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giovedì 7 luglio 2016

Il delitto di Fermo: siamo tutti in lutto!

AGGIORNAMENTO
Su questo spazio cattolico continuiamo e continueremo ad invocare il Signore Onnipotente affinchè, per la sicura intercessione della Madonna Santissima, accolga nel Suo grembo l'anima del nostro fratello in Cristo che ha perso la vita ieri a Fermo, conforti la sua fidanzata ed assista anche colui che  pronunciando la frase irriguardosa ha dato inizio alla tragedia.

La Magistratura, dopo opportune indagini condotte dalle Forze dell'Ordine, ha comunicato come effettivamente sono andate le cose. Invochiamo la

mercoledì 6 giugno 2012

LA FUNZIONE “MEDICINALE” DELLA CHIESA



Se si ama davvero il Papa e si riconosce la Sede Apostolica come il luogo da cui Pietro esercita il suo primato universale sulla Chiesa Cattolica , non si può non prendere le distanze dalle idee, dai comportamenti e da quel tipo di articoli estremisti e distruttivi che di fatto cercano di frantumare  il Magistero della Chiesa e l'unità dei credenti.
Benedetto XVI è sempre benignamente paterno.
Il Papa parla di “comunione spirituale “ anche a chi ha sofferto a causa di una promessa mancata e non ha la forza di vivere il resto della vita in solitudine .
Un dolore che può offrire in comunione al sacrificio di Gesù in croce, per la salvezza propria e dei fratelli. 
Anche questa è comunione.
Piena, senza rivendicazioni sindacali.
E con un gusto che se possibile sarà ancora più bello: anelare a Cristo, comunicandosi spiritualmente a Lui, adorandoLo, servendoLo, rendendogli grazie per il dono della vita.
L’ intervento del Santo Padre, ispirato dallo Spirito Santo, ci conferma nella dottrina di N.S. Gesù Cristo!
Il nesso tra il sacramento del matrimonio che i due sposi si conferiscono e il dono definitivo del Cristo al Suo Corpo, la Chiesa, è talmente intimo che il primo è icona del secondo che lo garantisce e che si realizza pienamente nel Sacrificio della Croce e dell’Altare.
La pastorale suggerita dal Santo Padre è delicata e realistica: i nostri fratelli, separati e tal volta civilmente risposati, fanno parte della Chiesa che soffre ma per i quali Cristo stesso è venuto: anche se, rimanendo in quello stato, non possono più ricevere l’assoluzione e la Santa Comunione ad essi vanno applicati i meriti del Cristo e quelli, di nessun valore, nostri in unione ai Suoi.
«I Vescovi sono ben consapevoli del dolore, della sofferenza e delle lacerazioni che tanti vivono», ha affermato il cardinale Scola. «E il Papa l’ha rimarcato e ripreso con grande forza. Sono una parte viva delle nostre comunità e possono partecipare alla vita della Chiesa con diverse modalità, anche se non possono accostarsi al sacramento».
Benedetto XVI si riferiva al valore della comunione spirituale, di cui già parlava San Tommaso e che S. Alfonso Maria de Liguori ha espresso bene in una preghiera.
Il cardinale Scola spera che «nelle nostre comunità e parrocchie cerchiamo tutti insieme di favorire la comprensione, con S. Alfonso de’ Liguori ha lasciato questa formula, insegnata a generazioni di cristiani: “Gesù mio, credo che voi siete nel SS. Sacramento. Vi amo sopra ogni cosa. Vi desidero nell’anima mia. Giacché ora non posso ricevervi sacramentalmente, venite almeno spiritualmente nel mio cuore… Come già venuto, Vi abbraccio e tutto mi unisco a Voi. Non permettete che io mi abbia mai a separare da voi”.
E’ un’unione di spirito, ma VERA, come è reale una lettera o una telefonata tra innamorati che non possono vedersi.
Viene da pensare, nello struggente ricordo, alle famiglie allora tragicamente separate dal muro di Berlino, ai Sacerdoti incarcerati una vita dai regimi, alla gente così povera da non potersi pagare un viaggio e che alimenta legami sensibilissimi con chi non può essere lì, “perché la anima vive più dove ama che dove vive” (S. Giovanni della Croce).
Il desiderio di fare una comunione spirituale si fonda sulla fede nella Presenza Reale di Gesù nel pane e nel vino consacrati.
Ma non opera quell’avanzare verso le specie eucaristiche, nel mezzo dei fratelli, alla luce del Vangelo e nella consapevolezza delle prescrizioni della Chiesa, che configurerebbe una disobbedienza comunitaria, che svaluta innanzitutto il valore del sacramento del matrimonio (sacramento contratto pubblicamente e non privatamente) e poi quello dell’Eucaristia come comunione pubblica (perchè nel segreto del cuore il Signore sa del nostro amore e ve lo contraccambia con abbondanza).
Ecco perchè la Comunione spirituale è particolarmente indicata durante la Santa Messa, essendo la Messa un’offerta della nostra vita, così come è, tanto da impedire di accostarsi fisicamente al Santissimo Sacramento (e quanti abusiamo della facoltà di farlo, in assenza di una adeguata frequenza alla Confessione, pur disponendone)
Una riflessione simile sul sito dei “piccoli figli della luce” che cita anche S. Caterina.
La Santa temeva che la Comunione spirituale non avesse nessun valore rispetto alla Comunione sacramentale. Gesù in visione le apparve con due calici in mano, e le disse: “In questo calice d’oro metto le tue Comunioni sacramentali; in questo calice d’argento metto le tue Comunioni spirituali. Questi due calici mi sono tanto graditi”.
E a S. Margherita Maria Alacoque, molto assidua a chiamare Gesù nel Tabernacolo, una volta Gesù disse: “Mi è talmente caro il desiderio di un’anima di ricevermi, che lo mi precipito in essa ogni volta che mi chiama con i suoi desideri”.
La Comunione spirituale soddisfa almeno in parte a quell’ansia di essere sempre “uno” con chi si ama. Gesù stesso ha detto: “Rimanete in Me e io rimarrò in voi” (Giov. 15, 4). E la Comunione spirituale aiuta a restare uniti a Gesù, sebbene lontani dalla sua dimora.
C’è da augurarsi che tanti santi confessori, educatori e catechisti la insegnino.
Confermando così la funzione “medicinale” della Chiesa».

