martedì 15 luglio 2014

Alla Tradizione manca coesione ed organizzazione ( M. Bongi)




Riceviamo e pubblichiamo una riflessione di Marco Bongi  pregando il Signore affinchè non si debba un giorno condividerne l'intero contenuto.
Maria, Madre della Chiesa, prega per noi !
Andrea Carradori



Molti amici mi hanno chiesto, in questi ultimi tempi, perchè i miei articoli si sono notevolmente diradati. 


Certo ci sono gli impegni della vita quotidiana e le conseguenti difficoltà nel trovare il tempo per scrivere. 


Ma francamente mentirei se negassi che un certo senso di frustrazione si stia anche annidando nella mia penna, una sorta di acuta tristezza  nel dover seguire, con continuità, i diuturni episodi che compongono un quadro ormai chiaro ed inequivocabile, per chi almeno non teme di guardare in faccia la realtà cercando di essere, il più possibile, onesto con sè stesso. 



Ogni giorno un'esternazione oggettivamente scandalosa, ogni giorno una ulteriore conferma della terribile crisi in cui siamo immersi. 
Vescovi "cattolici" che si oppongono al Crocifisso, altri Vescovi che "non si riconoscono" in chi prega il S. Rosario in riparazione del crimine di aborto, Commissari Apostolici che si impegnano a proibire la preghiera notturna nei conventi, Presidenti di Conferenze Episcopali pronti a vietare le processioni in onore della Madonna e, sopra tutti costoro, un Pontefice che non è nessuno per giudicare..., salvo poi anatemizzare, subito dopo e con disarmante pressapochismo, mafiosi, sostenitori di un'immigrazione controllata, datori di lavoro che non assumono i disocchupati e, sopra di tutti, quei "pelagiani" di tradizionalisti. 



Ammiro francamente chi ha la forza di seguire, con costanza e meticolosità, l'evoluzione della frana, sia sul piano politico-sociale, sia, soprattutto, in ambito ecclesiale. 

Leggo con regolarità i loro lucidi e documentati articoli, elogio il loro coraggio e la pazienza certosina con cui ci relazionano sullavanzare della valanga.

Ritengo tuttavia che, prima o poi, si dovrà necessariamente passare, in qualche modo, dalla mera teoria all'azione pratica. 


Non che la denuncia, specialmente se ben argomentata, non sia utile. 
Essa certamente contribuisce a creare il sostrato culturale indispensabile ad ogni azione coerente e ben strutturata.  



Ma la cultura, insieme ovviamente alla preghiera, devono poi tradursi in qualcosa di più concreto e quì..., scusatemi la franchezza, casca l'asino e si palesa inequivocabilmente il carattere del mondo tradizionalista italiano. 


Abbiamo, in altre parole, molti, e ben vengano, tradizionalisti da "tastiera" o da "conferenza", assai meno disposti a muoversi, ad organizzare iniziative concrete, a mettersi in gioco fino in fondo.

Ma, penso, più si andrà avanti, meno ci sarà la possibilità di nascondersi o di trovare compromessi all'italiana.



Mi permetto di fare, in tal senso, qualche piccolo esempio:



- Criticare la lobby omosessualista sarà sempre più difficile e rischioso. 
Nessuno potrà sperare di salvare una carriera politica, universitaria, giornalistica od ecclesiastica se decidesse di proclamare con chiarezza la Verità su questi temi. 
Chi è disposto a sacrificare tutto ciò in nome dell'autentica Dottrina morale?



- I medici obiettori di coscienza su aborto, inseminazione artificiale, utilizzo di cellule staminali embrionali  ed eutanasia saranno sempre più esposti, oltre che all'emarginazione professionale, anche a sentenze pilotate di condanna. 
Quanti saranno coloro che sapranno resistere?



- Gli insegnanti che oseranno opporsi ai nuovi orientamenti didattici in materia di "educazione" sessuale dovranno senza dubbio fare i conti con ordini superiori vessatori e costrittivi. 
Avranno la tempra per combatterli a viso aperto?   




Questo sarà, con tutta probabilità, il futuro dei laici ma, anche per i chierici fedeli, non si prospetta sorte migliore. 


E' assolutamente evidente infatti, e solo i più ottusi "normalisti" possono arrampicarsi sui vetri per sostenere il contrario, che la Chiesa Cattolica è oggi occupata da una mandria di lupi travestiti da pastori. ( Noi non condividiamo ovviamente questa frase e siamo orgogliosi di essere annoverati nelle disprezzate file dei cosiddetti " normalisti " N.d.R.)


