venerdì 19 luglio 2013

I misteri del Vaticano. La Roma dei Papi

Una mia devotissima Zia, che lasciò tutto il suo patrimonio in eredità ad un novello Ordine Religioso Femminile, che ebbe molto a cuore, volle ricordarsi di me ( all'epoca bambino delle scuole elementari ) facendomi erede della sua biblioteca essendo convinta che sarei divenuto Vescovo o addirittura Cardinale.
Quella pia donna, nella sua bontà non aveva previsto che il Concilio Vaticano II, da poco concluso, mi sarebbe stato letale ...
Inutile dire che in pieno Stato Pontificio al prematuro orfano di padre Andrea, cioè io, della ricca biblioteca arrivò solo una parte dei volumi custoditi perché gli esecutori testamentari, le suore dell’Ordine tanto caro alla Zia, nel frattempo avevano “ regalato” un bel po’ di libri, anche antichi, a Prelati locali e romani per ingraziarsi i loro favori …
Chi scrive ricorda benissimo di aver veduto, malgrado la tenera età, alcuni dei volumi , che de jure gli appartenevano, in alcuni studi di Sacerdoti.
La “consuetudine” da parte dei Religiosi, soprattutto femminili, di conservare come “souvenir” quel che spettava ai legittimi proprietari testamentari è piuttosto lunga e raggiunge l’apoteosi con delle fin troppo furbe Suore che, nominate eredi parziali di una Famiglia marchionale, ricevettero la “visita di cortesia” di un esasperato  nipote dei defunti Marchesi che portava casualmente sulle spalle un bellissimo quanto mai funzionante fucile …
Il nipote dei Marchesi  potè ricevere quanto gli apparteneva ma il giorno dopo le Suore vendettero ad un rigattiere non solo la Cappella del palazzo ereditato ( venduto poi anche quello) ma anche le Reliquie Insigni e persino gli arredi personali di un Papa che faceva parte della Famiglia …
Le Suore cercarono di mitigare gli “orrori” dicendo che la vendita di tali preziosi reperti storici e artistici avrebbe giovato alla sussistenza dei bambini che l’Ordine assisteva in alcune parti del terzo mondo.
Speriamo che sia stato così…

