mercoledì 11 dicembre 2013

Francescani dell'Immacolata : la frutta !

La beffarda irrisione scagliata contro un anziano e malato Uomo di Chiesa è la negazione stessa del cristianesimo che è amore e misericordia ( come tantissime volte ci ricorda Papa Francesco).
Ci stiamo già dimenticando quanto il Papa quasi quotidianamente ci insegna ?
La cosa è assai più grave però quando un Consacrato fa finta di ignorare, sia pur per un istante, la legge di Cristo.
Rileggiamo, al riguardo, cosa ci dice l'Apostolo Paolo nella Lettera agli Efesini  : 
" Nessuna parola cattiva esca più dalla vostra bocca; ma piuttosto, parole buone che possano servire per la necessaria edificazione, giovando a quelli che ascoltano.
E non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, col quale foste segnati per il giorno della redenzione.
Scompaia da voi ogni asprezza, sdegno, ira, clamore e maldicenza con ogni sorta di malignità. Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo ".

Fermo : Adorazione Perpetua all'Ospedale Cittadino " A.Murri "

L'Adorazione Perpetua dell'Eucarestia è l'Adorazione al Santissimo Sacramento esposto giorno e notte. 
A partire dal prossimo 15 Dicembre ciò sarà possibile anche a Fermo, nella Cappella dell'Ospedale cittadino "A.Murri". 
Con una Celebrazione Eucaristica alle ore 19, seguita dalla Processione e dalla Intronizzazione del Santissimo Sacramento, si darà l'inizio all'Adorazione ininterrotta, che vedrà la presenza di centinaia di volontari, che staranno alla presenza del Signore, organizzati in turni da un'ora, 24 ore su 24. 
L'Adorazione Perpetua esprime il desiderio della Chiesa Fermana di essere costantemente accanto al suo Signore, per dare la sua risposta di fede e di amore al suo Dio che la ama di amore eterno. 
E' la sua risposta a Gesù che ci ha chiesto di vegliare e pregare ogni momento (Lc 21,36). 
Con l'Adorazione perpetua testimoniamo la costante presenza di Cristo in mezzo a noi; permettiamo di aprire le porte a Cristo, perché possano essere attratti a Lui tutti i lontani. 
Gesù ha scelto di rimanere con noi fino alla fine del mondo nell'Eucarestia; con l'Adorazione ininterrotta noi vogliamo rispondere e rimanere in Lui. 
Ti invitiamo a dare un nuovo valore al tuo Battesimo e alla tua chiamata, e ad iscriverti al programma settimanale di Adorazione, mettendo a disposizione un'ora del tuo tempo. 


Puoi dare la tua disponibilità direttamente sul sito www.adorazioneperpetuafermo.it

lunedì 9 dicembre 2013

Francescani dell'Immacolata e lo "strano" saluto di Benedetto XVI


Nella lettera ( QUI ), datata 8 dicembre 2013, il Commissario Apostolico “ ad notum Sanctae Sedis “ dei Francescani dell’Immacolata P.Fidenzio Volpi O.F.M.Capp. ha dettato una serie di ulteriori provvedimenti nei confronti dei Frati commissariati.
Come abbiamo fatto in altre occasioni noi ci occupiamo solo degli " effetti "   che le decisioni del Commissario  possono produrre in alcuni religiosi che abbiamo conosciuto, soprattutto in alcuni che  alloggivano nell’ormai ex Casa Mariana di Sassoferrato.
Noi  temiamo  per la loro sorte e per la loro vocazione così duramente provate !
Si tratta di giovani che hanno lasciato la Famiglia e il lavoro per donarsi totalmente a Cristo Signore e ora si ritrovano in una famiglia religiosa commissariata con l'incertezza del futuro senza la possibilità di comunicare con il Fondatore della comunità da cui proviene la continuità del carisma che li ha portati a fare questa scelta di vita vocazionale !
Siamo noi che, quasi per ironia della sorte,  pure in diverse occasioni abbiamo criticato non poco i Francescani dell’Immacolata, soprattutto per talune loro scelte troppo “contro-corrente”  non opportunamente condite di realistica salsa prudenziale, a preoccuparci del loro futuro umano - vocazionale e del mantenimento del loro carisma di base.
In epoca non sospetta avevamo detto, e scritto, che non era compito di quei devoti frati organizzare un certo tipo di conferenze ( interessanti e legittime per l’amor del Cielo ! ma fuori luogo e foriere di sventure future … )... 
Voglio pure ribadire che nessuno del nostro gruppo liturgico vi ha mai partecipato anche quando l’invito ci perveniva, in scriptis, da quegli stessi frati che ora, ad effetto dell' insuperata capacità italica del “voltagabbana” sono annoverati fra i religiosi del “nuovo corso”,  !
Come ebbi modo di dire ad alcuni Ordinari locali,   il nostro gruppo liturgico disattendendo agli inviti- che conserviamo – di qualche  frate, ora duplefax, non ha mai preso parte ad alcun tipo di iniziativa che poteva essere esternamente interpretata come una specie di  critica nei confronti del Papa ( Benedetto XVI ) e delle Istituzioni Ecclesiali. ( v. nota sotto )


