venerdì 5 settembre 2014

Novena per i Cristiani perseguitati e massacrati

Oggi è il secondo giorno della "novena" col Santo Rosario e la preghiera di San Bernardo alla Vergine proposta da Antonio Socci .
Per i perseguitati e per i pastori.

Ricordavamo, dagli Atti: "una preghiera saliva incessantemente dalla Chiesa per lui"... Si parla di Pietro "in carcere". Anche il nostro Pietro ha bisogno della nostra preghiera, così come i nostri fratelli che subiscono situazioni estreme e la Chiesa tutta; che il Signore voglia nella sua infinita potenza e misericordia abbreviare i tempi terribili della prova, anche suscitando le buone volontà per una soluzione ora inimmaginabile.

Ma la fede e la supplica dei "santi" - che non sono i perfetti, ma i "Suoi" quelli "messi da parte" per Lui e che gli appartengono - unita all'intercessione della Madre, possono allontanare le calamità e "spostare le montagne". 
In periodi di forte pericolo - e non solo - ci sono anche le preghiere di rogazione; ma i nostri pastori "moderni" le hanno dimenticate e non si mettono alla testa del gregge per radunarlo ad implorare. Parlano con lingua di legno da cattedre mediatiche e, invece di adorazioni e Santi sacrifici impetratori, organizzano happening intrisi di sincretismo paganeggiante.
E dunque : "Sursum corda! Habemus ad Dominum!".

I "Santi", cioè quelli "messi da parte" per il Signore, nella Chiesa Militante e pellegrina sulla terra, siamo noi. Ma dobbiamo ricordare che alla nostra preghiera si uniscono anche, dal cielo, gli Angeli e i Santi della Chiesa Trionfante, insieme alle anime della Chiesa Purgante in attesa di entrare nella gloria. La Comunione dei Santi espunta - insieme alla Vergine e a San Michele Arcangelo - dalle preghiere della Nuova Messa e di cui nessuno parla più...
La Chiesa di Cristo, la Cattolica la Una Santa non ha mai pace; in tutti i tempi è stata perseguitata sin dall'inizio della Sua missione dagli imperatori Caligola, Nerone, Domiziano, Diocleziano ed altri tanto per far qualche nome.
Oggi come allora, i Cristiani, specialmente nel mondo islamico, come ci ricorda anche il Patriarca di Bagdad, vanno verso l'estinzione.
Ma anche nel nostro mondo molti Cristiani Cattolici sono perseguitati con metodi diversi solo di forma, non vengono uccisi e posti in fosse comuni, non vengono sgozzati, ma quando alcuni e forse molti vengono minacciati.
Forse solo la condanna a morte per mezzo dello sgozzamento o le fosse comuni vogliamo chiamare persecuzione? e quello che stiamo soffrendo a causa di una certa gerarchia che si ccrede padrona del cielo e della terra?
Infatti Gesù disse ai Suoi apostoli ""quando sarete perseguitati nel mio nome....ecc.ecc.""
Preghiamo il santo Rosario per tutti i perseguitati e per i Pastori, affinchè prendano coraggio e si ricordino il giuramento fatto a Dio tramite il loro vescovo ordinante.
In tutti i tempi ci sono stati i persecutori: all'inizio gli imperatori che ci facevano mangiare dalle belve nel colosseo, oggi la proibizione di essere sempre la stessa Chiesa Cattolica dataci da Gesù in quel Giovedì Santo.
Che qualcuno fermi le persecuzioni qualunque esse siano. 

Regina Martyrum, ora pro nobis !

giovedì 4 settembre 2014

New World Order e i Lefebvriani ... alla vigilia dei colloqui ...

Ci è dato obiettivamente di osservare che ogni qual volta si ri-parla di ripresa dei colloqui " intra moenia " con i massimi esponenti della Fraternità Sacerdotale San Pio X o di notizie simili  riguardanti quella Comunità " qualcosa " si mette  di traverso onde accidentare maggiormente  il già impervio terreno d'incontro.


Abbiamo letto dall'Agenzia di Stampa Vaticana ( VIS ) di oggi 4 settembre 2014 questa notizia : " RELIGIONI E PERSEGUIMENTO PACE AL CENTRO DEI COLLOQUI DEL PAPA CON L'EX PRESIDENTE DI ISRAELE, SHIMON PERES E CON IL PRINCIPE DI GIORDANIA, EL HASSAN BIN TALAL
Città del Vaticano, 4 settembre 2014 (VIS). 
La pace in Medio Oriente e il ruolo delle religioni nei processi di pacificazione regionale, sono stati i temi al centro dell'incontro del Papa con l'ex-Presidente dello Stato di Israele, Shimon Peres. 
Un lungo colloquio - durato 45 minuti - durante il quale il Presidente Peres ha presentato al Pontefice il suo progetto di creare un consiglio di leader religiosi per promuovere la pace, partendo dal presupposto che se in passato erano i nazionalismi a provocare la maggior parte delle guerre, attualmente è soprattutto il motivo religioso ad innescare lo scoppio dei conflitti. 
Il Santo Padre ha ascoltato con grande attenzione ed interesse la proposta dell'ex Presidente dello Stato di Israele nel corso del colloquio che si è svolto in un clima di grande cordialità.
Perseguimento della pace e religioni sono stati anche i temi al centro dell'incontro con il Principe El Hassan bin Talal, del Regno Hashemita di Giordania. ecc ecc. "

