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martedì 6 novembre 2012

IL PELLEGRINAGGIO “UNA CUM PAPA NOSTRO” ROMA 3 NOVEMBRE 2012 : NIENTE SARA’ PIU’ COME PRIMA !!!














Finalmente il gran giorno è arrivato !
Dopo tanti affanni e tante dolorose spaccature evidenziate su alcuni siti web amici e fratelli, che si sono inevitabilmente riversati anche   nei nostri cuori, siamo partiti in tanti alla volta di Roma !
Abbiamo tutti assai pregato, durante i viaggi d’andata e soprattutto di ritorno, per rendere grazie al Signore per quanto ci ha dato in questi cinque anni di santo rinnovamento spirituale attraverso il Motu Proprio Summorum Pontificum !
Siamo contenti perché abbiamo potuto pregare “una cum Papa nostro” davanti alla Cattedra del Principe degli Apostoli !
Abbiamo dimostrato una grande maturità confidando solo nel Signore Onnipotente e nella forza della preghiera !
Il Tactus della Prima Domenica di Quaresima riassume mirabilmente il nostro confidare totalmente nella potenza di Colui che disponde tutte le cose in modo mirabile . 
Nulla deve temere l'uomo che si affida nel Signore : " poiché tu dai successo a tutte le nostre imprese "

Qui habitat in adjutorio Altissimi: in
protectione Dei caeli commorabitur.
Dicet Domino: Susceptor meus es tu, et
refugium meum: Deus meus, sperabo
in eum.
Quoniam ipse liberavit me
de laqueo venantium: et a verbo
aspero.
Scapulis suis obumbrabit
tibi: et sub pennis ejus sperabis.
Scuto circumdabit te veritas ejus: non
timebis a timore nocturno.
A sagitta volante per diem, a negotio
perambulante in tenebris: a ruina et
daemonia meridiano.
Cadent a latere tuo mille, et decem millia a dextris tuis:
tibi autem non appropinquabit.
Quoniam angelis suis mandavit de te:
ut custodiant te in omnibus viis tuis.
In manibus portabunt te: ne unquam
offendas ad lapidem pedem tuum.
Super aspidem et basiliscum
ambulabis: et conculcabis leonem et
draconem.
Quoniam in me speravit,
liberabo: protegam eum, quoniam
cognovit nomen meum.
Invocabit me, et ego exaudiam eum: cum ipso
sum in tribulatione.
Eripiam eum et glorificabo: longitudine dierum
adimplebo eum, et ostendam illi
salutare meum.

Dopo il Pellegrinaggio romano niente sarà come prima !

Abbiamo dimostrato di essere uniti attorno alla Cattedra di Pietro seguendo il Magistero immutabile della Chiesa !
Abbiamo dimostrato, attraverso la nostra unità fraterna, di poter cambiare anche alcuni clichè stereotipati della liturgia tradizionale e conseguentemente dell'immagine dei cattolici legati alle espressioni di preghiera dei nostri padri.
Il  canto dei pellegrini, forte e motivato, ha riempito, quando è stato possibile farlo, l’interno della Basilica di San Pietro !
La preghiera, che si è fatta canto, è stata la traduzione fedele della nostra  fede e del nostro amore verso l’Ideale liturgico della Chiesa di sempre !
A questa ondata incontenibile di migliaia di voci è stato simpaticamente contrapposto un gruppetto di bravi cantori microfonati quasi un' inutile e traballante diga incapace di  contenere il canto dei fedeli che qualcuno , in modo  "intellettualistico", aveva giudicato "inappropriato" per una Basilica romana ...
Alla fine si è ricorso alla "soluzione di compromesso all'italiana" : alcune insignificanti strofette polifoniche, a voci pari e ... tanti ... assoli come in una messa nuziale !
Avremo modo di riflettere con calma su questo incredibile scivolone per premunirci affinchè, in un prossimo futuro in occasione di un ventilato nuovo Pellegrinaggio durante l' Anno della Fede, questo non avvenga più  !
Le “messe” in stile polifonico o con l'accompagnamento d’Organo sono auspicabili in circostanze specifiche ma non nei pellegrinaggi ( come alcuni raduni internazionali promossi dall’Associazione Internazionale Una Voce, a cui ho avuto modo di partecipare, hanno sempre insegnato).

