venerdì 21 ottobre 2011

DON CAMILLO E GESU' CRISTO


Don Camillo e Gesù Cristo
«Pochi istanti dopo s’udì partire a motore imballato la giardinetta della ragazza e don Camillo uscì dal confessionale e andò a sfogare col Cristo dell’altar maggiore la tristezza del suo animo:
“Signore, se questi giovani che si prendono gioco delle cose più sacre sono la nuova generazione, che mai sarà della Vostra Chiesa?”

“Don Camillo” rispose con voce pacata il Cristo “Non ti lasciare suggestionare dal cinema e dai giornali. Non è vero che Dio ha bisogno degli uomini: sono gli uomini che hanno bisogno di Dio. La luce esiste anche in un mondo di ciechi. È stato detto ‘hanno gli occhi e non vedono’; la luce non si spegne se gli occhi non la vedono.”
“Signore: perché quella ragazza si comporta così? Perché per ottenere una cosa che potrebbe facilmente avere soltanto se chiedesse, deve estorcerla, carpirla, rubarla, rapinarla?”
“Perché, come tanti giovani, è dominata dalla paura d’essere giudicata una ragazza onesta. È la nuova ipocrisia: un tempo i disonesti tentavano disperatamente d’essere considerati onesti. Oggi gli onesti tentano disperatamente d’essere considerati disonesti.”

Don Camillo spalancò le braccia:
“Signore, cos’è questo vento di pazzia? Non è forse che il cerchio sta per chiudersi e il mondo corre verso la sua rapida autodistruzione?”
“Don Camillo, perché tanto pessimismo? Allora il mio sacrificio sarebbe stato inutile? La mia missione fra gli uomini sarebbe dunque fallita perché la malvagità degli uomini è più forte della bontà di Dio?”
“No, Signore. Io intendevo soltanto dire che oggi la gente crede soltanto in ciò che vede e tocca. Ma esistono cose essenziali che non si vedono e non si toccano: amore, bontà, pietà, onestà, pudore, speranza. E fede. Cose senza le quali non si può vivere. Questa è l’autodistruzione di cui parlavo. L’uomo, mi pare, sta distruggendo tutto il suo patrimonio spirituale. L’unica vera ricchezza che, in migliaia di secoli, aveva accumulato. Un giorno non lontano si ritroverà esattamente come il bruto delle caverne. Le caverne saranno alti grattacieli pieni di macchine meravigliose, ma lo spirito dell’uomo sarà quello del bruto delle caverne.
“Signore: la gente paventa le armi terrificanti che disintegrano uomini e cose. Ma io credo che soltanto esse potranno ridare all’uomo la sua ricchezza. Perché distruggeranno tutto e l’uomo, liberato dalla schiavitù dei beni terreni cercherà nuovamente Dio. E lo ritroverà e ricostruirà il patrimonio spirituale che oggi sta finendo di distruggere. Signore, se questo è ciò che accadrà, cosa possiamo fare noi?”

Il Cristo sorrise.
“Ciò che fa il contadino quando il fiume travolge gli argini e invade i campi: bisogna salvare il seme. Quando il fiume sarà rientrato nel suo alveo, la terra riemergerà e il sole l’asciugherà. Se il contadino avrà salvato il seme, potrà gettarlo sulla terra resa ancor più fertile dal limo del fiume, e il seme fruttificherà, e le spighe turgide e dorate daranno agli uomini pane, vita e speranza.
“Bisogna salvare il seme: la fede. Don Camillo, bisogna aiutare chi possiede ancora la fede a mantenerla intatta. Il deserto spirituale si estende ogni giorno di più; ogni giorno nuove anime inaridiscono perché abbandonate dalla fede.
“Ogni giorno di più uomini di molte parole e di nessuna fede distruggono il patrimonio spirituale e la fede degli altri. Uomini d’ogni razza, d’ogni estrazione, d’ogni cultura.”

