sabato 9 novembre 2013

Medjugorje . Prove ( tecniche ) di ( dis) obbedienza ?

Mantenendo in modo forte e chiaro il nostro assoluto disinteresse personale e personalistico per il fenomeno  Medjugorje ( " Io non penso. E’ la Chiesa a pensare per me" ),  postiamo doverosamente , come pura cronaca, quanto la Santa Sede nei giorni scorsi ha ribadito coerentemente con le deliberazioni della Conferenza Episcopale dell’Ex Jugoslavia, dalla Diocesi di Mostar e della stessa Congregazione della Dottrina della Fede. 
Il mirabile riassunto del normale " sentire cum Ecclesia" su questa tematica è proposto in QUESTO  filmato.




Nunziatura Apostolica
Stati Uniti d’America

21 Ottobre 2013

Reverendo Monsignor Jenkins.
Scrivo come richiesto da Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il quale chiede che i vescovi degli Stati Uniti siano avvisati, ancora una volta, della seguente (cf. mia lettera del 27 febbraio 2013, dello stesso numero di protocollo). Così, Sua Eccellenza desidera informare i vescovi che uno dei cosiddetti veggenti di Medjugorje, il signor Ivan Dragicevic, ha programmato di compiere visite in alcune parrocchie in giro per la nazione, durante le quali presenterà il fenomeno Medjugorje.
E’ stato anticipato, inoltre, che il signor Dragicevic riceverà apparizioni durante queste visite programmate.
Come è ben consapevole, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha in atto un processo di investigazione circa gli aspetti dottrinali e disciplinari del fenomeno Medjugorje.
Per questa ragione, la Congregazione ha affermato che, a riguardo della credibilità delle “apparizioni” in questione, tutti dovrebbero accettare la dichiarazione, datata 10 Aprile 1991, dai Vescovi della ex Repubblica di Jugoslavia, che asserisce: “Sulla base delle ricerche compiute, non è possibile affermare che si tratti di apparizioni o rivelazioni sovrannaturali”. Ne segue, pertanto, che il clero e i fedeli non hanno il permesso di partecipare ad incontri, conferenze o pubbliche celebrazioni nelle quali la credibilità di tali "apparizioni" venisse data per scontata.
Con l’intento, pertanto, di evitare scandalo e confusione, l’Arcivescovo Müller chiede che i Vescovi siano informati sull’argomento il prima possibile.
Prendo questa opportunità per presentarvi i miei sentimenti di profonda stima, e disposizione.
Sinceramente Suo in Cristo,

+ Carlo Maria Viganò
Nunzio Apostolico


Da tempo troviamo eccessiva la “ propaganda ” del fenomeno Medjugorje che P.Livio, Direttore di Radio Maria,  compie in aperta violazione delle norme ecclesiastiche e del buon senso prudenziale che un Religioso, in piena comunione con la Santa Sede, dovrebbe avere fisso nella mente e nel cuore.
Forse P.Livio dovrebbe riposarsi un poco onde affidarsi alle salutari  cure pastorali di un suo Confratello e ritrovare quel necessario " sentire cum Ecclesia " che ci pare abbia un poco smarrito.

Tempo addietro avevamo scritto ( QUI)  : “Pare evidente che il “fenomeno Medjugorje” venga gestito quasi unicamente da zelanti laici che , sotto-sotto, non si curano ed anzi, diciamolo pure, non si fidano dei loro Pastori ...
Per questo motivo sono contento che in alcuni incontri di preghiera, organizzati secondo lo "stile di preghiera di Medjugorje", con i “canti e le preghiere di Medjugorje" sono sempre presenti Sacerdoti o religiosi a testimoniare l'assoluta comunione con la chiesa universale e locale anche se, l'enorme virtù dell'obbedienza pare che sia ancora sconosciuta in quelle terre ...( ma anche a Radio Maria N.d.R.)
Io non voglio e non debbo avere una mia personale opinione riguardo al “fenomeno di Medjugorje” : è la Chiesa, attraverso i legittimi Pastori, che investiga , che decide e che indica la via da percorrere. … la storia della Chiesa ci insegna che la Divina Provvidenza riesce a far nascere ( con i tempi e con i modi che gli sono propri ) uno splendido roseto fiorito anche in un letamaio : solo il Magistero attraverso i legittimi Pastori, investiga , decide ed indica la via da percorrere”.

