mercoledì 15 gennaio 2014

Solidarietà al Blog di Raffaella " ...mai avrei pensato che si potesse vivere in un clima simile" !

 Religione, fede o Bar Sport?
di Marco Tosatti ( QUI

E’ un fatto di un paio di giorni fa, ma prima di scriverne ho avuto bisogno di tempo. Un “blog” molto noto e popolare, “Il blog di Raffaella. I Papi, il Vaticano, la Chiesa Cattolica” ha pubblicato una breve intervista del Rettore dell’Università Lateranense, circolata sui siti in inglese, il cui testo tradotto troverete più sotto, con il link all’originale, e che si poteva interpretare come una critica a Benedetto XVI e un elogio a papa Francesco.  
Il titolo dell’articolo era:  
“Dove sta di casa la gratitudine? Citofonare alla Lateranense?”.  
Monsignor Enrico dal Covolo, salesiano, è stato nominato rettore dell’Università da Benedetto XVI; una decisione a cui secondo alcuni non è stato estraneo l’allora Segretario di Stato, Tarcisio Bertone, salesiano come dal Covolo, e che certamente non è stato arcigno verso i suoi confratelli quando si è trattato di nomine. 
Ma – e questo è l’elemento che fa pensare, e riflettere in maniera triste sullo stato delle cose e delle persone anche all’interno del mondo della Chiesa – si trova ora sul blog: 
“A causa delle reiterate offese e minacce giunte dopo la pubblicazione del post, ho deciso per la sua cancellazione. A commento posso solo dire che mai avrei pensato che si potesse vivere in un clima simile. Ribadisco i miei complimenti.  
p.s. sono stati cancellati anche tutti i commenti”.  

“Offese e minacce”. Parlando di papi, Chiesa e università pontificie? Provo un profondo sentimento di vergogna.  

Ecco comunque il testo, in una mia traduzione, dell’intervista a Enrico dal Covolo. 
“In quella che è stata interpretata come una critica a papa Benedetto XVI, il vescovo Enrico dal Covolo, rettore dell’Università del Laterano in Roma, ha elogiato di recente papa Francesco per aver liberato la Chiesa “dalle paure che aveva in passato”.  
“Credo che papa Francesco rappresenti una figura di discontinuità rispetto al pontificato precedente, ma una discontinuità estremamente positiva perché sta spingendo la Chiesa, correggendola da tutte le paure che aveva in passato”. La breve intervista è stata concessa al Pacific News Center, a Guam, e rilanciata da Lifesitenews. Ha aggiunto di essere “totalmente d’accordo con i cambiamenti intrapresi da papa Francesco, perché corrispondono precisamente alle sfide che siamo chiamati ad affrontare oggi”.  

Timidamente, mi permetto di osservare che il magistero di Benedetto XVI non mi è mai sembrato ispirato da paura; anzi, parlava forte e chiaro, opportune importune, meritandosi attacchi e insulti di ogni genere. Ma tant’è….. 

*** 



Ricordiamo che dopo i soavi attacchi al sacrosanto stile liturgico di Benedetto XVI, a Conclave ancora chiuso, da parte del Signor Boffo di TV 2000 " l'emittente dei vescovi " fu la volta dell'antico cerimoniere pontificio,Piero Marini; anche lui ha parlato della paura che dominava la Chiesa sotto il pontificato di Benedetto XVI.

lunedì 13 gennaio 2014

Tutti rivolti alla Croce perchè i " precetti del Signore danno gioia " !


