domenica 29 marzo 2015

Il Papa: "stile di Dio e, di conseguenza, quello che deve essere del cristiano: l’umiltà"

CELEBRAZIONE DELLA DOMENICA DELLE PALME
E DELLA PASSIONE DEL SIGNORE


OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Piazza San Pietro
XXX Giornata Mondiale della Gioventù
Domenica, 29 marzo 2015


Al centro di questa celebrazione, che appare tanto festosa, c’è la parola che abbiamo ascoltato nell’inno della Lettera ai Filippesi: «Umiliò sé stesso» (2,8). 
L’umiliazione di Gesù.

Questa parola ci svela lo stile di Dio e, di conseguenza, quello che deve essere del cristiano: l’umiltà. 
Uno stile che non finirà mai di sorprenderci e di metterci in crisi: a un Dio umile non ci si abitua mai!

Umiliarsi è prima di tutto lo stile di Dio: Dio si umilia per camminare con il suo popolo, per sopportare le sue infedeltà. Lo si vede bene leggendo la storia dell’Esodo: che umiliazione per il Signore ascoltare tutte quelle mormorazioni, quelle lamentele! 
Erano rivolte contro Mosè, ma in fondo andavano contro di Lui, il loro Padre, che li aveva fatti uscire dalla condizione di schiavitù e li guidava nel cammino attraverso il deserto fino alla terra della libertà.

In questa Settimana, la Settimana Santa, che ci conduce alla Pasqua, noi andremo su questa strada dell’umiliazione di Gesù. E solo così sarà “santa” anche per noi!


Sentiremo il disprezzo dei capi del suo popolo e i loro inganni per farlo cadere. 
Assisteremo al tradimento di Giuda, uno dei Dodici, che lo venderà per trenta denari. Vedremo il Signore arrestato e portato via come un malfattore; abbandonato dai discepoli; trascinato davanti al sinedrio, condannato a morte, percosso e oltraggiato. Sentiremo che Pietro, la “roccia” dei discepoli, lo rinnegherà per tre volte. 
Sentiremo le urla della folla, sobillata dai capi, che chiede libero Barabba, e Lui crocifisso. 
Lo vedremo schernito dai soldati, coperto con un mantello di porpora, coronato di spine. 
E poi, lungo la via dolorosa e sotto la croce, sentiremo gli insulti della gente e dei capi, che deridono il suo essere Re e Figlio di Dio.

Questa è la via di Dio, la via dell’umiltà. 
E’ la strada di Gesù, non ce n’è un’altra. 
E non esiste umiltà senza umiliazione.

Percorrendo fino in fondo questa strada, il Figlio di Dio ha assunto la “forma di servo” (cfr Fil 2,7). 
In effetti, umiltà vuol dire anche servizio, vuol dire lasciare spazio a Dio spogliandosi di sé stessi, “svuotandosi”, come dice la Scrittura (v. 7). 
Questa - svuotarsi - è l’umiliazione più grande.

C’è una strada contraria a quella di Cristo: la mondanità. 
La mondanità ci offre la via della vanità, dell’orgoglio, del successo… 
E’ l’altra via. Il maligno l’ha proposta anche a Gesù, durante i quaranta giorni nel deserto. 
Ma Gesù l’ha respinta senza esitazione. 
E con Lui, con la sua grazia soltanto, col suo aiuto, anche noi possiamo vincere questa tentazione della vanità, della mondanità, non solo nelle grandi occasioni, ma nelle comuni circostanze della vita.

Ci aiuta e ci conforta in questo l’esempio di tanti uomini e donne che, nel silenzio e nel nascondimento, ogni giorno rinunciano a sé stessi per servire gli altri: un parente malato, un anziano solo, una persona disabile, un senzatetto…

Pensiamo anche all’umiliazione di quanti per il loro comportamento fedele al Vangelo sono discriminati e pagano di persona. 
E pensiamo ai nostri fratelli e sorelle perseguitati perché cristiani, i martiri di oggi – ce ne sono tanti – non rinnegano Gesù e sopportano con dignità insulti e oltraggi. 
Lo seguono sulla sua via. 
Possiamo parlare in verità di “un nugolo di testimoni”: i martiri di oggi (cfr Eb 12,1).

Durante questa Settimana, mettiamoci anche noi decisamente su questa strada dell’umiltà, con tanto amore per Lui, il nostro Signore e Salvatore. Sarà l’amore a guidarci e a darci forza. 
E dove è Lui, saremo anche noi (cfr Gv 12,26).

