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martedì 27 dicembre 2016

Dai monotoni "stracci ideologici" alla chilometrica "cappa magna": dov'è l'equilibrio della "via media"?

Terminati gli auguri alla Curia Romana c'è stato chi ha garbatamente chiesto sottovoce ad un Eminentissimo Cardinale:
Nella normale, realistica previsione di un prossimo Conclave, esiste attualmente  una "via media"? 
Possibile che dall’ostentazione, ideologica, degli stracci si vada

sabato 9 aprile 2016

Dinosauriis laetitia

I dinosauri sono particolarmente attivi e feroci in questa fase che precede la loro definitiva estinzione.  
I dinosauri sessantottini, che  compongono l’attuale leadership ecclesiale e che riescono ancora a riprodursi, vogliono cambiare la dottrina cattolica secondo la loro visione di vita.

L’attuale leadership clericale ha paura di essere ignorata dal

giovedì 22 ottobre 2015

Il Medico che dice la verità ti guarisce:dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù

Dalla "penna teologica" (forse sacerdotale) da cui abbiamo fin troppo generosamente  attinto in uno stimato blog cattolico ( QUI; QUI e QUI) la riflessione sul nostro stato di peccatori  bisognosi della misericordia di Dio che la Chiesa elargisce, su preciso comando del Divin Redentore da ... 2000 anni “tutti l’hanno dimenticata e adesso si ha come l’impressione che la Chiesa di punto in bianco sia diventata misericordiosa, mentre prima non lo era" come ha detto ieri Monsignor Stanisław Gądecki, vescovo di Poznań in Polonia e Presidente dell’Episcopato Polacco
Anche il sito " Tempi" oggi propone un articolo di Roberto Colombo con la medesima tematica: "Sinodo. Nell’apparente dialettica tra verità e misericordia il “grande assente” è il peccato".

***

La Chiesa cosiddetta “aperta” è una Chiesa che ha chiuso le porte alla guarigione, aprendole alla gestione della malattia.

«La realtà è che di “sani” in senso proprio non ce ne sono, dato che il peccato originale ci fa già nascere “infetti”.
Ci sono però dei guariti, per i quali il Divin Medico ha potuto agire: la volontà di guarire e quella di venir guariti si sono congiunte. Chiaramente anche il guarito non è esente dal rischio di ricadute.
La trasformazione in “sani” è possibile soltanto mediante la conversione alle “prescrizioni mediche”. 
Il cristianesimo è in sostanza una terapia, la più geniale (solo Dio poteva pensarla) ed efficace che esista.
In che cosa consisterebbe allora il dovere di “non chiudersi” di una Chiesa? 
O di essere un “ospedale da campo”? 
Forse nel negare la malattia diffusa, così diffusa da riguardare anche alcuni esponenti del “personale sanitario”? 
Forse nel non curare i malati? 
Non sarebbe più una Chiesa.
In realtà qui il paradosso è che “l’ospedale” auto-ridottosi a tendopoli, quasi rinunciando a ben altri mezzi che la “scienza medica” ha sviluppato sotto la guida del Medico divino, sta imparando dai malati soprattutto ad ammalarsi… 
Non sta più “insegnando” a guarire! 
Si è passati dalla TAC, il trapianto di cuore e persino il miracolo (in senso proprio!) alla distribuzione di “misericordine” e pannicelli caldi. Si sopravvive…
Ma allora perché dubitare dell’Unico Medico e della Medicina? Perché non offrirla con convinzione e umiltà a tutti, sapendosi, per ben che vada, dei “portatori sani” della medesima malattia (il peccato) che ammorba il mondo? 
Rileggiamo Martini in un altro modo: siamo tutti alla ricerca della guarigione, ma una sola è la cura efficace. 
E se chi la può dare, la tace, ascolteremo le esperienze dei malati, perfino affascinanti, ci aiuteremo nel lenirci le sofferenze, ma abbiamo rinunciato a guarire!
Allora la Chiesa cosiddetta “aperta” in realtà è una Chiesa che ha chiuso le porte alla guarigione, aprendole alla gestione della malattia. 
Non sfugga che è un meccanismo caro ai potentati attuali del mondo: ti ammalano per curarti (paghi il cibo che ti ammala e paghi il farmaco che ti tiene in vita, malato); allo stesso modo con i soldi, ti indebitano per farti pagare gli interessi. 
Vivi indebitato, ci servi così! 
Cosa dice invece Gesù? 
Rimettete il debito, risolvete il problema! 
Il “mondo” ha bisogno di una Chiesa che “gestisce il male”.
Oggi la seconda lettura è stata particolarmente edificante.
Fratelli, parlo un linguaggio umano a causa della vostra debolezza...
Quando infatti eravate schiavi del peccato, eravate liberi nei riguardi della giustizia. 
Ma quale frutto raccoglievate allora da cose di cui ora vi vergognate? 
Il loro traguardo infatti è la morte. 
Ora invece, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, raccogliete il frutto per la vostra santificazione e come traguardo avete la vita eterna. 
Perché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.
Per essere ancora più espliciti:
Servi della malattia (di chi ammala, il Maligno, che ti imbroglia), ci si sente “liberi” dalla giustizia (solo dosi di placebo…) e si lavora per il peccato (che ci mantiene come siamo), salariati con la morte.
Servi della guarigione (di chi guarisce, il Medico, che dice la verità), ci si sente “liberi” dal peccato (ci vuole ascesi) e si lavora per la santità (che ci trasforma), salariati con la vita (eterna).»