Tuttavia “…è giusto per ora lasciare spazio alle emozioni vissute da chi ha partecipato al Pellegrinaggio, lasciato passare un pò di tempo, verrà comunque l`ora del bilancio, non fosse che per rispetto verso chi è andato a Roma".

Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!
Ipsi soli imperium,
laus et iubilatio
per saecula saeculorum.
Amen.
Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!
Tempora bona veniant! Pax Christi veniat!
Redemptis sanguine Christi.
Feliciter! Feliciter! Feliciter!
Regnum Christi veniat!
Deo Gratias!
Amen.

Andrea Carradori, con animo lieto e riconoscente.


Per l'utilizzo delle foto ringrazio l'amica Gloria Cristina Molinari.

martedì 30 ottobre 2012

TOLENTINO.CELEBRAZIONI PER LA FESTA DI TUTTI I SANTI E COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI





































1) Tolentino, Chiesa del Sacro Cuore ( vulgo dei sacconi) GIOVEDI’ 1 NOVEMBRE ORE 17,00 : Santa Messa cantata celebrata dal Rev.do Don Andrea Leonesi, Parroco. 
Fin dal pomeriggio precedente saranno esposte solennemente le Reliquie dei Santi .
2) Tolentino, Chiesa del Sacro Cuore ( vulgo dei sacconi) VENERDI’ 2 NOVEMBRE ORE 17,00 : Santa Messa di Requiem, ASSOLUZIONE AL TUMULO, canto del Libera me Domine de morte aeterna 
Officia il  Rev.do Don Andrea Leonesi, Parroco. 

3) Sabato 3 novembre PELLEGRINAGGIO A ROMA : pulman per i fedeli marchigiani con partenza :
a) da Campocavallo di Osimo, davanti al Santuario, ore 7,00
b) uscita autostrada Civitanova Marche, ore 7,20

4) Belforte del Chienti,MC, chiesa di Sant’Eustachio nel paese alto ( con il celebre polittico del Boccati DOMENICA 4 NOVEMBRE ORE 16,30
L’Accademia dei Galanti di Bologna offrirà il Concerto pro octavarium defunctorum con musiche di T.F.de Victoria e A.Lotti.
Interventi organistici di Andrea Moncada Paternò.
Organizzazione Pro Loco di Belforte del Chienti e Comunità Montana Monti Azzurri : un significativo evento musicale da non perdere !
In unione di preghiera !
Andrea Carradori

Foto : 7 settembre 2012 , venerazione della restaurata antica statua della Madonna Addolorata
Nella Chiesa dei “sacconi” di Tolentino.

giovedì 25 ottobre 2012

PELLEGRINAGGIO DI SABATO 3 NOVEMBRE "UNA CUM PAPA NOSTRO" : INIZIAMO IL VIAGGIO-PELLEGRINAGGIO CON L'OREMUS PRO PONTIFICE NOSTRO BENEDICTO. AL RITORNO DALLA CITTA' ETERNA LE CORREZIONI FRATERNE AGLI ORGANIZZATORI : “IL VOSTRO PARLARE SIA SÌ, SÌ; NO, NO; IL DI PIÙ VIENE DAL MALIGNO” ( Matteo, 5,37)


