venerdì 7 ottobre 2011

L'ARCIVESCOVO DI URBINO-URBANIA-SANT'ANGELO IN VADO S.E.MONS.GIOVANNI TANI, DEVOTO PASTORE



Nel pomeriggio del 16 luglio scorso, Festa della Beata Vergine del Monte Carmelo, ho avuto la grazia di assistere alla Santa Messa celebrata nel Monastero delle Carmelitane di Tolentino dall'Arcivescovo eletto di Urbino S.E.Mons.Giovanni Tani, che ha una sorella religiosa in quella fiorente Comunità.
Ho ammirato la particolare devozione mariana del nuovo Arcivescovo che, al termine della S.Messa, ha imposto lo Scapolare.
Sono rimasto edificato dal grande raccoglimento che il Presule ha impresso alla Liturgia.
Prego il nuovo Arcivescovo di ricordarsi anche dei marchigiani che sono legati all'antica Liturgia della Santa Chiesa. Grazie Santo Padre Benedetto XVI per questo dono che ha fatto alla nostra Regione !

BIOGRAFIA DEL NUOVO ARCIVESCOVO

S.E. Mons. Giovanni Tani è nato a Sogliano al Rubicone (Forlì), nella diocesi di Rimini, l'8 aprile 1947.
Ha compiuto gli studi nel Seminario Minore di Rimini e poi al Seminario Regionale di Bologna. Alunno del Pontificio Seminario Romano Maggiore, ha frequentato la Pontificia Università Gregoriana, ottenendo la Laurea in Teologia Spirituale.
Ha conseguito anche la Licenza in Diritto Canonico nella Pontificia Università Lateranense.
È stato ordinato sacerdote il 29 dicembre 1973 per la diocesi di Rimini.
Nel ministero ha ricoperto i seguenti incarichi: Direttore Spirituale del Seminario di Rimini, dal 1974 al 1985; Direttore Spirituale del Pontificio Seminario Romano Maggiore, dal 1985 al 1999; Parroco di Nostra Signora di Lourdes a Tormarancia in Roma, dal 1999 al 2003; Rettore del Pontificio Seminario Romano Maggiore, Rettore della Chiesa dei Santi Quattro Coronati al Laterano, Membro del Consiglio Presbiterale, Membro del Consiglio Pastorale Diocesano, Presidente dei Missionari dell'Istituto Imperiale Borromeo, dal 2003; Assistente Spirituale dell'Apostolato Accademico Salvatoriano, dal 2006.
Nel 1992 è stato nominato Cappellano di Sua Santità.
Il 24 giugno 2011 è stato eletto Arcivescovo di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado.
Il 17 settembre 2011 è stato ordinato vescovo ed ha iniziato il suo ministero episcopale.

LO STEMMA DELL'ARCIVESCOVO MONS.GIOVANNI TANI


Lo stemma dell'Arcivescovo Mons. Giovanni Tani.
Descrizione araldica
Inquartato, d’azzurro e d’argento: nel 1° all’agnello pasquale con la testa rivolta, nimbato d’oro e tenente in sbarra con la zampa anteriore destra l’asta crociata dello stesso di un vessillo bifido d’argento alla croce di rosso, sostenuto da tre colli addossati verdeggianti; nel 2° al Palazzo Ducale di Urbino dei suoi colori al naturale, sormontato da una stella di sette raggi d’azzurro; nel 3° al gonfalone pontificio astato e cimato da un pomo crocettato d’oro, e gheronato di sette pezzi di rosso e d’oro; nel 4° alla colomba d’argento al volo spiegato, posta in maestà e nimbata d’oro, sormontante il mare fasciato ondato d’argento e del campo.
Lo scudo accollato ad una croce astile doppia trifogliata d’oro e gemmata di sette pezzi d’azzurro, e timbrato da un cappello prelatizio a dieci nappe per lato, il tutto di verde.
Motto: IN UNITATE SPIRITUS SANCTI.
Spiegazione simbolico-teologica
Lo stemma di Mons. Giovanni Tani si presenta come una sintesi della sua storia personale, dei suoi valori spirituali e del suo programma pastorale.
L’agnello pasquale è simbolo eloquente del Redentore (cf Gv 1,29; Ap 5,6), ma anche emblema di Giovanni il Battista che con questo titolo additò il Figlio di Dio venuto nel mondo per eliminarne il peccato. Dunque richiama il nome di Battesimo del titolare. Tale allusione è rafforzata dalla presenza nel 1° quarto di tre colli che richiamano i paesaggi del Montefeltro, e del paese natale del Presule, Sogliano al Rubicone (FC).
Il Palazzo Ducale di Urbino, oltre ad essere richiamo diretto alla Città di Urbino e alla sua ricchezza di storia e di arte, vuole simboleggiare anche “Il Castello interiore”, il celebre itinerario dell’anima alla ricerca dell’unione perfetta con Dio, delineato da Santa Teresa d’Avila, della quale Mons. Tani è appassionato studioso. Le stella di sette raggi d’azzurro che sormonta l’edificio richiama le sette mansioni o stanze che introducono sempre più al centro, dove si trova il sole splendente e la sorgente d’acqua viva. La stella ha inoltre un valore mariano, richiamando la Madonna della Fiducia alla quale tante generazioni di seminaristi e di sacerdoti del Seminario Romano (di cui Mons. Tani è stato Rettore) hanno guardato e continuano a guardare come guida sicura nel cammino.
Il gonfalone pontificio, emblema della Chiesa romana, simboleggia il legame profondo dell’Arcivescovo con la Diocesi di Roma nella quale per tanti anni si è formato e ha esercitato il ministero sacerdotale, prima come direttore spirituale nel Pontificio Seminario Romano Maggiore, quindi come Parroco, infine come Rettore dello stesso Seminario. L’ombrello (insieme alle chiavi petrine) è del resto anche emblema del Seminario Romano. Infine si ritrova nello stemma civico della seconda delle sedi diocesane affidate alla cura pastorale di Mons. Tani, Urbania (così chiamata in onore di Papa Urbano VIII che elevò Casteldurante al rango di Città e Diocesi). Non manca nello stemma un riferimento alla terza sede diocesana, Sant’Angelo in Vado, lo stemma civico della quale è d’argento alla croce di rosso: ciò che nel 1° quarto si ritrova come vessillo dell’agnello pasquale.
Il mare nell’ultimo quarto richiama la Diocesi d’origine dell’Arcivescovo, Rimini. Sormontato dalla colomba dello Spirito simboleggia pure le acque del Battesimo, il sacramento della rinascita in Cristo che segna l’ingresso nell’unica Chiesa, corpo di Cristo (cf 1Cor 12,13). Lo Spirito che risuscitò Cristo, donato ai credenti, è principio vitale della loro unità (cf Ef 4,1-6).
Il motto, di sapore liturgico, esplicita questo messaggio. E in qualche modo tutta la composizione araldica sottolinea il valore imprescindibile dell’unità tra i credenti che trovano in Dio il principio unificante di tutta la loro esistenza. Infatti l’agnello, simbolo del Risorto, ha la testa rivolta, quasi come a gettare lo sguardo sulla colomba dello Spirito, di cui lo stesso Risorto è datore (cf Gv 20,22). Attorno a questo ideale sguardo si articolano le altre figure araldiche poste a richiamare più chiese diocesane. L’unica Chiesa di Cristo, animata dall’unico Spirito, continua a vivere il perenne rendimento di grazie all’unico Dio Padre di tutti.
Roma, 29 giugno 2011
Solennità dei Santi Pietro e Paolo, Apostoli
Don Antonio Pompili
Socio corrispondente dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano

IL VIDEO DI RAI3 REGIONALE DELL'INGRESSO IN DIOCESI DEL NUOVO ARCIVESCOVO


VIRGO DIGNA COELO, Convegno Internazionale in occasione del 550° Anniversario della Canonizzazione di Santa Caterina da Siena ( 1461-2011)


Nullum ab ea verbum non religiosum, non sanctum excidit.
...Nemo ad eam accessit, qui non doctior meliorque abierit.
Doctrina eius infusa, non acquisita fuit.
Prius magistra visa est quam discipula.

Pio II, Bolla di canonizzazione











Il 29 giugno 1461 papa Pio II Piccolomini
elevava all'onore degli altari Caterina da Siena (+ 1380).
Con quell'atto il pontefice dava un solenne riconoscimento
al servizio reso dalla Santa alla Sede Apostolica,
ma veniva incontro anche alle attese
dei suoi concittadini senesi e dei Domenicani,
che la veneravano quasi come seconda fondatrice dell'Ordine.
Mistica e profetessa, dorma di contemplazione,
ma anche di forte impegno politico e sociale,
scrittrice straordinaria,
la grande Caterina non era stata dimenticata
e la sua memoria restava ben viva e operante
anche nella nuova Italia del Rinascimento e delle Corti.
La sua immagine sarebbe diventata simbolo potente,
capace di coagulare attese di rinnovamento e progetti di riforma,
ma anche punto di riferimento costante
degli ideali di perfezione cristiana e della stessa autocoscienza femminile nella complessa fase di passaggio
dall'età medievale a quella moderna.
Il 550° anniversario della canonizzazione è apparso
occasione opportuna per approfondire un aspetto
sinora poco esplorato in una prospettiva storiografica,
quello della eredità storica e spirituale della Virgo digna coelo.

Il Pontificio Comitato di Scienze Storiche, presieduto dal Rev.mo Padre Bernard Ardura, O.Prem. con il prezioso ausilio di : Memorie Domenicane, La Provincia Romana S.Caterina da Siena, il Centro Internazionale di Studi Cateriniani e l’Arcidiocesi di Siena Colle di Val d’Elsa Montalcino ha organizzato il

Convegno Internazionale in occasione del 550° Anniversario della Canonizzazione della santa
 Roma e a Siena dal 27 al 29 ottobre 2011.



Informazioni per chi vuol partecipare :
Segreteria organizzativa Biblioteca Domenicana, Firenze telefono :055-2870384
E mail : memorie.domenicane@gmail.com


Pontificio Consiglio di Scienze Storiche telefono : 06-69874014
E mail : addetto@historia.va


Santa Caterina da Siena, Patrona d'Italia : "che tanto ha avuto a cuore la Persona e la missione del Romano Pontefice”.

giovedì 6 ottobre 2011

MEMORABILE DISCORSO DEL CARDINALE MAURO PIACENZA . IL SEGRETO DEL SACERDOTE? IL DONO INCONDIZIONATO


Da ZENIT.ORG
LOS ANGELES, martedì, 4 ottobre 2011 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito l'intervento pronunciato questo martedì a Los Angeles dal Cardinale Mauro Piacenza, Perfetto della Congregazione per il Clero, nell'incontrarsi con i seminaristi.

Venerato Fratello nell'Episcopato,
Cari Formatori
Carissimi Seminaristi,
è per me motivo di profonda gioia potervi incontrare in questo breve soggiorno Nordamericano.
Il futuro della Chiesa, che è certo, perché sta nella mani del suo Capo e Signore che è Cristo, pulsa nelle vostre esistenze. I Seminaristi di oggi, Sacerdoti di domani, sono la speranza viva del cammino che sempre la Chiesa compie nel mondo.
Grazie di cuore, a nome della Chiesa, per il vostro sì generoso!
Sappiate sin d'ora che il Prefetto della Congregazione per il Clero prega per voi, perché il vostro sì al Signore sia totale ed incondizionato.
È questo il segreto della felicità, il segreto della piena realizzazione della vita Sacerdotale: donare tutto, senza nulla trattenere per se stessi, sull'esempio di Gesù!
Non intendo in questo incontro proporvi una conferenza, ma semplicemente, un colloquio informale, dando spazio alle vostre eventuali domande spontanee.
Alle vostre domande premetto solo alcune brevi riflessioni su quanto ritengo sia fondamentale oggi, e sempre, nella formazione sacerdotale.
1. Il primato di Dio
È ormai acquisito dall’esperienza ecclesiale, che la vocazioni nascono, fioriscono, si sviluppano e giungono a maturazione solo laddove è chiaramente riconosciuto il primato di Dio.
Ogni altra motivazione, che pure può accompagnare l'inizio della percezione di una chiamata al sacerdozio, confluisce nel moto di totale donazione al Signore e nel riconoscimento del suo primato nella nostra vita, nella vita della Chiesa ed in quella del mondo.
Primato di Dio significa primato della preghiera, dell'intimità divina; primato della vita spirituale e sacramentale. La Chiesa non ha bisogno di manager ma di uomini di Dio!
Non ha bisogno di sociologi, psicologi, antropologi, politologi -e tutte le altre declinazioni che conosciamo e possiamo immaginare-. La Chiesa ha bisogno di uomini credenti e quindi credibili, di uomini che, accolta la chiamata del Signore, siano Suoi motivati testimoni nel mondo!
Primato di Dio significa primato della vita sacramentale, vissuta oggi ed offerta, a suo tempo, a tutti i nostri fratelli!
Molte cose gli uomini possono trovare in altri; nel Sacerdote essi però cercano ciò che solo lui può dare: la divina Misericordia, il Pane di vita eterna, un nuovo orizzonte di significato che renda più umana la vita presente e possibile quella eterna!
Vivete, carissimi Seminaristi, questo tempo del seminario -che è transeunte- come la grande occasione che vi è data per fare una straordinaria esperienza di intimità con Dio. Il rapporto che avrete tessuto con Lui in questi anni, certamente nel corso della vita si approfondirà e muterà, ma le fondamenta, il nocciolo di quel rapporto, si costituisce adesso!
Il tempo del Seminario è, in tal senso, irripetibile! Nonostante ogni buona esperienza che possa accadere nella vostra vita, prima e dopo questo tempo, la sapienza della Chiesa indica il momento formativo comunitario come necessario per la formazione dei suoi Sacerdoti.
La Chiesa ha bisogno di uomini forti! Di uomini saldi nella fede, capaci di condurre i fratelli ad un'autentica esperienza di Dio.
La Chiesa ha bisogno di sacerdoti che, nelle tempeste della cultura dominante, quando "la barca di non pochi fratelli è sbattuta dalle onde del relativismo" (cf. J. Ratzinger, Omelia per la Santa Messa Eligendo Romano Pontifice), sappiano, in effettiva comunione con Pietro, tenere saldo il timone della propria esistenza, delle comunità loro affidate e dei fratelli che domandano luce ed aiuto per il loro cammino di fede.