Libera rielaborazione di scritti vari dal blog : Sacri Palazzi, di Andrea Tornielli

Inno alla Chiesa di Cristo

I tuoi servi portano vesti che non invecchiano
e il tuo linguaggio è come il metallo delle tue campane.
Le tue preghiere sono come querce millenarie
e i tuoi salmi hanno il respiro dei mari.
La tua dottrina è come fortezza su monti invincibili.
Quando tu accogli voti, essi risuonano fino alla fine dei tempi
e quando benedici costruisci dimore in cielo.
Le tue consacrazioni sono come grandi segni di fuoco sulla fronte,
nessuno può rimuoverle.
Perché la misura della tua fedeltà non è la fedeltà umana
e la misura dei tuoi anni non comprende autunno.
Tu sei come una fiamma costante sopra ceneri vorticose.
Tu sei come una torre in mezzo ad acque che scorrono.
Perciò tu taci così profondamente quando i giorni rumoreggiano,
perché alla sera essi cadono sempre sotto la tua misericordia.
Tu sei colei che prega sulle tombe!
Dove oggi fiorisce un giardino,
domani c'è una selva e dove prima abita un popolo,
in una notte dimora la rovina.
Tu sei l'unico segno dell'eterno su questa terra:
quello che tu non trasformi,
lo cambia la morte.
(G. von Le Fort, Inni alla Chiesa).

martedì 15 maggio 2012

PAPA BENEDETTO XVI AD AREZZO: “SI VEDE CHE SIAMO NELLA PATRIA DI GUIDO D’AREZZO” COMMENTANDO LA BELLA ESECUZIONE DEI CORI DIRETTI DAL M° LORENZO DONATI