“Signore” domandò don Camillo: “volete forse dire che il demonio è diventato tanto astuto che riesce, talvolta, a travestirsi perfino da prete?”
“Don Camillo!” lo rimproverò sorridendo il Cristo. “Sono appena uscito dai guai del Concilio, vuoi mettermi tu in nuovi guai?”»

********

GIOVANNINO GUARESCHI “È di moda il ruggito della pecora”, pubblicato su Oggi n. 45 del 10 novembre 1966, ora compreso in “Don Camillo e don Chichì” (già “Don Camillo e i giovani d’oggi”) ed. BUR Rizzoli, 1996, pgg. 134-137.

(Ringrazio l'amica Dorotea per questo dono mattutino)


ALDO MARIA VALLI HA APERTO L'OMBRELLO PRIMA DI PIOVERE... QUANTA PAURA SE IL PAPA SI DOVESSE RIAPPROPRIARE DEI SEGNI DEL PAPATO, TRALALTRO MAI ABOLITI ...


Cari Amici, questa mattina, piuttosto presto, prima di andare a scuola, ho postato sul blog Messainlatino l'articolo, che una mia amica mi aveva segnalato, accompagnandolo dall'aggetivo "allucinante", del Giornalista-Vaticanista di RAI1 il Dott. Aldo Maria Valli :
Due parole sulla pedana mobile di Aldo Maria Valli | 20 ottobre 2011 Perché non dire semplicemente che il Papa fa fatica a camminare? Altrimenti vuole dire che si torna a qualcosa di molto simile alla sedia gestatoria .
Essendo semplicemente inutile che faccia il doppione su questo mio blog dell'articolo in questione, voglio semplicemente segnalare alla Vostra paziente attenzione degli  interventi che ho tratto degli oltre cento commenti dei lettori di Messainlatino.


Ospite ha scritto : " Secondo me Valli ha aperto l'ombrello prima di piovere!!!!!! Ormai conosciamo tutti il metodo di Papa Benedetto consistente nel fare le cose per gradi. Ciò ha fatto fatto venire in mente a qualche modernista il terrore che l'uso della pedana mobile (con il Papa in buone condizioni di salute), potrebbe preludere ad un futuro uso della SEDIA GESTATORIA. Ecco perchè il mondo modernista è in agitazione per una ragione così futile. Solo così si può spiegare tanta acredine nei confronti del Santo Padre per l'uso della pedana, uso che non fu mai criticato al suo Beato predecessore".

LDCaterina :
" Se disgraziatamente il Papa ritirasse fuori la sedia gestatoria come reagireste? che differenza c'è fra questa e la moderna papamobile inventata da Giovanni Paolo II ? Perchè non è affatto vero che è stata "abolita", essa è stata solo sostituita in tal senso dalla papamobile per il giro in piazza e come abbiamo visto per le uscite pastorali nelle varie Diocesi... e non sembra forse "una statua" dentro quella papamobile, pronto a sorridere per farsi catturare dalle migliaia di scatti fotografici?
Perchè non diciamo: basta con le foto al Papa! non è un dio!! e a voi vaticanisti, che fate a gara e a turno per parlare del Papa nelle dirette e nel raccontate a josa di fatti, e proprio voi che subito allarmate, e persino improvvisate per raccontare se il Papa ha mangiato bene, se ha starnutito, quante volte ha sorriso o se ha accarezzato un bambino...  Il Papa sta bene, ma santo Iddio ha anche 84 anni!! ed è strano che a voi giornalisti sia sfuggita la sua andatura molto rallentata rispetto a cinque anni fa quando venne eletto... egli ha una mole di lavoro davvero impressionante, che male c'è se in alcuni tratti gli si risparmia la fatica di camminare?  Può anche essere che abbia problemi alle gambe, vi cambia la vita il saperlo? a me no! Si prega per il Papa sempre, sia che sta bene, sia se sta male... se poi ciò che si vuole soddisfare sono i pruriti mediatici, la curiosità morbosa della salute del Papa o persino il desiderio di vederlo presto nell'altra vita, allora non si mascheri il tutto con le solite trite e ritrite allergie agli usi e costumi della Chiesa, parlandone come se in passato i Papi venissero idolatrati perchè usavano la sedia gestatoria...
Non me ne voglia il dott. Valli per queste mie riflessioni, ma l'articolo è davvero deprimente...la leggo sempre volentieri, ma una caduta di stile così non la pensavo davvero e non ci volevo credere a chi mi ha segnalato l'articolo...  E se il Papa avesse piacere di usare quella padana chi siamo noi per seminare il dubbio, l'allergia alla sedia gestatoria? un Papa deve essere ridotto come Giovanni Paolo II per poterla usare? Ma che stiamo scherzando?
Siamo seri! Preghiamo per il Papa sia in salute, sia per gli acciacchi della sua età,e rallegriamoci che OGNI COSA ed ogni strumento possa essere usato per alleviare il peso del faticoso compito che porta sulle spalle...e sulle gambe... "