Non so se costoro siano guidati dalla massoneria, dalla debolezza o semplicemente dall'ignoranza. 
Poco importa da dove arrivino, il fatto chiarissimo è che sempre meno uomini di Chiesa hanno la Fede.

La S. Chiesa certo non è morta, ciò non potrebbe infatti mai avvenire, ma la Sua vera essenza sopravvive, a fatica, sotto la cenere delle persecuzioni.   

Questo è, in fin dei conti, il vero motivo che suscita un odio così viscerale contro i pochi Cattolici autentici che hanno il coraggio di denunciare la deriva contemporanea. 
Tale odio nasce dalla consapevolezza che lì continua a sopravvivere, al di là di tutto, la Sposa di Cristo, pronta al martirio e decisa a seguire, contro tutto e contro tutti, l'unica Via, Verità e Vita. 




Scrivo tutto ciò, con evidente amarezza ma non con pessimismo. 
Voglio soltanto mostrare come diventi urgente, ogni giorno di più, mantenere salda la Fede, ravvivare la preghiera ma anche, elemento non sempre sottolineato a sufficienza, organizzare concretamente la resistenza, in vista di un sicuro futuro contrattacco.

Del resto... proprio questo fu, a mio parere, uno dei meriti più straordinari di mons. Lefebvre.

Egli mantenne certo integra la Fede, ma molti altri la difesero negli anni del post-concilio; egli scrisse molti bei libri, ma gli scrittori autenticamente Cattolici non vennero mai meno; egli continuò a celebrare la S. Messa di sempre, ma anche altri Vescovi continuarono a celebrarla, sia pur saltuariamente, in quegli anni difficili.

 

Ma mons. Marcel Lefebvre fu comunque l'unico a saper organizzare una struttura grande, ramificata e solida, fu l'unico a saper distinguere il significato della vera battaglia rispetto alle tante beghe di cortile in cui purtroppo i tradizionalisti sono maestri, fu l'unico che riuscì a rendere davvero "cattolico", e cioè universale, il livello dello scontro. 


Disseminò il mondo intero di fortilizi dove poteva aggregarsi la resistenza, non cedette alla lusinga del "piccolo è bello" e tutti gli altri sono fuori strada, fu l'unico, in definitiva, sia pur assediato da tutte le parti, a rifuggire con estrema decisione il pericolo dello spirito settario.

Oggi abbiamo ancor più bisogno di simili Pastori. 
Abbiamo bisogno assoluto di un Vescovo, di un Cardinale, di un Superiore Maggiore che sappiano dire basta...! 


Questo non lo posso accettare..., fatemi quello che volete ma non ho paura... 
Chissà quando avverrà una cosa simile?





Marco BONGi 

lunedì 14 luglio 2014

Ordinazione Episcopale di Mons. Nazzareno Marconi, nuovo Vescovo di Macerata,Tolentino,Recanati, Cingoli, Treia

È in una gremita cattedrale di Città di Castello, sua città natale, che domenica pomeriggio monsignor Nazzareno Marconi, nominato vescovo di Macerata da Papa Francesco lo scorso 3 giugno, ha ricevuto l’ordinazione episcopale nel corso di una solenne cerimonia presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve.
Al suo fianco Domenico Cancian, vescovo di Città di Castello, e Claudio Giuliodori, attuale amministratore apostolico della diocesi di Macerata.
( Fra i concelebranti il Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo Metropolita di Firenze N.d.R.).
Un momento di festa sia per la cittadina marchigiana, dalla quale sono arrivati oltre 200 fedeli con i pullman organizzati dalla diocesi, che per Città di Castello.

Chiesa da restaurare «La Chiesa – ha detto il neo-vescovo nel suo intervento alla fine della lunga cerimonia – va tutta restaurata e lo spirito ci aiuta. Andiamo avanti con coraggio».
Un Marconi ovviamente emozionato («posso anche commuovermi, ma la zucca ce l’ho dura») e che ha nuovamente usato la metafora del restauro: «Quello che è successo – osserva – è un bel regalo del Signore, che mi ha fatto vedere tante volte un altro regalo, quello del restauro.
Penso alla nostra Madonna di Raffaello ( A noi è sembrato di udire Madonna di Donatello N.d.R.) , o al seminario regionale.
Tutto ciò ci insegna che sotto quello che consideriamo ‘brutto’ c’è sempre qualcosa di bello».

