mercoledì 9 maggio 2012

MONUMENTI NEGATI ( A PADRE MATTEO RICCI S.J.), MONUMENTI ( MASSONICI) CONTESTATI. TUTTO A MACERATA : CITTA' DI MARIA.


Il 30 aprile 1895 fu inaugurato il monumento a Giuseppe Garibaldi nella piazza omonima di Macerata.( v.foto 2)
Per l’occasione venne coniata una Medaglia d'argento .
12 anni prima, il 30 aprile 1883, a Macerata sempre in onore di Giuseppe Garibaldi si svolsero “sontuose cerimonie commemorative che coinvolsero l'intera Provincia. Alla grande solennità partecipò naturalmente la Loggia Massonica e tutte quelle Società ad essa collegate o collegabili quelle operaie e filodrammatiche. Di seguito si riporta quasi per intero, il resoconto che ne fece il giornale Vessillo delle Marche nel supplemento n° 16 del 3 maggio 1883.
“Scrivo coll''animo esaltato, commosso. Qui nella mente, ci ò tutta quanta la giornata di Lunedì, e nel cuore è restato un sentimento vago ed indefinibile di lutto, di entusiasmo. - Io intendo di scrivere per chi non potè essere il giorno 30 fra noi; che ghi altri non ne anno bisogno. La memoria e il cuore parlano ad essi assai più eloquentemente, di quello che non saprei far io con languide e disadorne parole. Fu una festa patriottica in sommo grado. Dinanzi all'Eroe che s'onorava, era sparita ogni differenza sociale, ogni dissidio, ogni malumore di partito, e i cuori che migliaia di persone che un Uomo solo ri avvicinava, battevano all'unisono nel ricordare la memoria di quest'Uomo; e in mezzo al dolore di averlo perduto, provarono ancora una volta i dolci entusiasmi dei giorni del nostro risorgimento.  Ad eccezione di quello in cui Lo potè aver tra le sue mura, Macerata non vide e non vedrà più un altro giorno sì bello; giacché Lui è morto, e d'uomini come Lui non ne verranno più. Lunedì Macerata era superba d'essere italiana, superba de' suoi cittadini, di sé, - ma più superba di Lui, che le aveva dato motivo di festeggiare un giorno, quale ben poche altre città d'Italia possono avere il vanto di ricordare. E s'era vestita a festa, e s'era coperta di corone, di trofei, di bandiere; ma agli allori aveva intrecciato i cipressi, ma ai lieti colori del vessillo italiano s'univa il nero - il color della morte! ... Intanto la gente affluiva dalla Provincia e da fuori; fin dal mattino si poteva notare un insolito movimento per le vie-, c'era una folla gaia e commossa ad \un tempo, che riguardava con compiacenza il maestoso apparato della città, e da esso si riprometteva una festa imponente, magnifica. Macerata ave preso un aspetto affatto nuovo; non era più la città quieta, monotona; i caffè e i negozi erano usciti dalla loro gelida atonia, e per le vie continuava sempre il rumore delle vetture che portavano nuovi forestieri. Era sembrato per un momento che la buona riuscita della festa potesse porsi in dubbio: Giove pluvio pareva adirato fin dal giorno innanzi, ed avea formato di sopra un padiglione di nuvolosi neri e gonfi, che faceva un brutto contrasto coli'apparato della città, e dava speranze niente affatto lusinghiere. Ma poi, o sia che quel burbero temesse qualche trascendenza da parte della popolazione provocata, o - come è più probabile - mosso da un riguardo per un Immortale come lui, seppe contenersi, e lasciò che la festa avesse il suo corso. E la festa riuscì come meglio non si sarebbe potuto desiderare.
Già fin dalle ore 9 si stavano riunendo in Via Crescimbeni le associazioni e rappresentanze che avrebbero preso parte al corteo cominciò a sfilare pel Corso Vittorio Emanuele, lento, grave, imponente.
Venivano prima alcune delle bande musicali della provincia; ad esse tenevano dietro circa 150 garibaldini in divisa - e dopo questi i reduci delle patrie battaglie chiudevano il primo gruppo.Venivano poi altre bande musicali, e dietro di esse tutte le autorità civili e militari della città e provincia, - le rappresentanze degli uffici amministrativi e della stampa. Aprivano il terzo gruppo altre bande, - poi i professori ad gli alunni di tutti gli istituti scolastici della città, non che una rappresentanza dei Studenti dell'Università di Camerino, - e le rappresentanze di altre istituzioni della città e provincia. - Nel quarto gruppo, ad altre bande musicali facevano seguito le Associazioni politiche; e cioè la Consociazione Democratica Provinciale - la Società 20 Settembre di Camerino - i nuclei democratici di Mogliano, Monte Cosaro, Tolentino, Recanati, S. Severino Marche Urbisaglia - il Circolo Giuseppe Garibaldi di Macerata - il Circolo anticlericale di Macerata e la Società atea di Venezia - il Circolo Nicolò Montenegro - il Circolo Cipriani - la Loggia Massonica: seguivano le associazioni di beneficenza - le rappresentanze delle Società operaie di Appianano, Apiro, Belforte, Caldarola, Civitanova, Colmurano, Cingoli, Camerino, Esanatoia, Ficano, Loro Piceno, Mogliano, M.S. Martino, M. Cassiano, M. Cosaro M. S. Giusto, Morrovalle, Muccia, Penna S. Giovanni, Pausala, Pollenza, Petriolo, Porto Recanati, Sarnano, S. Severino, Tolentino, Treia, Urbisaglia, Macerata, - le Società Artigiane di M. Cassiano, Recanati, Porto Recanati, la Società dei Tipografi e dei Bollettari di Macerata - la Società del buon umore di Pausala - la Società del viaggio di Tolentino - la Società dei buoni amici di Tolentino _ la Società Margherita di Tolentino - la Società filarmonica di Muccia e di Porto Recanati - la società del Casino di Macerata - la Società filarmonica di Macerata e la Società della Rondine pure di Macerata.
Si potevano contare ben quindici bande musicali, quasi tutte nelle rispettive divise, e che si diportarono tutte egregiamente, alternando l'inno dell'EROE variate e sceltissime marce funebri. Dal Corso Vittorio Emanuele il corteo fece sosta in piazza; ed ivi fu scoperta la lapide ove era incisa la lettera con cui il Generale dedicava nel 1849 a Macerata il primo fatto d'armi vittorioso della sua legione.
Ecco la lettera:
Ai Maceratesi !
Addio Maceratesi! Voi avete meritato che ci Dividiamo da' voi, commossi riconoscenti. Contristata l'anima nell'allontanarsi da Cittadini carissimi, noi vi dirigiamo la parola d'amore, di fratellanza - partiamo confortati dall'affetto vostro - da quello immenso, sublime, che voi nutrite per la sacra nostra redenzione; e noi vi contraccambiamo con la dedica del primo fatto d'armi, in cui potrà dirsi della Legione, che ha ben meritato della Patria. Addio.
Macerata 23 Gennaio 1848
G. Garibaldi
Una salva di applausi lunghi, fragorosi salutò quel marmo, che dovea tramandare e far rivivere nei più tardi nepoti la riconoscenza e l'affetto che noi Maceratesi dobbiamo a Lui, che di affetto e di benevolenza ci diede una prova sì grande. Le bande musicali intuonarono tutte ad un tempo l'Inno sacro all'EROE; e allora gli applausi si accrebbero, crebbe l'entusiasmo, la commozione.
Cessato l'Inno; il nostro egregio Sindaco ff. Cav. Ferdinando Giorgini, lesse un eloquente e forbito discorso… “ Simonetta Torresi : Un contributo al progresso
La Massoneria a Macerata e nel suo territorio (v.sotto)
1730-1918, pagine 390/393.
++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
Dopo un'arrogante campagna, condita da inusuali toni anti- clericali e anti- religiosi, contro la realizzazione del già finanziato monumento al grande Missionario ed Umanista Maceratese Padre Matteo Ricci, a cui il Vescovo Mons. Giuliodori era riuscito a ri-collocare il titolo ecclesiastico  persosi  nei corridoi universitari, a coronamento del 150 dell'unità d'Italia come d'incanto è approdata al Consiglio Comunale di Macerata la proposta di un monumento di chiara connotazione massonica.
Svegliatisi dal devastante torpore  post-conciliare il Clero ed i gruppi laicali Maceratesi, rivelatisi  SANI e EVANGELICAMENTE MOTIVATI, hanno affidato, ad perpetuam rei memoriam, un Comunicato che va meditato in tutta la sua interezza.
Memori di altri coraggiosi gesti analoghi compiuti per la salvezza delle anime dei proprio gregge dall'indimenticabile buon pastore Mons.Tarcisio Carboni siamo sicuri che, essendo mutati i rapporti di forza intra moenia,  i firmatari del comunicato non riceveranno gli umilianti  reprimenda che dovette sopportare il  defunto Vescovo. Ha perfettamente ragione quando sostiene che la simbologia conta. Infatti al primo piano di Palazzo Marefoschi dal 1980 c’era la sede della loggia “Helvia Recina”. Probabilmente in quella stanza di settanta metri quadrati, le cui finestre davano proprio sul busto di Mazzini, realizzarono una sorta di Tempio di Salomone, visto che c’erano due meravigliose colonne (Jachin e Boaz ?). Poi nel giugno del 1988 scoppiò un misterioso incendio e la loggia, come l’Araba Fenice, risorse dalle proprie ceneri in via Lauro Rossi. ) 
Il coraggioso  zelo pastorale dei Parroci  e dei rappresentanti dei gruppi ecclesiali maceratesi sarà scritto, con caratteri aurei, nella fulgida storia della fedelissima Diocesi di Macerata, Tolentino, Recanati, Cingoli, Treia.
Ecco l'audace intervento del Clero e delle associazioni laicali cattoliche di Macerata riguardo l'erezione del monumento massonico ai 150 anni dell'unità d'Italia :
" 150 ANNI DI UNITA' D'ITALIA - 
Comunicato dei Parroci e dei Responsabili delle principali aggregazioni laicali cattoliche presenti nel Comune di Macerata.

