martedì 17 gennaio 2012

UN VERO PASTORE : LE CHIARE PAROLE DI MONS.LUIGI NEGRI SULLO SPETTACOLO BLASFEMO DEL REGISTA CASTELLUCCI


Quando la Chiesa non può tacere

di Luigi Negri*
16-01-2012


Sulla vicenda della rappresentazione teatrale “Sul concetto di volto del Figlio di Dio”, in programma a Milano dal 24 al 28 gennaio, che tanto fa discutere per il suo contenuto blasfemo e per le manifestazioni annunciate da diversi gruppi cattolici che propongono messe e preghiere di riparazione, abbiamo sentito il vescovo di San Marino-Montefeltro, monsignor Luigi Negri.


"Intervengo sulla base delle notizie lette e ascoltate in questo periodo. Notizie che sono a volte confuse e contraddittorie sui dettagli, ma chiare quanto alla sostanza, provengono da fonti diverse e certamente perciò non sono ideologicamente condizionate.

Mi pare che innanzitutto ci sia da dire che questo è un episodio miserevole dal punto di vista della espressione, non dico artistica, ma dell’espressione umana. Ed è certamente la conferma di quello che ho già detto immediatamente dopo gli scontri di Roma del 15 ottobre scorso, in ordine alla distruzione della statua della Madonna: il filo conduttore, che unisce espressioni che apparentemente sembrano divergere moltissimo, è l’anticristianesimo.

Ormai l’ideologia dominante è quella anticristiana, quella che tende all’abolizione sistematica della presenza e dell’annunzio cristiano, sentito come una anomalia che mette in crisi questa omologazione universale operata dalla mentalità laicista, consumista, istintivista.

Quindi da questo punto di vista il giudizio non può che essere inappellabilmente negativo: è un’espressione meschina di una volontà di eliminare la tradizione cristiana, in questo caso colpendo il contenuto fondamentale della fede. Colpendo l’immagine e la figura di Gesù Cristo nei confronti del quale nella scritta finale – credo che apparirà ancora malgrado tutte le modificazioni a cui in qualche modo sono stati costretti – apparirà il rifiuto di essere figli di Dio. E quindi si manifesta la volontà di sostituire alla figliolanza divina la proclamazione della propria autonomia e autosufficienza, che è stato il delirio della modernità.

C’è poi il problema della reazione. Su questo io mi devo avventurare con molta circospezione perché non intendo prestare il fianco a nessuna critica nei confronti di altre Chiese o di altri confratelli. Sono stato molto lieto nell’apprendere che - in situazione analoga - la Chiesa francese e in particolare il capo della Conferenza episcopale francese, il cardinale di Parigi, ha proposto un gesto rigorosamente penitenziale in ordine a questa blasfemia implicando la struttura fondamentale della Chiesa.

Io mi chiedo questo, e su questa domanda mi fermo: una Chiesa particolare - o una connessione di Chiese particolari che aderiscono alle Conferenze episcopali nazionali - che non reagisca in termini assolutamente essenziali e pubblici a questo attacco violento alla tradizione cattolica, io mi chiedo: se non interviene su questo punto, su che cosa interviene?

Che cosa mette più in crisi la possibilità di una comunicazione obiettiva della fede di questa serie di iniziative tese a screditare, a criminalizzare, a corrompere la nostra tradizione? Certo che se le Chiese cosiddette ufficiali – ma il termine mi è assolutamente ostico perché la Chiesa è una sola, non è né quella ufficiale né quella carismatica, la Chiesa è il mistero del popolo di Dio nato dal mistero di Cristo morto e risorto e dall’effusione dello Spirito, quindi c’è una Chiesa sola –; se la Chiesa non reagisce adeguatamente in modo certamente non rancoroso, non livido, assumendo in senso uguale e contrario l’atteggiamento demenziale di questi parauomini di cultura; se non reagisce la Chiesa, allora necessariamente possono intervenire in maniera protagonistica gente o gruppi che nella Chiesa non hanno a cuore soltanto la difesa della Chiesa ma hanno a cuore l’espressione legittima delle loro convinzioni.

Allora poi non si dica che la protesta è dei tradizionalisti; la protesta è dei tradizionalisti perché la Chiesa come tale non prende una posizione, che a me sembrerebbe assolutamente necessaria.

Nella mia diocesi non è previsto lo spettacolo, fortunatamente. Questo è il vantaggio delle piccole comunità diocesane, ai margini del grande impero massmediatico. Ma nel caso che nella diocesi di MIlano questo spettacolo si verificasse effettivamente, io devo considerare che sono ancora immanente alla Chiesa di Milano e vi sarò finché campo. Sono capo, sono padre della Chiesa di San Marino-Montefeltro, ma sono figlio della Chiesa di Sant’Ambrogio e di San Carlo, nella quale ho ricevuto il battesimo e tutti i sacramenti fino all’ordinazione episcopale. Non potrò quindi non considerare una presa di posizione discreta, misurata, che dica il dissenso di un vescovo di origine ambrosiana nei confronti di quello che accade nell’ambito della società milanese".