Stavo cercando in rete alcune foto della bella Messa di Papa Benedetto XVI  ad Arezzo quando mi sono imbattuto in articolo che inizia così : 
"Papa-Flop ad Arezzo. In una città spettrale, blindata e vuota, meno di un terzo delle 30.000 persone annunciate hanno partecipato alla Santa Messa di Papa Ratzinger ad Arezzo.
Indipendentemente da qualsiasi considerazione di carattere religioso, nelle speranze di tutti la visita del Papa nella nostra città sarebbe dovuta essere un grande biglietto da visita per un rilancio turistico.  …”
Non mi interessa sapere quanti fossero stati in realtà i fedeli presenti alla Messa del Papa ad Arezzo anche perchè non ho motivo di diffidare delle stime ufficiali fornite dalla stampa e dalle forze dell'ordine.
Mi dispiace   che l'articolo  di Angelo Rossi parla solo della Città di Arezzo transennata e vuota dimenticando di elogiare quanti han reso possibile l'allestimento della bella liturgia celebrata al campo sportivo di Arezzo.
Da un sito informativo locale mi sarei aspettato almeno  una lode particolare per il servizio musicale che, come va di moda oggi, ha confermato un'eccellenza nazionale, troppo spesso ignorata : la coralità, professionale o dilettantistica, che sopperisce alla cronica diseducazione musicale di cui soffre, dal secondo dopoguerra, il nostro bel Paese.
Tutti coloro che posseggono senso di obiettività hanno dato il  giusto riconoscimento, professionale ed umano, alle migliaia di professionisti e di volontari che hanno reso possibile quell'impegnativo evento.
Per fortuna ci ha pensato il Papa in primis a ringraziare i tanti angeli custodi che hanno preparato con ogni cura la Messa al campo sportivo. 
Ma il Papa ha fatto di più !
Da attento musicista e  cultore della buona musica ha esclamato : “SI VEDE CHE SIAMO NELLA PATRIA DI GUIDO D’AREZZO”.
Dalla ripresa televisiva ufficiale  abbiamo notato  che gli occhi del Papa brillavano di gioia nell'ascolto delle belle esecuzioni corali dirette dal Maestro Lorenzo Donati.
Ci viene quasi da supporre che il Papa sia informato preventivamente delle "belle sorprese", soprattutto musicali, che lo attendono durante i suoi viaggi pastorali e che la fonte proviene proprio da ambienti musicali ...
Diversi indizi ce lo fanno pensare ...
La particolarità dell’evento di domenica 13 maggio ci fa ammirare ancora una volta l'opera del Maestro delle Celebrazioni Liturgiche del Santo Padre Mons. Guido Marini, fedele interprete e traduttore del pensiero del Papa per la Liturgia che  ha voluto valorizzare le risorse corali locali a cui è stato affidato il compito di arricchire in modo preciso e stupendo la celebrazione papale.
Vorrei anche a queste mie parole seguisse un clik QUI per godere del video della Santa Messa di Papa Benedetto XVI ad Arezzo con le musiche dirette dal sullodato Maestro Donati.
Vi consiglio anche di leggere il breve articolo che accompagna il video che Cantuale Antonianum ha scelto per commentare un momento davvero commovente quando il Papa, finalmente libero dall'invadente Arcivescovo Riccardo Fontana, che lo ha pure afferrato per il braccio per mostrargli il  altare nuovo del Duomo,  quello, per intenderci, con l'orribile  sagoma della zanzara deforme ( come lo lo hanno appellato gli aretini),  ha potuto sostare in preghiera nella Cappella della Madonna del Conforto, ascoltando estasiato il soavissimo canto di  laude mariana, con parole del Petrarca, stupendamente eseguita da due cantori di 13 e 12 anni. 
Conoscendo l'indole dei chierici ci vien da pensare ad un antico adagio popolare : passata la festa , gabbato lo santo ...” 
Chissà se in quelle belle e storiche terre potranno avere trovare ancora ospitalità delle liturgie così curate ed arricchite da musiche corali  di alto livello ...
Mi auguro di poter postare a breve il programma musicale eseguito alla Messa Papale  che ha confermato ancora una volta la ricchezza artistica  del popolo toscano che ha effuso in tutto il mondo la cultura umanistica nata proprio in quelle belle e benedette terre.
Andrea Carradori









