sabato 15 dicembre 2018

Senza la fede e la cultura è impossibile che nelle parrocchie si insegnino la musica e il canto sacro

MiL , che domani - domenica Gaudete - festeggia i suoi primi 10 anni di volontariato a servizio della buona liturgia, ha proposto un articolo sull'efficacia dell'educazione alla musica e particolarmente al canto sacro per i più giovani. 
Ne  abbiamo preso una parte corredandolo con uno stupendo commento che vogliamo "incorniciare" per la sua esattezza e la sua completezza.
"... Siamo stati alcuni giorni fa ad una messa esequiale nella chiesa di un paese che vantava un singolare guinness dei primati: il più alto numero di musicisti professionisti di quella provincia.
Artefici e complici di quel "contagio musicale" sono stati per più di un secolo il Coro liturgico, l'Organo e la Banda paesana .
I fedeli del paese che prima cantavano bene persino la Messa degli Angeli ora sono diventati completamente muti, costretti a sentire i ragli di quattro-cinque ragazze che accompagnate dalle chitarre cantano a voce spiegata delle ridicole canzonette avulse dal contesto liturgico!
Nel giro di pochi anni un'intero paese super-musicale ha perduto tutta la sua identità per colpa degli "aggiornamenti" imposti alla parrocchia considerata liturgicamente "troppo tradizionale" dai giacobini dell'ACR .
Risultato: il coro si è completamente "laicizzato" perchè il parroco schitarrante non lo voleva fra i piedi e l'Organo Callido - restaurato- (vanto del paese) è coperto di polvere perchè non lo suona più nessuno...
Si direbbe che in un sol colpo di "aggiornamento" sono stati distrutti Coro liturgico, Organo e canto popolare (che pure costituiva un vanto).
Non parliamo poi delle tante e buone vocazioni sacerdotali formatisi al servizio dell'altare ( abbattuto in forza dell'adeguamento liturgico) del canto e del suono dell'Organo.
L'armamentario costosissimo di amplificatori, mixer, microfoni panoramici, chitarre elettriche, bonghetti ecc ecc pare che non riesce a calamitare i giovani che sono in uscita libera".
Ecco lo stupendo commento di cui sopra:

mercoledì 12 dicembre 2018

Il Cardinale/pop e il Duomo di Milano, preso d'assalto come altre Cattedrali e chiese, dai ladri di sacra bellezza, a caccia di fama, lustro e affari economici

"Milano. Il 23 novembre scorso la "regina del pop" Giorgia ha cantato all'interno del Duomo per un evento organizzato dalla neonata associazione “Per Milano” presieduta dall'ex presidente della RAI Anna Maria Tarantola, composta da "cittadini, imprenditori e manager italiani ... che si sono dati l’obiettivo di sfruttare la loro capacità organizzativa e imprenditoriale per promuovere eventi di raccolta fondi e finanziare nel prossimo triennio iniziative e progetti a favore di chi ha più bisogno" (Cfr.Milanoevents). L'esibizione della nota cantante pop, accompagnata dalla sua "storica" Band e dall’OrchestraRoma Sinfonietta ha avuto uno scopo nobilissimo: raccogliere fondi per sostenere le famiglie più povere che hanno dei figli disabili." (Cfr. MiL QUI)
Questo è quel che è accaduto, per la prima volta nella sua storia, all'interno del Duomo di Milano.
Leggiamo ora le considerazioni al riguardo della scrittrice e storica Cristina Siccardi.

Cattedrali trasformate in teatri e circhi, 
il caso del Duomo di Milano
di Cristina Siccardi

Venerdì 23 novembre la cantante Giorgia ha lanciato il suo nuovo disco Pop heart nel Duomo di Milano. 
Oggi, chiese e cattedrali, sempre più vuote di fede, si trasformano in squallidi teatri, dove si canta e si balla. 
Perciò, oltre ad impedire alle persone che ancora desiderano pregare in chiesa con liturgie sempre più protestanti, con un rumoroso attivismo pastorale, con catechiste affamate di protagonismo e presbiteri sempre meno sacerdotali e sempre più conviviali, si profanano luoghi di culto con concerti di musica profana e mostre, più o meno degeneri.

Il Duomo è la chiesa più grande d’Italia, la quarta nel mondo per superficie, la sesta per volume. 
Nel gennaio 1387 si gettarono le fondazioni dei piloni, opere colossali, progettate su disegno l’anno precedente. Durante il 1387 si continuarono gli scavi delle fondazioni e si impiantarono altri piloni. 
Nel corso dell’anno il Duca di Milano Gian Galeazzo Visconti, assunse il controllo dei lavori, imponendo un progetto ambizioso. Il materiale scelto per la nuova costruzione divenne allora il marmo di Candoglia e le forme architettoniche quelle del tardo gotico di ispirazione renano-boema. 
L’imponenza monumentale si sposa con la maestria di contrafforti e archi rampanti, con la leggiadria di pizzi, ricami, scalette, chiocciole, arabeschi, volute, pinnacoli, cuspidi, guglie, svettanti e piene di respiro del Cielo. 
Mentre Sante Vergini e Santi patriarchi di pietra guardano alla povera o ricca umanità, a seconda della ragione di vita che ogni anima si dà.

