domenica 7 maggio 2017

San Josè Sànchez Del Rio: la commozione dei fedeli che hanno baciato la sua reliquia

E' normale  che di fronte al Martirio di un adolescente ci si commuova ancor di più.
Ci sono stati due giorni di semplice, quasi improvvisato, "peregrinatio" della Reliquia del Martire San Josè Sanchez del Rio, venerata nella chiesa del Sacro Cuore (dei sacconi) di Tolentino attualmente chiusa a causa del sisma che ha scolvolto la Città.

Sabato 6 maggio nell'Insigne Collegiata di Potenza Picena, in occasione del tradizionale raduno di alcune Confraternite nella popolare festa esterna dell'Invenzione della Santa Croce ( popolarmente detta "festa delle crocette").  

Domenica 7 maggio nel Santuario di Campocavallo di Osimo al termine della Messa domenicale in rito antico. 

Abbiamo quasi toccato con mano il desiderio dei Fedeli di "abbracciare" il giovanissimo Martire di Cristo per ringraziarLo della meravigliosa testimonianza data con il suo sangue innocente per difendere la Fede e la Chiesa Cattolica!

San Josè intercedi presso Gesù affinchè anche noi nei difficilissimi giorni che ci attendono
possiamo ricevere  il Tuo stesso coraggio che avesti nel difendere fino al Tuo ultimo respiro la Croce e la Regalità di Cristo: "regno di verità e di vita, regno di santità e di grazia, regno di giustizia, di amore e di pace".

Potenza Picena Insigne Collegiata di Santo Stefano

Campocavallo di Osimo, Santuario della B.V. Addolorata

video

Video amatoriale: parte della processione dei fedeli, locali e forestieri,  accorsi nel Santuario di Campocavallo per baciare la reliquia del Martire 

 


PREGHIERA

Signore e Dio nostro che hai arricchito la tua Chiesa,

con il martirio glorioso

di san Giuseppe Sànchez del Rio

concedici che, seguendo le sue tracce,

come egli seguì quelle della passione del Tuo Figlio,

possiamo raggiungere la felicità eterna.

Per il nostro Signore Gesù Cristo che vive

e regna con Te nell'unità dello Spirito Santo. Amen.

***

San Josè Sànchez Del Rio

Nacque a Sahuayo (Michoacàn. Messico) il 28 marzo 1913. Fu battezzato e cresimato nella parrocchia di San Giacomo Apostolo, luogo anche del suo martirio.

Quando iniziò la protesta dei cattolici messicani e la lotta per i Diritti alla Libertà religiosa, negata dalle leggi dello Stato Messicano massonico e in seguito la "Guerra Cristera" (1926-1929), era un adolescente. 

Nella sua vita cercò un ideale e lo trovò in Cristo, ascoltando attraverso la testimonianza di altri martiri la chiamata di Gesù: "Seguimi"; il cammino è stato il martirio. 

In una visita alla tomba del martire (beato) Anacleto Gonzàlez Flores (martirizzato nel 1927), chiese a Dio di diventare martire come lui. 

I suoi genitori al principio si opponevano a che egli partecipasse alla lotta dei cristeros, ma egli rispondeva con semplicità: "Mamma, non è stato così facile come adesso guadagnarsi il paradiso". 

Fu crudelmente martirizzato nella chiesa dove era stato battezzato il 10 febbraio 1928, scannandogli i piedi, pugnalandolo e alla fine uccidendolo con un colpo alla testa mentre gridava "Viva Cristo Re! Viva Santa Maria di Guadalupel". 

È stato beatificato da Benedetto XVI il 20 novembre 2005 e canonizzato da Papa Francesco il 16 ottobre 2016.

(dal "santino" ufficiale)