Fonte : Sito Vaticano

giovedì 26 marzo 2015

I flagelli che stanno arrivando e i "travestiti"

Quante volte la Santa Provvidenza ci ha fatto dono di assistere alla toccante cerimonia della vestizione  di nuovi Frati delle varie Congregazioni  del sempre verde Albero Francescano !
Quante volte abbiamo baciato un lembo di quel sacro saio, benedetto e asperso con l'acqua lustrale, che ricopre Coloro, uomini nuovi, eletti secondo la prescienza di Dio Padre per seguire  l'esempio e le virtù del Serafico Padre Francesco.
In questo tristissimo segmento della vita ecclesiale, dove tutto è ridotto a mero e banale spettacolo, leggiamo che quel sacro saio, benedetto e reso ancor più santo dall'appartenenza al mistico coro dei Santi Francescani che lo hanno indossato, è stato fatto indossare, come se fosse un costume teatrale, da un NON cristiano facente parte attiva di quella "religione" che quotidianamente nel nome e fedele al suo credo ammazza senza pietà bambini, donne e uomini solo perchè sono cristiani.
Quanti sono i Martiri Francescani che indossando quel sacro saio sono stati trucidati nei secoli da quella "religione" ? 
Forse non lo sapremo mai ma il suo numero è talmente alto a far pensare alle stelle del cielo.
Difatti anticamente alcune Congregazioni Francescane si chiamavano "stellate".
Quel saio non può ne' deve essere distaccato dalla sua unica e predominante funzione di sacralità : non è un costume teatrale !
Giammai !
Non ci lamentiamo poi se il Signore, giusto Giudice, non ci donerà più la gioia di assistere alla vestizione di nuovi frati francescani !
"A chi hai fatto indossare la mia veste benedetta caro fratello" ti potrebbe osservare il Serafico Padre?
E tu, figlio di Francesco di Assisi, cosa risponderai a tuo Padre ?
Ecco quel che ha scritto un giovane certamente ispirato dallo Spirito Santo :
"Siamo disabituati alla lettura mistica della storia e ai molteplici messaggi che ci vengono inviati.
Siamo allo sbando totale e pertanto ci attiriamo i flagelli che ci colpiscono.
Chi invocherà misericordia?
Chi placherà la giusta ira divina?
Ancora tanti flagelli ci aspettano.
Le palme, gli ulivi, i figli e chissà cosa altro ancora..."

L'articolo che reca  l'eloquente titolo :

Travestiti

Vedere un imam indossare il saio francescano e tenere in mano il Vangelo (e un francescano indossare l’abito da imam con il corano in mano, ndr), in questo particolare contesto storico, non è roba da poco.
L’Osservatore Romano riferisce che è successo giovedì a Favara, in provincia di Agrigento, in occasione della marcia della pace fortemente voluta da fra Giuseppe Maggiore, responsabile della comunità La Tenda di Padre Abramo e superiore del convento di Favara, in provincia di Agrigento. (…) 
“È stata un’iniziativa importante – aggiunge il religioso – che dimostra ancora una volta che dialogare e vivere fraternamente si può, basta volerlo. Dio ci unisce, nonostante le difficoltà, le violenze e gli attacchi terroristici in molte aree del pianeta”. La marcia della pace – alla quale erano presenti numerosi musulmani e studenti di tutte le età di Favara e anche l’arcivescovo, il neo cardinale Francesco Montenegro – è stata un’importante occasione di dialogo interreligioso e di incontro. “Non dobbiamo avere paura di vivere gli uni accanto agli altri”, ha detto Montenegro introducendo l’incontro con una preghiera cristiana. (…) 
Anche l’imam Majoub Rezlane – riferisce ancora L’Osservatore Romano – ha recitato dal palco la sua preghiera in arabo chiedendo a Dio di “allontanare le guerre, il terrorismo, i criminali”, ricordando che “l’islam è una religione di pace, amore, dialogo”.


