lunedì 16 luglio 2018

Perdita del sacro nelle chiese e nell'animo “Togliete le messe dalle chiese e i diavoli balleranno sugli altari”

Quando le chiese, elevate e consacrate alla sola gloria di Dio, diventano una zavorra da trattare come "chiese dismesse" oppure oggetti di vendite pregiudicate al mercato edilizio.
"Chiedilo a loro": ai cristiani perseguitati del Medio Oriente che hanno subito restaurato le chiese profanate dalle belve dell'ISIS. (v.foto sotto)
"Chiedilo  a loro": agli eroici Vescovi e preti mediorientali che avvertono: «Le nostre sofferenze di oggi sono il preludio di quelle che subirete anche voi europei e cristiani occidentali nel prossimo futuro». ( Cfr.S.E. Mons. Amel Nona, l’arcivescovo caldeo di Mosul; QUI
"Chiedilo  a loro": ai  terremotati del Centro Italia che a due anni dal sisma di agosto e di ottobre 2016 stanno chiedendo ad alta voce il restauro delle loro chiese. Le chiese chiuse frantumano l'identità spirituale e devozionale soprattutto delle piccole comunità di montagna. Tanti capolavori di fede e di arte che si perderanno inevitabilmente nell'oblio del tempo perchè vige la speciosa motivazione utilitaristica che l'esiguità della popolazione rimasta (dopo l'ampissima migrazione nella carestosa zona costiera) non "giustifica"  il restauro delle  chiese montane.
"Chiedilo  a loro" ai tantissimi fedeli  che supplicano le Parrocchie e le Curie di non chiudere le chiese dei centri storici ( anche se sono prevalentemente abitati ormai dagli stranieri).
"Chiedilo  a loro": a quelli che  che hanno avuto un brivido di orrore nel leggere le recenti dichiarazioni del vescovo emerito di Caserta Monsignor Raffaele Nogaro approdate anche all'estero:  "Moralmente e da uomo di fede sarei pronto a trasformare tutte le chiese in moschee se fosse utile alla causa e se consentisse di salvare la vita di uomini e donne, poveri e infelici". Non riusciamo a capire il nesso fra la profanazione di una chiesa "trasformata" in luogo di culto per una una falsa religione e l'aiuto ai poveri e agli infelici! 
"Uomini di chiesa" capaci di proclamare solo stessi e le proprie idee. 
 "Parole, parole, parole, parole parole soltanto parole, parole tra noi" e, come si dice in gergo popolare, "siamo fritti"! 
Forse qualcuno negli uffici economici della CEI "sogna" di acquistare delle chiese in plastica, magari tecnocolor, da montare e smontare facilmente  seconda la bisogna?




" Una perdita del sacro che stanno vivendo le chiese perché se i preti se la spassano celebrando messa in acqua, le chiese nel frattempo stanno chiudendo a ritmi vertiginosi. Chiuse per disuso, per terremoto, per mancanza di fedeli. Chiuse per crisi di “iniziative pastorali”. 
Quante belle scuse le gerarchie si inventano per rispondere ad un fenomeno che sta diventando endemico. 

mercoledì 11 luglio 2018

Don Davide Pagliarani eletto Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX)


M. l'abbé David PAGLIARANI é le 
Supérieur Général de la FSSPX le 11 juillet 2018
Le 11 juillet 2018, le 4e Chapitre général de la Fraternité Sacerdotale Saint-Pie X qui se tient jusqu’au 21 juillet au Séminaire Saint-Pie X d’Ecône (Suisse), a élu l’abbé Davide Pagliarani Supérieur général pour 12 ans.
De nationalité italienne, le nouveau Supérieur général est âgé de 47 ans. 
Il a reçu le sacrement de l’Ordre des mains de Mgr Bernard Fellay, en 1996. 
Il a exercé son apostolat à Rimini (Italie), puis à Singapour, avant d’être nommé supérieur du district d’Italie. Depuis 2012, il était directeur du Séminaire Notre-Dame Co-rédemptrice de La Reja (Argentine).
Après avoir accepté sa charge, l’élu a prononcé la Profession de foi et le Serment antimoderniste. 
Chacun des membres présents est allé ensuite lui promettre respect et obéissance, avant le chant du Te Deum en action de grâces.
Les 41 capitulants procéderont demain à l’élection des deux Assistants généraux, pour un même mandat de 12 ans.
Ecône, le 11 juillet 2018
La Porte Latine du 11 juillet 2018

L’allenatore della nazionale croata Zlatko Dalic fu ministrante quando la fede cattolica era perseguitata. Insegna che la croce vada portata «con fortezza» e che «Dio è presente quotidianamente nella mia vita».

Testimonianze di fede dalle terre che hanno sofferto la persecuzione comunista.
Ti supplichiamo o Dio onnipotente ed eterno di colmare nei nostri cuori il vuoto di fede e la mancanza di coraggio di proclamarla con la forza che viene dal Tuo Santo Spirito vivificatore. Per Cristo nostro Signore.Amen

Dalic, il Ct croato che stringe il rosario in campo
di Guido Villa

Zlatko Dalic fu ministrante nella chiesa vicino a casa quando mostrare la fede cattolica era motivo di persecuzione. Da grande fece la guerra ed è convinto che la croce vada portata «con fortezza» e che «Dio è presente quotidianamente nella mia vita». Così il Ct tiene la mano destra in tasca per stringere il rosario benedetto a Medjugorje e con la sinistra dà indicazioni ai giocatori.