Fonte : Umbria24

Su Messa in latino l'Omelia del Cardinale Gualtiero Bassetti

sabato 12 luglio 2014

L'effetto " maraviglia " nella devozione e nella tradizione liturgica

Spesso nel neonato movimento tradizional-liturgico si criticano " clamans voce " forme ed iniziative " moderne " che allo scopo di rafforzare la fede individuale o di gruppo si avvalgono di supporti del mondo dello spettacolo attuale ( luci, effetto laser ecc ecc.)
Forse dovremmo stare un poco zitti ... perchè la Chiesa si è sempre, quindi tradizionalmente, avvalsa delle scariche emotive e dei brividi anche nel passato : dagli "ascensori" per l'innalzamento di statue e persino dell'Ostensorio alle meravigliose macchine barocche. 
Chi non ha mai ammirato , dove sono rimasti, un tendone "baroccheggiante"  sormontato da una corona in occasione delle Quarantore  o per una festa patronale  ?
Nel nostro glorioso sud Italia il barocco non è mai morto e supporta orgogliosamente la religiosità popolare soprattutto nelle feste cittadine.
La para-liturgia cattolica non teme le novità anzi le supera e se appropria legittimamente e con sorprendente rapidità , com'è avvenuto con luce elettrica e le lampadine, impiegate nella liturgia, soppiantarono le candele sia nelle Quarantore delle chiese di campagna che in quelle cittadine.
La Chiesa si è servita del devoto sensazionalismo iconografico e arredativo per affermare le verità di fede nei fedeli che non erano alfabetizzati.
I risultati si sono visti !
Certamente taluni liturgisti di calvinista, severa impostazione mentale hanno in euguale odio sia le forme antiche che quelle moderne.
Allo scopo di riaffermare il diritto primogenitale del cattolicesimo a servirsi del sensazionalismo umano per aumentare l'adorazione al Santissimo Sacramento e la devozione in generale noi osserviamo, spesso con malcelata ammirazione, che una analoga metodologia dei Santi della contro-riforma cattolica , è stata adottata da alcuni gruppi ecclesiali particolarmente attivi in senso missionario presso la gioventù ormai de-cristianizzata.
Ovviamente " in nomine Ecclesiae " rifuggiamo come la peste tutto ciò che illegittimamente ed in maniera blasfema viene portato nel Tempio Santo di Dio pur appartenendo al mondo profano ( musica pop-rock; abbigliamento e gestualità - sconce - dei giovani; balletti & similia ... )e su questo recente scellerato modo di procedere da parte dei " moderni " dissacratori del Tempio invochiamo all'avvento dei novelli Maccabei .
Vogliamo però riaffermare il concetto che la Chiesa Cattolica , che detiene il possesso esclusivo della verità, è in grado legittimamente di far proprie quelle forme esteriori " moderne " quando sono in grado di rafforzare e riaffermare le sacrosante verità cattoliche soprattutto della Presenza Reale nelle Specie Eucaristiche , della santa devozione delle Reliquie e delle Sacre Immagini della Madonna e dei Santi.

martedì 8 luglio 2014

“ La guerra è sulla Liturgia” !

La guerra è sulla Liturgia ” !
Ed è giusto che la guerra sia lì, sulla liturgia, perché il nodo vitale è lì. 
LA LITURGIA E' TUTTO. 
Chi non lo capisce, prete o laico, farà solo la rovina della Tradizione
Ci sono sempre dei fratelli nella fede ( tradizionale ) che spesso ammoniscono  : La Liturgia non è tutto ...
" Non sarà –tutto-; ma è la fonte e il culmine della Fede! Da essa tutto parte e in essa tutto confluisce! “ .

Oltretutto nella nebbiosa situazione attuale in cui verte la Chiesa dobbiamo dedicare ogni parte del nostro ego alla preghiera e alla Liturgia per la salvezza delle nostre anime e per riscattarci, nella perfetta umiltà, da ogni tentazione di autosufficienza e di gestione fai-da-te delle cose ecclesiali.