Sulle mensole degli sguanci delle finestre si trovano statue e busti, sui contrafforti statue coperte da baldacchini marmorei (in basso) e 96 giganti (in alto), sui quali sono inerpicati i doccioni figurati come esseri mostruosi e diabolici. 
Altre statue si trovano sulle guglie, sia a coronamento che nelle nicchie. 
Il complesso delle sculture è una straordinaria galleria dell’arte a Milano tra il XIV e il neoclassicismo, alla realizzazione della quale parteciparono maestri lombardi, tedeschi, boemi, francesi (fra cui i borgognoni), toscani, veneti e campionesi. 
Una squadra di addetti ai lavori che hanno scolpito figure dell’Antico e del Nuovo testamento, Santi e Sante.

Decantava lo scrittore Emilio De Marchi: «Sotto un raggio di sole compari tu, Madonnina benedetta del nostro Duomo! Tu che sei la mamma di tutti noi! Duomo chi ti ha fatto? Da quanti anni contempli le sciocchezze degli uomini? Ti ricordi Napoleone, che ti ruppe le vetrate con i mortai? Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, è il nostro Duomo, è la chiesa dei nostri vecchi, è la casa di Milano».

La cattedrale di Milano, Casa del Padre e della Madre di Dio (sulla guglia più alta domina la comunemente detta «Madonnina»), dopo Napoleone e i bombardamenti della seconda Guerra mondiale, è scossa dalla regina del pop: la musica pop è entrata per la prima volta sotto queste volte gotiche. 
Ma è soprattutto scossa dall’Arcivescovo di Milano, Monsignor Mario Enrico Delpini, e dal Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, che hanno permesso una tale profanazione. 
Il Cardinale si è premurato di annunciare che il concerto sarebbe stato trasmesso in streaming. 
Dell’evento sono stati spettatori gli ospiti del Refettorio Ambrosiano, dove i volontari della Caritas offrivano i pasti ai poveri della città. 
Il Cardinal Ravasi, che fa concorrenza con gli organizzatori di festival canori e si fa latore di atti e messaggi non evangelici,

domenica 2 dicembre 2018

Tempo di Avvento : attesa , memoria e speranza per vincere il disordine mondano scagliato contro l’ordine voluto da Dio

Da un devoto teologo ancora una volta prendiamo una meditazione questa volta adatta per il santo periodo di Avvento.
Preghiamo per la Chiesa e per i Consacrati.
Christus vincit!
En clara vox redárguit, obscúra quaeque pérsonans, procul fugéntur sómnia, ad alto Jesu prómicat.
Et Agnus ad nos míttitur laxáre gratis débitum, omnes simul cum lácrymis precémur indulgéntiam.
Beátus Áuctor saéculi servíle corpus índuit, ut carne carnem líberans, ne pérderet quos cóndidit.
Castae Paréntis víscera caeléstis intrat grátia venter puéllae bájulat secréta quae non nóverat.
Domus pudici péctoris Templum repénte fit Dei, intácta, nésciens virum, concépit alvo Fílium.
Deo Patri sit glória, Eiusque soli Filio, cum Spíritu Paráclito In saéculorum saécula. Amen


Questo tempo di Avvento va vissuto 
nel raccoglimento e il silenzio è un prezioso aiuto. 


Raccogliersi è il contrario di disperdersi e dissiparsi, ubriacati e affannati dalle cose mondane. 
Allora è possibile elevare il nostro cuore a Dio.
Dio non è fuori di noi... E' già lì: è il nostro cuore che sta

sabato 1 dicembre 2018

La Chiesa Cattolica e in particolare la sua dottrina ecclesiologica è fondata sui dogmi per essa inalienabili ed irreformabili.

Riflessione d'inizio dell'Avvento e del nuovo anno liturgico




Consumare i dogmi significa distruggere l'unità della Chiesa
La questione che in materia oggi si presenta come la più grave è appunto quella dell'intercomunione. 
Per fare del vero ecumenismo, non bisogna commettere errori su questo punto.

La Chiesa, la sua dottrina, e in particolare la sua dottrina ecclesiologica, sono fondate su dogmi per essa inalienabili

lunedì 26 novembre 2018

I Sacerdoti vittime sacrificali del diavolo nella nostra totale dimenticanza

Tu es Sacérdos in aeternum secundum ordinem Melchisedech.





 Quei sacerdoti uccisi che l'Occidente non vede

Non figurano nelle statistiche sui cristiani perseguitati e vittime dell’intolleranza religiosa. 
Sono i sacerdoti, le suore, i missionari in Africa feriti o uccisi nel corso di scontri a fuoco tra gruppi armati e forze dell’ordine o di rapine, oppure sequestrati per richiederne il riscatto. 
Il triste elenco si è arricchito proprio negli ultimi giorni. 


