lunedì 28 luglio 2014

Caserta. Il Papa ha visitato gli evangelici/pentecostali . Invochiamo i Santi che, ispirati dallo Spirito Santo, hanno combattuto l'eresia protestante.

Sembra che il Papa ( salvo le solite smentite ufficiali ) all'incontro che oggi ha avuto con gli Evangelici/Pentecostali a Caserta abbia detto : «Tra quelli che hanno perseguitato e denunciato i pentecostali, quasi come fossero dei pazzi che rovinavano la razza, c'erano anche dei cattolici: io sono il pastore dei cattolici e vi chiedo perdono per quei fratelli e sorelle cattolici che non hanno capito e sono stati tentati dal diavolo» 
...
«
una tentazione dire: io sono la Chiesa tu sei la setta. Gesù ha pregato per l’unità. Lo Spirito Santo fa la diversità nella Chiesa. Lui fa la diversità. Ma poi lo stesso Spirito Santo fa l’unità e la Chiesa è una nella diversità. Una diversità riconciliata per lo Spirito Santo»  Fonte QUI


La Santa Chiesa Cattolica, checchè ne dicano i professionisti delle menzogne storiche , ha sempre condannato l'uso della violenza esaltando il giusto combattimento contro l'eresia come ha fatto San Giovanni Bosco ( vedere sotto ).

Noi ci ancoriamo con forti e resistenti catene d'acciaio all'infinita saggezza della Chiesa di sempre che  usa fermezza nei confronti dell'eresia e della diffusione dell'errore ma distribuisce un' infinita humanitas , di cui è Maestra, nei confronti dell'errante.

Quale  convergenza possiamo noi avere con i fratelli protestanti che con fierezza nei nostri difficili giorni non solo confermano le loro eresie antiche ma sostengono quelle aberrazioni in fatto morale e/o familiare che la società attuale sembra volerci "democraticamente" imporre  ?

Non sono anch'essi   cooperatori del Nuovo Ordine Mondiale che, sempre più chiaramente, mostra gli affilati denti  pronti per azzannare  tutti coloro che riconoscono Gesù Cristo :  Via, Verità e Vita ? 


Nel nome dei  Catechisti che ho avuto nella mia adolescenza e nella mia infanzia e di tutti i Sacerdoti che ho conosciuto dico con ogni cellula del mio DNA :  NO AL PROTESTANTESIMO !



Non c'è neppure bisogno che io ribadisca il pensiero teologico/pastorale dei miei educatori  perchè sono gli stessi evangelici e gli stessi pentecostali che rigettano con schifato orrore l'idea di un riavvicinamento con la Verità cristologica e con l'unica e vera Chiesa di Cristo : LEGGERE QUI quel che i nostri fratelli evangelici e protestanti  hanno scritto recentissimamente di questa prospettiva resa, secondo loro, più concreta dopo l'elezione al Soglio Petrino dell'attuale Papa !


Posso, nel frattempo, fare elogi per l'organizzazione culturale e musicale degli Anglicani e dei Luterani ma rifuggo come la peste le organizzazioni para-USA evangeliche e pentecostali che finanziate  oltreocenano vengono a dividere le nostre famiglie e le nostre comunità con crescente efficacia e furbizia !
Tutti conoscono l'odio che essi instillano nei cuore dei cattolici per inoculare il veleno contro la Verità  : contro   la Madre di Dio, contro i Santi, contro la  Santissima Eucaristia , contro il Primato Petrino ... pare poco ??? 


La "loro" religione, ha commentato un Parroco, vuol essere facile ... senza dogmi, senza Maria Santissima Corredentrice , senza Santi e senza regole ...



Noi Cattolici NON dobbiamo però rinunciare, pena la salvezza della nostra anima, alla missionarietà e alla correzione dell'eretico : " E' come se un medico andasse da un suo paziente malato ai polmoni a scusarsi per non averlo visitato da tanto tempo e, vedendolo fumare, non gli dicesse niente perchè lo lascia libero di scegliersi la propria vita senza nemmeno provare a dirgli "Guarda che se smetti di fumare vivrai meglio e più a lungo". 
Allora che smetta di fare il medico visto che non lo sa fare".



Noi tutti, in virtù dell'appartenenza alla vera Chiesa di Cristo abbiamo il dovere di essere missionari anche nei confronti dei fratelli evangelici e/o pentecostali per ricondurli nell'unico ovile con Cristo Buon Pastore ! 
Questo è l'ecumenismo più bello e gradito al Signore Onnipotente !



Un Teologo  ha detto che i continui sbandamenti destra/sinistra/destra/sinistra della Chiesa, la casta prostituta, forse porteranno la Barca alla fine dei tempi nel Porto della Salvezza :


prima c'era l'esaltazione della Monarchia...
Poi è stata esaltata la Democrazia.
Prima c'era la condanna dell'eresia...
Poi è stato esaltato il dialogo .
E così via ...