Il nostro articolo di ieri, che riportava la semplice realtà dei Parroci che battezzano tranquillamente i figli delle coppie che non sono sposate in Chiesa che ne fanno richiesta, ha avuto un proseguo grazie ad una gentile e mail che ci è pervenuta.
Non occorre neppure che io rispolveri dai miei ricordi i tanti e tanti episodi analoghi per rafforzare una realtà che non ha bisogno di giungere alla " panna super montata " dei poteri mass mediatici che vogliono attribuire al Papa poteri rivoluzionari ... e di rottura con la prassi ecclesiale ...
Perchè Giovanni Paolo II e Benedetto XVI cosa hanno fatto negli scorsi anni ?
Siamo sicuri, lo scrivo con tono retorico, che TUTTI i bambini battezzati negli scorsi anni nella festa del Battesimo di Nostro Signore fossero TUTTI figli di famiglie regolarmente sposate in Chiesa ?
Ma alla " grande " stampa ora interessa solo il sensazionalismo e la notiziona ( che poi non è ...) che finalmente il Papa ha battezzato la figlia di una coppia non sposata in Chiesa.
Ed io ribadisco :  perchè i nostri ( spesso eroici ) Parroci non lo fanno ?
Ma essi ( al pari del Beato Giovanni Paolo II e del mite perseguitato Benedetto XVI ) operano con lo sguardo ed i cuori " rivolti al Signore " senza avere fra i piedi gli indiscreti spioni che rivelano alla stampa : " ...quella bimba ha i genitori che non sono sposati in chiesa... " 
Quale orrenda violazione della privacy e del buon gusto quello di spiaccicare in un santo giorno di festa e di somma letizia informazioni riservate sullo status della famiglia di provenienza della battezzanda !
Santa e santificante è stata invece la decisione del Santo Padre di prediligere il bene supremo della bimba ( la cancellazione del peccato originale e l'introduzione nella Santa  Chiesa Cattolica " Mediante il Battesimo siamo liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio, diventiamo membra di Cristo; siamo incorporati alla Chiesa e resi partecipi della sua missione").
Si !!! Perchè il dovere di un Consacrato è la sola salute spirituale delle singole pecore del gregge che lo Spirito Santo gli chiede di pascere !!!
Alla luce radiosa dell'azione santa e santificante del naturale gesto Sacerdotale di  Papa Francesco tralasciamo alcuni commenti che abbiamo letto, non senza essere stati pervasi da un brivido ...  sul blog della Signora . 
Ne citiamo uno :  " Una lezione di vera cristianità, che antepone la persona ai precetti" dimenticando che la Parola di Dio dice il contrario : " I precetti del Signore danno gioia " ( Salmo 18 ) !
Un Pastore di anime , un Parroco ha commentato questo post : " È una vita che conferisco il battesimo a figli di divorziati, sposati civilmente, conviventi e figli di ragazze madri. Non mi consta che qualcuno abbia mai creato problemi a tali situazioni. Oltretutto è logico che i bambini cosa c'entrano con la condizione irregolare dei genitori? E irregolare non significa essere fuori dalla chiesa. Varrebbe lo stesso per la prima comunione di situazioni familiari del genere e nessuno si è mai sognato di estromettere dai sacramenti ".
Facciamoci illuminare dunque con umiltà e fiducia  dalla Luce santificante che il Cero Pasquale infonde ignorando quanto i poteri mass mediatici scrivono e scriveranno ... fra poco diranno pure che Papa Francesco  ha istituito la Santissima Eucaristia ...
Ecco la pregevole e mail che ci è pervenuta.


" Egregio signore,
Lei non mi conosce: sono ... ( preferiamo non pubblicare i nomi N.d.R.), la blogger il cui articolo su Papa Francesco e il battesimo della bambina figlia di genitori non sposati in Chiesa, Lei ha gentilmente linkato (qui: http://traditiocatholica.blogspot.it/2014/01/non-e-la-lezione-di-papa-francesco-ma.html).
E di questo La ringrazio, anche se mi avrebbe fatto piacere un Suo intervento direttamente sul post, anche perché avrei delle osservazioni da fare riguardo al Suo articolo e, non avendo la possibilità di commentare sul Suo sito, mi trovo costretta a scriverLe per e-mail.
( Non ci penso neppure gentile Signora ad aprire dibattiti in diretta sul blog che ho dovuto subire come uno "scherzo da prete ..." N.d.R.)

Lei scrive che da sempre i parroci battezzano i bambini delle coppie non sposate o sposate con rito civile. 
Mi permetta di smentirLa. 
Se avesse letto con attenzione il mio articolo, avrebbe visto che ho fatto dei rimandi ad altri post, presenti sul mio blog, che testimoniano che, al contrario di quanto Lei asserisce, ci sono parroci che non battezzano i figli di chi non è sposato in Chiesa. 

Una delle testimonianze è personale e risale a trent'anni fa quando alla mia nipotina fu rifiutato il battesimo perché mio fratello e mia cognata sono sposati solo civilmente. 