Molte persone ci hanno chiesto quale sia il punto di vista della comunità ecclesiale maceratese in relazione alla proposta inoltrata da unComitato per realizzare nella nostra Città un monumento in occasionedelle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.


Ritenendo doveroso e importante rispondere ad una tale richiesta, in comunione con il nostro Vescovo e per amore della verità, ci sentiamo di esprimere alcune considerazioni che ci auguriamo possano essere utili per aiutare i fedeli, i cittadini e gli amministratori ad un attento discernimento.

La ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia è un evento che merita la più ampia valorizzazione e un monumento può essere un segno importante se davvero esprime l’insieme dei valori del Popolo italiano e la sensibilità di tutti i maceratesi. Non sembra avere queste caratteristiche la proposta del monumento avanzata dal Comitato “Stringiamoci a coorte” che per la sua origine, i suoi contenuti e le sue finalità sembra avere piuttosto una chiara e inequivocabile matrice massonica.

Ovviamente ciascuno è libero di avere il suo punto di vista, ma non è accettabile che si proponga come monumento all’Unità d’Italia una rappresentazione che in realtà appare come un’esaltazione della massoneria e dei suoi principi, a meno che non si voglia far passare l’idea che l’Unità d’Italia sia sotto l’egida della massoneria e che i maceratesi si identificano con questa visione delle cose. 
Di fronte ad una tale proposta, pertanto, sentiamo di dover esprimere il nostro disagio perché non potremo mai sentirci rappresentati come cattolici, cittadini italiani e maceratesi, da un monumento ispirato ai principi della massoneria.

Pur nel rispetto di opinioni diverse e aperti al confronto con tutti, vadetto con chiarezza e libertà che la visione proposta dalla massoneria circa l’uomo e la società è inconciliabile con la visione cristiana della persona e della storia. 
Mentre nel pensiero propugnato dalla massoneria l’uomo fa di se stesso un assoluto avendo come obbiettivo il perseguimento degli
interessi condivisi dagli affiliati, nella visione cristiana l’uomo è creatura di Dio ed è chiamato a vivere nell’amore vicendevole avendo come ideale il dono sincero di sé e il fare ogni cosa a maggior gloria di Dio.

Appare inoltre forzato e fuori luogo ogni raffronto con la vicenda del monumento a P. Matteo Ricci. In quel caso l’iniziativa apparteneva al programma ufficiale del Comitato per le Celebrazioni del IV Centenario ed era stata condivisa, almeno fino alle note vicende, da tutte le istituzioni chene avevano affidato al Vescovo il coordinamento. Resta pertanto il rammarico che la Città non sia riuscita ancora ad onorare il suo più grande e illustre cittadino con un monumento di grande valore artistico e culturale.

Seguono le firme dei parroci delle parrocchie del Comune di Macerata:

(Mons. Enzo Bruschi, Don Egidio Tittarelli, Don Alberto Forconi, DonFranco Pranzetti, Don Gianluca Merlini, Don Giovanni Ilari, Don Adriano Dariozzi, Don Pietro Carnevali, Don Euro Giustozzi, Don Gennaro De Filippi, P. Aldo Marinelli, Don Franco Palmieri, Don Francesco Cocilova, Don Pietro Parisse, P. Arcangelo Colandrea, P. Dino Mascioni, Don Silvano Ilari).
e dei Responsabili delle aggregazioni laicali cattoliche:
Federico Canullo (Azione Cattolica); Ermanno Calzolaio (Comunione e Liberazione); Mauro Marconi (Cammino Neocatecumenale); Carla Domenella (Movimento dei Focolari); Luca Vitali (Rinnovamento nelloSpirito); Renato Lapponi (Acli); Enrico Leli (Corsi Cristianità); DebhoraDi Carlo (F.U.C.I.); Renato Sopranzetti (M.A.S.C.I.) Anna Maria Foresi (A.I.M.C.); Sergio Fattorillo (A.M.C.I.); Franco Moneta (Ass. Centrodi Ascolto e Accoglienza); Maria Chiaramoni (Ass. Mariana Reginadell’Amore); Graziella Cardinali (Movimento per la Vita); PierpaoloCampolungo (Centro di Aiuto alla Vita); Cristina Morbiducci (C.I.F.);Maurizio Montedoro (G.R.I.S.); Franco e M. Rosaria Berardi  (IstitutoSanta Famiglia)".

*****************************************************
Infine dal citato libro di Simonetta Torresi : Un contributo al progresso
La Massoneria a Macerata e nel suo territorio
1730-1918, pagine 304/312)
Il Programma Massonico adottato nel 1861 dal G.O.I. trascritto per le Logge Maceratesi

