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mercoledì 25 gennaio 2017
Ordine di Malta (SMOM). Fine di un’epoca: un nuovo (eventuale) Gran Maestro sarà preceduto dal governo di un Delegato Pontificio.
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sabato 6 luglio 2013
Osservatore Romano : lapsus o ignoranza ?
Postiamo la notizia/commento di una cara Amica a cui - per il bene della Chiesa - auguriamo di essere presto nominata Officiale della Congregazione per la dottrina della fede (CDF) ( Congregatio pro doctrina fidei). Almeno a lei non sfuggirebbe nulla ...
" NON HO PAROLE...... questo non è un lapsus ma vera ignoranza !
L' Osservatore Romano non solo non rilegge i testi che pubblica, ma se lo fa si dimostra davvero ignorante....
Articolo su l'enciclica Lumen Fidei sul giornale di stamani 6.7.2013
LE TRE VIRTU' TEOLOGALI, Fede Speranza e Carità sono diventate le tre virtù CARDINALI, che poi in verità, quelle cardinali sono 4 ^__^ ... ergo, come si fa a commettere uno sbaglio così profondo se non per ignoranza?
Poichè il giornale cambierà pagina stasera, metto qui l'articolo a seguire.
il passo è questo:
" L'ordine inverso fa riferimento, invece, alla trilogia che dalla Deus Caritas est passando per la Spe salvi, fino ad arrivare alla recentissima Lumen fidei accompagna il cristiano a riscoprire le tre virtù cardinali, obiettivo e strumento del cammino: fides, spes e ratio, fede, speranza e carità. ..."
P.S. Le quattro virtù cardinali sono: 1.Prudenza; 2 Giustizia; 3 Fortezza; 4 Temperanza.
Le tre virtù teologali sono: 1.Fede; 2 Speranza; 3. Carità
La presentazione dell'enciclica
Molto di Benedetto XVI
Tutto di Papa Francesco
di Silvia Guidi
La domanda meno prevedibile è stata: "Perché l'ordine è inverso?".
Il giornalista del "The Wall Street Journal", presente all'incontro di presentazione della Lumen fidei che si è svolto presso la Sala Stampa della Santa sede il 5 luglio, non si è soffermato sulla questione dell'attribuzione - dove finisce la stesura di Benedetto XVI e dove inizia il testo scritto da Papa Francesco nella prima enciclica della storia scritta a quattro mani - un dibattito che, comprensibilmente, ha quasi monopolizzato lo spazio domande a fine incontro.
Il giornalista del "The Wall Street Journal", presente all'incontro di presentazione della Lumen fidei che si è svolto presso la Sala Stampa della Santa sede il 5 luglio, non si è soffermato sulla questione dell'attribuzione - dove finisce la stesura di Benedetto XVI e dove inizia il testo scritto da Papa Francesco nella prima enciclica della storia scritta a quattro mani - un dibattito che, comprensibilmente, ha quasi monopolizzato lo spazio domande a fine incontro.
L'ordine inverso fa riferimento, invece, alla trilogia che dalla Deus Caritas est passando per la Spe salvi, fino ad arrivare alla recentissima Lumen fidei accompagna il cristiano a riscoprire le tre virtù cardinali, obiettivo e strumento del cammino: fides, spes e ratio, fede, speranza e carità.
Nell'ordine fissato dalla tradizione, la fede viene per prima, la carità per ultima; evidentemente c'è un preciso messaggio in questa scelta, ha concluso il giornalista del quotidiano economico americano.
L'arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova evangelizzazione, che ha presentato l'enciclica insieme al cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione dei vescovi, e al prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, Gerhard Ludwig Müller, ha risposto dicendo che il "primato dell'amore" origine e fondamento di tutto ha una solida base scritturale: nella prima lettera di Giovanni si parla esplicitamente della natura di Dio come àgape.
"La speranza - ha continuato il cardinale Marc Ouellet - è il fidarsi di Dio sempre, anche nella prova, certi che non c'è delusione per chi si affida al Signore, mentre la fede potremmo definirla come il momento dell'accoglienza, dell'adesione all'amore". La carità invece è un movimento, è la fede che diventa azione, deriva "dallo "sposare" il movimento stesso dell'amore".