Allora fu necessario l'intervento del Vescovo in persona e per sbloccare la situazione.
Inoltre, so che ci sono parroci che addirittura non permettono alle persone conviventi o sposate con il solo rito civile di fare da padrini. ( Questa è la Legge della Chiesa ! I Padrini e la Madrine hanno un compito importantissimo perchè debbono trasmettere al bambino la Fede della Chiesa ! Non possono esplicare quel ruolo dei cristiani che non vivono coerentemente il loro cammino di cristiani ! Difatti il Canone 1255 del Catechismo della Chiesa Cattolica insegna : "Perché la grazia battesimale possa svilupparsi è importante l'aiuto dei genitori. Questo è pure il ruolo del padrino o della madrina, che devono essere credenti solidi, capaci e pronti a sostenere nel cammino della vita cristiana il neo-battezzato, bambino o adulto.50 Il loro compito è una vera funzione ecclesiale (« officium »).51 L'intera comunità ecclesiale ha una parte di responsabilità nello sviluppo e nella conservazione della grazia ricevuta nel Battesimo".)

Su questo posso anche essere d'accordo in quanto i padrini dovrebbero sostituire i genitori, in caso della loro scomparsa, nell'educazione religiosa. 

Però, spero di trovarLa d'accordo, spesso la scelta ricade su persone di famiglia o cari amici, per questioni affettive. 

Poco importa se sono conviventi o altro.
Per finire, tornando al battesimo impartito dal Santo Padre, la mamma della piccola Giulia al Corriere della sera (l'articolo è linkato sul mio post) ha fatto sapere che l'unione solo civile con suo marito ha costituito un piccolo "intoppo", segno questo che anche da parte dei collaboratori di Papa Bergoglio c'è stato, all'inizio, un atteggiamento condizionato dal pregiudizio.

Insomma, per non tediarla, dirò solo che non vedo il motivo per cui Lei debba sminuire l'importanza della "lezione" di Papa Francesco, considerato che il suo carisma è in grado di avvicinare la gente alla Chiesa, tanto più se dimostra una certa apertura che mai, nella mia vita, ho trovato da parte di certi parroci. 

Qualcuno mi ha anche ferito profondamente dimostrando che la carità cristiana sta nei cuori delle persone, cuori che battono non necessariamente sotto una toga sacerdotale.

La ringrazio per l'attenzione e Le invio cordiali saluti."

domenica 12 gennaio 2014

Non è la " lezione " di Papa Francesco ma l'Insegnamento della Chiesa ( di sempre ) !


Tutti media di oggi riportano due notizie: i nuovi cardinali ( "così cambia la Chiesa di Francesco") e il battesimo di una bimba di una coppia sposata "solo civilmente".


"Chissà cosa penserà la piccola Giulia, sette mesi, di questo Papa quando le racconteranno del suo battesimo speciale? 
Doppiamente speciale, direi: non solo ad impartire il sacramento sulla sua testolina innocente è stato il Papa in persona, ma i suoi genitori non sono nemmeno sposati in Chiesa". ( QUI l'articolo )

Perchè i nostri Parroci cosa fanno ?
Il Battesimo, se richiesto dai Genitori, viene tranquillamente amministrato anche ai Bambini figli di coppie anche se non sono sposate in chiesa.
Questo da sempre !
Questa è la " lezione " della Chiesa di sempre !


Aggiornamento : la nostra riflessione, anche grazie ad un 'e mail che chi è pervenuta, prosegue QUI

Il Battesimo di Cristo

Il Battesimo di Cristo.

Una antica tradizione conservata da Davide nel salmo 42 vuole che la cerva avvelenata dalle serpi di cui è ghiotta, debba bere per disintossicarsi dal veleno che questo cibo le procura. Questa notizia ci è data da S. Epifanio il quale scrive : Illico ad acquarum fontes decurrit: quod si trium horarum spatio aqua se explere non potessi, moritur”. - se non bevesse nello spazio di tre ore, (la cerva) morirebbe-.
Ma a quali acque corre la cerva, a quali acque anela l'anima dell'uomo avvelenata dal peccato alla quale per la disgrazia originaria è tanto incline?
Il grande S. Massimo confessore ci dà una risposta nel discorso 100 sull'Epifania.
[…] “Oggi dunque il Signore Gesù venne al battesimo e volle che il suo corpo santo fosse lavato dall'acqua.
Ma qualcuno potrebbe chiedere perché egli che è santo volle essere battezzato. Ascolta perché: Cristo non volle esser battezzato per esser santificato dalle acque, ma per santificarle lui stesso sì che, mentre ne veniva purificato, fosse lui a purificare quelle acque che toccava. 

