venerdì 18 gennaio 2013

Il Beato Giovanni XXIII : amore e fedeltà per la Liturgia e per la Tradizione


Osservando le testimonianze fotografiche delle Liturgie celebrate dal Beato Giovanni XXIII   ci sarebbe non poco da correggere  alla corriva Vulgata modernista che lo vorrebbe antesignano allo sfascio liturgico successivo.
Papa Roncalli  difatti riallungo' le code cardinalizie, gia' ridotte da Pio XII, reintrodusse il camauro, si fece ritrarre (il mosaico e' a San Paolo, v.foto sotto) col fanone indossò spesso lo splendido "mantum" papale , promulgo' la "Veterum Sapientia" sull'uso del latino, nulla tolse allo splendore della Corte Romana.
Prescelse sempre- e i documenti fotografici lo attestano fuor d'ogni dubbio- i piu' tradizionali e rutilanti accessori della Sua dignita', a cominciare dagli anelli, di proporzioni polifèmiche!
Amo' la Tiara, tanto da esser l'unico Pontefice a volerle indossare TUTTE, a rotazione (meno ovviamente la Napoleonica, inutilizzabile per le sue assurde dimensioni).
Lo stesso inserimento di San Giuseppe nel Canon Missae (che è stato un gesto devozionale) attesta la Sua intenzione di non apportare modifiche ESTREME alla Santa Messa,di cui curo',nel 1962, l'aggiornata Editio.
Volle anche rientrodurre nella mutilata liturgia della Settimana Santa alcuni elementi degli antichi riti precedenti in vigore prima della riforma di Pio XII.

giovedì 17 gennaio 2013

Regolare festa e benedizione degli animali per la ricorrenza di Sant’Antonio a Civitanova Marche !


Con particolare letizia apprendiamo da Cronache Maceratesi  che a Civitanova Marche la tradizionale festa di Sant'Antonio consistente nella benedizione degli animali e la distribuzione dei panini benedetti avverrà come sempre in piazza XX Settembre  Domenica 20 gennaio a partire dalle ore 17,00 grazie alla fattiva collaborazione dell'Amministrazione Comunale della Città . 
Anche nella Città Alta ci sarà nel mattino la benedizione  degli animali .
Alla luce delle odierne dichiarazioni  ( venerdì 18 gennaio) del Vice Sindaco Dott. Giulio Silenzi questo post è stato ovviamente modificato.
Manteniamo invece alcuni commenti che avevamo scritto ieri " a latere" della notizia che , grazie a Dio, è stata corretta dall'esponente della Giunta Comunale di cui abbiamo sempre ammirato, quando ricopriva l'incarico di Presidente dell'Amministrazione Provinciale, il particolare attaccamento ai sentimenti e alle iniziative religiose nel territorio.
" Ai  cittadini civitanovesi  non scende più  “ una lacrima sul viso”… e non si lasciano più incantare dallo sdolcinato duetto Amministrazione - laica-di sinistra e Clero  per quanto riguarda l'accoglienza dei migranti rom...
Qualcuno potrebbe giudicare quella  presa di posizione  antievangelica perchè mancherebbe della necessaria carità nei confronti dei migranti .
Chi si  conforma con cuore puro alle disposizioni del Magistero della Chiesa che trovano fondamento nel Vangelo di Nostro Signore e sul supremo vincolo della carità non corre questo pericolo !
La carità non segue la moda e le indicazioni che emotivamente fanno effetto !
Non occorre necessariamente essere cattolici per esprimere la propria propensione alla filantropia e all'assistenza verso i bisognosi : anche gli atei lo possono fare egregiamente !
Le conseguenze dell’omologazione "in toto" delle iniziative assistenziali con la fede cattolica sono tanto rovinose quanto dolorose  !
Talvolta abbandonare i fedeli , senza un' adeguata formazione , alla sola idea ( del tutto sbagliata ) che per essere buoni cristiani bisognerebbe aiutare i bisognosi , in questo caso i rom , significa buttarsi in braccio alla retorica “alla moda”  senza avere una retta visione ecclesiale .
L’idea, scaturita da alcuni improvvidi interventi clericali su dei quotidiani deforma, in eugual maniera, clero e fedeli rischiando concretamente di allontanare quest’ultimi dalla pratica religiosa .
L’irrigidimento sulle tematiche dell’accoglienza e dell’assistenza dei rom in questo periodo disastroso per le famiglie italiane, bisogna dirlo ad alta voce, mette in risalto un certo integralismo del cuore dei pastori che, bloccati nelle loro commissioni e nei loro pregiudizi, rifiutano di ascoltare il grido di aiuto fatto soprattutto di RICHIESTA DI SACRO E DI SACRALITA' che giunge dagli stessi  fedeli !
Abbiamo sentito, con molta tristezza, sia a Civitanova Marche che altrove, che molti fedeli , scoraggiati dalle prese di posizione "sociale" dei loro pastori hanno  abbandonato la pratica religiosa nelle loro parrocchie trasformandosi , nel migliore dei casi,  dei pendolari liturgici domenicali .
Chi può dire con assoluta certezza, senza sconfinare nel ridicolo, che attualmente i bisognosi a Civitanova Marche ( e altrove ) sono esclusivamente le comunità rom ?
In realtà questi sono degli abili mezzi per far affondare l’edificio ecclesiale nel marasma di una società sempre più scristianizzata e ostile al Vangelo.
Soltanto alla luce del Magistero possiamo avere l'antidoto  per combattere gli intrighi del laicismo e della mondanità ".
A.C.



