domenica 18 settembre 2011

Petriolo : Chiesa Santa Maria delle Grazie

Chiesa di Santa Maria delle Grazie e Ginesio in Petriolo L’origine di questa chiesa dalle prime notizie scritte risale al 1550 con il titolo di S.ta Maria degli Angeli, ed era una “chiesuola”, ma da tempo immemorabile, su un muro esisteva una bella immagine della Vergine con in braccio il Bambino, dipinta da ignoto autore. “Improvvisamente attirò la pietà dei fedeli per frequenti e singolarissime grazie, che concedeva a chiunque colà transitante le si rivolgesse fiducioso colla preghiera” La nuova edicola promosse ulteriormente la venerazione della sacra immagine, verso la quale, dal 1578 muovevano processionalmente ogni domenica sera le Confraternite del SS.mo Sacramento e della Misericordia, fino al punto che si cominciò a pensare alla realizzazione di una nuova chiesa più ampia. La fabbrica iniziata nel 1636 fu aperta per lunghissimo tempo e solo nel 1670 fu ultimata e intitolata a S.ta Maria delle Grazie. La devozione popolare fa sì che le offerte ricevute a favore della chiesa sia pubbliche che private continuano ad affluire per tutto il sec.XVIII ed oltre, tanto che l’Arcivescovo Paraccini (1764 – 1777) dovette infine intervenire per eliminare gli abusi, furono addirittura vietate, permettendo tuttavia l’offerta di covi e spighe di grano al momento della mietitura. Iniziava così quella tradizionale offerta del frutto del lavoro agricolo, conservata fino agli anni sessanta del secolo scorso quando in una domenica di agosto, si celebrava la festa delle canestrelle, essendosi da tempo sostituita per motivi pratici l’offerta dei covoni con l’offerta del grano. Oggi purtroppo l’immagine della Madonna delle Grazie appare maldestramente rifatta dalla mano di un pittore incompetente che ha irrimediabilmente danneggiato l’opera originaria, forse non eccezionale, ma indubbiamente interessante come lasciano intravedere le figure non ritoccate dei due angeli che sorreggono la corona sul capo della Vergine. Dal punto di vista iconografico l’immagine non corrisponde al canone delle Madonne delle Grazie o del Soccorso, ma l’apparente anomalia si spiega con l’originaria denominazione di S.ta Maria degli Angeli che l’effige ebbe prima di essere cambiata, nel Seicento, in S.ta Maria delle Grazie. La chiesa si trova “prospeto al castello di Petriolo” all’incrocio delle strade per Mogliano e Abbadia di Fiastra, è stata chiesa parrocchiale dal 1766 al 1984 .
(Aldo Chiavari – PETRIOLO dalle origini al XVIII secolo)

sabato 17 settembre 2011

Don Alfredo Maria : 25 anni di ( duro) lavoro nella Vigna del Signore !


Dai “commenti” di Messainlatino (http://blog.messainlatino.it/2011/09/il-comunicato-della-sala-stampa-della.html ) traggo questo stupendo “ curriculum “ del Sacerdote bolognese Don Alfredo Maria Morselli, che ha festeggiato il 25 di sacerdozio lo scorso 29 giugno 2011.
L’ammirazione per questa vita autenticamente sacerdotale si possa tramutare in aumento di preghiera per tutti i Sacerdoti. Grazie don Alfredo Maria !