Homer Smpson ha scritto :
" L'articolo di Valli è vergognoso. E' questo il rispetto dell'umanità che i conciliaristi progressisti hanno? Neanche alle difficoltà fisiche di un uomo di 84 anni sanno portare rispetto "?

Praecentor ha scritto :
"Ogni volta che vado a Messa, assisto al disprezzo di tutto ciò che è rito. L'unica cosa a cui dà importanza il sacerdote di turno sull'altare è l'omelia, quasi sempre una sorta di talk show stile Maria De Filippi. E poi al momento di consacrare le Specie, la superficialità e la rapidità dei gesti fanno capire che chi celebra è infastidito dal compiere questi "riti magici" dal sapore medievale.
Se certi ministri del culto disprezzano il culto stesso, figuariamoci tutto il resto: vesti, suppellettili, canti sacri, arredi, ecc.
Ecco, il disprezzo per tutto ciò che è rito, simbolo, tradizione è l'unica cosa in cui veramente crede certa gente, pseudo-giornalisti compresi.
Ma Nostro Signore, Gesù Dio, non aveva forse affittato la più bella sala da pranzo di Gerusalemme per celebrare la prima Messa, anticipazione della sua morte e resurrezione? E in quell'occasione non aveva detto "fate questo" in memoria di me"?

LDCaterina63 ha scritto :
" concordo con ospite delle 21,35.... basti pensare allo stemma con tiara tirato fuori all'Angelus di ottobre un anno fa lo scandalo che suscitò e l'alzata di scudi!! Ratzinger è MONITORATO 24 ore su 24 dal mondo progressista, e facendo chiasso e rumore sperano, come negli anni '70 di obbligare alfine il Papa a non fare "scherzi".....
E' palese che la situazione attuale tiene PRIGIONIERO IL PAPA con il ricatto di uno scisma ben più grave di quello che dovette affrontare santa Caterina da Siena con Urbano VI..... nel chiedere consiglio alla Santa ella rispondeva al Papa di PAZIENTARE E DI LIMITARE IL SUO POTERE.... in sol colpo, spiega santa Caterina, il Vicario di Cristo avrebbe potuto imporre il bastone, ma la Santa lo supplicò di non farlo e che dopo aver guadagnato anime alla giusta causa con la CLEMENZA DEL PASTORE MITE, il Signore stesso avrebbe pensato a fare pulizia dei recidivi.... i Santi sono sempre incoraggianti!"

martedì 18 ottobre 2011

PREGHIERE RIPARATORIE PER LA PROFANAZIONE DELLA STATUA DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA E DEL SANTISSIMO CROCIFISSO AVVENUTA A ROMA DURANTE LA MANIFESTAZIONE DI SABATO SCORSO



Davanti all’esecranda profanazione di una statua della Madonna e di un Crocifisso, avvenuta nella Città Sacra di Roma vicino a San Pietro, invitiamo di raccogliersi in preghiera di riparazione; e ad invitare coloro che può ad associarsi a tale dolente intenzione.
Una forma di preghiera facilmente alla portata di tutti, e praticabile quanto prima: una decina del S. Rosario (potrebbe essere la contemplazione del secondo Mistero Doloroso: N.S. Gesù Cristo flagellato alla colonna), naturalmente da aggiungersi alle preghiere consuete; se possibile concludendo con questa Orazione : Contro i persecutori della Chiesa:

Preghiamo. Accogli o Signore, placato, le preghiere della Tua Chiesa, affinché, libera da ogni avversità ed errore, Ti possa servire in tranquilla sicurezza. Per Cristo Nostro Signore. Amen.
Miserere nostri Domine!
Regina sacratissimi rosari, ora pro nobis.

lunedì 17 ottobre 2011

LA MESSA IN LATINO DIVIDE ( così dicono certi curiali in Sicilia ... e in ogni altra parte d'Italia ...) UN ARTICOLO CHE NON DIVIDE : E' CHIARA L'IMPOSTAZIONE DI CHI NON VUOL "SENTIRE CUM ECCLESIA"


Vienna, Messa "rock" : il momento della Santa Comunione ( queste cose dividono veramente ... da Dio ! )









Articolo del 31 gennaio 2011 : sempre attuale ! Chissà poi che fine ha fatto l'iniziativa ...

La Messa in latino divide
GIUSEPPE SCIBETTA
Fa discutere (... vecchia tattica dal sapore rivoluzionario, sperimentatissima per "giustificare" ogni sorta di illegalità soprattutto nella Chiesa post-conciliare; metodo di guerriglia psicologica che precede la "pax" di chi, per riportare l'invocata quiete, commette ingiustizia negando quello che la Legge e la Devozione consentono ) la celebrazione della Messa in latino che, a distanza di 41 anni dal Concilio Vaticano II, è stata officiata ieri a Caltanissetta: a sollecitarne la celebrazione un gruppo di fedeli costituitosi a questo fine e composto da Gigino Macro, Cristoforo Sicilia, Rosario Picardo, Silvio Giannone, Enzo Falzone, Alberto Maira e Luca Bonvissuto del capoluogo nisseno, Antonino Torregrossa di San Cataldo e Franco Montagna di Vallelunga, ( era proprio necessario scrivere i nomi di questi valorosi ragazzi? Perchè esporli pubblicamente alla gogna e agli insulti dei "soliti" noti ? N.D.R.)  i quali hanno chiesto dapprima l’autorizzazione a Roma in attuazione del "motu proprio" di Benedetto XVI "Summorum pontificum" del 2007 e poi l’hanno ottenuta dal vescovo della diocesi nissena mons. Mario Russotto (ottimo ! la Redazione del giornale diocesano scrivendo questo "assolve" il Vescovo addossando tutta la "colpa" della celebrazione a  "Roma". Incredibile !!! N.D.R. ) ; questi ha così disposto che la messa secondo il "Vetus Ordo" (vecchio ordine, cioè in latino) in via sperimentale venga celebrata l’ultima domenica di ogni mese nella chiesa Sant’Anna dell’Istituto Testasecca, dove ieri è stata officiata da don Salvatore Modica con la collaborazione dell’assistente Lirio Torregrossa (uno studente in architettura di San Cataldo) e di don Angelo Gallo.
La messa in latino (anche se era stata preannunziata ai frequentatori della chiesa di viale della Regione) ha colto di sorpresa la maggior parte delle persone che hanno preso parte alla funzione, tanto che lo stesso don Salvatore Modica (che per la prima volta ha detto messa in latino nel lontano 1949, quando è stato ordinato sacerdote) con la sua consueta dolcezza, prima di cominciare la funzione religiosa ha fornito ai numerosi fedeli presenti le motivazioni di quella che comunque costituiva "una novità", spiegando che «in fondo non si trattava di una cerimonia "specialissima", poichè scopo della messa - anche se celebrata in latino - rimane sempre quello di accompagnare i
