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domenica 5 marzo 2017

Il (solito) linguaggio "dire-non-dire" genera l'incomprensione liturgica e teologica. Ne fa le spese la (vera) Musica Sacra

Siamo purtroppo abituati  al linguaggio bivalente del "dire-non-dire" dell'attuale Pontefice .
La recente riflessione pontificia è stata riportata da Vatican Insider :  "Il Papa: “Rendere attuale la musica in chiesa, senza banalità”
Udienza ai partecipanti ad un convegno internazionale su “Musica e Chiesa” a 50 anni dalla Musicam sacram : «Promuovere la formazione musicale per i futuri sacerdoti»"
"Dice-non-dice"...
A tal riguardo il vaticanista Sandro Magister ha però osservato  che "Nel discorso rivolto il 4 marzo al convegno internazionale organizzato dal pontificio consiglio della cultura nel cinquantesimo di "Musicam Sacram", persino papa Francesco  ha riconosciuto che "talvolta è prevalsa una certa mediocrità, superficialità e banalità, a scapito della bellezza e intensità delle celebrazioni liturgiche".
Il Papa, sa benissimo che nella situazione attuale NESSUNO obbedisce più ad un richiamo o a un provvedimento  tantomeno se si tratta di Liturgia o di Musica Sacra.
Se poi l'esortazione pontificia esordisce con un "Rendere attuale la musica in chiesa" la santa battaglia dei buoni "apostoli, volontari della bellezza liturgica" è persa prima ancora di aver inizio!
Mi perdoni  Santo Padre, che più volte ha esortato a parlarGli con franchezza ma il Suo "dire-non-dire" non produce alcun buon frutto  tantomeno spirituale.
La Chiesa è sostanzialmente divisa in due parti: coloro che seguono la direttiva del Vangelo "nel mondo ma non del mondo" (Gv.17,14) e quelli che sono supinamente schiavi del mondo e dei poteri che imperversano nel mondo cercando di "interpretare" ( = adulterare) al modo corrente persino le parole di Gesù.
La musica chiesastica segue sostanzialmente queste due opposte linee: "nel mondo ma non del mondo" oppure "lo scimmiottamento ridicolo del mondo e delle sue seduzioni".
Gli oltre duecento Maestri e esperti di musica, firmatari dell'appello a favore della vera musica sacra, hanno scelto  la parte migliore:  il Vangelo di Gesù,  il Magistero, il Papa e , conseguentemente, le musiche che la tradizione della Chiesa ha donato al mondo portando molto frutto.
AC



SALVARE LA MUSICA SACRA. 
DICHIARAZIONE-DENUNCIA AL PAPA 
FIRMATA DA OLTRE DUECENTO MAESTRI 
ED ESPERTI MONDIALI.

di Marco Tosatti

Il 5 marzo ricorre il cinquantesimo anniversario di “Musicam Sacram”, l’ultimo grande documento dedicato in maniera totale alla musica che deve accompagnare la liturgia. 
Fu approvato da Paolo VI, e portava la firma di due cardinali: Giacomo Lercaro, arcivescovo di Bologna e presidente del “Consilium” per l’attuazione della costituzione conciliare sulla liturgia, e Arcadio Larraona, Prefetto della sacra congregazione dei riti. 

A cinquanta anni di distanza più di duecento musicisti, musicologi ed esperti di musica sacra rendono pubblica una dichiarazione, rivolta ai responsabili della Chiesa, per cercare di riportare sui binari della correttezza una situazione che ai loro occhi è degenerate e sta degenerando.

sabato 5 ottobre 2013

La beatificazione del Martire Rolando Rivi che preferì morire per «onorare e difendere la sua identità di seminarista»

«Non posso, non devo togliermi la veste. Io non ho paura, io sono orgoglioso di portarla.
Non posso nascondermi. Io sono del Signore». 













Il Video con parte dell'Omelia del Cardinale Amato.