 “…sono 25 anni e due mesi che sono prete. Ho sempre cercato di dire la Messa di San Pio V tutte le volte che ho potuto.
Ho cominciato la mia carriera come cappellano in una parrocchia, dove, appena i preti vicini seppero del mio arrivo, protestarono contro il Vescovo.
Poi sono stato mandato a studiare a Roma, dove dicevo regolarmente la Messa antica alla chiesa di San Luca e Martina, quando a Roma non c'erano ancora Messe regolari (forse in via del Corso, ma non ricordo).
Poi sono stato mandato parroco in due parrocchiette di montagna, poverissime, con stabili fatiscenti. San Giuseppe mi ha permesso di restaurare due chiese, due campanili e una scuola materna parrocchiale: anche lì sono riuscito la domenica a dire una Messa di San Pio V (il motu propio era ancora lontano).
Anche nella nuova messa, distribuivo la S. Comunione in ginocchio e ho favorito la nascita di un coro polifonico parrocchiale (Gregoriano, Palestrina e Victoria). Ho cercato di entrare nella FSSP, ma mi è stato illecitamente proibito.
Ho cercato di ricorrere a Roma, dove Mons. Piacenza mi disse che, per il bene della FSSP sotto tiro, era meglio se avessi evitato il ricorso. Ne frattempo, dopo aver insegnato teologia fondamentale, teologia biblica e graco biblico, sono stato rimosso subdolamente dall'insegnamento.
Nel 2001 mi sono dovuto trasferire a Bologna, per poter assistere i miei anziani e ammalati genitori, per non mandarli in una casa di riposo.
Anche a Bologna sono stato nominato parroco di due parrocchie i cui stabili ho trovato in condizioni pietose e pieni di debiti.
Ma San Giuseppe mi ha aiutato anche questa volta. Dopo 9 anni, adesso celebro tutti i giorni in parrocchia la Messa antica.
Mi sono dato da fare perché nella diocesi ci fosse una Messa tridentina ufficiale, coinvolgendo altri 3 preti giovani. Tra i frequentatori di questa Messe sono nate 5 vocazioni religiose e sacerdotali.
Quando ho potuto, le mie vacanze estive sono state la predicazione degli Esercizi di S. Ignazio con la messa di San Pio V Abbiamo avuto la grazia che il Card Caffarra, primo cardinale residenziale italiano, celebrasse la Messa antica.
Per tutto questo, la dicoesi di Bologna, la diocesi di Lercaro e Dossetti, non è certo l'ambiente più favorevole.
L'unica cosa che ricercato in 25 anni di sacerdozio è stato un confessionale e un altare dove pote celbrare la Messa antica.
Ho avuto la gioia di battezzare un ex-mussulmano e 6 zingari. …
Nos autem opetet gloriari nisi in cruce Domini Nostri Jesu Christi” .

• "La Chiesa di Roma è radice e madre di tutte le Chiese. Chi abbandona la Cattedra di Pietro, su cui è fondata la Chiesa, si illude di restare nella Chiesa." (San Cipriano di Cartagine, "De Catholicae Ecclesiae Unitate")