La proposta del leader israeliano attuerebbe praticamente il grande anelito sincretistico delle religioni  più volte  profetizzato dal N.W.O. ?
Sincretismo mondiale... e saranno tante le pecore ad essere d'accordo ... ma non i Cattolici  che inneggiano alla Divina Regalità di Cristo Signore sotto il cui solo Regno d'Amore e di Giustizia abbonderà la vera pace !

C'è da chiedersi : perchè questa proposta è stata fatta a Papa Francesco e non a San Giovanni Paolo II, che pure aveva una popolarietà enorme, o a Benedetto XVI, che nelle sue elevatissime esercitazioni intellettuali ha coinvolto pure il pensiero illuminista ?

 
Ha detto esplicitamente oggi Shimon Peres : "... se mi guardo intorno noto una cosa: forse per la prima volta nella storia, il Santo Padre è un leader rispettato come tale non solo da tante persone ma anche dalle più diverse religioni e dai loro esponenti".  


Perchè  solo  Papa Francesco ?


Il nostro pensiero va obbligatoriamente a quei Signori Cardinali che  prima e durante il Conclave sono stati gli sponsor di Papa Francesco .
Cosa rappresentano quei Cardinali/sponsor agli occhi dei  liberal/mondialisti ?
Quegli sponsor sono i garanti di una linea, di un'impostazione ampia presso gli esponenti del grande potere mondialista ? 


L'elevazione al Soglio Pontificio comporta, automaticamente, la discesa sull'Eletto della cosiddetta " grazia di stato " : per questo non ci angosciamo sui presunti ante-fatti al Conclave come pure siamo sereni che    la risposta che il Papa - Successore dell'Apostolo Pietro e Vicario di N.S.G.C. sulla terra -   darà all'anziano leader israeliano   sarà  un NO ( che rispecchierebbe tralaltro anche la medesima risposta " in pectore " degli altri capi religiosi che in più occasioni hanno dimostrato la loro  contrarietà  ad ogni forma di sincretismo ).

Uno dei più martoriati Pontefici della Storia  il Beato Pio IX  messo alle strette dal mondo liberal/massonico, che pure lo aveva iper/esaltato appena eletto, seppe scegliere la Via della Croce e del martirio personale all'adulazione mondana ricevendo poi la corona di gloria che non appassisce !

Visto il proliferare delle tante " coincidenze " che vogliono rendere ancor più difficile il dialogo " in sacris " fra la Curia Romana e i testardi ( ma pastoralmente efficaci ) Sacerdoti della FSSPX si fa strada una strana ipotesi.
Forse  farebbe  comodo un po'  a tutti, Gerarchia Romana in primis , che la Fraternità Sacerdotale San Pio X rimanga dov'è ... al sicuro con la sua valida Successione Apostolica ... disobbedientemente cattolica  ma fedele nella retta dottrina immutata ed immutabile della Chiesa ;  aderente al Magistero ma distratta alla disciplina curiale di questi giorni ... una delle tante contraddizioni della Chiesa attuale pellegrina sulla terra ! Non si sa mai, non si sa mai  ...


Coltiviamo dunque la sana speranza nei nostri cuori e siamo lieti nel Signore : Cristo vince ! Sempre !


Foto : Cappella dell'Aeroporto di Napoli ... prove tecniche di religione mondialista .

mercoledì 3 settembre 2014

Il Papa : " La Chiesa è Madre "

PAPA FRANCESCO

UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro
Mercoledì, 3 settembre 2014

La Chiesa è Madre

  

Cari fratelli e sorelle, buongiorno.

Nelle precedenti catechesi abbiamo avuto modo di rimarcare più volte che non si diventa cristiani da sé, cioè con le proprie forze, in modo autonomo, neppure si diventa cristiani in laboratorio, ma si viene generati e fatti crescere nella fede all’interno di quel grande corpo che è la Chiesa. 
In questo senso la Chiesa è davvero madre, la nostra madre Chiesa - è bello dirlo così: la nostra madre Chiesa - una madre che ci dà vita in Cristo e che ci fa vivere con tutti gli altri fratelli nella comunione dello Spirito Santo.

