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sabato 1 giugno 2013

" Prendo atto ... e chiudo "


" Qualche giorno fa, nella nota "Non per fare polemica… Ma qui siamo nell'indecenza" spinto solo dalla mia coscienza, mi sono permesso in modo fraterno ma deciso di rimproverare gli autori del Blog Messa in Latino per alcuni post da loro messi sul blog e che andavano contro la verità, contro la carità e contro il rispetto verso il S. Padre, auspicando, con le debite ragioni, che rimediassero a quello che per i cattolici è un vero e proprio scandalo.
Quella nota ha riscosso il gradimento di molti di voi, ed è stata ripresa dall'ottimo Andrea Carradori, che mi ha concesso l'onore di pubblicarla sul suo blog, di farla conoscere ai redattori in oggetto e divulgarla.
Ma quella nota aveva un finale amaro e io mi trovo oggi nell'esigenza (felice esigenza) di riprendere in mano la tastiera perché coloro che hanno avuto la pazienza di leggermi sappiano che in questo mondo la brava gente è più di quello che si pensa.
Desidero far conoscere a coloro che mi hanno letto, infatti, che per un tratto ineffabile della misericordia divina, coloro che io accusavo hanno capito di aver sbagliato e hanno promesso di riparare.
Do' atto di questo a Roberto, che in un commento sul predetto blog si è detto toccato, quantunque il rimprovero fosse duro, e ha promesso di adoperarsi per mettere a posto le cose.
Non so quali saranno le tempistiche di questa riparazione, anche perché le cose umane (e quelle informatiche in particolare) hanno i loro tempi.
Personalmente, facendo quello che ho fatto, ho solo cercato di fare il mio dovere di cristiano e di pastore, posto che sono un sacerdote. 
Ora, come insegna Gesù, mi ritiro di buon ordine: sono servo inutile. 
Non esulto per la vittoria, come può esultare chi si vanta di aver sconfitto un avversario: non avevo avversari, davanti, ma fratelli, e di conseguenza non volevo sconfiggere nessuno.
Mi resta la consolazione che, come ho dovuto divulgare un male, ora posso divulgare un bene e che l'ultima cosa che resterà ai lettori non sarà, spero, il gusto amaro della polemica, ma quello dolce della carità fraterna.
Qui è successo alla fin fine quello che può succedere in tante famiglie: una stupidaggine, una correzione fraterna, un chiarimento. 
Con la differenza che, purtroppo, in tante famiglie le cose non si chiariscono, si manca di umiltà e si arriva alla divisione e alla separazione.
Rendo ai blogger di Messa in Latino, mi si passi il termine cavalleresco, l'onore delle armi e chiedo a loro e a voi che leggete qualche preghiera per la salvezza della mia anima e per la perseveranza nella mia vocazione.
A coloro che, nei commenti sul blog, mi chiedevano delle cose e mi accusavano di altre, ho già risposto e non intendo aggiungere altro. 
Solo mi permetto di dire a tanti che commentano su quello e su altri blog, di essere più semplici: c'è tanta brava gente in giro e non si può stare a pensare sempre male di tutto e di tutti.

In Corde Matris
P. Rosario M. Sammarco, fi "

Da : Facebook

giovedì 30 maggio 2013

" Per non fare polemica "


 Riproduciamo interamente gli interventi (  30 maggio ore 11,00)  che  un Religioso ha postato a commento di un articolo apparso su Messainlatino.
Condividiamo in toto quanto il Religioso ha scritto e sappiamo di essere   in molti (numerose e-mail ,   messaggi e persino sms lo attestano) a sostenere  questa forte e chiara   esortazione che il Religioso ha provvidenzialmente  rivolto alla Redazione del caro blog Messainlatino. 
"Sentire cum Ecclesia" !  Ave Maria. 
Andrea Carradori


NON PER FARE POLEMICA

“Premesso che mi prendo personalmente la responsabilità di quanto qui andrò a scrivere; premesso ancora che parecchi confratelli la pensano come me; premesso che ringrazio chi amministra questo profilo per avermi concesso questo spazio, mi permetto di dire che in quello che scriverò in seguito non c'è la volontà di fare polemica.
La polemica è una cosa che è meglio far fare ai veri esperti della polemica, a coloro (e purtroppo sono rarissimi) che riescono a farla senza mancare di carità verso il prossimo, senza offenderlo e con la debita preparazione.
E pur tuttavia è arduo non prendere la penna, pardon la tastiera, quando ci si trova dinanzi ad atteggiamenti, come quello di alcuni (forse uno, ma è da verificare) che pubblicano sul blog Messa in Latino.
Che è pure un bel blog finché si limita ad incoraggiare determinate cose, segnalarne altre, e, perché no? anche criticare quando è il caso.
Diventa molto meno bello, invece, quando scade nel dileggio verso le somme autorità della Chiesa, talora nella calunnia, per arrivare infine a prese di posizione assurde che pretendono di giustificare, e addirittura prendersi il merito, di azioni deplorevoli da cui sarebbe venuto fuori qualcosa di buono. Ma mi rendo conto di stare parlando in modo troppo generico, e occorre andare al sodo.
Il 13 marzo del corrente anno di grazia 2013, quando dalla Loggia della Basilica di S. Pietro si affacciò in qualità di Papa il Cardinale Giorgio Mario Bergoglio, i blogger di Messa in Latino non la presero bene. 
A loro risultava, infatti, che il neo eletto Papa fosse praticamente un nemico della Messa di S. Pio V (  siamo a  conoscenza che un provvedimento restrittivo dell'allora Arcivescovo di Buenos Aires nei confronti del Celebrante del gruppo stabile   non  c'entrava nulla con la Messa Tridentina... sarei anche pronto ad approfondire questo argomento  ma mi suggeriscono che non occorre ! N.d.R. ) e di diverse altre cose cui, magari anche giustamente, si può tenere. 
Non li aiutò nel formulare un giudizio positivo (non sto qui a dire se a ragione o a torto: non m'interessa) quello che il neo eletto fece appena apparso sulla Loggia: presentarsi senza mozzetta; inchinarsi quasi a chiedere la benedizione alla gente; attribuirsi semplicemente il titolo di Vescovo di Roma (come se il Vescovo di Roma non fosse il Papa, ma sorvoliamo…).
Mi verrebbe da dire che il fatto che un Papa possa stare simpatico o antipatico non mi piace, ma ci può anche stare. 
Ma un cristiano cattolico deve ricordarsi che, simpatico o antipatico, quello è sempre il Papa e pertanto bisogna portargli il debito rispetto e qua, spiace dirlo, i summenzionati blogger hanno mancato da subito.
Erano infatti passati ancora pochi minuti dall'elezione di Papa Francesco che subito sul blog apparivano commenti caustici, fino ad arrivare alla perla di essi in un articolo che immaginava ironicamente che uno dei primi atti del nuovo Pontefice sarebbe stato quello di promulgare il nuovo Motu Proprio "Summorum Episcoporum" con cui avrebbe ordinato esattamente le cose opposte a quelle permesse da Papa Benedetto nel "Summorum Pontificorum". 
A detta di diversi che hanno letto quel post (sì, anche frati dell'Immacolata e per giunta frati occupati nell'apostolato della Messa Tridentina) quell'articolo, oltre che segnare una pesantissima caduta di stile nel blog, era anche parecchio offensivo e mancava anche parecchio di rispetto al Papa. Per chi lo volesse leggere, ed eventualmente dissentire dalle mie valutazioni, il predetto articolo è disponibile qui: [http://blog.messainlatino.it/2013/03/il-motu-proprio-del-nuovo-vescovo-di.html]