L’omelia del cardinale Angelo Amato alla Messa per la beatificazione del giovane seminarista assassinato nel 1945 da partigiani «imbottiti di odio e indottrinati a combattere il cristianesimo»

Tratto dall’Osservatore Romano – Una delle più dolorose pagine della storia italiana recente, a pochi giorni dalla fine del secondo conflitto mondiale, fu la barbara uccisione del quattordicenne Rolando Rivi (1931-1945). 
Un ragazzo che preferì morire per «onorare e difendere la sua identità di seminarista». 
Per questo, il suo martirio per la fede è «una lezione di esistenza evangelica». 
All’odio dei suoi carnefici, infatti, rispose «con la mitezza dei martiri, che inermi offrono la vita perdonando e pregando per i loro persecutori». 
È quasi commosso il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, quando durante il rito di beatificazione del giovane Rivi – presieduto in rappresentanza di Papa Francesco, sabato pomeriggio, 5 ottobre, a Modena – racconta i drammatici e ultimi giorni di vita del nuovo beato.

«Era  troppo piccolo per avere nemici, erano gli altri che lo consideravano un nemico. 
Per lui tutti erano fratelli e sorelle. 
Egli non seguiva una ideologia di sangue e di morte, ma professava il Vangelo della vita e della carità». 
Nonostante fosse ancora un bambino, Rolando aveva già ben compreso il messaggio del Vangelo: «Amare non solo i genitori e i fratelli, ma anche i nemici, fare del bene a chi lo odiava e benedire chi lo malediceva». 
Celebrare il martirio del piccolo Rolando, ha detto il cardinale, è anche un’occasione per «gridare forte: mai più odio fratricida, perché il vero cristiano non odia nessuno, non combatte nessuno, non fa male a nessuno. 
L’unica legge del cristiano è l’amore di Dio e l’amore del prossimo». 
Infatti, le ideologie umane «crollano, ma il Vangelo dell’amore non tramonta mai perché è una buona notizia». 
E la beatificazione di Rivi è «una buona notizia per tutti. Di fronte alla sua bontà e alla sua gioia di vivere, siamo qui riuniti per piangere sì il suo sacrificio, ma soprattutto per celebrare la vittoria della vita sulla morte, del bene sul male, della carità sull’odio».

Fin da piccolo, Rolando aveva un sogno: quello di diventare sacerdote. 
A undici anni entrò in seminario, come ha ricordato il porporato, e come si usava allora, indossò la veste talare, che da quel giorno «diventò la sua divisa». 
La portava «con orgoglio. 
Era il segno visibile del suo amore sconfinato a Gesù e della sua totale appartenenza alla Chiesa. 
Non si vergognava della sua piccola talare.  Ne era fiero», tanto che la portava in seminario, in campagna, in casa. 
«Era il suo tesoro da custodire gelosamente era il distintivo della sua scelta di vita, che tutti potevano vedere e capire». 
A causa della guerra, molti consigliavano a Rolando di togliersi la talare, perché era pericoloso indossarla, visto il clima di odio contro il clero. 
Davanti ai timori anche dei familiari, Rolando rispondeva: «Non posso, non devo togliermi la veste. Io non ho paura, io sono orgoglioso di portarla.  Non posso nascondermi. Io sono del Signore». 
Ma il 10 aprile 1945, dei partigiani «imbottiti di odio e indottrinati a combattere il cristianesimo», catturarono Rolando. 
Il ragazzo, ha ricordato il porporato, venne «spogliato, insultato e seviziato con percosse e cinghiate per ottenere l’ammissione di una improbabile attività spionistica». 
Dopo tre giorni di sequestro, «con una procedura arbitraria e a insaputa dei capi, il 13 aprile 1945, il ragazzo fu prima barbaramente mutilato e poi assassinato con due colpi di pistola, uno alla tempia sinistra e l’altro al cuore». 
Dal sacrificio di Rolando, ha aggiunto il porporato, vengono quattro consegne per tutti noi: perdono, fortezza, servizio e pace. 
In modo particolare, ha concluso, egli «si rivolge ai seminaristi d’Italia e del mondo, esortandoli a rimanere fedeli a Gesù, a essere fieri della loro vocazione sacerdotale e a testimoniarla senza rispetto umano, con gioia, serenità e carità».

giovedì 8 agosto 2013

“ Li boni frati”


Dal blog Messainlatino copio un intervento ( firmato) che è un inno al “sentire cum Ecclesia”.
Avrei voluto mantenere il nome e il cognome di quel bravo fedele ma, mancando la sua autorizzazione, per ora lo siglo soltanto.

