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domenica 28 ottobre 2018

A.A.A. cercasi l'entusiamo cattolico che solo la Santa Liturgia può suscitare #sumpont2018

Il VII Pellegrinaggio Internazionale Populus Summorum Pontificum 2018. 

Alcune riflessioni per ringraziare Dio del dono del Pellegrinaggio



Venerdì 16 e sabato 28 ottobre ci siamo recati a Roma, come nostro dovere spirituale,  per partecipare al VII Pellegrinaggio Summorum Pontificum portando, come riconoscenza al Signore Iddio, un anno in più sulle nostre spalle.
Nel tardo pomeriggio di ieri è stato diffuso dalla Sala Stampa Vaticana il documento finale del Sinodo dei giovani

Stando nel cuore della Cattolicità ci hanno colpito ancor di più queste parole del Papa: (la Chiesa) «è una Madre santa con figli peccatori, e a causa dei nostri peccati il Grande Accusatore approfitta e gira cercando di accusare e in questo momento accusa forte, e diventa persecuzione: come i cristiani in oriente. L’accusa continua è fatta per sporcare la Chiesa. I figli sono sporchi, ma la Madre no. E’ ora di difendere la Madre con preghiera e la penitenza. E’ un momento difficile, l’Accusatore attacca la Madre e la Madre non si tocca!»
Difatti il nostro devoto Pellegrinaggio Summorum Pontificum è stato espressione di preghiera e di penitenza (come ha chiesto il Papa nel citato documento sinodale). Pur non essendo adoratori dei numeri abbiamo subito notato qualche differenza numerica rispetto agli altri anni: molti i Sacerdoti che hanno partecipato nella giornata di sabato

venerdì 30 giugno 2017

Charlie Gard. Il Papa: "Difendere la vita umana, soprattutto quando è ferita dalla malattia, è un impegno d'amore che Dio affida ad ogni uomo"

"Sembra inverosimile la storia del piccolo Charlie, il bambino britannico affetto da una rarissima malattia che i medici e i giudici del regno vogliono morto contro la volontà dei genitori. 
Il papà e la mamma vorrebbero portare il figlio in Stati Uniti per tentare il tutto per tutto tramite una cura sperimentale.
Niente da fare, la vita di Charlie non dipende dai suoi genitori

martedì 21 aprile 2015

Vescovi dimissionati e crocifissi dall'opinione pubblica:rigore per tutti !

Abbiamo appreso oggi della rinuncia del Vescovo di Kansas City-Saint Joseph (U.S.A.)

Non conosciamo  la Diocesi di Kansas City-Saint Joseph ne' tanto meno il Presule dimissionato.
Abbiamo solo attinto da Internet alcune notizie della scabrosa vicenda che è stata origine delle dimissioni del Vescovo statunitense. 
Eccone una qualsiasi, scelta a caso : "( Papa ) Francesco ha accettato oggi le dimissioni di mons. Robert W. Finn dal governo pastorale della diocesi di Kansas City-Saint Joseph. 
Si tratta del primo presule americano ad essere stato condannato per il reato di omessa segnalazione alle autorità di un sacerdote sospettato di aver commesso abusi sessuali su minori.
... 
La rimozione da parte del Papa è arrivata dopo l’apertura di un’inchiesta anche da parte del Vaticano".


Stop.
Ci sono i "muri portanti" sui quali poggiano le Istituzioni, d' origine divina ed anche quelle umane.
Ci sono dei segnali di "stop" davanti ai quali dobbiamo doverosamente fermarci.
Questi "muri portanti", questi segnali di "stop" nel mondo laico come in quello ecclesiastico si chiamano Magistratura e Giustizia.

Bisogna sempre riporre piena fiducia nel sistema giudiziario civile ed ecclesiastico.
Questo abbiamo sempre "rimproverato" ad un già florido Ordine Religioso, improvvisamente "commissariato" senza che sia stato comunicato pubblicamente alcun capo d'accusa : perchè quei religiosi non hanno fatto ricorso alla Giustizia vaticana ? 
Attraverso quella gravissima omissione essi hanno praticamente fatto capire che non si fidano delle strutture investigative e giudicanti della Sede Apostolica.
Questo non è possibile per un cattolico !
Questo non è possibile per qualsiasi gruppo cattolico !

 
Ribadendo, clamans voce,  la nostra piena fiducia nelle Istituzioni soprattutto quelle giudiziarie Vaticane dobbiamo anche leggere che:  " Si lamenta a Mons. Finn il fatto che egli abbia fatto passare un anno prima di prendere in considerazione una segnalazione che gli era pervenuta. E per quest'anno di ritardo si scusò pubblicamente. Un anno!!! Quando ci sono vescovi che hanno taciuto e coperto per decenni e stanno al loro posto! 
Tra l'altro,il Vescovo poi avviò un'indagine indipendente ad ampio raggio sulla sua diocesi, assumendo i provvedimenti del caso".


"Mons. Finn, certo, può avere sbagliato. 
Ma nell'ambito della Chiesa non si può guardare a ciò che stabilisce la giustizia secolare specie se questa non è ispirata alla verità, ma è mossa dall'opinione pubblica.
Così invece è avvenuto a Mons. Finn: la sua "condanna" per "silenzio" è avvenuta da parte della giustizia americana. 
Per questo ne era stata invocata la rimozione nel novembre 2014 recependo le conclusioni della giustizia americana, e che mons. Finn giustamente ha contestato.
Se nella Stato possono avvenire certe cose, nella Chiesa - che è retta da criteri diversi - queste non sono ammissibili".

Non vogliamo neppure sfiorare la schifosissima questione del reato di cui s'è macchiato un Consacrato, ne' del colpevole ritardo della pubblica denuncia di  un anno da parte dell'Ordinario Diocesano e siamo sicuri che prima o poi la Verità farà piena luce su questa tetra e puzzolente vicenda così come su altre analoghe.
I raggi della Verità cadranno però su tutto e su tutti saggiando e purificando tutti e tutti come oro nel crogiuolo.