2. Le priorità della formazione
Oltre al primato indiscusso di Dio, è necessario che la formazione umana occupi il fondamentale posto che le spetta. Nessuno può attendere una umanità perfetta per accedere agli ordini sacri, ma è indispensabile, in tutta onestà, mettersi in gioco, affidando a Dio per il tramite del Direttore spirituale tutto di se stessi. Non cedete all'illusione per cui le questioni non risolte (o non debitamente affrontate) si potranno improvvisamente sciogliere dopo l'ordinazione.
Non è affatto così! E l'esperienza lo dimostra!
La formazione umana ha certamente bisogno di un giusto grado di auto-conoscenza, ed in questo senso le cosiddette scienze umane possono fornire un valido aiuto, ma ha soprattutto bisogno di "stare a contatto" con la Santa umanità di Cristo!
è stando con Lui che noi veniamo plasmati progressivamente! è Lui in vero formatore! In tal senso, l'adorazione eucaristica prolungata ricopre un ruolo fondamentale anche e soprattutto nella formazione umana!
Lasciarsi "abbronzare" dal Sole eucaristico, significa, nel tempo, limerebbe i propri spigoli, imparare dall'umile per eccellenza, stare alla scuola della Carità fatta carne.
Accanto alla formazione umana, centrale è quella intellettuale. è indubbio che questa abbia occupato, negli ultimi decenni, una importante parte dell'intera formazione seminaristica. Ora, molto probabilmente, in questo ambito è necessario valutare attentamente le proporzioni e gli equilibri. Pur desiderando per tutti una buona formazione, non tutti i Sacerdoti dovranno fare i teologi.
La formazione intellettuale deve mirare a trasmettere i contenuti certi della fede, argomentandone ragionevolmente i fondamenti scritturistici, quelli della grande Tradizione ecclesiale e del Magistero nonchè facendosi accompagnare dagli esempi di vita sei Sacerdoti santi. Non dovete smarrirvi nei meandri delle varie opinioni teologiche che non danno certezza e pongono la Verità rivelata alla stregua di ogni altro "pensiero umano". Ci si forma sulle certezze e mirando ad avere nel proprio bagaglio una visione di sintesi con l’entusiasmo della missione.
Sono personalmente convinto che una buona e solita formazione teologica, che riscopra anche il fondamento filosofico della metafisica e non tema di accogliere tutta intera la Verità, sia anche il miglior antidoto alle tante "crisi di identità" che taluni purtroppo vivono. In tal senso, il Santo Padre Benedetto XVI ha già più volte richiamato all'imprescindibile utilizzo del Catechismo della Chiesa Cattolica come orizzonte a cui guardare e come riferimento certo del nostro attuale pensare teologico.
Il Catechismo è anche il grande strumento che il Beato Giovanni Paolo II ha donato a tutta la Chiesa, per la corretta ermeneutica del Concilio Vaticano II.
Anche su questo aspetto è necessario che la formazione intellettuale non viva equivoci di sorta.
Voi siete nati nel Post-Concilio (credo quasi tutti) e, forse, siete per ciò stesso sia figli del Concilio, sia più immuni dalle polarizzazioni, talvolta ideologiche, che l'interpretazione di quell'Evento provvidenziale ha suscitato.
Sarete voi, probabilmente, la prima generazione che interpreterà correttamente il Concilio Vaticano II, non secondo lo "spirito" del Concilio, che tanto disorientamento ha portato nella Chiesa, ma secondo quanto realmente l'Evento Conciliare ha detto, nei suoi testi alla Chiesa ed al mondo.
Non esiste un Concilio Vaticano II diverso da quello che ha prodotto i testi oggi in nostro possesso!
E' in quei testi che noi troviamo la volontà di Dio per la sua Chiesa e con essi è necessario misurarsi, accompagnati da duemila anni di Tradizione e di vita cristiana.
Il rinnovamento è sempre necessario alla Chiesa, perché sempre necessaria è la conversione dei suoi membri, poveri peccatori!
Ma non esiste, né potrebbe esistere, una Chiesa pre-Conciliare ed una post-Conciliare!
Se così fosse, la seconda -la nostra- sarebbe storicamente e teologicamente illegittima!
Esiste un unica Chiesa di Cristo, della quale voi siete parte, che va da Nostro Signore agli Apostoli, dalla Beata Vergine Maria ai Padri e ai Dottori della Chiesa, dal Medioevo al Rinascimento, dal Romanico al Gotico al Barocco, e così via fino ai nostri giorni, ininterrottamente, senza alcuna soluzione di continuità, mai!
E tutto perché la Chiesa è il Corpo di Cristo, è l'unità della Sua Persona che è donata a noi, sue membra!
Voi, carissimi Seminaristi, sarete sacerdoti della stessa Chiesa di Sant'Agostino, di Sant'Ambrogio, di San Tommaso d'Aquino, di San Carlo Borromeo, di San Giovanni Maria Vianney, di san Giovanni Bosco, di S. Pio X, fino al Santo Padre Pio, a san Josè Maria Escrivá ed al Beato Giovanni Paolo II. Sarete sacerdoti della stessa Chiesa che è fatta di tantissimi santi Sacerdoti che nei secoli hanno reso luminoso, bello, irradiante e perciò facilmente riconoscibile il volto di Cristo Signore nel mondo.
La vera prioritàe la vera modernità, allora, miei cari, è la santità!
L'unica possibile risorsa per una autentica e profonda riforma è la santità e noi abbiamo bisogno di riforma! Per la Santità non c'è un seminario, se non quello della Grazia di Nostro Signore e della libertà che si apre umilmente alla sua azione plasmatrice e rinnovatrice!
Il Seminario della santità, poi, ha un Rettore davvero magnifico ed è una donna: la Beata Vergine Maria. Lei che per tutta la vita ci ripeterà: "Fate ciò che Lui vi dirà", possa accompagnarci in questo arduo, ma affascinante cammino!
Ecco, vi ho detto parte di quanto desideravo dirvi; il resto ve lo dirò nella preghiera di ogni giorno perché d’ora in poi vi porterò con me ogni giorno all’altare e ricordatevi che essere preti in questi tempi difficili è bello ma preti-preti.
Si è felici solo se non si sta alle mezze misure: o tutto o niente!


