lunedì 8 luglio 2013

La Chiesa Cattolica risorgerà nel pieno splendore quando e come il Signore vorrà.


Ho copiato da un blog cattolico alcuni commenti apparsi appena terminato il viaggio pastorale di Papa Francesco nell’isola di Lampedusa.
Da parte nostra, condividendo in toto la scelta preferenziale per i poveri, che non deve essere uno slogan, ammiriamo e veneriamo l'infinita schiera dei Santi e delle Sante che nel corso della Storia della Chiesa nel nome di Cristo si son fatti poveri fra i poveri per i poveri.
Con le parole di Papa Francesco cerchiamo  " di resistere alle pressioni del mondo o si rende «ridicolo» " esattamente come è stato fatto oggi introducendo nella Liturgia Papale alcuni elementi che fanno parte della vuota demagogia del mondo.
Bisogna - dice il Papa - eliminare" la tentazione di chiudersi nei propri schemi".
Non ho visto alcun filmato della visita pastorale di Papa Francesco ( come del resto non ho veduto nessuna cerimonia che lo coinvolge dal giorno della Sua elezione al Soglio Pontificio - leggo solo i testi ufficiali - ) mi auguro però che l’Augusto Pontefice nel corso della visita pastorale nell'isola abbia ringraziato ( MI HANNO SCRITTO CHE IL PAPA LO HA FATTO  n.d.r. 10 luglio 2013 ), anche a nome della Chiesa, gli Isolani di Lampedusa ( che hanno dimostrato di possedere in corde le virtù evangeliche soprattutto della carità cristiana ) ed i Rappresentanti delle Forze dell’Ordine Italiane  di cui siamo orgogliosamente fieri soprattutto per il senso di straordinaria abnegazione dimostrata in tutti questi anni  !  ( Per non parlare del  loro futuro che si non preannuncia  roseo... sono anche sottopagati ...   )
Anche nel comportamento civilissimo dello Stato e delle proprie Istituzioni si riconosce la radice cristiana della nostra Patria !
W Cristo Re ! W l'Italia Cattolica !
Andrea Carradori

Ecco alcuni spunti di riflessione :


1) Penso che nessuno possa negare il profondo sentimento che anima le parole di Francesco. 
Mi chiedo tuttavia quali siano le colpe della Chiesa in simili frangenti di cui fare ammenda. 
La Chiesa e le sue istituzioni centrali e periferiche vengon incontro a questi disgraziati. 
Ma non è la Chiesa che può frenare l'emigrazione come non può sedar
guerre e rivolte, persecuzioni e stragi. 
Tutt'al più può alzare la voce - ma l'ha sempre fatto, anche con Benedetto XVI - rivolgendosi ai capi di stato, ad istituzioni internazionali richiamandoli ai loro doveri, ed alle organizzazioni umanitarie affinché prestino la loro opera. 
Non mi sembra che i cattolici, specie se impegnati nel sociale, siano indifferenti dinnanzi alla tragedia dell'espatrio volontario o forzato ed allo sfruttamento in patria ed anche nelle terre dove questi fratelli son accolti.
Il problema, insomma, non può esser risolto dalla Chiesa, che può solo lì dove sia possibile lenire un po' le ferite e denunciare i moderni trafficanti di uomini, siano essi politici o traghettatori senza scrupoli.


2) ( L'analisi, seria, di "un viaggio della speranza" )


A) un "viaggio della speranza"
costa, secondo le informazioni correnti cifre che oscillano tra i 3 ed i 5000 dollari/capite.

B) i "migranti" vengono dalle zone più povere del mondo (questo sempre secondo le medesime fonti di informazioni correnti), dove il reddito pro-capite si aggira su valori tra 2 e 4 dollari/capite-giorno.

C) gli "scafisti" pretendono di essere pagati, non essendo la loro un opera di beneficienza né una "onlus pietosa".

D) secondo le ultime rivelazioni, possiamo essere spiati in ogni nostro movimento, al computer, al telefono, quello che facciamo etc. 
I satelliti possono spiare e fotografare la situazione di un dato settore del globo quando e come vogliono.

