sabato 12 gennaio 2013

Macerata. Dov'è la stella del Duomo ? L'hanno salvata i cittadini ( laici ) !


Cercando sul web la foto della tradizionale “stella” luminosa che fino ad alcuni anni fa veniva innalzata nella Cattedrale di Macerata prima della Messa vespertina del 6 gennaio mi sono imbattuto su questa notizia :
« venerdì 11 gennaio 2013
Macerata d’Inverno, la rassegna di eventi organizzata dal Comune di Macerata in collaborazione con la Regione Marche e l’Apm, propone per domenica (13 gennaio) gli ultimi appuntamenti in calendario.
Si ripete anche quest’anno, a cura del Cif Macerata, San Julia’ d’inverno, l’antichissima festa riproposta da diversi anni non solo come evento folkloristico, ma anche come ricordo della devozione verso il santo patrono della città, di cui si rivive in questa occasione il ritrovamento delle reliquie del 6 gennaio 1442”.
Proprio per illuminare questo giorno e omaggiare il santo, si usava innalzare una stella luminosa all’interno del Duomo. 
La tradizione è col tempo andata perduta, ma è stata riportata in vita di recente con l’unica differenza che la stella luminosa viene innalzata sul palazzo comunale dai vigili del fuoco. 
Per accompagnare il momento magico, l’appuntamento è a partire dalle 17 inpiazza della Libertà, con la partecipazione della Pro Loco Piediripa che si esibirà nel canto della Pasquella».

Cacciata dalla Cattedrale la "stella" ha trovato ospitalità in Municipio !
Alcuni anni fa dei chierici, preoccupati che in Diocesi ci fosse ancora troppo “spirito tridentino” avevano prepotentemente eliminato  l’innalzamento della "stella" luminosa che avveniva in Duomo nel pomeriggio dell'Epifania prima della Messa vespertina .
In quella sacrosanta festività nel ricordo dell'Inventio del Braccio di San Giuliano (6 gennaio 1442)  era esposta la preziosa reliquia del  Patrono di Macerata.
Dopo la Santa Messa, recitato l’Oremus del Santo, veniva impartita la benedizione  con il Santo Braccio concedendo poi ai fedeli di baciarlo devotamente.
Quando ero Maestro di Cappella del Duomo prima della messa vespertina dell'Epifania salivo  le scale che conducono alla cantoria, dove c’è lo splendido Organo del Callido a due manuali, e al suono della campana interna iniziavo a suonare alcune pastorali classiche utilizzando prevalentemente il registro dei “tromboncini”  fin quando la “stella” saliva lentamente .
Un secondo suono della campana interna indicava che la "stella" era posizionata.
Per rafforzare la bella tradizione maceratese della stella, che secondo i canonici del Duomo risaliva al secolo XVII, i bravi Cantori della Cappella Musicale della Cattedrale avevano preso l’abitudine di invitare a cantare alla Messa vespertina dell'Epifania  alcuni cori limitrofi avvalendosi anche  dell'ausilio di gruppi strumentali .
Alcuni Canonici, ormai morti, ricordavano pure la " stella " antica con i lumini ad olio !
Dicono che fosse assai pesante e che oscillava quando veniva innalzata  da un piccolo argano collocato ad hoc nelle stanze fra il tetto ed il soffitto.
Nel dopo-guerra la "stella" venne rifatta e dotata di  centinaia di lampadine colorate .
L'effetto era sempre molto suggestivo.
I miei ricordi di quella festa, che ha cambiato più volte la data a causa dei cambiamenti  post conciliari , sono molto belli  e si intrecciano con le melodiose campane del Duomo  ( I DO3 II MI3 III LAb3 IV DO4 ) che chiamavano i fedeli in Duomo .
Dopo la modifica ( discutibile) del presbiterio la "stella" veniva nascosta dietro la cattedra del vescovo e innalzata lentamente mentre l'Organo Callido suonava festosamente .
Altre stelle luminose della Natività si trovano attualmente in uso nella Basilica della Santa Casa di Loreto e in diverse chiese marchigiane.
Quella di Macerata, legata al culto del Santo Patrono, era una bella devozione continuamente riverdita  dalle attenzioni degli amici giornalisti che riservavano puntualmente all’evento i loro articoli informativi. Per questo la Cattedrale si riempiva puntualmente di fedeli aumentando la devozione nei confronti del Santo Protettore di Macerata .
Hanno certamente sofferto i tanti maceratesi che accorrevano al Duomo, assieme ai figli e ai nipoti, per far gustare la bellezza della “loro stella” che ondeggiando lievemente arrivava fino all'altezza del cornicione.
Difatti  dopo la revisione generale dell' impianto elettrico del Duomo, la tradizionale stella non è stata più innalzata !
Ufficialmente perchè le lampadine colorate erano di un voltaggio diverso ...
Evidentemente , non potendo e non volendo combattere contro l’integrismo , il fissismo e lo strapotere di certi cocciuti chierici - novatori desiderosi di imporre solo   le loro idee , i fedeli maceratesi sono stati costretti, al fine di salvare una bella tradizione cittadina, di  “laicizzare” la stella issandone una ( simile a quella del Capitolo ) sul Palazzo Comunale come riporta il comunicato stampa sopra citato.
Se ci fosse stato l’attuale Vescovo Mons. Claudio Giuliodori tutto questo non sarebbe accaduto e la bella e toccante tradizione della "stella" innalzata all’interno del Duomo non sarebbe mai stata interrotta !
Un consiglio ai bravi cittadini maceratesi che , con il loro impegno ed i loro sacrifici hanno perpetuato nei nostri grigi giorni la bella tradizione della "stella" luminosa in onore del Patrono San Giuliano : parlate di questa bella tradizione con il Vescovo Mons.Giuliodori e riportatela senza inducio  sotto le volte della Cattedrale nel pomeriggio dell’Epifania !
La Città ve ne sarà riconoscente !