Ritornando ai superstiti libri avuti in eredità alla zia nei notai due, che ovviamente le Suore pensarono di non regalare ai Prelati, mai veduti dalla zia ( forse li teneva nascosti perchè appartenuti ad alcuni parenti in odore di massoneria ) .
I due libri sono di Franco Mistrali : I Misteri del Vaticano, la Roma dei Papi ( Fratelli Borroni Ed. Milano 1866 ) .
L’Autore, che pur si dice cristiano, sfodera tutta la sua passione di garibaldino e di “cospiratore carbonaro” per infondere nel Lettore contemporaneamente l’amore per il ritorno al cristianesimo dei “primi tempi” e il disprezzo per il Papato che egli giudica , in modo assai pesante, come sempre corrotto e distaccato da ogni forma di spiritualità.
Il Papato e il Cattolicesimo vennero " trattati " sempre come espressioni di potere , come poi fecero i marxisti.
I due libri furono prontamente nascosti dalla mia devota madre : era sconveniente che un pre-adolescente potesse leggere delle storie anche miste a morbosità sessuali e squallide storie di potere …
Ma io li lessi egualmente … ponendoli poi , quasi ne me vergognassi, nel punto più remoto della mia libreria …
Li ho ripresi dopo aver letto alcune squallidissime storie clericali , inimmaginabili persino ad una mente “laica”, e dopo aver saputo dagli amici dell’Urbe di una recentissima vicenda curial-finanziaria che fa rabbrividire!
Capisco ora come ci sia bisogno di coltivare il mito del superman – smacchia-tutto- almeno per avere l’illusione che “Tout Va Très Bien (Madame La Marquise) “ …
Bene ha scritto su un blog cattolico un fedele :
" Forse è meglio stare nell'austero,riservato, Appartamento Pontificio, dove il"genius loci" informa il suo abitatore del momento, del carico e della Maestà dell'Ufficio ricoperto,piuttosto che vivere la quotidiana caciara e informalità di un albergo...meta di galoppini, traffichini, questuanti e gentuzza da due soldi.  
Mezza Roma è andata a mangiare lì...e non per venerare il Vicario di Cristo, ma a farsi gli affari propri col Vaticano.  Basta conoscere qualcuno lì dentro.
Una nomina ha fatto, una l'ha toppata. 
Umiltà vera Sancte Pater! Sic transit gloria mundi! "
Scrisse nel 1866 l’anticlericale Mistrali nell’Introduzione ALL’ITALIA : « … e quando Tomaso d'Aquino (un santo) vide il papa che si compiaceva lui presente a numerar milioni di monete, è noto come osservasse al pontefice « Padre santo, il principe degli apostoli avea differenti occupazioni! » 
E invero questa religione, ammirevolmente democratica e liberale, che gli umili, i poveri, i tribolati elegge — religione di pace e di perdono — debbe molto offendersi delle pompe e delle ricchezze smoderate, se pur non tocchiam le lascivie, che la corrotta sua rappresentanza padroneggiano.
Nè mancarono acerbi frutti alla mala pianta. 
Le semplici e virtuose popolazioni settentrionali, educate alla maravigliosa semplicità del Vangelo, prime si levarono contro difformità del clero. Se Roma non avesse fin d'allora la prova di una colpevole durezza, certo tanti milioni popoli non avrebbero rotto l'accordo mirabile delle genti cattoliche. 
Sappiamo quante tergiversazioni ci vollero prima che fosse acconsentito un concilio generale della Chiesa,che pur tanto fervorosamente invocava tutta la cristianità;e sappiamo come alla fine adunatosi il concesso tridentino , l’opera sua attraversata da innumerevoli difficoltà fosse tarda. … 
Ridare nelle mani del papato i sudditi mancipati, non sarebbe egli lo stesso che rinnovare le stragi.... i giudizii statarii di sangue.... le confische.... le prigioni.... gli esigli— i tormenti...?  e il comune, raziocinio a ciò pensando, ricorda le miti e umane leggi di Cristo!... 
Guardi il pontefice, guardi la Chiesa a ciò, lo ripetiamo, e forse verranno persuasi che a tempo convien sacrificar di due, una corona.
E il papato sacrifichi quella che ebbe dagli uomini per conservar quella che Iddio gli affidò: e l'Italia maravigliosamente risorta, posando quella corona di re sulla nobile fronte dell'eroe di Palestro, risplenderà nella gloria intera del suo primato ; possente per la spada valorosa del suo re, possente per la venerata supremazia del pontefice.
E veramente ci pare degno di altissima meditazione pei sacerdoti ministri della Chiesa il solenne discorso proferito da quel potente imperatore che pur si gloria di essere il figlio primogenito della Chiesa. — Non è a passioni ardenti che si deve far appello — ma a buone intenzioni ; il fuoco di quelle divora e distrugge, la calma di queste seconda ed acquieta.
Semele innamorò Giove; e trasfigurato, come a uomo gli si donò; ma Giunone atrocemente gelosa seppe far della rivale atroce vendetta: sotto mentite spoglie con in¬fernale consiglio eccitò la debole creatura a voler fra le braccia accogliere il dio nella sua maestà. — Negli amorosi abbracciamenti ebbe Semele un'irrevocabile promessa — formulò il desiderio, l'ottenne ; ma fu incenerita. 
Cosi narra una mitologica tradizione, ed io me ne servo di parabola. 
Gelosi e nemici autori di perfidi consigli non fallano; le ardenti passioni di cui parla l'imperatore e che le incenerirebbero chi ne attizzasse la vampa, pur troppo le sappiamo e le conosciamo. 
Il clero faccia tesoro del consiglio. Pensi se vuole alla nostra parabola, e ricordi ancora come oggi convenga attutire gli sdegni non provocarli, calmare e non suscitare, avvegnaché l’ onda sovversiva una volta scatenata possa seco trascinare ogni ordine civile, rovesciare ogni barriera.
E il capo di questa nobile religione di giustizia e d'amore domandi egli pure a Dio e lume e consiglio, perchè dietro alle armi che si allontaneranno da lui non sorga l’anarchia e il terrore, ma rinasca veramente quella pace che — agli uomini di buona volontà — prometteva il banditore dell'era nuova, il rinnovatore dei tempi.
Ripetiamo che noi non vogliamo scismi. 
Lo scisma è il male, non rimedio. Cattolici perchè italiani, noi domandiamo conservato all'Italia questo primato eterno ed universale che le fa vassalli trecento milioni di genti sorelle.
Domandiamo non la rinnovazione della Chiesa, ma il suo ritorno alle vergini e sante ispirazioni dei primi tempi.
Che cosa erano infatti le prime comunità cristiane se non l’istituzione che più si accosti a quella splendida utopia della repubblica di Pia ione?
Quelle comunità evangeliche non erano forse la vera democrazia applicata al reggimento delle società umane ? 
Non erano esse il socialismo nel suo senso non anarchico, ma civile e ordinato, che è la carità trionfante — l'amore ?
Toccando a grandi tratti questa nostra fatica, oh! ci sarà ben dolce conforto il consacrare qualche pagina alla ricordanza di quei primi tempi benedetti, regno della fratellanza e della uguaglianza comune.
Ci sarà pur bello il ricordar le sublimi virtù di quei confessori augusti, che per la fede loro sagrifìcavano ogni più caro bene che quaggiù sia e per insino la vita: e in verità che io non so poema più grande di quelli che sono le mille vergini martiri volonterose di una religione d'amore e di speranza, dei mille intrepidi legionarii provocati ai cimenti di tante battaglie, eppur capaci dell'eroismo insigne di lasciarsi trucidare senza resistere ai manigoldi. 
Ma rapidamente passarono i bei tempi della Chiesa.
Federico Barbarossa, il distruttore di Milano, trovò nel capo della cristianità, già per lunga consuetudine costituito capo del municipio romano, il più efficace aiutatore della sua ambizione, poiché la sete avida di potere tanta era nel nordico predone quanto nel competitore ingordo di frate Arnaldo, il martire di Brescia.
Il forte monaco avea osato di porsi contro al papato da potenza a potenza;  la umile cocolla di Arnaldo assunse in quella gran lotta le gigantesche forme del popolo, che
rappresentava contro la tirannide rappresentata da Adriano.
E la tirannide papale vinse : vinse colle armi eloquenti di san Bernardo, vinse colle crudeli dell'imperatore svevo. 
Fu giorno fatale per la Chiesa quello che dai merli di Castel Sant'Angio lo penzolava sul rogo il cadavere di Arnaldo strozzato, mentre da Tivoli il pontefice, méssa in capo a Federigo la consacrata corona, protendeva le mani a benedire e ad assolvere i luridi e ladri lanzichenecchi dell'eccidio di Roma,
Ma quivi non finì col mostruoso connubio di Barbarossa e di Adriano la scissura dello Impero e della Chiesa: troppo, eia un lato come dall'altro, le ambiziose idee rassomigliavano per poter camminare concordi; Guelfi e Ghibellini, papa e imperatori volevano dominare; libidine di regno ogni altro senso facea muto.
Lotta gigante che non è risolta e che non potrà risolversi mai insino a tanto che duri il dominio confuso delle cose terrene e spirituali.
Torni il cattolicisimo -alle pure sue fonti: dalla porpora principesca tornino i sacerdoti alle candide e umili vesti dei primi leviti, Tornino cogli esempi ad avvalorare la parola evangelica, e il primato civile delle nazioni sarà riconfermato alla Roma dei papi, e la madre antica del genio col morale impero stenderà il suo regno di pace su tutto l'universo .» (pagg.11-12-13-14-15)

