mercoledì 4 marzo 2015

E' davvero finita ?

Abbiamo trovato un blog :
-interessante ed apprezzabile perchè l'Autore è un Sacerdote;
-interessante e condivisibile perchè ogni parola riflette l'immenso amore che l'Autore ha per la Santa Madre Chiesa;
-interessante e santificante perchè dopo averlo letto si rafforza il santo desiderio di aumentare il nostro dosaggio di preghiera per la Chiesa, il Papa ed i Consacrati.
Il blog si chiama : LA SCURE.
Buona lettura e buona, conseguente, preghiera.
Andrea Carradori
È davvero finita?


Ci piacerebbe sapere di che cosa san Paolo aveva parlato a viva voce con i cristiani di Tessalonica per poter comprendere meglio le velate allusioni contenute nella seconda lettera loro indirizzata (cf. 2 Ts 2, 5-7). 
Ad ogni modo, i testi profetici, anche se inizialmente oscuri, svelano il loro significato quando le vicende da essi evocate sono in corso di realizzazione. 
Lo stato attuale del mondo e della Chiesa sembra autorizzare un tentativo di spiegazione che, per quanto si voglia prudente, poggia sull’osservazione diretta dei fatti e sulla loro inquietante concatenazione. 
Per favore, non ci si accusi subito di catastrofismo, perché la realtà supera abbondantemente la percezione che, nonostante le straordinarie risorse mediatiche della nostra epoca, possiamo averne come singoli e come gruppi.

L’Apostolo delle genti, in relazione alla manifestazione gloriosa del Signore alla fine dei tempi, profetizza il pieno dispiegamento del mysterium iniquitatis mediante il consumarsi dell’apostasia e l’avvento di un uomo del peccato, il figlio della perdizione (cf. ibid., vv. 3. 7). 
Alla sua epoca, però, era ancora presto e bisognava attendere: c’era infatti qualcosa, ben noto ai suoi fedeli, che tratteneva (tò katéchon, v. 6) la manifestazione dell’empio e del suo potere. 
Subito dopo egli accenna invece a qualcuno (ho katéchōn, v. 7) che trattiene il compimento dell’iniquo mistero e che deve essere tolto di mezzo perché esso trionfi momentaneamente prima della sua definitiva sconfitta.

Che cosa ci insegna la storia recente? 
Fino a cinquant’anni fa, la Chiesa Cattolica si è efficacemente opposta all’opera delle tenebre con la sua dottrina, la sua liturgia e le sue istituzioni. 
Era questa la realtà che tratteneva (tò katéchon) come un baluardo gli assalti del male e impediva ai suoi agenti di operare in modo troppo spavaldo e violento, a meno di rivoluzioni sanguinarie, ma limitate nel tempo e nello spazio. 
Poi la Chiesa (o meglio una parte di essa, inizialmente minoritaria, ma molto agguerrita e influente) ha deciso di sospendere bruscamente la provvidenziale funzione che Dio le aveva assegnato nella storia e si è “aperta al mondo”, mettendosi a “dialogare” ad oltranza con chiunque (compresi quanti volevano distruggerla…).

Come risultato, fenomeni fino allora esclusivi di una ristretta cerchia sociale e culturale hanno dilagato fino a sommergere di fango la società occidentale e la Chiesa stessa: aberrazioni ideologiche, immoralità disgustose, rivendicazioni puerili, ingiustizie accecanti, misfatti disumani sono diventati normalità. Ma qualcuno (ho katéchōn) continuava pur sempre ad opporsi… 
Lo avevano ingiuriato, diffamato, persino citato in giudizio per crimini contro l’umanità (sentite da che pulpito…): niente, egli continuava imperterrito – con la limpidezza imperturbabile degli uomini di Dio, preoccupati unicamente di rammentare la verità per il bene altrui, senza temere per sé – ad arginare lo straripamento dell’iniquità, se non altro nelle coscienze dei buoni.

Ma, secondo la profezia, egli doveva esser tolto di mezzo. 
Che importa che ciò sia avvenuto per opera di (falsi) uomini di Chiesa che lo circondavano, erano anzi fra i suoi più stretti collaboratori? 
Di fatto doveva succedere – ed è successo. 
A questo punto, la confusione più completa ha invaso il Popolo di Dio: l’uomo iniquo, appoggiato dai suoi compari, ha occupato il suo posto con la frode; gli apostati, sentendosi ormai sicuri, hanno gettato la maschera e attaccato apertamente la dottrina; i fautori mondani del progresso si sono scatenati all’assalto delle legislazioni nazionali per imporre sistematicamente il loro nuovo “ordine” satanico, che capovolge dalle radici quello naturale. Sembra incredibile l’accelerazione di certi sviluppi in soli due anni…

Di fronte al quotidiano susseguirsi di evidenze incontrovertibili, negli ultimi mesi chi scrive si è più volte lasciato andare, con un sentimento tra l’incredulo e l’angosciato, all’espressione: «È finita…». 
Per chi ha fede, certo, non potrà mai “essere finita”; se tutto questo, anzi, è stato predetto, vuol dire che fa parte di un piano divino per il trionfo del bene, al quale non parteciperà se non chi sarà stato passato al vaglio e, con l’aiuto della grazia, si sarà mantenuto fedele. 
Ciò che sta finendo è ciò che comunque doveva finire: un sistema che prosperava su una fede più apparente che reale, su un surrogato di fede che, servendo a scopi puramente temporali, faceva comodo a chi governa come a chi è governato: quanti vantaggi terreni, in fondo, si possono ricavare da un po’ di realistica devozione a prezzi ribassati!