" La guerra è sulla liturgia " anche perchè la Liturgia è stata opportunamente travisata negli studi di formazione dei Seminari tanto che per i chierici è luogo comune che l'azione liturgica deve essere rivolta quasi esclusivamente alla comunità ( invece che a Dio).
Su alcuni aspetti dei principi , cosiddetti non negoziabili, ci potrà essere una totale convergenza con ampi settori ecclesiali ma sulla Liturgia no.
Il leitmotiv più diffuso è quello che il Sacerdote deve essere il principale “animatore” della Comunità  attirando l’attenzione dei fedeli in una sorta di continuata ricerca di “sensazionalismo” ( anche camuffato da falso misticismo o da miracolismo ) che schiaccia ogni forma di residua devozione e soprattutto di spinta verticale verso l’Alto. 

" Che molti preti pensino che la Messa è per il popolo e non per Dio è purtroppo una cosa reale : mettere l'antropocentrismo nel luogo del teocentrismo, equivale a lasciare la teologia e la liturgia senza vestiti ".

E' anche vero, come ha scritto un Sacerdote di frontiera - impegnato nell'incardinazione del Motu Proprio Summorum Pontificum nella sua Parrocchia - che spesso i cosiddetti " tradizionalisti " sono i principali nemici ( de facto) della missionarietà della Messa nell’antico rito della Chiesa . 

Abbiamo visto che dove regna lo spirito missionario della Messa antica ( prendasi ad esempio l’azione pastorale-liturgica della FSSPX )  i fedeli aumentano considerevolmente onorando il precetto festivo con la loro coerenza di vita. 

" Chi appartiene al Signore, ama e vive la - bella liturgia in latino- , che è bella perché Bello e Vero è il Signore che ce l'ha consegnata, mentre il latino la esprime nella lingua sacra della Chiesa cattolica apostolica romana.

E da questo nasce l'autentica preoccupazione e cura per tutte le povertà del corpo e dello spirito...

Ricordo, anche, che la "povertà evangelica" non è quella materiale, che pure non trascuriamo ( le "opere di misericordia corporali" la Chiesa non le ha sempre solo insegnate ma anche promosse e realizzate), ma è la povertà dei "poveri in spirito": cioè di coloro che, davanti al Signore, si riconoscono carenti e dunque bisognosi di aiuto e lo chiedono.

Guardi un po' che dinamismo interiore (altro che buonismo pauperista!), prima che esteriore ci viene richiesto dalla Verità, che è il Signore, Vivo e Vero, presente nella Sua Chiesa - a partire dalla "bella celebrazione in latino" e dai sacramenti e che ci interpella e ci salva e ci nutre! 
Le "opere di misericordia corporali" la Chiesa non le ha sempre solo insegnate ma anche promosse e realizzate, insieme alle "opere di misericordia spirituale", che non sono da meno...

Vogliamo fare un bel ripassino?
Opere di misericordia corporali

1. Dar da mangiare agli affamati.
2. Dar da bere agli assetati.
3. Vestire gli ignudi.
4. Alloggiare i pellegrini.
5- Visitare gli infermi.
6. Visitare i carcerati.
7. Seppellire i morti.
Opere di misericordia spirituali

1. Consigliare i dubbiosi.
2. Insegnare agli ignoranti.
3. Ammonire i peccatori.
4. Consolare gli afflitti.
5. Perdonare le offese.
6. Sopportare pazientemente le persone moleste.
7. Pregare Dio per i vivi e per i morti.

E tutte queste cose sono buone e giuste; ma non valgono niente e non siamo in grado di farle, se non è il Signore a inciderle nel nostro cuore con la sua grazia e se non è da lì che partono, non dal pauperismo umanitarista, che trascura la Verità...

La Liturgia - e nella specie il Rito Romano Antico - è il luogo e il tempo privilegiato dell’incontro con Dio.

Il Sacrificio di Cristo (sfociato nella Risurrezione) è l'unica risposta definitiva non solo al bisogno d'amore che è nel cuore di ogni uomo, ma anche sulla necessità della Redenzione, che ci riscatta e ci ricongiunge al Padre, ripristinando l'obbedienza violata ".

Il Motu Proprio sarà apprezzato solo fra qualche anno quando dopo un ulteriore pronunciamento "ex Cathedra" sulla Liturgia oppure “riscoprendo” dai seminari alle parrocchie la Costituzione Conciliare sulla Liturgia : Sacrosantum Concilium, che fin dagli anni '70 aveva messo d'accordo tutti ... anche perchè era stato firmato da tutti i Padri Conciliari... ) .

