mercoledì 18 novembre 2015

Finché la bandiera del Califfato non sarà issata su Istanbul e la Città del Vaticano (ANSA) "Apriamo le nostre porte per andare incontro" (Papa Francesco)

"Chiediamo ad Allah di sostenere i mujaheddin contro gli agenti dei leader dell'idolatria e i crociati finché la bandiera del Califfato non sarà issata su Istanbul e la Città del Vaticano". 
E' la minaccia dell'Isis contenuta nell'ultimo numero del loro magazine, Dabiq. (ANSA) - ROMA, 18 NOV - 2015

Qual'è la reazione dei pastori per salvare le pecore minacciate dentro e fuori l'ovile dai lupi affamati di sangue?

Il Pastore-capo fermissimo nelle sue  idee, blindate come fossero dei dogmi ha detto ieri : "Niente porte blindate nella Chiesa! Coraggio  entriamo per questa porta. 
E apriamo le nostre porte e usciamo per andare incontro agli altri: alcuni sono davanti alle nostre porte e non hanno forse il coraggio e la forza di bussare".

Tutto qua ? Slogan, battute, banalizzazioni a raffica : la fede e il buon senso umano mortificati !
-Cosa possiamo fare noi cristiani immunizzati e sterilizzati dalle bombe chimiche del laicismo e dell'indifferentissimo-irenismo religioso?
-Cosa possiamo fare noi cristiani privati delle difese immunitarie , con la scusa degli adeguamenti con la modernità, dell'andare a passo coi tempi e  dell'abbandono delle nostre santificanti pratiche religiose che ci rafforzavano nella mente e nel corpo?
- Cosa possiamo fare se i volgari "centri sociali" episcopali fanno perdere alle pecore il senso d'orientamento ( per portarle vicino al precipizio) banalizzando e appiattento persino la Liturgia "fons et culmen" della vita cristiana?
-Cosa possiamo fare se i mass media, con qualche compiacimento intra moenia, ci presentano quotidianamente l'immagine del Papa-star che piace  ai non credenti lasciando dubbiosamente sconcertati e perplessi i fedeli ?
- Cosa possiamo fare dopo che siamo stati narcotizzati dai pastori (alcuni dei quali sono in realtà dei lupi travestiti da pecora) che mettono gli stupefacenti dentro i rigagnoli delle acque riposanti?
***
Donaci o Signore le vere forze immunitarie che vengono dal Vangelo di Cristo Signore, dai Sacramenti di salvezza e dal Magistero immutabile della Tua unica Chiesa per resistere agli attacchi infernali dei nemici di Cristo e della Tua unica Chiesa e per farci vomitare le droghe delle chiacchiere dei  collusi e corrotti politici nonchè degli infedeli pastori delle anime  che con le loro menzogne ci imbambolano la mente e i muscoli facendoci rimanere in uno stato di comatoso torpore.
***
Intanto però che si continui a ballare il tango argentino fino allo sfinimento fisico e mentale, in nome ed in onore del Papa,  nei sacri spazi di piazza San Pietro...
Prima il tango poi l'apertura della Porta Santa... tanto c'è spazio per tutti ... anche per l'ISIS finanziato anche dai potentati occidentali?
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(Ricevo e rilancio con tanta amarezza: abbiamo dimenticato anche il segno della croce! Non osi più nessuno parlare di primavera della Chiesa, ma abbia il coraggio di riconoscere quelle scelte sbagliate fatte dopo il concilio Vaticano II. Un Sacerdote)

A Parigi, attorno ai luoghi simbolo dei recenti fatti di sangue, abbiamo visto un sacco di persone che depositavano fiori e lumini.

Alcune di loro piangevano, ma nessuna di loro faceva il segno della croce.

Dove sono finiti i cristiani di Francia, il Paese che ospita Lourdes?

