martedì 2 settembre 2014

Poveri giovani “se anche la Chiesa smette di educarli e di rafforzarli nella fede cosa sarà di loro ?”

“ Gli ex atleti pacifisti e stramilionari, tutti cattolici devoti ed esemplari hanno incensato J.M. Bergoglio per l’iniziativa della Partita per la Pace. Radio Vaticana: "L'evento sportivo - ha aggiunto il Pontefice - è un gesto altamente simbolico per far capire che è possibile costruire una cultura dell'incontro e un mondo di pace dove i credenti di religioni diverse conservano la loro identità, vivendo nel reciproco rispetto". 
Ci provate da secoli a costruire questo mondo ateizzato, sincretinista, i cui la Pace non è prodotta dalla Grazia …” ( Cfr. Pietro Ferrari su Radio Spada )
Sono sinceramente preoccupato, anzi preoccupatissimo per la sorte dei ragazzotti/bambolotti della nostra fatiscente società occidentale nutriti con omogeneizzati ma in digiuno permanente dai valori pregnanti religiosi e civili che non potranno obiettivamente affrontare le sfide e gli attacchi di una società sempre più scristianizzata nemica fin dal midollo di Cristo e della Sua Chiesa !

Non vogliamo giudicare, Dio ce ne voglia, l’operato dell’amato Pontefice, a cui si deve rivolgere sempre la nostra preghiera, ma la sponsorizzazione che Egli ha fatto della partita interreligiosa per la Pace , che si è tenuta ieri allo Stadio Olimpico di Roma alla presenza di 20.000 spettatori – così han detto oggi i TG – lascia perplessi e disorientati .
In compenso, a seguito delle polemiche TV del devoto Maradona, abbiamo potuto sapere che  esiste Mauro Icardi  calciatore anche lui , ricevuto in udienza dal Papa  . 

" Forse l'Europa si trova di fronte ad un'ennesima tragedia di guerra.
In Africa e in Asia minore i paesi medio-orientali sono tutti in fiamme e sono tutti di matrice islamica - basta guardare dalla Siria all'Iraq ed il blocco islamico che ha in mente l'occupazione dell'Europa Cristiana (ormai scristianizzata) per islamizzarla - (non sottovaluterei l'avviso del Re dell'Arabia Saudita che ci dice di prendere iniziative ora e prima che sia troppo tardi).

La chiesa invece di chiamare a raccolta i fedeli Cattolici alla preghiera come si è fatto nei secoli passati, di fronte alle guerre ed alle calamità, pensa ad organizzare partite di calcio.
In altri momenti e per altri motivi molto meno importanti, si sono svolte manifestazioni di piazza enormi in tutto il mondo,; basta guardare che quando viene ucciso in un carcere americano un criminale, si illumina il Colosseo … si mobilita mezzo mondo; ma di fronte al flagello del martirio di migliaia di Cristiani nei paesi arabi/islamici ad opera dei criminali dell'Isis, si muove ben poco. Pare in concomitanza della partita, peraltro con pochissimi spettatori, sono stati immessi su internet degli orrendi video in cui i jihaidisti giocano a calcio con le teste mozzate delle vittime.... dum Romae sunt circenses... ".
Ci  rattristiamo grandemente per la sorte dei nostri giovani, frustati per la mancanza di lavoro a causa di una crisi economica creata a tavolino dai poteri che da oltre due secoli sono i padroni del mondo : se anche la Chiesa smette di educarli e di rafforzarli nella fede cosa sarà di loro ?