"Quando si vede applicare la legge della misericordina per gli amici ed il rigore - spinto peraltro dalla campagna massmediatica - per tutti coloro che dimostrano ( per fortuna ) di NON seguire l'attuale linea popolar-populista-progressista non si può tacere! 
Chi tace acconsente! Se gli iniqui prevalgono non è perché questi sono più forti, ma perché chi dovrebbe parlare, preferisce tacere"

Concordiamo : rigore per tutti ma proprio per tutti !
Il minimo, sarebbe invocare almeno che non si facciano due pesi - due misure  :  severità per tutti ma proprio per tutti !!!




mercoledì 10 luglio 2013

A San Michele Arcangelo gli chiediamo che ci difenda dal Maligno e che lo getti fuori ( Papa Francesco)

«Nel consacrare lo Stato Città del Vaticano a San Michele Arcangelo, gli chiediamo che ci difenda dal Maligno e che lo getti fuori». Papa Francesco 5 luglio 2013.
Come non pensare alla famosa omelia in cui esplicitamente il Servo di Dio Papa Paolo VI parlò che « da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio » ?
Con il Santo Battesimo la Chiesa ci ha chiesto di rinunciare a Satana (Abrenúntias sátanæ? ) e a tutte le sue opere e vanità (Et ómnibus opéribus ejus? Et ómnibus pompis ejus? ).
Subito dopo l’atto di rinuncia al peccato c’è l’unzione con l’Olio dei Catecumeni e il Sacerdote, rivestita la stola bianca, ci chiede l'adesione nella fede della Chiesa Cattolica :
Credis in Deum Patrem omnipoténtem, Creatórem cæli et terræ? Credis in Jesum Christum, Fílium ejus únicum, Dóminum nostrum, natum, et passum? Credis et in Spíritum Sanctum, sanctam Ecclésiam cathólicam, Sanctórum communiónem, remissiónem peccatórum, carnis resurrectiónem, et vitam ætérnam?
Diversi Amici, i cui suggerimenti teniamo sempre nel cuore e della mente, ci hanno biasimato perché nel precedente post abbiamo criticato la foggia  di alcuni "arredi" liturgici presenti  nell’ormai “famosa” Messa che il Santo Padre Francesco ha celebrato nell’Isola di Lampedusa.
Ecco il testo sotto accusa : “Con le parole di Papa Francesco cerchiamo - di resistere alle pressioni del mondo o si rende «ridicolo» - esattamente come è stato fatto oggi introducendo nella Liturgia Papale alcuni elementi che fanno parte della vuota demagogia del mondo”.
Confermiamo quanto abbiamo scritto a sola lode di Dio, senza ruffianerie o ridicole pseudo giustificazioni, che aggravano ancor più la risibilità di alcune scelte più demagogiche-propagandische che liturgiche. 

“Guai a voi quando tutti gli uomini diranno bene di voi, perché in tal modo agivano i vostri padri verso i falsi profeti” (Lc. 6, 26).
 
Alleghiamo la Professione di Fede nella Chiesa Cattolica composta e messa in rete da un giovane , che ringraziamo scusandoci per un piccolo taglio… dovuto a motivi di spazio .
A.C.


« Ci insegnarono che la Chiesa è Una, Santa, Cattolica e di origini ApostolicheCi elargirono con rigore pratico che il reggitore di questa divina ecclesia terrestre, è il Papa. Su questa enorme quanto eloquente immagine visibile, ci imposero massima e devota obbedienza, poichè le tante assise cattoliche adunate, le tante filosofiche e teologiche ricerche, ci plasmarono l'intelletto che Lui è il re dei re, il principe degli apostoli, Vicario di Cristo e reggitore dell'orbe terrestre. Ci insegnarono che la Santa Messa è l'incruento sacrificio della vittima redentrice, e quasi ci imposero il timore, la devozione verso la sacralità del rito. Sì, ci insegnarono che Dio è bellezza, e che lo sfarzo del bello, doveva essere dedicata a Lui, separarono l'Altare di Dio, rendendolo inaccessibile, non per tenerci lontani, ma perchè ci fecero capire che il sacro, aveva un altro linguaggio, opposto al mondo e che la separazione nella sacralità, evidendenziava l'avvicinamento del cuore e dello spirito e non perchè "il popolo" era escluso dalla vita liturgica della Chiesa. Ci insegnarono il catechismo e ci rivelarono che la verità della cristiana religione sussisteva nella Chiesa Cattolica e fuori da essa salvezza non esisteva, ma eterna dannazione sussisteva. Ci fecero pure intimorire i Papi della storia, poichè fortemente a loro volta, credenti come noi ci dissero che l'evangelo doveva essere trasmesso, poichè la divina religione non è statica, ma dinamica, affichè tutte le genti conoscessero la verità. Ci imposero, la conversione dei diversi, facendoci comprendere che abbracciavano religioni false e opprimenti, suggerendoci che la verità, rendeva liberi e apriva gli orizzonti spirituali alla salvezza. La Chiesa, per mezzo del suo terreno ma prescelto successore di Lui, condannò come male pure l'ecumenismo dialogo, giustificandone pure le ragioni. Ci resero cattolici in tutto :  amanti del Sacro e della Tradizione, devoti del Papa e sottomessi al Vescovo. … 
Come potete ora pretendere che il Cattolico, possa conformarsi a Voi, nell'incresciosa babele di una chiesa che loda i non cristiani e butta fuori i cristiani, accusandoli, poichè devoti al papa, al sacro , al sacrificio e alla bellezza del sacro? Siete stati Voi, mediante l'esperienza plurisecolare a renderci cosi come siamo, "d'inciampo" oserei dire, e cosi rimarremo.  
Voi stessi con tristezza da parte nostra, ci considerate una "razza retrograta" perchè crediamo in ciò che per secoli ci avete trasmesso e che coincide con la fede dei padri. Si, lo dico con triste rammarico, rimarremo d'inciampo anche per Voi, si per Voi, che ci delutete ogni giorno con le vostre bruttezze e sociologie laiche, con le vostre aperture al mondo, "voltando le spalle" agli Altari, e alla Chiesa militante, disprezzata e umiliata non dal nemico, ma dai voi stessi, che pur siete stati da Lei nutriti e allattati, rammentantovi, che avete dimenticato la ragione stessa della vostra esistenza. Siete stati voi a renderci così mediante il “deposito della fede” e così rimarremo »

martedì 4 giugno 2013

Benedetto XVI : continua la persecuzione contro di Lui !