Interessante studio teologico-canonico sulla " questione disciplinare " di Medjugorje QUI 


Pervaso da un autentico “sentire cum Ecclesia”  un fedele  ha scritto : “ Io ho ricevuto la Grazia della conversione proprio a Medjugorje. Da lì è cominciato il mio cammino di fede e di adesione all'insegnamento della Chiesa.

Ho cominciato a pregare, a ricevere i sacramenti e a combattere contro il peccato. Dall'esperienza di Medjugorje, con l'aiuto della Madonna, ho capito che la salvezza è nella Chiesa cattolica, in Cristo Gesù e nei Sacramenti. Con il suo aiuto ho messo Gesù al primo posto nel mio cuore.

L'importante è non basare la propria fede su Medjugorje ma sulla Chiesa Cattolica e quindi su Gesù Cristo. La Madonna vuole portarci a questo traguardo anche attraverso le apparizioni e i messaggi.

Il problema è che molti fanno l'errore di annunciare prima Medjugorje e dopo il Vangelo e l'insegnamento della fede cattolica. Facendo così diventano un po' ambigui... 
Medjugorje è uno strumento che deve condurre alla meta”.

Appunto ! 
Bravo !
La méta del credente è la salvezza dell’anima, morire in grazia di Dio e di essere sempre uniti al Magistero della Chiesa in comunione con i legittimi Pastori che la Provvidenza ha posto come “ sentinelle” a guardia delle pecore del pascolo di Cristo Buon Pastore !
Alcuni nostri fratelli nella fede hanno difatti sottolineato che :

“ San Padre Pio, la Beata Emmerich, la venerabile Maria D'Agreda, Santa Bernadette Sobirous, suor Lucia e i due cugini, Sant'Antonio di Padova, Santa Maria Faustina Kowalska, San Massimiliano Kolbe, Santa Camilla da Varano ... nonostante avessero VERAMENTE parlato con Dio e/o la Santa Vergine:
- con vera e grande umiltà non hanno MAI fatto diffondere scritti e/o messaggi SENZA AUTORIZZAZIONE dei vescovi locali e/o della Santa Inquisizione;
- non si sono mai messi a farsi pubblicità sulle loro esperienze mistiche:quasi sempre sui Santi ( maschi ) tali episodi furono resi noti dopo la loro morte , le veggenti delle apparizioni vere una volta usciti di casa dai genitori hanno voluto vivere (chi da consacrate alla vita religiosi, chi da sposate) nel nascondimento lontano dagli occhi del popolo;
- non hanno usato in alcun modo la loro notorietà …”

Un altro fedele, che mi trova sostanzialmente d’accordo,  preferisce invece sottolineare i “ frutti” spirituali del fenomeno Medjugorje : “ Ma cos'è questo livore verso Medjugorje? Io proprio non lo capisco! Ci sono stato in pellegrinaggio e la cosa mi ha edificato molto, come avrebbe potuto edificarmi un pellegrinaggio a Lourdes o a Fatima. Del resto il vangelo dice: "lo riconoscerete dai futti..." ( dobbiamo prendere atto a Madiugorje ci sono  tante conversioni, tante preghiere e tanta devozione nei fedeli che vi si recano N.d.R. ) 
Ebbene se ci sono persone che lì si sono convertite se ci sono state guarigioni accertate, se i veggenti non hanno mai dato adito al benché minimo sospetto, proprio non capisco cosa sia questo astio! 
Ma perché non la piantate di dividervi? 
I nemici della chiesa non sono certo i fedeli che credono alle apparizioni della Gospa bensì i veicolatori dentro alla Chiesa di un neomodernismo che sembra trionfare.. l'autorità religiosa ha anche perseguitato padre Pio se è per questo. Ha ridotto al silenzio suor Lucia... 
Benedetto XVI ha istituito una commissione vaticana presieduta dal cardinal Ruini per valutare il fenomeno Medjugorje, forse perché non si fidava del tutto del pronunciamento dei vescovi dell'ex Jugoslavia (comunque non tutti contrari alle apparizioni..). 
Lo stesso Giovanni Paolo II è sempre stato non certo ostile a Medjugorje…”
Mi inquieta però l'atteggiamento di diffidenza nei confronti del Magistero ordinario che il fedele ha espresso chiaramente  : “l'autorità religiosa ha anche perseguitato padre Pio se è per questo. Ha ridotto al silenzio suor Lucia…”

Ecco perchè il titolo di questo post : prove di (dis )obbedienza.
E' facile profetizzare quello che accadrebbe in caso di pronunciamento negativo della Santa Chiesa nei confronti del fenomeno Mediugorje ...




