Visualizzazione post con etichetta wojtyla. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta wojtyla. Mostra tutti i post

mercoledì 23 maggio 2012

Le norme del Vaticano sulle apparizioni, aggiornato al 29 maggio 2012 ( VIS)


Un documento molto importante sul tema elaborato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede
Andrés Beltramo Alvarez
Città del Vaticano

Visioni, rivelazioni e messaggi divini. La storia della Chiesa è piena di eventi mistici. Dalle apparizioni di Fatima e Lourdes, cioè delle manifestazioni terrene della Madonna riconosciute dall’autorità del Papa, vescovi e teologi di tutto il mondo hanno dovuto affrontare molteplici fenomeni soprannaturali. E la domanda è sempre la stessa: come giudicare se sono veri? La risposta ce l’ha il Vaticano e si prepara a metterla a disposizione di tutti.

Il documento che contiene le chiavi per l’analisi di questi casi s’intitola “Norme sopra il modo di procedere nel discernimento di presunte apparizioni e rivelazioni”. Approvato nel 1978 da Papa Paolo VI, il suo contenuto è rimasto riservato solo per prelati e specialisti. Tra l’altro perché l’unica versione ufficiale disponibile era in latino.

Tra pochi giorni, invece, la Congregazione per la Dottrina della Fede pubblicherà le traduzioni dei testi in italiano, spagnolo, tedesco, inglese e francese. Saranno le versioni ufficiali e definitive. 
La Libreria Editrice Vaticana ha già stampato diverse copie e la notizia sarà riportata nel giornale pontificio “L’Osservatore Romano”.

Si tratta di un vademecum sui passi da seguire quando si è in presenza di una possibile apparizione. Diversamente dalla credenza popolare, è sempre il vescovo di ogni luogo che deve studiare, in prima persona, il presunto fenomeno soprannaturale e non il Vaticano. La Sede Apostolica non ha dei periti specializzati o dei ricercatori scientifici, anche se può intervenire in certi casi particolari ed estremi.

Questo nonostante la Curia Romana riceva, ogni anno, diversi faldoni di presunte rivelazioni. Episodi della natura più composita sono inviati alle diocesi. Nei tempi di internet, le notizie di queste visioni si diffondono con velocità tra i fedeli e la facilità di viaggiare favorisce pellegrinaggi spontanei. Questo rappresenta una sfida per le autorità ecclesiastiche.

Una preoccupazione che condivide anche Benedetto XVI, il quale nella sua esortazione apostolica post-sinodale “Verbum Domini” ha riconosciuto la necessità di «aiutare i fedeli nel distinguere bene la parola di Dio delle rivelazioni private», la cui funzione non è quella di completare la rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in un certo periodo storico.

Per identificare la credibilità di un fenomeno straordinario, le norme offrono criteri «positivi» e «negativi». Lo scopo principale è difendere la fede del popolo ed evitare la proliferazione di avocazioni che smentiscono l’insegnamento della Chiesa o che, direttamente, a esso si oppongano.

Una ricerca rigorosa sul presunto fatto è indispensabile per garantire la certezza morale della sua manifestazione. L’equilibrio psichico del «veggente» è una condizione necessaria, così come le sue onestà, rettitudine di vita, sincerità, mansuetudine all’autorità ecclesiastica e capacità per ritornare a una normale vita di fede. Inoltre gli episodi di psicosi o isteria collettiva devono essere esclusi.

Le conversioni da sole non bastano per riconoscere una manifestazione divina, anche se «i frutti spirituali abbondanti e costanti» hanno un loro peso. I messaggi ricevuti dai veggenti devono corrispondere con una dottrina senza errori. Gli elementi di sfiducia costituiscono, ad esempio, un evidente affanno di lucro vincolato con il fatto in questione o degli atti immorali commessi dal soggetto o i suoi seguaci durante o in occasione dello stesso.

Ogni vescovo deve vigilare, informarsi e agire per correggere o prevenire abusi nell’esercizio del culto, per condannare dottrine sbagliate e per evitare il pericolo del falso misticismo. Se si arriva alla certezza di trovarsi di fronte a un episodio divino, il vescovo ha le facoltà di permettere manifestazioni pubbliche di devozione.