domenica 11 ottobre 2015

La distruzione dell'edificio cattolico strategia dell'invisibile: viene da Dio un sinodo per "definire" ciò che da Dio già possiede per definizione?

Ho trovato questo commento su uno stimato blog cattolico e lo propongo come riflessione serale al termine della XX Domenica dopo la Pentecoste (XXVIII del Tempo Ordinario ).
Mi spiace che non sia firmato ma questa forma di "anonimato" rende quelle parole come interamente offerte, come gesto d'amore, al Signore esattamente come fanno i Monaci Iconografi che omettono la loro firma nelle Icone perchè è Dio stesso a dipingerle  servendosi delle loro mani …  
Non potrebbero essere egualmente ispirate dall'Altissimo le sagge parole dell'Anonimo innamorato della Chiesa e del suo insostituibile ruolo salvifico?

***
Faccio precedere per questo quelle ispirate parole dalla lettura, a mo' di preghiera, delle parti "mobili" di questa XX Domenica dopo la Pentecoste .
L'Antifona d'Introito Dan. 3, 31, 29 et 35 - Omnia quæ fecísti nobis, Dómine, in vero iudício fecísti, quia peccávimus tibi, et mandátis tuis non obedívimus: sed da glóriam nómini tuo, et fac nobíscum secúndum multitúdinem misericórdiæ tuæ. Ps. 118, 1 - Beáti immaculáti in via: qui ámbulant in lege Dómini
Il GradualePs. 144, 15-16 - Oculi ómnium in te spérant, Dómine: et tu das illis escam in tempore opportúno.  
Aperis tu manum tuam: et imples omne ánimal benedictióne. 
Allelúia. Ps. 107, 2 - Parátum cor meum, Deus, parátum cor meum: cantábo, et psallam tibi, glória mea. Allelúia.
L'Antifona di OffertorioPs. 136, 1 - Super flúmina Babylónis illic sédimus, et flévimus: dum recordarémur tui, Sion.  
L'Antifona di Comunione :  Ps. 118, 49-50 - Meménto verbi tui servo tuo, Dómine, in quo mihi spem dedísti: hæc me consoláta est in humilitáte mea. 

***
 La decostruzione dell'edificio cattolico:  strategia dell'invisibile 

"Il vero dramma, la vera sfida è il tentativo, ormai nemmeno troppo velato, di imporre una religiosità che parla di Dio ma senza la verità della rivelazione di Cristo, perciò "vagamente cristiana", intrisa di tutte le derive mondane e mondialiste che sfigurano la cattolicità e giustificano il peccato con la fede, senza farsi trasformare dalla grazia, per di più con simpatie veterotestamentarie che renderebbero non così decisivo il ruolo di Cristo nella redenzione.

Di fatto questa "massoterapia" in cui eccelle la Chiesa  riduce il Divin Medico a massaggiatore, forse ad allenatore, magari a infermiere, ma quel che ti somministra è tisane e zuccherini e tutto si risolve in filantropia e umanitarismo che si regge sull'idea del progresso e del "ex pluribus unum"... in cui persino Dio è accettato solo se funzionale a questo uomo che (si) fa la storia, promettendo benessere, pace e sicurezza costruiti su leggi e potere tecnocratico.