Non ritenendo plausibile ritenere che siano tutti spariti, bisogna pensare che quelli rimasti si nascondano. 
Quasi che il segno della croce sia un marchio d’infamia, una specie di saluto romano.

Se invece lasciamo il centro di Parigi e ci spostiamo in periferia, dove generalmente abitano i musulmani, allora notiamo che questi, il Venerdì, non si vergognano affatto di professare un credo e pregano il loro Dio coram populo, anche sul marciapiede.

Non mi pare che i cristiani escano bene da questo confronto.
***
Meditiamo infine le parole del il Venerabile Pio XII indirizzò in pieno conflitto mondiale ai Vescovi olandesi:
«Oggi intorno a noi tutto indica che le punizioni di Dio sono im­minenti: però — ringraziamo il Signore — per noi non è troppo tardi. Noi possiamo ancora impedirle se vogliamo credere che questo e an­che tempo di grazia, e riconoscere ciò che può servire alla nostra ve­ra pace. Amati fedeli! Anzitutto rientriamo in noi stessi con un atto di profondo pentimento e umiltà. Non siamo forse anche noi in parte responsabili delle catastrofi che ci colpiscono? [...] Se guardia­mo dentro di noi, tutti dobbiamo confessare che abbiamo mancato [...] abbiamo peccato davanti al Signore [...]»
Tratto dalla Lettera Pastorale dei Vescovi Olandesi, 26 luglio 1942, citata in Andrea Tornielli, Pio XII, Eugenio Pacelli un uomo sul Trono di Pietro, Milano, 2007, p. 380

martedì 17 novembre 2015

Francescani Immacolata: collaboratori vaticani più papalini del Papa?

Udienza di Papa Francesco ai FFI - parte prima
con il commissario Volpi ofm capp.
 
da Cooperatores veritatis 

All'estenuante saga dei poveri Francescani dell'Immacolata aggiungiamo una parte un interessante articolo  che riporta alcune parti del famoso colloquio che alcuni Frati ebbero, accompagnati dal defunto P.Volpi, con Papa Francesco.
QUI il video nel quale il Papa sottolinea due volte di aver scritto a mano l'ordine di non celebrare più la Messa secondo le indicazioni del Summorum Pontificum "perchè, dice, VOI AVEVATE DICHIARATO DI ESSERE STATI OBBLIGATI...." 
La gravità sta nel fatto che il Papa  aveva sentito solo una campana.... e si sente bene dalle domande che questo gruppo era quello che dal 2007 aveva iniziato a remare contro le innovazioni liturgiche dopo la pubblicazione del Summorum Pontificum. 
Probabilmente i collaboratori vaticani saranno stati più "papalini del Papa"... ma il risultato non cambia : la persecuzione e la distruzione del già fiorente ordine dei Francescani, colpito ora anche nel ramo femminile, continua inesorabile avvalendosi anche d'un "pactum sceleris" con i mass media che, probabilmente su istigazione di qualcuno, hanno screditato e infangato le povere suore come in tanti abbiamo scritto più volte :l'ordine è stato di fatto distrutto, questo è un fatto certo. 
Ed è un fatto certo il commissariamento del ramo femminile, con motivazioni farneticanti. 
E visto che Papa Francesco, al contrario di Papa Benedetto XVI, dimostra di saper comandare, è difficile credere che non c'entri nulla.
Quando avevamo preparato questo post ci siamo accorti che Marco Tosatti su la Stampa ha postato un bellissimo Articolo ( QUI ) che consigliamo di leggere.
FFI: suora smentisce sua madre
La testimonianza dall’Africa di una suora missionaria smentisce punto per punto le accuse rivolte contro la gestione dell’ordine religioso, e le denunce sensazionalistiche.

...


