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venerdì 17 giugno 2016

Il Papa "La cultura del provvisorio...Eppure davvero dico che ho visto tanta fedeltà in queste convivenze... hanno la grazia del matrimonio"

"...Ma nulla è paragonabile al realismo evangelico, che non si ferma alla descrizione delle situazioni, delle problematiche – meno ancora del peccato – ma che va sempre oltre e riesce a vedere dietro ogni volto, ogni storia, ogni situazione, un’opportunità, una possibilità. 
Il realismo evangelico si impegna con l’altro, con gli altri e non fa degli ideali e del “dover essere” un

martedì 12 giugno 2012

MITICO " SI, SI, NO, NO " ! UNA BELLISSIMA RIFLESSIONE DA INCORNICIARE !



“Mitico” Si, si, no, no ! Frequentavo il Ginnasio quando un pio, giovane e coraggioso Sacerdote di Macerata mi regalò una copia  di Si, si,no, no dicendomi di meditarlo attentamente.
Fece la stessa cosa con altri uno dei quali il quale, lo seppi poi, da allora non smise, fino alla morte, di assistere devotissimamente alla Santa Messa nell’antico rito tridentino.
Il Sacerdote fece anche un’offerta ( a nome mio) alla rivista perché io potessi ricevere il Quindicinale Cattolico, fondato dal teologo Don Francesco Maria Putti.
Da allora, pensate quanti anni fa … non ho mai smesso di leggere Si,si,no,no che puntualmente mi arriva anche se, a causa della mia sbadataggine, da diversi anni non invio l’offerta alle Reverende Suore che ne curano la pubblicazione.
Mitica pubblicazione !
Attento solo agli avvenimenti ecclesiali e all'analisi delle malefatte teologiche e/o ecclesiali il Quindicinale non è mai sceso a fare pettegolezzi  nei confronti dei Consacrati e delle loro debolezze umane. 
Si,si,no.no , secondo fonti ben informate dentro le Sacre Mura, è regolarmente letto  da Alti Prelati vaticani che, in diverse occasioni,  hanno tremato leggendo gli articoli sempre scritti con assoluta e intransigente lealtà.
Il Quindicinale ha riservato le sue attenzioni editoriali alle più assurde scelleratezze con cui gli uomini di Chiesa dopo il Sacrosanto Concilio Vaticano II hanno flagellato e offeso la Mistica Sposa di Cristo.
Io conservo la serie, dagli anni del mio ginnasio, di Si,si,no,no fatta eccezione di diversi numeri che mi furono richiesti, in gran segreto, da alcuni Vescovi, a ridosso di alcuni grandi avvenimenti ecclesiali, e non mi sono stati più restituiti, come costume degli ecclesiastici.
Si debbono tessere grandi e riconoscenti elogi a questo validissimo sussidio spirituale per la nostra vacillante fede che vien resa ancor più traballante dall’evidente mancanza di fede e di devozione di tanti Consacrati.
Su Internet possiamo leggere , nella versione
on line, questo stimato foglio “antimodernista” che raccomando soprattutto alle nuove generazioni di cattolici.
Andrea Carradori


DA SI , SI , NO, NO, ( nella forma cartacea ) ANNO XXVIII, n.9 HO SCANNERIZZATO QUESTA RIFLESSIONE (pagine 2 e 3) :

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Caro sì sì no no,
ascolta questa che è stata raccontata a me.
Un venerdì di quest'ultima quaresima, un buon parroco che crede ancora in Dio e nel Figlio Suo Gesù Cristo e nello Spirito Santo, qui ab utroque procedit, dopo la S. Messa delle nove in parrocchia, aveva iniziato la via Crucis con i suoi fedeli, un gruppo di donne, qualche bravo ometto e il sacrista. Giunti alla 3a stazione - la prima caduta di Gesù sotto la croce - arrivò trafelata la perpetua a dire al parroco che il tal dei tali era in fin di vita e che voleva subito il prete al suo capezzale. Il parroco interruppe la funzione, spiegando il perché, ma disse al sacrista: "Continua tu a dirigere la via Crucis; fa' quello che puoi, farò presto".
Ma il parroco rimase fuori molto tempo e, quando tornò, pensava che i suoi buoni fedeli, guidati dal sacrista nel pio esercizio della meditazione della passione del Signore, avessero finito da tempo e se ne fossero andati a casa. Invece, giunto sulla porta della Chiesa, sentì il suo sacrista che annunziava "la 27ma stazione: Gesù perseguitato a morte nei cristiani martiri dell'Unione sovietica". Esterrefatto, rimase ad ascoltare, prima di farsi vedere. Ebbene, il sacrista spiegava la "stazione" e poi cantava: "Adoramus Te, Christe, et benedicimus tibi, con quel che segue e poi "Santa Madre, deh voi fate..." e tutto il resto.
"Ohibò! - esclamò da solo - come ha fatto il mio sacrista ad avere un'idea così per prolungare la pre-ghiera?". Poi si infuriò: "Ma questo è contro il dialogo, anzi contro 1' ecumenismo, contro la bontà che dobbiamo avere con tutti. Vado ad interrompere subito questo abuso!". Ma ecco che già il sacrista annunciava: "La 28" stazione: Gesù dimenticato, oscurato e rinnegato da troppi preti dopo il concilio vaticano secondo".
Per poco il "don" stava per avere un infarto: era il colmo; che il suo sacrista osasse dire un'enormità simile mai l'avrebbe immaginato.
E poi che scandalo aveva provocato tra i suoi fedeli!
Stava per piombargli addosso, quando sentì il buon uomo che spiegava alla sua gente:
«Ma non abbiate paura, amici, perché neppure i preti riusciranno a eliminare Nostro Signore.
Lui è sempre il Vincitore che dice l'ultima parola su tutto. Ora noi lo preghiamo Gesù buono, e preghiamo la Madonna, e nostra Madre, così: "E mostraci, dopo questo concilio, Gesù il frutto benedetto del tuo seno, o Clemente, O dolce Vergine Maria"». parroco entrò in chiesa come fulmine:
"Ma cosa dici, disgraziato? Ti rendi conto della bestialità hai detto?".
"Signor Prevosto, lei mi ha detto di continuare la Via Crucis finché fosse di ritorno... e io obbedito.
Le 14 stazioni non bastavano e io che conosco un po' la storia della Chiesa - che è Gesù prolungato nei secoli - ne ho individuato altre 14, tutte vere e reali... e abbiamo pregato pregato per la Chiesa, il corpo mistico di Gesù... e abbiamo riparato".
Il "don" rimase senza parole.
"Già, lei lo sa - continuò il sacrista -che quel che ho detto è vero.
Non può sempre fare il tonto e raccontarci che questa del concilio è del postconcilio è una primavera.
Lei lo sa che avendo persino troppi preti tolto Gesù, il buio più fìtto è sceso sulla terra.
Apra gli occhi, Prevosto, e lo riconosca, che dopo quasi 50 anni è proprio ora di cambiare musica!”.
Non sappiamo come sia finita la giornata.
Il gruppo tornò a casa sua.
A chi mi ha raccontato questa storia, ho risposto che purtroppo la 28a stazione della via Crucis è la più dura, la più difficile da superare, ma, niente paura: i reverendi del si¬nedrio riuscirono a chiudere Gesù crocifisso in una tomba, ma il terzo giorno Lui era più vivo che mai.
Se i preti di oggi, alla scuola di Rahner e soci di eresia e di apostasia, oscurarono
Gesù Cristo per inventarsi una "religione dell'uomo", sappiano che non ci riusciranno.
Conosco dei ragazzi d'oggi, 15, 18, 20 anni, della razza di S. Luigi Gonzaga che vengono a dirmi: "Ma dove lo trovi un Dio come il nostro?
Gesù, l'incarnazione della. Verità e dell'Amore, Gesù morto in croce per nostro amore, Gesù vivo nella SS.ma Eucaristia, suo sacrifìcio perenne e nostro Pane di vita!". 
Certamente, è Lui, che, appeso al patibolo più infame, continua ad attrarre a Sé la gioventù e l'amore.
Comunque, è stato bravissimo quel sacrista, più di un "teologo" e di molti sedicenti teologi messi insieme.
I "modernacci" non sono riusciti a contarla a tutti! Evviva!