Ma, siccome al peggio non c'è mai limite, ecco che a distanza di poche ore il medesimo blog si è prodotto in un articolo anche peggiore. Tre giorni dopo, infatti, il 16 marzo, veniva pubblicato un articolo dal titolo "Maleducazione al soglio di Pietro" [lo potete leggere qui:http://blog.messainlatino.it/2013/03/maleducazione-al-soglio-di-pietro.html].
In questo articolo, Enrico, autore anche dell'articolo precedentemente citato, annuncia di aver saputo con sicurezza che Papa Francesco ha maltrattato il cerimoniere pontificio Mons. Guido Marini e lo ha immediatamente esonerato, togliendogli anche l'incarico di dirigere le cerimonie per la Messa d'Inizio del Ministero Petrino. 
A questo, ovviamente, si aggiungevano dei giudizi pesanti sul Papa.
Molto interessante, tutto questo, peccato che a distanza di pochi giorni le informazioni di questo articolo si siano rivelate palesemente false. 
Ora, anche ammettendo la buona fede di chi ha pubblicato quel post perché gli sono arrivate determinate informazioni (più difficile ammetterla per le illazioni gratuite contro Bergoglio, ma sorvoliamo anche su questo), una volta appurato che si tratta di informazioni false, vigerebbe l'obbligo morale di rimuovere quel post e anche di farne uno di scusa. 
Questo perché secondo la morale cattolica non è mai lecito divulgare il falso, e quando questo avviene, involontariamente o volontariamente che sia, occorre riparare.
E se non si ripara, sia detto per inciso, non si ha nemmeno diritto a ricevere l'Assoluzione Sacramentale e fare la Comunione.
Ora, da un blog che si dice fedele alla dottrina cattolica e promotore della tradizione, ci si sarebbe aspettato questo come minimo. 
In verità non ci sarebbero state male nemmeno delle pubbliche scuse al Papa, anche tenendo conto del fatto che ci potrebbe scappare pure una querela per diffamazione. 
Ma dal Blog non sono arrivate né le scuse, né tantomeno la rimozione di quel post, che è ancora lì (tanto si sa che la S. Sede non querela mai nessuno). 
Faccio male a pensare che probabilmente i redattori del Blog ritengano di non essere soggetti alla morale comune, ma di avere una morale per se propria? Una morale nella quale, evidentemente, non solo è permesso il dileggio al Romano Pontefice, ma non vige nemmeno l'obbligo di essere fedeli alla verità e di riparare al male commesso?
Probabilmente è così, visto che ieri si è aggiunta a questa deplorevole storia un ulteriore capitolo, probabilmente il peggiore di tutti (ma, lo confesso, mi è difficile stabilire cosa sia peggio o meno peggio qua).
Alludo al fatto che, avendo alcuni organi di stampa riportato la decisione del Papa di non cancellare il Motu Proprio "Summorum Pontificum", mentre veniva espresso un giusto compiacimento per questa decisione, dai bloggers del predetto sito (nella fattispecie, qua da Roberto) ci si attribuiva praticamente il merito di questo e, singolarmente, si attribuiva questo merito al post, da noi citato prima, nel quale si dava, falsamente, notizia del licenziamento di Mons. Marini. 
Ecco le testuali parole: «Se pur faustamente ci smentisca, siamo lieti anche per la decisione papale in merito a Mons. Marini, confermato alla guida dell'Ufficio delle Cerimonie Liturgiche del Sommo Pontificie (incarico che, tempo fa -per fonti certissime- sapevamo per terminale, ma che fortunatamente è stato confermato. Forse anche un po' per merito nostro?)». [http://blog.messainlatino.it/2013/05/il-vescovo-di-roma-bergoglio-la-messa.html]
Capiamoci un attimo: dunque da una calunnia sarebbe venuto un bene grande? 
Per carità, Dio può servirsi anche del male per raggiungere in suoi fini, ma il male resta male. 
E vantarsene, come fanno loro, è al disotto del limite della decenza. 
Certo, c'è stato un tizio, mi pare qualche secolo fa, che ha detto che "Il fine giustifica i mezzi". 
Ma quel tizio si chiamava Niccolò Macchiavelli, e non mi pare rientri tra gli autori da cui i cattolici debbono imparare la morale.

P. S.: In occasione dell'80° compleanno del nostro Ministro Generale, P. Stefano M. Manelli, il predetto blog ha dedicato una paginata intera (forse scritta dall'amico Andrea Carradori? ( Si ! Il post augurale l'ho scritto io anche su invito di diversi Sacerdoti e Fedeli tutti pervasi dai medesimi sentimenti di gratitudine alla Divina Provvidenza per aver suscitato P.Manelli ! N.d.R.). 
Non possiamo che essere grati di cotanta attenzione, come non possiamo che essere grati delle parole benevole che ci rivolgono in tante occasioni. 
Purtroppo, come ha già spiegato un mio confratello in quell'occasione, i blogger del sito in questione ci farebbero un servizio migliore se la piantassero di sparlare del Papa e fossero più rispettosi verso di lui. Perché P. Stefano M. Manelli a noi frati ha insegnato che il Papa e le Gerarchie vanno rispettati. SEMPRE! Non sappiamo che farcene dei complimenti di chi non sta col Papa!"