La decisione dì pubblicare le norme è stata presa indipendentemente dagli episodi particolari e le sue direttive si applicano in tutti i casi. Ma è anche importante il fatto che saranno pubblicate proprio quando una commissione internazionale creata dal Vaticano studia le presunte apparizioni mariane nel piccolo paesino bosniaco di Medjugorje; un fenomeno di fama mondiale con migliaia di seguaci e accaniti detrattori, sul quale la Santa Sede è disposta a pronunciarsi, secondo dei criteri obiettivi che ora saranno disponibili per tutti i casi di apparizioni.

Tratto da :  http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/apparizioni-mariane-apariciones-mariane-apparition-marians-medjugorje-15293/

AGGIORNAMENTO DEL 29 MAGGIO 2012 (VIS)
 
NORME PER PROCEDERE NEL DISCERNIMENTO DI PRESUNTE APPARIZIONI E RIVELAZIONI
Città del Vaticano, 29 maggio 2012 (VIS)
Di seguito riportiamo estratti del Documento "Norme per procedere nel discernimento di presunte apparizioni e rivelazioni" recentemente pubblicato dalla Congregazione per la Dottrina della Sede. Il Documento, approvato da Papa Paolo VI nel 1978, fu emanato nello stesso anno dalla Congregazione. A quel tempo le Norme furono inviate a tutti i Vescovi del mondo senza che si procedesse ad una pubblicazione ufficiale, giacché esse sono indirizzate principalmente ai Presuli.
ORIGINE E CARATTERE DELLE NORME
(...) "1. Oggi, più che in passato, la notizia di apparizioni si diffonde rapidamente tra i fedeli grazie ai mezzi di informazione. Inoltre, la facilità degli spostamenti favorisce e moltiplica i pellegrinaggi. L’Autorità ecclesiastica è perciò chiamata a pronunciarsi in merito senza ritardi.
2. D’altra parte, la mentalità odierna e le esigenze scientifiche e quelle proprie dell’indagine critica rendono più difficile, se non quasi impossibile, emettere con la debita celerità i giudizi che concludevano in passato le inchieste in materia (constat de supernaturalitate, non constat de supernaturalitate). (...)
Quando l’Autorità ecclesiastica venga informata di qualche presunta apparizione o rivelazione, sarà suo compito:
a) in primo luogo, giudicare del fatto secondo criteri positivi e negativi
b) in seguito, se questo esame giunge ad una conclusione favorevole, permettere alcune manifestazioni pubbliche di culto o di devozione, proseguendo nel vigilare su di esse con grande prudenza (ciò equivale alla formula: «pro nunc nihil obstare»);
c) infine, alla luce del tempo trascorso e dell’esperienza, con speciale riguardo alla fecondità dei frutti spirituali generati dalla nuova devozione, esprimere un giudizio de veritate et supernaturalitate, se il caso lo richiede. (in particolare in considerazione dell'abbondanza di frutti spirituali derivanti dalla nuova devozione).
I. CRITERI PER GIUDICARE, ALMENO CON UNA CERTA PROBABILITÀ, DEL CARATTERE DELLE PRESUNTE APPARIZIONI O RIVELAZIONI
"A) Criteri positivi:
a) Certezza morale, o almeno grande probabilità dell’esistenza del fatto, acquisita per mezzo di una seria indagine.
b) Circostanze particolari relative all’esistenza e alla natura del fatto, vale a dire:
1. qualità personali del soggetto o dei soggetti (in particolare, l’equilibrio psichico, l’onestà e la rettitudine della vita morale, la sincerità e la docilità abituale verso l’autorità ecclesiastica, l’attitudine a riprendere un regime normale di vita di fede, ecc.);
2. per quanto riguarda la rivelazione, dottrina teologica e spirituale vera ed esente da errore;
3. sana devozione e frutti spirituali abbondanti e costanti (per esempio, spirito di preghiera, conversioni, testimonianze di carità, ecc.).
B) Criteri negativi:
a) Errore manifesto circa il fatto.
