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martedì 9 agosto 2016

Cremona. Don Franzini ai musulmani "Ci auguriamo che saremo sempre uniti nella fede”

Un Parroco della splendida Città di Cremona  si era distinto dal noioso coro massmediatico NON accogliendo nella sua chiesa parrocchiale nel giorno del Signore  la dissacrante propaganda di facciata islamico/illuminista imposta ai cattolici il 31 luglio scorso. ( Leggere tutta la vicenda di quel bravo pastore QUI )
La piece islamista  non  accolta dal parroco della chiesa di Sant’Imerio aveva poi trovato piena

venerdì 5 agosto 2016

Non sarebbe ora che la Chiesa, leggendo il Corano, si rendesse conto che l'islam è incompatibile con il cristianesimo, così come è stato per 1400 anni?

Se ci facciamo dare dei miscredenti in una chiesa
Di Magcristiano Allam


L' 8 giugno 2014 nei giardini del Vaticano in presenza di Papa Francesco, del presidente israeliano Peres e del presidente palestinese Abu Mazen, esplose uno scandalo perché un imam recitò in arabo il versetto 286 della Sura 2 del Corano che si conclude con l'esortazione ad Allah: «Tu sei il nostro patrono,

sabato 18 agosto 2012

L'ESEMPLARE CONDANNA DELLE PROFANATRICI DELLA CATTEDRALE DI MOSCA : NADEZHDA TOLOKONNIKOVA, MARJA ALEKHINA ED EKATERINA SAMOUTSEVITCH . LA CHIESA ORTODOSSA RUSSA INVOCA , DOPO IL RAVVEDIMENTO DELLE STESSE, LA MISERICORDIA DI DIO ! LA GRANDE PEDAGOGIA DELLA NAZIONE RUSSA !


Il 21 febbraio 2012 è avvenuta la profanazione nella Cattedrale del Cristo Salvatore di Mosca  ad opera dell'ormai famoso gruppo rock Pussy Riot.
Tutta la paccottiglia progressista mondiale s’è scatenata attorno delle profanatrici, definite "artiste" e difese dai mass media "senza se e senza ma" !
Le Pussy Riot, inutile dirlo, hanno incassato la solidarietà di mezzo mondo.
Nessuno ha osato parlare di profanazione, di offesa a Dio o del ferimento del sentimento religioso dei fedeli...
Nessuna voce si è levata a difesa della sacralità del Tempio, offeso, e dei fedeli umiliati dal gesto dissacratorio !
L'infallibile Amnesty International assieme ai giornalisti, ai parlamentari e ai musicisti di " levatura internazionale " si sono mobilitati a favore delle squallide profanatrici.
Il mondo laicista sta facendo questa campagna anti Russia perché la Russia, tra le altre cose, ha messo un grosso paletto alle manifestazioni e alla propaganda delle lobby gay ...
La Chiesa Russa fa bene non fa sconti a nessuno sul rispetto della fede non si discute e ne si negozia ivi compresi i piu importanti principi morali.
Anche il cattolicesimo combatteva cosi sino al prima del concilio e poi con l'inneggiare alla medicina della misericordia si e' lasciato correre su tutto… e'amareggiante dover constatare che larghe fette del cattolicesimo nord europeo e infetto da contaminazioni protestantiche di questo genere che lo portano a tollerare se non considerare normali tutte le aberrazioni della societa' vuotando di fatto il cattolicesimo dei suoi valori autentici. Impariamo dalla Chiesa Russa
Per fortuna in questo compatto coro pare che non ci siano state anche le efebiche e stonate voci del progressismo cattolico ...
Noi cattolici sappiamo bene cosa significa essere vittime della potentissima organizzazione mediatica mondiale : teniamo sempre a mente le varie "stazioni" della "via Crucis" del regnante Pontefice più volte fatto cadere mentre recava la pesante Croce ...
Ritornando alla schifosa profanazione della Cattedrale, pericolosa anche per il "contagio" che può ingenerare soprattutto nelle suggestionabili, deboli menti adolescenziali, dobbiamo purtroppo notare che coloro che ci dovrebbero " rappresentare" nell'Unione Europea hanno emesso , come ci dovevamo aspettare, la loro "sentenza inappellabile" sulla recente , blanda condanna delle pronatrici della Cattedrale di Mosca :
" Bruxelles, 17 ago. (TMNews) - Il capo della diplomazia dell'Unione Europea, Catherine Ashton, ha condannato la sentenza inflitta in Russia alle tre giovani componenti del gruppo punk rock Pussy Riot, a suo giudizio "sproporzionata".
"Sono profondamente delusa dal verdetto del tribunale di Khamovnitcheski in Russia nei confronti di Nadezhda Tolokonnikova, Marja Alekhina ed Ekaterina Samoutsevitch, membri del gruppo punk Pussy Riot. Questa sentenza è sproprozionata", ha detto Ashton in un comunicato.
Ecco come gli allineati "mezzi d'informazione" hanno presentato la profanazione della Cattedrale di Mosca : "Le ragazze che fanno parte del gruppo sono state condannate a due anni di carcere per teppismo per aver cantato a febbraio una 'preghiera punk' contro Vladimir Putin nella Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca".
La Chiesa Ortodossa Russa, coerente ai santi principi evangelici, a ( sacrosanta) sentenza avvenuta giustamente invoca "misericordia" per le tre giovani sperando che esse non compiano più sacrilegi del genere.
E' questa la grandezza del Cristianesimo che volgendo lo sguardo a Colui che è stato trafitto per la nostra salvezza sa perdonare per portare, attraverso la conversione del cuore, nella retta via i peccatori.
Ma il mondo, occidentale, riesce a comprendere che a Mosca è avvenuto un orrendo sacrileggio contro Dio e contro la religiosità di milioni di fedeli ?
Sappiamo già la risposta : NO !
Per ora la gogna mediatica internazionale è toccata alla grande Nazione Russa.
I Cristiani ( di tutte le confessioni ) sono stati avvertiti ...
Un lettore ( Praecentor ) ha scritto : " Condivido pienamente la sentenza di condanna del tribunale. Queste profanazioni vanno condannate e punite sempre e comunque: Gesù al Tempio si scagliò a suon di frustate contro i venditori e i cambiavalute, per aver trasformato la casa del Padre suo in un "covo di ladri" (ops. "luogo di mercato" secondo il nuovo Lezionario CEI)... Io proporrei di fare lo stesso in tutte quelle parrocchie italiane profanate quotidianamente da danze e trenini "liturgici"...
Unica nota: all'unica mamma del gruppo Pussy Riot avrei dato i domiciliari piuttosto che il carcere nell'interesse del figlio. Magari restandosene a casa a fare la mamma e la moglie le sarebbero passate certe velleità "artistiche".