( Continua QUI )

martedì 28 maggio 2013

I vescovi che disprezzano il Magistero sono credibili ?


Dal blog chiesaepostconcilio, prendo un efficace intervento di una fedele che si firma Luisa a commento della recente dichiarazione , condita dalla solita stantìa ideologia progressista-postconciliare, di S.E.R. Mons. Domenico Padovano, vescovo di Conversano e Monopoli che “ al clero della sua diocesi ha raccontato come la priorità dei vescovi della regione del Tavoliere sia stata quella di spiegare al Papa che la messa in rito antico sta creando grandi divisioni all’interno della chiesa. Messaggio sottinteso: il Summorum Pontificum va cancellato, o quanto meno fortemente limitato. Ma Francesco ha detto no
Anch’io come Luisa non riesco a spiegare il senso di una frase attribuita al Papa : “Vedete? Dicono che il mio maestro delle cerimonie papali [Mons. Guido Marini, odiatissmo sia dai Prelati Curiali che da numerosi Vescovi periferici N.d.R.] sia di stampo tradizionalista; ed in molti, dopo la mia elezione, mi hanno invitato a sollevarlo dall’incarico e sostituirlo. Ho risposto di no, proprio perché io stesso possa fare tesoro della sua preparazione tradizionale e contemporaneamente egli possa avvantaggiarsi, allo stesso modo, della mia formazione più emancipata”.

Esiste una Liturgia più “ emancipata “ ?
Esiste una Teologia più “emancipata” ?
Esiste una Chiesa più “emancipata” ?
La Fede può “emancipare” ?
Dio può “emancipare” ?

Andrea Carradori


« Quando sono i vescovi, acerrimi nemici del Motu Proprio Summorum Pontificum, a riportare le parole di Papa Bergoglio sulla Liturgia, che credibilità possono avere?

“vivere il rapporto con la liturgia con semplicità e senza sovrastrutture”.

E vlan ! uno schiaffo a Papa Benedetto !

Povere vittime ( i Vescovi pugliesi N.d.R.)  che vanno a lamentarsi dal Papa della divisione che portano i fedeli legati alla Messa nella forma straordinaria!

E un altro graffio a Benedetto XVI che l`ha liberalizzata.

La divisione non sono forse questi vescovi ribelli che hanno fatto di tutto per impedire l`applicazione del Motu Proprio Summorum Pontificum; che hanno sbattuto in faccia le porte ai cattolici che avevano l`ardire di domandare quel che era un loro diritto?

E non illudetevi, non crediate che quando Mons. Molfetta scrive:

"Papa Francesco, alla luce di certi fenomeni del recente passato in cui sono state registrate sul piano liturgico non poche derive, ha esortato noi vescovi, riferendoci anche alcuni esempi concreti, a vivere il rapporto con l’azione liturgica, in quanto opera di Dio, da veri credenti al di là di ogni tronfio cerimonialismo, pienamente consapevole che la ‘nobile semplicità’ di cui parla il Concilio, non è sciatteria ma Bellezza, bellezza con la ‘B’ maiuscola".

Si riferisca agli abusi liturgici commessi nelle parrocchie con la Messa nella forma ordinaria, non pensa allo scempio liturgico tollerato e incoraggiato, noooooo, pensa solo a chi si lascia andare al "tronfio cerimonialismo"!
Patetici, caricaturali, ma sono questi i Custodi della Liturgia che non solo sono stati incapaci di proteggerla dalle manipolazioni arbitrarie ma le hanno legittimate, anche con la loro presenza.

Quel che è successo a Genova, legittimato dal card. Bagnasco, è lo specchio dello stato comatoso della Chiesa, e l`Italia non sembra far eccezione.

Ancora aggiungere che Jorge Bergoglio è tutto salvo un amico del Motu Proprio Summorum Pontificum :  è vero che ha subito permesso l`applicazione del SP ma per poi snaturarlo completamente con il risultato che, a parte la FSSPX, no c`è più nessuna Messa Tridentina a Buenos Aires ( malgrado numerose , crescenti richieste anche da parte di giovani sacerdoti N.d.R.)
Mi piacerebbe sapere che cosa intende per "formazione più emancipata" grazie alla quale Mons. Marini potrebbe avvantaggiarsi! » LUISA