Andrea Carradori 

Foto : 13 ottobre 2009 ( nell'anniversario dell'apparizione della Beata Vergine Maria a Fatima ) a Roma è crollata la statua dorata della Madonna del Centro Don Orione a Monte Mario frantumandosi in diverse parti.Dopo essere stata restaurata la statua è stata rimessa al suo posto l'11 giugno 2010.


AGGIUNTA DEL 14 NOVEMBRE 2013

LE PAROLE DI PAPA FRANCESCO ( Papa Francesco 14-11-2013 )

Omelia del Papa: "La Madonna non è un 'capoufficio della Posta', per inviare messaggi tutti i giorni".

La Madonna è madre e ama tutti, "ma non è un capoufficio della Posta, per inviare messaggi tutti i giorni". Papa Francesco commenta così lo "spirito di curiosità", il volersi "impadronire dei progetti di Dio" invece di "camminare" nella sapienza dello Spirito Santo e che ci spinge a voler sentire che il Signore è qua oppure è là; o ci fa dire: "Ma io conosco un veggente, una veggente, che riceve lettere della Madonna, messaggi dalla Madonna".

Dello spirito di curiosità che genera confusione e ci allontana dallo Spirito della sapienza il Papa ha parlato questa mattina commentando durante la messa celebrata a Casa santa Marta il passo del Libro della Sapienza, dove si descrive "lo stato d'animo dell'uomo e della donna spirituale", del vero cristiano e della vera cristiana che vivono "nella sapienza dello Spirito Santo. E questa sapienza li porta avanti con questo spirito intelligente, santo, unico, molteplice, sottile". Come riferisce la Radio Vaticana, Francesco ha detto che "questo è camminare nella vita con questo spirito: lo spirito di Dio, che ci aiuta a giudicare, a prendere decisioni secondo il cuore di Dio. E questo spirito ci dà pace, sempre! E' lo spirito di pace, lo spirito d'amore, lo spirito di fraternità. E la santità è proprio questo. Quello che Dio chiede ad Abramo - 'Cammina nella mia presenza e sii irreprensibile' - è questo: questa pace. Andare sotto la mozione dello Spirito di Dio e di questa saggezza. E quell'uomo e quella donna che camminano così, si può dire che sono un uomo e una donna saggia. Un uomo saggio e una donna saggia, perché si muovono sotto la mozione della pazienza di Dio".

Ma nel Vangelo "ci troviamo davanti ad un altro spirito, contrario a questo della sapienza di Dio: lo spirito di curiosità". "E' quando noi vogliamo impadronirci dei progetti di Dio, del futuro, delle cose; conoscere tutto, prendere in mano tutto... I farisei domandarono a Gesù: 'Quando verrà il Regno di Dio?'. Curiosi! Volevano conoscere la data, il giorno... Lo spirito di curiosità ci allontana dallo Spirito della sapienza, perché soltanto interessano i dettagli, le notizie, le piccole notizie di ogni giorno. O come si farà questo? E' il come: è lo spirito del come! E lo spirito di curiosità non è un buono spirito: è lo spirito di dispersione, di allontanarsi da Dio, lo spirito di parlare troppo. E Gesù anche va a dirci una cosa interessante: questo spirito di curiosità, che è mondano, ci porta alla confusione".

La curiosità ci spinge a voler sentire che il Signore è qua oppure è là; o ci fa dire: "Ma io conosco un veggente, una veggente, che riceve lettere della Madonna, messaggi dalla Madonna". E il Papa commenta: "Ma, guardi, la Madonna è Madre, eh! E ci ama a tutti noi. Ma non è un capoufficio della Posta, per inviare messaggi tutti i giorni". "Queste novità allontanano dal Vangelo, allontanano dallo Spirito Santo, allontanano dalla pace e dalla sapienza, dalla gloria di Dio, dalla bellezza di Dio". Perché "Gesù dice che il Regno di Dio non viene in modo da attirare l'attenzione: viene nella saggezza". "Il Regno di Dio è in mezzo a voi!", dice Gesù: è "questa azione dello Spirito Santo, che ci dà la saggezza, che ci dà la pace. Il Regno di Dio non viene nella confusione, come Dio non parlò al profeta Elia nel vento, nella tormenta" ma "parlò nella soave brezza, la brezza della sapienza":