Da carte presenti nella Biblioteca Comunale di Macerata, tra i diversi documenti emanati a livello nazionale, di particolare interesse il programma massonico adottatto nel 1861 e riprodotto per le Logge maceratesi probabilmente dal fratello Lavinio Spinetti. In tale pro¬gramma si evidenziano i fondamenti della Massoneria Italiana ricostituitasi con l'unità d'Italia; il documento rappresenta la pietra d'angolo sulla quale si è costruita tutta la storia massonica successiva:
Programma Massonico
adottato
Dalla Mass.-. Ital.\ ricostituita presentato
al G.\ O.-. nella seduta dell'anno della V.-. L.\ 5861
dal G.-. Segr.-. D.-. L:.
La rivoluzione politica e nazionale, che sta per compiersi in Italia non potrà assicurare il suo trionfo, né completarsi, se al passo con essa non si promuoverà la riforma morale del popolo italiano. Questa riforma, o meglio diremo, la dire-zione morale, fisica, intellettuale dell'individuo e della Società è lo scopo che si propone con i suoi lavori la. Massoneria Italiana ricostituita.
A raggiungere questo intento è mestieri che il G.\ 0.\ sin d'ora stabilisca, i principi che esser devono di norma ai suoi lavori, i vari fini a cui esso mira, i mezzi da adoprarsi per raggiungerli.
Principi della nuova Massoneria. La Massoneria, non deve consistere in un simbolismo misterioso, in vane cerimonie, o aspirazioni indeterminate. Questo simbolismo già necessario quando i principii da lei idoleggiati suonavano un pericolo all'Ordine, o minaccia alla Società, è divenuto inutile ora che molti di essi divennero ormai fondamento al diritto pubblico, e furono adottati dalle Società civili e moderne.
Dirò che il G.\0.\I.\ dichiarando di adottare la grande formula che per in ogni tempo la divisa immortale scritta sopra la bandiera Massoneria, cioè Libertà, Uguaglianza e Fraternità, procurerà dare a questi principi, vaghi e spesso fraintesi, un significato concreto per tradurre ciascuno dei termini nel terreno politico e applicarlo alla ricetta della vita attraverso la triplice sfera della attività sociale, alle questioni politiche, alle economiche, alle morali. Egli è in questi tre punti che il G.\0.\L. deve fissare il suo programma.
Quistione politica Il G.\ 0.\ fedele alle vere tradizioni massoniche non si preoccupa della forma del Governo, ma tenderà soprattutto a promuovere il trionfo delle idee e dei principi. Però sotto qualsiasi reggimento che accetti o subisca la Nazione, esso promuoverà in ogni tempo:
All'interno. La causa della nazionalità, Indipendenza e Unità Italiana.
All'estero. La fratellanza dei popoli tra di loro, e il trionfo della libertà e della giustizia, credendo tutte le libertà, tutti i popoli solidarii fra di essi. Nell'ordinamento dello Stato prendendo per norma la formola Massoneria. Libertà, Uguaglianza e Fraternità, ne procaccerà lo svolgimento progressivo applicandola alla vita pratica, e presentandone a mano a mano i quesiti che le circostanze vanno suggerendo allo studio ed al libero esame delle loggie. Tuttavia credendo opportuno di dichiarare sin d'ora i principii che devono essere di norma alle Riforme che la Massoneria, tenterà promuovere nell'ordine sociale e politico il G.\ O.-. dichiara;
1° Che suo principale scopo è quello di promuovere il benessere delle varie classi sociali, mediante l'educazione morale, fisica, intellettuale del popolo; 2° Che mal si volle raggiungere tale scopo col fantasticare sistemi astratti di socialismo e vaghe teorie, le quali, ispirate da mistiche aspirazioni, o da passioni inferme, e tumultuose, non produssero per lo più che errori, delusioni e miserie più profonde;
3° Che lasciando le teorie astratte, esso procaccierà d'arrestarsi sulle questioni speciali e pratiche; facendo oggetto di discussione e di studio le quistioni che riguardano il lavoro, i rapporti degli operai coi padroni, i salari, le industrie da promuoversi e le riforme sociali che saranno reclamate dalle eterne norme della giustizia, come dal bisogno dei tempi;
4° Che sarà soggetto speciale di studio l'agricoltura, quale fondamento dell'industrie per migliorare le condizioni dei coloni nei campi, e dar lavoro agli operai nelle città, e aumentare la produzione degli oggetti di prima necessità; 5° Avversando ogni sorta di monopolio, e credendo le banche nazionali, quali sono al presente costituite, monopolio di pochi privilegiati, promuoverà lo stabilimento di sistemi di credito fondiario e industriale per mettere il capitale alla portata delle classi operaie e più numerose. 6° Promuoverà le associazioni operaie, così in uno scopo economico e industriale, come di amore, di moralità e solidarietà tra le moltitudini.

7° Come il lavoro è fondamentale alla Massoneria/, così procaccierà che divenga base e domma fondamentale della nuova Società Italiana; combattendo l'ozio con ogni mezzo e sotto qualsiasi manto esso si mostri, o sotto il blasone del patrizio, o sotto i cenci del lazzarone e del lemosinante. Principio cotesto che proclamavano le antiche repubbliche italiane quando imponevano il lavoro obbligatorio per tutti, e che ogni cittadino dovesse farsi iscrivere in alcune corporazioni delle arti.
Tali principi che saranno norma al G.\ O.-. nelle questioni che riguardano l'economia sociale, o l'esser collettivo, cioè la Nazione. Ma la Massoneria, intendendo a migliorare la Società per mezzo dell'educazione dell'individuo, deve pure fissare i principi che devono rischiarare l'uomo e guidarlo nella vita privata.
Ora l'uomo, come individuo, può essere considerato ne' suoi rapporti con Dio, coll'Universo, e co' suoi simili. Considerare l'individuo ne' suoi rapporti con Dio, implica la Questione Religiosa. La questione religiosa è quasi eliminata dalla Massoneria. Il sacrario della coscienza umana è per lei inviolabile; essa non si preoccupa di veruna delle religioni positive, le quali sogliono dividere la razza umana, ma rappresenta la religione stessa nella sua essenza. Fedele al suo principio di fraternità, predica la tolleranza di tutti i culti, nel suo rituale accoglie molti dei simboli sparsi nelle diverse religioni che popolano l'Oriente e l'Occidente, mentre nel suo ideale abbraccia e riassume i dommi principali su cui queste religioni stesse sono basate. E il suo domma li riassume nei tre articoli seguenti: 1° Esistenza di Dio, considerato siccome principio dell'Ordine Universale, e dell'armonia cosmica, ossia grande architetto dell'Universo;
2° Immortalità dell'anima, ossia indistruttibilità dell'essere umano dopo la morte; 3° Fraternità di tutti gli Uomini;
Ciò quanto all'ideale religioso, o al domma: Quanto al culto, ossia alla manifestazione esteriore dell'idea religiosa, che forma pure parte integrante delle religioni positive, la Massoneria, proclama la coscienza dell'individuo inviolabile, e dichiara libero l'uomo di seguitare circa la espressione estrinseca della religione, il culto, o le norme che meglio corrispondono ai suoi pensieri, le sue aspirazioni, ai suoi bisogni, purché nessuno di esso contraddica ai grandi principii della moralità e fraternità.
Se l'uomo considerato nei suoi rapporti con Dio, implica la quistione religiosa, se egli si considera nei rapporti con l'universo implica la Scienza. La scienza è il vero, l'antichissimo culto della Massoneria, essa non solo mette l'uomo in rapporto coll'Universo, ma lo conduce a studiarlo, a penetrare i segreti della natura per volgerne le forze a profitto dell'Umanità: È questo lo studio e lo intento dell'alta Massoneria, ossia della ermetica e cabalistica.
Nel fissare i rapporti dell'individuo co' suoi simili la Massoneria. non si limita a predicare la massima di non fare agli altri ciò che non vorremmo fosse fatto a noi; ma impone di fare il bene, di opporsi al male, di non tollerare l'ingiustizia sotto qualsiasi manto essa si copra, impone la solidarietà sociale, per cui il male commesso verso il prossimo vuoisi riguardare come fatto a noi stessi; perocché tutto è legato nell'ordine morale, del pari che nell'ordine fisico, e, per quanto l'individuo moralmente sia libero, l'Umanità tuttavia è Una.
Fine della Massoneria. Il fine che la Massoneria, si propone è determinato dai principi che abbiamo esposti di sopra. Tuttavia avvisiamo sia conveniente riassumerli nell'ordine stesso in cui furono i prin-cipii esposti.
In Politica lo scopo che si propone si è: All'Interno costituire l'Italia libera ed una, All'Estero agevolare per mezzo delle L.\ e delle
Associazioni M.\ sparse nel mondo, i rapporti internazionali, facilitare i commerci, abbattere i pregiudizi che dividono popolo da popolo, razza da razza, preparare la vera fratellanza degli Uomini per mezzo di una grande Confederazione dei popoli civili uniti tra di loro.
Fine Sociale. - Santificare il lavoro, nobilitarlo, farlo amare, svellere il pauperismo, non per mezzo di vane teorie di socialismo, ma col condannare l'ozio, col avvezzare ogni classe al lavoro, rendere turpe, biasimevole l'elemosina umiliante e servile, agevolare gli istituti di credito, per fornire istrumenti e mezzi di lavoro ad ogni classe, fondare case di ricovero per vecchi, asili d'educazione per l'infanzia, scuole serali e tecniche per gli Operai; poderi modelli per contadini, e per tal modo spargere il benessere, l'amor della legge, del viver civile e sociale nelle classi sinora neglette ed oppresse, e rivendicare pacificamente i torti e le ingiustizie di cui fu segno per lunghi secoli l'operaio, scopo che si propone mai sempre la vera Mas/, come accenna la leggenda su cui riposano i suoi simboli e le sue cerimonie
Fine religioso. - Ricondurre la quistione religiosa, profanata dai preti delle varie religioni, ai suoi veri e più semplici termini, ai suoi principii più elevati, morali e Universali. Acciocché l'uomo creda meno alle diverse sette, che si dividono i popoli, più ai grandi, eterni principii della giustizia e dell'umanità, meno alle religioni, più a Dio, meno ai preti, più all'intimo della sua coscienza.
Fine morale. - La morale è il vero culto religioso Massonico. Uguaglianza Sociale in faccia alla legge e a Dio; lavoro, educazione intellettuale, fisica, morale; solidarietà degli individui come dei popoli; tolleranza e amore tra gli Uomini, tali i grandi principii su cui si fonda la morale, tali le fondamenta su cui si deve elevare il vasto tempio massonico. Ma quali sono i mezzi, di cui può disporre la Mas/, per rag-giungere tale intento, e preparare nel seno della Nazione una profonda riforma nell'educazione e nei costumi?
Mezzi È massima vetusta della Massoneria, che le grandi riforme sono tanto più durevoli quanto più lente a compiersi, e quando sono il prodotto, anziché della violenza e della forza, del¬l'educazione individuale, e d'un intimo convincimento. Egli è perciò che il G.\ 0.\ ripudia e condanna, come fune¬sti e perniciosi quei mezzi che vogliono suscitare violenti convulsioni tra i popoli, non riconosce per suoi adetti che uomini pacifici ed amanti della legge, non ammette al suo scopo che mezzi legali, aperti e leali. Questi mezzi si riducono a tre principali 1° Ordinamento Massoneria, e delle sue GEI 2° La stampa 3° L'educazione
La Massoneria, possiede una gerarchia, la quale senza sacrificare la libertà individuale, è pur mirabile di organizzazione e di forze. Il G.\ 0.\ procurerà quindi di stringere le diverse L.\ sparse intorno ad un centro, dare a questo organismo estensione, forza e unità. Per tal modo potrà stringere in una falange compatta gli amici del progresso e della luce, i fratelli dell'operaio e del popolano, per opporli alle antiche congreghe dell'oscurantismo e della reazione, che furono intenti sempre a immolare l'operaio dell'intelligenza e del lavoro, simboleggiato in Hiram, ai loro privilegi e alla loro libidine di potere.
Il G.\ 0.\ nominerà una commissione speciale composta dei membri dei vari capitoli per determinare il nuovo organi¬smo della Massoneria. L, fissarne le cerimonie, semplificarne il simbolismo.
La stampa è il secondo mezzo di cui il G.\ Ov. si servirà per diffondere le sue idee. Quindi si terrà a giorno delle migliori pubblicazioni che vedranno la luce in ogni parte del mondo, per farle tradurre e diffondere. Procaccierà di stabilire biblioteche, e fondare un giornale per propagare le sue idee.
Educazione. - La Massoneria, nei diversi gradi della sua gerarchia non è che una scuola morale dell'individuo. Ciascuno a qualsiasi classe appartenga, è appellato a percorrere i vari gradi della scienza M.\ per elevarsi alla luce. Però il suo lavoro non deve limitarsi all'interno della Loggia ma stendersi nella Società. A tal uopo il G.\ 0.\ e ciascun Massoneria, è in obbligo di promuovere istituti di educazione, scuole infantili, scuole serali per l'operaio, procacciare di mettere i suoi adetti alla direzione di queste scuole rimuovendone ogni spirito di casta, o di setta, senz'altro intento che della diffu¬sione della scienza nelle popolazioni. Educazione d'ambo i sessi per mezzo d'istituti, di riunioni, di scuole, onde arrivare colla scienza ad emancipare le menti dalla fede cieca, dalle credenze imposte, e secolarizzare la Società, tal che ogni individuo nel sacrario della sua coscienza trovi il suo sacerdote, nelle grandi leggi di giustizia e virtù la propria morale, e nel suo Dio la felicità e la propria salute.
Per tal modo la patria nostra unificata dalla vasta catena Massonica, formerà un solo tutto, avrà trovato il suo primo e più compatto nucleo d'unità. Liberata dallo straniero essa ormai ottenne l'indipendenza nazionale, ma solo mercè l'educazione potrà assicurare il trionfo della libertà, promuovere la riforma morale del popolo; acciocché possa creare i nuovi destini a cui per la terza volta nel mondo delle Nazioni sembrerà chiamata la patria Ital.-. dal G.\ A.-. D.\ U.\
Pel G.-.O.-.I.-.
Il G.-. Segr.-. D.-.1

