Un oceano divide i vertici vaticani alla ricerca freneticamente scomposta del successo mondano dai semplici fedeli.
Un fedele non può tollerare che a latere di un evento iper mondano e come parte integrante di esso sono stati esposti alcuni sacri paramenti creati e benedetti per l'uso eclusivo liturgico.
Un fedele non può tollerare che le icone della nostra fede e della liturgia della Chiesa , per volere degli stessi uomini di chiesa, debbano essere banalizzati e ridicolizzati dal jet set della moda.
Insufficienti le "veline" giornalistiche, come al solito a senso unico, che si affannano a dire: "Il sacro e il profano non sono mai stati così vicini".
Vicini?
No!
La gente non è così sciocca per non comprendere le enormi operazioni super/economiche come quella del Met Gala di New York: il gotha della moda internazionale.
Tutti hanno subito pensato alle convenienze economiche che l'evento ha portato nelle casse vaticane.
Secondo una concezione spendacciona che vorrebbe sempre delle nuove vesti liturgiche perchè quelle "vecchie" non servirebbero più... i sacri paramenti, creati e benedetti per la lode a Dio "vengono esposti in mostre per ispirare abiti dissacratori e sfilate di moda .... Non più, dunque, un uso sacro, bensì un uso profano, che più profano non si può: esporli in mostra perché gli stilisti ne traggano ispirazione per le loro bizzarrie.
Questo ovviamente nell'era confusa che stiamo vivendo.
Era meglio che stessero in un museo, se non li vogliono più usare!
Meglio in un museo che un uso dissacrante!"
"Solo qualche anno fa queste manifestazioni sarebbero state incredibili e lontane anche per una fantasia malata.....ora sono reali e numerose.... È un segno dei tempi, non ci dobbiamo spaventare, ma dobbiamo capire come il serpente antico stringa la Chiesa e il mondo tra le sue spire.
Stiamo pronti e preparati con la cintura dell'umiltà,il bastone della preghiera, il bagaglio della fede!"
Una preghiera finale in questo mese mariano: per quei poveri consacrati che smaniando di stare sempre sotto i riflettori della popolarità dimenticano di essere distanti anni-luce dai fedeli.
Sono solo delle vittime della loro stessa presunzione.
Lasciamoli stare nelle loro drogate manìe e soprattutto preghiamo per loro!
Le blasfeme banalità del Met Gala, approvato dal papa
e dalla papessa Rihanna
Il cardinale Dolan fra evangelizzazione e dissacrazione.
Della “catholic imagination” al gala non c’era l’ombra, è apparso soltanto un luogo comune vagamente dissacrante culminato con Madonna che canta Like a Prayer.
di Mattia Ferraresi
New York. Alla fine il cardinale Timothy Dolan ha deciso di defilarsi leggermente ed evitare almeno il red carpet del Met Gala, gli oscar della East Coast, che quest’anno aveva come tema gli “heavenly bodies”, i corpi celestiali più che celesti, e nel sottotitolo parlava della “moda e dell’immaginario cattolico”.
Dolan non si è sottratto al ricevimento più esclusivo della città e all’apertura della mostra collegata, ha regalato le solite battute brillanti ai soliti giornali brillanti, ha fatto foto in posa e dispensato benedizioni, insomma ha esibito il prontuario classico del “conservatore aperto al mondo”, una specialità della casa.
Tenere un piede nella sagrestia e uno nel bordello è un’arte antica sancita anche da un motto popolare.
Però dalle parti del red carpet il prelato ha sentito puzza di