( A.C.)


lunedì 15 luglio 2013

La devozione liturgica infastidisce Satana

Dedichiamo questo Post alla devozione liturgica ed eucaristica : indispensabili per la santificazione personale e della comunità, sia ecclesiastica  che civile.
Lo facciamo attraverso le parole che due nostri fratelli nella fede hanno scritto  su facebook .
Come “introduzione” postiamo la “cronaca” di un episodio di blasfema intolleranza liturgica che avvenne nella Città di San Francesco nel 1982 perchè è idealmente collegato con quanto descritto nel primo intervento.
Ce lo descrive  Carlo Belli  nel suo ultimo libro “ Altare deserto " ( Giovanni Volpe Editore, 1983, pagg. 111 e 112 ) :  « ... Veramente Giovanni Paolo II il coraggio ce l'avrebbe, a giudicare da quello che ha detto in un documento indirizzato a tutti i Vescovi della Chiesa: egli " ha chiesto perdono, in nome suo e di tutti i venerati e cari fratelli dell'Episcopato — per tutto ciò, per qualsiasi debolezza umana, impazienza, negligenza, in sèguito anche all'applicazione talora parziale, unilaterale, erronea delle prescrizioni del Concilio Vaticano II, che possono aver suscitato scandalo e disagio circa l'interpretazione della dottrina e la venerazione dovuta al grande Sacramento dell'Eucarestia" (Dominicae Coenae. Versione italiana, tipografia Poliglotta Vaticana, 1980). Ciò significa avere almeno il coraggio delle proprie responsabilità.
Ha perfino ammesso il diritto di celebrare, per chi lo desideri, il Rito antico.
Ma tutto è rimasto come prima. Anzi, peggio.
Il 21 agosto del 1982, (l'anno scorso!) un missionario, alla guida di un gruppo giovanile, stava celebrando sulla tomba di San Francesco ad Assisi, alle ore 11. 
Un frate villano, addetto alla basilica, appena si accorge che il missionario sta celebrando secondo il rito di San Pio V, interrompe la Messa già iniziata, per intimare al sacerdote di celebrare la cosidetta messa riformata, o conciliare.
Proseguendo imperterrito il missionario a celebrare la Messa tradizionale, il frate lo colpisce con insulti, gridandogli: Lefebvrìano! Lefebvriano!
Un secondo frate, non meno energumeno, interviene per comunicare al celebrante di smetterla che così ordina il Vescovo.
Ma il valoroso missionario non desiste.
Si giunge al ludibrio sacrilego: giunto il momento della Comunione, i due frati tangheri, cercano di impedire al celebrante di distribuire la particole da lui consacrate e impon¬gono le pissidi che si sono affrettati a portare. 
La lotta si svolge con forti spintoni prodotti dai due frati contro la ressa di giovani che vogliono accostarsi alla mensa. Fanno cadere una ragazza. 
Trambusto. Esacrazione unanime. 
Tutto ciò nella santa città di Assisi, sulla tomba di S. Francesco!
Su quella stessa tomba, pochi minuti prima della Messa celebrata dal buon missionario, si era inscenata una concelebrazione presieduta da un vescovo francescano, con chitarre e pifferi e canzonette cantate a squarciagola anche in quelle parti della S. Messa riservate al solo celebrante. …
Dirgli sepolcri imbiancati a questi estensori, sarebbe poco. 
L'arroganza dei persecutori contro i fedeli alla Tradizione, che è il deposito della Fede, mascherata in Curia da perfide ipocrisie, sbotta trionfante nel basso clero, ubriaco di populismo e di novità. 
Abbiamo appena visto che cosa è accaduto ad Assisi, sulla tomba del Santo! »
A.C.

“A me capitò un fatto molto triste. 
Da un po' di tempo avevo preso l'abitudine di inginocchiarmi per la comunione. 
Non essendoci la balaustra ormai in nessuna chiesa, mi inginocchiavo per terra ma devo dire che molti preti non fanno problemi, anche se si vede che non gradiscono.
Tuttavia ero convinto in coscienza che quell'atto di adorazione era dovuto anzi più che dovuto per il Signore.
Un giorno però quando mi inginocchiai alla comunione, il frate (cappuccino) mi rimproverò davanti a tutti dicendo "Alzati, questa è tutta scena! Non serve mettersi in ginocchio". 
E non voleva darmi la comunione.
Se mi fossi alzato, gli avrei dato ragione, per cui sono rimasto fermo in ginocchio e lo guardavo. 
Al che, spazientito e innervosito, mi diede sgarbatamente l'ostia consacrata e mi fece cenno di andare... a quel paese...
Ora mi chiedo: è possibile? Cos'avrò fatto di così male?
Nota bene: non c'erano 300 persone a far la comunione (uno potrebbe pensare che ho intralciato il traffico)... ce ne saranno state 20 ed io ero l'ultimo. Che fastidio ho provocato?
Volete sapere cosa penso? HO DATO FASTIDIO A SATANA”.