Non figurano nelle statistiche sui cristiani perseguitati, martiri, vittime dell’intolleranza religiosa. 
Sono i sacerdoti, le suore, i missionari feriti o uccisi nel corso di scontri a fuoco tra gruppi armati e forze dell’ordine o di aggressioni a scopo di rapina, oppure sequestrati per richiederne il riscatto. 
Sono tuttavia grandi testimoni di fede: perché scelgono di svolgere la loro missione in territori resi estremamente insicuri da conflitti, instabilità politica, attività terroristiche, condividendo la sorte delle comunità in mezzo a cui vivono, al fianco dei loro fedeli, spesso i soli a rimanere quando le agenzie delle Nazioni Unite e le organizzazioni non governative si ritirano per motivi di sicurezza.
Proprio mentre a Roma, la mattina del 22 novembre, la

domenica 18 novembre 2018

"Chi custodisce santamente le cose sante sarà riconosciuto santo" L'impegno del Comitato Portosalvo di Napoli per le chiese poco officiate

Chi custodisce santamente le cose sante sarà riconosciuto santo, e quanti le avranno apprese vi troveranno una difesa ( dal libro della Sapienza)

 

 

Il sacro non abita più qui, i fedeli rivogliono le chiese

di Andrea Zambrano

Il caso della festa di Halloween nella chiesa di San Gennaro a Napoli è solo la punta dell'iceberg di un fenomeno drammatico, quello delle chiese chiuse al culto e affidate a fondazioni per spettacoli e mostre. 
A Napoli sono oltre 200 le chiese che non vengono più utilizzate per la messa, ma depredate e sfruttate a scopo di lucro tanto da rasentare la simonia. 
Un comitato di fedeli chiede da tempo al vescovo di invertire la rotta, invano. Intanto il catalogo segnala chiese utilizzate come garage, pizzerie, sale da ricevimento e persino palestre. 
Il viaggio della Nuova BQ nel capoluogo campano. 

Il clou ci fu nel 2014 con il concerto rock di Patti Smith in San Giovanni Maggiore. 
Anche allora si sollevarono proteste, ma non accadde nulla. Da quel giorno fu un continuo. 
Si proseguì con le profanazioni in molte altre chiese fino ad avere non solo concerti o mostre, ma persino banchetti con tanto di catering e tavole imbandite.  
Il caso della festa di Halloween di San Gennaro all’Olmo ha portato alla ribalta uno scandalo a cielo aperto: quello

mercoledì 14 novembre 2018

Assemblea Generale CEI: chi se la prende con il Motu Proprio Summorum Pontificum?A chi fa male la nostra preghiera?

Speriamo che siano solo dei "rumors" quelli che in qualche maniera coinvolgerebbero due o tre personaggi che in occasione Assemblea generale della CEI ( ma al di fuori di essa) avrebbero mosso delle forti critiche al Motu Proprio Summorum Pontificum che , almeno in Italia, nonostante la forte opposizione di alcuni Vescovi si sta

sabato 10 novembre 2018

Reliquie: le ossa e le ceneri dei Martiri sono la materializzazione della Tradizione.

La festa delle Sacre Reliquie del 5 novembre esprime un concetto oggi molto dimenticato e molto avversato da modernisti e gnostici più o meno consapevoli: il Cattolicesimo Romano non è una religione spiritualista. 

lunedì 5 novembre 2018

Il Beato Bernardo da Offida: il religioso cappuccini invocato in tutto il mondo


Il Beato Bernardo da Offida (1604-1694)

In un piccolo paese delle Marche, Appignano del Tronto, sta accadendo qualcosa in casa Pieroni: sta nascendo un bambino. Nulla di eccezionale se non che questo diventerà ragazzo poi uomo ed infine religioso cappuccino e conosciuto in tutto il mondo con il nome di Bernardo da

sabato 3 novembre 2018

Il tempo che passa è già eterno per chi sa stare con Dio e alimenta con la sua preghiera la speranza che colma lo iato tra la fede (la sorgente) e la carità (di Dio) che la compie (Cit.)

La parola di un Teologo rivestito della corazza della Fede che confida solo in Dio secondo l'insegnamento della Sacra Scrittura: " benedetto l'uomo che confida nel Signore.  Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi, non resta nella via dei peccatori e non siede in compagnia degli arroganti,ma nella legge del Signore trova la sua gioia,la sua legge medita giorno e notte. Sarà come albero piantato lungo corsi d'acqua,che darà frutto a suo tempo e le sue foglie non cadranno mai; riusciranno tutte le sue opere."

O "Signore ascolta il grido dei poveri e degli oppressi che si leva a te da ogni parte della terra" (Colletta bis-VI domenica TO).

Il lungo delirio di onnipotenza della creatura 
che intende programmare ogni cosa, 
facendosi artefice del proprio futuro.

Dio è stato completamente privato di considerazione e oggi l'assurdo non è nemmeno di agire come se Dio non esistesse, ma di pensarLo del tutto inutile anche qualora ci fosse!
Infatti a chi pensa senza timor di Dio, Lo nega e Lo ignora, si aggiungono i ponti e i dialoghi con costoro di quelli che dovrebbero testimoniarLo e annunciarLo e invece Lo

domenica 28 ottobre 2018

A.A.A. cercasi l'entusiamo cattolico che solo la Santa Liturgia può suscitare #sumpont2018

Il VII Pellegrinaggio Internazionale Populus Summorum Pontificum 2018. 