Se ne deriva che:
da quanto esposto al punto D) è evidente che i barconi carichi di "migranti" solcano le onde del mare e chi li potrebbe fermare alla partenza ne conosce la rotta.

da quanto esposto ai punti A,B) è evidente che un "migrante" per pagarsi il viaggio, anche nella migliore situazione dovrebbe:
- lavorare nel proprio paese (e quindi essere già privilegiato e perciò meno invogliato a migrare).
- avere a disposizione una somma che può risparmiare in un periodo oscillante tra 2 e 6,5 anni di lavoro durante i quali però non deve mangiare, bere, acquistare alcunché. Quindi è realistico che questo tempo, per una vita normale si dilati arrivando a valori pari a 15-20 anni.

Se poi si considera che tante volte i "migranti" viaggiano a gruppi familiari, le cifre di cui sopra si dilatano ancor più.

Considerando che il più delle volte i "migranti" sono giovani è ovvio che il prezzo pagato non può essere il frutto del loro risparmio. 
Le ipotesi possono essere che:
- è pagato dai loro nonni o comunque da qualcuno in età avanzata e che abbia avuto l'opportunità di disporre nel corso del tempo delle somme necessarie.
- viaggiano gratis (ma questa ipotesi confligge con il punto C).
- è pagato da qualcun altro che ha interesse a che questi viaggi abbiano luogo e non si arrestino.

Corollario:
se una "civiltà" viene pesantemente infiltrata con elementi ad essa estranei da un lato, e viene indebolita con un attacco continuo, ripetuto e martellante ai propri elementi costituitivi (valori, principi etc.) dall'altro, tale società andrà in apnea e sarà soffocata e rimpiazzata da un'altra.
La nuova società dovrà essere simile alla prima, per poterla soppiantare presentandosi come una normale evoluzione di quella pregressa agli occhi di coloro che si illudono di poterla mantenere, ma nello stesso tempo totalmente diversa, altrimenti non si capirebbe il perché del cambio.

Conclusione:
chi foraggia i viaggi della speranza e chi si dà da fare per abbattere la civiltà cristiana ed occidentale rema (è il caso di dirlo) dalla stessa parte.
Le vittime in questo caso sono i migranti che ci lasciano la pelle e gli occidentali che svendono per un piatto di lenticchie (questo piatto è la fratellanza universale) l'eredità guadagnata dai loro avi e il privilegio di essere portatori della vera Speranza.

Nota: la civiltà cristiana potrà, come lo è, essere sconfitta, nei suoi aspetti materiali e naturali, non così però in quelli soprannaturali nei quali si manterrà intatta e sui quali risorgerà nel pieno splendore quando e come il Signore vorrà08 luglio 2013


3) Non si possono rimproverare coloro che subiscono (noi italiani ed europei), anche se è stata tirata fuori la frase ad effetto della "globalizzazione dell'indifferenza" che è la piaga dell'umanità da sempre insieme agli egoismi che sappiamo superabili e vincibili soltanto in che modo e con Chi. E poi chi lo dice che siamo indifferenti?
E non si può continuare a rimproverare e a chiedere perdono di colpe che non sono nostre, tra l'altro ignorando i cristiani ferocemente massacrati nei paesi islamici da cui provengono la maggior parte delle vittime di quei regimi, stigmatizzando una parte dei burattini (cioè i trafficanti), ma non intervenendo sulle cause del fenomeno e sui burattinai!

4) A qualsiasi costo: anche arrivando a “vendere le chiese per dare da mangiare ai più poveri” ha affermato, richiamando le parole di San Giovanni Crisostomo: “Ti preoccupi di adornare la Chiesa e non il corpo di Cristo che ha fame”. 
A volte, infatti - ha soggiunto Francesco - “semplicemente bisogna neutralizzare il male”: “C’è fame, bisogna dare da mangiare”; “ci sono dei feriti, vanno curati”.
Mi pare che la parole di Giovanni Crisostomo siano tanto chiare quanto strumentalmente distorte!
Il discorso riguarda l'atteggiamento da tenere sempre: privilegiare non l'esteriorità ma la sostanza.
Non significa che la Chiesa debba spogliarsi dei suoi tesori, molti dei quali sono costati sudore e amore, da parte di credenti, a maggior gloria di Dio per esaltare la sua bellezza e la sua magnificenza.
Per questo ho parlato di pauperismo. 
E non è un giudizio duro: pauperismo non è vera povertà: ti puoi spogliare di quello che è tuo, per darlo ai poveri, non di quello che appartiene a tutti i credenti di tutto il mondo. 
Una volta che poi hai spogliato la Chiesa, hai forse risolto le cause della povertà?
Ovvio che il cristiano è anche il samaritano che si china sulla necessità contingente; ma Cristo Signore è venuto per salvare dalla schiavitù del peccato che è all'origine di ogni povertà, materiale e spirituale!
Ecco perché è un discorso anche populista e molto miope se non è in malafede (cosa che non credo).