"E la celebrazione del Vetus Ordo, antico, detto San Pio V…
Papa Benedetto con tanta generosità lo ha fatto ripristinare perché
tutti i cattolici che avevano questa nostalgia, che avevano vissuto
questo, potessero celebrarlo (2) - E IO SONO D’ACCORDO - eh... ma è libero! libero! Se
c'è un sacerdote che lo vuole fare, fa discernimento con il superiore,
con il proprio vescovo e si decide se farlo o non farlo, ma È LIBERO.


E io voglio dirvi una verità.


Quando
io ho ricevuto le conclusioni dello studio fatto della Congregazione
per la vita consacrata, io sapevo che c'era un problema su questo della
celebrazione, e quale problema? Avevo sentito da tante voci che non
c'era libertà (3), e allora ho detto - e questo non c'era scritto - io
ho scritto: "si tolga il permesso di celebrare in questo rito e quello
che uno vuole fare (celebrare) chieda al commissario il permesso e il
commissario lo darà", perché nessuno si sentisse che era obbligato a
farlo, per ripristinare la libertà.


(Guardando
a Volpi dice) questo - da me - è l'ordine che lei ha ricevuto... non si parla di pressione, questo è libero, MA LEI DEVE DARE IL PERMESSO con dialogo, a quelli che lo vogliono... (4)


Ma utilizzare il vecchio rito come una bandiera, non è un buono spirito.
... adorare Dio "mah io sento che per adorarlo in questa maniera è meglio" ma fallo!! chiedi il permesso e fallo! Ma non farlo perché dice una certa pressione per farlo... come non fare il contrario eh!! che nessuno può celebrare in questo rito... NON SI FA MAI, QUESTA NON È
UNA COSA BUONA! È UNA COSA CATTIVA! questo è il senso in relazione a
questo diritto eh! ...


Siè capito bene quale è l'atteggiamento davanti a questo? LA LIBERTA', IL DIALOGO col superiore e si fa, MA NESSUNO PUO' CONDANNARE A QUELLO, chi non vuole celebrare quel rito, e nessuno può condannare quello che vuole celebrare il vetus ordo.


Poi si sa, i consigli pastorali per la gente... e, queste sono cose... si capisce no?! "ma guardi questa messa la gente non capirà, fai quest'altra messa..." ma sono cose pratiche, ma il principio è quello e sappiate che questo L'HO SCRITTO IO A MANO PER SALVARE QUELLI
DI VOI CHE AVEVANO DICHIARATO DI ESSERE COSTRETTI DI CELEBRARE CON IL
VETUS ORDO. SI PUO' CELEBRARE MA LIBERAMENTE… (5)


____________________________________________________                   


Note



2) qui ci permettiamo di "correggere" il Santo Padre Francesco perché ha assunto, è chiaro, del Motu Proprio Summorum Pontificum sulla liberalizzazione del Messa nella forma antica, l'interpretazione modernista della storiella dei nostalgici.


Disse invece Benedetto XVI
sull'atto che non era un gesto per i "nostalgici", ma molto di più: " Intal modo la sacra Liturgia celebrata secondo l’uso romano arricchì non solo la fede e la pietà, ma anche la cultura di molte popolazioni (…) il Messale Romano promulgato da S. Pio V e nuovamente edito dal Beato Giovanni XXIII deve venir considerato come espressione straordinaria della stessa “lex orandi” e deve essere tenuto nel debito onore per il suo uso venerabile e antico.


Queste due espressioni della “lex orandi” della Chiesa non porteranno in alcun modo a una divisione nella “lex credendi” (“legge della fede”) della Chiesa; sono infatti due usi dell’unico rito romano...".


Non è pertanto per "i nostalgici", ma parte integrante - seppur nella nota straordinaria - dell'unico rito romano, se si eliminasse questa forma oggi straordinaria, ma di questo unico rito, verrebbe a mancare qualcosa di prezioso alla Liturgia della Chiesa e la Riforma detta Paolo VI si reggerebbe sul nulla.