Nel  commentare però la lettera del Commissario Apostolico P. Fidenzio Volpi il Professore Roberto De Mattei, autorevole e storico esponente del tradizionalismo europeo, ( QUI )  ha inserito questa frase che, lo scrivo subito, non condivido affatto :


“… infine ( il Commissario Apostolico N.d.R.) pretende imporre a tutti i Frati un giuramento modernista di fedeltà al Novus Ordo Missae e al Concilio Vaticano II … “

La fedeltà alla Santa Messa celebrata nella forma propugnata dal Servo di Dio Paolo VI e ai Documenti del Sacrosanto Concilio Vaticano II, pure decretati dal medesimo Romano Pontefice, NON è un atto ne’ un giuramento modernista !
Andando avanti di questo passo non si costruisce nulla : la stessa “ fanteria” ( formata dai semplici fedeli  che, ispirati dal supremo amore per Cristo e per la Liturgia della Chiesa, cercano eroicamente di salvaguardare l’antica espressione della fede orante dei nostri padri) deve reagire contro questo tipo di   frasi intrise di perniciosi e fallaci pseudo-concetti che offendono il gusto ecclesiale , lo spirito e le finalità del Motu Proprio " Summorum Pontificum " di Papa Benedetto XVI.
Già la lettera del Commissario Apostolico conteneva frasi sconsiderate dal punto di vista ecclesiale e teologico :  quanto mai ad un ecclesiastico viene chiesta fedeltà ad una forma liturgica o ad un Concilio della Chiesa ?

Ad un chierico viene solo chiesta l'assoluta fedeltà all'unica Chiesa di Cristo !

Perchè alle assurdità presenti nella citata lettera nella " risposta " se ne aggiungono delle nuove ? Il modernismo è difatti un'eresia condannata dal Magistero.
Il modernismo, che è la sintesi di tutte le eresie,   non può essere accostato, ipso facto, ad un Concilio della Chiesa e neppure ad una forma liturgica che un Papa ha promulgato solennemente.

Non stiamo in questo contesto ad approfondire l'argomento della " riforma della riforma"anche se è fondamentale, come l'azione prudente ma ferma del Pontificato di Benedetto XVI insegna,  per la salute delle anime.


Che lo Spirito Santo ci assista soprattutto quando il nostro zelo pretende di difendere la Verità e la santa Tradizione !
Ubi Petrus ibi Ecclesia

A.C.

( + nota ) Francescani dell'Immacolata : " Una tragedia annunciata da uno strano “saluto” di Papa Benedetto XVI il 9 maggio 2012 al termine dell’Udienza Generale del mercoledì, alla quale avevano partecipato tanti frati e suore Francescani dell’Immacolata, il Papa li ebbe a salutare così :
“Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. Saluto le consacrate, i seminaristi e i frati Francescani dell’Immacolata ai quali auguro di nutrirsi della Parola di Dio e del Pane eucaristico per sentire cum Ecclesia”.