fedeli nel corso di un cammino che porta all’incontro con Gesù». E così anche ieri, in occasione dell’unica messa mattutina fissata come sempre alle ore 9 - si è ritornati alla risacralizzazione del rito ordinario ( ??? N.D.R.)  attraverso il recupero di molti elementi tradizionali.
Molte le persone (c’erano pure tre giovani africani cattolici ospiti del Testasecca) visibilmente e
chiaramente frastornate, ( come mai in altri posti gli Africani sono coloro che seguono con più intensa devozione le Messe nell'antico rito? N.D.R.) la maggior parte delle quali o non hanno mai avuto conoscenza del latino
o avevano quasi del tutto dimenticato le nozioni apprese tanti anni fa a scuola: inevitabile quindi l’imbarazzo con cui hanno seguito il rito sacro. Contenti invece i promotori dell’iniziativa, che hanno seguito la messa con grande devozione sino a quando don Salvatore Modica non ha concluso con il suo "Ite missa est".
E’ stato a quel punto che anche don Angelo Gallo - cogliendo il disagio dei fedeli - ( perchè i fedeli stavano rumoreggiando oppure avevano dato poche offerte ? N.D.R.) è salito sul pulpito e ha voluto dire la sua: «E’ un esperimento quello che stiamo facendo, al fine di poter fare una
esperienza con il rito tradizionale. Abbiamo notato che con la messa in latino c’è maggiore misticismo, maggiore concentrazione da parte di chi la segue, anche se forse sono in molti che non capendo la lingua antica partecipano alla funzione religiosa con minore partecipazione. E’ chiaro che ci sono alcuni che realizzano il loro rapporto con Dio con un colloquio diretto, faccia a faccia; altri che invece preferiscono incontrare il Signore in silenzio. Ora dobbiamo valutare meglio se è più opportuno ritornare a quello che viene definito "novus ordo" (in italiano) oppure lasciarla in latino, che è la lingua universale della Chiesa e quindi in grado di accomunare quanti, in tutte le parti del mondo, si accostano ad un rito cattolico o abbiano una sensibilità comune». «Molto meglio - ha poi commentato un fedele, Antonio Grillo - fare due messe in orari diversi, in maniera da accontentare coloro i quali vogliono la funzione religiosa celebrata in latino ed anche quelli che la vogliono in italiano. Noi così non abbiamo capito niente». «Temo che in questo modo - ha aggiunto Giovanna Barone - i giovani non verranno più in chiesa a seguire la messa: perchè non farla in italiano e consentire a tutti una maggiore partecipazione alle varie fasi del rito religioso?». ( Ma che brava la "Redazione" del giornale diocesano perchè ha solo intervistato i fedeli contrari alla Messa in latino? L'articolista potrebbe essere scritturato da Michele Santoro ... N.D.R.)