Da Messainlatino QUI

Andrea Carradori 

Interessante e condivisibile l'Articolo di Vaticaninsider visibile QUI 

martedì 31 luglio 2012

DECRETO DI SCOMUNICA PER I PROFANATORI DEL SANTISSIMO SACRAMENTO A SERVIGLIANO ( FERMO ). INDIZIONE DELLA PUBBLICA RIPARAZIONE CITTADINA IN OCCASIONE DELLA FESTA DEL PERDONO DI ASSISI ( 2 AGOSTO)



L’ ARCIDIOCESI DI FERMO
CURIA ARCIVESCOVILE
Il Vicario Generale
PROT. N.    550/VI.GE./12
Il Codice di Diritto Canonico (CIC) sintetizzando l'abbondante insegnamento conciliare in merito e il perenne ammaestramento della Chiesa, sancisce: «Augustissimo Sacramento è la Santissima Eucaristia nella quale lo stesso Cristo Signore è presente, viene offerto ed è assunto, e mediante la quale continuamente vive e cresce la Chiesa» (can. 897 del CIC); pertanto «i fedeli abbiano in sommo onore la Santissima Eucaristia (...) ricevendo con frequenza e massima devozione questo sacramento e venerandolo con somma adorazione» (can. 898 del CIC).
Si comprende perciò la cura e l'impegno dei Pastori della Chiesa perché questo inestimabile Dono sia profondamente e religiosamente amato, tutelato e circondato di quel culto che esprima nel miglior modo possibile alla limitatezza umana la fede nella reale Presenza di Cristo - corpo, sangue, anima e divinità - sotto le Specie eucaristiche, anche dopo la celebrazione del Santo Sacrificio.
Il can. 1367 del CIC afferma che: "Chi profana le specie eucaristiche consacrate, oppure le asporta o le conserva a scopo sacrilego, incorre nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica". La pena latae sententiae significa che vi si incorre ipso facto, cioè per il fatto stesso di aver commesso il delitto. Inoltre, è riservata alla Sede Apostolica, nello specifico alla Congregazione per la Dottrina della Fede, quindi, in caso di ravvedimento del reo (o dei rei), la censura non può essere rimessa dal Vescovo, tranne nell'eccezione dell'’articulo mortis, ma solo dalla Santa Sede.
A motivo dei gravissimi fatti delittuosi accaduti nel pomeriggio di ieri nella Chiesa parrocchiale di S. Marco Evangelista in Servigliano (FM), ovvero la profanazione delle specie eucaristiche mediante asportazione e furto delle stesse dal tabernacolo;
Visti i cann. 1367,1376 del Codice di Diritto Canonico,
                                                    SI DICHIARA
che il reo (o i rei) è incorso (sono incorsi) nella scomunica latae sententiae e tale pena comporta di conseguenza:
-  il divieto di ricevere i sacramenti (cann. 1331 § 1, 2°; 915 del CIC);
-  l'esclusione dall'incarico di padrino per il Battesimo e la Confermazione (cann. 874 § 1; 893 § 1 del CIC);
-  la privazione delle esequie ecclesiastiche in mancanza di segni di pentimento (can. 1184 § 1,1° del CIC);
-   la necessità della licenza dell'Ordinario del luogo per l'ammissione al matrimonio
canonico (cann. 1071 § 1, 5°; 1124 del CIC).

