sabato 23 febbraio 2013

" Ordo rituum pro ministerii Petrini initio Romae Episcopi " e la riforma liturgica benedettiana

E’ proprio vero che i momenti di tribolazione portano i fratelli a riabbracciarsi nella preghiera e nella reciproca amicizia.
Da giorni riceviamo messaggi e sms invitanti alla preghiera per la Chiesa e per il Papa.
Nonostante l’aumento del dosaggio di preghiera  la preoccupazione per le sorti dell’eredità liturgica del Sommo Pontefice Benedetto XVI aumenta di giorno in giorno.
No cari amici non sto parlando del "nervosismo" per lo spread o per i titoli di borsa !
Sto parlando della crescente ansia per le sorti della dignità liturgica ritrovata da Papa Benedetto XVI sotto le macerie provocate dallo scoppio della bomba progressista ( confezionata nella "scuola di Bologna") e taggata "ermeneutica della discontinuità".
Perchè , grazie a Dio, ci sono ancora nel mondo cattolico dei fedeli e dei Consacrati che credono che la ( buona ) Liturgia riesca ancora a veicolare le anime "ad coelestia desideria" ed a imprimere nel mondo secolarizzato una seria e feconda " nuova evangelizzazione ".
Con Benedetto XVI  celebrazioni papali hanno  posto lo STOP alla sciatteria e alla banalizzazione della Liturgia facendo nuovamente palpitare diversi cuori che si erano fermati ...
Nel quotidiano esercizio di lettura/commento dei blog o di Facebook ho letto questa osservazione assai pertinente :
Un solo dettaglio ci farà capire il programma del prossimo Papa: la ferula! Da quale ferula sceglierà di portare capiremo tutto!
Gli risponde un altro fedele :
Da quale ferula sceglierà il prossimo papa capiremo tutto"? Però, complimenti per il cristianesimo di facciata.... Anche a me piace la liturgia decorosa, i paramenti decorosi di papa Benedetto, ma credo tuttavia che la bontà di un pastore si valuti anche da altre cose"
Hanno ragione tutti e due.
Ambedue parlano la stessa lingua ma non vogliono riconoscersi reciprocamente come fratelli nella stessa fede e nella spiritualità.
Non mettiamo limite alla millenaria "cultura dei segni" che accompagna da sempre l’animo dell'uomo sia delle manifestazioni religiose che in quelle laiche.
La Chiesa Cattolica ha sempre accompagnato la vita del cristiano con piccoli e grandi segni esterni .
E’ la cosiddetta “catechesi liturgica" che ha fecondato anche la cultura e l’arte .
Le opere visive o musicali sono state nel corso dei secoli talmente efficaci ad essere valutate al pari delle grandi predicazioni !
Il Pontificato del mite Benedetto XVI è costellato da piccoli particolari liturgici che hanno sottolineato il recupero, in tempi così intrisi di materialismo laicista, il segno di dignità che si deve avere quando si celebra.
Un concetto molto caro ai fratelli Ortodossi ma anche agli Anglicani e , nelle religioni non cristiane, ai nostri Fratelli Maggiori dell'Ebraismo.
Il concetto della dignità liturgica cattolica è stato messo in discussione dalla contestazione ecclesiale post conciliare  intrisa da elementi sessantottini e marxisti  .
La Chiesa che è quella di ieri, di oggi e di domani non può e non deve lasciarsi influenzare dai segni e dagli elementi propri della cultura "alla moda" che inficiano l'autenticità del messaggio evangelico.
Per questo ho evidenziato, assieme al altri fratelli nella fede, i miei timori che il prossimo Papa, che potrebbe mostrarsi in un atteggiamento tremante a causa dell’ondata di persecuzione mediatica scatenata dai nemici di Cristo presenti dentro e fuori la Chiesa, possa ricorrere a dei gesti populistici e mediaticamente plateali che il Signore, giusto e misericordioso Dio, ha più volte detto, soprattutto nell'antico Testamento, di NON gradire.
Intanto godiamoci l’intervista che il Maestro delle Cerimonie Liturgiche Pontificie Mons. Guido Marini ha rilasciato oggi ( cliccare QUI ).