Dopo l'Editoriale di seguito  l'articolo, di commento, qua sotto riportato. Senza parole da parte nostra !
«Uso strumentale del ritorno al passato»
Da molti anni la domenica partecipo alla messa delle otto nella mia parrocchia, S. Pietro. Domenica 23, per un contrattempo, ( ma che combinazione ....N.D.R.)
faccio tardi e dirotto i miei passi verso la vicina chiesa di S. Anna al Ricovero Testasecca, alla messa delle 9. Al termine della celebrazione, il rettore don Gallo informa i fedeli che la prossima domenica, alla stessa ora, in via sperimentale, la messa in italiano verrà sostituita da quella in latino.
Dopo il motu proprio di Benedetto XVI Summorum pontificum del 2007, è previsto che i vescovi, dietro richiesta di almeno trenta fedeli, possano autorizzare la celebrazione eucaristica secondo il rito di S. Pio V; non capisco, però, con tutto il rispetto, per quale motivo il nostro vescovo abbia deciso
di sostituire la celebrazione della messa in italiano in S. Anna, che tradizionalmente si celebra alle 9, frequentata dagli abituali fedeli, con quella in latino e non abbia, invece, assegnato a quest’ultima un altro orario. Decido, perciò di tornare, oggi domenica 30 gennaio, a S. Anna, mosso dal desiderio di capirci qualcosa e, insieme, dalla curiosità di vedere "l’effetto che fa". La chiesa è gremita, come le altre domeniche,
da un pubblico in grandissima maggioranza di anziani, i soliti fedeli ai quali si aggiunge la pattuglia di aderenti ad Alleanza Cattolica, dalla quale presumo che, legittimamente, sia partita la richiesta di autorizzare la celebrazione della messa secondo il rito tridentino. Alle nove in punto entra il celebrante, che indossa la pianeta verde tradizionale e, all’avambraccio sinistro, il manipolo: una scena antica che non vedevo da oltre cinquant’anni, da quando, ragazzo, frequentavo l’oratorio salesiano. Il tuffo indietro negli anni si anima e diventa ancora più vivido: Introibo ad altare Dei - Ad Deum qui laetificat iuventutem meam. Ma quale iuventus? La risposta più pertinente sarebbe: Ad Deum qui laetificat senectutem meam. ( io avrei fatto una "censura ecclesiastica" : altro che "ospitalità" a queste blasfeme parole nel Giornale diocesano ! E' una vergogna per la fede. Articolo da mandare alla competente Congregazione Romana : è un dovere correggere l'errore e aiutare chi sbaglia per dargli modo di  tornare alla sana dottrina per la salute della sua anima ! N.D.R.) E’ una praeceps senectus, un’estrema vecchiaia quella che aleggia nella chiesa di S. Anna alla messa delle 9, quando il venerando mons. Salvatore Modica, con una voce flebile che di tanto in tanto cerca di forzare, dà inizio alla celebrazione della messa di S. Pio V, cum oratio haberet - come scrive Cicerone - suam quasi senectutem, quando la parola echeggiava, per così dire, una sua vecchiezza. Il rito prosegue con la solennità ieratica del sacerdote che dà le spalle ai fedeli tagliati fuori dalla celebrazione, al contrario
di quanto aveva voluto il Concilio Vaticano II, disorientati dal ritorno del vecchio, di un rito che si sovrappone alla loro messa. Il mio vicino di banco, ancora più anziano di me, evidentemente non al corrente della novità, mi chiede sottovoce, in dialetto, in quale lingua si stia celebrando la messa, rispondo: "in latino". "Ah! - fa lui - in latino, certo, padre Modica è l’unico prete che conosce il latino. Io, però, non conosco
né il latino né, bene, l’italiano e non ci sto capendo niente". Mi sforzo di spiegargli, anche se non sono molto convinto, che non è tanto importante capire le parole che pronuncia il sacerdote quanto partecipare e unirsi idealmente all’azione liturgica. Non sono pregiudizialmente contrario alla celebrazione della messa in latino: nella Chiesa ci deve essere posto per tutte le sensibilità. La messa in italiano non è, come sostengono i cattolici tradizionalisti, la rottura dell’universalismo della cristianità e la messa in latino ha una grande dignità, specialmente quando viene celebrata dal Santo padre e rivolta ai credenti di ogni parte del modo. Inaccettabile è l’uso strumentale del ritorno al passato, quasi a volere considerare ininfluente il grande e impegnativo magistero del Concilio Vaticano II. ( ma chi tocca il CVII ? L'articolista si studi la Cost.Sacrosantum Concilium. Mai lette tante scorrettezze ... in un Giornale diocesano ! Roba da pazzi ! )
Al termine della celebrazione, forse con l’intento di fugare dubbi e perplessità, il rettore don Gallo, ritiene di dovere fare un breve commento, riaffermando, non senza qualche
contorcimento verbale, ( ma che gentilezza nei confronti di un Sacerdote ! N.D.R.) che quello di oggi è stato solo un esperimento e mettendo in luce pregi e limiti dei due riti, in italiano e in latino: più comprensibile e partecipato il primo, più concentrato e misterioso il secondo. Sic stantibus rebus, che bisogno c’era di scomodare ( ma quanto da fastidio al signor Mangiavillano la mite iniziativa liturgica ... quanto lo infastidisce ... non è mica obbligato ad andare ... ci sono tante chiese ... Sta lottando contro i mulini a vento ! N.D.R.)  S. Pio V oggi, domenica 30 gennaio 2011 a S. Anna al Ricovero?