3) Avevo sentito da tante voci che non c’era libertà... eccoil punto dolente, il Papa ha sentito delle voci solo di parte, ma non ha voluto ancora ad oggi ascoltare direttamente i fondatori, gli unici
che potrebbero chiarirgli le idee e far luce su queste voci... Il papa risponde bene, tuttavia non ha una visione completa dei fatti e lo dice lui stesso, e "tante voci" non vogliono dire che è la verità quella che dicono.


4) ripetere giova: guardando a Volpi il papa dice: questo - da me - è l'ordine che lei ha ricevuto... non si parla di pressione, questo è libero, MA LEI DEVE DARE
IL PERMESSO con dialogo, a quelli che lo vogliono... bene! il papa ha detto cose giuste, ma perché non ha ascoltato ancora le voci contrarie? perché non ha chiarito se questo ordine è stato eseguito? e perché questo ordine non viene diramato in tutte le diocesi dove i vescovi vietano questa liturgia e a chi la fa viene tolta ogni libertà?


5) ciliegina sulla torta... il papa confessa di aver vietato la celebrazione del VO all'interno delle comunità dei FFI non per non far fare il rito antico ma per "salvare
quelli che avevano DICHIARATO che celebravano antico perché obbligati", ma i frati che avessero voluto celebrarla dovevano chiederlo
liberamente e Volpi doveva dare loro il permesso, cosa che non ha fatto e che viene vietato così anche oggi e in aggiunta al ramo femminile, le Suore appena commissariate.


Il discorso del Papa, allora, non fa una grinza, è perfetto in sé e logico,dove s'inceppa è che non abbia voluto ancora incontrare i fondatori dell'Istituto per capire se quelle dichiarazioni erano vere. Perché?

Dunque il Papa vieta la celebrazione del VO per difendere coloro che hanno
dichiarato di esservi stati costretti, ma al tempo stesso lasciava la libertà a quelli che volevano celebrarlo, di poterlo fare".


Continua QUI

domenica 15 novembre 2015

Mons.Erio Castellucci: i capricci d'un eterno adolescente

Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Erio Castellucci, Arcivescovo Metropolita di Modena-Nonantola ( che nella foto a sinistra, dovrebbe essere quel signore al centro con una lunga stola  sopra l'abito )   vorrà e saprà attuare  le sante virtù dell'umiltà e dell'obbedienza

Il Papa Angelus "La nostra meta finale è l’incontro con il Signore risorto"

