etc) e un discorso molto ambiguo sull'ultimo concilio (sembra che la Fraternità benché dica il contrario in tanti interventi dei suoi diversi superiori -penso soprattutto a quello del distretto francese- afferma che il suo insegnamento è eretico che "Roma ha perso le fede" e che la Chiesa Cattolica continui non sul fondamento di Pietro ma nella comunità lebfevriana) Lei capisce che con queste premesse il Vicario di Cristo debba chiedere un atto di fede espllcito nella Chiesa una , santa, cattolica e romana che ha celebrato 50 anni fa l'ultimo concilio ecumenico. 
Di tutto cuore spero il ritorno dei lefebvriani per il bene stesso della chiesa ( contrarre l'influsso deleterio dei modernisti che invade tutti i campi soprattutto quello dell'insegnamento teologico nei seminari) e per il bene stesso della Fraternità che rischia davvero lo scisma ossia la seperaziione del Corpo della Santa Chiesa come tante altre sette....ma la storia insegna e quando ha imboccato questa via il ritorno è quasi impossibile (anche a causa dell'ambiguità di Monsignore Lefebvre sull' argomento stesso). Ma chi sa? Nulla è impossiblile a Dio".

Da MiL

giovedì 10 gennaio 2013

Quando i pastori se ne infischiano !

Recentemente in un sito di una Diocesi all’avanguardia era comparso un articolo che riecheggiava uno slogan del 1977 attribuito al Card. Jean Marie Villot: “ meno messe più messa ”.
Poi il titolo è stato cambiato ma la sostanza è rimasta purtroppo immutata : la riduzione delle Sante Messe in quel territorio diocesano.
Nelle attuali “ assemblee eucaristiche” è pressocchè scomparso ogni riferimento al Sacrificio del Golgota che si rinnova sull’Altare,  il cui immenso fiume di grazia si applica per i vivi e per i Defunti si è frantumata quella preziosa devozione che, partendo dall’Altare, ha edificato la civitas christiana.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica  spiega e delinea chi è il Sacerdote del Sacrificio, chi è la Vittima Perfetta del Sacrificio Eucaristico, il carattere Soddisfatorio-Espiatorio (Gesù soffre al nostro posto per i nostri peccati ed Propiziatorio e chi è il Ministro che presta la voce a Gesù).
Com’è possibile allora che molti sacerdoti e conseguentemente i fedeli abbiano perso la corretta impostazione cattolica in questi aspetti essenziali della Messa ?
Buona  parte del clero nel tentativo - anche in buona fede - di essere maggiormente vicini ai propri fedeli ed al "cuore della preghiera" ha smarrito, anche per effetto dei sempre più numerosi gruppi carismatici, la pienezza della Verità rivelata delle pratiche liturgiche  tramandate dalla tradizione dei padri senza le quali, lo abbiamo aimè constatato, non possiamo vivere pienamente la nostra fede.

Ma cosa sono diventate oggi le Messe? ( prendo dal nuovo blog anticlericali-cattolici)
" Se va bene sono diventate delle riunioni nelle quali ogni gruppo esprime se stesso, limitando gli abusi a forme di sentimentalismo, più o meno, variopinte e nelle quali ci si sforza di esprimere una forma affettiva superficiale, legata all'attivismo.
Se va male, oltre a quanto appena descritto, ci ritroviamo in talune Messe nelle quali il sacerdote non solo esprime se stesso, ma usa il presbiterio (laddove non sia stato divelto e abusivamente cancellato) come teatro, come palcoscenico, delle volte anche come palco elettorale e politico, di protesta, spesso obbligando i fedeli ad una partecipazione attiva forzata con canti danzanti, battimani e quant'altro.
La Messa così non è più quel vivere il mistero del sacro, ma in molti casi è diventata strumento per esprimere se stessi, o per imporre il proprio potere comunitario.
E questo non riguarda solo il sacerdote quando compie abusi liturgici e non accetta correzioni, ma si riflette anche nei Movimenti, nei vari Cammini, gruppi interni alle Parrocchie che usano l'ambiente per imporre il proprio cammino modificando la Messa fatta a propria immagine e somiglianza di se stessi e del gruppo che si vuole pubblicizzare ".

