Un giovanissimo giurista ci corregge garbatamente quando nel nome di una presunta purezza dottrinale e liturgica ci dimentichiamo di operare la carità reciproca ergendoci a super uomini ed a super giudici.
In fondo abbiamo postato anche tre mirabili commenti (v.sotto) apparsi su un social a commento di questo significativo intervento.
E' anche vero, lo scriviamo per la nostra difficile auto-difesa, che sui blog e sui social le nostre remore educative si frantumano dimostrando così il peggio di noi.
E' anche vero, lo scriviamo per la nostra difficile auto-difesa, che sui blog e sui social le nostre remore educative si frantumano dimostrando così il peggio di noi.
Una delle "malattie infantili"
dei cattolici tradizionali o tradizionalisti
è lo zelo o zelotismo amaro
dei cattolici tradizionali o tradizionalisti
è lo zelo o zelotismo amaro
Una delle "malattie infantili" della parte di mondo cattolico definibile tradizionale o tradizionalista (denominazioni e cause meriterebbero trattazioni ben più ampie) è quella definibile come zelo o zelotismo amaro, che fa vedere tutto in maniera distorta senza analisi o comprensione e che fa preferire l'akribia all'economia nell'interpretazione non solo dei canoni ma delle stesse situazioni contingenti; è una malattia (spirituale) che coinvolge o può coinvolgere tutti (scrivente compreso, perchè del resto Gesù non è venuto a dirci quanto siamo buoni, ma quanto siamo in realtà cattivi e bisognosi di pentimento).
Non solo, ovviamente, le cose che devono essere giudicate e condannate se e quando necessario, ma anche tante altre situazioni che possono e devono essere giudicate in maniera diversa o anche più serena.
L'ultimo caso è quello riguardante Bernardo Gianni, l'abate di San Miniato al Monte, in Toscana, scelto dal Papa come



