Sito di riferimento : http://www.zenit.org/article-28202?l=italian
http://blog.messainlatino.it/2011/10/card-piacenza-il-segreto-del-sacerdote.html


LA MARCIA DEI QUARANTAMILA, FEDELI AL PAPA E ALLE RIFORME BENEDETTIANE, SU MESSAINLATINO. “Vedo che con l'avvicinarsi dell'accordo i lefebvriani palesi e coperti del blog stanno sclerando, come l'ossesso all'arrivo dell'esorcista. Effetti benefici del ritorno a casa di Pietro. L'essenziale è che alla fine guariscano “ ( Il commento di un lettore di messainlatino)



Finalmente i semplici fedeli della tradizione si stanno organizzando e all’interno del sito “ tradizionalista” più letto in Italia. http://www.messainlatino.it/, stanno facendo opposizione, rispondendo pane al pane e vino al vino, al gruppo di irriducibili , quanto mai coesi e organizzati, lettori contrari all’accordo fra la Fraternità San Pio X e la Santa Sede.
Questi lettori, che qualcuno potrebbe, in un primo tempo, definire super-tradizionalisti ( ma in realtà non lo sono, almeno nei termini che possiamo comunemente immaginare) sembrava che avessero monopolizzato lo spazio dei commenti del sito citato.
Un altro blog cattolico, molto equilibrato, prima delle ferie estive aveva scritto un editoriale “ Non dobbiamo lasciare il movimento tradizionale nelle mani degli snob
Io aggiungerei anche  “ Non dobbiamo lasciare il movimento tradizionale nelle mani degli snob e degli eterni scontenti”.
In una calda domenica del mese di  giugno scorso  mi trovavo nello storico palazzo di un nobile amico per una serata musicale quando, su pressione di un amico Sacerdote, dovetti rientrare precipitosamente a casa mia per eliminare un articolo, da me pubblicato su Messainlatino, che era stato preso di mira dai soliti organizzati perché io avevo scritto bene di una celebrazione, nel nuovo rito,  nella Cattedrale di Macerata.
Qualcuno mi disse che feci fatto male a cancellare l’articolo.
Rimovendo il post, ho voluto dimostrare di essere stato inerme vittima della violenza verbale di alcuni.
Uniti in un unico “pactum sceleris” progressisti e super-tradizionalisti si stanno organizzando per cercare di impedire l’invocato “accordo” fra la Fraternità Sacerdotale San Pio X e la Santa Sede.
Per questo dal 14 settembre il sito http://www.messainlatino.it/ si è riempito di commenti di personaggi che pare non ricordano più alcune  parole cristiane   : carità, unità, ecclesiologia, pace, concordia ecc ecc
Da sabato scorso però qualcosa è cambiato : alcuni fedeli, normalmente amanti della Santa Tradizione cattolica, stanno rispondendo agli attacchi dal gusto scissionista.
Sono interventi scritti con il cuore e con gli occhi rivolti alla Croce.
Ne trascrivo alcuni affinchè il mio garbatissimo ed equilibrato amico Prof. Morri, che lamenta di essere attaccato su Facebook dai “tridentini”, possa comprendere che non tutti i “tridentini” sono euguali …
Io penso sempre di più che per screditare i “tridentini” nei blog ci siano degli abili infiltrati … che fanno il gioco altrui …
Gustatevi alcuni ottimi interventi a favore della vera tradizione della Chiesa che ho tratto da un unico blog, dedicato alla Liturgia benedettiana,  di messainlatino.
Buona lettura

Certo devi avere una vita molto triste se di sabato sera hai il tempo di postare commenti da comare (tra l'altro errati). Esci, trovati una donna, vai al cinema...

Difatti possiamo parlare di una vera e propria riforma (sia pur silenziosa) del Papa Benedetto XVI: le principali note di questa riforma sono riportate nel libro opera omnia Teologia della liturgia e nel libro Introduzione allo spirito della liturgia, oltre che dai suoi esempi reali come quando celebra Messa. Questa riforma sembra un crocevia tra la Messa Tridentina e la Messa riformata di Paolo VI. In tutti i centri dell'Opus Dei, quando l'altare è coram populo, si celebra già da tempo la messa così (croce al centro, candelieri etc). Ottimi esempi...

Se il NO è legittimo e valido mi pare che sia conveniente e doveroso celebrarlo con umiltà, dignità e devozione. La restaurazione del VO non è un buon motivo per lasciare che nel NO imperino la sciatteria, l'approssimazione e l'abuso.
Allo stesso modo, se è lecito il paragone, la cura nel restauro degli edifici sacri antichi dovrebbe accompagnarsi ad altrettanta vigile attenzione nell'edificazione di nuove chiese (e negli USA vi è già chi sta percorrendo questa strada).
Il Santo Padre, sia pure con modalità diverse, ha giustamente a cuore le restaurazione di entrambe le forme del Rito Romano. Speriamo e preghiamo che anche l'episcopato lo segua in questa strada.

Qualcuno afferma che "travestire" la Messa Nuova da Messa Tridentina sia un abuso da far stracciare le vesti ai tradizionalisti piu' incalliti e "ingannare" i fedeli propinandogli una pseudoMessa Tridentina.
Guardiamo il lato positivo; la rimozione degli abusi (che ormai non conoscono piu' limiti) e di tutte le incrostazioni protestanti dalla Messa Nuova celebrando in latino coram Deo e distribuendo la Comunione in ginocchio e' un fatto positivo. Meglio una Messa NO ordinata che provvista di nani, ballerine, druidesse ed altro ciarpame modernista.


