sabato 26 novembre 2011

Il nuovo anno liturgico è iniziato con una bella testimonianza di fede : un'umile processione per il Centro Storico di Perugia



Sono appena ritornato da Perugia dove ho assistito alla S.Messa Prelatizia, nel rito romano antico, officiata dall’Arcivescovo Metropolita S.E.R.Mons. Gualtiero Bassetti che è stato raggiunto in Episcopio dalla processione, formata da Religiosi, ministranti, confraternite e alcuni membri della delegazione locale del Santo Sepolcro, che lo hanno scortato fino alla chiesa di San Filippo.
La processione è snodata nel centralissimo corso di Perugia.
Quale testimonianza di fede !
Accanto a coloro che si sono devotamente segnati al passaggio della Croce altri hanno completamente ignorato la cosa.
Per molti sembrava che passassero dei personaggi invisibili …
Mi sono ricordato di un’omelia che l’indimenticabile Mons. Tarcisio Carboni , Vescovo di Macerata, fece dopo la processione del Corpus Domini nella sua città episcopale.
Era la prima volta che da Vescovo partecipava alla festa del Corpus Domini a Macerata dopo essere stato in altri centri della Diocesi.
Passando per il corso principale aveva notato che molti giovani neppure si erano fatti il segno della croce quando passava Gesù Sacramentato.
Al ritorno in Duomo il Vescovo nell’omelia descrisse le sue impressioni e disse che era urgente fare tre cose : Preghiera, Presto, Presenza.
Presenza con la preghiera e presto : nelle famiglie e presso i giovani.
Una ricetta nata dalla devota anima di un vero Pastore.
Nessuno ha la bacchetta magica per risolvere la questione del dilagante indifferentismo religioso, in buonissima parte provocato, anche in zone particolarmente “praticanti” ,da certe eccessive sottolineature del “sociale” a scapito del sacro.
In questo tempo così ricco di sfide per i credenti non farebbe male ritornare alle sane e semplici abitudini religiose dei nostri padri abbandonando quelle faraoniche e dispendiose forme “alla moda” di organizzazioni modellate a sterili schemi carismatici tendenti all’esaltazione del proprio ego piuttosto che favorire l’adorazione a Dio.
Il voler sistematicamente ignorare l’esempio e le esortazioni per la Liturgia del Papa Benedetto XVI accelerando anzi la corsa per distruggere quanto di ancora devozionale è rimasto degli interni delle chiese, per rimuovere ogni forma di bellezza concepita a lode di Dio, puzza di diabolico.
Contro il caos, la bruttura e l’eresia si erge vittoriosa la Vergine Immacolata la vincitrice del peccato, la Vergine bella che ci conduce ai quieti pascoli del Buon Pastore !

mercoledì 23 novembre 2011

“Velociter currit ad finem”: Quando il Figlio dell'uomo tornerà, troverà ancora la fede sulla terra?



 Non voglio in alcun modo rattristarmi ulteriormente con la scellerata vicenda del Duomo di Reggio Emilia, il cui presbiterio è stato purtroppo "adeguato liturgicamente" in maniera oscena e dissacrante.
Molti hanno scritto e molti hanno commentato alla luce della fede sul tristissimo argomento.
Posto, ad perpetuam rei memoriam, questa immagine, presa dal sito Diocesano di Reggio Emilia.
E' il momento più importante della Santa Messa : il Corpo di Cristo viene presentato per l'adorazione dei fedeli.
Potete vedere anche Voi in che maniera si svolge la fondamentale azione d'adorazione  dei ministranti e dei fedeli ...
Che il Signore abbia misericordia di tutti noi e soprattutto dei Consacrati a cui l'Apostolo San Paolo ebbe a rivolgere questo severo ammonimento :
" Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole. Tu però vigila attentamente, sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del vangelo, adempi il tuo ministero". ( Timoteo 2, capitolo 4 ).

domenica 20 novembre 2011

RITUS NUMANENSIS MODERNUS



Dedico queste mie dolorose considerazioni all'amica di Milano che mi ha chiamato ieri chiedendomi " In quale rito è stato celebrato il funerale di ieri a Numana " ?