L’attuale apostasia non è altro che il frutto maturo (o meglio marcio) di questo atteggiamento: una religiosità apparente che va a braccetto con il mondo e ne riceve mille favori e privilegi. 
Ciò che sta cambiando a ritmi vertiginosi è in realtà una subdola riedizione – ma in una forma mille volte più radicale – di un sistema ormai superato nella sua vecchia veste, ma sempre efficace nella sostanza: si ribadisce la dottrina sul piano teorico, ma per ragioni “pastorali” si persegue al contempo una prassi del tutto divergente che la ignora completamente e instilla nei fedeli convinzioni ad essa contrarie, che a poco a poco informano la loro coscienza e il loro agire morale. 
Poco importa se questa discrasia è arrivata a un livello tale da rimettere di fatto in discussione la dottrina stessa, della quale ci si affanna paradossalmente ad escludere qualsiasi modifica: excusatio non petita…

La morale cattolica, nella Chiesa, è ormai defunta. 
Dalle sue ceneri è risorto uno strano moralismo utopistico, velleitario, antropocentrico, mondano, totalmente chiuso alla trascendenza e ignaro della grazia santificante nonché della vocazione eterna dell’uomo (di che cosa?!?)… un moralismo assolutamente inefficace, ma perfettamente funzionale al mondialismo imperante, che spersonalizza l’essere umano e lo riduce a merce. 
Non serve a nulla ribadire che un bambino ha bisogno di un papà e di una mamma, né stigmatizzare a parole la tratta di persone, dopo aver abbracciato con calore ed entusiasmo un amministratore che intende incrementarla autorizzando la mercificazione delle donne nella capitale e ha istituito un registro per le “unioni” tra persone del medesimo sesso… 
L’informazione è oggi alla portata di chiunque: basta fare due più due per rimanere allibiti di fronte a tale stupefacente ipocrisia. 
Ma sulla cosiddetta opinione pubblica certi gesti hanno l’effetto istantaneo di provocare un vero e proprio black out del cervello, oltre a quello di annullare in modo completo, definitivo e inappellabile qualsiasi dichiarazione verbale passata, presente o futura.

Lo scatenamento del male, benedetto nei fatti anche dalla “nuova religione”, ha d’altronde una funzione positiva: mostra inequivocabilmente la bruttezza del peccato e dei suoi effetti; svela l’orrendo volto di chi ne è all’origine sul piano preternaturale; impone alla coscienza la gravità delle responsabilità umane – almeno a quella di chi accetta di vedere la realtà così com’è ed è pronto a prendere posizione rispetto a ciò che vede. 
Chi potrà dire tutto questo per smascherare il diabolico inganno? «Se tu in questo momento taci, aiuto e liberazione sorgeranno per i Giudei da un altro luogo» (Est 4,14). 
Le parole rivolte alla regina Ester in un momento di minaccia esiziale per la sua gente si rivelano sorprendentemente attuali: quando chi dovrebbe parlare e agire per salvare il suo Popolo si astiene dal farlo, Dio fa sorgere qualcun altro da dove meno ce lo si aspetterebbe.

Si può storcere il naso davanti ad un ex-agente del K.G.B. che, diventato un mezzo dittatore, non va tanto per il sottile quando vuole ottenere qualcosa: di fatto è l’unico capo di Stato che, senza la minima remora, ha attaccato frontalmente l’omosessualismo ovunque imposto, con i ricatti e col denaro, da superpotenze e organismi internazionali, difendendone efficacemente il suo popolo. 
Si potrà certo discutere sui metodi, ma è l’unico che si stia opponendo all’avanzata della massoneria euro-americana nell’Europa orientale. Di tutto si potranno accusare i Russi, fuorché di essere ipocriti: quando vogliono dire qualcosa, non hanno peli sulla lingua e se ne infischiano della diplomazia… indizio di carattere forte e di attributi virili. 
Non per niente, nella loro storia, hanno respinto i Mongoli, Napoleone e Hitler, sono sopravvissuti a Lenin e Stalin – il che è tutto dire.