PAPA FRANCESCO
ANGELUS
Piazza San Pietro
Domenica, 15 novembre 2015


Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Il Vangelo di questa penultima domenica dell’anno liturgico propone una parte del discorso di Gesù sugli avvenimenti ultimi della storia umana, orientata verso il pieno compimento del regno di Dio (cfr Mc 13,24-32). 
E’ un discorso che Gesù fece a Gerusalemme, prima della sua ultima Pasqua. 
Esso contiene alcuni elementi apocalittici, come guerre, carestie, catastrofi cosmiche: «Il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli verranno sconvolte» (vv. 24-25). 
Tuttavia questi elementi non sono la cosa essenziale del messaggio. 
Il nucleo centrale attorno a cui ruota il discorso di Gesù è Lui stesso, il mistero della sua persona e della sua morte e risurrezione, e il suo ritorno alla fine dei tempi.
La nostra meta finale è l’incontro con il Signore risorto. 
E io vorrei domandarvi: quanti di voi pensano a questo? Ci sarà un giorno in cui io incontrerò faccia a faccia il Signore. E’ questa la nostra meta: questo incontro. Noi non attendiamo un tempo o un luogo, ma andiamo incontro a una persona: Gesù. Pertanto, il problema non è “quando” accadranno i segni premonitori degli ultimi tempi, ma il farsi trovare pronti all’incontro. E non si tratta nemmeno di sapere “come” avverranno queste cose, ma “come” dobbiamo comportarci, oggi, nell’attesa di esse. Siamo chiamati a vivere il presente, costruendo il nostro futuro con serenità e fiducia in Dio. La parabola del fico che germoglia, come segno dell’estate ormai vicina (cfr vv. 28-29), dice che la prospettiva della fine non ci distoglie dalla vita presente, ma ci fa guardare ai nostri giorni in un’ottica di speranza. E’ quella virtù tanto difficile da vivere: la speranza, la più piccola delle virtù, ma la più forte. 
E la nostra speranza ha un volto: il volto del Signore risorto, che viene «con grande potenza e gloria» (v. 26), che cioè manifesta il suo amore crocifisso trasfigurato nella risurrezione. Il trionfo di Gesù alla fine dei tempi sarà il trionfo della Croce, la dimostrazione che il sacrificio di sé stessi per amore del prossimo, ad imitazione di Cristo, è l’unica potenza vittoriosa e l’unico punto fermo in mezzo agli sconvolgimenti e alle tragedie del mondo.
Il Signore Gesù non è solo il punto di arrivo del pellegrinaggio terreno, ma è una presenza costante nella nostra vita: è sempre accanto a noi, ci accompagna sempre; per questo quando parla del futuro, e ci proietta verso di esso, è sempre per ricondurci al presente. 
Egli si pone contro i falsi profeti, contro i veggenti che prevedono vicina la fine del mondo, e contro il fatalismo. Lui è accanto, cammina con noi, ci vuole bene. Vuole sottrarre i suoi discepoli di ogni epoca alla curiosità per le date, le previsioni, gli oroscopi, e concentra la nostra attenzione sull’oggi della storia. Io avrei voglia di domandarvi - ma non rispondete, ognuno risponda dentro -: quanti di voi leggono l’oroscopo del giorno? Ognuno risponda. 
E quando ti viene voglia di leggere l’oroscopo, guarda a Gesù, che è con te. 
E’ meglio, ti farà meglio. 
Questa presenza di Gesù ci richiama all’attesa e alla vigilanza, che escludono tanto l’impazienza quanto l’assopimento, tanto le fughe in avanti quanto il rimanere imprigionati nel tempo attuale e nella mondanità.
Anche ai nostri giorni non mancano calamità naturali e morali, e nemmeno avversità e traversie di ogni genere. 
Tutto passa – ci ricorda il Signore –; soltanto Lui, la sua Parola rimane come luce che guida, rinfranca i nostri passi e ci perdona sempre, perché è accanto a noi. 
Soltanto è necessario guardarlo e ci cambia il cuore. 
La Vergine Maria ci aiuti a confidare in Gesù, il saldo fondamento della nostra vita, e a perseverare con gioia nel suo amore.

Dopo l'Angelus:
Cari fratelli e sorelle,
desidero esprimere il mio dolore per gli attacchi terroristici che nella tarda serata di venerdì hanno insanguinato la Francia, causando numerose vittime. 
Al Presidente della Repubblica Francese e a tutti i cittadini porgo l’espressione del mio fraterno cordoglio. 
Sono vicino in particolare ai familiari di quanti hanno perso la vita e ai feriti.
Tanta barbarie ci lascia sgomenti e ci si chiede come possa il cuore dell’uomo ideare e realizzare eventi così orribili, che hanno sconvolto non solo la Francia ma il mondo intero. Dinanzi a tali atti, non si può non condannare l’inqualificabile affronto alla dignità della persona umana. 
Voglio riaffermare con vigore che la strada della violenza e dell’odio non risolve i problemi dell’umanità e che utilizzare il nome di Dio per giustificare questa strada è una bestemmia!
Vi invito ad unirvi alla mia preghiera: affidiamo alla misericordia di Dio le inermi vittime di questa tragedia. La Vergine Maria, Madre di misericordia, susciti nei cuori di tutti pensieri di saggezza e propositi di pace. 
A Lei chiediamo di proteggere e vegliare sulla cara Nazione francese, la prima figlia della Chiesa, sull’Europa e sul mondo intero. Tutti insieme preghiamo un po’ in silenzio e poi recitiamo l’Ave Maria.
[Ave Maria…]
Ieri, a Três Pontas, nello Stato di Minas Gerais in Brasile, è stato proclamato beato don Francisco de Paula Victor, sacerdote brasiliano di origine africana, figlio di una schiava. Parroco generoso e zelante nella catechesi e nell’amministrazione dei sacramenti, si distinse soprattutto per la sua grande umiltà. Possa la sua straordinaria testimonianza essere di modello per tanti sacerdoti, chiamati ad essere umili servitori del popolo di Dio.
Saluto tutti voi, famiglie, parrocchie, associazioni e singoli fedeli, che siete venuti dall’Italia e da tante parti del mondo. In particolare, saluto i pellegrini provenienti da Granada, Málaga, Valencia e Murcia (Spagna), San Salvador e Malta; l’associazione “Accompagnatori Santuari Mariani nel Mondo” e l’Istituto secolare “Cristo Re”.
A tutti auguro una buona domenica. E per favore, non dimenticate di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!