Purtroppo non posso essere smentito ne’ contraddetto.
Benvenuto nella realtà costiera caro Andrea : è ora che apri gli occhi”. Così mi ha detto un amico Sacerdote quando, affranto, gli ho raccontato come si è svolta la “cerimonia funebre” di una mia amica pochi giorni fa nella stessa terra che ha ospitato il XXV Congresso Eucaristico Nazionale.
Non ho visto il Messale Romano ... ma guardando il Sacerdote, rivestito solo di camice e stolone viola, “ celebrare” la Messa tenendo sempre in mano un raccoglitore di fogli, che ha lasciato solo per prendere il Lezionario ( quello c'era)  per la “proclamazione del Vangelo” : Dal Vangelo di Gesù secondo Matteo …”  mi è sembrato che celebrasse un mio conoscente Pastore Anglicano, finissimo cultore di musica sacra.
Era, tuttavia, il Rev.do don Mario Girolomini, Parroco di Cristo Re e di Santa Maria Stella del Mare nell’antichissima città di Numana, già sede Vescovile e dal 1975 sede Titolare.
Dove ha celebrato il Sacerdote ? Su un minuscolo tavolinetto da giardino posto davanti lo “scomodissimo” altare settecentesco, grazie a Dio, rimasto intatto.
Nessun gesto, quindi, di bacio all’altare improvvisato, nessuna postura di preghiera ( allargando le mani alle orazioni), nessun lavabo all’Offertorio o di purificazione del calice.
Recita del CREDO dopo l'omelia. ( sic !!!)
Nessuna preparazione del calice all’Offertorio.
Offertorio “unificato” : offerta del “ pane e vino” insieme.
Ostia grande spezzata durante il “racconto dell’Istituzione” : “lo spezzò” ( l’Ostia è stata pezzata e poi presentata per l’adorazione dei fedeli).
Nessuna genuflessione.
Nessuna incensazione della bara ma solo l'aspersione con l’acqua benedetta.
Benedizione finale ( sic !!!) dopo il rito esequiale “ : “ Ci benedica Dio Onnipotente : il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo” …
Nessuna preghiera o accenno di intercessione per l’anima della defunta, morta improvvisamente, della Madonna Santissima o dei Santi …
Quando, con gli accorgimenti dettati dalla circostanza e con il mio consueto garbo, sottovoce e in separatissima sede ho espresso al Sacerdote il mio disappunto soprattutto per il modo con cui è stato Consacrato il Corpo di Cristo egli, con suprema arroganza, mi ha risposto che “ a Numana facciamo così e l’Arcivescovo ne è a conoscenza ”.
Non credo proprio che Sua Eccellenza Rev.ma l’Arcivescovo Metropolita di Ancona-Osimo sia a conoscenza dello stile liturgico “particolare” del non giovanissimo Parroco di Numana !
Andandomene, non era il caso di replicare in quella dolorosa circostanza, mi sono limitato a sussurrare che : “ il rispetto delle Rubriche” del Messale è il rispetto verso Dio”.
Ma forse il Sacerdote , che non ha avuto rispetto per i fedeli che hanno il sacrosanto diritto che la Santa Messa sia celebrata nel modo prescritto dalla Santa Chiesa, non immagina che a Dio non piace l’arroganza dei Suoi Ministri che “non apprezza l’agile corsa uomo” ma “ si compiace di chi lo teme” e Lo invoca “ in spiritu humilitatis, et in animo contrito suscipiamur a te Domine: et sic fiat sacrificium nostrum in conspectu tuo hodie, ut placeat tibi Domine Deus”.
Benvenuto nella realtà costiera caro Andrea : è ora che apri gli occhi”.
No! Caro e reverendo amico Sacerdote : non voglio aprire gli occhi su queste scempiaggini liturgiche!
Voglio aprire gli occhi solo per “per contemplare la bellezza del Signore e ammirare il suo santuario” perché solo il “sentire cum Ecclesia” ci fa gustare  “una liturgia partecipativa, ma non sentimentale: non dev’essere basata solo sull’espressione dei sentimenti ( o delle proprie testardissime convinzioni N.D.R.), ma caratterizzata dalla presenza del mistero nella quale noi entriamo, dalla quale ci lasciamo formare”. Benedetto XVI , 18 novembre 2011.
Andrea Carradori, dolens



venerdì 18 novembre 2011

PRENDIAMO ESEMPIO DA ROMA ...