La Madonna non ha forse chiesto di consacrarle proprio la Russia? Come sempre, vedeva lontano. 
Secondo il messaggio affidato ai tre pastorelli di Fatima, la sua conversione avrebbe portato pace al mondo intero. 
Forse non soltanto la conversione dal comunismo (nel quale pochi, in fin dei conti, possono aver veramente creduto, nei Paesi del socialismo reale), ma anche – ciò che, fra l’altro, permetterebbe di rendere finalmente giustizia ai greco-cattolici ucraini – il suo ritorno all’unità cattolica dell’unica Chiesa di Cristo. 
Ma sotto quale capo visibile, dato che al momento non ce n’è uno valido, in senso canonico e teologico? 
Preghiamo perché la Madre di Dio, già vincitrice a Lepanto, Vienna e Mosca, ce ne doni uno che non sia inflitto o tollerato da suo Figlio, bensì donato.

martedì 3 marzo 2015

Anniversario di un Martire :“Io non ho paura. Voglio vivere per Cristo e posso morire per Lui”

Il testamento spirituale di Shahbaz Bhatti, cristiano pakistano, ministro per le minoranze del governo di Islamabad, assassinato il 2 marzo 2011.
Fonte : Aleteia
Il mio nome è Shahbaz Bhatti. Sono il direttore dell’Alleanza di tutte le Minoranze in Pakistan (APMA, “All Pakistan Minorities Alliance”), un’organizzazione rappresentativa delle comunità emarginate e delle minoranze religiose del Pakistan, che opera in sostegno dei bisognosi, dei poveri, dei perseguitati, degli oppressi, soprattutto dei cristiani e delle altre minoranze religiose del Pakistan. 
Sono nato in una famiglia cattolica. Mio padre, insegnante in pensione e ora presidente del consiglio parrocchiale, e mia madre, casalinga, mi hanno educato secondo i valori cristiani e gli insegnamenti della Bibbia, che hanno influenzato la mia infanzia. 
Fin da bambino ero solito andare in chiesa e trovare profonda ispirazione negli insegnamenti, nel sacrificio, e nella crocifissione di Gesù. 
Fu l’amore di Gesù che mi indusse a offrire i miei servizi alla Chiesa. 
Divenni chierichetto e assistetti i parroci locali nella messa, il che mi diede l’opportunità non solo di visitare con loro diversi villaggi, ma anche di conoscere in prima persona i problemi della congregazione e della Chiesa in Pakistan.


Le spaventose condizioni in cui versavano i cristiani del Pakistan mi sconvolsero. 
Ricordo un venerdì di Pasqua quando avevo solo tredici anni: ascoltai un sermone sul sacrificio di Gesù per la nostra redenzione e per la salvezza del mondo. 
Mi ritrovai così a riflettere sull’amore di Gesù per noi e pensai di corrispondere a quel suo amore donando amore ai nostri fratelli e sorelle. 
Ciò mi condusse ad essere testimone per la vita dell’amore e del sacrificio di Cristo, ponendomi al servizio dei cristiani, specialmente dei poveri, dei bisognosi e dei perseguitati che vivono in questo paese islamico.


Al fine di condividere in maniera tangibile e significativa la forza dell’amore di Cristo, insieme ad alcuni amici fondai un gruppo giovanile parrocchiale. 
Cominciammo a studiare la Bibbia e ad aiutare gli studenti indigenti a continuare i loro studi. Leggevamo la Bibbia, recitavamo il credo ed invitavamo anche altri studenti cristiani a unirsi al nostro gruppo di studio per acquisire maggiori conoscenze bibliche e trovare maggiore ispirazione. Poi mi iscrissi all’università, dove creai un’organizzazione cristiana con l’intento di riunire i giovani cristiani e di aiutare gli altri. Molti studenti cristiani all’università erano discriminati, venivano picchiati e torturati perché mal visti dalle organizzazioni estremiste islamiche che non li volevano all’università. Si sentivano molto isolati, ma noi li aiutammo. In quel tempo anch’io fui picchiato dagli islamici. Mi minacciarono di morte qualora avessi creato un ’organizzazione cristiana. 
Ma io risposi: «No, io non vi sto dando noia. Sto solo formando un ’associazione per le mie sorelle e i miei fratelli cristiani». 
Replicarono che non potevano permettermelo. 
Dopo quel giorno mi hanno torturato molte volte e hanno minacciato di uccidermi se avessi continuato nel mio intento.


Voglio condividere con voi la mia testimonianza: in un’occasione, dopo che fui picchiato, mi rivolsi a un professore, il quale rispose di non poter fare nulla. 
Ancora una volta organizzai un incontro di studenti cristiani all’università e ancora una volta venni picchiato. 
V’era una bacheca universitaria, dove ogni organizzazione affiggeva i propri avvisi. 
Così, il giorno successivo anch’io vi misi un mio annuncio: «Posso morire per il mio Gesù, ma non posso smettere di riunire le mie sorelle e i miei fratelli cristiani, specialmente gli studenti».