Lettera firmata

giovedì 7 giugno 2012

BENEDETTO XVI : OMELIA ( MONUMENTALE) NELLA FESTA DEL CORPUS DOMINI 2012. AD PERPETUAM REI MEMORIAM !



OMELIA DEL SANTO PADRE
BENEDETTO XVI
Basilica di San Giovanni in Laterano
Giovedì, 7 giugno 2012

Cari fratelli e sorelle!
Questa sera vorrei meditare con voi su due aspetti, tra loro connessi, del Mistero eucaristico: il culto dell’Eucaristia e la sua sacralità.
E’ importante riprenderli in considerazione per preservarli da visioni non complete del Mistero stesso, come quelle che si sono riscontrate nel recente passato.
Anzitutto, una riflessione sul valore del culto eucaristico, in particolare dell’adorazione del Santissimo Sacramento.
E’ l’esperienza che anche questa sera noi vivremo dopo la Messa, prima della processione, durante il suo svolgimento e al suo termine.
Una interpretazione unilaterale del Concilio Vaticano II aveva penalizzato questa dimensione, restringendo in pratica l’Eucaristia al momento celebrativo. In effetti, è stato molto importante riconoscere la centralità della celebrazione, in cui il Signore convoca il suo popolo, lo raduna intorno alla duplice mensa della Parola e del Pane di vita, lo nutre e lo unisce a Sé nell’offerta del Sacrificio.
Questa valorizzazione dell’assemblea liturgica, in cui il Signore opera e realizza il suo mistero di comunione, rimane ovviamente valida, ma essa va ricollocata nel giusto equilibrio. In effetti – come spesso avviene – per sottolineare un aspetto si finisce per sacrificarne un altro. In questo caso, l’accentuazione giusta posta sulla celebrazione dell’Eucaristia è andata a scapito dell’adorazione, come atto di fede e di preghiera rivolto al Signore Gesù, realmente presente nel Sacramento dell’altare.
Questo sbilanciamento ha avuto ripercussioni anche sulla vita spirituale dei fedeli.
Infatti, concentrando tutto il rapporto con Gesù Eucaristia nel solo momento della Santa Messa, si rischia di svuotare della sua presenza il resto del tempo e dello spazio esistenziali.
E così si percepisce meno il senso della presenza costante di Gesù in mezzo a noi e con noi, una presenza concreta, vicina, tra le nostre case, come «Cuore pulsante» della città, del paese, del territorio con le sue varie espressioni e attività. Il Sacramento della Carità di Cristo deve permeare tutta la vita quotidiana. In realtà, è sbagliato contrapporre la celebrazione e l’adorazione, come se fossero in concorrenza l’una con l’altra.
E’ proprio il contrario: il culto del Santissimo Sacramento costituisce come l’«ambiente» spirituale entro il quale la comunità può celebrare bene e in verità l’Eucaristia. Solo se è preceduta, accompagnata e seguita da questo atteggiamento interiore di fede e di adorazione, l’azione liturgica può esprimere il suo pieno significato e valore.
L’incontro con Gesù nella Santa Messa si attua veramente e pienamente quando la comunità è in grado di riconoscere che Egli, nel Sacramento, abita la sua casa, ci attende, ci invita alla sua mensa, e poi, dopo che l’assemblea si è sciolta, rimane con noi, con la sua presenza discreta e silenziosa, e ci accompagna con la sua intercessione, continuando a raccogliere i nostri sacrifici spirituali e ad offrirli al Padre.
A questo proposito, mi piace sottolineare l’esperienza che vivremo anche stasera insieme.
Nel momento dell’adorazione, noi siamo tutti sullo stesso piano, in ginocchio davanti al Sacramento dell’Amore.
Il sacerdozio comune e quello ministeriale si trovano accomunati nel culto eucaristico.
E’ un’esperienza molto bella e significativa, che abbiamo vissuto diverse volte nella Basilica di San Pietro, e anche nelle indimenticabili veglie con i giovani – ricordo ad esempio quelle di Colonia, Londra, Zagabria, Madrid.
E’ evidente a tutti che questi momenti di veglia eucaristica preparano la celebrazione della Santa Messa, preparano i cuori all’incontro, così che questo risulta anche più fruttuoso.
Stare tutti in silenzio prolungato davanti al Signore presente nel suo Sacramento, è una delle esperienze più autentiche del nostro essere Chiesa, che si accompagna in modo complementare con quella di celebrare l’Eucaristia, ascoltando la Parola di Dio, cantando, accostandosi insieme alla mensa del Pane di vita. Comunione e contemplazione non si possono separare, vanno insieme.