Un affettuoso ringraziamento all'infaticabile ricercatrice Prof.ssa Simonetta Torresi e un  grato ricordo al caro, indimenticabile Giovanni Battistelli che ha promosso la pubblicazione del citato libro.

SIMONETTA TORRESI, laureata e specializzata in materie scientifiche è docente delle
stesse nelle Scuole Secondarie Statali. Dal 1994 si occupa di ricerca storica ed ha partecipato
come relatrice a numerosi congressi e convegni in diverse città come Macerata, Jesi, Ascoli
Piceno ecc.
Nella sua attività di ricercatrice storica ha pubblicato i propri lavori su diversi giornali e riviste
ed ha curato l'organizzazione di alcune Biblioteche private.
Insieme ad altri autori ha scritto un libro dal titolo "Santa Maria delle Vergini" e, come unica
autrice, i volumi di studi storici "La valle degli Imperatori", "Il tempio di Santa Maria delle
Vergini", "Castelsantangelo sul Nera" e "Società Filarmonico Drammatica".
Ha partecipato altresì, in qualità di esperto, a diverse trasmissioni televisive di carattere
storico artistico divulgativo, oltre ad una puntata maceratese di "Viaggio in Italia" trasmessa
da RAI 3 sulla rete nazionale.

lunedì 7 maggio 2012

POTENZA PICENA : LA FESTA DELLE CROCETTE, UNA LEZIONE DI BUON GUSTO LITURGICO E DEVOZIONALE. LA FESTA DEI BAMBINI E DELLA FEDE DELLE FAMIGLIE CRISTIANE