Fin quando il giusto Giudice si sarà stancato ...
Allora saranno guai !

Don Bosco e i protestanti

« Scendevano a turno a Valdocco a disputare con me »

Le Letture Cattoliche furono accolte con consensi vastissi­mi. 
Il numero dei lettori fu straordinario. 
Ma questo suscitò l'ira dei protestanti. 
Provarono a combatterle con i loro giornali, con le loro Letture Evangeliche, ma non trovarono lettori. 
Allora passarono ad ogni sorta di attacco contro il povero don Bosco. 
Scendevano a turno a Valdocco, a disputare con me, persuasi che nessuno potesse resistere ai loro argomenti. 
I preti cattoli­ci, secondo loro, erano tutti gonzi, e con due parole si poteva­no mettere nel sacco.
Venivano a volte da soli, a volte in due, altre volte a gruppi. 
Io li ascoltavo sempre, e siccome non sapevano rispondere alle mie domande imbarazzanti, raccomandavo che si facessero ri­spondere dai loro ministri, e poi mi riferissero le risposte.
Vennero Amedeo Bert, Meille, l'evangelicó Pugno, poi tanti altri. 
Cercavano di persuadermi a non parlare, a interrompere la stampa dei nostri libretti. 
Ma non ottennero nulla. 
Questo accese la loro ira. 
Credo opportuno riferire alcuni fatti.


« Lasci stare le Letture Cattoliche »
Una domenica sera del mese di maggio mi furono annun­ciati due signori che venivano per parlarmi. 
Entrarono e si com­plimentarono a lungo con me. 
Poi uno cominciò a dire:
- Lei, signor Teologo, ha dalla natura un grande dono: quel­lo di farsi capire e leggere dal popolo. 
Perciò dovrebbe sfrutta­re questo dono prezioso in cose utili per l'umanità, mettendosi al servizio della scienza, delle arti, del commercio.
- Il mio tempo è tutto assorbito dalle Letture Cattoliche, a cui voglio dedicare ogni mia forza.
- Sarebbe molto meglio che scrivesse qualche buon libro per la gioventù: un volume di storia antica, un trattato di geo­grafia, o di fisica, o di geometria.
- E perché, secondo voi, non dovrei dedicarmi alle Letture Cattoliche?
- Perché sono argomenti fritti e rifritti.
- Questi argomenti sono già stati trattati in opere di cultu­ra, è vero. 
Ma nessuno li ha affrontati in maniera popolare. 
Ed è proprio questo lo scopo delle Letture Cattoliche.
- Questo lavoro, però, non le porta nessun vantaggio ma­teriale. Se si mette invece a scrivere i libri che le abbiamo sug­gerito, avrà un notevole guadagno da impiegare nel meraviglioso istituto che la Provvidenza le ha affidato. 
Possiamo addirittu­ra anticiparle una buona somma (mi porsero quattro biglietti da mille lire). 
E le assicuriamo che non sarà la nostra ultima offerta: le porteremo somme maggiori.
- Perché volete darmi tanto denaro?
- Per incoraggiarla a scrivere le opere che abbiamo sugge­rito, e per collaborare al suo splendido Oratorio.
- Scusatemi, signori, se non accetto il vostro denaro. 
Io non scriverò nessun altro libro. 
Continuerò a lavorare alle Let­ture Cattoliche.
- Ma è un lavoro inutile.
- Se è un lavoro inutile, perché preoccuparsi tanto? 
Per­ché spendere denaro per farmi smettere?
«Se esce di casa, è sicuro di rientrare?»
- Pensi bene a quello che fa. 
Rifiutando lei danneggia la sua opera, si espone a conseguenze e a pericoli...
- Signori, capisco molto bene quel che volete dirmi. Ma vi dico chiaro e tondo che quando sto dalla parte della verità non ho paura di nessuno. 
Facendomi prete, mi sono consacra­to al bene della Chiesa e della povera gente. 
E intendo conti­nuare a lavorare per questo, anche scrivendo e stampando le Letture Cattoliche.
- Lei fa male - dissero con voce minacciosa alzandosi in piedi. - Lei fa male, lei ci insulta. 
Se esce di casa, è sicuro di rientrare?
- Voi non conoscete i preti cattolici, signori. 
Finché vivo­no, lavorano per compiere il loro dovere. Se per far questo do­vessero morire, per loro sarebbe la più grande fortuna, la mas­sima gloria.
In quel momento li vidi così irritati che temevo mi picchias­sero. Mi alzai, misi una sedia tra me e loro, e aggiunsi:
- Se volessi usare la forza, non avrei nessuna paura di voi. 
Ma la forza dei preti è la pazienza e il perdono. 
Andatevene. 
Aprii la porta della camera:
- Buzzetti, dissi, conduci questi signori fino al cancello. 
Non conoscono bene la strada.
Rimasero confusi. 
Borbottarono:
- Ci rivedremo in un momento più opportuno.
Se ne uscirono con la faccia e gli occhi rossi di sdegno. 
Questo fatto fu pubblicato da alcuni giornali, e fu riferito in lungo e in largo dall'Armonia.