5) ... Il Papa avrebbe chiesto di non volere né vescovi (fatti suoi, ovviamente) né il Ministro degli interni della Repubblica Italiana
Se ciò fosse vero, qualcuno potrebbe per cortesia spiegare al Papa che :
a) Lui è considerato da tutti come il Papa (e non solo come il Vescovo di Roma) e quindi come un Capo di Stato?
b) Che esistono norme protocollari che, piaccia o meno, un capo di stato che visita uno STATO ESTERO deve rispettare?
c) Che tali regole valgono ancora di più per un Papa che visita il territorio italiano e che è ospite di un Paese che gli mette a disposizione mezzi di trasporto e soprattutto un dispositivo di sicurezza pagato dai cittadini italiani?
d) E che dunque nell’ipotesi che il Signor Papa non voglia espressamente rappresentanti del governo italiano a Lampedusa si tratterebbe di un gesto di scortesia istituzionale senza pari?



Leggere QUI un sano commento dell'evento  in oggetto.

domenica 7 luglio 2013

Mons. Marcel Lefebvre, apostolo della carità in Africa



Come al solito l'onnipotente Enzo Bianchi, Priore di Bose, vuole dettare l'agenda al Papa.
Vedere QUI

Anniversario del Motu Proprio SUMMORUM PONTIFICUM


7.7.2007 /7.7.2013 Sei anni fa Benedetto XVI donava alla Chiesa il Motu Proprio Summorum Pontificum.
Ieri papa Francesco ha detto : " «Vorrei dirvi: uscite da voi stessi per annunciare il Vangelo. Uscite da voi stessi per incontrare Gesù, andando verso la trascendenza e verso gli altri, due dimensioni che vanno insieme: una soltanto non va» (Papa Francesco ai seminaristi e ai candidati alla vita consacrata).
La scrittrice Emilia Covino, una delle tante libere e limpide intellettuali che difesero, senza se e senza ma, la legittimità dell'antico rito mai abrograto, nel suo libretto CREDO ( anni '70) ha scritto ( pagg. 3-4-5) :