Gli aguzzini di Benedetto XVI, intra ed extra Ecclesia, non mostrano di possedere un minimo senso di pudore rispettando, almeno ora, la Sua santità, la Sua infinita bontà, la Sua riservatezza e la Sua vecchiaia !
Ricordiamo tutti che dopo elezione al Soglio di Pietro è stato imposto al nuovo Papa uno stemma senza la tiara.... e Benedetto, di nome e di fatto , davanti al “dono” se l’è tenuto.... limitandosi a piazzare il suo stemma con la tiara solo in alcuni apparati ed elementi liturgici come stole, tronetto per le Liturgie, piviali ed una volta solo anche sul famoso tappeto rosso per gli Angelus domenicali ( 10 ottobre 2010 v. la storica foto allegata e il link QUI dell'articolo che Avvenire commissionò di domenica all' ansimante Gianni Cardinale per smentire con urgenza assoluta - vista la gravità del caso - che il Papa aveva rimesso la Tiara sul Suo stemma ufficiale ...  )... 
Leggendo l’articolo di Marco Bertoncini pare che sia stata presentata a Benedetto XVI la richiesta di modificare il Suo stemma.... di rinunciare alla Sua storia ecclesiale !
Ha fatto bene Benedetto a rispondergli "NO GRAZIE"..... ma avrebbe fatto meglio se a dire quel NO lo avesse detto quando gli era stato presentato il nuovo stemma privato del simbolo dell'autorità PONTIFICALE... 
Fa ribollire il sangue leggere questi squallidi tentativi... Povero Benedetto XVI ! 
Neanche in clausura lo lasciano in pace! 
Fosse per loro ne cancellerebbero anche il ricordo. 
Proprio questo genere di gravi, ripetuti tentativi contro Benedetto XVI confermano lo spessore di un Papa tra i più grandi di sempre !!!
A disdoro di coloro che compiono certe azioni. 

Cambiando i simboli vogliono distruggere ciò che essi significano !

 ( elaborazione da Facebook )

RATZINGER VUOLE TENERE LO STEMMA

Ha rinunciato spontaneamente al pontificato ma ora ne vuol ugualmente mantenere i simboli

È andata a vuoto la missione del cardinal Montezemolo

* di Marco Bertoncini *

«Santo Padre, dopo aver rinunciato al pontificato non pensa di cambiare lo stemma?» «Grazie, non intendo modificarlo». Questa è la sintesi del tentativo operato dal cardinale Andrea Carlo di Montezemolo presso Benedetto XVI perché mutasse lo stemma usato dal 2005 al 2013, adottandone uno nuovo rapportato alla situazione (inattesa e con precedenti limitati e indietro nei secoli) del pontefice emerito. È lo stesso presule, esperto di araldica ecclesiastica, a darne notizia sul fascicolo n. 113 della rivista Nobiltà, nell'articolo «Un nuovo stemma per un papa emerito?».

Il cardinale Montezemolo aveva apprestato lo stemma per papa Benedetto subito dopo la sua elezione. Di quello, asserisce, il pontefice emerito dovrebbe abbandonare i simboli «che gli competevano solo per l'ufficio, o per la dignità, che ora ha abbandonato». Quindi, via le grandi chiave decussate, simbolo della giurisdizione petrina ora non più esercitata. Al più, esse potrebbero figurare all'interno dello stemma nuovo, al capo (cioè nella sommità). In sé, potrebbe invece restare la mitria, introdotta proprio da Benedetto XVI in luogo della tiara, simbolo abituale dei papi nel corso dei secoli. La mitria, infatti, simboleggia l'ordine episcopale: oggi Ratzinger rimane vescovo; anzi, per alcuni avrebbe dovuto assumere il titolo di «vescovo emerito di Roma» e non quello di «pontefice emerito». Secondo mons. Montezemolo, però, si ridurrebbe a «un semplice logo», all'evidenza insufficiente per chi sia stato a capo della Chiesa. Via, quindi, pure la mitria.

Potrebbe non essere tolto il pallio, voluto dallo stesso papa Benedetto nello stemma papale, insieme con l'abbandono della tiara. Il cardinale Montezemolo ritiene che il «già Sommo Pontefice» (tale il nome che il presule ritiene sarebbe più appropriato per Benedetto XVI) potrebbe riprendere nel proprio stemma il motto che usava quand'era arcivescovo di Monaco, ossia «Cooperatores Veritatis». Quanto al copricapo da inserire, egli punta sul galero, tradizionale per i cardinali, con quindici fiocchi: galero e fiocchi, però, li propone insolitamente bianchi, per distinguerli dai diversi colori in uso per altri prelati.

Alla fine, il lavoro dell'esperto araldista ha prodotto uno stemma che ricorda l'ufficio già ricoperto da Ratzinger soltanto nelle chiavi decussate, messe nel capo. 
Nel resto, lo stemma è adattato al nuovo status. 
Non si sa quali stemmi, dopo la rinuncia, avessero usato Celestino V e Gregorio XII ( anche se la situazione di Gregorio XII, Angelo Correr , era totalmente diversa a causa dello Scisma d'Occidente e il perdurare di più antipapi N.d.R.)
Probabilmente proprio per la mancanza di precedenti il pontefice emerito ha preferito, come riconosce lo stesso Montezemolo, esprimere «vivo gradimento e sentita gratitudine per l'interessante studio fattogli pervenire», ma ha «fatto sapere che preferisce non adottare un emblema araldico espressivo della nuova situazione venutasi a creare con la rinuncia al Ministero Petrino».
Ci saranno, dietro il rifiuto del papa emerito, considerazioni storiche, teologiche, canonistiche, ma forse anche umane: il nuovo stemma lo farebbe apparire troppo distante dalla condizione precedente, conducendolo allo stato o di una sorta di cardinale aggregato o di un semplice vescovo emerito, non già di pontefice sia pure rinunciatario.