Con gioiosa riconoscenza al Signore per cose buone che ci dona mediante il Magistero della Santa Chiesa Cattolica, ci aggingiamo a compiere l'atteso Pellegrinaggio Una Cum Papa nostro che avrà culmine nella Basilica Papale di San Pietro con la Santa Messa Pontificale delle ore 15 celebrata dal Prefetto della Congregazione per il Culto Divino Cardinale Antonio Cañizares Llovera.
Il programma del Pellegrinaggio è stato abbondamente riportato su questo blog e su messainlatino.
Ci è stato richiesto di  rimandare al viaggio di ritorno dall'Urbe tutte le osservazioni che debbono essere fatte al riguardo. 
Siamo d'accordo ma ... come anticipato su MiL notiamo che "... in diversi " gruppi stabili " è maturata la decisione di apportare nei primi giorni del prossimo mese la cancellazione in toto degli “acquosi , inutili e dannosi patti” (necessaria e severa verifica corredata da ampia documentazione)..."
Ci piace  evidenziare subito che due figure si sono positivamente distinte  nell'organizzazione dell'evento spirituale risplendendo per   evangelica chiarezza ( si, si, no, no ) : il Dott. Riccardo Turrini Vita, Presidente emerito di Una Voce-Italia e il Dott. Guillaume Ferluc Segretario Generale del Pellegrinaggio.
Ad essi va la nostra sincera  riconoscenza per il difficile lavoro fatto in Italia e all'estero sopportando e risolvendo  oggettive difficoltà.
Partiamo dunque con letizia e serenità portando idealmente con noi anche coloro che non possono venire ma che ci sono spiritualmente vicini nella preghiera.
Che il Cristo Gesù ci aiuti tutti a seguire la chiarezza del Suo Vangelo senza confidare nelle nostre inutili , dannose, piccole tattiche umane : " poiché tu o Signore dai successo a tutte le nostre imprese".
Andrea Carradori



lunedì 1 ottobre 2012

FSSPX E SANTA SEDE : INDIETRO TUTTA ! “BISOGNA ADESSO SPINGERE L’ECCLESIA DEI A METTERE TUTTE LE SUE ENERGIE NELLA DIFESA DEI FEDELI SUMMORUM PONTIFICUM E NELLA SALVAGUARDIA E NELLO SVILUPPO DELLA FORMA STRAORDINARIA A CORTO, MEDIO E LUNGO TERMINE! SPERIAMO, ORA CHE LA “DIVERSIONE FSSPX” È STATA RIDIMENSIONATA, CHE DETTA COMMISSIONE SIA PIÙ CONCENTRATA SU QUESTA SUA REALE FUNZIONE ECCLESIALE “. ( "SIMON DE CYRÈNE" )



Forse non abbiamo pregato abbastanza.
Forse non abbiamo offerto sufficienti mortificazioni personali al Sacro Cuore di Gesù perché l’agognata positiva risoluzione della Fraternità San Pio X e la Santa Sede Apostolica potesse giungere a buon porto.
Siamo alla vigilia di un organizzato attacco mediatico contro la Santa Sede e il Papa Benedetto XVI da parte di qualche sostenitore della Fraternità Sacerdotale San Pio X.
Peccato che costoro fanno più del male al citato gruppo ecclesiale che vorrebbero, in buona fede, sostenere ...


A farne le spese, in Italia, sarà anche il Pellegrinaggio Internazionale Una Cum Papa Nostro del 3 novembre che risentierà negativamente dei ritetuti e incredibili attacchi di gestori di siti che si pensava fossero di area tradizionale.
Sta di fatto che abbiamo letto questo raggelante articolo di Andrea Tornielli :