b) Errori dottrinali attribuiti a Dio stesso, o alla Beata Vergine Maria, o a qualche santo nelle loro manifestazioni, tenuto conto tuttavia della possibilità che il soggetto abbia aggiunto – anche inconsciamente –, ad un’autentica rivelazione soprannaturale, elementi puramente umani oppure qualche errore d’ordine naturale.
c) Una ricerca evidente di lucro collegata strettamente al fatto.
d) Atti gravemente immorali compiuti nel momento o in occasione del fatto dal soggetto o dai suoi seguaci.
e) Malattie psichiche o tendenze psicopatiche nel soggetto, che con certezza abbiano esercitato una influenza sul presunto fatto soprannaturale, oppure psicosi, isteria collettiva o altri elementi del genere.
Va notato che questi criteri positivi e negativi sono indicativi e non tassativi e vanno applicati in modo cumulativo ovvero con una qualche loro reciproca convergenza.
II. INTERVENTO DELL'AUTORITÀ ECCLESIASTICA COMPETENTE
1. Se, in occasione del presunto fatto soprannaturale, nascono in modo quasi spontaneo tra i fedeli un culto o una qualche devozione, l’Autorità ecclesiastica competente ha il grave dovere di informarsi con tempestività e di procedere con cura ad un’indagine.
2. L’Autorità ecclesiastica competente può intervenire in base a una legittima richiesta dei fedeli (in comunione con i Pastori e non spinti da spirito settario) per autorizzare e promuovere alcune forme di culto o di devozione se, dopo l’applicazione dei criteri predetti, niente vi si oppone. Si presterà però attenzione a che i fedeli non ritengano questo modo di agire come un’approvazione del carattere soprannaturale del fatto da parte della Chiesa.
3. In ragione del suo compito dottrinale e pastorale, l’Autorità competente può intervenire motu proprio; deve anzi farlo in circostanze gravi, per esempio per correggere o prevenire abusi nell’esercizio del culto e della devozione, per condannare dottrine erronee, per evitare pericoli di un misticismo falso o sconveniente, ecc.
4. Nei casi dubbi, che non presentano alcun rischio per il bene della Chiesa, l’Autorità ecclesiastica competente si asterrà da ogni giudizio e da ogni azione diretta (perché può anche succedere che, dopo un certo periodo di tempo, il presunto fatto soprannaturale cada nell’oblio); non deve però cessare di essere vigile per intervenire, se necessario, con celerità e prudenza.
III. AUTORITÀ COMPETENTI PER INTERVENIRE
1. Spetta innanzitutto all’Ordinario del luogo il compito di vigilare e intervenire.
2. La Conferenza Episcopale regionale o nazionale può intervenire in certi casi.
3. La Sede Apostolica può intervenire, sia su domanda dell’Ordinario stesso, sia di un gruppo qualificato di fedeli, sia anche direttamente in ragione della giurisdizione universale del Sommo Pontefice.
IV. INTERVENTO DELLA SACRA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE
1. a) L’intervento della Sacra Congregazione può essere richiesto sia dall’Ordinario, fatta la propria parte, sia da un gruppo qualificato di fedeli. In questo secondo caso, si presterà attenzione a che il ricorso alla Sacra Congregazione non sia motivato da ragioni sospette (come, per esempio, la volontà di costringere l’Ordinario a modificare le proprie legittime decisioni, a ratificare qualche gruppo settario, ecc.).
b) Spetta alla Sacra Congregazione intervenire motu proprio nei casi più gravi, in particolare quando il fatto coinvolge una consistente parte della Chiesa (...)
2. Spetta alla Sacra Congregazione giudicare e approvare il modo di procedere dell’Ordinario o, se lo ritiene possibile e conveniente, procedere ad un nuovo esame del fatto (...)".


QUI il documento Vaticano del 1978

giovedì 10 maggio 2012

LE PROFEZIE DI FATIMA E I MOMENTI “SCONVOLGENTI E GRANDIOSI” CHE GESÙ HA RIVELATO A SUOR FAUSTINA KOWALSKA. IL BEATO GIOVANNI PAOLO II UN “PAPA ANNUNCIATO”. PER INVOCARE LA MISERICORDIA SUL MONDO INTERO.