mercoledì 16 gennaio 2013

“ Dal IV secolo in poi la chiesa ha alimentato l’ignoranza dei fedeli” ( Da una conferenza diocesana per l'Anno della Fede )


Continuano in diverse parti dell’italica penisola le iniziative per l’Anno della Fede indetto dal Santo Padre Benedetto XVI.
I Vescovi , avendo ricevuto un abbondante effluvio di sapienza , organizzano,  secondo le loro capacità, incontri e conferenze per ravvivare la fede del gregge che la Provvidenza ha assegnato alle loro cure.
Analizziamo, senza citare la Diocesi ne' la collocazione geografica, il contenuto che ci è stato fatto pervenire alcuni fedeli  di una recente Conferenza dedicata al Concilio Vaticano II e in particolare alla costituzione sulla Liturgia Sacrosantum Concilium  .
- Avviene che le solite lobby pastoral-liturgiche-teologiche riescono a piazzare anche nelle Diocesi più importanti i “mostri sacri” di un' ecclesiologia stantìa che , soprattutto all’estero, si sta dissolvendo per effetto della luce radiosa della parola di verità di Papa Benedetto XVI.
- Avviene che un importante documento conciliare non sia stato neppure letto ma solo commentato secondo i propri gusti e le proprie angolazioni . Gustosa la premessa altamente ecclesiale " Dal secolo IV in poi la chiesa ha alimentato  e si è cibata dell'ignoranza dei fedeli" ! C'è da rimanere trasecolati ! Non si tratta delle improvvide affermazioni di fedeli "carismatici" ( alcuni dei quali affermano temerariamente che la chiesa è nata con il Concilio Vaticano II ...) ma di una dichiarazione di un Prelato invitato ufficialmente dall'Arcivescovo diocesano per " ravvivare" la fede dei fedeli ! ( Dopo non ci lamentiamo se sono sempre più numerose le "pecorelle smarrite" ...)
Ignobili le battutine, di pessimo gusto ecclesiale ed umano, sul povero Vescovo che effettivamente ebbe la (s)ventura di ordinare sacerdote l'illustre Conferenziere. Roba da non crederci ! Perchè l'esimio Conferenziere ha deriso colui che gli ha conferito l'Ordine Sacerdotale ? Perchè ... apparteneva alla chiesa-vecchia-maniera ( tant'è che non l'ha definita setta...) e durante il Concilio Vaticano II aveva aderito dal coetus ... Sotto allora con le battutine, con le risatine e con ogni sorta di ripugnante offesa verso il Prelato defunto !
- Avviene che i fedeli siano obbligati a partecipare numerosi ad alcune conferenze nell’Anno della Fede per sentir deridere la fede e la religiosità dei padri  per udire le esaltazioni di Martin Lutero e company
Siamo al paradosso ! I fedeli, che hanno come DNA la devozione, l’affetto verso la Chiesa e il Clero, escono da quelle riunioni, nel migliore dei casi, con molta confusione nel cuore.
- Avviene che alla nuova categoria di schiavi = professori di religione sia stato imposto non solo di partecipare a quel tipo di conferenze ma anche di sorridere ( sic ! ) Il sorriso ha un prezzo !!!
- Avviene che nel nome della ricorrenza del Sacrosanto Concilio Vaticano II nelle conferenze organizzate da quel tipo di vescovi integralisti e chiusi verso ogni ondata di novità non si leggano i testi conciliari ma gli illuminati studi dei soliti guru che con il “loro” Concilio hanno trovato un posto sicuro , dei giornali su cui scrivere ... hanno trovato la pacchia !!!
- Avviene che il conferenziere di turno, preso da " sacro furore ", si metta a criticare ed a ridacchiare “apertis verbis” persino sui più stretti collaboratori del Papa in campo liturgico…
Noi siamo idealmente presenti in ciascuna conferenza e poi relazioniamo dettagliatamente a Roma.
Non succederà nulla ?
Può darsi … ma negli Archivi rimarrà sempre una traccia del protocollo della relazione inviata...
Il nostro è un dovere “riportare” a Roma quanto di più demoniaco può possa concepire : un chierico che allontana i fedeli dalla Fede !
“ .. pentitevi, verrà il giorno del giudizio di Dio” ! ( Beato Giovanni Paolo II )