Sono anch'io cresciuto con la nuova Messa e non sono divenuto protestante. La nuova Messa tende intrinsecamente ad essere mal celebrata. Ma quando è celebrata con la dovuta cura, può effettivamente, grazie a una più agevole comprensione dell'azione liturgica, avere una funzione educativa importante. Spero un giorno di potere assistere a nuove Messe che, recuperata la scaralità propria della Messa tradizionale, possano essere davvero considerate una semplice evoluzione del rito di sempre.

( Papa Benedetto XVI )Lo hanno criticato quando parlò di "riforma della riforma" dicendo che però non avrebbe mai liberalizzato la S. Messa tradizionale. Poi lo ha fatto e allora hanno detto che non era abbastanza e che ci voleva un'istruzione di chiarimento. Ci ha dato anche quella ma non va bene, è "ambigua", è "brutta" è "un disastro". Poi si lamentavano che non celebrava ad orientem e non dava la comunione in ginocchio. ha cominciato a farlo e adesso si lamentano che non celebra la S. Messa antica. Quando lo farà diranno che la celebra male, e comunque che le loro opinioni sono indiscutibili, mentre il Magistero Petrino è discutibile, discutibilissimo. Dal che si capisce perchè i modernisti odino Ratzinger ma "stimino" i libercoli di questa gente... e ci godono, a restare nel ghetto che magari avranno costruito altri, 50 anni fa, ma adesso sono loro i primi a volere che resti in piedi.

Vedo che con l'avvicinarsi dell'accordo i lefebvriani palesi e coperti del blog stanno sclerando, come l'ossesso all'arrivo dell'esorcista. Effetti benefici del ritorno a casa di Pietro. L'essenziale è che alla fine guariscano.

Sono profondamente scandalizato.... ma vi rendete conto di tutte le maniacali stupidaggini che state dicendo? Lungi poi dall'essere di utilità alla sana battaglia della tradizione... i prelati che leggono questi commenti rimangono basiti e io più di una volta ho dovuto difendere questa o quell'altra tesi sulla Santa Messa Straordinaria perchè da queste righe da voi scritte trapelava non atro che acrimonia, acidità, odio sia verso il Papa e non mi riferisco solo a questo felicemente regnante ma anche ai Suoi predecessori...
Passare la Santa Messa Ordinaria con tutti quei vergognosi agettivi che poco su ho letto e quelcosa di aberrante, diabolico oserei di più satanico... prego la redazione per il bene di tutti quei buoni cattolici, che si trovano soli al fronte, di rimuovere queste oscenità... fanno bene poi i Vescovi ad allontanare la Santa Messa Gregoriana se essa diventa sospetta di essere ricettacolo di pazzi isterici e fanatici all'ultimo grido.... anche io agirei così.

Sottoscrivo in toto quanto scrive il ... C'è una fetta del mondo .c.d. tradizionalista che fa più male alla tradizione dei peggiori dei c.d. progressisti. L'importanza, anzi la necessità dell'opera di questo straordinario Papa si deduce anche dal fatto che va a separare nettamente il grano dal loglio, da una parte e dall'altra. Non ci si sta rendendo ancora abbastanza conto dell'importanza di questo pontificato dentro la Chiesa.

martedì 4 ottobre 2011

DIALOGO, DIALOGARE, DIALOGANTI ... MA DIO DOV'E' ? SI E' NASCOSTO , NON VUOL FARSI VEDERE DAI CHIERICI PRESUNTUOSI E DAI VESCOVI CHE NON VEDONO, NON SENTONO E NON PARLANO ...


Foto : la ricerca di Dio ( ma Dio si è "nascosto" alle menti dei sapienti e dei dotti )



Foto : Il NON dialogo con coloro che professano la devozione e la pratica liturgica dei nostri padri


TUTTO IL RESTO E' DIALOGO ...


Foto : Pesaro, al via il “Fraternal Meeting”: una festa tra civiltà, etnie, culture e religioni diverse
Il silenzio dei Vescovi locali
http://www.progettonuovacivilta.org/Default.aspx?pageid=page1




Foto : dialogo con l'orrore degli orrori : il colpevole silenzio dei pastori ( una bella scomunica ??? )





Foto : Segno ( Diocesi Milano, alcuni anni fa): la mano ecumenica




Vetrata ecumenica ( naturalmente in una chiesa cattolica ) : non manca nessuno ( anzi no, manca il diavolo ... quando il dialogo con lui ?)





Foto : dialogo ecumenico francescano ( rivista francescana )



Foto : dialogo ecumenico benedettino ( notate il monaco che guarda ammirato il buddista ...) 




Foto : dialogo di quel che rimane della Chiesa Cattolica Belga con gli islamici : in una chiesa di Bruxelles (i musulmani che hanno più fede dei "cattolici"...)




Foto : dialogo con il senso ridicolo della vita ( in una Chiesa negli USA , casule con animaletti mentre lo scandalo dilaga ...)



Foto : dialogo con i Fratelli Maggiori Ebrei ( cosa direbbero loro di questo ? Bisogna che lo chieda ai miei amici ebrei ...)




Foto : Sito della Parrocchia di Pedaso ( Fermo ) dialogo con i giovani ( pochetti ) buttati sopra l'altare, danno le spalle alla Madonna , con la speranza che non fuggano via dalla chiesa ...




Foto : dialogo con la musica mondana spacciata per musica sacra















Non tutti i vescovi sono di buona volontà ( che potevano aspettarci dopo decenni di abbandono teologico e liturgico ?) Un articolo dell'ottimo Sandro Magister



Diario Vaticano / Gli italiani sono in prima fila nel disubbidire a Roma, per quanto riguarda la traduzione delle parole della consacrazione. Tedeschi e austriaci seguono a ruota. E anche nelle traduzioni del Padre nostro e del Gloria c'è disaccordo












CITTÀ DEL VATICANO, 4 ottobre 2011 – In questi giorni in tutte le parrocchie e chiese degli Stati Uniti sta arrivando la nuova versione inglese del Messale Romano, che verrà utilizzata a partire dalla prossima prima domenica di Avvento, il 27 novembre.


Numerose e molto dibattute le variazioni rispetto al precedente Messale.
Ma il cambiamento che ha suscitato maggiori dispute è certamente quello che riguarda le parole della consacrazione del vino, là dove nella versione latina si legge: "Hic est enim calix sanguinis mei […] qui pro vobis et pro multis effundetur". Il "pro multis" di questa formula nelle traduzioni in lingua volgare del postconcilio è stato generalmente tradotto con "per tutti": traduzione che non solo non rispettava la lettera dell’originale latino, a sua volta derivato da testi evangelici, ma ha ingenerato anche un sottile ma vivace dibattito teologico.