(Don Bosco) Memorie dell’Oratorio




Foto : ingresso del Papa nella struttura evangelica di Caserta

mercoledì 23 luglio 2014

Venerdì 1 agosto : giornata di preghiera e di penitenza per i cristiani perseguitati in Iraq e in Medio Oriente

Venerdì 1 agosto è il giorno scelto ( per iniziativa dalla Fraternità Sacerdotale San Pietro (FSSP fatto proprio conseguentemente da alcuni Gruppi Stabili ) per una giornata mondiale di pubblica Adorazione di Nostro Signore Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento nella supplica per i nostri fratelli perseguitati in Iraq, in Siria e in Medio Oriente:

si chiede di dedicare Venerdì 1 Agosto ad una giornata di preghiera e di penitenza per i cristiani che soffrono terribili persecuzioni in Iraq, Siria e altrove in Medio Oriente.

Il 1 agosto è il primo Venerdì del mese e la festa di San Pietro in Vincoli : "la festa in cui leggiamo del grande potere della preghiera perseverante dei membri della Chiesa: "Pietro dunque era tenuto in carcere. Ma la preghiera è stata fatta incessantemente dalla Chiesa a Dio per lui. "(Atti 00:05)

Questa festa del Principe degli Apostoli in Vincoli deve essere un invito ai fedeli ad unirsi insieme nella preghiera supplicando la Santissima Trinità che i nostri fratelli, membri del Corpo Mistico della Chiesa, possano perseverare nella fede, e che, come San Pietro, siano presto liberati dalla terribile persecuzione di cui sono vittime innocenti.
Possa tale giorno servire come memoria per tutti noi : il forte contrasto che si frappone tra i nostri giorni di vacanza e di giusta spensieratezza e la loro lotta quotidiana per la sopravvivenza in cui sono uccisi o esiliati dalle loro case.


E ' un giorno scelto con saggezza: ci affratella nella preghiera comune con tutti i nostri fratelli cattolici, dell’Est e dell’Ovest qualsiasi siano le sfumature liturgiche o pastorali .
Se ti consideri semplicemente un cattolico unisciti nella preghiera e nella penitenza : anche nell’intimità della tua casa, se ti è difficile raggiungere una chiesa. La comune preghiera in questa Adorazione mondiale di Nostro Signore Gesù Cristo, insieme a tutti gli Angeli ed ai Santi sarà il più prezioso contributo per i cristiani che soffrono la persecuzione e la violenza nel Medio Oriente .

lunedì 21 luglio 2014

Confondere l'Isil con tutto l'Islam è un errore...Non guardiamo solo al boia, ma anche ai suoi mandanti, ai suoi oggettivi alleati

Fra i benefici che offre Internet  nei blog ( seri )  c'è la lettura e la condivisione dei  commenti  ai vari post alcuni dei quali sono veramente interessanti.
Ho copiato ed incollato alcuni "commenti " del post di  Chiesa e post concilio ( domenica 20 luglio ) con l'appello di Shlemon Warduni, vice Patriarca della Chiesa caldea in Iraq,  “ Tutti coloro che hanno un potere in Iraq e nel mondo intervengano per salvare i cristiani di Mosul, depredati e scacciati dalla città ” . Alcuni, ma non tutti, sono dell'intelligente ed arguto osservatore che si firma " Silente " e possono farci riflettere in modo meno impulsivo e più costruttivo sul dramma che i nostri Fratelli nella Fede stanno vivendo soprattutto nella martoriata nazione iracheca.
Che il Signore assista quelle sventurate residue famiglie cristiane in quest'ora di prova e di dolore !
Andrea Carradori


" Confondere l'Isil con tutto l'Islam è un errore.. 
E' vero. 
L'Isil è l'espressione di una corrente minoritaria dell'Islam sunnita. 
Condannata dal "mainstream" sunnita, per non parlare poi dell'Islam scita. 
Però è appoggiata e finanziata da paesi quali l'Arabia Saudita. 
Che l'Islam sia più complesso, diversificato e articolato di quanti certi rozzi "islamofobi" mondialisti raccontino - in nome di un odio per tutto ciò che è tradizionale, religioso e sacrale - è vero.

Però, con tutto il rispetto e la stima per il bravo Franco Cardini, che giustamente, da sempre, mette in guardia contro l' "islamofobia", i cristiani in Medio Oriente stanno morendo per mano dei musulmani (anche se dietro, forse...).