1. In questa sua maternità, la Chiesa ha come modello la Vergine Maria, il modello più bello e più alto che ci possa essere. È quanto già le prime comunità cristiane hanno messo in luce e il Concilio Vaticano II ha espresso in modo mirabile (cfr Cost. Lumen gentium, 63-64). 
La maternità di Maria è certamente unica, singolare, e si è compiuta nella pienezza dei tempi, quando la Vergine diede alla luce il Figlio di Dio, concepito per opera dello Spirito Santo. 
E tuttavia, la maternità della Chiesa si pone proprio in continuità con quella di Maria, come un suo prolungamento nella storia. 
La Chiesa, nella fecondità dello Spirito, continua a generare nuovi figli in Cristo, sempre nell’ascolto della Parola di Dio e nella docilità al suo disegno d’amore. 

La Chiesa è madre. 

La nascita di Gesù nel grembo di Maria, infatti, è preludio della nascita di ogni cristiano nel grembo della Chiesa, dal momento che Cristo è il primogenito di una moltitudine di fratelli (cfr Rm 8,29) e il nostro primo fratello Gesù è nato da Maria, è il modello, e tutti noi siamo nati nella Chiesa. 
Comprendiamo, allora, come la relazione che unisce Maria e la Chiesa sia quanto mai profonda: guardando a Maria, scopriamo il volto più bello e più tenero della Chiesa; e guardando alla Chiesa, riconosciamo i lineamenti sublimi di Maria. 
Noi cristiani, non siamo orfani, abbiamo una mamma, abbiamo una madre, e questo è grande! 
Non siamo orfani! 

La Chiesa è madre, Maria è madre.


2. La Chiesa è nostra madre perché ci ha partoriti nel Battesimo. Ogni volta che battezziamo un bambino, diventa figlio della Chiesa, entra nella Chiesa. 
E da quel giorno, come mamma premurosa, ci fa crescere nella fede e ci indica, con la forza della Parola di Dio, il cammino di salvezza, difendendoci dal male.

La Chiesa ha ricevuto da Gesù il tesoro prezioso del Vangelo non per trattenerlo per sé, ma per donarlo generosamente agli altri, come fa una mamma. 
In questo servizio di evangelizzazione si manifesta in modo peculiare la maternità della Chiesa, impegnata, come una madre, ad offrire ai suoi figli il nutrimento spirituale che alimenta e fa fruttificare la vita cristiana. 
Tutti, pertanto, siamo chiamati ad accogliere con mente e cuore aperti la Parola di Dio che la Chiesa ogni giorno dispensa, perché questa Parola ha la capacità di cambiarci dal di dentro. Solo la Parola di Dio ha questa capacità di cambiarci ben dal di dentro, dalle nostre radici più profonde. 
Ha questo potere la Parola di Dio. 
E chi ci dà la Parola di Dio? 

La madre Chiesa. 

Lei ci allatta da bambini con questa parola, ci alleva durante tutta la vita con questa Parola, e questo è grande! È proprio la madre Chiesa che con la Parola di Dio ci cambia da dentro. 
La Parola di Dio che ci dà la madre Chiesa ci trasforma, rende la nostra umanità non palpitante secondo la mondanità della carne, ma secondo lo Spirito.

Nella sua sollecitudine materna, la Chiesa si sforza di mostrare ai credenti la strada da percorrere per vivere un’esistenza feconda di gioia e di pace. 
Illuminati dalla luce del Vangelo e sostenuti dalla grazia dei Sacramenti, specialmente l’Eucaristia, noi possiamo orientare le nostre scelte al bene e attraversare con coraggio e speranza i momenti di oscurità e i sentieri più tortuosi. 
Il cammino di salvezza, attraverso il quale la Chiesa ci guida e ci accompagna con la forza del Vangelo e il sostegno dei Sacramenti, ci dà la capacità di difenderci dal male. 
La Chiesa ha il coraggio di una madre che sa di dover difendere i propri figli dai pericoli che derivano dalla presenza di satana nel mondo, per portarli all’incontro con Gesù. 
Una madre sempre difende i figli. 
Questa difesa consiste anche nell’esortare alla vigilanza: vigilare contro l’inganno e la seduzione del maligno. 
Perché se anche Dio ha vinto satana, questi torna sempre con le sue tentazioni; noi lo sappiamo, tutti noi siamo tentati, siamo stati tentati e siamo tentati. 
Satana viene «come leone ruggente» (1Pt 5,8), dice l’apostolo Pietro, e sta a noi non essere ingenui, ma vigilare e resistere saldi nella fede. 
Resistere con i consigli della madre Chiesa, resistere con l’aiuto della madre Chiesa, che come una buona mamma sempre accompagna i suoi figli nei momenti difficili.