Nella vita non sempre i mali vengono per nuocere. 
Per la nazionale croata di calcio, che mercoledì sera a Mosca contenderà all'Inghilterra il passaggio alla finale del Campionato del Mondo in corso in Russia, questo ”male“ si materializzava lo scorso 6 ottobre al 91° minuto della partita contro la Finlandia, penultima nella classifica del girone, quando il finlandese Soiri pareggiava il gol del vantaggio di Mandzukic. In questo modo la Croazia perdeva il primo posto del girone, quello che qualificava direttamente ai mondiali, a vantaggio dell'Islanda, e veniva raggiunta in classifica al secondo posto dall'Ucraina, con il rischio assai concreto di perdere anche il secondo posto necessario a disputare il turno di play-off che concedeva un ulteriore posto per i mondiali.

Con una squadra in evidente crisi tecnica e di gioco, scossa dalle perduranti e violentissime polemiche dello Hajduk di Spalato e della sua tifoseria contro la Federazione Calcio croata, accusata di favorire la Dinamo di Zagabria e di essere succube del padre-

lunedì 9 luglio 2018

Quelli che lanciano accorati appelli di umanità "ho pensato, ho desiderato che morisse qualcuno sulla nave Aquarius"

In una chiesa di Spoleto è comparso questo cartello ( v.foto).
Premesso che il razzismo in quanto tale non è assolutamente compatibile con la Fede cristiana e neppure con l'intelligenza umana dobbiamo ricordare che la chiesa non è del Prete ma di Cristo, tutti possono entrare soprattutto i peccatori come i razzisti...
seguendo questa logica non dovrebbero entrare in Chiesa ...
La Chiesa esiste per i peccatori e non solo per i Santi.
Dai progressisti cattolici ( v.sotto) che proclamano invece SOLO le proprie idee ... ci salvi Iddio!

«Cari illuminati di sinistra, vi siete mai chiesti perché gli italiani non la pensano come voi?» 

Ieri non ha letto su Repubblica l’appello dei dodici finalisti del Premio Strega che chiedono venga revocato immediatamente l’ordine di chiusura dei porti, «ma è come se l’avessi fatto, questo genere di appelli sono tutti eguali ed estremamente prevedibili». 
Solo il giorno prima Luca Ricolfi, sociologo, docente di Analisi dei dati all’Università di Torino e responsabile scientifico della Fondazione David Hume, sulla scorta del sondaggio Ipsos che dava il 71 per cento degli italiani a favore della linea dura di Salvini – «non solo gli elettori che votano destra o Cinque Stelle, ma anche un terzo degli elettori del Pd» –, aveva firmato una lettera agli illuminati sul Messaggero: «Cari politici progressisti, cari intellettuali impegnati, cari manager illuminati, cari prelati, scrittori, cantanti, professori, conduttori televisivi, giornalisti che ogni giorno vi esercitate in accorati appelli a coltivare il senso di umanità, vi siete mai chiesti perché tanti italiani non la pensano come voi?».
In compenso, racconta a tempi.it «ho ascoltato (sta su youtube) il pensiero di uno di questi premi-Strega, che pochi giorni fa, quando la Aquarius non era ancora arrivata a Valencia, ha confessato: “Io stesso, devo dire, con realpolitik, di cui mi sono anche vergognato, ieri ho pensato, ho desiderato che morisse qualcuno sulla nave

martedì 3 luglio 2018

Troppo zelo Eminenza! "Fu un immigrato, il centurione romano, a riconoscere nel crocifisso il Figlio di Dio"

Stavamo per pubblicare questo pezzo accompagnandolo dalle nostre sincere congratulazioni al Porporato, Autore della   esortazione in oggetto quando alla fine dell'articolo abbiamo notato una stranissima forzatura assai stonata...
Troppo zelo Eminenza!
Per questo motivo, al di là delle frasi ben costruite e dalle commoventi similititudini si asteniamo dal rivolgere al Porporato i nostri complimenti.
Poi c'è chi parla di "populismo"...
Raddoppiamo la nostra preghiera per i Consacrati.

L'arcivescovo di Agrigento: "a venire da noi su un barcone è Dio, non accogliere è non credere"


Il cardinale Montenegro festeggia S. Calogero, santo nero venuto dall'Africa e lancia un monito

Durante i festeggiamenti per S. Calogero, l'arcivescovo Montenegro di Agrigento ha lanciato un commovente monito, particolarmente significativo dato che S. Calogero è un santo nero, taumaturgo della Chiesa e particolarmente amato in Sicilia e in particolare nell'agrigentino:

"I migranti, i poveri sono un termometro per la nostra fede.

giovedì 28 giugno 2018

Il "pauperismo" una "negatività" che i Santi non hanno mai praticato!

Abbiamo trovato in un "social" questa bella riflessione che proponiamo per la nostra edificazione spirituale.
Quanti arredi sacri, benedetti, in nome del "pauperismo" sono finiti, dietro laute elargizioni, nelle case dei ricconi oppure sono stati smembrati per ricavarne materiale prezioso?
Eppure erano ( e sono) oggetti sacri costruiti per la lode di Dio e benedetti solennemente prima dell'uso!



