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sabato 9 settembre 2017

Il Papa sulle nostre (deboli) spalle come fece Enea salvando il vecchio padre Anchise

Immersi, per grazia di Dio, nel "quotidiano", fonte della genuina  humanitas, notiamo l'affanno crescente dei credenti (laici e consacrati) che non ce la fanno a proseguire in questo tipo di cammino di "chiesa in uscita": in realtà una "chiesa in libertà vigilata" sotto stretta sorveglianza dei

venerdì 21 luglio 2017

Benedetto XVI, grazie Gesù per avercelo donato

Il suo nome è Joseph Ratzinger: Benedetto XVI.
Vive di Dio. 

Grazie Gesù per avercelo donato.

Perchè le miti parole dell'Uomo di Chiesa fanno sempre tanto paura ai nemici di Cristo e della Sua (unica) Chiesa?

venerdì 10 marzo 2017

Le esistenzialmente manie fanno dimenticare il Santissimo Sacramento

In piena rivoluzione sessantottina un anziano prete soleva dire: "cosa c'è di più cattolico di adorare il Santissimo Sacramento solennemente esposto sull'Altare? 
Cosa c'è di più cattolico della Benedizione Eucaristica?"

Il Protagonista delle nostre attenzioni spirituali e visive deve essere sempre Lui: Gesù realmente presente "sotto i veli che il grano compose su quel trono raggiante di luce".

Può una bella coppia di candelieri d'inizio secolo scorso distrarre l'attenzione da Colui "che dall'ostia radiosa sol di pace ne parli e d'amor"?

Purtroppo è accaduto  ad uno degli autoproclamati "sceriffi" ,  "supremi custodi" della tradizione contraffattore di  patenti di tradizionalismo che, almeno questa volta, è riuscito  a farsi capire senza bisogno di rileggere tre o quattro volte le sue contorte frasi.

In un commento su un noto blog tradizionale in riferimento all'adorazione Eucaristica, con il Santissimo Sacramento solennemente esposto, alla presenza del Papa ( v.foto) il tapino ha scritto con intento provocatorio:
"Mi piacciono molto quei candelieri ebraici camuffati, sette candele, Shalòm!"

domenica 5 marzo 2017

Il (solito) linguaggio "dire-non-dire" genera l'incomprensione liturgica e teologica. Ne fa le spese la (vera) Musica Sacra

Siamo purtroppo abituati  al linguaggio bivalente del "dire-non-dire" dell'attuale Pontefice .
La recente riflessione pontificia è stata riportata da Vatican Insider :  "Il Papa: “Rendere attuale la musica in chiesa, senza banalità”
Udienza ai partecipanti ad un convegno internazionale su “Musica e Chiesa” a 50 anni dalla Musicam sacram : «Promuovere la formazione musicale per i futuri sacerdoti»"
"Dice-non-dice"...
A tal riguardo il vaticanista Sandro Magister ha però osservato  che "Nel discorso rivolto il 4 marzo al convegno internazionale organizzato dal pontificio consiglio della cultura nel cinquantesimo di "Musicam Sacram", persino papa Francesco  ha riconosciuto che "talvolta è prevalsa una certa mediocrità, superficialità e banalità, a scapito della bellezza e intensità delle celebrazioni liturgiche".
Il Papa, sa benissimo che nella situazione attuale NESSUNO obbedisce più ad un richiamo o a un provvedimento  tantomeno se si tratta di Liturgia o di Musica Sacra.
Se poi l'esortazione pontificia esordisce con un "Rendere attuale la musica in chiesa" la santa battaglia dei buoni "apostoli, volontari della bellezza liturgica" è persa prima ancora di aver inizio!
Mi perdoni  Santo Padre, che più volte ha esortato a parlarGli con franchezza ma il Suo "dire-non-dire" non produce alcun buon frutto  tantomeno spirituale.
La Chiesa è sostanzialmente divisa in due parti: coloro che seguono la direttiva del Vangelo "nel mondo ma non del mondo" (Gv.17,14) e quelli che sono supinamente schiavi del mondo e dei poteri che imperversano nel mondo cercando di "interpretare" ( = adulterare) al modo corrente persino le parole di Gesù.
La musica chiesastica segue sostanzialmente queste due opposte linee: "nel mondo ma non del mondo" oppure "lo scimmiottamento ridicolo del mondo e delle sue seduzioni".
Gli oltre duecento Maestri e esperti di musica, firmatari dell'appello a favore della vera musica sacra, hanno scelto  la parte migliore:  il Vangelo di Gesù,  il Magistero, il Papa e , conseguentemente, le musiche che la tradizione della Chiesa ha donato al mondo portando molto frutto.
AC



SALVARE LA MUSICA SACRA. 
DICHIARAZIONE-DENUNCIA AL PAPA 
FIRMATA DA OLTRE DUECENTO MAESTRI 
ED ESPERTI MONDIALI.

di Marco Tosatti

Il 5 marzo ricorre il cinquantesimo anniversario di “Musicam Sacram”, l’ultimo grande documento dedicato in maniera totale alla musica che deve accompagnare la liturgia. 
Fu approvato da Paolo VI, e portava la firma di due cardinali: Giacomo Lercaro, arcivescovo di Bologna e presidente del “Consilium” per l’attuazione della costituzione conciliare sulla liturgia, e Arcadio Larraona, Prefetto della sacra congregazione dei riti. 

A cinquanta anni di distanza più di duecento musicisti, musicologi ed esperti di musica sacra rendono pubblica una dichiarazione, rivolta ai responsabili della Chiesa, per cercare di riportare sui binari della correttezza una situazione che ai loro occhi è degenerate e sta degenerando.

venerdì 10 febbraio 2017

Il mutuo arricchimento liturgico. Un interessante articolo di Padre Peter M. J. Stravinskas

Sull'ottimo sito Querculanus abbiamo trovato un interessante Articolo, tradotto in italiano, del liturgista Padre Peter M. J. Stravinskas   .
Lo postiamo per intero pur non condividendone appieno alcuni passi.
Piace, nell'ottica dell'ermeneutica della continuità liturgica ed ecclesiale,  il concetto del mutuo arricchimento  delle due forme del rito latino.
Ha affermato un Monaco Benedettino, che dopo il Motu Proprio Summorum Pontificum riprese a celebrare secondo la forma del ritus antiquior: " La celebrazione della Messa nella forma antica ha fatto migliorare anche il modo con cui celebro la nuova Messa".
Ripetiamo che non tutte le parti dell'Articolo sono condivisibili in toto ma  il concetto è interessante perchè interpreta appieno la "pax liturgica" che il Motu Proprio Summorum Pontificum dal 2007 cerca di innestare nel giardino liturgico della Chiesa.

Se vogliamo essere veramente "missionari" della buona Liturgia, insostituibile veicolo di santità personale e comunitaria, dobbiamo riflettere sul concetto basilare di questo Articolo non soffermandoci inutilmente sui particolari, che risulterebbero fuorvianti, ma rimanendo bene ancorati al concetto della preghiera "ad Deum".

Per il bene nostro e di tutta la Sua Santa Chiesa !
AC

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Nota introduttiva del Redattore di Querculanus

Ieri mi sono imbattuto in questo articolo, che ho trovato estremamente interessante. 
È stato scritto dal Padre Peter M. J. Stravinskas, fondatore e superiore della Società sacerdotale del Beato John Henry Newman, fondatore e presidente della “St. Gregory Foundation for Latin Liturgy”, fondatore e direttore della rivista The Catholic Response
Mi sembra un articolo pieno di buon senso e immune da ogni sorta di prevenzioni ideologiche. 