 Tutti I Santi sono ritornati sull'Altare di san Pietro come da tradizione...
secondo alcune informazioni da anni, dopo il Concilio, le Reliquie NON venivano più esposte...
ma sembra che già l'anno scorso (per gli altri anni e quest'anno non ho trovato foto, neppure nell'Osservatore Romano) i Reliquiari sono ritornati...
la foto è molto bella e la notizia l'ho trovata qui:
As All Saints Day comes to a close, I find myself reminiscing how beautiful of a feast it is, and my fond memories of walking through Saint Peter’s Basilica in Rome. I wrote today on Google+:
“(All Saints Day) is the best day of the year to visit St. Peter’s, Rome. All altars are lit in honor of the Saints. Saints of God, pray 4 Us!”
(High Altar with Reliqueries of the Saints – All Saints 2010,
 ( Grazie a LDCaterina63 )

martedì 15 novembre 2011

"ASSASSINIO DELLA CATTEDRALE" , è il nome del pamphlet che turba i sonni della Curia. Presentato al Posta critica l’adeguamento liturgico del Duomo


Nel congratularci di cuore con gli organizzatori per la presentazione del libro "ASSASSINIO DELLA CATTEDRALE", ottimamente riuscita, come si può evincere dalla foto postata, trascriviamo l'Articolo da  Il Giornale di Reggio.
Ci auguriamo che anche in altre località dell'amata Patria, che hanno conosciuto l'irriverenza iconoclasta degli "adeguamenti liturgici" delle splendide chiese che la pietas dei nostri padri hanno innalzato alla gloria di Dio, sorgano altri fedeli che con  spirito di  devozione sappiano dare testimonianza alla verità e al Magistero della Chiesa denunciando i gesti di violenza perpetrati nei confronti del Sacro e dell'Arte sacra.
Riconoscenza a tutti coloro che, per solo amore verso Dio e verso la Chiesa Cattolica, sanno combattere fino in fondo contro i pericoli della vuota e sterile retorica post-conciliare.

"REGGIO EMILIA (13 maggio 2011) - Il punto non è l’attacco al vescovo, come riferisce don Emilio Landini, ma quanto delle modifiche liturgiche operate in Duomo rispondono a ciò che Papa Benedetto XVI sta facendo per eliminare gli abusi di questi anni e riportare la liturgia entro i suoi canoni e il suo vero significato. E’ questo il senso dell’incontro di presentazione del libro di Stefano Maccarini Foscolo "Assassinio della Cattedrale", edito da Fede e Cultura. Il libro che ripercorre e critica le scelte di adeguamento liturgico della Cattedrale è da tempo al centro del dibattito. Inevitabile che nella sala del Capitano del popolo venerdì sera il pubblico fosse quello delle grandi occasioni. Ad ascoltare Maccarini, affiancato dall’editore Giovanni Zenone e da Andrea Zambrano, caposervizio del Giornale di Reggio erano in tanti. Molti fedeli e alcuni esperti di arte, tra cui l’ex Sovrintendente Elio Garzillo, Giuseppe Adani e Alberto Agazzani. Maccarini ha idealmente risposto alle critiche di don Landini pubblicate venerdì. Ha parlato del "silenzio assordante della Curia reggiana" e ha ribadito che "nessuno ha criticato il 'restauro architettonico', ma 'l’adeguamento liturgico', unico oggetto del contendere". Sul piatto sono stati affrontati gli interventi più discussi: dall’altare avulso dal contesto architettonico del tempio, alla sede episcopale che sposta l’attenzione dei fedeli dal centro della celebrazione rappresentato dal presbiterio e dalla croce. Fino a toccare il discusso innesto di diverse opere di arte contemporanea, tra cui la contestata croce di Nagasawa che "solo grazie alle indiscrezioni pubblicate nei mesi scorsi si è addivenuti alla decisione di non esporla". Maccarini ha rivendicato questa marcia indietro: "Dunque, in questo caso, qualcuno deve avere sbagliato: o chi ha fatto le critiche alla croce (pubblicandone qualche “indiscrezione”) - e quindi perché non esporla? - o chi ha commissionato l’opera (la curia) riconoscendone poi la non adeguatezza liturgica". E’ stato chiarito che il presunto "attacco al vescovo" non esiste. "Ho voluto criticare le idee e le opinioni, mai le singole persone coinvolte nella vicenda" anche se "si può e si deve talvolta mettere in discussione pensieri e tesi altrui, senza per questo venirne meno di rispetto".
Anche perché, le critiche sollevate non rientrano nell’attacco "al magistero episcopale; semmai sono solo un parere discordante con scelte artistiche, sperimentali e innovative che lo stesso Vescovo si è trovato, per ragioni diverse, a ratificare".
Ma è stato soprattutto un dibattito franco su quello che sta succedendo nella Chiesa oggi dove assistiamo ad esempio alla "preoccupante 'critica' rivolta al Papa da monsignor Giancarlo Santi, consulente per l’adeguamento liturgico della Cattedrale, che può permettersi di mettere in discussione la competenza liturgica del Pontefice, mentre sembra proibito dissentire pacatamente e con spirito polemico da chi ha deciso questo adeguamento». Maccarini infine, ha ribadito la volontà di non creare alcuna spaccatura in seno alla Chiesa locale e ha annunciato che parteciperà alle iniziative di dedicazione dell’altare che prevedono anche l’intervento sabato 19 di Enzo Bianchi, priore della comunità di Bose.