Altro che ridurre il numero delle Messe !!!
In quella Diocesi,  recentemente flagellata dai più esasperati personalismi dei chierici, dagli scandali e dalle rinunce al Sacerdozio, dovrebbero aumentare le celebrazioni digne, attente ad devote soprattutto  di riparazione e per devozione  al Sacro Cuore di Gesù, alla Madonna Santissima ed ai Santi Protettori !
Basta con lo spirito da manager e da direttore d'azienda di certi chierici  !
Occorre  ritornare in tutta fretta al sacrificio, alla povertà e alla devozione che caratterizzarono i "successi" pastorali del Santo Curato d'Ars in tempi ed in situazioni difficili come gli attuali !
Purtroppo alcune Diocesi sono tutt’ altro che “in unione col nostro papa Benedetto” e gli abusi liturgici ancora perdurano  nonostante siano in aumento le lamentele e la richiesta di correzione da parte dei fedeli.
Siamo all’assurdo : sono i laici, uomini e donne, che chiedono al Vescovo e ai parroci di imitare nella Liturgia ( lex orandi statuat legem credendi ) il Papa  e di celebrare la Messa in modo corretto e devoto !!!
E’ il clero infatti che non  è fedele al Papa ed ignora i Suoi paterni ma chiarissimi esempi ... 
Vogliamo parlare delle sempre maggiori responsabilità delle Conferenze Episcopali e dei loro uffici liturgici ?   “.. non cade foglia che..conferenza Episcopale non voglia…” altro che primato di Pietro !
Avviene così che i cultori dello spirito del post-concilio, spirito di rottura, spirito di disprezzo e rigetto per tutto ciò che nutriva la Fede dei cattolici ante Vaticano II,  usano e abusano del  potere che ancora detengono .
È una situazione drammatica, ma tacerla è cosa giusta e buona?
Per spirito di carità tacciamo i nomi di questi dittatori, questi Pastori che sembrano aver dimenticato che sono al servizio della salvezza delle anime e che senza cuore combattono contemporaneamente sia il Motu Proprio Summorum Pontificum che la Santa Messa nel modo come viene celebrata devotamente dal Papa ! 
Quando si dice zelo ...

Lucrezia, Parrocchia di Sant'Apollinare ( Diocesi di Fano, Fossombrone, Cagli, Pergola )  le "animatrici liturgiche" e i bambini nella tribuna sopraelevata - realizzata di recente dopo i radicali lavori di ristrutturazione della chiesa - durante la Messa per la Dedicazione dell'Altare rinnovellato . Dal sito parrocchiale.



Lucrezia ( Diocesi di Fano, Fossombrone, Cagli, Pergola ) Settimana biblica nella Parrocchia di Sant'Apollinare - prima della ristrutturazione totale della chiesa e del presbiterio. C'è un "Don" ( ormai un ex don ...) indovinate qual'è ? C'è un lume rosso che indica la Parola ...ma ne è sprovvisto il Tabernacolo davanti al quale nella mensola sono appoggiati i giubbetti e i borselli. Tutto alla luce di una romantica abat-jour ... Dal sito parrocchiale.

giovedì 8 novembre 2012

RICHARD WILLIAMSON ESPULSO DALLA FSSPX : LA RIFLESSIONE DI MARCO BONGI


In questo clima arroventato di polemiche, spesso sterili e preconcette, appare davvero difficile tentare un'analisi equilibrata della recente esclusione di mons. Richard Williamson dalla FSSPX.
Chi parla di più, e in un certo senso ciò è comprensibile, sono i sostenitori del vescovo inglese il quale tuttavia, al di là dei suoi "fedelissimi", non moltissimi in verità, può comunque contare su una diffusa simpatia anche fra i "lefebvriani" comuni, soprattutto laici, che ne hanno sempre ammirato il coraggio, la determinazione e, ancor di più, la capacità di rivolgersi direttamente ai fedeli, senza eccessive mediazioni ecclesiastiche.
Per valutare tuttavia la fondatezza delle proteste di tutti costoro occorre dare una risposta, chiara e non semplicemente allusiva, ad una semplice domanda: La Fraternità San Pio X, dal 2000 in avanti, ha modificato la propria posizione dottrinale?
Solo se la risposta fosse positiva e dimostrata avrebbe un senso paragonare mons. Williamson a mons. Lefebvre, come lui stesso fa: il fondatore, in altre parole, sarebbe stato scomunicato perchè rifiutava di obbedire ad ordini contrari alla Fede di sempre, così oggi Williamson sarebbe escluso perchè si oppone al possibile accordo con la Roma modernista.
Questa similitudine mi pare francamente azzardata o comunque priva di fondamento almeno fino a quando non si dimostrerà inequivocabilmente il mutamento dottrinale degli attuali dirigenti della FSSPX.
E in effetti, se si scandagliano attentamente le prese di posizione dei "Williamsoniani", si nota facilmente che le "prove" da loro portate in tal senso appaiono davvero fragili ed inconsistenti: l'aver accettato un invito a pranzo da parte di un Cardinale nel 2000..., l'affermazione, slegata dal contesto, che il Concilio Vaticano II sarebbe buono al 95%, l'essere andati a Roma a discutere conla CDF, poche citazioni, stiracchiate per i capelli, di "portavoci" o sacrestani di qualche cappella..., quasi nulla, in verità, se si prescinde dal legittimo e cattolicissimo desiderio di giungere, prima o poi, ma senza alcun compromesso sulla Fede, al riconoscimento canonico a cui la FSSPX ha indubbiamente diritto.