L'AntiCristo potrebbe non essere necessariamente una singola persona, ma chiunque incarni questa idea di uomo, prometeico e negatore del peccato di origine, che si fa popolo sviato. 
E il FalsoProfeta è chi si fa strumento e artefice di quella religione (sedicente cristiana) che anzichè smascherare l'uomo che non ha bisogno di essere redento e che rifiuta la salvezza che viene dalla croce/resurrezione (anti il Cristo, negandoLo) addirittura in nome di Cristo (tradendoLo) lo propone come interlocutore con cui dialogare e andare d'accordo!

A questo punto gli innegabili e tragici fanatismi di altre religioni sono persino degli ottimi specchietti per allodole, ottimi argomenti per avere altre priorità, o addirittura per cercare alleati nelle schiere che stanno facendo il gioco sporco, quello sottotraccia, ritenendo compromessi e concessioni con certi "buoni" e "presentabili", necessari per fronteggiare il nemico visibile, come se non fosse un interesse di quello invisibile.

Al Sinodo non si sta solo parlando di "famiglie" e di "misericordia", ma si stanno parlando -mescolati tra loro, anche se vestiti con la stessa "casacca"- sia coloro che operano per conto del Falso Profeta, sia quelli che hanno tuttora il dono della vera profezia cristiana. 
Pertanto sia chi sta facendosi portavoce dell'Anticristo, sia chi annuncia la verità di Cristo.

Qualunque cosa accada ad ottobre, si sa già come andrà a finire:  sarà (ovviamente N.d.R.) il Signore a condurre la storia. 
Adesso ci tocca quel che abbiamo seminato. 
Giorni fa c'è stato chi ha invitato a leggere per intero il testo biblico del profeta Malachia. 
Davvero impressionante. 
Attuale.
All'inizio del testo del libro di Malachia, Dio ha un interlocutore "capace" di intendere: Israele (ish-ra-El: letteralmente l'uomo che vede Dio). 
Non sfugga che il comando di Dio al popolo è: "Shema Israel", ovvero, ascolta, "uomo che vede Dio". 
Quindi c'è una capacità di vedere, di accorgersi e a quel punto la necessità di stare a sentire la volontà di Dio.

Gesù diceva spesso la frase "chi ha orecchi per intendere intenda". E allo stesso tempo si propone come Luce del mondo, necessaria per vederci chiaro. Guarisce i ciechi e i sordi.

Il dono dello Spirito santo, l'intelletto, non consta solo della razionalità degli idolatri della dea ragione (che con calcoli e strategie ragionano secondo il mondo cercando di dominarlo), bensì consta della purezza del cuore (cioè di una spiritualità umana non farcita di mondo, in grado di accogliere la gratuita rivelazione di Dio) e perciò di "vedere Dio". 

Israele vede Dio. 
Giuda no. 
E' lo stesso popolo, ma ha occhi diversi.

Che cosa fa Lucifero? In quanto puro spirito egli è portatore di luce (non sua).
A un certo punto si crede padrone della luce. 

Non vede più di Dio, ma vuole rubargli la luce. E vende quella luce rubata agli uomini, dicendo di fare come lui, per "essere come Dio". 
Lucifero è già stato sconfitto "in Cielo" e precipitato "in terra".

L'uomo prometeico è luciferino. 

Effettivamente la sede dell'ONU ha scelto di celebrare questa "idealità". 
La Luce di Cristo (la vera luce) non è accolta. Inadatta...

Il problema è che tutti gli uomini (tutti, nessuno escluso) incontreranno la Luce di Cristo. 

Per chi ha cuore puro, occhi umili e ascolta Dio sarà occasione di vedere ogni cosa con una chiarezza sconosciuta e una pace immensa. 
Per gli altri quella luce farà ciò che la sprigiona: brucerà, quanto serve a una purificazione o eternamente.

L'uomo prometeico impersonifica benissimo una falsità: l'uomo che tiene in mano la fiamma si scotta. 

Fa luce, ma scotta. 
Evidentemente piace... 
Avremo ciò che avremo scelto. 
Il Signore (Lui sì) rispetta la libertà che ha dato in dono. 
Prometeo ti dona anche molto fosforo (bianco come la neve, ma tutt'altro che Puro") se non capisci bene i suoi messaggi... Interessante.  
Ma non si sa che cosa possa accadere fino a quel momento. 
Perciò bisogna aver chiaro che il dialogare con chi annacqua e gode della decostruzione dell'edificio cattolico non è un'opzione tra le tante, ma è una strategia dell'invisibile, che invita i meno saggi attraverso certe ben orchestrate e spinte manifestazioni del male visibile.."