sabato 17 marzo 2012

IL DEBITO E L'ANTICRISTO


Forse qualcuno sarà rimasto sconcertato dal mio ultimo articolo su questo sito quando ho affermato che all'Italia converrebbe ripudiare il debito sovrano per quanto riguarda la parte estera. 
Si sarà chiesto: come può un cattolico osservante come lo scrivente suggerire un atto cosi poco morale ? sarebbe una giustissima osservazione a cui però va risposto semplicemente con un'altra domanda: sarebbe un atto morale gettare nella miseria un intero popolo per pagare un debito che in gran parte (quello vecchio) è già stato pagato 4/5 volte per soddisfare alcuni strozzini mondiali ?
Quest’ultimi hanno una grande paura che i debitori smettano di onorare il debito pubblico e cioè che i governi arrivino a capire che non ha senso imporre sacrifici estremi per decenni al loro popolo, unicamente per pagare i creditori, tanto più che questo frena la crescita del nostro Paese e di mezza Europa.
Si tratta di prendere coscienza che una riduzione massiccia dei debiti sovrani è inevitabile, che non c’è altra soluzione, dati i livelli d’indebitamento raggiunti e i veti della Germania alla BCE di stampare moneta (se lo si fosse permesso alla BCE la speculazione si sarebbe fermata di colpo) . E che nessuna austerità e rigore otterrà mai il risultato di onorare il debito. Non solo per la Grecia, ma anche per Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda ed anche Francia.
Oggi però non solo Monti, ma anche la nostra comunità politica, sottomessa com'è al potere della finanza globale , non è neanche sfiorata dalla tentazione di ripudiare il debito sovrano. Anzi il Sistema abolisce la democrazia (Monti in Italia, Papademos in Grecia).
Per ovviare a questi pericoli i grandi creditori stanno obbligando i governi ad aderire al "Meccanismo di Stabilità Europea", il famigerato ESM, (che teoricamente sarebbe un fondo salva-stati) dove per Statuto gli Stati indebitati devono sottoporsi al super-governo sacrificandogli la sovranità, dandogli il diritto di ingerirsi del loro bilancio, di tagliare le spese, di svendere i loro patrimoni e naturalmente non essere più in grado di rifiutarsi di pagare.
Sarebbe oltremodo consigliabile non entrare nell'ESM, non ultimo perchè all'Italia spetterebbe il 18% delle azioni con un esborso di 130 miliardi di Euro che non ha (conterebbe poco dal momento che la maggioranza di fatto l'avrebbe la Germania e la Francia con il 47%) e poi perchè il taglio delle spese e la vendita delle proprietà statali può farla benissimo da sola, conservarvando soprattutto la propria indipendenza. Ma come ho detto l'ultima volta di tutto parla Monti meno che di tagliare la spesa pubblica e di vendere il patrimonio statale.
A differenza della Grecia che ha versato lacrime e sangue nei tagli alla spesa (raccolgono erbe selvatiche sui monti, segano di notte gli alberi nei parchi per riscaldarsi, la disoccupazione dilaga, i suicidi aumentati del 22% ecc) al contrario in Italia ci sarebbe solamente da tagliare il "grasso che cola": la corruzione dell'amministrazione pubblica che ci costa 60 miliardi di euro l'anno.
La Spesa Pubblica in Italia nel 1970 era il 29% del Pil, oggi è al 54%, quando tutti gli economisti sono concordi nel dire che il livello fisiologico di spesa per un paese dovrebbe essere il 40%. Infatti la Francia è al 40%, la Svizzera al 30%.
Monti dovrebbe occuparsi, tanto per fare alcuni esempi, oltre che delle liberalizzazioni dei privati (tassisti, notai, farmacisti,avvocati ecc.), della competitività della Sicilia dove un deputato regionale percepisce 22 mila euro mensili netti, la pensione di tre mila euro sempre mensili a 50 anni dopo una legislatura e se non viene rieletto, udite, udite, si concede al "povero trombato" 90 mila euro per il "reinserimento nella vita civile" come se fosse un carcerato.
Si dovrebbe occupare del mezzo milione di euro l'anno per le auto-blù a Brindisi o a Potenza dove per due auto-blù sono stati assunti 95 addetti o per i 500 mila che in Italia campano di politica, ossia di parassitismo pubblico, senza poi contare i milioni di dipendenti pubblici, un certo numero dei quali sono sicuramente parassiti.