Per ovviare a questi problemi, nell’ottobre 2006 ai presidenti delle conferenze episcopali di tutto il mondo è stata inviata una lettera, su "indirizzo" di Benedetto XVI, dalla congregazione per il culto divino allora presieduta dal cardinale Francis Arinze. In essa si chiedeva di tradurre il "pro multis" con "per molti".
Cosa che hanno fatto gli episcopati d’Ungheria (da "mindenkiért" a "sokakért") e di vari paesi d’America latina (da "por todos" a "por muchos"), che si accinge a fare l'episcopato spagnolo, e che ha fatto, non senza vivacissime discussioni anche tra vescovi, l’episcopato degli Stati Uniti (da "for all" a "for many"). Quanto agli episcopati di Germania e di Austria, in essi si registrano forti resistenze al passaggio dal "fur alle" al "fur viele".


Per quanto riguarda l’Italia, l’argomento è stato affrontato dai vescovi nel corso dell'assemblea plenaria della conferenza episcopale tenuta ad Assisi nel novembre del 2010, nel corso dell’esame dei materiali della terza edizione italiana del Messale Romano.


In quella occasione, tra i vescovi italiani si è manifestata una massiccia riluttanza a introdurre il "per molti". Nel corso dei lavori, infatti, si è insistito sul fatto che le conferenze episcopali delle singole regioni erano già state "unanimi" nello scegliere la versione "per tutti". E quando i vescovi dell'Italia intera sono stati chiamati a votare su questo punto specifico del Messale il risultato è stato questo: su 187 votanti, oltre a una scheda bianca, ci sono stati 171 voti a favore di mantenere il "per tutti", 4 per introdurre la versione "per la moltitudine" (calco da "pour la multitude" in vigore nel Messale francese), e appena 11 per il "per molti" richiesto dalla Santa Sede nel 2006.


Nella stessa riunione i vescovi italiani votarono anche a favore di due cambiamenti nel Padre nostro e nel Gloria.


Per il Padre nostro, nel corso di una duplice votazione, i vescovi hanno dapprima scartato l’ipotesi di mantenere la frase "non ci indurre in tentazione"; questa frase infatti ha raccolto solo 24 voti su 184 votanti, meno delle due che poi sono andate in ballottaggio: "non abbandonarci alla tentazione" (87 voti) e "non abbandonarci nella tentazione" (62 voti). Di queste due, la più votata nel ballottaggio è risultata infine la prima, con 111 suffragi contro 68.


Per quanto riguarda il Gloria, su 187 votanti, 151 hanno approvato la variazione "Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama", al posto di quella attualmente in uso "Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà", che ha ottenuto 36 suffragi.


A proposito di questi stessi testi, i vescovi degli Stati Uniti hanno preferito non toccare il Padre nostro, lasciando inalterata la frase "and lead us not into temptation", linguisticamente più fedele al latino "et ne nos inducas in tentationem".


Mentre per quanto riguarda il Gloria hanno scelto di cambiare le parole "and peace to his people on earth" in "and on earth peace to people of good will", anche in questo caso seguendo testualmente l’originale latino "et in terra pax hominibus bonae voluntatis".

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1349710

domenica 2 ottobre 2011

IL DECALOGO DEL BLOG PER GIORNALISTI CHE VOGLIONO DEPOTENZIARE O CANCELLARE L'EFFETTO DELLE PAROLE DI BENEDETTO XVI ( dal "blog degli amici di Papa Ratzinger" )


IL DECALOGO DEL BLOG PER GIORNALISTI CHE VOGLIONO DEPOTENZIARE O CANCELLARE L'EFFETTO DELLE PAROLE DI BENEDETTO XVI

Sei un giornalista? Un addetto ai lavori? Un blogger? Un commentatore o un editorialista?
Vuoi depotenziare, limitare o annullare l'effetto di ogni visita pastorale, viaggio apostolico, discorso, omelia o intervento di Papa Benedetto XVI?
Sei nel posto giusto :-)


Ecco le regole d'oro per fare un compitino con i fiocchi. Attenzione, pero': qualcuno potrebbe accusarti di descrivere una realta' che non esiste, ma questa e' un'altra storia...


Ecco qui il decalogo, formato da dieci ipotesi che prevedono varie soluzioni alternative o complementari l'una all'altra.

Il blog ( http://paparatzinger4-blograffaella.blogspot.com/2011/09/il-decalogo-del-blog-per-giornalisti.html ) ha preso spunto dal Catholic Herald che ringraziamo per l'eccellente idea!


Se pero' sei un giornalista, un editorialista, un commentatore o un blogger che ama la verita' e prova affetto per il Papa, puoi leggere quanto segue continuando a fare esattamente il contrario e farti un sacco di risate :-)


IL DECALOGO DEL BLOG PER METTERE I BASTONI FRA LE RUOTE A PAPA BENEDETTO XVI:

1) Prepara anticipatamente e scrupolosamente ogni visita o viaggio apostolico di Benedetto XVI:

a) costruisci una bella polemica sui costi del viaggio;
b) individua accuratamente le possibili tematiche (preti pedofili, calo di fedeli, disubbidienza dei vescovi, eventuali contrasti con Protestanti, Ebrei e Musulmani);
c) fai in modo che il viaggio sia preceduto da una escalation di polemiche. Eventualmente e all'ultimo minuto fingi di essere basito per il comportamento dei media;
d) presenta il viaggio come "il più difficile del Pontificato";
e) dai la massima risonanza alle manifestazioni di protesta che si stanno organizzando. Spara le cifre che ti forniscono gli organizzatori e insinua che i contestatori saranno piu' dei fedeli;
f) avvisa i tuoi lettori che le Messe e le Veglie presiedute da Papa Benedetto andranno certamente deserte;
g) evidenzia il fatto che Papa Benedetto non conosce la realta' dei vari Paesi che va visitando perche' vive chiuso in Vaticano (ad accarezzare gatti, a scrivere libri ed a suonare il pianoforte);
h) intervista sempre Hans Küng, una vera garanzia; ( intervistare anche il Priore di Bose Enzo Bianchi N.D.R.)
i) chiedi sempre a padre Lombardi se nel corso del viaggio il Papa incontrera' vittime di preti pedofili;
l) il giorno della partenza scrivi un articolo assolutamente negativo sul viaggio in cui precisi che nessuno sta aspettando il Papa il quale verra' accolto con il gelo siberiano;
m) se per caso il Papa visita la Germania non dimenticare di citare la famosa frase "Nemo propheta in patria".

