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lunedì 22 luglio 2013

All’estero speriamo che non ci leggano : vale quanto un "segno" !

Della “sedia vuota” al Concerto offerto dalla RAI per l’Anno della fede ci siamo occupati qui e qui .
Poiché le organizzatissime confraternite dei “ cattolici adulti ” ancora persistono nel voler considerare quella “sedia vuota” un “segno” proponiamo ai nostri Lettori la lettura di alcuni commenti che quelle teste “ emancipate “ hanno scritto.
“Ad perpetuam rei memoriam” si direbbe : appiccichiamo quei commenti , intrisi, come avviene spesso negli ambienti di una certa sinistra,  di pauperismo ma soprattutto di autoreferenzialità da primi della classe ... sul blog, sperando che all’estero non leggano queste idiozie pseudo papaline made in Italy …che irridono persino l'umana genialità riassunta nel capolavoro beethoveniano della IX Sinfonia.
Speriamo invece che all’estero vedano la foto, fresca, fresca, che abbiamo all'uopo allegato.
Andrea Carradori
PS EVIDENZIAMO CON IL COLORE AZZURRO LE , POCHE, CONSIDERAZIONI CHE A NOI  SEMBRANO CONTENERE UNA MINIMA DOSE DI BUON SENSO. 

- Non so perché sia rimasta vuota quella sedia,
ma mi piace pensare che tu, Francesco,
ami stare più con gli "ultimi" che con i "primi".
E noi siamo con te.
Sei un grande Papa...soprattutto sei un uomo vero e LIBERO!

- che forza questo Papa, con pochi gesti sta cambiando tutto...
... e loro continuano a non capire...umh!!! o forse a fare finta di non capire!!!

- Peccato per la musica, che non c'entra niente
- E' un urlo !!!! Che non può essere e rimanere strozzato .... una voce più potente di quella di Abele !!!
- Forse sarò una "voce fuori coro", ma per me papa Francesco ha sbagliato col non presentarsi. Fa bene a non amare la mondanità, ma rifiutare un concerto, come musicista, mi ha un pò turbato.. Mi spiego: e se Gesù non avesse partecipato alle nozze di Cana? Niente "segno". E se Gesù si fosse rifiutato di fare il pellegrinaggio a Gerusalemme come ogni buon ebreo? Niente "purificazione" del tempio. Partecipare ad un evento del genere non significa essere mondani, apparire, ma scomparire nell'ascolto, che è uguale per tutti, tanto per chi è in prima fila, quanto per chi sta nel loggione. Partecipare significa riconosce lo sforzo e il lavoro che c'è dietro ore e ore di prove; il sudore, le ansie, le arrabbiatture, tutto questo scompare quando davanti al musicista c'è un ascoltatore, uno che "presta orecchio", presta attenzione a ciò che fai. Come musicista cristiano mi fa' sentire... trascurato... e il mio sforzo per trasmettere un messaggio vanificato... ovviamente senza nulla togliere all'importanza di altre cose...
- comunque Gesù non ha purificato nessun tempio e papa Francesco ha avuto i suoi buoni motivi a non partecipare, naturalmente senza nulla togliere al concerto
- Appunto il "purificazione" è tra virgolette... era per chi volesse cercare il contesto pur non conoscendo la vicenda...

- Il coraggio dei comportamenti, quelli che vanno contro corrente perchè ciò che è considerato "normale", va cambiato a favore di altro di maggior valore che quel "normale" non riconosce. Questo comportamento parla molto di più di una bolla o un discorso pontificio. Voi siete liberi di farvi tutti i concerti che volete, espressione della pompa che è parte integrante dello satus, ma lo spirito evangelico è altro, ben altro.