Ciò che probabilmente è cambiato ultimamente, in taluni esponenti della Fraternità, è lo stile comunicativo. Tale mutamento di linguaggio, se effettivamente c'è stato, è però sicuramente un bene ed anzi potrà solo produrre effetti positivi nella battaglia della Tradizione..
In altre parole: un uomo o una donna che,senza magari aver vissuto l'epoca del Concilio e frequenti, in assoluta buona fede, la propria Parrocchia, come potrebbe reagire sentendosi apostrofare, come purtroppo ancora avviene su molti sitio periodici sedicenti "tradizionalisti" con epiteti del tipo: "assassino della Fede", "membro della cricca vaticansecondista", "seguace del conciliabolo massonico" ecc. ecc.? Fuggirebbe inorridito, e a ragione, rifiutandosi anche di approfondire le vere motivazioni che stanno alla base dell'attuale situazione.
Senza contare, e su questo punto mi sono già pronunciato con chiarezza più volte, che non è cattolico, e non lo sarà mai in nessuna occasione, rivolgersi al Pontefice, di cui si riconosce l'autorità, con espressioni irrispettose, irridenti, insolenti, sarcastiche, ironicamente amare e addirittura offensive. Tutti costoro, se intendono proseguire lungo questa strada, debbono almeno avere il coraggio di dichiararsi apertamente "sedevacantisti", con tutto ciò che questa decisione comporta.

I comportamenti di mons. Williamson, che, in questa prospettiva, potremmo invece eufemisticamente definire "esuberanti" e sicuramente imprudenti, sono davvero innumerevoli. Non mi sembra il caso di tornare sulle improvvide dichiarazioni del 2008 ma coloro che accusano mons. Fellay di voler distruggere la FSSPX dovrebbero ricordare che la medesima ha rischiato serissimamente di essere soppressa in tutta la Germania. E per cosa? Per questioni storico-politiche assolutamente avulse dalla Fede.
Molti ricordano inoltre una famosa omelia, pronunciata da mons. Williamson a Saint Nicholas du Chardonnet, nella quale assumeva le difese, forse per puro spirito di contraddizione, dell'abbè Laguerie finito poi, come tutti sanno, nell'accordismo pratico del Istituto Buon Pastore.
Un altro episodio ci può illuminare circa l'atteggiamento altalenante di mons. Williamson. Oggi, vedi Commenti Eleison n. 277, egli invita i sacerdoti a "volare basso" ed a mantenersi all'interno della FSSPX. Non più che qualche mese fa invece, nel corso di un viaggio in Asia, su invito del Superiore di tale distretto che, giustamente a mio parere, cercava di "recuperare" l'apostolato episcopale di mons. Williamson, il presule invitava apertamente alcuni sacerdoti a lasciare la Fraternità. Quelli che improvvidamente lo hanno ascoltato si trovano oggi soli, cornuti e mazziati mentre il loro "mentore" invita i confratelli a "volare basso".
E' legittimo dunque sospettare che..., in fondo questa vicenda non nasconda nulla di dottrinale ma solo, o soprattutto, astii personali, piccoli risentimenti e ripicche che sempre, anche purtroppo prima del Concilio, hanno condizionato l'operato di non pochi uomini di Chiesa.
A conferma di ciò vorrei ancora ricordare come lo stesso abbè de Caqueray, superiore del distretto di Francia e non certo accusabile di "accordismo", da moltissimi anni non invitava più mons. Williamson sul territorio di sua competenza. Ne temeva probabilmente proprio l'imprudenza e la capacità di creare confusione laddove invece era quanto mai necessario l'ordine e il buon senso.
E' verissimo quindi che, come dice il nostro Vescovo, il bene della Verità è più importante di quello dell'unità. E' altrettanto vero tuttavia che l'unità è di gran lunga più importante dei contrasti personali e delle beghe di sacrestia.