Alla prima ventata di persecuzione spariranno come pula al vento e, rinnegando ben presto Cristo per aver salva la vita si convertiranno all’Islam …

Maria, aiuto dei Cristiani, assisti i nostri giovani e proteggerli dalle insidie del male e dalle superficialità degli Uomini di Chiesa !


lunedì 1 settembre 2014

Mons. Nazzareno Marconi : Omelia per la Festa di San Giuliano 2014


La festa del nostro patrono ci invita a riscoprire uno dei fondamenti della spiritualità della nostra Chiesa diocesana. 
Ogni Chiesa diocesana ha infatti una propria identità storica e territoriale, segnata dai suoi santi e la vita dello Spirito, la vita di fede, ne è profondamente permeata.
La vita di una comunità credente, ci insegna S.Paolo, è la vita di un unico corpo vivo: “voi siete il corpo di Cristo e sue membra” (1Cor 12,27), che porta in sé i segni della sua storia. 
Il nostro corpo non è solo il nostro DNA, ma anche la nostra storia. 
Così il corpo della Chiesa diocesana è segnato dalla sue storia.
Quando due giovani si conoscono e si innamorano passano tanto tempo a raccontarsi, perchè sanno che non si può costruire il presente ed il futuro, senza la memoria viva e condivisa del passato.
Per questo il libro del Siracide, nella prima lettura di oggi, ci invita: “Considerate le generazioni passate e riflettete: chi ha confidato nel Signore ed è rimasto deluso?”. 
E’ il valore della memoria credente, che oggi la liturgia ci invita a celebrare. Il nostro mondo contemporaneo invece sembra avere dimenticato questa sapienza. 
E’ un mondo senza memoria, che non percepisce il valore del ricordo. 
Il motivo è semplice e tragico: la società dei consumi in cui viviamo ha bisogno di masse, caratterizzate come “spettatori” degli innumerevoli spot commerciali e come “votanti” conquistabili dagli spot elettorali. 
Gli uni e gli altri è bene che non guardino al passato, neppure a quello recente.
Questo sguardo ricco di memoria potrebbe farci ricordare che gli acquisti fatti in passato, con l’illusione di trovare la felicità, si sono mostrati un imbroglio. 
Abbiamo soddisfatto desideri materiali, ma il cuore è rimasto vuoto e deluso. Oppure, sempre la memoria del passato, potrebbe renderci scettici verso le promesse elettorali di salvezza, fatte da uomini come noi, come noi fragili e fallibili. Ci è stata promessa la salvezza, ma i salvatori si sono spesso rivelati inadeguati.
Quando la gente comincia a coltivare la memoria, smette di essere una massa manovrabile e diventa un popolo, che sempre meglio sa dove vuol andare, riconoscendo le vie del bene, da quelle della distruzione e dell’illusione.
La memoria del nostro santo patrono è uno di questi preziosi tesori, da coltivare e trasmettere alle nuove generazioni.
La storia di san Giuliano, come una significativa parabola, si apre con una tragedia. 
Il nostro santo, accecato dalla passione della gelosia uccide per errore il padre e la madre. 
Potrebbe essere l’immagine simbolica del rischio che oggi viviamo. 
E’ tipica del nostro tempo la tentazione di lasciarci dominare dalle emozioni, vivendo in una costante ricerca di sensazioni nuove e forti. 
Il rischio aumenta se cediamo alla tentazione di cancellare le nostre origini, simbolicamente “uccidere il padre e la madre”, nell’illusione di vivere un eterno presente, senza ricordo e senza memoria.
Vorrei che ognuno si chiedesse: 
Chi è tuo padre? 
Chi è tua madre? 
Quali insegnamenti buoni ci hanno trasmesso? 
Quali errori, che loro hanno vissuto e di cui spesso sperimentiamo le amare conseguenze, ci insegnano ad evitare considerando la loro storia?
S.Giuliano si redime dal suo errore traghettando la gente da una sponda all’altra del fiume, simbolo dello scorrere della storia e del bisogno che ognuno ha di ritornare periodicamente indietro, verso la prima riva, per comprendere il senso del proprio cammino.
Dobbiamo imparare da lui a guardare al cammino percorso, e soprattutto alla riva da cui tutti siamo partiti: abbiamo avuto un padre ed una madre che ci hanno donato la vita. 
Questo è il primo fondamento: la vita non è nostra, ci è stata donata e dovremo renderne conto al Primo, originale donatore che è Dio.
Il desiderio penitenziale di san Giuliano, che muove gran parte della sua vita, nasce proprio dalla coscienza di dovere rendere conto a Dio del dono della vita e di come l’abbiamo impegnata nel bene.
