domenica 19 febbraio 2012

TOLENTINO, CHIUSURA DELLE QUARANTORE NELLA CHIESA DEL SACRO CUORE ( Sacconi)






Domenica 19 febbraio 2012 TOLENTINO, CHIUSURA DELLE QUARANTORE DELLA PARROCCHIA DEL SANTISSIMO CROCIFISSO NELLA CHIESA DEL SACRO CUORE
DOMENICA DI QUINQUAGESIMA
- Vespro solenne "coram Sanctissimo"
- Santa Messa cantata
Celebra il Parroco don Andrea Leonesi

sabato 18 febbraio 2012

LA PROFEZIA DI FATIMA SI STA COMPIENDO ? DUE FRASI DI PIETRO DA MEDITARE.



“Cari amici – in questo momento io posso dire soltanto: pregate per me, perché io impari sempre più ad amare il Signore. Pregate per me, perché io impari ad amare sempre più il suo gregge – voi, la Santa Chiesa, ciascuno di voi singolarmente e voi tutti insieme. Pregate per me, perché io non fugga, per paura, davanti ai lupi".
SANTA MESSA IMPOSIZIONE DEL PALLIO E CONSEGNA DELL’ANELLO DEL PESCATORE PER L’INIZIO DEL MINISTERO PETRINO
 OMELIA DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI,  Domenica, 24 aprile 2005
“E pregate anche per me, affinché possa sempre offrire al Popolo di Dio la testimonianza della dottrina sicura e reggere con mite fermezza il timone della santa Chiesa. Amen!”
ALLOCUZIONE DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER IL CONCISTORO PUBBLICO Basilica Vaticana, Sabato, 18 febbraio 2012

Al contrario sabato 11 febbraio il Parroco di Albiano ( Trento) il Professore don Stefano Zeni per intonare il CREDO della Messa metal-rock aveva detto : "ORA IN PIEDI TUTTI INSIEME....ANZI CHI PUÒ, ...SE VUOLE, ....SE SE LA SENTE PUÒ RINNOVARE LA PROPRIA PROFESSIONE DI FEDE..."
Qua si può vedere il deprimente video che , come gli altri, sarà proposto all'attenzione di diversi Dicasteri Romani.
Notate anche la voce, impostata , da maschietto giovanil-giovanotto del Parroco che ha organizzato la blasfema messa metal-rock delle 22,30 di notte.... Ma per favore ...

CONCISTORO 2012

CONCISTORO ORDINARIO PUBBLICO
PER LA CREAZIONE DI NUOVI CARDINALI
E PER IL VOTO SU ALCUNE CAUSE DI CANONIZZAZIONE


Basilica Vaticana Sabato, 18 febbraio 2012


«Tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam».

Venerati Fratelli,
cari fratelli e sorelle!

Con queste parole il canto d’ingresso ci ha introdotto nel solenne e suggestivo rito del Concistoro ordinario pubblico per la creazione dei nuovi Cardinali, l’imposizione della berretta, la consegna dell’anello e l’assegnazione del titolo. Sono le parole efficaci con le quali Gesù ha costituito Pietro quale saldo fondamento della Chiesa. Di tale fondamento la fede rappresenta il fattore qualificativo: infatti Simone diventa Pietro – roccia – in quanto ha professato la sua fede in Gesù Messia e Figlio di Dio. Nell’annuncio di Cristo la Chiesa viene legata a Pietro e Pietro viene posto nella Chiesa come roccia; ma colui che edifica la Chiesa è Cristo stesso, Pietro deve essere un elemento particolare della costruzione. Deve esserlo mediante la fedeltà alla sua confessione fatta presso Cesarea di Filippo, in forza dell’affermazione: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