Avevo copiato questo testo dal giornale linkato.
Ora a quello stesso link appare un altro articolo ( ZENIT) che si può vedere allo stessio indirizzo internet sottoindicato

Fonte : Lamezia Click

mercoledì 25 marzo 2015

Le tedradi lunari e la "droga al buio" dei giovani


Generazione "incosciente": si droga e lo fa "al buio"

I ragazzi non sanno neppure che droghe assumono


di Luigi Santambrogio



L’indagine è firmata dal Cnr, più precisamente dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc-Cnr) e Espad Italia (European school survey project on alcohol and other drugs. Dunque, cosa seria e prestigiosa e che non ha certo bisogno di altre garanzie per ottenere fiducia e credibilità. I due istituti hanno intervistato, come fanno ogni anno, circa 54mila studenti di 405 istituti di medie superiori, ragazzi tra i 15 e i 19 anni, sull’uso delle sostanze stupefacenti. Le risposte? Terribili. «Sì, mi drogo, ma non so di cosa», hanno confessato gli adolescenti. Il 56% circa di questi 54mila ha assunto, senza sapere cosa fossero, sostanze per non più di due volte, ma il 23% ha ripetuto l’esperienza più di 10 volte. Il 53% di questi studenti ha utilizzato un miscuglio di erbe sconosciute, che si presentavano per il 47% in forma liquida e per il 43% sotto forma di pasticche o pillole. Questo consumo “alla cieca” coinvolge il 3% dei maschi e poco meno del 2% delle ragazze significativo di ragazzi che utilizzano sostanze senza conoscerle.

Sui gusti, dicevano una volta, non si discute ma qui siamo all’indifferenza agnostica e nichilista dello sballo: neppure sui paradisi artificiali ci prende la responsabilità di scegliere.Mi drogo ma non mi interessa sapere con quale schifezza: un consumatore di questo tipo è il sogno di ogni narcos. Un mercato dove tutto è appetibile e acquistabile: cocaina, eroina, ecstasy, marijuana e anfetamine, niente più fa la differenza e tutto è buono per il “viaggio” nei mondi fatati e allucinati dell’extra-realtà. Ecco il messaggio che esce dalla ricerca del Cnr: c’è una generazione pronta a tutto, che desidera solo evadere e non importa con quali mezzi e sostanze, vegetali, chimiche, di sintesi o anche tutte messe insieme. Giacché una vale l’altra e dunque, ciò che conta è la potenza e la durata del flash. Con un target così i legalizzatori di stupefacenti avranno gioco facile: si apre un nuovo mercato milionario dove c’è grana e benessere per tutti: lo Stato, i farmacisti dei coffee shop, i trafficanti internazionali, gli spacciatori di strada.

«Mi drogo ma non so perché e con che cosa»: le risposte al questionario del Cnr sono l’ultimo (o forse il penultimo) della saga dei piccoli delinquenti a loro insaputa. Quella che ogni tanto la cronaca consegna alla riprovazione pubblica e allo scandalo dei onesti. Ricordate lo sciagurato energumeno di Milano che due anni fa ha massacrato di botte il tassista lo ha fatto per vendicare la morte del piccolo cucciolo di cocker. In quel gesto assassino non c’era neppure lo stravolgimento di valori universali ed eterni, la blasfema negazione che la vita umana viene prima di quella canina. O come il giovane che a Roma, nel mezzanino del metrò, ha ridotto in fin di vita la donna romena solo per “un banale diverbio”.

Futili motivi, si usa scrivere nei rapporti di polizia e sui giornali, ma è un’ipocrita scappatoia: come se davvero esistessero delitti ben motivati e dunque meno odiosi e più accettabili. E ancora: i delitti dei fidanzatini (la ragazza affogata nel lago e quella buttata nel burrone): tragedie con giovani killer che paiono venire dallo sprofondo più nero, dove tutto pare drammaticamente confuso, improbabile e senza ragioni. E gli assassini quasi sgomenti e increduli davanti al crimine compiuto: non “volevano” e non “intendevano”. Ecco: non “sanno quello che fanno”, questi mostri improvvisati, carnefici maldestri e senza giudizio.

La cecità del giudizio: che sia questa la chiave dell’enigma? I fatti spariscono e non resta più una ragione capace di riacciuffarli, ma solo la negazione d’ogni ragione. Assurdo? Questo succede a vellicare le voglie del nichilismo diffuso, popolare e democratico. E non c’è alto valore morale o nobile virtù civile che tenga. Che cosa può fermare un “pirata della strada” a soccorrere la vittima straziata dalla sua follia alcolica o anche da un semplice stop non rispettato? E perché rinunciare allo sballo del sabato sera, quando la felicità promessa tarda ad arrivare e non resta che qualche pillola da buttare giù?