IL SACRIFICIO EUCARISTICO : LIEVITO DELLA STORIA

Entriamo dunque nel mistero più grande e più fecondo della fede: il Sacrificio Eucaristico, ovvero la Messa cattolica. Celebrato per la prima volta dal Cristo « pridie quam pateretur », tale mistero rivela anzitutto la volontà del Signore di perpetuare in mezzo agli uomini in modo incruento il Sacrificio di Sé che egli avrebbe compiuto in modo cruento sul Calvario; da quel giovedì Santo il suo sacrificio si sarebbe rinnovato su ogni altare del mondo, attraverso i Sacerdoti a tanto eletti; da quel giovedì santo il Sangue di Cristo arriva dall'altare in ogni uomo che ne speri e ne implori il lavacro; il Corpo di Cristo entra in ogni uomo infangato, o percosso dalla sventura, o sollevato dalla fede, o degnificato dalla rettitudine dell'anima, che ne riceva la forza e la luce; l'Uomo - Dio si fa all'uomo alimento per la vita eterna, vale a dire che sostenta di sé l'uomo decaduto, affinché questi ritrovi e riacquisti nel corpo e nell'anima quella elevazione misteriosa che guarisce, che placa, che salva, che dà la certezza di un destino umano che va oltre il disfacimento corporeo e l'angoscia mortale dello spirito.
Non servono parole. La storia dei popoli attesta la tragedia non mai placabile della vita umana sulla terra, ma attesta pure la vita e la verità che al di sopra di questa tragedia ogni età ed ogni generazione hanno attinto dal Cristo-Dio vivo e vero nel mistero eucaristico.
Il fatto che questa sovrumana realtà sia rinnegata o, peggio, sbiadita o fraintesa, nulla toghe alla condizione di perenne ri¬cerca e di perenne bisogno di tale realtà; ricerca e bisogno insiti nella vita collettiva come in quella di ciascun uomo, necessitate, l'una e l'altra, a rimanere in Cristo come tralci nella vite. « Senza di me, nulla potete fare ». 
Colui « cui tutti i tempi son presenti », si cala nei giorni a scrivere in interiore homine e nella vita dei popoli una storia che non fa rumore, che non pronuncia parole se non quelle immutabili ed eterne del Vangelo, che non attende beni terreni perché attinge al sommo bene ch'è lui stesso: Cristo.
E ciò nel pieno rispetto del libero volere dell'uomo, che egli, il Cristo, non opera se non per mezzo di coloro che hanno Uberamente aderito alla sua chiamata; non penetra se non nelle anime che vogliono riceverlo in sé. Così, gradatim, egli si fa il lievito del mondo. Gradatim lo apre al mistero del Sacrificio del suo Corpo e del suo Sangue.
Quale forza c'è nel mondo più grande di questo Dio che si sacrifica e si dona, quale verità più alta e più vitale di questo inserimento dell'uomo in Dio, quale dignità più regale di questa, cui è sollevato colui per il quale nessuna miseria materiale o morale può ostacolare il contatto della sua vita con la persona del Cristo, se al Cristo egli voglia giungere nel pentimento della colpa e nell'ardore della fede? Cristo-Dio sa i momenti cruciali dell'odio, della cupidigia, dell'orgoglio che afferrano l'uo¬mo e le nazioni. Si scatenano per cause occasionali ma sono estratti, nella loro causa prima, dalla macchia originale d'insubordinazione a Dio e ci lasciano, tutti, sospesi sulle stragi e sulle distruzioni, sul dolore e sul sangue, — muta la ragione e muto il cuore — dentro la desolazione del male e della morte. In questi momenti, soprattutto, Cristo-Dio è invocato, cercato, scoperto « con la pupilla della fede » sugli altari dove rinnova il sacrificio del suo Corpo e del suo Sangue.
Cristo-Dio che conosce nel suo cuore divino le esigenze più profonde dell'uomo, sa che tutto quanto ferve e vive nell'anima umana si fa più aderente all'uomo, si radica e agisce maggiormente in lui come forza vitale, quando da verità captata con la mente s'incorpora nella sua umanità, diventa esperienza viva, vera, reale del suo esser uomo. Per questo « quelle formule d'amore lanciate da Gesù in tutte le direzioni, a tutte le altezze, verso tutte le profondità, saranno formule sterili se le labbra divine non avessero sigillato l'insegnamento eroico con le parole della Cena e della Croce: « Questo è il mio corpo, dato per voi, questo è il mio sangue che sarà sparso per molti » (G. Bevilacqua, L'uomo che conosce il soffrire. Ed. Studium Roma, pag. 89).
L'Eucarestia dunque sta, a suggello supremo impresso dal Cristo sulla Rivelazione. 
La Messa è l'atto umano e divino che si pone al di sopra delle frontiere, delle razze, delle classi, che si effettua per tutti e per ciascuno: « totius mundi salute ». Così, con la Messa e con l'Eucarestia Cristo costruisce ogni giorno, da duemila anni, una storia che sfugge ai trattati, ai documenti, alle relazioni, ma si muove e si afferma al di sopra di ogni frontiera e cambia la faccia del mondo.


Foto : Prima Messa di Don Stefano Carusi, Istituto del Buon Pastore, nella Chiesa di Nostra Signore di Interrios a Villanova - Sardegna -

sabato 6 luglio 2013

Osservatore Romano : lapsus o ignoranza ?

Postiamo  la notizia/commento di una  cara Amica a cui - per il bene della Chiesa - auguriamo di essere presto nominata  Officiale della Congregazione per la dottrina della fede (CDF) ( Congregatio pro doctrina fidei). Almeno a lei non sfuggirebbe nulla ...

" NON HO PAROLE...... questo non è un lapsus ma vera ignoranza !
L' Osservatore Romano non solo non rilegge i testi che pubblica, ma se lo fa si dimostra davvero ignorante....