3. Cari amici, questa è la Chiesa, questa è la Chiesa che tutti amiamo, questa è la Chiesa che amo io: una madre che ha a cuore il bene dei propri figli e che è capace di dare la vita per loro. 
Non dobbiamo dimenticarci però che la Chiesa non sono solo i preti, o noi vescovi, no, siamo tutti! 
La Chiesa siamo tutti! D’accordo? 
E anche noi siamo figli, ma anche madri di altri cristiani. 
Tutti i battezzati, uomini e donne, insieme siamo la Chiesa. 
Quante volte nella nostra vita non diamo testimonianza di questa maternità della Chiesa, di questo coraggio materno della Chiesa! 
Quante volte siamo codardi! 
Affidiamoci allora a Maria, perché Lei come madre del nostro fratello primogenito, Gesù, ci insegni ad avere il suo stesso spirito materno nei confronti dei nostri fratelli, con la capacità sincera di accogliere, di perdonare, di dare forza e di infondere fiducia e speranza. 
È questo quello che fa una mamma.

martedì 2 settembre 2014

Poveri giovani “se anche la Chiesa smette di educarli e di rafforzarli nella fede cosa sarà di loro ?”

“ Gli ex atleti pacifisti e stramilionari, tutti cattolici devoti ed esemplari hanno incensato J.M. Bergoglio per l’iniziativa della Partita per la Pace. Radio Vaticana: "L'evento sportivo - ha aggiunto il Pontefice - è un gesto altamente simbolico per far capire che è possibile costruire una cultura dell'incontro e un mondo di pace dove i credenti di religioni diverse conservano la loro identità, vivendo nel reciproco rispetto". 
Ci provate da secoli a costruire questo mondo ateizzato, sincretinista, i cui la Pace non è prodotta dalla Grazia …” ( Cfr. Pietro Ferrari su Radio Spada

Sono sinceramente preoccupato, anzi preoccupatissimo per la sorte futura riservata ai  ragazzotti/bambolotti della nostra fatiscente società occidentale nutriti con omogeneizzati ma in digiuno permanente dai valori pregnanti religiosi e civili che non potranno obiettivamente affrontare le sfide e gli attacchi di una società sempre più scristianizzata nemica fin dal midollo di Cristo e della Sua Chiesa !


Non vogliamo giudicare, Dio ce ne voglia, l’operato dell’amato Pontefice, a cui si deve rivolgere sempre la nostra preghiera, ma la sponsorizzazione che Egli ha fatto della partita interreligiosa per la Pace , che si è tenuta ieri allo Stadio Olimpico di Roma alla presenza di 20.000 spettatori – così han detto oggi i TG – lascia perplessi e disorientati .


Ci  rattristia grandemente  la sorte dei nostri giovani, frustati per la mancanza di lavoro per causa di una crisi economica creata a tavolino dai poteri che da oltre due secoli sono i padroni del mondo : se anche la Chiesa smette di educarli e di rafforzarli nella fede cosa sarà di loro ?

Alla prima ventata di persecuzione spariranno come pula al vento e, rinnegando ben presto Cristo per aver salva la vita si convertiranno all’Islam …

In compenso l'iniziativa sponsorizzata dall'amato Papa, a cui sono seguite le non troppo garbate polemiche TV del devoto Maradona, ci ha fatto sapere  che  esiste il signor Mauro Icardi :  un calciatore professionista , ricevuto in udienza dal Pontefice assieme alla Moglie e al figlioletto  . 
Poco non è ...

Ecco quello che scrivono su Internet i semplici ed umili fedeli che amano la Santa Madre Chiesa e i giovani :  " Forse l'Europa si trova di fronte ad un'ennesima tragedia di guerra.
In Africa e in Asia minore i paesi medio-orientali sono tutti in fiamme e sono tutti di matrice islamica - basta guardare dalla Siria all'Iraq ed il blocco islamico che ha in mente l'occupazione dell'Europa Cristiana (ormai scristianizzata) per islamizzarla - (non sottovaluterei l'avviso del Re dell'Arabia Saudita che ci dice di prendere iniziative ora e prima che sia troppo tardi).

La chiesa invece di chiamare a raccolta i fedeli Cattolici alla preghiera come si è fatto nei secoli passati, di fronte alle guerre ed alle calamità, pensa ad organizzare partite di calcio.
In altri momenti e per altri motivi molto meno importanti, si sono svolte manifestazioni di piazza enormi in tutto il mondo,; basta guardare che quando viene ucciso in un carcere americano un criminale, si illumina il Colosseo … si mobilita mezzo mondo; ma di fronte al flagello del martirio di migliaia di Cristiani nei paesi arabi/islamici ad opera dei criminali dell'Isis, si muove ben poco. Pare in concomitanza della partita, peraltro con pochissimi spettatori, sono stati immessi su internet degli orrendi video in cui i jihaidisti giocano a calcio con le teste mozzate delle vittime.... dum Romae sunt circenses... ".