giovedì 16 maggio 2013

Papa Francesco, le “sovrastrutture” e il flash mob dei ragazzi russi


Ieri sull’ottimo Cantuale Antonianum ho letto un articolo dedicato al “ grande pianista e compositore russo Sergei Rachmaninoff nacque nel 1873 e morì nel 1943. Il 2013 segna perciò il 140° della sua nascita e il 70° della morte”.
Il post si concludeva con un video improvvisato : “Lo scorso aprile i ragazzi del Coro Accademico dell'Università di Petrozavodsk, in gita scolastica a Barcellona, stavano visitando il Museo Nazionale d'Arte di Catalogna (da consigliare, tra l'altro, per l'incredibile collezione di affreschi staccati da chiese romaniche). Arrivati nella grande sala con la cupola (quella dove ci si può riposare su comodissimi divani mentre si guarda in alto agli affreschi...), gli attenti studenti russi si sono accorti della splendida acustica e hanno improvvisato un flash mob con l'Ave Maria di Rachmaninoff”.
Prima ancora di addentrarmi in commosse e plaudenti considerazioni educativo- musicali sull’esecuzione mi è venuta in mente una frase che il Beato Giovanni Paolo II ha rivolto nel 1980 ( c'era ancora la dittatura comunista ) ai membri del Sinodo dei Vescovi Ucraini : « fedeltà alla propria fede, all' attaccamento al proprio rito, alle antiche tradizioni, in una parola alla propria identità spirituale ».
Tra i tanti irrinunciabili motivi che abbiamo di mantenerci fedeli alla Tradizione della Chiesa è che in essa noi troviamo e viviamo appieno la nostra identità religiosa e culturale.
Troppi sono stati gli attacchi alla nostra identità spirituale da parte del mondo secolarizzato, che ha il dio-danaro come unico padrone, e all'interno della Chiesa post-conciliare  dagli irresponsabili “novatori”  camuffati da “liturgisti”.
La disgregazione dell’identità tradizionale dei cattolici, e fra cui l’enorme patrimonio culturale e artistico , non può essere valutata neppure per le istituzioni civili e laiche come “ mors tua , vita mea”!
Quanti sono stati gli appelli, inascoltati, alla gerarchia all’unisono da parte dei credenti e degli onesti operatori culturali e sociali di non voler recidere la nostra spiritualità, la cultura e l’arte proscrivendo quella Liturgia che di esse è sorgente ed alimento !
La pesante responsabilità della gerarchia cattolica, che ha obiettivamente mancato di carità nei confronti dei fedeli che si rifiutavano di buttare , come fosse un inutile fardello, ogni residuo della Tradizione nel nome dell’« aggiornamento e della pastoralità » ha provocato anche l’impressionante caduta in basso della cultura e dell’educazione giovanile.
La fedeltà ai riti e alle antiche tradizioni costituisce la nostra « identità spirituale » : l’unica difesa
di fronte alle tante insidie presenti nel mondo odierno.
In tempo di crisi economica, provocata “ad hoc” dai soliti potentati, sono sempre più numerose le istituzioni “laiche” che apertamente confidano che la “ DIGA- CHIESA” possa tenere.
Ormai i più onesti spiriti “laici” sanno che non è più tempo di pensare alla “mors tua, vita mea”… perché è in gioco la sopravvivenza di larga parte dell’umanità.
Dobbiamo esprimere la nostra « identità spirituale » nella fedeltà alla fede, alle antiche tradizioni e ai riti trasmessici dai nostri padri come stanno facendo, in larga parte, le istituzioni religiose e civili russe.
Riflettiamo : all’interno di un Museo, durante una gita scolastica il Direttore e i ragazzi del Coro Accademico dell'Università di Petrozavodsk hanno “improvvisato” l’esecuzione di un capolavoro della musica sacra ortodossa .
Non è forse la splendida proclamazione della Fede e dell' « identità spirituale » nell'arte che vale più di tanti discorsi ?
Quando le parole tacciono, diceva un vero liturgista sopravvissutto agli scempi post-conciliari, parla la Liturgia !
I giovani russi hanno cantato la fede e l'eccelsa tradizione musicale legata alla Liturgia ! 
Non vogliamo neppure ipotizzare cosa avrebbero eseguito i nostri ragazzi, anche se allievi di un Conservatorio Statale di Musica … ( ammesso che fossero riusciti nell’intento : “No, cantiamo questo. No, cantiamo quello…) …
Papa Francesco pochi giorni fa ai Vescovi pugliesi ha detto : “che è importante che noi viviamo il rapporto con la liturgia e con la fede con semplicità e senza sovrastrutture”.
Per molti fedeli le “sovrastrutture” sono le costose kermesse che la Gerarchia impunemente propone ai giovani nelle Agorà, nei Congressi d’ogni tipo, nelle GMG facendoli ingozzare di banalità e di cretinerie “alla moda” con la vana speranza di poterli tenere uniti attorno alla Croce.
Cari Vescovi, cari “esperti” di comunicazioni sociali e di “nuova evangelizzazione” guardate e riguardate il video girato a Barcellona : non è forse  una mirabile testimonianza di fede ?