Questo mio messaggio richiamò molti altri studenti cristiani, che divennero membri della nostra organizzazione e ne sposarono le idee e le finalità, ossia di liberare i cristiani oppressi dalle catene della persecuzione, della discriminazione e del pregiudizio dominante nella maggioranza della società musulmana. 
Così unimmo i nostri sforzi in questa lotta: davamo lezioni gratuite agli studenti indigenti e regalavamo loro libri; tutto per incoraggiare gli studenti cristiani a proseguire gli studi scolastici ed universitari, in modo da divenire buoni cittadini del paese ed aiutare la loro stessa gente. […]


Io voglio servire Gesù
Mi sono state proposte alte cariche al governo e mi è stato richiesto di porre fine alla mia battaglia, ma io ho sempre rifiutato, persino a rischio della mia stessa vita. 
La mia risposta è sempre stata la stessa: «No, io voglio servire Gesù da uomo comune».
Sono appagato dalla mia devozione. 
Non voglio popolarità, non voglio posizioni di potere. 
Voglio solo un posto ai piedi di Gesù. 
Voglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per me e dicano che sto seguendo Gesù Cristo. 
Tale desiderio è così forte in me che mi considererei privilegiato qualora – in questa battaglia e in questo mio sforzo per aiutare i bisognosi, i poveri, i cristiani perseguitati del Pakistan – Gesù volesse accettare il sacrificio della mia vita. 
Voglio vivere per Cristo e per Lui voglio morire. 
Non provo alcuna paura in questo paese. 
Molte volte gli estremisti hanno desiderato uccidermi, imprigionarmi; mi hanno minacciato, perseguitato e hanno terrorizzato la mia famiglia. 
Gli estremisti, qualche anno fa, hanno persino chiesto ai miei genitori, a mia madre e mio padre, di dissuadermi dal continuare la mia missione in aiuto dei cristiani e dei bisognosi. 
Altrimenti mi avrebbero perso. Al contrario, mio padre mi ha sempre incoraggiato. Io dico che, finché avrò vita, fino al mio ultimo respiro, continuerò a servire Gesù e questa povera, sofferente umanità, i cristiani, i bisognosi, i poveri. 
Voglio dirvi che trovo molta ispirazione nella Sacra Bibbia e nella vita di Gesù Cristo. 
Più leggo il Nuovo ed il Vecchio Testamento, i versi della Sacra Bibbia e la parola del Signore e più si rinsaldano la mia forza e la mia determinazione. 
Quando rifletto sul fatto che Gesù Cristo ha sacrificato tutto, che nostro Signore ha mandato il suo stesso Figlio per la nostra redenzione salvezza, mi chiedo come possa io seguire questo cammino del Calvario. 
Nostro Signore disse: «Vieni da me, porta la tua croce, segui il cammino». 
I versi che più amo della Bibbia recitano: «Sono venuto da voi quando ero affamato, quando ero assetato, quando ero prigioniero». 
Così, quando vedo la gente povera e bisognosa, penso che sia Gesù sotto le loro sembianze a venirmi incontro. 
Per cui io cerco sempre d’essere d’aiuto, insieme ai miei colleghi, di portare assistenza ai bisognosi, agli affamati, agli assetati.

Tratto da Shahbaz Bhatti, Cristiani in Pakistan. Nelle prove la speranza, Marcianum Press, Venezia 2008 (pp. 39-43)
Originale QUI

lunedì 2 marzo 2015

Cantantibus Organis 2015-2016 a Roma, Abbazia di Santa Cecilia

Il corso annuale di Musica Sacra Cantantibus Organis che si terrà, come di consueto, presso l'Abbazia di Santa Cecilia a Roma.  
Informazioni fornite dal noto sito New Liturgical Movement.

«La scuola di musica "Cantantibus Organis" è stata fondata per offrire formazione “in celebrandi” in un ambiente monastico.
Il nostro obiettivo è quello di fornire un approfondimento professionale e formativo sul Canto Gregoriano a coloro che ricoprono posizioni di responsabilità didattiche e/o liturgiche : Cantori, Direttori di Coro e Organisti, in monasteri, parrocchie e altri luoghi di culto pubblico .
L’invito è valido soprattutto per coloro che considerano la Musica Liturgica come una parte importante della propria vita di musicista. 
L'approccio dunque è duplice:  unisce difatti la formazione musicale con gli studi spirituali e teologici.
Le sessioni generali, in lingua italiana, saranno concentrate tra venerdì e il lunedì pomeriggio.
Le altre sessioni individuali si svolgeranno in altri giorni durante la settimana.
Al termine degli studi verrà rilasciato un attestato di frequenza.
Il prossimo corso avrà inizio la prima Domenica di Avvento, 29 novembre 2015 per estendersi nel corso di tutto l’Anno Liturgico e concludersi nella Solennità di Cristo Re il 20 novembre 2016.
Chi volesse diventare perfezionarsi particolarmente come organista o come cantore è incoraggiato a rimanere per un secondo anno o più.
Le lezioni strumentali sono difatti disponibili per tutti i livelli, dal principiante a coloro che vantano studi avanzati.
Il corso di "Cantantibus Organis" ha avuto la fortuna di ottenere i servizi di figure di spicco nel mondo contemporaneo della musica e della liturgia
».