“Quando un catto-progressista parla del rito romano in vetus ordo, pone generalmente la sua attenzione ai paramenti sacri fatti di pizzi e merletti ed tutti gli accessori che fanno da contorno alla messa in rito antico. 
Nella realtà chi guarda meno superficialmente si accorge che non si tratta di pizzi e merletti ma di una ecclesiologia differente, un modo di concepire la chiesa in modo teocentrica rispetto a quella conciliare che è marcatamente antropocentrica. 
Gli abusi liturgici che soventemente constatiamo non sarebbero esistiti se avessimo mantenuto la liturgia antica perchè il rito romano antico non dà la possibilità di sperimentazioni liturgiche. 
Soprattutto un pregio della liturgia antica è quello di spazzare via i personalismi perchè il protagonista della messa è Gesù Cristo. Partecipando alle varie celebrazioni non ho mai focalizzato ai paramenti liturgici del prete che celebra la mia attenzione è sempre andato al Sacrificio Eucaristico e al silenzio meditativo che reca con se la celebrazione liturgica. 
Come possiamo convertirci se attorno a noi non abbiamo il silenzio per ascoltare? 
Non saranno sicuramente lo schiamazzo delle chitarre della messa moderna che ci farà convertire..”


sabato 13 luglio 2013

Siamo già nella nuova era anticristica ? Nessuna inquietudine per il primato petrino?

Penso che nessuno possa negare il profondo sentimento che pervade i gesti che significativamente compie Papa Francesco. 
Ripetiamo, fino allo sfinimento, che ogni nota intrisa di spirito polemico è rivolta solo nei confronti dei poteri massmediatici  che stranamente ( e ipocritamente) plaudono sempre all’attuale Successore di Pietro mentre … per quasi otto anni hanno crocifisso Colui che pure lo ( stesso ) Spirito Santo aveva designato nell’Alto Ministero Petrino.
" Qui non si tratta di "far tacere le voci della coscienza", come qualcuno può pensare. 
Si tratta soltanto di rendersi conto di che genere di "mezzo" stiamo usando per esprimere le nostre, pur legittime, opinioni. 
E certi luoghi su internet non sono assolutamente adatti a coltivare il dibattito teologico ( che non faremo MAI perchè non ne siamo assolutamente capaci n.d.r.) non di teologia, o quantomeno di teologia di un certo livello".

Preghiamo per il Papa e per la Chiesa !


Questo post ha un titolo  forte ma  " basta guardare a cosa sono intenti i governi europei " per aumentare la nostra dose di preghiera e di penitenza per la salvezza delle nostre anime e per la salvaguardia della Civiltà Cristiana : faro di luce, di amore e di misericordia per tutti i popoli !

Continuiamo dunque nell'osservazione, asettica, delle bufale spacciate dai mass media come notizie ecclesiali :
« IL SOPRALLUOGO - Il Papa ha dichiarato guerra alle auto lussuose del Vaticano. Prima ha attaccato gli sprechi, sottolineando che «a me fa male quando vedo un prete o una suora con un'auto di ultimo modello». Poi, pochi giorni dopo, ha messo in pratica quanto affermato nell'incontro con i seminaristi: mercoledì ha fatto un sopralluogo al parco macchine del Vaticano. Non è la prima volta - già nei giorni scorsi Papa Francesco, andando a pranzo da un amico cardinale, ha fatto una visita nel luogo in cui solitamente parcheggiano alcuni cardinali. … 11 luglio 2013 | 19:28 »
“… sopralluogo al parco macchine del Vaticano...” risum teneatis !
Difatti i romani, e non solo,  si son presi il mal di stomaco a forza di ridere dopo aver letto l’articolo del Corriere ...

Neppure nel ventennio fascista il Corrierone nazionale fu tanto prono nei confronti dei potentati...
I mass media esaltano alcuni gesti di questo pontificato :  « apostrofare gli sfruttatori e predicare mansuetudine presso gli sfruttati »   .
Un mio "illuminato" amico ha prontamente spiegato che è in atto il desiderio di   "  fare della fede una sorta di carta assorbente delle frustrazioni sociali create dalla crisi economica ". 
Il tutto in funzione dell'affermazione di una nuova governance mondiale di cui uno dei primi passi è lo smantellamento del Primato Petrino a favore della collegialità .
Pare che mediaticamente sta ritornando il Potere Temporale  intronizzato dalle stesse mani  che lo frantumarono il 20 settembre 1870 nella " breccia di Porta Pia : «ci sarà chi si dichiarerà entusiasta del tanto invocato rinnovamento ecclesiastico» ammonisce in un articolo un Giornalista oltre Oceano ma da quanto in quà alla Chiesa, che racchiude il deposito della Verità tutta intera, interessano le opioni transeunte della gente istigata e manovrata dai mass media ?
In un' interessante ed equilibrata analisi dell'attuale Pontificato Don Mauro Tranquillo, liturgista e stimato storico del Papato, scrive : " … Papa Francesco vuole distinguersi per povertà, sobrietà, semplicità. 
Niente paramenti antichi, niente insegne (ma la maggior parte delle insegne papali è scomparsa sotto Paolo VI). 
Si sottolinea il fatto che non abiti nel Palazzo ma sia rimasto in una suite d’albergo, che abbracci i bambini e accarezzi i cani, che dica “buongiorno”, che usi l’argento invece dell’oro, etc. 
Si sottolinea, lo abbiamo accennato, il contrasto –tutto relativo e spesso artefatto– con Benedetto sotto questi aspetti. Parla dei poveri e di una Chiesa per i poveri, lontana da ogni tipo di potere. 
La stessa struttura giuridica della Chiesa è minimizzata se non disprezzata: non solo gli eccessi di questa (il “burocratismo”), ma il fatto in se stesso. 
La Chiesa, dice Bergoglio, non è «una struttura ben organizzata» egli respinge ogni immagine di autorità e l’idea della societas perfecta; evita di sedere sul trono, non ama gli omaggi, né il cerimoniale. 
Dal fioretto edificante si slitta rapidamente all’immagine di una Chiesa non più strutturata come società visibile, ma come una comunione, una “carità” (opposta a società cui presiede il Vescovo di Roma)."