giovedì 31 gennaio 2013

LA MESSA DI SAN PIO V: ALTARI MAESTOSI, RITO SUBLIME,COMUNIONE IN GINOCCHIO

Ringrazio i gestori del gruppo-Facebook  che hanno gentilmente accettato la mia iscrizione a " La Messa di San Pio V : altari maestosi, rito sublime, comunione in ginocchio " così come gli altri organizzatori di gruppi che seguono la medesima tematica della Liturgia antica : Messa di sempre, Santa Messa di sempre, Sanctissima Missa Tridentina-Gregoriana, Sancta Missa Antiquus Ritus , Italia Tridentina ecc ecc
Potrò mai sdebitarmi per la serenità e per l'elevazione spirituale che questi "gruppi" infondono nel mio animo quando alla sera li leggo ?
Non nascondo la mia commozione nel constatare la fioritura su Internet di mini-gruppi che si rifanno alla spiritualità della Messa attualmente disciplinata dal Motu Proprio Summorum Pontificum.
La vera "liberalizzazione" dell'antica Liturgia è avvenuta attraverso la rete di Internet e l'apertura di alcuni siti-blog che hanno fatto storia in campo liturgico-tradizionale.
Fino alla diffusione di Internet era difatti proibito parlare della Messa antica e del messale detto di San Pio V .
"In illo tempore" eravamo assetati dell'antica spiritualità liturgica ed abbiamo  trovato ristoro per la nostra sete negli "storici "bollettini" stampati e diffusi da  " Una Voce-Italia" , da " La Tradizione Cattolica - della Fraternità Sacerdotale San Pio X- " da "Una Voce Torino",  da " Una Voce Firenze "  da " Si,si,no,no" il grande foglio antimodernista e da tante altre validissime pubblicazioni.
L'immane lavoro, a servizio dell'Ideale, compiuto nel passato da quei bravi volontari della Tradizione è assai maggiore dei nostri che, davanti al computer, in breve tempo riusciamo a comunicare  informazioni o ad evidenziare articoli di altri siti.
Sia al tempo degli Indulti del Beato Giovanni Paolo II che ora nel post - Summorum Pontificum siamo lasciati  soli a sostenere l'attuazione del Motu Proprio che dovrebbe essere un bene comune di tutta la comunità ecclesiale.
Il Santo Padre ha invece evidenziato che l'antica liturgia è importante anche per la spiritualità odierna , per la nostra perfezione spirituale, perchè ai nostri blog e alle nostre iniziative su internet non viene concesso l'avallo ufficiale delle Diocesi d'appartenenza dei blogghisti ?
Perchè nei siti diocesani non compare anche il link dei nostri gruppi liturgici ?
Pochi giorni fa abbiamo recepito alcune giuste critiche che il Vescovo d'Ivrea S.E.R.Mons. Edoardo Aldo Cerrato ha dovuto rivolgere agli organizzatori della S.Messa nell'antico rito  a Rivarolo Canavese a cui il Presule aveva assistito.
Eppure è stato detto di tutto ai tanti giovani che hanno dimostrato grande amore per la liturgia antica.
Cominciando da quel "amano i pizzi e i merletti" ( frase tralaltro uscita anche da diverse bocche di irriducili tradizionalisti dal gusto calvinista ...)   i conservatori nemici della novità liturgica introdotta dal Motu Proprio Summorum Pontificum e dalle ponderate "riforme" liturgiche dell'amato nostro Papa Benedetto XVI hanno bollato i giovani giovani come una specie di esaltati della formalità e della bellezza.
Se anche così fosse, se i nostri giovani si sentono attratti alle cose celesti , che esprimono la bellezza pura, se nei nostri conformati e materializzati giorni  essi riscono a esaltare l'essenza del cristiano " nel mondo ma non del mondo" attraverso le forme della bellezza liturgica cosa fanno di male ?
Proprio ieri un seminaristia-musicista-rock mi ha fatto capire, in scriptis, di non aver gradito il mio disappunto, di musicista e di fedele, al fatto che nella sua diocesi diano tanta importanza al rock per la formazione dei giovani.
Ecco una parte dell' indispettita reazione del Seminarista alle quattro ( di numero ) parole che avevo rivolto all'iniziativa di "evangelizzare" i giovani con la musica rock .
" Io ho suonato rock da una vita e come tutti dopo la cresima sono scappato dalla Chiesa proprio perchè piena delle strutture e formalismi di cui sei portavoce. Il Signore ha avuto comunque un altro progetto per me e mi ha riportato nella Chiesa così come ero e guarda un po' ora, che continuo a suonare rock alla grandissima (con la band di cui faccio parte abbiamo vinto anche diversi concorsi a livello nazionale), sto in seminario ".
Mi rivolgo ai nostri amati Pastori, che avranno sempre più bisogno delle nostre preghiere e del nostro operato di volontari liturgici,  di non lasciare soli tanti giovani e tanti fedeli che hanno dimostrato di amare con un amore incondizionato la Santa Chiesa e la splendente Liturgia Cattolica !
Abbiamo visto, purtroppo, con enorme tristezza che fine fanno le vocazioni rockettare o infettate di giovanilismo ...  le cronache, purtroppo, anche della mia regione se ne sono occupate  nella scorsa stagione estiva .
Non sono bastate le umiliazioni che il celeste Sacerdozio Cattolico ha dovuto sopportare a causa dei  tradimenti dei Chierici naturalmente a ritmo di rock ?
Viceversa a  tutti coloro che dedicano parte del loro tempo libero alla cura e alla diffusione della Liturgia tradizionale  come mezzo di santificazione e di lode divina un grande GRAZIE commosso e pieno di ammirazione !
A.C.

AGGIUNTA : Continua QUI con la lettera che un giovane ha oggi scritto al Seminarista rock


 



lunedì 19 novembre 2012

ROMA-AMIENS : FEDELI GEMELLATI DALLO STESSO SFRATTO ESECUTIVO



 