Andrea Carradori

Da “Macerata Sacra” di Mons.Otello Gentili ( II Edizione del 1967 ) alle pagine 36-37 e 38) lo storico racconto del ritrovamento del Santo Braccio di San Giuliano Ospitaliere, Patrono di Macerata.

«Ma l'avvenimento più grande che riempì di gioia ì cuori dei Maceratesi devotissimi di San Giuliano, fu il prodigioso ritrovamento delle Reliquie del Santo Braccio, avvenuto il 6 gennaio 1442.
Ecco la succinta descrizione del fatto, desunta dall'Atto Notarile ancora conservato nell'Archivio Priorale, steso il 27 gennaio dello stesso anno dal Cancelliere Vescovile Bartolomeo di Rinalduccio.
Dopo la Messa Pontificale celebrata nella Chiesa Cattedrale dal grande Vescovo Nicolò dall'Aste, presenti il Podestà Mariotto di Antonio e i quattro Priori, Maso di Filippo, Francesco di Giovanni, Nicolò di Antonio e Antonio Simone di Giacomo, nonché il Vicario Generale, i Canonici, molti religiosi e una grande moltitudine di popolo, si presentò dinnanzi al trono del Vescovo un ragguardevole cittadino, vecchio di anni e ricco di virtù, chiamato Filippo di Nicola, il quale disse
di avere inteso da un illustre suo concittadino, morto da qualche tempo, che la Reliquia del Braccio di San Giuliano era nascosta fra le due colonne avanti l'altare maggiore della stessa Chiesa Cattedrale.
Senza indugio il Vescovo, dopo il canto del « Veni Creator Spiritus » e delle Litanie, ordinò che si scavasse nel luogo indicato e, dopo breve lavoro, si rinvenne un piccolo cofano che, preso con somma riverenza dal Vescovo, e aperto alla presenza dei Magistrati, del Clero e del popolo, conteneva un vasetto intorno al quale era una carta pergamena antichissima con le parole : « Hoc est residuum brachii Sancti Juliani »; dentro vi erano anche alcuni pezzi di carne e poche ossa. 
Si estrasse poi dallo stesso cofano il Braccio del Santo avvolto da un drappo di seta antichissima, con intorno un'altra pergamena con la scritta : « Hoc est brachium Sancti Juliani qui patrem et matrem interfecit ».
Fra il più grande giubilo di tutti, il Vescovo rimise ogni cosa nel cofano, che a sua volta fu collocato in una solida e ornata cassa chiusa da due chiavi, di cui una fu consegnata ai Priori della Città e l'altra al Capitolo.
Lo stesso Vescovo fece poi eseguire a sue spese la custodia d'argento, a forma di braccio, ove tuttora è conservata la Sacra Reliquia. Nella palma della mano e nell'avambraccio del reliquiario furono praticate due piccole aperture attraverso le quali sono visibili le Sacre Ossa.
Il polso è circondato da un braccialetto adorno di gemme e pietre preziose.
Il medesimo Vescovo Nicolò dall'Aste ordinò che, a ricordo del ritrovamento del S. Braccio, si celebrasse solennemente in Cattedrale, nel giorno dell'Epifania, la commemorazione di S. Giuliano.
Nel 1758 Benedetto Costa, Tesoriere della Marca, donò un'urna d'argento per conservarvi il Santo Braccio, che andò perduta nei movimenti politici napoleonici al principio del secolo XIX .