L’educazione ha la vita bassa e tanti adulti barricati nelle torri. Fuori dal deserto si esce solo una proposta educativa, l’offerta di un ideale da verificare nella realtà, e cui rapportare ogni azione e circostanza. Emergenza nazionale, l’hanno chiamata, che non può certo essere affrontata con irrisorie lezioncine sulla “cultura della legalità”, sui valori smarriti o il flanellare seriosamente sulle vacanze lunghe o corte. 
Se questo è tutto ciò che sanno inventare gli adulti, poveri ragazzi. 
Ucciso il padre, resta solo la chimica: droghe e sesso sono tra i più gettonati strumenti di questa castrazione giovanile di massa. Ma, le esigenze elementari e i desideri fondamentali non si imbrigliano facilmente. Lasciati a se stessi diventano distruttive e trovano altri terreni su cui manifestarsi. Come in quello velenoso della droga.

Vengono i brividi a rileggere Giovanni Testori, scrittore geniale e cattolico “irregolare”, quando si chiede angosciato «Perché s’è avuto e si ha ancora il timore di dire che il Dio rifiutato è un vuoto che nessuna demagogia del benessere e dell’uguaglianza, o d’ambedue assieme, può colmare; e che quel vuoto, a riempirlo, sarà solo il cupo inferno della materia impazzita e della sua impazzita cecità e solitudine?». 
Ecco la questione seria: stiamo morendo per eccesso di realtà, ma di una realtà privata del suo senso e del suo nome. Cioè di Dio, Colui che l’ha creata e la sostiene ad ogni istante. E che solo può aiutare l’uomo ad affondare gli occhi nel suo irriducibile male, a provarne dolore e infine a sostenere la speranza di cambiamento. «L’inferno sono gli altri», profetizzava disperato l’ateo J. P. Sartre, l’esistenzialista che però consegnava al fallimento ogni tentativo di umana fraternità. 
Così ci tocca fare i conti con i demoni della nuova società liberata dalle stimmate del sacro: paradisi finti per piccoli criminali incoscienti, neppure degni di stare all’inferno.

Fonte : La Nuova Bussola Quotidiana

lunedì 23 marzo 2015

" E' meglio sbagliare con la Chiesa che fare bene da soli "

Dallo scaffale dei "commenti" di un blog  ho scovato e copiato questa perla ( che come stile di pensiero e lessicale assomiglia ai ragionamenti di tanti miei giovani amici seminaristi o studenti universitari ).
Quelle sagge parole che vengono dalla Toscana non hanno bisogno di alcuna presentazione e tanto meno di commenti.
Buona lettura