I veri responsabili 
di Andrea Zambrano

C'è chi come l’ex sovrintendente Garzillo ricorda che "la Cattedrale è svuotata". Chi, è il caso del vicepresidente dell’accademia di Belle Arti di Bologna Alberto Agazzani, si chiede che senso del sacro possano trasmettere artisti di estrazione marxista e lontani dal sentimento cattolico. Chi, come Giuseppe Adani vorrebbe che i preti tornassero ad occuparsi di cura d’anime e lasciassero perdere i beni culturali "dei quali non sanno nulla". E un popolo di Dio vario di estrazioni culturali e sociali, che chiede, si informa, non si accontenta della favola che i tempi sono cambiati e che con essi devono cambiare anche le tradizioni, i sentimenti e il senso di bellezza che si è sedimentato nei secoli. Non è "quel gruppo di quattro contestatori", come riportava un alto prelato nei giorni scorsi. Ma un popolo che si interroga sul senso dell’obolo per il restauro del Duomo, se poi il risultato è alieno da ciò che i fedeli cercano in una chiesa: preghiera e non effetti speciali. Ma soprattutto c’è la consapevolezza che se le regole del gioco devono valere per tutti, allora è vigliaccheria dire che il Papa di liturgia non sa nulla, come ha inopinatamente sentenziato monsignor Santi, consulente della Cattedrale, novello Umberto Eco e poi bollare di mancata comunione col vescovo chi crede che invece il Papa sia un protagonista nel dibattito sulla liturgia, ormai da decenni avvizzita da abusi mai sanati. A molti ha fatto comodo ricondurre il tutto alla critica ai restauri, nel merito dei quali nessuno è entrato non solo perchè sono piaciuti, ma anche perchè di fronte ai costosi lavori, c’è un comitato che ha lavorato con passione genuina per trovare i fondi (a proposito: quanti?) e un vescovo che lo ha promosso con sacrificio e zelo pastorale. Il fatto è che in questo dibattito nel mirino non dovrebbe finire il vescovo, e nemmeno i progettisti che essendo pagati realizzano su commissione, ma quei monsignori di curia che seguendo le mode, spesso molto lontane dalla dottrina, si sono intestarditi per cercare soluzioni sperimentali in un luogo cristallizzato che ha parlato per secoli all’uomo. Sperimentazioni che il Papa attuale condanna e che non sono conformi a quanto il Magistero ha sempre detto sul corretto rivolgersi dell’uomo a Dio. E’ di questo che devono rispondere gli autori dello “stravolgimento liturgico”, non farsi schermo dietro al vescovo Caprioli, scaricandogli poi il peso della responsabilità di scelte e indirizzi, partoriti dalle loro elucubrazioni mentali e non dalla sensibilità dei fedeli".

La risposta degli organizzatori della presentazione del libro alle retoriche dichiarazioni dei burocrati curiali :
 

lunedì 14 novembre 2011

DAL CREDERE O MENO ALLA PRESENZA REALE DELL'EUCARISTIA DERIVA ANCHE LA BUONA MUSICA

Uno dei tanti manifesti per un "concerto" del M° Allevi. Musica d'intrattenimento piacevole, commercialmente ed abilmente "spacciata" come evento culturale e persino proposta " come elemento di spessore spirituale " per il  XXV Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona.
Nessuno vuole infierire contro una "buona" musica commerciale se questa rimane nella sua naturale collocazione.