«Tra i tanti ricordi che ho nella mia vita ce ne sono un paio che mi hanno in qualche modo colpito: il primo nel 1967, quando subito dopo la "guerra dei sei giorni" tra Israele e i Paesi arabi, (sul Corriere della Sera mi sembra), lessi in un trafiletto quella profezia di Gulleton sul ritorno degli Ebrei in Palestina, di cui ho scritto nel "Il debito e l'anticristo". Ero giovane e impressionabile, infatti stetti male per qualche tempo.

Il secondo fu quello che avvenne in Unione Sovietica nel 1984, dove si parlò di una inusitata esplosione in un non meglio identificato deposito militare. Sul momento non detti molta importanza all'avvenimento anche se ebbe molta risonanza, ma non lo dimenticai fino a quando non seppi, di recente, cosa fosse accaduto. Nella base missilistica di Severomosk nel mare del Nord ci fu un provvidenziale seppur spaventoso incidente: andò distrutto il potenziale militare sovietico sul fronte occidentale, che probabilmente ci risparmiò la terza guerra mondiale e la fine di questa nostra povera umanità. (Faccio presente che diverse notizie le riprendo da un articolo scritto da Antonio Socci diversi anni fa).

Orbene in una intervista televisiva di Carlos Evaristo l'11 ottobre 1992 suor Lucia, la veggente di Fatima, svelò, che in una apparizione della Madonna, nel 1985 sarebbe dovuta scoppiare una guerra atomica che avrebbe distrutto quasi tutto il mondo. Tutto ciò fu confermato dal cardinal Bertone: "Lucia ebbe una visione nel 1984, ultima di cui non si è mai parlato, durante la quale la Madonna la ringraziava della consacrazione nel suo nome chiesta da Lei e da quella mistica"

Infatti nel 1983/84 ci fu grande tensione in Europa tra Nato e Patto di Varsavia. Gli alleati istallarono gli euromissili, i Perhing e i Cruise per bilanciare gli SS20 sovietici già puntati sulle città europee.

Reagan portava avanti il progetto dello "scudo spaziale", costosissimo, che avrebbe sbilanciato le forze in campo a favore dell'Occidente. L'Unione Sovietica a quei tempi era impegnata in Afghanistan, al suo interno regnava una certa confusione con un Andropov malato tallonato per la successione da un ambizioso Cernenko, appartenente all'ala militare.

Quei frangenti ce li racconta bene una spia del KGB Oleg Gordievskij il quale rivelò al Sunday Telegraph che quando, fra il 2 e l'11 novembre 1983 la Nato realizzò una esercitazione segreta simulando un attacco nucleare, chiamato in codice "abile arciere", si scatenò un fortissimo allarme perché, nel frattempo, la Nato aveva cambiato improvvisamente i codici di comunicazione tanto che i sovietici presero in seria considerazione l'impiego di armi nucleari contro gli USA e tennero per vario tempo il dito sul grilletto.

In quell'occasione si evitò il peggio riuscendo ad avere informative più precise sull'esercitazione Nato, ma il pericolo si accentuò quando i sovietici, memori di quanto accaduto, approntarono la cosiddetta "macchina dell'apocalisse", cioè un sistema computerizzato di risposta automatica ad eventuali attacchi, (faccio notare che a quei tempi ci furono circa 120 falsi allarmi tanto per dare l’idea del pericolo che il mondo stava correndo) senza, in ultima analisi, l'intervento finale dell'uomo.

Il momento era estremamente delicato, tanto più che oramai, non potendo più reggere il ritmo degli armamenti americani, i dirigenti sovietici erano sempre più convinti dell' opzione militare, la sola che potesse il regime comunista: un attacco preventivo,
C'erano in campo 70.000 testate atomiche, più che sufficienti a ridurre il pianeta ad un ammasso di rovine.

E' in questo scenario apocalittico che Giovanni Paolo II in piazza S.Pietro il 25 marzo 1984, davanti alla Madonna di Fatima, in unione con i vescovi, in mondovisione consacra il mondo e la Russia alla Madre di Dio. Consacrazione che doveva esser fatta già nel 1960 dall'allora Papa Giovanni XXIII, seguito poi nell'inadempienza da Paolo VI.