lunedì 14 gennaio 2013

FORTEM VIRILI PECTORE, LAUDEMUS OMNES FEMINAM ...( La signora con l'ombrello che si avventa sulle femministe )

La signora con l'ombrello che si avventa sulle femministe
ROMA - Piazza San Pietro Domenica 14 gennaio 2013 . 
Quattro ragazze del tristo gruppo Femen, di 23 e 25 anni, si sono spogliate domenica mattina restando in topless durante l'Angelus del Papa a Piazza San Pietro  urlando come ossesse.
Contro queste poveracce ignude  pagate profumatamente da coloro che odiano il Vicario di Cristo  e la Santa Religione Cattolica si è avventata una coraggiosa e devota Signora impugnando un ombrello che aveva in mano.
" Ma che grinta la signora che ha replicato alle -femen- dimostranti in Piazza San Pietro. 
Alla capobanda gliele ha suonate a randellate con l'ombrello gridando lei ancora più forte: "Vai, via, sei il diavolo!". 
Tra tanta gente, alla fine una donna si è messa a combatterle, come si dice che chiodo scaccia chiodo.
Evviva le nostre intrepide fedeli coraggio!!!!"
Anche noi vogliamo lodare la coraggiosa fede della Signora segnalando la simpatica pagina Facebook che alcuni cattolici, dotati di senso dell'humor, Le hanno giustamente dedicato.
https://www.facebook.com/LaSignoraConLombrelloCheSiAvventaSulleFemministe

Suggeriamo anche di vedere il  video che ritrae la coraggiosa e devota Signora scagliarsi contro le schiave del potere anticristico ( pagate dai nemici della Chiesa e dell'umanità )  
https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=K1TVvUlfAs4

Immagine : Madonna del Soccorso, con il bastone in mano salva un bambino dalla presa del mostruoso demonio . 
« Sancta Maria, succurre miseris, iuva pusillanimes, refove flebiles, ora pro populo, interveni pro clero, intercede pro devoto femineo sexu; sentiant omnes tuum iuvamen quicumque celebrant tuam sanctam commemorationem. »
(Dal Breviarium Romanum)

«Procul este profani».