Lo scrittore Antonio Socci ha argutamente osservato : " All'Angelus di oggi ( 31 agosto N.d.R.) papa Bergoglio ha salutato, fra gli altri, i motociclisti e la banda della polizia, ha raccontato che una famiglia gli ha portato i saluti di un certo paese e lui ricambia, ha augurato "buona partita" allo Stadio olimpico domani a una certa associazione e ha rivolto parole affettuose ai giovani del sindacato dei plastici. Infine ha chiesto preghiere per sé e ha salutato con "buon pranzo".
C'era altro di importante da ricordare? 
No. 
Niente.
http://www.tempi.it/nigeria-avanza-califfato-strage-cristiani-boko-haram-madagali-chiesa#.VAL3Kdd_tac "




Maria, aiuto dei Cristiani, assisti i nostri giovani e proteggerli dalle insidie del male e dalle superficialità degli Uomini di Chiesa che talvolta si volgono alle favole !


lunedì 1 settembre 2014

Mons. Nazzareno Marconi : Omelia per la Festa di San Giuliano 2014


La festa del nostro patrono ci invita a riscoprire uno dei fondamenti della spiritualità della nostra Chiesa diocesana. 
Ogni Chiesa diocesana ha infatti una propria identità storica e territoriale, segnata dai suoi santi e la vita dello Spirito, la vita di fede, ne è profondamente permeata.
La vita di una comunità credente, ci insegna S.Paolo, è la vita di un unico corpo vivo: “voi siete il corpo di Cristo e sue membra” (1Cor 12,27), che porta in sé i segni della sua storia. 
Il nostro corpo non è solo il nostro DNA, ma anche la nostra storia. 
Così il corpo della Chiesa diocesana è segnato dalla sue storia.
Quando due giovani si conoscono e si innamorano passano tanto tempo a raccontarsi, perchè sanno che non si può costruire il presente ed il futuro, senza la memoria viva e condivisa del passato.
Per questo il libro del Siracide, nella prima lettura di oggi, ci invita: “Considerate le generazioni passate e riflettete: chi ha confidato nel Signore ed è rimasto deluso?”. 
E’ il valore della memoria credente, che oggi la liturgia ci invita a celebrare. Il nostro mondo contemporaneo invece sembra avere dimenticato questa sapienza. 
E’ un mondo senza memoria, che non percepisce il valore del ricordo. 
Il motivo è semplice e tragico: la società dei consumi in cui viviamo ha bisogno di masse, caratterizzate come “spettatori” degli innumerevoli spot commerciali e come “votanti” conquistabili dagli spot elettorali. 
Gli uni e gli altri è bene che non guardino al passato, neppure a quello recente.
Questo sguardo ricco di memoria potrebbe farci ricordare che gli acquisti fatti in passato, con l’illusione di trovare la felicità, si sono mostrati un imbroglio. 
Abbiamo soddisfatto desideri materiali, ma il cuore è rimasto vuoto e deluso. Oppure, sempre la memoria del passato, potrebbe renderci scettici verso le promesse elettorali di salvezza, fatte da uomini come noi, come noi fragili e fallibili. Ci è stata promessa la salvezza, ma i salvatori si sono spesso rivelati inadeguati.
Quando la gente comincia a coltivare la memoria, smette di essere una massa manovrabile e diventa un popolo, che sempre meglio sa dove vuol andare, riconoscendo le vie del bene, da quelle della distruzione e dell’illusione.
La memoria del nostro santo patrono è uno di questi preziosi tesori, da coltivare e trasmettere alle nuove generazioni.
La storia di san Giuliano, come una significativa parabola, si apre con una tragedia. 
Il nostro santo, accecato dalla passione della gelosia uccide per errore il padre e la madre. 
Potrebbe essere l’immagine simbolica del rischio che oggi viviamo. 
E’ tipica del nostro tempo la tentazione di lasciarci dominare dalle emozioni, vivendo in una costante ricerca di sensazioni nuove e forti. 
Il rischio aumenta se cediamo alla tentazione di cancellare le nostre origini, simbolicamente “uccidere il padre e la madre”, nell’illusione di vivere un eterno presente, senza ricordo e senza memoria.
Vorrei che ognuno si chiedesse: 
Chi è tuo padre? 
Chi è tua madre? 
Quali insegnamenti buoni ci hanno trasmesso? 
Quali errori, che loro hanno vissuto e di cui spesso sperimentiamo le amare conseguenze, ci insegnano ad evitare considerando la loro storia?
S.Giuliano si redime dal suo errore traghettando la gente da una sponda all’altra del fiume, simbolo dello scorrere della storia e del bisogno che ognuno ha di ritornare periodicamente indietro, verso la prima riva, per comprendere il senso del proprio cammino.
Dobbiamo imparare da lui a guardare al cammino percorso, e soprattutto alla riva da cui tutti siamo partiti: abbiamo avuto un padre ed una madre che ci hanno donato la vita. 
