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venerdì 26 giugno 2015

Teramo : i nostri Fratelli che "si aggirano per il paese e non sanno che cosa fare"

Domenica 28 giugno i cari fratelli teramani, auto-concentrati nel piccolo paese montano di Faieto , celebreranno l'ultima Messa nell'antico rito romano ( la cosiddetta forma extraordinaria della Liturgia Cattolica) perchè anche il sacerdote, supplente da due anni dei commissariati Francescani dell'Immacolata che nel frattempo hanno   dovuto lasciare la bella Teramo, è stato esonerato da ogni incarico in Diocesi.
L'Antifona d'Introito della Messa della quinta domenica dopo la Pentecoste , che coincide appunto con il 28 giugno, inizia con uno dei versetti biblici più conosciuti dal popolo “Exaudi Domine, vocem meam(Ps 26,7.9.1).
Per fede noi sappiamo che “Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini” .
Prima o poi Egli rivolgerà il Suo sguardo misericordioso anche sui quei bravi fedeli teramani che hanno commesso, e forse lo stanno ancora facendo , errori su errori sia pur in buonissima fede.
Messainlatino ha proposto  un collage di post dedicati alla "questione" teramana.
Il nostro affetto (ed ammirazione) nei confronti dei "capi" del gruppo teramano non ci esonera tuttavia dalla critica per la gestione fallimentare e infruttuosa della loro vicenda "missa antiqua".
Come dei bambinetti essi si sono lasciati sedurre da alcune chimere volgendosi alle fiabe piuttosto che fissare lo sguardo sulla bella realtà del Magistero della Chiesa che  ai gruppi legati all'antica Liturgia dona   tre diamanti preziosi  : Summorum Pontificum- Universae Ecclesiae-Parrocchia .
Abbiamo più volte notato un'  abitudine tipica dei Francescani dell'Immacolata, prima del commissariamento :  cullare i loro fedeli più fedeli in una specie di limbo permanentemente fanciullesco senza farli crescere come uomini e donne liberi e responsabili " per affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male" (Mt 5,38-42)
Ecco alcuni "risultati" di quell'impostazione:
- si bada più alla persona del Consacrato piuttosto che all'Ideale liturgico; 
- c'è un evidente incapacità di muoversi come adulti nell'ambito ecclesiastico con quella dignità di membri maturi della medesima ecclesia
- persiste un pre-adolescenziale disorientamento nell'impugnare d'istinto le armi della fede e del Magistero per la necessaria "praesidia militiae christianae".
Di quà l'errore più vistoso commesso dai fedeli/bambini teramani ( immessi, lo ripetiamo, dagli educatori  francescani dell'Immacolata nell' illogica condizione fanciullesca ) :  essi non hanno confidato appieno della forza del Magistero che si chiama Summorum Pontificum- Universae Ecclesiae-Parrocchia preferendo  i loro chimerici balletti.
Adunque prima ancora di augurarci che il Signore Onnipotente ascolti la voce di quei bravi fedeli ( “Exaudi Domine, vocem meam” ) vogliamo con  cuore di amici e di fratelli supplicare la Divina Provvidenza affinchè "illumini i loro cuori".
Il Papa ci esorta ci uscire dalla "cultura del provvisorio" scappando dalla " sabbia dei sentimenti che vanno e vengono" per ancorarci "sulla roccia dell’amore vero, l’amore che viene da Dio".
Confidiamo tutti nella materna protezione della Madonna Santissima, Madre della Chiesa, che ci indica sempre l'unica via da seguire : il Magistero con i suoi insegnamenti e i suoi decreti. Perchè " i precetti del Signore danno gioia" e " la legge del Signore è perfetta rinfranca l'anima" !
Buona maturazione a tutti : in primis a coloro che scrivono ed anche a coloro che leggono.

Andrea Carradori

martedì 3 febbraio 2015

Quando i laici superano i Consacrati per Fede e per tenerezza umana

E' troppo chiedere un poco d'umanità e di tenerezza ?
Tantissime volte abbiamo idealmente rivolto questa umile raccomandazione soprattutto ai gelidi Chierici : cercate di usare un po' di tenerezza verso tutti, soprattutto nei confronti dei vostri subalterni.
Nella Santissima Notte di Natale il Papa ci ha fatto riflettere :" Quanto bisogno di tenerezza ha oggi il mondo!"
Auguriamo con tutto il cuore il dono della pace a quei Consacrati che, dimenticando la recente esortazione del Papa, stanno scrivendo tante, troppe frasi sconnesse, livorose  frutto del risentimento e della cattiveria,digrignano i denti perchè, nonostante una spietata  persecuzione, alcuni loro confratelli non si sono piegati rimanendo dignitosamente in piedi. 
Evidentemente  così vuole la Madonna e nessuna forza umana potrà prevalicare quel che è stato fatto "non dalle mani dell'uomo".
E' troppo chiedere un po' d'umanità e di tenerezza anche nei confronti dei poveri Frati Francescani dell'Immacolata che desiderano rimanere devotamente ancorati al carisma trasmesso dal loro Fondatore ?
E' troppo chiedere un po' d'umanità e di tenerezza ?
E' troppo chiedere di lasciarli in pace e di non strumentalizzare la loro sofferenza ?
E' troppo chiedere un po' d'umanità e di tenerezza ?
Tuffiamoci ora nelle rigeneranti acque della pace attraverso le parole che una mamma ci ha donato : ne riceveremo  in cambio tanta pace. 
Buona pace, umanità e tenerezza a tutti !
Andrea Carradori

Ringrazio Dio, ringrazio Sua Madre per averli conosciuti.
Ringrazio Dio perché attraverso di loro ho capito la vera fede.
Ringrazio Dio per avermi donato i frati e le suore dell'Immacolata.
Ringrazio Dio per tutti i giorni che ho potuto cibarmi della loro "vita".
Ringrazio Dio per avermi fatto dono di Padre Stefano ( Manelli N.d.R.) ,del suo annientarsi nella Madonna e Suo Figlio. 
Incontrarlo, parlargli, essermi confessata con lui mi ha cambiato la vita.
Ringrazio Dio per avermi dato la possibilità di conoscere padre Settimio Manelli, più di una volta ho cercato il suo conforto.
Ringrazio Dio per tutti i sacerdoti, frati e suore che ho avuto la grazia di conoscere.
Nessuno può capire il dolore, lo sconforto, e la rabbia ( si, anche rabbia) che si prova nel vederli andare via.
Il senso di vuoto e di sgomento che mi pervade è indescrivibile.
Dio, Ti ringrazio per tutto questo.

Una mamma