Alcune riflessioni per ringraziare Dio del dono del Pellegrinaggio



Venerdì 16 e sabato 28 ottobre ci siamo recati a Roma, come nostro dovere spirituale,  per partecipare al VII Pellegrinaggio Summorum Pontificum portando, come riconoscenza al Signore Iddio, un anno in più sulle nostre spalle.
Nel tardo pomeriggio di ieri è stato diffuso dalla Sala Stampa Vaticana il documento finale del Sinodo dei giovani

Stando nel cuore della Cattolicità ci hanno colpito ancor di più queste parole del Papa: (la Chiesa) «è una Madre santa con figli peccatori, e a causa dei nostri peccati il Grande Accusatore approfitta e gira cercando di accusare e in questo momento accusa forte, e diventa persecuzione: come i cristiani in oriente. L’accusa continua è fatta per sporcare la Chiesa. I figli sono sporchi, ma la Madre no. E’ ora di difendere la Madre con preghiera e la penitenza. E’ un momento difficile, l’Accusatore attacca la Madre e la Madre non si tocca!»
Difatti il nostro devoto Pellegrinaggio Summorum Pontificum è stato espressione di preghiera e di penitenza (come ha chiesto il Papa nel citato documento sinodale). Pur non essendo adoratori dei numeri abbiamo subito notato qualche differenza numerica rispetto agli altri anni: molti i Sacerdoti che hanno partecipato nella giornata di sabato

lunedì 22 ottobre 2018

Scandalo Avvenire "Siamo indignati e scandalizzati che il giornale dei Vescovi italiani pubblichi tali disegni assolutamente irriguardosi verso Dio, verso la Chiesa, verso i credenti e verso l’umanità intera"

MiL aveva dedicato alla squallida vicenda questo post QUI





Il giornale Avvenire ed il nostro sconcerto
di Sabino Paciolla


Il vignettista Sergio Staino lascia il giornale Avvenire. 
Della cosa non posso che essere contento. 
Si può immaginare pure che Staino se è entrato ad Avvenire è perché qualcuno lo ha invitato. 
Della cosa non posso che essere NON contento. 
A proposito della questione, rilancio l’articolo dell’amico don Gabriele Mangiarotti, che ringrazio.


«Non ingannatevi; Dio non si prende in giro» dice San Paolo nella lettera ai Galati (6,7).
E questo vale anche per i cristiani, che non amano essere presi in giro né ingannati. 
Tanto meno dalle pagine di quegli strumenti di comunicazione che sono la cosiddetta stampa cattolica. Ricordo i tanti sacrifici fatti per sostenere un giornale come Avvenire che sembrava essere la voce di una fede limpida e coraggiosa, presente nell’ambiente così spesso ostile dei mass-media laicisti e massonici.
Che sconcerto dopo l’ultima vignetta di Staino contro Salvini e dopo la lettura delle sue dimissioni dall’Avvenire stesso, ma soprattutto che fastidio leggere il commento del Direttore Tarquinio alla sua missiva.
Già tempo fa avevo scritto con amici una lettera al Card. Bassetti a proposito di una striscia offensiva della fede ospitata dall’Avvenire. 
Ed era una lettera chiara, pacata e niente affatto offensiva né violenta nei toni. Ecco che cosa avevamo scritto:
«A Sua Eminenza reverendissima Card. Gualtiero Bassetti Le scriviamo in merito alle oltraggiose vignette di Sergio Staino, pubblicate ogni domenica sul quotidiano Avvenire, giornale di proprietà della Conferenza Episcopale Italiana, ed espressione del mondo cattolico. In queste vignette, come Ella potrà bene vedere nella

lunedì 15 ottobre 2018

Gli abitanti dell'isola di Lesbo hanno nuovamente innalzato la Croce che era stata fracassata con odio. La Croce è anche un Simbolo di Esorcismo: né i Demoni né gli indemoniati ne reggono la vista.

I cittadini innalzano di nuovo la croce distrutta

Il simbolo cristiano era stato divelto dopo che una ong aveva dichiarato che offende i musulmani accolti sull'isola

La gente di Lesbo - pescatori, contadini, umili fedeli ortodossi - non è rimasta indifferente.  
Il gesto vandalico avvenuto qualche giorno fa, con il favore delle tenebre, per mano di ignoti, ha suscitato un'ondata di sdegno nell'isola greca. 
La grande croce in cemento distrutta il 7 ottobre, "fracassata con odio" come riferiscono alcuni abitanti locali, è stata rimessa in piedi, poggiata su grosse pietre, in modo che possa essere eretta sebbene con una leggera inclinazione.