L'attuale urna d'argento, di finissimo cesello, sorretta da quattro cerbiatti e sormontata da una colomba che ha sul becco un ramo di olivo, è opera pregevole dell'artista maceratese Domenico Piani, eseguita nel 1859 coi fondi lasciati dal Canonico Ambrogio Capanna.
La festa del Santo, per antica tradizione, si celebrava il 13 gennaio .
Nel 1513 il Consigliere Giulio Ferri e il Capitolo della Cattedrale proposero di trasferire la festa al 31 agosto, per evitare le profanazioni e le baldorie che in quei tempi, purtroppo come oggi, erano frequenti nel mese di gennaio, a causa del Carnevale.
Ma la proposta incontrò forti opposizioni, per cui si decise di celebrare al 31 agosto la sola commemorazione di San Giuliano, rimanendo la celebrazione solenne della festa al 13 gennaio.
Nel 1613 il Vescovo Card. Centini trasferì la festa del Santo, per ragioni liturgiche, dal 13 gennaio al giorno successivo ; più tardi, nel 1627, il medesimo Vescovo ordinò che la festa solenne venisse celebrata al 31 agosto, rimanendo al 14 gennaio la sola commemorazione .
Le feste erano solennissime; ad esse prendevano parte tutti i cittadini nelle loro varie organizzazioni. In onore di San Giuliano fu istituita la Società dei Cacciatori, alla quale appartenevano i più distinti cittadini, e il cui capo, chiamato Signore della Caccia, doveva dirigere la festa del Santo, tenendo per quel giorno il governo della Città .
Alla processione prendevano parte, oltre alle Confraternite e alle Congregazioni religiose, tutte le "Arti" della Città, con le insegne e le immagini dei Santi Protettori.
Poiché durante la processione accadevano talora alcuni inconvenienti, il Consiglio di Credenza, con provvide risoluzioni, cercò di eliminarli.
Oltre alle solennità religiose, avevano luogo feste profane, quali la corsa dei "barbieri", la sfilata delle carrozze dei nobili, i fuochi artificiali, una grandiosa fiera con franchigia, e una solenne tornata dell'Accademia dei Catenati .
Ancor oggi, mentre al 14 gennaio si celebra con funzioni esclusivamente religiose e con l'innalzamento di una simbolica stella, il ritrovamento della Reliquia del Braccio di San Giuliano (commemorazione poi anticipata all’Ottava  dell’Epifania e - dopo l'eliminazione di questa - al pomeriggio dell’Epifania N.d.R.), al 31 agosto ha luogo la vera festa del Santo, con un ricco programma di festeggiamenti religiosi e civili e con una solenne processione.
Il popolo maceratese ha sempre avuto profonda venerazione per il suo Santo Patrono, e ad esso, nel corso dei secoli, è sempre ricorso con fiducia nelle pubbliche e private calacallmità ».

La  foto , tratta dal sito del Comune di Macerata, mostra una bella stella luminosa che NON è quella fatta costruire dal Capitolo della Cattedrale che , spero, sia ancora conservata negli scantinati del Duomo.
La foto sotto è di quest'anno (2013 ) : la stella issata sul balcone del Comune è assai somigliante alla stessa fatta costruire dai Canonici maceratesi : ha infatti le caratteristiche cinque stelle "satelliti".
Ci informeremo per sapere che fine abbia fatto la stella originale ...
Che tristezza però questo cambio di residenza della povera stella ...