Le parole rivolte da Gesù a Pietro mettono bene in risalto il carattere ecclesiale dell’odierno evento. I nuovi Cardinali, infatti, tramite l’assegnazione del titolo di una chiesa di questa Città o di una Diocesi suburbicaria, vengono inseriti a tutti gli effetti nella Chiesa di Roma guidata dal Successore di Pietro, per cooperare strettamente con lui nel governo della Chiesa universale. Questi cari Confratelli, che fra poco entreranno a far parte del Collegio Cardinalizio, si uniranno con nuovi e più forti legami non solo al Romano Pontefice ma anche all’intera comunità dei fedeli sparsa in tutto il mondo. Nello svolgimento del loro particolare servizio a sostegno del ministero petrino, i neo-porporati saranno infatti chiamati a considerare e valutare le vicende, i problemi e i criteri pastorali che toccano la missione di tutta la Chiesa. In questo delicato compito sarà loro di esempio e di aiuto la testimonianza di fede resa con la vita e con la morte dal Principe degli Apostoli, il quale, per amore di Cristo, ha donato tutto se stesso fino all’estremo sacrificio.

E’ con questo significato che è da intendere anche l’imposizione della berretta rossa. Ai nuovi Cardinali è affidato il servizio dell’amore: amore per Dio, amore per la sua Chiesa, amore per i fratelli con una dedizione assoluta e incondizionata, fino all’effusione del sangue, se necessario, come recita la formula di imposizione della berretta e come indica il colore rosso degli abiti indossati. A loro, inoltre, è chiesto di servire la Chiesa con amore e vigore, con la limpidezza e la sapienza dei maestri, con l’energia e la fortezza dei pastori, con la fedeltà e il coraggio dei martiri. Si tratta di essere eminenti servitori della Chiesa che trova in Pietro il visibile fondamento dell’unità.

Nel brano evangelico poc’anzi proclamato, Gesù si presenta come servo, offrendosi quale modello da imitare e da seguire. Dallo sfondo del terzo annuncio della passione, morte e risurrezione del Figlio dell’uomo, si stacca con stridente contrasto la scena dei due figli di Zebedeo, Giacomo e Giovanni, che inseguono ancora sogni di gloria accanto a Gesù. Essi gli chiesero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra» (Mc 10,37). Folgorante è la replica di Gesù e inatteso il suo interrogativo: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo?» (v. 38). L’allusione è chiarissima: il calice è quello della passione, che Gesù accetta per attuare la volontà del Padre. Il servizio a Dio e ai fratelli, il dono di sé: questa è la logica che la fede autentica imprime e sviluppa nel nostro vissuto quotidiano e che non è invece lo stile mondano del potere e della gloria.

Giacomo e Giovanni con la loro richiesta mostrano di non comprendere la logica di vita che Gesù testimonia, quella logica che - secondo il Maestro - deve caratterizzare il discepolo, nel suo spirito e nelle sue azioni. E la logica errata non abita solo nei due figli di Zebedeo perché, secondo l’evangelista, contagia anche «gli altri dieci» apostoli che «cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni» (v. 41). Si indignano, perché non è facile entrare nella logica del Vangelo e lasciare quella del potere e della gloria. San Giovanni Crisostomo afferma che tutti gli apostoli erano ancora imperfetti, sia i due che vogliono innalzarsi sopra i dieci, sia gli altri che hanno invidia di loro (cfr Commento a Matteo, 65, 4: PG 58, 622). E commentando i passi paralleli nel Vangelo secondo Luca, san Cirillo di Alessandria aggiunge: «I discepoli erano caduti nella debolezza umana e stavano discutendo l’un l’altro su chi fosse il capo e superiore agli altri … Questo è accaduto e ci è stato raccontato per il nostro vantaggio… Quanto è accaduto ai santi Apostoli può rivelarsi per noi un incentivo all’umiltà» (Commento a Luca, 12, 5, 24: PG 72, 912). Questo episodio dà modo a Gesù di rivolgersi a tutti i discepoli e «chiamarli a sé», quasi per stringerli a sé, a formare come un corpo unico e indivisibile con Lui e indicare qual è la strada per giungere alla vera gloria, quella di Dio: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti» (Mc 10,42-44).