Altresì, a norma del can. 1211 del Codice di Diritto Canonico,
                                                            SI DISPONE
che tale oltraggio venga riparato il 2 Agosto p.v., (Perdono d'Assisi) nel seguente modo:
-  si propone un digiuno penitenziale astenendosi dalla cena;
-  ore 19,30 celebrazione eucaristica con numeroso concorso di popolo;
-  a seguire Adorazione Eucaristica fino alle ore 24,00;
-  alle ore 21,30 celebrazione penitenziale con confessione individuale.
Inoltre,   anche   il  pellegrinaggio   Mariano   "Servigliano   -   Santuario  Madonna dell'Ambro" del 1/2 Settembre p.v., avrà carattere di riparazione.
Nonostante qualsiasi disposizione contraria.  
Fermo, 27 Luglio 2012

                                                                                         mons. Pietro Orazi
                                                                   Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Fermo

domenica 27 maggio 2012

I NOVISSIMI: MORTE, GIUDIZIO, INFERNO E PARADISO. L'INSEGNAMENTO DELLA CHIESA CATTOLICA È VERO FINO ALL'ULTIMA VIRGOLA. ( ANDRÉ FROSSARD )

Ci fu un tempo in cui gli uomini di chiesa fecero prevalere la verità sulla carità, giungendo sino agli estremi per difendere il dogma. 
Da qualche tempo, c’è chi sembra pensare che sia carità tacere o smussare la verità.

S.Paolo indica quale strada seguire: “Annunciate la verità nella carità”. 
La verità senza la carità fa il dottrinario, l’ideologo, il propagandista. 
Ma la carità senza la verità fa il garrulo cantore del “ciascuno la pensi come vuole, basta volersi bene”, fa il pasticcione pericoloso, anche se all’apparenza tanto “umano” e “tollerante”.
Non è vero che “basta comportarsi bene” per essere cristiani: se non “crediamo bene” non sappiamo neppure distinguere il bene dal male.
“Bien penser pour bien agir” affermava Jean Guitton. Ossia prima l’ortodossia poi l’ortoprassi.
Infatti ciò che fa il cristiano è la fede non l’etica o l’impegno sociale. Lo Spirito Santo garantisce nel Papa l’insegnamento, non l’illibatezza dei costumi, per cui non fate quello che fanno, ma al contempo, quanto vi dicono fatelo e osservatelo.

Oggi invece si assiste al subentro di una fede debole venuta in auge dopo l’ultimo Concilio, giusto quella che Paolo VI aveva stigmatizzato come “pensiero non cattolico” o addirittura come “fumo di Satana”, entrato nel Tempio di Dio”.
La fede del Credo ha ceduto per compiacere i protestanti, ha ceduto nei confronti del Marxismo (la cui condanna allora inopinatamente non fu reiterata al Concilio) col risultato di attenuare o addirittura negare la verità dei dogmi e di formare una nuova generazione di cattolici che amano definirsi “adulti” o “progressisti”, ma che alcuni etichettano anche come “cattocomunisti”.