Per troppo tempo ci hanno instillato il concetto di pauperismo: solo che il pauperismo non è povertà, ma è una negatività. 
L’errore dei tanti cattobuonisti è quello di confondere il sacerdozio con la persona de sacerdote: tanto più c’è

martedì 26 giugno 2018

Il Papa: "con la grazia destinata da Dio alla vita di ognuno di noi"

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
AI PARTECIPANTI ALL'ASSEMBLEA GENERALE DELLA
PONTIFICIA ACCADEMIA PER LA VITA
Sala Clementina
Lunedì, 25 giugno 2018

Illustri Signori e Signore,
sono lieto di rivolgere il mio saluto a tutti voi, a partire dal Presidente, l’Arcivescovo Vincenzo Paglia, che ringrazio per avermi presentato questa Assemblea Generale, nella quale il tema della vita umana verrà situato nell’ampio contesto del mondo globalizzato in cui oggi viviamo. 
E anche, voglio rivolgere un saluto al Cardinale Sgreccia, novantenne ma entusiasta, giovane, nella lotta per la vita. Grazie, Eminenza, per quello che Lei ha fatto in questo campo e per quello che sta facendo. Grazie.
La sapienza che deve ispirare il nostro atteggiamento nei confronti dell’“ecologia umana” è sollecitata a considerare la qualità etica e spirituale della vita in tutte le sue fasi
Esiste una vita umana concepita, una vita in gestazione, una vita venuta alla luce, una vita bambina, una vita adolescente, una vita adulta, una vita invecchiata e consumata – ed esiste la vita eterna. 
Esiste una vita che è famiglia e comunità, una vita che è invocazione e speranza. Come anche esiste la vita umana fragile e malata, la vita ferita, offesa, avvilita, emarginata, scartata. 
È sempre vita umana. 
È la vita delle persone umane, che abitano la terra creata da Dio e condividono la casa comune a tutte le creature viventi. 
Certamente nei laboratori di biologia si studia la vita con gli strumenti che consentono di esplorarne gli aspetti fisici, chimici e meccanici. 
Uno studio importantissimo e imprescindibile, ma che va integrato con una prospettiva più ampia e più profonda, che chiede attenzione alla vita propriamente umana, che irrompe sulla scena del mondo con il prodigio della parola e del pensiero, degli affetti e dello spirito. 
Quale riconoscimento riceve oggi la sapienza umana della vita dalle scienze della natura? 

martedì 19 giugno 2018

Che significa "minutelliano"?

Per grazia di Dio siamo ben ancorati, con le catene auree della Fede, alla Sede Apostolica e  al Papa ricordando sempre che "Ubi Petrus ibi Ecclesia".

Il Santo Padre dice di apprezzare le osservazioni critiche che Gli vengono rivolte: "«È bene essere criticato, a me piace questo, sempre. La vita è fatta anche di incomprensioni e di tensioni. E quando sono critiche che fanno crescere, le accetto, rispondo».

In alcuni posti però viene usato uno strano aggettivo per zittire preventivamente ogni osservazione critica, se pur timidamente e rispettosamente espressa, nei confronti dell’attuale gestione ecclesiale.


Proviamo perciò  a scrivere al computer “minutelliano”: Word ce lo segnala come errore. 

Per comprendere come l'aggettivo "minutelliano!" viene usato come profilassi preventiva contro il virus della critica ecclesiale ricorriamo a due esempi inventati "ad hoc".
Se uno dicesse: “non mi piace il mate” (bevanda tipica

lunedì 18 giugno 2018

Il Papa: "la famiglia immagine di Dio è una sola, quella tra uomo e donna"

"Papa Francesco, come riportato da la NBQ ieri, parlando al Forum delle famiglie italiano, ha ribadito che la famiglia è una sola ed è formata da un uomo e un maschio e da una femmina, con la negazione di altri tipi di famiglia compresa quella cosiddetta omosessuale. La dichiarazione del Papa è stata messa in relazione con l’annunciata partecipazione come relatore del gesuita padre James Martin, sostenitore delle famiglie arcobaleno, al prossimo forum Mondiale della Famiglia atteso a Dublino, come se Francesco lo avesse sconfessato.

Se questa interpretazione fosse corretta, ne dovrebbe conseguire una revisione del programma della IX Giornata Mondiale delle Famiglie prevista in agosto nella capitale irlandese e l’eliminazione della conferenza di padre Martin. Ma io non credo che sarà così, penso invece (ben disposto ad essere smentito, naturalmente) che la conferenza Martin verrà confermata. Nella Chiesa di oggi la discontinuità tra dottrina e pastorale e il pluralismo dottrinale sono, purtroppo, cose ampiamente acquisite. Il che richiede una nuova considerazione anche di questi pronunciamenti del Papa." (Cfr.Nuova Bussola Quotidiana, continua  QUI )

***
PAPA FRANCESCO: “LA FAMIGLIA IMMAGINE DI DIO E’ UNA SOLA, 
QUELLA TRA UOMO E DONNA”

Papa Francesco, nel discorso di oggi, interamente a braccio (quello ufficiale è stato consegnato), fatto alla delegazione del Forum delle Associazioni Familiari, ricevuta stamani in udienza in occasione dei 25 anni dalla fondazione, ha detto senza mezzi termini:
La famiglia è una sola, quella tra un uomo ed una donna