Sarebbe dunque ora dare alle stampe uno studio che sottolinei la violenza che la gente comune ha dovuto subire ad opera di veri e propri rivoluzionari che nel nome di un innocente Concilio hanno divelto quanto i padri avevano santamente costruito in secoli di fede ... “

Una fedele ha risposto :

Vorrei poter adottare quel pensiero che lava il Concilio Vaticano II di ogni colpa per lo scempio che sarebbe il frutto unicamente di chi lo ha male applicato e-o interpretato.
Vorrei ma non posso.
Non posso perchè la violenza di quello scempio compiuto con una violenza indicibile l`ho subita direttamente, perchè c`ero, perchè mi son vista mostrare la porta dal parroco che dal giorno all`indomani ha vomitato quel che fino al giorno prima celebrava e predicava.
Non posso adottare la versione del "Concilio innocente"

- perchè so che fin dai primi momenti le redini sono state prese in mano dai progressisti, organizzati e efficaci,

-perchè so che sono i progressisti ad aver diretto i lavori, ad aver traghettato il Concilio per partorire alla fine documenti con un linguaggio volutamente ambiguo,

-perchè so che sono alcuni padri conciliari stessi ad aver ammesso che quel linguaggio doveva permettere in seguito le interpretazioni libere di chi lo avrebbe applicato,

-perchè so che quelle che sono definite "errate applicazioni e interpretazioni" sono partite SUBITO dopo il Concilio Vaticano II ad opera di chi conosceva PERFETTAMENTE i documenti per averli studiati e approvati,

nessuna ignoranza dunque ma una volontà deliberata e consapevole di interpretare e applicare quei documenti nel senso voluto dai progressisti, dando alla lettera dei documenti quello spirito che ha dominato la vita della Chiesa portandola là dove si trova oggi.

Se proprio si vuole parlare di "Concilio innocente", si dovrebbe almeno aggiungere che NON erano affatto innocenti coloro che lo hanno diretto, condotto e applicato”.


Un’altra fedele ha sottolineato : “Concordo completamente. 
Ero piccola, ma ricordo perfettamente la "rivoluzione in chiesa" ( liturgia cambiata, arredi sacri e suppellettili svanite, vendute non si sa bene come e a quanto, a chi e per ricavarne cosa ) orridi orpelli da modernariato, prediche infarcite di Maritain, Civiltà Cattolica, Taize...
Per poi meravigliarsi e spaventarsi che il PCI, quell' anno, prendesse tutti quei voti.
Pensate: l' allora mio parroco, dottore in teologia, lasciò che un gruppo di giovani ( a dir il vero 4 o 5 ) che frequentavano la parrocchia ( qui a Milano direbbero l' oratorio…) salissero sul pulpito alla Messa grande di domenica per pronunciare un breve discorso a favore dell' aborto ( c' era il referendum)…”

" La guerra è sulla liturgia "
Guerra che avete perso” ( Ha commentato ironicamente un lettore …)

Anche di Gesù Crocifisso c'è chi diceva che "aveva perso"...
Solo che noi non abbiamo niente da perdere tranne che la nostra anima e quella di coloro che ci sono affidati.
Non è questione di vincere o di perdere, ma di "rimanere" nel Signore e Sua è la vittoria!

( Mi sono avvalso di alcuni commenti sul post di Chiesa e post Concilio : "Settimo anniversario del Summorum Pontificum. La guerra è sulla liturgia"
Ringrazio di cuore la Redazione di quel pregevole blog : per la fede coerente e luminosa che anche in questa specifica occasione ha infuso nei nostri provati e sofferenti cuori ).

Christus vincit ! Semper !




lunedì 7 luglio 2014

Festa di Santa Maria Goretti a Tolentino, domenica 6 luglio 2014























- Arrivo della Reliquia di Santa Maria Goretti V.M.
- Santa Messa della IV Domenica dopo la Pentecoste celebrata dal Rev.do Parroco don Andrea Leonesi.
- Brani violinistici ( Teleman e Vivaldi) eseguiti da Ares Midiri   di 8 anni, allievo del Maestro Luca Mengoni.
- Bacio della Reliquia della Santa 





Servizio liturgico dei ministranti di Campocavallo e di Tolentino.
Foto di Bruno Fianchini.

venerdì 4 luglio 2014

Tolentino : Domenica 6 luglio, festa di Santa Maria Goretti : arrivo della Reliquia della Santa