Israele e il suo protettore, gli USA (o è viceversa?) hanno tutto l'interesse a destabilizzare gli stati arabi "non allineati". 

L'attacco all'Iraq, alla Siria e alla Libia lo dimostrano. 
Israele vuole "vicini" arabi deboli, instabili, tribalizzati, incapaci di qualsiasi politica di difesa del popolo palestinese. 
Per cui, per gli USA e Israele, ben vengano presunti, autoproclamati "califfi" non riconosciuti da nessuno (la "teologia politica" musulmana è più complessa, seria e dottrinalmente sofisticata, ancorché diversificata in scuole diverse, di quanto pensiamo).

E cosa importa se ciò implica la persecuzione dei cristiani che colà vivono da sempre, cosa importa il loro massacro, cosa importa la pulizia etnica, cosa importa la distruzione di chiese, monasteri, biblioteche millenarie?... 


D'altronde, si sa che Israele non ama i cristiani. 
Chiunque sia stato pellegrino in Terra Santa, sa che certi quartieri della Gerusalemme occupata sono vietati ai fedeli cristiani. 
Pena aggressioni, sassate, insulti da parte degli ebrei "ortodossi". 
Per quanto riguarda gli USA, cosa importa a un "cristiano rinato" di Milwaukee di un siro-cattolico di Mosul? 
Non sa dove sia, Mosul e non sa dove sia neppure l'Iraq. 
E, ovviamente, alle lobby supercapitaliste che governano gli USA dei cristiani del Medio Oriente non frega nulla. 
Anzi, sono oggettivi ostacoli alla globalizzazione omologante e laicista.

L'Europa è inesistente e in preda alle medesime lobby anticristiane. 

La Chiesa, che un tempo avrebbe proclamato la Crociata (e nessun imbecille osi dire: "i tempi sono cambiati"), osa deboli, formali belati, conditi con vili appelli alla non-violenza, al dialogo e a una pace impossibile. 

D'altronde, l'irenismo e il pacifismo sono una componente della strategia distruttiva del modernismo. 
Però, per favore, quando le millenarie comunità cristiane del Medio Oriente saranno state distrutte, nessuno accusi solo un soi disant califfo che, se non fosse crudele e assassino, sarebbe solo ridicolo. 
Chi lo ha armato? 
Chi lo ha foraggiato? 
A chi giova la sua malvagità? 
Non guardiamo solo al boia, ma anche ai suoi mandanti, ai suoi oggettivi alleati e sodali e a chi, per irenistica viltà, non reagisce.

Una particolare vicinanza ai nostri fratelli cristiani/cattolici che stanno affrontando una prova terribile, che il Signore li aiuti a mantenere la fede pur davanti a tanta crudeltà. 
A proposito di quello che sta succedendo nei vari paesi arabi vorrei dire che sono davvero stufa di vedere che poco o nulla si muove in Vaticano su questa tragedia e purtroppo devo dire anche da parte di Papa Francesco. 
Vorrei pregarlo di smetterla di preoccuparsi degli altri, dei vari lontani dalla Chiesa, di preoccuparsi di andare a trovare pastori evangelici e via dicendo ma si concentri a confermare nella fede le pecorelle cattoliche che gli sono state affidate, che faccia sentire la sua vicinanza a questi fratelli nel dolore. 
Per l’evangelizzazione degli atei e l’ecumenismo ci sono i vari pastori e le varie congregazioni, secondo me non è il Papa che deve per primo mettersi in questo campo ma principalmente il Papa deve occuparsi del suo gregge. 


Che occupi il suo tempo non per andare a Caserta a trovare un suo amico, evangelico per di più ( ma è solo l’ultima trovata ) e convochi invece gli ambasciatori in Vaticano ed usi la sua popolarità ( almeno servirebbe a qualche cosa di positivo ) per fare pressioni a chi comanda e tiene le redini a smuoversi e trovare finalmente una soluzione. 


Per gli ebrei e mussulmani lo ha fatto ecco vorrei tanto che lo facesse anche per i nostri fratelli cattolici, magari meglio, non solo per far felice i media e piantare qualche pianta ma per trovare soluzioni vere. 
La diplomazia vaticana ha dimostrato in passato di saper lavorare bene. 
Questo mi aspetto da un Papa, mi aspetto che annulli questa visita inutile al suo amico ed occupi invece questo tempo per cercare di far sentire la sua vicinanza ai nostri fratelli nel dolore. 

Credo che, con tutto il rispetto per la massima autorita' religiosa egiizana, i guerrieri del Califfato, come queli anti Assad, coem gli hezbollah, Hamas, ecc., SE NE FREGANO ALTAMENTE. 

Cosi come tutti quei ragazzi che dalla Francia, Inghilterra, Olanda, Germania, ecc, vanno in Siria e nel Califfato per combattere.