Ciò detto e ribadito però mi chiedo: l'allontanamento del Vescovo inglese era davvero l'unica soluzione praticabile? Era proprio necessario, in questo momento delicato, dare in pasto, ai modernisti ed ai mass-media, un boccone così "prelibato" come la divisione fra i Vescovi ordinati nel 1988 da mons. Lefebvre?
Certo nessuno di noi può conoscere la vicenda nelle sue reali proporzioni; il Superiore Generale avrà avuto a disposizione elementi di giudizio più approfonditi dei nostri. Penso comunque che sia legittimo, per un fedele, chiedersi se, vista la spiritualità, il clima di preghiera e la possibilità di discutere tranquillamente "guardandosi negli occhi" instauratesi nel Capitolo Generale, non sia stato un errore strategico privare mons. Williamson di questa opportunità di confronto con i confratelli.
Forse si aveva il timore della possibile divulgazione di segreti? Forse si paventava un eccessivo condizionamento sui capitolanti?
Probabilmente non lo sapremo mai. Sta di fatto però che il Capitolo ha contribuito non poco a rasserenare e ricompattare la Fraternità ed anche altri suoi esponenti di rillievo hanno potuto fugare molti dei dubbi che li attanagliavano prima. Perchè a mons. Williamson non è stata data questa possibilità?

E infine..., anche se proprio non si intravvedeva alcuna concreta possibilità di soluzione, perchè non è stata seguita la strada che, il medesimo mons. Williamson, con l'innegabile senso dell'umorismo, tutto inglese, che lo contraddistingue, ha indicato nel suo commento "Eleison" n. 276?

" Se il problema fosse stato la persona, non ci sarebbero state serie conseguenze. Si tratta infatti di un 72enne ("più o meno rimbambito") con ancora non tanti anni di attività davanti a sé.
Egli avrebbe potuto essere tranquillamente ignorato o ulteriormente screditato se necessario, lasciato a sbraitare e a farneticare nel suo isolato ritiro".

Questa è stata, in fin dei conti, la via seguita almeno da cinque o sei anni a questa parte. Era proprio necessario cambiare rotta oggi?
Al termine di queste mie semplici considerazioni, del tutto personali, mi permetto quindi, al di là di ogni umana speranza, di invitare gli amici alla preghiera affinchè, al termine di questo periodo travagliato, i quattro Vescovi della FSSPX possano, sia pur avendo idee diverse su alcuni fatti contingenti, almeno festeggiare insieme, il 29 giugno 2013, il Giubileo della loro ordinazione episcopale. Sarebbe almeno un segno di rispetto di fronte alla memoria di mons. Marcel Lefebvre.


Marco BONGI

martedì 28 agosto 2012

« PURIFICAZIONE DELLA MEMORIA E CONFESSIONE DELLE COLPE » DAGLI ERRORI DEL POST CONCILIO VATICANO II . « RICHIESTA DI PERDONO » PER LA CATTIVA INTERPRETAZIONE DEI TESTI CONCILIARI E PER I DANNI RECATI ALLA FEDE DA QUELLE MEFISTOFELICHE INTEPRETAZIONI.


