sabato 16 febbraio 2019

Appello: non mi fate rinnegare la mia militanza tradizionale liturgica

Appello: non mi fate rinnegare la mia militanza tradizionale liturgica

Per qualche tradizionalista, dilettante liturgista, la riscoperta della liturgia tradizionale coinciderebbe con dei dickat del NON fare:

- NON si può fare questo
- NON si può fare quello
- il menù del perfetto liturgista tradizionalista dice di NON fare questo
- il decalogo del perfetto liturgista ordina che queste cose NON si possono fare
ecc. ecc.
Evitate questo tipo di castrazioni mentali in TUTTO l'ambito liturgico ( sia tradizionale che progressista).
Posso comprendere ora PERCHE' appena passato il Concilio Vaticano II  dopo le inaccettabili sopraffazioni dei progressisti che stavano creando un nuovo tipo di liturgia  imposta con il solito metodo integralista e autoritario del passato,

lunedì 11 febbraio 2019

Fiesta del Mártir San José Sánchez del Río: México tierra de Mártires

Italia, Tolentino (Región Marche) 
Iglesia del Sagrado Corazón de Jesús 
Domingo 10 de febrero de 2019 
Misa en latín rito antiguo (Quinto domingo después de la Epifanía) celebrada por el párroco Don Ariel Valentín Veloz Méndez (República Dominicana) , bendición con la reliquia del  joven mártir, 
oración por los jóvenes frente a la imagen del santo, bendición de los niños (el vice párroco Don Honesto) con la Reliquia del Santo. 
Proyección de la película CRISTIADA.


mercoledì 6 febbraio 2019

10 febbraio festa di San José Sánchez del Río: "ci vedremo in cielo. Viva Cristo Re e la Vergine di Guadalupe!”


Tolentino, Chiesa del Sacro Cuore: Festa di San José Sánchez del Río, Martire adolescente della Fede, Patrono del GMG di Panama 2019
Domenica 10 febbraio 2019 ore 17:00 Santa Messa nel rito tradizionale (Summorum Pontificum) v. QUI

San José Sánchez del Río, 
il piccolo ucciso che morì dicendo: 
Viva Cristo Re e la Vergine di Guadalupe!

Vittima delle persecuzioni religiose di uno dei più radicali governi anticlericali della storia del Messico e testimone di selvaggi omicidi durante la guerra ‘cristera’, Jose Luis Sanchez del Rio fu arrestato dal suo padrino nella stessa chiesa in cui fu battezzato, poi brutalmente torturato e martirizzato nel cimitero della sua città natale per la sua coraggiosa difesa della Chiesa Cattolica. 
Aveva solo 14 anni. 
Prima di morire, i suoi carnefici gli chiesero: “Cosa manda a dire a suo padre?”. Lui rispose: “Che ci vedremo in cielo. Viva Cristo Re e la Vergine di Guadalupe!”. 

Domenica 16 ottobre 2016 è stato proclamato Santo da Papa Francesco in piazza San Pietro!

Martire a 14 anni. 
Potremmo riassumere così la vita di José Luis Sánchez del Río, che è stato canonizzato il 16 ottobre 2016.
Peraltro questo giovane martire messicano era originario di Sahuayo, nel Michoacán, il suo stesso paese natale.

L’Agenzia ZENIT ha intervistato padre Luis Manuel Laureán LC, compaesano del beato, il quale ci racconta come proprio il ricordo e l’esempio di ‘Joselito’ hanno confermato la sua vocazione sacerdotale. Di seguito l’intervista ( realizzata prima della canonizzazione del  Martire N.d.R.).

Come ha accolto quindi questa notizia?

Con enorme gioia. Appena appresa la notizia, l’ho rilanciata. E subito, nella mia città, hanno suonato le campane, si è svolta una processione e una solenne celebrazione di ringraziamento, e ci sono stati i “fuochi d’artificio” in segno di festa e di allegria…

Sicuramente le saranno tornati alla mente anche tanti ricordi…

Tutti da bambini nel mio paese abbiamo ascoltato la storia di José Sánchez del Río e l’abbiamo imparata a memoria. Tante volte abbiamo visitato anche il Battistero della nostra parrocchia che fu la sua prigione e il fonte battesimale dove fu battezzato, come tutti noi. 
Ho ricordato la casa del mio vicino, Rafael Gil “el Zamorano”, i giochi da ragazzo con suo figlio, della stessa mia età, i cavalli e le mucche da latte. 
Ma ho ricordato anche le armi che ho visto sul tavolo del “Zamorano”, non sapendo poi che il padre del mio amico aveva partecipato come gendarme al martirio di Joselito. Tantomeno immaginavo che fosse stato proprio lui a

giovedì 31 gennaio 2019

San Giovanni Bosco e i Valdesi: "D. Bosco aveva incominciato a darsi con grande sollecitudine all'opera di convertire gli eretici"


Don Bosco e i valdesi

Memorie biografiche di Don Giovanni Bosco”, Vol IV, ed. 1904 - Capo XXX. Apostasie - Predica sulla Verginità di Maria SS. - Zelo e carità di D. Bosco per gli ingannati dagli eretici - Dispute coi partigiani de' Valdesi e co' loro ministri - Un perfido sermone; l'aquila e la volpe - Costruzioni de' Valdesi intorno al loro tempio.