Cosi come i manifestanti anti Isarele in questi giorni a Parigi ed altrove, hanno attaccato al polizia, hanno bruciato cassonetti ed auto, hanno divelto il manto stradale e lanciato " sanpietrini" ...ad ebrei? 
No, a cristiani, i poliziotti.

Quando vedremo le massime autorita' religiose sunnite, scite, saalfite, wananbite, ecc. venire a Roma e a Costantinopoli a chiedere perdono per tutti i cattolici ed ortodossi uccisi, violentati, resi schiavi a partire dal VII sec , allora io personalmente credero' che l'Islam e' una religione di pace, nonostante le sure coraniche che dicono il contrario, compresa quella pronunciata in Vaticano davanti a quell' ingenuo (eufemismo) Papa.

Se avessero segnato le case di ebrei, bruciato una sinagoga , o altro, gli USA ed il mondo intero sarebbero scesi in piazza. Siccome invece si tratta di cristiani orientali, sirii, ortodossi, cattolici, NON protestanti, tutto tace dalle parti del NYT e Washington Post...
Secondo alcuni, tra l' altro, questo Califfato sarebbe stato concepito proprio oltre Oceano ... "

giovedì 17 luglio 2014

La Santa Chiesa Cattolica, precedendo e superando ogni sua manifestazione particolare e temporale, riceve la corona di gloria dal Suo Signore.

Qualcuno si chiederà perchè proprio a commento visivo di un dolente articolo sulla tristissima situazione in cui verte la Santa Chiesa in questi confusi giorni abbiamo messo l'immagine di due Angeli che portano la corona di gloria che sormonta l'Altare.
La spiegazione è vecchia di 2000 anni ...
L'unica Chiesa di Cristo Signore, al di fuori della quale non c'è salvezza, riceve dal Suo Signore la corona di gloria perchè, in virtù dell'assistenza dello Spirito Santo e per il Sacro Tesoro della  Grazia Divina, resiste agli attacchi troppo spesso provocati dagli stessi uomini di Chiesa.
Non esiste infatti nel  mondo antico e moderno una struttura, un'organizzazione , un'ideologia, un regno, una repubblica che pur ricevendo all'interno ed all'esterno dei colpi tremendi e mortali riesce non solo a navigare ma  a suscitare ammirazione su tutti coloro che avendo un cuore puro sono alla ricerca della Verità e della Pace .
Non dimentichiamo infatti  mai :  "  ... come in tutta la storia della Chiesa e il Signore sembrava dormire. 
Ma ho sempre saputo che in quella barca c’è il Signore e ho sempre saputo che la barca della Chiesa non è mia, non è nostra, ma è sua e non la lascia affondare”.


Gli eventi  si susseguono velocissimamente tanto che non ci danno neppure tempo di pensare ...
Ci affidiamo per questo ad un coraggioso uomo di fede : Antonio Socci che in un lucido articolo commenta la "questione" della famosa ( prima ) intervista ( chiamiamola Scalfari1 visto che purtroppo ce n'è stata un'altra - Scalfari2).
La prima intervista ( Scalfari1)   era stata pubblicata pure sul sito ufficiale della Santa Sede  come atto del magistero papale nell'ottobre 2013; poi era stata ritirata dal sito fino ad ieri 16 luglio ( festa della Madonna del Monte Carmelo)   quando è inspiegabilmente ricompasa . 
Oggi  17 luglio è stata nuovamente ritirata dal sito ufficiale della Santa Sede.
Cosa c'è di spirituale e di devozionale in tutta questa strategia della tensione
Lasciamo la risposta ad Antonio Socci.
Evidenzieremo su Messainlatino il dignitoso coraggio di un Vescovo  degno pastore delle pecorelle che sono state affidate alle sue cure pastorali : S.E.R. Mons. Giovanni D’Alise , Vescovo di Caserta ( QUI ) .

A.C.


Che papocchio!!!! COLPO BASSO IN VATICANO DEI TIFOSI DI “PAPA SCALFARI”

Ma cosa sta succedendo in Vaticano? C’è qualche buontempone che si diverte a sabotare papa Bergoglio o si tratta di una specie di autosabotaggio? E’ in corso addirittura una tacita e inaudita sfida di Francesco ai suoi critici?

Il Vaticano è appena uscito – assai malconcio – dall’incidente di domenica scorsa, ovvero la seconda intervista del papa a Scalfari che padre Federico Lombardi – portavoce della Santa Sede – ha dovuto smentire sui punti più importanti, a velocità supersonica, anche per la sollevazione dei cardinali, nella stessa mattina di domenica, e ora si apre un nuovo caso ancora più clamoroso.

Ricordate la prima intervista a Scalfari, quella esplosiva del 1° ottobre scorso?