Accentuano il desiderio di  "collegialità" le recenti dichiarazioni   del   Cardinale  Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, perennemente e fortemente "sponsorizzato" dal TG2,  Coordinatore degli otto Cardinali scelti dal Papa per consigliarlo nel governo della Chiesa e per studiare un progetto di riforma della Curia Romana.
In un’intervista ha difatti dichiarato :« Sarebbe auspicabile, e penso che lo si farà, che ci potesse essere uno sviluppo della struttura sinodale, che ne cambiasse la metodologia di lavoro per renderla un momento che, senza essere imponente – non è necessario –, abbia una funzione non solo consultiva bensì anche decisionale. … sto invitando i diversi membri della commissione a fare dei sondaggi nei loro continenti, a raccogliere proposte intorno a quelle ipotesi che già si erano presentate nelle congregazioni generali prima del Conclave, e sto trovando una grande convergenza su molti argomenti. 
Quando arriveremo alla prima riunione, all’inizio di ottobre, ci troveremo veramente a un punto di partenza molto buono. Ho molta speranza ».

“Qual’ è – gli risponde una lucida Intellettuale cattolica - la" sensibilità" di certi, se non tutti, i membri di quella commissione ? A che genere di convergenza pensiamo possano arrivare?
Tutto è talmente prevedibile che potrebbero risparmiarsi la fatica, potremmo scrivergliele noi quelle conclusioni!
Vedremo se quei porporati si stanno raccontando delle favolette, cullandosi di illusioni o se sapranno raggiungere i loro fini. 
Chi conosce Papa Bergoglio dice che non ama la collegialità, che ascolta tutti ma poi decide da solo, che non ama delegare.
Quella commissione ha il compito di "masticagli il lavoro", un lavoro per il quale ha detto di non essere dotato.
Vedremo se le conclusioni di quella Commissione coincideranno con la volontà e le idee di Papa Bergoglio”.
Torniamo alle pacatissime  parole di Don Mauro Tranquillo : “ … Si tratta unicamente di un’operazione mediatica, o vedremo altri radicali cambiamenti all’interno della Chiesa? 
Teniamo presente che, in un mondo come questo, quanto è mediaticamente rilevante sembra avere molto più peso di quanto è realmente, e in questo senso il passo in avanti c’è già stato. 
Chi ne è cosciente attore, chi pedina, chi vittima? 
A queste domande non sta a noi rispondere, né lo potremmo facilmente. A noi basta sapere che ci si vuole far entrare in una nuova epoca della vita della Chiesa, e contemporaneamente sprofondarci in una nuova era anticristica (basta guardare a cosa sono intenti i governi europei) e tenerci saldi alla dottrina definita”.

Oremus pro Pontifice nostro et pro Ecclesia Catholica !
Christus vincit !

Andrea Carradori



giovedì 11 luglio 2013

Il dovere dei Cattolici !

Tranquillizziamo alcuni nostri Lettori che scorgono nel nostro blog alcune note critiche all’attuale Pontificato :  giammai !
Utilizziamo per questo le sagge parole che una nostra Amica ha scritto su facebook.
Da parte nostra ripetiamo, fino allo sfinimento, che ogni nota che potrebbe apparire “critica” è rivolta nei confronti  del potere massmediatico a che stranamente ( e ipocritamente) plaude sempre all’attuale Successore di Pietro mentre … per quasi otto anni ha crocifisso Colui che pure lo ( stesso ) Spirito Santo aveva designato nell’Alto Ministero Petrino.
Abbiamo cercato di svelare nei precedenti post l’origine e i mandanti della Via Crucis percorsa da Benedetto XVI fin dai primi istanti del Suo Pontificato.
C' un solo modo, cristianamente perfetto, per dimostrare amore vero per il Papa : pregare per Lui ! 
Anche il non cedere, con spirito di ruffianante lecchineria , alla tentazione di avallare certe scelte che di liturgico non hanno nulla, perché sono espressione evidente di vuota demagogia popolar-populista, è un modo per dimostrarci amanti del Papa e della Verità.
Ci dispiace, infine, che nel suo intervento la nostra Amica, che ha scritto le belle parole che postiamo, sia incorsa in alcune celebrazioni maleodoranti di “abusi liturgici”.
Ci auguriamo che anche l’attuale Pontefice voglia continuare ad “investire” sulla Liturgia come ha fatto il Suo mite e fin troppo buono Predecessore.
Oh! come sarebbe bello e santo se Papa Francesco, con l’energia che gli è propria, volesse sguainare la spada per recidere le mostruose creature post conciliari che affliggono i Fedeli con una serie di diabolici “abusi liturgici” !
Oremus pro Pontifice nostro.
Andrea Carradori


« Nessuno dovrebbe giudicare il Santo Padre, neanche io l'ho fatto e ne mi permetto è Pietro ed è il Vicario di Cristo. 
Con la mia sottolineatura volevo precisare il pericolo in cui si cade volendo guardare all'eccessivo abuso che si fa dell'ostentazione del Santo Padre alla sobrietà. 
Purtroppo, e lo dobbiamo dire ed ammettere, perchè andiamo a Messa tutti ... parecchi sacerdoti ormai (sempre in nome della sobrietà - che hanno frainteso e distorto a loro piacimento e favore) si spogliano sempre di più dei paramenti sacri durante le celebrazioni ed ostentano nelle chiese orpelli che poco c'entrano con la casa di Dio...per non parlare di noi fedeli, che in chiesa siamo al mercato del pesce quando si fanno le aste d'acquisto....che entriamo in pantaloncini, ciabatte e canotte - quando va bene - o con pantaloni talmente bassi da far vedere gli indumenti intimi, non curanti del luogo dove siamo, sia che siamo all'aperto (stadio o campi scuola) sia che siamo al chiuso, la Messa è Messa ed il Sacrificio della Croce con Cristo inchiodato da noi e per noi è lo stesso e quindi ordine e decenza!. 
Se fossimo chiamati in un'aula di tribunale per difendere noi stessi o qualcun altro davanti ad un magistrato ci vestiremmo così, no di certo! 
Rischieremmo una condanna per vilipendio alla Corte...e allora davanti a Dio dovremmo strisciare con la faccia a terra e completamente coperti per la vergogna. 
Ma se la vuoi sapere tutta, la mia paura e che stiamo andando verso bicchieri di plastica usati come Calici, piattini di plastica piccoli da dolce usati come Patene e contenitori di plastica con coperchio(quelli da mettere in frigo per gli avanzi) usati come Pissidi nei Tabernacoli (che ormai per trovarli o gli fai la video chiamata o cerchi delle porte chiuse con delle luci elettriche rosse esterne - come quelle che trovi fuori dalle sale di radiologia che ne indicano la presenza e l'esecuzione di un esame - Del resto nelle chiese sono già entrate le luci da discoteca, i palloncini, i nasi da clown....e tanto altro, che ci vuole il passo e breve. …
Saremo giudicati non sulla sola Carità e Solidarietà Cristiana praticata, ma sulla TESTIMONIANZA DELLA VERA VERITA' DI DIO E SULLA DIFESA DELLA STESSA. 
Il caro Papa Francesco non deve dimenticare ciò che disse il Poverello di Assisi del quale porta il nome...la vera povertà la usava per se stesso, la voleva per i propri fratelli e frati, ma tuonava ed urlava se per le cose di Dio c'era sciatteria o superficialità. 
A DIO l'oro e lo sfarzo da lui erano pretesi, come la devota pompa durante le celebrazioni delle Sante Messe ».