“ Lo scorso 30 giugno Benedetto XVI ha inviato una lettera (scritta in francese) al superiore generale della Fraternitrà San Pio X, il vescovo Bernard Fellay. Questoè l’articolo che ho scritto su Vatican Insider. A rivelare l’esistenza della missiva – una corrispondenza che doveva rimanere privata – è stato un altro vescovo lefebvriano, Bernard Tissier de Mallerais, nel corso di una conferenza tenuta il 16 settembre in Francia.
Dopo l’incontro del 12 giugno tra Fellay e il cardinale William Levada, nel palazzo del Sant’Uffizio, quando al superiore della San Pio X è stata consegnata l’ultima versione del preambolo dottrinale accompagnata da una proposta di soluzione canonica (una prelatura personale), il capo dei lefebvriani ha deciso di scrivere direttamente al Papa.
E gli ha chiesto un incontro, per spiegare le difficoltà ancora esistenti rispetto al testo del preambolo.
Benedetto XVI, che era stato dettagliatamente informato sui colloqui dottrinali durati due anni, come pure sulle diverse stesure del preambolo dottrinale e delle discussioni avvenute all’interno della Congregazione per la dottrina della fede, ha preferito rispondere per iscritto, con la lettera del 30 giugno, nella quale non si fa menzione alla richiesta di un incontro espressa da Fellay.
Ratzinger si è limitato a esortare i lefebvriani a sottoscrivere il preambolo, spiegando, come ha rivelato Tissier de Mallerais, che “ per essere reintegrati nella Chiesa occorre veramente accettare il concilio Vaticano II e il magistero post-conciliare”.
Le parole usate da Tissier de Mallerais, contrarie all’accordo e molto dure verso il Concilio come pure verso la messa secondo il rito scaturito dalla riforma liturgica post-conciliare, descrivono ancora una volta la spaccatura che esiste all’interno della Fraternità.  
In ogni caso, non è affatto detto che la partita sia definitivamente chiusa.
I nuovi vertici della Congregazione per la dottrina della fede e della pontificia commissione Ecclesia Dei si sono appena insediati: bisognerà vedere come cercheranno di portare a compimento il processo che è iniziato.
 Di certo, il cammino appare in salita”.
Non voglio addentrarmi, non avendone le capacità intellettive, su delicate questioni politico – religiose ( il presunto DICTAT della Comunità Ebraica Internazionale – preoccupata della salvaguardia della propria immagine in vista di un imminente attacco all’IRAN- che, non è mistero, non vuole assolutamente all’interno della Chiesa Cattolica Romana la “vivace” comunità lefebvriana) oppure di veri e propri ricatti intervenuti dai vertici delle Conferenze Episcopali soprattutto nord europee… 

Intendiamoci bene. 


Quante volte ci siamo chiesti con quale  faccia la Santa Sede si incaponisce di  far firmare un preambolo dottrinale alla FSSPX mentre lascia tranquilli e paceti delle bestie, apertamente eretiche,  austriche,francesi olandesi etc etc.

I lefebvriani saranno vivaci e a volte eccessivi ma Roma pare essere strabica.

Tutto questo non giova alla Chiesa : non si può ignorare quanto l'Ecclesia Dei est adflicta, soprattutto nel Nord Europa, e la disciplina canonica non può colpire solo la parte più fedele alla Dottrina cattolica ignorando quella progressista che di fatto sta distruggendo , con grave rischio per la salute delle anime, ogni forma di cattolicità ! 
Sarebbe ridicolo parlare della Chiesa come se vivesse un periodo di pieno ordine quando ci sono interi episcopati in stato di scisma e da Cattedre gloriose vengono propagate dottrine almeno materialmente eretiche.
Desidero , però, mantenere la questione sulle basi esclusivamente religiose e disciplinari.
Si è Cattolici solo nell’obbedienza piena a totale con Pietro e il Collegio Episcopale.

E' la difficile, sofferta ma  doverosa  obbedienza al Magistero , anche quando dimostra segni di evidente strabismo.
Un onesto intellettuale cattolico, noto sui blog con lo pseudonimo di Simon de Cyrène, ha prontamente scritto : 
Chiaro il richiamo di Pietro nel Suo divino ed evangelico mandato di riconfermare i Suoi fratelli nella fede: chiaro anche il rifiuto ormai ufficiale di far parte della Chiesa cattolica da parte della FSSPX.
Personalmente, anche se mi dispiace per le anime concrete coinvolte in questo peccato contro lo Spirito che seguono ciecamente la chiesa lefebvriana, non posso che pensare che ciò sia un’ottima cosa per la Tradizione nella Chiesa: ormai il buon grano, il “popolo Summorum Pontificum” è chiaramente separato dal loglio tradiprotestante.
Bisogna adesso spingere l’Ecclesia Dei a mettere tutte le sue energie nella difesa dei fedeli Summorum Pontificum e nella salvaguardia e nello sviluppo della forma straordinaria a corto, medio e lungo termine! Speriamo, ora che la “diversione FSSPX” è stata ridimensionata, che detta commissione sia più concentrata su questa sua reale funzione ecclesiale.
Quanto alle relazioni colla chiesa scismatica lefebvriana esse dovrebbero ormai spostarsi dalla CDF al dicastero dell’ottimo Card. Koch e così lasciar libera la commissione ED da perdite di tempo che non fanno altro che fermare il progresso e la buona ricezione della Tradizione nel corpo ecclesiale, specialmente presso certi nossignori vescovi.