Andrea Carradori







sabato 11 maggio 2013

Papa Francesco e Fatima : la Consacrazione



« AGI CdV 10 maggio - 
Il patriarca dei Copti in Egitto è chiamato "Papa", esattamente come il vescovo di Roma nel mondo intero. 
E in questi giorni, Sua Santità Tawadros II, successore del recentemente scomparso Papa Shenouda III, si trova in Vaticano dove ha pregato nella Cappella Redemptoris Mater insieme a Papa Francesco, il quale - anche se aveva indossato la stola per la benedizione comune - alla fine di una breve liturgia ha lasciato che fosse il solo patriarca a benedire, mentre egli stesso come tutti i presenti si è fatto il segno della croce. Un gesto di umiltà molto significativo ».
La liturgia romana ha attinto molto da quella copta :  se tornasse adesso a fare altrettanto non potrei che rallegrarmene ... visti i tempi così perigliosamente stracarichi di populismo carismatico e protestante...
I  simboli liturgici e devozionali che vengono dall'Oriente giovano anche all'ecclesiologia cattolica per riportare il cuore e la mente  alla vera contemplazione di Colui che ci ha donato la salvezza e la vita eterna !
Anche il Ven.Paolo VI, nel suo primiero entusiasmo ecumenico, per riportare all’unità le pecorelle smarrite , aveva fatto davanti alle telecamere dei significativi “gesti d’umiltà” che purtroppo nel tempo non si confermarono “profetici” .
" L'ultimo Paolo VI" cercò invano di correggere il "giovane Paolo VI"  per il bene di quel che rimaneva della Chiesa Cattolica, ridotta ai minimi termini, ma l'antica disciplina cattolica era stata divelta ed i significativi gesti d'umiltà paolini rimasero relegati a quel periodo storico  in cui si cantava :  " C’è un grande prato verde dove nascono speranze ...Quello è il grande prato dell’amore ..."
Tirar fuori dagli impolverati armadi gli attrezzi ideologici degli anni '60 fa sorridere amaramente tutti coloro che hanno subito e vissuto quel periodo di dittatura ideologica e culturale.
Tutti ormai  sanno perfettamente che anche questa patetica ed inutile rievocazione storico-intellettuale ( che ormai piace solo agli ultra settantenni uomini di chiesa) si dissolverà presto perchè la Chiesa ha bisogno di ritrovare la propria identità dottrinale nella ferma adesione al Santo Vangelo di Nostro Signore !
A commento di questa recente notizia vaticana copio quanto ha scritto Mic, Redattore del Blog Chiesa e post concilio:
" C’è una domanda (una delle tante..) alle quali non riesco a trovare una risposta.
Qualche giorno fa dicevo ad un amico che in Vaticano vive un uomo scelto dal Conclave come Capo Supremo di Santa Romana Chiesa. 
Veste di bianco: ma rifugge i simboli esterni del Sommo Pontefice (nella cornice e nell’abbigliamento, ai quali eravamo abituati da secoli), non si autodefinisce Papa e vive in un albergo… (a poche centinaia di metri, invece, c’è un vecchio sacerdote, anch’egli vestito di bianco, non più Sommo Pontefice ma che continua a farsi chiamare Papa -seppur emerito - e che vive in un monastero).
L’attuale Vescovo di Roma ha l’abitudine di esternare quotidianamente con un linguaggio che a volte sembra ricercare volutamente l’attenzione dei media (Dio non è spray, le suore non devono essere zitelle, la chiesa non deve essere una ONG); a volte, invece, risulta impreciso a causa di una buona ma non perfetta conoscenza dell’italiano. 
In entrambi i casi si è di fronte a testi scritti di proprio pugno ed evidentemente non rivisti (non solo nei contenuti, ma neppure nella forma) da parte dei collaboratori più diretti.
La domanda è la seguente:  l’understatement (scusate l’anglismo) con il quale Bergoglio porta avanti il proprio ministero è effettivamente voluto? 
Cioè l’affrontare il terribile compito di essere Vicario di Cristo in terra nei modi sopra descritti, nasce da una visione post-conciliare del papato o da una non chiara percezione di ciò che significa essere Sommo Pontefice? 
E’ possibile in altri termini che l’aver vissuto la propria vita alla “periferia del mondo” sia all’origine di questo modo di fare “sciatto” che caratterizza le prime settimane del suo pontificato? 
Fino a che punto Francesco si rende conto che essere Papa è qualcosa di più di essere Vescovo di una grande diocesi? 
Fino a che punto si rende conto di ciò che dice (e soprattutto, almeno sino ad oggi, ciò che non dice) ha una portata planetaria, che trascende quella di una diocesi? 
Fino a che punto un uomo che è stato sempre lontano dal centro della cattolicità, vivendo – se mi passa il termine - una cattolicità periferica, è all’altezza del compito per il quale è stato chiamato?
Quali che siano le motivazioni, in assenza di una rapida “raddrizzata”, rischiamo la definitiva distruzione di quanto resta della gloriosa tradizione della Chiesa e di quelle forme che nel corso dei secoli sono state codificate per trasmettere il messaggio di Cristo. 
Forme plasmate per esaltare nel modo umanamente più elevato ciò che dovevano esplicare e che – a differenza di quanto avvenuto negli ultimi cinquant’anni – sono state capaci di convincere l’anima e il cuore di generazioni e generazioni, indipendentemente dalla cultura, dall’etnia, dalla lingua.
Qui poi si apre, naturalmente, il secondo grande e più importante capitolo della questione. 
Saprà o vorrà Francesco confermare il messaggio eterno della nostra Chiesa, in linea con la tradizione? 
Al momento brancoliamo ancora nel buio. 
Ma, a dir la verità, non si intravvedono segnali che inducano all’ottimismo".
Ci pensi la Santità di Nostro Signore Papa Francesco , Successore dell’Apostolo Pietro, a rimettere la speranza nei nostri cuori affranti( ma non piagati ) a causa dei recenti “fatti ecclesiali” che rimangono ancora immersi nella fitta nebbia dei misteri vaticani !
Ci pensi il Vicario di N.S.G.C. sulla terra ad indurci al sano ottimismo dei nostri Santi !
L’imminente Consacrazione del Pontificato di Papa Francesco alla Santa Vergine Maria il 13 maggio prossimo, festa della Madonna di Fatima, sarà il primo passo della rinnovata speranza cattolica tanto invocata dalle anime autenticamente pie e devote.
Andrea Carradori


lunedì 19 novembre 2012

ROMA-AMIENS : FEDELI GEMELLATI DALLO STESSO SFRATTO ESECUTIVO



 

Roma, chiesa di Gesù e Maria in via del Corso dopo 30 anni di celebrazioni regolarissime  della Santa Messa nell’antico rito romano i fedeli, pochi o tanti, saranno cacciati incominciando dalla Prima Domenica di Avvento 2 dicembre dell'Anno del Signore  ( e della Fede ) 2012.
Non sappiamo dove poi quei fedeli potranno assistere al Divin Sacrificio nella forma disciplinata dal Motu Proprio "Summorum Pontificum" .
Mi pare interessante l'appello che una valorosa e devota signora ha rivolto ai fedeli romani che sono soliti frequentare la Santa Messa dei nostri padri :
“I fedeli romani domenica 2 Dicembre, giorno della prima Messa negata, a quanto ho capito, protesteranno civilmente e cattolicamente a Gesù e Maria. Io sarò con loro: sarò con loro perché mi sforzo di seguire la stessa Fede che è quella vera” .
Non mi faccio illusioni … non siamo ad Amiens, a cui si riferiscono le immagini ed il video allegati.
Ad Amiens infatti per oltre un anno i nostri Cugini francesi e Fratelli nella Fede hanno assistito in primavera e in autunno, d'estate e in inverno , con il viso e le mani flagellati dal vento glaciale , alla Santa Messa nell’antico rito  nella piazza della Cattedrale
Valorosissimi  Sacerdoti e Fedeli , degni eredi spirituali di Coloro che furono ghigliottinati, in odium contro Cristo e la Chiesa, dalla Rivoluzione ( detta)  Francese  hanno preferito offrire a Dio il loro disagio fisico  pur di assistere alla celebrazione del Divin Sacrificio festivo nella forma tradizionale. 
Anche i fratelli di Amiens avevano  ricevuto lo sfratto esecutivo dalla  LORO chiesa aimè destinata dalla Municipalità e dalla Curia a scopi profani. 
Siamo proprio cugini anche in questo : in Francia, come purtroppo anche in Italia, sono migliaia le chiese chiuse al culto per mancanza del Clero !
Nel suolo francese , dove riaffiora ancora la mefitica aria di persecuzione contro la Fede Cattolica,  il Clero ed i Fedeli rimasti autenticamente cattolici sono  anche i più “combattivi  e soprattutto missionari"  di altrove !
Dobbiamo pure prendere atto che in Francia anche coloro che NON condividono le posizioni della Fraternità San Pio X   sono stati pienamente solidali con gli sfrattati.
In Italia invece ?
Qualche giorno fa ho pubblicato sulla mia pagina di Facebook un appello alla solidarietà nei confronti dei fratelli  e dei colleghi musici, cantanti e strumentisti che sono soliti abbellire con la loro arte   la Santa Messa delle 10 a Gesù e Maria in via del Corso.
Ebbene fra i tanti “ mi piace” c'era stato   anche un commento  ( poi autocensurato - per tentare di recuperare in exstremis  la dignità che aveva perduto -  )  che per cupidigia di servilismo si era scagliato ... contro la celebrazione della Messa Tridentina… " colpevole " di aver “ turbato la serenità liturgica della Capitale”... 
Peccato per quello "schiavo" e "servo del potere" che ha frainteso il mio appello su Facebook !
La mia finalità difatti era unicamente di carattere sentimentale di  raccogliere cioè l'umana solidarietà nei confronti di coloro che dopo 30 anni sarebbero stati allontanati dalla "loro" chiesa ...
Gli spietati persecutori dei poveri cattolici non sono in grado di capire cosa sia l'umanità e il sentimento !
Non mi faccio però illusioni : quanti sono i fedeli che desiderano passare per la "porta stretta" della Liturgia antica sottoponendosi a lunghi spazi di silenziosa adorazione in ginocchio  quando quella  nella forma "ordinaria" deve   ricorrere sempre più spesso a degli escamodages umanamente efficaci ma ecclesiasticamente sterili :  il sentimentalismo, il sensazionalismo e lo "spettacolo" ?
A cosa serve colpire alle spalle quei pochi fedeli ancora rimasti miracolosamente attaccati alla Bellezza della Liturgia dei loro padri ? 
Questo proprio non lo avremmo mai immaginato soprattutto in questo Pontificato di Benedetto XVI che può passar alla Storia come il Papa che ha santamente messo a riparo il " preziosissimo seme " dell'autentica Liturgia antica.
Via !  la Messa festiva delle 10,00  (trentennale)  di Gesù e Maria !
Via ! i devoti e taciturni fedeli che puntualmente l’affollavano.
Via ! i cantori e i musici ( devotissimi volontari liturgici ).
Al  loro posto arriveranno sicuramente dei chitarristi improvvisati che faranno rimanere muto e polveroso l’antico Organo Testa già restaurato con i soldi pubblici ( Soprintendenza ).
Al posto della DEVOZIONE arriverà lo spettacolo ( con gli applausi finali al posto dell'ultimo Evangelo ... )
Ma i fedeli frattati ( NON IMPORTA SE POCHI O TANTI ) saranno presenti davanti alla porta per pregare per la Chiesa Cattolica che sta vivendo  l’Anno della Fede. 
Si accomodino i solerti a leggere ( ed a riportare come squallidi spioni ) queste poche righe scritte con  gli unici ingredienti che ci rimangono : “ LA FEDE E IL SENTIMENTO”.