mercoledì 10 luglio 2013

A San Michele Arcangelo gli chiediamo che ci difenda dal Maligno e che lo getti fuori ( Papa Francesco)

«Nel consacrare lo Stato Città del Vaticano a San Michele Arcangelo, gli chiediamo che ci difenda dal Maligno e che lo getti fuori». Papa Francesco 5 luglio 2013.
Come non pensare alla famosa omelia in cui esplicitamente il Servo di Dio Papa Paolo VI parlò che « da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio » ?
Con il Santo Battesimo la Chiesa ci ha chiesto di rinunciare a Satana (Abrenúntias sátanæ? ) e a tutte le sue opere e vanità (Et ómnibus opéribus ejus? Et ómnibus pompis ejus? ).
Subito dopo l’atto di rinuncia al peccato c’è l’unzione con l’Olio dei Catecumeni e il Sacerdote, rivestita la stola bianca, ci chiede l'adesione nella fede della Chiesa Cattolica :
“Credis in Deum Patrem omnipoténtem, Creatórem cæli et terræ? Credis in Jesum Christum, Fílium ejus únicum, Dóminum nostrum, natum, et passum? Credis et in Spíritum Sanctum, sanctam Ecclésiam cathólicam, Sanctórum communiónem, remissiónem peccatórum, carnis resurrectiónem, et vitam ætérnam?”
Diversi Amici, i cui suggerimenti teniamo sempre nel cuore e della mente, ci hanno biasimato perché nel precedente post abbiamo criticato la foggia  di alcuni "arredi" liturgici presenti  nell’ormai “famosa” Messa che il Santo Padre Francesco ha celebrato nell’Isola di Lampedusa.
Ecco il testo sotto accusa : “Con le parole di Papa Francesco cerchiamo - di resistere alle pressioni del mondo o si rende «ridicolo» - esattamente come è stato fatto oggi introducendo nella Liturgia Papale alcuni elementi che fanno parte della vuota demagogia del mondo”.
Confermiamo quanto abbiamo scritto a sola lode di Dio, senza ruffianerie o ridicole pseudo giustificazioni, che aggravano ancor più la risibilità di alcune scelte più demagogiche-propagandische che liturgiche. 

“Guai a voi quando tutti gli uomini diranno bene di voi, perché in tal modo agivano i vostri padri verso i falsi profeti” (Lc. 6, 26).
 
Alleghiamo la Professione di Fede nella Chiesa Cattolica composta e messa in rete da un giovane , che ringraziamo scusandoci per un piccolo taglio… dovuto a motivi di spazio .
A.C.


« Ci insegnarono che la Chiesa è Una, Santa, Cattolica e di origini Apostoliche.  Ci elargirono con rigore pratico che il reggitore di questa divina ecclesia terrestre, è il Papa. Su questa enorme quanto eloquente immagine visibile, ci imposero massima e devota obbedienza, poichè le tante assise cattoliche adunate, le tante filosofiche e teologiche ricerche, ci plasmarono l'intelletto che Lui è il re dei re, il principe degli apostoli, Vicario di Cristo e reggitore dell'orbe terrestre. Ci insegnarono che la Santa Messa è l'incruento sacrificio della vittima redentrice, e quasi ci imposero il timore, la devozione verso la sacralità del rito. Sì, ci insegnarono che Dio è bellezza, e che lo sfarzo del bello, doveva essere dedicata a Lui, separarono l'Altare di Dio, rendendolo inaccessibile, non per tenerci lontani, ma perchè ci fecero capire che il sacro, aveva un altro linguaggio, opposto al mondo e che la separazione nella sacralità, evidendenziava l'avvicinamento del cuore e dello spirito e non perchè "il popolo" era escluso dalla vita liturgica della Chiesa. Ci insegnarono il catechismo e ci rivelarono che la verità della cristiana religione sussisteva nella Chiesa Cattolica e fuori da essa salvezza non esisteva, ma eterna dannazione sussisteva. Ci fecero pure intimorire i Papi della storia, poichè fortemente a loro volta, credenti come noi ci dissero che l'evangelo doveva essere trasmesso, poichè la divina religione non è statica, ma dinamica, affichè tutte le genti conoscessero la verità. Ci imposero, la conversione dei diversi, facendoci comprendere che abbracciavano religioni false e opprimenti, suggerendoci che la verità, rendeva liberi e apriva gli orizzonti spirituali alla salvezza. La Chiesa, per mezzo del suo terreno ma prescelto successore di Lui, condannò come male pure l'ecumenismo dialogo, giustificandone pure le ragioni. Ci resero cattolici in tutto :  amanti del Sacro e della Tradizione, devoti del Papa e sottomessi al Vescovo. … 
Come potete ora pretendere che il Cattolico, possa conformarsi a Voi, nell'incresciosa babele di una chiesa che loda i non cristiani e butta fuori i cristiani, accusandoli, poichè devoti al papa, al sacro , al sacrificio e alla bellezza del sacro? Siete stati Voi, mediante l'esperienza plurisecolare a renderci cosi come siamo, "d'inciampo" oserei dire, e cosi rimarremo.  
Voi stessi con tristezza da parte nostra, ci considerate una "razza retrograta" perchè crediamo in ciò che per secoli ci avete trasmesso e che coincide con la fede dei padri. Si, lo dico con triste rammarico, rimarremo d'inciampo anche per Voi, si per Voi, che ci delutete ogni giorno con le vostre bruttezze e sociologie laiche, con le vostre aperture al mondo, "voltando le spalle" agli Altari, e alla Chiesa militante, disprezzata e umiliata non dal nemico, ma dai voi stessi, che pur siete stati da Lei nutriti e allattati, rammentantovi, che avete dimenticato la ragione stessa della vostra esistenza. Siete stati voi a renderci così mediante il “deposito della fede” e così rimarremo »