I VALDESI continuavano colla parola e colla stampa a spargere i loro errori nel popolo, regalando 80 lire a chi si faceva ascrivere alla loro comunità. 
Alcuni dei giovani degli Oratorii festivi, che avevano dati gravi dispiaceri a D. Bosco, e in certe questioni avevano parteggiato contro di lui, si erano lasciati tirare all'apostasia, accettando quella vile moneta. 
Ne venne quindi per conseguenza che il loro astio cercava di sfogarsi contro gli antichi loro compagni, dai quali la coscienza avvertivali che da qui innanzi sarebbero tenuti in concetto di rinnegati. 
Una sera Tomatis rincasava verso le 9 ore. 
Passando vicino alla chiesa della Consolata, scendeva verso l'Oratorio, quando si accorge che due individui lo inseguono. 
Impaurito affretta il passo, ed essi pure. 
Si mette alla corsa e può entrare nel cortile e chiudere la porta in tempo, perchè se avesse ritardato un istante lo avrebbero raggiunto. 
Egli si recò subito a narrare il fatto [347] a D. Bosco, il quale dispose per alcune precauzioni che tutelassero la sicurezza della comunità.
D. Bosco, ci scrisse Giuseppe Brosio, soffriva molto per queste defezioni e tradimenti. 
Una domenica predicava in Valdocco contro gli errori dei protestanti e con affocate parole si lamentava di quei giovani, che si lasciavano ingannare dai corifei dell'empietà, e smascherava le arti ingannevoli delle quali costoro servivansi

martedì 29 gennaio 2019

Voltaire e il cortocircuito dell’illuminismo oscurantista


Durante la Rivoluzione Francese furono persino organizzate delle pubbliche cerimonie in cui portarono il busto del filosofo Voltaire in processione. 

Il vero volto del filosofo, considerato il padre del pensiero moderno, viene  ancora nascosto da una certa letteratura storica e filosofica filo-illuminista.
Leggiamo perchè. 

Voltaire e il cortocircuito dell’illuminismo oscurantista 

Il Voltaire che non ti aspetti: razzista e antisemita,  
di Giorgio Enrico Cavallo


Premesso che non è saggio guardare alla storia con i paradigmi del presente, è comunque interessante osservare che Voltaire, il grande apostolo dei tempi moderni, non fu esattamente quel sant’uomo che si può immaginare. 
Di più. 
Nella nostra epoca, il “peccato mortale” condannato da tutti è il razzismo. 
Ebbene, il padre del pensiero moderno non soltanto era “razzista”, ma era anche un azionista delle navi negriere attraverso la Compagnia delle Indie (1).
Nel Trattato di metafisica, Voltaire aveva scritto che i negri

mercoledì 23 gennaio 2019

"Non basta la volontà ecumenica, il suo slancio, il suo ardore; occorre l'intelligenza e la misura" Card.Giuseppe Siri.


"Sentiamo il dovere di dire che un bilancio sull'ecumenismo deve essere fatto anche se non abbiamo la presunzione di farlo qui. 
Solo i bilanci sono in grado di dire se metodi e strumenti assunti hanno dato i frutti desiderati. […] 
È il caso di chiedersi ora se sia

domenica 20 gennaio 2019

Cristiani "rivolti al Signore" NON struzzi con la testa sotto la sabbia

Dedichiamo il post di questa domenica all'ennesima strage di ben 117 morti  al largo della Libia di tanti nostri fratelli e sorelle immigrati. 
"Il naufragio è la dimostrazione che se riapri i porti ritornano i morti. Cuori aperti per chi scappa dalla guerra ma porti chiusi per Ong e trafficanti" ha giustamente commentato il vice premier Matteo Salvini.
Preghiamo per le vittime in mare di ieri 19 gennaio e per i loro parenti ed amici che sono immersi nel dolore. 
Preghiamo anche perchè gli  aguzzini-schiavisti che lucrano sulla pelle degli esseri umani e i loro criminali complici  possano pentirsi ed emandare con la penitenza il loro orrendo peccato.
Noi, cristiani "a ciascuno - dei quali - è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza; a uno, nello stesso Spirito" (Cor 12,4-11 la seconda lettura della Messa di oggi) NON dobbiamo fare  come gli struzzi che, per istinto, mettono la  testa sotto terra. 
Prendiamo le sagge  parole che il Prof.Massimo Viglione ha affidato ad un social.


Un'altra tragedia del mare.

Il problema è che tutti fingono di non capire chi siano i veri assassini.