«Fa dolore dirlo: oggi si parla di famiglie diversificate, di diversi tipi di famiglia. Sì è vero: famiglia è una parola analoga, si dice anche “la famiglia delle stelle”, “la famiglia degli animali”. Ma la famiglia immagine di Dio è una sola, quella tra uomo e donna. Può darsi che non siano credenti ma se si amano e uniscono in matrimonio sono a immagine e somiglianza di Dio. Per questo il matrimonio è un sacramento grande».

venerdì 15 giugno 2018

La natalità, che in Italia è in deficit spaventoso «è essenziale per il futuro della nostra civiltà»

L'Arcivescovo di Parigi Mons. Aupetit ha recentemente ribadito: “Natalità tema essenziale per il futuro”.
Non gli hanno fatto certamente eco i Confratelli italiani della CEI per nulla spaventati che la nostra amata Patria è il paese del mondo con il più basso numero di bambini nati nel 2017 perchè perchè sono afflitti da un'unica ossessione : i cosiddetti migranti.  
Migliaia  di giovani per lo più africani attirati da organizzazioni senza scrupoli a venire in Italia fra mille rischi  al fine di sostituire la polazione locale resa sterile da mode e leggi nettamente contrarie alla famiglia.
L'Arcivescovo, ma anche medico, di Parigi Mons. Aupetit ha invece sottolineato che oggi ci troviamo «al crocevia tra due visioni sociali. Da un lato una società basata sulla fraternità, nella quale la persona è qualificata dalle relazioni che ha con gli altri. In questa situazione, la legge protegge i più vulnerabili. Dall’altra parte una società individualista, nella quale tutti rivendicano autonomia. In questo caso la legge si adegua al desiderio individuale». (Cfr. Il Timone QUI )
Preghiamo la Madonna Santissima perchè ispiri ai Governanti urgenti e buoni propositi per la Famiglia e per i nuovi nati.

L’Istat conferma: in Italia non si nasce più

Non disegnano certo un futuro roseo per il nostro Paese gli ultimi dati demografici diffusi dall’Istat.

L’Italia si conferma il Paese con il più basso tasso di natalità al mondo, secondo solo al Giappone. 

martedì 12 giugno 2018

Aquarius: "i moralizzatori che non si sono mai stracciate le vesti davanti al rifiuto all’accoglienza da parte di altri stati stranieri lo fanno nei confronti di un ministro italiano che dice NO al business dell’immigrazione clandestina"

La nota e triste vicenda della nave Aquarius:
"Gli è stato offerto tutto il possibile:
-Viveri e rifornimenti? (Dalla nave hanno risposto) NO.
-Recupero ed assistenza donne e bambini? (Dalla nave hanno risposto) NO.
-Attracco in #Spagna? (Dalla nave hanno risposto) NO."
#Aquarius è disposta a tutto pur di continuare questo gioco di forza, usando vite umane come ricatto. Criminali, che altro?
https://twitter.com/EcoDemOrg "
Non ci resta che pregare per quei nostri fratelli oggetto di uno schifoso ricatto scagliato contro il nuovo Governo Italiano che finalmente ha detto STOP al business dell'accoglienza : " Ave maris stella, Dei Mater alma atque semper virgo felix coeli porta."


I “CECCHINI” ARMATI DI MORALISMO 
A PALLETTONI
di Sabino Paciolla


In Italia oramai abbiamo i “cecchini” che si caricano di moralismo a pallettoni e sparano poi parole come: “ministri dell’interno razzisti o sbirri in Italia”, “politiche del ministro dal sapore fascista”, o accusano di inumanità e assenza di cuore, o infine come fa Repubblica che dà a Salvini del sequestratore, visto che titola: “629 persone ostaggi di Salvini”.
.

Sono le stesse persone che finiscono poi per scaricare il risultato del loro moralismo sulla popolazione italiana. 
Loro si fanno belli, riempiendosi di belle “umane” parole, ma poi lasciano che i problemi derivanti dal loro buonismo ricadano sul popolo italiano. 

lunedì 11 giugno 2018

La proposta dei vescovi tedeschi di concedere Comunione ai Protestanti incontra la netta opposizione da parte dei vescovi scandinavi

L'assurda, inconcepibile questione della Santa Comunione da concedersi anche ai Protestanti che non credono nella Presenza Reale e nel miracolo della Transustanziazione del pane e del vino che diventano Corpo e Sangue del Signore nostro Gesù Cristo.



Vescovi scandinavi si oppongono 
alla Comunione ai Protestanti

La proposta tedesca di introdurre la Comunione ai Protestanti - che è già pratica comune in Germania - incontra opposizione da parte dei vescovi scandinavi, come si apprende

giovedì 7 giugno 2018

Ricordo di don Francesco Cocilova: "a qualsiasi ora del giorno e della notte lui era lì, in confessionale, magnifico riflesso dell’altro Lui che era Lì, nel Tabernacolo"

Con  piacere e commozione pubblichiamo il ricordo di Don Francesco Cocilova, Sacerdote e Parroco della Diocesi di Macerata, scomparso esattamente un mese fa.
Signore chi prenderà il posto di don Francesco?
Per l'intercessione della Madonna Santissima Madre della Chiesa il Signore conceda il grandissimo dono di avere nuovi e santi Sacerdoti.

Ne abbiamo tanto bisogno!