* Vescovo di San Marino-Montefeltro

sabato 14 gennaio 2012

SULLO SPETTACOLO BLASFEMO DI CASTELLUCCI : " si dovrà rispondere del proprio operato su questa terra a quel Dio che spesso abbiamo oltraggiato come in questo caso"


 " E' triste constatare l'accanimento sempre crescente contro la figura del Cristo. Tempo fa, al festival di Venezia, in un film, Martin Scorsese (“l’ultima tentazione di Cristo) si vede un Gesù solo terreno, sposato con la Maddalena con relative scene d'amore.
A questo proposito ricordo un gesto di inaudita forza morale di un’umile signora che al passaggio di questi cinematografari gnostici, con lo sguardo rivolto a terra, alzò un cartello dove si leggeva: Gesù è Dio. Ricordo che mi commossi molto e immagino (o perlomeno spero) che molti di quei personaggi fossero scossi.
A volte un gesto cosi significativo vale molto di più di mille discorsi !
La causa di tutto questo antagonismo fa parte di quel misterium iniquitatis che ci accompagna da sempre.
Probabilmente per certi intellettuali deriva dal fatto che Gesù tratta a "pesci in faccia" i sapienti e i potenti. Questi che si ritengono gli illuminati, il sale della terra, non concepiscono di esser trattati in questo modo e dai tempi degli scribi e farisei questo astio è sempre stato presente.
A questo Castellucci, (che sicuramente farà parte di questa categoria) non-credente nella divinità di Gesù Cristo, mi sentirei di rispondere come rispose un certo Bryan Houghton, (convertito inglese al cattolicesimo), ad un suo amico il quale gli chiedeva come era possibile che un uomo intelligente come lui potesse ancora credere al Cristianesimo. Passi credere in Dio, ma in Cristo, in quell'insieme di miti orientali che sono i Vangeli, no e poi no.
Hougthon replicava in questo modo:
"In tutte le religioni o irreligioni quell'Essere non-contingente che chiamiamo Dio gode della sua Onnipotenza, nell'eterna felicità di una perfezione infinita. Dio beato, si gira eternamente i pollici. Intanto però crea esseri contingenti, noi, ai quali distribuisce sofferenze e sventure. Per colmo si crede che esiga da noi che si soffra nobilmente, fino al martirio, per l'onore del suo nome. In questo modo poichè non esiste nobiltà più alta che la sofferenza nobilmente sopportata, l'uomo diviene più nobile di Dio.
Dio è una sorta di poltrone, magari sadico, che esige dagli altri ciò che non fa egli stesso.
E' dunque qui che risiede la Rivelazione fondamentale del Cristianesimo, la sua novità sconvolgente e unica: Dio non è ne’ un poltrone ne’ un sadico. Non esige dagli altri che sopportino ciò che non è disposto a sopportare egli stesso. In effetti si è incarnato proprio per fare in quanto uomo ciò che non poteva fare in quanto Dio: Soffrire il Soffribile. Per quanto mi sembra che, se almeno una religione è vera, è il Cristianesimo che lo è; esso solo rende Dio più nobile dell'uomo. Noi creature abbiamo il nostro fardello di disgrazie e di sofferenze, ma sappiamo che il Dio creatore questi fardelli li ha portati tutti.
E' possibile (Hougthon chiede all'amico) che una dozzina di popolani galilei abbia inventato questa prospettiva prodigiosa, che è la sola che può salvare l'onore di Dio ? “
Fin qui Hougton; io di mio aggiungerei che se non ci fosse Gesù Cristo personalmente sarei potuto essere benissimo ateo o nel migliore dei casi agnostico, giusto come lo sarà Castellucci.
Infatti in tutte le altre religioni, compresa l’ebraica e la musulmana ,dio è messo alle corde dal problema del male e della sofferenza, tanto è vero che moltissimi ebrei persero la fede dopo l’olocausto.
Il dio che permette il male e la sofferenza senza parteciparvi è un dio che non merita adorazione, perché, come dice Hougthon, l’uomo sofferente è migliore moralmente di questo dio.
Che passava per la mente di questo dio quando ha permesso la pazzia, il cancro; oppure quando decise di togliere ai vecchi la possibilità di controllare l’orina, gli escrementi o quando permette di far nascere i deficienti, i focomelici, gli spastici ?
L’unica possibilità di cavarsela sarebbe di non esistere e se esistesse, dicevano i rivoluzionari parigini del 1789 bisognerebbe fucilarlo, perché, oltretutto, ha deciso di far piangere i bambini.
Ecco, immagino forse sia questa una delle cause del rifiuto dei non-credenti, (che non tengono in conto la sofferenza del Cristo) della loro chiusura al Cristianesimo, ritenuto responsabile dei mali del mondo.
Castellucci non fucila il Cristo come i rivoluzionari parigini, ma fa una cosa simile: lo lapida, lo smerda.
Da qui si può constatare quindi che il pensiero moderno razionalista e positivista, la riflessione filosofica e quant’altro è sempre inferiore alla profondità del pensiero teologico di duemila anni di Cristianesimo, e ai Castellucci di questo mondo (quelli che non credono alla Rivelazione cristiana) vorrei aggiungere che il Dio di Cristo ci si è rivelato assumendo tutte quelle caratteristiche che gli uomini da sempre considerano l’opposto stesso della divinità e cioè l’umanità, la debolezza, il disonore, l’abbandono, la morte, l’umiltà.
Obiettivamente, chi poteva inventare un Dio di questo genere, se non ci fosse stato rivelato ?
Come si poteva inventare nella terra di Palestina di allora che un uomo fosse uguale a Dio ? questo poteva avvenire dappertutto nell’antichità, meno che in Palestina dove rappresentava il più grande sacrilegio che un pio ebreo di allora (e anche di oggi) potesse commettere.
Chi poteva inventare l’assurdità della Croce, addirittura nascosta dai primi cristiani perché se ne vergognavano ?
Un Dio che muore sulla croce !
Assurdo ! era il modo di morire dell’ultimo degli schiavi !
Per cui uno si chiede come abbia fatto ad avere successo questa religione masochista dei cristiani; a viste umane questa era una fede che doveva fallire in partenza, nella culla, invece, caro Castellucci, dura da duemila anni per il semplice motivo che è divina.
Se tutto ciò non convince, c’è sempre, in ultima analisi, da prendere in considerazione per salvare la propria anima il suggerimento dato da Benedetto XVI ai non-credenti che cercano Dio e non lo trovano: “vivete come se Dio esistesse” e quindi comportatevi di conseguenza rispettando la legge naturale (laica) che è in voi che vi suggerisce di fare il bene e di evitare il male e che in religione è l’equivalente dei Comandamenti.
Oppure prendere in considerazione quel che diceva Pascal nella famosa scommessa: secondo il calcolo delle probabilità i non-credenti hanno il 50% dei casi di aver ragione, l’altro 50% lo debbono però riconoscere ai credenti; con la differenza che se hanno ragione i Castellucci vari non lo sapremo mai perchè cadremo nel Nulla.
Se, al contrario, hanno ragione i credenti, si dovrà rispondere del proprio operato su questa terra a quel Dio che spesso abbiamo oltraggiato come in questo caso. Non dico di più…i Castellucci traggano le loro conclusioni ".
F.V.