Finalmente qualcosa si sta movendo nel narcotizzato e  sonnacchioso clero  esposto in modo scellerato da 50 anni alle intemperie  mondane   con i risultati che quotidiamente dobbiamo piangere sia nella distruzione  della "civitas Dei" - la civiltà cristiana-  che soprattutto nell'economia salvifica delle anime.
Con particolare gioia apprendo che all'onorevole Emma Bonino è stata l'opportunità di commemorare l'amica Attrice Mariangela Melato soltanto fuori dalla Basilica di Santa Maria in Montesanto ( detta la " Chiesa degli Artisti" ) dove si sono svolti i funerali religiosi.
Un bravo Sacerdote così ha commentato la notizia :
" Un BRAVO dal cuore a quel coraggioso Confratello !!!
La Bonino cerchi altri palcoscenici per le sue patetiche esibizioni!!!
Rispetti la fede dei cattolici e i loro luoghi di culto!!
E I Vescovi vigilino un pò di più perchè certi abusi non abbiano a ripetersi!"
Per la verità ci sarebbero stati tutti i presupposti canonici anche per " sconsigliare" ( con garbo e riservatezza ) alla parlamentare di prendere parte alla celebrazione liturgica, pur tuttavia lo spirito amorevole e misericordioso della Chiesa Cattolica ha consentito che anche quella povera donna potesse sedere nei banchi della chiesa durante il funerale della sua amica.
Nell'episodio specifico si manifesta tutta la bellezza della fede Cattolica : la Chiesa apre le braccia a tutti per indicare il percorso necessario alla salvezza dell'anima ( va' e d'ora in poi non peccare più ) ma parimenti  la mistica Sposa di Cristo non  può e non deve ammettere che le sacre mura, consacrate al Re dei Re e al Signore degli Eserciti celesti, possano essere profanate dalle parole di  coloro che in modo manifesto seguono il "principe di questo mondo" essendone gli emissari più attivi.
Qualcosa è stato fatto per recuperare l'indispensabile senso del sacro tanto invocato dal Beato Giovanni Paolo II .
Molto c'è da fare per evangelizzare noi fedeli che spesso scambiamo il funerale dei personaggi noti  per una specie di supplemento sentimental-mondano in cui far scendere una furtiva lacrima sul viso dimenticandoci di recitare un Eterno riposo o un'Ave Maria ...
A coloro che perennemente vogliono rivolgere critiche alla Chiesa e ai Pastori vorrei rivolgere un consiglio : provate a traslare  le vostre pretese di commemorazione laica  da una Chiesa ad una Sinagoga o ad una Moschea ... 
Andrea Carradori
Aggiungo una "chicca" scritta da un intellettuale dall'animo onestamente cattolico.
" La presunzione,palesemente infondata,della truce Signora a far prediche in Chiesa trova fondamento-storico se non giuridico-nel malvezzo di tanti Officianti che consentono oggidi',ai funerali ecclesiastici,un po' ovunque,di convertirsi a celebrazioni similmericane da "Casa della Serena Morte",ove tutti parlano del defunto,a proposito ed a sproposito,invece d'implorare suffragio per l'avvenuto transito dell'estinto.
Ricordiamo che OGNI abuso, ANCHE IN FAMIGLIA, trova origine,causa e riscontro in una previa,indebita licenza. Sempre".

Aggiungo infine il link di un articolo da "Testa del Serpente"
"Rinunciare a tutto per salvare la testa" 
Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Emma Bonino e il discorso mancato.

sabato 12 gennaio 2013

Macerata. Dov'è la stella del Duomo ? L'hanno salvata i cittadini ( laici ) !


Cercando sul web la foto della tradizionale “stella” luminosa che fino ad alcuni anni fa veniva innalzata nella Cattedrale di Macerata prima della Messa vespertina del 6 gennaio mi sono imbattuto su questa notizia :
« venerdì 11 gennaio 2013
Macerata d’Inverno, la rassegna di eventi organizzata dal Comune di Macerata in collaborazione con la Regione Marche e l’Apm, propone per domenica (13 gennaio) gli ultimi appuntamenti in calendario.
Si ripete anche quest’anno, a cura del Cif Macerata, San Julia’ d’inverno, l’antichissima festa riproposta da diversi anni non solo come evento folkloristico, ma anche come ricordo della devozione verso il santo patrono della città, di cui si rivive in questa occasione il ritrovamento delle reliquie del 6 gennaio 1442”.
Proprio per illuminare questo giorno e omaggiare il santo, si usava innalzare una stella luminosa all’interno del Duomo. 
La tradizione è col tempo andata perduta, ma è stata riportata in vita di recente con l’unica differenza che la stella luminosa viene innalzata sul palazzo comunale dai vigili del fuoco. 
Per accompagnare il momento magico, l’appuntamento è a partire dalle 17 inpiazza della Libertà, con la partecipazione della Pro Loco Piediripa che si esibirà nel canto della Pasquella».