“I fedeli romani domenica 2 Dicembre, giorno della prima Messa negata, a quanto ho capito, protesteranno civilmente e cattolicamente a Gesù e Maria. Io sarò con loro: sarò con loro perché mi sforzo di seguire la stessa Fede che è quella vera” .

Aggiornamenti : 

a) IL COMMENTO DI UN MIO AMICO 

"Ma non è vero che i cattolici sono tutti figli di un unico Dio,o ho sempre interpretato male io???!!! Clero ricordati sempre di questo principio o le pecore che hai in custodia se ne andranno tutte fuori dal recinto,di qualsiasi razza esse siano! Dissesto completo anche nella Chiesa, massima incomprensione ed altrettanto grande cattiveria!!!"

b) LA PROPOSTA DI GUIDO, UN LETTORE DI CHIESA E POST CONCILIO
" Attendiamo Domenica 25 Novembre ultima del calendario Liturgico, andiamo tutti nella chiesa di Gesù e Maria al Corso, ascoltiamo la Santa Messa e sentiamo i sacerdoti cosa diranno, se il problema persiste facciamo sentire le nostre proteste se il terribile pericolo è cessato, cantiamo tutti uniti un Te Deum per ringraziare Dio del grande pericolo che abbiamo tutti corso anche la Santa Chiesa." 
MI PARE UN'OTTIMA IDEA !

Andrea Carradori

martedì 13 novembre 2012

GRANDISSIMO BENEDETTO XVI !!!