Ritengo che le considerazioni in esso contenute dimostrino, se ce ne fosse bisogno, che:
a) se è vero che il Novus Ordo (la “forma ordinaria” del rito romano) può avere dei limiti, certamente anche il Vetus Ordo (la “forma straordinaria”) non ne è esente;
b) che il Vaticano II vide giusto quando individuò tali limiti e ne indicò la soluzione;
c) che i Padri conciliari non avevano intenzione di creare un nuovo rito della Messa, né da sostituire all’antico né da giustapporre ad esso, ma solo di restaurare l’antico rito (e forse bisogna ammettere che la successiva riforma andò, in qualche misura, oltre le indicazioni dei Padri);
d) che la Sacrosanctum Concilium dovrebbe essere il punto di riferimento per la ricostituzione di un unico rito romano (obiettivo a cui dovrebbe tendere la cosiddetta “riforma della riforma”).

Alcuni dei punti qui trattati (specialmente le questioni del lezionario e del calendario), li avevo già presi in considerazione in un post del 6 marzo 2009

Ovviamente qui ci troviamo di fronte a uno studio molto piú ampio e completo, fatto da uno che conosce bene, per esperienza diretta, la forma straordinaria. 

Su altri punti ritengo che si possa tranquillamente discutere (p. es., alcuni aspetti della forma ordinaria, come la preghiera dei fedeli, prima di essere fatti propri dalla forma straordinaria, andrebbero radicalmente ripensati nella stessa forma ordinaria). 
In ogni caso, si tratta di un testo utile dal mio punto di vista per avviare una approfondita riflessione in materia.

Per tutti questi motivi, ho pensato che l’articolo meritasse una grande diffusione e perciò ne metto a disposizione dei lettori la traduzione italiana.
Q

COME LA FORMA ORDINARIA DELLA MESSA PUÒ “ARRICCHIRE” LA FORMA STRAORDINARIA

Padre Peter M. J. Stravinskas, The Catholic World Report, 31 gennaio 2017
Nel 2007, Papa Benedetto XVI emanò il motu proprio Summorum Pontificum (SP), col quale egli ampliò il precedente indulto di Papa Giovanni Paolo II riguardante la celebrazione della Santa Messa secondo il Missale Romanum del 1962. 
Nella lettera accompagnatoria del Papa ai vescovi della Chiesa cattolica, egli espresse la convinzione che la disponibilità dell’antico rito (da chiamare ora la “forma straordinaria”) avrebbe permesso che la forma straordinaria e la forma “ordinaria” della Messa si “arricchissero a vicenda”. 
Sembrerebbe che il Pontefice avesse in mente un processo organico, dal quale sarebbe scaturita una “nuova e migliorata” forma della Messa romana. 
Molti sacerdoti e liturgisti hanno individuato vari elementi della forma straordinaria (FS) che sarebbero utili per sostenere la “sacralità” della forma ordinaria (FO). 

giovedì 12 gennaio 2017

La salutare "via media": " Vogliamo essere meno pazienti del buon Dio e costringere la gente a un salto mortale?"

Il 27 dicembre scorso avevamo ipotizzato un rilancio della "via media" facendo esplicito riferimento alla sana e concreta visione ecclesiale del Cardinale  Reginal Pole che ha caratterizzato il suo governo episcopale " nel breve periodo di cinque anni in cui, sotto il regno di Maria la Cattolica, l'Inghilterra tornò per l’ultima volta alla fede tradizionale". ( QUI )

Sappiamo che quell'articolo è stato letto, ed anche garbatamente apprezzato, "intra moenia".
Diamo dunque seguito a quella tematica, giudicata interessante, postando un Articolo di Don Elia che ha ricevuto alcune critiche da parte di quel tipo di tradizionalismo fortemente ideologizzato.
Siamo sulla buona strada: "Andiamo avanti" (Cfr.Benedetto XVI) e soprattutto "buona lettura" !!!
AC

La terza via

La crisi nella Chiesa è talmente grave che i sani dovrebbero far quadrato. 
È vero, senza ombra di dubbio. 
Tuttavia, se mi soffermo a osservare i difetti di certi ambienti tradizionalisti, non è per il gusto di “fare le pulci” agli altri, ma per segnalare gravi pericoli che nascono da un’impostazione tendenzialmente settaria e dall’isolamento in cui si sono deliberatamente rinchiusi. 

lunedì 24 ottobre 2016

Il Papa «Dietro la rigidità c’è sempre qualcosa di nascosto, in tanti casi una doppia vita…» Lobbies razziste che impongono rigidi comportamenti

Il Papa ha perfettamente ragione!
Nell’Omelia di ieri ( 24 ottobre) a Santa Marta il Santo Padre commentando il Vangelo del giorno (Gesù guarisce una donna di sabato provocando lo sdegno del capo della Sinagoga perché - dice - è stata violata la Legge del Signore) ha tralaltro detto: «Dietro la rigidità c’è sempre qualcosa di nascosto, in tanti casi una doppia vita; ma c’è anche qualcosa di malattia. Quanto soffrono i rigidi: quando sono sinceri e si accorgono di questo, soffrono! »


Ebbene si : il Santo Padre ha proprio ragione !

mercoledì 19 ottobre 2016

"Inammissibile il metodo sul piano intellettuale e inammissibile l’intento di separare i buoni dai cattivi tra i cattolici"

I tempi in cui viviamo sono sempre più intrisi di nuove forme di schiavitù .
Pur di avere in elemosina una misera "pagnotta" non si bada di ricorrere a modi scorretti quali  la diffusione di false notizie e di falsi dati pur di servire il padrone di turno, infischiandosene del dolore che può essere recato ai propri fratelli nella Fede.
Vanno invece lodati e ringraziati tutti coloro che dimostrano di possedere quelle onestà intellettuali ed umane che trovano fondamento nello splendore del Vangelo di Gesù.
L'onestà intellettuale fa rima con la coerenza evangelica e con l'anelito di giungere alla nostra mèta : il Regno dei Cieli anche a costo di persecuzioni da parte del Principe di questo mondo.
Per questo motivo e per la piena condivisibilità degli argomenti e delle proposizioni espresse postiamo una parte dell'Articolo di Simon de Cyrène (che abbiamo sempre stimato e "condiviso") sul sito Pellegrini della Verità .
L'Articolo si riferisce alla squallida vicenda di una risibile, ma pur

lunedì 4 luglio 2016

2017 centenario di Fatima: il "grande e finale attacco di Satana" ? Dobbiamo ri-mettere "al primo posto Dio"

Ribadiamo ancora una volta che NON ci piacciono i discorsi apocalittici ne' tantomeno lo "stile", spesso condito da fanatismo, di coloro che vogliono "mettere in guardia" gli altri fratelli. 
Il problema dell'ora presente è inquietante per questo dobbiamo sempre confidare nella Fede ( e nel buon senso) dei nostri padri.
Nella Sacra Scrittura , nel Magistero della Chiesa e naturalmente nella pratica sacramentale  "vivendo la Chiesa di Dio, da lui fondata nei sacramenti" (-v. sotto-) c'è tutto quanto occorre per la nostra salvezza.

martedì 14 giugno 2016

Felice ha visto il fulmine a febbraio?