sabato 7 dicembre 2013

A tutti i Coetus Fidelium che si avvalgono del Motu Proprio Summorum Pontificum


Gratia vobis et pax a Deo Patre nostro et Domino Iesu Christo!  
Confortati dall’esito del secondo Pellegrinaggio Internazionale Summorum Pontificum, raccogliendo l'esortazione di tanti fedeli - di recente ribadita anche dal Coordinamento Toscano Benedetto XVI - Vi scriviamo per promuovere un più stretto legame tra i Coetus Fidelium che, in tutta Italia, si sono costituiti per dare applicazione al Motu Proprio Summorum Pontificum. 
Siamo convinti, infatti, che sia ormai tempo di creare e consolidare un forte e fraterno coordinamento fra tutti i Coetus. 
Vorremmo che davvero nascesse un più intenso movimento spirituale che rinvigorisse l'unione morale e la comunione di intenti che già ci uniscono; e che tutti noi - che crediamo nell'inestinguibile fecondità e nella perenne giovinezza della liturgia tradizionale - riuscissimo a costituirci quale Popolo del Summorum Pontificum, per mettere il nostro entusiasmo e la nostra azione a disposizione di tutta la Chiesa. 
Un più diffuso senso di appartenenza comune, al quale in tanti aspiriamo, è indispensabile perché la presenza di ciascuno di noi nella Chiesa – nelle associazioni cattoliche, nelle confraternite, nelle parrocchie, nelle diocesi – possa consolidare ed incrementare la diffusione della liturgia tradizionale, mostrarne l’ineguagliabile splendore e, soprattutto, la perfetta espressione della fede cattolica tutta intera. 
Crediamo che il modo migliore per rispondere a quanti – specie fra i nostri Pastori – pensano che il messale del B. Giovanni XXIII stia a cuore solo a pochi fedeli estraniati dalla vita della Chiesa, sia mostrare concretamente la nostra unità: occorre superare l’attuale situazione in cui ciascun gruppo vive nella sua isola felice (o nel suo fortino assediato) e aiutare i fratelli a riscoprire il senso profondo della vera adorazione, colmando, ben radicati nella Chiesa, il vuoto liturgico e dottrinale che oggi l’affligge; un compito al quale ci apprestiamo non già per nostri meriti (che sono miseri e insufficienti), ma in virtù della liturgia tradizionale che ci è stata affidata dal Motu Proprio e che – per quanto ad alcuni possa apparire paradossale – risulta lo strumento principale che la lungimiranza di Papa Benedetto XVI ha posto nelle mani dei fedeli laici per concorrere al rinnovamento della Chiesa. 
Il nostro unico obiettivo: la diffusione della Santa Messa tradizionale, la sua promozione, la sua corretta celebrazione, la sua difesa! 
Il nostro programma: dimostrare concretamente che non siamo soli nell’amore per la sacra liturgia e che, ben fieri ciascuno della propria storia, delle proprie radici e della propria identità, apparteniamo tutti ad un unico Popolo radunato dal MP Summorum Pontificum. 
Un popolo “normale”, che vuole avere una vita religiosa “normale” nelle parrocchie, nelle confraternite, nelle associazioni; che chiede cura pastorale piena e completa, come spetta “normalmente” ad ogni fedele; che ha la gioia di aver (ri)trovato il tesoro della liturgia tradizionale e si sforza di operare perché questo tesoro venga (ri)scoperto da tutti. 
Un Popolo che, proprio perché è tale, sa aiutarsi reciprocamente e fraternamente, sostenere fattivamente i propri sacerdoti e ritrovarsi intorno ad alcune iniziative spirituali comuni (il Popolo si manifesta soprattutto pellegrinando e raccogliendosi sotto il manto di Maria) e che finalmente vuole essere riconosciuto per quello che è, che non può e non vuole rinunciare ad esserlo e che può e vuole esserlo ovunque: una parte vitale e feconda della Chiesa. 
Per realizzare questo programma non intendiamo proporre modelli preconfezionati, anche se sappiamo che ogni efficace attività di coordinamento ha bisogno di una pur minima struttura. Dopo due anni di lavoro, è giunto il tempo di un primo serio bilancio, per comprendere cosa ha funzionato, cosa deve essere sviluppato, cosa deve essere corretto: vorremmo discuterne con tutti Voi. 
La Provvidenza ci ha concesso di maturare un'utile esperienza, di conoscere i problemi di Coetus diffusi in tutta Italia, e vorremmo che questa esperienza portasse frutto per tutti. 
Non chiediamo a nessuno un’adesione preventiva, non vogliamo rilasciare tessere né vantare primogeniture: il primo passo che vorremmo compiere in un rinnovato cammino comune è conoscerci e sapere chi siamo, dove siamo. 
Per questo invitiamo tutti, ma specialmente i rappresentanti dei Coetus ed i fedeli che promuovono, curano e difendono la celebrazione della S. Messa, a voler prendere contatto con noi per concordare incontri su base regionale, per cercare di mettere in comune le energie spirituali e le capacità organizzative, per esaminare il modo migliore di conseguire tale risultato. 
Lo potrete fare raggiungendo alcuni amici, individuati per singoli territori (onde agevolare gli incontri) agli indirizzi e-mail che trovate qui sotto. 
Vi preghiamo di farlo al più presto! 
Ci è grato diffondere questo appello oggi, nel giorno che la Chiesa dedica all’Immacolata Concezione di Maria Santissima, alla cui particolare e materna protezione ci affidiamo. 
In Jesu et Maria, i promotori regionali del Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum: 
Federico Baldelli Purrone (Lazio), 
Giuseppe Capoccia (Basilicata, Campania, Puglia), 
Andrea Carradori (Marche), 
Marcello Derudas (Sardegna), Francesco Forlin (Umbria), 
Massimiliano Gaj (Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta), 
Cristiano Gobbi (Friuli – Venezia Giulia, Trentino – Alto Adige, Veneto), 
Renato Manzo (Abruzzo, Molise), 
Francesco Palamara (Calabria), 
Daniele Premoli (Lombardia), 
Marco Sgroi (Emilia – Romagna), 
Rosario Tantillo (Sicilia occidentale: Agrigento, Caltanissetta, Palermo, Trapani), 
Giovanni Turturice (Sicilia orientale: Catania, Enna, Messina, Ragusa, Siracusa).
Indirizzario e-mail 
(vogliate scrivere, per piacere, all’indirizzo assegnato alla Vostra regione. 
La mail sarà ricevuta dal corrispondente promotore regionale): 
Emilia – Romagna: emiliaromagna.cnsp@gmail.com 
Friuli – Venezia Giulia: friuliveneziagiulia.cnsp@gmail.com 
Sicilia orientale (Catania, Enna, Messina, Ragusa, Siracusa): siciliaorientale.cnsp@gmail.com 
Sicilia occidentale (Agrigento, Caltanissetta, Palermo, Trapani): siciliaoccidentale.cnsp@gmail.com
Trentino – Alto Adige: trentinoaltoadige.cnsp@gmail.com 
Valle d’Aosta: valledaosta.cnsp@gmail.com 
Veneto: veneto.cnsp@gmail.com 