Per comunicare veramente con un’altra persona devo conoscerla, saper stare in silenzio vicino a lei, ascoltarla, guardarla con amore. Il vero amore e la vera amicizia vivono sempre di questa reciprocità di sguardi, di silenzi intensi, eloquenti, pieni di rispetto e di venerazione, così che l’incontro sia vissuto profondamente, in modo personale e non superficiale.
E purtroppo, se manca questa dimensione, anche la stessa comunione sacramentale può diventare, da parte nostra, un gesto superficiale. Invece, nella vera comunione, preparata dal colloquio della preghiera e della vita, noi possiamo dire al Signore parole di confidenza, come quelle risuonate poco fa nel Salmo responsoriale: «Io sono tuo servo, figlio della tua schiava: / tu hai spezzato le mie catene. / A te offrirò un sacrificio di ringraziamento / e invocherò il nome del Signore» (Sal 115,16-17). Ora vorrei passare brevemente al secondo aspetto: la sacralità dell’Eucaristia.
Anche qui abbiamo risentito nel passato recente di un certo fraintendimento del messaggio autentico della Sacra Scrittura.
La novità cristiana riguardo al culto è stata influenzata da una certa mentalità secolaristica degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso. E’ vero, e rimane sempre valido, che il centro del culto ormai non sta più nei riti e nei sacrifici antichi, ma in Cristo stesso, nella sua persona, nella sua vita, nel suo mistero pasquale. E tuttavia da questa novità fondamentale non si deve concludere che il sacro non esista più, ma che esso ha trovato il suo compimento in Gesù Cristo, Amore divino incarnato.
La Lettera agli Ebrei, che abbiamo ascoltato questa sera nella seconda Lettura, ci parla proprio della novità del sacerdozio di Cristo, «sommo sacerdote dei beni futuri» (Eb 9,11), ma non dice che il sacerdozio sia finito.
Cristo «è mediatore di un’alleanza nuova» (Eb 9,15), stabilita nel suo sangue, che purifica «la nostra coscienza dalle opere di morte» (Eb 9,14). Egli non ha abolito il sacro, ma lo ha portato a compimento, inaugurando un nuovo culto, che è sì pienamente spirituale, ma che tuttavia, finché siamo in cammino nel tempo, si serve ancora di segni e di riti, che verranno meno solo alla fine, nella Gerusalemme celeste, dove non ci sarà più alcun tempio (cfr Ap 21,22).
Grazie a Cristo, la sacralità è più vera, più intensa, e, come avviene per i comandamenti, anche più esigente!
Non basta l’osservanza rituale, ma si richiede la purificazione del cuore e il coinvolgimento della vita.
Mi piace anche sottolineare che il sacro ha una funzione educativa, e la sua scomparsa inevitabilmente impoverisce la cultura, in particolare la formazione delle nuove generazioni.
Se, per esempio, in nome di una fede secolarizzata e non più bisognosa di segni sacri, venisse abolita questa processione cittadina del Corpus Domini, il profilo spirituale di Roma risulterebbe «appiattito», e la nostra coscienza personale e comunitaria ne resterebbe indebolita.
Oppure pensiamo a una mamma e a un papà che, in nome di una fede desacralizzata, privassero i loro figli di ogni ritualità religiosa: in realtà finirebbero per lasciare campo libero ai tanti surrogati presenti nella società dei consumi, ad altri riti e altri segni, che più facilmente potrebbero diventare idoli. Dio, nostro Padre, non ha fatto così con l’umanità: ha mandato il suo Figlio nel mondo non per abolire, ma per dare il compimento anche al sacro.
Al culmine di questa missione, nell’Ultima Cena, Gesù istituì il Sacramento del suo Corpo e del suo Sangue, il Memoriale del suo Sacrificio pasquale. Così facendo Egli pose se stesso al posto dei sacrifici antichi, ma lo fece all’interno di un rito, che comandò agli Apostoli di perpetuare, quale segno supremo del vero Sacro, che è Lui stesso.
Con questa fede, cari fratelli e sorelle, noi celebriamo oggi e ogni giorno il Mistero eucaristico e lo adoriamo quale centro della nostra vita e cuore del mondo. Amen.