In memoria di un santo sacerdote
di 
Roberto De Albentiis
7-6-2018

Esattamente un mese fa, il 7 maggio 2018, moriva tragicamente in un incidente d’auto Don Francesco Cocilova, parroco della Chiesa del Sacro Cuore di Macerata, una delle poche aperte e funzionanti della zona del centro cittadino dopo gli eventi sismici del 2016; classe 1939, figlio della campagna maceratese, era un sacerdote buono e zelante, amato e benvoluto da tutti.

Subito dopo l’ordinazione sacerdotale, nel 1965, viene inviato come viceparroco ad Ancona, presso la Parrocchia del Cristo Divino Lavoratore di Piazzale Camerino, dove svolge il suo prezioso prima di ritornare nella originaria Tolentino e, infine, negli ultimi anni, a Macerata; ad Ancona lascia il segno, e più ancora a Tolentino, dove fa costruire il grande Tempio dedicato allo Spirito Santo, divenuto punto di riferimento

domenica 3 giugno 2018

Mozart massone "solleva un principio molto importante: l’artista e la sua arte non sono separati, ma sono distinti"

Dal benemerito sito Una Vox ( uno dei primi spazi internet in Italia dedicato alla tradizione cattolica, link sotto) prendiamo un bellissimo articolo dedicato all'arte del Sommo Mozart "il prediletto degli dei" (Michel Parauty).
Ringraziamo il Vescovo Mons. Richard Willamson, Autore di questa "perla" teologica, morale e culturale.

La natura ha bisogno di musica,

quindi entrambe siano apprezzate.
Si paga un prezzo se entrambe vengono disprezzate.



Mozart contestato

Dopo la pubblicazione del numero 550 di questi “Commenti”, in cui si è altamente lodato Mozart (27 gennaio 2018), un lettore ha scritto in privato per esprimere le sue riserve sul famoso compositore: Mozart era un massone entusiasta, nella seconda parte della sua vita non ha scritto alcun lavoro importante per la Chiesa cattolica, e le sue opere trattano delle relazioni uomo-donna e della moralità in modo molto generico. 
Ora la musica è così importante per le anime che le obiezioni di questo lettore meritano di essere affrontate pubblicamente, in modo che le persone che non conoscono ancora Mozart possano essere incoraggiate – ovviamente non forzate – a usare la sua musica nei loro momenti di svago.

venerdì 1 giugno 2018

Il Ministro Lorenzo Fontana: un ponte ideale tra Palazzo Chigi e il Circo Massimo, luogo dell’ultimo e gremito Family Day.

Grazie a Federico Cenci per il bellissimo Articolo che postiamo per intero.
La Sacra Scrittura ammonisce : «Maledetto l'uomo che confida nell'uomo, che pone nella carne il suo sostegno e dal Signore allontana il suo cuore...Benedetto l'uomo che confida nel Signore e il Signore è sua fiducia» "( Geremia 17, 5-7 ). 
Riponiamo con fiducia la nostra cristiana speranza e le nostre preghiere sul neo-ministro per la Famiglia e le disabilità Lorenzo Fontana che il 19 maggio scorso a Roma ha partecipato all'VIII  Marcia per la Vita.
Alla Messa domenicale nella parrocchia della Trinità dei Pellegrini, a cui hanno partecipato molti partecipanti della  riuscitissima Marcia della Vita, la Redattrice di Chiesa e post Concilio aveva notato:"... Penso anche a Giancarlo Giorgetti e al suo curriculum di tutto rispetto, il quale domenica 20 maggio era alla Messa delle 9:00 a Santa Trinità dei Pellegrini. Mi ha dato l'impressione di una persona che conoscesse perfettamente la liturgia "usus antiquior", dal momento che non si guardava intorno per seguire il comportamento dei presenti, ma anzi quasi lo anticipava. Ad un certo punto ha anche attraversato obliquamente la navata per accendere un cero. Ha assistito fino alla fine, compresa la lettura dell'inizio del Vangelo di Giovanni e le preghiere finali. In definitiva, immagino che la Messa nell'antico Rito Romano sia fra le sue abitudini. Inoltre, il giorno precedente, insieme a Lorenzo Fontana, era alla Marcia per la vita".  
E' nostro cristiano dovere pregare ora più che mai per la nostra amata Patria e per i suoi Governanti.
La Santissima Vergine Maria assista e protegga il popolo italiano!



Ecco Fontana, ministro 
"contro il relativismo e per la tradizione"


di Federico Cenci
  
Un profilo del leghista che si occuperà di Famiglia e Disabilità. Primo punto: riempire le "culle vuote"

Si apre quest’oggi un ideale ponte tra Palazzo Chigi, sede del governo, e il Circo Massimo, luogo dell’ultimo e gremito Family Day. Tra i ministri che il segretario della Lega Matteo Salvini è riuscito a piazzare nell’inedita coalizione giallo-verde, spicca quello che avrà il compito di occuparsi di Famiglia e Disabilità. 
Si tratta di Lorenzo Fontana, un padre 38enne che si è fatto conoscere negli anni come battagliero esponente del Carroccio, di cui è vicesegretario dal 2016, radicato sui valori cari al mondo cattolico e conservatore. ( Più che "conservatore" -che è un termine proprio dellle dottrine liberali -che non hanno  nulla di cattolico- avremmo preferito "tradizionale" N.d.R.)