Dominio e servizio, egoismo e altruismo, possesso e dono, interesse e gratuità: queste logiche profondamente contrastanti si confrontano in ogni tempo e in ogni luogo. Non c’è alcun dubbio sulla strada scelta da Gesù: Egli non si limita a indicarla con le parole ai discepoli di allora e di oggi, ma la vive nella sua stessa carne. Spiega infatti: «Anche il Figlio dell’uomo non è venuto a farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto di molti» (v. 45). Queste parole illuminano con singolare intensità l’odierno Concistoro pubblico. Esse risuonano nel profondo dell’anima e rappresentano un invito e un richiamo, una consegna e un incoraggiamento specialmente per voi, cari e venerati Fratelli che state per essere annoverati nel Collegio Cardinalizio.

Secondo la tradizione biblica, il Figlio dell’uomo è colui che riceve il potere e il dominio da Dio (cfr Dn 7,13s). Gesù interpreta la sua missione sulla terra sovrapponendo alla figura del Figlio dell’uomo quella del Servo sofferente, descritto da Isaia (cfr Is 53,1-12). Egli riceve il potere e la gloria solo in quanto «servo»; ma è servo in quanto accoglie su di sé il destino di dolore e di peccato di tutta l’umanità. Il suo servizio si attua nella fedeltà totale e nella responsabilità piena verso gli uomini. Per questo la libera accettazione della sua morte violenta diventa il prezzo di liberazione per molti, diventa l’inizio e il fondamento della redenzione di ciascun uomo e dell’intero genere umano.

Cari Fratelli che state per essere annoverati nel Collegio Cardinalizio! Il dono totale di sé offerto da Cristo sulla croce sia per voi principio, stimolo e forza per una fede che opera nella carità. La vostra missione nella Chiesa e nel mondo sia sempre e solo «in Cristo», risponda alla sua logica e non a quella del mondo, sia illuminata dalla fede e animata dalla carità che provengono a noi dalla Croce gloriosa del Signore. Sull’anello che tra poco vi consegnerò, sono raffigurati i santi Pietro e Paolo, con al centro una stella che evoca la Madonna. Portando questo anello, voi siete richiamati quotidianamente a ricordare la testimonianza che i due Apostoli hanno dato a Cristo fino alla morte per martirio qui a Roma, fecondando così la Chiesa con il loro sangue. Mentre il richiamo alla Vergine Maria, sarà sempre per voi un invito a seguire colei che fu salda nella fede e umile serva del Signore.

Concludendo questa breve riflessione, vorrei rivolgere il mio cordiale saluto e ringraziamento a tutti voi presenti, in particolare alle Delegazioni ufficiali di vari Paesi e alle Rappresentanze di numerose Diocesi. I nuovi Cardinali, nel loro servizio, sono chiamati a rimanere sempre fedeli a Cristo, lasciandosi guidare unicamente dal suo Vangelo. Cari fratelli e sorelle, pregate perché in essi possa rispecchiarsi al vivo il nostro unico Pastore e Maestro, il Signore Gesù, fonte di ogni sapienza, che indica la strada a tutti. E pregate anche per me, affinché possa sempre offrire al Popolo di Dio la testimonianza della dottrina sicura e reggere con mite fermezza il timone della santa Chiesa. Amen! 

Foto 1 : M° Samuele Travaglini, Potenza Picena, musicista
Foto 2: Prof.ssa Luisa Majone, Pesaro, musicista

giovedì 16 febbraio 2012

PARLA UN GIOVANE UNIVERSITARIO. A NOI NON RESTA CHE TACERE E ARROSSIRE


Il freddo non deve gelare il nostro animo che si riscalda alla viva fiamma della Fede della Risurrezione anche quando si trova in presenza della sofferenza e della morte
"Sorella Speranza" poi ci fa sollevare la testa per farci ammirare la visione del Cielo.
Avevo dato notizia  su MiL della “
dormitio in Domino” di una ragazza francese di appena 18 anni  di uno dei tanti gruppi legati alla Tradizione che sono i veri“gioielli” della rinascita del cattolicesimo giovanile.
Un signor “anonimo”,”anziché avere il minimo del buon senso di chinare il capo di fronte il mistero della morte a 18 anni, ha iniziato, con le stesse parole scritte sul medesimo blog altre volte, a far polemica.
La brutta pianta della provocazione va estirpata per lasciare il terreno pronto per  coltivare le virtù cristiane della Carità e dell'Amore reciproci.