Un pensiero sul risultato del prossimo conclave espresso da un fedele su Messainlatino :
“....che ( il designato dal conclave N.d.R. ) sia veramente santo come DIO VUOLE, non come vogliono gli uomini !
Infatti il papa uscente, con le sue "dimissioni", dicendo "ho fatto abbastanza" ha mostrato di non desiderare la santità per sè = virtù cristiane esercitate in GRADO EROICO: è come se avesse detto "sia santo un altro al posto mio, perchè io non posso!" (cioè non mi sento di fare l'eroe, non ne ho le forze) dimostrando di non ricordare che la SANTITA' viene data dall'alto; le forze eroiche vengono da Dio e non da se stessi! se ci credesse, sarebbe rimasto al suo posto, confidando in Dio, che dà la forza soprannaturale ai deboli.
Dio VUOLE servirsi di uomini piccoli e deboli, per manifestare la SUA Potenza, non la nostra, la SUA Santità, non la nostra !
invece pare che il papa abbia auspicato l'arrivo di uno che sia "santo DI propria VIRTU'", il che NON esiste:

QUIS UT DEUS ?
Gesù dice: Nessuno è buono, solo Dio.
SIATE PERFETTI, com'è perfetto il Padre Vostro che è nei Cieli.

Ma la perfezione non ce la diamo noi, ce la dà Lui, solo se COLLABORIAMO con la Grazia che ci chiama a collaborare, piccoli, fragili, deboli e giovani/vecchi/malati comunque/dovunque siamo !
non ci dà la santità se facciamo di testa nostra o confidiamo sulle nostre qualità, che non basteranno mai.
Cfr. Gesù ai discepoli:
SENZA DI ME NON POTETE FARE NIENTE “

venerdì 22 febbraio 2013

Gesù non ha costruito scialuppe e nemmeno salvagenti, perchè extra Ecclesiam nulla salus...

Papa Benedetto XVI ha avuto indubbiamente la possibilità di risolvere la dolorosa “questione” della Fraternità Sacerdotale San Pio X rendendo così  giustizia, davanti a Dio e agli uomini, ad una Comunità duramente provata e regolarmente insultata da decenni a motivo della propria fedeltà al Magistero perenne della Chiesa.
Non l’ha potuto fare.
E' stata così mantenuta una frattura, nata male e curata peggio soprattutto negli ultimi mesi quando la posizione del Papa, certamente influenzato dai nemici interni ed esterni alla Chiesa, si è improvvisamente irrigidita.
Chi  davvero desidera che  i cosiddetti lefebvriani ritornino e magari siano inseriti nella propria Diocesi o nella propria parrocchia ?
Pochissimi ( quasi nessuno ) anche perché in pochi conoscono ( o riconoscono ) lo slancio perennemente missionario che la Fraternità imprime nei luoghi dove opera a solo vantaggio della Dottrina Cattolica.
I cosiddetti lefebvriani sono guardati con sospetto perché la loro immagine è stata infangata dai potentati mediatici, protagonisti ormai della scena ecclesiale, ma anche dagli stessi fan della Fraternità  assai più pericolosi dei mass media :
“ … attaccano il Papa ogni volta che aprono bocca per la soddisfazione di modernisti e dei massoni che grazie a loro non corrono pericolo di vedere la tradizione liturgica ritornare in auge a breve termine.
A volte si ha la sensazione che Melloni & C. li pagano per spararne una delle loro “.

Qualche anno fa invece un Sacerdote  della mia zona è ritornato entusiasta e rigenerato dopo essere stato alcuni giorni ospite nel Seminario della Fraternità San Pio X !
Era andato per conoscere il Seminario dove era entrato un suo brillante parrocchiano ( ora Prete ) .
Conoscere per apprezzare o per condannare : esattamente quello che ha fatto quel bravo Parroco !