Articolo su l'enciclica Lumen Fidei sul giornale di stamani 6.7.2013

LE TRE VIRTU' TEOLOGALI, Fede Speranza e Carità sono diventate le tre virtù CARDINALI, che poi in verità, quelle cardinali sono 4 ^__^ ... ergo, come si fa a commettere uno sbaglio così profondo se non per ignoranza?

Poichè il giornale cambierà pagina stasera,  metto qui l'articolo a seguire.
il passo è questo:

" L'ordine inverso fa riferimento, invece, alla trilogia che dalla Deus Caritas est passando per la Spe salvi, fino ad arrivare alla recentissima Lumen fidei accompagna il cristiano a riscoprire le tre virtù cardinali, obiettivo e strumento del cammino: fides, spes e ratio, fede, speranza e carità. ..."

P.S. Le quattro virtù cardinali sono: 1.Prudenza; 2 Giustizia; 3 Fortezza; 4 Temperanza.
Le tre virtù teologali sono: 1.Fede; 2 Speranza; 3. Carità

La presentazione dell'enciclica
Molto di Benedetto XVI
Tutto di Papa Francesco
di Silvia Guidi


La domanda meno prevedibile è stata: "Perché l'ordine è inverso?". 
Il giornalista del "The Wall Street Journal", presente all'incontro di presentazione della Lumen fidei che si è svolto presso la Sala Stampa della Santa sede il 5 luglio, non si è soffermato sulla questione dell'attribuzione - dove finisce la stesura di Benedetto XVI e dove inizia il testo scritto da Papa Francesco nella prima enciclica della storia scritta a quattro mani - un dibattito che, comprensibilmente, ha quasi monopolizzato lo spazio domande a fine incontro.

L'ordine inverso fa riferimento, invece, alla trilogia che dalla Deus Caritas est passando per la Spe salvi, fino ad arrivare alla recentissima Lumen fidei accompagna il cristiano a riscoprire le tre virtù cardinali, obiettivo e strumento del cammino: fides, spes e ratio, fede, speranza e carità.
Nell'ordine fissato dalla tradizione, la fede viene per prima, la carità per ultima; evidentemente c'è un preciso messaggio in questa scelta, ha concluso il giornalista del quotidiano economico americano.
L'arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova evangelizzazione, che ha presentato l'enciclica insieme al cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione dei vescovi, e al prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, Gerhard Ludwig Müller, ha risposto dicendo che il "primato dell'amore" origine e fondamento di tutto ha una solida base scritturale: nella prima lettera di Giovanni si parla esplicitamente della natura di Dio come àgape.
"La speranza - ha continuato il cardinale Marc Ouellet - è il fidarsi di Dio sempre, anche nella prova, certi che non c'è delusione per chi si affida al Signore, mentre la fede potremmo definirla come il momento dell'accoglienza, dell'adesione all'amore". La carità invece è un movimento, è la fede che diventa azione, deriva "dallo "sposare" il movimento stesso dell'amore".

Alla domanda esplicita su quali siano le parti da attribuire a Benedetto XVI e quali a Papa Bergoglio, sia Müller che Ouellet hanno inizialmente risposto con una battuta: "non è un patchwork" e "quando l'hanno scritta non c'ero!".
Non serve a molto sezionare e disarticolare questo testo ha poi aggiunto Ouellet: "nell'enciclica c'è molto di Benedetto XVI e c'è tutto di Francesco, perché ha assunto il testo nel suo ruolo di testimone della fede. 
Non dobbiamo cercare la frase dell'uno o dell'altro". "È un testo unico, unitario", ha ribadito Müller. 
"Il credente non è arrogante; al contrario, la verità lo fa umile, sapendo che, più che possederla noi, è essa che ci abbraccia e ci possiede" si legge nell'enciclica. "Che significa, in concreto, nella vita di tutti i giorni, che il cristiano non deve essere arrogante?" ha chiesto Giuseppe Rusconi, del "Corriere del Ticino".
"Una verità comune - sottolinea il testo della Lumen fidei - ci fa paura, perchè la identifichiamo con l'imposizione intransigente dei totalitarismi. Se però la verità è la verità dell'amore, se è la verità che si schiude nell'incontro personale con l'Altro e con gli altri, allora resta liberata dalla chiusura nel singolo e può fare parte del bene comune la fede".
"La verità non può mai offendere nessuno - ha risposto Rino Fisichella, citando Giovanni Paolo II - dobbiamo sempre essere pronti a rendere della ragione della speranza che è in noi, come si legge nella prima lettera di Pietro; è l'estremizzazione della verità che rende arroganti e fondamentalisti".
"La voce profetica, di critica e di denuncia - ha continuato Müller - deve essere sempre libera di alzarsi", "ma la verità è una ricerca compiuta insieme è una grazia donata la certezza - ha concluso Ouellet - donata per essere condivisa. Serve audacia, comunque nel denunciare i mali che ci sono. E nel servire". Più volte, durante l'incontro è stata ricordata la figura di Romano Guardini "uno dei più grandi teologi del Novecento", molto amato sia da Benedetto XVI che da Papa Francesco, e si è parlato della prosa limpida e scorrevole dell'enciclica: "intimorisce di meno parlare di eternità e "per sempre" se si usa l'espressione "dono dell'avvenire tutto intero"".