Non solo viene riproposta dal sito ufficiale del Vaticano, ma addirittura fra i “discorsi” ufficiali del Papa, quindi promossa – se ben capiamo – ad atto magisteriale. Un fatto a dir poco dirompente…

Ricordiamo anzitutto i fatti. In quell’intervista il giornalista attribuiva al papa dichiarazioni così clamorose e temerarie che esplose lo sconcerto di molti cattolici e l’imbarazzo del mondo ecclesiastico.

In Vaticano ci misero un po’ a capire cosa fare perché l’indomani – il 2 ottobre – l’intervista fu addirittura ripubblicata dall’Osservatore romano. Sembra che il Papa stesso non abbia gradito questa iniziativa.

Padre Lombardi in quei giorni cercò di tamponare lo sconcerto generale affermando che il Papa non aveva rivisto personalmente il testo (che tuttavia Scalfari aveva inviato alla Santa Sede per la verifica).

La stessa testata ultrabergogliana “Vatican Insider” ha riconosciuto che “in effetti l’articolo conteneva espressioni difficilmente attribuibili a Papa Francesco”.

Ma la presa di distanza ufficiale tardò molte settimane e parve assai imbarazzata. Arrivò il 15 novembre quando fu decisa la cancellazione di quel testo dal sito ufficiale del papa e del Vaticano (www.vatican.va).

In quell’occasione padre Lombardi si arrampicò sugli specchi spiegando che “l’intervista è attendibile in senso generale, ma non nelle singole valutazioni: per questo si è ritenuto di non farne un testo consultabile sul sito della Santa Sede. In sostanza, togliendola si è fatta una messa a punto della natura di quel testo. C’era qualche equivoco e dibattito sul suo valore. Lo ha deciso la Segreteria di Stato”.

Ricordiamo le dichiarazioni più dirompenti contenute nell’intervista. Scalfari attribuiva al Papa questa incredibile dichiarazione. Alla domanda se esiste un Bene oggettivo e chi lo stabilisce, il Papa avrebbe risposto: “Ciascuno di noi ha una sua visione del Bene e anche del Male. Noi dobbiamo incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene… Ciascuno ha una sua idea del Bene e del Male e deve scegliere di seguire il Bene e combattere il Male come lui li concepisce”.

Queste parole, che contraddicono duemila anni di Magistero della Chiesa e la Sacra Scrittura (basti pensare al Decalogo dato da Dio a Mosè), di per sé potrebbero essere usate arbitrariamente da chiunque per giustificare i propri atti, anche da Stalin o da Hitler. Anche loro – con i loro crimini – perseguivano la loro (perversa) idea di bene e di male.

C’erano poi altre affermazioni sconcertanti attribuite al papa: il proselitismo come “solenne sciocchezza”, la risposta evasiva sulla condanna della Teologia della liberazione fatta da papa Wojtyla, la frase: “io credo in Dio. Non in un Dio cattolico, non esiste un Dio cattolico, esiste Dio”.

Oppure il giudizio pesantissimo sui suoi predecessori (“i Capi della Chiesa spesso sono stati narcisi, lusingati e malamente eccitati dai loro cortigiani. La corte è la lebbra del papato”), che somiglia a un autogol perché se c’è un papa lusingato da tutti è proprio Bergoglio (e ognuno ha i suoi cortigiani).

Ora tutto questa intervista, da cui il Vaticano aveva preso le distanze, viene rilanciata dallo stesso sito vaticano che l’aveva cancellata.

Per volere di chi dal momento che tale rimozione era stata decisa dalla Segreteria di Stato? Sopra la Segreteria di Stato c’è soltanto il Papa. E’ lui che ha voluto il rilancio? E per quale motivo questo ripensamento? Chi sta sfidando? I cardinali? E perché?

Infine la questione più scottante. L’intervista non è riproposta – come si potrebbe pensare – in una sorta di rassegna stampa. Bensì nella parte del magistero papale, fra i Discorsi.

Tutto questo aggrava enormemente la cosa. Infatti padre Lombardi, quando motivò la cancellazione dell’intervista dal sito vaticano, spiegò che non si volevano creare equivoci non trattandosi in quel caso di magistero papale: “In sostanza” disse “togliendola si è fatta una messa a punto della natura di quel testo. C’era qualche equivoco e dibattito sul suo valore. Lo ha deciso la Segreteria di Stato”.

Quell’intervento dunque non poteva definirsi “stricto sensu” magistero. E adesso? E’ di nuovo cambiato tutto?

E quelle “avventurose” affermazioni attribuite al Papa, per esempio sul concetto di bene e di male, dovrebbero essere seguite come magistero quando contraddicono platealmente tutto il magistero di sempre della Chiesa e la Sacra Scrittura?

Sappiamo che i papi non sono sovrani assoluti. Come insegna dogmaticamente il Concilio Vaticano I, devono agire dentro un limite ben segnato: essi sono chiamati a custodire il “depositum fidei” e consegnarlo intatto ai successori. Non possono inventarlo o rinnegarlo (anche in parte) o stravolgerlo.