Foto : San Nicola da Tolentino celebra la Santa Messa ( Tolentino,. Chiostro della Basilica di San Nicola )

giovedì 5 dicembre 2013

Francescani dell'Immacolata : " persecuzione dettata dalle lobby " ...

A pochi giorni dal Santo Natale fa infinitamente tristezza sentire che altri due Consacrati   lasceranno il loro convento ( nel quale ormai non si identificano più ) per ritornare  a casa dei loro genitori perché : “ Non vedo più alcun futuro per la nostra spiritualità”.
Noi che siamo stati vicini con affetto e con la minima carità a quei giovani consacrati al Signore con specialissimo voto alla Beata Vergine Maria non possiamo far finta di nulla dell' " l'incendio di persecuzione che si è acceso” per provare “ come oro nel crogiuolo” la fedeltà dei Francescani dell'Immacolata a Cristo e alla Sua unica Chiesa  .
"Se" quei Consacrati avessero sbagliato o avessero deviato dalla sana dottrina è giusto che siano ripresi nei modi che la Chiesa, Madre e Maestra, stabilisce .
Ciò non toglie che 
il loro dolore è il nostro dolore.
la loro tristezza è la nostra tristezza.
la loro amarezza, per essere oggetto di disprezzo anche da parte dei loro ( ex ) Confratelli, è la nostra amarezza.
Umanamente rimproveriamo ai frati la pessima conduzione dei loro guai, che avrebbero dovuto esser discussi prontamente in sede di giustizia ecclesiastica perchè bisogna avere fiducia delle della Giustizia e delle Istituzioni ecclesiali .
Dobbiamo però riconoscere  che gli uomini di Chiesa che impugnano il pastorale magisteriale pubblicamente dicono una cosa e poi praticamente ne fanno un'altra ... 
L' operazione di maquillage mediatico è solo apparente perchè nella realtà ... si sono scagliati  pesantemente contro i poveri ed indifesi frati lasciando infrangare  le  parolone "misericordia", "perdono"e " accoglienza " , di cui si ripempiono la bocca,  contro la scogliera costituita dagli scheletri di quei poveri frati .
Anche se quei poveri frati avessero commesso i più turpi delitti avrebbero meritato un trattamento  più “ cristiano “ ! ( Articolo QUI )
Così non è stato !
A questo punto gli stessi fedeli hanno condiviso momenti di intensa spiritualità guidati ed aiutati dai Francescani dell’Immacolata, avrebbero il diritto-dovere di conoscere di quali colpe essi si sono macchiati . ( Articolo QUI ) 
Desideriamo cioè sapere se abbiamo pregato assieme a degli impostori o se abbiamo aiutato dei pericolosi eretici o dei criminali !
Nell’Anno del Signore 2013 a cinquant’anni dall’inizio del Sacrosanto Concilio Vaticano II , che per molti ha il significato di una “ svolta democratica” della Chiesa Cattolica l’atteggiamento che la Santa Sede sta riservando ai fraticelli Francescani dell’Immacolata fa pensare a tutt’altro …
A proposito de « La svolta di Papa Francesco » , ora fra i laudatori papali si può  anche annoverare il Professore Romano Prodi “…l’ex numero uno della Commissione Europea «cattolico adulto» rivendicò l’autonomia della scelte politiche rispetto ai principi della fede. … che non piacque per nulla all’allora numero uno della Conferenza episcopale italiana, Camillo Ruini. Da quel momento in avanti i rapporti tra il Professore, fervente cattolico, e i vescovi italiani si raffreddarono parecchio. … Al Professore veniva imputata la responsabilità di aver distrutto l’unità politica dei cattolici oltre al voto sul referendum sulla procreazione assistita. 
Ora, dopo lunghe traversie, è arrivato il momento della riconciliazione nel segno di Papa Francesco. E per Prodi sarà un ritorno in grande stile in Vaticano. Dopo un lungo esilio, oggi tocca al Professore. …” .
Anche se avevamo promesso , a noi stessi, al nostro Confessore e all'Autorità di mantenere il nostro silenzio sulla sorte riservata ai poveri frati, in questa fase di nuova e crescente persecuzione verso l'opera e la spiritualità, vissuta in corpore et in spiritu,  dei Francescani dell'Immacolata notiamo che essi sono stati le prime vittime sacrificali di questa " svolta " perchè con la silenziosa accettazione degli immeritati castighi hanno dimostrato che “ bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini ” cioè l’esatto contrario dell’atteggiamento dei “ cattolici adulti “ che  con ostentata superbia fanno il contrario !