Non si può polemizzare a vuoto quando si parla della sofferenza !
Per questo ho cancellato "
in toto" il post.
Non è stata però annullata la richiesta di preghiera degli amici della ragazza scomparsa per l'anima della giovane e per la sua famiglia così durissimamente provata dal dolore.
Leggiamo quanto ha scritto un giovane studente universitario che ha conosciuto e stimato la ragazza.



Gentile Maestro Carradori,
in seguito alla polemica che sembrava dover scaturire l'altra sera sul blog MiL riguardo all'articolo da Lei pubblicato sulla giovane francese tristemente defunta, non ho potuto impedirmi una amara e scandalizzata riflessione circa l'atteggiamento di certi lettori e commentatori del blog succitato.
Mi permetto di inviarLe una redazione scritta di tale mia riflessione, oltre ad assicurare alla povera ragazza un'ardente preghiera di suffragio.
Cortesemente,
Francesco R.

Sembra che vi siano certi sedicenti tradizionalisti, i quali, pur essendo sempre pronti a difendere la dottrina cattolica, non si rendono (forse) conto di contraddirla esplicitamente colle loro stesse azioni.
Costoro sono spessissimo caratterizzati da profonda ignoranza della filosofia e della teologia, argomenti dei quali però discutono immancabilmente e con tipica sicumera (come se leggere un bollettino su internet possa donare la competenza per trattare di certe materie), da una spropositata superbia quindi, paragonabile a quella degli eresiarchi Fozio e Lutero, ma esercitata a favore della cattolicità invece che dell'errore dottrinale, solo per un insondabile decreto divino, che ha disposto costoro a nascere all'interno di una tradizione culturale cattolica. Sicuramente, fossero nati nel Brandeburgo, sarebbero stati dei feroci anti-romani, e avrebbero discusso di teologia argomentando che il Papa ha tre gambe e siede sul polo nord.
A costoro manca gravemente, oserei dire, la Carità: non usano comprensione e serenità nella loro “predicazione”, ma gridano come dei propagandisti rossi le loro perentorie sentenze.
Se il beato e amatissimo Papa Pio IX poteva giustamente affermare che la Chiesa usa il rigore nell'affermare la Verità, e la Carità nel correggere l'errore, questi personaggi fanno piuttosto come le sette, rigorose nell'affermare l'errore, e prive di Carità nel "correggere" chi contro tali errori si pronunci (e non dico con ciò che i nostri amici pronuncino apertamente delle eresie: pronunciano la verità, ma sembra proprio che pronuncino tesi eretiche, a giudicare dalla loro inconfondibile dizione).

Serve forse un dottore teologo per comprendere la sacralità dei morti?
Essa è dottrina non solo eccellentemente cattolica (vogliamo ricordare quei santi sacerdoti, uccisi dalle bombe dell'ultima guerra mentre, usciti allo scoperto, seppellivano i cadaveri, o furono uccisi dai nostri comunisti per aver cristianamente onorato le salme di soldati tedeschi?), ma riconosciuta da tutte le società e culture.
L'ateo e materialista Ugo Foscolo era ben convinto della necessità di tributare gli onori funebri ai defunti, lo erano gli antichi pagani...
Solo i più feroci fra i rivoluzionari e i barbari osarono insultare i corpi di chi non è più.
Nella Grecia antica, le attività belliche erano perentoriamente interrotte, al tramonto, per consentire la sepoltura o il rogo dei cadaveri dei guerrieri caduti in battaglia.

I nostri amici “tradizionalisti” invece, nemmeno di fronte alla notizia della morte di una ragazza appena diciottenne, uccisa da un orribile morbo, esitano nel procedere al loro polemismo gratuito e grossolano, motivato forse da risentimenti personali o rancori (questa mi pare l'unica causa possibile, avendo lette le loro parole, e non conoscendo il loro nome, sempre dissimulato).
E non erano odio e rancore a portare i rivoluzionari ai loro comportamenti oggettivamente empi, sacrileghi, insomma di evidente matrice satanica?
Forse il Diavolo non è entrato nella Chiesa solo tramite i modernisti, ma anche attraverso certi sedicenti tradizionalisti?