DISCORSO DEL SANTO PADRE ai 5000 cantori in pellegrinaggio a Roma organizzato dall’Associazione Italiana Santa Cecilia sabato 10 novembre 2012.
Cari fratelli e sorelle! 
Con grande gioia vi accolgo, in occasione del pellegrinaggio organizzato dall’Associazione Italiana Santa Cecilia, alla quale va anzitutto il mio plauso, con il saluto cordiale al Presidente, che ringrazio per le cortesi parole, e a tutti i collaboratori. 
Con affetto saluto voi, appartenenti a numerose Scholae Cantorum di ogni parte d’Italia! 
Sono molto lieto di incontrarvi, e anche di sapere - come è stato ricordato - che domani parteciperete nella Basilica di San Pietro alla celebrazione eucaristica presieduta dal Cardinale Arciprete Angelo Comastri, offrendo naturalmente il servizio della lode con il canto. 
Questo vostro convegno si colloca intenzionalmente nella ricorrenza del 50° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II. 
E con piacere ho visto che l’Associazione Santa Cecilia ha inteso così riproporre alla vostra attenzione l’insegnamento della Costituzione conciliare sulla liturgia, in particolare là dove – nel capitolo sesto – tratta della musica sacra. In tale ricorrenza, come sapete bene, ho voluto per tutta la Chiesa uno speciale Anno della fede, al fine di promuovere l’approfondimento della fede in tutti i battezzati e il comune impegno per la nuova evangelizzazione. 
Perciò, incontrandovi, vorrei sottolineare brevemente come la musica sacra può, anzitutto, favorire la fede e, inoltre, cooperare alla nuova evangelizzazione. 
Circa la fede, viene spontaneo pensare alla vicenda personale di Sant’Agostino - uno dei grandi Padri della Chiesa, vissuto tra il IV e il V secolo dopo Cristo - alla cui conversione contribuì certamente e in modo rilevante l’ascolto del canto dei salmi e degli inni, nelle liturgie presiedute da Sant’Ambrogio. 
Se infatti sempre la fede nasce dall’ascolto della Parola di Dio – un ascolto naturalmente non solo dei sensi, ma che dai sensi passa alla mente ed al cuore – non c’è dubbio che la musica e soprattutto il canto può conferire alla recita dei salmi e dei cantici biblici maggiore forza comunicativa. 
Tra i carismi di Sant’Ambrogio vi era proprio quello di una spiccata sensibilità e capacità musicale, ed egli, una volta ordinato Vescovo di Milano, mise questo dono al servizio della fede e dell’evangelizzazione. 
La testimonianza di Agostino al riguardo è molto significativa. Nel decimo libro delle Confessioni egli scrive: «Quando mi tornano alla mente le lacrime che canti di chiesa mi strapparono ai primordi nella mia fede riconquistata, e alla commozione che ancor oggi suscita in me non il canto, ma le parole cantate, se cantate con voce limpida e la modulazione più conveniente, riconosco di nuovo la grande utilità di questa pratica» (33, 50). 
L’esperienza degli inni ambrosiani fu talmente forte, che Agostino li portò impressi nella memoria e li citò spesso nelle sue opere; anzi, scrisse un’opera proprio sulla musica, il De Musica. 
Egli afferma di non approvare, durante le liturgie cantate, la ricerca del mero piacere sensibile, ma riconosce che la musica e il canto ben fatti possono aiutare ad accogliere la Parola di Dio e a provare una salutare commozione. 
Questa testimonianza di Sant’Agostino ci aiuta a comprendere il fatto che la Costituzione Sacrosanctum Concilium, in linea con la tradizione della Chiesa, insegni che «il canto sacro, unito alle parole, è parte necessaria ed integrante della liturgia solenne» (n. 112). Perché «necessaria ed integrante»? 
Non certo per motivi estetici, ma perché coopera a nutrire ed esprimere la fede, e quindi alla gloria di Dio e alla santificazione dei fedeli, che sono il fine della musica sacra (cfr ibid.). 
Proprio per questo vorrei ringraziarvi per il prezioso servizio che prestate: la musica che eseguite non è un accessorio o un abbellimento della liturgia, ma è essa stessa liturgia. 
Voi aiutate l’intera Assemblea a lodare Dio, a far scendere nel profondo del cuore la sua Parola: con il canto voi pregate e fate pregare, e partecipate al canto e alla preghiera della liturgia che abbraccia l’intera creazione nel glorificare il Creatore. 
Il secondo aspetto che propongo alla vostra riflessione è il rapporto tra il canto sacro e la nuova evangelizzazione. 
La Costituzione conciliare sulla liturgia ricorda l’importanza della musica sacra nella missione ad gentes ed esorta a valorizzare le tradizioni musicali dei popoli (cfr n. 119). 
Ma anche nei Paesi di antica evangelizzazione, come l’Italia, la musica sacra può avere e di fatto ha un compito rilevante, per favorire la riscoperta di Dio, un rinnovato accostamento al messaggio cristiano e ai misteri della fede. 
Pensiamo alla celebre esperienza di Paul Claudel, che si convertì ascoltando il canto del Magnificat durante i Vespri di Natale nella Cattedrale di Notre-Dame a Parigi: «In quel momento – egli scrive – capitò l’evento che domina tutta la mia vita. In un istante il mio cuore fu toccato e io credetti. 
Credetti con una forza di adesione così grande, con un tale innalzamento di tutto il mio essere, con una convinzione così potente, in una certezza che non lasciava posto a nessuna specie di dubbio che, dopo di allora, nessun ragionamento, nessuna circostanza della mia vita agitata hanno potuto scuotere la mia fede né toccarla». 
Ma, senza scomodare personaggi illustri, pensiamo a quante persone sono state toccate nel profondo dell’animo ascoltando musica sacra; e ancora di più a quanti si sono sentiti nuovamente attirati verso Dio dalla bellezza della musica liturgica come Claudel. 
E qui, cari amici, voi avete un ruolo importante: impegnatevi a migliorare la qualità del canto liturgico, senza aver timore di recuperare e valorizzare la grande tradizione musicale della Chiesa, che nel gregoriano e nella polifonia ha due delle espressioni più alte, come afferma lo stesso Vaticano II (cfr Sacrosanctum Concilium, 116). 
E vorrei sottolineare che la partecipazione attiva dell’intero Popolo di Dio alla liturgia non consiste solo nel parlare, ma anche nell’ascoltare, nell’accogliere con i sensi e con lo spirito la Parola, e questo vale anche per la musica liturgica. 
Voi, che avete il dono del canto, potete far cantare il cuore di tante persone nelle celebrazioni liturgiche. Cari amici, auguro che in Italia la musica liturgica tenda sempre più in alto, per lodare degnamente il Signore e per mostrare come la Chiesa sia il luogo in cui la bellezza è di casa. 
Grazie ancora a tutti per questo incontro! 
© Copyright 2012 - Libreria Editrice Vaticana


venerdì 9 novembre 2012

PELLEGRINAGGIO STRAORDINARIO "UNA CUM PAPA NOSTRO". UN COMMENTO ( da Chiesa e post concilio )


Prendiamo da Chiesa e post concilio :

« La messa del 3 ha finalmente ottenuto il risultato auspicato dai promotori dell'iniziativa (cioè rendersi presenti in piazza pubblica), però il messaggio ricevuto dal pontefice non si allontana dalla linea che sembra sempre più confermata, cioè la realizzazione di una chiesa plurale e tollerante verso tutti con riserva di accettare la suprema divinità conciliare. Mi fa pensare alla chiesa della riconciliazione di Taizé, edificata al di sopra della cappella cattolica e ortodossa. 
Una scommessa riuscita, che finisce però in una certa perplessità ».

Da parte del gruppo degli organizzatori - peraltro non identificativo in assoluto dell'intera Tradizione - è stato un tentativo maldestro e peggio riuscito (dal punto di vista del messaggio ricevuto dalla Curia).
Però notevole, e commovente, la risposta del gran numero di persone affluite da tutto il mondo... 
Un divario enorme tra lo spirito dei pellegrini e quello dei cosiddetti Pastori.

E forse di riuscito c'è il fatto di vedere che ci sono molte persone motivate e capaci anche di mobilitarsi. E' successo con un'organizzazione frammentata e frammentaria, figuriamoci cosa potrebbe venir fuori da qualcosa di più ampiamente voluto e condiviso.  ( Sottolineature nostre N.d.R.)

Quanto alla dogmatizzazione del dio-concilio mi pare che il problema si vada sempre più polarizzando e ho l'impressione che tutti i nostri sforzi facciano solo dei gran buchi nell'acqua. Ma è solo lo stato d'animo del momento, non è certo motivo di resa!

In ogni caso la "scommessa riuscita" è fonte più che di perplessità - in ordine alla visione di una Chiesa-pluralista (non più UNA) - di disorientamento e sconcerto e più ancora (Mons. Gheradini parla di "Passio Ecclesiae").

Ho l'impressione che, almeno al momento, non ci sia soluzione dal punto di vista umano. 
Solo che non possono mancare né il nostro impegno né le nostre buone volontà, Deo adiuvante ».

martedì 6 novembre 2012

IL PELLEGRINAGGIO “UNA CUM PAPA NOSTRO” ROMA 3 NOVEMBRE 2012 : NIENTE SARA’ PIU’ COME PRIMA !!!