- Seguire papa Francesco in tutto quello che fa e che dice, mi dà la sensazione di essere finalmente arrivato a casa .... ( la nostra casa è il Cielo ... finalmente arrivato a casa significa che ha raggiunto il Paradiso ? n.d.r. )

- Questa foto sta facendo il giro del mondo... vale quanto un "segno"

- la forza di papa Francesco sta nel superare l'immagine ridicola di papa-re che in circa mille anni, nel nome delle "tradizioni degli uomini" avevamo cucito addosso al vescovo di Roma, ha ridonato al Vangelo di Cristo il suo primato per la vita dell'uomo e della chiesa: Francesco non era alla festa preparata per lui per occuparsi fattivamente dei drammatici problemi dell'uomo. Il cerimoniale di "corte", per bello che sia, viene dopo!

- ...mahhh....sembra che non abbia voluto abbandonare un'importante seduta sulla riforma clericale in corso ... Per me questa si chiama coerenza e determinazione!

- .......peccato non poter scrivere ....... MI PIACE......... A CARATTERI CUBITALI......

- Ma guarda, c'è Casini dietro la sedia vuota, affranto, a me dispiace per la piccolina

- ma Gesù ci andava come tutti gli altri invitati, non aveva un posto d'onore...io credo sia questo il messaggio che Papa Francesco vuole far capire; un papa "alla pari" che preferisce il pulman con gli altri cardinali e non la macchina privata, che alloggia in albergo e non in Vaticano, questo qualcosa lo vorrà dire no? e loro la sedia d'ordinanza....poi sono convinta che davvero avesse altro di più importante da fare e quindi...in ogni caso penso che la sedia sarebbe rimasta cmq vuota!!!
- ma un bel cd di musica classica a S.Marta con quattro intimi non sarebbe più rilassante?

- QUELLI la poltrona non lasciano per nessun motivo !!!!!!!

- Riunione sulla riforma clericale? Peccato Edda, per un attimo mi ero illuso che magari fosse.....al gay pride!

- Ma in Vaticano credono c''a fatto 'o supirchiuso.

- la sedia è parlante ma nessuno ascolta.......

- Supirchiuso, in italiano: Lo spocchioso.

--- magari ha rifiutato la poltrona e si è mescolato fra la gente! 

- Anna Maria, conoscendo gli ambienti, lo avrebbero notato subito a meno che non l'hanno snobbato.

- sii, è proprio la sua... e l'ha lasciata vuota per darci un segnale ben preciso!!!

- Secondo me s'è vestito, è uscito di soppiatto, eludendo i bodyguard, s'è infilato in qualche gruppo argentino e s'è goduto lo spettacolo ballando.

-...ma quelle facce di prelati rossovestiti non mi piacciono per niente... E molti che si tengono il mento.... Imbarazzo...no?!?

- Chissà cosa stanno tramando... Mi sa che pensino alla "loro" poltrona....in bilico....

- Non 'e schut for à 'vever nù caff....;

- gran bel messaggio !!!
-
- in via riservatissima mi è giunto il seguente messaggio: "caro Giuseppe, data la tua insistenza, sono andato a fare quattro chiacchiere con P. Livio..."

- Povero Beethoven ...

- Sì, siamo tutti con te papone!

- uno spirito libero!!!che sia da esempio e sprono per noi credenti 

- bellissimo messaggio...

- mi dispiace  ma, cercando di interpretare Papa Francesco : era importante lanciare il messaggio...; per ascolare della buona musica vi saranno altre occasioni, magari togliendo di mezzo quel "trono bianco " , che sa tanto di sedia gestatoria, non più di moda ...!

- Questo papa piace anche a me !!

- ho pensato la stessa cosa!

- Penso anch'io che Papa Francesco abbia pensato ciò, tnto più che non ama "gli amenicoli" che si aggirano intorno ai papabili.

- Grazie !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

- io spero solo che campi molto

- che piacevole sorpresa!

- mi fa tanto sperare..., ma ho ancora paura di delusioni
-
- Finalmente un Papa da amare....! ( perchè NON è andato al Concerto sinfonico-corale una delle eccellenze italiane ...  n.d.r.)