(L'Osservatore Romano 6 luglio 2013)

Tutto sommato ho potuto così esercitare tutte e tre le virtù: 
1. la speranza che si ravvedano su questi errori; 
2. la carità che mi spinge a perdonare loro questa leggerezza catechetica; 
3 la fede che anche con questi errori non affosseranno la dottrina ( commento della mia Amica)"

venerdì 5 luglio 2013

Santa Maria Goretti

"La virtù richiede forza, ché, se non arriva al grado eroico di questa fanciulla, non di meno richiede un'attenzione diuturna, diligente da non tralasciarsi mai fino alla fine della vita. Perciò piò chiamarsi quasi un lento e continuato martirio, a consumare il quale ci ammonisce la divina parola di Gesù Cristo: "Il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono" (Matteo 11,12).

A questo, dunque, tendiamo tutti, sostenuti dalla celeste grazia: a questo ci inviti la santa vergine e martire Maria Goretti. Dal cielo, dove gode una beatitudine eterna, ottenga dal divin redentore con le sue preghiere che tutti noi, secondo la nostra condizione, seguiamo il suo luminoso esempio con volontà forte e la condotta coerente.

Mio Signore, Tu che hai accolto l'innocenza e la purezza che ti ha donato la giovane Maria Goretti mediante la grazia del martirio; ti preghiamo: donaci per sua intercessione il coraggio di rispettare i tuoi comandamenti come questa ragazza che ha difeso la sua verginità fino alla morte".


Ven. Pio XII, dall'omelia per la canonizzazione di S. Maria Goretti, 24 giugno 1950.

giovedì 4 luglio 2013

Il supereroe e la “conducta escandalosa”

Conducta escandalosa” : le due parole che ho letto in due  articoli mozzafiato di Sandro Magister QUI e di Antonio Margheriti Mastino QUI che mi hanno rovinato la splendida giornata di sole di ieri 3 luglio !
Chi, una volta ha raggiunto, faticosamente,  un traguardo, piccolo o grande, nella vita sociale o ecclesiale, non teme che qualcuno gli faccia notare un indelebile alone, che neppure la candeggina riesce a sbiancare, sussurratamente riassunto in due paroline : “conducta escandalosa”che continuano con “la pregunta que queda” ( il dubbio che rimane ) .
Il dubbio che si conficcherà per sempre nella ( tua ) mente ! Sarà vero o falso ?