E’ cambiata la semantica cattolica che ha contagiato un po’ tutti, persino i maestri della fede, presso i quali le parole ‘dialogo’ e aggiornamento’ ricorrono con monotonia, abitualmente accoppiate al linguaggio della solidarietà, dell’accoglienza, della pace, della promozione dell’uomo, della scelta degli ultimi, del perdono da domandare per le colpe ecclesiali del passato, dell’ecumenismo ecc. ecc..
Difficilmente vengono richiamate le vere parole cattoliche: la Grazia, i Sacramenti, la vita eterna che è il fine ultimo dell’uomo dove si godrà la visione amorosa della Trinità.
Non vengono quasi più richiamati i Novissimi: morte, giudizio, inferno e paradiso, si è persa la cognizione di cosa sia agli occhi di Dio la gravità del peccato, fino al mirabile mistero divino che è Gesù Cristo, nel quale ogni uomo è stato progettato dall’eternità.

Quello che ha anche offuscato la figura cattolica del Credo è un certo ecumenismo che è scaduto in un “concordismo” che porta all’equivalenza o quasi tra le confessioni cristiane e le religioni.
Sicuramente è stato complice anche l’equivoco appello, ripetuto spesso, all’’unico Dio’, che unificherebbe le grandi religioni monoteiste.
Niente è più deviante: l’unico Dio vero è il Dio di Gesù Cristo: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, ossia la Trinità cristiana che, ad esempio, per i musulmani è una bestemmia, cioè un’offesa gravissima a Dio.
Anche perché il Dio cristiano è “carne e sangue”, non è “carta” come il Corano o la Torah ebraica.
E’ l’Incarnazione che fa la differenza; Il Dio cristiano ha fatto in quanto uomo quello che non poteva fare in quanto Dio: ha “sofferto il soffribile” e con ciò si è reso più nobile dell’uomo sofferente al contrario degli altri concetti religiosi compreso l’Islam e il credo ebraico dove l’uomo sofferente risulta più nobile di quel dio che è rimasto nella sua eterna beatitudine in cielo indifferente alla condizione umana.
La teologia cattolica afferma che il Dio cristiano ha riscattato il male e la sofferenza, non li ha annullati, ma li ha resi plausibili seppur nel mistero. Il mistero di un Dio che muore in croce.

Il dialogo, tanto decantato in questi ultimi decenni, che dovrebbe essere un “mezzo”, nelle mani dei cattolici modernisti è divenuto un “fine”, perché il dialogo inteso come mezzo dovrebbe interessare solamente la cultura generata da una certa religione, non scendere a compromessi sulle verità di fede, come effettivamente avvenuto.

E nello specifico se prendiamo questi preti che sono tanto cari alla sinistra e ai media, (perchè parlano male della Chiesa) al di là del loro spendersi per i poveri, non fanno altro che comprovare quel che dico: non credono più in Cristo unico Salvatore dell'umanità, o alla Presenza Reale nell’ Eucaristia, o alla sua divinità.
Di conseguenza si accodano ad altre culture, rinunciando alla propria, e rivendicano come tutti i no-global solo cose materiali.
Se certi missionari non credono più che solo nel nome di Gesù Cristo c'è salvezza, e che proprio annunciando e testimoniando Cristo aiuta e promuove anche materialmente i popoli, cosa fa ? Si trasformano poco a poco in assistenti sociali, in rivoluzionari politici.
Sicuramente sono persone generose, e altruiste, ma mi chiedo: sono ancora consapevoli che la prima carità, quella da cui tutte le altre discendono, è la carità della verità ? e cioè l'annuncio di Cristo salvatore di tutte le genti ?
Se oramai non ne sono più consapevoli, non possono nemmeno fregiarsi del nome di cristiani, ma piuttosto di umanitari, di filantropi, tali e quali a quelli non credenti tipo Gino Strada e compagnia. Tra di loro spesso non c'è differenza.

L’ odierna predicazione cristiana non fa più presa perchè il mondo la conosce già, non si stupisce più se si dice che bisogna volere la pace, aiutare il Terzo Mondo, essere onesti ecc. 
Almeno a parole chi è che non lo vuole ?
Queste cose bisogna continuare a dirle, ma quello che oggi urge è riparlare di Cristo, dobbiamo ricuperare la follia e lo scandalo della croce di Cristo, della vita eterna, della risurrezione dei morti, dell'unica salvezza nella fede in Cristo.