Chi tradisce il Vangelo è come un ladro e come tale deve essere considerato!
Nella Diocesi di Montefeltro-San Marino, che si sviluppa in parte nel territorio marchigiano, il Vescovo e i buoni fedeli sono rimasti sconcertati per l’apostasia che uno sciagurato ormai ex parroco ha fatto della vera religione cattolica aderendo ad una comunità evangelica.
Questo tradimento gravissimo di un prete cattolico è stato il frutto nefasto di una delle tante "missioni protestanti"   attive anche in piccoli centri di casa nostra.
Non è comunque questa la notizia.
Il vero motivo di questa mia riflessione è l'ammirazione che ripongo nei confronti del Vescovo di quella Diocesi  Mons. Luigi Negri, dalla salda fede e dal coraggio quasi unico nell’episcopato italiano , uno che sa parlare, con estrema franchezza, il linguaggio evangelico del si,si,no,no.
Di fronte all’inquietante episodio, consumato in cattivissima fede e con l’inganno nel cuore ( l’ex prete aveva spudoratamente mentito diverse volte al suo vescovo) ho lodato in cuor mio la reazione che questo degno Successore degli Apostoli  ha avuto condannando senza alcuna esitazione l'eresia.
La lettera del sullodato Vescovo è senza buonismi alla moda e inconsistenti questioni  irenico-ecumeniche.
E' stato utilizzato solo  il linguaggio della Chiesa con lo scopo di salvare le anime del gregge  .
C'è chi mal sopporta il termine eretico, come se questa fosse una calunnia infamante. 
Definire qualcuno eretico non significa ingiuriarlo: l'eresia è sostanzialmente una deviazione dalla Verità Rivelata per mezzo della Sola, Unica Chiesa con a capo Pietro a cui è stato affidato il Depositum Fidei. Forse l'ex prete ha avuto una formazione teologica non del tutto ortodossa come succede a molti preti,  sostanzialmente protestanti-liberali  che detengono  posizioni rilevanti  nella Chiesa cattolica.
Io che, a causa dell'età anagrafica, ho avuto una formazione pre-conciliare ( mi spiace di dover usare questa terminologia) quando ricevetti la Santa Cresima sapevo già perfettamente cos’era il protestantesimo . Osserviamo, spesso nelle TV, diversi preti protestatari sponsorizzati dai media che " hanno posizioni di "protestantesimo liberale" e ben oltre, fino a travalicare il Cristianesimo stesso in una specie di filantropismo ( post ) gesuano. Uno di costoro ha scritto che arriverà il momento di riesaminare i dogmi mariani; ce n'è un altro, che pure sembra una brava persona e un gran filantropo, a cui vanno bene i rapporti prematrimoniali purchè accompagnati dall'amore, le unioni gay, i Pacs, e conclude dice che non è bene celebrare la Messa tutti i giorni perchè così -perde di solennità- ".
L’invadenza protestante anche nelle nostre terre si sta rivolgendo verso le comunità straniere ( rumeni ed ex jugoslavi) spesso fra l'indiffenza totale dei nostri pastori, parroci e vescovi.
Accompagnati anche da vistosi “doni”, i nuovi adepti si illudono che le organizzazioni protestanti  possono essere  in grado di migliorare il loro  status sociale .
Debbo dire che negli ortodossi ha prevalso ancora una volta l'antidoto della devozione, che aveva preservato quelle popolazioni dall'ateismo nel tempo delle feroci persecuzioni comuniste.
“Siamo invasi dai protestanti ? Cosa possiamo fare per arginare il loro flusso ? Vanno di casa in casa con quella falsa bontà e dimostrando falso interesse per le persone solo per attirarle nella loro rete. Lo scopo di tutte queste sette è disgregare la chiesa santa cattolica apostolica romana. Chi c'è dietro questo progetto ? Quali lobbies ? Quali poteri forti ci stanno ? Dobbiamo unire le forze e contrastare questi falsi maestri”.
Viene spesso la tentazione di gridare al complotto, al nemico esterno.
Pensiamo, dapprima, ai pericoli, assai più perniciosi e distruttivi, che vengono dall’interno della comunità ecclesiale, i preti, cioè, che pur esternamente dichiarandosi in comunione con il Papa e con i Vescovi, fanno del tutto per distruggere le espressioni della fede cattolica : dai sacramenti, alcuni dei quali non vengono più neppure amministrati, alle devozioni passando per la Liturgia.
L'altare, rivolto versus populum, è l'icona più eloquente del pericoloso avvicinamento cattolico, taggato post Concilio, verso il variegato mondo protestante..
In molte diocesi e in diverse parrocchie la superficiale interpretazione dell’ecumenismo produce anche pericolose frequentazioni con i sempre più agguerriti protestanti.
E' bello e salutare leggere quanto Papa Pio XI scrisse nell'Enciclica Mortalium Animos :  la preoccupazione, fondata, di quel Pontefice deve essere di stimolo  per tutti di aggrapparci al deposito della vera fede .
A.C.
( Foto : ecumenismo unilaterale. Una chiesa cattolica dissacrata a Bressanone per farvi celebrare il culto protestante )

giovedì 15 settembre 2011

CARDINALE ANGELO COMASTRI : OMELIA DEL CORPUS DOMINI

Voglio condividere con Voi, cari amici, un dono che mi ha fatto Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Angelo Comastri, Arciprete della Papale Basilica Vaticana e Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, il 26 giugno scorso : il testo di una sua bellissima omelia, inedita.
I fedeli delle Marche sono  molto affezionati al Cardinal Comastri, che per diversi anni  fu indimenticabile Arcivescovo-Prelato di Loreto.
Viene da tutti considerato, con grato affetto, come
" marchigiano ad honorem" .
Poeta e cantore   di Maria Santissima, uomo della carità, che sostenne con la preghiera e l'aiuto concreto diverse realizzazioni della Beata Teresa di Calcutta non tralasciando di aiutare , nello stesso tempo, quanti bussavano alla porta del suo ufficio lauretano, il Cardinale Angelo Comastri ora è Arciprete della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano e con la sua parola di fede guida tanti fedeli alla devozione verso Pietro e il suo attuale successore : il Papa.