Roma, chiesa di Gesù e Maria in via del Corso dopo 30 anni di celebrazioni regolarissime  della Santa Messa nell’antico rito romano i fedeli, pochi o tanti, saranno cacciati incominciando dalla Prima Domenica di Avvento 2 dicembre dell'Anno del Signore  ( e della Fede ) 2012.
Non sappiamo dove poi quei fedeli potranno assistere al Divin Sacrificio nella forma disciplinata dal Motu Proprio "Summorum Pontificum" .
Mi pare interessante l'appello che una valorosa e devota signora ha rivolto ai fedeli romani che sono soliti frequentare la Santa Messa dei nostri padri :
“I fedeli romani domenica 2 Dicembre, giorno della prima Messa negata, a quanto ho capito, protesteranno civilmente e cattolicamente a Gesù e Maria. Io sarò con loro: sarò con loro perché mi sforzo di seguire la stessa Fede che è quella vera” .
Non mi faccio illusioni … non siamo ad Amiens, a cui si riferiscono le immagini ed il video allegati.
Ad Amiens infatti per oltre un anno i nostri Cugini francesi e Fratelli nella Fede hanno assistito in primavera e in autunno, d'estate e in inverno , con il viso e le mani flagellati dal vento glaciale , alla Santa Messa nell’antico rito  nella piazza della Cattedrale
Valorosissimi  Sacerdoti e Fedeli , degni eredi spirituali di Coloro che furono ghigliottinati, in odium contro Cristo e la Chiesa, dalla Rivoluzione ( detta)  Francese  hanno preferito offrire a Dio il loro disagio fisico  pur di assistere alla celebrazione del Divin Sacrificio festivo nella forma tradizionale. 
Anche i fratelli di Amiens avevano  ricevuto lo sfratto esecutivo dalla  LORO chiesa aimè destinata dalla Municipalità e dalla Curia a scopi profani. 
Siamo proprio cugini anche in questo : in Francia, come purtroppo anche in Italia, sono migliaia le chiese chiuse al culto per mancanza del Clero !
Nel suolo francese , dove riaffiora ancora la mefitica aria di persecuzione contro la Fede Cattolica,  il Clero ed i Fedeli rimasti autenticamente cattolici sono  anche i più “combattivi  e soprattutto missionari"  di altrove !
Dobbiamo pure prendere atto che in Francia anche coloro che NON condividono le posizioni della Fraternità San Pio X   sono stati pienamente solidali con gli sfrattati.
In Italia invece ?
Qualche giorno fa ho pubblicato sulla mia pagina di Facebook un appello alla solidarietà nei confronti dei fratelli  e dei colleghi musici, cantanti e strumentisti che sono soliti abbellire con la loro arte   la Santa Messa delle 10 a Gesù e Maria in via del Corso.
Ebbene fra i tanti “ mi piace” c'era stato   anche un commento  ( poi autocensurato - per tentare di recuperare in exstremis  la dignità che aveva perduto -  )  che per cupidigia di servilismo si era scagliato ... contro la celebrazione della Messa Tridentina… " colpevole " di aver “ turbato la serenità liturgica della Capitale”... 
Peccato per quello "schiavo" e "servo del potere" che ha frainteso il mio appello su Facebook !
La mia finalità difatti era unicamente di carattere sentimentale di  raccogliere cioè l'umana solidarietà nei confronti di coloro che dopo 30 anni sarebbero stati allontanati dalla "loro" chiesa ...
Gli spietati persecutori dei poveri cattolici non sono in grado di capire cosa sia l'umanità e il sentimento !
Non mi faccio però illusioni : quanti sono i fedeli che desiderano passare per la "porta stretta" della Liturgia antica sottoponendosi a lunghi spazi di silenziosa adorazione in ginocchio  quando quella  nella forma "ordinaria" deve   ricorrere sempre più spesso a degli escamodages umanamente efficaci ma ecclesiasticamente sterili :  il sentimentalismo, il sensazionalismo e lo "spettacolo" ?
A cosa serve colpire alle spalle quei pochi fedeli ancora rimasti miracolosamente attaccati alla Bellezza della Liturgia dei loro padri ? 
Questo proprio non lo avremmo mai immaginato soprattutto in questo Pontificato di Benedetto XVI che può passar alla Storia come il Papa che ha santamente messo a riparo il " preziosissimo seme " dell'autentica Liturgia antica.
Via !  la Messa festiva delle 10,00  (trentennale)  di Gesù e Maria !
Via ! i devoti e taciturni fedeli che puntualmente l’affollavano.
Via ! i cantori e i musici ( devotissimi volontari liturgici ).
Al  loro posto arriveranno sicuramente dei chitarristi improvvisati che faranno rimanere muto e polveroso l’antico Organo Testa già restaurato con i soldi pubblici ( Soprintendenza ).
Al posto della DEVOZIONE arriverà lo spettacolo ( con gli applausi finali al posto dell'ultimo Evangelo ... )
Ma i fedeli frattati ( NON IMPORTA SE POCHI O TANTI ) saranno presenti davanti alla porta per pregare per la Chiesa Cattolica che sta vivendo  l’Anno della Fede. 
Si accomodino i solerti a leggere ( ed a riportare come squallidi spioni ) queste poche righe scritte con  gli unici ingredienti che ci rimangono : “ LA FEDE E IL SENTIMENTO”.

“I fedeli romani domenica 2 Dicembre, giorno della prima Messa negata, a quanto ho capito, protesteranno civilmente e cattolicamente a Gesù e Maria. Io sarò con loro: sarò con loro perché mi sforzo di seguire la stessa Fede che è quella vera” .

Aggiornamenti : 

a) IL COMMENTO DI UN MIO AMICO 

"Ma non è vero che i cattolici sono tutti figli di un unico Dio,o ho sempre interpretato male io???!!! Clero ricordati sempre di questo principio o le pecore che hai in custodia se ne andranno tutte fuori dal recinto,di qualsiasi razza esse siano! Dissesto completo anche nella Chiesa, massima incomprensione ed altrettanto grande cattiveria!!!"

b) LA PROPOSTA DI GUIDO, UN LETTORE DI CHIESA E POST CONCILIO
" Attendiamo Domenica 25 Novembre ultima del calendario Liturgico, andiamo tutti nella chiesa di Gesù e Maria al Corso, ascoltiamo la Santa Messa e sentiamo i sacerdoti cosa diranno, se il problema persiste facciamo sentire le nostre proteste se il terribile pericolo è cessato, cantiamo tutti uniti un Te Deum per ringraziare Dio del grande pericolo che abbiamo tutti corso anche la Santa Chiesa." 
MI PARE UN'OTTIMA IDEA !

Andrea Carradori

martedì 6 novembre 2012

IL PELLEGRINAGGIO “UNA CUM PAPA NOSTRO” ROMA 3 NOVEMBRE 2012 : NIENTE SARA’ PIU’ COME PRIMA !!!














Finalmente il gran giorno è arrivato !
Dopo tanti affanni e tante dolorose spaccature evidenziate su alcuni siti web amici e fratelli, che si sono inevitabilmente riversati anche   nei nostri cuori, siamo partiti in tanti alla volta di Roma !
Abbiamo tutti assai pregato, durante i viaggi d’andata e soprattutto di ritorno, per rendere grazie al Signore per quanto ci ha dato in questi cinque anni di santo rinnovamento spirituale attraverso il Motu Proprio Summorum Pontificum !
Siamo contenti perché abbiamo potuto pregare “una cum Papa nostro” davanti alla Cattedra del Principe degli Apostoli !
Abbiamo dimostrato una grande maturità confidando solo nel Signore Onnipotente e nella forza della preghiera !
Il Tactus della Prima Domenica di Quaresima riassume mirabilmente il nostro confidare totalmente nella potenza di Colui che disponde tutte le cose in modo mirabile . 
Nulla deve temere l'uomo che si affida nel Signore : " poiché tu dai successo a tutte le nostre imprese "

Qui habitat in adjutorio Altissimi: in
protectione Dei caeli commorabitur.
Dicet Domino: Susceptor meus es tu, et
refugium meum: Deus meus, sperabo
in eum.
Quoniam ipse liberavit me
de laqueo venantium: et a verbo
aspero.
Scapulis suis obumbrabit
tibi: et sub pennis ejus sperabis.
Scuto circumdabit te veritas ejus: non
timebis a timore nocturno.
A sagitta volante per diem, a negotio
perambulante in tenebris: a ruina et
daemonia meridiano.
Cadent a latere tuo mille, et decem millia a dextris tuis:
tibi autem non appropinquabit.
Quoniam angelis suis mandavit de te:
ut custodiant te in omnibus viis tuis.
In manibus portabunt te: ne unquam
offendas ad lapidem pedem tuum.
Super aspidem et basiliscum
ambulabis: et conculcabis leonem et
draconem.
Quoniam in me speravit,
liberabo: protegam eum, quoniam
cognovit nomen meum.
Invocabit me, et ego exaudiam eum: cum ipso
sum in tribulatione.
Eripiam eum et glorificabo: longitudine dierum
adimplebo eum, et ostendam illi
salutare meum.