Il Prius della fede, qualora lo avessimo dimenticato, non sono le parole , per quanto moralmente alte del Cristo, ma è Lui stesso, la sua Persona. Il resto ne consegue. Se questo schema è invertito (come oggi spesso
succede) il Cristianesimo non è più un Unicum (Dio che si incarna), ma un messaggio etico da confrontare con molti altri, che entra in competizione con tante altre morali, le quali possono anche essere più appetibili, più adatte ai nostri tempi.

Bisogna far proprio il concetto che questa vita è provvisoria perchè noi attendiamo il Regno di Dio. Non si avverte più la diversità cristiana , la "novità di vita" che Cristo ha portato; tutto è rinchiuso nell'orizzonte di questa vita e allora il Cristianesimo vale come un'altra religione o ideologia o filosofia di vita che promette di rendere l'uomo migliore, più onesto, più altruista.

A questo proposito (della vita eterna e dell’esistenza di Dio) vorrei dare la parola ad un mistico francese morto nel 1995, Andrè Frossard.
Frossard è un mistico molto particolare perchè è stato il più celebre corsivista politico, nonchè accademico di Francia, direttore di uno dei più diffusi e autorevoli settimanali d'Europa: "Le Figaro Magazine".

Uomo caustico, dall'intelligenza acuta e beffarda, alla Voltaire, questo corsivista al vetriolo dà davvero l'impressione di un ateo sconfitto, piegato a credere ciò che, senza quella stangata (addirittura la visione della Divinità), mai avrebbe creduto.

Frossard fino a 20 anni è stato un ateo convinto. Sua nonna era ebrea, sua madre protestante e suo padre neppure battezzato.
Lo straordinario è che quel padre fu il Gramsci d'Oltralpe che nel
1920 fonda il Partito Comunista Francese di cui fu il primo Segretario Generale e leader per una trentina di anni.

Andrè in una intervista racconta: "sono entrato in quella cappella per caso (a rue de l'Ulm a Parigi), senza angosce metafisiche, inquietudini, problemi personali, dispiaceri amorosi; non ero che un tranquillo ateo, marxista, un giovane spensierato e un pò superficiale che per quella sera aveva in programma un incontro galante. Ne uscivo dieci minuti dopo, tanto sorpreso di trovarmi cattolico, apostolico, romano, quanto lo sarei stato nello scoprirmi giraffa o zebra all'uscita dallo zoo.
Proprio perchè sapevo che non sarei stato creduto, ho taciuto per più di 30 anni, ho lavorato sodo per farmi un nome come giornalista e scrittore e sperare cosi di non essere preso per pazzo quando avessi assolto al mio debito:
raccontare ciò che mi era accaduto".

Lo fece soltanto nel 1969 quando usci "Dio esiste, io l'ho incontrato"
(best-seller clamoroso tradotto ovunque ed ancora richiesto). Con sorpresa il mondo scopriva un apologeta del cristianesimo di straordinaria efficacia e prestigio; uno che se parlava non lo faceva in base a teorie e ragionamenti, ma perchè aveva "visto e toccato".

Un giornalista di successo, uno dei più conosciuti e temuti di Francia (un suo articolo poteva mettere in difficoltà i potenti del Paese), che esce con un libro dove si annuncia con sicurezza categorica che Dio è un'evidenza, un fatto, una Persona incontrata inaspettatamente per strada !...

Sicuramente può capitare di leggere cose simili, ma in opuscoli stampati privatamente, a firma di oscuri visionari, non in libri pubblicati dai maggiori editori del mondo e firmati da un columnist acclamato e ironico: "che ci posso fare se Dio esiste, se il cristianesimo è vero, se l'aldilà c'è ? Che ci posso fare se c'è una Verità e questa Verità è una Persona che vuole essere conosciuta, che ci ama, e che si chiama Gesù Cristo ? Non ne parlo per ipotesi, per ragionamento, per sentito dire. Ne parlo per esperienza. Ho visto".

Altre sue uscite:

- L'insegnamento della Chiesa cattolica è vero fino all'ultima virgola.

- Tutta la Verità si trova nella Chiesa cattolica e questa Verità è Gesù Cristo che vuole essere incontrato. Siamo noi che abbiamo perso la passione di convincere, di testimoniare, di convertire.

- Non ho fede in Dio, io l'ho veduto.