- ah Fracè, FAJié vete

lunedì 24 giugno 2013

Cupidigia di servilismo

La notizia dell’improvvisa defezione di Papa Francesco al Concerto Sinfonico-Corale ospitato nell’Aula Paolo VI per l’Anno della Fede sarebbe passata nel dimenticaio se non fossero intervenuti i soliti “ volontari pseudo-pontifici del soccorso mediatico a questo papa”.
Dalle laiche colonne di ( già) prestigiosi quotidiani italiani abbiamo appreso una nuova definizione appiccicata ai Concerti di Musica Classica : EVENTI DI MONDANITA’.
Pur di non danneggiare l’immagine del Papa ( ASSENTE PER MOTIVI CERTAMENTE COLLEGATI AL SUO ALTISSIMO MINISTERO PASTORALE) gli affamati di “cupidigia di servilismo” non hanno esitato a ridurre le altissime vette dell’arte musicale, la parte migliore dell’uomo, come espressioni di frivola vanità "peraltro non insolita fra i grandi personaggi della curia".
Offese direttamente scagliate contro gli   Organizzatori dell’Anno della Fede e contro il Direttore dell’Osservatore Romano che , nell’edizione on line, del giorno precedente all’evento aveva scritto “ La Nona di Beethoven in Vaticano. Come un inconsapevole Colombo
In occasione dell'Anno della fede il Pontificio Consiglio per la Promozione della nuova evangelizzazione organizza un concerto che si tiene, alla presenza di Papa Francesco, nel pomeriggio di sabato 22 giugno, nell'aula Paolo vi in Vaticano. L'Orchestra sinfonica nazionale della Rai diretta da Juraj Valčuha e il Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretto dal maestro Ciro Visco, eseguono il capolavoro sinfonico-corale di Ludwig van Beethoven: la Sinfonia n. 9 in re minore op. 125 per soli, coro e orchestra. « È sempre un'emozione dirigere la Nona di Beethoven - dice -Juraj Valcuha ( Direttore principale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, che ha condotto il Concerto nell’aula Paolo VI N.D.R)  ma lo è ancora di più in un luogo come il Vaticano, alla presenza di Papa Francesco. Perché è una sinfonia che parla degli uomini come fratelli, e della gioia che questa fratellanza universale porta con sé ».
Si potrebbe ( per assurdo ) anche non condividere l’amore per la Musica Classica, un atteggiamento possibile in una società civile di cui i quotidiani sono espressione,  ma non è lecito in nessun modo stravolgere la verità infognando nella gogna mediatica con le espressioni di "eventi mondani e vanitosi"  l’altissimo valore etico ed artistico dei Concerti di musica sinfonica e corale ignorando che l'Orchestra Sinfonica della RAI ed il Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia sono delle vere "eccellenze" italiane e come tale meritano di  essere valorizzate soprattutto in questo periodo di crisi morale ed economica !
Questi eccessi di servilismo rendono ridicoli anche i Quotidiani che si prestano a continui  e quanto mai strani  “lecchinaggi” nei confronti del Papa .
Ancora una volta il signor Melloni ha perso l'occasione di tacere per dimostrare concretamente di amare il Papa, Successore di Pietro, a cui temerariamente  osa attribuire  atti  : " come sempre illuminanti e predittivi di un intero sviluppo pontificale...".

Andrea Carradori

* CUPIDIGIA DI SERVILISMO : " ... Locuzione divenuta famosa, questa, da quando ebbe a pronunciarla Vittorio Emanuele Orlando in una memorabile seduta della Camera dei Deputati, nel primo dopo-guerra. Chi scrive, ricorda l'illustre personaggio, assalito letteralmente dalle sinistre, (ma anche dal centro), non appena pronunciata la frase; preso a spintoni, difeso a stento dagli uscieri, cacciato fuori dell'aula. Con quelle parole, l'Orlando intendeva denunciare un atteggiamento che già allora appariva evidente nella massa dei parlamentari: la volontà, cioè, dì conformarsi a una sola idea, purché stabilita dall'ente più forte, o supposto tale; il desiderio di immettersi prontamente nella scia comune, il piacere dì correre al sostegno del potente.
Questi propositi (e il lettore ci metterà per conto proprio l'aggettivo che meritano), non appartengono soltanto ai politici di mestiere. E' storicamente accertato che essi fanno ressa nei reconditi sentimenti dei cosidetti « intellettuali »: mettersi in fila, al comando del Potente, quale esso sia. Porre il proprio ingengo al suo servizio. Emergere in questo zelo. Possiamo supporre che ciò sia un retaggio delle età medioevali e rinascimentali: l'ossequio dovuto dall'artista e dall'uomo colto, al Prence. Perché il Prence va in ogni modo servito. Quale esso sia". ( Carlo Belli, Notiziario di UNA VOCE ITALIA, Maggio-Luglio 1977, a proposito della celebre Conferenza di Mons.Marcel Lefebvre a Palazzo Pallavicini di Roma - giugno 1977 -)