lunedì 8 luglio 2013

La Chiesa Cattolica risorgerà nel pieno splendore quando e come il Signore vorrà.


Ho copiato da un blog cattolico alcuni commenti apparsi appena terminato il viaggio pastorale di Papa Francesco nell’isola di Lampedusa.
Da parte nostra, condividendo in toto la scelta preferenziale per i poveri, che non deve essere uno slogan, ammiriamo e veneriamo l'infinita schiera dei Santi e delle Sante che nel corso della Storia della Chiesa nel nome di Cristo si son fatti poveri fra i poveri per i poveri.
Con le parole di Papa Francesco cerchiamo  " di resistere alle pressioni del mondo o si rende «ridicolo» " esattamente come è stato fatto oggi introducendo nella Liturgia Papale alcuni elementi che fanno parte della vuota demagogia del mondo.
Bisogna - dice il Papa - eliminare" la tentazione di chiudersi nei propri schemi".
Non ho visto alcun filmato della visita pastorale di Papa Francesco ( come del resto non ho veduto nessuna cerimonia che lo coinvolge dal giorno della Sua elezione al Soglio Pontificio - leggo solo i testi ufficiali - ) mi auguro però che l’Augusto Pontefice nel corso della visita pastorale nell'isola abbia ringraziato ( MI HANNO SCRITTO CHE IL PAPA LO HA FATTO  n.d.r. 10 luglio 2013 ), anche a nome della Chiesa, gli Isolani di Lampedusa ( che hanno dimostrato di possedere in corde le virtù evangeliche soprattutto della carità cristiana ) ed i Rappresentanti delle Forze dell’Ordine Italiane  di cui siamo orgogliosamente fieri soprattutto per il senso di straordinaria abnegazione dimostrata in tutti questi anni  !  ( Per non parlare del  loro futuro che si non preannuncia  roseo... sono anche sottopagati ...   )
Anche nel comportamento civilissimo dello Stato e delle proprie Istituzioni si riconosce la radice cristiana della nostra Patria !
W Cristo Re ! W l'Italia Cattolica !
Andrea Carradori

Ecco alcuni spunti di riflessione :


1) Penso che nessuno possa negare il profondo sentimento che anima le parole di Francesco. 
Mi chiedo tuttavia quali siano le colpe della Chiesa in simili frangenti di cui fare ammenda. 
La Chiesa e le sue istituzioni centrali e periferiche vengon incontro a questi disgraziati. 
Ma non è la Chiesa che può frenare l'emigrazione come non può sedar
guerre e rivolte, persecuzioni e stragi. 
Tutt'al più può alzare la voce - ma l'ha sempre fatto, anche con Benedetto XVI - rivolgendosi ai capi di stato, ad istituzioni internazionali richiamandoli ai loro doveri, ed alle organizzazioni umanitarie affinché prestino la loro opera. 
Non mi sembra che i cattolici, specie se impegnati nel sociale, siano indifferenti dinnanzi alla tragedia dell'espatrio volontario o forzato ed allo sfruttamento in patria ed anche nelle terre dove questi fratelli son accolti.
Il problema, insomma, non può esser risolto dalla Chiesa, che può solo lì dove sia possibile lenire un po' le ferite e denunciare i moderni trafficanti di uomini, siano essi politici o traghettatori senza scrupoli.


2) ( L'analisi, seria, di "un viaggio della speranza" )


A) un "viaggio della speranza"
costa, secondo le informazioni correnti cifre che oscillano tra i 3 ed i 5000 dollari/capite.

B) i "migranti" vengono dalle zone più povere del mondo (questo sempre secondo le medesime fonti di informazioni correnti), dove il reddito pro-capite si aggira su valori tra 2 e 4 dollari/capite-giorno.

C) gli "scafisti" pretendono di essere pagati, non essendo la loro un opera di beneficienza né una "onlus pietosa".

D) secondo le ultime rivelazioni, possiamo essere spiati in ogni nostro movimento, al computer, al telefono, quello che facciamo etc. 
I satelliti possono spiare e fotografare la situazione di un dato settore del globo quando e come vogliono.