OMELIA DEL  "CORPUS DOMINI"

1 Francois-Marie Arouet, universalmente noto con lo pseudonimo di Voltaire, è stato uno scrittore acido, dissacrante e fortemente polemico nei confronti della religione cattolica e, in particolare, nei confronti della Santa Eucaristia. Egli è arrivato a dire: "L'Eucaristia è una superstizione mostruosa, ultimo termine della sfacciataggine dei preti e della stupidità dei credenti". Queste parole irriverenti sono manciate di fango lanciate contro l'Eucaristia, che viene presentata come un mistero, razionalmente insostenibile. E’ consolante ed edificante il fatto che tante persone di cultura e di grande intelligenza non abbiano avuto una minima esitazione nel credere dell’eternità e nell’inginocchiarsi devotamente davanti all’Eucaristia. Eppure Galileo Galilei,uomo che indiscutibilmente sapeva ragionare, si inginocchiava come un bambino davanti all'Eucaristia; Biagio Pascal, genio da tutti ammirato, attese il Viatico (cioè, l'ultima Comunione) con le lacrime agli occhi e con un desiderio così struggente che colpì coloro che gli stavano accanto; André-Marie Ampère, notissimo studioso soprannominato il "Newton dell'elettricità", si inginocchiava sul nudo pavimento per pregare davanti all'Eucaristia, suscitando la meraviglia dei suoi stessi studenti; Alessandro Volta, anch'egli celebre studioso dei fenomeni elettrici, volle lui stesso fare il catechismo ai propri figli per prepararli all'incontro con Gesù nella Santa Eucaristia; Louis Pasteur, celeberrimo scienziato dei batteri e del complesso fenomeno delle malattie infettive, si confessava regolarmente dall'Abbé Huvelin, il padre spirituale di Carlo de Foucauld, e si accostava con grande devozione alla Santa Eucaristia. E Guglielmo Marconi, in tempi più vicini a noi, passava ore intere in preghiera davanti al Santissimo Sacramento. E Alcide de Gasperi, politico di grande levatura morale e intellettuale, amava dire: "Mi inginocchio davanti all'Eucaristia per poter stare in piedi davanti agli uomini!". Costoro (e potremmo continuare con tantissimi altri esempi) erano ingenui? Erano intelligenti in tutto, fuorché nella fede? No, erano credenti lucidi, convinti, coerenti e intelligenti: nessuno lo può mettere in dubbio! Del resto Biagio Pascal, in uno dei suoi luminosi pensieri, arriva ad affermare: "Se Gesù è il Figlio di Dio, quali problemi possono esistere davanti all' Eucaristia? Chi può stabilire un limite all'onnipotenza di Dio?" Accogliamo, allora, con gioia e con commossa gratitudine questo grande dono di Gesù.
2 L'Eucaristia è il grande dono di Gesù: è il regalo dell'ultima ora, il regalo del momento dell'addio. E, come ogni dono, porta l'impronta del donatore: infatti quando qualcuno ci fa un regalo, certamente ci rivela anche i suoi gusti, le sue preferenze, il suo cuore. Così accade anche per Dio. Cerchiamo allora di scoprire Dio partendo dall'Eucaristia. L'Eucaristia grida l'umiltà di Dio. Se Dio fosse stato un orgoglioso, ci avrebbe fatto un dono completamente diverso; si sarebbe reso presente in maniera spettacolare e appariscente. Invece no! Dio è umile! E l'Eucaristia porta il profumo della paglia di Betlemme e quasi ci fa sentire il fruscio dell'acqua che Gesù versò sui piedi degli apostoli. S. Francesco d'Assisi si emozionava quando meditava questa verità. E nelle "Ammonizioni" scrive: "Ecco, ogni giorno Egli si umilia nella Santa Eucaristia, come quando dalla sede regale discese nel grembo della Vergine Maria; Egli stesso ogni giorno viene a noi in apparenza umile, ogni giorno discende dal seno del Padre sull'altare nelle mani del Sacerdote". E nella "Lettera a tutto l'Ordine" esclama: "Quanto deve essere santo, giusto e degno colui che stringe nelle sue mani e riceve nel cuore e offre agli altri questo Santissimo Sacramento. O umiltà sublime1. O sublimità umile, il Signore dell'universo, Dio e Figlio di Dio, così si umilia da nascondersi, per la nostra salvezza, sotto poca apparenza di pane. Guardate, fratelli, E umiltà di Dio !" L'Eucaristia, pertanto, ci ricorda chiaramente che, senza umiltà, non possiamo incontrare Dio.
E bene che teniamo sempre presente questa decisiva verità.