Cari amici,

voglio raccontare la mia esperienza con i Francescani dell'Immacolata, che purtroppo ho conosciuto da poco.

Erano anni che desideravo partecipare ad una messa celebrata con la giusta devozione. Ero talmente sconfortato dal modo di celebrare di molti parroci che stavo meditando di partecipare alla messa Ortodossa. Poi, casualmente sono entrato in una chiesa vicino a dove lavoro, la chiesa di Ognissanti a Firenze.

C'era in corso la messa feriale, subito noto un'assenza: il tavolo-altare. Il celebrante usava il "vecchio" altare dando le spalle al popolo. La cerimonia, versione post-conciliare, nonostante i pochi presenti era molto curata: una suora cantava inni e preghiere con una voce stupenda suonando l'organo, il "chierichetto", stava devotamente in ginocchio su gradini dell'altare.

Sorpresa ancor più grande uscendo: domenica ore 12 e tutte le mattine alle 8, messa in latino. Incredulo ho chiesto ad un frate se si trattasse proprio del Vetus Ordo. Mi ha detto di sì, ma solo fino al 12 agosto... putroppo non potevo ancora sapere.

La domenica successiva, mi reco alla messa delle 12. Anche in questo caso, nonostante l'afa e i pochi fedeli, una messa stupenda, soavemente cantata... Erano anni che desideravo partecipare ad una messa Vetus Ordo e ce l'avevo a due passi da dove lavoro! La cosa che più mi ha colpito è stata la devozione con cui veniva celebrato il rito. Inoltre, i pochi (ma non pochissimi) fedeli partecipavano con grande devozione: niente cellulari, niente brusii, molto raccoglimento.

Da quel giorno, compatibilmente con il lavoro, cerco di partecipare alle messe feriali. Ho potuto così assistere sia alle celebrazioni in italiano che con il vecchio rito. Nessuna differenza di attenzione da parte dei celebranti e del popolo. Una volta sono rimasto anche per i Vespri e l'Adorazione Eucaristica: anche in questo caso ho notato una grande devozione ed attenzione... pensate che la suora all'organo, sbagliando una nota ha fatto un gesto di disappunto come se stesse cantando alla Scala... Si vede che aveva ben chiaro per Chi stava cantando quel salmo!

Per quel poco che ho potuto vedere, ho visto un gruppo di frati e suore provenienti da varie parti del mondo (ahimé, nessun italiano) che con semplicità adorano Cristo e servono la Chiesa. Sono molto disponibili, accompagnano i fedeli, si preoccupano di distribuire i libri dei canti e i messali a tutti.
Un sacerdote, è inoltre sempre disponibile per la confessione...
Inoltre, tengono aperta una delle più belle chiese di Firenze per molte ore, permettendo a fedeli e turisti di pregare e visitare. Entrando, subito si percepisce un senso di ordine e di raccoglimento.

Nonostante la loro umiltà, però che maestà nel celebrare! Quindi per mia esperienza, posso affermare che quotidianamente vengono celebrate sia messe con vecchio rito sia con il nuovo. Entrambe con grande attenzione ed impegno... mi pare che sia un grande dono per i fedeli che mi dispiace vada perso. Non ho visto né fretta né svogliatezza nel celebrare il rito latino, dubito che si sia trattata di un'imposizione.

Se potesse servire a qualcosa, sono pronto a testimoniare quello che ho visto in qualunque sede. Anzi, se fosse possibile gradirei avere un recapito per comunicare queste considerazione al Commissario dell'ordine.

E.C.

P.S.

Vorrei concludere questo lungo intervento con una considerazione personale. Credo che l'obbedienza al Santo Padre debba venire prima di tutto. Molti Santi hanno sofferto pene ingiuste (come scordare Padre Pio). Lo stesso San Francesco fu obbediente sempre. Il martirio a volte prende forme strane... ma Dio renderà gloria per i giusti meriti. E come Padre Pio è diventato un grande Santo, così non mancherà la gloria per questo ordine, quando Dio vorrà. Ricordiamo che il capo della Chiesa è Cristo e certo nessuno può opporsi alla sua volontà.