Costruita a inizio settembre su una roccia a picco sul mare sotto il castello di Mitilene, è stata da ignoti, anche se ci sono alcune ipotesi sulle motivazioni. 
Il riferimento è alla protesta che l'ong “Coesistenza e comunicazione nell’Egeo”, secondo Lesvos news, avrebbe manifestato nei confronti del simbolo cristiano. 
Una delle organizzazioni che accoglie immigrati sull'isola (che attualmente sono oltre 6.500) aveva chiesto al sindaco di rimuoverla perché avrebbe infastidito i musulmani presenti a Lesbo.  
Un residente del posto citato dalla stampa locale, ha detto: "Questa croce ha i ferri, è di cemento. Qualcuno è andato e l'ha spezzata. Questo è odio. E' inaccettabile".

Qualche giorno prima della devastazione, una ong impegnata ad accogliere immigrati sull'isola, aveva protestato per la presenza del simbolo. 
In un testo aveva scritto: "Il crocifisso è stato eretto per impedire ai migranti e rifugiati di venire qui a nuotare. 
Questo atto è illegale e offensivo soprattutto verso il simbolo

venerdì 12 ottobre 2018

Attacco al Governo italiano ma l'Italia NON è sull'orlo del baratro (come qualcuno vorrebbe...)

L’Italia non è sull’orlo del baratro

L’attuale situazione dello stato italiano commentata dall’economista elvetico Alfonso Tuor.






Non è ancora l’inizio di un attacco speculativo contro il Governo grigioverde italiano reo di sfidare le regole europee sul deficit e il debito pubblico. 
Sembra piuttosto la manifestazione di un fiancheggiamento dei mercati finanziari alle minacce di Bruxelles, cui si aggiungono gli attacchi della stampa internazionale e di quella che dovrebbe essere l’opposizione italiana. 
Il tutto appare volto a far sì che Roma faccia retromarcia sui progetti di spesa per l’anno prossimo che dovrebbero portare ad un deficit pubblico del 2,4% rispetto al PIL, incompatibile con l’obiettivo di ridurre un debito pubblico che supera il 130% del PIL. 
Se non è l’inizio della guerra dello spread, potrebbe però esserne il preludio, con le agenzie di rating che deprezzano il merito di credito dell’Italia e soprattutto con l’Eurogruppo che avvia una procedura di infrazione delle regole della moneta unica.

Contro uno scenario del genere militano tre elementi. 

mercoledì 10 ottobre 2018

Rieducazione comunista in salsa bolognese


Rieducazione comunista in salsa bolognese




Polizia Municipale a 'scuola' di antirazzismo. Seminari sul tema della società multiculturale con docenti musulmani e sinti

Un corso di formazione antirazzista per i vigili urbani di Bologna. E' l'incarico affidato dal Comune all'associazione Eos, che per un anno si occuperà di laboratori e seminari per dirigenti e funzionari della Polizia municipale, sul tema delle differenze e della società multiculturale. 
Tra i docenti anche il presidente dell'Ucoii e della Comunità islamica bolognese, Yassine Lafram, e il numero uno dell'associazione sinti italiani di Bologna, Luigi Chiesi, insieme a Marina Pirazzi, fondatrice di Eos. 
Il progetto costerà poco meno di 5.000 euro. 

Nel Piano locale contro le discriminazioni, il Comune di Bologna aveva previsto "specifiche attività di formazione rivolte al personale sul tema delle differenze e della società multiculturale" quindi "sviluppare un progetto di formazione rivolto al personale di Polizia municipale, riguardante l'organizzazione dei servizi di polizia locale all'interno di una società transculturale”.

La prima fase del progetto dovrebbe partire nei prossimi giorni: sarà distribuito un questionario a funzionari e agenti della Polizia municipale e su questa base sarà definito un programma di laboratori e seminari, che dovrebbe iniziare a

lunedì 8 ottobre 2018

"Fate suonare le campane di tutta Roma, abbiamo vinto a Lepanto!" (San Pio V mentre era assorto in preghiera e non poteva sapere, per vie naturali, l'esito della battaglia)

"Nessuno potrà mai comprendere i tesori mirabili di santificazione contenuti nelle preghiere e nei misteri del Rosario. 
La meditazione dei misteri della vita e della morte di Nostro Signore Gesù Cristo è la sorgente dei più meravigliosi frutti per chi vi si applica. 
Oggi si vogliono cose che colpiscano, che commuovano, che producano nell'animo impressioni profonde. 
Ma esiste mai al mondo una storia più commovente di quella stupenda del Redentore che si dispiega al nostro sguardo in quindici quadri che ricordano le grandi scene della vita, morte, gloria del Salvatore del mondo? 
Quali preghiere sono più eccellenti e più sublimi dell'orazione domenicale e dell'Ave dell'Angelo? 
In esse sono racchiusi tutti i nostri desideri, tutti i nostri bisogni"

giovedì 4 ottobre 2018

I Martiri di Castelfidardo che si immolarono per la causa papale


Il 18 settembre ricorre l’anniversario della battaglia combattuta nel 1860 tra Loreto e Castelfidardo, che vide contrapposti l’esercito pontificio e l’armata sarda, ormai italiana. Ricordiamo gli eroi pontifici che si immolarono per la causa papale con delle commoventi citazioni tratte dall’opera in quattro volumi di Mons. Alberto Canestrari: “L’anima di Pio IX quale si rivelò e fu compresa dai Santi” (Marino, Tipografia Santa Lucia, 1966). Mons. Canestri attinse le informazioni dal libro del marchese Anatole de Ségur: “I Martiri di Castelfidardo” (Parigi 1861).