Forse hanno ragione quei cocciuti fraticelli che parlano di “ persecuzione delle lobby ” … 
In una tristissima litania chinando il capo essi  continuano a ripetere " è colpa delle lobby - o lobbies che dir si debba - è colpa delle lobby ... se hanno perseguitato Lui è giusto che perseguitino anche noi " !

Facciamo nostra la professione di fede nell'Adorazione a Gesù Sacramentato .
"Dinanzi all’Eucaristia noi ci inginocchiamo, dinanzi all’Eucaristia ci genuflettiamo, dinanzi all’Eucaristia apriamo i nostri occhi per adorare e contemplare: dinanzi al Dio con noi, abbiamo l’obbligo di questi atteggiamenti che non sono poi un obbligo ma un onore. Che privilegio! Anche noi possiamo prostrarci dinanzi a Lui. Che privilegio, avere questa fede, in un mondo che non sa, che non comprende." - (san Pio da Pietrelcina)

A.C.



       b ) Il giornalista de La Stampa Dott. Marco Tosatti è ritornato sull'argomento della vicenda       dei    Francescani dell'Immacolata con un articolo specifico. 
Leggere  QUI .





martedì 3 dicembre 2013

Santa Casa di Loreto : la prima tappa della traslazione a Tersatto

LA PRIMA TRASLAZIONE MIRACOLOSA
A TERSATTO

Il Beato Pio IX, il grande Pontefice nativo dell’anconitano e “miracolato” nella stessa Santa Casa di Loreto, a riguardo di essa scrisse memorabili parole. Celebre, in proposito, fu la sua Bolla “Inter Omnia”, del 26 agosto 1852, nella quale così solennemente dichiara: “Fra tutti i Santuari consacrati alla Madre di Dio, l’Immacolata Vergine, uno si trova al primo posto e brilla di incomparabile fulgore: la veneranda ed augustissima Casa di Loreto… (…) A Loreto, infatti, si venera quella Casa di Nazareth, tanto cara al Cuore di Dio, e che, fabbricata nella Galilea, fu più tardi divelta dalle fondamenta e, per la potenza divina, fu trasportata molto lontano, oltre i mari, prima in Dalmazia e poi in Italia”.
Come ogni altro Pontefice che ne ha trattato, il Beato Pio IX identificò a Tersatto, in Dalmazia, oggi quartiere di Fiume, il primo luogo in cui “sostò” nel 1291 la Santa Casa di Nazareth durante le sue molteplici “miracolose” traslazioni.
Riguardo alle documentazioni su tali fatti accaduti, esistevano degli scritti e testimonianze composti dai contemporanei a tali eventi miracolosi, che oggi purtroppo in gran parte sono andati perduti, soprattutto a causa di incendi che hanno distrutto gli archivi storici di Tersatto e di Recanati. Ma 
esistono scritti e testimonianze posteriori che rimandano a quei documenti dell’epoca, visti e riportati da altri. 
Esiste, soprattutto, “la tradizione orale” ininterrotta, tramandata dai testimoni oculari dell’epoca, ed esistono ancor oggi diverse chiese e lapidi che ricordano gli eventi accaduti in quegli anni della fine del XIII secolo.
Le chiese, in modo particolare, ancor più dei “documenti scritti”, sono le più inoppugnabili “prove” della verità dei fatti che esse intendono celebrare, perché se esse sono state edificate e consacrate per ricordare gli “eventi miracolosi” delle traslazioni della Santa Casa di Nazareth ciò è stato possibile perché così hanno voluto i Vescovi dell’epoca, costituendo esse perciò una “approvazione ecclesiastica” inconfutabile da parte dei “testimoni oculari” più autorevoli: i Vescovi stessi dell’epoca, di varie località.
A Tersatto, ove esiste tutta una tradizione locale esattamente parallela a quella di Loreto, c’è un Santuario, risalente al XIII-XIV secolo, che ricorda proprio la sosta della Santa Casa in quel luogo per circa tre anni e mezzo. Anche una lapide, ancor oggi esistente, riporta questo fatto “storico”, essendovi scritto in essa: “Venne la Casa della Beata Vergine Maria da Nazarette a Tersatto l’anno 1291 allì 10 di maggio et si partì allì 10 di dicembre 1294”.
Anche nel “Rosarium” di Santa Caterina da Bologna (1413-1463), un testo redatto dalla santa nel 1440, viene riportato “per rivelazione soprannaturale del Signore” la vicenda storica delle “miracolose traslazioni” della Santa Casa di Nazareth. Santa Caterina da Bologna in quel testo mostra di colloquiare direttamente con Gesù, apparsogli “per grazia”; ella infatti scrive: “In questo giorno (il 25 marzo 1440), tu, o Signore, hai rivelato a me, apparendomi per grazia… ”. 
Poi, dopo aver riportato “la rivelazione” che fra quelle Sacre Pareti di Loreto la Vergine Maria fu “concepita” Immacolata ed ivi “nacque”, descrive sinteticamente le varie successioni del “trasporto angelico” della Santa Casa di Nazareth, secondo come “rivelatogli” da Gesù durante l’apparizione: “
Alla fine questa dimora, consacrata prima dai tuoi apostoli che vi hanno celebrato i divini misteri con miracoli, per l’idolatria di quella gente fu trasportata in Dalmazia da uno stuolo di angeli. Quindi, per le stesse e per altre ragioni, portarono questa degnissima chiesa in vari luoghi. Finalmente, portata dai santi angeli, fu collocata stabilmente a Loreto e posta nella provincia d’Italia e nelle terre della Santa Chiesa” (“Rosarium”, I Mist. Gaud., vv.73 ss.- 