Per ulteriori informazioni, si prega di scrivere a suor Margaret Truaran OSB a: cantor@benedettinesantacecilia.it


QUI il programma ed altre informazioni,  scaricabile in pdf.

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venerdì 27 febbraio 2015

I cardinali si opporranno ai cardinali, i vescovi ai vescovi . Babilonia nella Chiesa

Il Prelato, allargando le braccia a modo di orazione, mi disse : " Bisogna pregare per il Papa : si trova in una situazione ancor più grave di Benedetto XVI !"
In effetti leggendo soprattutto questo articolo ( simile ad  altri  presenti in diverse testate e blog) si può notare come l'attuale Successore di Pietro, che per sua permeante natura deve essere ancorato al Vangelo e al Magistero, è divenuto oggetto di una  ribellione  che  esplicitamente si identifica nel Clero di quell'Europa del Nord che urleggia prepotentemente perchè si sente ( ed è) forte a causa della  posizione economica di cui gode ( quindi riesce a controllare le informazioni mass mediatiche naturalmente a discapito della Dottrina della Chiesa).
Un virus epidemico presente nella Chiesa da diversi lustri che si rilevò determinante nel condizionare i lavori del Concilio Vaticano II e tradendo la natura cattolicamente riformatrice che il Santo Pontefice Giovanni XXIII avrebbe voluto imprimere a quell'assise universale. 
"Le Rhin se jette dans le Tibre" è l'efficace slogan coniato in ambienti tradizionali che meglio riassume quanto è avvenuto durante il Concilio Vaticano II ad opera dell'alleanza nordica ( soprattutto franco-tedesca) .  
Ma i "nordici" non si sono fermati all'impronta data al Concilio perchè hanno moltiplicato, al pari dei frantumatissimi protestanti, il virus infettivo a dànno, in primis, delle loro stesse comunità ridotte al lumicino.
In tempo di scarsità dei risolutivi medicinali Papa San Giovanni Paolo II con il suo carisma personale concentrò l'ecclesìa sulla sua persona .
Ma fu solo una lunga pausa anestetizzante.
Papa Benedetto XVI tentò con il sano ragionamento teologico e filosofico di implantare il buon senso nella mente dei chierici ribelli al fine di  raddrizzare la rotta della Barca.
Ma fu solo un santo ( e debole) tentativo.
Ci fu poi il "Concilio di Milano" vistosamente portato alla ribalta dalla morte del Cardinale Carlo Maria Martini.
Scrivemmo : «Però solo ora ( dopo la rinuncia di Papa Benedetto XVI N.d.R.) mi sovviene quanto un alto prelato ( di impronta innovatrice ) mi disse pochi giorni dopo i funerali del Cardinale Martini ( provo a citare a memoria ) : “ I funerali – che videro un’enorme partecipazione di Cardinali, Vescovi e Sacerdoti – sono stati un concilio : il concilio di Milano !
Questa E’ la chiesa : a Roma ne debbono prendere atto ! »
A Roma ne dovettero prendere atto durante il Conclave che elesse Papa Francesco.
Ma ai "nordici" ultra-progressisti non bastano le "aperture" iper populiste del Papa e le rinunce, apparenti, del Pontefice di ogni atto esteriore conducibile al Papato di un tempo : i Cherici, per bocca di alcuni importanti Cardinali, dichiarano che sanno fare a meno del Papa ( cosa che avviene di fatto da decenni...)
La spaccatura nella Chiesa c'è da tempo ma facciamo finta di non vederla un po' per nostro tornaconto ( non siamo abituati alla lotta tantomeno a quella fratricida) e anche perchè ci pare di confondere le idee umanistiche/umanitarie di natura mondana con quell'amore e rispetto che cristianamente tributiamo nei confronti di coloro che "sono caduti" ed aspettano di rialzarsi con l'aiuto di Dio.
Noi che senza alcun merito siamo stati vocati al rispetto della tradizione dobbiamo pregare per il Papa e per la Chiesa tutta rigettando con decisione tutte le squallide manovre da veri "congiurati" che alcuni Uomini di Chiesa stanno facendo per far prevalere la confusione ( e l'errore) a discapito della buona dottrina ( Leggere QUI )
Noi dobbiamo essere gli artefici dell'unità nella verità cattolica.
I cospiratori rimarranno sempre dei cospiratori.
I congiurati rimarranno sempre dei congiurati.
I furiosi rimarranno sempre dei furiosi.
Questo lo sanno bene a Roma .
A Roma tutti ricordano  le parole del Salmo 
" abyssus abyssum invocat " ...


Vescovi tedeschi contro il Papa: "Sulla famiglia decidiamo noi"

Durissima dichiarazione dell'episcopato germanico: "Non siamo una filiale di Roma. Il Sinodo non può dirci nel dettaglio cosa fare in Germania"
Articolo di Giovanni Masini
È un vero e proprio schiaffo in faccia a Roma, quello dei vescovi tedeschi.