venerdì 13 gennaio 2012

"SUL CONCETTO DEL VOLTO DI DIO" SANTO ROSARIO IN RIPARAZIONE DELLO SPETTACOLO BLASFEMO IN PROGRAMMA AL TEATRO PARENTI DI MILANO

Sta suscitando polemiche e indignazione la tourné italiana dello spettacolo di Romeo Castellucci dal titolo "Sul concetto del volto del Figlio di Dio". Lo spettacolo sarà messo in scena al teatro Parenti di Milano il prossimo 24 gennaio. Dopo le vivaci reazioni di numerosi cattolici francesi … è adesso l'Italia che lentamente comincia ad agitarsi per una pièce nella quale il volto di Cristo viene preso a sassate... Il punto è che l'opera è meramente scatologica –come afferma lo stesso regista - non si apre ad alcuna prospettiva di redenzione e salvezza. Il Cristo gnostico, tanto caro all'arte contemporanea, è un masochista, è specchio di una decadenza, di una umiliazione, di una consunzione della quale ci si compiace perché non si vede altra via d'uscita.
Lo afferma il regista stesso in una voltairiana missiva rivolta ai suoi detrattori: "Questo spettacolo è una riflessione sul decadimento della bellezza, sul mistero della fine. Gli escrementi di cui si sporca il vecchio padre incontinente non sono altro che la metafora del martirio umano come condizione ultima e reale."
Condizione ultima: la decomposizione è il destino dell'uomo, persino di quel Cristo che ha annunciato di aver vinto la morte. La realtà umana è un carcere di materia putrescente, escrementizia. Questo è il senso dell'opera di Castellucci, che di spirituale ha ben poco, al massimo il tipico contorsionismo esistenzialista del teatro d'avanguardia. La sua opera d'altronde non la ritiene blasfema perché l'immagine di Cristo che vi assiste inerte è quella di un grande sapiente e non del Redentore” . Da fidesetforma.
Questo inaudito e micidiale evento blasfemo segna l'inizio ufficiale (acerrima anteprima di prossime persecuzioni) della Crocifissione dell'intera Chiesa, Sposa di Cristo e Suo Corpo Mistico.
SIAMO TUTTI INVITATI A PARTECIPARE ALLA RECITA DEL SANTO ROSARIO A MILANO davanti al Teatro F. Parenti via Pier Lombardo, 14 (zona corso Lodi) Milano - martedì 24 gennaio 2012, ore 19:30 - 22.30 per la "prima" dello spettacolo blasfemo e sabato 28 gennaio 2012 dalle ore 19:00
Doverose informazioni :
1)  Ci sarà SOLO la recita del Santo Rosario : nessuna irruzione in teatro! Si rischiano accuse e definizioni infondate e ingiuste (quali "cattolici vicini all'estremismo di destra" ecc) nulla di più falso : "Candidi come colombe ma astuti come serpenti" .
2) Verrà organizzato un servizio d'ordine interno per bloccare gli "esagitati esterni" che faranno SOLO del male alla manifestazione;
3) Sarà impugnato SOLO il Santo Rosario che sarà recitato interamente, inginocchiati pregando ovviamente per la conversione dei bestemmiatori;
4) La preghiera riparatoria sarà fatta in piena unità tra tutti i Cattolici (nella lotta contro il Nemico non ci sono "Tradizionalisti" e non Tradizionalisti") e  con gli altri Cristiani (speriamo che possano intervenire anche altri fedeli di altre confessioni cristiane).
5) NON ci sarà alcun vessillo politico : la Santa Croce è la SOLA nostra bandiera !
Su tutti i siti cattolici, messainlatino, fidesetforma, difenderelaverafede, sacripalazzi , famigliaeciviltà, lepanto ecc ecc ecc ci saranno gli approfondimenti circa la  preghiera di riparazione a Milano.