I Vescovi invece, così diligenti nel recarsi a Taizè o in altri luoghi ecumenicamente “alla moda”, non hanno dimostrato alcun tipo di acutezza spirituale e pastorale recandosi a pregare anche una sola volta ad Econe almeno per rendersi conto di cosa sono e cosa fanno veramente quegli extraterrestri in talare …
Certo ! 
La frequentazione anche per pochi minuti di quella spelonca maledetta rovinerebbe per sempre l’immagine di un Vescovo o di un Cardinale e la sua carriera curiale e mondana sarebbe distrutta per sempre.
Ce lo immaginiamo il Vescovo xxxx citato in giudizio dai giornali e dalle TV, senza possibilità d’appello e senza neppure un avvocato difensore,  per aver fatto visita ai fratelli nel Sacerdozio della Fraternità ?
Sarebbe trattato, specie dai cattolici "adulti", peggio di un ladro o di uno stupratore  !
La diffidenza e le critiche reciproche potranno essere frantumate solo dalla conoscenza reciproca : i lefebvriani , scendendo dalla fragile cattedra da “primi della classe”, potranno constatare che non tutto quello che viene insegnato nelle parrocchie o nelle diocesi è eretico, modernista o blasfemo mentre gli altri cattolici avranno modo di apprezzare ( e di amare ) lo stile autenticamente sacerdotale dei membri della FSSPX dissolvendo così ogni accusa di essere collusi con movimenti politicamente estremisti …
La mancata “riconciliazione” della Fraternità San Pio X con la Curia Romana è dunque un vulnus per tutta la Chiesa : Benedetto XVI e del Vescovo Mons. Bernard Fellay ne risponderanno davanti a Dio !

Certamente noi dobbiamo ricordarci :  “ Chi non è in comunione col Papa non è cattolico.
I lefebvriani non sono in piena comunione col Papa, anzi, nonostante gli enormi passi che il nostro amato Santo Padre ha fatto verso di loro (nessuno è stato trattato meglio di così), loro continuano con le loro smanie di protagonismo.
Il lefebvrismo non è che un luteranesimo spostato sui testi del Magistero: sola Scriptura.
Del resto la contraddizione di chi parla di “caso estremo” è che in tal caso si sarebbe sbagliato Gesù Cristo nel dire a Pietro e ai suoi discendenti “a te darò le chiavi del Regno dei Cieli” e “tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia Chiesa”.
Quindi il caso estremo diventa: se lo Spirito Santo e Gesù Cristo non sono d’accordo, chi bisogna seguire ?
Intanto giustamente ci ricordano che : “ La FSSPX  non è – ancora - nella barca di Pietro, ma segue in una scialuppa, mentre l'equipaggio di ammutinati gozzoviglia beato a bordo.
Ma Gesù non ha costruito scialuppe e nemmeno salvagenti, perchè extra ecclesiam nulla salus...chi è fuori annega, quindi a che pro zattere o altri ammeniccoli sul quale annaspare?
Avrebbero dovuto tornare agguerriti in quel piccolo spiraglio... ( costituito dal Pontificato del mite Benedetto XVI N.d.R.). Ora ci sarà un Conclave sulla Barca e loro nemmeno ci saranno! 
La Barca in mano ai pirati. 
E loro dove sono, spariti. 
Ma pensano che agire così, fare i quietisti nella bruma marina, sia meritorio? Senza parole!
In questi momenti perigliosi per la vera Fede Cattolica è necessario mantenere il deposito dottrinale integro e puro.
Forse l’immagine e la struttura della nostra Santa Madre Chiesa, che amiamo più di noi stessi, dovrà subire ulteriori cambiamenti e sarà ancor più sfigurata come lo fu il Volto del nostro Divin Redentore durante la Sua Passione.
E’ indispensabile per questo estendere le nostre preghiere anche ( etiam ) per S.E.R. Mons. Bernard Fellay, Superiore Generale della Fraternità e per i Suoi Confratelli nell’Episcopato che assicurano, mediante la Successione Apostolica, il futuro della Fraternità San Pio X  per la salute dei fedeli che sempre più numerosi vi si accosteranno per trovare la “ verità tutta intera ” .
Andrea Carradori







giovedì 21 febbraio 2013

22 febbraio Festa della Cattedra di San Pietro. Appello ai Cardinali di S.R.C.