In questa prima celebrazione della festa del Patrono, che presiedo come vostro vescovo, ho sentito un chiaro invito a riconoscere in queste immagini, una indicazione del mio servizio in mezzo a voi. 
Non vengo a vivere un episcopato fatto solo di presente, che cala dall’alto sull’onda dell’emozione e della ricerca di novità, magari promettendo un futuro luccicante, come se fossi “l’uomo della provvidenza”.
Entro invece nel grande fiume della storia di questa nostra Chiesa, come ha fatto San Giuliano: cosciente di essere solo un uomo, un uomo con le sue fragilità, i suoi limiti, i suoi peccati. Però desideroso di camminare sulla via del bene e disposto a traghettare, in questi anni che il Signore vorrà donarci, le nostre vite, lungo il fiume della storia, verso la sponda del Regno di Dio.
Per fare questo dobbiamo coltivare tutti una fede più ricca di memoria.
Non “sopprimere” i nostri padri, ma riandare con costanza alla ricchezza dei loro insegnamenti, e dei loro valori, per camminare verso il futuro come un popolo saggio e buono, e non una massa facilmente manipolabile.
In questa omelia, tradizionalmente, il vescovo parla alla città, ed anche alle sue istituzioni e guide civili. 
Nel luglio 2013, Papa Francesco, durante un incontro con i seminaristi, i novizi e le novizie ci ha detto: Io dico sempre quello che affermava san Francesco d’Assisi: “Annunciate il Vangelo sempre. E, se fosse necessario, con le parole”. Cosa vuol dire questo? 
Annunziare il Vangelo con l’autenticità di vita, con la coerenza di vita. (…) 
La coerenza è fondamentale perché la nostra testimonianza sia credibile.
Queste parole del papa ci impegnano, come Vescovo e come Chiesa, a non parlare alla città in astratto, e dall’alto di un pulpito, ma a mostrare con la nostra vita ciò in cui crediamo.
Per questo mi rivolgo a tutti i credenti, all’inizio di questo anno pastorale, indicando le direttrici fondamentali del cammino che vogliamo percorrere, anche come valore e come testimonianza offerta a tutta la città.
Cercheremo perciò di tornare alle radici della nostra identità cristiana, nutrita della memoria della nostra chiesa diocesana, dei suoi pastori del passato e dei suoi santi. 
La tradizione credente, la fede popolare, sono il luogo vivo di questo ricordo. 
La fede popolare è un tesoro prezioso, sempre bisognoso di purificazione e di rinnovamento, ma che non dobbiamo perdere, anzi dovremo passarlo rinvigorito e purificato, alle nuove generazioni.
Lo scrigno più prezioso della memoria credente è certo la Parola di Dio. In essa è contenuto il ricordo vivo e sempre attuale di quanto il Signore ha fatto e detto per noi. 
Servire la Parola, senza mai servirsi della Parola, è l’obiettivo sempre valido di ogni nostra celebrazione, preghiera e catechesi. 
Ogni anno deve essere prima e più di tutto ritmato dall’ascolto della Parola e del Vangelo della domenica in particolare. Senza questa pastorale fondamentale, il resto rischia di essere emotivo e fragile.
Celebrare il ricordo vivo ed operante della salvezza, è il contenuto fondamentale della celebrazione dell’eucarestia. Vivere la messa, come la sorgente della preghiera e della vita di tutta la settimana del cristiano, dovrà essere la preoccupazione primaria dell’azione delle nostre comunità parrocchiali.
Vorrei infine che vivessimo quest’anno che abbiamo davanti come impegno e testimonianza di fede offerta a tutta la città, soprattutto con la concretezza di un amore che si fa carità, cioè amore concreto e vero.
Speriamo invece di non meritare il rimprovero con cui si chiude il brano del Siracide, “guai al cuore indolente che non ha fede”.
Mi impegnerò in prima persona, con l’aiuto di tutti i nostri presbiteri, diaconi e religiosi, per aiutare tutti, ma in particolare i giovani, a fare questo salto di qualità nella vita spirituale e di preghiera, per consolidare ed arricchire la nostra fede.
Dare una testimonianza di fede solida e operosa nel bene, è un dono prezioso che potremo fare a tutti, con umiltà e rispetto; anche a coloro che non credono.
Il mondo ha bisogno, oggi più che mai, di questa testimonianza della fede che si compendia nella parola centrale del vangelo di questa festa: “Come il tralcio che fa frutto, rimanete uniti a me”.
Che san Giuliano ospitaliere ci aiuti ad:

Ospitare Gesù nella nostra vita,
Ospitare Gesù nella nostra città,
Ospitare Gesù nel nostro futuro.

+ Nazzareno Marconi , Vescovo

giovedì 28 agosto 2014

"Perchè colgo l'intervento della Divina Provvidenza nell'ultimo discorso di Mons.Galatino" (Cit)

Stamane, festa di Sant'Agostino, Padre e Dottore della Chiesa, ho fatto leggere l'ultima perla galantiniana ad un arguto Professore Universitario , uomo di grande fede e di amore per la Chiesa .
Lo rileggiamo dall'Agenzia SIR :
L’assemblea eucaristica dovrebbe essere “ un luogo dove tutti si sentano a casa ”: migranti, fedeli in situazione matrimoniale irregolare, persone disabili, malati, poveri, anziani, bambini. 
È la raccomandazione, espressa in un lungo intervento di 18 pagine da monsignor Nunzio Galantino, vescovo di Cassano all’Jonio e segretario generale della Cei, parlando oggi a Orvieto ai partecipanti alla 65ª Settimana liturgica nazionale organizzata dal Cal (Centro azione liturgica). Mons. Galantino ha evidenziato prima di tutto la necessità di adottare l’atteggiamento suggerito da Papa Francesco di una Chiesa “in uscita”, che “prende l’iniziativa” per essere “accogliente” e “accorciare le distanze”. In ambito liturgico, ha raccomandato di non organizzare celebrazioni eucaristiche “settoriali”, pensate cioè “solo per qualche gruppo o categoria” ma momento di “convocazione e raduno di tutta la comunità”. 
Nelle “Messe dei bambini”, ad esempio, “non si tratta di celebrare in modo infantile, né di snaturare i riti liturgici con l’illusione di renderli più comprensibili o interessanti, ma di porre in atto alcune attenzioni”, come “canti adatti, valorizzazione delle posizioni del corpo, opportune e brevi monizioni”. 
Anche i gruppi presenti nelle comunità sono invitati “a non volersi isolare nel proprio cammino”. (segue)
10:54
Un’attenzione particolare dell’assemblea eucaristica è “la misericordia nei confronti dei poveri”: “sono lontani i tempi in cui nelle chiese era evidente la differenza fra ricchi e poveri - ha osservato mons. Galantino -, per esempio con i posti riservati per le persone più agiate o anche con sedie e banchi di loro proprietà. Questo grazie a Dio non accade più.
Ma basta questo per dire che i poveri nelle nostre assemblee sono accolti? I poveri sono scomodi, lo sappiamo bene”.
Il segretario generale della Cei ha posto una serie di domande provocatorie sulle quali i cristiani sono chiamati ad interrogarsi: “siamo sicuri che i poveri partecipino volentieri alla messa domenicale perché si sentono accolti? 
Siamo sicuri che nelle nostre assemblee non si facciano davvero differenze tra ricchi e poveri? In che modo ci interroga la presenza di persone che chiedono l’elemosina alla porta della chiesa? Talvolta costoro sono cristiani, anche cattolici, ed entrano in chiesa per pregare o per partecipare alla Messa: quale accoglienza viene loro riservata?” 
Allo stesso modo, ha proseguito, le celebrazioni devono dedicare particolari premure verso “malati, sofferenti, persone disabili”, ad esempio eliminando le barriere architettoniche e riservando dei posti che “si adattino alle condizioni fisiche e psicologiche dei malati, in particolare per le difficoltà motorie ed uditive”. (segue)
10:55
Stesso atteggiamento va espresso nei confronti dei migranti, ha sottolineato il segretario generale della Cei: “Le comunità del luogo hanno il dovere dell’accoglienza, sono tenute ad accordare loro ospitalità, evitando di farli sentire ospiti, perché nella Chiesa ogni cristiano è a casa propria”. 
Nel caso di singoli fedeli, famiglie o piccoli gruppi “è da prevedere un’accoglienza e una conoscenza da parte del sacerdote o di altre persone”. Per le comunità più grandi “non si tratta soltanto di offrire l’ospitalità in un edificio di culto - ha suggerito -, ma è opportuno cercare anche dei contatti tra le comunità e, almeno qualche volta all’anno, svolgere delle celebrazioni comuni”. Infine, mons. Galantino ha ricordato la situazione dei fedeli in situazione matrimoniale irregolare, che “vivono la loro condizione con grande sofferenza” e “percepiscono la disciplina della Chiesa come molto severa, non comprensiva se non addirittura punitiva”. “Con sincerità - ha rimarcato - dovremmo però riconoscere che anche gli altri fedeli percepiscono la disciplina della Chiesa come un’esclusione di questi loro fratelli e sorelle, e, talora, li osservano con uno sguardo carico di pregiudizio”, imponendo loro “un ulteriore fio da pagare, una loro discriminazione di fatto”. 
Serve quindi “accoglienza, comprensione, accompagnamento, supporto”, e “percorsi di vita ecclesiale” sebbene “non possano ricevere la comunione eucaristica”. 