2) Quando ti accorgi, nel corso del viaggio, che la realta' e' ben diversa da quella che hai descritto o stai descrivendo:

a) non perderti d'animo;
b) se sei un giornalista televisivo intervista sempre chi ti dice che preferiva Giovanni Paolo II o che e' li' per curiosita' e non per vedere Benedetto XVI. Intervista preferibilmente preti o seminaristi;
c) mostra le immagini dei contestatori anche se sono quattro gatti. In particolare: occupa meta' dei pochi secondi che ti concede il tuo Tg per parlare delle manifestazioni e non di cio' che fa o dice il Papa;
d) se sei un giornalista della carta stampata cerca di non evidenziare che alle manifestazioni antipapa c'erano quattro gatti e intervista il portavoce dei contestatori il quale gonfiera' le cifre all'occorrenza;
e) non fare mai notare ai lettori che alle manifestazioni non sono arrivate le folle attese;
f) non evidenziare mai, per contrasto, i numeri dei fedeli che accorrono ad ascoltare Papa Benedetto;
g) ricordati che ogni contestatore va contato per due e che ogni fedele vale la meta';
h) se, nel corso della visita, accade un episodio di nessuna importanza (finto attentato, false minacce...) evidenzia quello e non l'attivita' del Papa!
i) se il Papa dice: "difendiamo la famiglia", tu scrivi: "Anatema del Papa contro le coppie di fatto";
l) cerca di semplificare al massimo e, se possibile, fai dire al Papa cio' che non ha detto e/o che credi di avere sentito solo tu;
m) se il Papa incontra le vittime dei preti pedofili hai due alternative: o fai diventare l'incontro l'unica ragione del viaggio oppure (e' la tendenza prevalente del 2011) ignora l'evento e passa oltre;
n) non dimenticare pero' di avvisare i tuoi lettori che il Papa non ha parlato esplicitamente di preti pedofili;
o) se pero' il Papa ne parla, fai finta di non averlo sentito;
p) intervista sempre Hans Küng;( intervistare anche il Priore di Bose Enzo Bianchi N.D.R.)
q) se il Papa ti sorprende, non dargli molta soddisfazione. Puoi sempre dire che questo Pontefice ha un linguaggio complesso che non raggiunge l'uomo della "strada";
r) se hai due cifre a disposizione sulle presenze, indica sempre quella piu' bassa;
s) evidenzia, al limite, che c'erano si' tanti fedeli ma che probabilmente erano sul posto per curiosita' o perche' passavano da li' per caso;
t) non scrivere mai che stranamente i fedeli sono mossi da curiosita' solo quando c'e' di mezzo Papa Benedetto;
u) se puoi, ignora del tutto il resto del viaggio.

3) Quando il viaggio si e' concluso e ti sei accorto di avere preso, come sempre, una quantita' esagerata di cantonate:

a) cerca di dimenticare al piu' presto il viaggio o la visita in Italia e non parlarne piu';
b) intervista Hans Küng perche' illumini i lettori con la sua parola ( intervistare anche il Priore di Bose Enzo Bianchi N.D.R.).

4) Ricordati sempre che il tema "pedofilia nella Chiesa" e' l'argomento piu' gettonato degli ultimi anni:

a) sfrutta ogni occasione che ti si presenta davanti;
b) stai tranquillo: di solito la Santa Sede non interviene mai a difesa del Papa, soprattutto relativamente a questo argomento. Vai avanti, sicuro dell'impunita';
c) quando si diffonde la notizia di nuove accuse al Papa (ad esempio una denuncia all'Aja) fingi di non sapere che Ratzinger e' l'uomo che piu' si e' speso in questi decenni per combattere la piaga dei preti pedofili;
d) non citare mai i provvedimenti e l'esempio di Papa Ratzinger;
e) comportati come se fosse la prima volta che il Papa viene accusato di qualcosa;
f) sbatti il Papa in prima pagina, preferibilmente con una foto di spalle;
g) cita, per inciso, il caso di Padre H, anche se e' stato abbondantemente spiegato;
h) cita anche il fratello del Papa anche se nulla c'entra con i casi di pedofilia verificatisi all'interno del coro di Ratisbona.
i) E' FONDAMENTALE che tu non sottolinei MAI che i casi di pedofilia di cui si tratta si sono consumati decenni fa;
l) fai in modo che il lettore pensi che lo scandalo pedofilia sia nato sotto il Pontificato ratzingeriano;
m) non citare mai altri Pontificati;
n) non puntualizzare mai che Ratzinger e' l'unico Papa ad avere incontrato per ben sei volte le vittime dei pedofili;
o) intervista Hans Küng perche' dica la sua; ( intervistare anche il Priore di Bose Enzo Bianchi N.D.R.)
p) quando le cose si fanno serie per la Chiesa, scarica tutta la responsabilita' su Ratzinger, ma, se ti accorgi che il vento cambia, scrivi che i meriti non sono solo di Benedetto XVI;
q) mai e per nessuna ragione al mondo dovrai scrivere o pronunciare il nome di Maciel;
r) continua a battere sul tasto dell'apertura degli archivi fingendo di ignorare il bene fatto in questi ultimi anni;
s) intervista i portavoce delle associazioni delle vittime che piu' attaccano il Vaticano;
t) fatti megafono degli avvocati delle vittime e non concedere mai alla controparte il beneficio del dubbio;
u) quando il Vaticano tace (cioe' sempre) ma autorevoli commentatori ed editorialisti fanno notare che e' assurdo prendersela con Ratzinger, il Papa che piu' si e' speso contro i pedofili, fai immediatamente retromarcia e non parlare piu' di denunce all'Aja;
v) insinua che Benedetto XVI potrebbe fare molto di piu' oppure che e' troppo duro e poco misericordioso verso i colpevoli. Insomma: fai in modo che abbia sempre torto!
x) ometti di ricordare che e' dal 1988 che Ratzinger chiede maggiore severita' nel punire i colpevoli;
y) fingi sempre di ignorare che la Congregazione per la dottrina della fede e' competente per i casi di pedofilia nel clero solo a partire dal 2001;
z) ricordati che, relativamente a questo argomento, ci sono nomi che possono essere fatti ed altri che, pur in vita ed in salute, mai devono essere coinvolti.