Quello che noi possiamo fare e pregare e dare testimonianza.


Aggiungo solo una mia piccola considerazione .

Ho paura ! So che la Provvidenza Divina prima o poi bacerà uno per uno " li boni frati " ma ho paura per il presente ! Il potere qualunque esso sia, laico o ecclesiastico, quando si accorge di aver fatto un’ingiustizia pur di non mettere in discussione la propria autorità aggiunge altri diabolici ingredienti : la truffa, l'inganno e la frode ! I poveri e boni frati sono INGENUI !!! Cosa potranno UMANAMENTE contro l'inganno, la frode e la truffa ? Per fortuna c’è la forza della preghiera che tutto può !

lunedì 20 maggio 2013

"Andare all’incontro con tutti, senza negoziare la nostra appartenenza" ( Papa Francesco 18-05-2013)


L’informazione “guidata”  impone sempre delle chimere, dei clichès, delle aspirazioni collettive che si insinuano nel cuore dell’uomo determinando i comportamenti sia dei singoli individui che delle masse.
Alcuni ( anziani ) chierici che non hanno fatto nulla per scongiurare le dimissioni di Benedetto XVI ( anzi …) cercano ora di fornire delle interpretazioni pittoresche tramite dei maschi e virili suggerimenti, di cui sono naturali portatori, ricorrendo alle fantasie più esasperate, alle calunnie che il Papa ha fortemente condannato : « Disinformazione, diffamazione e calunnia sono peccato... dire soltanto la metà che ci conviene», o raccontare per «rovinare la fama di una persona», o «dire cose che non sono vere»,  quindi «ammazzare il fratello» concetto che Benedetto XVI nel 2009 aveva direttamente girato alla riflessione dei Vescovi.
Per gli attivi chierici come per tutti noi – cristiani di strada lontani dalle performances vaticane - si abbatte sulle nostre coscienze l’inesauribile eloquio di Papa Francesco che determina un iper dosaggio adrenalitico, con conseguente aumento della frequenza cardiaca.
Essendo tutti peccatori abbiamo l'umana paura di sentirci coinvolti nella volontaria indefinitezza delle quotidiane battute papali tant’è che i prelati , colpiti da istantanee manifestazioni di iperidrosi, si asciugano frequentemente la fronte bagnata mentre preti e fedeli sprofondano, ma solo per qualche secondo, nel mutismo.
Quasi modo geniti infantes
E’ il nostro stesso ego, punzecchiato dalle provocazioni papali, a farci sentire bambini bisognosi di perdono .
Ci immedesimiamo negli Apostoli che l’un l’altro, durante l’ultima cena domandavano al Divin Maestro : “ sono forse io Signore?” in risposta alla terribile affermazione di Gesù : “ uno di voi mi tradirà”.
C’è la risposta concreta, alle quotidiane “provocazioni” di Papa Francesco oppure le parole del Pontefice hanno il solo scopo di scuotere le nostre coscienze per migliorarne la spiritualità?
E’ dato di assistere ad un fenomeno assai raro : la moltiplicazione ( la magia non c’entra nulla) degli sms, dei messaggi e delle email di tanti sacerdoti e fedeli che si chiedono “ A chi si riferisce il Papa ? Ce l’ha forse con noi o con il nostro gruppo ” ?
La speranza cristiana, che alberga nei nostri cuori ci dice che prima o poi il Papa dovrà lenire, in nomine caritatis, le ipertensioni dei Suoi sudditi, già duramente provati a causa dei recenti, indigeribili traumi ecclesiali stati provocati dai violenti giacobini .
Apprendiamo dalla stampa "guidata" che tal Beppe Grillo che, ignorando la storia di 2013 anni di cristianesimo, ha “scoperto”  che un Papa “è diventato qualunquista e un po' populista, - perchè -  dice di pensare agli ultimi e non alle banche” …
Noi , come credenti, continuiamo a confidare nella grazia che lo Spirito Santo effonde soprattutto sul Successore di Pietro che al pari dei Santi missionari ci esorta  : “Per annunciare il Vangelo sono necessarie due virtù: il coraggio e la pazienza. Loro [i cristiani che soffrono] sono nella Chiesa della pazienza. Loro soffrono e ci sono più martiri oggi che nei primi secoli della Chiesa; più martiri! Fratelli e sorelle nostri. Soffrono! Loro portano la fede fino al martirio. Ma il martirio non è mai una sconfitta; il martirio è il grado più alto della testimonianza che noi dobbiamo dare. 
Noi siamo in cammino verso il martirio, dei piccoli martìri: rinunciare a questo, fare questo… ma siamo in cammino. E loro, poveretti, danno la vita, ma la danno – come abbiamo sentito la situazione nel Pakistan – per amore a Gesù, testimoniando Gesù. Un cristiano deve sempre avere questo atteggiamento di mitezza, di umiltà, proprio l’atteggiamento che hanno loro, confidando in Gesù, affidandosi a Gesù. non dimenticate: niente di una Chiesa chiusa, ma una Chiesa che va fuori, che va alle periferie dell’esistenza. Che il Signore ci guidi laggiù.