In effetti, il fatto che questi nostri fratelli abbiano deciso di volontariamente continuare a voltare le spalle alla Santa Chiesa come lo han fatto sempre più decisamente fin dal 1975 è oggettivamente una tragedia umana e spirituale e dobbiamo assolutamente pregare affinchè ognuno di loro possa ravvedersi, al più tardi almeno in punto di morte.
Quanto all’istituzione FSSPX, in quanto persona morale, essa è chiaramente diventata una struttura di peccato dove si coltivano la mormorazione, la disobbedienza sistematica al Magistero, le tesi eretiche sullo Stesso, le calunnie, le dicerie contro il Papa, i cardinali, i vescovi, i sacerdoti e chiunque sia un fedele genuino della Chiesa cattolica.
A questa struttura non va da essere concessa nessuna pietà in quanto solo un suo smantellamento radicale potrebbe giovare alle anime che ne dipendono, sacerdoti e seminaristi in primis, ed in questo mi associo ad alcune antiche affermazioni dell’allora Vescovo di Regensburg, S.E. Mons Mueller.
Massima carità per le persone, fermezza medicinale inverso la struttura".

Queste, dure,  parole di Simon duettano, in perfetta consonanza melodica ed armonica, con quelle, talvolta assai più spietate, di un mio amico Sacerdote ( ordinato in piena comunione “una cum” ma formatosi in una struttura seminariale della FSSPX.
Quando, in scriptis, io ho più volte manifestato le mie intenzioni di preghiera affinchè la Fraternità potesse ritornare sotto l’obbedienza canonica del Magistero il mio amico sacerdote mi ha rimproverato perché , a suo dire, non conoscendo io la realtà dei fatti avrei dovuto pregare per il suo “smantellamento radicale” .
Si porta ad esempio il cattivo esempio, dal forte sapore ereticale, frnito da alcuni formatori dei seminari che , in occasione delle visite dei seminaristi in alcuni Santuari, permettevano di fare la genuflessione davanti al Tabernacolo “sub condicione”  dopo essersi accertati dell’ortodossia di fede del Parroco-Rettore.
Forse ha ragione il mio amico Sacerdote : non avendo vissuto al di dentro della struttura della FSSPX non sono neppure in grado di apprezzarne quanto di bello riluce esternamente ma il mio cuore sta, almeno in parte, con quel che ho sempre visto della Fraternità : assoluta dedizione al Sacerdozio Cattolico e alla Santa Tradizione !
In attesa di capirci qualcosa di più preferisco continuare a pregare per la piena conversione di tanti bravi Sacerdoti di Cristo di cui il Vicario di N.S. e Successore del Principe degli Apostoli ha limpidamente scritto :
Se dunque l’impegno faticoso per la fede, per la speranza e per l’amore nel mondo costituisce in questo momento (e, in forme diverse, sempre) la vera priorità per la Chiesa, allora ne fanno parte anche le riconciliazioni piccole e medie.
Che il sommesso gesto di una mano tesa abbia dato origine ad un grande chiasso, trasformandosi proprio così nel contrario di una riconciliazione, è un fatto di cui dobbiamo prendere atto.
Ma ora domando: Era ed è veramente sbagliato andare anche in questo caso incontro al fratello che "ha qualche cosa contro di te" (cfr Mt 5, 23s) e cercare la riconciliazione?
Non deve forse anche la società civile tentare di prevenire le radicalizzazioni e di reintegrare i loro eventuali aderenti – per quanto possibile – nelle grandi forze che plasmano la vita sociale, per evitarne la segregazione con tutte le sue conseguenze? Può essere totalmente errato l’impegnarsi per lo scioglimento di irrigidimenti e di restringimenti, così da far spazio a ciò che vi è di positivo e di ricuperabile per l’insieme?
Io stesso ho visto, negli anni dopo il 1988, come mediante il ritorno di comunità prima separate da Roma sia cambiato il loro clima interno; come il ritorno nella grande ed ampia Chiesa comune abbia fatto superare posizioni unilaterali e sciolto irrigidimenti così che poi ne sono emerse forze positive per l’insieme.
Può lasciarci totalmente indifferenti una comunità nella quale si trovano 491 sacerdoti, 215 seminaristi, 6 seminari, 88 scuole, 2 Istituti universitari, 117 frati, 164 suore e migliaia di fedeli?
Dobbiamo davvero tranquillamente lasciarli andare alla deriva lontani dalla Chiesa? Penso ad esempio ai 491 sacerdoti.
Non possiamo conoscere l’intreccio delle loro motivazioni. Penso tuttavia che non si sarebbero decisi per il sacerdozio se, accanto a diversi elementi distorti e malati, non ci fosse stato l’amore per Cristo e la volontà di annunciare Lui e con Lui il Dio vivente.
Possiamo noi semplicemente escluderli, come rappresentanti di un gruppo marginale radicale, dalla ricerca della riconciliazione e dell’unità? Che ne sarà poi?
Andrea Carradori