"Così Santa Teresina - Santa Teresa di Gesù Bambino - diceva che lei doveva fermarsi sempre davanti allo spirito di curiosità. Quando parlava con un'altra suora e questa suora raccontava una storia, qualcosa della famiglia, della gente, alcune volte passava ad un altro argomento e lei aveva voglia di conoscere la fine di questa storia. Ma sentiva che quello non era lo spirito di Dio, perché era uno spirito di dispersione, di curiosità. Il Regno di Dio è in mezzo a noi: non cercare cose strane, non cercare novità con questa curiosità mondana. Lasciamo che lo Spirito ci porti avanti, con quella saggezza che è una soave brezza. Questo è lo Spirito del Regno di Dio, di cui parla Gesù. Così sia".

Bosnia : " atteggiamento illiberale e discriminatorio " dei governanti (musulmani) contro i cristiani



" Ma i modernisti e la loro dea non dicevano che questa nazione è un luogo di conversioni?
Infatti i miscredenti stanno scomparendo e i cattolici (e gli ortodossi) sono in aumento vertiginoso..."  ( da Fb )

Rilanciamo una notizia pubblicata sul sito della Diocesi di Torino, e che riguarda l'atteggiamento illiberale e discriminatorio delle autorità di Sarajevo, luogo simbolo della guerra fratricida, e luogo in cui Giovanni Paolo II ha compiuto un viaggio per rilanciare la convivenza fra etnie e religioni.
Marco Tosatti

Rilanciamo una notizia pubblicata sul sito della Diocesi di Torino, e che riguarda l'atteggiamento illiberale e discriminatorio delle autorità di Sarajevo, luogo simbolo della guerra fratricida, e luogo in cui Giovanni Paolo II ha compiuto un viaggio per rilanciare la convivenza fra etnie e religioni.




In molti Paesi musulmani costruire chiese è vietato dalle autorità mentre altrove ci vogliono anni per ottenere i permessi e la sorpresa aumenta quando le stesse difficoltà si riscontrano nei Balcani, a pochi chilometri dalla nostra penisola. 
Accade in Bosnia Erzegovina che dopo quattro secoli di dominio Ottomano, due guerre mondiali e il comunismo, ha vissuto una devastante guerra civile dal 1992 al 1995.



Vent'anni dopo i problemi di convivenza con gli islamici permangono e, in Bosnia, è ancora oggi difficile edificare luoghi di preghiera cristiani. «Dopo 14 anni non ho ancora ricevuto un permesso per costruire una chiesa mentre tante moschee hanno visto la luce e ciò avviene nel silenzio della comunità internazionale che non vuole intervenire a sostegno dei cattolici». 
Ogni volta che esce dal suo Paese, l'Arcivescovo di Sarajevo, il bosniaco card. Vinko Puljic, lancia l'allarme sull'ascesa del radicalismo islamico nella Bosnia Erzegovina che le autorità locali starebbero sottovalutando e punta il dito contro l'inerzia dell'Europa che, a suo dire, dovrebbe intervenire con più forza a livello politico ed economico per creare uno Stato fondato sull'uguaglianza che attualmente non esiste.



In Bosnia-Erzegovina i musulmani sono circa il 40% della popolazione, i serbo-ortodossi il 31%, i cattolici il 10% e il Paese è diviso in due entità in base agli Accordi di Dayton del 1995: una parte è abitata dai serbi della Repubblica serbo-bosniaca (Srpska) mentre nell'altra zona del Paese c'è la Federazione croato-musulmana ma sono gli islamici e i serbi a contare di più. 
In quanto minoranza, i cattolici sono svantaggiati e faticano a trovare un lavoro (la disoccupazione sfiora il 50%) o un impiego nell'istruzione oppure negli altri settori della società mentre gli incarichi politici sono riservati ai musulmani.



La mancanza di lavoro unita al malcontento generale per la grave crisi economica incrina i rapporti tra le etnie e le comunità religiose mettendole spesso una contro l'altra. 
L'intolleranza e la discriminazione contro le minoranze cattolica e ortodossa è presente in tutta la Bosnia e ancora di più nella capitale Sarajevo.