Avendo, purtroppo, il ricordo di ciò che era la Chiesa prima del Sacrosanto Concilio Ecumenico Vaticano II :
- non posso festeggiare il Giubileo conciliare senza aver celebrato prima il “giorno della memoria e della purificazione della Chiesa dagli errori commessi contro il Magistero ed in primis contro il  Sacrosanto Concilio Vaticano II".
Non posso festeggiare perchè ogni cellula del mio corpo si rifiuterebbe !
Non posso festeggiare perchè ho vivissimo nella memoria il ricordo dei preti che hanno preferito morire piuttosto che continuare a vivere in una chiesa che non riconoscevano più come quella per la quale avevano dedicato tutta la loro vita e tutto se stessi !
Non posso festeggiare perchè per colpa dell'innocente Concilio è stata umiliata la cosa più bella che possediamo : la fede cattolica, unico mezzo di redenzione per l'umanità errante, al di fuori della quale non esiste salvezza
.
Prima dei festeggiamenti ci sia il "giorno della richiesta di perdono" il giorno della "purificazione della memoria" per chiedere perdono a Dio per i danni procurati alla Divina Maestà dall'innocente Concilio Vaticano II. .
In assenza di questa "purificazione della memoria " ci  penserà la Divina Provvidenza, mi auguro a breve, a saggiare come oro nel crogiuolo la Mistica Sposa di Cristo dalle zozzure immonde e dal fumo di Satana entrato nella Santa Chiesa di Cristo !
Quel giorno ci sarà pianto e stridore di denti ... ma la Chiesa sarà salva !

CONFESSIONE DELLE COLPE DEL POST CONCILIO VATICANO II E RICHIESTA DI PERDONO

Il Signore Gesù, nostro Divino Redentore ha insegnato : 
« Andate per tutto il mondo, predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo; chi invece non crederà sarà condannato» (Mr 16, 15-16)
Andate dunque, ammaestrate tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto quanto v'ho comandato. Ed ecco io sono con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo» (Mt 28, 19-20) ammonendoci che viviamo nel mondo, ma non siamo del mondo (Gv 17, 14).
Considerando con umiltà le colpe che gli uomini di Chiesa hanno fatto dopo l'evento conciliare, in un'autentica «purificazione della memoria» nel Cinquantesimo dell’apertura del Sacrosanto Concilio Vaticano II ci impegniamo in un cammino di vera conversione :
O Padre misericordioso,
nella vigilia della Sua gloriosa Passione
Tuo Figlio ha pregato per l'unità dei credenti in Lui.
Essi però, contraddicendo alla sua volontà, a causa del peccato e dell’orgoglio si sono opposti e divisi anche
a causa della temeraria e perniciosa interpretazione del Sacrosanto Concilio Vaticano II fatta con spirito di ribellione e di rottura con la Tradizione.
Invochiamo con forza il Tuo perdono
e Ti chiediamo il dono di un cuore penitente,
perché tutti i fedeli del Corpo Mistico di Cristo, la Santa Chiesa Cattolica, riconciliati con Te e tra di loro
in un solo corpo e in un solo spirito,
possano rivivere l'esperienza gioiosa della piena comunione.

Signore Dio,
la tua Chiesa pellegrina,
sempre da Te santificata nel sangue del tuo Figlio,
in ogni tempo annovera nel suo seno
membri che rifulgono per santità
ed altri che nella disobbedienza a Te
contraddicono la Fede professata e il Santo Vangelo.
Guarda con occhio misericordioso la Tua Chiesa sfigurata e umiliata dagli uomini di Chiesa che dopo il Concilio Vaticano II hanno cercato di offuscare la Verità dialogando con il mondo, senza convertire e mettendo in pericolo la possibilità di salvezza alle anime che anelano a Te, somma ed eterna felicità .
"Dio, nostro rifugio e nostra forza, guarda propizio al popolo che Ti invoca: e, per l’intercessione della gloriosa e immacolata Vergine Maria, Madre di Dio, di san Giuseppe, suo Sposo, dei tuoi santi Apostoli Pietro e Paolo e di tutti i Santi, esaudisci, misericordioso e benigno, le preghiere che Ti presentiamo per la con-versione dei peccatori, per la libertà e l’esaltazione della santa Madre Chiesa. Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen".

Dopo il Concilio Vaticano II «Attraverso qualche fessura il fumo di Satana è entrato nella Chiesa» disse il Servo di Dio Papa Paolo VI .
Concedici o Dio la grazia del Tuo perdono e il ravvedimento così che meritevoli della Tua Grazia potremo riprendere il cammino ed essere Tuoi autentici testimoni.
"O Glorioso Arcangelo Michele, sentinella della Santa Chiesa difendici nella lotta;
sii nostro aiuto contro la cattiveria e le insidie del demonio.
Gli comandi Iddio,
supplichevoli ti preghiamo:
tu, che sei il Principe della milizia celeste,
con la forza divina rinchiudi nell'inferno Satana
e gli altri spiriti maligni
che girano il mondo
per portare le anime alla dannazione. Amen".