Perchè non stroncare con le cattive questo costo sicuramente non competitivo ? Su più di 800 miliardi di spesa pubblica attuale si potrebbe benissimo, senza che l'efficienza ne risenta, tagliare 150/200 miliardi che servirebbero a diminuire le tasse, oramai insostenibili, a finanziare la ripresa, ed anche a diminuire il debito.
Nel medesimo tempo Monti dovrebbe cominciare a vendere le proprietà statali. In uno studio molto recente fatto dal prof. Edoardo Reviglio (presentato in 19 slides in un seminario tenutosi al Tesoro il 30 settembre 2011) le proprietà dello Stato italiano sono quantificate in 1.815 miliardi di euro, quasi quanto il nostro debito.
Sarebbe sufficiente dismettere parte delle proprietà immobiliari (420 miliardi), delle partecipazioni (132), della cassa disponibile (276), dei crediti e delle anticipazioni attive (240), delle concessioni (78), delle infrastrutture (386), delle risorse naturali (176), dei beni culturali (37), dei beni mobili (70). La somma di quanto sopra è 1.815 miliardi di euro.
Basterebbe venderne un quarto e il nostro debito si attesterebbe intorno al 90% (oggi siamo al 120%). Perchè Monti non procede per questa via invece di taglieggiare gli italiani facendo dell’Italia uno Stato di polizia fiscale ?
Perché non vende invece i beni dello Stato che sono pessimamente amministrati (costi altissimi per la loro manutenzione) ?
Questo di vendere è stato un invito fatto pervenire pure dal Fmi (Fondo monetario internazionale) al governo italiano, per cui lo Stato non deve fare l'indiano, non può far finta di non aver capito in un momento cosi cruciale: deve vendere !!!
Sembra assurdo che tutto ciò non avvenga, ma l'assurdità scompare quando si prende atto della seguente verità: col governo Monti oltre che il Bilderberg e la Goldman Sachs hanno preso il potere le Caste pubbliche, i parassiti pubblici come corpo sociale, per mantenere i loro innumerevoli privilegi.
Il governo dei "tecnici" è stato voluto dal primo membro della Casta: il presidente Napolitano la cui corte costa 12 volte di più della monarchia britannica. I nuovi ministri sono quasi tutti prof. universitari, dipendenti pubblici che in tutta la loro vita non si sono mai cimentati col "mercato".
Questo governo è sostenuto dalla casta dei parlamentari destra e sinistra uniti, i quali sono preoccupati se dovesse esserci il voto a breve, di non essere rieletti e quindi perdere lo stipendio da parassiti di 15 mila euro al mese.
Non parliamo poi dei sindacati, che per lo più difendono i dipendenti pubblici (negli ultimi anni aumenti del 15% sugli stipendi) avendo abbandonato gli operai (negli stessi anni aumento del salario del 4%). Una spiegazione c'è: i dipendenti pubblici sono un blocco che con le loro famiglie, rappresenta 10 milioni di elettori.
Gente per lo più questa che i soldi dallo Stato li prende (e tanti) e che per questo è contraria alla popolazione che allo Stato i soldi li dà, perchè a suo giudizio non ne dà mai abbastanza.
Qui non si tratta di destra o sinistra, qui in realtà, detta in modo esemplificatorio, c'è una lotta sui generis - sfruttatori contro sfruttati - di cui però la popolazione generale, i produttori, quelli che aumentano la ricchezza del paese non si rendono conto, essendo divisi su falsi problemi intenti a combattere in ordine sparso, mentre gli sfruttatori agiscono come blocco sociale unitario per mantenere i loro privilegi.
Questo è il motivo per cui abbiamo il governo tecnico: hanno preso il potere per scongiurare la loro epurazione e lo si vede dai provvedimenti che prendono: l'ipertassazione invece del taglio agli sprechi. La fantomatica lotta all'evasione fiscale (che più di tanto non dà e non è sufficiente certo a fare una politica di riduzione delle tasse) anzichè alla corruzione e allo spreco pubblico. Oggi invece si pone l'accento sulla lotta all'evasione (anno 2011 recuperati 12 miliardi) che è diventato un mantra, ma non si fa niente sugli sprechi (150/200 milardi).