La consacrazione di Cristo è consacrazione maggiore dell'elemento acqua. Mentre viene lavato il Salvatore, già allora viene purificata tutta l'acqua per servire al nostro battesimo e viene resa pura la fonte perché la grazia del lavacro sia distribuita in seguito ai popoli futuri. Cristo dunque si offre al battesimo precedendoci, perché i popoli cristiani gli tengano dietro con fiducia”.

Per questo motivo la Chiesa festeggia il Battesimo di Cristo ad opera di Giovanni, per questo nei tempi antichi il canto dell'antifona “ Sicut cervus” precedeva la preparazione dell'acqua battesimale, nella più santa delle notti, nella più augusta delle vigilie; di quell'acqua nella quale siamo stati lavati e salvati dalla morte del peccato con il Lavacro battesimale nella Chiesa Cattolica, di quell'acqua che Cristo stesso Luce del mondo ha purificata per la nostra salvezza.
Solo poche ore sono lasciate al cervo per la sua salvezza, per poter bere e rigenerarsi dal veleno che lo atterrisce, per questo anela e brama di giungere alla fonte ristoratrice; per questo la Chiesa insegna la necessità che i piccoli catecumeni siano condotti al Fonte battesimale il prima possibile, per questo è indispensabile che i cristiani ritornino alla fonte della salvezza nella frequenza assidua dei sacramenti cattolici e specialmente della riconciliazione.


Francois De la Mothé-Fenelon

venerdì 10 gennaio 2014

"Chi sono io per giudicare " : Dio avrà gradito questa frase ?


“Talvolta siamo sfiduciati perché si ha l’impressione, fomentata dai poteri massmediatici, che dalla più alta Cattedra non solo NON ci arrivano, sui temi fondamentali, le parole che dovremmo poter ascoltare, che il mondo dovrebbe ascoltare, ma ci stanno arrivando messaggi più che problematici, messaggi liquidi che confondono, che portano acqua al mulino di chi vuole l`annacquamento se non l`oscuramento della Dottrina cattolica, messaggi che obbligano i comunicatori vaticani a continue rettifiche che nessuno legge perchè quel che è registrato sono le parole ambigue del Papa, parole che ha detto, che i media non inventano anche se poi ci ricamano sopra, parole riprese e amplificate.


Ha perfettamente ragione Palmaro quando dice che Jorge Bergoglio con il suo "chi sono io per giudicare" ha guadagnato in pochi secondi più metri a favore della lobby gay quella frasetta di Papa Francesco, che in decenni di lavoro tutto il movimento omosessualista mondiale".

L`unità si fa attorno al Papa, ma se dal Papa ci vengono parole e gesti che seminano non unione ma disunione, non chiarezza ma confusione, se dal Papa NON ci vengono le parole di cui abbiamo bisogno, di cui il mondo alla deriva ha bisogno, a parte la preghiera, base di tutto, forse che dovremmo girare gli occhi da un`altra parte, tapparsi le orecchie, far finta di non aver ascoltato, letto o visto?

Forse che dovremmo accettare, e trovare normale e giusto, che un Papa non si esprima più su temi fondamentali e etici?


C`è chi sceglie di restare ai piedi della Croce di Cristo, lo sguardo volto solo a Lui, in preghiera e in silenzio, e c`è anche chi ai piedi di quella Croce, sceglie di parlare, rivolgendosi al Signore innanzitutto ma ANCHE ai suoi fratelli e sorelle di Fede.

Sì, molti sentono come un dovere, un diritto e una grande responsabilità esprimere i propri pensieri e sentimenti, anche se portano nomi come indignazione, sgomento, apprensione”.

L’ottimo blog Traditio Liturgica  ha dedicato un thread alla Tradizione : la “ mamma” dei Vangeli che NON “è cosa da vecchi, qualcosa che - come pare sostenere lo stesso papa Bergoglio - bloccherebbe il soffio dello Spirito santo. In questo tipo di pensiero, Dio non può che esprimersi in una sorta di spontaneismo umano, libero dai gravami della "legge" e da doveri che fino a ieri "obbligavano" i credenti.”  
QUI l’intero articolo .
Certamente i soliti noti staranno "etichettando immediatamente eventuali dubbiosi o contestatori con l'infamante nome di "tradizionalisti" (traditionalist clergy). 
È una tecnica usata ampiamente anche in Italia e ovunque, pur di far tacere le resistenze e operare indisturbati. 
Tutto ciò fatto in nome di "persone semplici" e dei "lontani" puzza di operazione a tavolino per modificare, a tappe, un'identità cristiana" ( blog citato QUI ).