Cacciata dalla Cattedrale la "stella" ha trovato ospitalità in Municipio !
Alcuni anni fa dei chierici, preoccupati che in Diocesi ci fosse ancora troppo “spirito tridentino” avevano prepotentemente eliminato  l’innalzamento della "stella" luminosa che avveniva in Duomo nel pomeriggio dell'Epifania prima della Messa vespertina .
In quella sacrosanta festività nel ricordo dell'Inventio del Braccio di San Giuliano (6 gennaio 1442)  era esposta la preziosa reliquia del  Patrono di Macerata.
Dopo la Santa Messa, recitato l’Oremus del Santo, veniva impartita la benedizione  con il Santo Braccio concedendo poi ai fedeli di baciarlo devotamente.
Quando ero Maestro di Cappella del Duomo prima della messa vespertina dell'Epifania salivo  le scale che conducono alla cantoria, dove c’è lo splendido Organo del Callido a due manuali, e al suono della campana interna iniziavo a suonare alcune pastorali classiche utilizzando prevalentemente il registro dei “tromboncini”  fin quando la “stella” saliva lentamente .
Un secondo suono della campana interna indicava che la "stella" era posizionata.
Per rafforzare la bella tradizione maceratese della stella, che secondo i canonici del Duomo risaliva al secolo XVII, i bravi Cantori della Cappella Musicale della Cattedrale avevano preso l’abitudine di invitare a cantare alla Messa vespertina dell'Epifania  alcuni cori limitrofi avvalendosi anche  dell'ausilio di gruppi strumentali .
Alcuni Canonici, ormai morti, ricordavano pure la " stella " antica con i lumini ad olio !
Dicono che fosse assai pesante e che oscillava quando veniva innalzata  da un piccolo argano collocato ad hoc nelle stanze fra il tetto ed il soffitto.
Nel dopo-guerra la "stella" venne rifatta e dotata di  centinaia di lampadine colorate .
L'effetto era sempre molto suggestivo.
I miei ricordi di quella festa, che ha cambiato più volte la data a causa dei cambiamenti  post conciliari , sono molto belli  e si intrecciano con le melodiose campane del Duomo  ( I DO3 II MI3 III LAb3 IV DO4 ) che chiamavano i fedeli in Duomo .
Dopo la modifica ( discutibile) del presbiterio la "stella" veniva nascosta dietro la cattedra del vescovo e innalzata lentamente mentre l'Organo Callido suonava festosamente .
Altre stelle luminose della Natività si trovano attualmente in uso nella Basilica della Santa Casa di Loreto e in diverse chiese marchigiane.
Quella di Macerata, legata al culto del Santo Patrono, era una bella devozione continuamente riverdita  dalle attenzioni degli amici giornalisti che riservavano puntualmente all’evento i loro articoli informativi. Per questo la Cattedrale si riempiva puntualmente di fedeli aumentando la devozione nei confronti del Santo Protettore di Macerata .
Hanno certamente sofferto i tanti maceratesi che accorrevano al Duomo, assieme ai figli e ai nipoti, per far gustare la bellezza della “loro stella” che ondeggiando lievemente arrivava fino all'altezza del cornicione.
Difatti  dopo la revisione generale dell' impianto elettrico del Duomo, la tradizionale stella non è stata più innalzata !
Ufficialmente perchè le lampadine colorate erano di un voltaggio diverso ...
Evidentemente , non potendo e non volendo combattere contro l’integrismo , il fissismo e lo strapotere di certi cocciuti chierici - novatori desiderosi di imporre solo   le loro idee , i fedeli maceratesi sono stati costretti, al fine di salvare una bella tradizione cittadina, di  “laicizzare” la stella issandone una ( simile a quella del Capitolo ) sul Palazzo Comunale come riporta il comunicato stampa sopra citato.
Se ci fosse stato l’attuale Vescovo Mons. Claudio Giuliodori tutto questo non sarebbe accaduto e la bella e toccante tradizione della "stella" innalzata all’interno del Duomo non sarebbe mai stata interrotta !
Un consiglio ai bravi cittadini maceratesi che , con il loro impegno ed i loro sacrifici hanno perpetuato nei nostri grigi giorni la bella tradizione della "stella" luminosa in onore del Patrono San Giuliano : parlate di questa bella tradizione con il Vescovo Mons.Giuliodori e riportatela senza inducio  sotto le volte della Cattedrale nel pomeriggio dell’Epifania !
La Città ve ne sarà riconoscente !