Senza più quella base missilistica, a detta degli esperti, l'URSS non aveva più possibiltà di vincere.

L'incidente di Severomosk avvenne il 13 maggio 1984 festa della Madonna di Fatima (49 giorni dopo la consacrazione) e anniversario pure dell' attentato al Papa del 13 maggio 1981 anch'egli salvato dalla Madonna di Fatima.

Dopo la consacrazione del mondo e della Russia alla Madonna, oltre Severomosk, avviene, come d'incanto, un cambiamento radicale nelle politiche dell'URSS: morte di Cernenko, elezione di Gorbacev che tenta di salvare il salvabile e la mirabile funzione del papa polacco che favori il crollo di quei regimi in maniera pacifica, senza colpo ferire.

Data la natura del comunismo questo fu un evento che ha del miracoloso: è stata la sola rivoluzione politica della storia dove non è stata versata una sola goccia di sangue, l'unica dove un potere totalitario è stato vinto da uomini disarmati e non violenti.

Se ciò non bastasse a renderci perlomeno aperti a che ci fu un intervento dall'Alto possiamo ricordare altre date sconcertanti: 8 dicembre 1991 viene deciso lo smantellamento dell'URSS, giusto il giorno dell'Immacolata Concezione, a compimento di quel che disse a Fatima sul dilagare del comunismo: "Il mio cuore immacolato trionferà".

25 dicembre 1991, giorno del Natale di Nostro Signore si ammaina la bandiera rossa con falce e martello sopra il Cremlino, simbolo questo di un regime mostruoso che voleva cancellare il Cristianesimo.

Qui entra in scena papa Wojtyla che non è un papa qualunque, ma se possiamo dire, un papa annunciato.
Infatti Don Dolindo Ruotolo (“Servo di Dio, morto nel 1970 era un mistico come Padre Pio solamente molto meno conosciuto) riporta le parole della Madonna che ha ricevuto come locuzione interiore:
"Maria all'anima. Il mondo va verso la rovina, ma la Polonia, come ai tempi di (Giovanni) Sobieski, per la devozione, sarà oggi come i 20.000 che salvarono l'Europa e il mondo dalla tirannia turca (sotto le mura di Vienna nel 1683). Ora la Polonia libererà il mondo dalla più tremenda tirannia comunista. Sorge un nuovo Giovanni, che con marcia eroica spezzerà le catene, oltre i confini imposti dalla tirannide comunista. Ricordalo. Benedico la Polonia. Ti benedico. Beneditemi. Il povero - don Dolindo Ruotolo, Via Salvator Rosa, 58 Napoli "
Questo documento che è stato autenticato dal vescovo Pavel Hnilica (amico personale di Papa Giovanni Paolo II) è il retro di un'immagine della Madonna. Lo scritto è datato 2 luglio 1965 (24 anni prima della caduta del Muro) ed è indirizzato al polacco Vitold Laskowski.
La mistica polacca suor Faustina Kowalska (fattaci conoscere da papa Wojtyla) nel suo diario scrive: « Una volta che pregavo per la Polonia udii queste parole: "Amo la Polonia in modo particolare e se ubbidirà al mio volere l'innalzerò in potenza e santità. Da essa uscirà la scintilla che preparerà il mondo alla mia ultima venuta" (VI,93) ».
Di chi parla ? sembra proprio che la scintilla sia proprio papa Wojtyla. Come si fa a non pensarlo ? Dobbiamo supporre che il suo grandioso pontificato ci abbia preparato al ritorno di Gesù ? è un particolare questo che ci sconvolge anche se come dice la Scrittura i tempi di Dio non sono i nostri.
Si è sempre detto che questo papa ci ha traghettato nel 21° secolo. Mi domando: nel senso che ha preparato la nostra generazione a vivere tempi e prove mai viste nella storia dell’umanità ?
Può essere che noi vivremo quei momenti sconvolgenti e grandiosi che Gesù ha rivelato a suor Faustina parlando degli “ultimi tempi” con parole impressionanti ? che fanno cosi:
"Prima che giunga il giorno della giustizia sarà dato agli uomini questo segno in cielo. Si spegnerà ogni luce in Cielo, e vi sarà una grande oscurità su tutta la Terra. Allora apparirà in Cielo il Segno della Croce e dai fori dove furono inchiodati i piedi e le mani del Salvatore usciranno grandi luci che per qualche tempo illumineranno la Terra.
Ciò avverrà poco prima dell'ultimo giorno".