Dopo il Pellegrinaggio romano niente sarà come prima !

Abbiamo dimostrato di essere uniti attorno alla Cattedra di Pietro seguendo il Magistero immutabile della Chiesa !
Abbiamo dimostrato, attraverso la nostra unità fraterna, di poter cambiare anche alcuni clichè stereotipati della liturgia tradizionale e conseguentemente dell'immagine dei cattolici legati alle espressioni di preghiera dei nostri padri.
Il  canto dei pellegrini, forte e motivato, ha riempito, quando è stato possibile farlo, l’interno della Basilica di San Pietro !
La preghiera, che si è fatta canto, è stata la traduzione fedele della nostra  fede e del nostro amore verso l’Ideale liturgico della Chiesa di sempre !
A questa ondata incontenibile di migliaia di voci è stato simpaticamente contrapposto un gruppetto di bravi cantori microfonati quasi un' inutile e traballante diga incapace di  contenere il canto dei fedeli che qualcuno , in modo  "intellettualistico", aveva giudicato "inappropriato" per una Basilica romana ...
Alla fine si è ricorso alla "soluzione di compromesso all'italiana" : alcune insignificanti strofette polifoniche, a voci pari e ... tanti ... assoli come in una messa nuziale !
Avremo modo di riflettere con calma su questo incredibile scivolone per premunirci affinchè, in un prossimo futuro in occasione di un ventilato nuovo Pellegrinaggio durante l' Anno della Fede, questo non avvenga più  !
Le “messe” in stile polifonico o con l'accompagnamento d’Organo sono auspicabili in circostanze specifiche ma non nei pellegrinaggi ( come alcuni raduni internazionali promossi dall’Associazione Internazionale Una Voce, a cui ho avuto modo di partecipare, hanno sempre insegnato).

Tuttavia “…è giusto per ora lasciare spazio alle emozioni vissute da chi ha partecipato al Pellegrinaggio, lasciato passare un pò di tempo, verrà comunque l`ora del bilancio, non fosse che per rispetto verso chi è andato a Roma".

Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!
Ipsi soli imperium,
laus et iubilatio
per saecula saeculorum.
Amen.
Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!
Tempora bona veniant! Pax Christi veniat!
Redemptis sanguine Christi.
Feliciter! Feliciter! Feliciter!
Regnum Christi veniat!
Deo Gratias!
Amen.

Andrea Carradori, con animo lieto e riconoscente.


Per l'utilizzo delle foto ringrazio l'amica Gloria Cristina Molinari.

martedì 30 ottobre 2012

TOLENTINO.CELEBRAZIONI PER LA FESTA DI TUTTI I SANTI E COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI





































1) Tolentino, Chiesa del Sacro Cuore ( vulgo dei sacconi) GIOVEDI’ 1 NOVEMBRE ORE 17,00 : Santa Messa cantata celebrata dal Rev.do Don Andrea Leonesi, Parroco. 
Fin dal pomeriggio precedente saranno esposte solennemente le Reliquie dei Santi .
2) Tolentino, Chiesa del Sacro Cuore ( vulgo dei sacconi) VENERDI’ 2 NOVEMBRE ORE 17,00 : Santa Messa di Requiem, ASSOLUZIONE AL TUMULO, canto del Libera me Domine de morte aeterna 
Officia il  Rev.do Don Andrea Leonesi, Parroco. 

3) Sabato 3 novembre PELLEGRINAGGIO A ROMA : pulman per i fedeli marchigiani con partenza :
a) da Campocavallo di Osimo, davanti al Santuario, ore 7,00
b) uscita autostrada Civitanova Marche, ore 7,20

4) Belforte del Chienti,MC, chiesa di Sant’Eustachio nel paese alto ( con il celebre polittico del Boccati DOMENICA 4 NOVEMBRE ORE 16,30
L’Accademia dei Galanti di Bologna offrirà il Concerto pro octavarium defunctorum con musiche di T.F.de Victoria e A.Lotti.
Interventi organistici di Andrea Moncada Paternò.
Organizzazione Pro Loco di Belforte del Chienti e Comunità Montana Monti Azzurri : un significativo evento musicale da non perdere !
In unione di preghiera !
Andrea Carradori

Foto : 7 settembre 2012 , venerazione della restaurata antica statua della Madonna Addolorata
Nella Chiesa dei “sacconi” di Tolentino.

giovedì 25 ottobre 2012

PELLEGRINAGGIO DI SABATO 3 NOVEMBRE "UNA CUM PAPA NOSTRO" : INIZIAMO IL VIAGGIO-PELLEGRINAGGIO CON L'OREMUS PRO PONTIFICE NOSTRO BENEDICTO. AL RITORNO DALLA CITTA' ETERNA LE CORREZIONI FRATERNE AGLI ORGANIZZATORI : “IL VOSTRO PARLARE SIA SÌ, SÌ; NO, NO; IL DI PIÙ VIENE DAL MALIGNO” ( Matteo, 5,37)


Con gioiosa riconoscenza al Signore per cose buone che ci dona mediante il Magistero della Santa Chiesa Cattolica, ci aggingiamo a compiere l'atteso Pellegrinaggio Una Cum Papa nostro che avrà culmine nella Basilica Papale di San Pietro con la Santa Messa Pontificale delle ore 15 celebrata dal Prefetto della Congregazione per il Culto Divino Cardinale Antonio Cañizares Llovera.
Il programma del Pellegrinaggio è stato abbondamente riportato su questo blog e su messainlatino.
Ci è stato richiesto di  rimandare al viaggio di ritorno dall'Urbe tutte le osservazioni che debbono essere fatte al riguardo. 
Siamo d'accordo ma ... come anticipato su MiL notiamo che "... in diversi " gruppi stabili " è maturata la decisione di apportare nei primi giorni del prossimo mese la cancellazione in toto degli “acquosi , inutili e dannosi patti” (necessaria e severa verifica corredata da ampia documentazione)..."
Ci piace  evidenziare subito che due figure si sono positivamente distinte  nell'organizzazione dell'evento spirituale risplendendo per   evangelica chiarezza ( si, si, no, no ) : il Dott. Riccardo Turrini Vita, Presidente emerito di Una Voce-Italia e il Dott. Guillaume Ferluc Segretario Generale del Pellegrinaggio.
Ad essi va la nostra sincera  riconoscenza per il difficile lavoro fatto in Italia e all'estero sopportando e risolvendo  oggettive difficoltà.
Partiamo dunque con letizia e serenità portando idealmente con noi anche coloro che non possono venire ma che ci sono spiritualmente vicini nella preghiera.
Che il Cristo Gesù ci aiuti tutti a seguire la chiarezza del Suo Vangelo senza confidare nelle nostre inutili , dannose, piccole tattiche umane : " poiché tu o Signore dai successo a tutte le nostre imprese".
Andrea Carradori