domenica 27 maggio 2018

Don Josef Toufar martire: "Qui nel tabernacolo c’è Uno che non conoscete il nostro Salvatore"

Durante le grandi persecuzioni anti cristiane dell'epoca moderna (rivoluzione francese; nazismo; comunismo; persecuzione liberale anti-cattolica in Messico; persecuzione comunista anti-cattolica  in Spagna ecc ecc) gli uomini empi hanno sempre travestito la menzogna con le vesti della verità.
Qualcosa di simile, anche se in un modo più soft, accade nella nostra "civiltà" occidentale sostanzialmente scristianizzata e atea  divenuta la "
culla di un terrorismo etico e morale più virulento e più distruttivo del terrorismo islamista" (Cfr.Card.R.Sarah a Chartres QUI )
Ma, stiamone certi: "
Il Signore annulla i disegni delle nazioni, rende vani i progetti dei popoli. Ma il piano del Signore sussiste per sempre,i pensieri del suo cuore per tutte le generazioni. Beata la nazione il cui Dio è il Signore,il popolo che si è scelto come erede"( Salmo 32 ). 
La luce di Cristo Risorto dissipa le tenebre della menzogna: non appena le popolazioni che sono state troppo tempo sotto la gogna repressiva dei regimi comunisti hanno riacquistato la libertà hanno ripreso la pubblica venerazione dei Martiri che non esitarono a dare la propria vita per Cristo Gesù : Via, Verità e Vita.
La venerazione e la conoscenza degli atti eroici dei Martiri della Fede dell'epoca comunista giovano profondamente per la nostra sopita e sterilizzata spiritualità onde avere  una maggiore consapevolezza dell'adorazione della Santissima Eucaristia che ha confermato nella fede ed ha fatto resistere contro la violenza dei persecutori tanti bambini, adolescenti, donne e uomini che Dio ha "
saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come un olocausto" (dal Libro della Sapienza).
Santi Martiri di Cristo pregate per la Chiesa in questo momento storico "di turbolenze, bruttezza e tristezza" affinchè possa continuare a " mettere concretamente Dio al centro della propria vita" e sperimentare "l’unica gioia che non passa mai" (Cit.Omelia Card.Sarah QUI);


Don Josef Toufar martire della Croce


11 dicembre 1949 – Terza Domenica d’Avvento. Il parroco di Cíhošt (un paese dell’allora Cecoslovacchia), Don Josef Toufar, sta già praticamente finendo l’omelia domenicale. La chiesa è piena di fedeli che la stanno seguendo con attenzione.


“In mezzo a voi c’è Uno che non conoscete”, e indica il tabernacolo con queste parole:

“Qui nel tabernacolo c’è il nostro Salvatore, lì vive, palpita e aspetta noi peccatori il misericordioso Cuore del Salvatore”.

Circa 20 persone tra i fedeli seguono con lo sguardo dove ha indicato il parroco e con stupore osservano come la croce sopra il tabernacolo inizia a muoversi da sinistra a destra, ripetendo questo movimento varie volte e rimanendo alla fine leggermente inclinata indicando il pulpito da cui predicava Don Josef. 
Egli non si rende conto di nulla, visto che è di spalle, e prosegue la celebrazione della Messa. 
Se ne renderà conto il giorno successivo, quando ormai lo sa tutto il paese.

Lo stesso fatto si ripete durante la Messa del 25 dicembre. 
A Don Josef costa credere che nel suo piccolo paese possa avvenire

mercoledì 23 maggio 2018

L'esodo dei Cristiani dal Medio Oriente "1400 anni fa, abbiamo perso l’uso del nostro linguaggio aramaico a causa delle conquiste musulmane"


Vita e morte dei cristiani d’Oriente

“Se la situazione rimane come è ora, i Cristiani del Medio Oriente scompariranno in un decennio, anche in Libano”

Mons Saliba, tuttavia, non è un pessimista. 
È un uomo tenace di forza e fede. Originario della Siria, appartenente ad una comunità vittima di massacri e spostamenti, è più consapevole di altri della fragilità dei cristiani in Medio Oriente.

“Il 70% dei cristiani siriani hanno lasciato il paese dall’inizio della guerra nel 2011. 
Il paese aveva più di due milioni di cristiani di tutte le comunità. 
Vivevano principalmente ad Aleppo, Damasco, Wadi al-Nassara e Hasakah (zona conosciuta nel mandato francese come al-Jazeera, e che comprendeva una serie di minoranze).

L’85% dei cristiani in Iraq, che nel 2003 erano circa 1,5 milioni alla caduta di Saddam Hussein, non vivono più nel loro paese. 
Il loro esodo si è accelerato con l’arrivo di ISIS nel 2014.

lunedì 21 maggio 2018

Gaudeat Mater Ecclesia: diretta TV il Pontificale da Chartres


Diretta TV del Pontificale del Lunedì nell'Ottava di Pentecoste a chiusura del Pellegrinaggio ( dei giovani) Parigi-Chartres officiato dal Cardinale Robert Sarah

cliccare QUI

L'Omelia del Cardinale QUI

venerdì 18 maggio 2018

Sabbato in Vigilia Pentecostes: "Che cosa ci fa "l'uomo al centro?"

Riflessione spirituale nella vigilia di Pentecoste da uno dei commenti  di un blog autenticamente cattolico.