Andrea Carradori






giovedì 31 gennaio 2013

LA MESSA DI SAN PIO V: ALTARI MAESTOSI, RITO SUBLIME,COMUNIONE IN GINOCCHIO

Ringrazio i gestori del gruppo-Facebook  che hanno gentilmente accettato la mia iscrizione a " La Messa di San Pio V : altari maestosi, rito sublime, comunione in ginocchio " così come gli altri organizzatori di gruppi che seguono la medesima tematica della Liturgia antica : Messa di sempre, Santa Messa di sempre, Sanctissima Missa Tridentina-Gregoriana, Sancta Missa Antiquus Ritus , Italia Tridentina ecc ecc
Potrò mai sdebitarmi per la serenità e per l'elevazione spirituale che questi "gruppi" infondono nel mio animo quando alla sera li leggo ?
Non nascondo la mia commozione nel constatare la fioritura su Internet di mini-gruppi che si rifanno alla spiritualità della Messa attualmente disciplinata dal Motu Proprio Summorum Pontificum.
La vera "liberalizzazione" dell'antica Liturgia è avvenuta attraverso la rete di Internet e l'apertura di alcuni siti-blog che hanno fatto storia in campo liturgico-tradizionale.
Fino alla diffusione di Internet era difatti proibito parlare della Messa antica e del messale detto di San Pio V .
"In illo tempore" eravamo assetati dell'antica spiritualità liturgica ed abbiamo  trovato ristoro per la nostra sete negli "storici "bollettini" stampati e diffusi da  " Una Voce-Italia" , da " La Tradizione Cattolica - della Fraternità Sacerdotale San Pio X- " da "Una Voce Torino",  da " Una Voce Firenze "  da " Si,si,no,no" il grande foglio antimodernista e da tante altre validissime pubblicazioni.
L'immane lavoro, a servizio dell'Ideale, compiuto nel passato da quei bravi volontari della Tradizione è assai maggiore dei nostri che, davanti al computer, in breve tempo riusciamo a comunicare  informazioni o ad evidenziare articoli di altri siti.
Sia al tempo degli Indulti del Beato Giovanni Paolo II che ora nel post - Summorum Pontificum siamo lasciati  soli a sostenere l'attuazione del Motu Proprio che dovrebbe essere un bene comune di tutta la comunità ecclesiale.
Il Santo Padre ha invece evidenziato che l'antica liturgia è importante anche per la spiritualità odierna , per la nostra perfezione spirituale, perchè ai nostri blog e alle nostre iniziative su internet non viene concesso l'avallo ufficiale delle Diocesi d'appartenenza dei blogghisti ?
Perchè nei siti diocesani non compare anche il link dei nostri gruppi liturgici ?
Pochi giorni fa abbiamo recepito alcune giuste critiche che il Vescovo d'Ivrea S.E.R.Mons. Edoardo Aldo Cerrato ha dovuto rivolgere agli organizzatori della S.Messa nell'antico rito  a Rivarolo Canavese a cui il Presule aveva assistito.
Eppure è stato detto di tutto ai tanti giovani che hanno dimostrato grande amore per la liturgia antica.
Cominciando da quel "amano i pizzi e i merletti" ( frase tralaltro uscita anche da diverse bocche di irriducili tradizionalisti dal gusto calvinista ...)   i conservatori nemici della novità liturgica introdotta dal Motu Proprio Summorum Pontificum e dalle ponderate "riforme" liturgiche dell'amato nostro Papa Benedetto XVI hanno bollato i giovani giovani come una specie di esaltati della formalità e della bellezza.
Se anche così fosse, se i nostri giovani si sentono attratti alle cose celesti , che esprimono la bellezza pura, se nei nostri conformati e materializzati giorni  essi riscono a esaltare l'essenza del cristiano " nel mondo ma non del mondo" attraverso le forme della bellezza liturgica cosa fanno di male ?
Proprio ieri un seminaristia-musicista-rock mi ha fatto capire, in scriptis, di non aver gradito il mio disappunto, di musicista e di fedele, al fatto che nella sua diocesi diano tanta importanza al rock per la formazione dei giovani.
Ecco una parte dell' indispettita reazione del Seminarista alle quattro ( di numero ) parole che avevo rivolto all'iniziativa di "evangelizzare" i giovani con la musica rock .
" Io ho suonato rock da una vita e come tutti dopo la cresima sono scappato dalla Chiesa proprio perchè piena delle strutture e formalismi di cui sei portavoce. Il Signore ha avuto comunque un altro progetto per me e mi ha riportato nella Chiesa così come ero e guarda un po' ora, che continuo a suonare rock alla grandissima (con la band di cui faccio parte abbiamo vinto anche diversi concorsi a livello nazionale), sto in seminario ".
Mi rivolgo ai nostri amati Pastori, che avranno sempre più bisogno delle nostre preghiere e del nostro operato di volontari liturgici,  di non lasciare soli tanti giovani e tanti fedeli che hanno dimostrato di amare con un amore incondizionato la Santa Chiesa e la splendente Liturgia Cattolica !
Abbiamo visto, purtroppo, con enorme tristezza che fine fanno le vocazioni rockettare o infettate di giovanilismo ...  le cronache, purtroppo, anche della mia regione se ne sono occupate  nella scorsa stagione estiva .
Non sono bastate le umiliazioni che il celeste Sacerdozio Cattolico ha dovuto sopportare a causa dei  tradimenti dei Chierici naturalmente a ritmo di rock ?
Viceversa a  tutti coloro che dedicano parte del loro tempo libero alla cura e alla diffusione della Liturgia tradizionale  come mezzo di santificazione e di lode divina un grande GRAZIE commosso e pieno di ammirazione !
A.C.