Gli Amici di San Patrignano, che parteciperanno al S. Rosario davanti al Teatro Parenti di Milano sabato 28 gennaio 2012, hanno inviato questa "loro" bella preghiera al Volto Santo di Gesù.
" Noi vi adoriamo, Divino Volto del nostro Signor Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dai nostri peccati e per il Cuore Immacolato di Maria, vostra Madre, e per San Giuseppe, suo Sposo, vi domandiamo la grazia di poter perseverare fino alla fine e di potervi difendere anche a costo della nostra vita. Amen
Eterno Padre, noi vi offriamo il Volto adorabile di Gesù, vostro amato Figlio, per l’onore del vostro Santo Nome, per il trionfo della Chiesa, per la salvezza della nostra Patria e del mondo intero.
O mio Gesù, guardateci con misericordia, volgete il Vostro volto a ciascuno di noi, come già lo volgeste alla Veronica, non perché lo vediamo con gli occhi del corpo, noi non lo meritiamo, ma fate che lo veda il cuore affinché, ricordandovi, ci sia dato di sempre attingere a questa sorgente di forza il vigore necessario ai combattimenti che ci si preparano. Cosi sia
Volto Santo di Gesù - che io ti ami sempre più
Volto Santo del Signore – resta impresso nel mio cuore
Mostrateci, o Signore, il vostro Volto e saremo salvi "
Andrea Carradori




mercoledì 11 gennaio 2012

PETRIOLO : LA FESTA DI SANT'ANTONIO ABATE E LE PAGNOTTELLE


PETRIOLO (MC): PER LA FESTA DI SANT’ANTONIO ABATE LA CONFRATERNITA DEL SANTISSIMO SACRAMENTO DISTRIBUISCE PAGNOTTELLE TRADIZIONALI


Le tradizioni popolari o usanze religiose hanno sempre seguito le scadenze calendariali da gennaio a dicembre. La vita paesana di Petriolo era un tempo ricca di colore tutto proprio, non privo di gusto e genialità. Le usanze religiose, inserite nel ciclo liturgico dell’anno, scandivano gli appuntamenti più importanti della vita del paese. Oggi purtroppo molte di queste usanze si sono perse o sono state cancellate dalla liturgia attuale. Grazie all’operato della Confraternita del Santissimo Sacramento, tante tradizioni religiose sono comunque rimaste vive seppur la partecipazione non susciti lo stesso interesse di un tempo. Il 17 Gennaio, giorno della festa di Sant’Antonio Abate protettore del bestiame, la Confraternita celebra l’antica benedizione delle “pagnottelle de Sant’Andò”. Nella notte della vigilia di questa ricorrenza, la leggenda vuole che il Santo passi per ogni stalla e parli con gli animali per assicurarsi della loro buona custodia e cura. Pertanto i contadini provvedono a far sì che tutto sia in ordine e che venga concessa anche una doppia razione di mangime, volgarmente detta “satollacciù”. In questo giorno molti fedeli giungono nel Santuario della Madonna della Misericordia per prendere parte alla celebrazione della Messa e per confessarsi. La Confraternita, inoltre, in occasione della festa di Sant’Antonio Abate, è consueta offrire a tutti i partecipanti un ricco buffet composto da pizza e bibite. Terminato il momento conviviale, la Confraternita è solita omaggiare i presenti con “pagnottelle” benedette e un classico souvenir: il calendario del “Lunario Campagnolo”. Nonostante il tentativo delle nuove tecnologie di prendere il soppravvento, c’è chi ancora oggi rimane fedelmente attaccato a quelle che sono le classiche tradizioni del passato. Come la Confraternita del Santissimo Sacramento di Petriolo che ogni anno ha come obiettivo quello di preservare quel patrimonio di valori ed usanze religiose che altrimenti rischierebbe di estinguersi.

martedì 10 gennaio 2012

" INTEGRALISTI E FANATICI" GIA' VEDO I TITOLI DEL CORRIERONE E DI REPUBBLICA ... MA IL CLERO E I POLITICI "CATTOLICI" COSA FANNO ?