Da un blog autenticamente cattolico prendiamo, come abbiamo fatto in tante altre occasioni, una seria riflessione di un fine e devoto teologo.
Queste serie considerazioni  possano aumentare , a mo' di  medicina, il dosaggio della nostra preghiera e della nostra penitenza.

***

Sono passati sedici secoli e mezzo da quando l'imperatore (Costanzo) fece Cesare con le cose di Dio, imponendo la propria

domenica 22 maggio 2016

Benedetto XVI "vero profeta che ha letto i segni dei tempi presenti con gli occhi di Dio"

Vale la pena di riflettere attentamente su alcuni passi dell'intevento ( QUI per intero) che recentemente S.E.R. Mons.Georg Gänswein, Prefetto della Casa Pontificia e Segretario di Benedetto XVI, ha pronunciato all'Università Gregoriana in occasione della presentazione del libro di Roberto Regoli, direttore del Dipartimento di storia della Chiesa nella Pontificia università Gregoriana " Oltre la crisi della Chiesa. Il pontificato di Benedetto XVI " (Lindau 2016, pp. 512).
"Era la mattina di quello stesso giorno in cui, di sera, un fulmine chilometrico con un’incredibile fragore colpì la punta della cupola

martedì 17 novembre 2015

Francescani Immacolata: collaboratori vaticani più papalini del Papa?

Udienza di Papa Francesco ai FFI - parte prima
con il commissario Volpi ofm capp.
 
da Cooperatores veritatis 

All'estenuante saga dei poveri Francescani dell'Immacolata aggiungiamo una parte un interessante articolo  che riporta alcune parti del famoso colloquio che alcuni Frati ebbero, accompagnati dal defunto P.Volpi, con Papa Francesco.
QUI il video nel quale il Papa sottolinea due volte di aver scritto a mano l'ordine di non celebrare più la Messa secondo le indicazioni del Summorum Pontificum "perchè, dice, VOI AVEVATE DICHIARATO DI ESSERE STATI OBBLIGATI...." 
La gravità sta nel fatto che il Papa  aveva sentito solo una campana.... e si sente bene dalle domande che questo gruppo era quello che dal 2007 aveva iniziato a remare contro le innovazioni liturgiche dopo la pubblicazione del Summorum Pontificum. 
Probabilmente i collaboratori vaticani saranno stati più "papalini del Papa"... ma il risultato non cambia : la persecuzione e la distruzione del già fiorente ordine dei Francescani, colpito ora anche nel ramo femminile, continua inesorabile avvalendosi anche d'un "pactum sceleris" con i mass media che, probabilmente su istigazione di qualcuno, hanno screditato e infangato le povere suore come in tanti abbiamo scritto più volte :l'ordine è stato di fatto distrutto, questo è un fatto certo. 
Ed è un fatto certo il commissariamento del ramo femminile, con motivazioni farneticanti. 
E visto che Papa Francesco, al contrario di Papa Benedetto XVI, dimostra di saper comandare, è difficile credere che non c'entri nulla.
Quando avevamo preparato questo post ci siamo accorti che Marco Tosatti su la Stampa ha postato un bellissimo Articolo ( QUI ) che consigliamo di leggere.
FFI: suora smentisce sua madre
La testimonianza dall’Africa di una suora missionaria smentisce punto per punto le accuse rivolte contro la gestione dell’ordine religioso, e le denunce sensazionalistiche.

...


"E la celebrazione del Vetus Ordo, antico, detto San Pio V…
Papa Benedetto con tanta generosità lo ha fatto ripristinare perché
tutti i cattolici che avevano questa nostalgia, che avevano vissuto
questo, potessero celebrarlo (2) - E IO SONO D’ACCORDO - eh... ma è libero! libero! Se
c'è un sacerdote che lo vuole fare, fa discernimento con il superiore,
con il proprio vescovo e si decide se farlo o non farlo, ma È LIBERO.


E io voglio dirvi una verità.


Quando
io ho ricevuto le conclusioni dello studio fatto della Congregazione
per la vita consacrata, io sapevo che c'era un problema su questo della
celebrazione, e quale problema? Avevo sentito da tante voci che non
c'era libertà (3), e allora ho detto - e questo non c'era scritto - io
ho scritto: "si tolga il permesso di celebrare in questo rito e quello
che uno vuole fare (celebrare) chieda al commissario il permesso e il
commissario lo darà", perché nessuno si sentisse che era obbligato a
farlo, per ripristinare la libertà.


(Guardando
a Volpi dice) questo - da me - è l'ordine che lei ha ricevuto... non si parla di pressione, questo è libero, MA LEI DEVE DARE IL PERMESSO con dialogo, a quelli che lo vogliono... (4)


Ma utilizzare il vecchio rito come una bandiera, non è un buono spirito.
... adorare Dio "mah io sento che per adorarlo in questa maniera è meglio" ma fallo!! chiedi il permesso e fallo! Ma non farlo perché dice una certa pressione per farlo... come non fare il contrario eh!! che nessuno può celebrare in questo rito... NON SI FA MAI, QUESTA NON È
UNA COSA BUONA! È UNA COSA CATTIVA! questo è il senso in relazione a
questo diritto eh! ...


Siè capito bene quale è l'atteggiamento davanti a questo? LA LIBERTA', IL DIALOGO col superiore e si fa, MA NESSUNO PUO' CONDANNARE A QUELLO, chi non vuole celebrare quel rito, e nessuno può condannare quello che vuole celebrare il vetus ordo.


Poi si sa, i consigli pastorali per la gente... e, queste sono cose... si capisce no?! "ma guardi questa messa la gente non capirà, fai quest'altra messa..." ma sono cose pratiche, ma il principio è quello e sappiate che questo L'HO SCRITTO IO A MANO PER SALVARE QUELLI
DI VOI CHE AVEVANO DICHIARATO DI ESSERE COSTRETTI DI CELEBRARE CON IL
VETUS ORDO. SI PUO' CELEBRARE MA LIBERAMENTE… (5)


____________________________________________________                   


Note



2) qui ci permettiamo di "correggere" il Santo Padre Francesco perché ha assunto, è chiaro, del Motu Proprio Summorum Pontificum sulla liberalizzazione del Messa nella forma antica, l'interpretazione modernista della storiella dei nostalgici.


Disse invece Benedetto XVI
sull'atto che non era un gesto per i "nostalgici", ma molto di più: " Intal modo la sacra Liturgia celebrata secondo l’uso romano arricchì non solo la fede e la pietà, ma anche la cultura di molte popolazioni (…) il Messale Romano promulgato da S. Pio V e nuovamente edito dal Beato Giovanni XXIII deve venir considerato come espressione straordinaria della stessa “lex orandi” e deve essere tenuto nel debito onore per il suo uso venerabile e antico.


Queste due espressioni della “lex orandi” della Chiesa non porteranno in alcun modo a una divisione nella “lex credendi” (“legge della fede”) della Chiesa; sono infatti due usi dell’unico rito romano...".


Non è pertanto per "i nostalgici", ma parte integrante - seppur nella nota straordinaria - dell'unico rito romano, se si eliminasse questa forma oggi straordinaria, ma di questo unico rito, verrebbe a mancare qualcosa di prezioso alla Liturgia della Chiesa e la Riforma detta Paolo VI si reggerebbe sul nulla.