Veramente c'è bisogno di purificazione nella Chiesa!

Se la ragazza è, come oso credere, in paradiso, voglia perdonare le offese fatte alla sua memoria, il rifiuto di pregare per lei se è nel purgatorio, e pregare infine per chi di tali offese si è reso agente.

Miserere nostri Domine!


TRENTO, FEDELE E DEVOTA.


" Domenica scorsa, 12 febbraio, è stata per noi una giornata memorabile per le tante Grazie che il Signore ha voluto farci.
Chi vi scrive è l'incaricato da S.E. Mons. Luigi Bressan a celebrare tutte le domeniche da settembre 2011 la S.Messa nella Forma Extraordinaria qui a Trento, la città del Concilio. 
La Santa Messa viene celebrata regolarmente alle ore 18.00 nella storica e centrale Chiesa di S. Maria del Suffragio con una grande partecipazione di fedeli perlopiù giovani.
Ma torniamo alle belle cose avvenute pochi giorni fa. Avevamo invitato con noi per tenere una conferenza sul tema: "La bellezza nell'Arte Sacra e nella Liturgia", Mons. Marco Agostini, Cerimoniere Pontificio.
Grande è stata la nostra gioia ad averlo potuto ascoltare sabato 11 nella magnifica Aula Magna del Seminario Maggiore di Trento, messaci a disposizione dal Vicario generale e dal Rettore del Seminario Maggiore a cui va il nostro più cordiale ringraziamento. Vogliamo ringraziarli entrambi, oltre al nostro Arcivescovo, per averci concesso di celebrare il giorno dopo una Solenne S.Messa Vetus Ordo, nella bellissima chiesa del Seminario Maggiore, cuore della nostra Diocesi Tridentina.
In quell'occasione la consueta S.Messa d'orario del Suffragio si trasferiva in quel luogo così caro a generazioni di Sacerdoti tridentini che per vastità e spazio ha potuto contenere le circa trecento persone che vi hanno partecipato. 
La S.Messa, accompagnata dal grande organo del Seminario, è stata cantata splendidamente dal coro Feininger mescolato alle tantissime altre voci dei fedeli fino al grandioso e commovente inno del "Christus vincit". 
Ringraziamo anche loro, l'organista e tutti coloro che si sono lasciati conquistare dal fascino del silenzio, del Mistero e della preghiera che la grande tradizione liturgica tridentina è ancora in grado di suscitare.
Bella e commovente la presenza tra i fedeli di alcuni anziani Canonici del Capitolo della Cattedrale e di alcuni giovani Sacerdoti diocesani, l'antico e il nuovo si abbracciano e si sorreggono per continuare l'entusiasmante lavoro nella Vigna del Signore!
Un ultimo, cordiale e appassionato ringraziamento va a Sua Santità, il nostro caro Papa Benedetto XVI per il dono del Motu Proprio Summorum Pontificum . Grazie perchè con la Sua bella testimonianza ci aiuta giorno dopo giorno a scoprire, nel Vangelo, nella Dottrina, nella Liturgia e nella vita di tutti i giorni la bellezza di appartenere al Signore, il Sommo Bene, il Sommo Bello",

Sac. Don Rinaldo Bombardelli
Incaricato Diocesano alla celebrazione EF

lunedì 13 febbraio 2012

CHE STRANO NERVOSISMO … “con tutto l'affetto e la riverenza per il Santo Padre Benedetto XVI, dopo la fine del suo Pontificato , il suo successore dovra' procedere, senz'altro, ad un repulisti di questo fanatismo tradizionalista, un’ epurazione in Vaticano e una messa ai margini di tutto questo fanatismo reazionario” (* )


( * titolo tratto da un commento di un “Ospite” su questo post su Messainlatino)