- Quando si incontra Dio, la prima scoperta è l'insignificanza di tutte le cose che anche oggi i cristiani, esclusi ovviamente i santi, prendono cosi ridicolmente sul serio.

- L'uomo non è solo. Il mondo in cui vive, per quanto bello, non è che un leggerissimo riflesso dell'immensa realtà momentaneamente invisibile, spirituale, splendente, che lo attraversa, lo avvolge, lo aspetta.

- Non capivo la necessità di prolungare il mio soggiorno sulla terra mentre c'era tutto quel cielo a portata di mano, ma l'accettavo per riconoscenza più che per convinzione".

- Poi, come sillabando le parole (sicuramente rivolto ai modernisti all'interno della Chiesa, ai biblisti che etichettava come "poveri diavoli”):
"Quando si sa che c'è un altro mondo, che la vita continua in eterno, bisogna dirlo. Quando si sa che non c'è, che non ci sarà mai sulla terra altra speranza per gli uomini al di fuori della speranza cristiana, bisogna dirlo" !

A coloro che gli rimproverava di non prendere abbastanza sul serio il Concilio rispondeva: "Lo so, lo so, e trovo questo molto buffo. Io mi sono stancato del marxismo già nel 1935 giusto in tempo per vedere i primi preti innamorarsi di Karl Marx. E' vero non mi sono molto eccitato davanti a quelle che definivano le "novità rivoluzionarie" del Concilio: la libertà di pensiero, la fine dell'antisemitismo, l'ecumenismo, la tolleranza... Tutto il bagaglio insomma, della Rivoluzione Francese, scoperto dai cattolici con quasi due secoli di ritardo.
Se sono stato un pò distratto è perchè quelle "novità" lo erano forse per i clericali, ma per me non lo erano affatto. Ero convinto di quelle cose sin da quando ho cominciato a capire, grazie a mio padre e agli uomini del suo ambiente socialista e comunista. Nessuno può accusarmi di "tradizionalismo"
perchè la mia tradizione vitale e culturale non sono i decreti del Concilio di Trento, ma il "Capitale di Marx".

Ad un intervistatore coniò, scherzando, la differenza che esiste tra progressisti e conservatori: "progressista è uno che fa la volontà di tutti, tranne che di Dio; conservatore è uno invece che fa sempre la volontà di Dio, che Dio lo voglia o no...".

A chi lo accusava di ostentare troppo pessimismo con il passare dell’età,
rispondeva: “Se il pessimista è uno che crede che le cose non potranno finire bene, allora un cristiano non può essere pessimista. Il cristiano è un
ottimista: ma apocalittico. Sa che in ogni caso tutto finirà bene. Ma non qui.
Si, libertè, fraternitè, egalitè finiranno col trionfare, ma dopo che avremo adempiuto ad una piccola formalità. Dopo, cioè, che saremo passati non soltanto attraverso la fine della nostra vita terrena, ma attraverso la fine dell’
umanità stessa: il secondo finale ritorno del Cristo. Ecco ciò che tutti i cristiani aspettano, secondo la loro fede, nel futuro e che invece le chiese “ufficiali” tendono oggi quasi a nascondere, lasciando cosi campo libero allo scatenarsi delle fantasie e dei deliri escatologici delle sette”.

Questa è la grande testimonianza di Andrè Frossard, a cui, per concludere, vorrei aggiungere una piccola riflessione.
Probabilmente saremo chiamati a vivere eventi grandiosi e drammatici forse con sofferenza. Sarà il nostro venerdi di passione, ma sappiamo, noi cristiani, e Frossard ne è testimone oculare, che arriverà la domenica. La domenica di risurrezione dove ci si schiuderà la vera vita, la vera realtà che, al confronto, “rimanda di colpo il nostro mondo tra le ombre fragili dei sogni irrealizzati”, come afferma Frossard.
Cristianamente si dice che il peggior futuro è migliore del più bel passato, perché il bene più grande per l’uomo sarà alla fine della sua vita, quando chiuderà gli occhi su questo mondo e li aprirà sull’Altro.
Allo stesso modo per l’umanità tutta alla fine della storia, col ritorno di Cristo, quando ci riapproprieremo del nostro corpo come Gesù, il Primo dei Risorti.