3) Avevo sentito da tante voci che non c’era libertà... eccoil punto dolente, il Papa ha sentito delle voci solo di parte, ma non ha voluto ancora ad oggi ascoltare direttamente i fondatori, gli unici
che potrebbero chiarirgli le idee e far luce su queste voci... Il papa risponde bene, tuttavia non ha una visione completa dei fatti e lo dice lui stesso, e "tante voci" non vogliono dire che è la verità quella che dicono.


4) ripetere giova: guardando a Volpi il papa dice: questo - da me - è l'ordine che lei ha ricevuto... non si parla di pressione, questo è libero, MA LEI DEVE DARE
IL PERMESSO con dialogo, a quelli che lo vogliono... bene! il papa ha detto cose giuste, ma perché non ha ascoltato ancora le voci contrarie? perché non ha chiarito se questo ordine è stato eseguito? e perché questo ordine non viene diramato in tutte le diocesi dove i vescovi vietano questa liturgia e a chi la fa viene tolta ogni libertà?


5) ciliegina sulla torta... il papa confessa di aver vietato la celebrazione del VO all'interno delle comunità dei FFI non per non far fare il rito antico ma per "salvare
quelli che avevano DICHIARATO che celebravano antico perché obbligati", ma i frati che avessero voluto celebrarla dovevano chiederlo
liberamente e Volpi doveva dare loro il permesso, cosa che non ha fatto e che viene vietato così anche oggi e in aggiunta al ramo femminile, le Suore appena commissariate.


Il discorso del Papa, allora, non fa una grinza, è perfetto in sé e logico,dove s'inceppa è che non abbia voluto ancora incontrare i fondatori dell'Istituto per capire se quelle dichiarazioni erano vere. Perché?

Dunque il Papa vieta la celebrazione del VO per difendere coloro che hanno
dichiarato di esservi stati costretti, ma al tempo stesso lasciava la libertà a quelli che volevano celebrarlo, di poterlo fare".


Continua QUI

giovedì 8 ottobre 2015

Il prossimo Papa ( se ci sarà... almeno nel modo con cui siamo abituati da due millenni...)

"Terra, terra !!!"
Esultavano i marinai quando, dopo giorni di navigazione, avvistavano la tanto agognata spiaggia.

"Terra, terra !!!
Gridano gli Uomini di Chiesa in questi terribili giorni.
"Terra, terra !!!
Urlano i poveri, disorientati fedeli cattolici attratti più dalle colorate luci led dei centri commerciali che dalle chiese ormai svuotate di sacralità.
Confidando sempre nell'azione risolutrice della Divina Provvidenza ci si domanda , una volta placato il "ciclone Francesco", come sarà il prossimo Papa, Successore di Pietro e Vicario di Nostro Signore Gesù Cristo sulla terra, e quale ruolo avrà sul governo spirituale dei superstiti fedeli cattolici.
***
Non si smette mai di pregare  affinchè  Papa (l'attuale e soprattutto quello che verrà) non possa giammai servirsi delle "trovate" a regìa degli onnipotenti "curators image" che  fanno dimenticare la freschezza e la creatività della persona umana per sprofondarla nella perversa logica del "profits image" che oscura  la luminosità liberatoria del Vangelo di Gesù!
***
Intanto come giusta punizione per i nostri innumerevoli peccati ed ancor più per quelli di taluni uomini Consacrati, che volgono sistematicamente le spalle alla salvifica Croce per seguire allegramente le mode terrene, ci stiamo meritando una forma di "dementia" ( che si spera sia momentanea) che imperversa su quei pastori che dovrebbero portare il gregge al sicuro dai lupi rapaci.
Per la Comunità Cattolica non esiste  una punizione più terribile di quella attuale   : le pecore sono lasciate incustodite dai pastori accecati dalla "mondanità" e, resi pure inoffensivi dagli stupefacenti, sono momentaneamente  dementi.  
***
Ce la faremo, in futuro, a sentir ri-parlare della Comunione dei Santi, della loro intercessione , della vita eterna , dei novissimi e di tutte le altre verità della Fede cattolica, fondate sul Vangelo e il Magistero, che hanno edificato per due millenni la vita spirituale e comunitaria della splendente "civitas christiana"?
Si, certamente ! 
Il Signore non abbandonerà giammai la Barca seppur  trovandosi in acque tempestose i marinai e gli ufficiali di rotta si mettono a giocare allegramente a carte ...
***
Preghiamo per la Chiesa, il Papa e i Pastori, che la Provvidenza ha posto come sentinelle del gregge minacciato e confidiamo soprattutto nella protezione della Madonna Santissima, aiuto dei Cristiani, negli Angeli e nei Santi nostri particolari Protettori.
Maria, Mater Misericordiae, ora pro nobis !



sabato 21 marzo 2015

SETTIMANA SANTA TRADIZIONALE a Tolentino, Chiesa del Sacro Cuore ( dei sacconi)

Tolentino, Centro Storico, Chiesa del Sacro Cuore ( vulgo "dei sacconi", via Corridoni )
Per l'imminente Settimana Santa in rito romano antico   il nostro Parroco Don Andrea Leonesi ha stabilito i seguenti orari  :


Domenica delle Palme, 29 marzo 2015
a) ore 16,00 Benedizione e distribuzione delle palme; processione con le palme benedette; ecc ecc 
b) ore 17,10 Santa Messa solenne e Canto del Passio
***
(Martedì Santo 31 marzo 2015 Petriolo , vicino Tolentino, centro storico ore 21 Processione Eucaristica per la conclusione delle Quarantore)
***  
Giovedì Santo 2 aprile 2015 Chiesa Sacro Cuore Tolentino, apertura ore 16 per le Sante Confessioni; ore 16,30 , Messa solenne In Coena Domini 

 ***

Venerdì Santo 3 aprile 2015 Bas.Concattedrale di San Catervo Tolentino ore 13,30 TRE ORE di Agonia di N.S.G.C. 
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Venerdì Santo 3 aprile 2015 Chiesa del Sacro Cuore Tolentino ore 16,30, Solenne Azione Liturgica , Canto del Passio, Adorazione della Croce.
 ***

Venerdì santo 3 aprile 2015 centro storico di Tolentino ore 20,00 processione detta del Cristo Morto
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Sabato Santo 4 aprile 2015 Chiesa del Sacro Cuore di Tolentino  
a) ore 18,30 Veglia Pasquale 
b) ore 19,45 Messa Solenne della Risurrezione
***

Domenica di Pasqua 5 aprile 2015 Chiesa del Sacro Cuore di Tolentino ore 17,00 Santa Messa Solenne


Chiesa riscaldata, spazi interni a disposizione delle Mamme per i bambini piccoli, ( a richiesta due Maestre d’asilo ) servizi efficienti.


Preparazione : L’Ufficio delle Tenebre del Mercoledì Santo nella Chiesa del Sacro Cuore; la Santa Messa vespertina della Domenica in Albis ( 12 aprile 2015)nella Chiesa del Sacro Cuore e la consueta celebrazione mattutina di Sabato 25 aprile 2015 a Grottammare nella Chiesa di San Giovanni Battista

Quest'anno avremo un motivo in più per ringraziare il Signore: la Provvidenza ha infatti disposto che per il  Sacro Triduo , di cui abbiamo fornito gli orari, avremo la presenza di tre giovani Sacerdoti che saranno disponibili anche per le Sante Confessioni prima e dopo le celebrazioni.