venerdì 14 settembre 2012

La morte di Monsignor Angelo Amodeo . Grazie Monsignore , preghi per noi e per la Liturgia che amò tanto fino all'ultimo respiro !





Oggi ho postato su Messainlatino, la comunicazione  della morte di Monsignor Angelo Amodeo appena ho ricevuto la triste notizia.
Fra i vari commenti ho voluto trascrivere quello di Ambrosianus e di Angelo Rusconi.
Vi consiglio anche di elevarvi attraverso la visione dei video suggeriti da Ambrosianus
Io che posso vedere il numero delle effettive "visite" del post di Messainlatino e di questo, vorrei dire che c'è stato un vero record : testimonianza dell'affetto sincero tributato Monsignor Amodeo !
Quasi 2000 "visite" alle ore 22 di sabato 15 settembre ! 
Qualcosa starà a significare !

"Innumerevoli sono i ricordi che in queste ore si affollano nella mia mente e nel mio cuore in relazione al caro Mons. Angelo Amodeo...
Chi - come me e molti altri di noi - ha avuto la grazia di conoscerlo bene e di essergli vicino anche negli ultimi tempi in cui era ormai visibilmente segnato dalla malattia, prova ora un grande vuoto sul piano umano ma al contempo nutre la speranza che per lui sia pienamente compiuto l'auspicio con cui la Chiesa Ambrosiana prega per i suoi pastori defunti:
È nostro vivo desiderio che il tuo servo Angelo venga annoverato nel regno celeste tra i sacerdoti santi e possa raggiungere la ricompensa di coloro con i quali ha condiviso fedelmente le fatiche della stessa missione.

Mi permetto di segnalare alla redazione e ai lettori una serie di video che ritraggono il compianto Monsignore durante i solenni riti della scorsa Domenica delle Palme presso la Chiesa di San Rocco al Gentilino in Milano:

http://www.youtube.com/watch?v=7JUPw9mwlI8&feature=BFa&list=PL939FC9A43610D8F1
http://www.youtube.com/watch?v=DHc71nu4Mt4&feature=BFa&list=PL939FC9A43610D8F1
http://www.youtube.com/watch?v=ZtKIggQP8Ts&feature=BFa&list=PL939FC9A43610D8F1
http://www.youtube.com/watch?v=dLYNWyw20Ik&feature=BFa&list=PL939FC9A43610D8F1
http://www.youtube.com/watch?v=VPZ1hdMMRy0&feature=BFa&list=PL939FC9A43610D8F1
http://www.youtube.com/watch?v=2owQ7w_nfjs&feature=BFa&list=PL939FC9A43610D8F1
http://www.youtube.com/watch?v=HzN9rQSRVY4&feature=BFa&list=PL939FC9A43610D8F1
http://www.youtube.com/watch?v=2vEEwibElDk&feature=BFa&list=PL939FC9A43610D8F1 