Dal 23 dicembre scorso Messainlatino ed altri Siti Cattolici stanno informando i propri lettori e l’opinione pubblica che prossimamente nella Città di Milano ci sarà la rappresentazione di uno spettacolo teatrale che, nella tournèe in Francia, è stato oggetto di un’audace contestazione da parte di numerosi giovani cattolici a causa dei contenuti altamente blasfemi, vere e proprie bestemmie, scagliate contro  Nostro Signore Gesù Cristo e il Suo Volto Santissimo.
Diversi dei giovani contestatori francesi sono stati educati in seno alla Fraternità Sacerdotale San Pio X : per questo alcuni mass media hanno “liquidato” la contestazione come il  frutto dell' integrismo e del  fanatismo. Niente di più falso !
In realtà i francesi autenticamente cattolici sono assai più coraggiosi di noi perché conservano nella memoria una delle più terribili persecuzioni inflitte alla Chiesa durante la “rivoluzione- detta- francese” . Per questo non hanno esitato di dare prova di fedeltà a Cristo cercando di interrompere lo spettacolo pur sapendo che sarebbero stati flagellati dalla stampa “conformista”. Hanno voluto seguire coraggiosamente le orme dei Martiri che preferirono la persecuzione piuttosto che cedere alla violenza di coloro che cercavano di distruggere la Fede nel suolo francese : «Nulla anteporre all'amore di Cristo» !
Il mio vero timore, tuttavia, non sta nelle persecuzioni esterne alla Chiesa, come saggiamente ci ha recentemente ricordato il Santo Padre Benedetto XVI, ma nel tradimento dei Chierici, cosa non nuova nel corso della storia della Chiesa, i quali, avendo da diversi decenni la mente protesa verso il prurito di novità e verso il dialogo con tutti, non si limiteranno a dimenticare questo ulteriore atto sacrilego contro Nostro Signore ma addirittura di cercarne una giustificazione
Queste mie considerazioni sono, in realtà, l’elaborazione di alcuni interventi che i lettori di MiL hanno scritto negli ultimi post sull'inquietante argomento.
Ho fatto precedere un doveroso ricordo dei Santi  Martiri vittime della persecuzione iconoclasta in Oriente.
Andrea Carradori