Preghiamo per la Chiesa, il Papa , i Consacrati e particolarmente per tutti i Seminari Cattolici.

giovedì 2 ottobre 2014

Chiesa Apostolica o Chiesa Evangelica ? Dall’intervista di Eugenio Scalfari a Mons. Vincenzo Paglia alla vigilia del Sinodo

Da "Repubblica" del 1 ottobre 2014
D: E invece che cosa significa Chiesa apostolica?
R: «Gli Atti degli apostoli e i Vangeli sono il fedele racconto della predicazione cristiana tramandata dalla memoria dei seguaci del Signore. 
Questo significa Chiesa apostolica, che si potrebbe anche definire Chiesa evangelica».

QUEL CHE INVECE INSEGNA IL MAGISTERO DELLA CHIESA :  DAL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA.
IV. La Chiesa è apostolica
857 La Chiesa è apostolica, perché è fondata sugli Apostoli, e ciò in un triplice senso:
— essa è stata e rimane costruita sul « fondamento degli Apostoli » (Ef 2,20), testimoni scelti e mandati in missione da Cristo stesso;
— custodisce e trasmette, con l'aiuto dello Spirito che abita in essa, l'insegnamento,il buon deposito, le sane parole udite dagli Apostoli;
— fino al ritorno di Cristo, continua ad essere istruita, santificata e guidata dagli Apostoli grazie ai loro successori nella missione pastorale: il Collegio dei Vescovi, « coadiuvato dai sacerdoti ed unito al Successore di Pietro e Supremo Pastore della Chiesa ».
« Pastore eterno, tu non abbandoni il tuo gregge, ma lo custodisci e proteggi sempre per mezzo dei tuoi santi Apostoli, e lo conduci attraverso i tempi, sotto la guida di coloro che tu stesso hai eletto vicari del tuo Figlio e hai costituito Pastori »".


QUEL CHE INVECE INSEGNA IL MAGISTERO ORDINARIO DELLA CHIESA : DALLE CATECHESI DI PAPA FRANCESCO.
"La Chiesa conserva lungo i secoli questo prezioso tesoro, che è la Sacra Scrittura, la dottrina, i Sacramenti, il ministero dei Pastori, così che possiamo essere fedeli a Cristo e partecipare alla sua stessa vita. E’ come un fiume che scorre nella storia, si sviluppa, irriga, ma l’acqua che scorre è sempre quella che parte dalla sorgente, e la sorgente è Cristo stesso: Lui è il Risorto, Lui è il Vivente, e le sue parole non passano. Perché Lui non passa, Lui è vivo, Lui oggi è fra noi, qui. Lui ci sente quando noi parliamo con Lui, ci ascolta, Lui è nel nostro cuore: Gesù è con noi, oggi! E questa è la bellezza della Chiesa: la presenza di Gesù Cristo tra noi, che Gesù Cristo è vivo perché è risorto. Pensiamo mai a quanto è importante questo dono che Cristo ci ha fatto, il dono della Chiesa? Pensiamo mai a come è proprio la Chiesa nel suo cammino lungo questi secoli – nonostante difficoltà, problemi, le debolezze, i nostri peccati – che ci trasmette l’autentico messaggio di Cristo? Ci dona la sicurezza che ciò in cui crediamo è realmente ciò che Cristo ci ha comunicato?" (16 ottobre 2013).


Non si tratta, quindi, del vangelo e della sua lettura. 
Si tratta del potere conferito da Cristo agli Apostoli, che hanno trasmesso con la predicazione, e reso presente con il ministero e l'autorità ricevuta, lo stesso Cristo contemplato e annunciato. 
Se proprio vogliamo, si tratta del vangelo conforme alla predicazione degli Apostoli, quindi al Magistero. 
Giusto per ricordare che il Vangelo non è semplicemente un libro!
E' ancora lecito stupirsi? 
Lo si può fare senza bisogno di essere considerati bigotti, preconciliari, non in linea con il Santo Padre ( e pensare che sfottevano Benedetto...)?

Qui ci siamo bevuti tutti il cervello: io per i miei peccati e le mie ipocrisie, altri per l'ignoranza (non so fino a che punto la si possa ritenere tale). Io mi astengo da ogni giudizio! Sinceramente, in tempi di salvaguardia dell'ecosistema e di marce per la pace, mi sono scocciato di essere considerato non cattolico! 
Consideratemi pure il peggiore dei peccatori, e non vi sbagliate. Per lo meno direte la verità e non dovrete leggere il Catechismo per rinvenire difformità tra quanto qui si dice e il pensiero della Chiesa. 
A meno che non sia diventato pensiero della Chiesa quello che ciascuno intende sentirsi dire dalla Chiesa.

Un Teologo

venerdì 4 ottobre 2013

BRAVO IL PAPA AD ASSISI ! “ ESSERE CRISTIANI È UN RAPPORTO VITALE CON LA PERSONA DI GESÙ, È RIVESTIRSI DI LUI, È ASSIMILAZIONE A LUI ”

Assisi . Nella festa del Serafico Padre San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia, Papa Francesco ha voluto donare un’Omelia con molti passi “ a braccio “  diversa IN MEGLIO da quella “ufficiale”, il cui testo era stato consegnato preventivamente ai giornalisti, come di consueto .
Citiamo un passo dell'Omelia Papale  : “ La pace francescana non è un sentimento sdolcinato. Per favore: questo san Francesco non esiste! E neppure è una specie di armonia panteistica con le energie del cosmo… Anche questo non è francescano! Anche questo non è francescano, ma è un’idea che alcuni hanno costruito! La pace di san Francesco è quella di Cristo, e la trova chi “prende su di sé” il suo “giogo”, cioè il suo comandamento: Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato (cfr Gv 13,34; 15,12). E questo giogo non si può portare con arroganza, con presunzione, con superbia, ma solo si può portare con mitezza e umiltà di cuore.
Ci rivolgiamo a te, Francesco, e ti chiediamo: insegnaci ad essere “strumenti della pace”, della pace che ha la sua sorgente in Dio, la pace che ci ha portato il Signore Gesù ”.

Frantumata la “ bufala” che pure ci aveva messo in allarme DIFFUSA DA ORGANI DI STAMPA VICINI AGLI AMBIENTI ECCLESIALI PROGRESSISTI che il Papa ad Assisi oggi avrebbe fatto un “ gesto eclatante mai fatto prima “ ( secondo quanto aveva scritto La Repubblica qualche giorno fa ) : invece il Papa quando parla di spogliazione non vuole una spogliazione di abiti liturgici ma vuole la spogliazione dalla mondanità che dobbiamo fare tutti.

Concetti, anche questa volta, perfettamente condivisibili anzi da seguire " senza se e senza ma " !
Perla della visita di questa mattina è stato l’incontro con i bambini disabili un : “ ascoltare e riconoscere le piaghe di Gesù” in cui il Papa ha elevato un inno a Cristo Signore presente con il Suo Corpo e il Suo Sangue nelle Specie Eucaristiche.
Il Papa ha detto " ... qui si fa l’Adorazione. Anche quel pane ha bisogno di essere ascoltato, perché Gesù è presente e nascosto dietro la semplicità e la mitezza di un pane. E qui è Gesù nascosto in questi ragazzi, in questi bambini, in queste persone. Sull’altare adoriamo la Carne di Gesù, in loro troviamo le piaghe di Gesù. Gesù nascosto nell’Eucaristia e Gesù nascosto in queste piaghe… Hanno bisogno di essere ascoltate. Forse non tanto sui giornali, come notizie… Quello è un ascolto che dura uno-due-tre giorni, poi viene un altro, un altro…Devono essere ascoltati da quelli che si dicono cristiani. Il cristiano adora Gesù; il cristiano cerca Gesù; il cristiano sarà riconoscere le piaghe di Gesù. E oggi tutti noi, qui, abbiamo la necessità di dire: ‘Queste piaghe devono essere ascoltate!’. Ma c’è un’altra cosa che ci dà speranza. Gesù è presente nell’Eucaristia, qui è la Carne di Gesù; Gesù è presente fra voi: e la Carne di Gesù sono le piaghe di Gesù in queste persone”.