mercoledì 6 giugno 2012

LA FUNZIONE “MEDICINALE” DELLA CHIESA



Se si ama davvero il Papa e si riconosce la Sede Apostolica come il luogo da cui Pietro esercita il suo primato universale sulla Chiesa Cattolica , non si può non prendere le distanze dalle idee, dai comportamenti e da quel tipo di articoli estremisti e distruttivi che di fatto cercano di frantumare  il Magistero della Chiesa e l'unità dei credenti.
Benedetto XVI è sempre benignamente paterno.
Il Papa parla di “comunione spirituale “ anche a chi ha sofferto a causa di una promessa mancata e non ha la forza di vivere il resto della vita in solitudine .
Un dolore che può offrire in comunione al sacrificio di Gesù in croce, per la salvezza propria e dei fratelli. 
Anche questa è comunione.
Piena, senza rivendicazioni sindacali.
E con un gusto che se possibile sarà ancora più bello: anelare a Cristo, comunicandosi spiritualmente a Lui, adorandoLo, servendoLo, rendendogli grazie per il dono della vita.
L’ intervento del Santo Padre, ispirato dallo Spirito Santo, ci conferma nella dottrina di N.S. Gesù Cristo!
Il nesso tra il sacramento del matrimonio che i due sposi si conferiscono e il dono definitivo del Cristo al Suo Corpo, la Chiesa, è talmente intimo che il primo è icona del secondo che lo garantisce e che si realizza pienamente nel Sacrificio della Croce e dell’Altare.
La pastorale suggerita dal Santo Padre è delicata e realistica: i nostri fratelli, separati e tal volta civilmente risposati, fanno parte della Chiesa che soffre ma per i quali Cristo stesso è venuto: anche se, rimanendo in quello stato, non possono più ricevere l’assoluzione e la Santa Comunione ad essi vanno applicati i meriti del Cristo e quelli, di nessun valore, nostri in unione ai Suoi.
«I Vescovi sono ben consapevoli del dolore, della sofferenza e delle lacerazioni che tanti vivono», ha affermato il cardinale Scola. «E il Papa l’ha rimarcato e ripreso con grande forza. Sono una parte viva delle nostre comunità e possono partecipare alla vita della Chiesa con diverse modalità, anche se non possono accostarsi al sacramento».
Benedetto XVI si riferiva al valore della comunione spirituale, di cui già parlava San Tommaso e che S. Alfonso Maria de Liguori ha espresso bene in una preghiera.
Il cardinale Scola spera che «nelle nostre comunità e parrocchie cerchiamo tutti insieme di favorire la comprensione, con S. Alfonso de’ Liguori ha lasciato questa formula, insegnata a generazioni di cristiani: “Gesù mio, credo che voi siete nel SS. Sacramento. Vi amo sopra ogni cosa. Vi desidero nell’anima mia. Giacché ora non posso ricevervi sacramentalmente, venite almeno spiritualmente nel mio cuore… Come già venuto, Vi abbraccio e tutto mi unisco a Voi. Non permettete che io mi abbia mai a separare da voi”.
E’ un’unione di spirito, ma VERA, come è reale una lettera o una telefonata tra innamorati che non possono vedersi.
Viene da pensare, nello struggente ricordo, alle famiglie allora tragicamente separate dal muro di Berlino, ai Sacerdoti incarcerati una vita dai regimi, alla gente così povera da non potersi pagare un viaggio e che alimenta legami sensibilissimi con chi non può essere lì, “perché la anima vive più dove ama che dove vive” (S. Giovanni della Croce).
Il desiderio di fare una comunione spirituale si fonda sulla fede nella Presenza Reale di Gesù nel pane e nel vino consacrati.
Ma non opera quell’avanzare verso le specie eucaristiche, nel mezzo dei fratelli, alla luce del Vangelo e nella consapevolezza delle prescrizioni della Chiesa, che configurerebbe una disobbedienza comunitaria, che svaluta innanzitutto il valore del sacramento del matrimonio (sacramento contratto pubblicamente e non privatamente) e poi quello dell’Eucaristia come comunione pubblica (perchè nel segreto del cuore il Signore sa del nostro amore e ve lo contraccambia con abbondanza).
Ecco perchè la Comunione spirituale è particolarmente indicata durante la Santa Messa, essendo la Messa un’offerta della nostra vita, così come è, tanto da impedire di accostarsi fisicamente al Santissimo Sacramento (e quanti abusiamo della facoltà di farlo, in assenza di una adeguata frequenza alla Confessione, pur disponendone)
Una riflessione simile sul sito dei “piccoli figli della luce” che cita anche S. Caterina.
La Santa temeva che la Comunione spirituale non avesse nessun valore rispetto alla Comunione sacramentale. Gesù in visione le apparve con due calici in mano, e le disse: “In questo calice d’oro metto le tue Comunioni sacramentali; in questo calice d’argento metto le tue Comunioni spirituali. Questi due calici mi sono tanto graditi”.
E a S. Margherita Maria Alacoque, molto assidua a chiamare Gesù nel Tabernacolo, una volta Gesù disse: “Mi è talmente caro il desiderio di un’anima di ricevermi, che lo mi precipito in essa ogni volta che mi chiama con i suoi desideri”.
La Comunione spirituale soddisfa almeno in parte a quell’ansia di essere sempre “uno” con chi si ama. Gesù stesso ha detto: “Rimanete in Me e io rimarrò in voi” (Giov. 15, 4). E la Comunione spirituale aiuta a restare uniti a Gesù, sebbene lontani dalla sua dimora.
C’è da augurarsi che tanti santi confessori, educatori e catechisti la insegnino.
Confermando così la funzione “medicinale” della Chiesa».

Libera rielaborazione di scritti vari dal blog : Sacri Palazzi, di Andrea Tornielli

Inno alla Chiesa di Cristo

I tuoi servi portano vesti che non invecchiano
e il tuo linguaggio è come il metallo delle tue campane.
Le tue preghiere sono come querce millenarie
e i tuoi salmi hanno il respiro dei mari.
La tua dottrina è come fortezza su monti invincibili.
Quando tu accogli voti, essi risuonano fino alla fine dei tempi
e quando benedici costruisci dimore in cielo.
Le tue consacrazioni sono come grandi segni di fuoco sulla fronte,
nessuno può rimuoverle.
Perché la misura della tua fedeltà non è la fedeltà umana
e la misura dei tuoi anni non comprende autunno.
Tu sei come una fiamma costante sopra ceneri vorticose.
Tu sei come una torre in mezzo ad acque che scorrono.
Perciò tu taci così profondamente quando i giorni rumoreggiano,
perché alla sera essi cadono sempre sotto la tua misericordia.
Tu sei colei che prega sulle tombe!
Dove oggi fiorisce un giardino,
domani c'è una selva e dove prima abita un popolo,
in una notte dimora la rovina.
Tu sei l'unico segno dell'eterno su questa terra:
quello che tu non trasformi,
lo cambia la morte.
(G. von Le Fort, Inni alla Chiesa).

martedì 5 giugno 2012

Benedetto XVI : le lezioni di bella Liturgia. I Vescovi che voto meritano?