Da una traduzione del testo latino pubblicata in “Messaggio della Santa Casa”, 2001, n.7, p.211).
Qui riporto, a riguardo della “verità storica” della “prima” traslazione miracolosa di Tersatto, la seguente narrazione storica, come riportato dagli antichi scritti.
Califà re d’Egitto, nel 1291, essendosi reso padrone della Galilea con la strage di 25.000 cristiani e con la schiavitù di altri 200.000, rovesciò il regno cristiano, profanando i Luoghi Santi e chiudendo ogni accesso ad essi. 
Ma il Signore, per salvare la Casa della sua amata Madre, operò uno dei più inauditi miracoli. Nella notte del 9-10 maggio 1291, per mano degli angeli, staccatala dalle fondamenta – come anche scritto dal Beato Pio IX nella Bolla sopra riportata -, fece trasportare la Santa Casa di Nazareth per lunghissimi tratti di aria e di mare verso le spiagge della Dalmazia. 
A Nazareth, rimasero soltanto le fondamenta della Santa Casa, tutt’oggi esistenti.
Allo spuntare dell’alba del 10 maggio 1291, sulla collina di Tersatto, non lontano da Fiume (l’odierna Rijeka), alcuni boscaioli trovarono una piccola casa che non avevano mai visto prima in quel luogo. 
Il fatto impressionò molto perché su quella collina che scende verso il mare non esistevano né capanne né tanto meno case. La piccola costruzione, “posata” sul terreno, aveva una lunghezza di m.9,52, una larghezza di m.4,10 e un’altezza (all’interno) di m.4,30. 
Di fronte all’entrata c’era un altare di pietra e, al di sopra, sul muro, una Croce greca. 
Su questa la figura del Cristo e un’iscrizione: “Gesù di Nazareth, Re dei Giudei”. 
Sull’altare vi era una statua in legno della Madonna con il Bambino in braccio: la mano destra di Gesù era levata per benedire. 
Oltre l’altare, un focolare nero di fumo, che ne comprovava un lungo uso. 
Non lontano da questo atrio, un armadio scavato nel muro e degli utensili da tavola.
Conosciuto il fatto miracoloso, vennero fedeli e curiosi da ogni parte a vedere il misterioso prodigio. Anche il parroco di Tersatto, don Alessandro Giorgevich, venne informato del fatto, ma, molto ammalato, non poté muoversi. 
Gli apparve allora la Madonna che gli attestò essere quella la sua Casa di Nazareth dove nacque, dove avvenne l’Annuncio dell’Arcangelo Gabriele e dove visse con Gesù. 
Quale sigillo dell’Apparizione, don Alessandro venne improvvisamente guarito dalla sua infermità.
Nicolò Frangipane, signore della città, volle accertarsi del fatto e mandò una delegazione in Palestina con l’incarico di constatare se realmente la Santa Casa non esistesse più in Nazareth. 
Tra i delegati si trovarono il Parroco stesso, Don Alessandro e tre notabili, di cui abbiamo i nomi di due di essi: Sismondo Orsich e Giovanni Gregoruschi. 
La delegazione, giunta a Nazareth, constatò effettivamente l’assenza della Santa Casa a Nazareth, ove erano rimaste solo le fondamenta, che combaciavano perfettamente con le misure della perimetrazione delle tre Sante Pareti giunte a Tersatto. 
Inoltre non trovarono nessuna differenza di qualità e natura fra le pietre ivi rimaste e quelle che erano giunte a Tersatto.
Questi quattro distinti personaggi trascrissero ogni cosa e testimoniarono il tutto con solenne giuramento; e la loro deposizione, autenticata con tutte le forme volute dalla legge, fu riposta a perpetua memoria negli archivi pubblici di Tersatto.
Il Frangipane, riservandosi di onorare convenientemente il sacro edificio, vi fece costruire attorno un muro di cinta; ma, dopo poco più di tre anni dalla sua venuta, la Casetta misteriosamente scomparve, così come era arrivata. 
Sul luogo ove la Santa Casa era rimasta dal 10 maggio 1291 al 10 dicembre 1294, i Frangipane fecero costruire, prima una Cappella commemorativa, e poi la Chiesa che anche oggi esiste. 
La struttura architettonica è una sintesi storica: una piccola Cappella, avente le stesse dimensioni della Santa Casa, fu il punto di partenza; poi fu costruito dinanzi a questa una prima navata, che più tardi fu prolungata e quindi una navata laterale, che comunica con l’altra, mediante larghe aperture.
Questa è in breve la storia della dimora fatta dalla Santa Casa a Tersatto. 
Non esistono, come detto, documenti del tempo, perché il 5 marzo 1629, un incendio distrusse gli archivi di Tersatto, come nella sua “Historia Tersattana”, racconta il Glavinich, il quale lamenta la perdita degli “Annali Francescani”, della relazione e dell’itinerario del Parroco di Tersatto, che, per ordine, del Conte Nicolò Frangipane, aveva accompagnato i Delegati che si recarono in Terra Santa.