Nella Festa del Serafico Padre Francesco desideriamo umilmente far notare  al Santo Padre che la mondanità di spirito viene da quegli ambienti lontani e contrari alla Tradizione Cattolica e quindi  dalle liturgie che si rifanno alla forma antica dei nostri Padri !

Come non considerare come forme di pesante mondanità alcune iniziative infarcite di spirito illuminista rivolte con inaudito sperpero di danari ai cosiddetti “ Gentili” ?

Amatissimo Santo Padre non è tirando fuori dai cassetti delle sagrestie le antiche vesti liturgiche, frutto solo del grande amore dei nostri padri per la feconda Liturgia aperta a tutti ( a differenza degli spettacoli – sia pur edificanti – teatrali e concertistici che un tempo appartenevano solo alle elites ) che si perseguono le finalità mondane o tanto meno se ne fanno scopi di lucro o di vanagloria personale o di gruppo !

Soprattutto in questo giorno in cui veneriamo il Poverello d'Assisi il nostro pensiero si rivolge sulla Liturgia, sulla bella Liturgia, sulla buona Liturgia perchè dalla Liturgia è nato il grande albero , sempre verde, della CIVITAS CHRISTIANA con le sue chiese, i suoi monasteri, i suoi conventi, i suoi ospizi, i suoi orfanatrofi e le sue opere missionarie e assistenziali a servizio dell’uomo !!!
Del resto proprio il Serafico Padre lasciò dei veri insegnamenti liturgici ai suoi fraticelli . ne ricordiamo solo alcuni.
" Tutti coloro, poi, che amministrano così santi misteri, considerino tra sé, soprattutto chili amministra illecitamente, quanto siano vili i calici, i corporali e le tovaglie, dove si compie il sacrificio del corpo e del sangue di lui.
5 E da molti viene collocato e lasciato in luoghi indecorosi, viene trasportato in forma miseranda e ricevuto indegnamente e amministrato agli altri senza discrezione.
Anche i nomi e le parole di lui scritte talvolta vengono calpestate con i piedi,
7 perché «l’uomo animale non comprende le cose di Dio» . SAN FRANCESCO D'ASSISI,
LETTERA A TUTTI I CHIERICI, I: FF 208A-209A".


Ci uniamo al Santo Padre, in questo giorno , nella preghiera per le vittime dell’inaudito naufragio nei pressi di Lampedusa : ci addolorano le immagini ed ognuno di noi ripete con il Papa : VERGOGNA ! 
Certo che tutti dobbiamo interrogarci davanti alla Croce :   cosa facciamo per questi nostri fratelli  ?
Ho bene impresso nel mio cuore le parole di Gesù : " Ero straniero e mi avete accolto” ?

Riportiamo infine, ad perpetuam rei memoriam, due interventi che due amici ( un laico ed un Consacrato ) hanno pubblicato su facebook : 
Non ho detto che non ci siano buoni motivi di critica nei confronti del Papa. Anche per me alcune cose sono indigeribili ma la reazione non e' proporzionata all'azione. 
Con quale coraggio, con quali credenziali e con quale coraggio si critica spesso così duramente il Papa ?
... Ho a cuore le ragioni della tradizione detesto l'argomentare per insulti. 
Ciò che sinceramente non risulta accettabile è il disprezzo che traspare, il dileggio, l'insulto che sarebbero peccati nei confronti di chiunque ma sono indigeribili se proferiti da chi si dichiara cattolico sia pure critico e se vengono proferiti nei confronti del Servo dei Servi di Dio. 
Penso che questa strada non conduca da nessuna parte soprattutto non faccia il bene della Tradizione facendo divenire il termine spregiativo in quanto neppure ha senso parlare di un "cattolicesimo tradizionale", poiché non può definirsi un cattolicesimo secondo la Tradizione in opposizione ad uno anti-tradizionale. 
In tal caso sarebbe questione di un cattolicesimo opposto ad un anti- o ad un non-cattolicesimo poiché, privato della legittimazione tradizionale. 
Una tradizione, del resto, non può essere definita solo in senso negativo, come opposizione ad un'anti-tradizione, ma richiede di essere definita principalmente in senso positivo nei riguardi del messaggio che essa tramanda e dal quale trae il motivo e la legittimazione della propria esistenza.
Infatti c'è modo e modo di dissentire, l'insulto non è mai una forma di dissenso è solo maleducazione e nel nostro caso peccato. poi sul mascheramento si sa dai tempi di Manzoni che chi non ha il coraggio non se lo può dare ”. ( Un laico )

***
Accetterò in ginocchio, senza se e senza ma, tutti gli atti del Magistero infallibile Ordinario e Straordinario, dove dagli stessi è richiesta l'obbedienza della Fede. 
Accoglierò con l'"ossequio" della ragione e della volontà gli atti del Magistero semplicemente autentico. Conforme ai canoni 779, 750, 751 e 752 del Codice di Diritto Canonico. 
Le interviste giornalistiche, le idee socio-economico-ecologico politiche, i suggerimenti pastoralizzanti, le omelie estemporanee, le battute, ecc. le considererò unicamente per il loro intrinseco, opinabile, valore”. ( Un Consacrato )

***
Non facciamo mancare le nostre preziose preghiere al Papa, Successore di Pietro !

Andrea Carradori


giovedì 19 settembre 2013

L'orgoglio e il pregiudizio ... ( preti e fedeli piangono per la“ Passio Ecclesiae ”)

"Non per i segni ma per quello che viene buttato in pasto ai fans ".

L’immagine allegata è tratta dalla consacrazione episcopale del nuovo elemosiniere Konrad Krajewski, svoltasi il 17 settembre scorso all'altare della Cattedra nella Basilica Papale di San Pietro. 
Il Papa non ha concelebrato. 
Si è limitato a prendere parte, come un semplice vescovo in mezzo agli altri vescovi …
La semplicità e la sobrietà sono indubbiamente dei pregi per un ecclesiastico .
Il semplicistico "pauperismo" pontificale ( quotidianamente offerto ai compiaciuti mass media ) desta invece preoccupate perplessità perché viene mortificata l’estetica sublime del Sacro, che rimanda e allude all’identità metafisica del Vero, del Bello e del Buono.
Rifiutare l’estetica, in nome di un’intellettualistica e, come è stato giustamente osservato, orgogliosa e compiaciuta “semplicità”, significa rifiutare il portato ontologico e metafisico, e non solo didattico e anagogico, della Bellezza e dei simboli, il che porta a una desacralizzante banalizzazione, alla sciatteria liturgica e al semplicismo dottrinario tipicamente protestante e dei gruppi “ carismatici “ .
L’estetica non è orpello, ma attributo del Vero, e il rifiuto del Bello è rifiuto della Verità.
Molti santi vivevano personalmente in sobria povertà, ma curavano che le chiese, gli arredi liturgici, i riti fossero ricchi e fastosi, perché a maggior gloria di Dio.