Sempre sul post di Messainlatino Angelo Rusconi ha voluto donare queste parole di altissimo valore spirituale :

" Mi permetto di contribuire al ricordo del carissimo mons. Amodeo, condividendo in toto quanto detto nel post. 
Vorrei definire don Angelo con una sola parola: prete, e alcuni aggettivi: ambrosiano, generoso, coraggioso.
Prima di tutto è stato un prete: un prete interamente compenetrato della vocazione a cui aveva risposto e per la quale era stato consacrato in eterno. 
Era un prete che credeva nella Messa e che celebrandola si immergeva totalmente con la mente e il cuore nel mistero che era chiamato a celebrare.
Prete ambrosiano: incarnava quella cordiale e generosa capacità di mettersi in relazione con il prossimo e di esercitare in segreto e in silenzio l'aiuto a chi ne aveva bisogno, tipica della tradizione ecclesiale milanese. 
Solo dopo anni che lo conoscevo e da altri ho saputo di quanto bene aveva fatto nella più assoluta riservatezza. 
Nelle celebrazioni era tutt'altro che un freddo esecutore di rubriche: celebrava perfettamente, al tempo stesso comunicando calore e umanità
Le sue Messe erano "belle" perché erano vissute autenticamente e questa fede cordiale si trasmetteva a coloro che partecipavano alla celebrazione.
Generoso: come sacerdote non si è mai risparmiato. In procinto di affrontare l'operazione estremanente difficile e invasiva, lo scorso anno volle ugualemente essere nella Basilica di S. Nicolò a Lecco a celebrare un solenne Vespro in rito ambrosiano antico che gli costò uno sforzo enorme. 
Ma lo volle proprio perché teneva moltissimo a una celebrazione che avveniva in una grande basilica ambrosiana per il significato che avrebbe avuto sul cammino della conoscenza e della diffusione del rito che tanto amava.
Coraggioso: non dobbiamo dimenticare che mons. Amodeo si trovò praticamente da solo a sostenere la causa del rito antico e della dignitosa celebrazione del nuovo, e per questo dovette sopportare non poche situazioni spiacevoli che affrontò sempre senza timore, nella consapevolezza di essere un punto di riferimento fondamentale soprattutto per tanti giovani che si stavano impegnando su questo fronte. 
Era generoso anche nel condividere la sua sapienza liturgica e la sua memoria storica. 
Una volta mi disse che il suo vero ruolo sarebbe stato non quello di celebrante, ma di cerimoniere e volentieri l'avrebbe fatto se altri prelati avessero celebrato nel nostro venerabile rito antico. 
Mi ero proposto di fargli una serie di interviste audiovideo sulle tradizioni liturgiche della Cattedrale milanese, ma purtroppo non abbiamo fatto in tempo; quando gliel'ho prospettato all'inizio dell'estate, era già ormai troppo debilitato per affrontare questo impegno.
Sono felice di aver negli anni documentato molte celebrazioni con lui, soprattutto Vespri, e di aver promosso la registrazione audiovideo della Messa delle Palme ricordata nel post; in quell'occasione venne anche una persona della Regione Lombardia che fece riprese di altissima qualità. 
Penseremo in futuro a montare il materiale ripreso da tre telecamere per realizzare un documento che penso possa essere significativo (oltre la Messa c'è la benedizione della Palme e la processione). 
Sono anche estremamente felice di comunicare che lo scorso maggio o giugno abbiamo potuto registrare in audio e in video l'intero ufficio dei Defunti ambrosiano in rito antico: penso si tratti di un documento unico, che cercheremo di rendere disponibile nel modo migliore possibili , così come alcune belle celebrazioni di Vespri.
Grazie di tutto, mons. Amodeo, di tutto cuore".
Angelo Rusconi