venerdì 13 novembre 2015

Il Giudizio di Dio !

E' vero che il Signore è buono, lento all'ira e ricco di misericordia.
E' pur vero che il giudizio di Dio si rivolge, per scopo terapeutico e redentivo, a coloro che fanno del male ai fratelli usando la terribile arma della gogna mediatica.
Ben sappiamo purtroppo che anche nella Santa Chiesa ci sono dei potentati che "... vogliono annullare dall'interno tutto ciò che rappresenta le Sante tradizioni secolari della Chiesa della dottrina, quelle dei Santi e dei Padri della Chiesa... 
Le anime consacrate a Dio immerse nella preghiera e nell'offerta riparatrice a Dio per i peccati degli uomini, agli occhi del Clero-ateo sembrano rigidi, chiusi, farisei, tristi, putrefatti nel cuore, pelagiani o gnostici, ancorati alla lettera della dottrina.  
Vari nomignoli negativi e grotteschi accompagnano nei nostri tristissimi giorni la persecuzione contro i veri cattolici . 
Neppure l'essere davvero poveri ha i poveri Francescani dell'Immacolata reso più accettevoli agli occhi dei chierici-persecutori.
Non sarebbero abbastanza "aperti" al mondo e quel riferimento alla Santissima Vergine Immacolata... da veramente fastidio a coloro ai lupi travestiti da pecore.

Il punto è che quei frati e quelle suore sembrano essere, agli occhi del mondo e dei chierici mondani, troppo remoti da un'indistinto  newagista teilhardiano rahneriano, privi della melassa mundana, mancanti di dipintura di sentimenti facili e scontati, lontani da un'anima mundi che a loro avviso deve abbracciare in una complexio oppositorum tutti quelli che credono in un qualsiasi dio, che appunto, come afferma, nella loro strana concezione "non è cattolico".
In definitiva i veri cattolici che si santificano, e quindi testimoniano e ricordano le cose eterne, sono "minacciosi" di rivelare la Verità.
Poveri Frati : appena hanno sfiorato alcune istituzioni laicissime... alcune strutture vaticane unite ad esse in una specie di pactum sceleris sono intervenute a loro favore schiacciando con la loro pancia quegli straccioni che osano ancora portare la Medaglietta con l'immagine della Madonna.
Questo calunnioso attacco contro i  Frati e le Suore dell'Immacolata, non potrà non avere conseguenze su tutti noi, ci stiamo attirando castighi enormi, il Papa deve essere assolutamente avvisato di non fidarsi più di certi malefici calunniatori che gli mostrano false verità per i loro diabolici scopi....che il Signore ci aiuti."
Cosa c'è di più terribile per un credente che vedere un'orda di chierici atei dediti sistematicamente alle scelleratezze del mondo.
Non si parla di uno scivolone che può accadere a tutti ma di uno status che pervade il clero-ateo portandolo a dare scandalo ai fedeli.
Il Giudizio di Dio sarà inesorabile !