E' un’affermazione clamorosa, che invano cercheremo sull’Avvenire o sull’Osservatore Romano, attenti ad essere molte volte politicamente corretti e cattolicamente adulti restii ai miracolismi pegno da pagare alle potenti testate laiciste (Repubblica, Corriere, Stampa ecc).
Però all’interno della Chiesa qualcosa si muove; specialmente negli ultimi pontefici è diffusa la sensazione di vivere tempi apocalittici (non necessariamente “la fine dei tempi”, ma forse i tempi dell’Anticristo). Appare evidente dai loro pronunciamenti. Inoltre fa riflettere la Chiesa la grande messe di avvertimenti soprannaturali, quasi tutti coincidenti, di “rivelazioni private” da due e più secoli a questa parte ricevute da santi e mistici.
Tutto ciò rappresenta un motivo per comprendere bene la preoccupazione di tanti interventi pontifici, angosciati sia per le sorti della fede che per le sorti dell’umanità.
Quando era ancora cardinale, Wojtyla riteneva che i tempi che stiamo vivendo sono in qualche modo apocalittici, tanto che Il 9 settembre 1976 non lascia dubbi in proposito: "Ci troviamo oggi di fronte al più grande combattimento che l'umanità abbia mai visto. Non penso che la comunità cristiana l'abbia compreso totalmente. Siamo oggi davanti alla lotta finale tra la Chiesa e le anti-Chiesa, tra il Vangelo e gli anti-Vangelo".

Il cardinale Ivan Dias a Lourdes l'8 dicembre 2007, a 150 anni dalle apparizioni, ripropone in modo sorprendente questa frase del Papa del 1976 per capire il momento che stiamo vivendo. Il cardinale si è interrogato sul motivo e sul significato delle tantissime apparizioni della Madonna nei tempi moderni dalla Rue de Bac a Parigi (la medaglia miracolosa), passando per La Salette, Lourdes, Fatima fino a Medjugorje che evidentemente segnalano la speciale drammaticità e grandezza dell'epoca che viviamo.

La Madonna ha continuato a manifestare le sue vive preoccupazioni materne per la sorte dell'umanità in nuove apparizioni, in cui ha invitato sempre alla preghiera e alla penitenza, "perchè prevedeva la rovina spirituale di certi paesi, le sofferenze che il Santo Padre avrebbe subito, l'indebolimento della fede cristiana, le difficoltà della Chiesa, la venuta dell'Anticristo e i suoi tentativi per sostituire Dio nella vita degli uomini: tentativi che malgrado i loro successi splendenti, sono destinati tuttavia all'insuccesso".

Nelle apparizioni successive a Lourdes, dice il cardinale, la Madonna ha previsto" la venuta dell'Anticristo". Sembrerebbe sottinteso: nella nostra epoca (poichè i messaggi profetici della Madonna nelle apparizioni riguardano la nostra epoca).

Anche l’attuale papa Benedetto XVI evoca a sorpresa il personaggio inquietante e apocalittico nella recente enciclica “Spe salvi”: l’Anticristo. Lo chiama in causa attraverso una citazione di Immanuel Kant di cui ho parlato nel “debito e l’anticristo” che fa una certa impressione rileggere in questi tempi in cui l’Europa sembra in guerra contro la Chiesa, spesso strumentalizzando alcuni gruppi sociali (come gli immigrati musulmani o le donne o gli omosessuali) per sradicare le radici cristiane e per limitare la libertà dei cattolici e della Chiesa.

Il Papa sottolinea proprio questa possibilità apocalittica che viene affacciata da Kant secondo cui l’abbandono del cristianesimo e la guerra al cristianesimo potrebbero portare a una fine non naturale, “perversa”, dell’umanità, a una sorta di autodistruzione planetaria, sia in senso morale che in senso materiale (e un tale orrore, peraltro, è oggi nelle possibilità tecniche dell’umanità). Essendo l’enciclica un testo molto rigoroso e ponderato, è da escludere che Benedetto XVI abbia evocato l’Anticristo e la “fine dell’umanità” a caso.