Nel ricordo dell’antica festa dell’Invenzione della Santa Croce, che nel calendario tradizionale si commemora il 3 maggio, a Potenza Picena ( antica Montesanto) si svolge la tradizionale processione per l’appunto detta delle “crocette”resa ancor più toccante e suggestiva per la presenza dei bambini che recano in mano una piccola croce in legno , con fiori ed immagini sacre; è una delle più antiche della Città ed è stata organizzata, per secoli, dalle Monache Benedettine del Monastero di S.Caterina.
Anche ora, grazie allo zelo pastorale e liturgico del giovane Parroco don Andrea Bezzini, vi partecipano le Confraternite locali, quelle limitrofe e soprattutto tantissimi bambini accompagnati dai genitori e dei nonni.
Per questo viene chiamata "la processione dei bambini".
La festa è sopravvissuta alla soppressione del Monastero Benedettino, poi rifiorito  quando le Monache riuscirono a comperare, dopo molte difficoltà, un palazzo appartenente al Conte Prospero Compagnoni Marefoschi .
Per questo fino a qualche anno fa, la processione partiva dall’attuale chiesa del Monastero Benedettino dedicata a San Sisto.  
Il sacro corteo terminava nella Chiesa di San Sisto dove il Sacerdote faceva una breve omelia impartendo la Benedizione con la Reliquia della S.Croce, appartenente alla Comunità delle Monache Benedettine.
Da alcuni anni la processione è stata traslata, sempre con grande afflusso di fedeli e di bambini, nella più capiente Insigne Collegiata di Santo Stefano  e spostata al sabato successivo al 3 maggio avvalendosi della organizzazione della Confraternita detta della Buona Morte che con l'occasione  invita anche le Confraternite limitrofe.
Il Parroco porta in processione, sotto il baldacchino rosso,  la Reliquia della Santa Croce   e si ferma per qualche minuto nella Chiesa di San Sisto benedicendo le Monache.
Altre soste vengono fatte nel Centro Storico per impartire la Benedizione alle quattro porte cittadine, al mare ed alla campagna che circonda la bella Città di Potenza Picena.
Uno studioso locale, Don Giovanni Cotognini, riguardo alla S. Croce e alla processione ha scritto dell’originaria Chiesa di Santa Caterina Vergine e Martire, confiscata, assieme al Monastero dopo l’unità d’Italia.
“Nella Chiesa vi erano tre altari. Uno centrale (maggiore) e due laterali. (...)
Gli altari laterali erano uno in cornu Evangelii, dedicato all'Annunziata e uno in cornu Epistole, dedicato a S.Lucia.
Nell'altare dell'Annunziata si conservavano le Reliquie di S. Benedetto, S. Caterina, S. Filippo Neri e la Reliquia della S. Croce, della Spina e del Panno della Madonna (6).
Alla nota n. 6 c'è scritto: La Croce, esposta ad immemorabili, alla venerazione e portata in processione il 3 maggio, aveva negli angoli le reliquie della S. Croce, della S. Spina, …
Sempre nello stesso paragrafo ma qualche frase più avanti, si parla delle feste che venivano celebrate nella Chiesa e c'è anche quella del 3 Maggio, festa della S. Croce ...La festa di S. Croce è una festa secolare. La memoria di un tanto giorno è stata sempre solennizzata nella Chiesa delle Benedettine. Al mattino celebrazione di Messe. Al pomeriggio, Processione. Partecipano alla processione: il Capitolo ( della Collegiata N.d.R.) ; l'uno e l'altro clero; le confraternite; tanti bambini con croci di canna abbellite con verdura, con immagini sacre.
La festa è a carico delle Benedettine. Avvenuta la soppressione, la Badessa, il 17-4-1861, si rivolse al Commissario della Cassa Ecclesiastica delle Marche (Ancona) per dire che la Comunità non poteva sostenere la spesa che si aggirava circa a 70 lire, e d'altra parte se si sospendeva la festa, la devozione del popolo di Monte Santo ne sarebbe rimasta offesa. Chiedeva la Badessa, Donna Maria Teresa Cervini, il contributo dello Stato. La risposta fu negativa, perchè la festa non si trovava nell' inventario fatto dall' inviato del Governo. ( La festa era annotata nel libro di amministrazione sotto il titolo: Culto ) ".
Nella Chiesa c’era anche un Organo con 7 registri andato purtroppo perduto.
La Chiesa di Santa Caterina è stata recentemente restaurata ed è tornata al primitivo splendore anche se è stata destinata a scopi profani mentre nell’ex Monastero è ospitata la Casa di Riposo per gli Anziani.
La processione e la Santa Messa conclusiva in Collegiata si svolgono in un clima di particolare dignità liturgica e di convinta devozione che fanno onore alla città di Potenza Picena e alla sue radici cattoliche .

Andrea Carradori

venerdì 4 maggio 2012

MEDJUGORJE : MADE IN MEDJUGORJE/ BENEDETTO A MEDJUGORJE/ ROSE DI MEDJUGORJE/CANTI DI MEDJUGORJE/CENE DI MEDJUGORJE/OFFERTE A MEDJUGORJE/FEDE DI MEDJUGORJE/VOCAZIONI DI MEDJUGORJE


Ho sempre evitato di riflettere sul cosiddetto “fenomeno di Medjugorje”. 
Lo faccio ora, a voce alta,  solo perchè ho ricevuto questo sms :
« Vi comunico che venerdì 4 maggio alle ore presso il ristorante … di …. ci sarà una cena con scopo benefico con la veggente di MEDJUGORJE MARIJA ( caratteri maiuscoli originali N.d-R.) Pavlovic Lunetti. 
Nel corso dell’incontro avremo la possibilità di ascoltare la sua testimonianza. 
Per prenotazioni e informazioni contattate …..
Il costo della cena è di euro 40,00 e quanto raccolto al di là della spesa viva della cena sarà devoluto per dare un aiuto alla realizzazione a Medjugorje del centro di spiritualità “MAGNIFICAT” »
Questo messaggio mi è stato spedito, alcuni giorni fa, da un caro amico membro di un’Istituzione primaria Nazionale.
Da tempo le locandine con le indicazioni di pellegrinaggi a Medjugorje e del “ Festival dei giovani” fanno parte  «dell’arredamento stabile» dei negozi, dei super mercati, degli incroci stradali e delle chiese della mia terra.
Si è nobilmente parlato dei pellegrinaggi a Medjugorje , sia pur in modo informale e privato, persino nelle riunioni degli Ordini Cavallereschi, del Sovrano Ordine di Malta ( SMOM ) e dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro.
Pare evidente che il “fenomeno Medjugorje” venga gestito quasi unicamente da zelanti laici che , sotto-sotto, non si curano ed anzi, diciamolo pure, non si fidano  dei loro Pastori ...
Per questo motivo sono contento che in alcuni incontri di preghiera, organizzati secondo lo "stile di preghiera di Medjugorje", con i “canti e le preghiere di Medjugorje" sono sempre presenti  Sacerdoti o religiosi a testimoniare l'assoluta comunione con la chiesa universale e locale anche se, l'enorme virtù dell'obbedienza pare che sia ancora sconosciuta in quelle terre ...
Io non voglio e non debbo avere una mia personale opinione  riguardo al fenomeno di Medjugorje  : è la Chiesa, attraverso i legittimi Pastori, che investiga , che decide e che indica la via da percorrere.
Mi lascia tuttavia perplesso apprendere che circa ottanta fedeli hanno rinunciato al loro diritto di voto nelle elezioni  comunali di domenica prossima, per recarsi in pellegrinaggio a Medjugorje; così come pure è inquietante venire a conoscenza della crescente “consapevolezza”, annidata nelle menti dei pellegrini, che fra breve , con la fine delle presunte e sempre programmate “apparizioni”, una specie di catastrofe  si abbatterà sul mondo allo scopo di punire l’umanità disobbediente al precetti evangelici.
Tutto questo sensazionalismo può anche ispirare il cammino per una vera conversione offerta in riparazione dei peccati commessi dall'umanità contro la legge di Dio.
La preghiera di riparazione è fondamentale nell'economia generale del Sacro Tesoro della Santa Chiesa, così come le pratiche sacramentali e devozionali che i pellegrini di ritorno da Medjugorje fanno ogni giorno  : la recita del Santo Rosario, l’assistenza  alla Santa Messa  e la riflessione biblica prima di coricarsi.
Non parliamo poi del Sacramento della Confessione frequente!
Mi ha detto un Parroco, trascinato  in pellegrinaggio a Mediugje da alcuni suoi zelanti parrocchiani “non importa cosa avvenga in quel luogo. Sono importanti gli abbondantissimi frutti di conversione che trovano compimento nella Confessione e nella Comunione”.
Trovo però un poco strano che i fedeli di Madjugorje, come anche quelli che aderiscono ai Gruppi di Preghiera di Padre Pio, non sentano anche bisogno di un "forte" supplemento di una preghiera, verticalmente perfetta, della Santa Messa nel venerabile Rito Tridentino, detta pure impropriamente "messa in latino" : la Messa di tutti i Santi e le Sante della storia della Chiesa ! 
Difatti tutti coloro che vogliono perfezionarsi spiritualmente approdano, prima o poi, con animo sincero e umile, per attingere a due mani a questo ricchissimo supplemento di grazia che il Magistero ha recentemente ri-attualizzato per la santificazione personale e della Chiesa tutta !
Termino questa piccola riflessione, ricordando che la storia della Chiesa ci insegna  che la Divina Provvidenza riesce a far nascere ( con i tempi e con i modi che gli sono propri )  uno splendido roseto fiorito anche in un letamaio, ribadisco quanto sopra è stato espresso : solo la Chiesa, attraverso i legittimi Pastori, investiga ,  decide ed indica la via da percorrere.

Andrea Carradori




















TOLENTINO, MESE DI MAGGIO 2012 NELLA CHIESA DEL SACRO CUORE, DETTA DEI SACCONI


 Giaculatorie del mese Mariano


Lasciate, o Vergine, - che anch'io vi onori:
Voi siete l'unica - gioia dei cuori.