lunedì 1 ottobre 2012

FSSPX E SANTA SEDE : INDIETRO TUTTA ! “BISOGNA ADESSO SPINGERE L’ECCLESIA DEI A METTERE TUTTE LE SUE ENERGIE NELLA DIFESA DEI FEDELI SUMMORUM PONTIFICUM E NELLA SALVAGUARDIA E NELLO SVILUPPO DELLA FORMA STRAORDINARIA A CORTO, MEDIO E LUNGO TERMINE! SPERIAMO, ORA CHE LA “DIVERSIONE FSSPX” È STATA RIDIMENSIONATA, CHE DETTA COMMISSIONE SIA PIÙ CONCENTRATA SU QUESTA SUA REALE FUNZIONE ECCLESIALE “. ( "SIMON DE CYRÈNE" )



Forse non abbiamo pregato abbastanza.
Forse non abbiamo offerto sufficienti mortificazioni personali al Sacro Cuore di Gesù perché l’agognata positiva risoluzione della Fraternità San Pio X e la Santa Sede Apostolica potesse giungere a buon porto.
Siamo alla vigilia di un organizzato attacco mediatico contro la Santa Sede e il Papa Benedetto XVI da parte di qualche sostenitore della Fraternità Sacerdotale San Pio X.
Peccato che costoro fanno più del male al citato gruppo ecclesiale che vorrebbero, in buona fede, sostenere ...


A farne le spese, in Italia, sarà anche il Pellegrinaggio Internazionale Una Cum Papa Nostro del 3 novembre che risentierà negativamente dei ritetuti e incredibili attacchi di gestori di siti che si pensava fossero di area tradizionale.
Sta di fatto che abbiamo letto questo raggelante articolo di Andrea Tornielli :

“ Lo scorso 30 giugno Benedetto XVI ha inviato una lettera (scritta in francese) al superiore generale della Fraternitrà San Pio X, il vescovo Bernard Fellay. Questoè l’articolo che ho scritto su Vatican Insider. A rivelare l’esistenza della missiva – una corrispondenza che doveva rimanere privata – è stato un altro vescovo lefebvriano, Bernard Tissier de Mallerais, nel corso di una conferenza tenuta il 16 settembre in Francia.
Dopo l’incontro del 12 giugno tra Fellay e il cardinale William Levada, nel palazzo del Sant’Uffizio, quando al superiore della San Pio X è stata consegnata l’ultima versione del preambolo dottrinale accompagnata da una proposta di soluzione canonica (una prelatura personale), il capo dei lefebvriani ha deciso di scrivere direttamente al Papa.
E gli ha chiesto un incontro, per spiegare le difficoltà ancora esistenti rispetto al testo del preambolo.
Benedetto XVI, che era stato dettagliatamente informato sui colloqui dottrinali durati due anni, come pure sulle diverse stesure del preambolo dottrinale e delle discussioni avvenute all’interno della Congregazione per la dottrina della fede, ha preferito rispondere per iscritto, con la lettera del 30 giugno, nella quale non si fa menzione alla richiesta di un incontro espressa da Fellay.
Ratzinger si è limitato a esortare i lefebvriani a sottoscrivere il preambolo, spiegando, come ha rivelato Tissier de Mallerais, che “ per essere reintegrati nella Chiesa occorre veramente accettare il concilio Vaticano II e il magistero post-conciliare”.
Le parole usate da Tissier de Mallerais, contrarie all’accordo e molto dure verso il Concilio come pure verso la messa secondo il rito scaturito dalla riforma liturgica post-conciliare, descrivono ancora una volta la spaccatura che esiste all’interno della Fraternità.  
In ogni caso, non è affatto detto che la partita sia definitivamente chiusa.
I nuovi vertici della Congregazione per la dottrina della fede e della pontificia commissione Ecclesia Dei si sono appena insediati: bisognerà vedere come cercheranno di portare a compimento il processo che è iniziato.
 Di certo, il cammino appare in salita”.
Non voglio addentrarmi, non avendone le capacità intellettive, su delicate questioni politico – religiose ( il presunto DICTAT della Comunità Ebraica Internazionale – preoccupata della salvaguardia della propria immagine in vista di un imminente attacco all’IRAN- che, non è mistero, non vuole assolutamente all’interno della Chiesa Cattolica Romana la “vivace” comunità lefebvriana) oppure di veri e propri ricatti intervenuti dai vertici delle Conferenze Episcopali soprattutto nord europee… 

Intendiamoci bene. 


Quante volte ci siamo chiesti con quale  faccia la Santa Sede si incaponisce di  far firmare un preambolo dottrinale alla FSSPX mentre lascia tranquilli e paceti delle bestie, apertamente eretiche,  austriche,francesi olandesi etc etc.

I lefebvriani saranno vivaci e a volte eccessivi ma Roma pare essere strabica.

Tutto questo non giova alla Chiesa : non si può ignorare quanto l'Ecclesia Dei est adflicta, soprattutto nel Nord Europa, e la disciplina canonica non può colpire solo la parte più fedele alla Dottrina cattolica ignorando quella progressista che di fatto sta distruggendo , con grave rischio per la salute delle anime, ogni forma di cattolicità ! 
Sarebbe ridicolo parlare della Chiesa come se vivesse un periodo di pieno ordine quando ci sono interi episcopati in stato di scisma e da Cattedre gloriose vengono propagate dottrine almeno materialmente eretiche.
Desidero , però, mantenere la questione sulle basi esclusivamente religiose e disciplinari.
Si è Cattolici solo nell’obbedienza piena a totale con Pietro e il Collegio Episcopale.