Andrea Carradori

Da “Macerata Sacra” di Mons.Otello Gentili ( II Edizione del 1967 ) alle pagine 36-37 e 38) lo storico racconto del ritrovamento del Santo Braccio di San Giuliano Ospitaliere, Patrono di Macerata.

«Ma l'avvenimento più grande che riempì di gioia ì cuori dei Maceratesi devotissimi di San Giuliano, fu il prodigioso ritrovamento delle Reliquie del Santo Braccio, avvenuto il 6 gennaio 1442.
Ecco la succinta descrizione del fatto, desunta dall'Atto Notarile ancora conservato nell'Archivio Priorale, steso il 27 gennaio dello stesso anno dal Cancelliere Vescovile Bartolomeo di Rinalduccio.
Dopo la Messa Pontificale celebrata nella Chiesa Cattedrale dal grande Vescovo Nicolò dall'Aste, presenti il Podestà Mariotto di Antonio e i quattro Priori, Maso di Filippo, Francesco di Giovanni, Nicolò di Antonio e Antonio Simone di Giacomo, nonché il Vicario Generale, i Canonici, molti religiosi e una grande moltitudine di popolo, si presentò dinnanzi al trono del Vescovo un ragguardevole cittadino, vecchio di anni e ricco di virtù, chiamato Filippo di Nicola, il quale disse
di avere inteso da un illustre suo concittadino, morto da qualche tempo, che la Reliquia del Braccio di San Giuliano era nascosta fra le due colonne avanti l'altare maggiore della stessa Chiesa Cattedrale.
Senza indugio il Vescovo, dopo il canto del « Veni Creator Spiritus » e delle Litanie, ordinò che si scavasse nel luogo indicato e, dopo breve lavoro, si rinvenne un piccolo cofano che, preso con somma riverenza dal Vescovo, e aperto alla presenza dei Magistrati, del Clero e del popolo, conteneva un vasetto intorno al quale era una carta pergamena antichissima con le parole : « Hoc est residuum brachii Sancti Juliani »; dentro vi erano anche alcuni pezzi di carne e poche ossa. 
Si estrasse poi dallo stesso cofano il Braccio del Santo avvolto da un drappo di seta antichissima, con intorno un'altra pergamena con la scritta : « Hoc est brachium Sancti Juliani qui patrem et matrem interfecit ».
Fra il più grande giubilo di tutti, il Vescovo rimise ogni cosa nel cofano, che a sua volta fu collocato in una solida e ornata cassa chiusa da due chiavi, di cui una fu consegnata ai Priori della Città e l'altra al Capitolo.
Lo stesso Vescovo fece poi eseguire a sue spese la custodia d'argento, a forma di braccio, ove tuttora è conservata la Sacra Reliquia. Nella palma della mano e nell'avambraccio del reliquiario furono praticate due piccole aperture attraverso le quali sono visibili le Sacre Ossa.
Il polso è circondato da un braccialetto adorno di gemme e pietre preziose.
Il medesimo Vescovo Nicolò dall'Aste ordinò che, a ricordo del ritrovamento del S. Braccio, si celebrasse solennemente in Cattedrale, nel giorno dell'Epifania, la commemorazione di S. Giuliano.
Nel 1758 Benedetto Costa, Tesoriere della Marca, donò un'urna d'argento per conservarvi il Santo Braccio, che andò perduta nei movimenti politici napoleonici al principio del secolo XIX .
L'attuale urna d'argento, di finissimo cesello, sorretta da quattro cerbiatti e sormontata da una colomba che ha sul becco un ramo di olivo, è opera pregevole dell'artista maceratese Domenico Piani, eseguita nel 1859 coi fondi lasciati dal Canonico Ambrogio Capanna.
La festa del Santo, per antica tradizione, si celebrava il 13 gennaio .
Nel 1513 il Consigliere Giulio Ferri e il Capitolo della Cattedrale proposero di trasferire la festa al 31 agosto, per evitare le profanazioni e le baldorie che in quei tempi, purtroppo come oggi, erano frequenti nel mese di gennaio, a causa del Carnevale.
Ma la proposta incontrò forti opposizioni, per cui si decise di celebrare al 31 agosto la sola commemorazione di San Giuliano, rimanendo la celebrazione solenne della festa al 13 gennaio.
Nel 1613 il Vescovo Card. Centini trasferì la festa del Santo, per ragioni liturgiche, dal 13 gennaio al giorno successivo ; più tardi, nel 1627, il medesimo Vescovo ordinò che la festa solenne venisse celebrata al 31 agosto, rimanendo al 14 gennaio la sola commemorazione .
Le feste erano solennissime; ad esse prendevano parte tutti i cittadini nelle loro varie organizzazioni. In onore di San Giuliano fu istituita la Società dei Cacciatori, alla quale appartenevano i più distinti cittadini, e il cui capo, chiamato Signore della Caccia, doveva dirigere la festa del Santo, tenendo per quel giorno il governo della Città .
Alla processione prendevano parte, oltre alle Confraternite e alle Congregazioni religiose, tutte le "Arti" della Città, con le insegne e le immagini dei Santi Protettori.
Poiché durante la processione accadevano talora alcuni inconvenienti, il Consiglio di Credenza, con provvide risoluzioni, cercò di eliminarli.
Oltre alle solennità religiose, avevano luogo feste profane, quali la corsa dei "barbieri", la sfilata delle carrozze dei nobili, i fuochi artificiali, una grandiosa fiera con franchigia, e una solenne tornata dell'Accademia dei Catenati .
Ancor oggi, mentre al 14 gennaio si celebra con funzioni esclusivamente religiose e con l'innalzamento di una simbolica stella, il ritrovamento della Reliquia del Braccio di San Giuliano (commemorazione poi anticipata all’Ottava  dell’Epifania e - dopo l'eliminazione di questa - al pomeriggio dell’Epifania N.d.R.), al 31 agosto ha luogo la vera festa del Santo, con un ricco programma di festeggiamenti religiosi e civili e con una solenne processione.
Il popolo maceratese ha sempre avuto profonda venerazione per il suo Santo Patrono, e ad esso, nel corso dei secoli, è sempre ricorso con fiducia nelle pubbliche e private calacallmità ».