FV

P.S.Per chi avrà ancora voglia di leggere, qui di seguito la descrizione del prodigio:

“In piedi accanto alla porta, cerco con gli occhi il mio amico, ma non riesco a riconoscerlo tra le forme inginocchiate che mi stanno davanti. Il mio sguardo passa dall’ombra alla luce, ritorna sui fedeli senza portarsi dietro alcun pensiero, va dai fedeli alle religiose immobili, dalle religiose all’altare dove c’è un ostensorio ignorando di essere di fronte al Santissimo Sacramento, poi, non so perché, si ferma sulla seconda candela che brucia alla sinistra della croce. Non sulla prima ne sulla terza: sulla seconda.
E allora, d'improvviso, si scatena la serie di prodigi la cui inesorabile violenza smantellerà in un istante l'essere assurdo che sono per far nascere il ragazzo stupefatto che non sono mai stato.
Dapprima mi vengono suggerite queste parole: "vita spirituale". Non dette e neppure formate da me stesso: sentite come se fossero pronunciate accanto a me sottovoce da una persona che veda ciò che io non vedo ancora.

Non dico che il cielo si apre: non si apre, si slancia, s'innalza d'improvviso, silenziosa folgorazione, da quella insospettabile cappella nella quale si trovava misteriosamente rinchiuso. Come descriverlo con queste povere parole, che mi rifiutano il loro aiuto e minacciano di intercettare i miei pensieri per trasferirli nel campo delle fantasticherie ? Il pittore cui fosse dato di intravedere dei colori sconosciuti, con che cosa li dipingerebbe ? Un cristallo indistruttibile , d'una infinita trasparenza , d'una luminosità quasi insostenibile (un grado di più mi avrebbe annientato) e piuttosto azzurrina , un mondo, un altro mondo d'uno splendore e d'una densità che rimandano di colpo il nostro tra le ombre fragili dei sogni irrealizzati. Questo mondo, “è la realtà, la verità”: la vedo dalla sponda oscura su cui sono ancora trattenuto.

C'è un ordine nell'universo, ed alla sommità, al di là di questo velo di nebbia risplendente, l'evidenza di Dio, l'evidenza fatta presenza e l'evidenza fatta persona di colui che un istante prima avrei negato , colui che i cristiani chiamano "padre nostro", e del quale sento tutta la dolcezza, una dolcezza diversa da tutte le altre, che non è la qualità , passiva designata talvolta sotto questo nome , ma una dolcezza attiva, sconvolgente, al di la di ogni violenza, capace di infrangere la pietra più dura e, più duro della pietra, il cuore umano.
La sua irruzione straripante , totale, s'accompagna con una gioia che non è altro che l'esultanza del salvato, la gioia del naufrago raccolto in tempo; con una differenza tuttavia, che è proprio nel momento in cui vengo issato verso la salvezza che acquisto coscienza del fango nel quale ero immerso senza saperlo, e che mi chiedo, vedendomene ancora impossessato a metà corpo, come abbia potuto vivervi e respirarvi.

Nello stesso tempo mi viene data una nuova famiglia. la Chiesa, con l'incarico, per lei, di condurmi ove è necessario che io vada , essendo inteso che, a dispetto della apparenze, mi resta ancora da superare una certa distanza, abolibile solo con un rovesciamento della gravitazione.

Queste sensazioni, che provo a fatica a tradurre nel linguaggio inadeguato delle idee e delle immagini, sono simultanee, comprese le une nelle altre, e dopo anni ed anni non ne avrò ancora esaurito il contenuto. Tutto è dominato dalla presenza, al di là e attraverso un'immensa assemblea, di colui del quale non potrò mai più scrivere il nome senza timore di ferire la sua tenerezza, colui davanti al quale ho la fortuna di essere un figlio perdonato, che si sveglia per imparare che tutto è dono”.

“Capisco che queste frasi possano essere esorbitanti, ma che ci posso fare, se il Cristianesimo è vero, se c’è una verità, se questa verità è una persona che non vuole essere inconoscibile “ ?

sabato 21 aprile 2012

AI FUNERALI DEL GIOVANE CALCIATORE MOROSINI È AVVENUTA UN'ALTRA PAGLIACCIATA LITURGICA! FAR CANTARE CANZONI PROFANE (QUESTA VOLTA DI LIGABUE!) È STATO UN GRAVISSIMO ATTO CONTRARIO ALL’INSEGNAMENTO DELLA CHIESA !