L'intevento ad Orvieto di Mons. Nunzio Galantino, piazzato da Papa Francesco come Segretario Generale della CEI , considerato la    " bocca parlante " del Papa per la Chiesa Italiana, non meriterebbe un particolare commento :   gli sfrontoni , le affermazioni  demagogico/populiste e la mancanza di devozione e di sacrum a farci capire come dovrebbe essere, secondo la mente di qualcuno,  la " Chiesa che cambia " ... per fortuna  la Divina Provvidenza per frantumare i progetti umani e riportare nella giusta collocazione i " disegni di Dio " !


Allora perchè il titolo di questo post ? 

"Perchè colgo l'intervento della Divina Provvidenza nell'ultimo discorso di Mons.Galatino"
Dio nel corso della storia dell'uomo della Chiesa si è servito anche di punizioni esemplari per ribadire il Suo primato e la Sua potenza e per ridonare la gioia di un "cuore puro e semplice " all'uomo che ha smarrito la retta via.
Dalla lettura del discorso galantiniano per nulla in linea col comune " sentire cum Ecclesia " e con la sana dottrina dei Padri  pare evidente che i tempi della purificazione si stanno accorciando :  la distruzione dell' edificio ecclesiale sfregiato e corrotto per  essere poi restaurato come  Chiesa pura e viva   fondata solo sul Vangelo e sul sangue innocente dei Martiri !

“Velociter currit ad finem” !

Una Chiesa collusa con il potere e sotto l'influsso dell'inganno dei nemici di Cristo non può durare : sarà purificata e così resa nuovamente splendente e radiosa potrà essere presentata come Sposa immacolata e illibata al Suo Signore come Luce di salvezza per l'umanità errante !

"Perchè colgo l'intervento della Divina Provvidenza nell'ultimo discorso di Mons.Galatino" : l'uomo di fede comprende che i tempi della purificazione della Chiesa sono vicini : tutto sarà saggiato come " oro nel crogiuolo " ; " purificato dal fuoco ";  dallo " zolfo e vento infocato ".

"In questo momento di grande confusione spirituale e dottrinale in cui Satana e gli spiriti maligni volgono a conquistare per la perdizione eterna un gran numero di anime e attaccano mediante la divisione e gli errori dottrinali la Santa Chiesa Cattolica, si rende necessaria la costante preghiera affinché colui che da Dio è stato preposto alla difesa del genere umano dal demonio, intervenga a protezione di tutta la Chiesa dai suoi nemici".