I MORTI SUL CAMPO.

A Castelfidardo e a Loreto, una messa di requiem viene celebrata per i Caduti delle due parti. 
I morti nei due fronti sono provvisoriamente sepolti sul luogo dello scontro. 
PONTIFICI. 
Morti 7 ufficiali, 81 soldati, per un totale di 88 caduti raccolti sul campo. “I corpi di quei valorosi (pontifici) morti egli (Cialdini) confuse insieme in un’ampia fossa…” (O’Clery 1893: 2165-218).

L’elenco dei Caduti: secondo il Conte de Colleville quando gli Italiani entrarono in Roma, impossessatisi del Quirinale, analizzarono gli archivi pontifici. 
In queste circostanze, alcuni documenti andarono perduti nei trasbordi. 
Inoltre fu distrutto tutto quello che era favorevole ai Pontifici. 
Tra queste carte smarrite e distrutte dovrebbe esserci l’elenco dei Caduti di Castelfidardo, l’elenco dei feriti e quello delle ricompense proposte da La Moricière. (Conte de Colleville, Un crime du Second Empire,1910. pp.176-177).  
“Ecco dunque i solo nomi che possiamo citare con esattezza: George DE PIMODAN general (France), Mizael DE PAS, George D’HELIAND (Anjou), Alfred DE LA BARRE DE NANTEUIL (Paris), Leopold DE LIPPE (Belgique), ALFEGE DU BEAUDRIEZ  caporal (Paris), Gaston DU PLEISSIS DE GRENEDAN (Bretagne), FLORENT THIERRY DU FOUGERAY, GEORGE MIYONNET, FELIX DE MONTRAVEL (Dauphiné), RAOUL DU MANOIR, NOEL BERNARD – Joseph BLANC sergent (Lyon), EDME DE MONTAIGNAC (Berry), LANFRANC DE BECCARY sergent (Lorraine), ALPHONSE MENARD (Bordeaux), ROGATIEN PICON (Bretagne), PAUL DE PARCEVAUX Sous-lieutenant (Bretagne), HYACINTHE DE LANASCOL (Bretagne), ARTHUR DE CHALUS (Bretagne), LOUIS  JOSEPH GUERIN (Bretagne), GUELTON capitaine (Belgique), GUILLAUME-EDOUARD CARVELT (Belgique), EDGARD DE GUER (Paris), ALFRED DE LIMMENGH (Belgique), PAUL  SANCET (Vendée).  

lunedì 1 ottobre 2018

Il Papa chiede di pregare il Santo Rosario con la Preghiera a San Michele Arcangelo scritta da Leone XIII

Rosario per la Chiesa attaccata dal demonio

Papa Francesco chiede a tutti i fedeli di recitare quotidianamente il Rosario nel mese mariano di ottobre. E di concludere con due invocazioni


Papa Francesco ha deciso di invitare tutti i fedeli, di tutto il mondo, a pregare il Rosario ogni giorno, durante l’intero mese mariano di ottobre e a unirsi così in comunione e in penitenza, come popolo di Dio, nel chiedere alla Madonna e a san Michele Arcangelo di proteggere la Chiesa dal diavolo, che sempre mira a dividerci da Dio e tra di noi. Lo rende noto un comunicato della Santa Sede.

Nei giorni scorsi, prima della sua partenza per i Paesi Baltici - ricorda la Santa Sede - il Papa ha incontrato padre Fréderic Fornos, direttore internazionale della Rete Mondiale di Preghiera per il Papa, e gli ha chiesto di diffondere in tutto il mondo questo suo appello a tutti i fedeli, invitandoli a concludere la recita del Rosario con l’antica invocazione Sub Tuum Praesidium, e con la preghiera a san Michele Arcangelo che ci protegge e aiuta nella lotta contro il male (cfr. Apocalisse12, 7-12).

La preghiera, aveva osservato il Pontefice l’11 settembre in un’omelia a Santa Marta, citando il primo libro di Giobbe, è l’arma contro il Grande accusatore che «gira per il mondo cercando come accusare». 
Solo la preghiera lo può sconfiggere. I mistici russi e i grandi santi di tutte le tradizioni consigliavano, nei momenti di turbolenza spirituale, di proteggersi sotto il manto della Santa Madre di Dio pronunciando l’invocazione Sub Tuum Praesidium.

L’invocazione Sub Tuum Praesidium

L'invocazione recita così:
Sub tuum praesidium confugimus Sancta Dei Genitrix. Nostras deprecationes ne despicias in necessitatibus, sed a periculis cunctis libera nos semper, Virgo Gloriosa et Benedicta.
[Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine Gloriosa e Benedetta].
Con questa richiesta di intercessione il Papa chiede ai fedeli di tutto il mondo di pregare perché la Madonna ponga la Chiesa sotto il suo manto protettivo: per preservarla dagli attacchi del maligno, il grande accusatore, e renderla allo stesso tempo sempre più consapevole delle colpe, degli errori, degli abusi commessi nel presente e nel passato e impegnata a combattere senza nessuna esitazione perché il male non prevalga.