Che in una conferenza stampa, ieri pomeriggio, ha chiarito per bocca del presidente della Conferenza episcopale, cardinale Marx, di "non essere una filiale di Roma."

Il terreno del contendere è il Sinodo ordinario sulla famiglia, in calendario per il prossimo ottobre, chiamato a fornire risposte certe su temi etici e morali di grande rilevanza in seno alla pastorale familiare: dalla comunione ai divorziati risposati all'accoglienza delle coppie conviventi, etero ed omosessuali.

Tutti argomenti su cui si era già espresso il Sinodo straordinario convocato da Francesco nello scorso autunno, rivelando profonde spaccature nel corpo della Chiesa: da un lato il papa e i vescovi europei più progressisti, ansiosi di adeguare la dottrina al secolo; dall'altro vescovi e cardinali conservatori, timorosi di fughe in avanti dettate più dalla fretta che da una relazione ponderata. 
Il Sinodo straordinario si era concluso con una Relatio essenzialmente di mediazione, che ha rimandato a una successiva discussione i temi più controversi.

Da qualche anno l'episcopato tedesco si segnala come il più compattamente progressista su questi temi: al Sinodo straordinario si era presentato con un documento votato a larga maggioranza in cui si esprimeva parere favorevole alla Comunione ai divorziati risposati. 
Posizioni che avevano trovato accoglienza positiva anche in altri episcopati - ad esempio quello olandese. 
Tuttavia, almeno al Sinodo Straordinario, queste tesi non erano "passate."

Ora i vescovi tedeschi tornano a fare la voce grossa: il cardinale di Monaco Reinhard Marx, stretto collaboratore di papa Bergoglio come membro del "C9" (il consiglio di nove cardinali che lavora alla riforma della Curia) e presidente del Consiglio vaticano per l'Economia ha spiegato che, "se nell'insegnamento si rimane in comunione con la Chiesa, nelle questioni puramente pastorali il Sinodo non può prescrivere nel dettaglio ciò che dobbiamo fare in Germania".

"Non possiamo aspettare fino a quando un Sinodo ci dirà come dobbiamo comportarci qui sul matrimonio e la pastorale familiare" conclude il porporato. Curiosamente, sono proprio i vescovi di quelle Conferenze per tanti versi più vicine a papa Francesco nell'insistenza sui temi dell'accoglienza e della misericordia a mal tollerare i meccanismi sinodali.
Che, a loro volta e altrettanto curiosamente, sono proprio il segno tangibile della preferenziale bergogliana per una Chiesa sempre più democratica.
Fonte : Il Giornale

giovedì 26 febbraio 2015

Lutto nello SMOM : la morte del Marchese Erulo Eroli di Jesi

Abbiamo appreso dell'improvvisa morte avvenuta la mattina del 26 febbraio 2015 del Marchese Avv. Prof. Erulo Eroli di Jesi, Cavaliere di Onore e Devozione in Obbedienza, Delegato per le Marche della Delegazione del Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta e Docente all'Università di Macerata .
Ci associaziamo alla Famiglia e ai Confratelli dello SMOM nella preghiera di suffragio per l'anima del Prof.Eroli ricordandone le elette virtù cristiane che hanno caratterizzato la sua vita ed il suo impegno nell'Ordine.
I funerali del compianto Professore Eroli  avranno luogo nella sua Parrocchia jesina Sabato 28 febbraio 2015 alle ore 9,30.

PREGHIERA DEI CAVALIERI
DELL'ORDINE DI MALTA
Signore Gesù,
che Vi siete degnato di farmi partecipare alla Milizia dei Cavalieri di S.Giovanni di Gerusalemme, Vi supplico umilmente,per intercessione della Beata vergine di Filiremo, di S.Giovanni Battista,del Beato Gerardo e di tutti i Santi e Beati dell'Ordine,di aiutarmi a restare fedele alle tradizioni del nostro Ordine, praticando e difendendo la Religione Cattolica, Apostolica Romana contro la empietà,esercitando la carità verso il prossimo e specialmente verso i poveri e gli infermi.
Datemi infine,le virtù necessarie per realizzare secondo lo spirito del Vangelo,con animo disinteressato e fortemente cristiano,questi santi desideri per la maggior gloria, la pace del mondo ed il bene dell'Ordine di S.Giovanni di Gerusalemme.