Come ha sempre ripetuto Benedetto XVI – la Chiesa appartiene a Cristo e non ai papi. Proprio perché compito di ogni pontefice è custodire il “depositum fidei”, come a lui consegnato, la tradizione nella Chiesa è vincolante. Il magistero di ogni papa deve inserirsi nell’insieme del magistero di sempre della Chiesa.

Questo è il problema a cui papa Bergoglio deve dare risposta.



Antonio Socci

Fonte : 
Da “Libero”, 17 luglio 2014

Facebook: “Antonio Socci pagina ufficiale



martedì 15 luglio 2014

Alla Tradizione manca coesione ed organizzazione ( M. Bongi)




Riceviamo e pubblichiamo una riflessione di Marco Bongi  pregando il Signore affinchè non si debba un giorno condividerne l'intero contenuto.
Maria, Madre della Chiesa, prega per noi !
Andrea Carradori



Molti amici mi hanno chiesto, in questi ultimi tempi, perchè i miei articoli si sono notevolmente diradati. 


Certo ci sono gli impegni della vita quotidiana e le conseguenti difficoltà nel trovare il tempo per scrivere. 


Ma francamente mentirei se negassi che un certo senso di frustrazione si stia anche annidando nella mia penna, una sorta di acuta tristezza  nel dover seguire, con continuità, i diuturni episodi che compongono un quadro ormai chiaro ed inequivocabile, per chi almeno non teme di guardare in faccia la realtà cercando di essere, il più possibile, onesto con sè stesso. 



Ogni giorno un'esternazione oggettivamente scandalosa, ogni giorno una ulteriore conferma della terribile crisi in cui siamo immersi. 
Vescovi "cattolici" che si oppongono al Crocifisso, altri Vescovi che "non si riconoscono" in chi prega il S. Rosario in riparazione del crimine di aborto, Commissari Apostolici che si impegnano a proibire la preghiera notturna nei conventi, Presidenti di Conferenze Episcopali pronti a vietare le processioni in onore della Madonna e, sopra tutti costoro, un Pontefice che non è nessuno per giudicare..., salvo poi anatemizzare, subito dopo e con disarmante pressapochismo, mafiosi, sostenitori di un'immigrazione controllata, datori di lavoro che non assumono i disocchupati e, sopra di tutti, quei "pelagiani" di tradizionalisti. 



Ammiro francamente chi ha la forza di seguire, con costanza e meticolosità, l'evoluzione della frana, sia sul piano politico-sociale, sia, soprattutto, in ambito ecclesiale. 

Leggo con regolarità i loro lucidi e documentati articoli, elogio il loro coraggio e la pazienza certosina con cui ci relazionano sullavanzare della valanga.

Ritengo tuttavia che, prima o poi, si dovrà necessariamente passare, in qualche modo, dalla mera teoria all'azione pratica. 


Non che la denuncia, specialmente se ben argomentata, non sia utile. 
Essa certamente contribuisce a creare il sostrato culturale indispensabile ad ogni azione coerente e ben strutturata.  



Ma la cultura, insieme ovviamente alla preghiera, devono poi tradursi in qualcosa di più concreto e quì..., scusatemi la franchezza, casca l'asino e si palesa inequivocabilmente il carattere del mondo tradizionalista italiano. 


Abbiamo, in altre parole, molti, e ben vengano, tradizionalisti da "tastiera" o da "conferenza", assai meno disposti a muoversi, ad organizzare iniziative concrete, a mettersi in gioco fino in fondo.

Ma, penso, più si andrà avanti, meno ci sarà la possibilità di nascondersi o di trovare compromessi all'italiana.



Mi permetto di fare, in tal senso, qualche piccolo esempio:



- Criticare la lobby omosessualista sarà sempre più difficile e rischioso. 
Nessuno potrà sperare di salvare una carriera politica, universitaria, giornalistica od ecclesiastica se decidesse di proclamare con chiarezza la Verità su questi temi. 
Chi è disposto a sacrificare tutto ciò in nome dell'autentica Dottrina morale?



- I medici obiettori di coscienza su aborto, inseminazione artificiale, utilizzo di cellule staminali embrionali  ed eutanasia saranno sempre più esposti, oltre che all'emarginazione professionale, anche a sentenze pilotate di condanna. 
Quanti saranno coloro che sapranno resistere?



- Gli insegnanti che oseranno opporsi ai nuovi orientamenti didattici in materia di "educazione" sessuale dovranno senza dubbio fare i conti con ordini superiori vessatori e costrittivi. 
Avranno la tempra per combatterli a viso aperto?   




Questo sarà, con tutta probabilità, il futuro dei laici ma, anche per i chierici fedeli, non si prospetta sorte migliore. 


