Mi è stato fatto un dono graditissimo: il volume delle Lettere Pastorali di Mons. Norberto Perini, Arcivescovo Metropolita e Principe di Fermo, altissima colonna di spiritualità , di preparazione teologica, di pastoralità e di generosità verso i poveri e i bisognosi.*
Le lettere vanno dal 1941 al 1968.
Propongo la lettura di una parte di quella dedicata alla Liturgia scritta nell'anno 1962: pensate solo sette anni prima del dissolvimento totale della tradizione cattolica liturgica!
Da notare l'inserimento di alcuni bei versi poetici perchè l'argomento liturgico è di per se' fontana di arte e di poesia!
Maria Madre della Chiesa prega per noi.
Dalle LETTERE PASTORALI DI
MONS.NORBERTO PERINI
(Ed.T.A.F. s.r.l. Corridonia)
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LA LITURGIA
1962
Venerandi Confratelli e Figli carissimi,
Scrivo questa lettera per accompagnare, dal Centro della Diocesi, l'Anno Liturgico, che si va svolgendo con tante consolanti iniziative in ogni Parrocchia e si inoltra verso la sua manifestazione culminante, che avrà luogo, a Dio piacendo, nella settimana a cavaliere tra l'Agosto e il Settembre prossimi.
Anno Liturgico significa anno in cui il popolo cristiano si accosta all'azione liturgica della Chiesa, ne prende coscienza, scopre, con gioiosa sorpresa, il suo posto accanto all'Altare e lo occupa con fervore, ben lieto di sentirsi familiare nella casa di Dio.
La Casa di Dio è casa di orazione, come ha detto Gesù Cristo agli Ebrei, che l'avevano invece ridotta a spelonca di ladri.
Noi, a spelonca di ladri, mai, ma a luogo estraneo si, dove si entra solo per obbligo e quasi per forza, dove si sta col corpo e non con lo spirito, guardando a chi va e a chi viene, senza dare un pensiero a Dio presente nella specialissima presenza eucaristica; luogo freddo, dove qualche parola biascica il labbro ma nessun sentimento sgorga dal cuore: ciò avviene non di raro e non per pochi.
L'Anno Liturgico ha questo scopo: renderci familiare la Chiesa; farci sentire che cos'è l'Altare, la Balaustra, il Battistero, il Confessionale, l'Avvento, la Quaresima, la Pasqua, la Pentecoste; dare un senso alla Stola e alla Pianeta, al Calice e all'Ostensorio; avvicinarci al Sacerdote che celebra la S. Messa; svelare i concetti e i sentimenti racchiusi in parole e gesti che a molti purtroppo sembrano cabale; abituarci a ridire in forma italiana quelle preghiere che il Sacerdote recita in lingua latina, in comunione con tutti i Sacerdoti dell'Orbe cattolico.
In altre parole, l'Anno Liturgico ha per scopo di insegnare al popolo cristiano:
— a pregare;
— a pregar bene.
Sono i due concetti che cercherò di svolgere in questa lettera che Sacerdoti e Fedeli devono considerare quasi guida per fissare la meta e criterio per giudicare sull'esito dell'Anno