Si salvarono appena alcune carte che lo stesso Glavinich aveva tolte dall’Archivio di Tersatto per un lavoro che stava facendo. 
Ma anch’esse andarono perdute, durante la grande guerra del 1915. Nell’intento di voler salvare alcuni documenti dell’Archivio di Tersatto, furono consegnate a una persona, che le dimenticò in treno.
Ma i documenti relativi alla sosta a Tersatto della Santa Casa, se più non esistono, esistettero un giorno. Girolamo Angelita, archivista di Recanati, dichiara che al suo tempo, e cioè nei primi anni del 1500, fu mandata a Recanati una schedula (forse un estratto) degli Annali di Fiume, nella quale era narrata la storia della dimora della Santa Casa a Tersatto, così come risultava dai documenti ancora esistenti nell’Archivio di Tersatto. 
La città di Recanati ne informò il Papa Leone X, il quale poi in un documento pontificio ufficiale e solenne dichiarò che la suddetta storia era comprovata da testimoni degni di fede, scrivendo in un “Breve”: “… E’ provato da testimoni degni di fede che la Santa Vergine, dopo aver trasportato per l’onnipotenza divina, la sua immagine e la propria casa da Nazareth in Dalmazia, quindi nella foresta di Recanati e nel campo di due fratelli, la fece deporre per il ministero degli Angeli, sulla pubblica via, ove trovasi tuttora e dove l’Altissimo, per i meriti della Santissima Vergine, continua a operare miracoli” (Leone X, “Breve” del 1° giugno del 1515. Arch. Vat. Vol. 1924; 232 IX Reg. 70 – f. 74).
Oltre alla fonte diretta citata dall’Angelita, abbiamo alcuni altri importanti documenti, anche pontifici, i quali, pur non essendo coevi al fatto, lo suppongono e indirettamente lo provano, come ad esempio l’invio nel 1367, ai Tersattesi, da parte del Papa Beato Urbano V, di una immagine della Vergine Lauretana, “per calmare il loro dolore” per aver perduto la stessa Santa Casa.
Gli abitanti di Tersatto, infatti, hanno sempre ritenuto vero il miracolo della traslazione della Santa Casa e il fatto della sua dimora in quella Città e non protestarono mai contro la notizia della scomparsa e della conseguente apparizione della medesima in terra italiana. 
Anzi, sappiamo dal Padre Riera e dal Torsellini che ai loro tempi i pellegrinaggi di Dalmati a Loreto erano numerosissimi e che dall’Illiria venivano alla Santa Casa le folle a pregare la Beata Vergine, perché ritornasse ad abitare fra loro.
Il Padre Raffaele Riera, gesuita e penitenziere a Loreto, in alcune pagine scritte in una sua opera, descrisse questi pellegrinaggi e l’impressione che egli ne ebbe. 
Nel 1559, trovandosi nella Basilica ad ascoltare le confessioni, egli vide entrare un pellegrinaggio di Dalmati, composto di circa 500 persone, che invocavano piangendo la misericordia divina, sul ritmo dello Stabat Mater e del Dies Irae. 
Il Trombelli ne pubblicò il testo che è il seguente: “O Maria, sei venuta qui insieme con la tua Casa, per essere nella tua qualità di Madre di Cristo, dispensatrice di grazia; Nazareth fu il tuo luogo di nascita, ma Tersatto fu per te il primo porto quando venivi in questa terra. Trasportasti qui anche la Casa, ma qui sei rimasta, o Regina della clemenza. Ci rallegriamo di essere stimati degni di godere la tua presenza”.
L’impressione provata dal Riera alla vista di un pellegrinaggio così pio, che con tanto affetto e fiducia parlava alla Vergine, fu molto grande. 
Egli confessa che si ritirò dalla chiesa, perché temeva che il Signore, ascoltando la preghiera di quei pellegrini, facesse nuovamente trasportare la Santa Casa nella loro terra.
Il vincolo che legò Tersatto a Loreto fu sempre forte e costante; infatti, non solo per diversi secoli i pellegrini vennero in gran numero a Loreto, ma molte famiglie si trasferirono qui dalla Dalmazia e ancor oggi si trovano nel contado e nella Città cognomi slavi italianizzati.
Fino al tempo di Paolo III esistette a Loreto una Confraternita, detta degli Schiavoni, per il suffragio dei defunti Dalmati e nel 1575 Gregorio XIII vi istituì il Collegio Illirico per l’educazione gratuita di trenta chierici delle Diocesi della Dalmazia, assegnandogli l’edificio posto a fianco della Basilica, nel quale prima si trovava l’Ospedale dei Pellegrini e affidandone la direzione ai Padri della Compagnia di Gesù.
Anche Giovanni Paolo II attestò questo singolare legame tra Loreto e Tersatto, nel Lettera inviata a Mons. Pasquale Macchi, arcivescovo di Loreto, il 15 agosto 1993: “La Vergine Lauretana dall’alto del suo colle benedica e soccorra tutti i popoli, in particolare quelli sull’altra sponda dell’Adriatico, dove è così viva la tradizione lauretana…”.
Nel prossimo numero si illustrerà la successiva “traslazione miracolosa” del 1295 in Ancona, località Posatora, ove – secondo le documentazioni storiche – rimase per nove mesi, prima di pervenire nella zona recanatese.