Il suo pensiero peraltro è del tutto lontano da suggestioni millenaristiche, c’è dunque da credere che se richiama questi temi scorga veramente nel nostro tempo un confronto drammatico e mortale fra Bene e Male, come il suo predecessore.

Si può ricordare a questo proposito gli esercizi spirituali predicati al Papa dal cardinal Biffi qualche anno fa sulla profezia dell’Anticristo. Biffi ha citato infatti il “Racconto dell’Anticristo” di Vladimir Solovev scritto nella primavera 1900. In quelle pagine il personaggio apocalittico veniva eletto “Presidente degli Stati Uniti d’Europa” e poi acclamato imperatore romano.

L’esposizione di Solovev è sorprendente: non presenta l’anticristo come radicale oppositore e persecutore della Chiesa come i precedenti, provvisori anticristi tipo Napoleone, Hitler, Stalin. No, per lui l’anticristo sarà pacifista, ecologista, ecumenista”. Sarà un campione perfetto del politicamente corretto. Queste sono le sue parole: ”il nuovo padrone della terra era anzitutto un filantropo, pieno di compassione, non solo amico degli uomini, ma anche amico degli animali. Personalmente era vegetariano… Era un convinto spiritualista”, credeva nel bene e perfino in Dio, “ma non amava che se stesso”.

In sostanza questa figura si presenterebbe, secondo un’antica tradizione, con gli aspetti più seducenti, una contraffazione dei “valori cristiani”, in realtà rovesciati contro Gesù Cristo e contro la Chiesa, giusto quelli che oggi carezzano il senso comune, la mentalità odierna. L’anticristo oggi sarebbe accolto da una società molto scristianizzata, nichilista, politicamente corretta, falsamente libertaria, relativista; insomma, l’anticristo avrebbe un campo favorevolmente e diabolicamente già seminato perfettamente funzionale alla sua venuta e alla predicazione dei biblici 40 mesi, tempo concessogli.

In questo quadro si deve aggiungere un’aggravante in più: infatti il Papa non stigmatizza solo e semplicemente l’anticristianesimo dilagante a causa del laicismo, sebbene così aggressivo e pericoloso. C’è molto di più nei suoi pensieri. Egli esprime la consapevolezza che il pericolo non viene solo dall’esterno, da una cultura avversa e da forze anticristiane, ma anche dall’interno, da “un pensiero non cattolico” che dilaga nella stessa cristianità, come denunciò con parole drammatiche Paolo VI quando arrivò a parlare del “fumo di Satana” dentro il tempio di Dio, quando i nuovi teologi negli anni ’70 misero in dubbio le verità di fede e quando duecentomila religiosi in un arco di quindici, venti anni nel post-Concilio (un quarto dei religiosi di tutto il mondo) gettarono la tonaca “alle ortiche”.
Questi momenti cosi difficili sono stati percepiti anche da personalità laiche credenti e non-credenti.
Jean Guitton, filosofo cattolico e accademico di Francia ("Ogni giorno che Dio manda in terra" 1997 Mondadori) facendo un'analisi laica della situazione dell'umanità, perviene a questa conclusione: "Non possiamo nella nostra epoca prevedere il futuro. Ma possiamo supporre che nel prossimo secolo conosceremo eventi, cataclismi, catastrofi quali mai l'umanità ha vissuto nella sua tragica e lunghissima storia. Si avvicina un limite in cui l'umanità dovrà scegliere tra la sovversione e la conversione, non potendo più mantenere l'equilibrio in cui crede di potersi sistemare.

Lo pensava anche Pierre Teilhard de Chardin. Era anche l'ossessione del filosofo marxista Louis Althusser.

E’, in effetti l'opinione di tutti quelli che, soprattutto oggi, studiano i progressi della biologia, della genetica e aspettano quel quid che connoterà il XXI secolo.

Lapidario è Andrè Malraux scrittore e ministro al tempo di De Gaulle, non credente: "Il 21° secolo sarà religioso, altrimenti non sarà".