1. Un dono io voglio - da Voi o Maria:
Salvate, pregovi, - quest'alma mia.
2. Il pie scioglietemi - dai lacci rei:
E luce fatevi - degli occhi miei.
3. Questa, mia carne, - questo mio cuore:
Purgate al fuoco - del vostro amore.
4. O Madre, datemi - un'alma pura:
Del Ciel mostratemi - la via sicura.
5. Lungi tenete - da questo seno:
Dell'atra colpa - il rio veleno.
6. Voi, che di Dio, - la Madre siete:
Potenti suppliche - per noi porgete.
7. Per l'ultima ora - de la mia vita:
Imploro, o Madre, - la vostra aita.
8. Del tuo Rosario - sfogliam le rose:
Proteggi, o Vergine, - l'alme amorose!
9. Nel giorno estremo, - giorno di pianto:
Maria copritemi - col vostro manto.
10. Dal cupo, orribile, - eterno esilio:
Maria, salvatemi: - son vostro figlio.
11. Se fra l'eterne - fiamme non sono:
Vergine eccelsa, - fu vostro dono.
12. Vita dolcissima, - speranza mia:
Salve, purissima - Vergin Maria.
13. Vorrei perdono - dei falli miei:
Dei falli altrui - perdon vorrei.
14. Per tutti i rei - pregale Iddio:
Son reo purtroppo, - o Madre, anch io.
15. Per queste a Voi - alme fedeli:
Pregate, o lucida - Porta dei cieli.
16. Siatemi fulgida - propizia stella:
Con Voi traetemi, - Vergine bella.
17. O luce amabile - degli occhi nostri:
Porgete suppliche - pei figli vostri.
18. A noi volgete, - o Madre, quelle:
Vostre pietose - tenere stelle.
19. Son vostro schiavo, - caro mio Bene:
O fortunate, - dolci catene!
20. A Voi, Giuseppe, - Gesù e Maria:
Dono il mio cuore - e l'alma mia.
21. Per noi pregate, - o fonte immensa:
Di quelle grazie - che Dio dispensa.
22. Salve, santissimo - Corpo divino:
Di pura Vergine - nato Bambino.
23. Voi del mio cuore - l'arbitra siete:
Deh! dunque, ditemi - quel che volete.
24. D' ogni mondatemi - macchia più lieve:
Fatemi candido - come la neve.
25. Voi, che potente - in Cielo siete:
Ferventi suppliche - per noi porgete.
26. Il Frutto amabile - del vostro seno:
Nel Ciel mostrateci, - o Madre, almeno.
27. So che Voi siete - Madre di Dio:
Ma per mia Madre - Vi voglio anch'io.
28. La lingua, sordida - d'atro veleno:
Madre, cingetemi - di doppio freno.
29. Madre, stampatemi - sin dentro al core:
Le piaghe amabili - del mio Signore.
30. Con Voi sul Golgota, - del Figlio accanto:
Fate che struggami - questi occhi in pianto
31. Inestinguibile - fiamma nel core:
Madre, accendetemi - pel mio Signore.

mercoledì 2 maggio 2012

MONS. RICHARD WILLIAMSON SCRIVE UNA POESIOLA. MARCO BONGI GLI RISPONDE CON UN SONETTO


S.E.R. Mons. Richard Williamson (uno dei quattro Vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X , N.d.R.) ha deciso di scrivere in versi il suo ultimo "commento eleison" ( che il Vescovo è solito affidare ad una sua email-list . per esternare i il suo pensiero, N.d.R).
Mi permetto una affettuosa e rispettosa risposta con un mio sonetto liberamente pubblicabile.
Marco BONGI




Con tragica fierezza ancor s'oppone
ad ogni accordo con il Vaticano
teme l'abbraccio, teme quella mano
che tende il Papa alla Tradizione

Ci schiacceranno a Roma i modernisti!
schiavi sarem di eretici e seguaci
dei liberal, ed altre idee rapaci
ci renderanno vuoti, muti e tristi.

Ma io La prego, caro Monsignore
sappiam che la battaglia sarà dura
sappiamo che la notte è ancora oscura

per questo io Le chiedo con il cuore:
con noi rimanga, illumini le menti
sarem più forti e fieri combattenti!


Marco BONGI


Aggiornamento

Il Blog cattolico, che si dedica soprattutto alle Vocazioni Religiose, Cordialiter ha scritto oggi questo articolo che mi pare possa essere riconducibile al sonetto pubblicato.

martedì 1 maggio 2012

COMITATO DI LIBERAZIONE FISCALE PER L’ITALIA (Associazione culturale di critica della politica fiscale, della cultura, della società)


Questo piccolo blog si occupa della Tradizione Cattolica.
Oggi la Chiesa festeggia San Giuseppe Lavoratore , istituita dal Servo di Dio Pio XII nel 1955 per dare un senso cristiano alla Giornata internazionale del lavoro. 
Il Magistero della Chiesa, per bocca del Successore di Pietro Papa Benedetto XVI, ricorda che nelle politiche economiche “la priorità va data ai lavoratori e alle famiglie”: infatti “il primo capitale da salvaguardare e valorizzare” è proprio l’uomo. Quindi – afferma – obiettivo prioritario dei governi sia garantire l’accesso al lavoro e il suo mantenimento per tutti. Il suo pensiero si rivolge ai disoccupati e ai precari".
In tutto il mondo i lavoratori ricordano, con manifestazioni diverse anche tutti i sacrosanti diritti-doveri  conquistati dalla povera gente.
Dedichiamo l'attenzione, in questo significativo giorno, ad un'iniziativa  assai significativa e dal grande significato cristiano e sociale : l'Associazione culturale di critica della politica fiscale, della cultura, della società denominata : COMITATO DI LIBERAZIONE FISCALE PER L’ITALIA.
E' edificante leggere nello Statuto della nuova Associazione anche questi cristianissimi proponimenti : " ...
opporsi al processo di “secolarizzazione”, che è un modo di concepire il mondo e la vita umana nella quale Dio non è qualcosa di sostanziale, non è il centro, non è la ragion d’essere, il necessario punto di riferimento, ma un elemento decorativo – culturale – suggestivo, al quale si concede un certo spazio nelle abitudini personali e sociali".
L'iniziativa segue la luminosa scia tracciata dalle Encicliche RERUM NOVARUM di Leone XIII e LABOREM EXERCENS del Beato Giovanni Paolo II . 
All'inizio del Mese di Maggio, tradizionalmente dedicato alla Santissima Vergine Maria, affidiamo a Lei la nostra amata Nazione che sta vivendo momenti di grande difficoltà generati e gestiti dai soliti poteri economici mondialisti .

 SOTTRAZIONE DI PROPRIETA’, UN FISCO BRUTALE.