L'umiltà di un'immagine devozionale del 1699 : Santa Cecilia " devotione ". Sagrestia di un'ormai povera chiesa di un paesetto del fermano ( un tempo assai frequentata) 

Le splendide esecuzioni musicali nell’Abbazia Anglicana diWestminster e nella Cattedrale Cattolica di Londra in occasione della  visita di Papa Benedetto XVI nello scorso anno mi hanno particolarmente colpito.
Non avevo dubbi sull'ottima esecuzione del complessi corali che si sarebbero esibiti in quelle storiche giornate.
L’ottimo vaticanista Sandro Magister ha dedicato al coro dell’Abbazia Anglicana di Westminster un memorabile articolo .
L'altro celeberrimo coro londinese “Westminster Cathedral Choir” nella messa Papale nella Cattedrale Cattolica ha impartito una lezione  a tutti noi, compresi a tanti saccenti liturgisti, di  come dovrebbe essere lo “stile” musicale in una celebrazione liturgica.
Fra l’evidente contentezza del Papa, perfettamente a suo agio, il Westiminster Cathedral Choir ha eseguito magistralmente tutte le parti del Proprium della Messa in canto gregoriano.
Quali sono i cori, nelle tante Cattedrali italiane che eseguono il “proprium” della Messa  come  il Messale paolino prevede?
Non è mancato nulla nella celebrazione nella Cattedrale Londinese : dal canto gregoriano, il Cantus Ecclesiae, alla polifonia al nobile canto dell’assemblea dei fedeli !
Durante la visita Papale nel Regno Unito il mondo si è potuto accorgere della "novità" stupenda rappresentata dalle composizioni corali del Maestro James MacMillan   che ha esaltato liturgicamente la grande tradizione della musica sacra nel Regno Unito nella Messa, dedicata al Beato Jhon Henry Newman,  che ha composto e diretto al Bellahouston Park di Glasgow nel primo giorno della sua visita nel Regno Unito.
In quei giorni, mentre me ne stavo incollato al pc per seguire le "dirette" delle cerimonie papali, il mio pensiero, sconsolato, sé andato alla nostra amata Patria dove sono stati cacciati, anche recentemente, illustri Maestri, come nel caso della Cattedrale di Cremona, tanto per non fare nomi, perché ritenuti colpevoli di non favorire il canto dell’assemblea dei fedeli !
Non posso, altresì, pensare con una molta preoccupazione al progetto culturale della CEI di cui si sta molto discutendo sia su internet che nelle Diocesi all’inizio del nuovo anno pastorale.
Il Santo Padre Benedetto XVI ha più volte levato il suo grido di allarme, rivolto per lo più ai giovani, macinati dalla società sempre più materialista, che non riescono ad impostare la propria vita sui valori cristiani.
Dopo il Convegno ecclesiale di Verona la CEI ha elaborato un progetto che è pubblicato sul sito :
Come insegnante e come responsabile di gruppi musicali ecclesiali dovrei essere contento e tranquillo.
Invece non lo sono !
Leggendo le linee programmatiche del progetto culturale della CEI i miei timori si infittiscono.
Per generazioni le sfide educative della Chiesa, anche in tempi perigliosi per i cattolici, sono state sempre improntate all’esaltazione della cultura cattolica evidenziata dalle forme artistiche che hanno avuto molta presa soprattutto nella popolazione.
I risultati di queste feconde scelte pastorali-culturali ancora sono tangibili in tutta la Penisola.
Intere generazioni di musicisti, compositori, organisti, direttori di coro e cantanti, si sono formati soprattutto dopo la pubblicazione nel Motu Proprio di San Pio X sulla musica sacra sia pur in un momento difficile per la nostra Nazione, a causa dell’estesa povertà, e della situazione di conflitto Stato-Chiesa.
Buona parte dei cori liturgici ancora esistenti sono nati a seguito di  quello straordinario documento del Magistero che aveva finalmente ripulito la musica sacra da ogni contaminazione teatrale e mondana.
Nei nostri già opulenti giorni la musica sacra e la musica “classica” vengono sistematicamente annientate nelle Agorà e nei raduni diocesani o nazionali in cui  i Vescovi, al fine di aggraziarsi i giovani, organizzano sistematicamente esecuzioni di musica rock e altre manifestazioni “alla moda”.
Non mi fido dei progetti culturali proposti dagli organismi culturali della CEI che impongono festival, lasciati gestire dai soliti potentati artistici, che sono completamente avulsi dalla realtà del territorio.