"Scrivo dalla Toscana. 
Ogni tanto leggo il vostro sito ( che non è questo ! N.d.R.) dove trovo delle riflessioni interessanti. 
Io sono nato dopo il Concilio Vaticano II e per la maggior parte della mia vita ho frequentato Sante Messe celebrate con il Novus Ordo.
Dopo il Summorum Pontificum mi sono avvicinato alla Santa Messa Tridentina e adesso vi partecipo ogni domenica, mentre durante la settimana frequento la Santa Messa in rito ordinario. Devo dire che sono poche le persone che frequentano la Santa Messa Vetus Ordo, siamo circa una ventina. 
La Toscana si sa, fra le regioni italiane, è una di quelle con minore frequenza alla Messa, quindi mi sembra già un miracolo che nella mia zona ci sia la possibilità, almeno nel giorno del Signore, di partecipare al Santo Sacrificio secondo il messale di San Pio V.
Condivido le vostre preoccupazioni e le vostre speranze e capisco le vostre amarezze. 
Non condivido, e lo dico con rispetto, il modo con cui spesso vi ponete denunciando un male evidente. 
Secondo me non aiutate la causa della Tradizione continuando su questa strada. 
Ve lo dico perché mi sento davvero vostro fratello e mi interessa davvero che la Chiesa non perda questo tesoro che grazie a tutti voi è arrivato fino a me. 
Ordinare dei vescovi senza l'autorizzazione del Papa è scisma e dallo scisma non può nascere niente di buono. ( Sottolineatura nostra N.d.R. Dagli scismi si sono difatti moltiplicate a dismisura le eresie, le sètte, la perdita di ogni riferimento cristiano e quant'altro è assai gradito al Diavolo, ispiratore di tutti gli scismi e di ogni divisione all'interno del Corpo Mistico di Cristo, la Chiesa Cattolica. Nd.R).
Non sono un figlio devoto del Santo Padre Francesco; da quando è stato eletto soffro di dolore indicibile ma prego per lui, ed è il papa, ed è bene ricordarlo, non è il mite Benedetto XVI; sono cresciuto dai gesuiti e so di cosa parlo. 
Troppo spesso poi da queste pagine viene indicato il Concilio Vaticano II come la radice di tutti i mali che la Chiesa sta attraversando in questo momento. 
Non sono un esperto, sono un pover'uomo che cerca il Signore ma voi capite bene che si sta parlando di un Concilio della Chiesa Cattolica, con carattere pastorale è vero, ma sempre un Concilio in comunione con Pietro. 
Si parla di 50 anni fa quando l'episcopato era stato scelto per la maggior parte dal Venerabile Pio XII che in fatto di dottrina non scherzava, che cercava di elevare all'episcopato persone degne di tale incarico. 
Il Concilio non ha abolito la liturgia tradizionale come è stato giustamente ricordato, quello che è successo dopo lo sapete meglio di me. 
Anche coloro però che si erano interrogati sul modo con cui era stata fatta la riforma liturgica, hanno finito per accettarla e celebrarla. 
Un vecchio sacerdote mi diceva sempre che è meglio sbagliare con la Chiesa che fare bene da soli. ( Sottolineatura nostra N.d.R. )
Vi prego fratelli non continuate su questa strada, è pericolosa, fatelo per amore di quella Tradizione che sto imparando ad amare con tutto il cuore. 
E' vero che la situazione non è favorevole, è vero che c'è una sorta di razzismo nell'episcopato verso questa realtà, è vero che ci vorrebbe un nuovo "sillabo" che indicasse chiaramente come andrebbe interpretato, specie alcuni documenti, il C.V.II, ma proseguire per questa strada mi sembra un vero suicidio. 
Pensate davvero che qualunque Papa verrà dopo di questo potrà ignorare il Concilio Vaticano II°, pensate davvero che ci possa essere una restaurazione? Io non ho una soluzione ovviamente, ma so che la preghiera ed il sacrificio aprono strade impensate. 
La Chiesa è evidentemente divisa, vogliamo essere noi stessi autori e attori di questa divisione? 
Mi direte che i "modernisti" non si comportano in modo diverso e che bisogna difendersi. 
Non sono anche loro fratelli? Se l'amore alla liturgia tradizionale non ci fa ardere il cuore di carità, continueranno a pensare che siamo innamorati di trine ed incensi; devono vedere in noi l'ardore che la frequentazione della Sacra Liturgia ci mette nel cuore. 
Vi prego fratelli questa strada che state percorrendo è pericolosa. Grazie. Scusate se sono stato lungo. 
Pregate per me. Pace".

domenica 22 marzo 2015

Card. Caffarra, Bologna "Cristiani insultati in un modo quale mai avrei creduto che accadesse in questa città"


video
C'eravamo purtroppo già dovuti occupare  ( QUI ) di Bologna, Città che vanta un grandissimo patrimonio culturale, artistico e religioso che l'ha resa celebre e ammirata in tutto il mondo, a causa del recente schifosissimo insulto d’inarrivata bassezza e di diabolica perfidia a Cristo in Croce, peraltro con un “tempismo” che “vede in contemporanea il teatrino del Cassero profanare il dramma del Calvario e sulle sponde del Mediterraneo la demolizione delle croci e di ogni simbolo cristiano dalle chiese assaltate dall’Isis” avvenuto in uno spazio pubblico concesso gratuitamente dall'istituzione comunale.
Le vibranti  parole del Cardinale Arcivescovo Caffarra toccano il cuore dei credenti facendo scaturire l' atto di doverosa riparazione,  di conversione e di preghiera che trova culmine nell'adorazione della Santa Croce così pesantemente e diabolicamente insultata nei giorni scorsi.
"Povera città di Bologna. Povera città di Bologna" ha esclamato il Cardinale Arcivescovo " sei stata calpestata in ciò che caratterizza la tua storia : il rispetto. Il rispetto...".
Facciamo nostri i suggerimenti spirituali del responsabile della TV Diocesana Dodici Porte.
Preghiamo soprattutto perchè il "caso" bolognese rimanga isolato ed unico e coloro che hanno satanicamente insultato Nostro Signore Gesù Cristo, che è morto sulla Croce anche per loro, possano ravvedersi e ritornare pentiti nelle materne braccia della Santa Chiesa Cattolica.
Perchè voi poveri giovani vi siete ridotti in tal modo ?
Probabilmente voi siete stati  battezzati ed avete ricevuto in famiglia una basilare formazione religiosa, perchè avete permesso  di essere reclutati in quei gruppi che si cibano unicamente di trasgressione  ?
Per quale motivo avete accettato di divenire schiavi al servizio della dissoluzione delle anime ?
Non sapete che il Signore Iddio , giusto Giudice, provvede, come ha fatto in tante altre occasioni nel corso della storia umana ed ecclesiale, a punire i bestemmiatori sacrileghi ? ( Cfr 2 Cr 36,14-16.19-23 Con l’esilio e la liberazione del popolo si manifesta l’ira e la misericordia del Signore).