Rev.ma Curia Vescovile di Bergamo
p.c. Congregazione per il Culto Divino
p.c. Ufficio Liturgico Conferenza Episcopale Italiana
p.c. Stampa e Informazione Cattolica Nazionale

Giovedì 19 aprile scorso l’intera Nazione ha seguito i funerali del giovane calciatore Piermario Morosini , celebrati nella chiesa di San Gregorio Barbarigo di Bergamo, attraverso i mass media  presenti in chiesa.
I servizi, anche quelli su Internet, han fatto vedere che persino durante la Santa Comunione, sono stati eseguiti alcuni canti di Luciano Ligabue, noto cantante rock , di cui sono stati citati i titoli delle canzoni eseguite e i cui testi allego (All. 1).
Le parole del Magistero condannano da sole il grave abuso liturgico  reso ancor più esecrando perché è stato fatto conoscere a tutta la Nazione dai mass media con l’ausilio dei mezzi televisivi, della cui presenza si sapeva, considerato anche l’interesse mediatico  per la tragica morte “in campo” del giovane.
Non mi aspetto alcun tipo di risposta da parte degli Ecclesiastici destinatari di questa lettera ma chiedo che questa missiva venga regolarmente protocollata ed archiviata a ricordo di una delle più gravi violazioni delle norme liturgiche vigenti compiute in Italia di recente.
Unendomi volentieri alle preghiere di riparazione per quanto avvenuto, cordialmente saluto.
( Firma )

ALLEGATO : I CANTI DI COMUNIONE DEL FUNERALE DEL GIOVANE NELLA PARROCCHIA SAN GREGORIO BARBARIGO DI BERGAMO

a) IL GIORNO DEL DOLORE CHE UNO HA
Quando tutte le parole
sai che non ti servon più
quando sudi il tuo coraggio
per non startene laggiù
quando tiri in mezzo Dio
o il destino, o chissà che
che nessuno se lo spiega
perché sia successo a te

quando tira un po' di vento che ci si rialza un po'
e la vita è un po' più forte del tuo dirle "grazie no"
quando sembra tutto fermo la tua ruota girerà.
Sopra il giorno di dolore che uno ha.
Tu ru ru...

Quando indietro non si torna
quando l'hai capito che
che la vita non è giusta
come la vorresti te
quando farsi una ragione
vorrà dire vivere
te l'han detto tutti quanti
che per loro è facile

quando batte un po' di sole dove ci contavi un po'
e la vita è un po' più forte del tuo dirle "ancora no"
quando la ferita brucia la tua pelle si farà.
Sopra il giorno di dolore che uno ha.
Tu ru ru...

Quando il cuore senza un pezzo
il suo ritmo prenderà
quando l'aria che fa il giro
i tuoi polmoni beccherà
quando questa merda intorno
sempre merda resterà
riconoscerai l'odore
perché questa è la realtà

quando la tua sveglia suona e tu ti chiederai "che or'è?"
che la vita è sempre forte molto più che facile
quando sposti appena il piede, lì il tuo tempo crescerà
Soprail giorno di dolore che uno ha
Tu ru ru...

b ) NON E’ TEMPO PER NOI
Ci han concesso solo una vita
Soddisfatti o no qua non rimborsano mai
E calendari a chiederci se
stiamo prendendo abbastanza abbastanza
Se per ogni sbaglio avessi mille lire
Che vecchiaia che passerei
Strade troppo strette e diritte
Per chi vuol cambiar rotta oppure sdraiarsi un po'
Che andare va bene pero'
A volte serve un motivo, un motivo
Certi giorni ci chiediamo e' tutto qui?
E la risposta e' sempre si'
Non e' tempo per noi che non ci svegliamo mai
Abbiam sogni pero' troppo grandi e belli sai
Belli o brutti abbiam facce che pero' non cambian mai
Non e' tempo per noi e forse non lo sara' mai
Se un bel giorno passi di qua
lasciati amare e poi scordati svelta di me
che quel giorno e' gia' buono per amare qualche dun'altro
qualche altro dicono che noi ci stiamo buttando via
ma siam bravi a raccoglierci.
Non e' tempo per noi che non ci adeguiamo mai
Fuorimoda, fuoriposto, insomma sempre fuori dai
Abbiam donne pazienti rassegnate ai nostri guai
Non e' tempo per noi e forse non lo sara' mai
Non e' tempo per noi che non vestiamo come voi
Non ridiamo, non piangiamo, non amiamo come voi
Forse ingenui o testardi
Poco furbi casomai
Non e' tempo per noi e forse non lo sara' mai