Alla Tradizione il Successore di Pietro e Vicario di N.S.G.C. sulla terra oggi ha fatto riferimento : «Prima «confessare»: «La fede è confessare Dio, ma il Dio che si è rivelato a noi, dal tempo dei nostri padri fino ad ora; il Dio della storia. 
E questo è quello che tutti i giorni noi recitiamo nel Credo. 
E una cosa è recitare il Credo dal cuore e un’altra come pappagalli, no? Credo, credo in Dio, credo in Gesù Cristo, credo… 
Io credo in quello che dico? - ha domandato Francesco - Questa confessione di fede è vera o io la dico un po’ a memoria, perché si deve dire? O credo a metà?».
«Confessare la fede! - ha esortato - Tutta, non una parte! Tutta! E questa fede custodirla tutta, come è arrivata a noi, per la strada della tradizione: tutta la fede! 
E come posso sapere se io confesso bene la fede? 
C’è un segno: chi confessa bene la fede, e tutta la fede, ha capacità di adorare, adorare Dio».

Il Papa ha proseguito: «Noi sappiamo come chiedere a Dio, come ringraziare Dio, ma adorare Dio, lodare Dio è di più! Soltanto chi ha questa fede forte è capace dell’adorazione».

«Io oso dire - ha messo in evidenza - che il termometro della vita della Chiesa è un po’ basso in questo»: di capacità di adorare «non ne abbiamo tanta, alcuni sì…». E questo avviene «perché nella confessione della fede noi non siamo convinti o siamo convinti a metà».

L’altro atto è «affidarsi»: «L’uomo o la donna che ha fede si affida a Dio: si affida!»; Francesco ha citato «Paolo», che «in un momento buio della sua vita, diceva: “Io so bene a chi mi sono affidato”. A Dio! Al Signore Gesù! Affidarsi: e questo ci porta alla speranza».

«Così come la confessione della fede ci porta all’adorazione e alla lode di Dio - ha osservato il Pontefice - l’affidarsi a Dio ci porta ad un atteggiamento di speranza. Ci sono tanti cristiani con una speranza con troppa acqua, non forte: una speranza debole. Perché? Perché non hanno la forza e il coraggio di affidarsi al Signore. Ma se noi cristiani - ha concluso Francesco - crediamo confessando la fede, anche custodendo, facendo la custodia della fede, e affidandoci a Dio, al Signore, saremo cristiani vincitori. E questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede!». 

In questo momento di oggettiva confusione, in buona parte alimentata dalla stampa, una Teologa, di stampo tradizionale, ci raccomanda le virtù cristiane della prudenza e della perseveranza : 
Che in Vaticano operino poteri occulti di chiaro stampo anti-cristiano ormai, purtroppo è un fatto riconosciuto, ma affermare in termini apodittici certe cose ("orchestrato dal demonio"), significa sparare a zero senza costrutto.
Le forze anticristiche le vediamo anche noi all'opera e anche riguardo al Concilio e al post concilio abbiamo dato loro il rispettivo nome che converge quasi totalmente nel modernismo.
Ma pretendere di riscrivere la storia della Chiesa è irrealistico e diventa uno sparare proclami a vanvera.
Rimaniamo con i piedi per terra, denunciamo quel che va denunciato e, soprattutto, poniamo in essere la realtà sana da custodire da difendere e da continuare a vivere.
Del resto è ciò che stiamo concretamente tentando di fare, ognuno come può” .