Dall’intimo del cuore dell’uomo sgorga una delle più belle invocazioni, che spesso diventa un grido d’angoscia :
“ Di te ha detto il mio cuore: "Cercate il suo volto"; il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto”.
Ci sono molte altre invocazioni al Volto di Dio che il Salmista propone alla nostra meditazione.
Il Volto di Dio si è rivelato nel nostro Divin Redentore Gesù Cristo : “quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna”.
I pastori e i Magi contemplarono per primi il Volto Santo di Dio, fatto uomo.
Cristo Signore, pur essendo di natura divina, espose il Suo Sacratissimo Volto per farsi “Uomo dei dolori che ben conosce il patire” affinchè dalle Sue sante piaghe noi potessimo guarire e ricevere grazie su grazie.
La Santa Chiesa ha dato sempre onore al Volto Santo di Cristo Signore venerando, in primis, i sacri lini della Sindone e della Veronica.
La pia tradizione attribuì a diverse Icone del Divin Redentore e della Sua Santissima Madre il titolo di acheiropita, non dipinte da mani d’uomo.
Anche a seguito della diffusione dell’Islam si propagò in Oriente l’eresia iconoclasta in risposta alla quale Papa Gregorio III originario della Siria, il 1°novembre 731 convocò un sinodo a Roma con 93 vescovi deliberando la scomunica per tutti gli avversari delle immagini sacre : «In futuro, chiunque strapperà, distruggerà, disonorerà, insulterà le immagini del Signore, quelle della sua santa Madre, o degli apostoli,... non potrà ricevere il Corpo e il Sangue del Signore e sarà escluso dalla Chiesa».
Nella prima fase dell’eresia iconoclasta dell’Imperatore Leone III furono perseguitati il Patriarca di Costantinopoli, poi deposto, San Germano , Autore del De haeresibus et synodis, scritto tra il 730 e il 733, dal quale apprendiamo che ci furono molte distruzioni di icone e di affreschi, le reliquie dei santi vennero profanate e moltissimi iconoduli furono mutilati; e i Santi Giorgio di Cipro e Giovanni Damasceno.
Tra quelli che conseguirono la corona del martirio a causa dell’eresia iconoclasta ricordiamo santo Stefano il Giovane, eremita sul Monte sant'Auxenzio, in Bitinia, san Mamas, martirizzato nel circo alla presenza dell'imperatore, san Pietro il Calybita, gettato in mare; san Giovanni, igumeno del monastero di Monagria, gettato in un sacco e sprofondato in mare perché si era rifiutato di calpestare l'icona della Madre di Dio e, infine, san Paolo di Creta, arrestato nel suo monastero dal generale Teofane Lardatyris. Questi mostrandogli un’icona del Signore crocifisso e i terribili strumenti di tortura, gli propose di scegliere tra calpestare l'immagine sacra o essere consegnato ai supplizi; per risposta, il Santo si inginocchiò e baciò l'icona con devozione. I soldati lo presero e lo sospesero a testa in giù su un rogo.
Il 25 agosto del 765 diciannove alti funzionari iconofili furono arrestati e condotti nell'Ippodromo dove trovarono la morte. Molti monaci cercarono rifugio in luoghi solitari per continuare la loro vita ascetica, come il monte Athos, in quel tempo disabitato: così vi si stabilirono numerosi asceti, come san Pietro l'Athonita e sant'Eutimio il Giovane, spesso rappresentati negli affreschi dei monasteri della Santa Montagna.
Le nefaste conseguenze dell’eresia iconoclasta ebbero fine, grazie alle deliberazioni del Concilio di Nicea II, l’11 marzo 843, giornata festiva per i nostri fratelli Ortodossi.
Ai Santi Martiri Orientali si aggiunge la numerosissima schiera di coloro che hanno difeso con il loro sangue la santa Dottrina della Chiesa e la venerazione delle Immagini Sacre : uccisi “in odium” a Cristo e alla Sua unica Chiesa nella riforma protestante e anglicana, nella rivoluzione detta francese, nelle persecuzioni nazista e comunista , nelle terre di missione e in ogni parte del mondo nei tristissimi giorni che ci è dato di vivere.
La tristezza, che diviene angoscia, ci è soprattutto inflitta poichè dobbiamo constatare che stragrande maggioranza dei cattolici, clero, religiosi e fedeli, è pronta a fare come Pilato : che Gesù sia consegnato ai carnefici.
Difatti, nel più puro stile "liberal-liberista" acconsentiamo che che la   Parola di carità, di amore e di perdono del nostro Divin Redentore sia lasciata al linciaggio mediatico… 
Noi, per amore dei nostri onnipotenti interessi, non ce la sentiamo di sbilanciarci a favore a Gesù " ...se poi dovesse poi capitarci la stessa sorte… la nostra posizione, la nostra tranquillità ne verrebbero a soffrire  … La Croce ? No ! Il post-concilio parla della Risurrezione , la Chiesa si è aggiornata ..."