Maria, Madre della Chiesa, rendici perseveranti nella fede e nella sana dottrina dei nostri Padri della fede !


mercoledì 27 agosto 2014

Osimo : Scrigni chiusi

Pensando di fare cosa gradita, alleghiamo la locandina della straordinaria apertura serale della Chiesa di San Marco di Osimo:
Venerdì 05 settembre ore 21.15
La serata si svolgerà con la lettura iconorafica delle preziose opere contenute nella chiesa a cura di Barbara Dubini
e con un intervento musicale degli allievi del prof. Stefano Laureti, classe di chitarra, del Liceo Musicale "C. Rinaldini" di Ancona. (Iniziativa ad ingresso libero)

Si comunica inoltre che la presentazione del libro 
"IL DALMATICO" di Marcello Mastrosanti avrà luogo
SABATO 6 SETTEMBRE 2014, ORE 17.30
nella Sala degli Arazzi del Museo Diocesano "Mons. Cesare Recanatini" di Ancona.


sabato 16 agosto 2014

Verso il Terzo Pellegrinaggio all'aurora dell'Assunta a Grottammare Alta ( 15 agosto 2015)
















Appena terminato il Secondo Pellegrinaggio all'Aurora dell'Assunta a Grottammare Alta ( AP ) A DIO PIACENDO, stiamo pensando , con l'incoraggiamento ed il permesso dei Superiori, al Terzo Pellegrinaggio del 2015 con qualche ... aggiunta di devozioni popolari care ai fedeli.

" Carissimi , mi rallegro della riuscita : molti fedeli locali e forestieri hanno apprezzato l'intensità e la profondità della preghiera.
Penso che il pellegrinaggio possa essere un tentativo per vivere ancora più intensamente la celebrazione ...
A vostra disposizione.
Vi auguro ogni bene e Vi benedico "



Ad perpetuam rei memoriam :  l'orologio dell'ora di alzata dei fedeli di Tolentino che assieme al Parroco Don Andrea Leonesi sono partiti con il pulmino messo gentilissimamente a disposizione del Parroco della Concattedrale di San Catervo verso Grottammare.

Foto di Bruno Fianchini

La Foto dalla Cantoria, con il Violino in primo piano, è stata realizzata dalla violinista Prof.ssa Rita Celanzi .
Soprano solista Anita Partenza. 


sabato 9 agosto 2014

Pellegrinaggio a Grottammare ( AP ) all'alba dell'Assunta. Pilgrimage at dawn when the sun rises, the Assumption in Grottammare, City of Pope Sixtus V

Pellegrinaggio all’alba dell’Assunta a Grottammare, Città di Papa Sisto V.

Dallo scorso anno è stata ripristinata l’antica tradizione del Pellegrinaggio e Messa all’alba dell’Assunta a Grottammare ricordando le famiglie che dai vari centri del territorio si recavano, spesso a piedi, al Paese Alto per confessarsi e per assistere alla Messa.


Venerdì 15 agosto 2014, solennità della Santissima Madre di Dio Assunta in Cielo, alle ore 5,30 del mattino nella Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista in Piazza Sisto V a Grottammare Alta ( uscita A 14 Grottammare, Ascoli Piceno ) sarà celebrata la Santa Messa Cantata nel venerabile rito romano antico disciplinato dal Motu Proprio Summorum Pontificum in Canto Gregoriano con canti tradizionali dedicati alla Madonna.

Prima della Messa sarà recitato il Santo Rosario con il canto delle Litanie Lauretane e ci si potrà confessare.


L’organizzazione dell’iniziativa è dei fedeli del Gruppo della Messa in latino di Teramo e di amici marchigiani di altri gruppi in collaborazione con il Parroco di San Giovanni.


La riscoperta delle nostre radici cristiane è estremamente importante per le nuove generazioni :   dalla famiglia alle istituzioni culturali per la riscoperta e nel ripristino delle radici cristiane in Europa e per la nuova evangelizzazione.