La mano pesante contro i tassisti, i notai, i pensionati, i commercianti, i coltivatori e la mano molto leggera contro il Senato che si è tagliato 3.6 milioni di euro su 700 milioni all'anno che ci costa (- 0.5% della spesa. Per le famiglie, i pensionati e i privati i tagli sono del 10/15%.
Per mantenere l'articolo 18 sono scesi in sciopero non i lavoratori del privato, ma i dipendenti pubblici, (anzitutto di bus e metropolitane) ossia coloro che hanno il privilegio del posto fisso e i salari del 15% superiori ai pari grado dei privati: l'articolo 18 garantisce l'illicenziabilità dei fancazzisti, e alla peggio l'obbligo di reintegro del fancazzista licenziato per ordine della Casta giudiziaria.
L'austerità e l'ipertassazione mostruosa del settore privato provoca recessione e impossibilità di servire il debito pubblico, ma alla Casta non importa. Non è possibile che questa verità sfugga ai piani alti dell’ESM e della BCE. Lo sanno benissimo. Per questo è più chiaro che il loro scopo non è il risanamento delle economie, la competitività da aumentare, bensi la presa del potere da parte dei poteri forti.
Essi approfittano della ricorrente crisi della democrazia, del discredito in cui sono caduti i governi e i parlamenti per loro colpa, per apparire come salvatori tecnici, per il loro colpo di Stato.
Sta avvenendo quello che avvenne nel 1929-1933 in Germania: grande disoccupazione e una immane inflazione e lo sbocco fu che prese il potere Hitler. Probabilmente sanno che siamo giunti di nuovo allo stesso punto. Sanno che con la crisi della democrazia è propizio l’emergere dell’uomo forte che li sbatte fuori dai profitti, imponendo il controllo di Stato sui mercati.
Allora hanno anticipato i tempi: va bene abolire la democrazia purchè siamo “noi” a farlo.
Questo non è altro che un sogno ricorrente dei grandi poteri finanziari mondiali che oggi si sta realizzando con l’aiuto della globalizzazione: fare un governo mondiale con loro al potere.
E’ da tempo che è noto che si vuole instaurare un nuovo ordine mondiale da parte di una controchiesa massonica che ricalca in tutto e per tutto, nel segreto, le liturgie cattoliche, in quantochè la cattolica è l'ultimo ostacolo da abbattere per la totale conquista del potere.
Più di due secoli fa, nel 1773, Amschel Mayer Rothschild convocò a Francoforte dodici grandi esponenti del mondo finanziario, economico e scientifico per coinvolgerli in un piano di dominio mondiale.
L’anno seguente forniva i supporti per la fondazione degli “Illuminati di Baviera” per cui è lecito pensare che Rothschild desse un autentico impulso alla fondazione della moderna controchiesa.
Il numero tredici rappresenta i dodoci Apostoli riuniti con Gesù, a cui si oppongono i dodici apostoli diabolici riuniti intorno all’anticristo (la logica e la tradizione designano la famiglia Rothschild quale stirpe dell’anticristo).
I dodici sodali oggi sarebbero: gli Astor, i Bundy, i Collins, i Du Pont, i Freeman, i Kennedy (che poi tradirono), i Li, gli Onassis, i Reynold, i Rockefeller, i Russel, i Van Duyns.
Si può concludere che tutte le massonerie (comprese quelle orientali come i Fratelli musulmani) obbediscano direttamente o indirettamente, agli "illuminati" e quindi consapevolmente o inconsapevolmente sataniste.
Come i fedeli cristiani che hanno costituito opere caritative, assistenziali e culturali, per servire i fratelli e il bene comune, anche nel campo avverso non sono da meno. Infatti si sono prodigati, tramite analoghi organismi, a promuovere per il "nostro bene" la cultura malthusiana che prevede l'eliminazione del 90% della popolazione mondiale, l'eliminazione della famiglia tradizionale, rimpiazzandola con quella omosessuale e con i ritrovati dell'eugenetica, a concentrare in pochissime mani fidate un sistema di controllo totalitario e poliziesco.
Tutto questo è da tempo portato avanti dalla Commissione Trilaterale, dal Club di Roma, dalla fondazione Planned Parenthood, dal club Bilderberg.
Questa rivoluzione antropolica attualmente in evoluzione ci porterà da una cultura cristiana basata sulla compassione e aiuto agli ultimi ad una dittatura tecnocratica disumanizzante.
Per lorsignori è imperativo distruggere la chiesa cattolica per assoggettare il mondo alla nuova religione diabolica e per realizzare i primi propositi satanici: adorazione per sé e odio per Dio.