Dopo la guerra la comunità cattolica si è quasi dimezzata e molti sono scappati dal Paese dei Balcani raggiungendo la Croazia oppure l'Australia e il Canada. 
Chiese e monasteri sono stati incendiati e numerosi religiosi sono stati uccisi. Prima del conflitto in Bosnia-Erzegovina vivevano 800 mila cattolici suddivisi in quattro diocesi, oggi ne sono rimasti 460 mila e l'emigrazione non si ferma. 
Il vasto territorio dell'Arcidiocesi di Sarajevo (150 parrocchie con oltre 500 mila fedeli) ha subito gravissimi danni durante la guerra e centinaia di chiese sono state distrutte dai bombardamenti. 
I cattolici ora sono circa 200 mila ma la chiesa locale non si è rassegnata, anzi ha reagito come se nulla fosse accaduto, ricostruendo il seminario e aprendo scuole inter-etniche in tutto il Paese per educare i giovani alla tolleranza e alla convivenza pacifica.



Ma la questione che preoccupa maggiormente cattolici e ortodossi è la crescita dell'estremismo islamico nel Paese balcanico. Secondo il cardinale Puljic l'islamizzazione della Bosnia viene finanziata con i petrodollari dell'Arabia Saudita grazie ai quali sono stati costruiti centri islamici e moschee in molti luoghi e la diffusione del wahhabismo, religione ufficiale della monarchia saudita, sta portando in Bosnia Erzegovina migliaia di wahhabiti fondamentalisti che cercano di diffondere la loro dottrina nella società.

Negli ultimi anni sono state costruite un centinaio di moschee e nella sola Sarajevo almeno 70 nuovi centri di culto musulmano. 
In Bosnia è in corso un processo di islamizzazione, Sarajevo è diventata una città islamica e i cattolici rimasti sono circa 20 mila mentre nella diocesi di Banja Luka, prima della guerra, erano 150 mila e oggi sono meno di 35 mila.



Preoccupa, si legge nel Rapporto 2012 sulla libertà religiosa nel mondo dell'Acs (Aiuto alla Chiesa che soffre) la situazione in Bosnia Erzegovina soprattutto per la progressiva islamizzazione di alcune aree del Paese dei Balcani a causa degli ingenti investimenti compiuti da Stati come l'Arabia Saudita e l'Iran. 
«L'identificazione etnia-religione genera discriminazioni sociali e amministrative verso le minoranze - scrive l'Acs - e in particolare verso i cattolici che vivono in zone a forte presenza islamica (Federazione croato-musulmana) o a maggioranza serbo-ortodossa (Repubblica Srpska). 
Da tempo il cardinale Puljic denuncia le discriminazioni che colpiscono i cattolici di origine croata (oltre 200 mila) che non possono far ritorno nelle zone a maggioranza serba e nella stessa Federazione croato-musulmana tutto è in mano agli islamici che cercano di costringere i cattolici a lasciare il Paese». 


Foto : Mappa provvisoria delle principali devastazioni delle Chiese e dei Monasteri nell'ex Jugoslavia