Il 5 aprile scorso  GOFFREDO BURSI <gofbursi@libero.it> ha scritto:
Chi poteva avere dubbi sulla legittimità o meno di questo presente governo, ora non potrà più averne. È chiaro a tutti che questo governo non può usare la pressione fiscale per schiavizzare, e tantomeno per opprimere le colonne portanti della società civile: la proprietà privata, la famiglia, i corpi intermedi della società, e perfino la Chiesa.
Sulla proprietà privata il discorso è molto semplice:  il governo attuale non ha alcun diritto di usare la pressione fiscale come una forma di "lotta di classe", che miri a ridurre fortemente la proprietà.Il prelievo fiscale dovrà attingere con moderazione al reddito dei contribuenti, ora e in futuro, senza costringerli ad intaccare il loro patrimonio, la loro riserva economica, che è una sicurezza che impedisce di scivolare nella povertà.
Tantomeno questo fisco squilibrato può pretendere di prelevare dalle nostre tasche una percentuale di tasse così esosa da ridurre le persone in schiavitù, facendole lavorare più per lo stato che per il proprio mantenimento.. Osservando i comportamenti "fiscali" di questa strana compagine sinistrosa, possiamo dedurre un concetto davvero stravagante e bizzarro, sostenuto da non pochi politici, e cioè che la proprietà sia una "concessione statale", e che i cittadini italiani debbano essere "salariati dello stato", e che questo possa impadronirsi dei frutti del lavoro. Tutto ciò è ovviamente "social-comunismo" mascherato.
La pressione fiscale è ormai così forte da impedire lo sviluppo di molte libere iniziative private e sta soffocando gli ultimi e difficili progressi dell'imprenditoria. Quasi si pretende che i produttori non possano disporre dei loro beni, il cui uso apparterrebbe sempre più allo stato. E anche questo è "social-comunismo".Il bene comune è gravemente danneggiato in quanto questo modo di pensare la proprietà e la libera iniziativa ha innescato la spirale potente della recessione economica, a tutti i livelli; con tale politica fiscale si continua a fomentare la disoccupazione (ora al 9,3% in peggioramento) e la povertà (la pressione fiscale è al 55%, la più alta del mondo; al 68,5% per le imprese). Questi i “risultati” dopo cinque mesi di governo Monti, sostenuto da PD, PDL, UDC.In quanto alla recente cosiddetta “riforma del lavoro” appena presentata, si tratta solamente di una revisione dei numerosi contratti di lavoro in essere. E non poteva essere diversamente, poiché per promuovere una “vera riforma del lavoro” occorrono tante risorse, tanto denaro, qualche anno di duro lavoro (qualche paese che in passato ha promosso riforme vere sul lavoro, potrebbe insegnare cosa significhi possedere un “welfare” che funzioni, un accordo collaborazione tra politica e imprenditoria per la creazione di nuovi posti di lavoro, una detassazione degli investimenti produttivi – le tasse attuali pesano come macigni sugli investimenti aziendali -, i programmi seri di formazione professionale, gli uffici per il ricollocamento gestiti in comunione tra privati e pubblici, la vocazione produttiva del Paese).
Inoltre c’è di più. Questo fisco non è subordinato a niente; a nessun fine, a nessuna legge etica, a nessun valore che distingue una società normale da una società schizzofrenica.Certo, da numerosi anni il problema del fisco è un tema al centro di numerosissimi discussioni e manifestazioni di autentica preoccupazione popolare.Un tema apparentemente semplice, in teoria, ma complicatissimo da risolvere nella realtà.
Il discorso sul fisco sembrerebbe assai chiaro: lo stato ha il dovere di garantire il bene comune, organizzando ad esempio strutture e servizi pubblici. Ha il diritto quindi di ricevere dai cittadini un contributo economico che consenta di mantenere l'Organizzazione di strutture e servizi. Il cittadino quindi ha il dovere di pagare questo contributo tramite (giuste) tasse e (giuste) imposte; contrariamente disobbedisce allo stato e alla legge morale. Conclusione: le leggi fiscali dello stato, se giuste, obbligano la coscienza del cittadino, in virtù anche di una giustizia legale.
Ma questo bel discorso, in teoria corretto, è nella realtà alquanto astratto.
E' sufficiente paragonarlo ad un discorso analogo. Quello cioè dell'obbedienza dovuta all'autorità politica.
Secondo la dottrina sociale della Chiesa, il cittadino sta alle decisioni dell'autorità, non può disobbedire sotto pena di peccato. Ma se per caso un'autorità legittima pretende d'imporre un comando assurdo (ad esempio l'aborto obbligatorio), inconciliabile con la legge morale, il cittadino è tenuto a resistere, ed a resistere fortemente, con assoluta forza e decisione.
Un'autorità cioè, non può prostituire il suo potere per imporre un'ingiustizia (mediante una legge immorale, ad esempio). L'autorità cioè non può contraddire il fini stesso per il quale è istituita: il bene comune.
Se è vero quindi che uno stato ha il diritto (per principio) di esigere il pagamento delle tasse, cionondimeno questo diritto non è assoluto. Occorre vedere in concreto per cosa, come, quando, quanto e fino a che punto il fisco ha diritto di esigere il pagamento.   Una norma generale che "dovrebbe"  regolare il prelievo fiscale è stata ben indicata da Pio XII, questo grande italiano dimenticato perfino in ambiente ecclesiale. Sosteneva il Santo Padre: "il sistema finanziario dello stato deve mirare a organizzare la situazione economica, in modo tale da assicurare al popolo le condizioni materiali di vita indispensabili per perseguire il fine supremo assegnatogli da Dio, ovvero lo sviluppo della sua vita intellettuale, spirituale e religiosa".
Anche il fisco quindi dev'essere subordinato alla legge morale e al fine spirituale della società.
Senza voler valutare in profondità la situazione attuale (che richiederebbe non poco tempo, perchè fin troppo complicata e penosa), si può però ricordare quei principi basilari della dottrina sociale della Chiesa, tanto e stranamente e curiosamente dimenticati dalla pastorale moderna (dai principi della Chiesa come dai semplici sacerdoti), tentando di rispondere ad alcune domande generali che possono aiutare i poveri e tartassati contribuenti (e non solo) a trovare soluzioni concrete.
Pertanto la domanda che ci poniamo è la seguente: "Può lo stato tartassare tanti e onesti cittadini,  per assicurare un assistenzialismo anacronistico ad altri, ritenuti intoccabili?" .
Goffredo Bursi, Presidente del Comitato di Liberazione Fiscale per l’Italia.



COMITATO DI LIBERAZIONE FISCALE PER L’ITALIA

(Associazione culturale di critica della politica fiscale, della cultura, della società)


Regolamento dell’Associazione.
Costituzione, Denominazione, Sede.
Articolo 1
E’ costituita l’Associazione denominata : Comitato di Liberazione Fiscale per l’Italia.
La denominazione dell’Associazione potrà essere semplificata, in relazione alle singole attività culturali d’opinione con l’aggiunta: attività pro, seguita dall’indicazione della persona o dei gruppi o delle questioni in ordine a cui le attività sono svolte.
Articolo 2
L’Associazione ha la sua sede in via Mons. Raff. Palazzi, 12 – 23807 Merate (Lecco)