Nell’animo di diversi chierici si moltiplicano i “ sogni” per la fine di questo Pontificato.
La Chiesa non è nuova a  questo tipo di sragionamenti antiecclesiali.
Inutile citare l'ultima parte del Pontificato di Pio XII,  le umiliazioni che il Servo di Dio dovette soffrire a causa di una vera e propria congiura internazionale massmediatica :  più di monito al venturo Successore che all'anziano e malato Papa che andava dimenticato presto !
Lo stesso Paolo VI venne più volte avversato, soprattutto dopo la pubblicazione dell'Humanae Vitae, io conservo ancora un articolo del Corriere della Sera che ipotizzava, con l'aiuto di un chierico... l'identikid ( auspicato) del successore di Papa Montini.
Il Beato Giovanni Paolo II dovette infine sopportare cristianamente , oltre le pallottole, ogni sorta di travisamento da parte dei massmedia del suo pensiero e del suo operato.
Ma “Il Signore conosce i pensieri dell'uomo: non sono che un soffio”. ( Salmo 93-94)
Di cosa hanno paura questi chierici ?
Parliamoci francamente : " i modernisti non hanno strumenti per giudicare ma hanno le chiavi delle Cattedrali, Collegiate, Santuari, parrocchie e possono disporre dei giornali di ampia diffusione" .( Commento di un lettore su un post di Messainlatino).
La questione è duplice : o i modernisti hanno paura perché sono consapevoli di quel che hanno combinato soprattutto dal Concilio Vaticano II in poi oppure cercano di sferrare un altro attacco prima che l’attuale neonata “linea benedettiana” possa crescere e rafforzarsi .
Il mio amico F.V. che diverse volte scrive, con profonda fede e serenità di pensiero su questo blog , ipotizza l’attuale livore dei chieri : “ … si dice sia quella dei progressisti falliti (che in effetti si stanno fregando le mani perchè sperano in un Concilio Vaticano III) che si vogliono vendicare della direzione, a sentir loro, conservatrice degli ultimi papi, in particolare dell'ultimo per screditarlo affinchè in un prossimo conclave nessuno possa sentire il bisogno di riallacciarsi alla linea di Benedetto XVI.
E' un'azione, come dice Francesco Colafemmina, terribilmente spregevole che nasce nella "sinistra" della Chiesa, in quel mondo frustrato che aborre la continuità e vuole a tutti i costi la rottura.
I promotori di questa operazione concordata a tavolino sarebbero il giornale tedesco "Der Spiegel", l'associazione progressista "We are the Church", la signora Verena Mosen conosciuta a livello ONU e l'associazione "Catholics for a free choice".
Di sicuro ho la sensazione che sta avvenendo quanto diceva Papa Giovanni Paolo II nel 1976 quando era ancora cardinale: "Ci troviamo oggi di fronte al più grande combattimento che l'umanità abbia mai visto: Non penso che la comunità cristiana l'abbia compreso totalmente. Siamo oggi davanti alla lotta finale tra la Chiesa e le anti-Chiesa, tra il Vangelo e gli anti-Vangelo."
Papa Benedetto XVI ebbe a dire che dopo la caduta del Muro di Berlino bisognava contrastare le tecnocrazie, di cui la più temibile è quella tecno-scientifica che non sopporta paletti etici e che vuole azzerare il Cristianesimo , la Chiesa, pressochè l'unica istituzione che la contrasta.
E' un tentativo reale di passare da una civiltà cristiana basata sulla compassione e l'attenzione agli ultimi ad una civiltà tecno-scientifica disumanizzante che, se realizzata, porterà il mondo all'autodistruzione. E' la famosa rivoluzione antropologica già in atto che sta passando sopra le nostre teste senza che molti se ne accorgano, occupati come siamo a litigare su politica ed economia, problemi, a mio avviso, meno importanti”.
Ritornando al titolo che ho preso da un "commento" ad un post di MiL senz'altro affermo che fra i “bamboccioni”, irritanti, scostanti "tradizionalisti" che sono almeno pervasi di un forte ideale e i freddi, calcolatori , e gli ambivalenti "modernisti" , che hanno ridotto la Chiesa nelle condizioni attuali, ovviamente preferisco i primi.