La preghiera a san Michele Arcangelo

Il Papa ha chiesto anche che la recita del Santo Rosario durante il mese di ottobre si concluda con la preghiera scritta da Leone XIII, che recita così:
Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio; contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque, Princeps militiae caelestis, Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute, in infernum detrude. Amen.
[San Michele Arcangelo, difendici nella lotta: sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio. Supplichevoli preghiamo che Dio lo domini e Tu, Principe della Milizia Celeste, con il potere che ti viene da Dio, incatena nell’inferno satana e gli spiriti maligni, che si aggirano per il mondo per far perdere le anime. Amen].

Fonte: Avvenire QUI

sabato 29 settembre 2018

Chi siamo noi per dire che ora è tempo che il castigo (tra cui il silenzio di Dio) debba terminare? Siamo sicuri che la nostra purificazione spirituale sia già sufficiente?

Da un blog autenticamente cattolico abbiamo preso un mirabile commento firmato Viandante sulla situazione ecclesiale. Quel che Viandante ha scritto è riferito e di risposta a questo post: " Vorrei esprimere il commento al tema prendendo spunto dalla voce di Santa Marta e dal silenzio di Mater Ecclesiae, dove due uomini vestiti di bianco incarnano la successione di Pietro. Nell'articolo si fa presente che la decadenza del mondo occidentale alimenta la conquista ad opera di altre culture. Penso doveroso far presenti ai cultori della "belligeranza" che la nozione di "guerra santa" appartiene proprio a quella cultura ostile che diciamo di temere e non vorremmo sostituita alla nostra, salvo rileggere la "nostra" secondo gli uomini e non secondo Dio.
Una nozione un po' scivolosa è quella di Chiesa quale "baluardo morale".
Ma è vero che lo specifico ecclesiale è quello dei "valori"? Di un Dio "morale"?
La morale è l'insieme dei valori (o ideali) in base ai quali l'individuo e la collettività decidono liberamente il proprio comportamento. Tali valori si originano dalla realtà culturale e si sostanziano nell'organizzazione economica e giuridica.
Questo espone la morale al cambiamento nel divenire di ciò che, essendo del mondo, è transeunte. Hai voglia a "blindarlo" con la tradizione, perché essa sarà sempre erosa e cannoneggiata dai venti delle nuove sensibilità e chi la difende finirà con il difendere più la tradizione stessa (il vestito) che non Chi l'ha determinata (la Presenza reale).
Ecco perché non è solo per i "mistici", ma da semplicemente, concretamente ed umilmente da cristiani privilegiare l'opzione che "nulla antepone a Cristo" nel cercare veramente e solamente Dio e non un primato sul mondo, facendoci concorrenti di qualche competizione.
Chi ritenesse questa una ritirata probabilmente non ha mai capito la forza della fede e confida maggiormente in una fede come sforzo... La cosiddetta "aspirina devozionale" è tutta prodotta e confezionata nei valori e negli ideali di un cristianesimo troppo preoccupato del fragore del mondo per fidarsi dei silenzi operosi e creativi di Dio."


La risposta di Viandante: 
 
Chi siamo noi per dire che 
ora è tempo che il castigo (tra cui il silenzio di Dio) 
debba terminare? 
Siamo sicuri che la nostra purificazione spirituale 
sia già sufficiente?

Infatti, penso che quasi tutti concordino: se il Signore ci ha imposto o ha tollerato un papa e una gerarchia come quella attuale (e aggiungerei pure le passate), è per purificare noi e la sua santa Chiesa.
Detto questo è giusto e sacrosanto agire nel modo che più riteniamo utile, tenendo conto delle nostre capacità, possibilità e responsabilità.
Ma siamo sicuri che la nostra purificazione spirituale sia già sufficiente? 
Che la santificazione di tanti nostri amici e parenti proceda per il verso giusto?
Siamo sicuri che tutte le porcherie che purtroppo

venerdì 21 settembre 2018

Dopo la critica della Docente al Sant'Anselmo alla Cappella Musicale Pontificia Sistina. "La prof. dovrebbe invece assistere all'entusiasmo con il quale in chiesa sono accolti dal popolo i rari cori tradizionalisti"


Su MiL (messainlatino.it) :"Alcuni Sacerdoti ci hanno segnalato un'intervista che un giornalista di Vatican Insider ha recentemente fatto alla teologa Prof.ssa Marinella Perroni, teologa e biblista, fondatrice del Coordinamento teologhe italiane; docente di Nuovo Testamento nella Facoltà di Filosofia e nella Facoltà di Teologia al Sant'Anselmo di Roma, sulla scandalosa vicenda della recente gestione della Cappella Musicale Pontificia Sistina e sulle previsioni future del più celebre coro del mondo.
Nell'intervista la Docente ha usato parole e concetti stantii, ripieni del solito integralismo progressista/illuminista che ha provocato in questi anni solo rovine e distruzioni". ( QUI )