Sempre col Papa, fino alla morte, questa è la sorte che guida al ciel. Dall'alto Regina, dall'alto tuo seggio, proteggi Benedetto XVI......(inno al Papa)
Antonio Socci si rivole ai Cardinali : Dimettetevi voi e chiedete al Papa di restare i porporati mettano a disposizione del Pontefice i loro mandati per aiutarlo nella ripresa del suo ministero
C’è una domanda che mi urge da quando Benedetto XVI ha dato l’annuncio choc delle sue dimissioni. Perché i cardinali, che sono i prìncipi della Chiesa e indossano vesti rosse per significare la disponibilità al martirio, quindi una dedizione totale alla Chiesa, i cardinali che conoscono la grandezza di papa Benedetto XVI e anche lo smarrimento del popolo cristiano per le sue dimissioni, perché - dicevo - non fanno almeno un tentativo per chiedergli di ripensarci? È una domanda che mi pongo da semplice cristiano, che stima immensamente questo Pontefice e ama la Chiesa. Sono tanti i fedeli che hanno espresso questo desiderio e voglio dunque lanciare pubblicamente questo piccolo appello. Prima che arrivi quel fatale 28 febbraio e prima che si metta in moto la macchina del Conclave, ratificando queste storiche dimissioni di un Vicario di Cristo. I porporati potrebbero, tutti insieme, in perfetta unità e comunione, fare (almeno) un passo verso il Santo Padre perché riconsideri la sua decisione e - imitandone il distacco dalle cose terrene - potrebbero accompagnare questa accorata richiesta mettendo a sua disposizione i loro mandati e incarichi, in modo da permettergli le eventuali scelte che gli sarebbero di aiuto nella ripresa del suo ministero.
Disponibilità totale - Questa «disponibilità totale», infatti, sarebbe un grande gesto, una risposta consona da parte del collegio cardinalizio a quanto scritto da Benedetto XVI nella sua dichiarazione di dimissioni, che sono state motivate così: «Nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato». Ciò che ha colpito tutti non è solo il riferimento al venir meno del «vigore del corpo» (che è del tutto comprensibile, ma che è una condizione di tutti i pontefici). Ha sorpreso soprattutto il riferimento al diminuito «vigore dell’animo». Qualcosa che ha a che fare con un senso di sconforto e di solitudine e che potremmo considerare anche come una preghiera di aiuto, di vicinanza, di collaborazione. Il popolo cristiano ha giustamente interpretato queste parole come un appello alla preghiera e alla conversione. Io stesso ho ricevuto tanti messaggi e lettere in cui dei semplici fedeli mi dicono che si sentono chiamati dal gesto del papa a impegnarsi in un vero cammino di santità.
Analogamente un’eventuale iniziativa dei cardinali, corredata di «rinuncia» e di piena disponibilità, potrebbe essere una grande risposta cristiana al «grido» del Santo Padre, che - facendo tesoro del loro passo indietro - potrebbe disporre un ringiovanimento generale, capace di portare nuove energie (fisiche e spirituali) al pontificato. A un gesto straordinario come quello del Papa si addice almeno una risposta che sia allo stesso livello, che mostri lo stesso amore per la barca di Pietro, la stessa abnegazione. Probabilmente un simile appello corale del collegio cardinalizio, a nome del popolo di Dio, non otterrebbe comunque dal papa l’auspicato ripensamento, ma di certo sarebbe un grande segno di affetto e stima al Pontefice (per lui stesso molto confortante). E sarebbe pure una bellissima testimonianza, data al mondo, di distacco dalle cose terrene, di slancio evangelico e di amore esclusivo a Gesù Cristo. In un momento in cui, sui media, si rappresenta la Curia e l’insieme del collegio cardinalizio come un qualsiasi consesso mondano, diviso da lotte di potere, ambizioni, fazioni e interessi, questa iniziativa mostrerebbe cosa è veramente la Chiesa e cosa è Pietro per la Chiesa di Dio.
Non ho nessun titolo per dare consigli ai porporati. E anche nessuna voglia di farlo. Questo è semplicemente un desiderio, espresso da chi vive la fede sul fronte della prova e sulla trincea del mondo. È comprensibile che nessuno ci abbia pensato finora, vista l’assoluta novità di questa situazione. In effetti, sebbene le dimissioni siano una facoltà prevista dal Codice di diritto canonico, bisogna riconoscere che si tratta di un caso unico nella storia della Chiesa. Che ha sorpreso tutti. Nessun Papa aveva finora rinunciato per motivi di età (gli stessi Pio XII, Paolo VI e Giovanni Paolo II avevano considerato la possibilità, ma per seri motivi di salute e infine scelsero di restare). Gli altri due casi storici evocati - Celestino V e Gregorio XII - sono del tutto diversi da quello di Benedetto XVI e, in un certo senso, non costituiscono dei precedenti.
Un vuoto immenso - Certo la rinuncia di per sé non deve scandalizzare ed è - lo ripeto - perfettamente conforme alle norme del Codice di diritto canonico. Ma è possibile ragionare sulle motivazioni? Si può tentare ancora qualcosa per aiutare il Papa e per indurlo a tornare sui suoi passi? La Cristianità, in questo momento storico veramente drammatico per la fede, può privarsi (definitivamente e totalmente) di una voce così alta, di una presenza così illuminante e di un magistero straordinario come quello di Benedetto XVI? Che questa grande figura di padre e maestro scompaia totalmente (e di colpo) per il mondo, come ha preannunciato, dà profonda tristezza. Senza nulla togliere al prossimo pontefice che certo svolgerà al meglio il ministero petrino, possiamo dire che dalle ore 20 del 28 febbraio si sentirà un vuoto immenso?
di Antonio Socci

mercoledì 20 febbraio 2013

ECCLESIA IMAGO COELI : PAROLA DI LAICO !