Alla domanda esplicita su quali siano le parti da attribuire a Benedetto XVI e quali a Papa Bergoglio, sia Müller che Ouellet hanno inizialmente risposto con una battuta: "non è un patchwork" e "quando l'hanno scritta non c'ero!".
Non serve a molto sezionare e disarticolare questo testo ha poi aggiunto Ouellet: "nell'enciclica c'è molto di Benedetto XVI e c'è tutto di Francesco, perché ha assunto il testo nel suo ruolo di testimone della fede.
Non dobbiamo cercare la frase dell'uno o dell'altro". "È un testo unico, unitario", ha ribadito Müller.
"Il credente non è arrogante; al contrario, la verità lo fa umile, sapendo che, più che possederla noi, è essa che ci abbraccia e ci possiede" si legge nell'enciclica. "Che significa, in concreto, nella vita di tutti i giorni, che il cristiano non deve essere arrogante?" ha chiesto Giuseppe Rusconi, del "Corriere del Ticino".
Non dobbiamo cercare la frase dell'uno o dell'altro". "È un testo unico, unitario", ha ribadito Müller.
"Il credente non è arrogante; al contrario, la verità lo fa umile, sapendo che, più che possederla noi, è essa che ci abbraccia e ci possiede" si legge nell'enciclica. "Che significa, in concreto, nella vita di tutti i giorni, che il cristiano non deve essere arrogante?" ha chiesto Giuseppe Rusconi, del "Corriere del Ticino".
"Una verità comune - sottolinea il testo della Lumen fidei - ci fa paura, perchè la identifichiamo con l'imposizione intransigente dei totalitarismi. Se però la verità è la verità dell'amore, se è la verità che si schiude nell'incontro personale con l'Altro e con gli altri, allora resta liberata dalla chiusura nel singolo e può fare parte del bene comune la fede".
"La verità non può mai offendere nessuno - ha risposto Rino Fisichella, citando Giovanni Paolo II - dobbiamo sempre essere pronti a rendere della ragione della speranza che è in noi, come si legge nella prima lettera di Pietro; è l'estremizzazione della verità che rende arroganti e fondamentalisti".
"La voce profetica, di critica e di denuncia - ha continuato Müller - deve essere sempre libera di alzarsi", "ma la verità è una ricerca compiuta insieme è una grazia donata la certezza - ha concluso Ouellet - donata per essere condivisa. Serve audacia, comunque nel denunciare i mali che ci sono. E nel servire". Più volte, durante l'incontro è stata ricordata la figura di Romano Guardini "uno dei più grandi teologi del Novecento", molto amato sia da Benedetto XVI che da Papa Francesco, e si è parlato della prosa limpida e scorrevole dell'enciclica: "intimorisce di meno parlare di eternità e "per sempre" se si usa l'espressione "dono dell'avvenire tutto intero"".
(L'Osservatore Romano 6 luglio 2013)
Tutto sommato ho potuto così esercitare tutte e tre le virtù:
1. la speranza che si ravvedano su questi errori;
2. la carità che mi spinge a perdonare loro questa leggerezza catechetica;
3 la fede che anche con questi errori non affosseranno la dottrina ( commento della mia Amica)"
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giovedì 24 gennaio 2013
Chiesa del Gesù a Roma : " ricorso gerarchico e via... inutile perdere tempo! " Chiarezza dopo la "risposta" di un Padre Gesuita ad un fedele
Da MiL prendo un interessante post che mi piacerebbe sviluppare con l'aiuto di amici esperti di Arte Sacra onde approfondire la tematica dei vincoli per gli interni delle chiese che, essendo monumenti nazionali, ricevono regolari contributi dallo Stato Italiano per la loro salvaguardia.
Traduco in maniera molto spiccia il mio interrogativo : com'è possibile che un mio amico che possiede, ancora, un Palazzo storico tutelato, si sia beccato una multa consistente per aver sostituito, onde non mettere a repentaglio la propria pelle e quella dei suoi cari , un trave frantumato mentre au contraire i Chierici sfasciano tutto quello che vogliono all'interno delle chiese-monumenti nazionali togliendo le balaustre e allestendo degli orridi cubi davanti gli altari moumentali ?