E Traditio Liturgica giustamente ci fa riflettere che " Oggi il Cristianesimo occidentale ha troppa fiducia nelle sue scelte secolari, nei suoi "progetti aziendali", nelle sue indagini statistiche. 
È un Cristianesimo tutto di "mente" e assai poco di "cuore" (in senso biblico).
Questo determina la sua attuale anemia e rovina.
Risorgerà? Solo se torna alla Tradizione! "

mercoledì 8 gennaio 2014

" Siano di scandalo i preti-impiegati che riducono il sacerdozio di Cristo ad una attività d'ufficio"

Di fronte all'ennesima profanazione di una Chiesa Cattolica un lucido Intellettuale cattolico  ha fatto la generica osservazione che postiamo. Vogliamo però rilevare, per non cadere nel becero qualunquismo,  che  i Sacerdoti sono anche impegnati " fuori sede " sia per gravi ed urgenti motivi pastorali ( far visita ai malati desiderosi di confessarsi e di ricevere la Santa Comunione; il controllo degli oratori parrocchiali - quando ci sono - ecc. ecc. ) che per le legittime occupazioni della loro vita privata.
E' impellente perciò che in assenza del Sacerdote le Chiese siano attentamente controllate dai parrocchiani !
Non serve a nulla chiudere le chiese per paura che siano oggetto di saccheggio o di vilipendio come avviene anche in alcune zone costiere della mia provincia.
Anche in questo si deve dimostrare la vera devozione : i laici, a turno, dovrebbero essere presenti nella loro chiesa parrocchiale quando il Parroco si deve recare altrove per motivi pastorali o personali !
La Chiesa non può essere chiusa quando il Sacerdote dove andare dal proprio medico o da un parrocchiano malato !
Facciamo nostra, salvo le considerazioni preventive sopra esposte,  la pia indignazione dell'Intellettuale cattolico : " ... ci siano di scandalo i preti-impiegati che riducono il sacerdozio di Cristo ad una attività d'ufficio".

" Io però mi domando, ma mentre i cattivi, blasfemi, profanatori, atei, anatemi, ( ognuno può aggiungere anche insulti più pesanti) profanavano questa chiesa, e la profanazione in questo caso dalle foto risulta essere molto vasta ed estesa a tutto il tempio e avrà preso un qualche minuto per essere messa in atto; ecco, mentre avveniva tutto ciò: il prete, o i preti; DOVE ERANO????- nessuno di loro veramente poteva essere in chiesa?
La sua Chiesa, non è forse il luogo in cui si deve trovare il sacerdote cattolico?
Non è forse il luogo che egli deve amare di più e preferire ad ogni altro? 
Non è forse il luogo in cui i fedeli possono trovare una parola, un consiglio, un confessionale sempre aperto!
Oh signori, che scena disgustosa trovare ad orario d'ufficio il reverendo seduto come un menager dietro il suo computer intento in affari temporali ( delegabili per altro ai tanto amati laici delle parrocchie!!) mentre in chiesa succedono questi scempi esecrabili! 
Non ci sia di scandalo questa profanazione, ma ci siano di scandalo i preti-impiegati che riducono il sacerdozio di Cristo ad una attività d'ufficio. 
Costoro sono la vera profanazione della Chiesa Cattolica!"

F.D.M.F.

domenica 5 gennaio 2014

Un'Omelia quanto mai attuale del Card.Darío Castrillón Hoyos

Pontificale dell'Epifania del Signore Santuario della B.V. Maria Addolorata - Campocavallo (Osimo), 6 gennaio 2010
Sia Lodato Gesù Cristo!
Saluto i reverendi sacerdoti e religiosi, le autorità, il Vicario Generale della Arcidiocesi di Ancona- Osimo, i cavalieri del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, dell’ordine di Malta e tutti i fedeli presenti.
Sono felice di essere qui stasera per rendere omaggio alla Santa Madre di Dio in un così magnifico santuario da lei prodigiosamente guardato con occhi di predilezione ed eretto in suo onore dal popolo di Campocavallo; questa amena località può vantare - insieme alla bellezza del paesaggio e delle sue antiche tradizioni religiose - uno storico legame con la devozione alla SS.ma Vergine Addolorata. Ringrazio e benedico in modo speciale per tale invito i Padri Francescani dell'Immacolata, zelanti custodi del Santuario.
Un ringraziamento anche ai giovani ministranti del Collegio Internazionale di Villa S. Lucia, alla Schola Cantorum “Sancta Caecilia” di Corridonia diretta dal Maestro Alessandro Pucci, e al Maestro Simone Baiocchi all'Organo.


Non posso sottacere, d'altro canto, l'intima gioia che mi pervade per la felice circostanza di poter accomunare in una medesima celebrazione tre fondamentali motivi di gratitudine alla Divina Misericordia e precisamente la ricorrenza dell'Epifania del Signore e la venerazione alla Santa Madre Addolorata attraverso la solennità del Rito Gregoriano che potremmo dire riconsegnato alla Chiesa universale dal S. Padre Benedetto XVI.