L'effetto del Gregoriano, un esempio dalla Messa del Papa a Milano
Una folla enorme assiepata attorno al "palco" allestito come un gigantesco abside basilicale e il canto dell'introito gregoriano accarezza le menti di tutti. 
Non esalta una "massa" a ritmare canzoni con battimani, non spinge a seguire il "beat", eppure unisce veramente le anime in una sola assemblea orante, radunata dalla Trinità, che viene invocata attraverso le voci della Schola. 
Fulvio Rampi e i suoi magnifici Cantori Gregoriani fanno ciò che devono: offrire il proprio ministero dell'intepretazione canora alla Parola ispirata che, per mezzo di loro, viene donata come preghiera e riverbera in tutti i presenti, segnando un'atmosfera sacra, costruendo una cattedrale spirituale lì dove poco prima c'era solo un prato formicolante di persone. 
La melodia e le parole, fuse nel canto gregoriano, pongono quiete nella folla elettrizzata e festante per la presenza del Papa, le bandiere sventolanti si fermano, gli striscioni si ripiegano, si apre una porta sul Mistero. Il Canto gregoriano, come suo principale effetto - e lo si vede bene nella celebrazione milanese di domenica scorsa - ha il merito di impedire che i sentimenti soggettivi abbiano il sopravvento, che si crei intorno alla persona del Pontefice la tensione tipica da concerto di una pop-star. 
No, il centro è il Signore: e il canto Gregoriano - che estranea dalla situazione presente, per trasportarti al cospetto della maestà divina - è lì per fare il suo dovere. 
Papa Benedetto lo sa, e per questo insiste per averlo: anche all'aperto, in mezzo al prato, anche con un milione di fedeli venuti apposta per lui.
 E lui cerca di portarli a Gesù. Anche con la musica.

Testo preso da: L'effetto del Gregoriano, un esempio dalla Messa del Papa a Milano http://www.cantualeantonianum.com/2012/06/leffetto-del-gregoriano-un-esempio.html#ixzz1wvHoHnp2
http://www.cantualeantonianum.com

giovedì 24 maggio 2012

ETTORE GOTTI TEDESCHI, ONESTO PRESIDENTE DELLO IOR, SI E’ DIMESSO ! LA CHIESA ATTUALE E’ COME UNA BARCA : C’E’ CHI REMA DA UNA PARTE E CHI DALLA PARTE OPPOSTA. C’E’ ANCHE CHI, IN ATTESA DI VEDERE COME FINIRA’, STA A GUARDARE IN SILENZIO...


Nel giorno della festa di Maria Santissima, Ausilio dei Cristiani, istituita da Pio VII dopo la sua liberazione dalla prigionia napoleonica, preghiamo per Papa Benedetto XVI.
Questo è  un giorno certamente amaro per il Santo Padre perchè che ha dovuto prendere atto delle dimissioni del Presidente dello IOR  Dott. Professor Ettore Gotti Tedeschi, universalmente apprezzato ed ammirato per la sua limpidezza e l'  alto profilo morale e professionale.
Sappiamo  che il Papa ha sempre riposto piena fiducia nella persona e nell'operato del Prof. Gotti Tedeschi che possiede  le virtù morali e gestionali   che si addicono ad  un operatore finanziario cattolico . 
Il Papa stesso, nauseato dagli innumerevoli scandali che dalla fine del Concilio Vaticano II avevano infangato anche la finanza vaticana, promulgò il   Motu Proprio PER LA PREVENZIONE ED IL CONTRASTO DELLE ATTIVITÀ ILLEGALI IN CAMPO FINANZIARIO E MONETARIO .
Grazie alla grande opera di ripulitura della Chiesa il Successore di Pietro continua a portare alta  la Croce di Cristo, da cui viene la nostra salvezza,  fra gli insulti , la  gogna mediatica e il sistematico tradimento dei chierici .
Ecco alcune STAZIONI della Via Crucis-Pontificato di Benedetto XVI.
-          PRIMA STAZIONE :  La nomina ad Arcivescovo di Varsavia di S.E.R. Mons. Stanislaw Wielgus che, a cose fatte , stampa e Confratelli nell’Episcopato avevano additato, "dimenticandosi" di avvertire preventivamente il Papa, come un “collaborazionista” del crudele e perverso regime comunista che perseguitò la Chiesa Polacca;
-          SECONDA STAZIONE La cosiddetta questione” Ratisbona vigliaccamente montata, ad hoc, da alcuni organi di stampa occidentali, che provocarono le reazioni violente da parte degli islamici contro i cristiani;
-          TERZA STAZIONE L’accettazione delle dimissioni, prima dell’ordinazione episcopale, provocate dal popolo aizzato dai mass media e dal clero progressista,  di  Mons. Gerhard Wagner , eletto regolarmente Vescovo Ausiliare di Linz, una delle  Diocesi più progressiste austriache;
-           QUARTA STAZIONE La trappola, mediaticamente perfetta, dell’intervista furbescamente estorta ad uno dei quattro Vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X, fatta esplodere nei giorni in cui la Santa Sede ha ritirato la loro scomunica a cui erano incorsi a causa dell'illegittimità della consacrazione episcopale;
-          QUINTA STAZIONE Le dichiarazioni sull’uso del condom scatenanti, grazie alla campagna mediatica, valanghe di ridicole “richieste di spiegazioni ufficiali” da parte delle Cancellerie di mezzo mondo ( occidentale );
-          SESTA STAZIONE Le “bombe” dei cosiddetti “preti pedofili” regolarmente fatte esplodere simultaneamente in tutto il mondo e che hanno  provocato in breve tempo, il ribaltamento dell’immagine millenaria del Sacerdozio Cattolico, già gravemente sfigurata a causa delle "novità" e delle "aperture al mondo" post.conciliari;
-          SETTIMA STAZIONE La diffusione, a più riprese, di diversi documenti sottratti alla Santa Sede con la colpevolissima collaborazione di Prelati con l’intento di  aumentare la sfiducia negli apparati vaticani e nel papato;
-          OTTAVA STAZIONE Le dimissioni, certamente sognate  da qualche potentato prelatizio , dell’integerrimo Presidente dello IOR, il sullodato Professore Ettore Gotti Tedeschi. Vogliamo scommettere che  sarà nominato il solito ... figlioccio ( "amico" dei poteri forti mondialisti ... ) che certamente darà prova di non amare la forte opera di pulizia del suo predecessore ?...
Analizzando sommariamente le OTTO STAZIONI della Via Crucis-Pontificato di Benedetto XVI ben SEI sono state abilmente confezionate da apparati interni della Chiesa ( tradotto : Prelati, strutture ecclesiali, preti ecc ecc )
 UNA , l’affare Ratisbona, forse è stata provocata dalla superficiale negligenza e superficialità del portavoce della Sala Stampa Vaticana, P. Federico Lombardi S.J., opportunamente messo all'erta della trappola mediatica che taluni organi di stampa avrebbero orchestrato attraverso l' adulterazione delle "note storiche e letterarie" inserite nella lectio papale e poi trasfomate come pensiero diretto del Papa.
La situazione attuale è pesante :  sta diminuendo sensibilmente la fiducia dei fedeli nel pur sgangherato apparato curiale vaticano e nel papato !
L'immagine, anche questa frutto di un'abile manovra mediatica, di un Papa anziano , isolato e dedito agli studi teologici sta prendendo piede anche nei circoli cattolici...
In questo stato di crescente sfiducia nella Curia sorgerà il “Grillo”  di turno … e voilà … la frittata sarà fatta a danno delle Fede e della conseguente salvezza delle anime.
Sul blog MiL un fedele aveva scritto : “ … Sul fatto di rivolgersi in Vaticano per risolvere i problemi, avendo letto quasi interamente l'ultimo libro di … ( CENSURA N.d.R.)  mi son fatto l'idea che, visto la gentaglia e i metodi che lì usano, è meglio stare alla larga !!!"
Secca una replica : No ! No ! No !    Dobbiamo al contrario, raddoppiare anzi centuplicare la fiducia, che è una virtù cristiana, anche  nelle strutture vaticane che, pur essendo umanamente fallace, sono espressioni della fede Cattolica, Apostolica e Romana.    
La trasmutazione dello  "stile" dei "grillini" ( della politica italiana ) nella Chiesa provocherebbe un danno irreversibile per la Fede ! 