Esiste un documento intitolato il “Programma della massoneria per la distruzione della Chiesa in 33 punti”, venuto alla luce in concomitanza con il Concilio Vaticano II, che è dedicato ai massoni infiltrati nella gerarchia ecclesiastica. Il documento è incentrato sull’odio verso Dio e la sua Chiesa che si vuol demolire passo per passo fino ad inneggiare alla guida di Satana sulla Chiesa riformata.
Sappiamo cosa sia successo dopo l’ultimo Concilio: per la prima volta nella storia i nemici della Chiesa si annidano pure al suo interno. Molto di quello che è stato introdotto nella chiesa del post-concilio (dottrine moderniste, fantasiosi aggiornamenti, innovazioni liturgiche) è opera del demonio.
In effetti abbiamo un chiesa riformata che non riconosce più la Tradizione e non ubbidisce più al Magistero, cioè al Papa.
A questo punto allora una domanda si impone: stiamo veramente vivendo gli ultimi tempi ? quelli dell’Anticristo ? Non lo so, certo che gli indizi sono molti, ne cito alcuni. Paolo VI, di fronte alle eresie dei teologi cattolici che mettevano in discussione le verità di fede e all’abbandono dell’abito talare di oltre duecentomila religiosi negli anni '70, chiedeva al suo amico Jean Guitton: "Siamo prossimi alla fine ?...Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico è che all'interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non-cattolico e può avvenire che questo pensiero non cattolico all'interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia”.
Benedetto XVI parlando dell’anticristo cita il filosofo Kant: "se il Cristianesimo un giorno dovesse arrivare a non essere più degno di amore (...) allora il pensiero dominante degli uomini dovrebbe diventare quello di un rifiuto e di una opposizione contro di esso; e l'anticristo (...) inaugurerebbe il suo, pur breve, regime (fondato presumibilmente sulla paura e sull'egoismo). In seguito, però, poichè il Cristianesimo, pur essendo stato destinato ad essere la religione universale, di fatto non sarebbe stato aiutato dal destino a diventarlo, potrebbe verificarsi, sotto l'aspetto morale, la fine (perversa) di tutte le cose".
Oggi infatti l'anticristianesimo è diventato la nuova fede dell' Occidente. Può darsi pure che tra non tanto tempo questa nuova fede avrà anche il suo messia: l'anticristo...
Di non poco conto (argomento che pochi citano) il ritorno degli Ebrei sulla terra degli antichi padri, la Palestina.
Un grande studioso di profezie certo Padre Gulleton, nel 1941 (sette anni prima del ritorno) scriveva testualmente:
"E' stato predetto in maniera molto chiara che gli Ebrei sono destinati a ritornare in Palestina verso la fine del mondo. Secondo la scrittura Dio non ha ripudiato gli Ebrei per sempre e nemmeno, nelle sue intenzioni, che la loro dispersione doveva essere definitiva. Egli promise loro che negli ultimi tempi della storia del mondo i figli di Israele, sparsi in tutto il mondo sarebbero ritornati in Palestina".
Per convincersi di ciò basterebbe leggere tutti i profeti dell'A.T. (tutti ne parlano) a cui non è stata data molta importanza, pensando come disse l'allora cardinale Ratzinger (a proposito del ritorno degli Ebrei sulla terra dei padri), che "molte profezie dell Antico Testamento che erano dirette al popolo ebraico sono state interpretate da noi cristiani in senso spirituale, essendo noi cristiani tendenti ad impadronirci della Bibbia, rendendola estranea al popolo ebraico".
Per concludere diamo la parola all'apostolo delle genti, S.Paolo:
“devi sapere che negli ultimi tempi verranno momenti difficili. Gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanitosi, orgogliosi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, senza religione, senza amore, sleali, maldicenti, intemperanti, intrattabili, nemici del bene, traditori, sfrontati, accecati dall’orgoglio, attaccati più ai piaceri che a Dio, con la parvenza della pietà, mentre ne hanno rinnegata la forza interiore” (S.Paolo, 2Timoteo 3,1-5).
Non possiamo certo dire di non essere stati avvertiti in anticipo.
F.V.