Non può non venire a mente la visione che Leone XIII ebbe il 13 ottobre 1884 e che lo terrificò: disse che la visione riguardava il futuro della Chiesa e il potere di Satana su di essa. A causa di questa visione, quel Papa ordinò che alla fine di ogni Messa fosse recitata l’invocazione all’arcangelo Michele, il nemico metafisico di Lucifero: «Sancte Michael arcangele, defende nos in proelio. Contro nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur. Tuque Princeps militae caelestis Satanas aliosque spiritus malignos, qui ad perditionemn animarum pervagantur in mundo, divina virtude in infernum detrude, Amen».

giovedì 9 febbraio 2012

TRENTO . LI MANDANO A STUDIARE A ROMA. TORNANO FRESCHI DI STUDI PER ORGANIZZARE MESSE ROCK . L'OFFESA A DIO E ALLA LITURGIA. I MODERNISTI NON HANNO STRUMENTI PER GIUDICARE MA HANNO LE CHIAVI DELLE CATTEDRALI, COLLEGIATE, SANTUARI, PARROCCHIE E I GIORNALI DI AMPIA DIFFUSIONE ( I parte)


Il Reverendo DON STEFANO ZENI, ( foto ) classe 1973
amministratore parrocchiale di Albiano, studi teologici  dal 203 al 2009 a Roma presso Istituto Pontificio Biblico, che ha avuto la brillante idea di organizzare la Messa Rock ad Albiano programmata per  sabato 11 febbraio, festa di Nostra Signora di Lourdes alle ore 22,30 ( sic!).
Per sottolineare visivamente questa soave notizia postiamo   alcune foto, solo quelle più decenti, di una celebre, squallidissima  messa rock organizzata qualche anno fa a Vienna nella centrale chiesa di San Giuseppe.
Una cosa accomuna il Reverendo Don Zeni e gli organizzatori della messa-rock viennese : l'offesa a Dio !
Complimenti al Reverendo Don Zeni anche per lo spreco delle risorse economiche ... in tempo di crisi...
Congratulazioni anche ai Reverendissimi ed  Illustrissimi Professori del Seminario Arcivescovile di Trento , Docenti, prima e Colleghi ora di don Stefano Zeni.
Anche agli esegeti Professori  del Pontificio Istituto Biblico di Roma, dove il Reverendo don Stefano Zeni si è laureato, va indirizzata una menzione speciale.
Se i "formatori" hanno insegnato a don Stefano Zeni che la Santa Messa è un happening, un evento festoso in cui l'assemblea dei fedeli in modo creativo eccita la propria fede, si può ben comprendere l'organizzazione della "messa-rock" in un "sabato sera alternativo" ...
Come Insegnante io vorrei sottolineare come l'idea sia consentanea alla concezione della messa-happenig,  in quanto tale affrancata da regole prestabilite o da remore di convenienza. 
Se i "formatori" del Reverendo don Stefano Zeni, in Seminario, prima e a Roma, poi,  avessero invece sottolineato l'essenza della Liturgia ( del Sacerdozio Cattolico) cioè che la Santa Messa è l'atto di culto che la Chiesa offre a Dio per mezzo del santo ministero sacerdotale, nella rinnovazione incruenta del Sacrificio Sacrosanto offerto da Nostro Signore Gesù Cristo sulla Croce, certamente il pretino non avrebbe ardito ad infangare la Santa Liturgia, con un genere di musica che  non può essere accostata assolutamente alla Santa Messa.
Educatori e studiosi si stanno ponendo anche dei  serissimi interrogativi sull'uso che si fa di questo tipo di musica  nel mondo giovanile e sulle conseguenze che ne derivano.
Una domanda semplice, semplice.  Perchè vengono sempre ai preti le "trovate eccentriche verticistiche  " che, obiettivamente mettono a disagio la fede della comunità intera mentre  i buoni propositi cultuali,   organizzare Messe devote e/o processioni ecc ecc ,  sono au contraire  frutto della devozione dei fedeli ?
E' comunque a causa dei nostri innumerevoli peccati che possono accadere le profanazioni che abbiamo pianto a Vienna e/o piangeremo sabato notte nei pressi di Trento.
E' inutile che anch'io ricordi che la Santa Chiesa sta vivendo la peggiore delle crisi . 
Lo ripeto spesso a me per  aumentare nel mio cuore, così bisognoso di conversione,  quella dose di preghiera e di penitenza che Santissima Vergine Maria ha chiesto a Lourdes e a Fatima per la santificazione dei nostri amatissimi Sacerdoti e di tutti noi.
Già il Servo di Dio Paolo VI non aveva esitato ad usare la terribile parola dell' "autodistruzione" per descrivere quello che in brevissimo tempo  i  chierici, resi folli dalla contaminazione con la mondanità e dalla cosiddetta modernità,  stavano facendo durante il suo tempestoso pontificato per distruggere l'edificio ecclesiale lasciato loro in prestito :  dalla Disciplina alla Dottrina passando per la Liturgia!
Lo stesso vocabolo, nonostante il santo e intenso lavoro di Papa Benedetto XVI, può essere adoperato anche per i nostri giorni . 
La responsabilità è sempre la stessa : la mancata vigilanza in campo dottrinale e liturgico da parte di chi ha ricevuto da Dio tale precipuo compito : i Vescovi !
Cum et sub Petro, cum et pro Ecclesia  noi pregheremo, scriveremo e urleremo, se necessario, che la messa-rock notturna di sabato 11 febbraio 2012 ad Albiano di Trento ( v.comunicato ufficiale dell'Arcidiocesi)  ideata e organizzata dal Reverendo don Stefano Zeni, laureato al Pontificio Istituto Biblico di Roma, è un'offesa a Dio e alla Santa Liturgia !
Sarà proprio per la santa causa Liturgica, che il Papa,  Successore di Pietro, che vorrebbe finalmente purificare dalle lordure mondane di cui sopra, cadrebbe Martire ? 
Possiamo leggere qui  un equlibrato commento di un fedele particolarmente devoto al Papa.
Oremus pro Pontifice nostro Benedicto !