Tolentino. 
La Reliquia di Santa Maria Goretti , Martire a dodici anni, per difendere la sua purezza, arriverà nel giorno della sua festa Domenica 6 luglio alle ore 17,30 a Tolentino nella Chiesa del Sacro Cuore, detta dei Sacconi. 
Il Parroco Don Andrea Leonesi avrà l’onore di esporre la Reliquia alla venerazione dei fedeli , celebrerà la Santa Messa ( in rito romano antico )  al termine della quale impartirà la benedizione ai bambini presenti. 
Ad accogliere la Reliquia della Santa Martire ci saranno anche alcune rappresentanze delle Confraternite di Tolentino.
***
Maria Goretti nacque a Corinaldo (Ancona) il 16 ottobre 1890, seconda di sei figli. 
I genitori , contadini poverissimi si dovettero trasferire nell'Agro Pontino. Nel 1900 suo padre morì, la madre dovette iniziare a lavorare e lasciò a Marietta l'incarico di badare alla casa e ai suoi fratelli. A undici anni Marietta fece la Prima Comunione e si consacrò spiritualmente a Gesù. Un giovane di 18 anni di nome Alessandro Serenelli s' innamorò di Marietta. Il 5 luglio del 1902 la aggredì e tentò di violentarla. 
Alle sue resistenze la uccise accoltellandola. Maria morì dopo un'operazione, il giorno successivo 6 luglio, e prima di spirare perdonò il suo carnefice. 
L'assassino fu condannato a 30 anni di prigione e si convertì solo dopo aver sognato Maria che gli diceva che avrebbe raggiunto il Paradiso. 
Maria Goretti fu proclamata santa nel 1950 da Papa Pio XII che la definì “piccola e dolce Martire della purezza “.

***

DISCORSO DI SUA SANTITÀ PIO XII
AI FEDELI CONVENUTI A ROMA PER LA
CANONIZZAZIONE DI SANTA MARIA GORETTI*

Piazza San Pietro - Sabato, 24 giugno 1950



Venerabili Fratelli e diletti figli,

Per un amoroso disegno della Provvidenza divina l'esaltazione suprema di una umile figlia del popolo è stata celebrata in questo vespro luminoso con una solennità senza pari e in forma sin qui unica negli annali della Chiesa: nella vastità e nella maestà di questo luogo di mistero, fatto tempio sacro, cui è volta il firmamento che canta le glorie dell'Altissimo; da voi così bramata, prima che da Noi disposta; con un concorso di fedeli numerosissimo, quale non videro mai eguale le altre canonizzazioni; e soprattutto quasi così imposta dall'abbagliante fulgore e dalla inebriante fragranza di questo giglio, ammantato di porpora, che or ora con intimo gaudio abbiamo ascritto all'albo dei Santi : la piccola e dolce Martire della purezza : Maria Goretti.

Perchè, diletti figli, siete accorsi in così sterminato numero alla sua glorificazione? Perchè, ascoltando o leggendo il racconto della sua breve vita, così somigliante a una limpida narrazione evangelica per semplicità di linee, per colore di ambiente, per la stessa fulminea violenza della morte, vi siete inteneriti fino alle lacrime? Perchè Maria Goretti ha conquistato così rapidamente i vostri cuori, fino a divenirne la prediletta, la beniamina? Vi è dunque in questo mondo, apparentemente travolto e immerso nell'edonismo, non soltanto una sparuta schiera di eletti assetati di cielo e di aria pura, ma folla, ma immense moltitudini, sulle quali il soprannaturale profumo della purezza cristiana esercita un fascino irresistibile e promettente : promettente e rassicurante.

Se è vero che nel martirio di Maria Goretti sfolgorò soprattutto la purezza, in essa e con essa trionfarono anche le altre virtù cristiane. Nella purezza era l'affermazione più elementare e significante del dominio perfetto dell'anima sulla materia; nell'eroismo supremo, che non s'improvvisa, era l'amore tenero e docile, obbediente ed attivo verso i genitori; il sacrificio nel duro lavoro quotidiano; la povertà evangelicamente contenta e sostenuta dalla fiducia nella Provvidenza celeste; la religione tenacemente abbracciata e voluta conoscere ogni dì più, fatta tesoro di vita e alimentata dalla fiamma della preghiera; il desiderio ardente di Gesù Eucaristico, ed infine, corona della carità, l'eroico perdono concesso all'uccisore: rustica ghirlanda, ma così cara a Dio, di fiori campestri, che adornò il bianco velo della sua prima Comunione, e poco dopo il suo martirio.