5) Quando il Papa tiene un importante discorso:

a) regola d'oro: ignoralo!
b) fai finta che non abbia parlato, salvo poi lamentarti per il fatto che il Papa non si e' espresso su un determinato argomento;
c) stravolgi il pensiero del Papa quando dice qualcosa che non piace a te o al tuo editore;
d) forza alcuni concetti se le frasi del Papa possano essere interpretate a favore della tua parte politica o di quella del tuo editore;
e) il "sì" alla vita deve diventare il "no alla pillola del giorno dopo", il "sì" alla famiglia deve diventare il "no alle coppie di fatto ed in particolare a quelle gay".
f) se il Papa "striglia" i vescovi di un certo Paese, prendi sempre le difese dei prelati in nome della collegialita';
g) cita sempre il Concilio e insinua che il Papa voglia annullare tutti i documenti conciliari;
h) intervista Hans Küng ( intervistare anche il Priore di Bose Enzo Bianchi N.D.R.)perche' rammenti ancora una volta di essere stato perito conciliare;
i) ricordati sempre di evidenziare che Benedetto XVI non fa e non dice nulla che non abbia gia' detto o fatto il suo predecessore;
l) se il Papa dice qualcosa che va contro la tua fede politica o quella del tuo editore, corri sulla pubblica piazza ed urla: "Ingerenza!";
m) se però il Papa potrebbe dire qualcosa contro il partito che non piace a te o al tuo editore, reclama il monito papale, l'anatema e la eventuale scomunica. Fai presente che il Santo Padre e la Chiesa non possono tacere. Canta gli "Osanna" quando Benedetto XVI si esprime come piace a te ed al tuo editore;
n) rimarca che Benedetto XVI non e' un Papa politico ma, se parla di etica, fai capire che commette grave ingerenza negli affari politici di un altro Paese;
o) a tal proposito cita l'otto per mille omettendo pero' che esso va alla Cei e non al Vaticano.

6) Quando in televisione si parla di Benedetto XVI:

a) evidenzia sempre che e' diverso dal predecessore;
b) insinua che abbia meno carisma o non ne abbia affatto;
c) intervista persone che dichiarano di preferire altri Papi;
d) se si sta parlando di Papa Benedetto fai in modo che il discorso cada su altri;
e) invita preti, vescovi e cardinali abilissimi nel non parlare di Papa Benedetto;
f) se sei proprio costretto a fare un programma su Ratzinger, mandalo in onda al mattino presto o a sera tardissima;
g) predisponi le dirette con il Papa solo quando e' necessario;
h) possibilmente registra gli eventi e mandali in tarda serata (Gmg di Madrid docet);
i) fingi meraviglia se il Papa fa qualcosa di inaspettato;
l) ricorda ai telespettatori che quando fu eletto ti sembrava freddo perche' tedesco.
m) rimarca che e' un professore come se fosse un titolo di demerito;
n) cerca di fare in modo che sulla stessa rete, nella medesima settimana (meglio se nello stesso giorno) Papa Benedetto venga messo alla gogna mentre il suo predecessore viene ricordato con affetto;
o) vuoi forse mancare di intervistare Hans Küng? ( intervistare anche il Priore di Bose Enzo Bianchi N.D.R.)

7) Se emergono fatti accaduti prima del 19 aprile 2005:

a) fai in modo che venga chiamato in causa Papa Ratzinger;
b) raccogli appelli affinche' il Papa intervenga in prima persona aprendo archivi o facendo egli stesso appelli anche su fatti di cui egli non puo' avere conoscenza.
c) intervista Hans Küng. ( intervistare anche il Priore di Bose Enzo Bianchi N.D.R.)

8) Quando si parla del rapporto fra Benedetto XVI e le altre religioni o le altre confessioni cristiane:

a) mettiti sempre e comunque dalla parte dei Protestanti;
b) quando si tratta degli amici Ebrei, non mancare mai di citare il fatto che il Papa e' tedesco, che ha revocato la scomunica ai vescovi Lefebvriani, in particolare a Williamson, che ha emanato il Summorum Pontificum;
c) evita come la peste di ricordare che la preghiera del Venerdi' Santo non e' mai stata modificata ne' da Paolo VI ne' da Giovanni Paolo II e che Benedetto XVI l'ha cambiata per andare incontro agli Ebrei;
d) sposa senza riserve la tesi dei silenzi di Pio XII e ricorda che Benedetto XVI ha dichiarato venerabile Papa Pacelli, ma ometti di segnalare che il processo di beatificazione e' stato aperto nel 1967.
e) quando si tratta degli amici Musulmani, cita sempre il discorso di Ratisbona come pietra di inciampo;
f) fai sempre riferimento alla lectio di Ratisbona chiamandola, a scelta, "gaffe", "scivolone", "incidente";
g) per nessuna ragione al mondo dovrai citare i progressi nel dialogo fra Cattolici e Musulmani nati dopo il discorso di Ratisbona;
h) non nominare mai i fratelli Ortodossi;
i) se li citi, non rammentare mai il riavvicinamento fra Cattolici ed Ortodossi attribuendone il merito a Papa Benedetto.
l) intervista Hans Küng.( intervistare anche il Priore di Bose Enzo Bianchi N.D.R.)

9) Se c'e' un anniversario particolare che riguarda Papa Benedetto:

a) regola di platino: ignoralo!
b) agisci esattamente come hai fatto il 29 giugno 2011 (60° anniversario di ordinazione): fai finta che sia un giorno qualsiasi per la Chiesa.
c) fai attenzione: comincia gia' a pensare al 16 aprile 2012, giorno in cui Benedetto XVI compira' 85 anni;
d) per nessuna ragione quella data dovra' diventare occasione per celebrare il Papa o per constatarne la freschezza mentale e la resistenza fisica;
e) preparati fin da adesso all'evento insistendo sulla possibilita' delle dimissioni;
f) a tale proposito non mancare di sentire il parere di Hans Küng.( intervistare anche il Priore di Bose Enzo Bianchi N.D.R.)

10) Per quanto riguarda le folle che assistono agli eventi presieduti da Benedetto XVI:

a) regola di diamante: ignorale!
b) fingi di non vedere i fedeli che partecipano agli Angelus ed alle udienze generali;
c) se si presenta un fedele in meno di quelli previsti, fai il titolone e conta con l'abaco;
d) se pero' le presenze superano le aspettative, fai finta di nulla, glissa e non parlarne piu';
e) insinua che i fedeli accorrano per la novita' ma ometti di ricordare che Benedetto e' Papa da sei anni e mezzo;
f) per rafforzare la tesi concedi il dovuto spazio a Hans Küng. ( intervistare anche il Priore di Bose Enzo Bianchi N.D.R.)

Pubblicato da Raffaella : http://paparatzinger4-blograffaella.blogspot.com/2011/09/il-decalogo-del-blog-per-giornalisti.html