Se ne deriva che:
da quanto esposto al punto D) è evidente che i barconi carichi di "migranti" solcano le onde del mare e chi li potrebbe fermare alla partenza ne conosce la rotta.

da quanto esposto ai punti A,B) è evidente che un "migrante" per pagarsi il viaggio, anche nella migliore situazione dovrebbe:
- lavorare nel proprio paese (e quindi essere già privilegiato e perciò meno invogliato a migrare).
- avere a disposizione una somma che può risparmiare in un periodo oscillante tra 2 e 6,5 anni di lavoro durante i quali però non deve mangiare, bere, acquistare alcunché. Quindi è realistico che questo tempo, per una vita normale si dilati arrivando a valori pari a 15-20 anni.

Se poi si considera che tante volte i "migranti" viaggiano a gruppi familiari, le cifre di cui sopra si dilatano ancor più.

Considerando che il più delle volte i "migranti" sono giovani è ovvio che il prezzo pagato non può essere il frutto del loro risparmio. 
Le ipotesi possono essere che:
- è pagato dai loro nonni o comunque da qualcuno in età avanzata e che abbia avuto l'opportunità di disporre nel corso del tempo delle somme necessarie.
- viaggiano gratis (ma questa ipotesi confligge con il punto C).
- è pagato da qualcun altro che ha interesse a che questi viaggi abbiano luogo e non si arrestino.

Corollario:
se una "civiltà" viene pesantemente infiltrata con elementi ad essa estranei da un lato, e viene indebolita con un attacco continuo, ripetuto e martellante ai propri elementi costituitivi (valori, principi etc.) dall'altro, tale società andrà in apnea e sarà soffocata e rimpiazzata da un'altra.
La nuova società dovrà essere simile alla prima, per poterla soppiantare presentandosi come una normale evoluzione di quella pregressa agli occhi di coloro che si illudono di poterla mantenere, ma nello stesso tempo totalmente diversa, altrimenti non si capirebbe il perché del cambio.

Conclusione:
chi foraggia i viaggi della speranza e chi si dà da fare per abbattere la civiltà cristiana ed occidentale rema (è il caso di dirlo) dalla stessa parte.
Le vittime in questo caso sono i migranti che ci lasciano la pelle e gli occidentali che svendono per un piatto di lenticchie (questo piatto è la fratellanza universale) l'eredità guadagnata dai loro avi e il privilegio di essere portatori della vera Speranza.

Nota: la civiltà cristiana potrà, come lo è, essere sconfitta, nei suoi aspetti materiali e naturali, non così però in quelli soprannaturali nei quali si manterrà intatta e sui quali risorgerà nel pieno splendore quando e come il Signore vorrà.  08 luglio 2013


3) Non si possono rimproverare coloro che subiscono (noi italiani ed europei), anche se è stata tirata fuori la frase ad effetto della "globalizzazione dell'indifferenza" che è la piaga dell'umanità da sempre insieme agli egoismi che sappiamo superabili e vincibili soltanto in che modo e con Chi. E poi chi lo dice che siamo indifferenti?
E non si può continuare a rimproverare e a chiedere perdono di colpe che non sono nostre, tra l'altro ignorando i cristiani ferocemente massacrati nei paesi islamici da cui provengono la maggior parte delle vittime di quei regimi, stigmatizzando una parte dei burattini (cioè i trafficanti), ma non intervenendo sulle cause del fenomeno e sui burattinai!

4) A qualsiasi costo: anche arrivando a “vendere le chiese per dare da mangiare ai più poveri” ha affermato, richiamando le parole di San Giovanni Crisostomo: “Ti preoccupi di adornare la Chiesa e non il corpo di Cristo che ha fame”. 
A volte, infatti - ha soggiunto Francesco - “semplicemente bisogna neutralizzare il male”: “C’è fame, bisogna dare da mangiare”; “ci sono dei feriti, vanno curati”.
Mi pare che la parole di Giovanni Crisostomo siano tanto chiare quanto strumentalmente distorte!
Il discorso riguarda l'atteggiamento da tenere sempre: privilegiare non l'esteriorità ma la sostanza.
Non significa che la Chiesa debba spogliarsi dei suoi tesori, molti dei quali sono costati sudore e amore, da parte di credenti, a maggior gloria di Dio per esaltare la sua bellezza e la sua magnificenza.
Per questo ho parlato di pauperismo. 
E non è un giudizio duro: pauperismo non è vera povertà: ti puoi spogliare di quello che è tuo, per darlo ai poveri, non di quello che appartiene a tutti i credenti di tutto il mondo. 
Una volta che poi hai spogliato la Chiesa, hai forse risolto le cause della povertà?
Ovvio che il cristiano è anche il samaritano che si china sulla necessità contingente; ma Cristo Signore è venuto per salvare dalla schiavitù del peccato che è all'origine di ogni povertà, materiale e spirituale!
Ecco perché è un discorso anche populista e molto miope se non è in malafede (cosa che non credo).


5) ... Il Papa avrebbe chiesto di non volere né vescovi (fatti suoi, ovviamente) né il Ministro degli interni della Repubblica Italiana. 
Se ciò fosse vero, qualcuno potrebbe per cortesia spiegare al Papa che :
a) Lui è considerato da tutti come il Papa (e non solo come il Vescovo di Roma) e quindi come un Capo di Stato?
b) Che esistono norme protocollari che, piaccia o meno, un capo di stato che visita uno STATO ESTERO deve rispettare?
c) Che tali regole valgono ancora di più per un Papa che visita il territorio italiano e che è ospite di un Paese che gli mette a disposizione mezzi di trasporto e soprattutto un dispositivo di sicurezza pagato dai cittadini italiani?
d) E che dunque nell’ipotesi che il Signor Papa non voglia espressamente rappresentanti del governo italiano a Lampedusa si tratterebbe di un gesto di scortesia istituzionale senza pari?



Leggere QUI un sano commento dell'evento  in oggetto.

domenica 7 luglio 2013

Mons. Marcel Lefebvre, apostolo della carità in Africa



Come al solito l'onnipotente Enzo Bianchi, Priore di Bose, vuole dettare l'agenda al Papa.
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