Questo è il primo fondamento: la vita non è nostra, ci è stata donata e dovremo renderne conto al Primo, originale donatore che è Dio.
Il desiderio penitenziale di san Giuliano, che muove gran parte della sua vita, nasce proprio dalla coscienza di dovere rendere conto a Dio del dono della vita e di come l’abbiamo impegnata nel bene.
In questa prima celebrazione della festa del Patrono, che presiedo come vostro vescovo, ho sentito un chiaro invito a riconoscere in queste immagini, una indicazione del mio servizio in mezzo a voi. 
Non vengo a vivere un episcopato fatto solo di presente, che cala dall’alto sull’onda dell’emozione e della ricerca di novità, magari promettendo un futuro luccicante, come se fossi “l’uomo della provvidenza”.
Entro invece nel grande fiume della storia di questa nostra Chiesa, come ha fatto San Giuliano: cosciente di essere solo un uomo, un uomo con le sue fragilità, i suoi limiti, i suoi peccati. Però desideroso di camminare sulla via del bene e disposto a traghettare, in questi anni che il Signore vorrà donarci, le nostre vite, lungo il fiume della storia, verso la sponda del Regno di Dio.
Per fare questo dobbiamo coltivare tutti una fede più ricca di memoria.
Non “sopprimere” i nostri padri, ma riandare con costanza alla ricchezza dei loro insegnamenti, e dei loro valori, per camminare verso il futuro come un popolo saggio e buono, e non una massa facilmente manipolabile.
In questa omelia, tradizionalmente, il vescovo parla alla città, ed anche alle sue istituzioni e guide civili. 
Nel luglio 2013, Papa Francesco, durante un incontro con i seminaristi, i novizi e le novizie ci ha detto: Io dico sempre quello che affermava san Francesco d’Assisi: “Annunciate il Vangelo sempre. E, se fosse necessario, con le parole”. Cosa vuol dire questo? 
Annunziare il Vangelo con l’autenticità di vita, con la coerenza di vita. (…) 
La coerenza è fondamentale perché la nostra testimonianza sia credibile.
Queste parole del papa ci impegnano, come Vescovo e come Chiesa, a non parlare alla città in astratto, e dall’alto di un pulpito, ma a mostrare con la nostra vita ciò in cui crediamo.
Per questo mi rivolgo a tutti i credenti, all’inizio di questo anno pastorale, indicando le direttrici fondamentali del cammino che vogliamo percorrere, anche come valore e come testimonianza offerta a tutta la città.
Cercheremo perciò di tornare alle radici della nostra identità cristiana, nutrita della memoria della nostra chiesa diocesana, dei suoi pastori del passato e dei suoi santi. 
La tradizione credente, la fede popolare, sono il luogo vivo di questo ricordo. 
La fede popolare è un tesoro prezioso, sempre bisognoso di purificazione e di rinnovamento, ma che non dobbiamo perdere, anzi dovremo passarlo rinvigorito e purificato, alle nuove generazioni.
Lo scrigno più prezioso della memoria credente è certo la Parola di Dio. In essa è contenuto il ricordo vivo e sempre attuale di quanto il Signore ha fatto e detto per noi. 
Servire la Parola, senza mai servirsi della Parola, è l’obiettivo sempre valido di ogni nostra celebrazione, preghiera e catechesi. 
Ogni anno deve essere prima e più di tutto ritmato dall’ascolto della Parola e del Vangelo della domenica in particolare. Senza questa pastorale fondamentale, il resto rischia di essere emotivo e fragile.
Celebrare il ricordo vivo ed operante della salvezza, è il contenuto fondamentale della celebrazione dell’eucarestia. Vivere la messa, come la sorgente della preghiera e della vita di tutta la settimana del cristiano, dovrà essere la preoccupazione primaria dell’azione delle nostre comunità parrocchiali.
Vorrei infine che vivessimo quest’anno che abbiamo davanti come impegno e testimonianza di fede offerta a tutta la città, soprattutto con la concretezza di un amore che si fa carità, cioè amore concreto e vero.
Speriamo invece di non meritare il rimprovero con cui si chiude il brano del Siracide, “guai al cuore indolente che non ha fede”.
Mi impegnerò in prima persona, con l’aiuto di tutti i nostri presbiteri, diaconi e religiosi, per aiutare tutti, ma in particolare i giovani, a fare questo salto di qualità nella vita spirituale e di preghiera, per consolidare ed arricchire la nostra fede.
Dare una testimonianza di fede solida e operosa nel bene, è un dono prezioso che potremo fare a tutti, con umiltà e rispetto; anche a coloro che non credono.
Il mondo ha bisogno, oggi più che mai, di questa testimonianza della fede che si compendia nella parola centrale del vangelo di questa festa: “Come il tralcio che fa frutto, rimanete uniti a me”.
Che san Giuliano ospitaliere ci aiuti ad:

Ospitare Gesù nella nostra vita,
Ospitare Gesù nella nostra città,
Ospitare Gesù nel nostro futuro.

+ Nazzareno Marconi , Vescovo

giovedì 28 agosto 2014

"Perchè colgo l'intervento della Divina Provvidenza nell'ultimo discorso di Mons.Galatino" (Cit)

Stamane, festa di Sant'Agostino, Padre e Dottore della Chiesa, ho fatto leggere l'ultima perla galantiniana ad un arguto Professore Universitario , uomo di grande fede e di amore per la Chiesa .
Lo rileggiamo dall'Agenzia SIR :
L’assemblea eucaristica dovrebbe essere “ un luogo dove tutti si sentano a casa ”: migranti, fedeli in situazione matrimoniale irregolare, persone disabili, malati, poveri, anziani, bambini. 
È la raccomandazione, espressa in un lungo intervento di 18 pagine da monsignor Nunzio Galantino, vescovo di Cassano all’Jonio e segretario generale della Cei, parlando oggi a Orvieto ai partecipanti alla 65ª Settimana liturgica nazionale organizzata dal Cal (Centro azione liturgica). Mons. Galantino ha evidenziato prima di tutto la necessità di adottare l’atteggiamento suggerito da Papa Francesco di una Chiesa “in uscita”, che “prende l’iniziativa” per essere “accogliente” e “accorciare le distanze”. In ambito liturgico, ha raccomandato di non organizzare celebrazioni eucaristiche “settoriali”, pensate cioè “solo per qualche gruppo o categoria” ma momento di “convocazione e raduno di tutta la comunità”. 
Nelle “Messe dei bambini”, ad esempio, “non si tratta di celebrare in modo infantile, né di snaturare i riti liturgici con l’illusione di renderli più comprensibili o interessanti, ma di porre in atto alcune attenzioni”, come “canti adatti, valorizzazione delle posizioni del corpo, opportune e brevi monizioni”. 
Anche i gruppi presenti nelle comunità sono invitati “a non volersi isolare nel proprio cammino”. (segue)
10:54
Un’attenzione particolare dell’assemblea eucaristica è “la misericordia nei confronti dei poveri”: “sono lontani i tempi in cui nelle chiese era evidente la differenza fra ricchi e poveri - ha osservato mons. Galantino -, per esempio con i posti riservati per le persone più agiate o anche con sedie e banchi di loro proprietà. Questo grazie a Dio non accade più.
Ma basta questo per dire che i poveri nelle nostre assemblee sono accolti? I poveri sono scomodi, lo sappiamo bene”.
Il segretario generale della Cei ha posto una serie di domande provocatorie sulle quali i cristiani sono chiamati ad interrogarsi: “siamo sicuri che i poveri partecipino volentieri alla messa domenicale perché si sentono accolti? 
Siamo sicuri che nelle nostre assemblee non si facciano davvero differenze tra ricchi e poveri? In che modo ci interroga la presenza di persone che chiedono l’elemosina alla porta della chiesa? Talvolta costoro sono cristiani, anche cattolici, ed entrano in chiesa per pregare o per partecipare alla Messa: quale accoglienza viene loro riservata?” 
Allo stesso modo, ha proseguito, le celebrazioni devono dedicare particolari premure verso “malati, sofferenti, persone disabili”, ad esempio eliminando le barriere architettoniche e riservando dei posti che “si adattino alle condizioni fisiche e psicologiche dei malati, in particolare per le difficoltà motorie ed uditive”. (segue)
10:55
Stesso atteggiamento va espresso nei confronti dei migranti, ha sottolineato il segretario generale della Cei: “Le comunità del luogo hanno il dovere dell’accoglienza, sono tenute ad accordare loro ospitalità, evitando di farli sentire ospiti, perché nella Chiesa ogni cristiano è a casa propria”. 
Nel caso di singoli fedeli, famiglie o piccoli gruppi “è da prevedere un’accoglienza e una conoscenza da parte del sacerdote o di altre persone”. Per le comunità più grandi “non si tratta soltanto di offrire l’ospitalità in un edificio di culto - ha suggerito -, ma è opportuno cercare anche dei contatti tra le comunità e, almeno qualche volta all’anno, svolgere delle celebrazioni comuni”. Infine, mons. Galantino ha ricordato la situazione dei fedeli in situazione matrimoniale irregolare, che “vivono la loro condizione con grande sofferenza” e “percepiscono la disciplina della Chiesa come molto severa, non comprensiva se non addirittura punitiva”. “Con sincerità - ha rimarcato - dovremmo però riconoscere che anche gli altri fedeli percepiscono la disciplina della Chiesa come un’esclusione di questi loro fratelli e sorelle, e, talora, li osservano con uno sguardo carico di pregiudizio”, imponendo loro “un ulteriore fio da pagare, una loro discriminazione di fatto”. 
Serve quindi “accoglienza, comprensione, accompagnamento, supporto”, e “percorsi di vita ecclesiale” sebbene “non possano ricevere la comunione eucaristica”. 