Stavamo scrivendo questo post ieri sera quando ci siamo fermati per apprendere TV le notizie della strage di innocenti a Parigi.
Ci uniamo nella preghiera di suffragio per le anime innocenti vittime degli attacchi terroristici legati, così si apprende, al cosidetto stato islamico (ISIS).

giovedì 12 novembre 2015

Francescani dell'Immacolata alla gogna sulla via del Calvario

I Vangeli non riportano le espressioni verbali di odio contro Nostro Signore Gesù Cristo  urlate dalla gente quando Egli veniva condotto al Calvario per essere crocifisso.
Gli storici dell'antica Roma non ci hanno tramandato cosa dicessero le urla forsennate degli spettatori  quando i Cristiani venivano messi orribilmente a morte nei circhi.
La Storia non ci dice , per fortuna, quali furono le orribili frasi scagliate dai protestanti contro i 19 sacerdoti e religiosi martirizzati a Gorcum in Olanda o dai "fraterni" giacobini, rivoluzionari francesi, quando passava carro che portava le Monache Carmelitane alla democratica ghigliottina : all'epoca non esistevano mezzi di riproduzione video e sonora.
Ora abbiamo però un modo per sentire quelle grida infernali che venivano scagliate contro i Santi Martiri : basta leggere quelli che da due anni, e particolarmente in questi giorni, vengono vomitati incessantemente contro i Frati e le Suore Francescani dell'Immacolata.
Condannati, senza possibilità d' appello o di replica, dal tribunale del mondo e , senza un capo d'accusa specifico, anche da una NON-sentenza vaticana,  ancor più distruttiva.
Non sarebbe la prima volta, ne' sarà l'ultima, in cui una NON-sentenza vaticana condanna un ordine religioso per poi... rimangiarsi tutto.. trovando un capro espiatorio su cui addossare tutte le responsabilità...
Diamo tempo al tempo ...

***

Ieri, festa di San Martino di Tours, leggendo i "commenti" posti sotto una foto-notizia di Padre Stefano Maria Manelli in un importante social network abbiamo compreso che il Padre  ha già ricevuto il tenero abbraccio sorridente del Signore che lo ha associato a Se' nella persecuzione più dura ed infida : intra ed extra Ecclesia !
Tutti contro di lui !
Non è obbligatorio condividere lo stile di vita religioso proposto in primis attraverso la sua sofferente persona da questo anziano Padre.
Non è obbligatorio apprezzare la sua rigida spiritualità.

NON SI PUO' tuttavia in alcun modo in nome dell'humanitas e del Verbo cristiano condannare spietatamente un uomo in base al linciaggio giornalistico e televisivo che ha ricevuto da tutti i mass media!
Diamo tempo al tempo per sapere tutta la verità ...

***
Su queste iper-papaline pagine del blog abbiamo sempre seguito i suggerimenti dei vecchi preti che ci hanno esortato a prendere cautamente le distanze dalle beghe interne degli Ordini religiosi " quando si apre la porta del convento non si sa cosa si trova...".
Più volte abbiamo fatto nostre alcune osservazioni su quell'Ordine.
Ne ricordiamo alcune :
- l'inutilità anacronistica delle   critiche nei confronti del Concilio Vaticano II;
- la follia di non far frequentare ai novizi e ai frati le Università Teologiche Pontificie dell'Urbe creando una facoltà teologica propria;
- l'attaccamento alle forme di severità conventuali , come se la rigidezza dell forme di un tempo fosse foriera di santità; 
- l'eccessivo distacco dal denaro e anche dalle elementari forme di dignitosa sussistenza corporale ( il riscaldamento, il buon cibo che può allietare la tavola e la persona  ecc ecc)
*** 
Non è obbligatorio concordare sul metodo di condurre un'esperienza comunitaria conventuale  legata alle forme più arcaiche delle origini francescane :   particolari marginali che le competenti Autorità vaticane avrebbero potuto correggere facilmente facendo leva sullo  spirito d' assoluta obbedienza che ha sempre caratterizzato l'Ordine.
Le cose poi sono andate a finire diversamente, come purtroppo abbiamo visto.
***