3. L'Eucaristia, dall'altra parte, grida anche la povertà dell'uomo. Gesù ha voluto rendersi presente nel segno del "pane" per dirci che noi siamo poveri di Dio, bisognosi di Dio, affamati di Dio. Com'è vero e come è attuale questo messaggio! Tutto il benessere di oggi non ha fatto crescere di un solo millimetro il livello della felicità umana: guardatevi attorno, guardate la tristezza dei sabato sera, guardate la frenesia dei divertimenti che debbono continuamente cambiare e diventare sempre più stravaganti per dare l'illusione di accendere una scintilla di veloce piacere. L'Eucaristia chiaramente ci dice che, senza Dio, l'uomo non si sfamerà mai: è Dio il "pane" proporzionato alla fame sconfinata del cuore umano. Ecco perché l'Eucaristia ha attirato un giovane inquieto e sbandato come Carlo de Foucauld... e l'ha reso felice!
Ecco perché l'Eucaristia ha affascinato Madre Teresa di Calcutta al punto da farla esclamare: "Senza Eucaristia non potrei vivere un solo giorno. E senza Eucaristia non potrei portare l’amore ai poveri!".
Signore Gesù, aumenta la nostra fede nella Santissima Eucaristia! Facci prendere coscienza della nostra povertà e apri i nostri occhi davanti al mistero del tuo dono, che è l'unica terapia della nostra inquietudine e della nostra infelicità.
Amen!

Angelo Card. Comastri
Arciprete della Papale Basilica Vaticana
Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano

FESTUM SEPTEM DOLORUM BEATAE MARIAE VIRGINIS

Stabat Mater dolorósa iuxta crucem lacrimósa, dum pendébat Fílius.
Cuius ánimam geméntem, contristátam et doléntem pertransívit gládius.
O quam tristis et afflícta fuit illa benedícta Mater Unigéniti !
Quae moerébat et dolébat, pia mater, cum vidébat nati poenas íncliti.
Quis est homo, qui non fleret, Christi Matrem si vidéret in tanto supplício?
Quis non posset contristári, piam Matrem contemplári doléntem cum Filio ?
Pro peccátis suae gentis vidit Jesum in torméntis et flagéllis subditum.
Vidit suum dulcem natum moriéntem desolátum, dum emísit spíritum.
Eia, mater, fons amóris, me sentíre vim dolóris fac, ut tecum lúgeam.
Fac, ut árdeat cor meum in amándo Christum Deum, ut sibi compláceam.
Sancta Mater, istud agas, crucifíxi fige plagas cordi meo válide.
Tui Nati vulneráti, tam dignáti pro me pati, poenas mecum dívide.
Fac me vere tecum flere, Crucifíxo condolére donec ego víxero. Iuxta crucem tecum stare, te libenter sociáre in planctu desídero.
Virgo vírginum praeclára, mihi iam non sis amára, fac me tecum plángere.
Fac, ut portem Christi mortem, passiónis fac me sortem et plagas recólere.
Fac me plagis vulnerári, cruce hac inebriári et cruóre Fílii.
Flammis urar ne succénsus, per te, Virgo, sim defénsus in die iudícii.
Fac me cruce custodíri morte Christi praemuníri, confovéri grátia.
Quando corpus moriétur, fac, ut ánimae donétur paradísi glória. Amen.

( Si vede chiaramente nelle foto del simulacro della Beata Vergine Addolorata che sono state rubate due spade )

LA NOSTRA STELLA POLARE : IL PAPA !