Il Prof. Umberto Veronesi ha dimostrato, a differenza dei Chierici , un ispirato " sentire cum Ecclesia".
Perchè debbo leggere da una penna laica quel che dovrebbero scrivere ( e non lo hanno fatto ne' lo faranno ) Vescovi e Sacerdoti ?
Andrea Carradori
"Pur con grande stima per Benedetto XVI, trovo la sua decisione inopportuna e non sono d'accordo sull'opinione di maggioranza che ne fa un gesto moderno"
Lo afferma l'oncologo Umberto Veronesi che, in un intervento pubblicato sul quotidiano online The Huffington Post, afferma di non "applaudire alla rinuncia di Benedetto XVI: la considero l'inizio di una 'secolarizzazione' che forse porterà la Chiesa più vicina alla gente, ma anche più vicina al pericolo di perdere la propria identità"
"I Papi non possono abdicare e non possono nemmeno presentare le dimissioni. 
Infatti le dimissioni si presentano a qualcuno, e l'iter prevede che vengano accettate o respinte. 
Invece il codice canonico, nel prendere in esame la possibilità di una rinuncia, precisa che non se ne contempla un'accettazione.
La 'rinuncia' di un Papa resta un fatto in sé, insindacabile e intangibile "
"E' stato detto che le dimissioni del Papa sono un "evento storico ed infatti lo sono. 
Ma non è di questo che ha bisogno la Chiesa, perché la storicizzazione della religione la trasforma da un grande 'valore' ad una serie di 'fatti'". 
Dunque, il gesto del Papa, secondo l'oncologo, "rafforza la secolarizzazione della fede che, come laico, vedo con piacere, ma non è un buon servizio per chi vede nella religione la grande forza metafisica della trascendenza". 
Ci sono due modi di vedere la Chiesa cattolica: il primo è quello di una comunità ecclesiale che permane nei secoli, con i suoi riti e i suoi Pontefici. 
E' una imago mundi. 
Il secondo è invece la Chiesa come imago coeli, un'immagine del Cielo che è mistica proiezione terrena della Fede e in questa visione, soltanto Dio può 'dimettere' il suo servo".

martedì 19 febbraio 2013

Il seminarista incendiario

Davvero si trova di tutto in questo momento storico di grande confusione .
Leggiamo : " A proposito di elezioni, ho saputo che nel Seminario di ...., tra i seminaristi, c'è chi fa attivamente propaganda elettorale per il M *****.
Partendo dal fatto che - se la cosa fosse vera - sarebbe quantomeno inopportuno, è da notare come il M ***** sia favorevole all'approvazione delle cosiddette coppie di fatto.
Ora, come insegna la Chiesa e ha anche recentemente ribadito il Card. Bagnasco, il criterio di voto per un CATTOLICO DEVE essere IN PRIMIS la promozione e la tutela del diritto naturale (i valori non negoziabili, per intenderci).
Abbiamo purtroppo appurato che effettivamente nel venerando Seminario in questione, dove nel corso dei secoli sono stati formati santi Sacerdoti, fra una lezione e l'altra di Sacra Teologia un seminarista " alla moda" distribuisce volantini di un noto Movimento politico presente nell'attuale competizione elettorale.
Dobbiamo pure constatare che il Rettore di quel venerando Seminario non si è accorto di nulla ( o forse no? ).
"Ci troviamo oggi di fronte al più grande combattimento che l'umanità abbia mai visto. 
Non penso che la comunità cristiana l'abbia compreso totalmente.
Siamo oggi davanti alla lotta finale tra la Chiesa e le anti-Chiesa, tra il Vangelo e gli anti-Vangelo".
Card.Carol Wojtyla ( Beato Giovanni Paolo II )  9 settembre 1976