Analoga l'analisi del grande antropologo Renè Girard quello del “desiderio mimetico” e del “meccanismo del capro espiatorio”: "l'impressione è che l'intera umanità si stia recando ad una sorta di appuntamento planetario con la propria violenza".
Girard vede il dispiegarsi di un "vortice di violenze" che, dalle piccole "violenze che esplodono all'interno della famiglia" fino agli orrori dei tanti scenari bellici del pianeta, comprese le "guerre di sterminio contro le popolazioni civili", si congiungono come affluenti e si sommano in un'unica forza di devastazione che il filosofo definisce con il nome proprio di "Satana".

Anche il filosofo Nicola Abbagnano conferma: "La nuova Apocalisse, che poi è la sola che oggi temono gli uomini, è un evento tutto terreno. In pratica essa si prospetta come la distruzione dell'umanità da parte degli stessi uomini, i quali hanno strappato alla natura delle forze terribili che rischiano ormai di sfuggire al loro controllo. Sono infatti proprio queste forze che per tanto tempo hanno alimentato e giustificato il mito del progresso, che minacciano di ritorcersi su chi improvvisamente le ha scatenate, illudendosi che non potessero essere apportatrici che di bene.
La nuova apocalisse incombe sull'uomo con i bagliori dell'inferno della scienza assolutizzata".

S.Paolo dopo aver delineato il ritratto dell’Anticristo, spiegò ai Tessalonicesi che un ostacolo ritardava la venuta dell’uomo del peccato: “Voi sapete che sia quello che lo rattiene, affinchè sia manifestato a suo tempo”; poi aggiunge: “Che chi or lo rattiene, lo rattenga, fino che sia tolto di mezzo”.

S.Tommaso d’Aquino dice che risulta evidente dalle parole di San Paolo che esiste, contro l’apparizione dell’Anticristo, un ostacolo e qualcuno che trattiene l’ostacolo; vi è una barriera e una contro barriera. L’Anticristo non farà la sua apparizione se non quando, rigettato e messo da parte il custode dell’ostacolo, l’ostacolo stesso sarà tolto. Ora qual è quest’ostacolo, qual’è la barriera?

San Tommaso risponde che è l’unione e la sottomissione alla Chiesa Romana, sede e centro della fede cattolica. Finchè la società rimarrà fedele e sottomessa all’impero spirituale romano, trasformazione dell’antico impero temporale romano, l’Anticristo non potrà comparire. Questa è la barriera, questo è l’ostacolo. Ma, per beneficio di Dio, accanto a questo ostacolo, vi è un custode, incaricato di vegliare, incaricato di custodirlo; e questo custode è il Papa, Vicario di Gesù Cristo.

Finchè il custode sarà riconosciuto, rispettato, ubbidito, l’ostacolo sussisterà, la società rimarrà fedele all’impero spirituale romano e alla fede cattolica. Ma se questo custode, il Papa, viene ad essere disconosciuto, messo da parte, rigettato, con lui sparirà anche l’ostacolo e l’Anticristo sarà libero di comparire ».
F.V.

P.S. Confesso che sono stato per diverso tempo indeciso se scrivere questo articolo oppure no. Capisco che posso comunicare pessimismo, ansia e preoccupazione a chi legge e fare la cassandra non è mai popolare. 
La maggior parte della gente, anche se percepisce la gravità del momento forse preferisce metter la testa sotto la sabbia per non vedere e non sentire,
Personalmente constato che dopo l’11 Settembre il mondo occidentale (e non solo) è entrato nella fase finale escatologica, ossia anticristica. E poichè questa fase si caratterizza come l'Impero della Menzogna Totale e della Dissoluzione in consonanza con la natura del suo Principe, padre della Menzogna oltrechè omicida «fin dall’inizio», penso sia necessario documentare verità taciute e censurate, perchè pare che non molti lo fanno, affinchè si rafforzi nelle persone la decisione di perseguire il bene e non siano sviate dalle disinformazioni e perché gli avvertiti si rivolgano al Salvatore nella preghiera continua.

Per invocare la misericordia sul mondo intero F.V.


( Foto : Benozzo Gozzoli : La Cacciata dei Diavoli da Arezzo, affresco, chiesa di San Francesco, Montefalco )