Chiediamo all'E.mo Cardinale Bertone, il più grande Collaboratore ed Amico del Papa, di far zittire quanto i Padri Gesuiti hanno scritto in risposta dal dolente fedele.
Nella lettera di "replica" difatti è stato candidamente smentito quanto il Santo Padre, fin dall'inizio del suo Pontificato, ha detto e scritto molte volte ormai a tutti noto come " ermeneutica della continuità" e " sentire cum Ecclesia ".
Nella lettera di "replica" difatti è stato candidamente smentito quanto il Santo Padre, fin dall'inizio del suo Pontificato, ha detto e scritto molte volte ormai a tutti noto come " ermeneutica della continuità" e " sentire cum Ecclesia ".
Eminenza ci pensi Lei !
LETTERA DEL FEDELE
Salve Reverendi Padri,
vi scrivo per dirvi che sono molto amareggiato da come negli ultimi anni è ridotta la chiesa del Gesù.
Gli altari laterali, compreso il noto altare di s.Ignazio, sono completamente spogli, senza tovaglie nè candelabri nè crocifissi nè fiori, non viene più allestito il presepe in chiesa, e, la nota più dolente, è la risestimazione del presbiterio, con quell\'orribile cubo marrone al posto dell\'altare, e con l\'antico altare alle spalle completamente spoglio anche questo. insomma, come rovinare una delle più belle chiese di Roma, emblema della Controriforma cattolica, e che è stata chiaramente protestantizzata a seguito di queste modifiche tipicamente anticattoliche.
Gli altari laterali, compreso il noto altare di s.Ignazio, sono completamente spogli, senza tovaglie nè candelabri nè crocifissi nè fiori, non viene più allestito il presepe in chiesa, e, la nota più dolente, è la risestimazione del presbiterio, con quell\'orribile cubo marrone al posto dell\'altare, e con l\'antico altare alle spalle completamente spoglio anche questo. insomma, come rovinare una delle più belle chiese di Roma, emblema della Controriforma cattolica, e che è stata chiaramente protestantizzata a seguito di queste modifiche tipicamente anticattoliche.
Anche l'adorazione eucaristica è sparita dalla chiesa del Gesù.
Mettetevi una mano sulla coscienza e riportate la chiesa del Gesù agli antichi splendori, è vergognoso che sia ridotta così, s.Ignazio non ne sarbbe alquanto fiero!
I RISPOSTA DI UN PADRE DELLA COMPAGNIA DI GESU'
Gentile Signore,
lei merita il massimo rispetto per i suoi gusti estetici e liturgici.
Non mancano certamente a Roma le Chiese disposte come a lei piace e dove può ricreare opportunamente la sua anima.
Permetta un po' di spazio anche a chi ha gusti diversi .
Se lei avesse la bontà di manifestare questi suoi disagi anche a livelli Altissimi troverebbe certamente chi l'approverebbe, perci non si faccia scrupolo a protestare, se lo ritiene opportuno, anche presso la Persona del Santo Padre: è un suo diritto.
Quanto a noi, presumiamo di conoscere almeno un po' lo spirito di S. Ignazio, il quale fu il primo ad adeguarsi agli insegnamenti del Concilio di Trento, così come noi ci sforziamo di (Concilio anch'esso guidato dallo Spirito Santo e presieduto da due papi uno dei quali già Beato e l'altro in procinto di essere proclamato).
Ma, se mi permette, le dirò che ciò che lei ritiene degno di critica amara è stato ed è molto apprezzato, oltre che da noi, da valenti esperti in molti settori Teologia, liturgia, architettura...
Inoltre le assicuro che la "simbolica" che deve sempre accompagnare ogni intervento è rispettata infinitamente di più che in molte costruzioni moderne e antiche.
Se lei si riconosce tra i laudatores temporis acti è certamente in buona compagnia. Tenga presente però che il passato ... è passato e Gesù ha detto a chi lo voleva seguire, ma con qualche reticenza: lascia che i morti seppelliscano i loro morti.