Ritornando ai commenti sulla pagina dell'importante social network ci sembra di udire le grida infernali della folla che nella Via Crucis, percorsa da tutti i Martiri della Fede, seguiva Gesù per insultarlo.

Tu sei benedetto Padre Stefano Maria Manelli perchè hai avuto il divino privilegio di essere simile all'Uomo dei Dolori : Cristo Signore !


Cristo patì per voi per darvi l'esempio, perché ne seguiate le orme (1 Pt 2, 21).

La seconda Persona della Ss.ma Trinità, incarnatasi, poté soddisfare a nome di tutti gli uomini l'infinito oltraggio recato a Dio Padre col peccato di Adamo (e tutti i peccati con esso), con un'infinita riparazione: infinita perché solo Dio poteva riparare l'offesa fatta a Dio da Adamo, capo dell'umanità.

Unirsi a Cristo sofferente per espiare le colpe proprie e del prossimo, ossia prendere la propria croce e seguire il Signore, è la sola condizione per poi poter godere con Lui l'eterna beatitudine in cielo.


Cliccando QUI il video di una trasmissione RAI UNO di ieri 11 novembre 2015
dal MINUTO Da 01:22:48

mercoledì 11 novembre 2015

Treviri : funerale di un Sacerdote nell'antico rito latino che aveva contrassegnato la sua giovinezza

Con l'aggiornamento di oggi 12 novembre.
Il Reverendo Padre Adolf Mohr  di Rheinböllen, Germania, è morto di cancro Venerdì scorso a 86 anni.
Da quando si era ritirato dagli impegni pastorali il Padre  era ritornato a celebrare la Santa Messa nell'antico rito latino che aveva contrassegnato la sua giovinezza.
Nel suo testamento Padre Adolfo Mohr  aveva espresso il fermo desiderio di avere le esequie con l'antico rito.
Il suo parroco attraverso un atto documentale aveva promesso che il  desiderio del suo confratello sarebbe stato rispettato.

Nonostante la volontà del Defunto e della promessa esplicita del Parroco, il vescovo di Treviri ( Trier) Sua Eccellenza Rev.ma Mons.Stephan Ackermann  in un primo tempo aveva  proibito la celebrazione della Missa da Requiem nell'antico rito.  
Poi il Vescovo ha acconsentito alla celebrazione con il Vetus Ordo come desiderato dal Confratello Defunto e dal suo Parroco promesso.

Regnando Benedetto XVI lo stesso Vescovo Sua Eccellenza Rev.ma Mons.Stephan Ackermann  aveva accolto in Diocesi il 27 aprile 2012  un Pellegrinaggio "tradizionale" partecipando attivamente alla Messa Pontificale nell'antico rito ( QUI ).

Funerali di don Mohr saranno dunque celebrati con l'antico rito della Chiesa  domani venerdì 13 novembre da Andre Hahn della Fraternità Sacerdotale di San Pietro (FSSP).


Eleviamo al Signore misericordioso preghiere di suffragio per l'anima del Sacerdote defunto perchè lo accolga nella Santa Gerusalemme celeste.


Preghiamo anche per il Vescovo di Treviri ( Trier) Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Stephan Ackermann che ha saputo, sia pur in extremis, rispettare la  sensibilità del suo Confratello esaltando così la naturale "pietas" cristiana.

Fonte della notizia aggiornata, positivamente, oggi 12 novembre : Rorate caeli