“Povertà non è pauperismo, semplicità non è sciatteria, vicinanza al popolo non è populismo demagogico!
Tener conto dell`influenza dei media non implica, consapevolmente, metterseli in tasca facendo e dicendo quel che li fa partire in estasi ! 

Dal momento che parliamo di "abiti", che non sono semplici abiti ma altrettanti simboli, non lo sottolineo più perchè è ormai inutile ma c`è un`immagine che ogni qualvolta la vedo mi disturba: sono i pantaloni neri del Papa ampiamente visibili, anche da lontano, sotto la veste bianca.
Non è solo la trascuratezza a colpirmi in quel bianco-nero ma è l`evidente volontà del Papa, anche in quello che non è un dettaglio (il bianco è un segno distintivo dell'autorità pontificia), di non adattarsi a ciò che non gli aggrada, di imporre la sua volontà e di far di testa sua ” - ha scritto una fedele - Benedetto XVI nell’omelia della Messa Crismale del 2007 ricordava ai sacerdoti il simbolismo delle vesti liturgiche: “ … entrare sempre di nuovo nel "sì" del nostro incarico – in quel "non più io" del battesimo …( per ) domandarci se portiamo questo abito dell’amore. Chiediamo al Signore di allontanare ogni ostilità dal nostro intimo, di toglierci ogni senso di autosufficienza e di rivestirci veramente con la veste dell’amore, affinché siamo persone luminose ". 
Questo è il tempo glorioso della “ Passio Ecclesiae “ inutile nascondercelo.
Fra le icone di questa “ passione “ si può ascrivere anche la foto che abbiamo allegato : l’orgogliosa, ostentata e auto-compiaciuta “ semplicità ” è gradita  a Dio ed è pastoralmente efficace per i fedeli ?
Noi dobbiamo offrire, proprio per amore del Signore e della Sua Chiesa, alla quale apparteniamo e nella quale siamo "Suoi", le nostre sofferenze per gli atti che sono in disunione con la Tradizione della Chiesa prendendo anche le distanze in coscienza, dagli scostamenti dalla verità, " in attesa del ripareggiamento ", per dirla con Amerio, che di certo verrà: lo crediamo de fide.
Possiamo e dobbiamo farlo custodendo, difendendo e diffondendo ciò che abbiamo ricevuto, andando avanti con fiducia.
Gli scoramenti arrivano. 
Ma, nel Signore possiamo superarli, non permettendo che qualcuno o qualcosa ci tolga la gioia della Resurrezione”. ( Cfr Una Teologa fedele alla Tradizione )

Come contrapposizione all’immagine dell'ordinazione episcopale, che stiamo rispettosamente criticando, citiamo le apprezzabili le parole che il Papa  ha rivolto oggi ad un gruppo di Vescovi : “ Il nostro è un tempo in cui si può viaggiare, muoversi da un punto all’altro con facilità, un tempo in cui i rapporti sono veloci, l’epoca di internet. 
Ma l’antica legge della residenza non è passata di moda! 
E’ necessaria per il buon governo pastorale…
Vedete, la residenza non è richiesta solo per una buona organizzazione, non è un elemento funzionale; ha una radice teologica!
Siete sposi della vostra comunità, legati profondamente ad essa!
Vi chiedo, per favore, di rimanere in mezzo al vostro popolo. Rimanere, rimanere…
Evitate lo scandalo di essere “Vescovi di aeroporto”!
Siate Pastori accoglienti, in cammino con il vostro popolo, con affetto, con misericordia, con dolcezza del tratto e fermezza paterna, con umiltà e discrezione, capaci di guardare anche ai vostri limiti e di avere una dose di buon umorismo. E rimanete con il vostro gregge!
Papa Francesco contro Papa Francesco : l'altro ieri ( stando assieme agli altri Vescovi senza alcun segno particolare della Sua suprema giuristizione pontificale ) ha mortificato una tradizione più che millenaria mentre oggi ne ha esaltato una  che risale al Concilio di Trento.

Un intellettuale ci ha scritto : “ … non ho mai visto una sola parola, un solo aggettivo, una sola umana partecipazione per le sorti enormi e per il carico difficilissimo che il Santo Padre ha sulle sue spalle a trarre la barca di Pietro dal pantano nel quale si era arenata non tanto per quel sant'uomo di Benedetto XVI ma per i circoli dei quali si era circondato … ( E’ sempre colpa nostra : dei tradizionalisti, dei tridentini… gli "untori" di questo momento storico N.d.R.)
Quella foto, sottovalutata ma magnifica nella sua tragica testimonianza, nella quale i due Pontefici ( Benedetto XVI e Papa Francesco I N.d.R.) si scambiano i saluti a Castel Gandolfo e quella scatola bianca sul tavolo... monito e pregnante presenza del maligno nei documenti in essa contenuti la dicono lunga sulla consapevolezza dei due uomini ( santi ambedue) dei tragici destini in cui era caduta la Chiesa di Roma. 
Non riflettiamo abbastanza sulla tragedia che ha rischiato la Santa Sede e ringraziamo il Santo Padre che, da buon gesuita colto ed antico, sfrutta la modernità per riportare la navigazione in acque tranquille. ( Ma c’è mai stato in 2000 anni di storia del cristianesimo un periodo “tranquillo” per la Chiesa ? Ci potrà mai essere la " tranquillità " per la Chiesa impegnata nella quotidiana lotta contro le tenebre che opprimono l'uomo ? N.d.R.) ”.
 
Un altro fervente “papalino” che durante il Pontificato-Via Crucis di Benedetto XVI si era addormentato, un sonno durato quasi 8 anni … ha scritto : “ Tutti parlano del Papa. Parlano da ricette e formule che danno quello che deve o dovrebbe fare.
Mi chiedo se quelli che parlano hanno  usato  la stessa carità che Francesco ha sempre fatto. (Visita i poveri, i malati, che sono in carcere... i preferiti di Dio...)
Il nostro (*) Papa è ben consapevole del fatto che ci sono troppi teologi e sacerdoti che sono insegnanti che amano insegnare, ma non vogliono lasciare la loro comodità, perché significa andare al particolare servizio di quest'ultimi.
Qui viene mostrato che la conoscenza degli altoparlanti è una conoscenza piena di orgoglio, di vanità ..... ma la Sapienza del Papa è pratica e concreta, la predicazione di un Cristo crocifisso, scandalo per coloro che sono perso, ma la potenza di Dio e sapienza di Dio. 1 Corinzi 1:18-24 ”.

Questi interventi così affettuosi nei confronti del nuovo Papa mi ricordano anche un'elegante frase, riferita a Francesco I,  che sta circolando in alcuni circoli “ illuminati ”: “ NOI ( notare il plurale maiestatis ) AMIAMO QUESTO PAPA PERCHE’ E’ IL PAPA DI TUTTI GLI UOMINI E NON SOLO DEI CRISTIANI ”.

Andrea Carradori



(*) In un certo linguaggio cifrato ( ma neppure  troppo ) negli ambienti illuministi - e attigui - si adopera l'aggettivo possessivo della prima persona plurale per mettere in risalto  la perfetta aderenza  dei membri del Club con un personaggio di cui si condivide l'operato. Diciamo che il Personaggio indicato con " nostro " viene considerato come una specie di membro onorifico del Club .

mercoledì 11 settembre 2013

“ Conventi chiusi” Chierici/manager : vi fa schifo mettere nuovi rami CATTOLICI tra le sacre pietre ?