Abbiamo ricevuto e volentieri pubblichiamo, con qualche taglio ... ce ne scusi l'amico Franco.
" Ho visto la Messa d'apertura del Congresso Eucaristico in televisione e come marchigiano mi sono vergognato dell'immagine sciatta, banale, desacralizzata che abbiamo mostrato a tutti gli italiani. Mi sento di dire che è stata meno peggio la Messa celebrata un'ora prima (mi pare su Rete 4) a S.Giovanni Rotondo in quella brutta chiesa di Renzo Piano. E il che è tutto dire ! Niente a che vedere con quanto avevano fatto di buono su a Venezia e a S.Marino, anche se con il Nuovo Rito. Che sia stata una reazione opposta a quelle belle funzioni papali ? A presenziare a questa Messa c'erano tutti i vescovi marchigiani ed altri ancora. Non voglio accusarli tutti di questo andazzo; c'è qualcuno più degli altri che si impone ed altri che per buona pace si allineano. Per alcuni, che sicuramente la pensano diversamente, viene meno il coraggio di andare controcorrente forse perchè condizionati anche dal clero locale. E questo lo si verifica specialmente nelle celebrazioni nella forma straordinaria del rito romano. Le Marche oramai si caratterizzano come una regione tra le più ostili alla celebrazione della Santa Messa antica, di fatto c'è un solo posto dove questa si celebra tutte le domeniche: Campocavallo di Osimo grazie ai bravi Francescani dell'Immacolata.
Dove si è iniziato a fare qualcosa in modo sistematico i preti più coraggiosi sono stati intimiditi...
Alla chiesa di S.Biagio ad Ancona la Messa di S.Pio V si è sempre celebrata se non erro dal 1988; bene, hanno smesso proprio nel 2007 in coincidenza del Motu Proprio del Papa perchè non c'era più il celebrante !
A Loreto quei poveri fedeli che vengono da Rimini ogni anno, sono relegati nella Cappella Polacca priva d' organo e alle 14,30 del pomeriggio (probabilmente per scandalizzare meno gente possibile che passa da quelle parti...sapete ? questi fedeli si inginocchiano sul nudo pavimento, non si sa mai...che a qualche passante venisse pure a lui l'idea di inginocchiarsi...)
Ad un gruppetto di ... che avrebbe voluto celebrare in antico, la risposta del clero locale è stata che loro in chiesa non volevano certe "pagliacciate" (di questo dovranno rispondere sicuramente a Dio) e che mai e poi mai avrebbero permesso l'antico rito. Mi fermo qui perchè ci sarebbe altro da dire per altre località, ma non lo faccio per carità di patria. Di fatto in tutta la regione, da Pesaro ad Ascoli, c'è una opposizione sorda a che venga celebrata una S.Messa come dovrebbe essere celebrata: in modo sacrale, solenne, adorante, perchè loro vogliono scodellarci a tutti indistintamente messe come quelle di domenica: sciatte, banali, secolarizzate. Questi nostri vescovi e preti marchigiani pensano ancora di ostacolare in questo modo vergognoso le istanze che vengono da fedeli che sono stufi di constatare spesso le banalità, le sciatterie, il Crocifisso che non è più al centro perchè al centro ci sono loro, il Tabernacolo che non si sa più dove sia, la sciatteria di questi e queste ministranti dell'Eucaristia che maneggiano le Sacre Particole come cosa propria ? Io mi sento cattolico apostolico romano e aggiungo papista, perchè per tutti, specialmente in questi momenti grigi che viviamo, il Papa deve essere la nostra stella polare ! "
Naturalmente il Santo Padre Benedetto XVI ha rimesso tutto a posto celebrando la Santa Messa di chiusura del Congresso Eucaristico domenica 11 settembre.
Preludio alla splendida "riparazione pontificia" è stata la veglia d'adorazione presieduta nella sera del 10 settembre dal Presidente della CEI il Cardinale Angelo Bagnasco.
Di questo ringraziamo Dio e la Madonna Santissima , Virgo Lauretana. N.D.R.

mercoledì 14 settembre 2011

“La Madonna, benedice questa Messa, la Madonna che in questo santuario l'ha sentita celebrare con questo rito per secoli, perchè con questo rito si sono santificati Pontefici, Martiri, Confessori : questo è il dono che il Papa ha dato alla Chiesa, così bello, così teologicamente forte" (Omelia, passo a "braccio" del cardinale Castrillon Hoyos, 14 settembre 2007, Loreto)