Carissimi fedeli,
l'evangelista S. Matteo (Mt 2, 1-12) ci ha narrato la straordinaria vicenda che si compie nella povera capanna di Betlem con l'atto di adorazione dei Magi: in questo avvenimento accaduto all’alba dell'era cristiana possiamo scorgere il futuro della Chiesa e dell'intera umanità chiamata a redimersi ripercorrendo le orme dei tre misteriosi adoratori del Verbo incarnato.
Il Re dei secoli eterni, apparso nelle timide sembianze di un bimbo in fasce, da questo momento si manifesta al mondo, concedendo la contemplazione di se alla vista di quei viandanti designati a rappresentare gli uomini di tutti i tempi.

S. Alfonso Maria de Liguori ci ricorda come Gesù appena nato vuole subito comunicarci la grazia della Redenzione e per mezzo di una stella chiama i Magi e in loro noi tutti ad adorarlo.
E proprio tale adorazione, cari fedeli, ci viene mirabilmente riproposta nella solenne azione sacrificale che la Chiesa compie mediante la sacra liturgia del Rito Gregoriano.

Il rito sacro deve essere compreso e vissuto come una luce soprannaturale che illumina l'anima assetata di Dio, al pari della stella che condusse i Magi da Gesù e chiamò alla presenza del Redentore i pastori attratti anch’essi dal suo straordinario fulgore.

I tre Magi, dunque, possono servirci da guida per la ricerca di Gesù. 
La loro offerta può simboleggiare le più belle offerte del nostro cuore. 
Se essi deposero oro, incenso e mirra dinanzi all’ospite divino della mangiatoia di Betlem, a noi – attraverso l'azione liturgica della Chiesa - è dato di offrire la somma oblazione dell’Agnello di Dio.
Il Venerabile Pontefice Giovanni Paolo II ricordando Funzione della donna di Betania, ha tuttavia sottolineato la necessità di non passare dalla familiarità con il Convito eucaristico alla "tentazione di banalizzare questa 'dimestichezza' della Chiesa col Suo Sposo, dimenticando che egli è anche il suo Signore e che il convito resta pur sempre un convito sacrificale, segnato dal sangue versato sul Golgota" (Enc.Eccleia De Eucharistica,n.48).

La grandiosità del cosiddetto Rito di San Pio V non deve essere guardata come semplice esteriorità, piuttosto quale atteggiamento adorante dell'anima conscia dì trovarsi al cospetto della Triade Divina.
Per tale ragione - prosegue lo stesso Pontefice – “si comprende come la fede della Chiesa nel Mistero eucaristico si sia espressa nella storia non solo attraverso l'istanza di un interiore atteggiamento di devozione, ma anche attraverso una serie di espressioni esterne, volte ad evocare e sottolineare la. grandezza dell'evento celebrato” (Enc. Ecclesia De Eucharistica,n.48).

Dinanzi allo splendore della Maestà divina, ciascuno di noi dovrebbe interrogarsi sulla sua povertà, e accorgendosi di quanto grande essa sia, riconoscersi infinitamente manchevole dinanzi alla incommensurabile bontà dell'Onnipotente, fattosi uomo per amore nostro senza porre limite alcuno alla brama di conquistarci e stringerci al Suo Cuore ardente di carità.
Il Papa S. Leone Magno, rimirando estasiato la scena della prima epifania del Signore, ravvisa in essa “il giorno della nostra nascita e l’inizio della chiamata alla fede di tutte le genti”. 
Come la stella, infatti, condusse i Magi al cospetto dell'Emmanuele bambino similmente nel nostro tempo la medesima stella “ci esorta ... a imitare il servizio che essa prestò” seguendo la grazia che ci porta a Cristo (S. Leone Magno, discorso 3 per l'Epifania).
Quale migliore percorso potremmo intraprendere se non quello che mediante la sacralità del rito - non disgiunta dalla sincera e intima contrizione - ci consente di presentare a Dio le nostre più intime offerte nel modo che a Lui meglio si conviene, purificandole con l’unione alla Vittima pura, santa, immacolata.