ECCO QUELLO CHE UFFICIALMENTE L' ARCIDIOCESI DI TRENTO PROPONE
AI FEDELI PER LA LORO EDIFICAZIONE SPIRITUALE
CONGRATULAZIONI AL PROFESSORE DEL SEMINARIO DI TRENTO
"martedì 7 febbraio CS 04/2011 - Se il messaggio di Gesù
passa attraverso la musica rock
Sabato sera ad Albiano la messa parla il linguaggio dei giovani

Recentemente la stampa locale ha dato notizia della prima “messa rock” che verrà celebrata nella Diocesi di Trento. Il riferimento è alla celebrazione organizzata sabato 11 febbraio, ad ore 22.30, nella parrocchia di Albiano. La messa, che sarà presieduta dal parroco, sarà animata esclusivamente da un coro di giovani della valle. I testi dei canti si ispirano alla Bibbia.
L’iniziativa risponde ad un incoraggiamento dato dalla Conferenza Episcopale Italiana, che nel testo «Educare i giovani alla fede» del 1999 scriveva: «In particolare occorre assumere appropriate categorie interpretative, che aiutino a conoscere e a comprendere le domande di sempre dei giovani, ma anche le loro nuove culture, i linguaggi sempre più variegati e gli strumenti con cui si esprimono, con forme e modalità spesso di non facile interpretazione per il mondo degli adulti. Evitando atteggiamenti di rifiuto, dobbiamo giungere a discernere il “vero” che queste culture presentano sotto le vesti del “nuovo”», mentre si cerca di porre sempre al centro la sacralità della santa liturgia. 
AGGIORNAMENTO PRIMO
Ecco quanto è stato dedicato all'iniziativa inqualificabile di 
Don Stefano Zenti dal Settimanale Diocesano di Trento

AGGIORNAMENTO BIS
Ecco il video della messa-metal-rock
SENZA PAROLE !!!
Gesù disse: "Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in Me, meglio per lui sarebbe che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse gettato in fondo al mare.
Guai al mondo per gli scandali! Perché è necessario che avvengano degli scandali; ma guai all'uomo per cui lo scandalo avviene" (Matteo 18:6-7).

"Guardatevi dal disprezzare uno di questi piccoli; perché vi dico che gli angeli loro, nei cieli, vedono continuamente la faccia del Padre mio che è nei cieli" (Matteo 18:10).




La Santissima Vergine Maria, piangente, apparsa a La Salette nel 1846 :
" Roma perderà la fede e diventerà la sede dell'anticristo".