Le radici cristiane sono fonte di cultura e di arte elementi indispensabili per il progetto culturale soprattutto per le nuove generazioni.


Grottammare, la città del grande Papa Sisto V, è fra le più belle della costa adriatica . 
Il paese antico si affaccia sul mare con le chiese che la devozione del popolo hanno innalzato alla gloria di Dio.


Nella messa dell’alba dell’Assunta si pregherà, secondo le indicazioni dei Vescovi Italiani, per i cristiani perseguitati nel mondo a causa della fede in Cristo Signore.

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Since last year, has been restored to the ancient tradition of pilgrimage and Mass at the dawn of the Assumption in Grottammare ( Città di Sisto V ) .


Friday, August 15, 2014, the Solemnity of the Most Holy Mother of God Assumption, at 5:30 am in the Parish Church of St. John the Baptist in Piazza Sisto V in Grottammare  High ( exit A 14 Grottammare ) will be celebrated Mass in the venerable Roman rite governed by the Motu Proprio Summorum Pontificum in Gregorian chant .
 

The organization of the initiative group of the faithful of the Latin Mass of Teramo and friends of the Marches of other groups in collaboration with the pastor of St. John.

The rediscovery of its Christian roots is extremely important for the new generations: we should engage everyone, from family to cultural institutions, in the rediscovery and restoration of the Christian roots in Europe and in the world inviting others in this necessary mission of evangelization. 

Grottammare , the city of the  Pope Sixtus V, is one of the most beautiful towns on the Adriatic coast: the old country, with the churches that the devotion of the people have erected to the glory of God, overlooking the sea. 

In the Mass of the Assumption dawn prayers will be said, according to the indications of the Italian Bishops, for the persecuted Christians in the world because of their faith in Christ the Lord.

venerdì 8 agosto 2014

Sacrilegi in Iraq e in Francia : musulmani devastano Chiese e calpestano il Santissimo Sacramento


" E’ stato un «giovane musulmano», sulla trentina, l’autore delle profanazioni e degli atti sacrileghi compiuti lo scorso 5 agosto, verso le ore 8 del mattino, presso le due chiese di Thonon-les-Bains, quella intitolata a Sant’Ippolito, nonché la attigua basilica intitolata a San Francesco di Sales: ad affermarlo alla stampa locale, è stato il Parroco, don Le Tué.

Le forze dell’ordine ritengono che l’intemperante seguace dell’islam potesse essere in preda ad una «crisi di demenza probabilmente mistica» ( o diabolica ... N.d.R.): un altro modo per definire il fanatismo religioso. 
Di certo sapeva bene dove colpire. 
E l’ha fatto. 
Con violenza inaudita.

L’uomo è sembrato una furia scatenata: ha rovesciato e distrutto due altari, candelabri e leggii, frantumato statue, sradicato un tabernacolo, torto una croce in bronzo massiccio, sfondato la porta della sagrestia e mandato in pezzi le vetrate.
Ingenti i danni provocati, trattandosi in molti casi di manufatti risalenti al XVIII ed al XIX secolo.
Il volontario, che al momento della devastazione si trovava all’opera in basilica, ha immediatamente avvertito la Polizia.
Giunti sul posto, gli agenti hanno interrogato il folle autore di tali atti, ponendolo subito in regime di custodia cautelare in carcere.

Oltre ai gravi atti di vandalismo ed alle profanazioni da lui compiute in entrambi i templi, l’intruso ha commesso anche un vero e proprio sacrilegio, «calpestando» le Ostie consacrate, secondo quanto riferito ancora dal Parroco.

Profondamente ferita nei propri sentimenti religiosi la comunità di fedeli del posto, esterrefatta di fronte all’accaduto. 
Le celebrazioni liturgiche sono state tutte sospese fino a domenica, quando il Vescovo parteciperà ad una preghiera di riparazione.

In collaborazione con: No cristianofobia

Fonte : VoxNeuws