E' la difficile, sofferta ma  doverosa  obbedienza al Magistero , anche quando dimostra segni di evidente strabismo.
Un onesto intellettuale cattolico, noto sui blog con lo pseudonimo di Simon de Cyrène, ha prontamente scritto : 
Chiaro il richiamo di Pietro nel Suo divino ed evangelico mandato di riconfermare i Suoi fratelli nella fede: chiaro anche il rifiuto ormai ufficiale di far parte della Chiesa cattolica da parte della FSSPX.
Personalmente, anche se mi dispiace per le anime concrete coinvolte in questo peccato contro lo Spirito che seguono ciecamente la chiesa lefebvriana, non posso che pensare che ciò sia un’ottima cosa per la Tradizione nella Chiesa: ormai il buon grano, il “popolo Summorum Pontificum” è chiaramente separato dal loglio tradiprotestante.
Bisogna adesso spingere l’Ecclesia Dei a mettere tutte le sue energie nella difesa dei fedeli Summorum Pontificum e nella salvaguardia e nello sviluppo della forma straordinaria a corto, medio e lungo termine! Speriamo, ora che la “diversione FSSPX” è stata ridimensionata, che detta commissione sia più concentrata su questa sua reale funzione ecclesiale.
Quanto alle relazioni colla chiesa scismatica lefebvriana esse dovrebbero ormai spostarsi dalla CDF al dicastero dell’ottimo Card. Koch e così lasciar libera la commissione ED da perdite di tempo che non fanno altro che fermare il progresso e la buona ricezione della Tradizione nel corpo ecclesiale, specialmente presso certi nossignori vescovi.

In effetti, il fatto che questi nostri fratelli abbiano deciso di volontariamente continuare a voltare le spalle alla Santa Chiesa come lo han fatto sempre più decisamente fin dal 1975 è oggettivamente una tragedia umana e spirituale e dobbiamo assolutamente pregare affinchè ognuno di loro possa ravvedersi, al più tardi almeno in punto di morte.
Quanto all’istituzione FSSPX, in quanto persona morale, essa è chiaramente diventata una struttura di peccato dove si coltivano la mormorazione, la disobbedienza sistematica al Magistero, le tesi eretiche sullo Stesso, le calunnie, le dicerie contro il Papa, i cardinali, i vescovi, i sacerdoti e chiunque sia un fedele genuino della Chiesa cattolica.
A questa struttura non va da essere concessa nessuna pietà in quanto solo un suo smantellamento radicale potrebbe giovare alle anime che ne dipendono, sacerdoti e seminaristi in primis, ed in questo mi associo ad alcune antiche affermazioni dell’allora Vescovo di Regensburg, S.E. Mons Mueller.
Massima carità per le persone, fermezza medicinale inverso la struttura".

Queste, dure,  parole di Simon duettano, in perfetta consonanza melodica ed armonica, con quelle, talvolta assai più spietate, di un mio amico Sacerdote ( ordinato in piena comunione “una cum” ma formatosi in una struttura seminariale della FSSPX.
Quando, in scriptis, io ho più volte manifestato le mie intenzioni di preghiera affinchè la Fraternità potesse ritornare sotto l’obbedienza canonica del Magistero il mio amico sacerdote mi ha rimproverato perché , a suo dire, non conoscendo io la realtà dei fatti avrei dovuto pregare per il suo “smantellamento radicale” .
Si porta ad esempio il cattivo esempio, dal forte sapore ereticale, frnito da alcuni formatori dei seminari che , in occasione delle visite dei seminaristi in alcuni Santuari, permettevano di fare la genuflessione davanti al Tabernacolo “sub condicione”  dopo essersi accertati dell’ortodossia di fede del Parroco-Rettore.
Forse ha ragione il mio amico Sacerdote : non avendo vissuto al di dentro della struttura della FSSPX non sono neppure in grado di apprezzarne quanto di bello riluce esternamente ma il mio cuore sta, almeno in parte, con quel che ho sempre visto della Fraternità : assoluta dedizione al Sacerdozio Cattolico e alla Santa Tradizione !
In attesa di capirci qualcosa di più preferisco continuare a pregare per la piena conversione di tanti bravi Sacerdoti di Cristo di cui il Vicario di N.S. e Successore del Principe degli Apostoli ha limpidamente scritto :
Se dunque l’impegno faticoso per la fede, per la speranza e per l’amore nel mondo costituisce in questo momento (e, in forme diverse, sempre) la vera priorità per la Chiesa, allora ne fanno parte anche le riconciliazioni piccole e medie.
Che il sommesso gesto di una mano tesa abbia dato origine ad un grande chiasso, trasformandosi proprio così nel contrario di una riconciliazione, è un fatto di cui dobbiamo prendere atto.
Ma ora domando: Era ed è veramente sbagliato andare anche in questo caso incontro al fratello che "ha qualche cosa contro di te" (cfr Mt 5, 23s) e cercare la riconciliazione?
Non deve forse anche la società civile tentare di prevenire le radicalizzazioni e di reintegrare i loro eventuali aderenti – per quanto possibile – nelle grandi forze che plasmano la vita sociale, per evitarne la segregazione con tutte le sue conseguenze? Può essere totalmente errato l’impegnarsi per lo scioglimento di irrigidimenti e di restringimenti, così da far spazio a ciò che vi è di positivo e di ricuperabile per l’insieme?
Io stesso ho visto, negli anni dopo il 1988, come mediante il ritorno di comunità prima separate da Roma sia cambiato il loro clima interno; come il ritorno nella grande ed ampia Chiesa comune abbia fatto superare posizioni unilaterali e sciolto irrigidimenti così che poi ne sono emerse forze positive per l’insieme.
Può lasciarci totalmente indifferenti una comunità nella quale si trovano 491 sacerdoti, 215 seminaristi, 6 seminari, 88 scuole, 2 Istituti universitari, 117 frati, 164 suore e migliaia di fedeli?
Dobbiamo davvero tranquillamente lasciarli andare alla deriva lontani dalla Chiesa? Penso ad esempio ai 491 sacerdoti.
Non possiamo conoscere l’intreccio delle loro motivazioni. Penso tuttavia che non si sarebbero decisi per il sacerdozio se, accanto a diversi elementi distorti e malati, non ci fosse stato l’amore per Cristo e la volontà di annunciare Lui e con Lui il Dio vivente.
Possiamo noi semplicemente escluderli, come rappresentanti di un gruppo marginale radicale, dalla ricerca della riconciliazione e dell’unità? Che ne sarà poi?
Andrea Carradori