Finalità, criteri operativi
Articolo 3
L’associazione si propone con iniziative ed incontri di carattere morale, culturale e sociale - capaci di diffondere una prassi, un costume, una cultura – che conforme agli inviolabili diritti naturali dell’uomo, tutelino, rispettino e promuovano i diritti – doveri sociali dei singoli, tra i quali il diritto di agire e di associarsi liberamente e pubblicamente, per perseguire il bene comune, nell’ambito della legge morale e della giustizia. L’Associazione si propone quindi l’attuazione di ogni iniziativa capace di rimuovere gli ingiusti ostacoli che nella prassi, nel costume, nella cultura, impediscono o legano o negano o limitano l’esercizio dei diritti – doveri sociali dei singoli.
Articolo 4
Considerata la progressiva restrizione dei diritti degli italiani (specie dei più deboli ed indifesi) a causa dei processi di degradazione caratterizzati dalla violazione dei diritti naturali, l’Associazione opera per:
a) diffondere l’universalità e perennità dei principi metafici ed etici, da cui l’agire umano e la legittimità dei poteri sono misurati
b) raccogliere ed organizzare il consenso della popolazione italiana attorno a tali propositi
c) opporsi alla cultura infondata che afferma la relatività di ogni principio e di ogni diritto, e pone nella sola forza dello stato la fonte ed il criterio di ogni verità e di ogni norma etica
d) contrastare pubblicamente i poteri arbitrari che, nella prassi sociale e mediante leggi, presumono di poter ledere e violare i diritti individuali, familiari e sociali
Articolo 5
Data la gravità delle menomazioni che i diritti sociali oggi patiscono a causa di leggi, con cui i poteri si sono attribuiti strumenti per costringere al silenzio gli italiani che sono testimoni e vittime della degradazione e degli abusi, l’Associazione si propone di:
MANTENERE ALTO ED ESTENDERE L’ALLARME SOCIALE
e) informare l’opinione pubblica, i singoli, i corpi sociali, circa la gravità crescente della minaccia che pesa nella libertà reale di tutti, a causa di leggi economiche e sociali, di una cultura di stato, di prassi burocratiche, che sempre più chiaramente manifestano i caratteri della degenerazione morale e dell’arroganza del potere
f) premere pubblicamente perché siano abrogate le leggi contro il diritto naturale e siano sostituite da leggi che promuovono i diritti dei singoli, delle famiglie, dei corpi sociali, e li tutelino contro gli abusi, l’arroganza, il prepotere di stato, da ogni forza che operi per la degradazione sociale del nostro paese
g) imporre un argine alle continue follie di politici di carriera e dei tecnici d’emergenza; tra ciò che maggiormente contribuisce a determinare le ingiustizie, a minacciare la libertà reale dei singoli, l’Associazione segnala:
• l’insufficiente funzione degli enti e dei servizi superburocratizzati
• la mai avviata riforma della macchina fiscale (la pressione fiscale è insopportabile)
• il perdurare di provvedimenti fiscali “di periodo” con l’approvazione di leggi finanziarie che risolveranno “un bel niente”
• il perdurare di privilegi di irresponsabilità dei “signori dei palazzi”, anche nei casi di voluti errori gestionali, finanziari, amministrativi, per cui non renderanno mai conto del loro comportamento e a nessuno
• l’alleanza tra noti settori dell’economia e gli organi di certa informazione e di certa stampa, l’operato di determinati settori amministrativi dello stato, che qualificano singoli colpevoli di “remare controcorrente” e non cessano di perseguirli
h) difendere le vittime delle ingiustizie, degli eccessi della giustizia attuale, degli abusi, grazie ad errori anche desiderati; l’Associazione opera per:
• diffondere la consapevolezza del carattere spesso iniquo e persecutorio della macchina fiscale e della giustizia fiscale
• sostenere ogni forma di solidarietà nei confronti delle vittime
• estendere la consapevolezza del buon diritto e del dovere di affermare il primato sociale dei valori tradizionali, metafisici, etici; denunciare le attività dei pubblici poteri a danno dei lavoratori e dei pensionati
• diffondere i valori che non tramontano mai, per proteggere la vita, fronteggiare la cultura di morte diffusa, recuperare la verità storica
• diffondere il pensiero di autori “controcorrente”, aiutare a comprendere come il “sogno egualitario” di una repubblica universale prospettata (in cui diluire le identità ideali e naturali dell’uomo e dei popoli con l’oscuramento della nostra tradizione) ha già registrato fallimenti disastrosi negli ultimi due secoli della nostra storia
• centrare i discorsi sulle radici culturali dell’Europa che possono formare la consapevolezza di base della nostra identità, rappresentano l’orientamento per continuare il cammino e guardare con serenità al futuro
• criticare una scienza basata su presupposti errati, che vuole imporre una visione del mondo mediante un approccio ateo ai problemi scientifici e convincere l’Occidente della inutilità della salvaguardia delle proprie radici
• contrastare la “relativizzazione”, contro cui si esprime puntualmente il Santo Padre (che unita ad una scienza indirizzata a base politica forma un insieme esplosivo). Una scienza eletta a valore assoluto, che è trasformata e ridotta a scientismo, che perde il suo valore principale, e cioè il rapporto con la verità, e si piega ad un volere di parte costruendo ipotesi irrealistiche attorno alle quali far gravitare nuovi e dannosi interessi
• criticare la convinzione comune che le politiche nazionali ed internazionali siano determinate dalla volontà popolare espressa dai rappresentanti votati democraticamente. La realtà oggi è che in tantissime regioni del mondo, come negli organismi internazionali, la fanno da padroni gli uomini più ricchi del pianeta, animati da una visione del mondo materialista ed edonista, che si definiscono non senza ragione “statisti senza stato”, “più potenti dei governanti legittimi”
• opporsi al processo di “secolarizzazione”, che è un modo di concepire il mondo e la vita umana nella quale Dio non è qualcosa di sostanziale, non è il centro, non è la ragion d’essere, il necessario punto di riferimento, ma un elemento decorativo – culturale – suggestivo, al quale si concede un certo spazio nelle abitudini personali e sociali. Ben lontano dall’essere colui che è l’Assoluto, la causa e la meta della vita. Contrastare quindi il pensiero secolarizzato che non fa troppi sforzi nel parlare contro Dio, nel cercare di dimostrare la sua inesistenza. Prescinde da Lui. Lo zittisce, edifica sistemi concettuali senza che Dio riceva in essi alcun posto. Diffondere la consapevolezza che siccome la “secolarizzazione” è un fatto che non tocca solo le persone ma la società stessa, diventa un’atmosfera che condiziona il “respirare spirituale” dei singoli. Diventa un assoluto, e quando una persona di fede riesce a raggiungere una posizione di potere in una società secolarizzata, si vede subito limitata dal dogma secondo il quale bisogna prescindere da Dio e dalle sue leggi
Articolo 6
Aderenti: sono aderenti all’Associazione “Comitato di Liberazione Fiscale per l’Italia” le persone che condividono, anche solo in parte, le finalità e i criteri dottrinali dell’Associazione. Valutano positivamente l’attività per il comune beneficio cui è ordinata e manifestano la propria adesione, intendono contribuire moralmente a tale beneficio (se lo desiderano anche materialmente), e porre il prestigio derivante dalla propria competenza e autorevolezza professionale – culturale – civile – religioso al servizio degli inviolabili diritti naturali e delle libertà sociali e politiche.
Articolo 7
Membri: acquistano la qualità di membri dell’Associazione le persone che ne condividono le finalità ed i criteri operativi; cooperano all’attuazione delle iniziative dell’Associazione; cooperano per il proseguimento delle finalità dell’Associazione. La qualità di membro si perde per dimissione, espulsione, decesso. L’espulsione dei membri è sancita dal presidente dell’Associazione.
Articolo 8
Assemblea: è composta dai membri dell’Associazione. E’ riunita ogni volta che si manifesti necessario dal presidente dell’Associazione. Sulle mozioni assembleari ci si pronuncia con appello nominale. La maggioranza richiesta è quella assoluta dei membri.
Articolo 8
Consiglio direttivo: è composto da cinque membri eletti dall’Assemblea dell’Associazione. Tre dei cinque sono scelti tra i fondatori dell’Associazione. Il consiglio direttivo delibera all’unanimità l’accettazione dei membri e degli aderenti. Il consiglio, cui compete l’amministrazione, si riunisce ogni volta ne sia fatta richiesta da almeno tre dei suoi membri o il presidente lo ritenga necessario. La maggioranza per le deliberazioni del consiglio direttivo è quella qualificata di due terzi. Il consiglio direttivo delibera all’unanimità eventuali modifiche al regolamento dell’Associazione.
Articolo 9
Presidente: il presidente è nominato dal consiglio direttivo e rappresenta l’Associazione. In caso d’urgenza il presidente delibera in luogo del consiglio, salvo sollecitazione della ratifica alla prima riunione del consiglio. 


SCHEMA DELLA DOMANDA DI ADESIONE ALL'ASSOCIAZIONE

Domanda di adesione del Signor:

Cognome: ……………………………….. …………………….Nome…………………………………


Via/piazza/numero:……………………………………………………………………………………….


Città/cap:……………………………………………………………………………………………………


Telefono abitazione/fax/cellulare:………………………………………Nato il……………………..

a:……………………………………………………………………………………Provincia……………






Data:………………………………………………………………Firma:…………………………………………………………………….




 NUOVA ADESIONE



 SCELTA IN QUALITA’ DI ADERENTE
(sono aderenti all’Associazione “Comitato di Liberazione Fiscale per l’Italia” le persone che condividono, anche solo in parte, le finalità e i criteri dell’Associazione. Valutano positivamente l’attività per il comune beneficio cui è ordinata e manifestano la propria adesione, intendono contribuire moralmente a tale beneficio (se lo desiderano anche materialmente), e porre il prestigio derivante dalla propria competenza e autorevolezza professionale – culturale – civile – religioso al servizio degli inviolabili diritti naturali e delle libertà sociali e politiche.

 SCELTA IN QUALITA’ DI MEMBRO
(acquistano la qualità di membri dell’Associazione le persone che ne condividono le finalità ed i criteri operativi; cooperano all’attuazione delle iniziative dell’Associazione; cooperano per il proseguimento delle finalità dell’Associazione).



Firma il Presidente dell’Associazione per accettazione:………………………………..



(Le assicuriamo che, col suo consenso, i suoi dati saranno trattati da parte di A.C. per Merate con estrema riservatezza e non verranno divulgati o ceduti a terzi) - informativa sull’utilizzo dei dati personali - legge 196 del 30.06.2003.