Dopo il Concilio Vaticano II
abbiamo riconosciuto che anche gli uomini di Chiesa,
hanno talora fatto ricorso a metodi non evangelici
per affermare le “loro convinzioni” , frutto delle opere principe di questo mondo , per offuscare l’immagine del Sacrosanto Concilio Vaticano II e deviare le anime dalla ricerca della salvezza, ottenuto il Tuo perdono
sappiano imitare il Signore Gesù,
mite e umile di cuore.
Preghiamo il Glorioso Patriarca San Giuseppe, Patrono della Chiesa , perché protegga i Consacrati liberandoli dalla schiavitù delle ideologie di questo mondo : 
“A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione, ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio dopo quello della tua santissima sposa. Per quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all'immacolata Vergine Madre di Dio, e per l'amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo sangue, e con il tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni. Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, l'eletta prole di Gesù Cristo; allontana da noi, o padre amantissimo, la peste di errori e di vizi che ammorba il mondo, assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore, e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del bambino Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità, e stendi su ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché col tuo esempio e con il tuo soccorso possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l'eterna beatitudine in cielo”.

Signore, Dio
dopo il Sacrosanto Concilio Vaticano II
gli uomini di Chiesa, a cui Tu hai rivolto la Tua particolare benevolenza, hanno talvolta accondisceso a metodi di intolleranza e non hanno seguito il grande comandamento del Tuo amore, deturpando così il volto della Chiesa, tua Sposa e dello stesso Sacrosanto Concilio.
Abbi misericordia dei tuoi figli peccatori
e accogli il proposito
di cercare e promuovere la Verità nella dolcezza della carità, ben sapendo che il Sacrosanto Concilio Vaticano II è frutto della potenza dello Spirito Santo , atto del Magistero della Chiesa che è stato donato per salvare l’uomo dei tempi moderni dalla corruzione del peccato.


I peccati hanno lacerato l'unità del Corpo di Cristo
e ferito la carità fraterna : “col Concilio Vaticano II ci aspettavamo la primavera e invece è venuto l'inverno” ,  ebbe a pronunciare il Servo di Dio Papa Paolo VI.
Preghiamo perchè il  Signore misericordioso ci appiani la strada verso la riconciliazione con Lui, verità e vita e ci doni di vivere in santa comunione in attesa di contemplare il Suo Volto glorioso nella nuova Gerusalemme.

IL SACROSANTO CONCILIO ECUMENICO VATICANO II

“ Noi termineremo questa sessione del Concilio Ecumenico, che ha delineato la dottrina della Chiesa, nella gioia di riconoscere alla Madonna il titolo che ben le compete di Madre della Chiesa «Mater Ecclesiae».
Sarà questo un titolo che ci aiuterà a celebrare Maria Santissima amorosa regina del mondo, centro materno dell’unità, pia speranza della nostra salvezza”. ( Servo di Dio Paolo VI )
Maria , Mater Ecclesiae, ora pro nobis !

Testi ispirati alla   PREGHIERA UNIVERSALE
CONFESSIONE DELLE COLPE E RICHIESTA DI PERDONO , Anno Santo 2000 Beato Giovanni Paolo II.

http://www.30giorni.it/articoli_id_2564_l1.htm ( per le citazioni del Servo di Dio Paolo VI )





martedì 14 agosto 2012

I “ FANS “ DELLA FRATERNITÀ SACERDOTALE SAN PIO X ( FSSPX ) E LA RIDEFINIZIONE DEI FEDELI CATTOLICI : “DEL CLERO E DEI LORO TIRAPIEDI”. I FEDELI NORMALMENTE INSERITI NELLA VITA ECCLESIALE SONO STATI DEFINITI “ DI QUELL’AREA, DI QUELLA CORRENTE… “ QUALCOSA NON VA !!! QUALCOSA NON VA !!!