Riportiamo uno stupendo, mirabile COMMENTO


"Occasionati dall'inchiesta, giudizi acidi ( questi si ideologici! ) da parte di un ambiente ( quello di S, Anselmo ) dei quali la docente si è fatta portavoce, da oltre mezzo secolo, nemico aspro della Cappella Musicale Pontificia ( CMP). 
Colei dovrebbe documentarsi sull'amore che tanti cori di chiesa di tutto il mondo conservano per la tradizione gregoriano-polifonica, comprese le composizioni dell'ultimo vero direttore

mercoledì 19 settembre 2018

Mons. Norberto Perini, Arcivescovo Metropolita di Fermo: Lettera pastorale sulla Liturgia (1962)



Mi è stato fatto un dono graditissimo: il volume delle Lettere Pastorali di Mons. Norberto Perini, Arcivescovo Metropolita e Principe di Fermo, altissima colonna di spiritualità , di preparazione teologica,  di pastoralità e di generosità verso i poveri e i bisognosi.*
Le lettere vanno dal 1941 al 1968.
Propongo la lettura di una parte di quella dedicata alla Liturgia scritta nell'anno 1962: pensate solo sette anni prima del dissolvimento totale della tradizione cattolica liturgica!
Da notare l'inserimento di alcuni bei versi poetici perchè l'argomento liturgico è di per se' fontana di arte e di poesia!
Maria Madre della Chiesa prega per noi.
 


Dalle LETTERE PASTORALI DI 
MONS.NORBERTO PERINI 
(Ed.T.A.F. s.r.l. Corridonia)
***
LA LITURGIA
1962

Venerandi Confratelli e Figli carissimi,
Scrivo questa lettera per accompagnare, dal Centro della Diocesi, l'Anno Liturgico, che si va svolgendo con tante consolanti iniziative in ogni Parrocchia e si inoltra verso la sua manifestazione culminante, che avrà luogo, a Dio piacendo, nella settimana a cavaliere tra l'Agosto e il Settembre prossimi.
Anno Liturgico significa anno in cui il popolo cristiano si accosta all'azione liturgica della Chiesa, ne prende coscienza, scopre, con gioiosa sorpresa, il suo posto accanto all'Altare e lo occupa con fervore, ben lieto di sentirsi familiare nella casa di Dio.
La Casa di Dio è casa di orazione, come ha detto Gesù Cristo agli Ebrei, che l'avevano invece ridotta a spelonca di ladri.
Noi, a spelonca di ladri, mai, ma a luogo estraneo si, dove si entra solo per obbligo e quasi per forza, dove si sta col corpo e non con lo spirito, guardando a chi va e a chi viene, senza dare un pensiero a Dio presente nella specialissima presenza eucaristica; luogo freddo, dove qualche parola biascica il labbro ma nessun sentimento sgorga dal cuore: ciò avviene non di raro e non per pochi.
L'Anno Liturgico ha questo scopo: renderci familiare la Chiesa; farci sentire che cos'è l'Altare, la Balaustra, il Battistero, il Confessionale, l'Avvento, la Quaresima, la Pasqua, la Pentecoste; dare un senso alla Stola e alla Pianeta, al Calice e all'Ostensorio; avvicinarci al Sacerdote che celebra la S. Messa; svelare i concetti e i sentimenti racchiusi in parole e gesti che a molti purtroppo sembrano cabale; abituarci a ridire in forma italiana quelle preghiere che il Sacerdote recita in lingua latina, in comunione con tutti i Sacerdoti dell'Orbe cattolico.

In altre parole, l'Anno Liturgico ha per scopo di insegnare al popolo cristiano:
— a pregare;
— a pregar bene.
Sono i due concetti che cercherò di svolgere in questa lettera che Sacerdoti e Fedeli devono considerare quasi guida per fissare la meta e criterio per giudicare sull'esito dell'Anno

lunedì 17 settembre 2018

Non c'è benedizione senza il segno della Croce!


A proposito del segno della Croce nel benedire. Decennale del Decreto 
"De signo sanctae Crucis 
in benedictionibus semper adhibendo"

Cari sacerdoti e diaconi, non so se vi siete mai trovati ad usare il Benedizionale attualmente in vigore (trovate i testi del medesimo libro liturgico QUI). 
Comunque, avrete saltuariamente notato che, nella maggior parte delle preghiere "di benedizione" ivi contenute, non è previsto il segno della croce fatto dal ministro, a differenza dell'uso tradizionale di questo gesto.
Molti si chiedono: si deve omettere tale segno perché non è previsto? 
Non si deve più fare come una volta? 
Ma è possibile che il segno della vivificante croce, segno cristiano di ogni benedizione, venga dimenticato proprio nei sacramentali che si chiamano appunto "benedizioni"?...

Nel 2002, dieci anni fa giusto oggi, la Congregazione per il Culto divino, proprio per venire incontro ai dubbi e alle perplessità, emise un DECRETO, che vi riporto in originale