E' assolutamente evidente infatti, e solo i più ottusi "normalisti" possono arrampicarsi sui vetri per sostenere il contrario, che la Chiesa Cattolica è oggi occupata da una mandria di lupi travestiti da pastori. ( Noi non condividiamo ovviamente questa frase e siamo orgogliosi di essere annoverati nelle disprezzate file dei cosiddetti " normalisti " N.d.R.)


Non so se costoro siano guidati dalla massoneria, dalla debolezza o semplicemente dall'ignoranza. 
Poco importa da dove arrivino, il fatto chiarissimo è che sempre meno uomini di Chiesa hanno la Fede.

La S. Chiesa certo non è morta, ciò non potrebbe infatti mai avvenire, ma la Sua vera essenza sopravvive, a fatica, sotto la cenere delle persecuzioni.   

Questo è, in fin dei conti, il vero motivo che suscita un odio così viscerale contro i pochi Cattolici autentici che hanno il coraggio di denunciare la deriva contemporanea. 
Tale odio nasce dalla consapevolezza che lì continua a sopravvivere, al di là di tutto, la Sposa di Cristo, pronta al martirio e decisa a seguire, contro tutto e contro tutti, l'unica Via, Verità e Vita. 




Scrivo tutto ciò, con evidente amarezza ma non con pessimismo. 
Voglio soltanto mostrare come diventi urgente, ogni giorno di più, mantenere salda la Fede, ravvivare la preghiera ma anche, elemento non sempre sottolineato a sufficienza, organizzare concretamente la resistenza, in vista di un sicuro futuro contrattacco.

Del resto... proprio questo fu, a mio parere, uno dei meriti più straordinari di mons. Lefebvre.

Egli mantenne certo integra la Fede, ma molti altri la difesero negli anni del post-concilio; egli scrisse molti bei libri, ma gli scrittori autenticamente Cattolici non vennero mai meno; egli continuò a celebrare la S. Messa di sempre, ma anche altri Vescovi continuarono a celebrarla, sia pur saltuariamente, in quegli anni difficili.

 

Ma mons. Marcel Lefebvre fu comunque l'unico a saper organizzare una struttura grande, ramificata e solida, fu l'unico a saper distinguere il significato della vera battaglia rispetto alle tante beghe di cortile in cui purtroppo i tradizionalisti sono maestri, fu l'unico che riuscì a rendere davvero "cattolico", e cioè universale, il livello dello scontro. 


Disseminò il mondo intero di fortilizi dove poteva aggregarsi la resistenza, non cedette alla lusinga del "piccolo è bello" e tutti gli altri sono fuori strada, fu l'unico, in definitiva, sia pur assediato da tutte le parti, a rifuggire con estrema decisione il pericolo dello spirito settario.

Oggi abbiamo ancor più bisogno di simili Pastori. 
Abbiamo bisogno assoluto di un Vescovo, di un Cardinale, di un Superiore Maggiore che sappiano dire basta...! 


Questo non lo posso accettare..., fatemi quello che volete ma non ho paura... 
Chissà quando avverrà una cosa simile?





Marco BONGi 

lunedì 14 luglio 2014

Ordinazione Episcopale di Mons. Nazzareno Marconi, nuovo Vescovo di Macerata,Tolentino,Recanati, Cingoli, Treia

È in una gremita cattedrale di Città di Castello, sua città natale, che domenica pomeriggio monsignor Nazzareno Marconi, nominato vescovo di Macerata da Papa Francesco lo scorso 3 giugno, ha ricevuto l’ordinazione episcopale nel corso di una solenne cerimonia presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve.
Al suo fianco Domenico Cancian, vescovo di Città di Castello, e Claudio Giuliodori, attuale amministratore apostolico della diocesi di Macerata.
( Fra i concelebranti il Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo Metropolita di Firenze N.d.R.).
Un momento di festa sia per la cittadina marchigiana, dalla quale sono arrivati oltre 200 fedeli con i pullman organizzati dalla diocesi, che per Città di Castello.

Chiesa da restaurare «La Chiesa – ha detto il neo-vescovo nel suo intervento alla fine della lunga cerimonia – va tutta restaurata e lo spirito ci aiuta. Andiamo avanti con coraggio».
Un Marconi ovviamente emozionato («posso anche commuovermi, ma la zucca ce l’ho dura») e che ha nuovamente usato la metafora del restauro: «Quello che è successo – osserva – è un bel regalo del Signore, che mi ha fatto vedere tante volte un altro regalo, quello del restauro.
Penso alla nostra Madonna di Raffaello ( A noi è sembrato di udire Madonna di Donatello N.d.R.) , o al seminario regionale.
Tutto ciò ci insegna che sotto quello che consideriamo ‘brutto’ c’è sempre qualcosa di bello».

Fonte : Umbria24

Su Messa in latino l'Omelia del Cardinale Gualtiero Bassetti