L'intevento ad Orvieto di Mons. Nunzio Galantino, piazzato da Papa Francesco come Segretario Generale della CEI , considerato la    " bocca parlante " del Papa per la Chiesa Italiana, non meriterebbe un particolare commento :   gli sfrontoni , le affermazioni  demagogico/populiste e la mancanza di devozione e di sacrum sarebbero sufficienti per farci comprendere come dovrebbe essere, secondo la mente di qualcuno,  la " Chiesa che cambia " ... 
per fortuna  la Divina Provvidenza, come la Storia insegna,  frantuma i progetti umani e riportare nella giusta collocazione i " disegni di Dio " !


Allora perchè il titolo di questo post ? 

"Perchè colgo l'intervento della Divina Provvidenza nell'ultimo discorso di Mons.Galatino" ...


Dio nel corso della storia dell'uomo e della Chiesa si è servito anche di punizioni esemplari per ribadire il Suo primato e la Sua potenza e per ridonare la gioia di un "cuore puro e semplice " all'uomo che ha smarrito la retta via.

Dalla lettura del discorso galantiniano, per nulla in linea col comune " sentire cum Ecclesia " e con la sana dottrina dei Padri,  pare evidente che i tempi della purificazione si stanno accorciando :  la distruzione dell' edificio ecclesiale sfregiato e corrotto dalla contaminazione pluridecennale con la mondanità sarà poi restaurato come  Chiesa pura e viva   fondata solo sul Vangelo e sul sangue innocente dei Martiri !

“Velociter currit ad finem” !

Una Chiesa collusa con il potere e sotto l'influsso ingannevole dei nemici di Cristo non può durare : sarà purificata e così resa nuovamente splendente e radiosa potrà presentarsi come Sposa immacolata e illibata al Suo Signore come Luce di salvezza per l'umanità errante !

"Perchè colgo l'intervento della Divina Provvidenza nell'ultimo discorso di Mons.Galatino" : l'uomo di fede comprende che i tempi della purificazione della Chiesa sono vicini : tutto sarà saggiato come " oro nel crogiuolo " ; " purificato dal fuoco ";  dallo " zolfo e vento infocato ".

"In questo momento di grande confusione spirituale e dottrinale in cui Satana e gli spiriti maligni volgono a conquistare per la perdizione eterna un gran numero di anime e attaccano mediante la divisione e gli errori dottrinali la Santa Chiesa Cattolica, si rende necessaria la costante preghiera affinché colui che da Dio è stato preposto alla difesa del genere umano dal demonio, intervenga a protezione di tutta la Chiesa dai suoi nemici".

Maria, Madre della Chiesa, rendici perseveranti nella fede, nella semplicità santificante del Vangelo del Tuo Figlio e Signore nostro  e nella sana dottrina dei nostri Padri della fede !


mercoledì 27 agosto 2014

Osimo : Scrigni chiusi

Pensando di fare cosa gradita, alleghiamo la locandina della straordinaria apertura serale della Chiesa di San Marco di Osimo:
Venerdì 05 settembre ore 21.15
La serata si svolgerà con la lettura iconorafica delle preziose opere contenute nella chiesa a cura di Barbara Dubini
e con un intervento musicale degli allievi del prof. Stefano Laureti, classe di chitarra, del Liceo Musicale "C. Rinaldini" di Ancona. (Iniziativa ad ingresso libero)

Si comunica inoltre che la presentazione del libro 
"IL DALMATICO" di Marcello Mastrosanti avrà luogo
SABATO 6 SETTEMBRE 2014, ORE 17.30
nella Sala degli Arazzi del Museo Diocesano "Mons. Cesare Recanatini" di Ancona.