Tuitio Fidei et Obsequium Pauperum

Il Motto dell'Ordine  testimonia e riassume l'immutata ed immutabile difesa nei secoli della vera Fede e l'aiuto ai Poveri impegnando la vita dei membri a servizio dei “signori ammalati”  per svolgere una lodevole azione di assistenza ospedaliera nel mondo.

martedì 24 febbraio 2015

Dieci milioni di "Ave Maria" per il Papa . Punto e basta

Abbiamo ricevuto un accorato invito di preghiera per il Papa che facciamo nostro anche se non conosciamo ne' la fonte ne' i promotori : " Non voler sapere chi l'ha detto ma poni mente a ciò ch'è scritto" ( Im.Cr ).  
Trattandosi di un invito alla preghiera per il Papa l'iniziativa è automaticamente ( ipso facto ) cattolicissima e santa anche se, come è stata impostata, odora come una specie di ... "catena di Sant'Antonio" ...
Poichè questo umilissimo blog si chiama " Traditio Catholica Romana "  in ossequio allo stile cattolico di sempre ha operato,  qualche lievissimo taglio al testo originale che ci è pervenuto.  Sull'esempio di San Giovanni Bosco che invitava i suoi ragazzi a gridare " W il Papa " piuttosto che " W Papa Pio ", abbiamo tolto all'appello  il nome del Papa . Un'inutile ripetizione.
Non ce ne vogliano gli anonimi e pii ispiratori dell'iniziativa dei dieci milioni di Ave Maria per il Papa.
Le preghiere arriveranno eugualmente a destinazione.
I devoti promotori della bella iniziativa potranno avere conforto leggendo anche le ispirate parole che tutti i Santi e le Sante hanno riservato al Successore di Pietro.
Ne citiamo alcune.
" Per comprendere l'importanza della figura del Romano Pontefice per noi cattolici è sufficiente riportare alcune espressioni che i santi della Chiesa hanno riferito al Papa nel corso dei secoli. Vediamone soltanto alcune:

•'Il Papa è come un'altra specie di uomo, tanto è al di sopra degli altri. Noi dobbiamo dunque riguardarlo come Nostro Signore e Nostro Signore in Lui' (S. Vincenzo de' Paoli, Conferenze);

•'Il Papa E' la bocca di Gesù' (S. Giovanni Grisostomo);

•'Io sono col Papa, sono cattolico, obbedisco il Papa ciecamente... Se vogliamo essere cattolici, dobbiamo pensare e credere come pensa il Papa' (San Giovanni Bosco);

•'Il Papa e la Chiesa sono una cosa sola' (San Giovanni di Sales);

•'Chi non onora il Santo Padre non onora neppure la nostra Madre; chi non obbedisce ai comandi del S. Padre è figlio disobbediente della S. Chiesa...chi non prega per il Papa è un cattivo cristiano' (S. Clemente Hofbauer);

•'Io amo il Papa quanto Gesù' (San Pio da Pietralcina).

Il Papa inoltre è definito: 'Angelo del gran Consiglio' (S. Anselmo); 'Arcivescovo di tutto l'orbe' (S. Cirillo Alessandrino); 'Pastore dei pastori' (S. Colombano); 'Dottore e capo di tutti' (S. Attanasio); 'Firmamento della Chiesa' (S. Ambrogio); 'Padre del popolo cristiano' (S. Agostino); 'Pontefice dell'Altissimo' (S. Bernardo); 'Vescovo di tutto il mondo e Padre delle nazioni' (San Francesco d'Assisi); 'Dolce Cristo in terra' (S. Caterina da Siena)".

IL PIO E DEVOTO TESTO CHE CI E' PERVENUTO E CHE FACCIAMO NOSTRO CON QUALCHE PICCOLO TAGLIO


Per -il- Papa . ( Punto e basta N.d.R.)
Soprattutto ora che ISIS ha preso di mira il Vaticano e i piani per assassinare il Papa! 
Si prega di leggere tutto qui sotto e inoltrare agli amici…l’obiettivo è dieci milioni di Ave Maria per il nostro Papa.

( ATTENZIONE Il testo che segue, degno di una fiction televisiva del sabato sera viene attribuito in un blog  al Santo Padre, come se che avesse pronunciato quelle parole, durante il recente incontro avuto in Vaticano con il Moderatore della chiesa riformata di Scozia.
Hanno scritto, certamente in buona fede, sul web: "Sabato tramite messaggi e social è rimbalzata la richiesta di unirci in preghiera per il Papa e accolgo e diffondo questo appello estendendolo anche a tutti i cristiani perseguitati nel mondo, la richiesta era accompagnata dalle bellissime parole di Papa Francesco che riporto e che sembrano una poesia..."  
QUI si può leggere il discorso vero ed ufficiale del Papa del 16 febbraio 2015 sopra citato. 
Mettiamo dunque prudentemente fra parentesi questo testo in attesa di dare una paternità certa a quelle parole .)

( Papa Francesco fa una richiesta - ??? N.d.R.-
Non piangere per quello che hai perso, lotta per quello che hai.
Non piangere per ciò che è morto, lotta per quello che è nato in te.
Non piangere per chi ti ha abbandonato, combatti per chi è con te.
Non piangere per coloro che ti odiano, combatti per chi ti vuole.
Non piangere per il tuo passato, lotta per il combattimento attuale.
Non piangere per la tua sofferenza, lotta per la tua felicità.
Con le cose che ci stanno accadendo, cominciamo ad imparare che nulla è impossibile da risolvere, bisogna solo andare avanti. 
Non piangere per ciò che è morto, lotta per quello che è nato in te.)