AGGIUNTA : Continua QUI con la lettera che un giovane ha oggi scritto al Seminarista rock


 



sabato 1 dicembre 2012

PAPA BENEDETTO XVI CHIUDE E CORREGGE “ I CORTILI-LAGER DELLA FEDE" : "COME IN EDIFICI DI CEMENTO SENZA FINESTRE..."

Nella nostra pochezza, animati però  da quel buon senso che solo la fede riesce ad imprimere in coloro che come me sono poveri di cultura, avevo postato questo appello QUI .
E’ bello , soprattutto in questo tempo di Avvento, esaltare Colui che mediante l’Incarnazione nel seno purissimo della Beata Vergine Maria, ha nobilitato la nostra condizione umana e che nutre, con amore di padre, l’uomo che confida nel Signore : “ per l'abbondanza del latte che faranno,si mangerà la panna; di panna e miele si ciberà"I lattanti giocheranno presso nidi di serpenti, e se un bambino metterà la mano nella tana di una vipera non correrà alcun pericolo.
Nessuno farà azioni malvagie o ingiuste su tutto il monte santo del Signore. Come l'acqua riempie il mare, così la conoscenza del Signore riempirà tutta la terra”.
Non manchiamo dunque  di affetto verso l'umanità, costituita dai figli dello stesso Padre, se in ogni circostanza e dai crocicchi della strada proclamiamo che Gesù Cristo è il solo Salvatore dell'uomo  : “Non abbiate paura di andare per le strade e nei luoghi pubblici, come i primi Apostoli che hanno predicato Cristo e la Buona Novella della salvezza nelle piazze della città dei centri e dei villaggi. Non è tempo di vergognarsi del Vangelo (cf. Rm 1, 16). È tempo di predicarlo dai tetti (cf. Mt 10, 7). Non abbiate paura di rompere con i comodi e abituali modi di vivere, al fine di raccogliere la sfida di far conoscere Cristo nella moderna "metropoli". Dovete essere voi ad andare "ai crocicchi delle strade" (Mt 22, ) e a invitare tutti quelli che incontrate al banchetto che Dio ha apparecchiato per il suo popolo. Il Vangelo non deve essere tenuto nascosto per paura o indifferenza. Non è stato concepito per essere custodito in privato. Deve essere messo sopra un podio cosicché il popolo possa vedere la sua luce e rendere lode al nostro Padre celeste”. ( Beato Giovanni Paolo II, Omelia del 15 agosto 1993).
Apprendiamo QUI,  che il Successore di Pietro, a cui spetta per divino mandato di aprire e di chiudere la porta, ha già chiuso i cortili-lagher della fedeorridi edifici di cemento senza finestre” facendovi penetrare la vivifica luce di Colui che risorgendo ha donato a noi  la vita .