In apertura di questa veloce riflessione prefestiva la mia piena e totale solidarietà  alla Fraternità Sacerdotale San Pio X che, suo malgrado, si trova immischiata in questioni che non hanno nulla di cattolico per “merito” di alcuni suoi fans.
Grazie all’eccessiva “liberalità” di Messainlatino un “anonimo” pochi giorni fa ha scritto : “ … ma Muller ( il nuovo Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede N.d.R. ) é un uomo del Concilio conciliante solo perché conciliare... questo tipo di personaggi possono benissimo dire una cosa e l'esatto contrario, ce l'hanno nel DNA"…
Incredibile !  
Se questa frase non fosse ancora visibile sulla linkata MiL non ci si crederebbe !
Debbo dire che in questa campagna di odio contro il neo-Prefetto della CDF lo “zampino” di " qualcuno " un po' vicino alla  FSSPX ci deve pur essere …
Non occorre usufuire dei “corvi” in Vaticano per sapere che pochi minuti dopo la comunicazione della nomina del nuovo Prefetto dell’ex Sant’Uffizio nei computer di quasi tutti gli officiali vaticani è arrivata un’e-mail, in lingua francese, a firma “Bernardus” contenente pesanti accuse di eresia nei confronti del Prelato suddetto.
Anche in questi caldi giorni ferragostini è  sufficiente postare su MiL  un articolo su Mons. Mueller che "voilà" le visite schizzano... 2000-3000 ... e vai !!!
Non parliamo poi degli “interventi” ( evidentemente ci sono individui che si messaggiano via sms per “ritrovarsi” casualmente su MiL per postare il loro odio contro il malcapitato Chierico di turno ...).
Ci sono stati però alcuni saggi lettori che si sono rivolti alla Redazione  :
“@ Redazione.
Ma quando vi e ci libererete definitivamente da questi sputa-veleno anticattolici e cripto-sedevacantisti che seminano zizzania nei confronti di Santa Madre Chiesa, del Papa e dei vescovi in comunione con lui?
Basta! 
Non se ne può più, è un'indecenza!
Ma chi sono costoro e come osano mettere in dubbio la dottrina e la cattolicità del Prefetto dell'ex Sant'Uffizio !
Costoro fanno solo danno ai veri tradizionalisti!
Basta con nulla facenti che vengono qui a sputar odio e seminar zizzania!
Tralascio quanto , con malcelato odio,  stanno scrivendo contro di me ! 
Per me è un vanto essere insultato  : da quando " esplose" il "caso Lefebvre ", ero allora adolescente, ho sempre "combattuto, pagando di persona, la buona battaglia per la Tradizione" !
Debbo per questa indiscussa militanza "tradizionalista" trascrivere, ad perpetuam rei memoriam, quanto ci hanno inviato in riferimento alla nostra normalissima attività di fedeli pienamente inseriti nella vita pastorale delle nostre comunità : ( voi, N d R, ) :  
“ … seguite quell’area, quella corrente…".
Allucinante ! 
Ci rendiamo conto ? 
Essere inseriti normalmente nella vita ecclesiale, diocesana, parrocchiale o di un gruppo cattolico, per qualcuno significa seguire “ … quell’area, quella corrente…”
Questi  coraggiosi , coperti ( secondo loro) dall'anonimato ( ... ) se la prendono con noi perchè in maniera irrinunciabile viviamo normalmente la nostra vita spirituale nelle parrocchie e nelle strutture diocesane  !
E' la " normalità " cattolica ad essere odiata !
Una considerazione finale.
E' assai preoccupante osservare che alcuni siti cattolici  sono costantemente presi di mira da parte di individui che non possono sfogare la loro perenne esuberanza ormonica adolescenziale in altri blog che moderano, com'è giusto, preventivamente gli interventi.
Uno di questi saggi blog ad esempio è  “Chiesa e post concilio”  
( aimè "concilio" è scritto con la c minuscola come se un Sacrosanto Concilio della Chiesa non è un Avvenimento voluto dalla Celeste Provvidenza N d R)   .
Rimasti politicamente orfani , mentre in numero crescente guardano con occhio tenero i “grillini”,  taluni fuoriusciti dall’impegno politico dalle idealistiche connotazioni pare che abbiano ritrovato nuova linfa rigenerante nel tifo che risersano nei confronti della FSSPX ( romanticamente interpretata secondo la loro mente…).
C’è qualcosa di cristiano in tutto questo ?
Mettiamo un poco più di preghiera e supplichiamo : "Signore aumenta in noi la fede ! "
Andrea Carradori

Foto : La Fede. Reims, Cattedrale.

Dall'equilibrato blog Cattolico CORDIALITER due , inascoltati, appelli :

- Un sacerdote prende le distanze dai siti rissosi

Chiarimento circa il post precedente