IL SANTO PADRE formula una richiesta di preghiere ( quando; dove ??? N.d.R.) che Dio lo protegga e gli dia la forza di affrontare questo difficile compito…così sia !!! (Così sia è il compimento finale di una preghiera e la sua significazione cultuale , non va intesa come una riaffermazione di un atto e di una volontà umana ! N.d.R.)

L’obiettivo è di raggiungere dieci milioni di Ave Maria per - il -( N.d.R.) Papa. ( Punto e basta N.d.R.)
Questa campagna è cominciata oggi.
Invia questo messaggio a tutti gli amici cattolici o anche a coloro che simpatizzano per il Papa.
Preghiamo per il Santo Padre che la Madre celeste interceda per lui e lo protegga nel suo ministero:Ave Maria, piena di grazia: Il Signore è con te, Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. 
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

Si prega di inoltrare. Vogliamo raggiungere dieci milioni di Ave Maria per - il-Papa ( punto e basta N.d.R.).

Rimaniamo ancorati alla saggezza liturgica antica che ha generato una delle più belle preghiere per il Papa che noi, dal 13 marzo 2013, non abbiamo mai smesso di elevare all'Altissimo :
" Orémus pro Pontífice
nostro Francisco
Dóminus consérvet eum,
et vivíficet eum,
et beátum fáciat eum in terra,
et non tradat eum in ánimam inimicórum éius."

Andrea Carradori

Suscita Signore nuovi Cirenei per portare la Croce dei nostri fratelli perseguitati a Tal Hermez (Siria)

Isis, bruciata chiesa cattolica in Siria. Centinaia di ostaggi cristiani 
"Simone di Cirene torna dal lavoro, è sulla strada di casa quando s’imbatte in quel triste corteo di condannati – per lui, forse, uno spettacolo abituale. 
I soldati usano del loro diritto di coercizione e mettono la croce addosso a lui, robusto uomo di campagna. 
Quale fastidio deve aver provato nel trovarsi improvvisamente coinvolto nel destino di quei condannati! 
Fa quello che deve fare, certo con molta riluttanza. 
L’evangelista Marco però, assieme a lui, nomina anche i suoi figli, che evidentemente erano conosciuti come cristiani, come membri di quella comunità (Mc 15, 21). 
Dall’incontro involontario è scaturita la fede. 
Accompagnando Gesù e condividendo il peso della croce, il Cireneo ha capito che era una grazia poter camminare assieme a questo Crocifisso e assisterlo. 
Il mistero di Gesù sofferente e muto gli ha toccato il cuore. 
Gesù, il cui amore divino solo poteva e può redimere l’umanità intera, vuole che condividiamo la sua croce per completare quello che ancora manca ai suoi patimenti (Col 1, 24). 
Ogni volta che con bontà ci facciamo incontro a qualcuno che soffre, qualcuno che è perseguitato e inerme, condividendo la sua sofferenza, aiutiamo a portare la croce stessa di Gesù. 
E così otteniamo salvezza e noi stessi possiamo contribuire alla salvezza del mondo."
(Joseph Ratzinger) Via Crucis 2005

Isis, bruciata chiesa cattolica in Siria. Centinaia di ostaggi cristiani



Una delle chiese più antiche della Siria è stata data alle fiamme e centinaia di cristiani caldei sono stati presi in ostaggio dai miliziani dell'Isis sulle colline nel nord-est del Paese, dopo un assalto a due villaggi. Lo riferisce il sito del settimanale americano Newsweek e la notizia è stata confermata dall'agenzia di stampa siriana Sana.

Gli jihadisti hanno dato alle fiamme la chiesa cattolica di Tal Hermez, una delle più antiche del Paese, e chiederebbero il rilascio di loro prigionieri in mano ai peshmerga curdi per la liberazione degli ostaggi, minacciando altrimenti di ucciderli. 
L'attacco è iniziato all'alba di lunedì con l'irruzione in un villaggio nei pressi di Tell Tamer, nell'area di Al-Hasakah in cui vive una nutrita minoranza assiro-caldeo-siriaca. 
Le donne e i bambini sono stati radunati in una zona del villaggio presidiata dagli jihadisti mentre gli uomini sono stati trasferiti nelle montagne di Abd al-Aziz.

Prima della guerra civile scoppiata nel 2011 in Siria vivevano due milioni di cristiani, tra cui più di 400mila cattolici, anche se i battezzati non erano più della metà. Con il conflitto, però, migliaia di cristiani sono fuggiti all'estero, anche per il timore di persecuzioni dai gruppi jihadisti e qaedisti.

L'agenzia di stampa siriana Sana ha confermato che centinaia di miliziani dell'Isis a bordo di mezzi pesanti hanno lanciato attacchi in diversi villaggi in Siria, inclusi Tal Hermez, Tal Shamiram, Tal Riman, Tal Nasra, al-Agibash, Toma Yalda e al-Haooz, nell'est del Paese, uccidendo decine di persone. ...


Fonte : Il Sole 24 ore