"COME IN EDIFICI DI CEMENTO SENZA FINESTRE..."
di Benedetto XVI


Cari amici,

con viva gratitudine e con affetto, saluto tutti i partecipanti al "Cortile dei gentili", che s’inaugura in Portogallo il 16 e 17 novembre 2012 e che riunisce credenti e non credenti attorno all’aspirazione comune di affermare il valore della vita umana sulla crescente ondata della cultura della morte.

In realtà, la consapevolezza della sacralità della vita che ci è stata affidata, non come qualcosa di cui si possa disporre liberamente, ma come un dono da custodire fedelmente, appartiene all’eredità morale dell’umanità. "Pur tra difficoltà e incertezze, ogni uomo sinceramente aperto alla verità e al bene, con la luce della ragione e non senza il segreto influsso della grazia, può arrivare a riconoscere nella legge naturale scritta nel cuore (cfr. Rm 2, 14-15) il valore sacro della vita umana dal primo inizio fino al suo termine" (Enciclica "Evangelium vitae", n. 2). Non siamo un prodotto casuale dell’evoluzione, ma ognuno di noi è frutto di un pensiero di Dio: siamo amati da Lui.

Però, se la ragione può cogliere questo valore della vita, perché chiamare in causa Dio? Rispondo citando un’esperienza umana. La morte della persona amata è, per chi l’ama, l’evento più assurdo che si possa immaginare: lei è incondizionatamente degna di vivere, è buono e bello che esista (l’essere, il bene, il bello, come direbbe un metafisico, si equivalgono trascendentalmente). Parimenti, la morte di questa stessa persona appare, agli occhi di chi non ama, come un evento naturale, logico (non assurdo). Chi ha ragione? Colui che ama ("la morte di questa persona è assurda") o colui che non ama ("la morte di questa persona è logica")?

La prima posizione è difendibile solo se ogni persona è amata da un Potere infinito; e questo è il motivo per cui è stato necessario appellarsi a Dio. Di fatto, chi ama non vuole che la persona amata muoia; e, se potesse, lo impedirebbe sempre. Se potesse... L’amore finito è impotente; l’Amore infinito è onnipotente. Ebbene, è questa la certezza che la Chiesa annuncia: "Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna" (Gv 3, 16). Sì! Dio ama ogni persona che, perciò, è incondizionatamente degna di vivere. "Il sangue di Cristo, mentre rivela la grandezza dell’amore del Padre, manifesta come l’uomo sia prezioso agli occhi di Dio e come sia inestimabile il valore della sua vita". (Enciclica "Evangelium vitae", n. 25).

Nell’epoca moderna, l’uomo ha però voluto sottrarsi allo sguardo creatore e redentore del Padre (cfr. Gv 4, 14), fondandosi su se stesso e non sul Potere divino. Quasi come succede negli edifici di cemento armato senza finestre, dove è l’uomo che provvede all’areazione e alla luce; e, ugualmente, persino in un tale mondo auto-costruito, si attinge alle "risorse" di Dio, che sono trasformate in nostri prodotti. Che dire allora? È necessario riaprire le finestre, vedere di nuovo la vastità del mondo, il cielo e la terra, e imparare a usare tutto ciò in modo giusto.