La  foto , tratta dal sito del Comune di Macerata, mostra una bella stella luminosa che NON è quella fatta costruire dal Capitolo della Cattedrale che , spero, sia ancora conservata negli scantinati del Duomo.
La foto sotto è di quest'anno (2013 ) : la stella issata sul balcone del Comune è assai somigliante alla stessa fatta costruire dai Canonici maceratesi : ha infatti le caratteristiche cinque stelle "satelliti".
Ci informeremo per sapere che fine abbia fatto la stella originale ...
Che tristezza però questo cambio di residenza della povera stella ...
 
   

giovedì 10 gennaio 2013

Quando i pastori se ne infischiano !

Recentemente in un sito di una Diocesi all’avanguardia era comparso un articolo che riecheggiava uno slogan del 1977 attribuito al Card. Jean Marie Villot: “ meno messe più messa ”.
Poi il titolo è stato cambiato ma la sostanza è rimasta purtroppo immutata : la riduzione delle Sante Messe in quel territorio diocesano.
Nelle attuali “ assemblee eucaristiche” è pressocchè scomparso ogni riferimento al Sacrificio del Golgota che si rinnova sull’Altare,  il cui immenso fiume di grazia si applica per i vivi e per i Defunti si è frantumata quella preziosa devozione che, partendo dall’Altare, ha edificato la civitas christiana.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica  spiega e delinea chi è il Sacerdote del Sacrificio, chi è la Vittima Perfetta del Sacrificio Eucaristico, il carattere Soddisfatorio-Espiatorio (Gesù soffre al nostro posto per i nostri peccati ed Propiziatorio e chi è il Ministro che presta la voce a Gesù).
Com’è possibile allora che molti sacerdoti e conseguentemente i fedeli abbiano perso la corretta impostazione cattolica in questi aspetti essenziali della Messa ?
Buona  parte del clero nel tentativo - anche in buona fede - di essere maggiormente vicini ai propri fedeli ed al "cuore della preghiera" ha smarrito, anche per effetto dei sempre più numerosi gruppi carismatici, la pienezza della Verità rivelata delle pratiche liturgiche  tramandate dalla tradizione dei padri senza le quali, lo abbiamo aimè constatato, non possiamo vivere pienamente la nostra fede.