Passato un primo momento, diurno e notturno, di smarrimento, perchè sinceramente non mi aspettavo che Papa Francesco, di cui ammiro anche le indiscusse capacità mediatiche da Monarca assoluto qual'è , avesse potuto commettere un così clamoroso errore;  sono “incappato” in una frase del permanente Servo di Dio Papa Pio XII ( il povero Papa Pacelli che non riesce a far carriera nonostante alcuni miracoli ...) . 
Dice Pio XII “Il più grande peccato del mondo è che l’uomo ha perso il senso del peccato”.
E il Beato Giovanni Paolo II ( il Papa “in carriera”…) aggiunge che “Questo senso del peccato ha la sua radice nella coscienza morale dell’uomo e ne è come il termometro”.
Il cristiano ha il dono di partecipare alla Grazia di Dio mediante il Battesimo e l’appartenenza alla Chiesa Cattolica tanto che nella Notte in cui risplende della Luce del Risorto “ canta “o felix culpa” !
La Chiesa, che trae tutta la sua forza e felicità dalla Risurrezione di Cristo, è la casta prostituta, è diversa dal mondo “laico e senza-Dio” che impone una propria fredda ed inattaccabile morale fondata sul libro della legge ( d' ispirazione puritana-massonica) che riesce persino a schiavizzare l’uomo schiavo riducendolo al ridicolo, come alcuni recenti “ scandali” di personaggi pubblici ci hanno insegnato ( penso al Presidente USA Clintonnella questione sexgate o al Dott. Strauss-Kahn arrestato  per presunta violenza nei confronti di un’accondiscendente compagna occasionale).
Nella crescente “contaminatio” Chiesa-società laica  il concetto di grazia e di giustificazione viene castrato nella sua virile potenza !
Nell’attuale concezione ecclesiale il Dott. Agostino, filosofo e teologo, sarebbe mai potuto essere eletto Vescovo d’Ippona ?

Non voglio con questo scritto giustificare in toto gli scivoloni dei chierici  alcuni dei quali, mentre si trovavano in calde temperature, subiscono un imprevisto risveglio ormoni ( di cui ignoravano l'esistenza ) ma vorrei ribadire che la natura della Chiesa Cattolica è quella di riportare tutte le anime al quieto pascolo del buon Pastore, dopo opportuno pentimento e penitenza,   facendo a meno dei perbenismi del mondo laico ed ateo.
La Chiesa Cattolica non può scimmiottare la “morale” laico-protestante-puritana-massonica così preponderatamente presente nel mondo occidentale !
I Cattolici non possono sentirsi  psicologicamente inferiori e succubi a quel tipo di  morale "laicamente atea”  imposta dai potentati mondialisti !
Non dimentichiamo quanto Nostro Signore ha detto alla peccatrice : " Neppure io ti condanno, va e non peccare più".
Chi possiede la pienezza della Verità e della Grazia può perdonare colui che, a causa della debolezza umana, può aver peccato.


Altra cosa sono gli opportunismi o le " difese d'ufficio" così stranamente frequenti nelle pagine dei giornali laici italiani e stranieri nei confronti di questo Papa.
Irrisione e commiserazione nei confronti di quegli incauti giornalisti che avevano dipinto nei giornali Mons. Ricca come “l’incorruttibile”, ilmoralizzatore al di sopra di ogni sospetto” e “l’uomo di fiducia del papa” ed altre amenità simili senza porsi minimamente la domanda perché un Prelato della Segreteria di Stato, lanciato alla carriera diplomatica, potesse esser finito a Roma a fare l’ “albergatore” dopo essere inciampato “in due paroline che i nunzi latinoamericani hanno svelato a Francesco: “CONDUCTA ESCANDALOSA” quando era nunzio a due passi dalla Buenos Aires del cardinale Bergoglio”.

Domanda finale.
Perché i giornali , Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa  hanno ignorato questo recente “scandalo” vaticano ? 
Chi ha loro impedito di occuparsene ?

Andrea Carradori

lunedì 1 luglio 2013

SPIRITUALITA' E ARTE


DOMENICA 30 GIUGNO 2013
TOLENTINO : CHIUSURA DELLA FESTA PARROCCHIALE DEL SANTISSIMO CROCIFISSO
- PROCESSIONE CON IL CROCIFISSO
- SANTA MESSA CANTATA DEL PARROCO DON ANDREA LEONESI NELL'ANTICO RITO DELLA CHIESA ( CHIESA DEI SACCONI)ACCOMPAGNATA DAL CORO NUOVARMONIA DI PORTO SAN GIORGIO DIRETTO DAL MAESTRO ALESSANDRO BUFFONE.
- CONCERTO NEL RICORDO DI ROBERTO MASSI GENTILONI SILVERJ DEL VIOLONCELLISTA FILIPPO BOLDRINI, 10 ANNI
- HA ACCOMPAGNATO IL CORO NUOVARMONIA DI PORTO SAN GIORGIO - L'ORGANISTA E VIOLINISTA RICCARDO RICCI DI 13 ANNI.
PARTECIPAZIONE DI ALCUNE CONFRATERNITE LOCALI. 
LAUS DEO ET MARIA 

Foto del Confratello Bruno Fianchini ©