I nemici più o meno manifesti di Gesù pare che vogliano fare del mondo come un'immensa corte di Erode, impegnati a scorgere una qualsiasi traccia di vita cristiana per distruggerla radicalmente. A somiglianza del loro modello, dapprima sono ipocriti, poi spietati, Infatti inizialmente sì mostrano nostri amici volendo far credere che essi tengono al decoro della vita cristiana e per ciò la vogliono sfrondata da ogni cosa che la deformi; poi si manifestano a viso aperto affermando che il cristianesimo soffoca l'autodeterminazione dell’individuo e per ciò lo combattono senza quartiere fino a pretendere che non si costruiscano i presepi o siano divelti i crocifissi da sempre parte integrante della storia e della cultura dei popoli cristiani.

La stessa, sacra liturgia, poi, e specialmente l’antico Rito Gregoriano, diventano un bersaglio preferenziale dei nuovi farisei che non hanno una concezione corretta della Chiesa fondata sulla solida roccia di Pietro.
Il S. Padre Benedetto XVI afferma che “La bellezza della liturgia ... è espressione altissima della gloria di Dio e costituisce, in un certo senso, un affacciarsi del Cielo sulla terra”. In sostanza, essa non va intesa in termini puramente decorativi ma come “elemento costitutivo” dell'azione liturgica, “attributo di Dio stesso e della sua rivelazione” (Sacramentum Caritatis, n.35).
Il Rito Gregoriano, innestato nel memoriale perenne compiuto dalla Chiesa, è parte essenziale dell’Epifania di Gesù in ogni tempo e con la. sua ricchezza di simboli e di contenuti potremmo dire che ci consente di percepirne meglio il Mistero.

A proposito degli abusi che spesso avvengono in campo liturgico il S. Padre ha osservato come “in molti luoghi non si celebrava in modo fedele alle prescrizioni del nuovo Messale, ma esso addirittura veniva inteso come un'autorizzazione o perfino come un obbligo alla creatività, la quale portò spesso a deformazioni della Liturgia al limite dei sopportabile” (Lettera ai vescovi di tutto il mondo per presentare il "Motu Proprio” sull'uso della Liturgia Romana anteriore alla riforma del 1970). Dobbiamo constatare purtroppo che tale fenomeno ad oggi non è affatto cessato, per cui sarebbe auspicabile in tutti un maggiore spirito di obbedienza e di corretta formazione liturgica.
Riguardo all’Epifania, S. Agostino scrive che “Erode è turbato come se Cristo fosse venuto per cercare e trovare un regno terreno. 
La piccola volpe terrena è turbata al nascere del leone del cielo” (S. Agostino, discorso 375 sull'Epifania del Signore).
Allo stesso modo coloro che osteggiano la Chiesa non hanno compreso che il fine dell’evangelizzazione non corrisponde ad ambizioni materiali bensì alla conversione dei cuori, di cui la. sacra liturgia è un mezzo privilegiato.

Noi che mediante il Battesimo siamo spiritualmente consacrati a difendere i diritti di Dio e della Chiesa, con tale scelta di vita abbiamo volontariamente assunto il compito dì rivendicare la sacralità della fede sempre più spesso osteggiata in ogni settore della società odierna - nelle istituzioni pubbliche come nelle famiglie - avviando l’umanità su un percorso che conduce alla più spregiudicata deriva etica.

Gli attacchi di cui è fatta frequentemente oggetto la Chiesa, le persecuzioni che mietono vittime in ogni angolo della terra, il dilagare dell'empietà, del materialismo sfrenato, della violenza e del vizio, sono segni inquietanti di una lotta ingaggiata dalle potenze infernali contro la mistica progenie di Gesù.
Consci della pochezza del nostro essere ma anche della straordinaria energia che ci deriva dalla grazia non possiamo permetterci di farci sopraffare dal torpore dell'inerzia spirituale, nemica naturale della fortezza cristiana.

Impetriamo, allora, la divina clemenza per intercessione di Colei che la cristianità invoca quale Auxilium Christianorum e con San Bernardo diciamo fiduciosi:

“Ricordati o piissima Vergine Maria che non si è inteso mai al mondo che alcuno ricorrendo al tuo patrocinio, implorando il tuo aiuto e chiedendo la tua protezione, sia rimasto abbandonato”.
“Christus in vobis Spes Gloriae”.

Fonte : http://www.missaleromanum.it/Chisiamo.htm

Due video di quella celebrazione di cento anni fa ...  

https://www.youtube.com/watch?v=I5DzdVqupLA

 https://www.youtube.com/watch?v=iuZSsHaHMEU