Di fatto, il valore della vita diventa evidente solo se Dio esiste. Perciò, sarebbe bello se i non credenti volessero vivere "come se Dio esistesse". Sebbene non abbiano la forza per credere, dovrebbero vivere in base a questa ipotesi; in caso contrario, il mondo non funziona. Ci sono tanti problemi che devono essere risolti, ma non lo saranno mai del tutto, se Dio non sarà posto al centro, se Dio non diventerà di nuovo visibile nel mondo e determinante nella nostra vita. Colui che si apre a Dio non si allontana dal mondo e dagli uomini, ma trova fratelli: in Dio cadono i nostri muri di separazione, siamo tutti fratelli, facciamo parte gli uni degli altri.

Amici miei, vorrei concludere con queste parole del concilio Vaticano II agli uomini di pensiero e di scienza: "Felici coloro che, possedendo la verità, la continuano a cercare per rinnovarla, per approfondirla, per donarla agli altri" (Messaggio, 8 dicembre 1965). Questi sono lo spirito e la ragion d’essere del "Cortile dei gentili". A voi impegnati in diversi modi in questa significativa iniziativa, esprimo il mio sostegno e rivolgo il mio più sentito incoraggiamento. Il mio affetto e la mia benedizione vi accompagnino oggi e in futuro.

BENEDICTUS PP XVI

Dal Vaticano, 13 novembre 2012

L'immagine allegata si ispira all'Antifona Maggiore della Novena del Santo Natale :

O Clavis David, et sceptrum domus Israel;
qui aperis, et nemo claudit;
claudis, et nemo aperit:
veni, et educ vinctum de domo carceris,
sedentem in tenebris, et umbra mortis.
Che possiamo ascoltare nel mirabile Canto Gregoriano.

venerdì 9 novembre 2012

PELLEGRINAGGIO STRAORDINARIO "UNA CUM PAPA NOSTRO". UN COMMENTO ( da Chiesa e post concilio )


Prendiamo da Chiesa e post concilio :

« La messa del 3 ha finalmente ottenuto il risultato auspicato dai promotori dell'iniziativa (cioè rendersi presenti in piazza pubblica), però il messaggio ricevuto dal pontefice non si allontana dalla linea che sembra sempre più confermata, cioè la realizzazione di una chiesa plurale e tollerante verso tutti con riserva di accettare la suprema divinità conciliare. Mi fa pensare alla chiesa della riconciliazione di Taizé, edificata al di sopra della cappella cattolica e ortodossa. 
Una scommessa riuscita, che finisce però in una certa perplessità ».

Da parte del gruppo degli organizzatori - peraltro non identificativo in assoluto dell'intera Tradizione - è stato un tentativo maldestro e peggio riuscito (dal punto di vista del messaggio ricevuto dalla Curia).
Però notevole, e commovente, la risposta del gran numero di persone affluite da tutto il mondo... 
Un divario enorme tra lo spirito dei pellegrini e quello dei cosiddetti Pastori.

E forse di riuscito c'è il fatto di vedere che ci sono molte persone motivate e capaci anche di mobilitarsi. E' successo con un'organizzazione frammentata e frammentaria, figuriamoci cosa potrebbe venir fuori da qualcosa di più ampiamente voluto e condiviso.  ( Sottolineature nostre N.d.R.)

Quanto alla dogmatizzazione del dio-concilio mi pare che il problema si vada sempre più polarizzando e ho l'impressione che tutti i nostri sforzi facciano solo dei gran buchi nell'acqua. Ma è solo lo stato d'animo del momento, non è certo motivo di resa!

In ogni caso la "scommessa riuscita" è fonte più che di perplessità - in ordine alla visione di una Chiesa-pluralista (non più UNA) - di disorientamento e sconcerto e più ancora (Mons. Gheradini parla di "Passio Ecclesiae").

Ho l'impressione che, almeno al momento, non ci sia soluzione dal punto di vista umano. 
Solo che non possono mancare né il nostro impegno né le nostre buone volontà, Deo adiuvante ».