Finalmente il gran giorno è arrivato !
Dopo tanti affanni e tante dolorose spaccature evidenziate su alcuni siti web amici e fratelli, che si sono inevitabilmente riversati anche   nei nostri cuori, siamo partiti in tanti alla volta di Roma !
Abbiamo tutti assai pregato, durante i viaggi d’andata e soprattutto di ritorno, per rendere grazie al Signore per quanto ci ha dato in questi cinque anni di santo rinnovamento spirituale attraverso il Motu Proprio Summorum Pontificum !
Siamo contenti perché abbiamo potuto pregare “una cum Papa nostro” davanti alla Cattedra del Principe degli Apostoli !
Abbiamo dimostrato una grande maturità confidando solo nel Signore Onnipotente e nella forza della preghiera !
Il Tactus della Prima Domenica di Quaresima riassume mirabilmente il nostro confidare totalmente nella potenza di Colui che disponde tutte le cose in modo mirabile . 
Nulla deve temere l'uomo che si affida nel Signore : " poiché tu dai successo a tutte le nostre imprese "

Qui habitat in adjutorio Altissimi: in
protectione Dei caeli commorabitur.
Dicet Domino: Susceptor meus es tu, et
refugium meum: Deus meus, sperabo
in eum.
Quoniam ipse liberavit me
de laqueo venantium: et a verbo
aspero.
Scapulis suis obumbrabit
tibi: et sub pennis ejus sperabis.
Scuto circumdabit te veritas ejus: non
timebis a timore nocturno.
A sagitta volante per diem, a negotio
perambulante in tenebris: a ruina et
daemonia meridiano.
Cadent a latere tuo mille, et decem millia a dextris tuis:
tibi autem non appropinquabit.
Quoniam angelis suis mandavit de te:
ut custodiant te in omnibus viis tuis.
In manibus portabunt te: ne unquam
offendas ad lapidem pedem tuum.
Super aspidem et basiliscum
ambulabis: et conculcabis leonem et
draconem.
Quoniam in me speravit,
liberabo: protegam eum, quoniam
cognovit nomen meum.
Invocabit me, et ego exaudiam eum: cum ipso
sum in tribulatione.
Eripiam eum et glorificabo: longitudine dierum
adimplebo eum, et ostendam illi
salutare meum.

Dopo il Pellegrinaggio romano niente sarà come prima !

Abbiamo dimostrato di essere uniti attorno alla Cattedra di Pietro seguendo il Magistero immutabile della Chiesa !
Abbiamo dimostrato, attraverso la nostra unità fraterna, di poter cambiare anche alcuni clichè stereotipati della liturgia tradizionale e conseguentemente dell'immagine dei cattolici legati alle espressioni di preghiera dei nostri padri.
Il  canto dei pellegrini, forte e motivato, ha riempito, quando è stato possibile farlo, l’interno della Basilica di San Pietro !
La preghiera, che si è fatta canto, è stata la traduzione fedele della nostra  fede e del nostro amore verso l’Ideale liturgico della Chiesa di sempre !
A questa ondata incontenibile di migliaia di voci è stato simpaticamente contrapposto un gruppetto di bravi cantori microfonati quasi un' inutile e traballante diga incapace di  contenere il canto dei fedeli che qualcuno , in modo  "intellettualistico", aveva giudicato "inappropriato" per una Basilica romana ...
Alla fine si è ricorso alla "soluzione di compromesso all'italiana" : alcune insignificanti strofette polifoniche, a voci pari e ... tanti ... assoli come in una messa nuziale !
Avremo modo di riflettere con calma su questo incredibile scivolone per premunirci affinchè, in un prossimo futuro in occasione di un ventilato nuovo Pellegrinaggio durante l' Anno della Fede, questo non avvenga più  !
Le “messe” in stile polifonico o con l'accompagnamento d’Organo sono auspicabili in circostanze specifiche ma non nei pellegrinaggi ( come alcuni raduni internazionali promossi dall’Associazione Internazionale Una Voce, a cui ho avuto modo di partecipare, hanno sempre insegnato).

Tuttavia “…è giusto per ora lasciare spazio alle emozioni vissute da chi ha partecipato al Pellegrinaggio, lasciato passare un pò di tempo, verrà comunque l`ora del bilancio, non fosse che per rispetto verso chi è andato a Roma".

Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!
Ipsi soli imperium,
laus et iubilatio
per saecula saeculorum.
Amen.
Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!
Tempora bona veniant! Pax Christi veniat!
Redemptis sanguine Christi.
Feliciter! Feliciter! Feliciter!
Regnum Christi veniat!
Deo Gratias!
Amen.

Andrea Carradori, con animo lieto e riconoscente.


Per l'utilizzo delle foto ringrazio l'amica Gloria Cristina Molinari.

martedì 30 ottobre 2012

TOLENTINO.CELEBRAZIONI PER LA FESTA DI TUTTI I SANTI E COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI





































1) Tolentino, Chiesa del Sacro Cuore ( vulgo dei sacconi) GIOVEDI’ 1 NOVEMBRE ORE 17,00 : Santa Messa cantata celebrata dal Rev.do Don Andrea Leonesi, Parroco. 
Fin dal pomeriggio precedente saranno esposte solennemente le Reliquie dei Santi .
2) Tolentino, Chiesa del Sacro Cuore ( vulgo dei sacconi) VENERDI’ 2 NOVEMBRE ORE 17,00 : Santa Messa di Requiem, ASSOLUZIONE AL TUMULO, canto del Libera me Domine de morte aeterna 
Officia il  Rev.do Don Andrea Leonesi, Parroco. 

3) Sabato 3 novembre PELLEGRINAGGIO A ROMA : pulman per i fedeli marchigiani con partenza :
a) da Campocavallo di Osimo, davanti al Santuario, ore 7,00
b) uscita autostrada Civitanova Marche, ore 7,20

4) Belforte del Chienti,MC, chiesa di Sant’Eustachio nel paese alto ( con il celebre polittico del Boccati DOMENICA 4 NOVEMBRE ORE 16,30
L’Accademia dei Galanti di Bologna offrirà il Concerto pro octavarium defunctorum con musiche di T.F.de Victoria e A.Lotti.
Interventi organistici di Andrea Moncada Paternò.
Organizzazione Pro Loco di Belforte del Chienti e Comunità Montana Monti Azzurri : un significativo evento musicale da non perdere !
In unione di preghiera !
Andrea Carradori

Foto : 7 settembre 2012 , venerazione della restaurata antica statua della Madonna Addolorata
Nella Chiesa dei “sacconi” di Tolentino.