Per la maggior parte del Clero non è più tempo dei Martiri, ma di moderati politicesi: "Vivi e lascia vivere": rispettiamo le idee di tutti ... “ il Concilio ha inaugurato un nuovo modo di fare chiesa…  tanto il volto di Dio lo trovi dei sofferenti e dei poveri …” se poi, nelle Nazioni post-cristiane Cristo è offeso si recita sempre la comoda litania : “ tanto, si sa: Gesù è infinitamente buono e perdona tutto e tutti...che pecchino pure tranquillamente; non giudicare se non vuoi essere giudicato!” ... così via con simili squallide mistificazioni del Vangelo, che hanno ottenebrato le menti di coloro (clero e laici) che hanno dimenticato, assieme alla Fede, anche il Sacrificio dei Martiri di tutti i tempi. Testimoni scomodi per il quieto vivere !
Eppure la Santa Chiesa è fiorita sul Loro prezioso Sangue versato per amore a Cristo, e i cosiddetti cattolici di oggi in buona parte lo hanno obliato il valore del martyrion= testimonianza a Cristo anche contro i voleri, le mode e i poteri del mondo.
In questo desolante panorama attaccare i Cattolici è talmente facile, che quasi, quasi non c'è più gusto.
Chi, tuttavia, non si scandalizza davanti alla profanazione del Santo Volto di Dio non è più cattolico e forse non lo è mai stato.
La Chiesa e le Gerarchie debbono intervenire con atti di pubblica riparazione, con la pubblica preghiera, alla sacrilega rappresentazione nella quale si offende arrogantemente N.S.G.C. ridicolizzando i veri cristiani, una chiara dimostrazione  di essere ispirato dal demonio che da sempre combatte Dio.
Il silenzio assordante della Chiesa ufficiale da una parte e la verbosità rivelatrice di alcuni ecclesiastici che si dicono favorevoli, nel nome della modernità e del libero pensiero alla pubblica bestemmia dello spettacolo, fanno capire che la paura di Paolo VI circa la presenza di Satana nella Chiesa del post-concilio è ora una certezza: Satana opera stabilmente e con efficacia (visti i frutti), all'interno di essa, in particolare nella gerarchia ecclesiastica e via via a scendere sino all'ultimo animatore-distributore di particole parrocchiale. Ma più alto è il grado gerarchico, maggiore è la preparazione teologica e di conseguenza più grande la responsabilità dell'errore; infatti, le grandi eresie e i grandi scismi non sono mai nati dal popolo!
In realtà quei nemici (fraudolenti amici, lupi in veste di agnelli come disse San Pio X) sono qui presenti nelle alte Gerarchie : sempre sprezzanti e arroganti si ritengono sempre nel giusto e sono pronti a definire, sul Corriere della Sera, sempre a senso unico e sulle ospitali TV, "talebani" e fanatici” coloro che compiangono Nostro Signore ricoperto di insulti e di oltraggi !
Talebani e fanatici” sarebbero coloro che invocano la Giustizia e la Misericordia di Dio sulla sua Chiesa stravolta, bastonata, flagellata da mille violenze, imbavagliata, schernita, imprigionata, soffocata e ricoperta di lordure : questo inaudito e micidiale evento blasfemo segna l'inizio ufficiale (acerrima anteprima di prossime persecuzioni) della Crocifissione dell'intera Chiesa, Sposa di Cristo e Suo Corpo Mistico. Reagiamo : che le nostre liturgie siano liberate dal non sacro, i preti ritornino a parlare di Dio , basta con i Sacerdoti che fanno psicoterapeuti, che i nostri preti ritornino a vestirsi con onore! Facciamoci conoscere con i nostri simboli senza nasconderci : aiutiamo i preti a riprendere le novene , la liturgia delle ore ed a celebrare il Santo Sacrificio della Messa degnamente buttando finalmente fuori dal tempio tutto ciò che è profano : dalle canzonette alle chitarracce . Riprendiamo la preghiera autentica ed il canto gregoriano perchè grazie al loro abbandono è stato permesso a Satana di entrare nella Chiesa con le conseguenze che stiamo soffrendo quotidianamente !
Tutti noi, cattolici della “piètaille”, a cui appartengono tutti i Martiri e gli eroi della Cattolicità perseguitata in ogni parte del mondo,  siamo incoraggiati a riparare, con la nostra preghiera, con il nostro sacrificio e con la nostra penitenza, l'offesa di uno spettacolo che è solo l’inizio di una bestemmia nei confronti del Divin Redentore e della Sua Chiesa.
Ci incoraggiano i Santi i quali ci hanno insegnato che talvolta bisogna abbaiare e non belare e la coraggiosa frase dell’umile Santa Caterina da Siena che ammonìsce : “E’ a forza di silenzio che il mondo si è imputridito”.
Che il Signore ci aiuti ad amare fino all’ultimo nostro respiro la Santa Chiesa !