Il Comunicato della TV Diocesana "Dodici Porte"
19 marzo 2015: Parole commosse e accorate quelle che abbiamo appena ascoltato, che il Cardinale Caffarra ha pronunciato al termine della Messa con la comunità universitaria.




E vede giusto: in una Chiesa fedele al Vangelo non troverebbe mai l’appoggio incondizionato e cieco, di cui ogni menzogna ha bisogno per sopravvivere.

Pochi minuti prima, l’ufficio stampa della diocesi aveva trasmesso un comunicato scritto in cui l’Arcivescovo fa ancora delle considerazioni molto pensose:

Addolora, ma non stupisce, costatare con che dispiegamento di forze si cerca di far passare l’idea che il cristianesimo e il cattolicesimo in particolare, siano i nemici della libertà, delle giuste rivendicazioni, del progresso scientifico, della laicità, della democrazia.

Ogni ideologia che non riesce a farsi alleata la Chiesa, la perseguita ferocemente, sia uccidendo i cristiani sia insultando ciò che essi hanno di più caro.

Che dire poi del tempismo che vede in contemporanea il teatrino del Cassero profanare il dramma del Calvario e sulle sponde del Mediterraneo la demolizione delle croci e di ogni simbolo cristiano dalle chiese assaltate dall’ISIS?”.

Fin qui le dichiarazioni dell’Arcivescovo, Card. Caffarra.

Abbiamo deciso di non mostrarvi le immagini in questione, che sono già state ampiamente mostrate dai mezzi di informazione.

Non credo di avere altre considerazioni da fare. Mi sento invece di rivolgere a voi che mi seguite un appello.

Stasera, non si va a letto senza prima aver verificato se il crocifisso nelle nostre case è presente e onorato.

Magari gli togliamo di dosso un po’ di polvere e poi, senza tante parole lo onoriamo mettendoci in ginocchio e baciando questo segno dell’amore misericordioso di Dio.

Impariamo noi per primi il rispetto dei segni della nostra fede, anche con gesti pubblici ed esteriori, senza ostentazione, ma anche senza nascondere le ragioni della nostra fede in Dio.

Perché “Dio ha tanto amato il mondo, da dare il suo Unico Figlio”.

sabato 21 marzo 2015

Il sangue di San Gennaro si è sciolto per metà nelle mani di Papa Francesco

"Nel corso della visita di papa Francesco nel Duomo di Napoli il sangue di San Gennaro si è sciolto per metà. 
A dare l'annuncio è stato il cardinale Sepe dopo che il Pontefice aveva preso la teca nelle sue mani. 
"Il vescovo ha detto che il sangue è metà sciolto: si vede che il santo ci vuole bene a metà, dobbiamo convertirci un po' tutti perché ci voglia più bene", ha commentato il Papa". ( Tgcom24  ma anche tutti gli altri organi di stampa, Video QUI)
Bravo il Santo Padre che ha prontamente interpretato il "segno" che il Martire, Patrono della Città Partenopea, ha messo nelle Sue mani :   "dobbiamo convertirci un po' tutti perché ci voglia più bene".
Attraverso poche, semplici ed efficaci parole  Papa Francesco ha voluto sottolineare  che bisogna convertisi interiormente e sinceramente al Vangelo.
Anche l'inciso iniziale "Il vescovo ha detto che..." è la significazione della fiducia collegialmente riposta dal Papa verso tutti i Suoi Confratelli/collaboratori nell'Episcopato.
"Il vescovo ha detto che..." ribadisce il concetto che nella Chiesa parla l'Episcopus : è lui che conserva lo scrigno del Depositum Fidei, morale,  liturgia e  dottrina, e lo apre per donare gratuitamente la "mappa della salvezza" a tutti coloro che la Provvidenza ha posto alle sue cure pastorali.
Al cristiano difatti importa solo il conseguimento della salvezza eterna per arrivare, con l'aiuto della Grazia Divina, alla nuova , celeste Gerusalemme.
La  conversione e la santificazione , nell'orante contemplazione di Cristo Signore  modello e fonte della santità, sono alla base dei Giubilei che la Santa Chiesa, attraverso l'elargizione di speciali Indulgenze, propone ai Fedeli per portarli più agevolmente al sicuro porto della salvezza.