Guardando i video proposti da Ambrosianus mi è venuta in mente  la grande disponibilità e generosità espressa da Monsignor Amodeo che ha raggiunto le lontane Marche in tre occasioni :

- 14 settembre 2007 :  Solenne Pontificale di Sua Eminenza Rev.ma il Cardinale Dario Castrillon Hoyos nella Basilica Inferiore della Santa Casa di Loreto per l'entrata in vigore del Motu Proprio Summorum Pontificum.
- 18 ottobre 2008 :  Prima Messa di don Stefano Carusi, Istituto del Buon Pastore, nella Basilica Cattedrale di Camerino.
- 28 marzo 2010 Domenica delle Palme :   Santa Messa Solenne nel Santuario Beata Vergine Addolorata di Campocavallo di Osimo.
- 29 marzo 2010, Lunedì Santo:  Santa Messa in rito ambrosiano in una cappella gentilizia privata.

Mi auguro che anche Voi, cari lettori, possiate avere la stessa edificazione che sto provando io nel guardare i video proposti da Ambrosianus su youtube, nel'ascoltare la bella voce sacerdotale di Mons. Amodeo che con scrupolosa esattezza  canta le diverse melodie prescritte dall'antico messale ambrosiano.
Una voce limpida, come il suo carattere, che aggiunge solennità alla solennità dell'antica liturgica ambrosiana. 
Dal tono sicuro della voce non si direbbe che il venerato Monsignore stesse male o se lo era possiamo dire che il filmato ha fissato sulla pellicola il "canto del cigno" dell'anziano ed amato Monsignore !

Io vorrei ricordare un episodio , che cito solo parzialmente.
Il Monsignore si trovava nella sagrestia di una Cattedrale per assistere coralmente ad una Liturgia.
Il Vescovo del luogo, originario della Diocesi Ambrosiana, maliziosamente prevenuto dalla presenza del Monsignore, accortosi che Mons.Amodeo portava sopra l'abito corale la croce pettorale,  ha gridato quasi istericamente ( come solo gli ecclesiastici sanno fare ) " ... nella mia cattedrale niente insegne"!
Monsignor Amodeo, come un ragazzino richiamato dopo una marachella, abbassato il capo ha tolto subito la croce pettorale fino alla fine della lunga cerimonia.
Gliel'ha rimisessa al collo il Sacerdote festeggiato per la foto ricordo, l'ultima in basso che ho pubblicato.
Monsignor Amodeo anche in quell'occasione ha dimostrato che cosa significa l'obbedienza di un ecclesiastico nei confronti di un suo superiore.
"Maltrattato non aprì bocca..."
Grande testimonianza di fede e di dignitoso contegno ecclesiastico.
Difatti il venerato Monsignore si raccomandava sempre, in qualsiasi posto si trovava, di rispettare il proprio Vescovo e di pregare per il Papa.
L'obbedienza e il rispetto nei confronti dei superiori sono state le raccomandazioni che costantemente Mons.Amodeo ha voluto dare soprattutto ai giovani che in maniera sempre maggiore si stavano avvicinando all'amtica Liturgia.

Preghi per noi Monsignore affinchè l'opera di salvaguardia dell'antica liturgia Ambrosiana e Romana che Ella ha intrapreso con tanta devozione e con tanta generosità possa essere raccolta  da altre mani sacerdotali e offerta sull'Altare alla Divina Maestà per il bene nostro e di tutta la Sua Santa Chiesa.
Amen.

SIGNORE MANDA TANTI SACERDOTI ALLA TUA CHIESA COME MONS. AMODEO, ZELANTI, INNAMORATI DEI TUOI ALTARI E DEI SANTI MISTERI!