Le auguro di cuore tanta pace nel Signore
pdl
Una sola osservazione : Noto , fra le varie cose, che il Reverendo Padre chiede di aderire senza reticenze allo Spirito del Vaticano II e NON di aderire, come conviene ad un Cattolico, ai Documenti del Concilio Vaticano II !!!
Il Successore di Pietro e Vicario di Nostro Signore Gesù Cristo ai Padri della Compagnia di Gesù :
" Come dice la Formula del vostro Istituto, la Compagnia di Gesù è istituita anzitutto “per la difesa e la propagazione della fede”. In un tempo in cui si aprivano nuovi orizzonti geografici, i primi compagni di Ignazio si erano messi a disposizione del Papa proprio perché “li impiegasse là dove egli giudicava essere di maggior gloria di Dio e utilità delle anime” (Autobiografia, n. 85). Così essi furono inviati ad annunciare il Signore a popoli e culture che non lo conoscevano ancora.
Lo fecero con un coraggio e uno zelo che rimangono di esempio e di ispirazione fino ai nostri giorni: il nome di San Francesco Saverio è il più famoso di tutti, ma quanti altri se ne potrebbero fare!
Oggi i nuovi popoli che non conoscono il Signore, o che lo conoscono male, così da non saperlo riconoscere come il Salvatore, sono lontani non tanto dal punto di vista geografico quanto da quello culturale...."Benedetto XVI 21 febbaio 2008
Quasi a commento delle luminose parole del Santo Padre, Vicario di Nostro Signore Gesù Cristo e Successore dell'Apostolo Pietro il commento di un fedele :
" 1) I fedeli non devono andare nella chiesa più congeniale ai loro gusti.
I fedeli hanno diritto a trovare in ogni chiesa cattolica obbedienza alle norme cattoliche e non alle mode di teologi, liturgisti e architetti; se ciò non avviene possono rivolgersi ai Vescovi o a Roma direttamente.
2) No, noi non siamo padroni di niente, ma solo custodi e servitori nella Vigna del Signore.
3) I gesuiti, è triste dirlo, tra qualche anno avranno risolto tutti i loro problemi, visto che si saranno quasi completamente estinti.
Farebbero bene a pregare lo Spirito, a pregare il loro santo padre Ignazio, con tutta la schiera di santi e martiri figli di Ignazio, perchè rinnovino la loro fede e donino loro conversione (conversione = rivolgersi a Dio).
E lo dico con tutto il dolore di questo mondo...cosa hanno fatto della loro vocazione? proprio qualche mese fa leggevo le lettere di Francesco Saverio.
Il fuoco di Cristo brucia il mondo.
Ora la loro scienza è vuota, i loro discorsi insipidi!
Quale giovane darà mai la vita per una cosa del genere.
4) Obbedienza al Papa non è meramente un atto formale e normativo: è anzitutto un atto
affettivo!"
Saggiamente ecclesiale questa considerazione di un altro Lettore :
" E' bene che gli scandali si vedano: a questo proposito sarebbe stata utile una carrellata fotografica degli scempi, una descrizione dei fatti più che star a far a cornate con que' caproni irranciditi nello spirito (del concilio).
E' evidente che la spocchia è la degradazione ultima ed infima di un'autorevolezza che ormai è soltanto un lontano ricordo.
La Provvidenza Celeste sta già mettendo mano con il dono della sterilità vocazionale per questa gente; e forse a questo il Concilio Vaticano II serve, a purificare la Chiesa: è uno strumento per discriminare i veri cattolici dai modernisti facendoli uscire sfrenatamente allo scoperto e inducendoli all'autodistruzione e alla morte per inedia spirituale.
Son tempi brutti ma passeranno.
A noi il compito di guardare alle due Colonne: la Santa Eucaristia e la Santa Vergine.
Le procelle passano come tutto il cosiddetto Nuovo passa: le parole di Nostro Signore rimangono.
Consiglio di porre un Vostro commento sul post di Messainlatino QUI
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