Che cosa ci fa "l'uomo al centro"?

Oggi il vangelo ci mostra Pietro fare i conti con il proprio triplice rinnegamento di Gesù proprio mentre tre volte afferma di voler bene al Signore e per questo gli viene affidato il gregge. 
E' un Pietro addolorato, conscio dei propri limiti, quello che riceve il mandato, che termina con un inequivocabile "SEGUIMI".

Al centro c'è Cristo, non Pietro. Pietro Lo segue.

martedì 15 maggio 2018

Mons.Camisasca la veglia di preghiera della sera di Pentecoste "per mostrare la luce di Cristo,un ideale alto e chiaro reso possibile dalla grazia di Cristo"

Pubblichiamo il comunicato di S.E.R.Mons.Massimo Camisasca, Vescovo di Reggio Emilia-Guastalla che il 13 maggio 2017 alla presenza di oltre 5 mila fedeli (v. QUI ) aveva consacrato la sua Diocesi al Cuore Immacolato di Maria .

Quello stupendo e fecondo gesto di santa devozione mariana dello scorso anno proseguirà idealmente, senza alcun "contenuto in contrasto con l’insegnamento della Chiesa", fra pochi giorni in una veglia di preghiera nella sera di Pentecoste per "andare incontro agli uomini per mostrare loro la luce di Cristo".

E' nostro dovere di credenti unirci idealmente in preghiera con quel Vescovo e con tutti i pastori impegnati a mostrare nella sera di Pentecoste il volto della Santa Madre Chiesa che oggi come ieri offre al mondo " un ideale alto e chiaro, reso possibile dalla grazia di Cristo".

Maria Madre della Chiesa e dei credenti prega per noi!
   
Veglia di Regina Pacis: 
comunicato del vescovo Massimo Camisasca
Dopo lunga riflessione e preghiera, ho deciso di presiedere la veglia che si terrà domenica 20 maggio presso la parrocchia di Regina Pacis. 
Ho chiesto naturalmente agli organizzatori che essa non abbia nessun contenuto in contrasto con l’insegnamento della Chiesa.

È, da parte mia, un segno di vicinanza alle persone con orientamento omosessuale e ai loro genitori, affinché si sentano figli della Chiesa e prendano in considerazione la

sabato 12 maggio 2018

La situazione "umanamente disperata" della Chiesa nei nostri giorni

« Pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi » (1 Pt 3,15) La meditazione del libro dell’Apocalisse ci ha fatto capire che non possiamo facilmente considerarci a posto. Al tempo stesso abbiamo compreso che non ha senso lamentarci e piangerci addosso, facendo sempre la lista dolente delle cose che non vanno. Perché il Signore ci spinge ad andare avanti, oltre i nostri stessi peccati. Se nel nostro contesto la speranza sembra difficile, se sperare assomiglia ogni giorno di più ad un’illusione, ad un sogno da bambini, proprio in questa situazione il Signore si ripropone come Dio della vita, lieto evento della Speranza fatta carne. Secondo quanto è stato suggerito da molte parti, il Signore chiede in particolare alla nostra Chiesa il coraggio di testimoniare ed annunciare la Speranza in alcuni ambiti fondamentali della vita:le relazioni coniugali e familiari; l’età della giovinezza; le vecchie e nuove povertà. Laddove cioè per tanti versi la speranza sembra oggi messa alla prova o comunque carente. Dove forse vediamo difficoltà insormontabili e siamo tentati dalla sfiducia di chi dice, è tutto inutile, è tempo perso. Proprio lì, dove la situazione sembra più compromessa e difficile il Signore ci vuole testimoni ed annunciatori del suo Vangelo di Speranza. L’urgenza che il Signore ci mette nel cuore è ben sintetizzata nella frase della I lettera di S. Pietro ..“PRONTI SEMPRE A RISPONDERE A CHIUNQUE VI DOMANDI RAGIONE DELLA SPERANZA CHE È IN VOI”(1 Pt 3,15)....Rendi ragione della speranza che ti abita!” “Abbandonati fiduciosa a me, tuo Signore, Sii gioiosamente consapevole della Speranza che è in te, e rendine ragione alle persone in mezzo alle quali vivi!” Cioè: “Prima di tutto sii certa che la Speranza è in te! Percepisci, comprendi, riconosci, contempla questa Speranza. La Speranza di vita piena e d’amore, di felicità e di bellezza che ti è stata donata senza tuo merito e che sono Io, Cristo Risorto, presente in te. Riconoscila e godine, esultane ed insieme trema per la responsabilità che ciò comporta. Contemplala tu, Chiesa .., ma la contemplino e se ne rendano consapevoli tutte le tue membra: i presbiteri e i diaconi, poi i laici, giovani e famiglie, i religiosi, le religiose, il vescovo! Renditi conto della bella Speranza che ti abita, ma immediatamente impara a renderne ragione, a comunicarla, a trasmetterla con coraggio, senza vergogna e con fiducia, anche se sempre con l’umiltà di chi si riconosce per primo peccatore. Rendi ragione della tua Speranza con uno slancio nuovo, con entusiasmo e nuovo impegno. Il mondo, gli uomini e le donne del nostro tempo, quelli che abitano lontano o vivono qui, ne hanno bisogno, hanno un disperato bisogno di Speranza che non deluda, per vivere una vita che abbia senso e conoscere la vera gioia”. La strada che ci viene proposta evidenzia che il nostro primo problema è la fiacchezza della fede, la mediocrità dell’adesione a Lui, la inconsistenza del nostro credo. E che quindi è necessario riscoprire, per poi riannunciarla, la bellezza della nostra vocazione alla piena comunione con Dio, di quel destino di Gloria che Cristo in noi, “speranza della gloria” (cfr. Col 1,27), ci promette ed anticipa. La bellezza di una vita eterna che possiamo
già fin d’ora sperimentare, pur in mezzo a tante tribolazioni, come ci assicurano le beatitudini evangeliche. ... (Fonte: Diocesi di San Miniato- Lettera Pastorale 14 settembre 2005 di S.E.R. Mons.Fausto Tardelli - attualmente Vescovo di PistoiaQUI)