giovedì 7 novembre 2013

Le apparizioni della Gospa e le “ condanne all’inferno “ per gli scettici

Le parole di un Sacerdote : 
“ E' bastata la lettera di una Nunziatura ( vedere QUI N.d.R ) per scatenare l'offensiva di alcuni fratelli di fede. 
Sono da condannare all'inferno coloro che non credono alle apparizioni della Gospa! 
Se le apparizioni producono simili cristiani, si smentiscono da sole.
Ciò che duole è il vedere come si possa scambiare il dato certo di fede con ciò che non appartiene alla fede. 
Non vorrei essere frainteso: io non appartengo a quanti disprezzano questi fenomeni o ne prendono le distanze con il pretesto di una fede soltanto scritturistica, che è prossima al protestantesimo. 
E' la Scrittura (sempre e comunque inscindibile dalla Tradizione che l'ha generata e dal Magistero che la interpreta) che ci garantisce sul ruolo e sulla missione della Vergine Maria. 
E non sono neppure tra quelli che si fanno scherno delle rivelazioni private. 
Tutt'altro! 
Specialmente quando alcune rivelazioni private hanno determinato qualcosa nella Chiesa. Lourdes, Fatima, il messaggio di S. Faustina, non sono semplici rivelazioni private. 
Tecnicamente lo sono, ma hanno finito per incidere nella vita della Chiesa, e pure in modo rilevante. 
Ma una Madonna che dovesse contrapporsi alla Chiesa non sarebbe più la Madre di Dio. 
E molte cose, nel fenomeno di Medjugorie, sono in contrasto con le norme della Chiesa e con l'obbedienza ad essa dovuta. 
Dio può servirsi di tutto, è vero. 
E i frutti di grazia sono innegabili. 
Ma qui la questione è un'altra, ed è inutile far finta di non averlo compreso. 
Pensate ciò che volete. 
La differenza tra di noi è molto semplice. 
Io mi inginocchierò quando il Papa avrà detto che la Vergine si è manifestata a Medjugorie.   ( Sottolineatura nostra N.d.R.)
E non avrò scossoni quando dirà il contrario. 
Ma voi, cari fratelli, come vivrete un eventuale, e persino possibile, pronunciamento contrario? 
Cominciate a fidarvi della fede della Chiesa. 
Leggete S.Bernardo e S. Alfonso de' Liguori e il Montfort, Il Kolbe e qualche teologo serio, o chi volete voi, insieme con il il ricco Magistero della Chiesa. 
Io me ne sto attaccato al Cuore di Maria, con la mia corona in mano, sperando di salvarmi l'anima nonostante il mio attuale scetticismo”.

Non sta a noi emettere giudizi sul fenomeno, tanto controverso di Medjugorje ( che suscita – occorre ricordarlo- tante sincere preghiere e tante conversioni in migliaia e migliaia di fedeli effettivamente devoti ) perché è la Chiesa a doverne stabilire la genuinità.
Suvvia ! Mandare all'inferno qualcuno non è compito nostro ...

 " Io non penso. E’ la Chiesa a pensare per me"

martedì 5 novembre 2013

" NON IMPEDIAS MUSICAM " Motto espiscopale del nuovo Vescovo di Lugano


Il motto episcopale del nuovo Vescovo di Lugano S.E.R.Mons.Valerio Lazzeri è : 

"NON IMPEDIAS MUSICAM"

Dal libro del Siracide

Ti hanno fatto capotavola? Non esaltarti;
comportati con gli altri come uno di loro.
Pensa a loro e poi mettiti a tavola;
quando avrai assolto il tuo compito, accòmodati
per ricrearti con loro
e ricevere la corona per la tua cortesia.
Parla, o anziano, ciò ti s’addice,
ma con discrezione e non disturbare la musica.
Quando ascolti non effonderti in chiacchiere,
non fare fuori luogo il sapiente.
Sigillo di rubino in un anello d’oro
è un concerto musicale in un banchetto.
Sigillo di smeraldo in una guarnizione d’oro
è la melodia dei canti unita alla dolcezza del vino.
Parla, giovinetto, se è necessario,
ma appena un paio di volte, se interrogato.
Compendia il tuo discorso, molte cose in poche parole;
compòrtati come uno che sa ma che tace.
Fra i grandi non crederti loro uguale,
se un altro parla, non ciarlare troppo.
Prima del tuono viene la folgore,
la grazia precede l’uomo modesto.
All’ora stabilita àlzati e non restare per ultimo,
corri a casa e non indugiare.
Là divèrtiti e fà quello che desideri,
ma non peccare con un discorso arrogante.
Per tutto ciò benedici chi ti ha creato,
chi ti colma dei suoi benefici.


( Foto di Organi scelti casualmente dalla nostra raccolta di immagini )

" Per l'acquisto delle Sante Indulgenze " Pro defunctis

PICCOLO MANUALE DELLE INDULGENZE AD USO DEI FEDELI
ESTRATTO DAL MANUALE DELLE INDULGENZE
LIBRERIA EDITRICE VATICANA
CITTA’ DEL VATICANO