PURTROPPO DOPO 12 GIORNI CONTINUA   QUI 

domenica 17 febbraio 2013

Benedetto XVI : le " false immagini di uomo, che in ogni tempo insidiano la coscienza, travestendosi da proposte convenienti ed efficaci, addirittura buone." Angelus 17/2/2013


"Gesù infatti, dopo aver ricevuto l’“investitura” come Messia – “Unto” di Spirito Santo – al battesimo nel Giordano, fu condotto dallo stesso Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo. 
Al momento di iniziare il suo ministero pubblico, Gesù dovette smascherare e respingere le false immagini di Messia che il tentatore gli proponeva. Ma queste tentazioni sono anche false immagini di uomo, che in ogni tempo insidiano la coscienza, travestendosi da proposte convenienti ed efficaci, addirittura buone." 
(Benedetto XVI - Angelus del 17/2/2013)

Un giovane ringrazia Papa Benedetto XVI

"AL ROMANO SOMMO PONTEFICE BENEDETTO XVI"

Vostra Santità,
resto incredulo, attonito e sgomento nell'apprendere la dolorosa e triste notizia delle Vostre dimissioni da Vicario di Nostro Signore Gesù Cristo e successore dell'Apostolo San Pietro alla guida della Santa Romana Chiesa.
Il Vostro è stato un Pontificato se pur breve, fruttuoso e ricco di grazia...
Avete ridato un nuovo impulso e bellezza alla Liturgia, facendo capire quale deve essere il vero senso della Celebrazione Eucaristica, avete con forza riaffermato la vera e sana bellezza del Sacro Rito Tridentino, avete con i vostri insegnamenti e la Vostra parola edificante rincuorato i nostri cuori e fatto capire quanto grande e immensa è la fede che ogni cristiano deve avere nell'unico e solo Signore Re dell'Universo.
Siete stato da tanti Vostri collaboratori osteggiato, molti vescovi in Italia e all'estero non hanno MAI voluto obbedire come avrebbero dovuto al Vostro Sommo Magistero Petrino.
Molti sacerdoti hanno infangato con il loro operato deplorevole la Santa Madre Chiesa.
Voi come un novello "Martire", avete guidato la "Barca di Pietro", che fa acqua da tutte le parti...
Avete con la Vostra grande cultura fatto comprendere quanto sia importante la comprensione dei Testi Sacri per essere veramente consapevoli del Messaggio di Salvezza trasmessoci dal Divin Redentore...
Pochi sacerdoti mettevano sull'altare la Santissima Croce al centro per indicare la centralità che ha Cristo nella Liturgia, pochi indossavano la talare perchè si vergoganvano del loro ministero...
Quanti cardinali hanno cospirato alle Vostre spalle e magari sedevano a tavola con Voi come novelli "Giuda"...
Ora posso solo dirvi da cristiano e innamorato della Chiesa che sono con Voi Santo Padre, capisco la Vostra terribile e sofferta decisione...
Che lo Spirito Santo irradi sulla Chiesa un Vostro degno successore che sappia affrontare e applicare...

"UNA RIFORMA DELLA CHIESA"

- PERCHE' LA CHIESA POSSA RISORGERE DA QUESTO SQUALLORE E STATO VERGOGNOSO IN CUI VERSA...

- PERCHE' I VESCOVI IMPARINO AD ESSERE APOSTOLI DI CRISTO E NON IMPRENDITORI DI AZIENDE...

- PERCHE' I SACERDOTI CAPISCANO CHE IL SACERDOZIO E' UN MINISTERO DEDITO INTERAMENTE AL SERVIZIO DI CRISTO E NON UN MESTIERE PER TIRARE A CAMPARE...

- PERCHE' LA LITURGIA RITORNI AGLI ANTICHI E GLORIOSI SPLENDORI E SUGLI ALTARI DEL MONDO VENGA RINNOVATA LA BEATA PASSIONE REDENTRICE DEL SIGNORE CROCIFISSO...

- PERCHE' IL PONTEFICE TORNI CON LA SUA PAROLA A GUIDARE E CONVERTIRE I POPOLI ALLA RICERCA DI DIO...

VOSTRA SANTITA' PER ME RESTERETE IL PIU' GRANDE PONTEFICE DOPO PAOLO VI

Non Vi dimenticherò mai!!!

Vostro umilissimo servo e figlio

F.G. (da Facebook con il permesso dell'Autore )