giovedì 5 gennaio 2012

FESTA DELL'EPIFANIA A TOLENTINO, IN EPIPHANIA DOMINI NOSTRI JESU CHRISTI

"Diem sacratissimum celebrántes, quo Unigénitus tuus, in tua tecum glória coætérnus, in veritáte carnis nostræ visibíliter corporális appáruit: sed et memóriam venerántes, in primis gloriósæ semper Vírginis Maríæ, Genitriícis Dei et Dómini nostri Iesu Christi:sed et beáti Ioseph, eiúsdem Vírginis Sponsi, et beatórum Apostolórum ac Mártyrum tuórum, Petri et Páuli, Andréæ, Iacóbi, Ioánnis, Thómæ, Iacóbi, Philíppi, Bartholomǽi, Matthǽi, Simónis, et Thaddǽi: Lini, Cleti, Cleméntis, Xysti, Cornélii, Cypriáni, Lauréntii, Chrisógoni, Ioánnis et Páuli, Cosmæ et Damiáni: et ómnium Sanctórum tuórum; quorum méritis precibúsque concédas, ut in ómnibus protectiónis tuæ muniámur auxilio".

mercoledì 4 gennaio 2012

LA PASQUELLA "TRIDENTINA" D'INIZIO ANNO

Mi sono accorto che l’umilissimo blog che gestisco non ha avuto ancora un articolo per il nuovo anno 2012.
Buon segno : le feste mi hanno tenuto occupato tanto da farmi dimenticare di “iniziare l’anno” sul blog.
Per fortuna ieri, 3 gennaio, un caro amico mi ha riservato il grande onore di invitarmi a colazione, con la sua cattolicissima Famiglia, nella sua residenza adagiata sulle ridenti colline jesine .
Terminato il pranzo le tre splendide nipotine del mio amico mi hanno donato un concertino strumentale e vocale al termine del quale è stata eseguita la famosa “ Pasquella” che nelle nostre campagne si canta (va) nella sera del 5  gennaio mentre si accendevano i “focaracci dell’Epifania”.
Si è tradizionalisti fino in fondo, è stata la battuta del Padrone di casa !
Il “modus canendi” delle bambine, voce impostata “ di testa” quindi gradevolmente modulata e vellutata ( caratteristiche del canto  che dovrebbe essere di tutte le ragazze ) mi ha commosso !
Quello è il vero modello delle bambine :  educate, composte e dignitose anche nel canto!
Dicevano gli antichi maestri che il canto dei bambini è ispirato dalle celesti melodie degli Angeli ! Diversi anni fa avevo ascoltato, estasiato, dei bambini e delle bambine cantare in modo eugualmente soave in occasione di alcuni edificanti pellegrinaggi organizzati da gruppi cattolici  francofoni .
"Dimmi come canti e ti dirò chi sei" . Possibile che nessun componente delle tante“radio-mobili”, che la famosa emittente cattolica RadioMaria invia nell'italico territorio per trasmettere diverse azioni liturgica "in diretta", abbia il coraggio di dire alle ragazze che, accompagnate dalle chitarre, urlano e sbraitano dai testi sacri al Santissimo nome di Maria, che quel tipo di canto  è un’offesa permanente a Dio ed alla Sua Santissima Madre ?
Il vero canto, quello dignitosamente devoto, l’ho ascoltato a casa del mio amico da tre bambine di 6, 9 e 12 anni! Quale lezione soprattutto per me !
Ovvio che dietro quei canti, gradevolmente ispirati, c’è un grandissimo insegnamento religioso.
Una"fede vissuta" di cui è stata"biglietto da visita" la piccola “cerimonia” che è stata fatta prima della colazione : la recita della Novena al Santo Bambino di Praga, preghere recitate a memoria dalle ragazze, seguita da quelle riservate prima del pranzo.
Mi è subito venuta in mente una specie di profezia di Papa Paolo VI : « Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia».
Sembra paradossale che il Papa che fu artefice e vittima di interminabili misfatti che  hanno inflitto alla Santa Chiesa le stesse sofferenze che furono del nostro Divin Redentore :  l'abbandono del Padre , il rinnegamento di Pietro, il tradimento e l’ingiuria, tracciò nel lontano 1977, con il pennello intriso di lacrime, il ritratto della situazione della Chiesa che non è mutato, aimè, nei nostri giorni : «C’è un grande turbamento in questo momento nel mondo e nella Chiesa, e ciò che è in questione è la fede... Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all’interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non-cattolico, e può avvenire che questo pensiero non cattolico all’interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia» (  Paolo VI al filosofo Jean Guitton , 1977)
Le tre nipotine del mio coraggioso amico mi hanno regalato il più gradito dei concerti accendendo nel mio animo , all’inizio di questo nuovo anno, la fiamma della speranza indispensabile per riprendere lo stanco cammino del sempre più difficile insegnamento agli scatenati adolescenti.
Diversamente, pochi giorni fa, a nulla sono valse le mie paterne raccomandazioni  ad un amico, che pure sta facendo, sicuramente con sincerità, un cammino di fede : l'ho supplicato di non recarsi almeno in questi santi giorni in discoteca ... ma l’orgoglio e l'edonismo hanno prevalso sull'ancora debole convinzione religiosa.
Io, perdente, avevo chinato il capo .
L’ho rialzato ieri dopo essere stato a casa del mio meraviglioso amico : le tre bambine, con la loro educata e devotissima compostezza,  hanno testimoniato che la Santa Chiesa, come il Suo Divin Fondatore, il terzo giorno resusciterà, vittoriosa tornando ad essere guida a milioni di uomini nei secoli dei secoli. Amen.
Santa Maria Goretti, prega per noi !
San Gabriele dell’Addolorata, prega per noi !
San Giovanni Bosco, prega per noi !

Leggiamo le dieci strofe della Pasquella delle colline jesine-chiaravallesi : c’è una simpatica “variazione sul tema” nelle strofe 8 e 9 che farà piacere …
La Pasquella 

1) L'anno novo è già venudo 
Già che Dio ce la mandado
Ce la mandado con allegria
Bon'anno novo Epifania
Ce la mandado con allegria
Bon'anno novo Epifania

2) Fade presto e non tardade
Che dal ciel cade la brina
Fa veni la tremarella
Bon'anno novo bona Pasquella
Fa veni la tremarella
Bon'anno novo bona Pasquella

3) E quel fiume de Giordano
Dove l'acqua diventa vino
Pe' lava Gesù bambino
E pe' lavagne la faccia bella
E pe' lavagne la faccia bella
Bon'anno novo bona Pasquella

4) No' pregamo a Sant'Antonio
Che ce guarda tutto il bestiame
Dalla peste e dalla fame
Da qualunque maladia
Da qualunque maladia
Bon'anno novo Epifania

5) La capoccia su per le scale
Qualche cosa ci vorrà dare
Senza gnente 'n ce manna via bon anno novo Epifania
Senza gnente ‘n ce manna via
Bon'anno novo Epifania 

6) Se ce dade 'na pollastrella
Non c'emporta se piccolella
Basta che rimpa la padella
Bon'anno novo bona Pasquella
Basta che rimpa la padella
Bon'anno novo bona Pasquella

7 ) Se ce dade 'na pacca de porco
Nun c'emporta se ce sta il pelo
Glie daremo 'na raschia della
Bon'anno novo bona Pasquella
Glie daremo 'na raschiadella
Bon'anno novo bona Pasquella

8) Nella chiesa del Rosario
c’è la Messa in latino
Con il rito tridentino
Bon’anno novo bona pasquella
Con il rito tridentino
Buon anno novo bona pasquella

9) La prima domenica del mese,
alle undici della mattina
La corona mezz’ora prima
Buon anno nuovo bona pasquella
La corona mezz’ora prima
Buon novo anno bona pasquella

10) Ce venimo da chi d'intorno
Nun piade eì paio del forno Semo venudi per l'allegria
Se non volede annamo via :
Semo venudi per l'allegria
Bon'anno novo Epifania