Quanto segue è tratto dall'Enchiridion indulgentiarum o Manuale delle indulgenze, pubblicato su Acta Apostolicae Sedis il 29 luglio 1968.
La Santa Madre Chiesa, mentre di nuovo raccomanda ai suoi fedeli l’uso delle indulgenze, come cosa carissima al popolo cristiano per molti secoli e anche ai nostri giorni, a quanto attesta l’esperienza, non intende assolutamente diminuire il valore degli altri mezzi di santificazione e di purificazione ed in primo luogo del sacrificio della Messa e dei sacramenti, specialmente del sacramento della penitenza. Né vuole diminuire l’importanza di quegli aiuti abbondanti, che sono i sacramentali, e delle opere di pietà, di penitenza, di carità. Tutti questi mezzi hanno in comune che tanto più efficacemente causano la santificazione e la purificazione quanto più strettamente il fedele si unisce a Cristo capo e al corpo della Chiesa con la carità. La preminenza della carità nella vita cristiana è confermata anche dalle indulgenze. Le indulgenze, infatti, non possono essere acquistate senza una sincera conversione e senza l’unione con Dio, a cui si aggiunge il compimento delle opere prescritte. Viene conservato dunque l’ordine della carità, nel quale si inserisce la remissione delle pene per la distribuzione del tesoro della Chiesa.
L’indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa, la quale, come ministra della redenzione, autoritativamente dispensa e applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei Santi.
L’indulgenza è parziale o plenaria secondo che libera in parte o in tutto dalla pena temporale dovuta per i peccati.
Nessuno può applicare le indulgenze che acquista ad altri che siano ancora in vita.
Le indulgenze, sia parziali che plenarie, possono essere applicate ai defunti a modo di suffragio.
La concessione di una indulgenza parziale è indicata con le sole parole "Indulgenza parziale", senza alcuna determinazione di giorni o di anni.
Il fedele, che almeno con cuore contrito compie un’azione alla quale è annessa l’indulgenza parziale, ottiene, in aggiunta alla remissione della pena temporale che percepisce con la sua azione, altrettanta remissione di pena per intervento della Chiesa.
L’indulgenza plenaria può essere acquistata una sola volta al giorno.
Il fedele potrà tuttavia acquistare l’indulgenza plenaria in articolo mortis anche se nello stesso giorno abbia già acquistato altra indulgenza plenaria.
L’indulgenza parziale invece può essere acquistata più volte al giorno, salvo esplicita indicazione in contrario.
L’opera prescritta per lucrare l’indulgenza plenaria annessa ad una chiesa o ad un oratorio consiste nella devota visita di questi luoghi sacri, recitando in essi un Padre Nostro ed un Credo.
Per acquistare l’indulgenza plenaria è necessario eseguire l’opera indulgenziata e adempiere tre condizioni: confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice. Si richiede inoltre che sia escluso qualsiasi affezione al peccato anche veniale.
Se manca la piena disposizione o non sono poste le tre condizioni, l’indulgenza è solamente parziale, salvo quanto è prescritto nelle norme 34 e 35 per gli impediti.
Le tre condizioni possono essere adempite parecchi giorni prima o dopo di aver compiuto l’opera prescritta; tutta via è conveniente che la comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice siano fatte nello stesso giorno in cui si compie l’opera.
Con una sola confessione sacramentale si possono acquistare più indulgenze plenarie; invece, con una sola comunione eucaristica e una sola preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice si può acquistare una sola indulgenza plenaria.
Si adempie pienamente la condizione della preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice, recitando, secondo le sue intenzioni, un Padre Nostro ed un’Ave Maria; è lasciata tuttavia libertà ai singoli di recitare qualsiasi altra preghiera secondo la pietà e la devozione di ciascuno.
Non si può acquistare un’indulgenza con un’opera che si è obbligati a compiere per legge o precetto, a meno che nella concessione non si dica espressamente il contrario. Tuttavia chi compie un’opera che gli è stata ingiunta come penitenza sacramentale, può nello stesso tempo soddisfare alla penitenza ed acquistare l’eventuale indulgenza annessa a quell’opera.
L’indulgenza annessa ad una preghiera può essere acquistata in qualunque lingua essa venga recitata, purché consti della fedeltà della versione per dichiarazione o della Sacra Penitenzieria o di uno degli Ordinari o Gerarchi dei luoghi dove è comunemente parlata quella lingua.
Per l’acquisto dell’indulgenza annessa ad una preghiera basta recitarla alternativamente con un altro o seguirla mentalmente mentre un altro la recita.
CONCESSIONI GENERALI
1. Si concede l’indulgenza parziale al fedele che, nel compiere i suoi doveri e nel sopportarle le avversità della vita, innalza con umile fiducia l’animo a Dio, aggiungendo, anche solo mentalmente, una pia invocazione.
2. Si concede l’indulgenza parziale al fedele che, con spirito di fede e con animo misericordioso, pone se stesso o i suoi beni a servizio dei fratelli che si trovino in necessità.
3. Si concede l’indulgenza parziale al fedele che, in spirito di penitenza, si priva spontaneamente e con suo sacrificio di qualche cosa lecita.