Prof. GIORGIO NICOLINI



Foto : Montottone ( Fermo ) Collegiata di San Pietro :  la Madonna di Loreto sopra la " casetta " che tradizionalmente si venera nei paesi e nelle Città delle Marche la sera del 9 dicembre mentre nei campi si accendono i " focaracci ".

L’intervista di Maurizio Socci al Prof. Giorgio Nicolini da Posatora di Ancona per èTV Marche

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lunedì 2 dicembre 2013

Tolentino, Basilica di San Nicola : Messa Solenne per la festa di Sant'Andrea

Tolentino, Insigne Basilica Agostiniana di San Nicola
Sabato 30 novembre 2013
Santa Messa Solenne ( in terzo ) per la Festa di Sant'Andrea Apostolo celebrata dal Rev.do Parroco Don Andrea Leonesi.
Organista M° Lorenzo Antinori
Cerimoniere Cristiano Scandali
Servizio Liturgico Umbro-Abruzzese-Marchigiano
( dalla quarta immagine tutte le foto sono state fatte dal ministrante Signor Bruno Fianchini, che ringraziamo di cuore )

Si ringrazia la Comunità dei Rev.di PP. Agostiniani in  particolare il P. Priore Padre Massimo Giustozzo e il Sagrista Padre Giuseppe Prestia per la cortesissima ospitalità .
Un particolare ringraziamento al Sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi per la sua devota  partecipazione.

Ad laudem Dei !


I ministranti, preceduti dal turiferario Lorenzo al termine della Santa Messa si avviano verso la Cripta per la preghiera davanti l'urna del Santo Taumaturgo Nicola da Tolentino ( Protettore delle Anime Purganti e Protettore dell'unità della Chiesa ).
La preghiera in Cripta per la Chiesa , la famiglia e i giovani.

L'Elevazione del Corpo di Cristo, fra nuvole d'incenso. 
Il Taumaturgo San Nicola che dalla celebrazione quotidiana, digne, attente ad devote, della Santa Messa traeva il sostegno per la vita sicurissimamente ha effuso la sua benedizione per questa devota e commossa liturgia.