Chi scrive ha subito, a più riprese, diverse persecuzioni a causa delle proprie scelte a favore dell'immutabile tradizione ma non ha MAI perso, neppure per un istante, di riporre fiducia  nelle strutture curiali vaticane” !
Alla vigilia della Santissima Pentecoste invochiamo lo Spirito Santo  affinchè illumini e purifichi la Mistica Sposa di Cristo Signore per renderLa degna di entrare, pura e splendente, nella stanza del Re.
Andrea Carradori

AGGIORNAMENTO
Alessandro, un giovane universitario, mi fa notare che : "  Mancano almeno 2 stazioni: la prima è la contestazione del gennaio 2008 per l'invito alla Sapienza; la seconda è la reintroduzione della mozzetta con pelliccia di ermellino. Quest'ultima potrà sembrare banale, ma ricordo che all'epoca tutti ne rimasero scandalizzati. Non ne potevo più di sentire insultare il papa come "retrogrado", come colui che "non valeva nulla in confronto a GPII", come incoerente dal momento che "Gesù non si sarebbe mai messo la pelliccia di ermellino".
A questo punto potrei anche parlare di tiare e mitre... ma non lo farò, per ora. 

AGGIORNAMENTO 2 
Le agenzie di stampa stanno battendo la notizia dell'arresto di un maggiordomo del Papa indicato, come nei romanzetti di un tempo, come il  responsabile del furto e della divulgazione  delle carte riservate al Papa. 
SARA' VERO ?
DOBBIAMO SPERARE CHE SARA' VERO ???

 http://www.tmnews.it/web/sezioni/news/PN_20120525_00235.shtml

martedì 22 maggio 2012

NOVENA DELLA SANTISSIMA PENTECOSTE, COME VIENE RECITATA "AB IMMEMORABILI" NELL'INSIGNE SANTUARIO DELLA MADONNA DELLA MISERICORDIA DI PETRIOLO ( ARCIDIOCESI METROPOLITANA DI FERMO, PROVINCIA DI MACERATA)




NOVENA DELLA SANTA PENTECOSTE


l) Ti adoriamo, o Santo Divino Spirito, come la terza persona della Santissima Trinità.
Amore e soavità del Padre e del Figlio, fiore e profumo della santità di Dio,rendi  nuovi i nostri cuori.
Nel giorno della Pentecoste dal cielo sotto la forma d'un globo di fuoco discendesti sul capo degli Apostoli; come un fuoco scendi pure sopra di noi, brucia nei nostri cuori le scorie della vanità e del peccato,penetra e investi con la tua fiamma tutta l'anima nostra, spingici a conquiste apostoliche; donaci la grazia di essere  fiamma e di ardere di puro ed eterno amore. (Gloria)

2) O Santo Divino Spirito, come sei la vita delle anime, cosi sei anche la vita della Chiesa,che nella Pentecoste raggiante di luce e di sovraumana bellezza e si presentò al mondo come esecutrice fedele dei comandi ricevuti da Gesù Cristo medesimo.
 Sostieni la tua Santa Chiesa, ricolmandola continuamente  dei tuoi doni, facendola visitare  dagli Angeli per mezzo di quella mistica scala, che vide in sogno il patriarca Giacobbe.
A te debbono gli apostoli l'ardore del loro zelo, i martiri la loro forza e la costanza in mezzo ai tormenti, i penitenti le loro lacrime, le Vergini la loro illibata purezza, i santi tutti lo splendore delle loro virtù.
Divino Santificatore,conducici tutti alle vette della santità. Continua, te ne preghiamo, la tua opera onnipotente  e misericordiosa, difendi la santa Chiesa
dai suoi nemici, comunicale sempre nuova forza espansiva, perchè stendere gloriose le sue tende su tutta la terra. ( Gloria)