Dov’è l’attenzione e la valorizzazione dei  tanto disprezzati cori liturgici che , con spirito di puro volontariato, servono puntualmente l’altare ?
I cori polifonici non stanno, in maniera solitaria e spesso disperata, operando la vera “sfida educativa” ignorata dai burocrati della CEI ?
Mi sono già espresso in questo blog, come pure dalle ospitali pagine del locale Corriere Adriatico, sulla musica che è stata eseguita in occasione del citato Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona : un'occasione mancata per esprimere alla "Chiesa che è in Italia"  la fresca "novità" del pensiero liturgico del Papa.
Ecco quello che ha scritto un esimio Maestro che ha dovuto abbandonare il suo ministero di musicista al servizio dell'Altare perchè quel sacro spazio è stato abusivamente occupato, con  la forza, da coloro che rincorrono le mode per farsi "belli" agli occhi del mondo : "
" che dire... dopo quarant'anni di servizio liturgico come organista in  una parrocchia della diocesi di Treviso, periodo in cui ho avuto come bussola del mio operare (per quanto concerne la liturgia e la musica), solo la Costituzione Apostolica "Sacrosanctum Concilium" e l'Istruzione "Musicam Sacram", ho detto BASTA!!! L'ipocrisia di molti preti che si riempiono la bocca del Concilio e che sono stati allevati nel seminario tarvisino a pane, latte e Concilio, è grande. Nel loro operare liturgico del magistero conciliare applicano ben poco, quel poco che fa loro comodo. Sono insofferenti a tutto ciò che, sia nella liturgia, sia nella musica, può rappresentare anche flebilmente la Tradizione. Si attorniano di strimpellatori di chitarre che oltre ai tre accordi del giro armonico strappati sempre con lo stesso ritmo, nulla sanno né di musica, né di liturgia. Si avvalgono di catechiste che, come dice Lei, per la stragrande maggioranza, pur nella buona personale volontà, sono impreparate e, talvolta, alcune di loro non frequentano nemmeno la messa festiva. Cosa si insegni in quelle ore di catechismo proprio non lo so, ma i frutti sono sotto gli occhi di tutti. Ho poi la sensazione, spero sbagliata, che i preti credino sempre meno nella "Presenza Reale", certamente non lo dicono apertamente come il "coraggioso" vescovo di Rodez, Fonlupt, mi chiedo però: se ritieni che nell'ostia consacrata ci sia la Presenza Reale di Nostro Signore (e un tempo ci insegnavano che questa Presenza sussiste anche nella più piccola briciolina dell'Ostia consacrata), perché non hai la massima cura nella pulizia del calice con il quale hai celebrato e della pisside che hai appena svuotato. Personalmente ho potuto vedere una pisside vuota riposta da mesi in una credenza della sacrestia, con una miriade di briciole attaccate all'interno della coppa. Allora viene da chiedersi: o credi nella Presenza Reale e allora la scarsa cura nella pulizia dei vasi sacri rende il tuo operare un sacrilegio, oppure, visto che non pulisci bene, non ci credi e allora sei eretico; tertium non datur. Dal credere o meno alla Presenza Reale, dipende anche l'atteggiamento da tenersi in chiesa, il recupero del sacro silenzio (praticamente scomparso dalla santa messa in quanto sommerso da una mare di parole e battimani), l'esigenza di confessarsi e molte altre cose.  Per carità cristiana mi fermo qui: ho solo tanta amarezza e prego il Signore per la Sua Chiesa e per la conversione dei preti".
Come ha fatto, infine,  un importante ecclesiastico ad esaltare il "concerto" del M° Allevi in Ancona in occasione del Congresso Eucaristico definendolo come " evento di spessore spirituale" invece della più ovvia considerazione di  bella e tranquilla serata estiva accompagnata da una buona musica ricreativa ?
A.C.







                            


giovedì 10 novembre 2011

MISSA DA REQUIEM A TOLENTINO

2 Novembre 2011 : la Croce devozionale per i Defunti sulla porta della Chiesa con le candele accese
                                                                                    L'interno della Chiesa : l'Altare
Il tumulo con l'antica coltre di velluto che si usa una volta l'anno

Nell'Ottavario dei Defunti la Croce devozionale è stata posta nella navata



Su Youtube il filmato, opportunamente ridotto da me, della Messa .