sabato 15 ottobre 2011

LE BESTIE INFERNALI SI SONO SCATENATE A ROMA


http://www.repubblica.it/politica/2011/10/15/foto/statua_madonna-23287228/1/


Sancte Michaël Archangele,

defende nos in proelio;

contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium.

Imperet illi Deus,

supplices deprecamur: tuque,

Princeps militiae caelestis,

Satanam aliosque spiritus malignos,

qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo,

divina virtute in infernum detrude.

Amen.





DISTRUTTA UNA PARROCCHIA – Durante gli scontri e il corteo, gli indignati hanno preso di mira anche una parrocchia nei pressi di San Giovanni, San Marcellino e Pietro, tra via Labicana e via Merulana, tentando di sfondare la porta della chiesa e distruggendo poi alcuni arredi sacri della casa parrocchiale. In parrocchia, nel momento dell’assalto, non c’erano fedeli, ma il parroco, don Pino Ciucci e diversi sacerdoti. «Sono sconcertato – ha detto – abbiamo visto scoppiare la protesta dalle finestre della parrocchia. Dei giovani incappucciati hanno divelto la porta della sala utilizzata per il catechismo, sono entrati, hanno affisso un manifesto e hanno distrutto quello che c’era dentro. Poi hanno preso una statua della Madonna di Lourdes e un crocefisso, li hanno portati in strada e li hanno frantumati. Un gesto blasfemo di profanazione che non ha alcun senso». http://www.oggi.it/attualita/cronaca/2011/10/15/indignati-e-guerriglia-a-roma-in-fiamme-le-auto-distrutte-vetrine-scontri-e-feriti/

TOLENTINO, CENTRO STORICO, DOMENICA 16 OTTOBRE SANTA MESSA IN LATINO DI DON ANDREA LEONESI



Tolentino, MC, Domenica 16 ottobre ore 16,45
Centro Storico, Chiesa del Sacro Cuore , detta dei "sacconi"
Santa Messa cantata nel rito romano antico
celebrata dal Rev.do Parroco Don Andrea Leonesi.

Un sincero ringraziamento, per il sostegno spirituale più volte espresso, a S.E.R.Mons. Claudio Giuliodori, Vescovo Diocesano.


I Confratelli "sacconi" inizieranno la raccolta di fondi per aiutare alcune famiglie disagiate.

venerdì 14 ottobre 2011

QUANDO LA "GIOVANE" AMERICA LATINA INSEGNA ALLA VECCHIA E STANCA EUROPA. QUEL DESIDERIO INCONTENIBILE DI PRENDERE L'AEREO ...


Foto : La Cattedrale di Ciudad del Este

Ieri ho citato alcuni passi della lettera sulla Liturgia ai Sacerdoti scritta per il suo Clero da Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Rogelio Livieres Plano, Vescovo della Diocesi di Ciudad del Este, Paraguay.
Oggi voglio proporre due video delle Ordinazioni Sacerdotali e Diaconali dell'Agosto 2011 che ho preso dal sito diocesano.
Vi consiglio di osservare anche le foto del Seminario Diocesano : dalla compostezza e dai particolari si evince che Diocesi di Ciudad del Este, grazie al suo Vescovo, sta seguendo ( caso raro…) le sante e sagge indicazioni di Papa Benedetto XVI soprattutto per quanto riguarda la Santa Liturgia.
Naturalmente i frutti spirituali , leggasi nuove vocazioni al Sacerdozio, non si sono fatti attendere.
Non voglio fare comparazioni ma qualcuno mi dica dove in Italia si svolgono tali dignitosissime liturgie di Ordinazioni Sacerdotali e Diaconali.
Io conosco la risposta ( purtroppo)...