3) Uno dei mirabili effetti della tua discesa nel Cenacolo fu quella somma unione di volontà, per cui, come si legge negli Atti degli Apostoli,  quella prima assemblea di credenti era un cuor solo e un’anima sola. Rinnova, o divino Paraclito, questo prodigio,rinnova tutto, rimuovi ogni male, ogni pericolo, ogni cattiveria; fa che non solo fra clero e popolo si mantenga e rinsaldi sempre più il consenso e l' unione degli animi, quale si addice ai figli devoti della Chiesa; ma fa altresì che gli eretici e gli scismatici ritornino volenterosi all' unità della fede e della disciplina, di tutti i credenti affinchè in Cristo si formi presto un solo ovile sotto un unico Pastore, che tutti ci guidi ai pascoli della salvezza eterna(Gloria)


(Inno:Veni Creator)


sabato 19 maggio 2012

LA NASCITA DI UNA FIGLIA DELLA CHIESA : GIOIA E SPERANZA PER TUTTA LA CHIESA

Poco fa mi è arrivato un sms di gioiosa speranza : la nascita di Veronica, Margherita Maria, Mafalda.
Nata in una Famiglia profondamente Cattolica la bimba , che sarà battezzata il prossimo 7 giugno, ha una sorellina ed un fratellino più grandi.
I Genitori sono i promotori della rinascita Cattolica in terra marchigiana : il primo gruppo di fedeli, ecclesiasticamente riconosciuto dalla Diocesi, sbocciato molti anni prima dell’atteso Motu Proprio Summorum Pontificum di Papa Benedetto XVI .
Coerente agli insegnamenti immutabili di Santa Madre Chiesa il gruppo si ciba della Liturgia Tradizionale, traendone  la forza necessaria per il quotidiano “combattimento” contro lo spirito del mondo .
Come vorremmo essere tutti come quella Famiglia e come i componenti di quel gruppo : fioriti  in mezzo ad un arido deserto !
Come vorremmo tutti ricevere il sorriso che Dio e la Madonna Santissima hanno certamente riservato a quei figli : puri , devoti e pii !
Quando verrà il tempo essi diverranno il “sale” che darà sapore al nuovo pane con cui la Divina Provvidenza salverà gli uomini affamati e bloccati nella melma dell’autoesaltazione e del rifiuto di Dio.
Si ! Sono sicuro che quando verrà il tempo quei figli devoti e fedeli saranno coloro che, cresciuti alla luce del Vangelo e del Magistero e rinvigoriti dalla continua azione dello Spirito Santo, riusciranno a sopravvivere alle prove che il Signore riserverà all’umanità per purificarla come oro nel crogiolo.
Per questo meditiamo quanto  Sant'Agostino ha scritto  nel Discorso 15 : “Ma, si dirà, che ci sta a fare la gente cattiva in questo mondo?". Rispondimi tu: nella fornace dell'orefice la paglia che ci sta a fare?
Penso che lì, dove viene purificato l'oro, non senza motivo ci sia la paglia.
Vediamo un po' tutto quel che c'è: c'è la fornace, c'è la paglia, c'è l'oro, c'è il fuoco, c'è l'artista.
Ma quelle tre cose, cioè l'oro, la paglia, e il fuoco son dentro la fornace, l'artista attorno alla fornace.
E ora guarda questo mondo.
Il mondo è la fornace, la paglia sono gli uomini cattivi, l'oro gli uomini buoni, il fuoco le tribolazioni, l'artista Dio.
Guarda bene e vedi: l'oro non si purifica se la paglia non brucia. Anche in questo medesimo salmo, in cui diciamo di amare la bellezza della casa di Dio e il luogo dell'abitazione della sua gloria ,osserva l'oro osserva la voce dell'oro. Esso brama di essere purificato: Scrutami, Signore, e mettimi alla prova, brucia nel crogiolo i miei reni . Scrutami, Signore, e mettimi alla prova. Dice: Scrutami, Signore, e mettimi alla prova. Avrebbe dovuto temere la prova e invece chiede proprio la prova. Scrutami, Signore, e mettimi alla prova. E guarda bene che chiede proprio il fuoco. Scrutami e mettimi alla prova, brucia nel crogiolo i miei reni e il mio cuore.
Non hai paura di venir meno nel fuoco? "No" risponde. E come mai? Perché la tua misericordia è dinanzi agli occhi miei . Come dire: Ecco perché chiedo con sicurezza: Scrutami, Signore e mettimi alla prova, brucia nel crogiolo i miei reni e il mio cuore, non perché io sia capace con le mie forze di sostenere il fuoco della prova, ma perché la tua misericordia è dinanzi agli occhi miei.
In altre parole: Tu che mi hai donato di essere come oro provato, come potrai permettere che io perisca nel crogiolo? Anzi mi ci metti proprio per purificarmi, e me ne tiri fuori purificato. Il Signore custodisca il tuo entrare e il tuo uscire . Ecco perciò l'uscire, ecco l'entrare nella fornace. Considerate perfetta letizia, fratelli miei, quando subite ogni sorta di prove .
Ecco, hai sentito l'entrare, ora cerca l'uscire.
Perché l'entrare è facile, l'uscire è cosa grande. Però non aver paura. Dio è fedele (appunto perché vi eri entrato, ma eri in pensiero per l'uscire) Dio è fedele e non permette che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione darà anche l'uscita. In che modo l'uscita? Perché possiate sopportare .
Ecco, dunque, ci sei capitato, sei entrato, hai sostenuto, ne sei uscito”.
Coloro che hanno resistito alle seduzioni del mondo  e sono stati purificati, come oro nel crogiolo, diventeranno gli splendenti gioielli della Chiesa mistica Sposa di Cristo Signore .
Non  sarà però, ne siamo certi, la sfigurata e stanca Chiesa dei nostri giorni , azzannata continuamente da quelle bestie che da cinquanta anni, con un infernale“pactum sceleris”, sono state fatte entare nel Tempio Santo di Dio !
La mistica Sposa di Cristo sembrerà, agli occhi degli stolti , a cui non sarà tolto il velo della presunzione,  una  stracciona perchè sarà tornata ad essere fieramente  povera, come tutti i Santi di ogni tempo.
Ma allo Sposo essa piacerà così perché Egli, che scruta dal profondo ogni cosa, vede che la Sua Chiesa è in realtà ricca e splendente : adatta per entrare al palazzo del Re.
Buttiamo nella asfissiante cloaca tutte le sterili e secche abitudini che da cinquanta anni hanno offuscato la bellezza della mistica Sposa di Cristo e , abbracciando coerentemente “Santa Povertà” abbeveriamoci alla fresca e rigenerante Sorgente della Vita e dell’Amore di Gesù !
Grazie diletti e ricchissimi fratelli del primo gruppo tradizionalista marchigiano per averci donato oggi motivo di gioiosa speranza, quando stavamo già piangendo .
Cari amici  pregate anche per noi e per la salvezza della Chiesa nostra Madre e Maestra !
Andrea Carradori
19 maggio 2012