Così questo sacro rito si svolge spontaneamente in un'accolta popolare per la purezza. Se alla luce di ogni martirio fa sempre amaro contrasto la macchia di una iniquità, dietro a quello di Maria Goretti sta uno scandalo, che all'inizio di questo secolo parve inaudito. A distanza di quasi cinquant'anni, tra la spesso insufficiente reazione dei buoni, la congiura del malcostume, valendosi di libri, di illustrazioni, di spettacoli, di audizioni, di mode, di spiagge, di associazioni, tenta di scalzare in seno alla società e alle famiglie, a danno principalmente della fanciullezza anche tenerissima, quelli che erano i presidi naturali della virtù.

O giovani, fanciulli e fanciulle dilettissimi, pupille degli occhi di Gesù e dei Nostri, — dite — siete voi ben risoluti a resistere fermamente, con l'aiuto della grazia divina, a qualsiasi attentato che altri ardisse di fare alla vostra purezza?

E voi, padri e madri, al cospetto di questa moltitudine, dinanzi alla immagine di questa vergine adolescente, che col suo intemerato candore ha rapito i vostri cuori, alla presenza della madre di lei, che, educatala al martirio, non ne rimpianse la morte, pur vivendo nello strazio, ed ora s'inchina commossa ad invocarla, — dite — siete voi pronti ad assumere il solenne impegno di vigilare, per quanto è da voi, sui vostri figli, sulle vostre figlie, affine di preservarli e difenderli contro tanti pericoli che li circondano, e di tenerli sempre lontani dai luoghi di addestramento alla empietà e alla perversione morale?

Ed ora, o voi tutti che Ci ascoltate, in alto i cuori! Sopra le malsane paludi e il fango del mondo si stende un cielo immenso di bellezza. È il cielo che affascinò la piccola Maria; il cielo a cui ella volle ascendere per l'unica via che ad esso conduce: la religione, l'amore di Cristo, la eroica osservanza dei suoi comandamenti.

Salve, o soave e amabile Santa! Martire sulla terra e angelo in cielo, dalla tua gloria volgi lo sguardo su questo popolo, che ti ama, che ti venera, che ti glorifica, che ti esalta. Sulla tua fronte tu porti chiaro e fulgente il nome vittorioso di Cristo (cfr. Apoc. 3, 12); sul tuo volto virgineo è la forza dell'amore, la costanza della fedeltà allo Sposo divino; tu sei Sposa di sangue, per ritrarre in te l'immagine di Lui. A te, potente presso l'Agnello di Dio, affidiamo questi Nostri figli e figlie qui presenti e quanti altri sono a Noi spiritualmente uniti. Essi ammirano il tuo eroismo, ma anche più vogliono essere tuoi imitatori nel fervore della fede e nella incorruttibile illibatezza dei costumi. A te i padri e le madri ricorrono, affinchè tu li assista nella loro missione educativa. In te per le Nostre mani trova rifugio la fanciullezza e la gioventù tutta, affinchè sia protetta da ogni contaminazione e possa incedere per il cammino della vita nella serenità e nella letizia dei puri di cuore. Così sia.

*Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, XII,
Dodicesimo anno di Pontificato, 2 marzo 1950 - 1° marzo 1951, pp. 121 - 123
Tipografia Poliglotta Vaticana

A.A.S., vol. XXXXII (1950), n. 11, pp. 597 - 599.



giovedì 3 luglio 2014

Fraternità Sacerdotale San Pio X : Ordinazioni Sacerdotali e Diaconali

 
 
Ordinazioni Diaconali e sacerdotali 
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Aujourd'hui, samedi 28 juin 2014


Mgr Alfonso de Galarreta, évêque auxiliaire de la FSSPX, a ordonné 10 diacres et 9 prêtres


C'est devant une foule de fidèles attentifs que Mgr de Galarreta a procédé à l'élévation au diaconat de dix clercs : sept diacres pour la FSSPX, un diacre pour les Capucins de Morgon, deux diacres pour les Bénédictins de Bellaigue.

Il conféra ensuite l'ordination sacerdotale à huit diacres de la FSSPX et d'un moine bénédictin de Bellaigue. Avant de donner ces nouvelles dignités aux séminaristes, il a donné un très beau sermon sur le Sacré Coeur de Jésus.