Ma cosa sono diventate oggi le Messe? ( prendo dal nuovo blog anticlericali-cattolici)
" Se va bene sono diventate delle riunioni nelle quali ogni gruppo esprime se stesso, limitando gli abusi a forme di sentimentalismo, più o meno, variopinte e nelle quali ci si sforza di esprimere una forma affettiva superficiale, legata all'attivismo.
Se va male, oltre a quanto appena descritto, ci ritroviamo in talune Messe nelle quali il sacerdote non solo esprime se stesso, ma usa il presbiterio (laddove non sia stato divelto e abusivamente cancellato) come teatro, come palcoscenico, delle volte anche come palco elettorale e politico, di protesta, spesso obbligando i fedeli ad una partecipazione attiva forzata con canti danzanti, battimani e quant'altro.
La Messa così non è più quel vivere il mistero del sacro, ma in molti casi è diventata strumento per esprimere se stessi, o per imporre il proprio potere comunitario.
E questo non riguarda solo il sacerdote quando compie abusi liturgici e non accetta correzioni, ma si riflette anche nei Movimenti, nei vari Cammini, gruppi interni alle Parrocchie che usano l'ambiente per imporre il proprio cammino modificando la Messa fatta a propria immagine e somiglianza di se stessi e del gruppo che si vuole pubblicizzare ".

Altro che ridurre il numero delle Messe !!!
In quella Diocesi,  recentemente flagellata dai più esasperati personalismi dei chierici, dagli scandali e dalle rinunce al Sacerdozio, dovrebbero aumentare le celebrazioni digne, attente ad devote soprattutto  di riparazione e per devozione  al Sacro Cuore di Gesù, alla Madonna Santissima ed ai Santi Protettori !
Basta con lo spirito da manager e da direttore d'azienda di certi chierici  !
Occorre  ritornare in tutta fretta al sacrificio, alla povertà e alla devozione che caratterizzarono i "successi" pastorali del Santo Curato d'Ars in tempi ed in situazioni difficili come gli attuali !
Purtroppo alcune Diocesi sono tutt’ altro che “in unione col nostro papa Benedetto” e gli abusi liturgici ancora perdurano  nonostante siano in aumento le lamentele e la richiesta di correzione da parte dei fedeli.
Siamo all’assurdo : sono i laici, uomini e donne, che chiedono al Vescovo e ai parroci di imitare nella Liturgia ( lex orandi statuat legem credendi ) il Papa  e di celebrare la Messa in modo corretto e devoto !!!
E’ il clero infatti che non  è fedele al Papa ed ignora i Suoi paterni ma chiarissimi esempi ... 
Vogliamo parlare delle sempre maggiori responsabilità delle Conferenze Episcopali e dei loro uffici liturgici ?   “.. non cade foglia che..conferenza Episcopale non voglia…” altro che primato di Pietro !
Avviene così che i cultori dello spirito del post-concilio, spirito di rottura, spirito di disprezzo e rigetto per tutto ciò che nutriva la Fede dei cattolici ante Vaticano II,  usano e abusano del  potere che ancora detengono .
È una situazione drammatica, ma tacerla è cosa giusta e buona?
Per spirito di carità tacciamo i nomi di questi dittatori, questi Pastori che sembrano aver dimenticato che sono al servizio della salvezza delle anime e che senza cuore combattono contemporaneamente sia il Motu Proprio Summorum Pontificum che la Santa Messa nel modo come viene celebrata devotamente dal Papa ! 
Quando si dice zelo ...

Lucrezia, Parrocchia di Sant'Apollinare ( Diocesi di Fano, Fossombrone, Cagli, Pergola )  le "animatrici liturgiche" e i bambini nella tribuna sopraelevata - realizzata di recente dopo i radicali lavori di ristrutturazione della chiesa - durante la Messa per la Dedicazione dell'Altare rinnovellato . Dal sito parrocchiale.



Lucrezia ( Diocesi di Fano, Fossombrone, Cagli, Pergola ) Settimana biblica nella Parrocchia di Sant'Apollinare - prima della ristrutturazione totale della chiesa e del presbiterio. C'è un "Don" ( ormai un ex don ...) indovinate qual'è ? C'è un lume rosso che indica la Parola ...ma ne è sprovvisto il Tabernacolo davanti al quale nella mensola sono appoggiati i giubbetti e i borselli. Tutto alla luce di una romantica abat-jour ... Dal sito parrocchiale.