venerdì 4 maggio 2012

MEDJUGORJE : MADE IN MEDJUGORJE/ BENEDETTO A MEDJUGORJE/ ROSE DI MEDJUGORJE/CANTI DI MEDJUGORJE/CENE DI MEDJUGORJE/OFFERTE A MEDJUGORJE/FEDE DI MEDJUGORJE/VOCAZIONI DI MEDJUGORJE


Ho sempre evitato di riflettere sul cosiddetto “fenomeno di Medjugorje”. 
Lo faccio ora, a voce alta,  solo perchè ho ricevuto questo sms :
« Vi comunico che venerdì 4 maggio alle ore presso il ristorante … di …. ci sarà una cena con scopo benefico con la veggente di MEDJUGORJE MARIJA ( caratteri maiuscoli originali N.d-R.) Pavlovic Lunetti. 
Nel corso dell’incontro avremo la possibilità di ascoltare la sua testimonianza. 
Per prenotazioni e informazioni contattate …..
Il costo della cena è di euro 40,00 e quanto raccolto al di là della spesa viva della cena sarà devoluto per dare un aiuto alla realizzazione a Medjugorje del centro di spiritualità “MAGNIFICAT” »
Questo messaggio mi è stato spedito, alcuni giorni fa, da un caro amico membro di un’Istituzione primaria Nazionale.
Da tempo le locandine con le indicazioni di pellegrinaggi a Medjugorje e del “ Festival dei giovani” fanno parte  «dell’arredamento stabile» dei negozi, dei super mercati, degli incroci stradali e delle chiese della mia terra.
Si è nobilmente parlato dei pellegrinaggi a Medjugorje , sia pur in modo informale e privato, persino nelle riunioni degli Ordini Cavallereschi, del Sovrano Ordine di Malta ( SMOM ) e dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro.
Pare evidente che il “fenomeno Medjugorje” venga gestito quasi unicamente da zelanti laici che , sotto-sotto, non si curano ed anzi, diciamolo pure, non si fidano  dei loro Pastori ...
Per questo motivo sono contento che in alcuni incontri di preghiera, organizzati secondo lo "stile di preghiera di Medjugorje", con i “canti e le preghiere di Medjugorje" sono sempre presenti  Sacerdoti o religiosi a testimoniare l'assoluta comunione con la chiesa universale e locale anche se, l'enorme virtù dell'obbedienza pare che sia ancora sconosciuta in quelle terre ...
Io non voglio e non debbo avere una mia personale opinione  riguardo al fenomeno di Medjugorje  : è la Chiesa, attraverso i legittimi Pastori, che investiga , che decide e che indica la via da percorrere.
Mi lascia tuttavia perplesso apprendere che circa ottanta fedeli hanno rinunciato al loro diritto di voto nelle elezioni  comunali di domenica prossima, per recarsi in pellegrinaggio a Medjugorje; così come pure è inquietante venire a conoscenza della crescente “consapevolezza”, annidata nelle menti dei pellegrini, che fra breve , con la fine delle presunte e sempre programmate “apparizioni”, una specie di catastrofe  si abbatterà sul mondo allo scopo di punire l’umanità disobbediente al precetti evangelici.
Tutto questo sensazionalismo può anche ispirare il cammino per una vera conversione offerta in riparazione dei peccati commessi dall'umanità contro la legge di Dio.
La preghiera di riparazione è fondamentale nell'economia generale del Sacro Tesoro della Santa Chiesa, così come le pratiche sacramentali e devozionali che i pellegrini di ritorno da Medjugorje fanno ogni giorno  : la recita del Santo Rosario, l’assistenza  alla Santa Messa  e la riflessione biblica prima di coricarsi.
Non parliamo poi del Sacramento della Confessione frequente!
Mi ha detto un Parroco, trascinato  in pellegrinaggio a Mediugje da alcuni suoi zelanti parrocchiani “non importa cosa avvenga in quel luogo. Sono importanti gli abbondantissimi frutti di conversione che trovano compimento nella Confessione e nella Comunione”.
Trovo però un poco strano che i fedeli di Madjugorje, come anche quelli che aderiscono ai Gruppi di Preghiera di Padre Pio, non sentano anche bisogno di un "forte" supplemento di una preghiera, verticalmente perfetta, della Santa Messa nel venerabile Rito Tridentino, detta pure impropriamente "messa in latino" : la Messa di tutti i Santi e le Sante della storia della Chiesa ! 
Difatti tutti coloro che vogliono perfezionarsi spiritualmente approdano, prima o poi, con animo sincero e umile, per attingere a due mani a questo ricchissimo supplemento di grazia che il Magistero ha recentemente ri-attualizzato per la santificazione personale e della Chiesa tutta !
Termino questa piccola riflessione, ricordando che la storia della Chiesa ci insegna  che la Divina Provvidenza riesce a far nascere ( con i tempi e con i modi che gli sono propri )  uno splendido roseto fiorito anche in un letamaio, ribadisco quanto sopra è stato espresso : solo la Chiesa, attraverso i legittimi Pastori, investiga ,  decide ed indica la via da percorrere.

Andrea Carradori