Nella festa odierna dell’Esaltazione della Santa Croce vogliamo anche ricordare il 14 settembre 2007 quando a Loreto nella chiesa inferiore della Basilica della Santa Casa il Cardinale Dario Castrillon Hoyos allora Presidente della Pontificia Commissione “Ecclesia Dei” celebrò il Solenne Pontificale per dare inizio alle normative contenute nel Motu Proprio Summorum Pontificum. La Delegazione Pontificia per il Santuario di Loreto, grazie all’amabile collaborazione dell’ Arcivescovo-Delegato Mons.Gianni Danzi, aveva emesso questo Comunicato –Stampa : “Venerdì 14 settembre 2007, Festa dell’Esaltazione della Croce, alle ore 18.00, la Basilica della Santa Casa di Loreto ospiterà una Santa Messa Pontificale e il Te Deum in occasione dell’entrata in vigore della Lettera Apostolica Motu Proprio SUMMORUM PONTIFICUM di Sua Santità Benedetto XVI. Il Pontificale, oltre che da Mons. Gianni Danzi, Arcivescovo Prelato di Loreto, sarà preseduto da S. Em. Card. Dario Castrillon Hoyos, Presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei. Parteciperanno al solenne pontificale la Cappella Musicale della Basilica della Santa Casa, diretta dal M.° p. Giuliano Viabile e il “Rossini Chamber Choir” di Pesaro, diretto dal M.° Simone Baiocchi, autore del Te Deum. Il servizio liturgico sarà svolto dall'Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote con oltre venti seminaristi italiani e stranieri. La celebrazione si avvale anche del Patrocinio del Decano del Corpo Diplomatico presso la Santa Sede e del Pontificio Consiglio della Cultura. Significativa la presenza dell’Ambasciatore della Federazione Russa presso la Santa Sede Nikolay Sadchikov, accompagnato dal Console Prof. Armando Ginesi”.
Fu quella, in sostanza, l’ultima collaborazione che avemmo con la Pontificia Basilica della Santa Casa di Loreto.
La morte dell’Arcivescovo-Delegato, già molto malato nel settembre 2007 e la nomina del successore S.E.R.Mons. Giovanni Tonelli ci impedirono, di fatto, di organizzare altri pellegrinaggi nella Basilica della Santa Casa nonostante i recenti incoraggiamenti del nuovo Rettore il Maestro P.Giuliano Viabile.
Per ora rimangono impresse nella memoria le immagini di quella giornata indimenticabile a Loreto che hanno fatto passare in secondo piano  le innumerevoli amarezze, le ripetute vessazioni e le degradanti umiliazioni inflitte dagli uomini di chiesa a noi poverissimi esponenti del volontariato liturgico che con tanto entusiasmo stavamo organizzando la solenne liturgia.
L’Arcivescovo-Prelato Mons. Danzi , molto malato, non era presente allora tutti coloro che non avevano appoggiato la sua decisione di ospitarci per il primo Pontificale nell'antico rito dopo il Motu Proprio… ce la fecero pagare assai cara !
Con la celebrazione lauretana del 14 settembre 2007, abbiamo pure ricevuto per l'ultima volta il Patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura, accordatoci in diverse occasioni di rilevanza artistica e culturale.
Con le dimissioni del Cardinale Paul Poupard, che tante volte volle incoraggiarci e concederci il suo Patrocinio, il successore, il milanese Mons. Gianfranco Ravasi, ora Cardinale, non ha tenuto conto delle precedenti positive notifiche del Pontificio Consiglio della Cultura e neppure di un messaggio specifico, di compiacimento per l'opera artistica " pro fide catholica" che ci era stato inviato nel 2003 dell'allora Segretario di Stato Cardinale Angelo Sodano ).
 Il nuovo Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura non ci ha più degnato neppure di una risposta scritta o telefonica.
Non importa : il Signore, giusto giudice, ne terrà conto  !
Viva il Papa !
Viva la Chiesa Cattolica !