Aggiunta

Dopo aver letto l' articolo "Per la prima volta con un Papa si scioglie il sangue di s. Gennaro" provocatoriamente postato da una nota Agenzia d'informazione cattolica, che per la prima volta -come hanno ben notato i Partenopei - prende in considerazione il miracolo del Sangue di San Gennaro ( che evidentemente è più "miracolo" perchè avvenuto in presenza di Papa Francesco...) viene spontaneo chiedersi se per quell'Agenzia  l'amatissimo nostro attuale Papa è il "piùpapaditutti"?
A parte che il Sangue del Santo Martire Gennaro si sciolse integralmente anche di fronte al Beato Pio IX ... ma si sciolse pure all'arrivo dei rivoluzionari francesi, di Garibaldi e dei Mille...

SETTIMANA SANTA TRADIZIONALE a Tolentino, Chiesa del Sacro Cuore ( dei sacconi)

Tolentino, Centro Storico, Chiesa del Sacro Cuore ( vulgo "dei sacconi", via Corridoni )
Per l'imminente Settimana Santa in rito romano antico   il nostro Parroco Don Andrea Leonesi ha stabilito i seguenti orari  :


Domenica delle Palme, 29 marzo 2015
a) ore 16,00 Benedizione e distribuzione delle palme; processione con le palme benedette; ecc ecc 
b) ore 17,10 Santa Messa solenne e Canto del Passio
***
(Martedì Santo 31 marzo 2015 Petriolo , vicino Tolentino, centro storico ore 21 Processione Eucaristica per la conclusione delle Quarantore)
***  
Giovedì Santo 2 aprile 2015 Chiesa Sacro Cuore Tolentino, apertura ore 16 per le Sante Confessioni; ore 16,30 , Messa solenne In Coena Domini 

 ***

Venerdì Santo 3 aprile 2015 Bas.Concattedrale di San Catervo Tolentino ore 13,30 TRE ORE di Agonia di N.S.G.C. 
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Venerdì Santo 3 aprile 2015 Chiesa del Sacro Cuore Tolentino ore 16,30, Solenne Azione Liturgica , Canto del Passio, Adorazione della Croce.
 ***

Venerdì santo 3 aprile 2015 centro storico di Tolentino ore 20,00 processione detta del Cristo Morto
***

Sabato Santo 4 aprile 2015 Chiesa del Sacro Cuore di Tolentino  
a) ore 18,30 Veglia Pasquale 
b) ore 19,45 Messa Solenne della Risurrezione
***

Domenica di Pasqua 5 aprile 2015 Chiesa del Sacro Cuore di Tolentino ore 17,00 Santa Messa Solenne


Chiesa riscaldata, spazi interni a disposizione delle Mamme per i bambini piccoli, ( a richiesta due Maestre d’asilo ) servizi efficienti.


Preparazione : L’Ufficio delle Tenebre del Mercoledì Santo nella Chiesa del Sacro Cuore; la Santa Messa vespertina della Domenica in Albis ( 12 aprile 2015)nella Chiesa del Sacro Cuore e la consueta celebrazione mattutina di Sabato 25 aprile 2015 a Grottammare nella Chiesa di San Giovanni Battista

Quest'anno avremo un motivo in più per ringraziare il Signore: la Provvidenza ha infatti disposto che per il  Sacro Triduo , di cui abbiamo fornito gli orari, avremo la presenza di tre giovani Sacerdoti che saranno disponibili anche per le Sante Confessioni prima e dopo le celebrazioni.

Preghiamo per la Chiesa, il Papa , i Consacrati e particolarmente per tutti i Seminari Cattolici.