"A cosa servono alla Chiesa i conventi chiusi? I conventi dovrebbero servire alla carne di Cristo e i rifugiati sono la carne di Cristo". Lo ha detto Papa Francesco, durante il suo discorso nel centro Astalli a Roma, ipotizzando l'utilizzo dei conventi chiusi per l'accoglienza dei rifugiati. "Grazie perché difendete la vostra dignità, ma anche la nostra dignità umana", ha aggiunto. "Non basta dare un panino, ma bisogna accompagnare queste persone".
Il Papa dunque sconfessa apertamente l’operato tanto frequente negli ultimi decenni,  di tanti vescovi-manager; dei superiori-manager e di tutti i trafficoni ( chierici e laici uniti nello stesso " pactum sceleris ") che hanno decretato la morte e la conseguente chiusura ( spesso prematura ) di tantissimi antichi conventi con lo scopo di trasformarli in alberghi.
Vogliamo pure parlare di quegli anziani preti che sono stati cacciati dalle canoniche che avevano la sventura di trovarsi in ridenti località turistiche perché i chierici-manager dovevano affittarle ai vacanzieri  per delle vacanze di lusso ?
Vogliamo solo accennare dei locali illegalmente confiscati alle confraternite dalle curie-manageriali per darle in affitto ai turisti ?
A tutto questo scandalo , che puzza di simonia, il Papa ha finalmente ieri detto STOP : 
“ I conventi vuoti non servono alla Chiesa per trasformarli in alberghi e guadagnare i soldi ”.
Che botta ai tanti chierici/manager che si sono affrettati a decretare la morte di  conventi/o di monasteri solo per acquisirne i locali e " trasformarli " in lussuose residenze. 
I "conventi chiusi" sono il segnale di una clamorosa crisi, per uscire dalla quale occorrerebbe ritrovare la centralità di Cristo e della "sua carne" di Dio che si è fatto uomo che è l'unico "pane vivo disceso dal cielo" che può sanare ogni ferita e sfamare ogni fame, colmare ogni bisogno, materiale e spirituale.
Annunciando e professando Cristo Gesù, incarnato, morto e risorto per la nostra salvezza, rigettiamo il facilone "volemose bbene" superficiale e umanitarista dei giornali che non riescono a capire l’importanza delle parole del Successore di Pietro ma le usano solo come clava contro le strutture della Chiesa per favorire alcune “cordate” finanziarie dei “soliti noti “.
La "carne" di Cristo Signore, il Dio fattosi uomo in Gesù di Nazareth, Lui, Vivo e Vero, sta nel Sacramento dell'Altare e dopo averlo adorato davanti al Tabernacolo Lo incontriamo e Lo serviamo nei “poveri” ignorando le sirene mondane che ci parlano di ricchezza e di potenza .
Alle perfide speculazioni per creare nuovi alberghi , decretando la chiusura di conventi , preferisco la parte visibile e tangibile del Corpo di Cristo : i veri poveri !
Solo l'appartenenza al corpo mistico di Cristo che è la Sua Chiesa - riceve la progressiva 'configurazione' a Lui, diventando figlio nel Figlio, ma per adozione, con la natura "divinizzata" perché redenta e intrisa della vita Soprannaturale da Lui ricevuta, ma non mutata: sempre creature restiamo. 
Chi accoglie Cristo e Lo testimonia, portandolo nel mondo, si identifica nella Sua divina umanità (Corpo-Spirito-Anima-Divinità) - nell'appartenenza al Suo corpo mistico che è la Chiesa - ricevendo la progressiva 'configurazione' a Lui e divenendo figlio nel Figlio, ma per adozione, con la natura "divinizzata" perché redenta e intrisa della vita Soprannaturale da Lui ricevuta, ma non mutata: sempre creature restiamo. 
Solo il Figlio è "generato ma non creato"...”.
Una fedele si spazientisce : 
E allora? Ci sono tantissime comunità di nuova fondazione che pregano ed alloggiano in appartamenti, senza celle, senza spazi, con cappella nel salotto. .. ma quanto fa schifo mettere questi nuovi rami CATTOLICI tra le pietre costruite a tale scopo?
Un altro ha pure saggiamente osservato che :
“…non avete molta esperienza pratica a riguardo di rifugiati per cui mi sento di spiegare in cosa rischia concretamente di tradursi la proposta del Papa. In Italia le strutture d'accoglienza sono tutte tarate ad uso dei rifugiati musulmani e i Cristiani che fuggono dalle persecuzioni islamiste non solo non hanno alcuna struttura dedicata, ma sono costretti a cercare sempre altri Paesi di rifugio, perchè qui sembra tutto contro di loro e nei centri d'accoglienza si trovano più discriminati che a casa, dovendo piegarsi a ritmi, cibi e usanze musulmane. 
La proposta del Papa - a meno che non venga corretta e riformulata nell'aprire i conventi chiusi ai poveri rifugiati Cristiani (ma una tale discriminazione in favore deii fratelli nella fede è proposta troppo politicamente scorretta, benchè abbia un autorevole precedente in una proposta del Card.Biffi e soprattutto un fondamento scritturale molto forte in Gal 6,10) e magari anche ai poveri di casa nostra - si tradurrà semplicemente in una moschea in ogni convento, perchè l'accoglienza prevede sempre spazi per il culto e si sa che immigrati e rifugiati musulmani, giustamente perchè loro non hanno perso la fede, li esigono. 
Dunque la proposta vorrebbe dire riconvertire con velocità i luoghi destinati da secoli alla preghiera cristiana in luoghi di preghiera musulmana. 
Vorrebbe dire vedere antichi refettori o peggio delle chiese in disuso piene di tappetini con gente in ginocchio rivolta alla Mecca. 
Come fa ad esserne contento? io non lo sono affatto! Potrà dire che con la nostra scristianizzazione ce lo siamo meritati e che i musulmani riempiono il vuoto lasciato dai cristiani... questo è vero, ma il Papa avrebbe il compito di invertire questa deriva e non di accelerarla”.
Un  fratello nella Fede ha aggiunto : 
Il Papa, una cosa più sbagliata di questa non la poteva dire, aprire i conventi ai rifugiati è una pazzia, vi immaginate un luogo sacro aperto ai rom o a islamici che rispettano nulla e nessuno? Sappiamo come devasterebbero luoghi ricchi di tesori di arte che la pietà popolare e non solo ci ha tramandato. 
Dunque il Papa operi invece di parlare: e mandi a servire i clandestini e tutti coloro che lui chiama "la carne di Cristo" l'esercito dei vescovi emeriti, i vescovi e cardinali che a Roma girano a vuoto, quei vescovi che nessuna diocesi vuole più d'intorno e fan la coda per un incarico in qualche commissione.
Perché il Papa invece di parlare a vanvera, non esce dalle mura e si reca in quei paesini del meridione a toccare con mano la povertà che hanno, ma anche il senso dei valori e principi cristiani che hanno ancora mantenuto, vi sembra giusto abbandonare queste persone per preferire dei rifugiati che non ci possono vedere? Detto questo ricordatevi dei martiri di Otranto e di tanti, una sana lettura Oriana Fallaci non farebbe male”.

I "conventi chiusi" dovrebbero tornare ad esser riempiti di uomini di Dio e di preghiera, capaci di santificare, insegnare e guidare le generazioni che verranno.

Una nuova Comunità Cattolica ad esempio.