POST SCRIPTUM di Sandro Magister – Esattamente allo scoccare del suo centesimo giorno da papa, il 22 giugno, Francesco ha compiuto un gesto che ha lasciato interdetti, questa volta, anche alcuni dei suoi più convinti estimatori.

Per un'imprecisata "incombenza urgente e improrogabile" – fatta annunciare solo all'ultimo minuto e dopo averne tenuto all'oscuro anche "L'Osservatore Romano" stampato nelle stesse ore – ha lasciata vuota la sua poltrona al centro dell'aula delle udienze, dove stava per essergli offerto, nell'occasione dell'Anno della fede, l'ascolto della Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven, poi effettivamente eseguita in sua assenza.

"Non sono un principe rinascimentale che ascolta musica invece di lavorare": questa è la frase che gli è stata messa in bocca da alcuni "papisti" di curia, inconsapevoli di recargli con ciò solo danno.

Per lo storico della Chiesa Alberto Melloni il gesto ha la grandezza di "un rintocco solenne, severo", che conferma lo stile innovativo di Francesco.

Ma in realtà, esso ha reso ancor più indecifrabile l'inizio di questo pontificato.

Lo slancio evangelizzatore di papa Francesco, il suo voler raggiungere le "periferie esistenziali" dell'umanità, avrebbe infatti un veicolo di straordinaria efficacia proprio nel grande linguaggio musicale.

Nella Nona di Beethoven questo linguaggio raggiunge vette sublimi, si fa comprensibile al di là di ogni confine di fede, diventa un "Cortile dei Gentili" di incomparabile suggestione.

All'ascolto pubblico di ogni concerto, Benedetto XVI faceva seguire sue riflessioni che toccavano nel profondo le menti e i cuori.

Un anno fa, dopo aver ascoltato nel teatro alla Scala di Milano proprio la Nona Sinfonia di Beethoven, papa Joseph Ratzinger aveva così concluso:

"Dopo questo concerto molti andranno all’adorazione eucaristica, al Dio che si è messo nelle nostre sofferenze e continua a farlo. Al Dio che soffre con noi e per noi e così ha reso gli uomini e le donne capaci di condividere la sofferenza dell’altro e di trasformarla in amore. Proprio a ciò ci sentiamo chiamati da questo concerto".


Da : http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350544

( HA COMMENTATO UN MUSICISTA SU FACEBOOK "Se si fosse trattato di un concerto pop o rock ( I PAPALINI DEL PIO SOCCORSO MEDIATICO ALLA MELLONI n.d.r. ) avrebbero detto lo stesso? Molto spesso i professori d'orchestra suonano gratis e vivono di stenti, i cantanti pop o rock invece... La musica colta non e' certo simbolo di mondanita', lusso e frivolezza. Un commento di questo tipo puo' demolire per sempre un settore gia' in crisi cronica. Basta populismo!!! " )

Anche  FAMIGLIA CRISTIANA , che non si può certamente accusare di " mondanità e di vanità" nel dare la notizia dell'evento concertistico aveva scritto : 
" Un regalo per il Papa: la "Nona" di Beethoven
È noto l'amore di Francesco per la grande musica. Oggi l'Orchestra della Rai gli renderà omaggio eseguendo il capolavoro di uno dei suoi autori preferiti ".