LE INDULGENZE PER I DEFUNTI

2 NOVEMBRE [Indulgenza applicabile solo per i defunti] Dal mezzogiorno del giorno 1 (Festa di tutti i Santi),
fino alla mezzanotte del giorno due.

Opera prescritta: Visita alla chiesa parrocchiale, recitando Il Padre Nostro e il Credo; oppure si può lucrare

come scritto qui sotto, dall’ 1-8 Novembre facendo visita in cimitero.

Applicate le condizioni richieste: Confessione – Comunione – Preghiera per il Papa –

Distacco dal peccato anche veniale.


1 – 8 NOVEMBRE FACENDO VISITA AL CIMITERO 

[Indulgenza applicabile solo ai defunti!].

Applicate le condizioni richieste: Confessione – Comunione – Preghiera per il Papa –

Distacco dal peccato anche veniale.
“I fedeli che fanno visitano il cimitero e pregano, anche solo mentalmente per i defunti, possono lucrare,
una volta al giorno, l’indulgenza plenaria”.


lunedì 4 novembre 2013

Mons. Carlo Bresciani nuovo Vescovo di San Benedetto del Tronto

Il Papa ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, presentata da mons. Gervasio Gestori per raggiunti limiti di età.

Gli succede mons. Carlo Bresciani, del clero della diocesi di Brescia, finora Rettore del Seminario della medesima diocesi, Direttore dell’Istituto Formatori di Brescia e Consultore della Congregazione per l’Educazione Cattolica. Mons. Carlo Bresciani è nato a Nave (Brescia) il 26 marzo 1949; ha compiuto gli studi presso il Seminario diocesano di Brescia ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nella medesima diocesi il 7 giugno 1975. Inviato a Roma per proseguire gli studi nel 1975 vi rimane fino al 1980, conseguendo la Licenza in Psicologia nel 1978, presso la Pontificia Università Gregoriana. Rientrato in diocesi nell’anno 1980/1981, ha svolto il servizio di Vicario Cooperatore festivo a S. Giacomo, in Brescia. Ritornato a Roma nell’anno 1981/1982, ha conseguito il Dottorato in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana nel 1982. Nello stesso anno ha iniziato la docenza presso il Seminario diocesano di Brescia.

Negli anni successivi è stato Vicario Cooperatore festivo a Maderno sul Lago di Garda (1982/1985), a S. Vigilio di Concesio (1985/1986) e a Lodrino in Valle Trompia (1986/2009).
Dal 1982 al 2009 è stato Docente all’Università Cattolica di Milano e dal 1982 al 2001 è stato Assistente Ecclesiastico dell’Associazione dei Medici Cattolici (AMCI). Dal 1997 al 2009 ha diretto l’Istituto Superiore di Scienze Religiose presso l’Università Cattolica, Sede di Brescia.
Nel 2004 è stato nominato Direttore dell’Istituto Superiore Formatori di Brescia, collegato all’Istituto di Psicologia della Pontificia Università Gregoriana e Consultore della Congregazione per l’Educazione Cattolica. Nel 2009 è stato nominato Rettore del Seminario diocesano di Brescia, dove ha continuato anche l’insegnamento, così come la docenza presso l’Università Cattolica.


del sito Radio Vaticana

Congratulazioni ed auguri vivissimi al nuovo Presule di cui ci è stata decantata la grande preparazione teologica e l'alto valore pastorale.

Auguri Eccellenza !

sabato 2 novembre 2013

Tolentino Chiesa del Sacro Cuore 1 e 2 novembre 2013 ( alcune foto )


Addobbi e esposizione delle Reliquie dei Santi , 31 ottobre e 1 novembre 2013


La Santa Messa della festività di Tutti i Santi














****


Messa da Requiem del 2 novembre 






















Celebrante : Rev.do Don Andrea Leonesi, Parroco

Abbiamo postato solo alcune  foto della Santa Messa del 1 novembre perchè è stata ripresa da un'emittente televisiva.
QUI il  collegamento con il canale di Youtube per vedere il filmato realizzato da Video Tolentino.