Circa la drammatica situazione ecclesiale
Da diversi decenni la Chiesa Cattolica sta vivendo una drammatica crisi causata dalle eresie che i teologi modernisti diffondono a piene mani. 
Umanamente parlando la situazione è talmente disastrosa che sembra ormai disperata. 
Ma la Chiesa non è un'istituzione umana, bensì divina, ed è di fede che è indefettibile, cioè non può mai venir meno. Dunque i modernisti non riusciranno a distruggerla, perché Cristo stesso glielo impedirà. 
La nostra incrollabile fede nella vittoria del cattolicesimo sul modernismo non si basa sulle nostre forze, ma sulla forza di Dio onnipotente.

mercoledì 9 maggio 2018

Il Met Gala di New York e le concessioni vaticane "Solo qualche anno fa queste manifestazioni sarebbero state incredibili e lontane anche per una fantasia malata.....ora sono reali e numerose.... È un segno dei tempi"

Un oceano divide i vertici vaticani alla ricerca freneticamente scomposta del successo mondano dai semplici fedeli.
Un fedele non può tollerare che a latere di un evento iper mondano e come parte integrante di esso sono stati esposti alcuni sacri paramenti creati e benedetti per l'uso eclusivo liturgico.
Un fedele non può tollerare che le icone della nostra fede e della liturgia della Chiesa , per volere degli stessi uomini di chiesa, debbano essere banalizzati e ridicolizzati dal
jet set della moda.
Insufficienti le "veline" giornalistiche, come al solito a senso unico, che si affannano a dire: "
Il sacro e il profano non sono mai stati così vicini".
Vicini?
No!
La gente non è così sciocca per non comprendere  le enormi operazioni super/economiche come quella del Met Gala di New York: il gotha della moda internazionale.
Tutti hanno subito pensato alle convenienze economiche che l'evento ha portato nelle casse vaticane.
Secondo una concezione spendacciona che vorrebbe sempre delle nuove vesti liturgiche perchè quelle "vecchie" non servirebbero più...  i sacri paramenti, creati e benedetti per la lode a Dio "
vengono esposti in mostre per ispirare abiti dissacratori e sfilate di moda .... Non più, dunque, un uso sacro, bensì un uso profano, che più profano non si può: esporli in mostra perché gli stilisti ne traggano ispirazione per le loro bizzarrie.
Questo ovviamente nell'era confusa che stiamo vivendo.
Era meglio che stessero in un museo, se non li vogliono più usare!
Meglio in un museo che un uso dissacrante!"
"
Solo qualche anno fa queste manifestazioni sarebbero state incredibili e lontane anche per una fantasia malata.....ora sono reali e numerose.... È un segno dei tempi, non ci dobbiamo spaventare, ma dobbiamo capire come il serpente antico stringa la Chiesa e il mondo tra le sue spire.
Stiamo pronti e preparati con la cintura dell'umiltà,il bastone della preghiera, il bagaglio della fede!
"

Una preghiera finale in questo mese mariano: per quei poveri consacrati che smaniando di stare sempre sotto i riflettori della popolarità dimenticano di essere distanti anni-luce dai fedeli.
Sono solo delle vittime della loro stessa presunzione.
Lasciamoli stare nelle loro drogate manìe e soprattutto preghiamo per loro!


Le blasfeme banalità del Met Gala, approvato dal papa 
e dalla papessa Rihanna

Il cardinale Dolan fra evangelizzazione e dissacrazione. 
Della “catholic imagination” al gala non c’era l’ombra, è apparso soltanto un luogo comune vagamente dissacrante culminato con Madonna che canta Like a Prayer.

di Mattia Ferraresi

New York. Alla fine il cardinale Timothy Dolan ha deciso di defilarsi leggermente ed evitare almeno il red carpet del Met Gala, gli oscar della East Coast, che quest’anno aveva come tema gli “heavenly bodies”, i corpi celestiali più che celesti, e nel sottotitolo parlava della “moda e dell’immaginario cattolico”. 
Dolan non si è sottratto al ricevimento più esclusivo della città e all’apertura della mostra collegata, ha regalato le solite battute brillanti ai soliti giornali brillanti, ha fatto foto in posa e dispensato benedizioni, insomma ha esibito il prontuario classico del “conservatore aperto al mondo”, una specialità della casa. 
Tenere un piede nella sagrestia e uno nel bordello è un’arte antica sancita anche da un motto popolare. 
Però dalle parti del red carpet il prelato ha sentito puzza di